Avanguardia proletaria3

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Votate 44-Unità Sindacale.,

Nella

difficile situazione attuale provocata dalla reazione i 700 comunisti della "BIANCHI „ lotteranno decisamente

nell'interesse della massa lavoratrice

Sostenuti dalla fiducia dei lavoratori i commissari comunisti si Impegnano a realizzare il loro programma

Ecco il programma di massima che i candidati comunisti alla nuova CI, con l'appoggio' di tutti i lavoratori, intendono realizzare:

1) Lotta a fondo per non permettere nessun licenziamento.

Essi sono consapevoli dalla tragica situazione in cui si trovano oggi i lavoratori di tante grandi fabbriche contro le quali si è sferrata l'offensiva dei licenziaMenti. Essi sanno quale disastro rappresenterebbe qggi la disoccupazione per le famiglie dei lavoratori. Essi convergeranno perciò i loro sforzi in questa direzione allo scopo di

sventare questo pericolo, e per dare a tutti i lavoratori della « Bianchi » la __tranquillità e la serenità che solo possono derivare dalla garanzia di una occupazione stabile, dalla certezza di un lavoro continuativo.

2) Impegno di fare tutto il possibile per perequare i salari e gli stipendi a quelli delle altre grandi fabbriche.

Per raggiungere questo obiettivo, oltre che agire direttamente sulle paghe, si In.tende far aumentare le percentuali di cottimo che nella nostra fabbrica, e particolarmente in taluni reparti, sono notevolmente basse, o, comunque, inferiori alla media

VITA DEL PARTITO NELLA FABBRICA

Attività del comitato di fabbrica

Nelle consuete riunioni del mercoledì, vengono esaminati e discussi i problemi della fabbrica e quelli più strettamente inerenti allo sviluppo politico delle cellule. Preposti all'importante lavoro organizzativo sono i compagni Bianchi Gaetano e Galeazzi Giuseppe.

L'oggetto più importante dell'ultima riunione è stato il problema della C.I., che in quest'anno assume una importanza particolare data da difficile situazione attuale. Questa situazione esige che — nell'interesse dei lavoratori — i commissari comunisti e socialisti ottengano la maggioranza assoluta in modo che la loro azione di difesa e di lotta riesca veramente efficace. I candidati della nostra corrente — Unità sindacale --sono stati scelti con cura dopo che le cellule avevano fatto le loro segnalazioni. Essi danno affidamento di serietà, di spirito combattivo e di fedeltà ai programmi elaborati per dare alla loro azione una guida' e un contenuto sociale aderente alle necessità e agli interessi, dei lavoratori.

Un altro importante problema trattato è stato quello della giunta di intesa con i compagni socialisti, con i quali si intendono Mantenere e rafforzare quei rapporti fecondi di collaborazione che sono richiesti, oltre che dalla comunanza ideologica, anche dalla risoluzione dei problemi contingenti per il bene di tutta la classe operaia.

Attività femminile

Anche le donne in questo momento sentono la necessità di stringersi di più intorno al Partito e di svolgere un lavoro di direzione propria, Infatti in questi giorni, dopo avere preso parte a un convegno promosso dalla Federazione, le nostre compagne della Bianchi » hanno iniziato i lavori per ren- • dere maggiormente organica la loro attività come era nel passato. Noi seguiremo con simpatia il loro sforzo dal quale ci ripromettiamo un buon frutto, non facend2) mai mancare loro da parte del Comitato di fabbrica l'orientamento e l'aiuto necessario. Ricordiamo che le donne (come le compagne Dossena Maria, Landenna Marina, Rossi

delle altre aziende. La sicurezza economica delle famiglie dei lavoratbri è garanzia di benessere e di rendimento. Questo alto obiettivo sociale sarà sempre tenuto presente dai commissari comunisti.

Rivalutazione delle categorie operai ed impiegati.

