Avanguardia proletaria9

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ilvanduardia proletaria

Lavoiatoiii della "Illaachi,1

manifestate la vostra maturità sindacale votando in massa la lista F. I. 0. M.

Milioni di laomatoti cedeienii Sona otganinati nella gloiio5a. combattioa, e unitaria l'unica oigani2,zazione sindacale che ha .senioe dile», e dilendeW gli intere ti dei lauoiatoù metallogici l

Fra 11 '49 e H '50

Eravamo facili profeti nel prevedere un anno fa su queste colonne che il 1949 sarebbe stato un anno duro, un anno di lotta e di sacrifici. Ora, come allora, il governo De Gasperi persegue la sua politica di affamamento, di persecuzione, di repressione e di asservimento allo straniero.

Addita alla pubblica compassione í disoccupati vittime della sua politica antisocial. e fa sparare sui contadini e operai che chiedono solo di lavorare e di vivere. Continua la politica di ostilità e di preparazione bellica contro i Paesi dell'Est e si lega mani e piedi al carro degli imperialisti guerrafondai.

Con una politica diversa, con quella da noi indicata e già applicata nei paesi a democrazia popolare, la disoccupazione sarebbe totalmente eliminata e il benessere assicurato a tutte le famiglie con la aumentata produzione che ci darebbe tutto ciò che ci necessita, dalle case alla energia elettrica. L'amicizia e gli scambi con i Paesi Orientali ci darebbero lavoro e materie prime senza bisogno di elemo-

Elezioni della Commissione Interna

Al termine del suo mandato la C. I. si dimette. I lavoratori sono chiamati ad eleggere i loro rappresentanti che ne sappiano interpretare e risolvere i problemi. Diamo un'occhiata al funzionamento della C. I. nell'annata decorsa, riferendoci particolarmente al lavoro svolto dai nostri CoMmissari.

I rappresentanti della nostra corrente sindacate, appena eletti si trovarono di fronte a una considerevole mole di lavoro e particolarmente ai problemi dell'aumento dei cottimi e della rivalutazione salariale. E' stata una lotta lunga, dura, tenace, talvolta battaglia aperta che ha coinvolto tutte le maestranze. I nostri commissari (Bestetti e Benini in modo particolare) si sono battuti consapevoli del buon diritto che difendevano, cioè il diritto delle maestranze a un miglioramento delle loro condizioni di vita. La Direzione si è posta continuamente su una posizione di ostile intransigenza; ha costantemente chiuso gli occhi di fronte :.11e elementari necessità dei dipendenti Ha fatto di più: è scesa alla provocazione perseguitando personalmente i due compagni più sopra nominati nell'intento d'intralciarne o d'impedirne l'attività. Bestetti e Benini scontarono (e scortano tutt'ora) con migliaia di lire di trattenuta sulla paga l'attaccamento al loro dovere, al loro dovere di difesa e di valorizzazione dei lavoratori. Essi hanno ben

sine d'oltre oceano che ci costano umiliazioni e la perdita dell'indipendenza.

Ma, di fronte a questo spettacolo dannoso e indecoroso, sta la coscienza e la forza del popolo che dà ogni giorno prova di non volere seguire il governo su questa strada. La costituzione del Comitato dei Partigiani della Pace che raccoglie praticamente la maggioranza del popolo, l'azione energica ed efficace del partito Comunista, il risveglio del Sud, e — sul piano mondiale — l'avanzata irresistibile dell'idea Comunista, dànno piena garanzia che le forze dell'asservimento e della guerra questa volta non passeranno, e che i loro furiosi contrattacchi sono destinati a morire con loro.

Essi sono prova della loro debolezza come le calunnie, le menzogne e gli insulti che quotidianamente scagliano contro di noi denunciano la loro sterilità morale: al nostro poderoso movimento che si estende e si afferma sempre più nel mondo non sanno opporre nessuna idea apprezzabile, ma ferocia e bassezze di ogni genere.

L'esito di questa lotta non può essere dubbio.

Tocca a noi, con la nostra forza, la nostra fermezza e la nostra azione affrettare l'esito di questa lotta. Il 1950 segnerà un altro grande passo in avanti su questa strada.

meritato della fiducia riposta in loro dagli operai.

Ben diversamente si potrebbe dire dei rappresentanti saragattiani e democristiani. Non intendiamo entrare in polemica; i lavoratori hanno buona memoria e sono in grado di giudicare quale è stato l'apporto che questi signori hanno dato per la risoluzione dei loro problemi. Assenteismo e disfattismo, nient'altro.

Nello scorso numero del nostro giornale avevamo posto l'attenzione sulla situazione economica degli impiegati della nostra fabbrica in relazione alla « attività » svolta dai loro rappresentanti in seno alla C. I.

