Aprile - Maggio '78
GIORNALE UNITARIO DEL CONSIGLIO DI FABBRICA DELLA INNSE-MILANOTERRORISMO E DEMOCRAZIA
L'assassinio di Aldo :loro, tragica ccnclusione di un triste ed infame episodio di terrorismo iniziato con l'eccidio della sua scorta, non è un fatto che riguarda solo la Democrazia Cri stiana, ma ci riguarda tutti, molto da vicino. Nessuno può stare alla finestra a guardare come va a finire quan do è in gibco la libertà e la vita democratica di un popolo e chi appartiene a questo popolo deve fare una scelta di campo: o stare con le masse popolari che unite esprimono libertà e democrazia, o stare dall'altra parte! Non possono esistere co mode posizioni attendiate come quelle, per l'appunto, di stare alla finestra.
La situazione è grave. Il terrorismo e la violenza sono iniziate nel dicembre del 1969 con le bombe di piazza Fontana. Era l'autunno caldo. Da allora una catena interminabile di epi sodi terroristici e violenti ha insanguinato l'Italia.
I servizi di informazione, la Uagistratura, gli inquirenti, non sempre sono stati all'altez za, anzi, per quanto riguarda i servizi di informazione, quasi mai lo sono stati. Addirittura, con l'andar del tempo, sono emer se connivenza e complicità con certi ambienti politici che con la democrazia n on hanno niente a che vedere!
Per amore di verità., ci corre l'obbligo di far notare che gli uomini da far sedere su certe poltrone "delicate" sono sempre stati scelti dal vertice del Partito di maggioranza relativa che è al governo dell'Italia dal lo immediato dopoguerra
non c'è da meravigliarsi se in un apparato concepito per man tenere il potere acquisito, sono nate delle deviazioni aversi ve di destra (i processi in cor so lo dimostrano chiaramente). el frattempo gli atti di terrorismo, cgn notizie ufficiali sapientemente pilotate, sono sta ti attribuiti ora al "rosso", ora al "nero" E' la teoria degli opposti estremismi che"deve" portare consensi al "centro tradizionale"
C ome si vede: una tragica "roulette" con una posta ìn gioco sempre più alta, sempre più importante. E fateci caso, il "ros so" e il "nero" sono sempre usci ti al momento giusto: troppi con sensi dell'opinione pubblica alla sinistra? Usciva il fatto del terrorismo "rosso". Questo faceva crescere i consensi verso destra. A llora usciva il fatto di terrorismo "nero".
Ora è il momento del "rosso", an zi, lo è dal 2 0 giugno del 1 976! arà una combinazione, ma il terrorismo "nero" sembra non esi
etere più se non nei fatti avvenuti prima di tale data! Evidentemente la "roulette" è truccata ed i "croupiers" che la manovrano vogliono vincere la partita ad ogni costo.
Come abbiamo già detto, però, è in gioco l'avvenire democratico dell'Italia: una posta altissima che il movimento sindacale nen può lasciare in mano a nessuno, tanto meno a ohi tenta di barare! Quindi è giusto parlarne nelle fabbriche, sui luoghi di lavoro. E' necessaria chiarirci le idee. S appiamo che le cose promesse da tempo e mai realizzate hanno prodotto nel mondo giovanile in soddisfazione, rabbia, frustrazione; è uno stato d'animo che, se non controllato dal raziocinio, può portare a manifestazioni di intolleranza o, peggio ancora, di violenza; i saccheggi definiti "espropri proletari", l'incendio. delle amtomobili di privati cit tadini, l'uso delle spranghe di ferro come mezzo di convinzione, ome possono essere considerati strumenti di democrazia popolare?
in questo numero :
pag. 2 Lettere a "il meccanico".
pag. 4 Politica di settore.
pag. 6 Bozza per una definizione dei ruoli Innse-Italimpianti.
pag. 7 CO2 ovvero Quando il gruppo omogeneo discute, decide, controlla, ricerca.
pag. 8 Strumenti per una prevenzione primaria.
pag.1O A scuola con le 150 ORE.
pag.12 La gestione dell'inquadramento.
pag.13 TRUCIOLI a cura di *UP il sovversivo..
pag.15 Argentina '78
3i sogna avere il coraggio di fa re mare ia indietro per non diven ire strumento dei prnvocatori che senz'altro si sono infiltra ti e che teorizzano sulla necessità di abbattere lo stato con i sistemi che le varie E rigate Rosse hanno messo in atto. I risultati si vedono. L'opinio ne pubblica proprio perchè angosciata dalla paura e dall'impotenza dei mezzi di difesa che lo stato ha, comincia a pensare al la pena di morte come mezzo esor cizzante. E' una china pericr2osa, quella del pugno duro: si sa quando comincia , ma non quan do finisce.
Noi diciamo, invece, che le leggi esistenti sono Sufficienti: basta farle funzionare! Ma ci vuo le la volontà politica di farle funzionare, quindi bisogna canibiare uomini e cose non adatti allo scopo. E poi basterebbe rea lizzare le cose che,come prima dicevamo, sono sempre state pro messe e mai sono state messe in atto!
E poi, siamo contro tutte le dit' tatures siamo contro le dittature imposte dai carri armati che vengono da fuori, come è capitato nei paesi dell'est europa, ma siamo anche contro le dittature o i "regimi forti" che nascono dalle crisi economiche e dal caos dove l'intervento aster no non è fatto di carri armati, ma di intrighi e di destabilizzazione (il Cile insegna...).
Sappiamo che ci attende una lotta dura, non può essere diversamente. D a sempre libertà e democrazia sono costate sacrifici
ed impegno alle masse popolari, ma un popolo che con la sua Resistenza ha abbattuto il nazifascismo non può perdere contro pochi terroristi, anche se spietati e ben agguerriti.
P. V.
sabato 6 maggio 1978
Necropoli
Giuseppe Piva, romano di 64 anni è stato trovato morto a casa sua, giovedì scorso. Un infarto l'aveva stroncato un anno e mezzo fa. Nessuno si era però accorto della sua scomparsa. Nè il postino, nè la figlia, nè il vicino, nè l'omino del latte, nè gli impiegati del gas o della luce. S'è rotto un tubo, l'acqua ha allagato di sotto, sono arrivati i pompieri ed hanno trovato lo scheletro di Giuseppe Piva. Più fortunato di lui il pittore Pio Ronzani, romano di 55 anni. E' morto da solo, a casa sua, due mesi fa. L'hanno trovato mercoledì, dopo soli sessanta giorni. E in queste cittd di morti svuotate da ogni elemento di comunicazione, di socialitd e quindi di controllo vogliono trovare le Br. Hanno ridotto Roma ad una necropoli in cui uno non si accorge se da un anno il vicino è schiattato. Figurarsi se si accorge che accanto alla porta abitano i terroristi. Nella cittd dei morti gli assassini sono pesci nell'acqua.
