Battaglia unitaria31

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battaglia unitaria

CONCLUSA POSITIVAMENTE LA VERTENZA DEL GRUPPO FALCK

GARANZIA DELL' OCCUPAZIONE - 350 ASSUNZIONI NO ALLA CASSA INTEGRAZIONE A TUTTO IL 1976

La vertenza che si è conclusa il 24 giugno del 1976 e approvata nei giorni successivi dai lavoratori, rappresenta senza dubbio uno degli scontri più duri e impegnativi soste nuti dai lavoratori del Gruppo.

Il confronto si è aperto mesi fa in un contesto policamente difficile. Il duro attacco del padronato e del governo contro i lavoratori, il terrorismo economico scatenato col pretesto della reale crisi del Paese, il processo inflazionistico, i decreti antioperai varati dal governo erano chiaramente il tentativo di annullare i diritti di potere e di contrattazione conquistati dai lavoratori.

Gli argomenti padronali della "prerogativa della libera iniziativa" e della "libertà dell'imprenditore di decidere le sorti dell'azienda" (e perchè no del Paese), dimostra vano chiaramente il proposito di farla finita con la politica del Sindacato elaborata per originali e più avanzate rivendicazioni tendenti a colpire alla radice problemi strutturali del Paese quali occupazione — investimenti — mezzogiorno — ecc.

In questo attacco Falck non è stato secondo a nessuno! Alle nostre richieste di conoscere e discutere gli investimenti del Gruppo — le sue pro spettive produttive, particolarmente riferite alla realtà di ZOGNO (dove si imponeva u na riconversione produttiva), di MILANO P.R. e di NOVATE MEZZOLA — di intervenire sui livelli occupazionali in continua riduzione in tutti gli stabilimenti del Gruppo — su gli organici — l'ambiente — la mobilità e la riduzione dell'orario di lavoro, la Falck si rifiutava al confronto dichiarando di non avere nessuna disponibilità ad affrontare questi problemi.

La linea di Falck, come si vede, era in perfetta sintonia con l'atteggiamento di sfida assunto dal padronato nei confronti delle piattaforme contrattuali. A questa sfida i la voratori della Falck hanno risposto, sia per il rinnovo del contratto che per la verten za aziendale, con iniziative di lotta sempre più articolate con manifestazioni all'in terno e all'esterno della fabbrica, con "assemblee aperte" nel Gruppo e con assemblee di Quartiere, confrontandosi con le forze politiche e sociali e ottenendo solidarietà dai Consigli Comunali e da larghi strati della popolazione.

Queste iniziative hanno permesso di realizzare un largo fronte di consensi, e di batte re il disegno di Falck e del padronato. segue in ultima

luglio '76 n. 32 BOLLETTINO DEL COMITATO DI COORDINAMENTO DEI CONSIGLI DI FABBRICA - GRUPPO FALCK
.".#

ACCORDO DI GRUPPO 24.6.76

TESTO INTEGRALE DELL'ACCORDO:

Si sono riuniti:

La Direzione del Personale delle A.F.L. Falck ed il Comitato di Coordinamento delle stes se per esaminare le richieste avanzate dallo stesso sulla situazione produttiva ed occu pazionale per il 1976.

A conclusione degli incontri la Società nel confermare che è suo obiettivo una politica di difesa dell'occupazione, precisa quanto segue:

investimenti -prospettive produttivé

L'Azienda è severamente impegnata in un momento critico come l'attuale nel realizzare il massiccio programma di investimenti 1974/75/76 di cui all'allegato accordo 1.3.1975, così come appare anche dalla relazione al bilancio 1975 della Società.