Corti Pandaro « filone » e Bonfiglio Umberto « liberino » anzichè svolgere una azione unitaria nella C. I. con gli altri rappresentanti dei lavoratori, hanno fatto opera di divisione e di servilismo verso il padrone. Senza volere fare dei pettegolezzi intendiamo chiarire — nelYinteresse dei lavoratori — l'azione svolta dai commissari sopraindicati. Essi hanno operato la divisione fra le due categorie indebolendo così l'azione generale della C. I., eseguendo in tal modo l'indirizzo dato loro dai padroni. Se a qualcuno sembrasse esagerata o demagogica questa affermazione, siamo in grado di specificare con dati di fatto la fondatezza della nostra accusa.

Continuiamo. Ci risulta che i due elementi in parola hanno avuto, durante il loro mandato, vantaggi e promozioni; cose incompatibili, in quanto ciò da adito a sospetti di corruzione.

Fino a quando tutti i lavoratori sono

stati uniti nella C.G.I.L. i vantaggi sono stati molto sensibili sia nel campo aziendale che in quello nazionale. Nell'azienda abbiamo ottenuto migliorie economiche, igieniche, ecc. (e gli impiegati ne sanno qualche cosa); nel campo nazionale delle buone affermazioni (ferie, 13' mensilità, contingenza, feste infrasettimanali, ecc.). Per gli impiegati la loro retribuzione era calcolata, in generale, sulle 200 ore mensili; ora è stata portata sulle 180 ore, rappresentando così un primo vantaggio della lotta che la C.G.I.L. sta conducendo a favore degli impiegati.

L'anticomunismo è stata l'arma di cui si è servita la classe padronale per creare dei sindacati spurii che, in definitiva, hanno frenato lo slancio sociale della classe lavoratrice. Alla luce di questa esperienza viva non sarà difficile agli impiegati comprendere la necessità di essere uniti nell'unica organizzazione che difende effettivamente i loro interessi, la C.G.I.L., sindacato F.I.O.M.

ColliroliolnusioulA padronale riosAltliumorvoncipilAyorgori

L'ultimo soprt so consumato dalla direzione in spregio alle libertà sindacali, è stato quello del a sospensione del presidente della C I compagno Bestetti (fatto che ha già avuto due precedenti) per il comizio tenuto da Cine]li, segretario della F.I.O.M, giovedì 12 corr. Premettiamo subito che l'accesso dei dirigenti sindacali nelle fabbriche è un diritto acquisito con la lotta e col sacrificio dei lavoratori e sul quale i lavoratori non sono disposti a transigere, sotto pena di venir meno ai lori elementari diritti stessi.

I dirigenti industriali, invece, intendono svuotare l'mportanza dei dirigenti sindacali impedendo loro di svolgere la propria attività e di prendere contatto con le maestranze che hanno con i loro voti posto tutta la fiducia in essi. I comunisti hanno il compito preciso di avvicinare, spiegare e chiarire a tutti i lavoratori l'importanza della difesa di queste posizioni e del valore del sindacato unitario.

Devono chiarire anche che cosa sono, da chi sono stati creati e che funzione hanno gli altri sindacati che svolgono esclusivamente una attività tendente a dividere e ad indebolire la classe lavoratrice, che allo spirito combattivo dimostrato dai nostri rappresentanti oppongono una posizione di capitolazione continua di fronte al capitalista.

Questi orientamenti non devono rimanere lettera morta, ma devono essere raccolti dai comunisti per spiegarli capi larmente in mezzo ai lavoratori affinchè si abbia ad elevare la coscienza sindacale di tutti. * * *

In questi giorni è stato diffuso il programma della lista F.I.O.M. che noi appoggiamo perchè risponde a una situazione economica e sindacale interna che deve essere risolta con l'applicazione, appunto, di detto programma.

I comunisti dovranno essere i più attivi nella popolarizzazione dei punti di questo programma in modo che i lavoratori abbiano un orientamento chiaro nelle elezioni della C. I., dall'esito delle ouali, com'è ovvio, dipenderà la realizzazione del programma stesso.

Gennaio 1950 Bollettino N. 9
ri

L'aumento dei cottimi e delle percentuali agli operai, l'adeguamento degli stipendi agli impiegati, i passaggi di categoria maturati e tutti quei problemi economici e sindacali minuti che interessano anche singoli lavoratori o gruppi di lavoratori, devono essere presi in seria considerazione dai compagni é agitati fra la massa. Egualmente si può dire per gli altri problemi di carattere sindacale e sociale che sono strettamente legati a quelli già accennati posti dalla lista F.I.O.M.