Lettere a " il meccanico "
Sano un lavoratore pendolare che vuole esprimersi con rammarico per la mancata adesione dei suoi compagni alle ultime manifesta' zioni fatte. Con specifico riferimento al giorno del barbaro assassinio di 5 lavoratori di polizia e al rapimento di Moro !Capisco le esigenze del voler torna re a casa ancora con la luce del sole,ma quel giorno(proprio quel giorno così importante da dimostrare l'unità dei lavoratori) si è approffittato dello sciopero per andare a vangare l'orto, per sbiancare il mobiletto, per andar a prendere la moglie sul lavoro, per far partita al bar. Con quanto dolore ed amaro in bocca sono rimasto poi al sentire che tutti hanno fatto ressa sul treno pendolare il quale non poteva più partire perchè coloro che non riuscivano a salire si mettevano in mezzo ai binari.
Quale esempio abbiamo dato alla società?Apatia, menefreghismo, opportunismo ecc. So cosa vuol dire fare il pendolare soprattutto per i turnisti, ma appunto per questo dobbiamo di mostrarlo, gridarlo che è stata una scelta del capitale quella di voler concentrare in alcuni posti e naturalmente solo al
nord le fabbriche senza industrializzare la campagna.Arriviamo sul lavoro con già due ore di viaggio, quindi non abbiamo neppure voglia di parlare sul treno sia al mattino che la sera, quando si può si dorme o si gioca a carte, per riposare o distrarci un pò.Alle 17 ci si cambia in fretta per prendere il primo treno altrimenti non • c'è più la coincidenza e si arri va a casa due ore dopo;si mangia si guarda la tele e a letto perchè domani mattina ci si de ve alzar presto. Così non si par tecipa alla vita sociale né in fabbrica né al paese, anzi, col rischio di infortunarsi sul lavoro perchè il fisico cede e i riflessi non sono più quelli di prima. Una realtà che dobbiamo dire, una scelta del capitale che non ha mai voluto ed ha sempre avuto paura dell'unità dei lavoratori. Andiamo nel C.D.F.discutiamone,perchè la lotta della fabbrica non si disgiunge da quella del paese, coinvolgiamo i sindacati di zona, i CUZ, per collegare la lotta per cercare una forma che possa vederci almeno in faccia alle manifestazioni, ed alla vita sociale in fabbrica.
P. EhZIA DEMOCRA dl Aldo Sinionclnl
SGOMBERARE... ... 5GOMSERARkl
manifestare e' un dirit,0 i /e:h/aratri • • e' un modo per gar va/ere /e nostre richieste . .
- per potere /ai/arare e vivere mey/io,?..
POLITICA DI SETTORE
Il seminario delle Aziende Impiantistiche Manifatturiere te nutosi a Lecco nei giorni 31/3 e 1/4 ha approfondito l'analisi sulle cause della crisi del settore manifatturiero, riconfer mando la validità della piatta: forma rivendicativa del settore. Sulla .base degli sviluppi del dibattito • delle realtà ulte-_ riormente maturate nel Paese, ha inoltre operato quelle integrazioni e puntualizzazioni necessarie ad utilizzare le rivendicazioni su cui chiamano al confronto le PP.SS, per la costruzione di un piano di settore nel cui ambito le singola autonomie aziendali trovino adeguati spazi reouperando al contempo una dimensione e un indirizzo compatibili agli interessi più generali del Paese. Il settore impiantistico delle PP.SS. costituisce una realtà già operante sui mercati inter nazionali ed ha avuto origine dalle necessità delle singole aziende di corrispondere con una presenza coordinata ad un nuovo tipo di domanda emergente a livello internazionale sul mercato degli impianti industria li.
L'evoluzione tecnologica ha infatti orientato le azienda di produzione verso l'acquieto di impianti completi per nuove tecnologie e processi: i singoli produttori di macchine e componenti tradizionali sono quindi entrati in crisi, ed anche le produzioni basate su nuove licenze non hanno trovato mercato per la presenza di operatori che offrivano le stesse componenti di altra provenienza nell'ambito di forniture più complesse ed articolate. Questo nuovo modo delle Azien de di rapportarsi tra di loro nei confronti della domanda, mentre ha consentito la verifi cm in positivo delle capacità complessive che il settore é in grado di esprimere, ha fatto altresì emergere carenze e lacune in termini di bilancio tecnologico (necessità di acquisir* • sviluppare i Knowhow necessari) e in termini
di strutture organizzative ed operative.
Le carenze tecnologiche sono relative a quei processi e componenti di impianti che tuttora vengono offerti al cliente in forma di interine-. diazione o con un ruolo di pura officina, essendo andate perdute in una errata gestione dei maggiori investimenti impiantistici delle PP.SS. le occasioni più significative di qualificazione delle manifatturiere italiane.
I problemi organizzativi eviden ziano le incapacità dei vertici delle PP.SS. di cogliere i nuovi aspetti del mercato e di darsi una conseguente strategia.
Coprendo tale incapacità con un equivoco concetto di "auto nomia aziendale", le PP.SS. hanno in effetti dimostrato la perdita di ogni ruolo di coordinamento sulle aziende pubbliche, abbandonate a se stesse nella crisi ed in completa balia di scontri di potere e manovre clientelari.
A fronte di tutto ciò emerge la esigenza per il settore impiantistico di sviluppare il proprio ruolo primario anche in senso positivo nella ricon versione delle aziende PP.SS. nella programmazione del teE ritorio, delle infrastrutture dell'indotto utilizzando le ca pacità e le competenze già acquisite, trovando contemporanea mente in questo tipo di intervento l'occasione di recupero del gap tecnologico tuttora esistente anche attraverso una politica di formazione professionale programmata e qualificata e quindi una maggiore capacità complessiva di affermare l'impiantistica come una delle primarie voci nelle esportazio ni del Paese.
Nella stessa ottica va affrontato il problema della diversi ficazione produttiva, rispetto alle tecnologie che a livello internazionale vanno affermandosi, con particolare riferimento alla metallurgia non far rosa, alla industria di trasfor mazione delle sostanze alimentari, e al settore energetico (per li interventi di competenza) ecc.
