Fabbrica Lambro38

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PIEGATA LA CONFINDUSTRIA

RAGGIUNTO L'ACCORDO PER IL CONTRATTO DEI METALMECCANICI

Dopo Pirelli, Costruttori edili, Inlersind, Canfapi ed altre categorie, anche gli industriali della Confindustria sono stati piegati dalla gloriosa lotta unitaria dei lavoratori.

Quattro mesi di dura lotta, contro un padronato intransigente e caparbio che ha cercato in mille modi di dividere i lavoratori attraverso ricatti e provocazioni per bloccare e battere questa spinta in avanti che viene dai lavoratori per conquistarsi un contratto di lavoro qualificante di fronte alle nuove esigenze, ha fatto fare nella coscenza dei lavoratori, della loro forza, un segno intangibile ed incancellabile della possibiliià di sconfiggere qualsiasi intransigenza padronale alle giuste richieste dei lavoratori.

Inoltre va sottolineato un altro fatto importante che è l'adesione ed il sostegno dei cittadini, che hanno visto in questa lotta le condizioni indispensabili per uno sviluppo economico, democratico e civile del nostro Paese.

Se questa lotta ci insegna che quando siamo uniti è possibile battere qualsiasi ostacolo ed intransigenza padronale, dobbiamo avere coscenza che questa unità deve durare e svilupparsi anche dopo la firma del contratto, perchè il padrone ora battuto cercherà di rifarsi in fabbrica, aumentando i ritmi, o non rispettando il contratto.

Ora rimangono aperti altri importanti problemi politici di riforma, come quello della casa e dei prezzi, a cui si è già data una prima risposta con lo sciopero generale, ed ai quali vanno aggiunti quelli della riforma fiscale (ricchezza mobile), della salute. della riforma sanitaria ed ospedaliera, della scuola e molti altri.

Risolvere questi problemi significa difendere il valore reale del salario e porre le basi per lo sviluppo democratico e civile della società.

Questi problemi che sono oggi di grande importanza, ma ancora ristretti a gruppi di specialisti, devono diventare patrimonio di tutti i lavoratori.

Se il padronato ha resistito così a lungo alle richieste dei lavoratori

al rinnovo del contratto, è perchè ciò non si riflette solamente nel salario, ma apre le porte ai lavoratori a nuovi diritti di potere, che vanno nella direzione di una trasformazio-

ne della società, per cui il percorrere questa strada significa che si dovranno modificare vecchie strutture che impediscono lo sviluppo democratico del Paese.

hanno provocato a Milano una strage e contemporaneamente a Roma venti feriti.

SONG MY E MARZABOTTO

« Un bambino camminava verso di noi come stordito, ferito ad un braccio ed a una gamba.

I soldati gli sparano tre colpi: uno lo butta a terra, un secondo colpo lo alza quasi, al terzo colpo si accascia al suolo con il

Mentre il nostro giornale sta per essere stampato, sono dinanzi a noi le notizie e le immagini dei criminali atti terroristici che corpo squarciato ». Sono parole di un agghiacciante racconto fatto alla televisione americana da Paul Meadio, un giovane reduce dal Vietnam. Parole che hanno fatto innorridire milioni di cittadini americani. Il racconto prosegue così: « Il nostro gruppo aveva riunito circa 45 persone al centro del villaggio, erano uomini, donne e bambini». « E anche lattanti? » gli chiedono. e Sì, anche lattanti. Li abbiamo fatti sedere tutti; il tenente Colley è arrivato e ha detto: "Sapete cosa dovete farne?".

Ho risposto di sì. Se ne è andato, ma è 'tornato dopo alcuni minuti e mi ha chiesto: "Perché non li avete ancora uccisi?". Gli ho risposto che non avevo capito: credevo che bisognasse soltanto sorvegliarli. Mi rispose: "No! Bisogna stenderli". E indietreggiando di qualche metro ha incominciato a far fuoco. Allora anch'io mi sono messo a sparare ».