Se i comunisti della « Bianchi » strettamente uniti ai compagni socialisti saranno capaci di legare a loro la stragrande maggioranza dei lavoratori della fabbrica, realizzando il programma della F. I.O.M., assolveranno a un compito importante; importante non solo per la difesa e il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori della « Bianchi », ma anche per la realizzazione del piano nazionale della C.G.I.L. che diamo per esteso in altra parte del giornale.

21 gennaio,

Questa data rappresenta per il proletariato di tutto il mondo un grave lutto: essa ricorda la morte del compagno LENIN avvenuta nel 1924.

E' stato sotto la sua guida che il proletariato ha dato vita al primo stato socialista del mondo, è stato dietro il suo insegnamento che il proletariato ha imparato a diventare classe dirigente prendendo nelle sue mani il suo avvenire, è stato in base alla sua dottrina che il marxismo ha trovato la sua realizzazione pratica.

Il nome di LENIN suona come squillo di vittoria per il proletariato che ha già realizzato il socialismo, e di incitamento e di sicura garanzia per il proletariato ancora prigioniero del sistema capitalista che si dibatte nell'agonia delle sue mortali contraddizioni.

E' nel nome del grande LENIN che dobbiamo perseverare nella dura lotta contro l'imperalismo sfruttatore e guerrafondaio, contro i suoi servi socialdemocratici e di tutte le risme, e contro l'inganno della contraffazione religiosa.

Nel nome del grande LENIN i comunisti della « Bianchi » impiegheranno tutte le loro energie nell'unire la classe operaia, condizione essenziale per il conseguimento della vittoria.

La data del 21 gennaio ricorda anche la fondazione del Partito Comunista Italiano avvenuta nel 1921 per opera dei nostri grandi dirigenti e maestri GRAMSCI e TOGLLATTI, che seppero spezzare il cerchio dell'opportunismo rinunciatario massimalista, e aprire al popolo italiano la giusta via dell'emancipazione proletaria. Che questi compagni avessero visto giusto lo dimostra il fatto che il P.C.I. seppe resistere e dare il colpo mortale al fascisMo, e seppe' diventare quella grande organizzazione politica, senza la quale oggi, i reazionari italiani ci porterebbero un'altra volta sulla via del fascismo e della guerra. Questo grande partito ci dà la sicurezza di superare le gravi difficoltà che oggi intristiscono e umiliano il popolo italiano. Se ancora oggi parte del popolo italiano non ha ancora compreso — a causa della vergognosa e diffamatoria propaganda avversaria le funzioni pèr il conseguimento di una pacifica convivenza .fra le genti ed il progresso sociale, non è lontano il giorno in cui la grandezza ideologica, la profonda umanità e l'amore disinteressato verso gli uomini semplici, appariranno evidenti anche ai ciechi.

Invitiamo i lavoratori della nostra fabbrica ad aderire al nostro grande partito, per affrettare — con il loro apporto — la fine dell'oppressione, dello sfruttamento e dei pericoli di guerra, e per il trionfo del Socialismo.

AVANGUARDIA PROLETARIA

Il giorno 24 gennaio saranno fatte le elezioni per la nuova Commissione interna della nostra azienda.

La gloriosa organizzazione sindacale si presenta con un programma che senza alcun dubbio verrà realizzato, se la maestranza le darà la sua incondizionata fiducia.

Il fatto che i comunisti e i socialisti si presentano in un'unica corrente sindacale, significa che ormai è avvenuta anche nella nostra fabbrica quell'unione delle forze sane, desiderose di difendere ad ogni costo gli interessi dei lavoratori, minacciati dall'egoismo padronale.

LAVORATORI,

Le liste che si presentano sotto i nomi di F.I.L. e « Sindacati Liberi » non sono altro che organizzazioni volute e create dai padroni, attraverso la corruzione di elementi pronti a sabotare e intralciare le

giuste richieste di rivendicazioni che la vera organizzazione dei lavoratori (La FIOM) si propone di risolvere per il bene di tutti i lavoratori.

LAVORATORI,

Non lasciatevi ingannare dalla falsa propaganda di queste pseudo organizzazioni, non credete alle calunnie che si fanno contro la nostra organizzazione pòichè il loro programma non consiste che nella divisione delle forze, dirette a indebolire la forza unitaria dei lavoratori.

LAVORATORI, VOTANDO PER LA LISTA DELLA FIOM VOTERETE PER REALIZZARE IL PROGRAMMA CHE VI E' STATO DIFFUSO. VIVA LA GLORIOSA ORGANIZZAZIONE SINDACALE F.I.O.M.!

LE RIVENDICAZIONI IMMEDIATE DEL PIANO DELLA C.G.I.L

Aumento dei salari secondo la massima possibilità di ogni singolo settore di attività economica e fissazione di un salario minimo nazionale per tutte le categorie, comprese quella dell'agricoltura.