Nell'ambito della ristruttura
zione delle PP.SS. devono essere individuate strutture ed articolazioni compatibili ai livelli di integrazione raggiunti in termini operativi dal le aziende del settore impian tistico, tenendo anche conto del fatto che a tale settore, per le sue caratteristiche di intervento, interessa orizzonalmente altri settori indudelle PP.SS. (ad esem-12 siderurgia, agro-alimentare, energia, automobilistico, ecc). re in particolare necessario rin,?,ndicare una opportuna articolazione anche a livello di governo, di tutti gli interventi e le integrazioni ne cessarie a favorire e gestire l'interscambio tra materie prime ed impianti industriali le attività di penetrazione promozione commerciale verso l'estero con particolare attenzione ai criteri di disponibilità del credito nell'ambito delle politiche e delle strategie più generali perseguite.
In materia di integrazione e in compatibilizzazione di ruo li e competenze tra le aziende del settore impiantiatico nei rapporti intersettoriali, i lavori del seminario hanno individuato i limiti del documento delle finanziarie Finsider e Finmeccanica (12/12 u.s.) - In particolare tali limiti si estrinsecano nella non comprensione di alcuni concetti base relativi:
alle intese bilaterali, che non devono essere focalizzate sui criteri di spartizione delle commesse acquisite .ma privilegiare il rapporto tecnologico come strumento prope deutico alla affermazione sui mercati;
alla politica dei ricambi, che deve essere da un lato momento di qualificazione del le manifatturiere su nuove prg duzioni da identificare, stan' dardtzzare, ed ottimizzare in stretto rapporto con le emien-' de di produzione (utilizzatr1' ci dei ricambi stessi) e di rl cerca (CSM), dall'altro, eleme% to di stabilizzazione dei live,1 li occupazionali ed utilizzo degli impianti, fornendo la possibilità di produrre a "ma' gazzino" nei momenti di riflo: so delle commesse;
.alla organizzazione dei dati di ritorno sui quali coinvol'
gere in modo continuo e siste matico tutte le funzioni del settore (particolarmente la ricerca) per l'ottimazione degli interventi;
alla esigenza a mantenere all'interno dei singoli cicli produttivi la fase del montag gio come momento immediato e fondamentale di verifica della qualità del prodotto;
alla programmazione dell'in dotto tramite la quale i cicli produttivi delle singole aziende dovranno essere verticalizzati e omogeneizzati con la riassunzione all'interno di tutte le fasi decentrate in appalto; ciò deve consentire, assumendo la ten rione alla ricerca come componente permanente del lavoro e della professionalità Per il processo dialettico di reciproca ottimazione tra le varie fasi di uno stesso processo produttivo, come condizione base per il mantenimento dei necessari livelli qualitativi.
organizzazione del Lavoro di ....._12.1p Gpo e politica impiantisti Ca
La costruzione di un prodotto sia esso una macchina o un impianto, é necessario che abbia in sé tutti gli aggiornamenti tecnologici e tutte le misure atte a garantire la sicurezza del lavoro, i
livelli ambientali non nocivi per chi ci lavora, le caratteristiche di salvaguardia del territorio (cioé bassi indici di inquinamento, non sconvolgimento del paesaggio, ambientale e naturale). Il raggiungimento di questi obiettivi passa complessivamente attraverso uno sforzo congiunto tra coloro che pre siedono alla fase progettuale (i quali devono considerare questi elementi come "obiettivi vincolanti" e devono te nero conto delle indicazioni di feed-back sia di chi utilizza la macchina o l'impian to sia di chi lavora alla ricerca e allo sviluppo del Know-How).
La possibilità di definire il flusso di informazione non può però per la complessità del problema essere lasciato al volontarismo del singolo o del grupo di lavoro ma deve essere codifica to in un quadro più ampio di "protocolli" tra le varie aziende che contribuiscono alla costruzione dell'impian tn inclii9e le aziende commit tenti, almeno per quelle del gruppo.
La politica impiantistica tiene conto di quanto sopra detto compatibilizzan dolo al quadro di riferiZ mento politico, nel rispet to e nella definizione dei ruoli delle singole aziende del settore.
Il lavoro di gruppo avendo la capacità di interventi articolati é lo strumento indispensabile alla costru zione di una politica im = piantistica in quanto permette la individuazione e la gestione democratica dei ruoli. Nel processo di ristrutturazione industriale il lavoro di gruppo favorisce i rapporti con le strut ture territoriali, regionale, sanitarie e con i °gruppi ergonomici"; permette, quindi, di individuare i campi di ricerca finalizzati al superamento dei model li culturali esteri tramite Voffirelazaz;onedelle variabilità progettuali.
Nella fase di riconversione industriale l'acquisizione di Know-How richiede da parte delle aziende manifatturiere, di ricerca, di proget tazione, uno sforzo che pur tenendo conto dei parametri più ampi di valutazione, riporti l'industria manifatturiera nei mercati internazio nali. La non commercializzazione del prodotto e una diversa politica dei ricambi sono gli strumenti tecnici indispensabili al fine di garantire una continuità di lavoro alle aziende manifatturiere che in questa fase sarà non assistenziale solo se la organizzazione del la voro é capace di pilotare verso un rinnovamento tecnologico la struttura produttiva delle aziende.
Bozza per una definizione dei ruoli e relazioni Innse e Italimpianti
Nell'ambito delle politiche rivendicative del settore i.piantistico, congiuntamente i C.D.P. Inno* e Italimpianti ri chiedono che le direzioni del= le due aziende concordino in tempi ristretti un rapporto di collaborazione integrato che porti alla attuazione di dette politiche tramite la definizione dei rispettivi ruoli in funzione degli obiettivi comuni dalle competimi* specifiche.
1 - i.tnee di indirizzo generale
L'Analisi della politiche attuai mente in atto da parte delle dire
zioni Inno, • Italimpianti porta a concludere che: mentre da parte Italimpianti si tende a svolgere un ruolo egemonico condizionante lo sviluppo delle aziende manifat turiere del settore, contemporaneamente l'IAnse anziché Organiz zare • sviluppare la propria pro pria progettazione autonoma • la fabbricazione di officina tende ad espandersi nelle attività di impiantistica generale (infrastrut tare-onere civili- capannoni), a compensare le propr e lacuna col decentramento produttivo (grosse aliquota di appalto di progettazione e di produzione), annullan 0 di fatto le capacità di cresci a professionale dei lavoratori.