Fer quanto riguarda gli stabilimenti di MILANO P.R., NOVATE MEZZOLA e ZOGNO, conferma che per il 1976 non si prevedono sensibili variazioni né agli effetti produttivi né agli effetti occupazionali.

livelli occupazionali

L'Azienda sulla base degli odierni elementi previsionali dichiara che per tutto il 1976: non ricorrerà alle procedure di riduzione di personale di cui all'Accordo Interconfe

a) derale 5.5.1965;

t)) non farà ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni;

c) effettuerà assunzioni graduali per un totale complessivo, per l'anno 1976, di 350 unità secondo le esigenze specifiche di ciascun stabilimento.

ristrutturazione

Viene confermato l'assorbimento negli stabilimenti di SESTO SAN GIOVANNI delle 160 perso ne resesi disponibili per la cessazione dei Forni Martins e delle 150 persone risultate disponibili con la chiusura dello stabilimento VULCANO.

Tali assorbimenti sono stati effettuati tenendo conto sia della professionalità che del la anzianità aziendale, nonchè della necessità di un eventuale addestramento del persona le.

mobilità

L'assegnazione al lavoratore di mansioni diverse da quelle per cui è stato assunto o da quelle che abbia successivamente acquisito, avviene nel rispetto delle vigenti normati ve in materia di salvaguardia dei livelli professionali e retributivi del lavoratore, as sicurando altresì:

a) il necessario addestramento degli interessati;

t)) la preventiva informazione ai Rappresentanti Sindacali Aziendali degli spostamenti di significativi gruppi di lavoratori, anche secondo quanto stabilito dal C.C.N.L. 1.5.1976

tutela dell'ambiente di lavoro e della sicure z z a

A livello di ogni singolo stabilimento verranno concordate specifiche riunioni fra la Direzione e i Rappresentanti Sindacali per definire problemi riguardanti l'ambiente di lavoro, al fine di giungere ad un miglioramento nelle condizioni ambientali e di sicu rezza dei lavoratori.

appalti

Fermo restando quanto previsto dall'attuale disciplina di contratto in materia di appai ti, l'Azienda si impegna:

a) ad inserire nei contratti di appalto una clausola che preveda il pieno rispetto da parte dell'Impresa appaltatrice delle norme assicurative, previdenziali ed anti fortunistiche, con facoltà di risolvere il contratto ove ciò non avvenisse;

a rendere edotte le Imprese appaltatrici, per quanto attiene la prevenzione infortu ni, dei rischi specifici esistenti nell'ambiente di lavoro in cui sono chiamate a prestare la loro opera; ed a intervenire con adeguati controlli, diretti ad assicu rare l'adempimento dei rispettivi obblighi;

ad informare preventivamente le Rappresentanze Sindacali Aziendali sulle Imprese che interverranno nei singoli stabilimenti per la manutenzione straordinaria di Fer ragosto;

d) al 2 gennaio e 1° luglio di ogni anno a comunicare alle Rappresentanze Sindacali Aziendali l'elenco delle Imprese che operano nei singoli stabilimenti sociali.

LA PRODUZIONE
in

41...dalla prima.

I risultati dell'accordo, che pubblichiamo integralmente strano che la politica di Falck non è passata e che una che vanno ad integrare il nuovo contratto di lavoro sono

su questo stesso numero, dimo serie di impegni significativi stati acquisiti.

Una considerazione particolare bisogna comunque fare per la riduzione dell'orario di la voro. La conquista, per tutto il settore siderurgico, della 39a ora è una conquista per la quale è intervenuta col suo peso l'intera categoria dei metalmeccanici battendo sen za equivoci la posizione di Falck e del padronato decisamente contrari alla sua applica zione. Attardarsi in discussioni sull'entità degli arretrati non era utile a nessuno es sendo questa una questione, anche se importante, marginale però rispetto alla conquista della riduzione di orario che ha fatto giustizia dei tentativi di divisione insinuati dal padronato all'interno degli stabilimenti siderurgici stessi. E ciò rappresenta il dato politico più significativo che i lavoratori devono valutare.

