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Porta Venezia(5)

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Numero speciale: PORTA VENEZIA.-3 PERIODICO DI INFORMAZIONE POLITICA E CULTURA MENSILE ANNO 2 - N. 6 Giugno - Luglio 78

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Giugno1977 giugno 1978 Nell'aprire il primo numero di Porta Venezia un anno fa segnalavamo ai lettori gli impegni che intendevamo assolvere con questa impresa e sottolineavamo le sicure difficoltà che avremmo incontrato per far uscire regolarmente il giornale. È passato un anno ed è il momento di fare un primo bilancio dell'esperienza provata. Vi è soddisfazione per la simpatia crescente e l'attenzione che si è raccolta attorno a Porta Venezia, permettendoci di andare avanti con le nostre forze. Nello stesso tempo si sente l'esigenza di correggere gli errori commessi, di colmare le lacune riscontrate per fare di Porta Venezia il giornale inserito profondamente nella vita della nostra zona. Crediamo di aver assolto con passione al compito d'informazione sui fatti e i problemi dei nostri quartieri, senza mai scordare il complesso corpo della nostra metropoli, evitando settarismi e forzature. Abbiamo cercato con le poche risorse a nostra disposizione di contribuire allo sviluppo della partecipazione democratica alla vita della zona, di favorire un recupero serio e ragionato della memoria storica, così ricca e appassionante, della vecchia Porta Venezia e di Milano. Con vigore ci siamo impegnati in alcune iniziative popolari per la soluzione di alcune grandi questioni della zona (il complesso scolastico di Piazzale Bacone, il Centro sociale e culturale per i giovani, il diritto ad una casa decente, a un equo affitto, la difesa del tessuto economico e produttivo). Nonostante questo, verifichiamo ancora un insufficiente collegamento con i cittadini. Certo sono sempre più numerosi i lettori e gli abbonati ma non avviene quella partecipazione attiva alla vita del giornale così essenziale per avere quella ricca elaborazione e informazione indispensabile per un giornale che vuole essere radicato tra la gente. Riscontriamo anche una debole partecipazione delle forze politiche e sociali, delle istituzioni a questo nostro sforzo, forse per una inadeguata comprensione della utilità di un organo aperto e pluralista d'informazione quale strumento di partecipazione popolare alla vita e al governo della zona. È su questo problema che Porta Venezia intende impegnarsi a fondo ricercando le forme più idonee per confrontarsi con le forze politiche e sociali, le istituzioni democratiche e i cittadini. Di una cosa siamo sicuri: lo sviluppo, l'arricchimento di partecipazione alla vita del giornale, è un contributo concreto alla battaglia per una informazione decentrata seria e tempestiva, per il rafforzamento del tessuto democratico, per la riappropriazione di un modo di vivere e lavorare che superi l'alienazione e l'egoismo impostoci dallo sviluppo caotico e ingiusto della città voluto dalle classe dominanti.

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PORTA VENEZIA

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Rinnovo del Consiglio di Zona A fine giugno avremo il rinnovo dei Consigli di Zona. Ordinaria amministrazione? Tutt'altro, il rinnovo è collegato alla approvazione entro l'anno da parte del Consiglio Comunale, delle "delibere - quadro" che affidano importanti poteri decisionali, nuove funzioni nella amministrazione della città e dei suoi servizi agli organi del decentramento. Si darà il via alla attuazione pratica del "Nuovo regolamento sul decentramento e la partecipazione" approvato dal Con. Comunale secondo le norme della legge 278 votata dal Parlamento nell'aprile 1976.

Milano, dunque, non dovrà essere più amministrata come adesso. I Consigli di Zona non avranno solo compiti promozionali e consultivi ma, con le necessarie basi giuridiche e di legge, saranno un momento cardine di un nuovo modo di governare le grandi città. Avranno nello stesso tempo quelle solide radici nel tessuto vivo della vita produttiva, economica, sociale e culturale dei quartieri dove operano da vari anni. Siamo davanti ad un salto di qualità. Non è possibile spiegare in dettaglio, con un breve articolo di giornale, quali saranno i nuovi poteri dei

Con. di Zona. Occorrerebbe commentare oltre 50 articoli del Regolamento. A noi interessa richiamare la attenzione dei lettori su alcuni problemi di Porta Venezia, i più importntl, la cui soluzione si richiama alla applicazione del Regolamento e delle delibere q0dro di cui abbiamo parlato poco fa. In primo luogo stiamo avviando all'esame finale ell sservazioni alla variante del ERG Entro l'anno sarà, protabilm nte, pprovato dalla Regione. Ciò si ifica sbloccare in misura rilevante' l'attività edilizia, (segue a pag. 2)

INAUGURATO IL COMPLESSO SCOLASTICO DI P.LE BACONE Domenica 4 giugno alla presenza di centinaia di cittadini si è ufficialmente inaugurato il complesso scolastico di P.le Bacone. Si è svolta una simpatica manifestazione con la banda comunale e uno spettacolo degli scolari della elementare. L'assessore Sangiorgio ha portato il saluto dell'Amministrazione comunale che tanto ha fatto con il Consiglio di Zona e gli organi scolastici perchè le scuole fossero aperte prima dei tempi stabiliti. Il pieno funzionamento del complesso scolastico, che a settembre avrà in funzione anche una piscina, è dunque un risultato concreto della mobilitazione popolare, che si batte per dotare Porta Venezia di strutture scolastiche adeguate.

IN QUESTO NUMERO:

a pagina 4

a pagina 9

Cenni sul movimento operaio milanese

Problemi del lavoro: Lepetit e Fidenza vetraria

a pagina 6 Sunia a congresso Inchiesta sui partiti: il PCI nella zona a pagina 3 a pagina 7 Storia di a pagina 2

Porta Venezia

Teatro del sole

a pagina 11 Le trattorie a pagina 12 Bilancio '78

Referendum: la vittoria della ragione La vittoria dei no nei due referendum dell'I 1 e 12 giugno rappresenta un risultato di notevole significato: con essa l'elettorato ha respinto l'attacco che con i referendum si voleva portare contro il nostro ordinamento democratico, e ha confermato che non esiste divaricazione tra paese reale e Parlemento, come invece volevano dimostrare i promotori dei referendum. Questo è il dato che va tenuto maggiormente presente. Riteniamo tuttavia che una analisi approfondita debba essere compiuta su queste elezioni, che hanno visto prevalere i si all'abrogazione della legge sul finanziamento pubblico, nell'Italia meridionale e in alcuni grossi centri urbani del nord. È questo il caso di Milano, dove i sì sono prevalsi, seppure di stretta misura (il 51,5%). Il voto milanese sconta l'indicazione della destra DC (De Carolis) che ha fatto presa sull'elettorato moderato, chiamando gli elettori a un voto di "autonomia" dalle forze politiche, con l'evidente intento di contrapporre i cittadini ai partiti. Anche a Porta Venezia sono prevalsi i si (circa il 53%) a favore della abrogazione della legge per il finanziamento ai partiti, mentre hanno vinto i no per la legge Reale (circa il 74%). Vi è stato uno scollamento in particolare tra le indicazioni date dalla DC, forza di maggioranza relativa in zona e il suo tradizionale elettorato. Ha invece tenuto complessivamente il PCI; infatti nei seggi dove i comunisti sono stati fortemente presenti nelle precedenti elezioni a prevalere sono stati i no in tutti e due i casi. Comunque questa vittoria dei si per il primo referendum non deve farci fermare ai dati statistici ma sollecitarci a comprendere i motivi di questa protesta contro i partiti. Ritorneremo in seguito su questo tema per avviare una riflessione più attenta.


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