ANNO I - N. 3 - GIUGNO 1977
L. 300
MENSILE DI INFORMAZIONE POLITICA E CULTURALE
SULLA STRADA DELLA GIUSTIZIA SOCIALE
CANONE SOCIALE PER GLI INQUILINI I.A.C.P. Oggi, nel contesto della gravissima situazione di crisi, uno dei problemi che si avvertono con più acutezza è quello della casa. Nel passato questo problema venne affrontato, attraverso scelte politiche fatte in trent'anni di malgoverno, privilegiando la grande speculazione privata a danno dell intervento pubblico, infatti mentre nel nostro Paese l'Edilizia Pubblica rappresenta solo 7% del totale in altri paesi dell'Europa occidentale essa rappresenta il 50% e più. Questo sta a dimostrare come l'equilibrio e la qualità della condizione urbana sia stato gravemente compromesso da un tipo di sviluppo clientelare e speculativo ben lontano da una visione complessiva dell'uso del territorio capace di legare un rapporto serio fra Edilizia Pubblica e Privata per uno sviluppo più razionale della città. È necessario che e scelte po-
litiche si modifichino profondamente; uno sforzo notevole è stato fatto dalla Giunta democratica di Milano ponendo, subito dopo il suo insediamento, la casa fra le priorità e realizzando in 18 mesi di amministrazione quello che da decenni si prometteva invano. Sono stati istituiti importanti strumenti urbanistici indispensabili per potere operare nel settore edilizio, primo fra tutti il Piano Regolatore Generale, il piano di 167 per il risanamento della edilizia degradata sotto controllo pubblico, il piano dei servizi e infine il nuovo regolamento edilizio attualmente in Regione per l'approvazione. Strumenti essenziali per inquadrare le prospettive generali di fondo in grado di creare le condizioni per interventi a medio e lungo termine verso l'utilizzo rigoroso del patrimonio pubblico privato. Uno degli obbiettivi, nell'ot-
tica di una gestione corretta del patrimonio pubblico esistente, è l'avvio del risanamento, della democratizzazione e del rilancio dell'Istituto Autonomo Case Popolari, non solo per gestire ma soprattutto per costruire nuovi alloggi. Per capire le difficoltà che esistono per avviare questo processo di rinnovamento è bene conoscere la situazione che il nuovo Consiglio di Amministrazione dell'I.A.C.P. ha ereditato dal precedente. Un pauroso deficit di oltre 50 miliardi (17 per morosità) determinato da una gestione clientelare, da sprechi e da un accentramento burocratico di tutte le competenze decisionali illegittime incapaci di contrastare decisamente la politica delle occupazioni che ha determinato una situazione estremamente pesante per lo stesso bilancio. Ora, dopo il mutamento del
Luci ed ombre al Gallaratese
È stato più volte affermato che il Gallaratese, rispetto ad altri quartieri similari, gode di particolari privilegi riscontrabili in tutta una serie di servizi e strutture sociali, quanto 'mai carenti altrove, ed effettivamente bisogna riconoscere che ciò è almeno in parte vero, soprattutto per quanto si riferisce alla grande disponibilità di verde, oggi tanto scarso e ricercato. A ciò si aggiunga la considerevole disponibilità di attrezzature sportive che permettono la pratica di quasi tutte le discipline. Inoltre è ben visibile a tutti il grande fervore di opere in corso, le quali, a. lavori ultimati, consentiranno al nostro quartiere di poter disporre del più moderno e veloce mezzo di trasporto pubblico urbano. Per altro, non va dimenticato che con la' recente inaugurazione del nuovo mercato comunale, ubicato in Via Chiarelli, il
quartiere si è arricchito di un moderno e capace centro distributivo polivalente, comprensivo anche di una farmacia comunale e ciò è stato particolarmente gradito dai numerosi abitanti del settore sud-est del rione, in precedenza costretti a lunghe e faticose trasferte per provvedere alle normali giornaliere necessità familiari. È comunque doveroso ricordare che tutto quanto è stato ottenuto, per migliorare le condizioni di abitabilità del nostro quartiere, è in buona misura il frutto di lunghe e appassionate lotte sostenute dalla parte più attiva degli abitanti, guidati dai vari organismi democratici operanti nella zona. Purtroppo, tanto per non smentire la regola che vede in ogni medaglia un immancabile rovescio, anche nel caso in trattazione, esistono, e so-
