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Fabbrica Lambro9

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Vogliamo lavorare, produrre e avere una giusta retribuzione! • Non vogliamo la lotta per la lotta, ma se sarà necessario lotteremo ancora, con estrema energia, per elevare il nostro livello di vita.

Nessun accordo soddisfacente è stato raggiunto alla Innocenti

NUOVI SBOCCHI Al PRODOTTI

del nostro lavoro e della nostra tecnica O SOSTANZIALI AUMENTI Ai LAVORATORI OPPURE LA LOTTA RIPRENDERA'

I lavoratori della Innocenti sono• da tempo, fortemente preoccupati.

Quale sarà per il prossimo futuro la sorte della nostra produzione e quindi la sorte dei lavoratori, nel quadro di una situazione economica che non accenna a modificarsi ma che anzi tende ad aggravarsi?

Sarà quella della San Giorgio di Genova?

La riduzione delle ore lavorative in molte aziende e la liquidazione di altre, non fa che confermare questo aggravamento della situazione, risultato di una politica economica errata condotta sino ad oggi dai nostri governanti.

La sconfitta, il crollo della CED per opera del Parlamento francese, non è stata soltanto la condanna al riarmo di una Germania Revanscista (come oggi ormai esplicitamente si ammette), mascherato da un falso europeismo, ma la condanna a tutta una politica alimentata e guidata dall'inperiNismo americano, di discriminazione• di divisione tra i popoli e di esasperazione dei rapporti internazionali.

Il fallimento della Comunità Europea di Difesa ha aperto ai popoli d'Europa una nuova prospettiva. Vi è oggi la possibilità di costruire su nuove basi i rapporti internazionali, questo è una necessità inderogabile per il nostro paese, soprattutto per le condizioni economiche in cui si dibatte.

Dare il via ad uno sviluppo commerciale con i paesi che hanno un'economia complementare alla nostra, vuol dire risollevare le sorti anche della nostra fabbrica.

Questi paesi non sono certamente quelli occidentali travagliati anch'essi dalla crisi e quindi in cerca di mercati onde collocare una produzione similare alla nostra. Ma sono i paesi orientali, l'Unione Sovietica, la Cina, ecc.

Ci si potrà far rilevare che in Cina ecc. non potremmo esportare Lambrette in quanto ad essi occorrono soprattutto macchine in-

Paurosa caduta

La direzione non si decide

Il giorno 20 settembre alle ore 14 circa l'operaio Ditulio Giuseppe di anni 23 si abbatteva al suolo dal tetto del nuovo capannone adiacente al G III. alto oltre 10 metri.

Stava compiendo lavori al tetto del capannone: un foro nell'eternit indica il punto della caduta.

Non è un operaio assunto dalla Innocenti: è un operaio alle dipendenze di una ditta appaltatrice.

E però sempre un nostro compagno di lavoro è, soprattutto, un uomo.

Giusta quindi la richiesta della nostra C. I.: che la nostra Dire-

dustriali per sviluppare la loro industria pesante.

Questo è vero ma è anche vero che la nostra fabbrica produce anche beni strumentali (macchine utensili e impianti industriali) ed inoltre se la San Giorgio, la Pignone. l'Isotta e tante altre fabbriche cominciassero a produrre per questi paesi, darebbero lavoro a migliaia e migliaia di operai, che lavorando acquisterebbero la nostra Lambretta, così come l'acquisterebbero i lavoratori del Sud se migliorasse la loro capacità d'acquisto.

Questa è oggi la strada da seguire strada che ci è indicata dagli stessi avvenimenti politici.

Il Consiglio generale delle Leghe della Camera del Lavoro di Milano si è riunito domenica 26 settembre per discutere « La nuova fase della lotta per il miglioramento delle retribuzioni

Dalla discussione è emesso che: la lotta condotta ha già dato buoni successi, il tentativo della Confindustria e del Governo di dividere i lavoratori, realizzando trattative separate con le organizzazioni minoritarie è fallito, lo conferma le elezioni delle C. I. Alcuni accordi con sindacati di categoria sono già stati realizzati, la Confindustria dà segni di incrinatura, i lavoratori non vogliono la lotta ma, se sarà necessario, sarà ripresa con forza, un grande entusiasmo vi è nelle masse lavoratrici, dovute anche al fallimento della politica interna ed internazionale del Governo.

economiche diverse dalle piccole industrie, è necessaria una grande mobilitazione dei lavoratori e di sviluppo della lotta.

6804 industrie, aderenti alla Confindustria, hanno concesso sostanziali aumenti salariali, vuol dire che oltre 6800 industriali hanno trattato per conto loro indipendentemente dalla loro organizzazione, condannando così esplicitamente i monopoli e la loro politica. Se la Confindustria non concluderà le trattative concedendo sostanziali aumenti, la lotta riprenderà.

Nessun accordo sodisfacente è stato raggiunto alla Innocenti; noi poniamo come obbiettivo immediato l'applicazione simile all'accordo del 3 agosto anche nella nostra fabbrica. Non dobbiamo, nella situazione attuale. sentirei ulteriormente impegnati ad attendere il 24 ottobre, data di scadenza dell'impegnativa tra C. I. e Direzione; ma bisogna porre il problema in termini chiari alla Direzione, chiedendo che anche nella nostra fabbrica venga applicato un accordo simile a quello stipulato fra CGIL e Confapi.

Qualche pessimista ci dirà che queste cose le al;biamo già dette scritte numerose volte: ad essi noi diciamo che, mai come in questo momento la situazione ci è stata favorevole per operare una svolta. Dipende dalla nostra lotta, da far cambiare la politica del governo, perchè questa è l'unica via di salvezza per la nostra industria

grande importanza sindacale, il lv ei corso -aette recenti lotte di per la nostra fabbrica. toscritto tra la CCIL e la Confapi sul conglobamento salaria/e, men-

come noi sapremo condurla per problema relativo alla piccola industria (vedi accordo 3 agosto sot-

LEONARDO BANFI

ARIA DA S. VITTORE ALLA INNOCENTI?

