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L'inserimento degli handicappati nella scuola
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envie di politica, cultura e attualità
anno secondo n. 4
alle pagine 4/5
Così la nuova rete dei trasporti a pagina 7
aprile 1980
L. 300
CONSIDERAZIONI
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Tripartito deludente E così abbiamo il nuovo governo; noi, ottimisti come siamo, abbiamo fino all'ultimo sperato — e le nette dichiarazioni del PSI avevano in parte alimentato questa nostra speranza — che si trattasse di un governo nuovo, rinnovato cioè nei metodi e nei programmi, capace di affrontare e sciogliere nell'immediato e in prospettiva i nodi della situazione economica e sociale del paese. Ma già dalla partenza ogni speranza è caduta: proprio nel metodo — ad es. la suddivisione dei ministeri tra i tre componenti e la scelta degli uomini — esso ripresenta un copione vecchio, quello della spartizione delle poltrone tra le varie correnti trascurando ogni criterio di competenza. In ciò accettando in pieno da parte di PSI e PRI il malcostume del sistema di potere democristiano, che fa apparire ancora una volta i due partiti satelliti del pianeta DC come era già stato ai tempi del centro - sinistra. Innanzitutto il governo che avrebbe dovuto essere paritario è a maggioranza DC (16 su 28 componenti, presidente del Consiglio compreso), e per soddisfare le correnti di questa sono stati istituiti tre nuovi ministeri (Incarichi speciali, Affari regionali e Attuazione politica comunitaria) sulla cui inutilità nessuno nutre dubbi. Il Presidente della Repubblica aveva poi rivolto un appello alle opportunità — proprio per offrire al paese un esempio di pulizia morale e fargli ritornare fiducia nelle istituzioni — di non inserire persone "chiacchierate", cioè coinvolte in vicende poco chiare o che comunque avessero fatto parlare negativamente di sè o del proprio operato. Vi ritroviamo invece Gianvini, che quest'inverno assunse posizioni non proprio degne di un ministro della Repubblica in merito a come affrontare la grave situazione del paese; c'è il ritorno di Emilio Colombo — uomo del vecchio potere trentennale della DC —, famoso per i suoi "decretoni" anni 70 con cui faceva "regali" ai petrolieri aumentando i prezzi dei combustibili, estimatore e sostenitore di Sindona, e con responsabilità anche nella vicenda del rimborso - truffa per i danni di guerra alla Caproni; c'è Darida ex sindaco DC di Roma con responsabilità nella gestione ONMI che portò alla luce di un grosso scandalo alla fine degli anni '60; c'è Rino Formica recentemente al centro della squallida vicenda delle bustarelle ENI e su cui stanno piovendo altre accuse da parte del senatore Merzagora; per non parlare di boss delle clientele come Bisaglia e Gaspari... E che dire dei sottosegretari? Portati a 56, forse suscettibili di aumento, con spostamenti da un dicastero all'altro subito dopo la designazione (caso Pumilia), tanta è stata la cura e l'attenzione con cui sono stati scelti e destinati al loro posto!; e lo stesso Cossiga ha avuto l'onestà di dire che per la loro designazione vi era stata una riunione in cui "le mura grondano ancora sangue" per chiarire in base a quali criteri essi siano stati designati. Tra essi qualche nome "di rilievo": Zamberletti, costretto a dimettersi per lo scandalo della ricostruzione del Friuli che aveva coinvolto suoi collaboratori; Amerigo Petrucci ex sindaco DC di Ro-
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La scelta operata dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini di voler essere a Milano in occasione della celebrazione del 35° anniversario della liberazione, assume un particolare significato per la città e per lo stesso partigiano Pertini. Infatti è da questa città che il fascismo subì la sconfitta decisiva avvenuta con l'insurrezione popolare e l'azione delle formazioni partigiane, ponendo così fine alla mostruosità di un regime durato per un ventennio che ha privato il popolo italiano delle più ele-
mentari e fondamentali libertà. Il partigiano Pertini allora componente del Comitato di Liberazione ha vissuto in prima persona quei tragici avvenimenti che lo videro, uscito dopo 15 anni fra carcere e confino, impegnarsi con rinnovato slancio ideale nella lotta per la conquista della libertà del nostro popolo.
