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Affori-Bovisasca...(13)

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omasina ruzzano ffori bovisasca mensile di politica, cultura e attualità

Affori nella sua storia alle pagine 4/5 gennaio 1980 L. 300

anno secondo n. 1

Drammatico inizio Signor sindaco degli anni '80 ci La grave crisi dei rapporti internazionali minaccia il ritorno della "guerra fredda"

Il 1980 si è aperto con 'momenti' politici e militari di estrema gravità per la democrazia mondiale. Questi fatti: gli "euromissili", l'Iran, l'Afghanistan, il Salt 11 rivelano i dati di fondo del sistema mondiale basato su condizioni politico - economico - militari che devono essere al centro dell'attenzione e del movimento di tutte le forze produttrici di maggiore libertà e democrazia.

CONSIDERAZIONI

"Caro amico ti scrivo..." Flusso, riflusso,... Gli osservatori (e quanti fra loro sono, invece, manovratori?) hanno gia pronti gli schemi per la società degli anni 80: "una società che dovrà reagire allo sbandamento conseguente alla crisi di valori!" E, già, tutte le chiese o conventicole sono pronte a rilanciare i loro slogans ed a riaprire, a certe condizioni, le loro porte per far rientrare negli ovili privati quelli che fatalmente, nel "pubblico", si erano sbandati. Non voglio qui condurre un discorso strettamente politico, che porterebbe a scoprire, a volte, l'abilità consumata di chi ha saputo cedere elasticamente, trasformarsi, magari... cambiare tutto, perchè tutto rimanesse come prima. Voglio invece fare un po' di analisi alla buona, nel bene e nel male. Dal mio piccolo e parziale punto di vista e rivolta soprattutto ai giovani, anche se — mi dicono — ;o, giovane, non sono più tanto. Partiamo dai valori, appunto. Certamente molti valori sono entrati in crisi. E questo era, ed è, indubbiamente, un fatto salutare perchè implica una revisione dei singoli contenuti e della loro gerarchia, consolidata, a volte acriticamente, nel tempo. La crisi poteva e doveva portare, quindi, ad una riassunzione più piena e più convinta di un nuovo valore purificato e tendenzialmente condiviso da tutti. Ma, in genere, che cosa è avvenuto? Il valore è stato scoperto, tutti non potevano che condividerlo, ma la sua applicazione radicale avrebbe determinato una revisione di meccanismi e posizioni personali: insomma una trasformazione di quella porzione di società. Così è stato accantonato, o, meglio ancora attenuato. Cioè: il nuovo valore non ha trovato applicazione, di qui delusioni e frustrazioni di chi ci aveva creduto. Ma il vecchio valore non c'è più o è stato molto ridimensionato. Al suo posto rimane il vuoto, che non è però dovuto alla mancanza di valori, come suggerisce il coro dei benpensegue in ultima

Quali queste condizioni.

Gli armamenti A livello mondiale, le spese di carattere militare si aggirano sui 400.000 miliardi di lire e sono, in continuo aumento. Il 70% di queste spese è sostenuto dai paesi della Nato e del Patto di Varsavia, e circa la metà dagli Stati Uniti d'America e dall'URSS. Inoltre i paesi del Terzo Mondo finiscono col destinare una parte crescente delle loro risorse all'acquisto di armi: la loro incidenza sugli armamenti globali e sulle spese militari è salita dal 6% nel 1954, al 17% nel 1974 ed è anche qui in continuo aumento. Con buona approssimazione mezzo milione di scienziati e di tecnici cioè quasi la metà della forza lavoro disponibile per la scienza e la tecnologia, impegna le proprie doti nella ricerca e nello sviluippo di carattere militare con un costo pari a circa il 40% della spesa totale, pubblica e privata, indirizzata alla ricerca e allo sviluppo.

La Popolazione Le proiezioni più modeste indicano che nel primo decennio del XXI' secolo la popolazione mondiale sarà almeno il doppio di oggi, cioè più di 7 miliardi di persone contro i 4 miliardi attuali. Gli anni settanta hanno visto nascere più di 800 milioni di persone, circa 1'88% delle quali, appartiene al terzo mondo.