Si va intensificando la disciplina

Il solito vecchio proverbio dice: ste, ma stanno ugualmente fioren« Se son rose fioriranno ». do, il mito della fabbrica Innogiornale di fabbrica: « Vi è senza dubbio il tentativo e la volontà Tempo fa scrivemmo sul nostro centi « modello di democrazia e vi colpi. di libertà» riceve ogni giorno nuoQuale obbiettivo si vuole rag- da parte della direzione di limigiungere generando questa situa- tare queste libertà e su questo i zione di esasperazione, provocata lavoratori devono intensificare la da un sistema disciplinare che ri_ loro vigilanza... ». Su un altro nu- corda il periodo del « ventennio », mero del nostro giornale, nell'aro il più attuale made in U.S.A.?». ticolo di fondo a firma del diretSi vuole forse aumentare lo tore dello stesso, si leggeva: « Si sfruttamento e rendere la vita sta conducendo da parte della Didifficile all organizzazione sinda- rezione una politica esasperante, cale e politica dei lavoratori nella di restrizioni, di contorsioni, ecc. fabbrica? Essa ha dimostrato di non aver

La prima azione della Direzione premura ma di avere un proprio consiste nel creare la paura negli piano ben preciso... ». operai, isolando i reparti tra loro, Non sono certamente rose quemettendo una guardia all' uscita dei reparti stessi. Per recarsi in infermeria, ad esempio, un operaio deve avere sul permesso tre firme e viene registrata, per quat-

L'accordo stipulato alla Innocenti il 24 giugno aveva riferimento alla situazione contingente del momento: non rrevede resotre da una parte vediamo una nero dalla continuazione della lotnuova organizzazione padronale ta se le condizioni economiche del segnare l'atto della sua maturità, lavoratore lo richiedono. dall'altra assistiamo ad una poli- Noi dobbiamo considerare un tica caparbia e antinazionale della fatto positivo: il 31 agosto 1954 ha Confindustria. registrato lusinghieri successi. In. Inoltre non v' è chi non veda più di novemila aziende, i lavoraquanto sia stato e sia tuttora in- tori, con la loro lotta, hanno ottegiustificato il pretesto della im- nuto accordo superiori agli aupossibilità economica assunta dai menti fissati dall'accordo truffa. grandi industriali e monopolistici Penso che l'elemento fondamenper negare ai lavoratori un più tale per i lavoratori dell'Innocenti umano riconoscimento dei loro di- sia l'ammontare dei benefici di ritti, quando le aziende meno eco- una lotta; noi non dobbiamo mai nomiche efficienti riconoscono at- rinunciare ad un obbiettivo fissatraverso la pacifica trattativa mi- to. Solo così potremo controbatglioramenti più che doppi rispetto tere le manovre del padronato, e a quelli portati dall'accordo truf- realizzando l'unità dei lavoratori, fo.. Appunto per tutte queste ra- con minori sacrifici conquisteremo gioni in questa nostra grande fab- migliori condizioni di vita. brica che vi sono le condizioni GINO FORLANI

PENTOLE SENZA COPERCHIO

Disperato tentativo della stampa D. C. per nascondere la verigà

Dal POPOLO dell'il settembre: 11 difensore di P. Piccioni ritiene inspiegabile il ritiro del passaporto al patrocinato il cui alibi è convalidato da numerose testimonianze.

Gai POPOLO del 14 settembre: L' Unità » clamorosamente smentita da un famoso avvocato comunista.

Dal POPOLO del 15 settembre: L'istruttoria sul < Caso Montesi ». Le « anticipazioni » dei comunisti contro la logica e l'onestà.

L'ITALIA del 17 settembre: Quattordici testimoni per l'alibi di Pie— ro Piccioni.

di un operaio

tro volte, l'ora di passaggio dai vari posti di controllo. Non c'è che dire, se una trafila simile la deve percorrere un operaio che ad acquistare l'outoambulanza stia seriamente male, ha tutto il tempo di... morire. zione esiga dalle ditte appaltatri- Oltre a ciò è prevedibile che, ci forme di sicurezza tali da da- fra non molto. (dato che il primo re garanzie agli operai che com- passo, per abituarci, è già stato piono lavori tanto pericolosi: non fatto coi visitatori), tenteranno di è il primo caso del genere che applicarci al petto un bel medaavviene nella nostra fabbrica, an- glione, magari con il numero di cora riemerge quindi, oltre a tut- matricola; così è più completo l'ato, 1 indispensabilità, per la nostra spetto di... ergastolani dei lavoratori della Innocenti. fabbrica, di una autoambulanza. Sono supposizioni esagerate?

E' proprio un onere insopportaNoi ce lo auguriamo di cuore, bile per la nostra direzione prov- ma, ripetiamo, questa è la strada vedere a questo mezzo? • che si sta percorrendo.

All'operaio infortunato vadano « Fabbrica sul Lambro » ad o- i migliori auguri della Redazione gni modo, continuerà a vigilare di « Fabbrica sul Lambro » e di ed a denunciare ogni provveditutti i lavoratori, di una pronta mento restrittivo. completa guarigione. FuL.

Dal POPOLO del 18 settembre: Così scrive: « Sui recenti fatti nuovi (... le dichiarazioni della famiglia Piccioni e, infine la ricostruzione dell'alibi del giovane musicista, fatta dal settimanale « Oggi » in data odierna) era inevitabile che si scatenasse una subdola quanto assurda gazzarra da parte di certa stampa (la stampa di sinistra - N. d. R.) - in cinque mesi, a trarre spunto dalle ombre per dare corpo e gettarle in pasto all'avidità del pubblico, ormai « montato » e gabellato senza un più minimo di ritegno ».

Infatti i risultati dell'inchiesta del dott. Sepe e le sue conseguenze con gli arresti dei colpevoli, hanno smentito clamorosamente le contorsioni che a fatto il « Popolo » e tutta la stampa fiancheggiatrice, per nasconeder volutamente all'opione pubblica (per interessi evidenti) le verità. Solamente la stampa di sinistra ha sempre chiesto ciò che il popolo voleva ed esigeva: la VERITA' dei fatti e l'opera della giustizia verso coloro che hanno mancato.

Lasciamo ai lavoratori tirare le conclusioni di questi fatti che hanno dimostrato, ancora una volta di più, come il ceto dirigente della società italiana è corrotto e sprofondato nel vizio

I SETTEMBRE 1954 - i.. io I PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FABBRICA INNOCENTI I Anno 10 - N. 9
I. S. R. M. O.
Sesto S. G.-Milano fondo LikSTIVAtà!
L' uomo è il capitale più prezioso
6804 industrie aderenti alla Confindustria hanno concesso sostanziali aumenti

DAI REPARTIE DAGLI UFFICI

Parola da marinai

Gli operai della fonderia licenziati sempre in ballo alla Stigler - A quando la riassunzione?

All'inizio dei lavori di rammodernamento namento della nostra fabbrica le Direzione chiese un sacrificio ai lavoratori: l'allontanamento, di un grupp o di operai.

Superfluo rifare la storia ben conosciuta da tutti, sono gli operai che lavoravano in fonderia.

La Direzione Aziendale assicurò allora che questi operai venivano allon-• tanati provvisoriamente, che dopo 7 od 8 mesi sarebbero stati richiamati nuovamente; assicurò che nel frattempo essi sarebbero stati sistemati presso la Stigler ed avrebbero avuto lo stesso trattamento economico e lavorativo della Innocenti.

