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FFORI - BOVISASCA RUZZANO OMASINA L. 300
mensile di politica,cultura,attualita
ANNO 1 - N. 6 - GIUGNO 1978
CONSIDERAZIONI Il nostro giornale va in vacanza e riprenderà la sua pubblicazione in settembre. Vorremmo fare alcune valutazioni su quello che abbiamo fatto e no, sulle difficoltà incontrate, sulle critiche rivolteci ed anche sugli elogi (ci sono pervenuti anche questi!). Insomma, un primo bilancio di questa nostra fatica, per trarne delle indicazioni sul lavoro che andremo a svolgere in futuro. tra nostra intenzione uscire con un giornale aperto, che trattasse prevalentemente argomenti inerenti la nostra zona, pur collegati nel discorso più ampio della città e della stessa vita nazionale. Argomenti non solo politici, ma anche di attualità, di costume e di cultura. Un giornale che diventasse uno strumento di aggregazione e di confronto tra la gente dei nostri quartieri. Ci siamo riusciti? In parte. Sfogliando i primi numeri, diremmo che abbiamo rispettato l'accordo con i lettori. Abbiamo trattato ampiamente il problema della droga nella nostra zona e possiamo dire che se a Villa Litta si sono riuniti più di duecento giovani per discuterne, il merito è anche un po' nostro. Siamo usciti con il primo numero con molto entusiasmo e nessuna esperienza. Ricordiamo l'emozione quando sono arrivati i giornali dalla tipografia: era il primo concreto risultato dei nostri sforzi, delle nostre ore rubate al riposo. Poi, con i numeri successivi (facendo tesoro delle critiche ricevute) abbiamo migliorato graficamente il giornale, arricchendolo anche come contenuti, intensificando le interviste, calandoci nella realtà dei quartieri e toccando quei temi di interesse comune come la scuola, l'edilizia, l'ordine pubblico, il "Paolo Pini". Inizialmente c'è stata, verso il giornale, una diffidenza notevole da parte di alcune forze politiche. Diffidenza che sembra finalmente superata dalla capacità dimostrata di coinvolgere altre componenti politico sociali su problemi di interesse di tutti. Notiamo finalmente un interesse nuovo, diverso attorno al giornale. Parlavamo prima di critiche: sono inevitabili quando si toccano argomenti di interesse comune e non abbiamo certo la presunzione di avere la verità in tasca. Il nostro intento è innanzitutto quello di favorire il dibattito, il confronto, lo scambio di idee e di esperienze. Se hanno questa funzione, ben vengano le critiche. Difficoltà ne abbiamo incontrate molte: non dimenticate che i componenti la redazione (pochi) lavorano nelle ore serali, dopo aver assolto il loro dovere di lavoratori (nessuno di noi vive di rendita). Quindi nella valutazione complessiva del giornale va tenuto conto di quanto si è fatto anche in ragione alle forze disponibili. Sappiamo che ancora molto ci resta da fare e continueremo a lavorare con immutato entusiasmo, sicuri che incontreremo la comprensione dei lettori, se commetteremo qualche errore. Ma per far sì che le energie profuse vengano completamente sfruttate, abbiamo bisogno del contributo di tutti voi. Siamo a metà strada di un punto di incontro: facciamo in modo che si arrivi all'appuntamento, fino a stringerci la mano.
Nuovi poteri? In occasione del rinnovo del CDZ previsto per la fine di giugno, la redazione di ABC ha organizzato una.tavola rotonda alla quale hanno partecipato il Presidente del CDZ e I capi - gruppo del seguenti partiti: PCI - DC - PSI - DP - PSDI. li dibattito si è articolato attorno a queste domande: Quale è la vostra opinione sul lavoro svolto in questi due anni dl gestione del CDZ? E il rapporto con l'Amministrazione Centrale? Quale è stata la partecipazione politica al lavori del CDZ e quale quella da parte dei cittadini? Come si è articolato il confronto fra le forze politiche? Con il rinnovo e l'applicazione delle delibero quadro previste dal nuovo regolamento, quali i reali poteri che vengono attribuiti al COZT in attesa delle elezioni dirette (previste da una legge dello Stato) che si svolgeranno nell'80, come I partiti si apprestano al rinnovo dei CDZ di giugno? Cosa pensate si debba fere per coinvolgere meglio la popolazione attor no alla gestione della cosa pubblica, che in definitiva rappresenta la motivazione principale del decentramento? MARILENA ADAMO, Presidente del CDZ. Credo che per rispondere a questa domanda, la si debba analizzare nei suoi diversi aspetti, e il giudizio che va dato non possa prescindere dalle necessità della zona e nel confrontarsi rispetto ai problemi dei cittadini e della partecipazione degli stessi. Altro punto importante è il salto di qualità che ci ha portato ad essere consiglio di governo. Molto lavoro è stato fatto, dalle case popolari al consultorio, considerando anche le grosse difficoltà in cui ci siamoi trovati ad operare. Per quanto riguarda i rapporti con la amministrazione centrale, questi sono senz'altro migliorati con la nuova giunta. Sono stati compiuti grossi passi in avanti dal punto di vista legislativo, mentre permangono ancora grosse carenze e ritardi dal punto di vista burocratico e amministrativo. II CdZ si rifiuta di essere la cassa di risonanza della Giunta, ma si rifiuta anche di essere la cassa di risonanza di certe posizioni personalistiche o corporative in quanto deve operare esclusivamente per quanto concerne i temi di interesse comune. Per quanto riguarda la partecipazione, non è vero che questa non ci sia: basterà passare una giornata In segreteria per rendersi conto che II consiglio di zona è diventato un punto di riferimento per tutti i cittadini. Ci sono però alcune difficoltà che riguardano la partecipazione alle sedute del CdZ. Partecipazione che si fà invece numerosa quando si trattano temi specifici. Non dobbiamo dimenticare che, anni e anni di separazione tra i cittadini e le istituzioni hanno determinato il fatto che molti cittadini non sappiano assolutamente cosa sia il CdZ. Situazione che comunque in questi ultimi due anni è decisamente migliorata. Va rilevata una scarsa partecipazione anche da parte di alcune forze politiche ed in particolare nelle commissioni di lavoro. Nel confronto con le altre forze politiche, in particolare da parte dell'opposizione, spesso abbiamo dovuto constatare un atteggiamento non costruttivo, dimostrando dl preferire li facile atteggiamento di chi sta a guardare. Ultimamente abbiamo notato un cambiamento, che va nella direzione dl una opposizione più presente e costruttiva. E augurio comune, lo credo, che le forze politiche presenti in CdZ. Sappiano proseguire su questa strada. Se venissero delegati tutti i poteri previsti dal nuovo regolamento, il CdZ sarebbe certamente messo In grado di assolvere al ruolo di governo, coinvolgendo direttamente i cittadini alla gestione del territorio. Questo lo si otterrà con una maggiore informazione sulle attività e I compiti del CdZ. A tale scopo abbiamo ritenuto opportuno pubblicare, In altra parte del giornale, un documento prodotto dal Consiglio.
