Trovare l' accordo tra il mondo cattolico e il mondo comunista
Per salvare l'umanità COLLABORAZIONE UNILATERALE
cattolici della nostra fabbrica contro la bomba H la politica del sempre chiedere e mai concedere
11 primo can.nsne atomico è già in Germania; gli esperimenti americani con le bombe terra:nucleari continuano; in Indocina continua la guerra e gli americani minacciano un'estensione (lel conflitto e l'uso della bomba H. E' proprio questo ultimo aspetto (e cioè la minaccia dell'uso di quest'arma) che torrorizza ed in pari tempo suscita collera e sdegno, nell'opinione pubblica di tutto il mondo. Cosa ne avverrebbe dell'umanità, di tutta la civiltà accumulata in, millenni di anni ili lavoro, se venissero sganciate bombe termonucleari?-
Eminenti personalità hanno elevato la loro voce di condanna all'uso di queste armi, a queste voci si aggiunge quella di tutti i lavoratori, indipendentemente dalle loro concezioni, e a questo proposito rilevo quanto ha dichiarato l'operaio cattolico Quinteri Luigi del Rep. 18 della nostra fabbrica:
«Sono un lavoratore onesto con moglie e una bella bambina, mi preme la loro vita; ci troviamo dinnanzi ad una situazione grave per tutta l'umanità, esprimo il mio pensiero, come cattolico, e cioè, che siano abolite incominciando dalla Russia e dall'America, 'e armi atomiche e termonucleari e sorga una commissione internazionale che controlli rigorosa,nente gli armamenti orientali ed occidentali e sia scongiurato il pericolo delle guerre ».
E l'impiegato (cristiano sociale) Costa Aldo così ci ha dichiarato:
« Penso che l'arma termonucleare sia quella più micidiale e distruttiva della storia del mondo ed il suo uso non è altro che un atto criminale a danno dell'umanità iutiera. Credo sia possibile arrivare ad una distensione internazionale... (e continua) la C.E.D. vista nel quadro di questa situazione, penso che, se applicata, non fareboe altro che esasperare una situazione già tesa ».
Mai prima d'ora l'umanità si è trovata di fronte ad un problema tanto grave, ed è questa preoccupazione che deve far cadere ogni barriera, che deve unire cattolici e comunisti, in, una azione comune per la salvezza dell'umanità. Non si tratta di essere per l'uno o' l'altro schieramento politico, e neanche di rinunciare alla propria fede, il cattolico continui ad essere cattolico, il comunista continuerà ad esser-
lo e a battersi per il suo ideale; se però venisse usata la bomba H, ne gli uni rnè gli altri esisterebbero più; per questo è necessario battersi uniti, per la pace, per salvare la civiltà e l'umanità intiera.
L. BANFILa storia del primo maggio è legata alle lotte per la conquista delle otto ore di lavoro.
I padroni, abituati a sfruttare gli operai con lunghissimi orari inumani, dall'alba al tramonto, per raggiungere il maggiore profitto, resistevano accanitamen›, con l'aiuto dei governi e delle relative forze armate, contro la richiesta delle otto ore; rivendicazione allora più importante per i lavoratori di tutto il mondo.
Nel primo maggio 1886 i lavoratori di Chicago scesero in •pia.72a per• liberamente manifestare, vennero sciolti a fucilate ed otto operai furono impiccati.
Tre anni dopo, una mozione del congresso ccstitutivo della seconda internazionale, volle che ogni anno, per ricordare quel martirio per riaffermare quelle rivendicazioni, la classe operaia di tutto il mondo organizzasse una manifestazione. Per molti anni le manifestazioni che si svolgevano in tutti i paesi furono fatte segno di repressioni poliziesche fmchè venne riconosriuta come giornata festiva.
Il martirio dei lavoratori di Chicago, le lotte condotte da tutti i lavoratori di tutto il mondo hanno finito per avere ragione, conquistando le otto ore lavorative. Inoltre, il terzo congresso sindacale mondiale della F.S.M. che ha avuto luogo a Vienna dal 10 al 21 ottobre 1953, ha deliberato cne « la ricorrenza del primo maggio 1954 sia, dedicata alla difesa e alla conquista dei diritti sindacali delle libertà democratiche » su proposta del compagno Di Vittorio, presidente della F.S.M. Sopratutto quest'anno il primo maggio assume un carattere di lotta, dopo che la Confindustria, mantenendo la sua intransigenza,
Un vecchio proverbio dice: una ciliegia tira l'altra, e così da un po' di tempo a questa parte, una serie di fatti si sono susseguiti nella nostra fabbrica, precisamente, come dice il proverbio: l'uno tira l'altro. Superfluo sarebbe ri-
fare la storia di tutti i fatti: oi è incominciato con i tre giorni di chiusura per l'inventario e l'ultimo fatto, noto a tutti, è la richiesta fatta dalla Direzione, di spostare le ferie. Siamo perfettamente d'accordo che a loro farebbe comodo fermare la fabbrica in un periodo in cui diminuiscono le richieste delle Lambrette avvicinandosi la brutta stagione, ma, signori, forse che la brutta stagione è l'ideale per le ferie?
ha causato la rottura delle trattative per gli aumenti salariali. La pi ima giornata di lotta per piegare la caparbietà degli industriali, sarà proprio la manifestazione del primo maggio. Tutti i lavoratori vi 'partecipino, in piazza del Duomo dove parlerà l'on. Di Vittorio, sarà questo l'inizio di una lotta senza quartiere che il proletariato italiano condurrà fino alla vittoria: la vittoria della giustizia sull'ingiustizia.
