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Fabbrica Lambro7

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PER MIGLIORI CONDIZIONI DI VITA

I LAVORATORI ESIGONO EFFETTIVI AUMENTI DEI SALARI

Solo creando completa unità contro il padronato i lavoratori otterranno soddisfazione alle loro richieste rimaste insoddisfatte

Anche nella nostra fabbrica il lavoratore ha dovuto scendere sul terreno della lotta aperta: l'operaio, l'impiegato è stato obbligato a scendere in sciopero.

Parecchi sono coloro che pensavano di risolvere questo problema, aziendalmertte in forma pacifica. Chi per un motivo, chi per un altro. Nel campo del lavoro le forze antagoniste (datore di lavoro e prestatore d'opera) o prima o poi debbono scontrarsi.

Gli untorelli si prestano al giOco del loro padrone per dividere la classe lavoratrice: la possente unità del proletariato fa tremare il capitalismo. I suoi lacchè tremano al punto di rendersi anonimi nel lanciare calunnie. Il padrone si è servito anche di costoro (che seppure anonimi sono ben stati individuati dai lavoratori) per cercare di rompere la compattezza degli scioperi, per cercare di fiaccare lo spirito di lotta. Non sono riusciti.

Non sono riusciti aziendalmente, come su scala nazionale.

Dal settembre scorso i lavoratori scesero in lotta, per obbligare il padronato a riconoscere un miglior tenore di vita che doveva scaturire dall'operazione del conglobamento contemporaneamente ad una perequazione dei salari e stipendi fra le diverse zone, ad un avvicinamento delle retribuzioni femminili a quelle maschili, al rispetto dei diritti di libero cittadino anche sul lavoro, contro il taglio dei cottimi.

Gli operai e gli impiegati di ogni settore produttivo furono obbligati allo sciopero: e con quale entusiasmo furono uniti contro il comune avversario della loro classe. • Si cercò attraverso la RAI. la stampa borghese, di ingannare i lavoratori: dicendo prima che gli industriali, gli agrari, non potevano sostenere alcun maggior onere, 'dicendo poi che aumentare le paghe significava precipitare nella inflazione.

Infine dissero che gli operai, gli impiegati, i tessitori, i braccianti, i tranvieri, ecc., si prestavano a giochi politici.

In questi giorni tutti i lavoratori hanno infatti potuto constatare che vi è stato di mezzo anche la politica: hanno però saputo rispondere politicamente. Non hanno perso di vista il pri-

mo loro avversario, il capitalismo.

Questo si è servito di correnti sindacali nel tentativo di arrestare l'impeto crescente delle lotte: è fallito, il capitalismo, ancora una volta. E' fallito perchè non vuol intendere che ormai il grande proletariato si è emancipato con la lotta contro il fascismo, è fallito perché il grande Proletariato è pronto a sostenere qualsiasi prova e sa respingere ogni provocazione.

'L'accordo firmato a Milano il 12 giugno dalla CISL e dalla UIL non è servito da apecobietto per le allodole: i lavoratori già dubitavano per il modo stesso, con cui venivano condotte le trattative. La CGIL li ha abituati a essere al corrente delle richieste, delle controproposte.

'La forma. antidemocratica con (mi furono condotte le trattative per circa due mesi d alla C13L e dalla UIL a fianco dell'orga-

nizzazione fascista, fece si che tutti i lavoratori furono pronti all'appello lanciato dalla CGIL quando trapelarono le prime cifre: lo sdegno fu al colmo quando furono pubblicate ufficialmente.

Tutti i lavoratori della Innocenti, a fianco dei loro compagni di altre fabbriche, di altri settori, protestarono energicamente. Scelsero le forme di lotta che meno pesassero ai loro già magri bilanci: operai di tutti i reparti e di tutte le tendenze riunitisi in assemblea invitarono la C.I. unitariamente a discutere con loro.

In questa assemblea, gli operai della Innocenti diedero un mandato preciso: la C.I. al completo doveva condurre la lotta.

Tutti i membri accettarono un tale impegno e fu così possibile continuare uniti, compatti.

La categoria impiegatizia è ancora titubante: seppure vi è buona partecipazione alla lotta, è indispensabile che anche questa ca-

tegoria esterni con maggior vigore il suo malcontento. E' indispensabile rafforzare i legami fra impiegati e operai: questa lotta condotta nell'interesse di tutti sarà p% breve nella misura che tutti vi prenderanno parte.