Il racconto prosegue descrivendo dettagliatamente come altri uomini, donne e bambini vennero uccisi a colpi di bombe a mano e di un numeroso gruppo dove per risparmiare munizioni (continua a pag. 4)

Questi gravissimi e delittuosi atti terroristici che oggi registriamo, dopo una lunga ed impunita serie di provocazioni e attentati di firma fascista e reazionaria, ci riempiono di dolore per le vittime così orrendamente colpite. Esprimendo il nostro profondo cordoglio insieme a quello di tutti i lavoratori dell'Innocenti, sentiamo anche la necessità dì esprimere il nostro sdegno per questo barbaro bagno di sangue voluto con disumana determinazione dai nemici dei lavoratori e della democrazia. Il nostro cordoglio ed il nostro sdegno sono sentimenti che rafforzano in noi l'impegno per la difesa della democrazia nel nostro Paese. Ed in Italia democrazia vuol dire antifascismo. Oggi, contro queste conquiste dell'antifascismo; contro la democrazia italiana, contro il movimento di lotta dei lavoratori per conquistare migliori condizioni di vita e per affermare i diritti costituzionali all'interno della fabbrica e nella società, la delinquenza politica organizzata dalle forze fasciste e reazionarie scaglia i suoi colpi.

Sono colpi premeditati che fanno parte di un disegno che deve essere stroncato. Gli esecutori e i mandanti della strage debbono essere rapidamente individuati e puniti. Ma per difendere la democrazia e la Costituzione Repubblicana occorre dare una risposta ferma e unitaria anche a quelle forze economiche e politiche che hanno consigliato al settimanale milanese, EPOCA, di (continua a oso. 4)

Sesto 5. G.I. S. Milano o ndo ...... ZISK-0 i R. M, O. ........
PERIODICO DELLA SEZIONE " GRAMSCI „ DEL P. C. I. DELL' INNOCENTI DICEMBRE 1969
PER DIFENDERE I NOSTRI DIRITTI
DIFENDIAMO LA DEMOCRAZIA

DALLA LA VOCE FABBRICA DI TUTTI

IPOCRITI AUGURI

E' consuetudine da parte della direzione della Innocenti, formulare gli auguri ai lavoratori dell'azienda in occasione di festività durante l'anno, fra cui quelle prossime di Natale e del nuovo anno.

Questo atto di cortesia però non lo riteniamo sincero, come del resto lo giudicano i lavoratori per i metodi di agire e i rapporti che la direzione dell'azienda usa verso i lavoratori nel corso dell'anno.

Innumerevoli sarebbero, se si elencassero i casi personali di ogni lavoratore i cui diritti non sono stati esauditi, ma dilungarci in questo sarebbe solo fare del pettegolezzo.

Da parte della direzione della Innocenti, si persevera nel modo dispotico di giudicare l'operato di ogni lavoratore e quindi di decidere unilateralmente sul giudizio e provvedimenti da adottare nei suoi confronti, lo dimostrano i casi come l'operaio Panini licenziato dopo tre giorni di « sospensione » in attesa di giudizio, e il giudizio la direzione l'ha fatto solo sul rapporto di un capo.

Vi fu la vertenza dei gruisti imbragatori del meccanico, in cui si mostrò il volto della direzione sempre disposta a dire di no a giuste richieste dei lavoratori e a impegnare con questi un grosso braccio di ferro, fino a fare la serrata del settore sperando di dividere questi operai dagli altri lavoratori, ma questa azione ebbe la sua risposta da parte di tutti i lavoratori di quel settore e poi con l'avvio della vertenza per tutta la fabbrica che portò ai risultati che tutti conoscono.

Vi è per l'assegnazione delle qualifiche fatte molto spesso ad arbitrio e senza il giusto riconoscimento a chi gli aspetta, malgrado i solleciti della Commissione Interna, anche se quest'anno qualcosa di più positivo si è ottenuto rispetto al passato.

Un fatto nuovo è avvenuto nel corso dell'attuale lotta contrattuale, i lavoratori hanno sfotato il tabù del palazzo raggiungendo i massimi dirigenti della fabbrica, compreso l'amministratore delegato nella persona dell'ing Fusaia, impegnandolo sulla conoscenza dei problemi della fabbrica e su un metodo nuovo di intendere i rapporti coi lavoratori.

Ma una cosa è certa che i lavoratori non si lasciano e non si lasceranno abbeverare per frasi vuote di auguri di circostanza, ma che sono disposti a far valere i propri diritti e personalità, e a contare di più nella società e nella fabbrica: è per questo che si battono oggi e si batteranno nel futuro contro chi li usa solo per il proprio tornaconto e profitto. Per questo noi diciamo che certi auguri non sinceri noi non li vogliamo.