Ora, quanto ottenuto va applicato e gestito con coerenza, per tutelare e difendere me glio le nostre conquiste, soprattutto attraverso un collegamento diretto alle lotte più generali nel Paese per un nuovo indirizzo economico e sociale che sviluppi gli investi menti per la piena occupazione e per far avanzare le masse lavoratrici.

SCUOLA NUOVA : LE 150 ORE

A tre anni dall'inizio dell'esperienza, pur con limiti, difficoltà ed anche contraddi zioni, possiamo oggi dire che le 150 ORE hanno consolidato l'immagine di una nuova scuo la, alternativa a quella tradizionale.

Una scuola nuova cioè dove si impara a capire ragionando, dove non si studia a memoria, una scuola che crede che tutti possano e debbano studiare, una scuola che si basa sulla responsabilità e non sulla disciplina, dove ogni cosa che viene detta deve essere argo mentata in modo che tutti possano controllare e verificare ciò che viene detto.

Una scuola che incoraggia alla critica, non trasmette una serie di nozioni come se fos nero dogmi, che insegna a discutere!

Una scuola che offre cultura, quando per cultura si intende essere messi in grado di capire e scegliere.

Questa scuola deve servire anche a dare strumenti nuovi ai lavoratori, non solo per in terpretare meglio la realtà, ma soprattutto per saper intervenire per cambiarla.

La scuola nuova deve rendere protagonisti i lavoratori, con le esperienze che hanno ma turato, nella loro vita e nell'impegno sociale in prima persona, difendendo le proprie idee, le proprie esperienze, maturate in fabbrica durante una vita di lavoro.

Ed è a questo tipo di scuola che chiediamo oggi l'adesione e l'impegno l'adesione ai corsi che vanno dall'alfabetizzazione, alla scuola media corsi universitari,— l'impegno a creare un dibattito dentro e fuori la crescere questa esperienza e generalizzarla.

dei lavoratori; inferiore, ai fabbrica per far

per I' unità sindacale Rinnoviamo il Consiglio di Fabbrica PREMESSA

La 2a Conferenza Nazionale Unitaria dei metalmeccanici ha sancito nelle me rimolusie ni una serie di norme inerenti le.strutture sindacali, l'autonomia, l'incompatibilità, nonchè le linee di politica rivendicativa e gli orientamenti sul interno e intermasio naie. Dette linee ed orientamenti, che sono vincolanti, costituiscono la base perla costruzione e l'attività del Consiglio di Fabbrica.

La rielezione delle strutture avviene sulla base degli orientamenti e delle scelte del lo Convegno Nazionale di Organizzazione F.L.M. di Bellaria, della 3a Conferenza Nazionale dei Delegati di Bologna, del documento delle Federazione CGIL-CISL-UIL• dàl la Provincia di Milano e della risoluzione del Comitato Direttivo di Zona dellalFLU di Sesto S.Giovanni del 9 settembre 1976.

STATUTO DEL CONSIGLIO

CAPITOLO 1° - ASSEMBLEE

Art. 1 - L'Assemblea di fabbrica è lo stru mento di crescita politico sindacale e di partecipazione déi lavoratori.

Costituisce il momento di massima espressi• ne di volontà e di democrazia sui problemi sindacali e sociali della fabbrica e del Paese. L'assemblea dei lavoratori è il mas simo organismo decisionale cui deve rende re conto del proprio operato il Consiglio di Fabbrica (C.d.F.).

L'assemblea può essere generale o di gruppi di lavoratori e le decisioni che in essa vengono prese devono essere approvate con la maggioranza pari o superiore a due terzi dei presenti. Di norma l'assemblea viene convocata su richiesta del Gruppo Omogeneo, del C.d.F., del Sindacato.

