El Caminun7

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ANNO

2° • N. 1

Milano - Gennaio 1956

Redazione: Corso Lodi, 58

Una copia L' 15

Abb. sostenitore L. 300

M . IN

li N o

PERIODICO DEI LAVORATORI DELL'„OM" - MILANO

... E IN ITALIA ?

Lo spostamento a sinistra del corpo elettorale francese è una dimostrazione che anche oltrealpe si vuole che la si faccia finita con la politica governativa di reazione, di miseria e di guerra, la quale porta per di più acqua al mulino del fascismo creando una seria minaccia per le libertà democratiche.

Condannando questa politica, spazzando via gran numero dei suoi rappresentanti, dando un più alto volume di voti non soltanto al Partito Comunista, ma al Partito socialdemocratico e alle altre formazioni di sinistra che si sono schierate contro il governo, il suffragio universale ha chiaramente confermato l'aspirazione del popolo di Francia a una politica di progresso sociale, di democrazia e di pace. clamorosa batosta dei campioni della truffa degli apparentamenti ci trova soddisfatti anche perchè ci ricorda la stessa batosta subita dai campioni nostrani il 7 giugni 1953.

La composizione della nuova Assemblea è tale che è possibile oggi portare a soluzione pacifica la guerra d'Algeria, migliorare le condizioni di vita della popolazione laboriosa, restaurare la laicità, battere vittoriosamente ogni impresa faziosa.

E' possibile tutto questo se coloro i quali si sono pronunciati per una tale politica (comunisti, socialdemocratici e altri repubblicani) sapranno accordarsi per realizzare l'indispensabile intesa.

In modo diverso, ma anche in Francia, così come in Italia una politica nuova, conforme agli interessi del popolo e della Nazione, una politica di sinistra è impossibile senza i comunisti, senza il concorso dei loro voti.

E' un richiamo questo alla realtà che farà forzatamente ragionare anche i « centristi » di casa nostra.

Inoltre i risultati francesi, ottenuti malgrado gli apparentamenti, dovrebbero far rinsavire, coloro i quali in Italia sono ancora orientati a mantenere in vigore la legge truffa degli apparentamenti nelle prossime elezioni amministrative.

Se così fosse dovremmo convenire che le lezioni servono anche ai nostalgici maccartisti nostrani.

Se invece, malgrado le cocenti sconfitte, i truffatori si ripresentassero, prepariamoci ad accoglierli come meritano.

LA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA A MILANO

DENUNCIAMO LA O. M. !

Invito alla C. I. a deporre - Lottiamo uniti per far rispettare le Leggi

La Commissione d'inchiesta parlamentare sulle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori nelle fabbriche italiane ha iniziato in questi ultimi giorni i suoi lavori, dopo un lungo periodo dedicato allo studio delle regole che avrebbero dovuto informare l'attività di indagine. Il lavoro più interessante, e da cui si attendono i risultati più importanti, è quello di ricerca diretta nei luoghi di lavoro, con l'interrogatorio delle C.I., dei sindacati, delle associazioni padronali, dei lavoratori stessi. Tale fase ha avuto inizio in questi giorni, con l'insediamento di 5 sottocommissioni, composte di 5 membri ciascuna, inviate a Milano, Torino, Firenze, Napoli e Palermo.

La commissione operante a Milano è composta dal sen. Pezzini (d.c.), on. Calvi (d.c.), on. Venegoni (p.c.i.), sen. Mariani (p. s. i.), on. Caroleo (mon.) e indagherà su 38 aziende campione che sono state sorteggiate sulla base di un elenco fornito dall'Ispettorato del Lavoro.

La nostra fabbrica però non compare fra le prescelte, eppure all'O.M. vi sarebbe molto materiale interessante per avere un panorama reale di come si vive in una fabbrica milanese del monopolio Fiat.

Poichè però la commissione di inchiesta riceverà anche delegazioni che ne faranno esplicita richiesta è evidente che i lavoratori dell'O.M. non mancheranno di deporre e di consegnare i memoriali e le documentazioni raccolte.

La denuncia sulle illegalità, le angherie e i soprusi consumati dal padronato è fatta da tutte le organizzazioni sindacali, invitiamo perciò la nostra Commissione Interna al completo ad andare a deporre affinchè la denuncia sia unitaria e solenne.

Formiamo l'augurio che questo si faccia, è infatti tempo che si passi dalla denuncia sterile e clandestina della CISL e UIL aziendale ad una presa di posizione ufficiale e pubblica.

Sappiamo che non sarà la Commissione d'inchiesta a risolvere le questioni

esistenti e di questo sono convinti tutti i lavoratori, ma è pur sempre un'indagine parlamentare alla quale dobbiamo dare il nostro appoggio.

Si vedrà concretamente poi, nella fabbrica, giorno per giorno, chi saranno coloro che alla denuncia verbale, che vale sempre qualche cosa, faranno seguire l'azione concreta.