Bisogna dare ai lavoratori la coscienza che il loro lavoro è riconosciuto, e che essi occupano, nella scala delle varie categorie, il posto che loro aspetta.

Miglioramento dei servizi igienici; miglioramento della mensa.

È necessario ché il lavoratore esplichi la sua attività in un ambiente igienico e confortevole. È necessario che la mensa sia particolarmente curata per soddisfare le esigenze alimentari di chi lavora. È ora di modernizzare gli impianti della cucina e sostituire le stoviglie antigieniche di metallo con altre di terraglia.

Natalzna e Ciusani Giovanna) esplicarono nel periodo cospirativo 'una attività coraggiosa che_ è giusto rilevare perchè l'insegnamento di essa non vada disperso.

Tesseramento e reclutamento

Fino al 30 novembre quattro cellule, e precisaménte la 2a (un elogio al compagno Dal Bo), la 6a, l'8a e la 14° avevano completato il tesseramento 1949. Altre cellule come la la; la 3a, la 7a, la 12a e la 13a, alla stessa data erano a buon punto; rimane inteso che le altre dovranno terminare il tesseramento nel più breve termine possibile per essere libere da questo lavoro in vista degli altri compiti importantissimi che il Partito dovrà decisamente affrontare. È significativo il fatto che, mentre i nostri nemici strombazzano ai quattro venti che il Partito Comunista, attaccato senza soste, sta perdendo terreno, e farneticano di un suo regresso, nelle nostre cellule si nota un afflusso di nuovi elementi che chiedono la tessera. Nella 9a cellula, in un ambiente un po' difficile data la presenza di riformisti, abbiamo avuto 13 nuove inscrizioni. Questo reclutamento dimostra quanto sia vitale il Partito, quanto sia forte il richiamo che esso esercita con la sua lotta serrata in

AVANGUARDIA PROLETARIA
Dicembre 1948 - Edito dal Comitato di Fabbrica del Partito Comunista Italiano Officine " E. Bianchi „ Milano - Bollettino N. 2
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favore della massa lavoratrice, e quante possibilità vi siano da parte dei Comitati di cellula per svolgere una proficua opera di immissione di forze sane nel nostro Partito in `vista della crescente simpatia che la sua azione va destando nelle masse popolari.

Per il Consiglio di Gestione

I, compagni commissari comunisti e i compagni del C.d.G. intendono lavorare in comune accordo per potere, anche nella nostra fabbrica come fu fatto già altrove, impostare e risolvere il problema del premio di produzione che è un incentivò alla produzione stessa.

Il premio di produzione è il sistema con il quale i lavoratori si sentono stimolati ad un maggiore sforzo di rendimento in quanto che il profitto realizzato dal datore di lavoro per la produzione eccedente il normale viene ad essere goduto da tutta la maestranza, operai, impiegati, tecnici. Non vi è che non veda come questo sistema oltrechè stimolare una più serena volontà di rendimento da parte dei lavoratori che vedrebbero concretato il loro maggiore sforzo, non dovrebbe trovare dissenzienti i datori di lavoro e gioverebbe alla ripresa economica

ideologica più profonda, comprensione dell'importanza politica e di orientamento che riveste il nostro quotidiano e conseguente opera di persuasione per la sua diffusione.

Al lavoro, compagni, per la maggiore diffusione delle nostre idee e per il migliore elevamento ideologico dei nostri militanti!

II vostro lavoro è della massima importanza perchè quanto più i lavoratori, mediante la lettura della nostra stampa, si renderanno conto della minaccia avversaria, tanto più saranno coscienti e pronti ad affrontare la lotta.