C'è ancora nella direzione dell'Innocenti una mentalità da caccia alle streghe, cioè nel richiamare quei lavoratori, attivi nel portare avanti i problemi dei lavoratori, o chi milita in un sindacato o esprime idee politiche non gradite alla direzione.

VIOLENZA ED IPOCRISIA

Sovente vediamo alla TV e leggiamo su giornali di ispirazione borghese la condanna alla violenza sia fisica o diretta alle cose. Noi siamo d'accordo sul fatto di condannare per principio la violenza. Non lo siamo per niente quando tale predica ci proviene da pulpiti che, dietro queste apparenti condanne moralistiche, nella realtà dei fatti sostengono e rappresentano un tipo di società che ha in sé la violenza; una violenza legalitaria

magari, ma non per questo meno dannosa. Essa, è infatti, scientifica, metodica, posta alla radice stessa della società capitalista che come sappiamo si basa sullo sfruttamento più intensivo razionale possibile sull'uomo a fini di ingiusti privilegi classisti. Pertanto i capitalisti si valgono degli strumenti che tale società offre per la corruzione, l'autoritarismo presente nelle fabbriche nella vita sociale.

Il numero degli incidenti mor-

,"~"!~~~~145".1C

Costituita la Sezione "Gusci„ del P. C. I. Ball' Innocenti

Nella assemblea organizzativa tenutasi sabato 6 dicembre alla presenza di numerosi compagni si è costituita la sezione di Partito nella fabbrica Innocenti.

Tale decisione è scaturita dalla esigenza di impegnare di più i compagni in un lavoro politicn che favorisca e consolidi il processo unitario in atto ed impegni la classe operaia nella conquista di nuovi importanti obiettivi di riforma che trasformino le attuali strutture della società per la costruzione di una società socialista.

Il rafforzamento del Partito nella fabbrica deve essere l'impegno di tutti i comunisti che vi lavorano, ricercando nei lavoratori l'adesione per fare del nostro partito un partito di massa, che corrisponda sempre di più alle esigenze di lotta negli interessi dei lavoratori.

Questi gli obiettivi che la sezione Gramsci dell'Innocenti si propone e che si impegna a portare avanti.

LAVORATORI, OPERAI DELL'INNOCENTI, UNITI NELLA LOTTA PER BATTERE LA POLITICA PADRONALE!

ISCRIVETEVI AL PARTITO COMUNISTA ITALIANO PER UNA

NUOVA POLITICA ECONOMICA E DI RIFORME PER UNA SOCIETA' SOCIALISTA!

•••••••••••••••.*%.*Ciii•ti,‘N.N."......is

tali sui luoghi di lavoro ne è un chiaro esempio, per non parlare dei sempre rinnovati tentativi di imbavagliare la vita e l'attività sindacale nelle fabbriche. Tale « violenza » i la oratori la subiscono poi anche fuori della fabbrica, nell'ingiustificato aumento dei prezzi sui generi di prima necessità, nell'esosità degli affitti, nelle speculazioni indiscriminate nel settore urbanistico.

Ma la « violenza del sistema » non si esaurisce sul piano strettamente economico. Il sistema capitalistico per poter reggere le proprie strutture necessita di un potere politico esecutivo che gli consenta una continuità d'azione permettendogli n e l contempo nuove e più proficue incentività attraverso una politica conservatrice e retriva.

E' da qui che parte la « violenza del sistema », la più dura contro coloro che cercano di continuare o semplicemente modificarla intaccando i privilegi di classe. E' allora che la reazione scatena tutto l'apparato repressivo colpendo, nel nome dell'ordine, i lavoratori e gli inermi cittadini.

Così si è giunti alle sospensioni alla FIAT, e gli interventi della polizia nelle manifestazioni di lavoratori, alle minacce più o meno velate tentando, addirittura di far intervenire l'esercito a copertura di azioni fasciste.

La TV poi ci mostra un lacrimevole Rumor recarsi al capezzale di poliziotti contusi fingendo d'ignorare che gli ordini della polizia vennero da quel potere esecutivo di cui egli è politicamente il leader. Peggio ancora quando leggiamo che Saragat invia telegrammi di cordoglio ai familiari del poliziotto ucciso dimenticàndosi egli pure di accertare le vere responsabilità del(continua a pag. 4)

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• ••••
— Forza, tirate! Siamo nella stessa barca.