Solo la lotta unitaria, decisa, dei lavoratori può imporre al monopolio il rispetto dei contratti e delle leggi, i diritti sindacali e politici devono essere garantiti al lavoratore nella fabbrica, perchè non vi possono essere due « leggi » in Italia, quella valida fuori dalla fabbrica e quella che gli industriali impongono dentro.

La legge è una sola: è la Costituzione della Repubblica Italiana!

Chiedendone l'applicazione nella forma e nello spirito i lavoratori dichiarano contemporaneamente guerra aperta al clima antilegale vigente nelle fabbriche. •

E' vano parlare di collaborazione nelle aziende

... non esagera Valletta ?

L'ENNESIMO ARBITRIO

Prima delle feste natalizie la Direzione della 0.M., senza trattare con la C.I. comunicò che la fabbrica rimaneva chiusa per gran parte degli operai dal 24 dicembre a tutto il 2 gennaio.

Nuovo arbitrio della direzione e nuovi sacrifici per gli operai, che vedono il loro già magro salario ridursi ulteriormente, mentre sarebbe necessario aumentarlo per far fronte all'elevato costo della vita.

A parte i ripetuti voltafaccia della direzione nelle sue comunicazioni, aventi queste il solo scopo di danneggiare sempre di più l'operaio e « le eccezionali imprescindibili esigenze di carattere tecnico produttivo » che dovevano giustificare la chiusura, tutta la questione è stata caratterizzata, in ogni momento, da clamorose violazioni dell'accordo interconfederale sulle C.I.

Ricordiamo a questo proposito che il comma 3° dell'art. 2 dell'accordo stesso, prevede per la C.I. e la facoltà di esaminare con la direzione preventivamente alla loro attuazione... le modifiche di orario » facoltà che è stata negata alla C.I. della O.M. alla quale la direzione ha presentato la sua decisione come immutabile.

Alla grave questione va aggiunto un altro particolare non meno grave.

Il direttore, ing. Marolli, si è recato personalmente da alcuni operai della Linea, non più con la carota e il sorriso dei pranzi di Natale, ma con il bastone e la minaccia di licenziamento.

Ing. Marolli questo comportamento non le fa certamente onore, come non le fanno onore alcune situazioni esistenti nella fabbrica da lei diretta.

quando il padronato tutto può e al lavoratore nulla è garantito; rapporti umani nelle fabbriche significa che dal lavoratore si deve pretendere, nelle ore di lavoro, niente di più di quanto è stabilito dai contratti e nelle ore non lavorative questi è un cittadino con tutti i diritti riconosciuti dalle leggi.

I padroni la devono capire altrimenti spetterà ai lavoratori il compito di imporre nelle fabbriche il ritorno della legalità e delle leggi dello Stato.

ULTIME in REDAZIONE

LA F.I.O.M. RICORRE ALLA MAGISTRATURA LA DIREZIONE DELL'O.M. CHIAMATA IN CAUSA PER LA MANCATA CORRESPONSIONE DELL'INDENNITA' MANCATA MENSA.

l'ITALIA all' O.N.U.

E' bene che lei si convinca che è una fabbrica dove lavorano operai onesti e laboriosi, non disposti ad essere minacciati e che sono stanchi del regime di caserma instaurato all'O.M.

Noi diciamo a tutti gli operai : siate uniti e sarete forti, avete una forte organizzazione, la FIOM, che pur nelle difficili condizioni create dalla direzione O.M. non lascerà nulla di intentato per difendere i vostri diritti da questo nuovo arbitrio e porterà avanti la vertenza in corso.

Siamo certi che non sarà il comunicato dell'Associazione Industriale Lombarda quello che vi convincerà a rinunciare ai vostri sacrosanti diritti.

Fate forte la vostra organizzazione unitaria e siate fiduciosi, riuscirete a tagliare le unghie al monopolio, checchè ne dicano i ciechi servi del padronato la classe operaia all'O.M. non è doma!

Mercoledì, 13 dicembre, l'Italia è stata ammessa all'Organizzazione delle Nazioni Unite, dopo un'attesa durata anni, insieme ad altri 15 Paesi che, come il nostro, attendevano, alcuni da un periodo di tempo anche maggiore, come l'Albania, che venisse abbandonata l'assurda politica di discriminazione seguita dagli Statí Uniti e che si risolveva nella sistematica bocciatura di tutti i candidati.

L'ammissione del nostro e degli altri Paesi è stata approvata quando ormai sembrava che ogni speranza dovesse essere abbandonata, almeno per quest'anno, per merito di una iniziativa della U.R.S.S.

EDIZIONE SPECIALE

DEL " CAMINUN uscirà entro la metà di FEBBRAIO

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

NON FIORI...

MA OPERE DI BENE!

