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Affori-Bovisasca...(10)

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omasina ruzzano ffori bovisasca mensile di politica, cultura e attualità CONSIDERAZIONI

I perchè della crisi Probabilmente, quando si leggeranno queste note, l'ennesima crisi di governo della storia costituzionale del nostro Paese avrà già trovato un qualche, auspicabile, sbocco. Evidenti e comprensibili ragioni tecniche ci obbligano a precorrere i tempi e quindi a giungere, inevitabilmente, con qualche ritardo. Inequivocabile e incontestabile, comunque, al di là appunto di indicazioni che diano il segno di un'eventuale sviluppo della situazione, resta il «significato» di questa crisi, i «perché» che l'hanno determinata, le motivazioni sociali, politiche ed economiche che hanno indotto i partiti che reggevano il monocolore dc a ribadire con forza che con un governo come quello scaturito da quel tragico 16 marzo di un anno fa non era possibile proseguire sulla strada del risanamento e rinnovamento del paese, come era negli intenti e negli impegni programmatici, per farlo uscire dalla morsa della crisi. Una crisi della quale da tempo si vanno denunciando i pericoli per il regime democratico, per la vita economica e sociale, per l'avvenire dell'Italia. Certo, qualcosa è stato fatto, risultati anche apprezzabili sono stati ottenuti, e il Partito comunista in primo luogo li ha sottolineati. Ma le inadempienze sugli impegni programmatici, i «nodi» prevalenti elusi, assurdi veti, preclusioni preconcette, prevaricazioni inaccettabili sono stati anteposti da parte della Dc a quello che doveva essere un impegno comune, un rapporto corretto tra tutte le forze democratiche. Occorreva prima di tutto un clima di collaborazione che informasse i rapporti tra i diversi partiti della maggioranza e il governo. ispirati alla lealtà, al reciproco rispetto. Ma i colpi di mano della Dc non sono mancati: patti agrari e Sme nci sono che i più macroscopici esempi di prevaricazione e quindi di «svuotamento ,, del senso stesso della coalizione che reggeva il governo monocolore. Occorreva una ferma azione, una decisa lotta all'attacco terroristico, eversivo, una linea di fermezza democratica da tradursi in azioni concrete, coordinate. Occorreva dare esempi di efficienza, di volontà di lotta. Occorreva riformare i servizi di sicurezza. Si è finito con le incredibili vicende della doppia fuga di Freda e Ventura. Mentre l'escalation del terrorismo ha continuato il suo attacco: gli assassinii del compagno Guido Rossa e del giudice Alessandrini hanno però anche insegnato — come acuta(segue in ultima)

anno primo n- 2 febbraio 1979

lire trecento

Bovisasca:

IRAN Quale futuro?

