Bollettino del Consiglio di Fabbrica
Breda Termomeccanica
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Bollettino del Consiglio di Fabbrica
Breda Termomeccanica
Con la conclusione nt. , l contratto di lavoro si stà procedendo al gene= rale rinnovo degli organismi di fabbrica e di zona.
Anche nella nostra fabbrica fra pochi giorni saremo chiamati a rie= leggere nei vari gruppi omogenei dii 4 .parto e ufficio .i nostri delegati che comporranno il nuovo C..di F..
Siamo alla quinta rPlezione del C.di F. e prima di passare ad un esame (necessariamente sommario ) della attività svolta in questa ul tima vigenza (marzo settembre 76 ) riteniamo doveroso ancora una volta sottolineare la validità del C'.di F. quale unico strumento di difesa dei diritti dei lavoratori all'interno della fabbrica e quale struttura portante del nuovo sindacato unitario F.L.M..
Il C.dd._F..non è solo uno strumento di difesa ma deve essere un mo mento di direzone politica per tutta la fabbrica.
Il ruolo politico del delegato e del C. di F. quindi si misura a par tire dalla capacità di rendere coscenti tutti i lavoratori delle con traddizioní e del ruolo sociale_che essi vivono nella fabbricd e nel la società,determinando cosi un elevamento del livelle di.coscienza complessivo del movimento.
Ed è per questo che non ci si stancherà mai di ,,-insistere sulla attenta valutazione nella scelta del delegato del proprio gruppo omogeneo espressione dei lavoratori nel C.. di F. e quindi portatore delle loro necessità.
Nel fare un rapido bilancio delle_attività riguardanti la gestione dell'attuale C.di F. passiamo distinguere varie fasi:
- una prima fase relativa alla gestione del CCNL del 73 che prevede va in particolare l'applicazione dell'inquadramento unico sin dal giugno 73
contemporaneamente si apriva in questo senso una vertenza aziendale su :prospettive aziendali,inquadramento unico,premio di produzione, accantonamento,consiglio di fabbrica(monte ore),costituzione del terzo elemento oltre ad urna serie di aspetti particolari quali FAS FONDAZIONE (a seguito del passaggio dall'EFIM alla FINMECCANICA-IRI della BREDA TERMOMECCANICA),indennità varie ecc.,conclusasi con l'ac cordo del 30 novembre 1973.
L'ultima vertenza aziendale fu aperta nel luglio 74 e si concluse nell'ottobre 74 .Le più importanti conquiste furono : elevamento del premio di produzione e dell'accantonamento,contributè socialè a carico dell'azienda in misura déllév)0,60 % del monte salari (finora non ancora utilizzato),parificazione trattamento per cure termali,riconoscimento dello SMAL ,trattamento di miglior favore per computo ferie .. Particolarmente curato dal C.diF. è stato il problema dell'ambiente di lavoro. La commissione incaricata a svolto un profiquo lavoro evi denziando carenze esistenti sia di ambiente che di antinfortunistica, facendo realizzare la parte più urgente di quanto evidenziato.Tuttavia su questo argomento rimane ancora molto da fare,prevalentemente nelle aree in via di ristrutturazione e su tutta l'area della ex-FER ROVIARIA, al fine di salvaguardare la salute dMi lavoratori.
La nostra fabbrica è nell'ambito del settore termo-elettronucleare una delle più esposte alla riconversione da carattere convenzionale' a carattere fondaimentalmente nucleare. E' ormai da più anni che se ne parla, ci sono stati dati dall'azienda una serie di documenti in merito a investimenti, ristrutturazione, prnspettive produttive,li velli occupazionali .In questi ultimi mesi, dopo lillultimo incontro trail coord.elettrumeccanico F.L.M. e FINMECCANICA di Genova, si è entrati nel merito di alcuni di questi argomenti . Si e dato quindi inizio ad una serie di realizzazioni quali l'avvio della linea dei
RAPPRESENTO LA COMMISSIONE. CONTADINA PER ABOLIZI ONE DELLA POVERTAZ.
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voGLI E NON AVETE DICHIARATO GUERRA ALLA MISERIA ,
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cestelli al sett. nord e della linea delle serpentine per la parte convenzionale. Per quanto riguarda invece le lavorazioni nucleari si registrano notevoli ritardi (anche rispetto ai programmi aziendali) nella costruzione della linea dei G.V. e del reparto lavorazioni speciali (SUPERPHENIX). Tali ritardi sono dovuti - secondo le contro parti (direzione e FINMECCANICA) - alla mancata definizione del piano energetico nazionale. Ora, dopo anni di lotta del movimento operaio finalmente il piano andrà in discussione al Parlamento per la defi nitiva approvazione. Si tratterà allora, una volta operate le scelte strategiche che devono tener conto delle elaborazioni del movimento sindacale, di incalzare l'azienda (utilizzando anche la prima parte del contratto nazionale)5erchè si realizzino i programMi di investi mento, nel quadro del riordino delle PP.SS.
