ilvanduardia proletaria
Edito dal Comitato di Fabbrica del Partito Comunista Italiano Officine "E. Bianchi„ - MilanoLavoiatoiii della "Illaachi,1
manifestate la vostra maturità sindacale votando in massa la lista F. I. 0. M.
Milioni di laomatoti cedeienii Sona otganinati nella gloiio5a. combattioa, e unitaria l'unica oigani2,zazione sindacale che ha .senioe dile», e dilendeW gli intere ti dei lauoiatoù metallogici l
Fra 11 '49 e H '50
Eravamo facili profeti nel prevedere un anno fa su queste colonne che il 1949 sarebbe stato un anno duro, un anno di lotta e di sacrifici. Ora, come allora, il governo De Gasperi persegue la sua politica di affamamento, di persecuzione, di repressione e di asservimento allo straniero.
Addita alla pubblica compassione í disoccupati vittime della sua politica antisocial. e fa sparare sui contadini e operai che chiedono solo di lavorare e di vivere. Continua la politica di ostilità e di preparazione bellica contro i Paesi dell'Est e si lega mani e piedi al carro degli imperialisti guerrafondai.
Con una politica diversa, con quella da noi indicata e già applicata nei paesi a democrazia popolare, la disoccupazione sarebbe totalmente eliminata e il benessere assicurato a tutte le famiglie con la aumentata produzione che ci darebbe tutto ciò che ci necessita, dalle case alla energia elettrica. L'amicizia e gli scambi con i Paesi Orientali ci darebbero lavoro e materie prime senza bisogno di elemo-
Elezioni della Commissione Interna
Al termine del suo mandato la C. I. si dimette. I lavoratori sono chiamati ad eleggere i loro rappresentanti che ne sappiano interpretare e risolvere i problemi. Diamo un'occhiata al funzionamento della C. I. nell'annata decorsa, riferendoci particolarmente al lavoro svolto dai nostri CoMmissari.
I rappresentanti della nostra corrente sindacate, appena eletti si trovarono di fronte a una considerevole mole di lavoro e particolarmente ai problemi dell'aumento dei cottimi e della rivalutazione salariale. E' stata una lotta lunga, dura, tenace, talvolta battaglia aperta che ha coinvolto tutte le maestranze. I nostri commissari (Bestetti e Benini in modo particolare) si sono battuti consapevoli del buon diritto che difendevano, cioè il diritto delle maestranze a un miglioramento delle loro condizioni di vita. La Direzione si è posta continuamente su una posizione di ostile intransigenza; ha costantemente chiuso gli occhi di fronte :.11e elementari necessità dei dipendenti Ha fatto di più: è scesa alla provocazione perseguitando personalmente i due compagni più sopra nominati nell'intento d'intralciarne o d'impedirne l'attività. Bestetti e Benini scontarono (e scortano tutt'ora) con migliaia di lire di trattenuta sulla paga l'attaccamento al loro dovere, al loro dovere di difesa e di valorizzazione dei lavoratori. Essi hanno ben
sine d'oltre oceano che ci costano umiliazioni e la perdita dell'indipendenza.
Ma, di fronte a questo spettacolo dannoso e indecoroso, sta la coscienza e la forza del popolo che dà ogni giorno prova di non volere seguire il governo su questa strada. La costituzione del Comitato dei Partigiani della Pace che raccoglie praticamente la maggioranza del popolo, l'azione energica ed efficace del partito Comunista, il risveglio del Sud, e — sul piano mondiale — l'avanzata irresistibile dell'idea Comunista, dànno piena garanzia che le forze dell'asservimento e della guerra questa volta non passeranno, e che i loro furiosi contrattacchi sono destinati a morire con loro.
Essi sono prova della loro debolezza come le calunnie, le menzogne e gli insulti che quotidianamente scagliano contro di noi denunciano la loro sterilità morale: al nostro poderoso movimento che si estende e si afferma sempre più nel mondo non sanno opporre nessuna idea apprezzabile, ma ferocia e bassezze di ogni genere.
L'esito di questa lotta non può essere dubbio.
Tocca a noi, con la nostra forza, la nostra fermezza e la nostra azione affrettare l'esito di questa lotta. Il 1950 segnerà un altro grande passo in avanti su questa strada.
meritato della fiducia riposta in loro dagli operai.
Ben diversamente si potrebbe dire dei rappresentanti saragattiani e democristiani. Non intendiamo entrare in polemica; i lavoratori hanno buona memoria e sono in grado di giudicare quale è stato l'apporto che questi signori hanno dato per la risoluzione dei loro problemi. Assenteismo e disfattismo, nient'altro.
