battaglia unitaria
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E' innegabile che nel nostro paese la siderurgia abbia avuto un ruolo fondamentale nell'economia.
Anche se oggi non abbiamo i problemi di 30 anni fa, quando si trattava di ricostruire il paese devastato dalla guerra e in seguito passare da una economia prevalentemente agricola ad una industriale, la crisi del sistema economico capitalista ci pone obbiettivamente difficoltà che dobbiamo saper superare.
Per quanto riguarda la siderurgia, che risente negativamente della situazione internazionale forse più di altri settori è più che mai avvertibile la necessità della programmazione di settore, di un piano che sappia individuare la funzione e il ruolo da dare a questo settore strategico.
Il governo ha messo a punto i piani di settore previsti dalla legge 675 per la riconversione industriale .varati dal parlamento come strumento della programmazione.
Questi piani però non rispondono alle aspettative del movimneto sindacale nel senso di indicare scelte concrete per lo sviluppo dei settori, per la rinascita del mezzogiorno, per una riconversione delle strutture industriali finalizzate ad un ampliamento della base produttiva e dell'occupazione e che vadano nella direzione del superamento di antiche ingiustizie, capaci di colpire sprechi, clientelismo e parassitismo, cioè che sappiano superare la logica dello stato assistenziale.
Quello che il governo chiama « piano Pandolfi » è per il movimento operaio e sindacale solo una bozza di discussione e non un piano triennale, con una sua organicità, poiché non stabilisce concreti criteri di intervento e di controllo sull'utilizzo del denaro pubblico, è preciso solo nello stabilire i sacrifici che spettano alla classe operaia mentre lascia nei fatti alle forze padronali la piena libertà di decidere gli interventi da realizzare e le risorse da impiegare.
Questo contrasta con le nostre scelte per uno sviluppo occupazionale e per un impiego delle risorse in senso meridionalista.
Ritornando al piano della siderurgia questi atteggiamenti negativi del governo sono evidenti. E' necessario mu-
tare profondamente questi aspetti negativi per una espansione del settore che si colleghi allo sviluppo di altri settori quali l'edilizia, i trasporti, l'agricoltura e tutte le grandi opere necessarie a soddisfare i bisogni sociali. In particolare occorre ribadire nel piano definitivo le nostre scelte per il sud ristrutturando lo stabilimento di Bagnoli mantenendo l'impegno della costruzione di uno stabilimento di produzione di acciai speciali ad Avellino, tutto ciò non in alternativa a; Gioia Tauro. Così pure ve finalmente creato un comparto pubblico per lo sviluppo della produzione di acciai speciali nel quale devono confluire le aziende ex Egam (Breda sid. e Cogne) e le acciaierie di Piombino. Solo così è possibile dare soluzione ai problemi della Breda recuperando la realtà produttiva e dando risposta positiva alla lotta che vede impegnati ormai da anni i lavoratori di questa azienda statale. Le resistenze a queste giuste soluzioni sono forti; nel governo per esempio, il ministro Donat Cattin pretendeva o si illudeva di avere un avallo del sindacato sul suo piano siderurgico, che altro non è che la somma delle richieste del padronato (Falck e Teksid di Agnelli inclusi).
Lo sciopero nazionale della siderurgia ael 31 ottobre scorso è stato un importante momento di lotta per battere queste resistenze. La manifestazione davanti alla Falck Unione è stata una risposta non solo al ministro dell'industria e al padronato, ma direttamente a Falck che nel suo piano di ristrutturazione prevede lo smantellamento di due laminatoi allo stabilimento Unione e non prende nessun impegno a favore dello sviluppo del mezzogiorno. Un primo successo è già arrivato. Il parlamento si è già fatto carico nella discussione dei piani di modificare quello che vi è presente di negativo e certamente questo risultato non sarebbe stato possibile senza la lotta dei lavoratori.
E' necessario perciò che continuiamo a far pesare tutta la nostra forza per contrastare i tentativi che sicuramente verranno da più parti per impedire una qualificata e positiva definizione del piano siderurgico e degli altri piani di settore, in modo da saper portare a compimento gli obiettivi di trasformazione del paese.
' Come avviene ormai da tempo anche quest'anno nel periodo estivo i C.d.F. hanno dovuto intensificare il controllo normalmente svolto nei confronti delle imprese che operano all'interno degli stabilimenti Falck, con particolare attenzione al rispetto delle leggi che regolano le assunzioni, l'orario di lavoro, le norme antinfortunistiche ecc.