Anche se a malincuore, accettammo questo provvedimento, non per debolezza ma per il senso di responsabilità che i lavoratori e le loro organizzazioni hanno.

Questi operai però non furono mia definitivamente sistemati. La loro entrata economica per sempre inferiore a quella che avevano alla Innocenti sia come paga oraria, da qualche mese le ore lavorative sono state ridotte a 24 settimanali.

Oggi poi si arriva al peggio, un ope-

A tempo di record

Ci scrivono.i turnisti

Gli organizzatori sportivi del C.R.A.L. lamentano una scarsa partecipazione ' dei lavoratori all'attività sportiva. Questo non è vero; essi dimenticano gli operai turnisti che avendo solo mezz'ora di tempo, per recarsi alla mensa, mangiare e ritornare in reparto, devono percorrere la non poca strada che vi è tra il reparto e la mensa, a tempo di record- se vogliono avere il tempo per mangiare seduti e non di ingoiare le vivande strada facendo al ritorno.

Non è questo forse fare dello sport?

Non vorremmo azzardare troppo ma, dato la vastità del nostro stabilimento non sarebbe opportuno che la Direzione si mettesse nell'ordine di idee di esaminare magari anche l'eventualità (dato tutte le belle e grandi innovazioni e costruzioni che si stanno effettuando) di una sistemazione più comoda della mensa, magari con una cucina centrale e i refettori abbinati ai reparti? Oppure più modestamente di rivedere il tempo a nostra disposizione?

Un gruppo di turnisti

Come redazione non possiamo che girare quanto scrivete alla

C. I.

Agevolare il lavoro

Si tenga conto delle segnalazioni

R. 21

Nel nostro reparto, per i lavoratori turnisti, persiste una situazione di lavoro non troppo desiderata. In quanto nelle ore notturne ed al sabato noi turnisti si rimane senza alcun manovale che possa sbrigare il lavoro di preparazione dell'acqua chimica, del trasporto ,di materiale ed altro.

Cosa che tocca fare, di conseguenza, agli operai. A quando la Direzione si deciderà a mettere un manovale a disposizione dei turnisti?

Ritorniamo ancora a segnalare l'eterna insufficienza delle cassette di ferro, per le quali occorre girare per il reparto delle mezz'ore. A nostro avviso, che la Direzione d'officina non risolve i problemi segnalati da noi lavoratori, significa che s'interessano più dell'organizzazione per sfruttarci sempre di più, anziché agevolare il nostro lavoro e sfruttare di più le macchine.

Tant'è, il proverbio dice: il lupo perde il pelo e non il vizio.

raio è stato licenziato, la stessa sorte si prospetta anche per gli altri, per mancanza di lavoro alla Stigler.

Molti sacrifici sono già stati sopportati da questi nostri compagni di lavoro, questo perchè, malgrado tutte le assicurazioni e gli interventi fatti dalla nostra Direzione presso la Stigler, il problema non è mai stato risolto.

Non è giunto per -caso il momento di riassumerli? Il tempo è scaduto e i lavoratori incominciano ad essere impazienti.

Proibito ammalarsi peno... " lavori forzati „

Dal Rep. 18

Così ci scrivono alcuni, operai: Ogni giorno che passa sorge un nuovo problema e, naturalmente, sempre a discapito degli operai. La novità (se poi è tale), consiste in questo: in questi giorni un operaio che era rimasto a casa ammalato, al suo rientro in fabbrica viene trasferito di reparto e mandato al magazzeno a scaricare e caricare casse di materiale e Lambrette. Forse che questa è la convalescenza che la Direzione riserva per i suoi dipendenti?

Abbiamo ritenuto utile inviare queste poche righe al giornale perchè riteniamo profondamente ingiusto questo trattamento e chiediamo che ad essi si ponga termine.

Sono questi buoni rapporti umani?

Dal Rep. 42 Da quasi un anno nella nostra fabbrica è terminata la scuola per Dirigenti, capi reparto, e capi squadra. Scuola che allora si chiamava «rapporti umani» con i /avo_ ratori, ma che di rapporti umani non a nulla da vedere, anzi• a mio avviso al termine di queste - lezioni si è visto instaurare in ogni reparto, una maggiore disciplina. Si è visto ogni Dirigente o capo reparto essere più severo con i suoi operai, staccarsi sempre più, e parlare più spesso di multe, rapporti, ecc. ecc.; questo sarebbe il risultato di questa nuova scuola che così tanto la decantavano al-. cuni Dirigenti. Un fatto nuovo di questi buoni rapporti umani è successo alcuni giorni fa al reparto 42 stampaggio: un lavoratore costretto a rimanere assente dal lavoro per una giornata, per essere andato dal dentista a farsi levare un dente, che poi erano diventati 5 i denti, il giorno successivo, entrando al lavoro, questo operaio si è visto andare da lui l'ingegnere Formis che comanda la sezione e con male parole gli fece una bella romanzina, dicendogli pure che è un làvativo e che per un dente non era necessario rimanere a casa una giornata, e di non farlo più.

L'operaia con giusta ragione gli faceva capire che non uno, ma cinque sono stati i denti levati. lo mi domando se il signor Ingegnere Formis non ha mai avuto mal di denti o altri mali e se quando uno è ammalato deve venire per forza al lavoro: questo però credo che non sia umano.

Queste cose le vedevo solo a militare dove si doveva dire sempre signor sì; forse che l'Ingegnere crede di essere (se l'ha fatto) ancora ufficiale?

I lavoratori non intendono sopportare la disciplina di caserma, ritengono di essere liberi cittadini e vogliono mantenere la loro liberte non è più il tempo del militarismo.

Discriminazione ingiusta negli spostamenti

Da un po' di tempo a questa parte si verificano nella nostra fabbrica spostamenti di operai da un reparto all'altro, si dice- per ragioni « tecniche ». Ammessa (se così fosse) questa versione, e ciò non toglie che questo deve avvenire compatibilmente con quanto sancito dal contratto di lavoro, il quale afferma testualmente all'articolo 14: « Un operaio che per ragioni tecniche venga spostato dal proprio lavoro non deve subire alcun danno sia economico che morale ». Vi è però in questi spo stamenti un metodo discriminatorio che non fa certo piacere a noi operai, nè ci convince completamente di queste necessità « tecniche ». Se così fosse come si spiega il fatto che, ad esempio, si tolgono operai dal loro posto di lavoro per inviarli ad altri lavori (degradanti per la loro qualifica), e si prendono poi altri operai da altri posti per inviarli a sostituire quelli in precedenza tolti? Perché questo giro vizioso? Forse che la Direzione vuole prendere due piccioni con una fava, come suol dirsi, cioè realizzare gli spostamenti ed in pari tempo disgregare l'organizzazione sindacale e politica? Se così è si disilluda, questa discriminazione non farà altro che aumentare la capacità organizzativa e la combattività nostra.

