FFORI - BOVISASCA RUZZANO OMASINA L. 300
mensile di politica, cultura,attualita'
ANNO 1 - N. 4 - APRILE 1978
La scuola nella zona 8:
Carovita
Scuola materna
I mercati: una struttura da potenziare
un pentolone che bolle
Indagine sul mercato donale di via Ceccotti
A guardare nella scuola ho la stessa sensazione di quando si solleva il coperchio del minestrone: un continuo borboglio quieto e confuso. La scuola della nostra zona, per inevitabili e ovvi motivi, non può e non riesce, se non in pochi casi e con notevoli sforzi, a sottrarsi al tono spontaneistico e disorganico che contraddistingue l'andamento generale. Per raccapezzarsi un attimo conviene restringere alquanto la nostra visuale e affrontare la situazione a tappe successive. Credo che constateremo che non esiste una problematica strettamente scolastica, riferita ad una certa scuola o ad un ordine di scuola, ma una problematica di cultura e di valori riferita a tutta la nostra società. (Per cui potremo forse scoprire che il problema della droga sia legato anche all'impostazione o permissiva o autoritaristica della scuola che non favorisca il bambino nel passaggio dal principio del piacere al principio della realtà). E possiamo scoprire inoltre che in causa non sono chiamati esclusivamente i genitori, o gli insegnanti, o gli studenti, ma tutti i cittadini come costruttori e usufruttuari di questo bene comune. Vorrei soffermarmi un momento ad osservare soltanto la scuola materna. Non è scuola dell'obbligo, quindi non tutti la frequentano e non tutti possono frequentarla. Le più immediate conseguenze a questo sono la rigida selezione dei posti e il ristagno della scuola materna nell'area delle istituzioni assistenziali. La selezione dà la preferenza ai figli di genitori entrambi lavoratori; il che è anche giusto perchè questa scuola è anche un servizio sociale ma introduce una prima discriminazione fra i bambini fatta appunto in base a criteri che non considerano l'azione educativa della scuola materna Spesso in prima elementare si constata la differenza fra il bambino che ha già avuto una precedente esperienza socializzante da quello che non l'ha avuta e che trasferisce questo disagio affettivo ed emotivc, sul piano conoscitivo. Secondo la loro ubicazione nel quartiere le scuole hanno una richiesta di iscrizioni maggiore o minore. Per assicurare la frequenza al maggior numero possibile di bambini il comune predispone ogni anno un servizio pullman che trasporta gli "eccedenti" nelle scuole meno affollate. Purtroppo questo servizio è visto dai genitori con molta diffidenza e spesso è rifiutato: la paura di disagio per i figli, il timore che l'altra scuola sia di serie B o non so quale altra motivazione, spesso fa perdere un prezioso anno al bambino in attesa del posto nella scuola vicina. Timori infondati: il servizio pullman è comodo, ha orari rispettati e accessibili a tutti i genitori (ad usufruire sono i figli di madri casalinghe), i percorsi sono brevi. Ma si continua a preferire la lista d'attesa che può portare all'inserimento anche alla fine dell'anno scolastico. Questo tipo di inserimento spesso procura forti disagi al bambino che avverte la maturità d'azione e la compattezza dei gruppi di coetanei che spontaneamente ma precedentemente a lui, si sono formati e ne vive l'esclusione! E il primo basilare impatto con la scuola è presto fatto in senso negativo. Ma alcuni genitori preferiscono ancora che le classi siano senz'altro più numerose ma vogliono i bambini
Siamo stati al mercato di via Ceccotti un sabato mattina per sentire dalla viva voce degli utenti di questo servizio i suoi pregi e difetti. Abbiamo incontrato non solo persone abitanti nella nostra Zona 8, ma provenienti anche da Quarto Oggiaro e Baranzate: gente che lavora tutta la settimana, per cui può utilizzare solo i mercati del sabato. Salvo qualche massaia che ha dichiarato di frequentare saltuariamente il mercato causa il fatto delle "code" da fare e il cui
parere è che, comunque, la convenienza non esiste, la maggioranza delle persone da noi intervistate fa la spesa di frutta e verdura, formaggi, pollame in genere per tutta la settimana. Sono persone che utilizzano il mercato ormai da anni: quindi abitudinarie del mercato e a volte delle stesse bancarelle. Segno che la convenienza esiste in confronto ai negozi e supermercati: infatti, la maggioranza lo utilizza proprio come ancora di salvezza sul caroprezzi. D'altro canto, se così non fosse, chi si adatterebbe a sobbarcarsi il peso di borse stracolme da portare a casa anziché fare la spesa giorno per giorno? Ma la qualità? Anche !a qualità non è diversa da quella che si trova nei negozi (d'altra parte i mercati generali sono gli stessi) e in più c'è più possibilità di scelta. Va tutto bene, dunque? Non proprio. A nostro avviso il consumatore non è ancora abbastanza informato ed organizzato e quindi agguerrito per difendere sè stesso. Esiste infatti ancora la convinzione, a nostro parere errata per i giorno nostri, che la merce che costa di più sia di qualità migliore. Questo termine di paragone poteva calzare bene ai tempi dei nostri vecchi, quando la qualità la si poteva riconoscere con gli occhi dell'esperienza, col tatto, con l'odorato; tempi in cui non erano in uso gli addittivi, i mangimi, i fertilizzanti chimici e così via. Ma ai nostri giorni? Che ne sappiamo noi consumatori delle
Asilo di via Pellegrino Rossi tutti lì, a fare una grande sala di custodia. Potrebbe essere il caso della scuola materna di via P. Rossi. Questa scuola, costruita come centro sociale, è stata subito adibita a scuola materna. Senza la programmazione dello spazio per una utilizzazione scolastica, si ritrova delle aulette minute in cui pigiare lo stesso numero di iscritti in aule normali. Di queste aule, una è particolarmente infelice perché le è stato sottratto altro spazio vitale per adibirlo a sala medica. Ora una responsabilizzazione dei genitori ed una loro adeguata conoscenza dei problemi del figlio nella scuola potrebbe portare ad una autoriduzione del numero degli iscritti in favore del trasporto con il pullman. La qualificazione della scuola materna passa anche da un giusto rapporto numerico insegnante - bambino inseriti in un ambiente pedagogi(segue a pag. 31
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CONSIDERAZIONI
La forza della ragione Per i democratici la ricorrenza del 25 aprile non è mai stata motivo di celebrazione retorica di avvenimenti e valori consegnati a una storia remota, occasione per riportare alla memoria esperienze sempre più semplici irrimediabilmente consunte dalle travolgenti novità che hanno segnato il corso di questo ultimo trentennio. Così avrebbero voluto che fosse uomini che alla resistenza e alla liberazione non avevano partecipato e non avevano creduto, ma che dai (segue a pag.
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sommario Tribuna aperta: a proposito di terrorismo
pag. 2
D.C. - P.C.I. - P.S.I. uniti a difesa delle istituzioni democratiche
pag. 2
I giovani della zona 8 contro la droga
pag. 4
L'emarginazione degli anziani
Pa9 , 4
Musica se ci sei batti una nota
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La veridica istoria di Villa Litta
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Chi siamo! I cattolici
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Sport: la necessità di essere uniti
pag. 7