Il campo c'è ma non si tocca

Il 10 febbraio al bar di via Bovisasca si è tenuta l'ennesima assemblea di cittadini del quartiere per discutere del campo sportivo. Ancora una volta i cittadini (erano una quarantina i presenti) hanno espresso il loro disappunto per le lungaggini e gli ostacoli che si frappongono alla soluzione del problema, ormai all'ordine del giorno del quartiere e della zona da circa un anno. Per questo, hanno deciso di organizzare una delegazione di massa in Consiglio di zona, dove chiedere conto dei ritardi non più sopportabili nell'assegnazione del terreno necessario alla società Usea per la realizzazione del campo sportivo. U.S.E.A.: Unione Sportiva EI Alamein. Il nome non vuole essere un ambiguo richiamo alla 2' guerra mondiale ed alle geste dei soldati italiani in Africa; si tratta solo della via in cui si trova la sede della società: una società che esiste da circa quindici anni e che ha saputo diventare un punto di riferimento per un intero quartiere. Da sempre la sua vita dipende dall'autofinanziamento, o per meglio dire dalle sottoscrizioni popolari. dal sostegno diretto ed immediato dei cittadini. Questa è nfatti l'impostazione che l'Usea si è data: fare sport, organizzare l'attività sportiva e ricreativa senza visioni paternalistiche e senza rincorrere i miti dell'agonismo esasperato che spesso riducono lo sport ad un vero e proprio mercato. La scelta dell'Usea è stata quella di essere parte viva del quartiere, affondare le proprie radici tra la gente, essere uno strumento a disposizione di tutti per vivere meglio, per contribuire in modo concreto a rendere meno alienante la vita nei dormitori della metropoli e combattere la disgregazione che coinvolge in primo luogo i giovani. Ebbene, questa società per anni si è servita di un campo sportivo che gli stessi cittadini avevano costruito con le loro mani, offrendo al quartiere un servizio efficiente in luogo di un terreno incolto ed inutile. Ma all'inizio dello scorso anno, ultimata la costruzione delle case popolari dell'IACPM sul «lotto 51», arrivarono le ruspe del Comune che spianarono tutto: bisognava costruire la strada e, come previsto nei progetti, questa doveva passare proprio attraverso il campo sportivo. Se si fanno le case, ovviamente, ci vogliono anche le strade. E nonostante le proteste iniziali i cittadini finirono per accettare (si fa per dire) il fatto, senza per questo desistere dalla ricerca di soluzioni alternative che potessero nuovamente offrire al quartiere un campo sportivo. Da allora è trascorso quasi un anno e chiunque penserà che ormai la strada nuova cominci a presentare i primi segni di consunzione: un anno di traffico intenso non trascorre invano. Invece no! La strada non è stata ultimata, non serve a nessuno, non è Da alcune settimane i lavoratori 1979 l'ospedale non potrà più utilizzata. Che sia servita solo per elidel Centro Ortopedico Riccardo sostenere l'onere del ricovero di minare il campo sportivo? Di fronte a Galeazzi stanno conducendo mutuati e quindi dovrà rompere tali incongruenze ed assurdità nel una lotta contro l'amministrazio- ogni convenzione con la Regione funzionamento della «macchina cone della clinica. ridurre di conseguenza il permunale», è naturale che si producaIn breve la premessa. Nei primi sonale. no atteggiamenti di sfiducia, facendo venir meno anche la migliore buona- giorni di gennaio la Direzione del Ma le cose non stanno esattavolontà del cittadino. Per fortuna, Centro ha inviato lettere di licen- mente così. però, gli abitanti della Bovisasca non ziamento a 14 dipendenti e ha Il Centro Ortopedico Riccardo sono facile preda della rassegnaziodato l'annuncio di voler proce- Galeazzi nella graduatoria regione e nonostante difficoltà ed ostacodere a ridurre il personale di 23 nale delle case di cura è posta li, da un anno si battono con convinnella fascia -A», cioè la più alta, unità. zione e determinazione per conquiLa ragione che l'amministraziocome tale dovrebbe essere stare il nuovo campo sportivo, e posne ha adotto per giustificare tale convenzionata con la Regione siamo essere certi che continueranno fino a che la soluzione non sarà grave provvedimento è pretta- per l'anno 1979. In questo periotrovata. mente economica: le rette gior- do la Regione sta rivedendo il E una soluzione possibile esiste, anzi naliere che la Regione passa al valore delle tariffe per il nuovo potrebbe essere di rapida attuazioCentro per ogni mutuato ricove- anno e queste saranno certane. Nel mese di settembre. infatti,

Ortopedico Galeazzi

a pag. 4

ZONA 8 Quale programma per la cultura a pag. 3

la lotta é all'inizio

Anche gli ammalati dalla parte degli ospedalieri. Congelati i licenziamenti.

rato sarebbero insufficienti e se non verranno aumentate per il

Nel frattempo qualcosa si è mosso ed è opportuno fare il punto della situazione.

zione del Consiglio di zona si è incontrata con l'assessore all'edilizia popolare G. Rossinovich, al quale è stato esposto il problema delle case minime e della Cassina Anna, in previsione del sempre più prossimo avvio dell'insediamento nelle nuove case popolari di Bruzzano. La maggiore preoccupazione dei rappresentanti della zona è stata

mente aumentate e differenziate a seconda della fascia d'appartenenza delle case di cura, sulla base di criteri oggettivi senza «trattamenti di favore» per alcuno. Ma alla Direzione del Centro ciò non basta, vuole che la Regione consideri la clinica la migliore e di conseguenza gli riservi un trattamento economico più alto ed esclusivo. In caso contrario romperebbe la convenzione con la Regione ed annullerebbe la prestazione di ricovero di oltre 800 persone. La lotta che con grande responsabilità civile è stata condotta dai lavoratori del Centro e che è stata capita anche dai ricoverati — mutuati e solventi -- che, numerosi hanno partecipato alle loro assemblee dato la loro solidarietà, ha per

Ai primi di gennaio una delega-

(segue in ultima)

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(segue in ultima)

Bruzzano:

300 milioni per la "Cassina Anna" Nel numero precedente abbiamo pubblicato la lettera che le sezioni del Pci, del Psi e della Dc di Bruzzano hanno inviato in dicembre all'Amministrazione comunale, nella quale si poneva il problema del destino della Cassina Anna.

GIOVANI Assieme per gestire a pag. 5

ZONA 8/ SCUOLA Dopo un anno il bilancio del Distretto a pag. 6

SPORT/ SCUOLA Inchiesta nella scuola media a pag. 7


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