Difesa e miglioramento della scala mobile.

Nessun licenziamento.

- i 4) Adozione delle 40 ore lavorative settimanali per consentire un assorbimento proporzionale dei lavoratori disoccupati elevando l'integrazione salariale a 48 ore.

Adeguamento dei sussidi di disoccupazione e delle pensioni ed estensione ad essi della scala mobile.

Perequazione del trattamento economico degli statali, dei parastatali, dei dipendenti da enti locali, ecc., a quello delle categorie similari delle aziende private.

Pieno riconoscimento dei poteri delle Commissioni Interne.

Applicazione del principio costituzionale della partecipazione dei lavoratori alla gestione delle grandi aziende, mediante il ticonoschnento dei Consigli di Gestione, che devono assicurare il controllo da parte dei lavoratori.

Piena libertà sindacale senza ingerenze statali, e pieno diritto di sciopero per tutti i lavoratori senza eccezione.

Accoglimento delle rivendicazioni avanzate da tutte le categorie di lavoratori della terra, braccianti, salariati, mezzadri, compartecipanti, coltivatori diretti, ecc., cosi come sono state formulate dal Congresso .Unitario della Confederterra.

Amnistia per tutti i lavoratori perseguiti a causa della loro partecipazione a lotte sindacali e popolari.

I QUATTRO PUNTI

Nazionalizzazione delle aziende elettriche, monopolistiche e costituzione di un Ente nazionale della elettricità che assuma la gestione delle aziende nazionalizzate e col compito preciso di promuovere in breve termine la costituzione di nuove centrali idroelettriche in misura sufficiente per soddisfare le esigenze dello sviluppo produttivo e civile del Paese.

Costituzione di un Ente Nazionale per la bonifica, le irrigazioni delle terre e le trasformazioni fondiarie, col compito di promuovere un intenso sviluppo dell'agricoltura italiana, specialmente nel Mezzogiorno, collegato all'inizio di iealizzazione della riforma agraria.

Costituzione' di un Ente Nazionale dell'edilizia popolare, col compito di promuovere la costruzione di case popolari, scuole, ospedali, ecc., in tutte le provincie d'Italia e specialmente nelle zone maggiormente devastate dalla guerra. Realizzazione di un vasto programma di opere pubbliche essenziali ad un minimo di civile convivenza (strade, acquedotti, fognature, illuminazione, telefoni, ambulatori, ecc.).

I MEZZI DI FINANZIAMENTO

I mezzi per finanziare il piano, che dovrebbe essere compiuto in tre anni, dovranno essere tratti:

q) da un contributo fortemente progressivo da richiedere alle classi abbienti ed in modo particolare ai grandi gruppi monopolistici ed alle grandi società per azioni;

b) da un orientamento organizzato del risparmio nazionale verso gli inveetimcnti produttivi relativi al piano;

cl da prestiti esteri, che non menomino l'indipendenza economica e politica della Nazione;

d) da un prestito nazionale per ottenere il fondo iniziale di slancio.

" Se le classi dirigenti italiane non vorranno aderire allo sforzo collettivo chiesto dai lavoratori per quest'opera di salvezza e di rinascita nazionale, ciò vorrà dire che quelle classi non possono più dirigere l'Italia. Questo hanno compreso vasti strati del popolo italiano che hanno accolto con vivo entusiasmo il piano della C.G.I.L. e hanno iniziato l'azione per esigerne l'attuazione. Bisogna allargare e sviluppare questa lotta perché il piano confederale divenga realtà operante, perché l'Italia s'incammini sulla via dello sviluppo e della rinascita ".

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Attività del P.C.I. nella fabbrica

In base alle risultanze della Conferenza d'officina dell'ottobre scorso e allo studio approfondito delle deficenze politiche e organizzative del Partito nella fabbrica, abbiamo in mano gli elementi per migliorare il Partito stesso in tutti i suoi molteplici aspetti.

Vigilanza rivoluzionaria

Abbiamo smascherato e allontanato gli elementi infidi e i traditori che avevano portato un po' di sbandamento nelle nostre file. E' risultato chiaro che l'infiltrazione di elementi disgregatori nel nostro Partito è un obiettivo specifico del nemico di classe. Questo fenomeno, come tutti sanno, si è rivelato in maggiori proporzioni anche nei paesi a democrazia popolare dove il popolo sta marciando sulla via del Socialismo. Ma ovunque la vigilanza rivoluzionaria di tutti i militanti ha stroncato le mene degli agenti dell'imperialismo. Poichè questo pericolo sarà accentuato da parte dei nostri nemici in tutte le forme, facciamo appello ad ogni compagno e compagna perchè vigilino con intelligenza politica, e denuncino questi elementi in modo che non possano nuocere alla marcia del movimento operaio.