DIFENDERE IL SALARIO

CONTRO L'AUMENTO DEI PREZZI

Prima ancora che le più importanti categorie di lavoratori presentassero le loro rivendicazioni salariali, sono stati aumentati tutti i prezzi riassorbendo così in parte i miglioramenti stessi ancor prima che i lavoratori li abbiano ottenuti.

Alcuni esempi degli aumenti:

Pane al Kg. L. 20

Latte al lt. L. 10

Caffè L. 10

Benzina L. 10

Sigarette L. 20

Giornali L. 10

Verdura al Kg. da L. 30 a 60

Vino L 10

Burro L. 150

Riso L. 10

Vanno aggiunti gli affitti che salgono in modo vertiginoso di giorno in giorno ed il tentativo di aumentare lo zucchero che è

stato respinto grazie alla 'lotta dei lavoratori contro il caro-vita.

A tutti è noto che la media dello stipendio dell'operaio non supera le 80.000 lire e che l'affitto ne porta via dal 30 al 40%, ragion per cui è necessario condurre una lotta unitaria di tutti i lavoratori per respingere l'aumento del costo della vita e portare avanti una politica di riforme che elimini il profitto speculativo dei privati e veda nell'interesse dei lavoratori la strada dello sviluppo economico del paese.

Con questa lotta noi lavoratori non vogliamo soltanto e giustamente il rinnovo del contratto di lavoro con tutti i suoi contenuti, ma rivendichiamo anche una nuova politica economica democratica basata essenzial-

COERENZA POLITICA

Aumenti salariali e normativi, più potere nella fabbrica e nella società, controllo dei prezzi e degli affitti, riforma tributaria, questi i contenuti di lotta per cui si battono migliaia di lavoratori e che mettono sotto accusa lo sfruttamento padronale e la politica goverantiva e chiamano in causa i partiti e la loro politica per gli sbocchi politici che a questi problemi si dovranno dare.

L'esigenza di una scelta politica che accolga questi problemi di riforma e di rinnovamento delle strutture dello Stato è sentita da tutta la classe operaia e dai lavoratori che con la loro lotta ne rivendicano ai partiti la soluzione.

Troppo spesso sentiamo testimoniare da uomini politici che occupano posti di responsabilità governativa o di partito che formano la coalizione governativa, la loro comprensione e adesione alle lotte dei lavoratori, e la ro denuncia per i ritardi nella

soluzione dei problemi di riforma e di democrazia. Essi poi se ne dimenticano appena si trovano nell'atto di prendere determinate decisioni a livello governativo. Essi accettano la politica del rinvio per continuare la vecchia politica a favore dei monopoli, della speculazione, dello sfruttamento e della repressione poliziesca.

Non si può continuare ad ingannare i lavoratori mantenendo i piedi in due scarpe, cercando a parole di accattivarsi la simpatia dei lavoratori per poi, in pratica, fare la politica dei grandi monopoli; o si è contro o si è a favore dei lavoratori.

Questa politica, che per tanti anni, « troppi per quello che hanno già pagato i lavoratori italiani », ha permesso alla DC di governare il nostro paese, deve finire e saranno gli stessi lavoratori con la loro lotta e la loro coscienza di classe a non farsi ingannare e schierarsi con quei partiti come il PCI che non

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mente nella difesa e nell'interesse della classe lavoratrice.

Va riconosciuto al Partito Comunista Italiano di essere stato il principale protagonista in tutti questi anni di aver posto con forza il problema delle riforme come premessa politica indispensabile se si vuole creare le condizioni di uno sviluppo democratico della società nell'interesse di tutta la collettività. Oggi su questa strada troviamo forze politiche democratiche e le organizzazioni sindacali che esprimono nel concreto la volontà del mondo del lavoro. E' con questa volontà e questa unità che si può battere le forze padronali e conservatrici e realizzare partendo dalla casa e dal costo della vita una seria politica di riforme.

solo a parole ma nei fatti ha sempre condotto la lotta nell'interesse della classe operaia e dei lavoratori.

L'unità sindacale ha portato tiri grande movimento di lotta e ha messo in difficoltà la politica padronale ottenendo già oggi i primi grandi successi con la conquista del contratto degli edili, la vittoria dei lavoratori della Pirelli e di alcune altre categorie.