Gioventù Comunista

Finalmente i nostri giovani si sono mossi e, con l'entusiasmo che è la loro caratteristica, hanno formato la cellula giovanile. Bisogna dire subito .che la serietà e lo spirito organizzàtivo con il quale si sono messi in marcia, dà tutte le garanzie per sperare in un buon lavoro. Ciò è suffragato dal fatto che essi hanno dimostrato fin dall'inizio una chiara visione politica dei compiti da raggiungere e una serietà di intendimenti che il Comitato di fabbrica apprezza e che intende seguire da vicino. Non mancherà a questi giovani l'aiuto fraterno dei compagni anziani che intendono

Questo lo spirito dMla gioventù comunista, che pure nella esuberanza della loro età non dimenticano i problemi che stanno loro di fronte, e s'impegnano con spirito combattivo ad affrontarli e risolverli.

I giovani sono la speranza del Partito, e i giovani comunisti sapranno essere l'avanguardia che guiderà ad un migliore avvenire tutta la gioventù democratica italiana.

Solidarietà Ira i lavoratori delle fabbriche e i lavoratori della terra

Senza l'alleanza degli operai con i contadini non è possibile sperare la realizzazione del Socialismo. Dietro questo insegnamento di Lenin i comunisti della « Bianchi » hanno portato ai contadini la loro fattiva solidarietà recandosi nelle campagne (Cascine di Falavecchia, su,quel di Besate e a Pioltello) dove maggiormente si accentuava il pericolo delle disdette di S. Martino. Gli operai riunirono i contadini e' spiegarono loro il coordinamento esistente fra agrari, industriali e governo, e che l'azione della quale 'erano vittime rientrava nel quadro dell'offensiva generale della reazione. Al termine della riunione furono formate delle commissioni miste (operai e contadini) che andarono a trattare con gli agrari. Si è

Lavoratori I date il voto alla corrente di Unità Sindacale

della fabbrica e della Nazione. Pensiamo che questa importante innovazione sulla produzione sarà presa in seria considerazione dai membri , degli organismi interessati.

Costituzione dell' Associazione

' Amici de I' Unità „

11 giorno 30 novembre, alla presenza di un compagno de « l'Unità è stata tenuta una riunione fra gli attivisti della. Commissione Stampa e Propaganda e i responsabili di diffusione delle cellule per studiare una maggiore diffusione del nostro quotidiano • sia fra i compagni che fra la massa in generale. Dopo un'ampia relazione fatta dal compagno de « 1' Unità » e dopo la digrussione che ne è scaturita, si è deciso di formare, l'associazione « Amici de ».

Il compagno Paganini — ottimo organizzatore — che ha perfettamente capita l'importanza di questa attività, si è assunto l'impegno di sviluppare questo lavoro distribuendo i compiti agli attivisti, che si riassumono in questo modo: formazione

però lasciare la più ampia autonomia alle loro iniziative.

Nella prima riunione tenuta il 23 novembre essi hanno eletto il loro Comitato direttivo composto dai cornpagni: Popani Giovanni (Responsabile), Marchesi Benvenuto (Organizzazione), Acquati Alessandro (Sindacale), Panti Ernesto (Amministrazione), Mazzini Ernesto (Stampa e propaganda), Panighini Giancarlo (Lavoro di massa), Guarnieri Marisa e Scaramuzza Anna (Lavoro femminile fra le ragazze). Nella stessa riunione hanno tracciato u npiano di lavoro che comprende: Creazione di un giornale murale, intenso lavoro di reclutamentà e di rinnovo delle tessere, attività politica mediante rapporti da svolgere e discutere in tutte le riunioni, sviluppo delle rivendicazioni sindacali riguardanti i giovani, promuovere la creazione di una scuola professionale nell'azienda e realizzazione di una scuola per l'abilitazione alla guida di autoveicoli costituzione di una « banda del fracas ». Sì propongono inoltre di fare al più presto una bandiera della Pace e di collaborare con articoli su « Avanguardia proletaria ».