Il cibo La stima del numero di individui soggetti alla fame o alla sottoalimentazione variano da un minimo di mezzo miliardo a un miliardo e mezzo. Le donne e i bambini sono le principali vittime della fame. Un 40% dei sottonutriti, a livello mondiale, è costituito da bambini. La metà dei bambini del Terzo Mondo è sottonutrita. Se ne deduce che più di 300 milioni di bambini sono vittime di macroscopici fenomeni di ritardo nella crescita e nello sviluppo.

Energia e acqua I paesi industrializzati hanno una lunga storia di sperperi enormi nel consumo di energia. Circa 1'86% di

energia viene consumata dai paesi che vanno dal 30° al 60° di latitudine Nord, rispetto al consumo globale. Il Terzo Mondo con la sua popolazione pari al 71% della popolazione mondiale ne consuma solo il 16%. Per il consumo umano è disponibile Il% dell'acqua che c'è sulla Terra cioè quella che entra nel ciclo idrologico: il resto è immagazzinato negli oceani, nelle calotte polari sotto terra. L'Africa riceve solo il 12% dell'acqua distribuita dal sistema idrologico mentre gli USA più del 33%. Un 70% della popolazione mondiale è privo di sicurezza, cioè non ha acqua su cui poter contare.

Scienza e Tecnologia Il 90% di tutti gli sicenziati e tecnici vive e lavora nei paesi industrializzati e le loro attività sono concentrate su ricerche per il mondo ricco e intese a convertire i risultati in procedimenti applicativi breettati. Queste alcune delle condizioni schematiche descritte. Se queste le condizioni di tragedia e di schiavitù a noi tocca l'organizzazione dell'intelligenza, della conoscenza della verità perchè tali condizioni siano obiettivo di liberazione e di vita e non di imperialismo mondiale e di morte. Il nuovo proletariato ha queste condizioni. Dobbiamo coistruire una nuova democrazia che abbia come strumenti: il dialogo, il superamento delle divisioni delle guerre fredde e calde, per liberare dalle condizioni di morte e di distruzione fette enormi di umanità. Il grande patrimonio dell'area europea con le sue rivoluzioni, dalla francese alla sovietica, la sua cultura, la sua spiritualità, i suoi processi scientifici e tecnologici, la grande cultura centro europea e mediterranea, diventino patrimonio di elaborazione e di "rivoluzione nuova" che rimettendo in discussione sè stessa sia da cemento per la grande elaborazione di uguaglianza con gli altri popoli, di fraternità e di collaborazione con tutti i diversi da noi ma a noi uguali. Solo in una grande rivoluzione culturale che non ci veda sopra gli altri ma con gli altri si possono raggiungere quegli obiettivi di democrazia che sono condizione assoluta di vita per il mondo.

dica...

Mancano pochi mesi alle elezioni amministrative. E tempo di tirare dei bilanci, dei consuntivi. Che cosa è successo nella nostra città dal 1975 a oggi? In che direzione si è sviluppata? E come ha contribuito l'Amministrazione comunale al suo sviluppo? Per rispondere a queste e ad altre domande siamo andati dal Sindaco, Carlo Tognoli, che è a guida della Giunta comunale dal maggio del 1976. E un uomo di 42 anni, il più giovane sindaco di una metropoli italiana. Pragmatico, poco incline ai discorsi ermetici, attivo (il suo orario di lavoro va dalle 12 alle 14 ore al giorno), Carlo Tognoli ha una lunga pratica politica e amministrativa. E iscritto al Partito socialista italiano dal 1956, è stato primo consigliere comunale, poi assessore in due legislature. Ha accondisceso volentieri a rispondere alle nostre domande. Ci può dire quali sono le maggiori novità apportate da questa Giunta nel governo della città? Prima di tutto voglio precisare che non spetta a me fare un bilancio del genere, nè tirare delle conclusioni che potrebbero essere intese, o fraintese, come di parte. Per entrare specificatamente nel merito della vostra domanda, direi che abbiamo cercato una maggiore partecipazione di tutti i cittadini. Aggiungerei che abbiamo evitato di fare delle proposte demagogiche, ma siamo stati degli amministrato attenti a sorreggere quelle iniziative, e anche a prenderle, che potevano dare risultati concreti e non temporanei. Abbiamo concesso più poteri alle Zone. Per primi in Italia, ad esempio, abbiamo stanziato (nel 1979 e nel 1980) una volta 50 miliardi e una seconda 70, perchè le Zone potessero provvedere alle loro necessità con un loro bilancio. Abbiamo favorito lo sviluppo della cultura e la sua diffusione. Qual è l'attuale situazione delle Aziende Municipalizzate (ATM - AEM - Centrale del Latte) e quali sono i progressi fatti da queste aziende con l'amministrazione di sinistra? La situazione delle municipalizzate è in netto progresso. Non