Anche nella nostra fabbrica Pay_ versarlo di classe ha cercato di mistificare il contenuto delle rivendicazioni della CGIL per fax apparire l'accordo come una vittoria. Si parla di 80 miliardi: ma quando? Ma gli operai della CTRT. e della UIL e della CGIL non possono oltre aspettare: i dirigenti della CISL e della UIL sanno anche (e non sappiamo se lo hanno detto ai loro aderenti) che le altre migliorie che tanto decantano. (derivanti dal nuovo cottimo, per esempio), verranno dopo discussioni aziendali fra C.I. e datore di lavoro.

E i lavoratori hanno bisogno subito del miglioramento per affrontare il continuo aumento del costa della vita.

'Cara Redazione, Ho raccolto l'invito da te fatti per un dibattito in fabbrica sulle questioni politiche che interessano tutti i lavoratori e così credo aiutarti nel tuo sforzo.

E' possibile trovare una via tra mondo cattolico e mondo 0017Mnista per iniziare una serena e obbiettiva discussione su quanto avviene nel mondo? Su problemi politici ed economici. internazionali e nazionali?

Noi comunisti riteniamo non solo possibile, ma utile tale dialogo: possibile in quanto uomini e quindi dotati di ragionamento, utile in quanto servirà certamente a superare reciprocamente quelle zone di ombra alle quali, seppure initiolontariarmente, più o meno, siamo succubi.

Parlando liberamente, discutendo serenamente, nei momenti di riposo potremo sicuramente meglio intenderci.

Il periodo « è vietato parlare di politica » è passato. E' ormai ri-

conosciuto da tutti che le grandi azioni politiche non debbono essere condotte dai soli governanti e tenute segrete ai rispettivi popoli. La storia recente lo ha dimostrato; i fatti internazionali in corso lo dimostrano ogni giorno. Il popolo lavoratore, per meglio intenderci, il nullatenente, ha t/ sacrosanto diritto di sapere, di discutere, di approvare o negare un'azione politica del proprio governo.

Eppure nel nostro Paese si cerca ancora di nascondere agli operai, agli impiegati, al popolo, l'evoluzione o l'involuzione di fatti che interessano tutti gli italiani. Per questo il grosso padronato e i ceti più retrivi cercano ancora il diversivo dell'antic.munismo; dietro questo vietano di parlare sulle piazze della CED, contro la boma: ba H. Si cerca di nascondere la soluzione di Trieste.

Cancellano le scritte contro la CED e lasciano quelle inneggian(continua in 4a pag.)

Altro che lotta political Se cosi la intendono gli industriali, i lavoratori hanno saputo rispondere anche su questo terreno: anche alla Innocenti. Se la Direzione nostra non vuol scendere sul terreno della Confindustria, ebbene Conceda quanto la C.I. ha chiesto e anche la nostra fabbrica potrà essere esentata da questa lotta.

Finalmente anche i nostri lavoratori hanno ottenuto quanto già in altre fabbricilie: un arcani) sui futuri miglioramenti in aggiunta all'accordo che, dai lavoratori, viene ormai chiamato accordotruffa (gli impiegati si sono già accorti nel ritirare lo stipendio).

La Direzione avrebbe potuto concederlo il giorno prima dell'ultimo sciopero del 22 giugno: gli operai e gli impiegati si sarebbero rispar-miati otto ore di sciopero.

Ma tant'è: la lotta di classe esige i suoi sacrifici.

La Redazione

t. S. R. M. 0, Sesto S. G.-Milan fondo CA-597C-
i Giugno 1954 - L. 10 i PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FABBRICA INNOCENTI Anno 1° - N. 7
APERTO IL DIBATTITO
E'
Comunisti e Cattolici debbono unirsi per conservare la pace

DAI REPARTI E DAGLI UFFICI

Rep. 19

La catena della felicità

In questi ultimi tempi, da parte della Direzione, si è determinata un'esigenza, mai riscontrata sin'oggi: di una ristrettissima osservanza dell'orario di termine di lavoro.

Con l'ordine impartito ai capireparto e alle guardie si intende tenere l'operaio attaccato alla macchina sino al suono della sirena.

Nel reparto 19: dove l'operaio costretto dalla catena a non pctersi muovere, sospira il momento del suo turno per le necessità corporali. Inoltre non si dà neanche il tempo di ritirare gli strumenti di lavoro, cosa che dovrebbe fare all'attimo del suono della sirena.

Pignoleria per pignoleria.

Se la Direzione dà ordini ai capi-catena di essere precisi al secondo, sia nella partenza della catena come alla fine dell'oraria perchè n) essere ragionevoli di ammettere che il lavoratore deve in questo caso rimettere da parte sua quei minuti che sono necessari per la preparazione degli attrezzi all'inizio e alla fine del lavoro?