Questa uni t à deve andare avanti anche sul piano politico fra i lavoratori attorno a quei problemi che intralciano lo sviluppo democratico e civile della società. Ciò per contare di più nella fabbrica e nel Paese. Percorrere questa strada è compito di tutti i comunisti e di tutte quelle forze che vogliono cambiare questa società per crearne una nuova, democratica e socialista.

INVITO Al SOSTEGNO ECONOMICOEl i AL DIBATTITO POLITICO DEIGIORNALE!

E' nostra intenzione che questo giornale diventi sempre r. più corrispondente alla espressione ed alle esigenze di lotta r. L' politica dei lavoratori dell'Innocenti.

Già altre volte ci siamo rivolti ai lavoratori perché intervengano nel dibattito politico sulle condizioni di vita e di = lavoro dentro e fuori della fabbrica per contribuire allo svi- E = luppo dell'unità e della lotta dei lavoratori, per costruire una C società moderna e democratica dove l'uomo sia posto al cen= tro dello sviluppo della società.

Chiediamo inoltre a tutti i lavoratori dell'Innocenti un contributo economico per il sostegno del giornale versandolo E = nelle apposite cassette poste al momento della distribuzione = agli ingressi.

Tale contributo ci permetterà, oltre che di ridurre le difficoltà economiche esistenti per l'alto costo del giornale, a = = uscire con una maggior frequenza.

La paura dei padroni

I padroni vivono sullo sfruttamento operaio. Senza lo sfruttamento della classe operaia essi non possono esistere e tanto meno l'economia capitalistica. Guai, quindi, se gli operai cominciano a odiarlo ed a lottare per sgretolarlo ; rappresaglie, manganellate, morti. Si spera così di ricattare la classe operaia alternando ai presagi di sciagure finanziarie, rappresaglie vere e proprie (vedi FIAT, Siemens, ecc.).

Le lotte sono giunte ad un punto decisivo ed hanno scatenato il terrorismo padronale in tutte le sue forme brutali delle quali le « montature del Lirico ». Il complesso delle lotte e delle iniziative sviluppate finora, dovrebbero aver convinto tutti della maturità e della forza raggiunta dalla classe operaia.

La grande lotta scatenata dalla classe operaia impone uno sbocco politico che deve imporsi come processo di formazione e maturazione di un blocco di forze che consolidi l'alleanza di classe, per conquistare nuovi strati sociali e avanzare verso la società socialista. I comunisti sono all'avanguardia nello scontro col padrone e contrappongono alla « morale » padronale sugli interessi nazionali, i propri interessi sociali e politici.

A tutti i lavoratori della «Innocenti» i nostri migliori auguri di un felice

Anno Nuovo,

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1910 Centenario di LENIN

LA POLITICA DEI CAPITALI

Mai come durante le attuali lotte, le polemiche contro il capitalismo sono state così vivaci tra i lavoratori in lotta che hanno imprecato, all'unanimità, contro i vari Agnelli del nostro Paese, contro la fuga dei capitali, contro l'aumento dei prezzi, contro l'esosità dei padroni di casa, ecc. Come comunisti, siamo naturalmente d'accordo nel condannare il capitalismo delle grandi figure come i Costa, Agnelli, Pirelli, Pesenti, ecc. Ma ci rendiamo conto che spesso dietro a questa consapevolezza politica il lavoratore ignora o quasi che altre forze, altri uomini, altri centri di potere hanno avuto e hanno le medesime responsabilità, le medesime colpe, dei vari Agnelli. Sono cioè coloro che attraverso una politica di parte promuovono nel Paese la politica del capitale e i suoi interessi. In parole povere vogliamo dire che se è vero (e lo è) che i vari Agnelli hanno sempre fatto la politica del massimo profitto (leggi sfruttamento) è altrettanto vero dire che vi sono forze politiche al potere come la DC la quale per 25 anni ha fatto e lasciato fare tale politica predicando il falso mito interclassista. A questa politica si devono aggiungere negli ultimi anni le responsabilità del PSI e del PRI che con il centro-sinistra hanno favorito altrettanto bene tali interessi.

