Bollettino Alfa Romeo2

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bollettino d'informazione del C. di F. dell ' alfa romeo

11 settembre 1973 a

11 settembre 1975

NOI, LA CRISI ED IL CILE

2 anni dal golpe in Cile

stentemente indicano!

Ricorre in questi giorni l'anniversario dei fatti Cileni, però prima di richiamare l'indispensabile attenzione dei lavoratori su quei drammatici avvenimenti, proprio per il clima in cui ci troviamo, crediamo sia d'obbligo fare alcune precisazioni: crediamo sia difficile oggi, rivolgere la nostra attenzione su fatti che sembrano (ma lo sono solo in apparenza) così lontani da noi, proprio perchè il clima in cui viviamo è denso di pericoli e naturalmente i lavoratori sanno tutto ciò e ne vengono assorbiti interamente!

Questi pericoli sono: l'insicurezza occupazionale, il perenne aumento del costo della vita che incide sempre più sul potere d'acquisto delle buste paga e la mancanza di prospettive (in questo campo) per il futuro, perchè malgrado le sollecitazioni e le indicazioni fatte da parte delle organizzazioni dei lavoratori per garantire una ripresa su basi diverse: il Governo che è il massimo responsabile di questa situazione, non ha nessuna volontà di dare quelle garanzie che noi insistentemente chiediamo.

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Ora. tutto ciò è vero, però è pur vero che come classe operaia, come lavoratori, per quello spirito di solidarietà internazionale che ci anima, noi non possiamo dimenticare il dramma cileno e tutto quello che esso ha voluto dire e insegnare a noi: non possiamo scordarci che ancora oggi migliaia di prigionieri politici sotto il regime fascista sono in carcere, vengono torturati, muoiono.

Guai se tendessimo a far diventare questa tragica situazione qualcosa di non modificabile: deve essere chiaro a tutti noi che la speranza di quei compagni perseguitati sta nella certezza che noi non dimenticheremo e possiamo quindi, isolare con la nostra mobilitazione quella dittatura dell'opinione pubblica mondiale e riuscire a sconfiggere anche con il nostro aiuto la loro macchine repressiva.

Ecco, proprio con questo spirito la redazione del ,‹ Consiglio » intende portare a conoscenza dei lavoratori (tramite il Bollettino) una serie di testimonianze dirette di quel dramma ed inoltre di alcune mostre fotografiche che verranno esposte in questi giorni in , cabbrica ne, dare modo d; can,,e '7

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Il movimento operaio milanese a sostegno dei democratici cileni: manifestazione per il Cile al Palalido (8 ottobre).

SETTEMBRE 1975
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in questo campo, abbandonando sempre piú l'economia nelle mani di imprenditori avidi e meschini, il cui unico scopo è realizzare guadagni attraverso speculazioni o appropriarsi dei beni dello Stato: e questo in un paese in cui lo Stato era storicamente responsabile del 65% degli investimenti produttivi.

Come Si può facilmente comprendere, le conseguenze di questo stato di cose per il popolo sono drammatiche.

In primo luogo la classe operaia soffre una situazione di miseria opprimente. L'indice di disoccupazione tocca il 15%. Il reddito reale dei lavoratori confrontato con quello del periodo del Governo popolare, è calato di piú del 50%.

La rivista Mensaje, dell'ordine dei gesuiti, ha cosi descritto la situazione: « Il potere d'acquisto per ciò che riguarda il pane è diminuito del 50%. Se nel settembre del 1973, con il salario minimo, si potevano comprare fino a 22 chilogrammi di pane, un anno dopo, sempre con il salario minimo, se ne potevano comprare 11 kg., e nel novembre del 1974 solo 9,2 kg. Rispetto agli altri prodotti, mentre il salario minimo è aumentato di 11 volte, il latte è aumentato di 22 volte, di 21 i fagioli, di 31 l'olio. di 12 i trasporti pubblici, di 29 lo zucchero, di 35 i grassi, di 50 volte il thè, di 53 il riso, di 69 il sapone

Queste cifre si riferiscono a novembre. La situazione è successivamente peggiorata per i lavoratori, a causa dell'impetuoso processo inflazionistico in corso. Alcuni esempi: il riso ha triplicato il suo prezzo tra novembre e

marzo. da gennaio il pane aumenta mese per mese, mentre i meschini adeguamenti trimestrali non compensano l'ondata degli aumenti.