Le Direzione ha concesso 16 minuti di riposo durante l'orario di lavoro, riconoscendolo come un lavoro (noi diremmo) bestiale, snervante. Però con questi nuovi ordini (che tendono a trasforma_ re i capi settore e di reparto in capi carcerieri) questo periodo di riposo di fatto viene decurtato.

Deve sempre essere il lavoratore a rimetterci? Non sarebbe ora di finirla con queste draconiane imposizioni. che avvelenano gli animi?

Dobbiamo essere degli automi: lavorare, muoversi e soddisfare le proprie esigenze col cronometro?

Non siamo già sfruttati abbastanza e retribuiti male? C'è da augurarsi che passino questi momenti di isterismo per saper trovare quella tranquillità nel lavoro per' renderlo meno duro e più sereno ad ogni lavoratore.

Una nobile iniziativa

Un folto gruppo di Mutilatini di -guerra ha visitato il nostro stabilimento interessandosi del come. la Lambretta viene montata.

Noi operai siamo rimasti particolarmente colpiti nel vedere come la guerra ha ridotto tanta gioventù nel fiore degli anni.

Dal Reparto 19 è sorta, per interessamento di un gruppo di operai, una sottoscrizione per poter arrivare ad acquistare un Motofurgone del tip) a sedili che possa portare, con opportune modiche, quattro ragazzi.

Tale messo, che verrà donato all'Istituto che ricovera i ragazzi, servirà a dar loro svago e a ricordare, con la targa che verrà fissata sul mezzo, le, solidarietà e la sensibilità dei dipendenti della Dit. ta Innocenti.

Il Comitato Promotore, mentre invita anche gli altri Reparti ad aderire e a far sottoscrivere, segnala già le offerte arrivate da operai ed impiegati dei seguenti

LETTERA ALLA REDAZIONE

VISITARE LE FABBRICHE per elevare la cultura tecnica

Vorrei porre all'attenzione della Redazione del giornale di fabbrica, due questioni, alle quali molti lavoratori da me interpellati hanno risposto favorevolmente. mi spiego.

Riterrei opportuno, che una volta all'anno, fosse permesso ai lavoratori della nostra fabbrica ed ai loro familiari di visitare gli impianti dello stabilimento.

Lo riterrei opportuno, secondo me, prima di tutto perchè; facendo cono cere gli impianti che producono la lambretta e, tutti i lavoratori (e molti non li conoscono) ed ai rispettivi familiari, ciò sarebbe una occasione buona che farebbe sviluppare la propaganda per il nostro prodotto.

In secondo luogo, che esaudirebbe un desiderio, se pur morale, dei familiari dei lavorato veder gli impianti dello stabilimen_

Rep. 12

.La solita storia, cambierà ?

Segnaliamo ancora per l'ennesima volta che la situazione dei carrelli non è cambiata per niente. Oltre all'insufficienza, facciamo notare che i carrelli sono in condizioni pessime.

E' possibile che bisogna assistere ad una indolenza sconcertante?

to dove lavora il proprio congiunto.

Per questo riterrei che fosse pene che la Redazione del nostro giornale di fabbrica si facesse interprete dei lavoratori, presso la Direzione del nostro stabilimento, assistita dal Consiglio di Gestione dalla Commissione Interna per ottenere quanto sopra.

Inoltre.,

Esaminare se fosse possibile pren_ dere l'iniziativa per uno scambi) di visite, con gruppi di lavoratori e tecnici di altri stabilimenti che lo desiderano, affinchè si conoscano altri processi di produzione che spesso sono ignorati. Ciò gioverebbe, secondo me. ad arricchire il sapere di ogni lavoratore o tecnico ed eleverebbe la loro cultura professionale.

P. De Luca

Sezione questa dice che la pratica si trova a Milano presso la Sede Provinciale. Fatti accertamenti, effettivamente la pratica si trova presso l'ufficio del sig. Ventura — Direttore Amministrativo — in quanto non dispone il pagamento se la Ghezzi non rivolge per iscritto delle scuse al primo Medico di Sezione di Brugherio.

La

del Giornale si associa all'iniziativa ed augura al Comitato Pr. motore e a quanti con_ tribuiranno la riuscita di questo sensibile atto di solidarietà il cui gesto non fa che onorare tutti i dipendenti della nostra Ditta.

Rep. 21

Al bando le casse di legno

Abbiamo notato che, ogni qualvolta capi-squadra, capi-reparto e dirigenti trovano delle casse di legno nei reparti provvedono subito a farle ritirare.