Difficile è anche per « Fabbrica sul Lambro » pronunciarsi sulle ragioni per cui la Direzione opera in questo modo, di una cosa però siamo fermamente convinti, che questo, giustamente come ci dite, non riuscirà mai a disgregare l'organizzazione , se questo è I obbiettivo loro.

LA SALUTE BENE PREZIOSO

Non è esagerato dire che conti' nuando di questo passo avremo presto un trattamento simile ai reclusi di Portolongone.

'Una mattina un operaio si è permesso di chiedere alla guardia posta di sentinella all'ingresso del reparto. Lambrette il perchè la porta rimaneva metà chiusa. Dalla medesima gli fu risposto che erano ordini tassativi. Pochi minuti dopo la guardia informò l'ing. Parolari il quale, fatto chiamare l'operaio e fattosi spiegare nuovamente la richiesta obbiettò con « estrema gentilezza » che a casa sua l'operaio non aveva di sicuro tanta aria a disposizione quanta ne aveva in quel reparto, e che quindi la porta poteva restare metà chiusa.

Noi facciamo presente che, per ovvii motivi, non doveva rispondere in simili temini, aggiungendo inoltre che « avrebbe dato disposizione perchè porte e finestre rimanessero aperte durante l'inverno ».

Tenga conto l'ing. Parolari che l'operaio deve rimanere per ore (e sono ben 8) in quell'ambiente, fermo • allo stesso posto, in una atmosfera dove non solo fa caldo, ma permangono i peggiori miasmi dati dalla polverizzazione dell'acqua chimica, dei vapori dell'olio di taglio surriscaldato• dell'odore della triellina che viene usata per tutti i servizi, anche per quelli per cui non si dovrebbe usare, come per la pulizia dei gabinetti nel periodo di lavoro, diventando così nociva.

Dopo considerato tutto ciò, potrà dire se la richiesta fatta dall'operaio è legittima o meno.

il dito nell'occhio sarà così ?

L'operaio: Sig. capo reparto, per cortesia, mi dà la medaglia per recarmi al gabinetto?

Il capo: eccola, prima però vai a far segnar l'orario alla guardia.

Dalla guardia

L'operaio: sig. guardia, per cortesia, segni l'ora d'entrata al gabinetto,

La guardia: va bene, però prima d'andarci, avvisi anche il marcatempi e quando ha finito, si ricordi di ripassare.

Radio Scarpa Uliimissime notizie

SI DICE (le solite voci maligne?) che in conseguenza della riduzione dell'orario di lavoro e quindi delle peggiorate condizioni di vita dei lavoratori, la Direzione concederà un aumento pari alle ore di lavoro diminuite.

PARE (si dice sottovoce) che verrà costruito su ogni capannone, rialzandolo opportunamente, un locale per uso mensa.

DI CONSEGUENZA (ma non è confermato) pare che migliorerà senz'altro la mensa.

SI DICE che la Direzione nel 2000 doterà lo stabilimento di una autolettiga, cosicchè i frequenti e gravi infortuni avranno esiti meno funesti. r

CON L'INTERESSAMENTO paterno della Direzione, il Comune si è deciso a portare la linea del 27 sino in via Pitteri, come da vecchio« progetto.

ALL'INSUFFICIENZA del Comune la metropolitana è stata costruita all'Innocenti, con facilitazione della timbratura.

Un gruppo di operai del reparto 19 venerdì 24 hanno scioperato per mezz'ora, essi così ci scrivono:

Cara • Fabbrica sul Lambro ., ti inviamo queste poche righe da pubblicare perchè tutti ne siano a conoscenza, e sappiamo in caso analogo come comportarci. E' da oltre un anno che noi aspettiamo i passaggi di categoria, le promesse sono sempre state fatte però è indubbio che quando queste non vengono mantenute acquistano il carattere di iunapresa in giro e noi proletari non intendiamo lasciaici prendere in giro da nessuno. Noi siamo comprensivi, possiamo attende-

re sì, ma ogni attesa ha un limite, noi prestiamo seriamente la nostra opera n: pari di altri ma essa non è giustamente retribuita. , Non intendiamo più attendere la carità e come già ci siamo fermati continueremo a batterci se non verrà soddisfatta la nostra giusta richiesta. Un gruppo di Operai

La vostra lettera è troppo chiara perchè si possano aggiungere commenti, non possiamo che essere solidali con voi e siamo certi che la C. I. farà quanto è nelle sue possibilità per soddisfare le vostre richieste.

CHIARAMENTE, si dimostra la sensibilità e la solidarietà umana della Direzione, che darà quanto prima un aiuto finanziario al FIAMLI, affinchè non si riduca l'assistenza (già ridotta) ai lavoratori ammalati.

PARE che la Direzione non conosca il famoso apparecchio Acusticon (perciò rimane sorda ad ogni problema che viene posto dai lavoratori).

Bisogna dirlo, la Innocenti è una bella fabbrica moderna rimessa a nuovo e riorganizzata per la produzione delle nostre «Lambrette».

Ottimo il sottopassaggio, ovverosia la metropolitana Innocenti. Ma appena sbucherai fuori, li ti voglio: alla timbratura. Già adesso genera confusione, figuriamoci quando ci si dovrà girare e rigirare per infilarsi nel tunnel. Pare strano che non sia stato previsto l'afflusso in massa dei lavoratori e non si è dato, secondo noi, un sufficiente spazio all'atrio degli orologi, che pur ce n'è tanto.

Bastava che fosse più lungo l'atrio perchè si potessero allontanare gli orologi dalle scale di acesso al tunnel e permettere così una maggiore libertà di movimento alla massa dei lavoratori.

Il Comitato Promotore della Sottoscrizione « Pro Mutilatine di Guerra » a mezzo del Giornale di Fabbrica invia il suo vivo ringraziamento a tutti coloro che da ogni parte dei Reparti e degli uffici si sono adeperati con l'opera e con l'offerta per la rinascita della nobile iniziativa.

Il Comitato promotore ha inoltre il gradito compito di portare a conoscenza di tutti i dipendenti dell'adesione della Direzione Generale che informata dell'iniziativa in corso e della sua finalità, chiamata una delegazione del Comitato comunicava che la ditta offriva essa il motofurgone lasciando al Comitato Promotore l'incarico di devolvere la somma raccolta, nel modo più utile al predetto Istituto.

La Delegazione, dopo aver ringraziato la Direzione del suo gesto che rende ancor più sentita e tangibile l'offerta, comunica a tutti i dipendenti di aver proceduto con la somma raccolta di L. 171 mila all'acquisto di un televisore che è stato munito di opportuna targhetta affissa sull'apparecchio che ricorderà sempre la solidarie_ tà degli operai e degli impiegati della ditta Innocenti.