mi piacciono le dichiarazioni trionfalistiche. Preferisco sempre ancorarmi ai dati, alle cifre. E i dati dicono che l'Azienda Elettrica è in attivo di parecchie centinaia di milioni, che l'Azienda dei Trasporti non ha visto (malgrado la svalutazione) aumentare il suo deficit e ha ottenuto dei risparmi di gestione, che la Centrale del Latte ha quasi completamente assorbito il passivo che avevamo ereditato. Direi che in questo settore la politica seguita dalla Giunta che presiedo ha ottenuto dei risultati notevolissimi, impostando un nuovo modo di amministrare e di condurre managerialmente le aziende in questione. E i frutti si vedono e si vedranno, ancora di più, in futuro. Quali sono i rapporti dell'Amministrazione comunale coi Presidenti dei Consigli di Zona? Abbiamo cercato di dare un vero significato al Decentramento, le delibere quadro per i passaggi dei poteri ai Consigli di Zona sono stati approvati dalla Giunta. Sui bilanci e sul contributo in miliardi del Comune ho già detto. Posso aggiungere che i Consigli di Zona, e i loro Presidenti, sono sempre stati interpellati e consultati per ogni decisione che riguardava la vita della città o di questo o quel quartiere. Si pensi al Piano Regolatore, si pensi al Piano de; trasporti, alla decisione per trasferire il Piccolo Teatro in corso Garibaldi, al problema della terza linea metropolitana, ai Consultori familiari. L'elenco potrebbe continuare: non c'è stata una sola decisione di questa portata che non sia stata presa senza prima consultare e discutere coi Consigli di Zona. Quanto ai rapporti coi vari presidenti, debbo dire che sono sempre stati improntati alla più ampia collaborazione. La "8" è forse l'unica zona di Milano che non ha mai visto la partecipazione del Sindaco a una sua iniziativa. Come mai? Non saprei cosa rispondere. Una cosa è certa: non è mai dipeso dalla mia volontà. Spesso accetto degli impegni che poi sono costretto a rimandare perchè succedono dei fatti che mi obblisegue in ultima

S.L.

Un ragazzo di Affori muore per droga a sedici anni

Un campanello d'allarme La situazione del nostro quartiere è arrivata ad un punto tale che non permette più il disinteresse sia delle forze politiche, che della gente comune, che delle istituzioni della zona. L'ultimo gravissimo fatto LA MORTE DI UN RAGAZZO DI 16 ANNI è purtroppo il triste campanello di allarme di una realtà che è arrivata ben oltre il limite di guardia. Questo

non solo per il problema specifico dell'eroina ma anche e soprattutto perchè, LA DROGA NON E UNA MALATTIA, MA IL SINTOMO DI UNA MALATTIA CHE AFFONDA LE SUE RADICI NELLA DISGREGAZIONE, NELLE ILLUSIONI DISTRUTTE, NELLE SPERANZE FRUSTRATE, NELLA NOIA CHE TANTI GIOVANI VIVONO NELLA NOSTRA COME IN ALTRE ZONE.

Non è solo un mondo giovanile di sinistra in crisi, bensì tutta la società che con il peggioramento delle condizioni di vita, di lavoro, con l'alienazione e la solitudine della metropoli, fa da substrato naturale anche al "problema droga". Da noi le esprienze passate, la caparbietà e le amicizie maturate in questi anni, ci permettono ancora una volta, di tentare di uscire collet-

tivamente da questa situazione. Ancora una volta, come altre volte è stato fatto in passato. I GIOVANI DI SINISTRA. GLI STESSI GIOVANI CHE VIVONO OGNI GIORNO LE CONDIZIONI DI FRUSTRAZIONE E ALIENAZIONE PRIME CITATE, hanno trovato la forza e la volontà, per riunirsi e discutere insieme, per cersegue in ultima


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