Dobbiamo ricorgascere che in una fabbrica che oggi ha il vanto di essere nel novero delle più moderne, dove cassette e macchine e attrezzature hanno lo stesso Colore, esservi casse di legno, sta male. E' però anche vero che i lavoratori nom dovrebbero girare da un reparto all'altro per trovarsi una cassetta da poter mettere il materiale, come si verifica in tutto il capannone Lambretta.

Più volte si assiste a litigi tra operai perché si sottraggono reciprocamente qualche cassetta, che magari è costata il girare tutto il reparto.

Abbiamo segnalato più volte que_ sto caso, e ci risulta che anche i capi, da parte loro, l'hanno fatto ma senza risultato: perché ci chiediamo, non si apprestano un numero di cassette sufficienti onde agevolare gli operai nel loro lavoro?

Incide tropp) sul bilancio forse?

Cosa ne pensate, Signori della Direzione? Stanno bene le mattonelle all'esterno dei capannoni, e i carrelli all'Interno non sono forse in stridore? Forse che i capi non vi segnalano queste cose? O siete voi che 'fate orecchio da mercante?

.Vorremma che spingete voi qual_ che carrello pieno di materaile per vedere le smorfie dello sforzo sulla vostra faccia.

Il capo-reparto sa benissimo che i carrelli sono inadatti all'uso: perchè non li fa cambiare e costruire con nuovo criterio?

Vogliamo sperare che si faccia qualcosa per alleviare le fatiche degli operai che sono stufi di quella trovata «tecnica ».

Rep. 97

I sistemi della mutua

L'operaia Ghezzi Giuseppina Ma_ ria — addetta alla mensa — si era recata alla Cassa Mutua di Brugherio per visita medlica.• Accusava già da tempo qualche malanno ma il primo medico di Sezione non ne voleva sapere di prestare le cure all'assicurata. Da questo sono nate discussioni e parole che terminarono cuti l'invio della Ghezzi alla visita collegiale presso la Sede Provinciale.

Questo collegio medico non sol) ha riconosciuto ammalata l'operaia ma ne ha disposto limmediato ricovero in ospedale.

Dopo un'assenza di 40 giorni la Ghezzi, completamente ristabiliti, il giorno 19 aprile riprendeva il suo regalare servizio. E' da tale data che attende dalla Cassa Mutua la liquidazione della indennità per assenza di malattia. Interpellata la

Giustamente la Ghezzi si rifiuta di presentare tali scuse, in considerazione che proprio quel meellr si rifiutava di pre.Cargli le curo. Che cosa ne pensano i lavoratori di questi soprusi?

Sottoponiamo il fatto alla nostra Direzione, al Consiglio di Gestione, alla Commissione Interna ed a tutti i lavoratori al fine di porre termine a questa ed altre manchevolezze da parte dell'I.N.A.M.

G 3° Rammodernarnento si !

E i servizi ?

La Fabbrica è bella, il rammodernamento ha contribuito efficace_ mente al suo abbellimento: lo Stabilimento e gli uffici del Meccanico sono stati sistemati in modo razionale e spazioso. Ma in quanto a servizi di utilità per i lavoratori ve ne sono alcuni che sono stati lasciati allo stato primitivo; indegni della linea e dell'armonia razionale della struttura stessa seguita nel ra.mmodernamento• della Fabbrica Innocenti.

Infatti da parte dei lavoratori si attendeva, per esempio:

Che questa Direzione•avease pensato ad una sistemazione del luogo del CRAL, rendendo più spazioso il posto già esistente, onde renderlo più capace ed in armonia con il raanmodernamento dello Stabilimento.

Questo non è ancora stato fatto. Pensiamo però, che la Direzione dovrebbe prendere in favorevole considerazione questa richiesta dei lavoratori, se non altro per salvaguardare le condizioni igieniche dell'ambiente prescritte dalle vigen_ ti leggi.

Non vi pare Signori della Direzione?

2 FABBRICA SUL LAMBRO
Reparti: Reparto 19 L. 7.465 16 » 1.450 18 » 6.100 23 » 3.105 9 » 5.630 12 » 6.500 Centro Studi » 8.209 Sigg. Medici Uff. FIAMLI - Inferm. G. III - Lambrate 3.300 Reparto 22 6.300 61 9.630 Operai, Impiegati Magazseno ricambi _ Impiegati Palazzo Vendite ricambi » 2.750 Reparto 65 » 6.200 20 (SantarelliCasagrande) » 5.600 Reparto 46 (Alta frequenza - Affilatori) » 1.050 Commessi di DirezioneCentro Studi e Lambrate » 1.000 U.T.O. 1.800 PRO/MO. • 1.850 Personale Mensa 3.700 Red. Fabbrica sul Lambro » 2.00• A.N.PP.I.A. 1.000 Primo anticipo dal Palazzo Uffici » 21.000 Rep. 45 (Sig. Carli) an ticipo » 3.260 Rep. Ricambio - Spedizioni » 2.600 Primo totale L. 112.150
Redazione

