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Porta Venezia(12)

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PERIODICO DI INFORMAZIONE POLITICA E CULTURA MENSILE

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ANNO 3 - N. 7-8 Settembre-Ottobre 1979

LIRE 300

Cosa si può fare contro il carovita Superata la pausa estiva, la ripresa dell'attività lavorativa ed il risveglio autunnale della vita urbana si sono scontrati con un consistente aumento dei prezzi per i generi di largo consumo. Sia a Torino che a Milano che dispongono di centri per l'elaborazione dei dati simili a quelli dell'Istat, in settembre l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati ha subito un'impennata di dimensioni analoghe soltanto a quelle registrate nei primi mesi del '77. quando cioè l'ondata inflazionistica seguita al crollo valutario del''oro era al massimo della sua forza. IL CAROVITA A MILANO E TORINO Nel capoluogo piemontese il costo della vita ha fatto segnare in settembre aumenti del 2,57 per cento rispetto ad agosto, e del 16,97% rispetto al settembre del '78. A Milano ci sono stati aumenti rispettivamente del 2.18% e di circa il 17%. Una analisi dettagliata delle singole voci di consumo che incidono sui bilanci familiari e che sono oggetto delle rilevazioni, segnala come locomotiva del rialzo i prezzi dei prodotti di abbigliamento (più 4.77% a Torino e + 3,33% a Milano, rispetto ad agosto). Più contenuti, ma egualmente superiori a quelli registrati in tutti i mesi precedenti, gli aumenti dei prezzi dei generi alimentari (+ 1.04 a Torino e + 1.81 a Milano). Rimangono stabili i prezzi che si riferiscono al bene casa, ma solo perchè gli adeguamenti previsti dalla legge di equo canone scatteranno solo ad ottobre. I prezzi dei servizi vari sono infine cresciuti del 2,80% a Torino e del 2.70% a Milano. Notevolissima anche l'incidenza degli aumenti alla voce "elettricità e combustibili" (+ 11,94% a Torino) in conseguenza dei recenti rincari di tutti i prodotti petroliferi. Siamo insomma tornati a livelli di pressione inflazionistica che vanno ben oltre quelli ipotizzati come raggiungibili nei programmi governativi: non il 10% è in vista. ma percentuali molto prossime al 20%. INFLAZIONE E POLITICA ECONOMICA Non vogliamo qui fare una analisi delle cause più o meno rerncte che stanno alla base di questo complesso fenomeno; crediamo tuttavia che un dato balzi subito agli occhi: condizione ed elemento indispensabile nella lotta all'inflazione risiede nella capacità di decisione e nell'autorità governativa. Ma la politica economica del governo Cossiga appare. dai suoi primi atti. incerta, confusa, dettata da improvvisazione, senza nessun intervento di una qualche serietà nel campo dei prezzi. LE INIZIATIVE DELLE COOP E DEL COMUNE DI MILANO Il movimento operaio e democratico che da tempo ha riconosciuto come prioritaria la lotta all'inflazione si sta muovendo su più piani in questa difficile battaglia, non trascurando quelle concrete iniziative nel campo dei prezzi che danno il segno della sua effettiva volontà di incidere sui problemi del Paese. Una di queste è rappresentata dalla decisione delle cooperative di consumo di bloccare i prezzi di tutti i prodotti con il marchio CCOP (sono circa 3001 fino al gennaio '80. È questa la prima risposta seppure parziale all'attuale spirale inflazionistica nel panorama generale contrassegnato dall'inerzia del governo. A questa iniziativa è seguita quella intrapresa dal Comune di Milano di avviare una nuova campagna di vendite a prezzi controllati, fino al 13 ottobre. di 26 prodotti di largo consumo, sui quali si risparmierà mediamente fino al 20%. IL CONTROLLO DEI PREZZI: LA RIFORMA DEL CIP Un ulteriore terreno su cui il movimento operaio è impegnato riguar-