A frc,n-;.,, di quanto sopra i C.d.F. Ihmsn ed Ital.l.mpianti identifica Z3 coma nocessar:.: laeguenti punti di indirizzo:
a) -Prevalenza della problematica tecnologica nei rapporti tra le
due aziendeiciè significa l'abbandono di rapporti veramente commerciali per instaurare congiuntamen te una nuova politica basata sull autonomia tecnologica da persegui progressivamente fino alla definizione di un prodotto finale valido per potersi collocare sul mercato come sintesi delle esperienze deri vanti dalla attività di ricerca applicata sino all'esercizio.
- collaborazione a partecipazione congijnta alla ini ziativa commerciale verso ;orzi che pur conservando la necessaria responsabilità globale • unitaria nei confronti del committente, impegni le singole aziende per responsabilità • conto economico.
- reciprocità nella ripar tizione dalla commesse sulla base dei ruoli • competen ze identificate.
- collaborazione a livello programmatico e operativo per la ottimizzazione dei prodotti. Affrancamento progressivo delle licenze sulla base di un programma ben definito nei tempi e nei contenuti, per la acquisizione di una autonomia tecnologica completa nei campi di pertinenza.
- reciproca • sistematica collaborazione per tutte le fasi del ciclo impiantistico, compresa l'acquisizione
dei dati di ritorno, con una logica che superi i limiti della committenza.
- organizzazione della politica dei ricambi trami te la standardizzazione delle componenti di impianto.
2 - Integrazione delle polititi
-programma operativo di col borazione per l'affrancamento dalle licenze per le macchine derurgiche (macchine C.C., tre di laminazione per prodotti pi ti e lunghi).
dividuare le convenienze °con!):
-studi di fattibilità per i miche e tecnologiche alla base, delle scelte impiantistiche ci patibili col sistema da realid' re.Ciò è validosia per le corni, nenti siderurgiche che per le macchine utensili in sistemi i tegrati di officina.
-definizione in comune di P grammi da realizzare congiunti mente con le altre componenti piantistiche (Ansaldo, CMI, Ad impianti, termomeccanica,ecc.) con il CSM e con le aziende di produzione del gruppo (Italsid Terni, Cogne, Breda, ecc.) pef obiettivi di ricerca metallurg E ca • meccanica al fine di otti mizzare il prodotto impiantisd co.
nella nuova ottica di una log3( integrata tra le varie funziof r attività, l'INNSE si individ quale progettista • eostruttof , di macchine utensili, presse, P cilindri, macchinario per la en derurgia (gabbie di laminaziodn vie a rulli, colate continue),I l'Italimpianti, ia ama visione, di ingegneria dei sistemi e des loro componenti, svilupperà ld i scelte impiantistiche, la pro " gettazione di base e generale C dell'intero sistema o sottosid ma.
4 - Definizione e verifica de3 1rapporto di collaborazioat F La definizione del rapporto 408 collaborazione tra le aziende C deve pertanto avvenire sulla tir a se di quanto sopra esposto; eíli reso operante tramite specifiCn strutture organizzative, che 12 riodicamente verificheranno l" attuazione del rapporto di CO2 1 borazione in incontri prografl'l ti con i C.d.F. INNSE-Italim0.,d ti, previa preventiva informe' , a va generale.
CO2 QUANDO IL GRUPPO OMOGENEO DISCUTE, DECIDE, CONTROLLA, RICERCA
"Alla sera quando andavo a casa avevo gli occhi come due palloni:' "Ogni settimana cambiavo pelle, eravamo come serpenti
"Ci abbronzavamo come al mare"
I "Ogni 1 / 4 d'ora andavo al rubineL to perchè avevo la bocca impasta ta e la gola secca"
,1 "Avevo un cerchio alla testa"
"Mi è venuta la pleure"
s "Si è aggravata la congiuntivite"
e
""Mi è venuta la gastrite e mi bru ciava lo stomaco"
if 'Alla sera non mi tirava più non sono vecchio, eppure.
Questi sono gli elementi soggettivi emersi durante l'assemblea del ;Li gruppo omogeneo tenutasi 1'11 /4/78
10 irt presenza della Commissione Am biente e dei rappresentanti del li C- D. F.
;f Questi erano gli effetti causati dal -d; l a saldatura in gas inerte (miscela :i 80 % Argon - 20% CO 2 ), che il i t g ruppo omogeneo dei rifiuta da 5 anni e che ha costretto la direzione ad apportare varie mo dificheall'i mpianto per saldare ("Ini-aut omatizzazione, aspirazio ne. ecc.) e fatto misurare già quantità di gas disperso in aria
Per ben 3 velte (SMAL 12/76 - Gli nica del Lavoro 8 / 7 6 - Commisero ne Ambiente e direzione 4/78).
L:
!I risultati sono sempre stati gli s tessi: dai 20 ai 35 cm. dalla maschera si rilevano 300 ppm di CO (MAC CO: 50 ppm) e 0,2 di ozono 0 3 (MAC op • 0 , 1 ) 3. PPITI •
SIA1V10 NEL CAMPO DELL'AVV E LENAMENTO.
'; Per non parlare poi della lumino sità e dei raggi ultravioletti.
Ora la direzione torna all'attacco ol e dopo un certo periodo in cui cl non sono Stati effettuati soetanziali cambiamenti e la CO2 non 5 è *tate completamente automatizzeta. pretenderebbe di farla uti1i tirando in ballo l'alta pro tj du ttività e le prossime grosse s trutture per Bandar Abbas.
----‘ ,r,,---\_r".. /"-`--,('•---, (... ALLE_y osT E RICEKCHf -J RA4AZZI, SS O COTR)BUIRE -) "-- PER PReVESIR 9./ INFORTUNI (0 -7"; NELLA NOSTRA FAWRICHETTA -1, SEDE -.5 p ii •-• e ko.,—(\......C.D.F. --"-jut\ "L. '-'e ..7 (........ ._,; •••,„.
Se attualmente rifiutiamo la CO 2 non è perchè non vogliamo lavorare, ma perchè è una "innovazione" tecnologica che aggravereb be le già pesanti condizioni ambientali in carpenteria. E con questo vogliamo ribadire a chiare lettere che non permetteremo la spedizione del lavoro in altre car penterie dove gli operai sono più ricattati e meno organizzati; quin di non accetteremo il ricatto "o lavorate così o mandiamo il lavo ro fuori".
Se è in gioco la produzione la di rezione si agita, se è in gioco la salute degli operai la direzione o è latitante o ricatta.