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Elezione dei 1° Maggio Consigli dì Zona per il lavoro, per la pace e contro il terrorismo Alla domanda come all'interno della fabbrica si sente l'avvicinarsi della Festa del Lavoro, penso di poter dire che ormai da alcuni anni cresce il valore che questa giornata rappresenta per i lavoratori e particolarmente per la classe operaia. Sempre meno si parla di questo giorno come una festa da passare ai monti o al mare ma si sente sempre più il-bisogno di ritrovarsi insieme in Piazza a far sentire il nostro diritto a ribadire la nostra giornata (di chi lavora) con le nostre idee senza divisioni ma come lavoratori che vogliono contare. Questa crescita si apprende dalle discussioni che nascono nei reparti, negli spogliatoi, in mensa. C'è chi, nell'avvicinarsi di questa giornata, pensa agli striscioni (allora li facciamo più grandi, con nuove scritte ecc. ecc.), chi agli slogans (contro il terrorismo e/o per la pace, quale impronta più giusta dare ecc.) e chi pure parlando del lavoro afferma: ma quale lavoro? garantito e dequa-
lificato, nero e non pagato? Tutti argomenti seri a volte solo sfiorati a volte approfonditi ma che denotano una volontà di essere presenti, di fare qualcosa, di cambiare. Certo questo 1' Maggio si colloca in un momento difficile, nel nostro paese come nel mondo. All'interno i problemi, che ormai da alcuni anni ci portiamo dietro si sono aggravati: il precedente governo Cossiga non ha sciolto i nodi strutturali della nostra economia e dell'ordine pubblico. L'uso continuo di decreti leggi (oltre 60) ha espropriato il Parlamento del suo ruolo e non sono andati nella direzione di migliorare le condizioni dei cittadini più deboli. Inoltre l'inflazione, ormai al 20%, ha intaccato pesantemente il reddito delle classi popolari. Sembra incredibile: mentre cresce la responsabi-
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Intervista ai partiti In collaborazione con II Pungolo abbiamo rivolto delle domande ad alcuni consiglieri del nostro CdZ. Perchè dessero una loro valutazione sulla attività svolta da tale organismo in questi anni in vista delle elezioni dirette che si terranno 1'8 giugno p.v. All'intervista sono stati invitati i rappresentanti di tutte le forze politiche presenti in consiglio, che formalmente hanno aderito, ma nei fatti solo il P.C.I. il P.S.I. e D.P. erano presenti. Partecipano quindi Raguzzoni per il P.C.I., Gennusa per il P.S.I., Protto per D.P. D. Secondo voi, i C.d.Z., che alla loro nascita si sono presentati come una realtà potenzialmente nuova nella vita politica e sociale cittadina, che in molte situazioni hanno rappresentato, almeno all'inizio, una certa continuità con le lotte nei quartieri, hanno poi te-
nuto fede a queste premesse? In sostanza, come si presentano oggi alla vigilia delle prime elezioni dirette? RAGUZZONI - Credo che il C.d.Z. abbia tenuto fede a queste premesse nel senso che in 11 anni di attività si è modificato il tipo di partecipazione. Si è passati cioè dalla partecipazione di mobilitazione con una Giunta di Centro Sinistra, che ha costituito i C.d.Z., dietro pressioni dei quartieri e dei comitati spontanei, e con il tentativo da parte delle forze più arretrate della D.C. di bloccare questa esperienza riconducendo il malcontento sotto il controllo dell'Amministrazione locale, ad una partecipazione alla gestione. La continuità delle lotte in quartiere delle forze politiche democratiche e del P.C.I. hanno sviluppato e accre-
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