Ad un livello diverso, anche la situazione r medi non fa che deteriorarsi. li dirigente democ Radomiro Tomic ha detto che la Unidad Popular veniva accusata di voler proletarizzare la classe media, ma che nessun governo come la Giunta l'ha in realtà proletarizzata tanto rapidamente. Nella loro frenesia demagogica, i propagandisti del fascismo hanno fatto dire al ditta tore che si vuole fare del Cile - un paese di proprietari e non di proletari -.

Tuttavia i fatti dimostrano che il sistema economico imposto dalla Giunta fornisce ai grandi impresari e ai monopolisti tutti gli strumenti per rovinare a breve termine il piccolo e medio imprenditore. In parole povere, la Giunta governa solo per i ricchi.

I fatti parlano da sé: 4.000 tassisti non hanno rinnovato la loro licenza, e lo stesso è accaduto con migliaia di artigiani. Piccoli e medi industriali sono condotti al fallimento come conseguenza del bassissimo potere di acquisto del popolo.

È tipico il caso dei prodotti avicoli. ll consumo annuo pro-capite di uova è caduto da 140 durante il Governo Popolare a meno di 70. Quello della carne di pollo da 6,2 kg. all'anno per persona, agli attuali 2.3 k . Per decine di piccoli e medi proprietari questo significa la rovina, ed è una situazione comune a diversi settori della produzione.

AH, LA PRIMAVERA DEL CILE

Vengo dalla primavera del Cile. Attraverso le sbarre del carcere si vede il verde magnifico.

I campi son coperti di margherite, e nelle sere il fiume è una meraviglia che si estende verso il mare, pieno di luci contraddittorie, che si spengono tra i salici e le ombre.

Nei campi i meli, nei pascoli l'erba medica succosa. Ah, la primavera del Cile. Nel Mapocho era evidente il sangue e i corpi abbattuti, ma nel rio Valdivia con la sua traiettoria ondulante, con la sua eternità, col suo mistero quanti ce n'è e non lo sappiamo?

Nella sua corrente quanto è il sangue?

Nei suoi licheni quanti i capelli?

Nei vermi quanta materia umana prima, viva prima?

Ah, la primavera del Cile. Ho visto diversi amici miei sotto il soave sole di novembre e li ho visti per l'ultima volta. Li assassinavano all'alba quando l'amante furtivo si congeda fra i ciliegi, li assassinavano al crepuscolo quando l'aroma della gaggia si dissemina nell'ombra.

Ah, la primavera del Clle.

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UNA DONNA NELL'INFERNO DELLA REPRESSIONE

La patria prigioniera

Patria di tenerezza e di dolori Patria d'amore, d'acqua e primavera sanguinan oggi le tue bandiere tricolori sopra i fili spinati di Pissagua. Esisti, Patria, aldilà dei timori arde il cuor tuo di fuoco e della forgia oggi, fra carcerieri e traditori ieri, fra i muri di Roncagua. Ma tornerai alla luce, all'allegria, dalle pene uscirai dell'agonia da questa sommersa primavera, libera nella dignità del tuo diritto canterà nella luce a pieno petto, la dolce voce tua, o Patria prigioniera.

Pablo Neruda

La testimonianza di Anna Maria Morgado Rubilar, raccolta

dalla Commissione Internazionale di ricerca dei crimini commessi

dalla Giunta Militare del Cile.

(3.a seduta, Città del Messico, 18-21 Febbraio 1975)

lo, Ana Maria Morgado Rubilar, cilena, 25 anni, iscritta al Partito Radicale, tre figli, esule politica in Svezia, voglio far conoscere la mia storia affinché si sappia la verità sul fascismo nella mia patria.

La morte ha bussato alla mia porta e per questo sento la mia responsabilità di donna, di madre e patriota che vuole lottare in favore delle migliaia di spose e madri che hanno vissuto e continuano a vivere simili circostanze nel mio paese.

Nel fare questo resoconto non mi aspetto né lacrime né pietà. Il mio proposito è soltanto quello di rivolgere un appello alle vostre coscienze, sperando che esso si possa tradurre in fatti concreti, che facilitino il ripristino della democrazia, della giustizia e del rispetto dei Diritti Umani in Cile.