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da il problema del controllo dei prezzi. L'attendibilità o meno delle richieste di aumento è verificata dal CIP (Comitato interministeriale prezzi), di cui il PCI ha chiesto l'immediata riforma. Il regime attuale di amministrazione dei prezzi risale infatti al 1944, anno in cui furono istituiti il Comitato interministeriale prezzi, al quale venne attribuito il potere di determinare i prezzi di qualsiasi merce in ogni fase di scambio, nonchè i Co-

mitati provinciali dei prezzi ai quali sono stati demandati, nell'ambito di ciascuna provincia, i medesimi poteri e le medesime facoltà spettanti al CIP, fermi restando la potestà del CIP medesimo di direttiva e di coordinamento delle attività dei comitati provinciali. L'apparato creato nel 1944 in un periodo storico del tutto particolare, caratterizzato cioè da un'economia di tipo bellico, è rimasto con il pasSegue in ultima

Così gli aumenti in un anno a Milano Luglio 1978 (1)

Luglio 1979 (1)

Variaz.

Alimentazione

136,3

153,9

+ 12,91

Abbigliamento

141,4

159,0

+ 12,45

Abitazione

12,5

144,6

+ 18,04

Elettricità e combustibili

146,9

176,9

+ 20,42

Beni e servizi vari

132,7

153,2

+ 15,45

Indice generale

134,9

154 4

+ 14,45

%

(1) ISTAT: indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati a Milano. Base 1976

-

100.

PREZZI SPECIALI Sono offerti ai consumatori nei spesso ingiustificato) rialzo dei punti di vendita della SOVECO alcuprezzi dei prodotti ortofrutticoli. ni prodotti (frutta e verdura) a prezzi I primi prodotti della campagna particolarmente convenienti. E una sono: mele golden 70 - oltre lire 485 vera e propria campagna di promoal kg.; pere william lire 485 al kg.; zione delle vendite che durerà fino pere kaiser lire 500 al kg.; uva regial 15 gennaio con prodotti sempre na lire 550 al kg.; uva italia lire 550 al diversi. E questo un primo serio kg.: susine lire 350 al kg.; banane licontributo che attraverso la SOVEre 1.100 al kg.; patate nazionali lire CO il Comune intende dare per far 250 al kg.; pomodori insalata lire 48 fronte al carovita e al continuo (e 5 al kg.; limoni lire 800 al kg. PUNTI DI VENDITA SO.VE.CO. in zona Lunedì Venerdì Venerdì Venerdì Sabato

P.zza Caiazzo Via F. Bandiera ang. Pisacane P.za Caiazzo P.zza F. Romana ang. Cadamosto V. Eustachi ang. Stradel la

ore ore ore ore ore

15,30/19,30 15,30/19,30 15,30/19,30 15,30/19,30 15,30/19,30

CONCORDIA DAT«,

I problemi dell'Ospedale Bassini La responsabilità della Giunta regionale Si sta ormai completando il trasferimento dell'ospedale "Bassini" nella nuova sede di Cinisello Balsamo, che dovrebbe entrare in funzione entro ottobre. Proseguono, nello stesso tempo, polemiche e proteste, inevitabilmente inquinate da strumentalismo (come sempre accade in simili occasioni) ed alimentate anche dalla scarsità d'informazione dell'opinione pubblica interessata a causa di ritardi ed incertezze dell'Assessorato alla Sanità della Regione. Il trasferimento del Bassini dalla sede di via Ricordi a Cinisello Balsamo è previsto dal Piano regionale ospedaliero e risponde ad alcune precise esigenze che non ci risulta siano contestate neppure dai promotori della protesta. Queste esigenze sono: la necessità di sostituire la vecchia, fatiscente sede con una struttura nuova, funzionale, da adibire a servizi socio - sanitari; la necessità di assicurare una gamma completa di prestazioni, superando il concetto di ospedale monospecialistico. Queste due esigenze vanno naturalmente inquadrate in una visione complessiva della situazione ospedaliera, tenendo cioè conto di quello che esiste e di come funziona (o non funziona). La stessa necessità di superare il carattere monospecialistico di parecchi ospedali ispira la decisione di trasformare in ospedale generale la "Macedonio Melloni", che attualmente limita le proprie prestazioni alla ginecologia, ostetricia e pediatria. Secondo quanto previsto dal Piano regionale (la cui gestione da parte della Giunta regionale è per molti versi caotica e sconcertante), la Macedonio Melloni dovrà essere dotata di tutte le specialità di base (medicina, chirurgia, ecc.) e del servizio di pronto soccorso. Parliamo della Macedonio Melloni perchè si trova a breve distanza dall'attuale sede del Bassini e può essere quindi utilizzata per sostituire quel servizio di pronto intervento che esisteva al vecchio ospedale di Via Ricordi e la cui scomparsa è alla base, almeno ufficialmente, dell'agi-