quadro politico avvenuto nella nostra città, qualche sintomo di mutamento, anche se limitato, sta emergendo all'interno del nuovo Consiglio di Amministrazione: è stato approvato il regolamento di gestione delle commissioni decentrate, si è avviato un processo di ristrutturazione dell'Ente sulla base di principi riformatori e, in attuazione della legge 865, l'applicazione del Canone Sociale per il quale è stato raggiunto un accordo tra il Comune di Milano e lo I.A.C.P. Provinciale con il contributo di tutte le organizzazioni sindacali degli inquilini e della Federazione C.G.I.L. C.I.S.L. - U.I.L. Il giudizio su questo accordo (che deve essere conosciuto e propagandato) non può che essere sostanzialmente positivo, per i principi a cui si ispira, che vanno nel senso di un rapporto di giustizia sociale, perchè afferma che chi più ha più paga determinando l'affitto in base al reddito. Uno dei dati più rilevanti è che secondo questo criterio il 64% delle famglie avrà una dimunuzione dell'affitto che in ogni caso inciderà mediamente del 7-8% sul reddito familiare. Questo è un risultato politico che va sottolineato perchè elimina una grossa ingiustizia che si creava con il vecchio metodo di formazione degli affitti sulla base di criteri legati ai costi di produzione, al costo del denaro, ai tipi di finanziamenti e alla durata degli stessi, con il risultato di fissare affitti che una fascia di lavoratori e di pensionati erano impossibilitati a pagare. L'accordo prevede che gli affitti vengano determinati tenedo conto delle fasce di reddito e calcolati in modo di coprire i costi di: a) Ammortamento b) Gestione c)Manutenzione, con l'intento di tutelare e difendere i redditi degli strati sociali più deboli, come i pensionati, dal-
l'inflazione e di contenere le spese attraverso una rigorosa battaglia agli sprechi. Vengono poi introdotti criteri di detrazione per le famiglie numerose da 5 componenti e oltre in modo percentuale sulla base delle fasce di reddito. Va tenuto in considerazione un dato limitativo che dovrà essere riveduto ed è quello della differenzazione degli alloggi secondo l'anno di costruzione cioè se costruiti prima o dopo il 1955, perchè la suddivisione dovrà essere fatta in base ad elementi più oggettivi. Per quanto riguarda la revoca dell'alloggio fissata per legge al tetto di L. 7.200.000 (reddito familiare globale) agli assegnatari interessati verrà stipulato un contratto precario in attesa di una collocazione tenendo conto delle caratteristiche familiari, mentre per i redditi superiori ai 10.000.000 e in particolare per le famiglie composte da 1 o 2 persone l'alloggio dovrà essere liberato al più' presto possibile. Questa parte dell'accordo sarà applicata nella misura in cui si creeranno le condizioni di un rilancio dell'Edilizia Convenzionata attraverso il risanamento o la ricostruzione del patrimonio edilizio soggetto al vincolo della legge 167. Nel senso dell'utilizzo rigoroso del patrimonio esistente va anche l'applicazione dell'accordo per le famiglie di 1 o 2 persone che abitano in alloggi di 3 o più vani che fa scattare un aumento del 40% dell'affitto qualora non si accetti il cambio dell'alloggio. Questa necessità si pone nel rispetto di coloro che abitano in condizioni di affollamento e quindi con una estrema necessità di una casa più adeguata, si tratta di fare uno sforzo attuando tutte le iniziative in grado di stimolare la politica dei cambi (segue a pag. 21
no ancora numerose, situazioni quanto mai precarie che richiedono una loro sollecita e positiva soluzione. A tale proposito, è bene richiamare ancora una volta l'attenzione Un quartiere al mese: TRENNO dei competenti organi responsabili, sul grave e igienicamente pericoloso problema costituito dalla presenza, Verso l'istituzione nel citato settore, della tanto chiacdel vigile di quartiere cherata "centralina pilota", la quale avrebbe dovuto assolvere il compito di depurare tutte le acque luride del Una studentessa del Vittorio Veneto: quartiere. Senonchè, tale impianto, che deve "Essere giovani e studenti oggi" essere costato un occhio al Comune, non ha mai funzionato a dovere e Una iniziativa nel campo tutt'ora procede a singhiozzo, tanto che le acque luride vengono quasi delle tossicomanie sempre scaricate direttamente nell'Olona, senza essere sottoposte al ll commercio ambulante previsto processo di depurazione. Ebbene potrà sembrare zyxwvutsrqponmlkjihgfedcbaZYXWVUTSRQPONMLKJIHGFEDCBA un parados-
SOMMARIO
(segue a pag. 2)