Nello scorso numero del nostro giornale avevamo posto l'attenzione sulla situazione economica degli impiegati della nostra fabbrica in relazione alla « attività » svolta dai loro rappresentanti in seno alla C. I.
Corti Pandaro « filone » e Bonfiglio Umberto « liberino » anzichè svolgere una azione unitaria nella C. I. con gli altri rappresentanti dei lavoratori, hanno fatto opera di divisione e di servilismo verso il padrone. Senza volere fare dei pettegolezzi intendiamo chiarire — nelYinteresse dei lavoratori — l'azione svolta dai commissari sopraindicati. Essi hanno operato la divisione fra le due categorie indebolendo così l'azione generale della C. I., eseguendo in tal modo l'indirizzo dato loro dai padroni. Se a qualcuno sembrasse esagerata o demagogica questa affermazione, siamo in grado di specificare con dati di fatto la fondatezza della nostra accusa.
Continuiamo. Ci risulta che i due elementi in parola hanno avuto, durante il loro mandato, vantaggi e promozioni; cose incompatibili, in quanto ciò da adito a sospetti di corruzione.
Fino a quando tutti i lavoratori sono
stati uniti nella C.G.I.L. i vantaggi sono stati molto sensibili sia nel campo aziendale che in quello nazionale. Nell'azienda abbiamo ottenuto migliorie economiche, igieniche, ecc. (e gli impiegati ne sanno qualche cosa); nel campo nazionale delle buone affermazioni (ferie, 13' mensilità, contingenza, feste infrasettimanali, ecc.). Per gli impiegati la loro retribuzione era calcolata, in generale, sulle 200 ore mensili; ora è stata portata sulle 180 ore, rappresentando così un primo vantaggio della lotta che la C.G.I.L. sta conducendo a favore degli impiegati.
L'anticomunismo è stata l'arma di cui si è servita la classe padronale per creare dei sindacati spurii che, in definitiva, hanno frenato lo slancio sociale della classe lavoratrice. Alla luce di questa esperienza viva non sarà difficile agli impiegati comprendere la necessità di essere uniti nell'unica organizzazione che difende effettivamente i loro interessi, la C.G.I.L., sindacato F.I.O.M.
ColliroliolnusioulA padronale riosAltliumorvoncipilAyorgori
L'ultimo soprt so consumato dalla direzione in spregio alle libertà sindacali, è stato quello del a sospensione del presidente della C I compagno Bestetti (fatto che ha già avuto due precedenti) per il comizio tenuto da Cine]li, segretario della F.I.O.M, giovedì 12 corr. Premettiamo subito che l'accesso dei dirigenti sindacali nelle fabbriche è un diritto acquisito con la lotta e col sacrificio dei lavoratori e sul quale i lavoratori non sono disposti a transigere, sotto pena di venir meno ai lori elementari diritti stessi.
I dirigenti industriali, invece, intendono svuotare l'mportanza dei dirigenti sindacali impedendo loro di svolgere la propria attività e di prendere contatto con le maestranze che hanno con i loro voti posto tutta la fiducia in essi. I comunisti hanno il compito preciso di avvicinare, spiegare e chiarire a tutti i lavoratori l'importanza della difesa di queste posizioni e del valore del sindacato unitario.
Devono chiarire anche che cosa sono, da chi sono stati creati e che funzione hanno gli altri sindacati che svolgono esclusivamente una attività tendente a dividere e ad indebolire la classe lavoratrice, che allo spirito combattivo dimostrato dai nostri rappresentanti oppongono una posizione di capitolazione continua di fronte al capitalista.
Questi orientamenti non devono rimanere lettera morta, ma devono essere raccolti dai comunisti per spiegarli capi larmente in mezzo ai lavoratori affinchè si abbia ad elevare la coscienza sindacale di tutti. * * *
In questi giorni è stato diffuso il programma della lista F.I.O.M. che noi appoggiamo perchè risponde a una situazione economica e sindacale interna che deve essere risolta con l'applicazione, appunto, di detto programma.
I comunisti dovranno essere i più attivi nella popolarizzazione dei punti di questo programma in modo che i lavoratori abbiano un orientamento chiaro nelle elezioni della C. I., dall'esito delle ouali, com'è ovvio, dipenderà la realizzazione del programma stesso.