La mia testimonianza è divisa in tre parti: l'arresto di mio maritò. la ricerca e la scoperta del suo corpo, e l'arresto, le torture e le

sevizie a cui sono stata sottoposta.

Il 18 settembre 1973 mio marito, Patricio Weitzel Perez, dirigente regionale della Gioventù del Partito Radicale Rivoluzionario cileno, si è presentato volontariamente alla Polizia Civile (Investigaciones) dopo essere stata richiesta pubblicamente la sua presentazione da un proclama militare. Gli era stata rivolta l'accusa di aver partecipato all'assalto alla stazione radio » Los Heros » di Chillan, avvenuto nell'agosto dello stesso anno. Nonostante la violenza subita nel corso degli interrogatori durati 8 giorni, fu riconosciuto innocente e messo in libertà il 25 settembre. Tornato a casa mi ha raccontato che era stato interrogato dal Tribunale militare in presenza del segretario generale di • Patria y Libertad » (N.d. trad.: movimento di estrema destra) di Chillan, Sig. Cox, e di altri membri di questo malfamato gruppo. In loro presenza era stato spogliato, ammanettato e sospeso a testa in gin Dopo

aver bagnato il corpo gli davano delle scariche elettriche, specialmente negli organi genitali. Molte volte fu ammanettato e messo dentro un bidone di ferro, dove veniva colpito con le canne dei fucili fino a che non sveniva per il dolore. Una sera fu incappucciato e condotto in un cortile dove gli annunciarono che sarebbe stato fucilato e gli dissero di scrivere una lettera d'addio per la moglie ed i figli perché il suo ultimo momento era giunto. La commedia fini quando invece degli spari ricevette un colpo di canna che lo fece svenire di nuovo per lungo tempo e quando riacquistò la conoscenza si trovò nel carcere pubblico. Il giorno dopo, l'ottavo dal suo arresto, un magistrato militare ordinò la sua scarcerazione per mancanza di indizi.

Il 1° ottobre mentre ;ti ristaoiliva dalla torture subite nel corro degli interrogatori, fu nuovaint. arrestato da una pattuglia dei .:arabinieri al comando del sergente

di

maggiore Herminio Fernandez e del caporale Francisco Opazo. Insieme a mio marito furono arrestati anche due suoi amici che gli stavano facendo visita. Questi sono Arturo Prat Marti e Gregorio Retamal Venegas, diplomati alla scuola magistrale di Chillan ed entrambi appartenenti alla Gioventù Radicale Rivoluzionaria di Chillan.

Il 2 ottobre è iniziata la nostra

disperata ricerca per avere informazioni sul luogo di detenzione e sulla sorte subita da mio marito e dai suoi due compagni. A niente sono servite le nostre suppliche e la nostra angoscia. Nessuno volevare aver avuto niente a che vedere con il loro arresto. Abbiamo visitato tutte le carceri e i campi di concentramento che ci hanno permesso di visitare.

Cosí sono trascorsi lunghi mesi di angoscia e disperata ricerca fino al mattino del 27 dicembre dello stesso anno, giorno in cui arrivò all'orologeria di mio suocero un contadino che voleva far riparare un orologio. Con immensa sorpresa ed angoscia mio suocero riconobbe l'orologio del figlio. Domandò quindi al contadino come era entrato in possesso dell'orologio, ma questi spaventato si dette alla

tuga. Mio suocero Io insegui fin sotto casa, dove gli fu confessato che l'orologio era stato preso da uno dei corpi che si trovavano sull'altra sponda del fiume Nuble.

Immediatamente ci recammo mio suocero ed io nel luogo indicato dove, lo spettacolo che si presentava ai nostri occhi era spaventoso. Giacevano lí 12 corpi semidistrutti dall'acqua, dai vermi e dai topi. Alcuni di loro erano ancora ammanettati con fili di ferro, altri mutilati ed altri, infine di umano avevano solo il vestiario. Ho riconosciuto il viso di mio marito.

Temendo che potessero portare via il corpo, abbiamo subito scavato una fossa rudimentale nei pressi del fiume.