MILLE BAMBINI IN FESTA Un anno di attività

Un lieto suono di fanfara invade l'aria con gioioso richiamo, è la « Fanfara del Martinit » che da l'inizio alla Fesa. Subito sciami di bambini invadono i prati, si rincorrono gridando con urla festose. D'incanto, quest'angolo di fabbrica destiato al riposo dei lavoratori, si anima, anche i capannoni in giro perdono il loro grigiore. Il sole, che incerto tutta la mattinata- faceva capolino dalle nubi, ora splende, anche lui porta il benvenuto ai figli dei lavoratori.

Ecco i bravi Pionieri col loro spettacolo di danze e di canti. Le mamme ed i papà coi loro bimbi, fermo ressa intorno al palco, guardano con occhi sorridenti, pensando che anche i loro piccoli potrebbero essere così bravi, ed applaudono di cuore. Questo applauso non va solo ai Pionieri ma anche alle insegnanti, ai loro dirigenti che con tanto amore li sanno educare. Poi... una pausi; la merenda offerta dal CRAL. raduna i bimbi intorno alle tavole dove abitualmente siedono i loro papà. E 'a festa riprende: si chiamano i bambini per il Concorso. Son tutti belli i bambini, la Giuria è perplessa e cerca obbiettivamente di fare del suo meglio. Però i doni sono molti, e per ogni bimbo c'è un giocattolo, cosi - che speriamo che tutti siano contenti.

Vien sera ed i bimbi se ne vanno, i palloncini sono l'ultima nota di colore che si perde nel crepuscolo. • —Bacio, siamo stati tutti lieti 11 2 giugno, tutti insieme abbiamo donato una giornata di gioia

l CINEMA

ai nostri figli. Vorremmo che queste giornate fossero più numerose, che questa nostra infanzia crescesse in un mondo felice, sana e pronta ad affrontare il proprio domani. E se l'incontro fra le famiglie dei lavoratori è stato lieto, noi speriamo che in tutti, sia penetrato il significato profondo che

il poeta Cavaliere, nella sua .delicata lirica dedicata a tutte le donne, a tutte le mamme, ha dato alla nostra manifestazione, che tutti abbiano sentita più forte l'impegno di lottare per migliorare la propria esistenza e quella dei propri figli.

Con Paparino di D. Falconi i nostri lodevolissimi dilettanti hanno Chiuso l'anno teatrale.

Felice intuizione, piaciuta al pubblico forse più di qualche altro lavoro precedente e che vogliamo resti come guida di gusti nella ripresa di settembre.

In verità la Partita a scacchi di Giacosa, Penoaci Giacomino! di Pirandello, L'anniversario, L'orso, Una domanda di matrimonio di Ceckov. L'importanza di chiamarsi Ernesto di Wilde, rappresentano notevole sforzo collettivo portato a temi artistici così diversi fra loro che tornano ad onore della Regia e della Direzione Artistica. Bravo Va.nnini! Bravo Bulloni! Principalmente per i vostri sforzi la nostra Filodrrammatica vive, migliora, fa parlare di sé.

Bravi anche gli altri attori che si emuDano in costante miglioramento della recitazione, guidati dalla passione che fa sopportare dopo la lima o la penna, la fatica delle prove serali che danno poi ad ogni recita la patina rosa di una festa in famiglia.

E perché non deve essere così?

Il nostro piccolo Teatro anche se non è, quello professionista è sempre una piccola scuola di cultura, di miglioramento, agisce sul pubblico per trarlo fuori dalla sua logica quotidiana e farlo partecipe ad una commozione collettiva; trovandoci assieme ognuno beve un sorso di cose buone alla fonte della morale che ogni commedia insegna.

I bimbi durante la gioiosa manifestazione.

"Il GRANDE CONCERTO„

Questo interessante film sovietico che esalta le grandi tradizioni della danza popolare russa, del canto e della musica in senso classico, è in prima visione assoluta altAngelicum. il cinema dei Frati che si trova in Piazza Sant'Angelo. Non è un film che narra bene o male una storia; sono tanti epi-

sodi dove la musica esprime ìa potenza del bello e la danza scrive le tradisioni di un popolo.