constatato che tutte le disdette avevano un carattere politico, poichè i colpiti avevano cariche sindacali o politiche, e spesso gli agrari avevano avuto la sfacciataggine di dichiararlo apertamente. Bastava avere portato la bandiera rossa od avere partecipato a uno sciopero per essere colpiti dalle disdette'indiscriminate dei padroni. Ma quando questi agrari si trovarono a discutere con gli operai comunisti d'ella « Bianchi che chiedevano con risolutezza ragione dei licenziamenti, rinnegarono le affermazioni già fatte ai loro salariati e balbettarono scuse ridicole (il contadino X tagliava l'erba troppo altal...). Dietro questa azione nella provincia di Milano su 6500 di§dette, senza bisogno di ricorrere a scioperi di carattere generale, si è riusciti a farne ritirare ben 6200. Ci ripromettiamo di mantenere e consolidare i legami fraterni con i contadini, condizione essenziale per rafforzare il fronte proletario, garanzia di vittoria. Intendiamo con questa azione sventare il pericolo di un ritorno fascista, che, come si ricorda, nel 19201922 ebbe origine dalla mancata alleanza fra i proletari dei campi e quelli proletari delle officine.

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AVANGUARDIA PROLETARIA
-.56~41?1601.0* Nimme WINII~~-~r~
Si vota facendo una crocetta nell'apposito quadratino, a sinistra, in alto, in fianco alla dicitura: Unità Sind. P. C. I.

ggidalietà poi i ~N compagni detenatt

Anche nella nostra fabbrica il regime borbonico di De Gasperi ha lasciato - il suo segno, ed alcuni lavoratori scontano da mesi nelle galere democristiane il delitto di avere 'combattuto in prima fila pet la giusta causa. Con moto spontaneo di simpatia e di solidarietà i lavoratori della « Bianchi » hanno voluto che le famiglie dei carcerati non avessero a subirne le dolorose conseguenze economiche, ed hanno regolarmente dato il loro aiuto, organizzato e controllato da un apposito comitato.

Questo comitato — composto da due comunisti, da un socialista e da un indipendente — ha raccolto a tutt'oggi L. 305.368, delle quali L. 289.950 già erogate.

Il suo scopo è di giovare a tutte le vittime della reazione portando alle loro famiglie, con l'aiuto fraterno degli operai, l'espressione della loro affettuosa solida-

rietà.

Risulta evidente quindi che il governo, con il sub sistema di brutale repressione poliziesca non raggiunge il suo scopo di intimidire i lavoratori e di fiaccarne lo spirito rivoluzionario, ma, al contrario, riesce a cementarne la compattezza e a convincerli, con l'evidenza dei fatti, della necessità della lotta che il proletariato sta sostenendo per la difesa dei suoi interessi per la conquista dei suoi diritti.

Mentre incitiamo i lavoratori a perseverare nello sforzo, segnaliamo fra i reparti che si sono maggiormente distinti in .questa emulazione il rep. Attrezzeria, il rep. Calibri e il rep. Mozzi e pedali.

Ai lavoratori detenuti facciamo da queste colonne l'augurio più fervido perchè vengano al più presto rilasciati e possano così riprendere il loro posto di lavoro e di lotta.

Leggere l'Unità

La. lettura quotidiana de l'Unità deve essere il preciso dovere di ogni militante comunista.

Il nostro glorioso giornale, oltre che darciun ampio servizio di informazioni sugli avvenimenti politici, sindacali, ecc. nazionali ed esteri, è uno strumento efficacissimo per il nostro rafforzamento ideologico, per la conoscenza della linea politica del Partito, per la guida nella lotta contro i nemici della nostra classe. -

La tiratura in continuo aumento, la grande sottoscrizione che in poco tempo ha superato i, 20 milioni; tutto questo dimostra chiaramente cdme l'interesse e l'affetto dei lavoratori per l'Unità aumenti ogni giorno di più. 2 questo un confortante sintomo di coscienza politica del nostro popolo.

Tuttavia l'esperienza diretta di chi vive nella fabbrica ci obbliga a rilevare con amarezza che ancora molti compagni e compagne non sentono il dovere e il bisogno di leggere l'Unità.