Saranno indubbiamente i lavoratori a dare il giudizio definitivo sulle attività del C.di F. nelle assemblee (generale e di gruppo omogeneo) che precederanno le elezioni. A noi sembra Od opportuno sottolineare le cose positive portate avanti e sopratutto mettere in evidenza che solo il sostegno e la partecipazione dei lavoratori può dare forza e capacità di iniziativa al Consiglio di Fabbrica.
Ciò premesso, il C.di F. si augura che i dibattiti siano improntati a serenità e non formali . Per arricchire questa discussione (che sarà tanto più interessante quanto più critica ) intendiamo. dare alcuni ele menti di dibattito.
Non sempre si è riusciti a condurre a sintesi unitaria le diverse posizioni esistenti tra i delegati e lavoratori di diversi gruppi omogenei; talvolta ciò è derivato dalla intrinseca di-gficoltà delle questioni affrontate . L'effetto di ciò si évmanifestato qualche volta nel deterioramento del rapporto di fiducia tra C.di F. e e lavoratori.
Si sono registrate prolungate assenze dalle attività del C.di F. di alcuni delegati. Non sempre poi l'impegno di alcuni delegati é stato all'altezza delle aspettative dei lavoratori.
- Altri problemi sono sorti nella attività di coordinamento dell'ese cutivo, nella rotazione dei componenti.Le commissioni di lavoro - non sempre hanno svolto il lavoro programmato.
- Un'altra carenza e stata nella non tempestività della informazione Questi limiti possono essere superati con maggior sostegno e partecipa zione alla elaborazione degli obbiettivi e alla lotta sindacale.
La 2" Conferenza Nazionale Unitaria dei Metalmeccanici (Roma 6-7-8-9 Marzo 1971) ha sancito nelle sue risoluzioni una serie di norme inerenti le strutture sindacali, l'autonomia, la incompatibilità, nonchè le linee di politica rivendicativa e gli orientamenti sul piano in ternazionale. Dette linee ed orientamenti che sono vincolanti, costituiscono la base per la costruzione e l'attività del Consiglio di Fabbrica.
La rielezione delle strutture avviene sulla base degli orientamenti e scelte del 1 0 Convegno Nazionale di Organizzazione F.L.M. di Bellaria, della 3" Conferenza Nazionale dei Delegati di Bologna, del documento della Federazione CGIL-CISL-UIL di Milano e delle risoluzioni del Comitato Direttivo di Zona della F.L.M. di Sesto S.Giovanni del 9/9/1976.
a) GRUPPO OMOGENEO : Per gruppo omogeneo s'intende quel gruppo di lavoratori (ex operai, ex equiparati, ex impiegati) che, sulla base della struttura organizzativa aziendale, so no raggruppati ai fini funzionali in una squadra, reparto, ufficio, sezione, settore,ecc. Il gruppo omogeneo ha il dovere di tutelare il proprio delegato.
b) FUNZIONI E COMPITI : Il delegato è l'espressione diretta e democratica del gruppo omo geneo dei lavoratori. Compito del delegato è quello di dirigere la polita sindacale nel gruppo omogeneo che lo ha eletto, esercitare un potere di controllo e di interven to in merito alle condizioni di lavoro e al rispetto degli accordi sindacali aziendali e nazionali, tutelandone così gli interessi nell'ambito della linea unificante decisa dal C.d.F. concorrendo nel contempo a determinare e a realizzare la politica sin Bacale di tutta l'azienda, della categoria, della Federazione.
Il delegato è politicamente responsabile dell'attuazione, nell'ambito del gruppo omogeneo che lo ha espresso, delle decisioni approvate dall'assemblea o dal C.d.F. In caso di difficoltà, può chiedere l'intE ,..ventn dell'Eserutivo. Quando la situazione all'interno del gruppc., omogeneo può coinvolgere tutto lo stabilimento, il delegato deve chiedere la convocazione del C.d.F.
Il delegato ha il dovere di convocare l'assemblea ogni qualvolta se ne ravvisi l'opportunità secondo le modalità stabilite dal C.d.F.
D
c) ELEZIONE : Il C.d.F. definirà l'elenco dei gruppi omogenei indicando orientativammitt l'elezione di un delegato ogni 40+60 lavoratori.