Certo l'operaio dell'officira che sulle comodissime poltrone del piccolissimo cinema ha visto il film non può scrivere come vuole, perchè le emozioni più belle sono quelle che non si posseon descri-

IL PROFITTO di Attila

Se impasti la farina al chiarore del gas, là dove il forno vuoto s'arroventa, se zappi -tanto da aver callose mani, se ti vendi, finchè può sventolare la tua gonna, se aggravi la tua schiena, se posi delle mine, se scarichi al mercato enormi sacchi, se apprendi o non apprendi un biapn mestiere il capitalista aumenta il suo profitto. Se lavi gli abiti con la benzina, se accovacciato raccogli cipolle. se scortichi la pecora che bela, se tagli al giusto punto i pantaloni, se mendichi, se rubi la Legge ti ammanetta — il capitalista aumenta il suo profitto. Se scrivi delle poesie malinconiche, se cuoci i cavoli con il prosciutto, se vendi i semplici, se tagli il carbone, se curi il libro mastro, se mantieni 11 segreto, se porti un berretto con galloni d'oro. tu viva sulla Senna o a Szatymas, appena hai ricevuto il tuo salario, il capitalista aumenta il suo profitto. Vecchio mio. non vorrei lasciarti. ma va' pure, non gusterai caviale: finchè ti dà lavoro, il capitalista aumenta il suo profitto.

Jozsef

vere, è una visione di danze di assieme, e a soli, che nell'atto estetico si mescolano affinità poetiche e vibranti, che richiamano ed elevano i migliori sentimenti dell'uomo.

Questo a mio giudizio « Il grande concerto ». Galina Ulanova che passò trionfatrice per la Scala di Milano ne è principale interprete, con il basso Mikailov del primo Teatro di Mosca, ed è ancora per me meraviglia che dal borghesiasimo pubblico che affollava il piccolo ambiente freddo, molto freddo in principio si scatenasse un uragano di applausi sull'ultimo pez_ zo della danza popolare ucraina che chiudeva il film e che era la patente del genio artistico di questo commento musicale da Ciaikovski, a Chopin, Prokofiev, Gli/11m, Glazunov, Brodin e Kaciaturian.

Come ultima segnalazione possiamo dire che da noi questa opera d'arte arriva buona ultima averdo già tra nfato relle massime capitali dell'Occidente come Parigi, Londra, New York.

II Recensore

UN VERO PRODIGIO

Dalla rivista inglese The Lancet:

« Una bambina di poco più di un dnno si è trapassata il- cervello con una bacchettina di ferro, ed è rimasta illesa. Anzi, non ha perduto neanche conoscenza ». Beli! Che c'è di straordinario? Gli italiani, che sono parecchi milioni, non si sentono tutti i giorni trapassare il cervello dal giornale radio senza che per questo perdano conoscenza?

Vorremmo che dalla nostra grande famiglia 'scaturissero nuove leve animate da una sola cosa che può far riuscire, il mordente della passione, così da creare un piccolo vivaio che aiuti la formazione di quadri artistici.

Varremmo anche, ci sia permesso dirlo, notare qualche volta l'interessamento della nostra Direzione, perché da questa presenza potrebbe venire un benevolo proficuo incitamento agli attori e un affettuoso richiamo al pubblico ad essere più vicino e più numeroso ad una attività che si inquadra fra le più ricreative. li Recensore

T/occhi roda - azzurri

Sono nati:

Erminio figlio dell'operaio Vergani Gaetano del rep. 117.

Dario Agostino figlio della guardia Zanchi Angelo del rep. 96.

Marianto.nia figlia dell'operaio Filipponi Agostino del rep. 2.

Marisa figlia della guardia Garripoli Francesco del rep. 96.

Tiziana figlia .dell'operaio Pauro Leone del rep..23.

Rino Francesco figlio dell'operaio Zappetti Lucio del rep. 20.

Giampietro figlio dell'operaio Ra_ malia Antonio del rep. 14.

Gilberto Giovanni figlio dell'operaio Mocchi Giovanni del rep. 23.

Michelangelo figlio dell'operaio Destro Duilio del rep. 15.

Eugenio figlio di Bassani Giulio operalo del rep. 2o.

Bruno Umberto figlio dell'operalo Prandelli Alfredo del rep. 42.

Renato figlio dell'operaio Margutti Luigi del rep. 18.

Manuela figlia dellkpeiaio•Gariani Ambrogio, rep. 45.

FABBRICA SUL LAMBII() 3 IL 2 GIUGNO TEATRO

CRITICA E COLLABORAZIONE

MIGLIORANO IL NOSTRO GIORNALE

Amici lettori, Ci sono giunte parecchie critiche sul nostro giornaletto; a aia; rattere tipografico, a carattere poilitico.