`68: cos'è rimasto Un'analisi a dieci anni di distanza Dieci anni fa l'itEifia - e con essa altri paesi dell'Europa occidentale - fu scossa da avvenimenti che avrebbero determinato, negli anni successivi, profondi cambiamenti nel quadro politico e sociale del paese i cui termini più rilevanti sono stati un notevole allargamento dell'area della sinistra e una maggior incisività delle lotte operaie, che hanno portato a conquiste fondamentali per I lavoratori. Certamente quel momento, il '68, non fu una concomitanza di fatti casuali, ma II risultato di processi che, nel decennio '60 - '70, hanno interessato tutto il mondo. Fuori dal nostro paese i primi anni '60 sono quelli che vedono accanto alla Indipendenza di gran parte delle colonie africane II permanervi di grandi tensioni fomentate dagli interessi imperialistici delle nazioni colonizzatrici; che vedono negli USA l'ascesa del "democratico" J.F. Kennedy, la rottura delle relazioni con Cuba dopo l'avvento di Castro e l'allontanamento degli interessi americani dal paese e II tentativo di Invasione da parte di fuoriusciti cubani, manovrati dalla CIA. Sono gli anni in cui la "crisi dei missili" di Cuba fa temere a tutto II mondo un nuovo conflitto mondiale, scongiurato da un atto di "buona volontà" dell'URSS; in cui si consuma la frattura tra i "socialismi" sovietico e cinese e relativi alleati ed In cui viene preparata l'aggressione americana al Vietnam. La scomparsa dalla scena dei tre "grandi" — Kennedy, Kruscíov e Giovanni XXIII — che avevano notevolemenie contributo a mantenere un equilibrio mondiale tra il mondo capitalistico e quello socialista accelera i processi momentaneamente "congelati". Tra i quali, caratterizzante, è il ferope attacco sferrato dall'imperialismo statunitense in tutte quelle aree mondiali dove aveva interessi economici o politici da conquistare o salvaguardare: dall'America latina alla penisola indocinese, in particolare il Vietnam del Nord. La "questione vietnamita" si internazionalizza: a fianco degli USA intervengono Australia, Nuova Zelanda, Thailandia, Filippine e Corea del Sud, mentre il Vietnam del Nord e il FLN del Vietnam del Sud sono sostenuti dai paesi socialisti e dai movimenti progressisti ed antimperialisti di tutto il mondo. Il Vietnam travalica II contesto geografico e diviene terreno di scontro a livello mondiale tra socialismo e imperialismo; il pre-'68 si "chiude" con altri sanguinosi episodi che sembrano dimostrare l'invincibilità di quest'ultimo (colpo di Stato in Grecia e guerra dei "6 giorni" di Israele contro i paesi arabi). Per il nostro paese il decennio si apre in modo drammatico: viene varato il governo monocolore DC presieduto da Tambroni con l'appoggio
esplicito dei fascisti dell'MSI; forti dello spazio conquistato questi ultimi vogliono tenere - provocatoriamente - II loro congresso a Genova, città medaglia d'oro della Resistenza. Genova insorge contro l'oltraggio e caccia i fascisti; in tutto II paese si svolgono sollevazioni antifasciste che si tenta di stroncare con sanguinaria repressione: vi sono morti - tra i manifesti antifascisti - in tutto il paese, ma l'episodio più tragico ha luogo a Reggio Emilia, dove la polizia spara su cittadini inermi, uccidendone 5.
È l'ultimo atto del governo Tambroni che è costretto a dimettersi; inizia la collaborazione di centro - sinistra. I primi anni del decennio vedono una estensione delle lotte operaie il cui inizio può esser considerato il grande sciopero nazionale dei metalmeccanici del '62, cui partecipano dopo diversi anni di assenza - risultato della politica padronale e centrista di divisione dei lavoratori - gli operai della FIAT, uniti. (segue a pagg. 6/7)
sommario Tribuna aperta
pag. 2
La terza età al mare
pag. 3
La veridica istoria di Villa Litta
pag. 3
Radiografia delle zone 7 - 8
pag. 4
Relazione sull'attività del CdZ
pag. 5
I giornali delle scuole
pagg. 8/9
Religioni
pag. 10