I Dirigenti di tale Istituto hanno espresso a noi e alla Ditta il loro commosso ringraziamento e la gioia dei piccoli ricoverati che oltre i vantaggi di un moto furgone adibito ai servizi dell'Istituto, nella televisione troveranno il conforto di un' ora utile e ricreativa.

Il Comitato Promotore

2 FABBRICA SUL LAMBRO
Non si prendono in giro gli operai
La risposta non può essereche una
Viva la comodità Una nobile iniziativa
dal Rep. Lambretta Conclusa la sottoscrizione pro "Mutilatini„

IN SVILUPPO LE INIZIATIVE dell'ormai tradizionale campeggio

BILANCIO POSITIVO DI UNA STAGIONE DI ATTIVITA'

Fare un consuntivo delle attività del CRAL all'inizio dell'inverno ci sembra logico e doveroso.

Le prime sono la pesca e il Moto Club le seconde Calcio e Filodrammatica.

Notevole, rispetto alla stagione scorsa, l'attività del gruppo Pesca; regolare, ben organizzata e sempre ricca di partecipanti: diverse le gare sostenute, onorevoli i passatempi. Per il Moto Club regolare attività. Molti raduni, qualcuno vinto, entusiasmante (per l'acqua) il raduno di Losanna. Una infelice partecipazione alla MilanoTaranto, per le note vicende che hanno coinvolto il bravo Fumagalli in un tragi-comico incontro con i banditi. L'attività di questo gruppo si chiuderà probabilmente con la vendemmiata a Osimo.

Il calcio ha ripreso l'attività molto bene: le prime due partite hanno fruttato tre punti e speriamo che quest'anno si faccia meglio dello scorso.

Per la Filodrammatica ancora non sappiamo quali lavori intende mettere in scena. Sappiamo solo che alcuni dirigenti lamentano, a ragione, la scarsa adesione di elementi della Innocenti, specie nel campo femminile. Noi ci uniamo a loro nell'esortare i giovani a tentare questa attività che può essere individualmente fonte di soddisfazioni e... non si sa mai, anche di celebrità e guadagni.

Il tamburello ha pure iniziato la partecipazione a tornei, in attesa dell' inizio del campionato.

In questo sport si hanno molte probabilità per una brillante affermazione nel campionato di seconda categoria. A detta di intenditori pare che la nostra forma-

zione sia una delle più forti viste, all'opera in questo periodo di tempo. Auguri! Del circolo Foto Cine, ancora in fase organizzativa, sappiamo che se il preventivo spese verrà accettato avremo presto dei fotografi a disposizione per le manifestazioni, una distribuzione di pellicole a prezzo ridotto, e materiale vario in mood da rendere agevole e meno costosa questa passione. Il programma turistico e quello che dà le più serie preoccupazioni e dove si nota un vero insuccesso. ,Stabilirne le cause non è facile perchè è fin dall'epoca della guerra che qui non si organizzano gite;nemmeno vogliamo pensare che il dipendente non si accontenti di pagare metà prezzo, nià voglia anche una formosa figliola, accondiscendente, come allegra e succube compagna di viaggio e di pernottamento.

Allora!? Gite che potrebbero costare al dipendente 200 o 300 lire le possiamo organizzare sì: Milano-Gorgonzola e ritorno con pacchia e divertimento per tutti. Gita completamente gratuita ? Se ti vengono tutti o quasi come è facile immaginare, dove andiamo a finire? Ci vorranno circa 5 o 6 milioni. Chi ce li dà? Noi continueremo ad organizzare fa-

..1:0-ccai, »da alitaVii

Sono nati:

Nadia Teresa, figlia dell' operaia

GIASSI Francesca rep. 97 - mensa.

Marzia figlia di DONATI Ernesto operaio del rep. 21

Loredana figlia di QUARTIERI

Giovanni operaio del rep. 16.

Felicitazioni dalla Redazione.

cendo il massimo sforzo che la cassa ci permette. Da un insuccesso all'altro chissà che non arrivi il giorno che anche questa deficienza venga superata?

Per le feste di Natale si ha intenzione di mettere a disposizione dei dipendenti un pacco di vini, liquori e panettone a prezzo di costo, con prenotazione e trattenuta in tre mesi. Nessun aumento di prezzo. Va bene? speriamo! Il Consiglio

Un vecchio proverbio dice : « Tutto è bene quel che finisce bene », così anche il campeggio dei giovani della nostra fabbrica la cui preparazione è stata caratterizzata da timori, preoccupazioni• incertezze, che, grazie all'intervento della Commissione Interna e al contributo del CRAL è stato possibile superare.

Anche quest'anno si è concluso brillantemente l'ormai tradiziona_ le campeggio, il quarto per precisione.

Altri• ne siamo certi, si succederanno, e ogni anno migliorerà

come è migliorato quest'anno rispetto agli anni precedenti. Questo sarà tanto più possibile in quanto vi sarà maggior comprensione da parte della Direzione e in quanto vi sarà un maggior con_ tributo da parte sua. L'importanza del campeggio anche per la Direzione è indicata dal modo stesso in cui la Ditta Olivetti contribuisce all'organizzazione del campeggio per i giovani della sua fabbrica, constatazione che abbiamo potuto fare daccchè era sistemato a poca distanza dal nostro. O... non è che noi pretendiamo che si realizzi un campeggio come quello, « troppa grazia S. Antonio », esso era attrezzato di tutto dalle docce alla televisione ecc. Migliorare quindi, ed estendere anche il nostro campeggio,nell'in_ teresse, sì, dei lavoratori, ma anche della ditta, del suo prestigio, la Olivetti è una fabbrica capitalistica e non pensiamo che essa stanzi milioni per far piacere agli operai. ma bensì perchè essa sa che questo tornerà sotto varie forme a suo vantaggio.

E per accennare a come è trascorsa la vita dei giovani al campeggio, è bene rilevare che una cosa era comune a tutti: « una fame da lupi », stimolata dagli eccellenti pasti approntati dall'instancabile Luciano.

Contrattempo irritante sono stati gli elementi della natura che per tutto (o quasi) il periodo del campeggio si sono scatenati (tre temporali al giorno), il che non impediva che i giovani, con il sole o con le nuvole, ombrellone in spalla• si recassero in spiaggia. Così tra canti, risa, scherzi, partite a carte e a palla a volo, ecc., rinfrancando fisicamente e nello spirito i giovani, si è concluso anche il quarto campeggio.

PESCA

Il gruppo si fa onore

Organizzata dal nostro gruppo si è svolta il giorno 12 u. s. a Mandello del Lario la «Gara Sociale 1954 ».