L'aumento dei cottimi e delle percentuali agli operai, l'adeguamento degli stipendi agli impiegati, i passaggi di categoria maturati e tutti quei problemi economici e sindacali minuti che interessano anche singoli lavoratori o gruppi di lavoratori, devono essere presi in seria considerazione dai compagni é agitati fra la massa. Egualmente si può dire per gli altri problemi di carattere sindacale e sociale che sono strettamente legati a quelli già accennati posti dalla lista F.I.O.M.
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Se i comunisti della « Bianchi » strettamente uniti ai compagni socialisti saranno capaci di legare a loro la stragrande maggioranza dei lavoratori della fabbrica, realizzando il programma della F. I.O.M., assolveranno a un compito importante; importante non solo per la difesa e il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori della « Bianchi », ma anche per la realizzazione del piano nazionale della C.G.I.L. che diamo per esteso in altra parte del giornale.
21 gennaio,
Questa data rappresenta per il proletariato di tutto il mondo un grave lutto: essa ricorda la morte del compagno LENIN avvenuta nel 1924.
E' stato sotto la sua guida che il proletariato ha dato vita al primo stato socialista del mondo, è stato dietro il suo insegnamento che il proletariato ha imparato a diventare classe dirigente prendendo nelle sue mani il suo avvenire, è stato in base alla sua dottrina che il marxismo ha trovato la sua realizzazione pratica.
Il nome di LENIN suona come squillo di vittoria per il proletariato che ha già realizzato il socialismo, e di incitamento e di sicura garanzia per il proletariato ancora prigioniero del sistema capitalista che si dibatte nell'agonia delle sue mortali contraddizioni.
E' nel nome del grande LENIN che dobbiamo perseverare nella dura lotta contro l'imperalismo sfruttatore e guerrafondaio, contro i suoi servi socialdemocratici e di tutte le risme, e contro l'inganno della contraffazione religiosa.
Nel nome del grande LENIN i comunisti della « Bianchi » impiegheranno tutte le loro energie nell'unire la classe operaia, condizione essenziale per il conseguimento della vittoria.
La data del 21 gennaio ricorda anche la fondazione del Partito Comunista Italiano avvenuta nel 1921 per opera dei nostri grandi dirigenti e maestri GRAMSCI e TOGLLATTI, che seppero spezzare il cerchio dell'opportunismo rinunciatario massimalista, e aprire al popolo italiano la giusta via dell'emancipazione proletaria. Che questi compagni avessero visto giusto lo dimostra il fatto che il P.C.I. seppe resistere e dare il colpo mortale al fascisMo, e seppe' diventare quella grande organizzazione politica, senza la quale oggi, i reazionari italiani ci porterebbero un'altra volta sulla via del fascismo e della guerra. Questo grande partito ci dà la sicurezza di superare le gravi difficoltà che oggi intristiscono e umiliano il popolo italiano. Se ancora oggi parte del popolo italiano non ha ancora compreso — a causa della vergognosa e diffamatoria propaganda avversaria le funzioni pèr il conseguimento di una pacifica convivenza .fra le genti ed il progresso sociale, non è lontano il giorno in cui la grandezza ideologica, la profonda umanità e l'amore disinteressato verso gli uomini semplici, appariranno evidenti anche ai ciechi.
Invitiamo i lavoratori della nostra fabbrica ad aderire al nostro grande partito, per affrettare — con il loro apporto — la fine dell'oppressione, dello sfruttamento e dei pericoli di guerra, e per il trionfo del Socialismo.
AVANGUARDIA PROLETARIA
Il giorno 24 gennaio saranno fatte le elezioni per la nuova Commissione interna della nostra azienda.
La gloriosa organizzazione sindacale si presenta con un programma che senza alcun dubbio verrà realizzato, se la maestranza le darà la sua incondizionata fiducia.
Il fatto che i comunisti e i socialisti si presentano in un'unica corrente sindacale, significa che ormai è avvenuta anche nella nostra fabbrica quell'unione delle forze sane, desiderose di difendere ad ogni costo gli interessi dei lavoratori, minacciati dall'egoismo padronale.
LAVORATORI,
Le liste che si presentano sotto i nomi di F.I.L. e « Sindacati Liberi » non sono altro che organizzazioni volute e create dai padroni, attraverso la corruzione di elementi pronti a sabotare e intralciare le
giuste richieste di rivendicazioni che la vera organizzazione dei lavoratori (La FIOM) si propone di risolvere per il bene di tutti i lavoratori.