Non aspetteremo delle generiche proposte: vogliamo vedere realiz zato ciò che è stato sottoscritto in materia di bonifica ambientale (accordo aziendale 1/12/78) e ve dere applicate le proposte dello SMAL (documento del 76). E su questo saremo attenti e con trolleremo.
G. S. della Comm. ne Ambiente
Reparto contabilità UFFICI IN CANTINA
Nel 1972 gli uffici ~sinistrativi trovarono "provvisoria" sistemazione nel più malsano luogo del palazzo uffici dartinato a deposito. Questa sistemazione, perdurando il provvisorio, sta gravemente danneggiando quanti in questo luogo vivono otto ore al giorno. La Direzione, che già da tempo ha preso atto della grave situazione, ai ostina a cercare soluzioni che richiedono tempi lunghi e scarse probabilità di successo. Secondo noi occorre trovare subito una sistemazione provvisoria in luogo sano nell'attesa ohe sia risolto il problema nel rispetto dello statuto dei lavoratori e del contratto di lavoro.
Tutti gli altri rimedi, compreso quello di far soggiornare gli impiegati invalidi in uffici "climatici" indicatissimi nei casi d'artrite, servono soltanto a spendere inutilmente del denaro.
E' primario il ruolo del gruppo omogeneo Strumenti per una prevenzione primaria
Si ha la sensazione parlando di medicina preventiva di trattare un argomento di cui tutti capiamo la importanza e sentiamo l'esigenza, ma che non ci riguarda direttamente e che in ogni caso demandiamo a strutture medico-scien tifiche (Ospedali, Mutue, Consulto ri, medici, ecc.).
Ma prevenire una malattia signifi ca imbottirsi di medicinali, sotto porsi a tutta una serie di esami più o meno generici, oppure dele gare a medici o servizi sanitari il compito di "scoprire" i nostri malanni?
Noi pensiamo che tutto ciò non bannichè prevenire una malattia i o:Ittica soprattutto evitare che la et_tssa si instauri e quindi agire e •'le cause che la determinano.
In questi ultimi anni è venuta a crearsi una nuova coscienza nei lavoratori, determinata da proble rai materiali di organizzazione del lavoro, tecnologie, ritmi. L'aver individuato nella struttura produttiva le cause non solo di in fortuni, ma anche di malattie pro fessionali ha rafforzato sempre di più le iniziative volte alla preven zione di tipo primario, quella cioè che ha lo scopo di evitare l'insor re celle malattie rimuovendone le cause e che quindi si indirizza srprz.ttutto verso gli impianti, mac chinari, ecc.
Questo termine viene anche utilizzato in modi molto diversi, ad esempio: dalla case farmaceutiche che "prevengono" attraverso i medicinali, agli istituti sanitari privati che fanno delle analisi genera li (screening, check up, ecc.), dai centri di ricerca, in particolare quelli per i tumori, ai servizi sanitari interni alle aziende, tipo Fienili, che vorrebbero arrivare a tenere sotto controllo la salute di tutti i lavoratori.
Per molti anni la classe padronale è riuscita a far passare l'accet tazione da parte della classe operaia e delle sue organizzazioni che la tecnologia (impianti) e l'am biente di lavoro fossero un dato obiettivo sostanzialmente non muta bile.
Partendo da questo concetto appa re allora evidente come il massi mo ottenibile per le condizioni di sorgiate di lavoro o possibilità di rischio, fosse una maggiorazione salariale, ovvero la monetizzazio ne della rthciwito Si può chiaramente intravedere allora come la scelta della mone tizzazione porti inevitabilmente l'individuo ad uno stato di passivi tà e non possibilità di intervenire su impianti ed ambienti: impianti ed ambienti che in definitiva un po' gli appartengono dal momento in cui ci lavora e vi trascorre gran parte della giornata.
LA SMETTI Di SCORREGGIAgEi
Lo stesso piogresso scientifico'tecnologico inoltre, proprio perchè non è messo al servizio dell'uomo e della sua emancipazione, ma è solo uno strumento per accrescere il profitto, ha contribuito a peggiorare le condizioni di intollerabilità, pericolosità e nocività del lavoro.
Queste condizioni tendono di continuo a peggiorare: oltre ai mali antichi degli impianti, delle mac chine insicure e delle sostanze dannose, molti altri elementi rendono nocivo il lavoro quali il microclima, il rurn ore, l'illuminazione, i fumi, i gas, i vapori, le polveri, le vibrazioni, gli orari di lavoro, i turni, gli organici compres si.
Per arrivare quindi ad una prevel3 zione primaria t fondata sull'impia3 tistica, non basta la disponibilità dei tecnici, quando per "tecnico" si intende l'esperto che in genera le ha la conoscenza e gli strumell ti per individuare e rilevare la cività di impianti ed ambienti.
A nostro avviso occorre soprattul to la volontà di tutti i lavoratori la cui esperienza diretta porta all'acquisizione di un bagaglio di conoscenze tanto ampio quanto ace nosciuto a tecnici e ricercatori.
Non c'è altro mezzo quindi per determinare la tollerabilità di ut!, ambiente di lavoro che il giudiz soggettivo dei lavoratori stessi.
E' da questo presupposto che nasce la ricerca degli strumenti pil validi per difendere la salute in fabbrica è cioè il principio di non delegare a nessuno (nè tecr, ci, nè medici) questa lotta e la individuazione del gruppo minimo o omogeneo, cioè il gruppo di 1, voratori che compie lo stesso ti!"‘ di lavoro, dello strumento con c l3 valutare le condizioni di nocività in base alla quale i lavoratori 9 g biliscono come, quanto ed in qtta li condizioni debbano lavorare.
Quali strumenti ha il gruppo orno geneo per individuare i fattori di nocività ed in che modo può inter venire concretamente per eliminarli?
Un primo momento di incontro è quello delle assemblee del gruppo omogeneo dove sarà la collettività dei lavoratori interessati, cioè i soggetti più idonei a determinare ed individuare i fattori di pericolo, a valutare l'entità dei fenome ni nocivi, a decidere i rilievi ne cessari e gli interventi da effettua re.
In questo senso prevenzione è pri ma di tutto informazione e conoscenza. Non si può infatti ovviare un pericolo se non se ne individuano compiutamente le fonti.
Gli strumenti tecnici di rilevazioni da soli non sono sufficenti in quanto Possono prendere in esame un solo elemento di nocività alla volta; sono quh-Idi importantissime le osserva zioni soggettive del gruppo cmoge neo, che naturalmente individuerà alcuni aspetti di nocività, di cui si rende necessaria la misurazione.