Inoltre è bene che i compagni si rendano conto che quando il Partito — dopo attento esame e studio — prende provvedimenti contro elementi che tradiscono, tali provvedimenti, per la serietà del Partito stesso e per la responsabilità che ha verso la classe lavoratrice, vengono presi su un piano strettamente politico non personalistico. Quindi isolare con risolutezza gli elementi che il Partito ha pubblicamente denunciati, e rompere ogni vincolo con loro; questo è il dovere di ogni militante consapevole dell'importanza della vigilanza rivoluzionaria nel Partito.

Funzionamento delle Cellule

Elemento essenziale per l'efficienza combattiva del Partito è il buon funzionamento organizzativo delle cellule. Non è ancora chiaro a molti compagni che lo sviluppo del Partito è fondamentalmente legato a quello delle cellule. A costo di diventare noiosi ripetiamo che è dalla classe operaia che il nostro Partito trae i suoi quadri dirigenti, e per ottenere questo è indispensabile che la cellula svolga una vita intensamente politica per educare e valorizzare gli elementi della classe operaia stessa.

Segnaliamo, a titolo di esempio per il loro buon funzionamento la 2', la 13° e la 14° cellula, le quali svolgono una vita politica bene organizzata. Queste cellule tengono assemblee generali nel loro, reparto precedute dalla riunione del comitato di cellula, il quale elabora un ordine del giorno contenente uno studio sulla situazione obiettiva del reparto legata ai problemi generali della fabbrica e a quelli nazionali e internazionali.

Diamo un esempio pratico: il comitato della 13° cellula nella riunione del 3 corr. ha sviluppato il seguente ordine del giorno: 1) Completamento bollini tessera 1949; 2) Tesseramento 1950; 3) Tesseramento FIOM e ANPI; 4) Diffusione della stampa; 5) Funzionamento del reparto; 6) Elezioni della Commissione interna e orario di lavoro; 7) Situazione nazionale in rapporto ai problemi del lavoro e della pace.

Sul 1° punto è risultato che il pagamento delle quote 1949 era al completo, questo è un buon segno di maturità organizzativa. Sul 2° punto si è rilevato che 3 compagni su 50 sono ancora da tesserare. Il tesseramento FIOM e ANPI è pressochè ultimato. La stampa ha avuto un notevole sviluppo grazie all'iniziativa del comitato di andare a interessarsi, compagno per compagno, se ognuno acquistava l'« Unità ». Ai compagni che non comperavano personalmente il quotidiano

fuori della fabbrica, questo è recapitato sul posto di lavoro ogni mattina; sono così 19 compagni in più che vengono con questo mezzo orientati dal nostro giornale. Segnaliamo questo esempio di buon lavoro a tutti gli altri comitati di cellula. Relativamente al 6° punto sono stati dati suggerimenti al comitato di fabbrica circa i candidati e altre questioni inerenti le elezioni della C. I. Il comitato ha notato un tentativo di divisione fra gli operai circa l'orario di lavoro: col pretesto della scarsità di energia elettrica alcuni venivano fatti uscire alle 16 e la maggioranza alle 19. Fra la pressione della massa e la chiarificazione fatta dal comitato fra gli operai per sventare il tentativo di attrito che s'intendeva creare fra loro, si è riusciti a far portare l'orario minimo alle ore 17. Tirando le conclusioni si è fatto un rapido esame sulla situazione dei licenziamenti, dello smantellamento delle industrie, della disoccupazione e dell'abbassamento continuo del tenore di vita delle masse lavoratrici provocato dalla politica reazionaria dell'attuale governo (provvisorio) succube degli imperialisti guerrafondai. Ecco un buon lavoro! I compagni di tutte le altre cellule sono invitati a seguirne l'esempio. Se ogni comitato di cellula metterà in pratica questo esempio di lavoro vedrà sensibilmente migliorare tutta la vita della cellula e la situazione generale della fabbrica.

• Deficienze e rimedi

In talune cellule — e particolarmente nei reparti Velocipedi — notiamo notevoli deficienze aggravate dalla presenza dei socialdemocratici che svolgono la loro opera deleteria e demagogica tendente a sfiduciare e ad asservire i lavoratori alla Direzione. Qui è necessaria una cura

particolare per mettere in efficienza queste cellule. Facciamo appello ai compagni di questi reparti perchè abbiano a reagire alle manovre di questi falsi pastori, scrollare quel senso di timore che paralizza la loro attività e, nel loro stesso interesse, mettersi in linea con le altre cellule. Il comitato di fabbrica sta preparando un piano per aiutarli — mediante l'impiego di attivisti —; facciamo quindi appello perchè abbiano da dare loro ausilio creando entusiasmo fra gli operai affinchè l'opera di questi attivisti venga coronata da successo.