LAVORATORI,
Non lasciatevi ingannare dalla falsa propaganda di queste pseudo organizzazioni, non credete alle calunnie che si fanno contro la nostra organizzazione pòichè il loro programma non consiste che nella divisione delle forze, dirette a indebolire la forza unitaria dei lavoratori.
LAVORATORI, VOTANDO PER LA LISTA DELLA FIOM VOTERETE PER REALIZZARE IL PROGRAMMA CHE VI E' STATO DIFFUSO. VIVA LA GLORIOSA ORGANIZZAZIONE SINDACALE F.I.O.M.!
LE RIVENDICAZIONI IMMEDIATE DEL PIANO DELLA C.G.I.L
Aumento dei salari secondo la massima possibilità di ogni singolo settore di attività economica e fissazione di un salario minimo nazionale per tutte le categorie, comprese quella dell'agricoltura.
Difesa e miglioramento della scala mobile.
Nessun licenziamento.
- i 4) Adozione delle 40 ore lavorative settimanali per consentire un assorbimento proporzionale dei lavoratori disoccupati elevando l'integrazione salariale a 48 ore.
Adeguamento dei sussidi di disoccupazione e delle pensioni ed estensione ad essi della scala mobile.
Perequazione del trattamento economico degli statali, dei parastatali, dei dipendenti da enti locali, ecc., a quello delle categorie similari delle aziende private.
Pieno riconoscimento dei poteri delle Commissioni Interne.
Applicazione del principio costituzionale della partecipazione dei lavoratori alla gestione delle grandi aziende, mediante il ticonoschnento dei Consigli di Gestione, che devono assicurare il controllo da parte dei lavoratori.
Piena libertà sindacale senza ingerenze statali, e pieno diritto di sciopero per tutti i lavoratori senza eccezione.
Accoglimento delle rivendicazioni avanzate da tutte le categorie di lavoratori della terra, braccianti, salariati, mezzadri, compartecipanti, coltivatori diretti, ecc., cosi come sono state formulate dal Congresso .Unitario della Confederterra.
Amnistia per tutti i lavoratori perseguiti a causa della loro partecipazione a lotte sindacali e popolari.
I QUATTRO PUNTI
Nazionalizzazione delle aziende elettriche, monopolistiche e costituzione di un Ente nazionale della elettricità che assuma la gestione delle aziende nazionalizzate e col compito preciso di promuovere in breve termine la costituzione di nuove centrali idroelettriche in misura sufficiente per soddisfare le esigenze dello sviluppo produttivo e civile del Paese.
Costituzione di un Ente Nazionale per la bonifica, le irrigazioni delle terre e le trasformazioni fondiarie, col compito di promuovere un intenso sviluppo dell'agricoltura italiana, specialmente nel Mezzogiorno, collegato all'inizio di iealizzazione della riforma agraria.
Costituzione' di un Ente Nazionale dell'edilizia popolare, col compito di promuovere la costruzione di case popolari, scuole, ospedali, ecc., in tutte le provincie d'Italia e specialmente nelle zone maggiormente devastate dalla guerra. Realizzazione di un vasto programma di opere pubbliche essenziali ad un minimo di civile convivenza (strade, acquedotti, fognature, illuminazione, telefoni, ambulatori, ecc.).
I MEZZI DI FINANZIAMENTO
I mezzi per finanziare il piano, che dovrebbe essere compiuto in tre anni, dovranno essere tratti:
q) da un contributo fortemente progressivo da richiedere alle classi abbienti ed in modo particolare ai grandi gruppi monopolistici ed alle grandi società per azioni;
b) da un orientamento organizzato del risparmio nazionale verso gli inveetimcnti produttivi relativi al piano;
cl da prestiti esteri, che non menomino l'indipendenza economica e politica della Nazione;
d) da un prestito nazionale per ottenere il fondo iniziale di slancio.
" Se le classi dirigenti italiane non vorranno aderire allo sforzo collettivo chiesto dai lavoratori per quest'opera di salvezza e di rinascita nazionale, ciò vorrà dire che quelle classi non possono più dirigere l'Italia. Questo hanno compreso vasti strati del popolo italiano che hanno accolto con vivo entusiasmo il piano della C.G.I.L. e hanno iniziato l'azione per esigerne l'attuazione. Bisogna allargare e sviluppare questa lotta perché il piano confederale divenga realtà operante, perché l'Italia s'incammini sulla via dello sviluppo e della rinascita ".
GIUSEPPE DI VITTORIO