Quando il giornale è stampato, anche noi ci accorgiamo (ahimè, troppo tardi) che una tastata è mal impostata, che errori ve me sono ancora troppi; purtroppo, non abbiamo provetti correttori di bozze, la redazione è composta da lavoratori che debbono sobbarcarsi il compito di correggere le bozze alla sera dopo aver lavorato nei reparti o negli uffici. Scansa è la collaborazione vostra, amici lettori: il materiale sul quale dobbiamo attingere è ancora poco. Impiegati, operai, inviateci le vostre note se non avete il tempo di fare articoli. Per noi è già sufficiente.

E infine, ritenete proprio che un giornaletto di una fabbrica come la nostra debba limitarsi ad una semplice esposizione di fatti aziendali?

Amici lettori come possiamo , evitare di legare le nostre lotte aziendali a quelle che conducono altri lavoratori, del braccio, della mente; negli opifici e nei campi?

Come non legare fatti aziendali contro i diritti del libero cittadino, con, altri similari che avvengono nel mondo del lavoro e che sono pure stati denunciati dal recente Convegno dell'Umanitaria tenutosi a Milano e al quale hanno partecipato personalità di ogni tendenza politica e sindacale?

I soprusi contro gli operai e gli impiegati, contro il proletariato tutto, questi soprusi che il mondo borghese-capitalistico conduce con costanza diuturna trasformano ogni nostro problema in un fattore politico: dal taglio dei cot-

Comunisti e Cattolici

(seguito dalla I pag.)

ti alla Casa Savoia o al Movimento fascista.

Lavoratori cattolici, ritenete voi giusto vietare la libera discussione su argomenti che interessano tutti? dall'operaio all'impiegato? parche anche dalle colonne di questo nostro giornaletto non iniziamo un amichevole dibattito su principi ai quali tutti noi (cattolici e (»trillaisti) siamo direttamente interessati?

Certamente che in questo momento è un po' difficile mon parlare di CED, di Trieste, di politi-

timi, alle guardie nei reparti, alla pressione verso i capi perchè impanlia.no la disciplina ~tale. Questi fatti non avvengono isolatamete o solo alla Immocenti; è un piano ben prestabilito dalla Confindustria e che si è sviluppato dopo il sette giugno per voler dimostrare ai lavoratori che i padroni intendono imperare. I prezzi, cottimi li stabiliscano loro; essi intendono fare il •bello e il brutto tempo sempre alle spalle nostre.

Ecco, amici lettori, i principali motivi che ci spingono spesso a fare, anche sul nostro giornaletto, delle dissertazioni politiche. Certamente non intendiamo trasformare questo nostro foglio come sostituto di un gionrale politico o sindacole di una tendenza o di un'altra.

Ci teniamo ancora a chiarire, però, che il giornale si schiererà a fianco dei lavoratori, nella loro lotta contro il capitalismo, senza alcuna riserva.

Ecco perché chiediamo una sempre più larga collaborazione, ecco perché intendiamo dare al nostro giornale l'impronta della classe lavoratrice. La Redazione

GRAVISSIMO

Questi incidenti non dovrebbero verificarsi

Il giorno 8 giugno un grave infortunio colpiva 3 lavoratori: un manovale e due eallaliclaCri di Lambrette.

Alla curva del 1° capannone del • G 3., per l'uscita improvvisa di un carrello Stigier, guidato dal conduttore Marchesi Francesco, i due collaudatori De Santis Pieno e Cappellini Alfredo che sopraggiungevano in quel momento per il c:1la.uclo di moto-scooter non potevano evitare l'investimento.

Subito soccorsi e trasportati all'ospedale il Marchesi e il Cappellini dopo brevi giorni di degenza sano rientrati alle loro case, mentre il De Sarntis rimasto gravemente contuso si trova tutt'ora ricoverato dopo aver subito un difficilissimo intervento operatorio.

Secondo il decreto governative gli affitti delle abitazioni dovrebbero aumentare del 20% ogni anno, sino al 1960.

Questo vorrebbe dire ridurre ancora il già basso tenore di vita dei lavoratori, mefitre dall'altra parte assistiamo all'aumento scandaloso dei profitti-degli industriali.

Verrebbe inoltre applicato l'au-, mento del 40% dei fitti ai locali come: cinematografi, sale da ballo, bar, caffè, gelaterie, pasticcerie, ecc., ciò vuoi dire ancora aumenti dei generi- che sono in vendita in detti locali.