Primo obiettivo è di tesserare tutti i compagni del 1949 e di reclutare fra tutti gli onesti lavoratori del Velo che sono i più sfruttati, appunto perchè meno organizzati nel partito Comunista. Oltre ai socialdemocratici ci sono alcuni capi-reparto che applicano le direttive padronali" colpendo quei lavoratori che manifestano sipirito di azione e di combatività. Mentre rivolgiamo un monito a questi capireparto ricordando loro che la classe ope-

VOTATE PER LA LISTA F.I.O.M. CHE

SI TROVA IN MEZZO ALLA SCHEDA

FACENDO LA CROCETTA SUL QUADRETTO A SINISTRA.

raia non perdona, incitiamo gli operai e le operaie a organizzarsi e formare una compatta unità politica, solo mezzo per affrontare con successo tutte le angherie e scuotere il pesante giogo dello sfruttamento.

Nel rep. Pulitura è necessario rafforzare il comitato di cellula e svolgere riunioni per orientare i compagni e gli operai in generale, diffondere la nostra stampa in maniera più larga, studiare i problemi locali d'ordine sindacale e igienico, e agitarli fra gli operai perchè vengano risolti, giovando così alla massa interessata e allo sviluppo ed al prestigio del Partito

Te,5,5eirtmento e ieektiamento

I lavoratori e il P.C.I.

« Nulla è più elevato dell'appellativo di membro del Partito che è stato fondato dal compagno Lenin. Noti a tutti è dato d'essere membri di un tale partito. I figli della classe operaia, i figli del bisogno e della lotta, i figli delle privazioni inimaggìnabili e degli sforzi eroici ecco coloro che innanzi tutto debbono appartenere a un tale Partito ».

La tessera del Partito Comunista. Molti compagni, forse, non hanno ancora una idea esatta dell'importanza che riveste il possesso di questa tessera. Molti simpatizzanti — ottimi lavoratori che potrebbero dare contributo di attività nelle nostre file — si limitano a dire che si può essere buoni comunisti anche senza la tessera del Partito. La misura dell'importanza, del valore della nostra tessera ci viene data dai nostri avversari ai quali la nostra organizzazione basata appunto su centinaa di migliaia di cittadini attivi e combattivi uniti, cioè di cittadini « tess^raui i, dà ter ibilmente ai nervi. Nessun regime conservatore o reazionario ha avuto paura o fastidi da gente che — disunita e isolata — alimentava nel cuore idee di giustizia e di progresso.

Possedere la tessera del' P.C.I. significa sapere quello che vuole, significa dare prova di attaccamento e di fedeltà alla causa dei lavoratori, significa partecipare alla vita politica del Paese e far sentire il proprio peso, la propria volontà nella lotta per una sana politica naziqnale, per

l'avvento di una società migliore, per il trionfo della pace.

Per noi lavoratori delle fabbriche, i] rafforzamento del Partito Comunista significa — nella situazione attuale — una garanzia per il nostro salario, per la nostra occupazione, per il rispetto dei nostri diritti e per lo sviluppo dei nostri organismi sociali e sindacali, una barriera contro la tracontauza padronale e contro la pressione reazionaria del governo. Il possesso della tessera del Partito è un onore per ogni lavoratore cosciente.

Alla luce di queste considerazioni tutti i compagni e compagne devono sentire il dovere di rinnovare la propria tessera; tutti i lavoratori onesti, consapevoli del loro buon diritto ed aspiranti acl un rinnovamento democratico che garantisca tranquillità e benessere alle loro famiglie, devono comprendere la necessità di unirsi alla suprema forma di organizzazione della classe lavoratrice, al partito Comunista.

Lavoratori e lavoratrici! per assicurare la vita e l'attività produttiva alle nostre industrie e garantirci il posto di lavoro, per difendere e migliorare il nostro Contratto di Lavoro ed elevare il nostro tenore di vita, per poterci tutti uniti contrapporre efficacemente alla coalizione padronale, RICONFERMIAMO O DIAMO LA NOSTRA ADESIONE ALLA F.I.O.M. VOTIAMO PER I CANDIDATI DELLA F.

AVANGUARDIA PROLETARIA 3
T.O.M. ORGANIZZAZIONE SINDACALE UNITARIA DI TUTTI GLI IMPIEGATI E OPERAI METALLURGICI.

la nostra goocog000 sindacale - I puliti basilari della llostrA sindacale ['oh attuale

L'enorme importanza che riveste l'organizzazione sindacale è così evidente — specialmente oggi, di fronte alle dure lotte a cui è chiamato il proletariato — che non crediamo meriti una spiegazione particolare.