Le elezioni sono organizzate e curate dal Comitato Elettorale designato dal C.d.F. 12,scente, organo rappresentativo delle forze reali, sindacali presenti in fabbrica.
Hanno diritto al voto e sono eleggibili tutti i lavoratori isoritti e non iscritti al Sindacato, appartenenti al gruppo omogeneo.
Il delegato viene eletto su scheda bianca con voto dirette e segreto da parte di tut ti i lavoratori appartenenti al gruppo omogeneo.
Nel caso in cui il gruppo omogeneo debba eleggere un solo delegato, questo per essere eletto dovrà aver ottenuto almeno il 50% + 1 dei voti validi; nel caso che nessuno rag giunga tale percentuale, si procederà al ballottaggio tra i due lavoratori che hanno • ottenuto il maggior numero di voti.
Nel caso di un gruppo omogeneo in cui, per ragioni oggettive di carattere tecnico e produttivo, si devono eleggere più delegati, ogni lavoratore potrà esprimere sul la scheda bianca, un numero massimo di preferenze nella misura dei 2/5 dei delegati da eleggere (in caso di frazione si arrotonda per difetto) fermo restando il principio di un QUORUM minimo di voti, cosi determinato :
N° delegati X 2
Nel caso che nessuno o qualcuno non ottenga il QUORUM previsto, si procederà ad una ulteriore votazione di ballottaggio fra i primi non eletti in numero doppio a quello dei delegati da eleggere.
Il lavoratore eletto ha il dovere, qualora non lo fosse, di iscriversi al Sindacato.
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d) DIMISSIONI DEL DELEGATO : Qualora il delegato risolva il rapporto di lavoro, ras segni le dimissioni dal mandato oppure per sopravvenuti impedimenti a svolgere le sue funzioni, richieda di essere sostituito, dopo una verifica condotta dall'esecutivo del C.d.F. nel G.O. e dopo una discussione del C.d.F., se le dimissioni vengono mantenute, si dovrà procedere alla rielezione, nominando il Comitato Elettorale, entro trenta (30) giorni, secondo il comma c) dell'articolo 1. Qualora un delegato, sulla base di una ristrutturazione produttiva, e comunque dopo la discussione e l'approvazione del C.d.F., si sposta dal gruppo omogeneo che lo ha eletto, il C.d.F. valuterà l'opportunità di procedere alla elezione di nuovi delegati nei reparti o uffici interessati, sulla base della nuova situazione.
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e) REVOCA DEL DELEGATO : delegato di gruppo omogeneo può essere revocato in qualsiasi momento, dopo un dibattito nell'assemblea del gruppo omogeneo che lo ha eletto e con una votazione palese che sancisca la revoca con una maggioranza pari ai 2/3 degli aventi diritto al voto in quel momento.
La richiesta di assemblea per la revoca avvallata da C.d.F. deve essere sottoscrit ta da un'entità pari al QUORUM previsto per l'elezione, relativa ai delegati eletti. Dopo tre (3) assenze consecutiVe ingiustificate di un delegato alle riunioni del C.d.F. si procederà ad un esame, su proposta dell'Esecutivo, all'interno del gruppo omogeneo che lo ha eletto, del motivo di tale situazione.
, a) POTERI E COMPITI : T1 C.d.F. struttura di base del sindacato nel luogo di lavoro, realizza la politica globale della F.L.M.. e della Feder-azione COTL-C"I-UIL ed ha poteri , Ti 7:.ni.ziativa e di contrat.--'-ne dentro e fuori la fabbrica.
Imposta l'azione rivendicativa e la gestisce, dirige la politica sindacale nella fabbrica.
Ricerca la sintesi unificante dei problemi che riguardano tutti i lavoratori, risponde a quelli specifici di reparto od ufficio, li affronta decidendo e coordinando le_azioni di mobilitazione dei lavoratori.
Promuove le iniziative necessarie per la sensibilizzazione e la crescita politica dei lavoratori e contribuisce efficacemente per la concreta partecipazione degli stessi alle scelte politiche ed alle decisioni dell'azione del sindacato sui problemi generali.
Compito del C.d.F. nel suo insieme è far sì che, attraverso adeguati strumenti e iniziative di formazione, s5 realizzi la crescita politica, sindacale di tut ti i delegati per consentire una più consapevole ed adeguata partecipazione al la vita.del C.d.F. e del Sindacato nel suo insieme.
Il C.d.F deve inoltre garantire l'attività del Patronato, anche attraverso la nomina di appositi incaricati.