Chi paga sono sempre i lavoratori,

A proposito delle cifre che gli affitti raggiungeranno con questi progressivi aumenti è interessante riportare una tabellina dell'agenzia ANSA. La tabellina prende come base un affitto che nel '44 era di 450 lire. Consierando gli aumenti avutisi fino ad oggi e quelli che si avranno in futuro vediamo co-

ca economica, di indipendenza di popoli.

Ma siamo certi che questi &rammenti serviranno sempre più al-la distensione interna, alla maggior convprensione reciproca, indisopratutto nel nostro Paese per avviarsi a quella riforma sociale cui tutti i lavoratori anelano.

Nella speranza di aver contribuito all'inizio di un fattivo contributo per una più umana comprensione reciproca, caldamente vi salutiamo lavoratori cattolici, e attendiamo un vostro riscontro.

me nel 1960 le 450 lire saranno diventate 12.453,80.

Ma ecco la significativa tabella: Canone di affitto base (1944): L. 450;

dal primo novembre 1945 (aumento 30%) L. 585;

dal primo marzo 1947 (aumento 25%) L. 731,25;

al primo gennaio 1948 (aumento

30%) L. 960,62;

dal primo gennaio 1949

30%) L. 1.235,80;

dal primo giugno 1950

50%) L. 1.853,70;

adl primo giugno 1951

50%) L. 2.780,55;

dal primo gennaio 1952

25%) L. 3.475,68;

dal primo luglio 1954

20%) L. 4.170,81;

dal primo gennaio 1955

20%) L. 5.004,97;

dal primo gennaio 1956

20%) L. 6.005,96;

dal primo gennaio 1957

20%) L. '7.207,15;

dal primo gennaio 1958

20%) L. 8.648,48;

dal primo gennaio 1959

20%) L. 10.378,17;

dal primo gennaio 1960

20%) L. 12.453,80.

Il canone di affitto che sarà pagato nel 1960 sarà perciò — rileva la stessa ANSA — superiore di circa 28 volte a quello di lire 450 pagato nel 1954.

A noi sembra che il governo sia perfettamente allineato ai principi della Confindustria: comprimere sempre di più il tenore di vita dei lavoratori.

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I dipendenti dell' Innocenti richiedano il buono al

C. R. A. L.

Ai tre infortuni i nostri migliori auguri di pronta guarigione. Un. augurio particolare al De-Santis maggCrmente colpito dalla sorte.

Il punto dove si è verificato l'incidente, già altre volte avevan dato spunto di lievi incidenti, per la mancanza di regolari segnalatori e di barriere per evitarne il passaggio. E' di questi giorni che si è vista l'installazione di una barriera in tubi che se, non totalmente, porta ora una certa sicurezza ai collaudaCri lanciati in velocità per il collaudo lambrette.

Vorremmo che la Commissione a suo tempo formata per la prevenzione infortuni funzionasse e, tempestivamente intervenire per quella umana protezione delle forze lavoratrici dai pericoli costanti ai quali sono esposti tutti i lavoratori.

Incidente a Fumagalli nella Milano - Taranto

Partecipando alla classica Milano-Taranto, con una « Lambretta competizione », Luigi Fumagalli; impiegato tecnico nel nostro stabilimento, sul passo della Futa è rimasto vittima di un pauroso incidente mentre abbordava una curva.

Fortunatamente con conseguenze non allarmanti. In stato di semi incoscienza veniva soccorso e tra_ sportato all'ospedale.

La Redazione augura una immediata guarigione al coraggioso corridore.

NECROLOGIO

Si è avuta in questi giorni la triste notizia della morte dell'operaio ROSSI EDOARDO, di soli 47 anni, del rep. 65. Aveva dato le dimissioni per motivi di salute verso la fine di febbraio, ma il riposo, le cure e l'assistenza dei sanitari a nulla valsero a fermare il male che l'aveva colpito.

Al figlio Aldo, dipendente della Innocenti, e alla famiglia. Fabbrica sul Lambro, porge sentite condoglianze.

LA REDAZIONE

MAR avoratori dell'Innocenti per i vostri acquisti di confezioni e tessuti per uomo, donna e bambino chiedete al vostro CRAL il buono MAR
4 FABBRICA SUL LAMBRO
(aumento (aumento (aumento (aumento (aumento (aumento (aumento (aumento (aumento (aumento (aumento (aumento
Un altro colpo al magro salario dei lavoratori
Dirett. Respons. Leonardo Banfi - Aut. Tribunale di Milano in da/a 31-12-1953, n. 3259 - _Tip. A. PIODELLI - Milano

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