Questa azione, che i C.d.F. e il sindacato portano avanti con insistenza e che parte dal presupposto che l'azienda che . ospita » queste imprese, nel nostro caso la Falck, è responsabile di tutto ciò che accade in fabbrica, 4enza per ciò togliere le responsabilità oggettive che eventualmente le imprese possono avere, ha dato risultati positivi. Non sono lontani i tempi che quasi sistematicamente i lavoratori delle imprese non erano in regola con la legge in materia di assunzioni.
Spesso lavoravano senza assicurazione, senza contributi previdenziali, senza una regolare retribuzione, con orari che violavano legge e contratto, senza la tutela di precise norme antinfortunistiche e con il rischio così di gravi infortuni.
Ora le cose vanno in ben altro senso, anche se come vedremo sono emersi aspetti negativi, ma è giusto rilevare che l'impegno dei delegati su questi delicati problemi ha contribuito a far cambiare radicalmente la situazione, obbligando altresì l'azienda a definire e concordare coi C.d.F. le modalità più idonee affinché il rapporto tra la Falck e le imprese di appalto non sia solo un rapporto circoscritto ai compiti concordati, ma che impegni invece le varie direzioni aziendali ad assumere responsabilità di-
rette circa il controllo dell'attività delle imprese sotto qualsiasi aspetto.
Come già detto sono emersi degli illeciti.
Infatti il C.d.F. dell'Unione ha denunciato all'Ispettorato del Lavoro di Milano e portato a conoscenza della Procura della Repubblica di Monza presunte irregolarità nelle assunzioni da parte di una impresa appaltatrice. Dopodiché l'Ispettorato stesso ha segnalato con lettera al C.d.F. dell'Unione di aver provveduto a inoltrare alla Pretura di Milano Sez. Penale un rapporto giudiziario inerente i documenti di avviamento al lavoro (nulla osta) esíbiliti dall'impresa che non risultano essere ri''sciati dall'Ufficio di Collocamento di Milano. Nel medesimo tempo l'Ispettorato informa che è stato segnalato il caso di 6 comunicazioni per assunzione diretta mai pervenute all'Ufficio di Collocamento.
Alla Pretura di Monza è stato inoltrato da parte dell'Ispettorato stesso un rapporto circa l'assunzione di 54 lavoratori senza il nulla osta, il mancato versamento dei contributi previdenziali e senza la prescritta consegna dei prospetti paga.
In attesa delle conclusioni cui perverrà la Magistratura è giusto mettere in evidenza come l'impegno del C.d.F. abbia costretto la Falck a fornire tutta la documentazione richiesta per le denuncie e nello stesso tempo abbia impegnato l'Ispettorato del Lavoro e l'Ufficio di Collocamento in un serio esame delle violazioni denunciate contribuendo così a tutelare meglio gli interessi dei lavoratori delle imprese.
I consigli di fabbrica dei CMI di Napoli e Castellammare sono impegnati a sviluppare tutte le iniziative insieme al Coordinamento nazionale Falck per dare un valido contributo al movimento sindacale che ha tra i suoi obiettivi prioritari lo sviluppo produttivo e occupazionale del Mezzogiorno.
Infatti un significativo risultato è stato conseguito con l'accordo del 20 luglio 1977 che ha consentito importanti conquiste, in primo luogo la installazione del 3° laminatoio con la contestuale assunzione di 30 nuovi lavoratori nello stabilimento di Napoli.
Senza voler cadere in assurdi campanilismi c'è da dire però che per Castellammare, città di 79.000 abitanti ormai ai livelli di guardia sul piano occupazionale essendo gli iscritti al collocamento giunti a 9.000, sono del tutto mancati investimenti. Anzi si è fatto di peggio: mediante il non rispetto del turn-over si è determinato in poco più di un anno un calo occupazionale di 40 unità pari all'8%.
La responsabilità dei vertici dei CMI e della Falck è pesante.
Non c'è soltanto un obbligo morale che dovrebbe vederli maggiormente solleciti ed attenti verso Castellammare da dove hanno preso avvio lo sviluppo ed il successo del gruppo, ma si deve sottolineare che la loro attività anche in termini di corretta politica industriale dovrebbe essere caratterizzata da un maggiore dinamismo e non piuttosto dalla inerte passività oggi imperante.
Vediamo perché.
Nel settore Raccordi perdura la crisi, almeno a Castellammare se è vero come è vero che a Dongo le cose vanno bene. Gli impianti sono attualmente utilizzati al 60oe c'è da augurarsi che il governo faccia speditamente andare avanti il piano decennale per la casa dal quale c'è da attendersi nuove possibilità di lavoro.
Dove la situazione è intollerabile è nel settore “ costruzoni carri ferroviari ». Nei primi mesi del prossimo anno, cioè fra non molto tempo, cessano completamente le commesse delle FS: circa 250 addetti resteranno senza
lavoro e purtroppo senza alcuna concreta prospettiva dal momento che da parte della Direzione non vi è stato e non vi è alcun impegno ad acquisire nuove commesse dalle FS.