Signor direttore, sono un'impiegata e voglio far conoscere un fatto avvenuto prima di Natale. Alcune colleghe, molto vicine alla direzione, delle quali taccio per carità di patria il nome, che meriterebbe invece di comparire sul giornale da lei diretto il quale si batte per la dignità contro il conformismo, hanno preso l'iniziativa o per meglio dire, si sono prestate a fingere di prendere esse la iniziativa, di inviare degli omaggi floreali alla direzione ed alla presidenza della ditta.

La spesa sembra sia stata un po' forte e le stesse si sono date da fare per raccogliere « spontanee offerte ». Ma siccome non tutte le interpellate hanno aderito alla « iniziativa », la raccolta non è stata pacifica ma ha dato la stura alle discussioni. Mi pare sia utile far conoscere ai lettori del suo giornaletto ed in par-

L'ing.

Veniamo, solo ora, a conoscenza di un fatto avvenuto nel Settore Fonderia che vogliamo sia conosciuto dai lavoratori dell'.O.M. affinchè possano giudicare quali individui si pasciano alla tavolata Fiat.

L'ing. Guastoni, dirigente della Fonderia, passando in uno dei reparti di lavorazione (alcune settimane orsono) notava del pane sul credenzino attrezzi di un lavoratore e lo apostrofava in modo villano: Di chi è questa porcheria?

Al che il lavoratore risentito, giustamente, rispondeva: Questo è il pane che devo mangiare a mezzogiorno ed il chiamarlo « porcheria »

COSA NE PENSA L'ING. MAROLLI ?

"GIORNALISTI INDIPENDENTI

ticolare agli operai che le impiegate non si lasciano incantare dalle « serenate » e alla loro dignità non intendono rinunciare.

Io e le mie colleghe non abbiamo niente di personale nè contro la direzione, nè contro i fiori, però avremmo preferito offrirli ai nostri colleghi ed ai nostri capi ufficio, oppure dare le offerte alla beneficenza e se proprio qualche cosa si doveva inviare alla presidenza perchè non inviare una bella petizione nella quale richiedere per tutte le donne interessate l'applicazione dell'art. 37 della Costituzione Repubblicana che stabilisce per le lavoratrici che eseguono lavoro uguale a quello compiuto dai lavoratori maschi, il diritto ad uguale retribuzione?

Così, tanto per inccuninciare... altro che fiori!

Un operaio che lavora sulle Cabine per autocarri eseguiva un'operazione di saldatura e di montaggio col prezzo stabilito in 1 ora e 19 minuti.

Giorni or sono è subentrata una modifica che aumentò il lavoro. L'Ufficio programmazione dava d'ufficio all'operaio cinque minuti in più rispetto al tempo pattuito prima della modifica.

L'operaio, eseguito detto lavoro modificato, andò in perdita e allora chiese che venisse rilevato il tempo; gli venne infatti rilevato e risultò di 1 ora e 45 minuti.

E qui viene il bello: la bolla gli è stata pagata col tempo di 1 ora e 24 minuti come programmato dall'ufficio.

Ci domandiamo: Cosa ci sta a fare il tempista se non si tiene conto del tempo da lui rilevato? O forse non se ne tiene conto perchè è risultato più giusto di quello stabilito d'ufficio?

Cosa ne pensa l'ing. Marolli il quale dice di non aver mai constatato violazioni nel rilevamento tempi di lavorazione?

è disonesto e irriverente!

L'ing. Guastoni di rimando: — Faccia silenzio altrimenti la faccio licenziare.

Proprio una bella frase, degna di passare alla storia delle « relazioni umane » unita al termine coniato da un ingegnere per indicare il pane.

Codesto messere pascolando nel prato Fiat ha smarrito, oltre al resto anche il vocabolario della lingua italiana?

Oppure si tratta di « vallettite acuta »?

Ingegnere, segua un consiglio: ripassi il vocabolario e già che c'è si fermi alla voce « bravata », si legga la spiegazione e ci faccia un pensierino! Le gioverà per il futuro!

IL RAGIONIER VESCO E I SORRISI AL CHLORODONT !

Cosa bisogna fare per guadagnarsi la pagnotta!

L'avrà pensato il rag. Vesco mentre passava ufficio per ufficio ad augurare il buon Natale?

Mah! Chissà!

Sì il sorriso c'era, proprio del tipo richiesto dalle « relazioni umane Fiat » (sarà contento il « Vogliamoci bene » .che si accontenta della forma) ma noi che guardiamo alla so-

stanza, per essere quasi soddisfatti avremmo dovuto leggere che « in fondo all'anima po poi anch'egli mandava a quel paese il principale » e non solo per la corvée extra, ma per tutti gli annessi e connessi.

Speravamo troppo?

Ci piace sperare e poi non è forse vero che in tempo di Natale certi miracoli possono anche accadere?