Per quanto riguarda i partiti della destra, come il Partito Liberale, ecc., costoro costituiscono per così dire la voce ufficiale, gli specchietti per le allodole del capitalismo borghese. In realtà la vera politica dei capitali la troviamo nella DC quando al potere tutela e promuove gli interessi dei grandi monopoli quando concede grandi sovvenzioni con i soldi del bilancio (decretone), all'industria privata, quando concede sgravi fiscali a danno dell'industria parastatate La troviamo nel rifiuto a tributaria e fiscale che colpisca i grandi redditi. Quando tramite le banche fuggono i capitali italiani all'estero (6.500 miliardi in 8 anni) senza fare nulla di concreto per impedire ciò all'infuori di generiche e vuote recriminazioni (Rumor). Quando per la programmazione economica che

riguarda centinaia di migliaia di lavoratori la DC corre a consultare (o ad avere il benestartg‘„, della Confindustria, ma guarda caso dimentica di consultare i lavoratori o le loro organizzazioni o se lo fa non ne tiene poi conto, continua a farla quando favorisce la speculazione sulle aree fabbricabili e rifiuta tergiversando di occuparsi delle case per i lavoratori. Continua a farla quando inizia la politica della scalata dei prezzi (aumento della benzina, quindi dei trasporti, aumento dell'energia elettrica, aumento dei tabacchi e dei generi alimentari, ecc.) e incoraggiando così la speculazione

SONG MY E MARZABOTTO

(continuazione da pag, 1) si preferì ucciderli uno alla volta, colpo su colpo, rapidi ed efficienti come solo i nazisti nelle loro stragi seppero esserlo. Questo è il racconto di ciò che avvenne in un giorno di marzo del '68 nel villaggio di Song My: quel giorno furono massacrate 567 persone in una delle operazioni di « pacificazione » americane.

Altrettanto gravi sono le testimonianze di torture o atrocità commesse dagli americani nei villaggi o nelle città, di donne imprigionate o torturate e di bambini appesi agli alberi, donne incinte uccise, ecc. Meglio fermarsi qui, questi massacri ci ricordano troppo bene quelli che i nazifascisti commisero sul nostro Paese durante l'ultimo conflitto. Una domanda ci urge dentro: come è stato possibile che questo avvenisse ancora? Cosa è successo a quei bravi ragazzi americani così lindi, educati, così efficienti? Alcune risposte possiamo tentarle. Imbottiti di feroce propaganda, condannati dal razzismo che impregna la cultura dell'uomo medio americano (i soldati chiamano i vietnamiti in senso dispregiativo con l'appellativo di « Dinks », nanerottoli). Infarciti di odio verso tutto ciò che sa di comunismo, avviati verso una guerra le cui ragioni vengono distorte dalla propaganda e si rivelano poi false nei fatti. Lontani dal mondo superficiale consumistico in cui il sistema li ha integrati, finiscono per odiare tutto ciò che appare diverso e quindi a loro « incom-

I. N. A. ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI

Garanzia previdenziale "LAVORO E FAMIGLIA„

Una nuova previdenza appositamente studiata dall'I.N.A. per i lavoratori italiani e le loro famiglie Capitale a scadenza;

Capitale in caso di premorienza; Capita/e aggiuntivo In caso di morte per infortunio;

Esonero dal pagamento del premi in caso di invalidità permanente;

privata. Quando in Senato vota contro gli articoli dello « Statuto dei diritti dei lavoratori » in fabbrica ; quando vota contro in Parlamento o in Senato alle leggi che di volta in volta il nostro partito tenta di far passare per migliorare le condizioni di vita dei poveri. Quando ...tace o fa stroncare le pacifiche dimostrazioni dei lavoratori in sciopero dalle cariche di polizia, 95 morti in 25 anni di potere (povero umanismo cristiano!). Quando rifiuta leggi per la tutela della salute e dell'incolumità dei lavoratori nelle fabbriche, e poi quando ancora non riforma la giustizia e le sue vecchie strutture volte a tutelare più i ricchi che i poveri (vedi Riva, ecc.). Quando continua a non occuparsi della scuola e della riforma scolastica.