Sarà nuovamente il confronto nel gruppo omogeneo ad analizzare e dare giusta dimensione ai dati emer si dalle rilevazioni e dalle osserva zioni"mettend o assieme" i vari fatto ri nocivi ( per es. fumo caldo+ Posizione scomoda+rumore non si Possono semplicemente sommare perchè nell'arco della giornata sen za pause si possono moltiplicare)
Su questo modo di procedere e su ll'importanza delle osservazioni soggettiv e le direzioni aziendali nu trono ovviamente una grande avver sione; molta importanza danno inve ce alla massima concentrazione ac cettabile di una sostanza (i M. A. C.).
I MAC però ci possono dare solo una indicazione relativa e parziale del grado di nocività perchè consi decano una sola sostanza alla volta e non le varie interazioni dei diversi fattori e le condizioni soggettive degli individui interessati.
Inoltr e in Italia le tabelle dei MAC non esistono e dobbiamo ricorrere a quelle americane e tedesche che vengono elaborate in base a pro ve eseguite su animali (quindi non a utomaticamente trasferibili all'uo mo) e con riferimento a persone tipo (sane, con una certa robustezza) con un determinato peso, ecc).
Dopo il confronto è indispensabile catalogare tutti idati emersi in ta belle che vanno verificate con la necessaria periodicità stabilita dal gruppo omogeneo. Queste perio diche verifiche servono per rilevare l'andamento dell'inquinamento nello ambiente ( registro dei dati biostati stivi).
A questo punto è importante sapere localizzare tale inquinamento, infat ti si devono rapportare le rilevazio ni ai posti di lavoro (mappa di rischio) in modo da permettere ad ogni singo lo lavoratore di controllare la nocività locale.
Questi due strumenti (tabelle biostati stiche e mappa del rischio) danno la possibilità di stabilire luoghi e tempi migliori per intervenire preventiva mente con le necessarie modifiche alle attrezzature e agli impianti.
Una volta individuati gli interventi è indispensabile realizzare una piatta forma che veda due momenti: unpri mo momento di rivendicazione assie me al delegato, al C. d. F. alla corri missione ambiente; un secondo di con trollo dell'effettiva realizzazione nei tempi concordati. Sorsi
E' importante prevedere anche mo menti di penalizzazione nei confronti dell'azienda nel caso non esegua le modifiche entro i tempi stabiliti, at tuando momenti di autogestione e di limitazione dell'esposizione ai fattori di nocività non rimossi, ad esempio con sospensioni retribuite del lavoro alternando la produzione con periodi di pause stabilte inmodo da ridurre il fattore di rischio.
Una volta effettuate le modifiche pro grammate è necessario il controllo dell'efficacia delle stesse, che dovranno essere sempre verificate dal gruppo omogeneo attraverso il dibat tito ed il confronto in assemblea del le osservazioni soggettive e dei dati delle rilevazioni individuate dalle nuove indagini e controlli,. Ma questo lungo lavoro di analisi, ri cerca, controllo, modifica quando da rà i suoi risultati concreti?
Quando una particolare sostanza no civa o l'inquinamento generale dello ambiente sarà realmente eliminato ed il gruppo omogeneo avrà raccolto attraverso l'esperienza un maggior controllo del reparto in cui lavora.
L. B. -G.S. -M. T.
Il parere di un lavoratore - studente A SCUOLA
Le scuole medie 150 ORE per i la voratori sono una grande conquista sindacale. Tale conquista ha portato il nostro paese a salire di un gradino nell'ambito della civiltà e della cultura di massa. La possibilità data ai lavoratori di recuperare quella cultura ohe in età infantile non hanno avuto, permette loro di capire meglio tutti quei problemi che li circondano sapendo come affron tarli e come difendersi.
I risultati avuti in questi anni di scuola 150 ORE, si notano nel la coscienza e nell'accresciuto interesse politioo-sindacale di ogni ex alunno che ha seguito ta li studi.
Stadi che non si limitano solo ai problemi politico-sindacali, ma a farei i conti della busta paga che prima non si sapevano fare, oltre ai problemi di lavoro (tipo infortuni, malattie pro feesionali o dovute all'ambiente di lavoro), della casa (affitto, spese e ripartizioni varie) e del la zona (inquinamento, scuole, servizi sociali, eco.).
Tale ooscienza ha portato i lavo ratori a fare nuove scelte. Soel te che non sempre sono soddisfacenti per i nostri dirigenti politici e per i nostri datori di lavoro che in questi ultimi tempi fanno di tutto per indebolire la «inquieta della 150 ORE oon boioottaggi vari: cosi il mini-
CON LE 150 ORE
stro dell'istruzione con circola re impone lo studio della lingua inglese, ritenuta e riconosciuta da tutti inutile per quel poco di insegnamento che si riesce a fare con le 150 ORE (deviandoci dallo studiare quelle cose che ci servono nella vita sociale). Tale lingua si deve però studiare perché così è stato firmato dai rappresentanti sindacali al momento dell'accordo; é quindi una materia effettiva come la altre, pena la non convalidazione degli esami dell'anno 77-78 e il licenziamento degli insegnanti di inglese che dopo tanti anni sono di ruolo.
Inoltre i datori di lavoro all'in terno delle fabbriche cambiano i turni da diurni a notturni e casi biano il tipo di macchina perché manca il sostituto.
DISIMPEGNO DEI SINDACATI
Vuoi per la crisi economica che il nostro paese attraversa, vuoi per i problemi politici-sindacali, da risolvere, i nostri dirigenti sindacali (a tutti i livelli) non si impegnano a difendere questo patrimonio culturale che tante lotte e tante ore di sciopero so no costate ai lavoratori.
A Milano dove prima c'erano dei coordinatori pagati dal sindacato nell'ambito delle 150 ORE, con il compito dì affrontare i proble
DOPO TUTTO QUELLO CHE
FACCIAMO PER ROCCIARE I LORO FIGLI 21
mi dei singoli tra scuola e fabbrica e quelli collettivi tra scuola e consiglio di zona, adei so non si vedono più perchè paga ti dalla regione visto che il siii dacato si è rifiutato di pagarli4 La mancanza del coordinatore ha portato noi corsisti a formare (insieme agli insegnanti) una comtissione per affrontare tutti i problemi che vengono posti nel le scuole della zona 12 (M. Polo, Bertolazzi, Pascoli, Segrate. Nelle riunioni della commissione clè anche la presenza di un rappresentante per ogni settore pro duttivo, ma purtroppo manca quel lo del settore metalmeccanico, che, ironia della sorte, è proprio il settore promotore delle 150 ORE.