CAPITOLO 2° - DELEGATO DI REPARTO/UPPUCIO

Art. 2 - Funzione e compiti: il delegato è l'espressione diretta del Gruppo Omogeneo. Per gruppo omogeneo si intende quel gruppo di lavoratori organizzati ai fini produtti vi nel reparto o nell'ufficio. Il gruppo o mogeneo ha il dovere di difendere il pro prio delegato da ogni forma di pressione o

DI FABBRICA

da spostamenti non concordati. Il compito del Delegato è quello dì direzione politi ca del gruppo che l'ha espresso, di conte stare e contrattare i problemi di reparto o ufficio, nell'ambito di una linea unita ria espressa dal C.d.F. e dalla F.L.M.

Art. 3 - Elezioni: l'elezione del Delegato avviene su scheda bianca con voto diretto e segreto da. parte di tutti i lavoratori appartenenti al gruppo omogeneo. Il Delegato per essere eletto deve ottene re il 50% + 1 dei voti validi.

Nel caso che nessuno raggiunga il 50% + 1 dei voti si procederà al ballottaggio fra i due lavoratori che avranno ottenuto il maggior numero di voti.

Nei casi in cui, per ragioni oggettive di carattere tecnico e produttivo, si devono eleggere più Delegati, ogni lavoratore po trà esprimere su scheda bianca, un numero massimo di preferenze nella misura dei 2/5 dei Delegati da eleggere. (in caso di fra sioni si arrotonda sempre per difetto), fermo restando il principio di un "querumM minimo di voti'così determinato:

100

nr. delegati i 2 + 1

Una scelta democratica

Nel caso che nessuno o qualcuno non ottenga il quorum previsto si procederà ad una ul teriore votazione di balottaggio fra i primi non eletti in numero doppio a quello dei Delegati da eleggere.

rArt. 4 - Dimissioni del Delegato: qualora il Delegato, risolva il rapporto di lavoro rassegni le dimissioni dal mandato oppure, per sopravvenuti impedimenti a svolgere le sue funzioni, richieda di essere sostituit si doVrà procedere alla rielezione — entro trenta giornicon nuove ele.tioni nel caso che sia l'uni co Delegato del gruppo omogeneo; con l'inserimento del prima dei non elet ti purchè abbia raggiunto il quorum neces sario,.nel caso di un gruppo omogeneo che prevede più delegati. Se nessuno ha rag giunto-il quorum si procede a nuove ele zioni.

Art. 5 - Revoca del Delegato: il Delegato di gruppo omogeneo può essere revocato in qualsiasi momento, dopo un dibattito nella assemblea del gruppo che lo ha eletto e con una votazione palese che sancisca la revoca con una maggioranza pari a due terzi degli aventi diritto al voto.

La richiesta di assemblea per la revoca, avanzata al C.d.F., deve essere sottoscrit ta da un numero di lavoratori pari al quo rum previsto per la elezione.

Quando si verificano tre assenze consecuti ve non giustificate da parte di un Delega toalle riunioni del C.d.F., il Consiglio stesso proporrà al gruppo omogeneo la sua sostituzione. Qualora un Delegato lascia consensualmente il proprio gruppo omogeneo decade dall'incarico e si procede ad una nuova elezione.

CAPITOLO 3° - CONSIGLIO DI FABBRICA

Art. 6 — Funzioni: Il Consiglio di Fabbrica è l'organismo unitario rappresentativo dei lavoratori e costituisce l'asse portante su cui si fonda il Sindacato Unitario a li vello di fabbrica. Dirige la politica sin Bacale in fabbrica, elabora e coordina i problemi aziendali, promuove le iniziative necessarie per la loro soluzione.

E' nel dibattito all'interno del C.d.F. che si superano le spinte corporative, che si costruiscono le linee di politica rivendica tiva e che si matura una nuova coscienza, contribuendo con la discussione alle scelte del Sindacato sui problemi generali. In esso avviene il confronto politico nel merito dei problemi e non in altre sedi o raggruppamenti, i quali tendono a precosti tuire delle posizioni.