Per tutte le vostre pratiche rivolgetevi a:

N. C. A.

(Istituto Nazionale Confederale di Assistenza)

MILANO - Corso di Porta Vittoria 43 Telef. 795.829 - 795.745

Diverse persone si danno da fare per dare alle stampe il giornaletto « indipendente » Il lavoratore O.M., il quale è tanto indipendente da essere costruito a immagine e somiglianza di tutti quei giornali che le direzioni hanno fatto nascere nelle maggiori fabbriche. Questi « giornalisti », durante l'orario di lavoro, perdono il loro tempo a correggere bozze, a fare telefonate in tipografia, a seguire insomma la nascita della loro creatura.

Il bello è che sono gli stessi individui che facevano gli sdegnati quando all'O.M. si faceva « politica ». Per costoro i lavoratori erano colpevoli di fare la politica della classe operaia e non quella del padrone e perciò si agitavano.

Ora che sono loro a farla apertamente, anche nelle ore lavorative, tutto va benone, tutelati come sono dalla benevole comprensione dei « padroni del vapore ».

Stanno dimostrando coi fatti di avere buttato a mare ogni ritegno e ogni camuffamento, essi si presentane quali sono sempre stati: gli agenti del padronato nelle file dei

IL PRIMO DELLA CLASSE

— Il sig. CARLO SOZZANI per l'articolo di fondo L'impero degli struzzi » apparso sul N. 2 de Il Lavoratore O.M. » — ha scritto:

...« L'impero degli struzzi è grande, immenso, ma resta sempre un impero di struzzi; se domani la moda cambiasse forma, se l'uomo tornasse tra voi per soddisfare le esigenze di questa moda stessa, allora attenzione agli " onori " potrebbero essere di nuovo spennacchiati ».

Eh no, caro signore! Le cose stanno diversamente e lei lo sa! E' per questo che si dà da fare affinchè gli « struzzi » continuino a terere « il collo infisso in terra » e a farsi spennacchiare.

A sentire lei sono in attesa dell'uomo, quindi aspettano !

Lei no, lei l'uomo l'ha già trovato, l'avevamo capito subito, non c'era bisogno che sapessimo di certe parentele suzzaresi per capire da che pulpito viene la predica.

Lei però, bisogna riconoscerlo, ha « il senso storico degli avvenimenti », che diamine! Sapendo che la storia non si ripete, ha scelto stavolta un « professore » anzichè un « maestro ».

Perbacco, quello di Predappio è finito piuttosto maluccio e lei, anche se giovane, certe cose le sa!

E poi... è certo che il suo « onore » non sia già stato spiumato e disonorato?

Eh sì, ci sorge un dubbio! E l'avremo fino a quando qualcuno saprà dirci di quale animale sono le piume che adornano il cappello alla moda dal potente professore!

Sa dircelo lei?

lavoratori.

Essi sono nella CISL o nella UIL ma sono i candidati dí Valletta!

Non è vero sig. Albertalli? Si ricorda quando affermava che in fabbrica si lavora, non si fa politica?

Noi la perdonavamo, anche se hon potevamo neppure riconoscerle il merito di essere originale, il suo concetto era dei fascisti; ma la perdonavamo per la sua giovane età!

Ora invece, che la vediamo così attivo politicamente, ci accorgiamo che lei non ce l'aveva con la politica, ma con quella politica...

Altro che avere « la coscente convinzione di avere messo un piccolo mattone sulla base di quel migliore futuro dei lavoratori, al quale ci dedichiamo » come ha avuto il coraggio di scrivere.

Lei non mette alcun mattone, egregio signore, specialmente sulla base, semmai lo mette per fabbricare la tomba dove vorrebbe seppellire la dignità dei lavoratori e per conto di chi lei mette mattoni glielo lasciamo indovinare!

E LA DIREZIONE?

Succede nel settore Linea autocarri, dove nell'anno di grazia 1956 il capo sezione sig. Bariosco fa lavorare quasi tutti gli operai del settore senza far vedere loro le bolle di cottimo, quelle che, come prescritto, dovrebbero essere consegnate agli operai prima di cominciare il lavoro.

A fine quindicina egli, invece, manda in paga le bolle senza che nessuno le abbia viste, con risultato desolante nella busta paga.

A che cosa servono gli accordi ed i Contratti se un Bariosco qualsiasi può fare il bello e il cattivo tempo con le bolle degli operai?

La Direzione è veramente all'oscuro di questo stato di cose?

Ci sembra improbabile; comunque ora che lo sa prenderà provvedimenti?

BRUTTA USANZA!

Cosa pensiamo delle « bustarelle » agli impiegati?

E' presto detto: E' una «usanza » che il padronato mantiene in vita per compensare quella aristocrazia che lo dovrebbe aiutare a tenere sottomessi tutti gli altri lavoratori.

E' pertanto un'usanza che noi condanniamo e che condannano gli stessi beneficiati.

Noi siamo per un giusto salario e gli eventuali premi li vagliamo corrisposti a tutti perchè tutti hanno contribuito a fare andare meglio le cose.

La voce « Premio di produzione » esiste già, si tratta di aumentarne l'importo.

