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Affori-Bovisasca...(2)

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FFORI - BOVISASCA RUZZANO OMASINA L. 300 ANNO 1 - N. 2 - FEBBRAIO 1978

mensile di politica, cultura,attualita

Edilizia nella zona 8

DROGA

POPOLARE E NON Dieci domande a Roberto Raguzzoni, coordinatore della commissione urbanistica del consiglio di zona 8. "Si parla molto di edilizia popolare e spesso per dirne più male che bene., Cosa può dirci a proposito della politica del Comune di Milano su questo tema?"

CONSIDERAZIONI

Licenza di assolvere Il primo istintivo sentimento che nasce in ogni sincero democratico — non di quelli che rispolverano le parole democrazia e antifascismo nelle cerimonie ufficiali, pronti a rimetterle poi nel ripostiglio perché danno fastidio — è di rabbia, di sdegno feroce. 36 missini su 37 coinvolti nei gravi incidenti di via Acca Larentia a Roma dove il 10 gennaio scorso spararono e assalirono polizia e carabinieri sono stati assolti; 132 fascisti di "Ordine Nuovo" accusati di aver ricostituito il partito fascista, e di averne usato i metodi violenti, dal magistrato Occorsio, tutti assolti- tra essi alcuni dei più pericolosi individui e gli stessi imputati di assassinio del magistrato; i dirigenti missini milanesi, responsabili di aver promosso la manifestazione sediziosa del 12 aprile 1973 — tristemente nota come "giovedì nero" — a Milano, in cui perse la vita l'agente Antonio Marino, tutti assolti; lievi condanne e assoiuzioni di neofascisti davi. A trent'anni dall'entrata in vigore della nostra Costituzione, nata dal sangue dei democratici e degli antifascisti che hanno combattuto contro la tirannia nazifascista, sembra che i morti per la libertà — di ogni partito e di ogni ideologia — siano stati dimenticati, s; siano sacrificati per niente. Ancora ci troviamo a dover fare i conti con chi calpesta — come già è avvenuto in passato — la Costituzione, che è antifascista. Certo, non è una novità che la Magistratura - o. almeno, certi suoi settori — ed altri apparati dello Stato si siano mostrati, e si mostrino condiscenti verso gli eversori e i delinquenti fascisti (basti ricordare la vergogna del processo di (Catanzaro per la strage di piazza Fontana), ma le recenti sentenze assolutorie sono di una gravità ancora maggiore. In un momento di grave crisi per il nostro paese, col partito di maggioranza relativa paralizzato da questioni di equilibrio interno, incapace e sordo a rispondere alle esigenze e agli interessi nazionali, ostile ad un inserimento delle masse popolari e lavoratrici al governo — perché di certo incomincerebbero a colpire certe forme aberranti di gestione della cosa pubblica, dal sottogoverno ai vari (segue a pag. 2)

Nei mesi scorsi è ripresa una bagarre, alimentata dalla destra della D.C., contro l'applicazione della legge 167. La destra D.C. che nella primavera del 1975 aveva dovuto accettare l'approvazione del "Piano Velluto", il piano cioè per applicare il vincolo della 167 su aree e vani di edilizia degradata per un totale di 70.000, abitanti, è subito dopo ripartita all'attacco: no alla 167, rovina dell'attività edilizia! Via l'Assessore all'edilizia popolare che, insieme ai Consigli di Zona, ha rilevato l'esistenza di altri 107.000, vani degradati (oltre quelli del Piano Velluto); basta con i lotti di 167 "che non producono alloggi". Queste, in breve, le polemiche sostenute dalla destra D.C. in quel periodo. Ma, al di là delle polemiche, guardiamo ai fatti, cioè al lavoro compiuto dall'Amministrazione per mandare avanti la politica di edilizia popolare. In sostanza le cifre sono queste: i finanziamenti assegnati a Milano in base alle diverse leggi per l'edilizia popolare sono stati tutti localizzati: per 70 miliardi i lavori sono già in corso o finiti, per un totale di 9.283 vani; per i restanti 15,5 miliardi i lavori saranno iniziati entro l'aprile prossimo, per un totale di 1.935 vani, Nel 1978, inoltre, prenderanno il via altri 9.820 vani, utilizzando i finanziamenti della legge 513 per l'edilizia popolare, quelli dell'ANIA e gli stanziamenti a bilancio del Comune per interventi diretti. Buona parte di tutti gli alloggi serviranno a mettere in moto il risanamento della edilizia degradata. In essi, infatti, troveranno sistemazione famiglie abitanti in case degradate che devono essere svuotate per poter procedere o alla loro ristrutturazione o alla loro costruzione di alloggi totalmente nuovi. Svuotati gli edifici da risanare si apre la concreta possibilità di far partecipare a questa attività anche i privati, secondo norme convenzionate. Hai parlato del programma di costruzione di nuovi alloggi nella città; quanti ne sono costruiti (o lo saranno) nella nostra zona? "Nella Zona sono in corso di attuazione due finanziamenti, uno sul Lotto 51, alla Bovisasca, per 180 alloggi, già assegnati in questi giorni dallo IACPM, in base alla graduatoria del bando di concorso del 1974, per punteggi compresi tra i 14 e gli 8 punti. Complessivamente. l'insediamento è di circa 900 persone....