Una cooperativa contro le vendite frazionate Il tentativo di vendita frazionata che si sta verificando negli immobili di Via Palestrina. 40 e Via Ferrante Aporti, 12 rappresenta un esempio molto chiaro ed evidente dei sistemi usati dalle immobiliari e dalla proprietà per perseguire i loro intenti speculativi a scapito degli inquilini. Gli immobili. sono stati messi in vendita. alla fine ai luglio, ma di ciò non fu data alcuna comunicazione ai diretti interessati. cioè agli inquilini ed ai negoziant.. Non solo. la persona che si qualifica quale procuratore della proprietà inizia una serie di trattative verbali chiedendo prezzi assolutamente esorbitanti, considerato lo stato di manutenzione dell'immobile stesso. A ciò si aggiunga l'atteggiamento provocatorio e intimidatorio del sedicente procuratore geom. Spagnoli che telefona soprattutto agli inquilini più deboli, pensioanti, donne sole. dicendo che il loro appartamento era stato venduto, oppure attaccando cartelli con scritto venduto sulla porta degli stessi appartamenti e via dicendo. La reazione degli inquilini però non si è fatta attendere e il giorno 25 luglio si sono riuniti in assemblea deliberando di mettere in atto tutte Segue in ultima

tazione in corso. In brevissimo tempo si può attrezzare alla Macedonio Melloni ciò che esisteva al Bassini. La Regione ha dato parere positivo ed il Consiglio di amministrazione sta lavorando per attuare il pronto intervento. Non sembra, inoltre, che sia difficile raggiungere un accordo con la Provincia, per l'utilizzazione di locali di sua proprietà alla Melloni per installarvi questo servizio di pronto intervento, in attesa che - in tempi ragionevoli - sia allestito un vero e proprio servizio di pronto soccorso. In questo modo si realizza il Piano regionale con i suoi obiettivi di razionalizzazione. È comunque indispensabile il controllo e la pressione dei Consigli di zona interessati e dei cittadini sulla Regione, affinchè i tempi siano effettivamente rispettati. Resta il problema di utilizzare con opportuni interventi la struttura lasciata libera dal Bassini. Su questi problemi si è svolta una affollata assemblea popolare il 6 ottobre. Dopo un vivace dibattito è stata votata a grande maggioranza una mozione presentata dal PCI. Nella mozione, dopo essere stati sottolineati i gravi ritardi della Giunta Regionale, si chiede che in attesa del Pronto Soccorso alla "Melloni" sia messa in funzione una guardia medica e un pronto intervento al "Bassini". Si sollecita l'apertura pubblica dell'ospedale S. Raffaele in modo da soddisfare le esigenze dei cittadini della zona nord-est di Milano. Si avanza la richieSta per l'utilizzazione dello stabile del "Bassini" a consultorio, a centro socio - sanitario per gli anziani e per un servizio territoriale per l'igiene mentale e per il recupero dei degenti. Per realizzare concretamente questi obiettivi si è costituito un comitato di lotta interzonale.

sommario a pag. 2 La zona 3 ha una soc. sportiva a pag. 5 Come difendersi dal freddo a pag. 6 Scompaiono i doppi turni nelle scuole a pag. 7 Il problema della droga

Lo stabile di Via Palestrina, 40


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