Niente bustarelle extra dunque, ma a tutti i lavoratori, uomini e donne, una meritata aggiunta sul listino paga.

Guastarli e la " Vallettite acuta „

Ragioniamo insieme amico lettore! — — — — Torno spesso, col pensiero, ai tempi in cui i sindacalisti in fabbrica evitavano, giustamente, di prendere iniziative che potessero far sospettare ad una collusione col padronato.

Mi riferisco in modo particolare, agli eletti in C.I., i quali erano così cauti, nei loro rapporti con la direzione, che quando vi si recavano facevano in modo di presentarsi in gruppo, onde evitare qualsiasi maldicenza.

E' inutile sottolineare che, a far parte di questi gruppi, era sempre chiamato il rappresentante della « minoranza »; uso questo brutto termine che in seno alla C.I. non significa niente, per indicare l'eletto nelle liste della C.I.S.L. Quelli della « maggioranza », come vedete uso la terminologia cara ai vari Crippa e C., erano così corretti che se lo trascinavano dietro anche se riluttante.

ora... ognuno si dà da f are per proprio conto, quasi a servire le proprie clientele, non solo si fermano a chiaccherare coi dirigenti ma ricercano conciliaboli segreti, discutono, trattano, combinano senza che i lavoratori sappiano niente e tutto per poter far annunciare col solito comunicato che: « tra la CISLUIL e direzione è intervenuto un accordo... »

Ti sembra questo il metodo giusto caro lettore?

Dove è andata a finire la dignità? Sono ben caduti in basso questi signori per gloriarsi di simile stato di cose!

Ma come?

Il monopolio sempre più teso a raggiungere il massimo profitto, toglie la libertà ai lavoratori, per alcuni crea addirittura un apposito « campo di concentramento » alla moda nazista, distribuisce premi discriminati, minaccia licenziamenti e realizza sospensioni, assume a contratto a termine e sfrutta doppiamente i lavoratori

I DOVÈ LA DIGNITÀ?

Quella della riluttanza, è sempre stata una caratteristica comune di questi rappresentanti e la si spiega, tenendo presente, che un conto è fare il risoluto nelle riunioni di C.I., tra compagni ed amici e un altro è battersi in Direzione con l'argomentazione e senza rinunciare alla propria dignità di rappresentante dei lavoratori.

Penso amico lettore che tu sia d'accordo con me nel constatare che le cose sono cambiate e cambiate in peggio, parola di Ambrogio!

Gli attuali componenti della « maggioranza » C.I. non solo hanno contatti e colloqui con la Direzione, senza la partecipazione di un rappresentante della « minoranza », (una minoranza che tra gli operai sfiora il 50% ed è maggioranza relativa) ma essi stessi, individualmente, si recano a discutere con questo o con quello, senza che la C.I. li abbia delegati a prendere simili iniziative.

Il fatto, per me incomprensibile, è che, poi, si vantano di praticare simili metodi!

Sono spesso gli stessi individui che, anni orsono, trovavano da ridire quando vedevano un membro di C.I. intrattenersi affabilmente con qualche dirigente in mezzo al cortile. sembrava ne andasse di mezzo la dignità, ecc....

delle imprese, guadagna miliardi e concede briciole, toglie il diritto di sciopero, mette la C.I. nella impossibilità di funzionare, realizza il supersfruttamento e taglia i tempi di cottimo, utilizza i dirigenti per fare opera di intimidazione, minaccia, corrompe, se ne infischia delle Leggi e dei Contratti... e di tutto questo i « liberi ni » non parlano in direzione, tendono solo la mano e dicono: «Dateci qualche cosa »!

Tutta la loro preparazione e argomentazione sindacale è contenuta nella frase: « Dateci qualche cosa... altrimenti quelli della FIOM possono convincere i lavoratori a battersi per i loro diritti... ».

Macchè Costituzione, e Contratti di Lavoro, Leggi, diritti, dignità, giuste tariffe, libertà, arretrati mensa... essi non conoscono niente; partono qualche volta dalla C.I. con fieri propositi ma arrivano in Direzione con la solita tiritera: «dateci qualche cosa... ».

Questi non sono i rappresentanti dei lavoratori, neanche di quelli che gli hanno eletti, sono uomini imbelli che il padronato ha voluto in C.I.

Più presto se ne andranno e meglio sarà, per tutti i lavoratori, te lo dice Ambrogio che: indaga, spiega e condanna... BUIUNI!

CASE SOLO PER DIPENDENTI «QUIETI»?

PIETRO: — Dunque, caro Giovanni, finalmente con le case O.M., anche tu potrai risolvere il problema per la tua numerosa famiglia!

GIOVANNI ( vecchio operaio mílanesone con certe ideologie »): — Sperémm che sia inscì, cume te diset tí, ma per véss sincer, g'hu el chibbi che per mi ghe sarà minga la Ca' O.M. ma la Ca'...Vallétta! ! !...

COMMENTI AL PRANZO O. M.