Il festival cinematografico di Venezia aveva raggiunto, negli anni immediatamente dopo la guerra, il più alto grado di rassegna artistica e culturale in campo mondiale, non solo per la partecipazione di quasi tutte le nazioni ma soprattutto il cinema italiano, con il neorealismo, si è imposto all'attenzione e all'ammirazione di tutti gli studiosi e cineasti di tutte le nazionalità.

Con l'avvento al potere dei clericali, anche quella manifestazio • ne subì un'infausta involuzione in senso oscurantista che culminò quest'anno con la premiazione dei film più conformisti e ossequienti ai governativi. Basti, per rendersi conto di ciò che è avvenuto, citare alcuni nomi dei componenti la giuria del festival: Ignazio Silone, che con gli ambienti del cinema avrà preso contatto, forse per la prima volta a Venezia, Piero Regnoli, critico dell' «Osservatore Romano», Louis Chouvet della censura francese.

Alla mostra mancava l'Unione Sovietica e quasi tutte le democrazie popolari. Le uniche selezioni distintesi sono state Vitaliana e quella giapponese i cui film in Italia non si riesce ancora a vedere.

Ma parliamo dell'Italia, e, se pure in sintesi, esprimiamo un giudizio sopra quei film dei quali si è discusso a Venezia.

« La Romana » di Zampa, nonostante tutte le montature propangandistiche, ultima la gazzar-

ra inscenata alla prima interprete di quel film, non ha convinto nessuno e sembra che lo stesso regista, potendolo, lo rifarebbe volentieri.

La Strada » di Fellini che è un dramma di un inferno esistenziale in cui si rispecchiano la solitudine e il pessimismo del regista stesso.

Per le ragioni sopra scritte il film ha ottenuto uno dei quattro « Leoni d'Argento » ed una segnalczAione ;pie Ufficio Cattolico Internazionale.

« Giulietta e Romeo » di Castellani, primo premio. Spettacolo di un ottimismo paradisiaco in cui i colori, le arcate, le colonne, i broccati sono ripresi con gusto raffinato e danno la misura della ricercatezza e della pazienza del regista; però i due protagonisti del film non hanno conservato quasi nulla del grande dramma Shakespeariano. Questo film non era a Venezia e ne fu chiesta teldgraficamente una copia a Londra e fu proiettato in lingua inglese.

'Senso », l'unico film che meritava il « Leone d'Oro » film italiano di L. Visconti: il film che ha ottenuto più successo di pubblico e di critica.

« Senso », non è stato premiato per mancanza di coraggio della giuria. Esso trae spunto da un epi_ sodio del primo Risorgimento ed ha come protagonisti tre aristocratici: un ufficiale autsriaco, un patriota Veneziano ed una nobildonna. In esso viene rappresen-

tata, con stupenda maestria, la battaglia di Custoza. I colori sono stupendi: in parte realizzati dallo stesso fotografo di « Giulietta e Romeo ».

Questo in breve il festival. E bisogna dire con coraggio che in questa manifestazione vi è bisogno d'aria pura, cioè di uomini nuovi che vivano e sentano la realtà che viene dalla gente che vive negli uffici, nei campi e nelle fabbriche. Lasciamo al recensore nel prossimo numero la fatica di esprimersi sui film che a Milano tra non molto vedremo. VICE

« Un piccione domestico — scrive la « Stampa » — ha ingoiato un diamante ed alcuni smeraldi del valore complessivo di 100 mila pesos, circa 25 milioni di lire, lasciati dalla figlia di un miliardario colombiano nel giardino della sua villa dove stava giocando. Tutti i tentativi effettuati per rintracciare il piccione sono falliti ».

La polizia colombiana, ci infor:mano per telegrafo, ha diretto le sue ricerche verso l'Italia e precisamente verso la zona di Torvajanica...

di MAURIZIO MILAN

Tutto è proceduto bene, grazie alla perfetta assistenza organizzativa concessa gentilmente dal C.R.A.L. Moto Guzzi.

Si sono classificati, nell'ordine, ai primi 5 posti, i soci: Ghiringhelli Carlo (del G. III); Zosi Fortunato (idem); Grattieri Antonio (del Rep. 19); Costantini (Lambrate); Maspero Bruno (del G. III).

Agonismo, sportività e allegria dei 27 partecipanti (un po' scarsi, per la verità, sui 60 iscritti al gruppo che avrebbero potuto partecipare) sono stati i fatti che hanno caratterizzato la buona riuscita della manifestazione.

Questo del Milan è un libro scorrevole e interessante nella lettura, in cui gli episodi sono narrati nei loro tratti essenziali, senza perdite di tempo. così come Marco, .il partigiano che ne è protagonista, prepara e porta a compimento le sue azioni con cura e precisione.

Il protagonista, che apre tutta la serie dei capitoli, tiene tra i tanti protagonisti il filo conduttore che lega tutti gli episodi, alcuni dei quali, per il contenuto profondamente umano e per la loro drammaticità, avvincono e commuovono il lettore.

Chi dimentica i dodici partigiani presi prigionieri dai fascisti,

legati e massacrati a colpi di bombe a mano.

C'è il' movimento partigiano, con i suoi problemi: dell unità, dell'unità di coloro che si richiamavano all'onore e al 'dovere patriottico: Garibaldini, Giellisti, autonomi ex-ufficiali di carriera, questo libro, dei quale noi consigliamo la lettura per conoscere e valutare il contributo che la lotta partigiana diede perchè fosse conquistata la libertà d'azione e di pensiero del movimento operaio e di tutto il popolo.

Il libro può essere chiesto ai diffusori e redattori di « Fabbrica sul Lambro ». Il prezzo è L. 450.

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Presumibilmente il giorno 3 ottobre il gruppo parteciperà con due squadre (5 pescatori per squadra) alla II prova (fluviale) per la Coppa d'argento E.N.A.L. a Sesto Calende.

Nella prima prova il nostro gruppo classificatosi al I. posto ha avuto in consegna la Coppa (oltre ad altri premi definitivi) e speriamo di poterci aggiudicare definitivamente l'ambito premio. Contiamo però su una numerosa partecipazione di soci ed appassionati per incitare e sostenere i nostri gareggianti.

Il pescatore

Lavoratori della INNOCENTI per gli acquisti chiedete al vostro CRAL il buono L'asso delle confezioni e dell'onestà M . A. R.
CORSO VERCELLI 25 VIA BROLETTO 39 VISITATECI FABBRICA SUL LAMBRO 3 ATTIVITÀ
BRILLANTE
Impermeabili
DEL C.R.A.L.
CONCLUSIONE
CINEMA L'internazionale di Venezia CHISSA DOVE'?
DA LEGGERE PER TUTTI Fuoco in pianura
"SENSO„ il film che ha ottenuto più successo non è stato premiato
LIBRI

L'attuale progresso tecnico e le case per tutti

A Milano per dare un locale ad ogni persona occorre costruire 250000 vani

Battaglie su questo argomento si sono fatte almeno da 100 anni in qua.