COMPOSIZIONE : Il C.d.F. è composto dai delegati del gruppo omogeneo eletti de mocraticamente dai lavoratori, secondo il coma C) dell'articolo 1.
FUNZIONI : Il C.d.F. è il solo organismo a cui spetta di eleggere o nominare : il comitato esecutivo e di coordinamento del C.d.F. la delegazione ufficiale che partecipa alle trattative ed agli incontri con la Direzione di'Stabilimento
le Commissioni di lavoro
i propri rappresentanti negli organismi sindacali di zona
i'propri rappresentanti negli Enti Sociali Aziendali e nei vari Comitati ed Organismi ove è prevista la partecipazione di rappresentanti sindacali (Commissioni cottimi - qualifiche - commissione antinforLunistica ecc. ecc.)
d) SEDE : La sede del C.d.F. è all'interno dell'azienda nei locali che la stessa deve mettere a disposizione a norma dell'art. 27 dello Statuto dei Diritti dei Lavoratori.
La sede è punto d'incontro per tutti i lavoratori, pur riaffermando che essi, per i loro problemi, si devono rivolgere innanzitutto al proprio delegato. Si garantisce sempre in sede un minimo di presenza sindacale atto a garantire il collegamento sia con l'interno della fabbrica che con l'esterno.
Tale collegamento sarà assicurato di norma dall'Esecutivo che designerà prefe-
ribilmente al suo interno un delegato cui compete la permagenza a rotazione dal le ore 13,°° alle ore 16,°° e la registrazione di ogni singolo collegamento, mn perando ogni forma di stacco permanente.
e) MONTE ORE : Il monte ore a disposizione del C.d.F. e dei suoi rappresentanti in altri organismi, es. F.A.S., concordato (Accordo ) per lo svolgimento delle attività, deve essere gestito collegialmente ed utilizzato esclusivamente in relazione alle esigenze ed alle decisioni del C.d.F. e del Sindacato. Detto monte ore inoltre, deve essere verificato e registrato mensilmente da ogni delegato ed esposto in maniera visibile a tutti i lavoratori.
f) VERIFICA DEL CONSIGLIO : Il C.d.F. rimane in carica due anni salvo decisioni diverse dell'assemblea dei lavoratori. Al termine di tale periodo si procederà al rinnovo secondo il comma C) dell'art. 1.
ARTICOLO 3 - STRUTTURE DEL C.d.F.
a) COMITATO ESECUTIVO : Il C.d.F. per assicurare un efficace coordinamento della sua attività ed un rapido collegamento tra i delegati elegge nel suo ambito un Comitato Esecutivo.Le modalità di votazione sono decise dal Consiglio.
b) COMPOSIZIONE ESECUTIVO : Il Comitato Esecutivo è formato da n° 9 componenti. I componenti dell'Esecutivo possono essere sostituiti in ogni momento dal Consiglio di Fabbrica. - Si riafferma il criterio della rotazione semestrale comunque non oltre i nove (9) mesi, preceduta da una valutazione nolitieat di almp-- 1/1 remponenti l'«wqpr'?-4-ivo in modo da realizzare una più ampia responsabilizzazione dei delegati medesimi. Bimestralmente a rotazione il Comitato Esecutivo, al suo interno, si dà un coordinatore.
c) COMPITI ESECUTIVO : I compiti dell'Esecutivo sono operativi e funzionali quindi limitati alla attuazione delle decisioni prese dal C.d.F. e dalla assemblea dei lavoratori.
Esso deve prendere parte ad ogni incontro o trattativa con la direzione, nel caso di discussione su temi specifici di gruppo omogeneo la delegazione sarà allargata ai delegati interessati allo scopo di un maggior dibattito del problema e per una maggior crescita politica del delegato.
In casi eccezzionali e quando si è nella impossibilità di convocare il C.d.F. l'Esecutivo può eccezionalmente prendere decisioni, anche per la proclamazione di forme di lotta, sempre che sia nell'ambito della linea sindacale stabilita dal Consiglio e dal Sindacato e con verifica successiva del C.d.F.
COMMISSIONI : Il C.d.F. nomina di volta in volta, oppure in modo permanente delle commissioni di lavoro e di studio per l'esame e l'approfondimento di spe cifici problemi in relazione alle esigenze contrattuali ed organizzative. Il C.d.F. deve nominare per ogni commissione un responsabile che risponde dell'at tività della stessa al C.d.F. medesimo.
Delle commissioni di lavoro possono venire chiamati a farne parte lavoratori non delegati, ma disponibili a partecipare alla elaborazione ed alla vita stes sa del Sindacato nell'Azienda.
Per la loro attività le commissioni possono avvalersi di consulenti esterni al la azienda. (Medici - Legali - Sociologi - ecc.)