Il comunista che non legge l'Unità non può essere un buon comunista; senza la voce, le direttive e le esperienze del suo Partito non può essere un buon combattente per la causa della classe lavoratrice. per la causa della pace e del progresso sociale. Il compagno che non legge l'Unità dimostra scarsa sensibilità politica, debole attaccamento al Partito e rinuncia volontariamente ad un mezzo potente per il suo miglioramento e per la sua difesa.

Leggere e diffondere l'Unità, oggi che la reazione intensifica l'offensiva, è più che mai necessario. L'Unità è oggi in Italia una

L'operaio non lavora?

PARLIAMOCI CHIARO

Uno dei luoghi comuni sfruttati e diffusi dai capitalisti è quello della svogliatezza e della improduttività degli operai.

« Gli operai non lavorano » si sente mormorare spesso, quasi che con questo « slogan » si vogliano giustificare le misere paghe e il basso tenore di vita cui è costretto oggi l'operaio. E la stampa « indipendente » (che mangia alla greppia della Confindustrial' ripete fino alla nausea con tono dottorale e con argomentazioni « teniche », che gli alti costi sono dovuti all'indolenza degli operai, al basso rendimento della mano d'opera.

Ma basterebbe dare un'occhia ai tempi di lavorazione, basterebbe passare per i reparti per rendersi conto del rendimento degli operai.

Gli operai sanno che il loro lavoro serve ad arricchire altri, sanno che il profitto ricavato dalla loro fatica solo in minima parte rientra nelle loro tasche (nell'industria automobilistica la mano d'opera incide per il 17 per cento sul costo di produzione), sanno che a casa li attende un pasto insufficiente e il broncio della moglie sempre in angustie per provvedere il necessario alla famiglia. GIi operai sanno tutte queste cose, eppure lavorano con coscienza. Il rendimento degli operai italiani è tuttora fra i più elevati d' Europa.

delle poche voci oneste che combattono con energia contro la stampa foraggiata dai miliardari e dai fautori di guerre. Sostenere aiutare l'Unità è quindi anche un dovere civico di ogni buon democratico che non vuole che il nostro Paese venga trascinato verso nuove catastrofi e verso vecchie vergognose forme di governo. Diffondere l'Unità significa allargare la cerchia, ingrossare le file dei combattenti per la pace, significa avere fede nelle forze del progresso, significa affrettare l'abbattimento del sistema borghese e l'avvento di una società di liberi di eguali.

SINDACALISMO

Al tentativo di scissione sindacale promosso dalla D. C bisogna rispondere unendoci più strettamente alla Conf. Gen. Italiana del Lavoro

La Democrazia Cristiana, perseguendo la sua Politica antipopolare che conosciamo per dolorosa diretta esperienza, nel miserabile tentativo di scindere e quindi fiaccare la classe lavoratrice per piegarla più facilmente 'ai voleri dei capitalisti, ha dato vita com'è noto, alla così detta « libera confede razione del lavoro ».

Non è il caso di soffermarci a illustra quanto sia subdola e dannosa la creazio di un sindacato quando esiste già la gl riosa Confederazione Generale Italiana d Lavoro, che ha sempre e in modo cons

Il fatto è che gli industriali pensano di ricondurre i lavoratori a quelle forme di sfruttamento che già furono triste prerogativa del regime fascista, durante il quale il lavoratore non aveva alcuna possibilità di fare valere i propri diritti, pena il deferimento al tribunale, il licenziamento e la deportazione. Se queste sono le nostalgie che solleticano il cuore dei nostri indu'striali, è bene che essi si disilludano subito; il lavoratore aspira alla sua elevazione sociale e civile, e come sa fare il suo dovere alla macchina, altrettanto saprà impedire di essere ricacciato nell'abbietta situazione schiavista del passato, umiliante per lui e disonorevole per la classe dirigente italiana.

A questo proposito i comunisti vigileranno e lotteranno per salvaguardare la dignità dei lavoratori e per la difesa del loro diritto di vita.