Art. 7 - pompiti: spetta solo al C.d.F. la elezione e la nomina dei seguenti organi

L'Esecutivo del C.d.F.;

— I rappresentanti del Consiglio di. Fabbri ca al Coordinamento Sindacale Nazionale del Gruppo Falck;

La delegazione ufficiale che partecipa al le trattative ed agli incontri inerenti l'attività sindacale;

— I propri rappresentanti negli Enti Socia li Aziendali o altri organismi ove il C.d.F. sia rappresentato.

Ogni qualvolta il Consiglio lo riterrà o2 portuno, nominerà delle 8ommissioni per lo approfondimento e lo studio dei problemi, avvalendosi eventualmente anche di lavorato ri non Delegati.

ESEMPIO: Voti di preferenza Quorum minimo Delegati da eleggere 1 1 50% + 1 2 1 26% 3 1 17,5% 4 1 13,5% 5 2 11%

Il materiale e le documentazioni che le sin gole Commissioni elaboreranno sarà messo a disposizione del C.d.Y. che ne farà l'uso più opportuno.

Nell'esame dei problemi che il C.d.F. è chi mato ad affrontare non potranno essere pre se decisioni che contrastino con le linee politiche ed organizzative stabilite dal Co ordinamento Sindacale Nazionale - del Gruppo e dalla F.L.M. Ciò è indispensabile per combattere ogni forma di corporativismo a ziendalisticó che è contro lo spirito di classe dei lavoratori. Resta inteso che le stesse norme valgono anche per le decisioni o per le linee politiche emanate dal Sinda cato a tutti i livelli, attraverso i propri organismi.

Art. 8 — Composizione: fanno parte del Con siglio di Fabbrica tutti i Delegati eletti democraticamente a norma del presente rego lamento.

Art. 9 - Convocazione: il C.d.F. viene con vocato dall'Esecutivo in via normale almeno una volta al mese o comunque quando lo ri tenga opportuno, può essere inoltre convoca to in qualsiasi momento su richiesta del Sindacato. La convocazione può essere richi sta anche dai delegati quando i richiedenti siano almeno un quarto dei componenti il Consiglio di Fabbrica.

Prima di ogni convocazione tutti i delegati devono essere a conoscenza dell'ordine del giorno in tempo utile.

Il C.d.F. dovrà riunirsi prima di ogni Coor dinamento e discuterne poi le decisioni. Le riunioni del C.d.F. saranno presiedute da un Presidente eletto di volta in volta, il quale avrà il compito di dirigere il di battito.

Le decisioni prese dal C.d.F., per essere valide, devono essere approvate da almeno i 2/3 dei presenti.

Art. 10 — Esecutivo del Consiglio di Fabbri ca: tenuto conto delle dimensione del Consi glio, per il coordinamento e l'esecuzione delle proprie decisioni, il C.d.F. elegge con voto palese l'Esecutivo composto da 7 delegati per il Conconrdia e da 9 delegati per l'Unione.

Si riafferma il criterio della verifica pe riodiaa dei componenti l'Esecutivo, in mo do da consentire la rotazione tra i compo nenti del Consiglio di Fabbrica. Tutti i delegati verranno in tal modo responsabi liqzati. La rotazione che deve riguardare tutti i componenti l'Esecutivo, sarà attua ta in via normale ogni 6 (sei) mesi e ri guarderà un terzo dei componenti. L'Esecutivo si riunisce, di norma, una vol ta alla settimana e ogni qualvolta le cir costanze lo richiedano.

Settimanalmente l'esecutivo: stabilisce il turno) di presenza presso la sede del C.d.F. (nominativo—orario— durata); prende in esame i problemi avanzati dai lavoratori sia individuali che di gru po nel corso della settimana. Collegialmente questi problemi vengono approfonditi e sottoposti alla Direzio ne di stabilimento con la partecipazio ne dei delegati del gruppo omogeneo di rettamente interessato.