Il giorno dopo ci siamo recati al Terzo Tribunale criminale di Chillan per fare la denuncia del suo assassinio e sollecitare che venisse registrata la sua morte. Dopo una lunga procedura abbiamo ottenuto quello che chiedevamo. Il documento ufficiale, datato 28 dicembre '73, indica come causa della morte • anemia acuta con molteplici perforazioni dovute a proiettili P.

Faccio inoltre presente che accanto al corpo di mio marito si trovava quello di Gregorio Retamal Venegas in condizioni simili. Il suo corpo fu consegnato alla famiglia con il corrispondente certificato di morte. Il corpo di Arturo Prat Marti non è stato finora trovato.

Ma i fascisti non si sono accontentati di questo. Le perquisizioni nella mia casa si sono succedute costantemente. Alla fine sono stata arrestata il 15 gennaio 1974 da una pattuglia di carabinieri a! comando dello stesso sottufficiale che aveva arrestato mio marito: Herminio Fernandez. Senza darmi alcuna spiegazione mi ha consegnato alla caserma di Chillan.

Arrivata in caserma mi ammanettarono mani e piedi con fili di ferro e inoltre mi bendarono gli occhi. In queste condizioni mi rinchiusero in una cella umida e stretta dove rimasi per circa tre ore. Poi fui condotta in una sala molto grande dove fui legata ad un palo. L'interrogatorio inizò con la seguente frase: • Bene merda, già che quello • stronzo di tuo marito non

ci ha detto dove si trovano le armi, tu canterai presto se non vuoi che ammazziamo te e i tuoi figli di mignotta ». Alla mia risposta di non saper nulla, fui frustata per la prima volta con una cinta di cuoio molto larga. Alla prima ne seguirono molte altre. Non potevo rispondere a quello che mi chiedevano per cui mi dissero: • visto che non parli di faremo qualcosa che ti obbligherà a cantare e a dirci persino il nome di tua nonna ».

Cosi fra insulti e risate grottesche fui denudata. Mi bagnarono con acqua e mi buttarono sui pavimento con le braccia e le gambe aperte. Cominciai a sentire forti scosse elettriche. Le scariche elettriche si ripetevano molto spesso tanto che svenni molte volte, e benché supplicassi di lasciarmi libera perché non sapevo nu'ìa. e che era tutto un equivoco. tutto ciò non serviva a nulla.

A volte per farmi riprendere mi rinchiudevano in una cella dove venivo subito tirata fuori per iniziare di nuovo il trattamento. In molte occasioni gli ufficiali chiamavano i soldati dicendo • venite

.Y4111.1-0.. • . Il « golpe » dei generali traditori: terrore e massacri sono i metodi di governo dei fascisti.
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a trattenervi un po' con questa perché ne ha bisogno •. Cosí fui violentata molte volte. Poi, per farmi rinvenire, mi mettevano in un bidone con acqua per alcuni minuti dopo di ché ancora bagnata e nuda venivo riportata in cella.

Cosí angosciata, soffrendo costantemente umiliazioni, torture e maltrattamenti ho vissuto per 15 giorni nella caserma di Chillan. Durante questo periodo, come unico alimento avevo solo un po' di tè e del pane bagnato.

Un giorno, dopo essere stata violentata, mi hanno messo su un tavolo, a mi hanno aperto le gambe introducendomi cavi elettrici nella zona vaginale. Sentii una forte scossa di corrente, credetti che la mia vita fosse finita ed aspetta-

vo la morte. Qualcosa di molto grave stava succedendo, perché fra i continui svenimenti sentivo delle voci che mi sembravano molto lontane e dicevano: • la dovremmo buttare ». Persi definitivamente la conoscenza.

Mi sono risvegliata nella camera operatoria dell'ospedale Herminda Martin. Avevo riportato la rottura dell'utero e avevo una forte emorragia.-Lí rimasi per dieci giorni, alla fine dei quali fui rimessa in libertà con l'avvertenza che se fosse trapelata qualche notizia circa le cause del mio stato di salute, ciò mi sarebbe costato la vita.

Durante la mia permanenza in prigione, mi chiesero soltanto di confessare dove si trovavano le armi che supponevano nascondesse

mio marito, cosa che mai avrei.potuto dichiarare visto che era tutto completamente falso. Nel settembre del '74 ho chiesto asilo politico all'ambasciata di Svezia a Santiago.