Da una parte si erano posti, allora, coloro che dicevano possibile dare una casa a tutti e facevano grandi programmi visionari, (i Proudhon), dall'altra quelli che di_ cevano la cosa irrealizzabile da una società come l'attuale (leggete a proposito il piccolo opuscolo di F. Engels «La questione delle abitazioni»).

Da quando esistono industrie e operai, il problema è' Infatti divenuto particolarmente acuto, poichè è intorno all'industria che sono nate le città moderne ed è lo sviluppo delle industrie che le fa ingrandire anche oggi.

Ai nostri giorni poi, si dice da alcuni: il progresso tecnico dà a tutti coloro che lavorano, se non la Lambretta, come pretendono le statistiche di tipo pre/ettora/e, almeno la bicicletta: il tenore di vita è certamente aumentato mentre, parallelamente, sono aumentati i bisogni.

La casa, dicono, può esser data dal progresso tecnico: come accade in America (ahi! quel sistema pesante delle rate come porta davanti le scene del film (« Morte d'un commesso viaggiatore »!) o come accade in Isvezia, in Olanda, in •Germania.

E qualcosa di vero c'è. Un'alta industrializzazione, dovunque diffusa nel paese, una legislazione sociale che garantisca aree e prestiti a basso costo possono avvicinare, almeno in buona parte, le masse lavoratrici al possesso di questo bene fondamentale. Ma in Italia quanto siamo vicini a questo risultato?

Guardiamo, per esempio, Milano. Per il fatto che qui è concentrata non solo l'industria produttrice di beni strumentali, ma anche l'industria produttrice di beni di consumo, qui convergono da ogni parte della provincia, della regione e d'Italia, ad offrire il loro lavoro. Nei paesi d'origine questo lavoro non può essere impiegato, perchè gli interessi monopolistici non lo vogliono.

I paesi della cerchia alpina e del sud impoveriscono, i capitali della Edison sono magari impiegati in Grecia o altrove: i monopoli vogliono il massimo profitto e non grandi consumi e alti salari.

Nei comuni intorno alla città di Milano, tanto a nord che a sud come a est e a ovest, l'addensamento medio è molto alto. Vi abitano con i contadini coloro che aspettano di entrare ad abitare nella città dove lavorano e coloro che sperano di trovare un lavoro. In un locale, in media, abitano 1,75 persone. E tutti sanno che ciò significa che in una stanza dormono da 6 a 8 persone.

Vediamo ora come stanno le cose in Milano città: la media negli alloggi di 1 o 2 locali — che sono la gran massa delle abitazionroperaie — è anche più alta che nelle stesse campagne circostanti; si arriva a 1,90 persone per locale.

Questa è la situazione di netta insufficienza di abitazioni nella nostra città. Si calcola che a Milano per dare un locale ad ogni persona (e nei locali si comprendono cucina e sala) occorre costruire 250.000 vani.

Esaminiamo la causa di tanta insufficienza : l'applicazione del Nuovo Piano Regolatore Generale ha fatto aumentare il prezzo dei terreni fino a tre volte il valore del 1952.

I piani regolatori devono essere strumenti per dare aree a basso prezzo alle costruzioni popolari: ciò accade con amministrazioni socialdemocratiche, come la nostra, in Olanda per esempio. Mentre il nostro Piano Regolatore ha favorito la speculazione. Oggi a Milano gravano in estrema periferia anche 80-100.000 lire a vano: ciò dipende dal fatto che il Comune socialdemocratico, anzichè attuare una giusta politica fondiaria, preferisce costruire case popolari... con alti affitti!

Molti materiali da costruzione, poi« sono venduti in regime di mo_ nopolio, come il cemento.

I crediti sono scarsi e i tassi di interessi applicati dalle banche ai prestiti a lungo termine sono emolto pesanti.

Si calcola che un operaio per pagarsi la casa in 30 anni dovrebbe dare ogni quindicina il 209/0 del suo salario. E' troppo! Certamente troppo.

Anche oggi dunque, bisogna concludere, la « casa » è un bene irraggiungibile per l'operaio, perlomeno in Italia con gli attuali go-

Che paga è sempre pantalone

Vi sia da parte della Direzione un maggior contributo

verni... di riforma e il riarmo programmato dalla CED.

Eppure qualche cosa si fa ancora.

Nella l otta generale per « la casa come servizio sociale » la capacità di organizzazione del movimento operaio ha creato la cooperazione edificatrice e dalla cooperazione è sorto un nuovo organismo: il Centro Sociale Cooperativo.

I soci di una cooperativa edificatrice, capaci, di poter ottenere contributi statali nel pagamento di interessi sui prestiti o capaci di fare, con il loro risparmio, anticipazioni che riducano l'affitto dal 20/o al 10% del salario, costruiscono per sè le loro abitazioni e intanto prevedono locali d'uso comune e servizi che servano a tutto il quartiere (per esempio: mescita, trattoria, sala da ballo e da feste, biblioteca, cooperativa di consumo, lavanderie, bagni, asilo-nido, ecc., seconda i bisogni).

Chi paga tutte queste attrezzature?

Gli stessi che se ne servono, come sempre accade.

Un meccanismo di risparmio or_ ganizzato raccoglie direttamente il denaro che una banca impiegherebbe altrove (per un bellissimo e lussuoso cinema in centro, per esempio!) offrendo un tasso più alto e per di più servizi e luoghi di ritrovo dove l'abitante del rione può trovare quel che gli occorre ad un minimo costo.

D'ANGIOLINI

Aiuti stranieri

per chiudere le fabbriche italiane

Automobili tedesche sul mercato italiano

Il ministero del Commercio con lo Estero ha autorizzato numerose ditte ad importare dalla Germania automobili delle varie marche, «Opel» «Mercedes », « Goliath », • Porsch », «Volkswagen », • Hanomag », per un valore complessivo, in lire italiane, di oltre 331 milioni.

Importazioni di trattori

americani

La federazione Italiana dei Consorzi Agrari, apprende I' Informazione Parlamentare, è stata autorizzata ad importare trattori dagli Stati Uniti per un valore di 223 mila dollari (circa 140 milioni di lire). Anche altre aziende sono state autorizzate ad importare trattori dagli Stati Uniti per un valore di circa mezzo milione di dollari (lire italiane 330 milioni).

I Consiglieri della FIAMLI hanno ritenuto di dover ridurre l'assistenza agli operai (nei 3 giorni di carenza) per sopprimere al disavanzo del «conto» operai.