Ma i problemi non si limitano a quelli organizzativi, ma anche a quelli didattici.
ALFABETIZZAZIONE
Quasi in tutte le scuole sopra citate, si nota la difficoltà di insegnamento da parte degli inse guanti nei confronti di alcuni corsisti che o perohè impegnati fin da piccoli dal lavoro si sono dimenticati di come si leggono o scrivono alcune lettere, o perchè non avevano completato la scuola elementare, hanno bisogno di lezioni di alfabetizzazione. E' chiaro che nelle medie è impossibile fare lezioni di alfabe tizzazione nel breve tempo delle 150 ORE, quindi è necessario che prima si passi alle elementari (sempre 150 ORE) e dopo alle medie.
Ma non tutti hanno bisogno di un anno completo di lezioni di alfa betizzazione: bastano alcune lezioni per "rinverdire" quello cha nel singolo s'era "seccato".
RIUNIONI IN FABBRICA
In una assemblea di scuola s'è eluso quello che era l'ordine del giorno (giudizi sulla scuola 150 ORE, giudizi sulle materie già scelte, giudizi generali) e sono venuti fuori dei problemi perso— nali tutti attinenti all'orario di lavoro, per di più risolvibili in fabbrica; ciò dimostra la seer, sa sensibilità verso la scuola 150 ORE.
Di qui la necessità di riunire in fabbrica gli iscritti prima dello anno soolastioo, spiegandogli lo spirito delle 150 ORE, perchè ol tre a studiare bisogna portare avanti un certo discorso, tutti con il proprio impegno, per poter difendere questo patrimonio che sono le 150 ORE. Nello stesso tem po vagliare chi ha bisogno di al fabetizzazione per evitare che la qualità dell'istruzione sia aca dente.
Si è notata inoltre la scarsa pub blicità che esiste per la scuola 150 ORE, sia in fabbrica che in zona.
In fabbrica spesso di si limita ad appendere un foglietto in ba— checa ed aspettare che i lavorato ri facciano il resto, in zona ci si limita a qualche manifesto non sempre letto e comunque chi si iscrive lo fa sempre per sentito dire.
Tale pubblicità in fabbrica biso— gna farla (oltre che nelle assem— blee per informare i lavoratori) anche persona per persona a chi non ha fatto le medie sollecitan— doli a fare quel salto di qualità ohe non hanno fatto per mancanza di stimoli.
Inoltre nelle zone bisognerebbe andare porta per porta cercando di instaurare i primi contatti tra consiglio di zona ed abitanti del— la zona stessa, spiegando che una migliore scelta nelle spese (ali— mentari e non) si può avere solo con un'istruzione migliore.
La scarsa pubblicità porta ad ave re sempre un minore numero di iscritti rischiando di perdere l'anno scolastico perchè per ogni scuola occorrono 60 corsisti. Nella nostra fabbrica dove esiste addirittura una commissione per le 150 ORE, non si fa nulla, pur sa— pendo che all'Innse esistono cir— ca 600 lavoratori senza licenza media.
Un maggiore impegno quindi da par te di tutti oi porterebbe a co$i— nuare con tranquillità a studiare senza il timore di perdere l'anno scolastico, sia quello attuale, che quelli che verranno.
PUZI COLIIl parere di un delegato: La gestione dell'inquadramento
Dopo un lungo periodo di assenza dal gruppo omogeneo che rap presento all'interno del C. d. F., assenza dovuta alla vertenza aziendale, sono tornato al mio posto di lavoro e dopo alcuni col loqui con i lavoratori ed i respon sabili di reparto mi accingo a scrivere 501 giornalino di un problema che penso coinvolga nel dibattito tutti i lavoratori dell'Azienda: Fra poco tempo l'Azienda inizierà la distribuzio ne delle schede professionali per gli operai. Naturalmente con le schede arriveranno anche alcuni passaggi di categoria, che porteranno(viste le esperienze precedenti) a discussioni più o meno aggressive in conformità del fatto che i passaggi siano o meno considerati discriminatori.L'esperienza da me effettuata Panno scorso nell'esecutivo mi porta(ed ha portato altri com pagni all'interno del C.D.F.) a riflettere sulla questione:Io pen so che fino ad ora il C.D.F. non abbia saputo gestire l'accor do sull'inquadramento.Dico que sto perchè sino ad ora l'inquadramento è stato gestito solo nell'ottica della Direzione azien dale, la quale vi ha potuto così giocare a suo piacimento;inoltre con il passaggio di livello in dividuale(ad personam) e non strettamente collegato con l'organizzazione del lavoro nel reparto, ha creato delle divisioni in mezzo ai lavoratori ed ha por tato gli stessi a pensare al passaggio come unica soluzione per sopperire alle gravi difficoltà economiche che ognuno di noi incontra:il costo della vita che continua a salire, il figlio o il famigliare disoccupato ecc. Ecco io invece penso(e penso di essere nella strategia più globa le, che oggi il sindacato si è da to) che invece il problema do-
vrebbe essere affrontato in un altro modo. Partiamo dal grave problema dell'occupazione: se è vero che nella fabbrica voglia mo fare entrare i giovani ed i disoccupati, è necessario porci l'obbiettivo di avere una fabbrica diversa dove possa avere pie na cittadinanza la forza lavoro oggi disponibile sul mercato con la sua scolarità, con la sua volontà di una nuova qualità del lavoro, con ,i1 suo rifiuto dell'alienazione. Recuperando l'elabo razione già avviata con la scelta dell'inquadramento unico, è necessario riportare l'attenzione sul problema della professio nalità collettiva o di gruppo e sulle sue possibilità pratiche. Le esperienze fino ad oggi maturate nella nostra fabbrica sono oggettivamente scarse:nei ca si migliori non si va mai oltre alla possibilità per il singolo di realizzare il completamento del la macchina con pezzi già preparati da altri lavoratori(ognuno il suo),Il concetto di gruppo dovrebbe ampliarsi, prevedendo ad esempio la sparizione di tutte una serie di figure, sopratutto impiegatizie. Cosa fanno tutti quei lavoratori con la cartelletta sottobraccio in giro continuamente per l'officina se poi i pez zi non si trovano lo stesso ?E qual'è la reale funzione dei vari capetti?Attualmente i capetti
(C.S.)affiancano i capigruppo ( S S. ), svolgendo il lavoro degli stessi, con un evidente doppione. La loro funzione invece dovrebbe essere quella di coordinatori, va'' i dire di suddividere i com pitI seguire le varie fasi del montaggio di una macchina, preoccupandosi di seguire il collega....nto tra officina e uff.tecnici.Così non si verrebbe a ripetere disfunzioni come quella suc cessa per i tubi delle presse idrauliche della Renault:si sono cambiati per ben tre volte i tubi e poi si parla di costo del lavoro Ma come mai si rifà tre volte la stessa cosa?Di chi è la colpa? Chi ne paga le conseguenze? Io penso che se i lavoratori affronteranno in termini concreti questi problemi andando più in là della denuncia(purtroppo questo articolo è ancora a questo livello) si potrà arrivare, col pretesto della distribuzione delle sche de professionali, ad un discorso organico sull'organizzazione del lavoro così da costringere la Direzione ad una politica diversa che privilegi la crescita professionale collettiva in modo da por re finalmente fine alle varie discriminazioni dando a tutti reali , possibilità. Questo è anche un mo do(assieme al superamento dell'anacronistica disparità normativa tra operai ed impiegati) per vedere sempre più giovani scegliere,nonostante la scolarità, di entrare in • roduzione.