Compito dell'Esecutivo è di coordinare l'attività delle varie commissioni, anche attraverso la presenza di almeno un membro dello stesso in ogni commissione.
COORDINAMENTO : Per il coordinamento dell'attività sindacale con le altre azien de Finmeccanica - PP.SS. - e del settore ai vari livelli di coordinamento il C.d.F. nomina tre (3) propri rappresentanti.
T1 C.d.F. inoltre è impegnato a realizzare un coordinamento più diretto in par.ticolare con la Termosud di Gioia del Colle (Bari) e l'Ansaldo di Genova.
- a) Il C.d.F. viene convocato su decisione del Comitato Esecutivo, su richiesta del
La fogna (disegno di Vannini)
Sindacato. oppure su richi.esta di almeno 1,/4 dei delegati, oppure da una commissione di lavoro.
Il C.d.F. si riunisce ordinariamente una volta al mese e tutte le volte che si ritiene necessario. Prima dì ogni riunione del Consiglio, i delegati e i lavoratori devono essere portati a conoscenza dell'ordine del giorno, il quale deve anche essere affisso nell'albo morale aziendale almeno 24 ore prima.
- bl Le riunioni del C.d.R. sono presiedute e dirette dal Comitato Esecutivo, dai dirigenti. sindacali. Il relatore, sull'ordine del giorno verrà designato, di colta in volta dall'esecutivo.
c) In apertura della riunione del Consiglio si verifica la presenza dei componenti dello stesso. La riunione è valida in prima convocazione, quando sono presenti almeno il 50°/, dei delegati ed in seconda convocazione una (1) ora dopo la prima convoca ione qualunque sa la rercentuale dei rresenti.
d) Le decisioni del C.d.R. saranno prese a maggioranza assoluta (50% + 1) dei presenti.
- e) Alla riunione possono partecipare tutti i lavoratori, senza diritto di voto. SU invito del C.d.F., possono partecipare alla riunione persone esterne all'azienda.
f) Il Comitato Esecutivo (RELATORE) ha il compito di redigere un verbale sommario degli argomenti ed in particolare delle decisioni prese ad ogni riunione del C.d.5'. e di sottoporlo all'approvazione alla stesso al ,.?-mine seduta e ,,yroessivamente esposto all'srpnsitn glbn murale per conoscenza a tutti i lavoratori,
a) L'assemblea dei lavoratori della fabbrica è lo strumento di crescita e di partecipazio,-0 dei lavoratori stessi alle decisioni ed al controllo delle scelte sindacali e costituisce il momento di massima espressione di volontà e di democrazia sui problemi aziendali e generali.
b) L'assemblea generale dei lavoratori e il massimo organo decisionale a livello di azienda a cui deve rendere conto il C.d.F. L'assemblea può essere generale o di gr'..ppi di lavoratori e le decisioni che.in essa vengono prese devono essere approvate dalla maggioranza dei presenti.
Al fine di sviluppare ed ampliare il dibattito ed il confronto tra i lavorato- • ri, una Commissione' del C.d.F. realizzerà con la nomina della redazione la pub blicazione periodica di un giornal.e aziendale : • LA YIROLA ". La redazione è impegnata a svolgere una funzione di stimolo verso i lavoratori affinchè collaborino alla stesura di articoli, notizie, ecc. ecc. da pubblicare sul giornale.
9 Viene costituito un fondo economico per far fronte alle spese che il C.d.F. de,--4:
ve sostenere nello svolgimento della sua attività.
Il fondo sarà alimentato prevalentemente mediante l'autofinanziamento dei lavoratori, da sottoscrizioni, da oblazioni, ed altre forme di entrate.
Il fondo sarà amministrato da apposita Commissione che si darà un proprio regolamento e redigerà un resoconto annuale dell'andamento della gest'one amministra tiva.
a) I1 regolamento viene elaborato dal C.d.F. che, dopo la sua approvazione, lo sot topone all'approvazione della assemblea generale dei lavoratori.
b) Il presente regolamento può essere modificato su proposta del C.a.F. approvato dall'assemblea generale dei lavoratori.
PRODUZIONE (176) WELDING ENGINEER (177) CONTROLLO E COLLAUDI (180) CENTRO PROVE NON DISTRUTTIVE (182)
PROVE DISTRUTTIVE (183) CONTROLLO PRODUZIONE (185)
TECNICO TURBINE (35) ANALISI STRUTTURALE (46)
E PROGRAMMI (55) ANALISI E PROGRAMMAZIONE (56)
(57) SPECIFICHE NUC. (174)