Di fronte alle posizioni sindacali dei democristiani, dei riformisti e degli anarchici, la nostra concezione sindacale si differenzia e si distingue per la sua chiarezza, il suo valore e la sua portata.

La concezione marxista-leninista riconosce nei sindacati l'organizzazione fondamentale nella quale i lavoratori, attraverso la lotta, acquistano coscienza della insufficienza delle conquiste economiche se non garantite da relative conquiste politiche. Cioè, ogni conquista economica non è garantita che da conquiste di carattere politico. Volere fare del sindacalismo ignorando la situazione politica è un errore da dilettanti o pura malafede.

I punti basilari della nostra politica sindacale attuale sono:

I sindacati devono essere in prima linea per la difesa della pace. La difesa della pace interessa tutti i lavoratori; sarebbe quindi un tradimento se i sindacati si disinteressassero delle più vive aspirazioni delle grandi masse.

I sindacati devono lottare per il benessere delle masse lavoratrici, il che non si potrà realizzare che attraverso una riforma della struttura economica del nostro Paese: riforma agraria che liquidi il latifondo; riforma industriale che porti alla nazionalizzazione dei gruppi monopolistici dominanti in modo che si abbia la garanzia che lo sforzo produttivo dei lavoratori vada a vantaggio di essi; riforma bancaria che convogli il risparmio allo sviluppo economico del Paese e non finanzi le speculazioni che aggravano la miseria.

I sindacati non devono ammettere nessuna limitazione delle forme di lotta e devono rivendicare il diritto di sciopero per tutte le categorie.

I sindacati devono propugnare una legislazione sociale che realizzi i principi sociali sanciti dalla Costituzione.

I sindacati propugnano l'adozione delle 40 ore settimanali con un minimo di retribuzione adeguato alle necessità vitali dei lavoratori.

Infine i sindacati non possono accettare il riconoscimento giuridico dei sindacati, ma si battono per il riconoscimento giuridico dei contratti collettivi del lavoro (ogni contratto collettivo deve avere forza di legge). Non possono accettare il referendum che svuota di ogni responsabilità gli organi direttivi e intralcia le agitazioni in quanto verrebbe a mancare la tempestività.

Oltre agli obiettivi suesposti, che dovranno essere i principali elementi di agi-

La rivalutazione salariale

Temiamo che non tutti i lavoratori abbiano idee sufficientemente chiare sulla situazione in cui si trova il problema della rivalutazione. La Direzione intendeva chiudere la questione facendo firmare un documento dalla C. I. contenente l'applicazione del 50 % ai soli cottimisti escludendo ogni estensione a tutte le altre categorie. I nostri commissari respinsero questa manovra col consenso dei lavoratori stessi interpellati in una assemblea. Invece la FIL e i « liberini » erano disposti a firmare e ad accettare la tesi padronale chiudendo così la porta ad ogni successivo diritto alla estensione della rivalutazione ai percentualisti e al pagamento integrale in conformità dell'accordo 5 agosto 1949.

Come l'hanno ottenuto i lavoratori della « Tallero » (100 %), dell'e Alfa Romeo » (85 % cottimisti, 75 % percentualisti), della « Olap » (71 %) ecc., così anche la nostra Direzione dovrà pagarla, naturalmente con gli arretrati dal 1' agosto 1949.

tazione della C.G.I.L. per . il raggiungimento di una democrazia di tipo avanzato, vi sono anche rivendicazioni di ordine immediato che non possono essere rimandate; esse sono:

Miglioramento della possibilità di acquisto delle masse lavoratrici (rivalutazione delle categorie, aumenti degli assegni familiari, ecc.).

Lavoro ai disoccupati mediante un piano organico di lavori pubblici e di stimolo dei lavori privati. e) Riforma dei contratti agrari richie-

« Se fino ad oggi noi dobbiamo piangere i nostri morti, d'ora in poi non sarà più così: sappia il governo che nel caso deprecato e deprecabile di un nuovo eccidio, le forze operaie e il popolo condurranno una lotta decisiva sino in fondo senza un limite preventivo ».

GIUSEPPE Di Virroluo, a Modena

Socialdemocratici

cani da guardia della borghesia

Si sono accorti i lavoratori che i saragattiani, qualche mese fa, messi alle strette e invitati a produrre fatti concreti, hanno battuto in ritirata? Li avevamo invitati a dare prova del loro attaccamento agli interessi dei lavoratori scendendo sul terreno concreto dei fatti in base ai problemi da loro agitati a puro scopo propagandistico per farsi della reclama a buon mercato, tentando di sorprendere la buona fede dei lavoratori.