Non ho voluto ampliare con piú dettagli questa testimonianza perché, come ho detto prima, non cerco la vostra pietà ma voglio soltanto risvegliare le vostre coscienze sulla realtà spaventosa che giornalmente soffrono migliaia di donne cilene, perché possiate giudicare obbiettivamente le azioni del fascismo nel nostro paese e perché voi tutti collaboriate affinché la Libertà, la Giustizia tornino al piú presto possibile, in quell'angolo del mondo chiamato Cile, la mia patria.

SOLIDAMETA AL POPOLO E AL GOVERNO. LEGITTIMO DEL CILE

« . SONO PRONTO A RESISTERE CON OGNI MEZZO, ANCHE A COSTO DELLA VITA, IN MODO CHE CIO' POSSA COSTITUIRE UNA LEZIONE NELLA STORIA IGNOMINIOSA DI COLORO CHE HANNO LA FORZA MA NON LA RAGIONE. »

SALVADOR ALLENDE 11 Settembre 1973

LA PIATTAFORMA DEL SINDACATO CILENO (CUT)

PER LA SOLIDARIETA' INTERNAZIONALE

« 1975 anno internazionale di solidarietà con il Cile e con i popoli in lotta contro il fascismo ».

I lavoratori cileni, che all'interno del Paese resistono eroicamente al terrore e ai crimini perpetrati dai monopoli attraverso la dittatura fascista di Pinochet, fanno appello ai lavoratori di tutto il mondo perché intensifichino e rafforzino la soli3arietà con la loro giusta lotta.

patrioti cileni sanno di non combattere solo per il Cile. La lotta della classe operaia e del popolo cileno è parte integrante della lotta dei popoli sottosviluppati, dei popoli dell'America Latina, dei popoli di tutto il mondo per eliminare definitivamente lo sfruttamento, la miseria e l'oppressione e far trionfare la democrazia e il progresso sociale. Per questo chiediamo a tutte le organizzazioni sindacali e a tutti i lavoratori di lanciare la parola d'ordine •• 1975 anno internazionale di solidarietà con il Cile e con i popoli in lotta contro il fascismo e di diffondere, commentare ed appoggiare la seguente piattaforma di solidarietà:

Aumentare l'isolamento internazionale della dittatura

Rifiuto di mantenere relazioni diplomatiche con la dittatura.

Rifiuto pubblico e condanna di ogni trattativa con i rappresentanti della giunta in qualunque luogo si presentino.

Condannare in tutti gli organismi internazionali i crimini e le violazioni dei diritti dell'uomo, compiuti dalla dittatura.

Rifiutare qualsiasi partecipazione con istituzioni amministraiive, accademiche o politiche della dittatura.

Sviluppare il blocco economico contro la dittatura

Rifiutare qualsiasi aiuto o prestito alla dittatura, da parte di governi, imprese private o banche. Rifiutare qualsiasi rinegoziazione del debito estero dello dittatura.

Rifiutare ogni assistenza tecnica alla dittatura.

Sviluppare il boicottaggio contro la dittatura

Boicottaggio totale a ogni imbarco di armi e munizioni, diretto in Cile.

-- Rifiutare nei porti e negli aeroporti ogni assistenza tecnica alle navi e a gli aerei militari della dittatura.

Rifiuto di eseguire contratti di riparazione, riguardanti navi e aerei della dittatura.

Rifiuto di spedire parti e pezzi di ricambio di navi ed aerei militari in Cile.

Boicottaggio temporaneo, con obiettivi concreti, del commercio con l'estero della dittatura (per es.: rame).

Sviluppare La solidarietà diretta con il popolo cileno

Incrementare l'aiuto materiale ed economico ai lavoratori cileni e ala loro

Gale, che guida la resistenza alla dittatura.

Realizzare incontri e riunioni per spiegare e diffondere la realtà del Cile, e promuovere dei diritti umani, democratici e sindacali.

Promuovere con tutti i mezzi la lotta per la finedello stato d'assedio della tortura, per l'elimina. zione dei campi di concentramento e per la liberazione dei prigionieri politici e sindacali.

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