900 persone sono molte; come è stato previsto il loro inserimento nella zona? Queste 180 famiglie erano ai primi posti della graduatoria milanese anche perchè particolar(segue a pag. 4)

Le carenze sociali denunciate dal prof. Madeddu Il Professor Madeddu, neuropsichiatra primario dell"'ospedale Giuseppe Antonini" di Limbiate e dirigente del centro Assistenza Drogati del Comune di Milano ci ha offerto la propria collaborazione, intervenendo sull'importante problema della droga con un articolo sulle esperienze acquisite dal Centro

dispensariale di Limbiate e dal C.A.D di Milano.

Alcuni aspetti delle nostre esperienze Abbiamo sempre sostenuto che di fronte ai molti problemi che il "sintomo droga" evidenzia od esaspera, è difficile formulare una legge tanto illuminata da poter, se non risolvere, almeno affrontare in modo adeguato le complesse implicazioni educative, sanitarie, ma sopratutto economiche sociali politiche, avvitate alle insufficienze singole e collettive che il fenomeno droga ripropone acuamente e criticamente. Per inciso una legge "speciale" per i drogati è basata sulle ovvie tradizionali discriminazioni. In questa prospettiva. potrebbe essere presa in esame anche la possibilità di leggi speciali per epilettici, alcolisti e per gli uomini politici deteriorati dal potere. Affidare ai giudici o ai medici la soluzione "tecnica", così come chiede la società, come chiedono le famiglie e a volte gli stessi drogati, è un comodo, rassicurante tentativo di rinchiudere il fenomeno droga nella ristretta dimensione repressiva o patologica, delimitazione ambigua e sbrigativa che rappresenta un chiaro rifiuto di responsabilità. E rappresenta anche la paura di essere coinvolti nel discorso ben più ampio delle insufficienze politico - sociali, delle carenze educative, preventive, sanitarie ecc., con rimessa in questione dei gravissimi problemi personali e collettivi, che tutti

Le nuove case di Via Bovisasca

DISTORSIONE In queste ultime settimane abbiamo visto che da parte di alcuni quotidiani, il "Corriere d'Informazione" prima e "Il Giornale nuovo" dopo, è stato dedicato uno spazio all'indagine sulla realtà che vivono le zone del decentramento cittadino. Ora se in linea di principio ci troviamo d'accordo con la scelta operata da questi quotidiani, ben sapendo quanta importanza possa assumere la realtà delle singole zone ai fini di una migliore informazione, ben altro è il giudizio che diamo in merito a come questo lavoro sia stato condotto e a quali risultati esso ha portato. A nostro avviso questi servizi peccano di superficialità, quando non arrivano alla strumentale deformazione della realtà, che risponde ad interessi di parte identificabili nella proprietà dei giornale. (segue a pag. 2)

(segue a pag. 3)

sommario r—

DUE AMBULATORI CHIUSI IN COMASINAI

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DROGA: SITUAZIONE PREOCCUPANTE

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CASA: UN ALTRO QUARTIERE DORMITORIO?

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INQUINAMENTO

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MA TU, CI VAI IN BIBLIOTECA? INTERVISTA AL PRESIDENTE C.d.Z.

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