TRUCIOLI ( a cura di " UP IL SOVVERSIVO " )
SOLUZIONI ....PROVVISORIE.
L'infortunio sul lavoro capi tato al nostro caro compagno Zorzi ha messo in luce anco ra una volta il problema del la Pista di prova della Mini della Nuova Innocenti: ta gliando a metà lo stabilimen to ha rallentato il soccorso all'infortunato.
Questo problema era stato Più volte sollevato. Ci era stato detto che non si faceva nulla perchè il contratto di affitto stava Per scadere. Dopo si sarebbe trovata una soluzione più globale.
MA qui il tempo passa e non si vede nulla!
Stesso discorso per gli uffi ci di palazzo le spazio con tinua a diminuire.
Anche qui si era parlato di soluzione provvisoria in at tesa essere definita con la società liquidatrice della vecchia Innocenti. Sembra che ci pesi sulla testa uno sfratto!
INTANTO IL TEMPO CONTINUA A PASSARE E LE "SOLUZIONI PROV VISORIE" SEMPRE PIU' DIVENTI NO DEFINITIVE!!(?).
DIRIGENTI??!!
IL responsabile del reparto MEL(montaggio elettrico) ha emesso un comunicato in cui chiedeva comprensione ai suoi collaboratori per un trasferimento del reparto e per eventuali inevitabi li discriminazioni in quanto "non tutti possono essere tra primi"
La d i rezione ha dichiarato la sua estraneità all'inizia tiva, dissociandosi dal con tenuto del comunicato stesso, in quanto prima di ogni elpo stamento o ristrutturazione verranno consultate le R.S.A. Prendiamo atto della dichia razione della Direzione.
Dobbiamo però constatare che non è la prima volta che la direzione è costretta a dis Sociarsi da iniziative di singoli dirigenti.
Capiamo che"non tutti posso no essere tra i primi" e brillare per cap acità tecnica ed umana, ma il farli diri genti ci sembra pr2 prio troppo.
MI ;ORPREk)DE QUESTO RIFLUSSO MODERATO
tvl I DEVO ESSER PERSO IL FLASO PROGRESSISTA.
incivili insieme ad una predisposi zione al controllo vengono preferiti da questo personaggio alla capacità tecnica di lavoro (vedi dimissioni di Barzaghi).
PRECISAZIONE
Il Direttore Generale ha te nuto a precisare che, cont;a riarmente a quello che dice la stampa sindacale, non ha mai fuso motori in gioventù. Nella stessa riunione alla domanda se fosse un "tecnico" oppure un "amministrative", ha risposto che si riteneva un "generico".
IMPARZIALE
Lo chiamano "IMPARZIALE" quell'aggeggio strano che sta in portineria che si schiac cia ed ogni tanto si accende con luce rossa e suona con uno strano grrrr...., che in dica che chi ha schiacciato deve essere "controllato". Chi abbia inventato, questa folle procedura non, ci è da to di sapere (la stessa dire zione parla di consetudi~T_
B.R. IN FABBRICA?
Il responsabile della manuten zione ha ricevuto una lettera minatoria più o meno con que sto taglio:
"La P38 è puntata su di te. firmato B.R."; sembra che questa scritta fos se anche sul muro di un gabi netto.
Non è nostra intenzione scher zare su questo argomento so prattutto dopo i recenti at ti, ma il fatto ci fa nascere qualche considerazione.
A noi non risulta che nella nostra fabbrica esistono le B.R. (pensiamo che queste sia no sconosciute in tutte le fabbriche) o dei simpatizzan ti.
Facilmente questa lettera l'ha scritta qualche operaio in vena di scherzare (che pes simo gusto!).
Noi siamo contro qualsiasi ti po di minaccia, quindi concor diamo con la direzione nella denuncia e nella stigmatizza zione di questo fatto; però condanniamo anche le minaccia provenienti da altre parti: alludiamo a quelle che spesso volentieri questo "capo" (non è il solo caso!) rivolge ai suoi subalterni insieme ad epiteti vari.
Ricordiamo inoltre che certi metodi
Diciamo "folle" per tanti- mo tivi:
-perchè sono vietate le vi sito personali di controllo (art.6 Statuto dei Lavoratori)
-perchè sono discriminato rie, in quanto ne sono asola rate le categorie più alte
-perchè non all'uscita del luogo di lavoro, bensì prima degli spogliatoi, per cui vie ne leso anche il privato di un individuo costretto a non portare nulla di personale nell'armadietto senza essere costretto a rendere conto.
-perchè riguarda solo lo stabilimento (a palazzo si en' tra e si esce come si vuole).
-perchè timbra chi vuole (basta fermarsi 5 minuti una sera per verificare)
Da mesi questa assurda pro cedura avrebbe dovuto esat re sostituita da una più giusta e meno lesiva dello individuo, questo ci aveva assicurato la direzione cir ca un anno fa.
Tutto ciò ci fa dire che l'unica procedura accettabL le perchè effettivamente IMPARZIALE è che tutti si passi senza rendere conto.
Argentina 78
7.000 UCCISI tra lavoratori, donne, studenti
10.000 PRIGIONIERI POLITICI
15.000 " DISPERSI " ( scomparsi senza tracce "
Lo stadio " Monumental " è stato teatro di reclusione, violenza, tortura da parte del regime fascista argentino (dalla Relazione di Amnesty Intern.)