1° Operaio: — Hai visto che « fredda » accoglienza è stata fatta alla direzione?

2 Operaio : — Sfido io, « soffiava vento » da tutte le parti, in quei... saloni !... Però, ad onor del vero, molti lavoratori si sono alzati in piedi...

1° Operaio: — Per essere più precisi, non si sono mai seduti poichè mancavano le... sedie !

El "Monopolio„ FIAT.. e i aller!

Oh! quanta gent, inca, l'è animi) al star, del giiist significaa di « monopoli e! ! Anca se créss café biiter e oli alter rob, lur veden semper Capissen minga, o voren no capì ch'el « monopolio » al popul ghe dà dann, che l'è la causa de tutt' i soo malann senza speranza de pudé guarì; l'è cume la gremégna, érba parassita che viv senza dà iitil a'i alter piant ma anzi, i e sfriitta fìn'a tant che un briitt dì, sentenn mancass la vita. Però, malgrad tiitt quést, gh'è un qual riiffian ch'el dà piittost benefica, la visiun del « monopolio » e in di soo espressiun, se sent el pes, di « biisteréi e sott' man. Ma mi che sprezzi, i « bListeréi » de cérta gent perché ghe tégni a di' la veritaa, cunt parol pover, vari che sia spiegaa del « monopolio e prufitt e sfriittament.

La FIAT, per esempi, l'è padrona de bona part d'Italia, economicament, minier, laminatoi, stabiliment, banch e trasport; 'sta briitta fanfarona!!

In di soo man, gh'è tutt la prucleiziun de ogni articul che triivum sul mercaa quand te credet de avé schivaa el soo artili... te réstet de minciun!

Te manget el risot o el pés in scatula, te cumpret el biberun per el fìulin, la radio, el frigor, o Or un pigutin, un liber de legg, un auto o un vas de nott; te bevet l'aperitiv, dent'in del bar, te tovet la plirgheta, se te ste mal, in tutt' i casi, gh'è dent' el capita! del « monopolio » FIAT e i soo cumpar.

'Ste viagget in curriera o alter mézz, in ogni cibaria che se trova sii! too tavul, sta' pLir sicur, gh'è dent' el sciampin del diavul rappresentant la FIAT... che te fa' féss.

Ouél ch'émm scritt fin 'déss, ( in fin de la fera) el pararà, senz'alter un paradoss, ma inveci, verament ghe l'émm adoss el pLign del « monopolio e, e... in che manera!! EI sfriitta chi lavura, el fisco le evad e in di soo cass, se impigna tant prufitt, el nega a tiitt' el popul ogni diritt ghe sbarra la libertaa, sii tiitt' i strad. Vurì savè, chi a la FIAT, tira i cord imbusta maggiur part de 'sti miliard?? Agnelli, Nasi, Valletta e Camerana... a lur el lard per niinch lavuradur... gh'è i oss de mord. Tenta 'sta ciciarada, però, la var anch' per i Falck, Pirelli e alter 'rosta disémegh inséma che quést l'è no el soo post... a l'inférnu vaghen ! ! ! ghe par o nun ghe par.

FASCICOLO NERO

Quello che tengono in archivio i lavoratori e sul quale segnano i soprusi patiti...

ORE X COLPO

SENSAZIONALE

Quando il « fascicolo nero » sarà tratto dall'archivio e...

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La triade Ve-Ma-Si ( in dialetto milanese : Vi ammazzo ).

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Per i capitalisti è a Venosa di Puglia, dove i lavoratori sono liberi di morire di fame e...di piombo.

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Unirsi contro gli sfruttatori, isolare gli

individui spregevoli servi dei padroni

Due lavoratori sono stati espulsi dal P.C.I. per decisione della cellula cui appartenevano, alla O.M. E' un fatto doloroso e triste che dei lavoratori, che in passato riscuotevano la fiducia dei propri compagni e dei lavoratori, vengano cacciati dal Partito della classe operaia, perchè indegni di appartenervi avendo smarrito la giusta strada della lotta del proletariato, schierandosi dalla parte dei padroni, degli sfruttatori.

Il fatto è estremamente chiaro nella coscienza dei compagni che hanno preso questo provvedimento: seguendo le orme di Stroppa, costoro hanno ceduto alla pressione dei padroni, che hanno bisogno di questi individui in funzione di servi e di spie, per esercitare verso i lavoratori la loro opera nefasta di sfruttamento di oppressione.