CAPITOLO 4° - NORME ORGANIZZATIVE

Art. 11 — Amministrazione e controllo fon di del Consiglio di Fabbrica: l'Esecutivo autorizza, con almeno tre firme, le spese per il funzionamento del C.d.F., relative a rimborsi per Coordinamenti o convegli va ril volantini e stampa. Il C.d.F. nomina un cassiere che ha il compito di redigere il bilancio di previsione annuale, oltre a tenere la registrazione contabile delle en trate e uscite. Vengono nominati anche tre revisori dei conti per il controllo della contabilità e della giacenza di cassa. Il C.d.F. è tenuto ad informare, semestralmen te, i lavoratori sulla situazione di cassa. E'compito del C.d.F. studiare ed attuare le soluzioni possibili per la raccolta dei fon di.

Art. 12 — Contabilità monte ore: il monte ore dei permessi sindacali retribuiti jac cordo aziendale marzo 1972) viene gestito collegialmente dal C.d.F. Il delegato che deve lasciare il posto di lavoro per parte -cipare alle riunioni del Consiglio, alle

riunioni esterne indette dal Sindacato, altre attività sindacali, nonchè esigenze del. gruppo omogeneo, dovrà compilare due moduli di permesso: uno per la Direzione, uno per il C.d.F. sul quale preciserà i motivi.

L'esecutivo del C.d.F. convalida alla Direzione l'utilizzo dei permessi e la loro nego lare retribuzione. Mensilmente, nel locale del C.d.F., sarà esposto il riepilogo delle ore utilizzate dai singoli delegati.

Art. 13 — Archivio: Il Consiglio di Fabbrica, al fine di poter sempre meglio esplicare la sua funzione, ritiene indispensabile l'istituzione di un archivio per la raccolta di tutti i documenti.

Art. 14 — Modifiche al regolamento: Il presente regolamento può essere modificato su proposta formale del Consiglio. Per essere valide e vincolanti, le proposte di-modifica devono essere sottoposte alle assemblee dei lavoratori e dovranno essere approvate da almeno i due terzi dei lavoratori presenti.

Art. 15 — Giornale Unitario di Gruppo: Il C.d.F. provvede alla nomina di una redazione di staUlimento che dovrà svolgere una funzione di stimolo presso tutti i lavoratori af finchè collaborino alla stesura degli articoli. Il lavoro della redazione sarà coordina to dall'Esecutivo del Coordinamento. Il C.d.F. e il Coordinamento Sindacale Nazionale del Gruppo sono impegnati a risolvere il problema del funzionamento del giornale.

Art. 16 — Verifica del CONSIGLIO DÌ FABBRICA: Il C.d.F. rimane in carica due anni. AL termine del biennio si procede al rinnovo.

I CONSIGLI DI FABBRICA FALCK UNIONE E CONCORDIA Sesto S. Giovanni 27/9/1976

DEFINIZIONE AREE E GRUPPI OMOGENEI DELLO STABILIMENTO CONCORDIA

ACCI SQUADRA( 2 DELEGATI

.SWADRA B 2 DELEGATI.

GRUPPO OMOGENEO

L n M E

SQUADRA C 2 DELEGATI

SQUADRA D 2 DELEGATI

TRENO MESTA — FINITURA — 1 DELEGATO PER TURNO (totale

AREA

NORMALISTI

1° — 2° TURNO 1 DELEGATO FIAMMATORI

FORNI OFU — GRUISTI DEL GRUPPO: 3—tre delegati)

I DELEGATO PER TURNO (totale 2 DELEGATI PER 10/2° TURNO

3—tre delegati) (totale 2 delegati) — 1 DELEGATO PER I NORMALISTI

1-Ual 2 DELEGATI SETE_ / T£ C,0

S.ES° 1 DELEGATO IMPIC4AT I

6 DELEGATI

3 DELEGATI

5£4£ i DELEGATO PER I TURNISTI E 1 DELEGATO PER I NORMALISTI

N.B.: IMPIEGATI — EQUIPARATI — AGGREGATI TURNISTI: VOTANO CON LA PROPRIA SQUADRA DI APPARTENENZA.

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