Potremmo a questo punto continuare per un bel pezzo ancora, ma sappiamo che i lavoratori questa realtà la sentono sulla loro pelle e potremmo completare il quadro e tirare le giuste conclusioni. Noi sappiamo che mai come oggi le vecchie strutture su cui lo Stato borghese si regge sono marcie e bisogna cambiarle, bisogna cioè che le forze sane e democratiche del Paese si uniscano a noi e insieme si proceda presto nel rimuovere gli ostacoli che impediscono di trasformare questa società, che si eliminino gli squilibri di classe metendo fine all'intrallazzo politico, alle speculazioni varie, ai giochi di potere dando a tutti i cittadini diritti sostanziali di lavoro, di vita, di benessere in uno sviluppo democratico e socialista della società.

Garanzia assicurativa anche In caso di sospensione del pagamento dei premi; Indennizzo in caso di premorienza del coniuge; Premio di natalità in caso della nascita di un figlio almeno terzogenito.

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prensibile » da quello che impedisce il ritorno al loro mondo di prima. Molti i deboli che si scatenano, massacrando e torturando.

Adesso, l'America, quella dei benpensanti, innorridisce e affoga nelle cifre dei « Dinks » massacrati, mentre la parte più sana del popolo americano chiede con vigorose manifestazioni la fine della vergognosa guerra.

Per quanto riguarda la politica estera del nostro Paese, essa finge di ignorare tutto questo, anzi si persegue la solita politica filoamericana, politica di supino asservimento all'America. Eppure chi tace come la DC e la socialdemocrazia al governo, fingendo che questi fatti non riguardino anche il popolo italiano, sbagliano; con la loro politica di complicità aiutano non le vittime ma i persecutori del popolo vietnamita. Come lavoratori, come antifascisti, come comunisti, abbiamo chiesto e si continua a chiedere che si dissoci l'Italia da questa politica criminale d'aggressione, che venga riconosciuto ufficialmente il Vietnam del Nord e il governo di liberazione del Sud Vietnam. Si persegua la via della pace e della giustizia verso i popoli oppressi contro il colonialismo e l'imperialismo americano. Si abbia il coraggio di cambiare politica anziché continuare a fare quella della talpa e della complicità.

DIFENDIAMO [A DEMOCRAZIA

(continuazione da pag. 1) ripetere il suo appello del 1964: allora per «un governo energico», oggi per una «repubblica presidenziale». Sono le forze economiche e politiche conservatrici e reazionarie che non vogliono soddisfare le richieste dei lavoratori e che non accettano uno spostamento dell'asse politico per lz soluzione dei problemi dei lavoratori. Per tutto questo il nostro appello all'unità e all'impegno unitario di tutti i lavoratori per difendere il regime democratico e repubblicano si fa più forte, perchè in questa unità ed in questo impegno vediamo lo sviluppo della democrazia italiana ed il rafforzamento del movimento operaio necessari per un reale progresso civile e sociale.

VIOLENZA ED IPOCRISIA

(continuazione da pag. 2) l'accaduto. Si finge cioè di non sapere quanti poveri manovali provenienti dal Sud, sono morti cadendo da insufficienti impalcature di cantieri edili, assassinati dall'avidità degli imprenditori. Ci si dimentica il nome dei caduti nelle lotte del lavoro come è avvenuto ad Agrigento, ad Avola, a Battipaglia.

I veri responsabili di queste violenze sono in libertà. Siamo stanchi del falso atteggiamento di coloro che tentano di travisare i fatti.

Come comunisti diciamo forte che non saranno certo i Rumor o i Saragat a cambiare anche parzialmente la società. Tutti co.storo rimarranno sempre incapaci di una qualunque reale spinta innovatrice, abbarbicati come sono a una politica del privilegio che non va oltre alla demagogia delle facili affermazioni. Si pensi alla stretta connivenza con la politica americana, al rifiuto di riconoscere il popolo vietnamita e la sua lotta di liberazione mentre si giustifica invece la guerra che il nuovo nazismo americano conduce in quel povero paese con eccidi che ci ricordano quelli di Marzabotto o delle Fosse Ardeatine. No, compagni, non saranno costoro a cambiare politica.

La nostra fiducia va alle forze nuove democratiche che si fanno avanti nel paese, che nascono dalle attuali grandi lotte, alla loro unità d'azione e siamo certi che noi, come sempre, in prima fila, cambieremo l'attuale società.

Il Direttivo della Sezione 1111111111111111111111111111/111111111111111111111"

FABBRICA -

E SUL LAMBRO

Redazione - amministrazione: SEZIONE [l

P. C. I. CAMPEGI - í_ Via Saccardo n. 39

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