I padroni sono abili in queste faccende e dotati di una grande esperienza: non possiamo dimenticare che sono gli stessi che hanno organizzato il regime fascista per venti anni, che hanno collaborato con l'oppressore tedesco e che oggi sono alla testa delle forze della reazione, contro ogni legittima elementare rivendicazione dei lavoratori e per impedire la marcia in avanti

del proletariato verso un mondo migliore, il mondo del socialismo. Si approssima l'epoca delle elezioni per la C.I. e i padroni hanno il loro piano, hanno bisogno di spingere avanti la politica di intimidazione e di corruzione verso i lavoratori, soprattutto contro gli attivisti della FIOM. Essi tentano di impedire che esploda lo sdegno degli operai e degli impiegati per i metodi inumani di sfruttamento instaurati nella fabbrica, il taglio continuo dei cottimi, la intensificazione dei ritmi di lavoro, l'opera nefasta di discriminazione culminata con la creazione del « reparto confino », il sistema dei premi discriminati. I lavoratori sanno che i lavorato. ri onesti disdegnano il paternalismo peloso e umiliante per cui, anzichè riconoscere il diritto di tutti, si elargiscono alcune briciole ad alcuni per tentare di comprare le coscienze e metterli contro gli altri fratelli di lavoro.

Ogni lavoratore onesto sente ribellione contro questi metodi che offendono le giuste aspirazioni di giustizia e di libertà. Coloro che smarriscono questi principi elementari di dignità proletaria si mettono fuori dalla classe nella quale sono cresciuti, e vengono additati al disprezzo ed al-

l'ignominia.

Il movimento operaio, nelle sue dure lotte, pur subendo colpi e sconfitte avanza vittoriosamente sulla scena del mondo, il nostro Paese compreso. Il movimento sindacale, diretto dalla grande e gloriosa CGIL, ricco dell'esperienza di 60 anni di lotte eroiche, si batte strenuamente per impedire il permanere dell'arbitrio padronale e dello sfruttamento inumano cui i capitalisti mai sazi di profitti vogliono sottoporre i lavoratori. Le rivendicazioni che la FIOM pone al padronato rispecchiano fedelmente la volontà dei metallurgici di migliorare le proprie condizioni di vita, le loro giuste aspirazioni di libertà e di progresso.

Perciò i lavoratori devono sostenere tutti compatti le proprie organizzazioni politiche sindacali di classe, unirsi contro gli sfruttatori, isolare gli individui spregevoli che come vermi strisciano ai piedi dei padroni, schiacciarli con la vergogna ed il disprezzo, e combattere la giusta lotta della causa del proletariato, uniti a tutti i lavoratori d'Italia del mondo, per il trionfo degli ideali di pace, di libertà, di progresso umano e sociale, che sono gli ideali del socialismo.

ATTIVITÀ DELLA COMMISSIONE INTERNA BILANCIO PARZIALE

E' nostra intenzione tirare alcune somme sull'attività sin qui svolta dalla C.I. e sui « nuovi sistemi » adottati dall'attuale maggioranza.

La difesa degli interessi dei lavoratori dell'O.M. affidata prevalentemente alle correnti CISL e UIL ha fatto registrare una situazione di aggravato malcontento generale per i problemi piccoli e grandi che rimangono tutt'ora insoluti; questo per scarsa opposizione ai voleri della direzione sui problemi di reparto e per una preoccupante mancanza di coraggio nell'affrontare problemi di fondo di interesse generale. Durante le ultime elezioni di C.I., la direzione fece di tutto per avere l'attuale maggioranza di uomini più « malleabili », impose persino persone a lei gradite.

Allora era il tempo degli impegni solenni e dei programmi che i lavoratori ricordano ancora ed è per questo che possiamo fare alcune domande alla CISL

UIL; per esempio:

Come avete difeso la personalità umana e professionale dei lavoratori?

Cosa avete fatto per ottenere il rispetto alla C.I. assicurare la libertà a tutti i suoi membri di adempiere senza intralci ai loro compiti?

Avete rispettato l'unità della C.I. e il principio del-

la libera rappresentanza di tutti i lavoratori? e come spiegate il vostro comportamento con il divieto dl condurre trattative tra una sola parte dei suoi membri la direzione?

Cosa avete fatto infine per porre fine alla vergognosa campagna di discriminazione politico-sindacale recentemente inasprita dalla direzione di cui il « campo di concentramento » è l'aspetto più appariscente?

Altre domande si potrebbero fare ma non faremmo altro che allungare un elenco di diserzioni di fronte alla direzione e ai problemi che devono essere affrontati.

Per il miglioramento del tenore di vita dei lavoratori sono stati ottenuti alcuni successi, attraverso l'aumento del 'premio generale di produttività, non in rapporto però agli intensificati ritmi di lavoro, nè ai continui tagli di cottimo che l'aumento certo non ha compensato, e questo è il caso di numerosi operai.

Sulla importante questione dei cottimi il comportamento rinunciatario dei membri CISL e UIL permette infatti al monopolio di togliere con una mano quello che ha dato con l'altra.

Abbiamo voluto elencare alcuni problemi che consideriamo di fondo, sen-

Nei giorni 27, 28, 29 gennaio 1956 si terrà il V Congresso della Camera Confederale del Lavoro di Milano e provincia.

Il Congresso si svolgerà nei giorni di venerdì 27 e sabato 28 nel grande salone della Camera del Lavoro, con la partecipazione di 600 delegati eletti nel corso di 40 Congressi provinciali dei Sindacati di Categoria e di 35 Camere del Lavoro mandamentali e comunali.

