FFORI - BOVISASCA RUZZANO OMASINA L. 300
mensile di politica,cultura,attualita'
ANNO 1 - N. 10 DICEMBRE 1978
CONSIDERAZIONI
Compleanno Cari Lettori con l'uscita di questo numero, ABC, compie il suo primo anno di vita. Non intendiamo qui formulare un giudizio in merito al nostro operato perché riteniamo che questo spetti a voi. Vogliamo invece ricordare come è nato e quali le difficoltà incontrate nel corso di questo primo anno. ABC, periodico mensile della Zona 8, nasce per espressa volontà dei comunisti della zona, allo scopo di dotarla di uno strumento d'informazione capace di penetrare nelle diverse realtà politiche, culturali e sociali esistenti. La formula di apertura di questi giornale risponde alla primaria esigenza democratica per il coinvolgimento al dibattito di tutte le componenti socioculturalpolitiche operanti nella zona. Sua caratteristica principale consiste nel fatto che i redattori e i collaboratori non sono i professionisti dell'informazione, ma dei cittadini che liberamente e gratuitamente, hanno sentito il bisogno di dedicare parte del loro tempo libero a questo lavoro di base. Da questa caratteristica ne consegue che il giornale si presenta al lettore diverso, nei contenuti e nel linguaggio, da tutti gli altri organi di informazione. Certo, carenze e limiti ve ne sono stati e non intendiamo qui, sottrarci alle critiche: al contrario, è nostra intenzione stimolarle, ben sapendo che queste servono per migliorare le nostre capacità di rispondere alle vostre aspettative, rivolgendovi l'invito a divenire voi stessi protagonisti del giornale. Un particolare invito al dibattito sulle colonne di ABC rivolgiamo alle forze politiche che, presenti nelle istituzioni, hanno il compito della gestione della cosa pubblica. Cosa questa che purtroppo a causa di atteggiamenti di chiusura di alcune forze non siamo riusciti a realizzare, ma che cercheremo di attuare con il programma che stiamo elaborando per il prossimo anno. Un'altra delle difficoltà incontrate è quella del reperimento delle notizie cosiddette «spicciole», anche se va tenuto conto che essendo ABC un mensile, come tale non può correre dietro alla notizia quotidiana. Compito che gli è proprio è invece quello di penetrare nella notizia, cercando di fornire al lettore tutta una serie di elementi atti alla comprensione della stessa. É in questo senso che noi intendiamo (segue in ultima)
Succede anche a Natale a pag. 3
Autunno sindacale
Il contratto dei metalmeccanici
Dall'assemblea nazionale dei delegati, tenutasi al Palazzo dell'EUR di Roma, il movimento sindacale ha impresso una svolta al suo modo d'essere e di porsi nella società. Le decisioni che in quell'assemblea furono prese, coinvolgevano le strutture sindacali di tutte le categorie ed i lavoratori in prima persona. Veniva ribadita con fermezza una linea di verifica dei processi produttivi e un controllo degli investimenti che, pur presenti nei contratti di lavoro di diverse categorie, non aveva ancora dato i frutti sperati. La «nuova linea» quindi, più che «salarizzare» le lotte, tendeva ad attaccare il padronato sul terreno dell'occupazione e degli investimenti produttivi. Da più parti questo comportamento è stato interpretato come un'inversione di tendenza rinunciataria e bollata come cedimento. Anche all'interno dello stesso sindacato le interpretazioni sono state molteplici. Il dibattito intorno a quella scelta è ancora aperto e i contratti sul tappeto ne avvertono tutta l'importanza. Questi temi vengono posti con puntualità e precisione nel contratto dei metalmeccanici la cui bozza è attualmente sottoposta alla consultazione di base. Gli in-
Intervista a Carlo Smuraglia a pag. 4
vestimenti, la professionalità, la parità normativa, l'orario di lavoro. Sono questi i maggiori temi di discussione. È su questo che il Sindacato butta il suo peso per incidere nella società come forza rinnovatrice. Anche nella nostra zona, i lavoratori metalmeccanici sono im-
pegnati in questa consultazione, e abbiamo voluto sentire sull'argomento i lavoratori della Oerlition, la fabbrica più importante e più grande di Affori. «Controllare gli investimenti delle aziende significa per noi cono(segue in ultima)
No agli aumenti RCA auto Come avviene ormai da diversi anni, puntuale come S. Ambrogio, l'Immacolata e l'immancabile ponte di questi giorni, ecco la richiesta da parte dell'A.N.I.A. (Associazione Nazionale Imprese Assicurazioni), la Confindustria assicurativa, di un ennesimo «ritocco», naturalmente in aumento, delle tariffe della Responsabilità Civile Autoveicoli per il 1979. Giusto? Opportuno? Motivato? Proviamo insieme ad entrare nel merito della questione e ad analizzare alcuni dati di carattere tecnico. Innanzitutto vediamo quali sono le principali «voci» su cui si basa la fissazione dell'entità delle tariffe. Tali voci sono: La frequenza media dei sinistri. Il costo medio dei sinistri. Il rapporto sinistri a premi (rapporto tra l'importo complessivamente pagato per i sinistri ed il cumulo degli importi pagati dagli utenti) (segue in ultima)
Un'esperienza all'Ufficio di Collocamento a pag. 5
137 milioni per le scuole a pag. 6
Progetto Pandolfi: quale sviluppo? Quando questo giornale sarà distribuito ci si avvierà alla scadenza, fissata dallo stesso governo al 31 dicembre '78, per la presentazione di «un quadro triennale di azioni programmatiche» con cui avviare una «svolta» nella nostra economia: così sta scritto al punto 52 del «piano Pandolfi», presentato ai partiti della maggioranza governativa il 31 agosto. Il termine auto fissato dal governo sta per scadere, e nulla ancora è trapelato in merito al punto concreto di elaborazione, di riempimento della bozza di fine estate: nessuna risposta — perfino - è stata data alle richieste di alcuni partiti della maggioranza (ad es. il Por) che non fosse irritazione per il richiamo al governo a mantenere gli impegni assunti. Se al documento Pandolfi va riconosciuto un valore di indubbia novità in fatto economico, in quanto prospetta — sia pur timidamente e per un tempo breve — un discorso programmatorio complessivo e articolato, crediamo che per il momento non ci si possa spingere più in là con gli entusiasmi. Dopo una rapida, ma incisiva, descrizione di alcune differenze nel quadro economico del nostro paese succedutesi nell'arco di un decennio (aumento dei prezzi, dei disoccupati e delle ore di cassa integrazione, del debito pubblico, diminuzione degli investimenti e della crescita del prodotto interno lordo ecc.), manca una analisi seria delle cause che le hanno prodotte, non essendo queste riconducibili soltanto al costo del lavoro, allo scarso utilizzo degli impianti e all'aumento della spesa pubblica. Come se questi «fattori» non fossero il risultato di un trentennale «governo dell'economia» che ha puntato negli anni '50 quasi esclusivamente sullo sviluppo di settori economici a rapida accumulazione di capitali (es. industria automobilistica), senza voler poi «programmare» la distribuzione delle ricchezze e degli investimenti verso altri settori (es. l'agricoltura, i consumi sociali) tradizionalmente portanti dell'economia; e che ha favorito (segue in ultima)
Bruzzano: realtà di un asilo a pag. 5