LaColata bollettino 11bis

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1. 5 R. M. o. Sesto S. -Milano fondod.4 •.62.4 BOLLETTINO SELLA SEZIONE SINDACA LE AZIENDALE FIOM-CGIL FA LCK Sesto S. Giovanni

FERMA RISPOSTA OPERAIA ALLE MANOVRE DEL PADRONE

IN PIENO SVILUPPO LA LOTTA NELLE FABBRICHE DEL GRUPPO FALCK INCALZARE NELL' AZIONE FINO AL SUCCESSO! Mentre scriviamo è in pieno sviluppo ,in modo compatto, la lotta unitaria articolata negli stabilimenti di Sesto, Arcore e Porta Romana. I motivi che stanno alla base di questa azione sindacale sono noti, e più volte abbiamo avuto occasione di illustrarli sulle nostre pagine, ma tuttavia riteniamo necessario richiamare l'attenzione dei lavoratori sugli elementi di fondo della vertenza, che devono e possono trovare soluzione solo a livello aziendale. E' naturale che problemi come: l'estensione degli incentivi a tutti gli impianti produttivi; la definizione degli organici, dell'orario di lavoro; dell'eliminazione delle sperequazioni ai vari livelli; la regolamentazione delle Commissioni Interne, il trattamento dei siderurgici e così via, non possono essere risolti nè con il contratto nazionale, nè a livello del settore siderurgico, ma bensì si affrontano e si risolvono con la contrattazione aziendale.

Eravamo e siamo tuttora coscienti della vastità e complessi. tà dei problemi in discussione, ma, d'altra parte, la. responsabilità di una tale situazione va ricercata nella politica padronale aziendale portata avanti in tutti questi anni da Falck e dai suoi massimi dirigenti. E' la continuazione di questa politica padronale che ha porta— to alla rottura delle trattative e che costringe i lavoratori alla lotta. Infatti abbiamo, purtroppo, dovuto constatare durante le trattative che la linea della direzione generale continua ad essere quella vecchia, logora superata dalla nuova realtà; cioè tentare di eludere le richieste di ,fondo per la modifica del rapporto di lavoro, sia dal punto di vista normativa che economico-strutturale, offrendo « quattro ptalanchette ». Tale atteggiamento non poteva che trovare l'opposizione unitaria e decisa da parte di tutti i sindacati, anche perchè, nell'azienda, esistono tutte le condizioni per risolvere questi problemi. La nostra convinzione che Falck può e deve accogliere le richieste dei lavoratori ha avuto un'ulteriore conferma — .se era necessario — dai dati resi pubblici — con il bilancio della Società — sabato 25 maggio, dai quali risulta che, nel 1967, la pro-

duzione d'acciaio è aumentata del 18% e i laminati del 20%, e che, nei primi 4 mesi del 1968, la produzione di acciaio è aumentata ulteriormente del 7,6%, e il fatturato — sempre nei primi 4 mesi del 1968 — ha raggiunto la cifra record di 36 miliardi e 785 milioni. Se aggiungiamo che tutto ciò è stato realizzato con centinaia di lavoratori in meno, si vede come Falck può abbondantemente pagare le richieste dei lavoratori. Inoltre i lavoratori non sono più disposti a continuare la loro vita in fabbrica in condizioni tali che li fa continuamente « maledire » il modo e le condizioni in cui sono costretti a lavorare. Ecco perchè anche Falck si deve rendere conto che non può più sfuggire da questa nuova realtà; ma deve affrontarla e risolverla concretamente così come e già avvenuto alla FIAT, Ercole e Magneti Marelli, Innocenti, Breda, ecc. Il nostro invito è che per farlo non si attenda prima l'effettuazione di tanti scioperi e manifestazioni come è avvenuto in quelle aziende. Comunque è certo che, per il modo unitario con cui si sviluppa l'azione articolata, per il grado di combattività e presa di coscienza dei problemi che i lavoratori dimostrano ogni giorno di più, la lotta andrà avanti sino alla conquista di un positivo accordo che dia soluziotie ai problemi.


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