DEMOCRISTIANO

guente lottato per la difesa di tutti i lavoratori a qualunque partito appartenessero o appartenenti a nessun partito.

È evidente che il compito degli scissionisti democristiani non è quello di riunire lavoratori in altre organizzazioni: il lavoratore organizzato è troppo pericoloso per l'applicazione della politica paternalistica

Prima di entrare nella cabina di votazione fatevi spiegare bene come si deve votare per la corrente di " UNITÀ SINDACALE

a AVANGUARDIA PROLETARIA 3

dei democristiani. Essi cercano solamente di indebolire la C.G.I.L., di frazionarla, di generare confusione fra i lavoratori, di mortificarne lo spirito di lotta, di nuocere in qualche modo all'attività elevatrice del Sindacato Unitario.

Non è difficile immaginare che cosa possano aspettarsi di buono i lavoratori da questi maneggioni scudo crociati, interessati solo a sabotare l'attività della C.G.I.L. Dove contano una considerevole percentuale gli indùstriali hanno avanzato con sfacciataggine inqualificabile richieste che contengono in sè la pratica eliminazione di ogni diritto e fondamento dell'azione sindacale. Chi frena più l'arbitrio padronale dove possono. installarsi questi messeri? Avessero almeno l'accortezza e il pudore di immettere fra i loro dirigenti degli uomini di qualche altro partito o indipendenti, tanto da potere giustificare, sia pure in apparenza, il nome di « liberi » che si sono dato. Liberi? Non facciamo scherzi! Possiamolutt'aPpiù considerar•e questo sindacato come una commissione di lavoro del Partito Democristiano; se questi signori avessero un minimo di sincerità sarebbero del nostro parere, ma évidenteinente non bisogna essere troppo

esigenti... Il favore e l'incoraggiamento espresso con calore dalla stampa reazionaria e dai ceti privilegiati è sufficiente per collocare questi signori del crumiraggio nella loro giusta luce.

È logico quindi che l'atteggiamento dei lavoratori non può essere dubbio: respingere, smascherare, denunciare i sindacalisti traditori. Il tentativo di divisione deve essere frustato e i suoi fautori coperti di disprezzo. Le nostre organizzazioni devono essere, per contro, maggiormente rafforzate e le conquiste sindacali difese. La nostra unità, la nostra compattezza e il nostro spirito di lotta devono avere ragione sulle arti gesuitiche di chi vuole, in definitiva, consegnarci vinti e umiliati al_padronato. Pensiamo che se dovessimo perdere questa battaglia, tutte le conquiste dei lavoratori verrebbero, una dopo l'altra smantellate e un nuovo _soffocante periodo di reazione e di dittatura padronale verrebbe instaurato nelle officine. La dignità e l'interesse dei lavoratori si oppone a questo, con il loro atteggiamento e la loro volontà essi dimostreranno che la manovra .imbastita dalla reazione per irretirli e soggiogarli è destinata ad un inglorioso fallimènto.

IL PERICOLO RIFORMISTA

Il pericolo rappresentato dal pseudo Socialismo di Saragat deve essere conosciuto dai lavoratori.

Dal verbale relativo a una recente riunione di quadri delle nostre cellule stralciamo la parte che segue:

Il compagno De Mattia chiede:

— Quale origine, quali motivi fondamentali ha la nostra avversione al partito di Saragat? Sarebbe possibile una intesa con i saragatiani?

Il compagno Bontempi risponde:

— Prima di dare le spiegazioni richieste desidero far rilevare ai compagni che, fra il dirigente saragatiano che scrive sull'e Umanità », e l'operaio saragatiano che lavora ' a gomito a gomito con noi corre una bella differenza; e, mentre abbiamo il dovere di combattere a fondo il pericolo, la mentalità riformista, dobbiamo indulgere verso gli operai illusi dalla propaganda disonesta dei loro capi. Bisogna- tuttavia evitare che la mancata conoscenza del pericolo rappresentato dal falso socialismo di Saragat induca i lavoratori a posizioni e giudizi tali da sottovalutare questo pericolo.