Se ci sono degli operai socialdemocratici che si sentono a disagio in questa polemica pensando che essa può generare odio e divisione fra gli operai stessi, resti ben chiaro che abbiamo la massima stima di loro e siamo certi che verrà giorno che riconosceranno la giustezza della nostra posizione di lotta nei confronti dei loro dirigenti.

Quale garanzia di serietà possono dare questi dirigenti che in tre anni hanno cambiato tre partiti? Ogni qual volta la classe operaia è sul punto di smascherarli essi mettono in liquidazione il loro partito e ne fondano un altro sbandierandolo come il vero e autentico partito socialista, toccasana di tutti i mali sociali. In guardia, dunque, da questa manovra che si ripete per la seconda volta. Gli uomini del U.S.U. sono gli stessi del P. S.L.I. che nel 1947, con il loro voltafaccia, spostarono l'equilibrio politico in favore della borghesia reazionaria, Pendendo così maggiormente difficile la lotta dei lavoratori per la difesa dei loro interessi.

Quando finirà questa opera nefanda? Siamo certi che non è lontano il giorno in cui gli stessi lavoratori che sono stati ingannati da loro chiederanno ragione della loro opera di tradimento e li tratteranno di conseguenza.

4Ceggete 2iffondete La Stampa Comundsta

sta dalla Confederterra.

d) Uffici di collocamento gestiti dai lavoratori interessati e obbligo assoluto delle assunzioni attraverso detti uffici.

Da quanto si è visto, facendo l'esame dei punti fondamentali della nostra politica sindacale attuale e facendo l'esame delle rivendicazioni immediate da noi agitate, possiamo dire che essi rappresentano una giusta impostazione della lotta sindacale alla quale i lavoratori tutti sono chiamati a collaborare e a dare tutto il loro appoggio.

Bianco e Nero

Sicchè la Direzione ci ha bonificato il prestito di Pasqua, ma si è affrettata a precisare, con un avviso, che una cosa simile non si ripeterà sottolineando che respingerà qualunque ulteriore richiesta... Malinconie. Ci segnalano che parecchie ditte hanno dato gratifiche extra fino a 20.000 lire (Schering). Vuol dire che la Bianchi si trova in brutte acque (cosa che non crediamo) o che le altre ditte sono più comprensive delle necessità e dei meriti dei lavoratori.

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Come principio d'anno il governo clericale ci regala l'aumento dei fitti del 50% e, con tutta probabilità, l'aumento di L. 9,10 per ogni Kwh di energia elettrica. Quest'ultima tassazione comporta un onere per i soli milanesi di L. 1300 milioni annuali.

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Con circolare immessa nelle buste-paga il consiglio del CRAL aziendale notifica che verranno respinte tutte le richieste di assistenza ai non inscritti al CRAL stesso. Che razza di roba è questa?

Un lavoratore bisognoso, e quindi nell'impossibilità di disporre di L. 325 per la tessera del CRAL verrebbe escluso da ogni agevolazione ed aiuto; è un controsenso in quanto che verrebbero favoriti quelli che con la realtà dei fatti (in questo caso, con l'impossibilità di acquistare la tessera del CRAL) dimostrano la loro miseria.

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« Un carabiniere ha rincorso un operaio che fuggiva, lo ha fatto cadere con uno sgambetto, a freddo gli ha sparato ». Questo non è che un episodio del cinico massacro di Modena del 9 gennaio; gli altri operai furono massacrati in modo non molto dissimile. Adolfo Conti, invitato ad aderire alla manifestazione di protesta contro queste infamie, ha dichiarato tranquillamente che non aderiva ed ha accennato ad « autorità costituite » ed altre sciocchezze per giustificare il suo crumiraggio. Senza commenti. * * *

I rinnegati del P.S.U. e della F.I.L. aziendale si danno da fare ed hanno ingaggiato una sporca figura che risponde al nome di Zanoni Giulio per la loro propaganda e quale candidato alle elezioni della C. I. Per definire come merita questo individuo bisognerebbe adoperare uno di quei pittoreschi epiteti che nel dialetti milanese servono ad indicare i pagliacci e gli opportunisti.

Se avremo tempo daremo una breve biografia del tizio in parola.

« Il pericolo più grave che oggi minaccia i partiti Comunisti è quello di rimanere passivi davanti al corso degli avvenimenti, di capitolare davanti alle difficoltà, di sopravalutare le forze dei nemici della pace e della democrazia, di non comprendere che la lotta dell'avanguardia del proletariato ha una importanza decisiva per realizzare l'unità della classe operaia e salvare la pace, e che il successo di questa lotta dipende in primo luogo dal lavoro tenace dei comunisti ».

TOGLIATTI

4 AVANGUARDIA PROLETARIA

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