La relazione d'apertura verrà tenuta dall'on. Mario Montagnana, Segretario responsabile della Camera del Lavoro di Mjlano ; seguiranno gli interventi. Sabato, chiuso il dibattito, verrà eletta la nuova Commissione Esecutiva della Camera Confederale del Lavoro.

Domenica mattina il Congresso si concluderà con una pubblica manifestazione al Teatro Nuovo, nel corso della quale prenderà la parola l'on. Secondo Fessi, Segretario della C.G.I.L. La manifestazione, che sarà presieduta dal sen.

Franco Mariani, Segretario della Camera del Lavoro di Milano, sarà aperta con un concerto dell'Orchestra del Teatro della Scala. Nel pomeriggio della domenica la rappresentazione lirica al Teatro della Scala sarà dedicata agli iscritti alla C.G.I.L., in onore del Congresso. La parola d'ordine del V Congresso della C.d.L. di Milano, sarà « Una forza imponente al servizio' della classe operaia e del popolo ». I temi di maggior rilievo del Congresso saranno quelli della situazione economica e produttiva della nostra provincia, della lotta per la libertà nelle fabbriche, il rispetto dei contratti, delle leggi e per una giusta distribuzione del reddito derivante dall'aumentata produzione industriale.

Nei giorni precedenti il Congresso, la Camera del Lavoro pubblicherà due opuscoli: uno contenente la relazione sui tre anni di attività dell'organizzazione sindacale milanese e l'altro su alcuni aspetti della situazione economica nella provincia di Milano.

Risultati dell'unità alla LINGOTTO

ni dell'azienda.

za approfondire un'indagine che si dimostrerebbe, in definitiva, inutile perchè i lavoratori tutti, che stanno facendo l'esperienza del « proviamo per un anno » sono i migliori giudici.

I membri CISL e UIL devono capire che all'O.M. vi sono problemi che vanno risolti ed è necessaria una decisa opposizione ai soprusi padronali e che questo non può essere fatto senza i lavoratori e senza la FIOM.

Tutti i lavoratori unanimemente chiedono che sia ridato un maggior prestigio ad un organismo tanto importante quale è oggi la Commissione interna.

I 550 licenziamenti richiesti sono stati ridotti a 370, ai licenziati deve essere corrisposta, oltre alle normali spettanze, una indennità extra-contrattuale di 350.000 lire per lavoratore. E' stato pure assunto l'impegno di applicare — e noi aggiungiamo rigorosamente — le norme prescritte dall'accordo interconfederale circa la precedenza dei licenziati nelle future assunzio-

Risultato positivo, che è conseguente della lotta e della unità sindacale, politica e umana, che ha accompagnato tutte le organizzazioni, le autorità, i parlamentari e la popolazione torinese.

Ancora una volta, la strada della lotta unitaria si è dimostrata quella giusta, decisiva per il successo ; essa va continuata e potenziata.

Nel corso delle trattative per il completamento del Contratto di Lavoro dei metallurgici è stato finalmente possibile fare accettare agli industriali l'esame della questione degli aumenti salariali mediante l'inclusione delle tabelle dei salari e degli stipendi nel contratto stesso.

Com'è noto questo problema - rappresenta una importante questione insoluta per i metallurgici in confronto alle altre categorie dell'industria che

nella loro quasi totalità hanno ottenuto da oltre un anno miglioramenti contrattuali delle paghe e degli stipendi. La FIOM, facendo riferimento ai miglioramenti delle altre categorie, richiede un aumento del 6 per cento e la corresponsione degli arretrati oppure l'elevamento di detta percentuale all'8 per cento, la F.I.M. chiede un aumento del 6 per cento e la UILM del 5 per cento sul salario globale.

La segreteria nazionale della FIOM mentre esprime la sua soddisfazione per l'unità raggiunta dalle tre organizzazioni dei lavoratori, sottolinea la necessità di rafforzare la unità dei metallurgici in ogni luogo di lavoro per far recedere gli industriali dalla intransigenza fin qui dimostrata.

Direttore Resa. L. Banfi

Autoriz. Trib. Milano 3763

Tip. S. Clerici - Milano

FABBRICHE METALLURGICHE MILANESI Risultati elettorali C. I. dal 1 Gennaio a! 30 Novembre 1955 VOTI VALIDI Operai Impiegati 42.317 9.941 Operai Impiegati °0 FIOM 31.578 74,4 3.055 30,7 CISL 8.684 20,5 5.058 50,8 UIL 1.592 3,7 937 9,4 Ind. 523 1,2 891 8,9
NOTIZIE
SINDACALI
V° CONGRESSO ORLA C. d. L. di MILANO
La
F.I.O.M. chiede un aumento del 6.° e i relativi arretrati - simili le richieste della C.I.S.L. e U.I.L.

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