Se vogliamo brevemente analizzare il fenomeno riformista, vediamo che alla base di esso sta una grande paura delle situazioni chiare e audaci, un miserabile spirito di compromesso e di adattamento, una falsa impostazione politica e una profonda igno-

ranza sulle leggi storiche che determinano la evoluzione delle società, e sui modi e sull'orientamento che tale evoluzione è destinata ad avere. La posizione dei saragatiani è la stessa che Carlo Marx bollò nel 1848 nel suo « Manifesto »; è la stessa ché tante vergogne e tanti dolori recò -all'umanità negli ultimi 40 anni con la loro politica tortuosa ed imbelle; la stessa che Lenin definì « complice del banditismo borghese ».

Che cosa vogliono questi signori? La società socialista? E la vogliono ottenere mettendosi contro le aspirazioni rivoluzionarie della maggioranza del proletariato che segue il partito comunista?

È qUestione di metodo, dicono loro. Forse che il loro metodo ha finora giovato all'avanzamento del proletariato, e non piuttosto

_ alla sconfitta di questo ed all'affermazione del fascismo, della più bestiale reazione imperialista e dell'oscurantismo clericale? Chiunque può documentarsi sul danno che i social-borghesi arrecarono al proletariato néi vari paesi di Europa. Mi limiterò ad un esempio. Dopo la d isfatta del militarismo tedesco nella prima guerra mondiale, i socialdemocratici ebbero campo di assumere il potere politico ed amministrativo della Germania. La borghesia tedesca non ebbe difficoltà a darlo nelle loro mani perchè sapeva che questi demagoghi sarebbero stati i suoi migliori servitori. Difatti si ebbero delle repressioni inaudite da parte di questi saragatiani tedeschi di allora contro gli operai, ed invece di risolvere il gravoso problema della disoccupazione che allora in Germania toccava l'iperbolica cifra di dieci milioni, la loro preoccupazione fu soltanto quella che vi erano dei comunisti da eliminare, facendo con questa opera un ottimo servizio ad Hitler che nel 1933 prese il potere con le conseguenze a tutti note. Ricordiamo da noi il recente gesto dei saragatiani che, alla giunta municipale di Milano hanno fatto blocco con i democristiani nel respingere le proposte avanzate dai comunisti per una discriminazione a favore dei meno abbienti, nell'aumento delle tariffe della luce elettrica e l'aumento dei fitti. La loro azione è piena dì questi fatti. Nella_nostra fabbrica il loro atteggiamento per cattivarsi le simpatie dei lavoratori è basato su forme paternalistiche di sapore clericale e da subdole manovre per isolarci e denigrarci. •

Niente vi è in loro che possa giustificare l'appellativo di socialista del quale abusivamente si fregiano. Non dimentichiamo che la difficile situazione politica attuale che obbliga la classe operaia ad impegnarsi duramente è dovuta principalmente ai saragatiani che, con la loro defezione dal partito socialista e rafforzando con il loro fiancheggiamento la reazione, hanno spostato i rapporti di forze. Questa grave responsabilità 'pesa sul partito social-borghese di Saragat; vi riflettano i pochi saragatiani in buona fede. Termino citando le parole di Lenin: « La vittoria del proletariato rivoluzionario è impossibile senza lottare contro questo male, senza smascherare, svergognare e scacciare i capi opportunistici e socialtraditori ». Ecco perchè combattiamo i saragatiani e li denunciamo quali nemici degli interessi del proletariato e alleati dell'imperialismo straniero. Con loro ogni ' accordo è impossibile.

DELL'UNITÀ SINDACALE

4 AVANGUARDIA PROLETARIA
Insegnate a operai e operaie come si vota, e l'importanza per tutti che riveste la vittoria

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