Credo però che tale <deficit» del conto operai sia soprattutto dovuto alle minori entrate causate dalla riduzione delle ore: queste minori entrate oltre che da parte operai è anche da parte del datore di lavoro. Quindi da un lato, l'operaio oltre che un minor guadagno si trova anche diminuita l'assistenza medica o mutualistica: d'altro lato la Direzione esborsa meno soldi per il FIAMLI sul «conto» operai.

Chi paga è sempre... pantalone. Già gli organismi C.I.-FIAMLI e C. di G. hanno richiesto alla Direzione un maggior contributo, la ri-

sposta, ha quanto ci è dato sapere, è stata negativa.

Interpretando il sentimento dei lavoratori, invito la C. I. e il C. di G. a formulare questa nuova richiesta e cioè: che la Direzione mantenga al fondo FIAMLI il contributo che versava precedentemente alla riduzione, dell'orario. Non sarebbe questo sufficiente a sanare il disavanzo che d'altro canto ritengo di parecchio ridotto. se si considerano i due «conti» (operai o impiegati?).

E' mai possibile che ogni sacrificio debba sempre, per qualsiasi motivo, in ogni occasione pesare sulle spalle dell'operaio?

Se la direzione ancora una volta risponderà negativamente l'ultima parola spetterà ai lavoratori. PAISI

Il popolo più malnutrito d'Europa

La rivista socialdemocratica • Critica Sociale » pubblica l'inchiesta di un certo Balducci sulle gravi condizioni dell'alimentazione in Italia. In tale articolo è detto, tra l'altro, che mentre in tutta l'Europa i prezzi delle derrate alimentari sono diminuiti tra il giugno 1952 e il marzo 1954, in Italia invece sono aumentti del 13,5•14 La popolazione italiana spende il 70-80 per cento dei suoi scarsi introiti per mangiare poco e male ed il residuo deve servire per l'affitot e l'acquisto dei prodotti industriali e tante altre cose.

Per un paniere tipo di prodotti alimentari un opeario medio inglese, scrive sempre la rivista, impiega 215 minuti del suo lavoro mentre all'operaio italiano occorrono 969 minuti.

Secondo il calcolo della FAO (Oorganizzazione delle Nazioni Unite), l'Italia è il Paese che ha meno calorie « pro capite » tra tutti i paesi d'Europa: il che, in parole povere, significa che il popolo italiano è quello piu malnutrito.

Balducci conclude affermando che nessuno pensa a dar da mangiare a prezzo ragionevole agli italiani...

Certamente questo signore dimentica che il suo partito che ha i suoi maggiori esponenti al governo è un diretto responsabile della situazione: questo signore dimentica che Vigorelli, ministro del lavoro, ha favorito l'accordo truffa ed ha mandato le truppe nel ferrarese allo scopo di stroncare il glorioso e vittorioso sciopero dei braccianti, dimentica che l'attuale governo clerico-saragattiano ha aumentato gli affitti sottraendo così agli operai altri soldi che potrebbero essere impiegati per una alimentazione piu decente.

Le parole, le inchieste, gli articoli, egregio signor Balducci, non hanno alcun valore ed anzi anssumono addirittura l'aspetto di una truffa se ad essi non corrisponde una efficace e concreta azione di governo.

DALLE FABBRICHE DEL RIONE LAMBRATE

I conti non quadrano

Paternalismo e dispotismo alla F.A.E.M.A.

Un gruppo di operai della F.A. E.M.A. ha inviato alla redazione del nostro giornale l'articolo che segue, pregandoci di pubblicarlo. Abbiamo consentito e ciò perchè questo ci permetterà di realizzare un sempre maggior legame con i lavoratori del rione Lambrate e inoltre perchè esso, nel denunciare l'esosità padronale, implicitamente ci dimostra come solo attraverso la lotta unitaria sia possibile otenerte migliori condizioni di vita, non sperando nella bontà del padrone.

Però, quando vennero effettuate le elezioni per la C. I. visto che il risultato dava 1'80°/o alla CGIL , rifiutò di riconoscere la C. I. I suoi dipendenti gli chiesero di istituire la mensa: rispose di essere contrario poichè riteneva tale istituzione un... canile : discusse con una delegazione di operai e concesse in sostituzione del... canile, L. 50 giornaliere quale indennità mensa.

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tV 14.4 .i dice di un operaio che sa lavorare meglio drgli altri e guadagna più di loro. Egli non si è contentato di quello che per pratica sapeva del suo mestiere, ma ha perfezionato le sue capacità professionali. Molte migliaia di operai e manovali metalmeccanici, elettricisti, radiotecnici, e edili di qualsiasi età in possesso della sola licenza elementare, in tutti i Paesi del mondo, hanno raggiunto dei successi sorprendenti. Essi si sono procurati quelle cognizioni tecniche necessarie a chi vuole conquistarsi una posizione superiore e meglio retribuita, senza perdere nemmeno un'ora del loro salario. Anche tu puoi aspirare a questa meta, se metti a disposizione la tua ferma volontà, mezz'ora di tempo al giorno e fai un piccolo sacrificio pecuniario. Desiderando conoscere questa certezza di farti strada, ritaglia questo annuncio e spediscilo subito, munito del tuo indirizzo completo ed indicando la tua professione allo

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La F.A.E.M.A. è un'officina di circa 400 dipendenti, sita a Lambrate, e che costruisce macchine per il caffè.

Scrivete a « Fabbrica sul Lambro » presso C. I., v. Pitteri, 81 - Milano.

Il proprietario, signor Valente, asserisce di essere il più buono, il più comprensivo dei datori di lavoro.

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I dipendenti dell'Innocenti richiedano il buono al C. R. A. L.

Anche gli operai di questa fabbrica lottarono per ottenere miglioramenti salariali: ebbene, il signor Valente (che si dice orgoglioso di essere stato operaio), durante gli scioperi pagava doppia giornata ai crumiri (per quest'opera di corruzione i soldi li trovava). Ancora nel recente saldo, sempre ai crumiri, fece nuovamente una regalia.

Quale proprietario di una piccola azienda, il signor Valente dovrebbe rispettare l'ultimo accordo raggiunto fra la CGIL e la Confapi che comporta notevoli miglioramenti per gli operai: nessuno di questi è riuscito a far quadrare i conti. Si vede che gli operai... sbagliano a far le moltipliche: l'accordo prevede un acconto di L. 8,50 per l'operaio qualificato. Ebbene, mancano 100-150 lire ad ognuno. Forse che il signor Valente vuol mantenere la promessa di costruire case per i dipendenti?

Dirett. Resp. LEONARDO BANFI

Autorizzazione Tribunale di Milano in data 31-12-1953 - n. 3259

A. Piodelli, Via Maspero 30 - Milano

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IL F. I. A. M. L. I. IN DEFICIT

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