La stessa Direzione ha confermato sostanzialmente questo atteggiamento il 13 settembre scorso quando in un incontro presso l'Unione Industriali di Napoli con incredibile leggerezza h . inviato il confronto con i consigli di fabbrica sul .i-over e sul problema Materferro al 15 novembre.
Se questa decisione è stata dettata dall'esigenza di venire ai confronto con idee e proposte più precise, possiamo addirittura compiacerci, ma poiché abbiamo più di un dubbio al riguardo pensiamo sia utile ricordare alcuni impegni e possibilità ai vertici aziendali.
In primo luogo pensiamo alla legge 503 del 18 agosto di quest'anno, il cosiddetto piano stralcio triennale del Piano poliennale per l'ammodernamento e il potenziamento delle Ferrovie dello Stato. Il piano stralcio prevede appunto una spesa complessiva di 1.600 miliardi che consente tra l'altro la costruzione di 3.000 carri merci prevalentemente in aziende del Mezzogiorno. Perché ciò sia possibile è indispensabile che le aziende del Sud presentino piani di sviluppo, potenziamento e specializzazione nel settore. Ecco, non si capisce per quale motivo un'azienda come i CMI di Castellammare che sta nel Sud, che vanta una tradizione di settant'anni nel campo delle costruzioni e riparazioni del Materferro e che nel 1967 occupava circa 500 unità rispetto alle 250 attuali, debba stare a guardare dalla finestra e aspettare che dalla divisione della torta le capiti qualche insignificante briciola. Noi pensiamo che dinanzi all'impegno del governo, di forze politiche e sindacali di far uscire il Paese dalla crisi mediante lo sviluppo prioritario di trasporti, agricoltura, siderurgia ed elettronica, ognuno debba fare la sua parte e regolarsi di conseguenza.
E' ciò che finora la Direzione del gruppo non ha fatto, ed è ciò che noi chiediamo di fare al più presto, con serietà ed efficacia.
A partire dal 15 ottobre scorso è stata istituita la refezione domenicale per tutti i lavoratori del 1° e 2° turno in servizio negli stabilimenti di Sesto, di Novate Mezzola e di Arcore dove detta refezione riguarda anche il 2° turno del sahàto. A Vobarno sarà invece istituita la mensa per il 1° turno del sabato.
L'accordo prevede altresì la possibilità di estendere la refezione domenicale negli stabilimenti di Dongo, Vobarno e Zogno.
Infine la Presidenza della Falck è impegnata ad intervenire presso le aziende consociate affinché tale servizio venga applicato in quegli stabilimenti.
Tra la Direzione generale e il Coordinamento del Gruppo Falck è stato raggiunto un accordo che regolamenta il trattamento in materia di trasferte per il personale impiegati.
L intesa prevede il rimborso spese di viaggio con nor mali servizi pubblici e, in caso ai trasferte errettuate con mezzi propri, al lavoratore spetta una indennità chilome trica rissata come segue: macchine fino a cmc. 850
L. 70 Km. - da 851 a 1300 L. 100/Km. - oltre i 1300 cmc
L. 120 Km.
Queste indennità saranno aggiornate il 1° luglio di ogni anno mediante agganciamento alle variazioni percentuali registrate dalla tabella ACI di Milano.
in caso di incidente l'azienda assicura una copertura in aggiunta alla polizza del dipendente per danni a terzi.
Le spese di vitto e alloggio nonché altre spese documentate saranno rimborsate al lavoratore con l'aggiunta di una indennità di L. 2500 per ogni pernottamento.
Al lavoratore in trasferta spetteranno, per le ore eccedenti il normale orario di lavoro, ore di riposo retribuite da accreditare come ferie nel modo seguente: per percorrenze da 180 a 300 Km., un'ora - da 301 a 400, due oreoltre i 400 Km., tre ore. L'accordo prevede infine la possibilità per gli operai in trasferta di fruire di queste condizioni in sostituzione di quanto previsto dal vigente Contratto di lavoro.
E' IN CORSO IN QUESTI GIORNI IN TUTTO IL GRUPPO LA CONSULTAZIONE PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO.
MIGLIAIA DI LAVORATORI SI SONO RIUNITI IN ASSEMBLEE GENERALI E DI GRUPPO OMOGENEO CONTRIBUENDO ALLA DEFINIZIONE DEL CONTRATTO.
A seguito di un accordo raggiunto tra coordinamento e la DIGE, dal 1° ottobre l'indennità domenicale passa dalle attuali 300 a 500 lire orarie.
IL 4 E IL 5 DICEMBRE ASSEMBLEA DI ZONA DEI DELEGATI