Certamente no, i lavoratori prestano la loro forza lavoro giorno per giorno, ora per ora, con ritmo intenso, che logora i loro nervi e la loro salute.
Le ferie sono una delle loro fondamentali conquiste, chè, se fatte ne( mese giusto, danno loro la possibilità di vivere quindici giorni di vita sana respirando aria pura, recuperando così salute e vigore, per meglio ricominciare a produrre.
E' indubbio quindi che la richiesta della Direzione ci ha profondamente colpito e vi è la netta impressione, oltre a tutto, che la (segue in III pag.)
Tutti dobbiamo vivere meglio
Sfogliando . vecchi giornali ori è venuto sott'occhio un articolo, a firma Pietro Solari, pubbijcato sul Corriere d'Informazione del 2728 luglio 1953 intitolato: «Tutti dobbiamo virere meglio, parola d'ordine dei tedeschi ».
In questo articolo l'autore fra l'altro scrive: Col motto, tutti dobbiamo vivere meglio, si è aperta a Dusseldorf una grande esposizione che ha voluto da un lato esaltare l'opera monumentale della rinascita nazionale e dall'altro indicare la via più adatta e spedita per giungere a risultati maggiori in avvenire.
Non è una mostra ordinaria, dice l'autore. messa insieme per vend're qualche cosa, ma una grande e autorevole cattedra dalla quale si vuole insegnare al visitatore il modo di « vivere meglio », di rendere il lavoro più lieve, più agevole, più sicuro, più produttivo, in. una parola più razionale; e questo senza sacrificare sacrificarsi alla meccanizzazione senza conferire alla macchina un posto più importante di quello che essa ha in, realtà nella vita "Iell'uomo.
E più avanti scrive ancora: Finora le masse operaie sono state più o meno consapevolmente ostili alla razionalizzazione; e non senza ragione poiché ogni nuova macchina «razionale» ha di solito tolto il lavoro a uno a due a cento a mille operai. Ora anche questo difetto va «razianalizzandosi»: non iniziate un nuovo processo lavorativo, insegnano i nuovi maestri, non date il via ad ma nuova macchina razionale, se non avete già trovato lavoro per gli operai che la macchina ridurrebbe alla disoccupazione.
Ho ravvisato in questo scritto, concetti che per il passato « prossimo » non 'furono applicati nella nostra fabbrica.
Mi auguro che per il futuro anche i nostri Dirigenti abbiano a preoccuparsi, quando devono razionalizzare qualche impianto, della sistmazione della mano d'opero eventualmente risparmiata per dare modo a tutti i propri dipendenti di poter almeno vivere allo stesso modo oggi, nell'attesa di vivere meglio un domani.
RIOCARDO MANTEGAZZADAI REPARTI E DAGLIUFFICI
Il codice civile parla chiara
Le norme di legge contenute uel codice civile, regolano il rapporto di lavoro come un rapporto che normalmente ha durata indefinita; nel senso cioè che, il momento finale, non è previsto già dall'inizio del rapporto. Vi sono poi degli accordi sui licenziamenti individuali e. collettivi che non permett -no più, almeno nelle grandi aziende, di procedere a licenziamenti indiscriminati o incontrollati.
Da oltre un anno e mezzo la nostra Direzione ha assunto con contratto a termine, un gruppo di impiegati per l'ufficio meccanografico. Le macchine erano in prova, si rispondeva dila. C.I. Ora le macchine non sono -più in prova: già da alcuni mesi il contratto di noleggio è definito. Quegli impiegati però, sono tutt'ora "fra colar che san sospesi".
L'art. 2097 del codice civile stabilisce che il contratto di lavoro a termine è ammesso quando sia richiesto dalla particolare natura del rapporto: anzi la legge parla esattamente di "specialità" del rapporto. Si tratta di contratti "stagionali" (raccolta delle barbabietole, stagioni alberghiere in località di villeggiatura, produzione di gelati, ecc.). Non sono quindi motivi che si possono applicare da noi.
E allora, dobbiamo dire che vi sono nativi particolari per non regolarizzare quegli impiegati?
Perché due pesi e due misure?
Già un'altra grande fabbrica, la Siemens, è stata battuta in una causa civile promossa da un operaio licenziato a termine: forse la nostra Direzione è convinta che nessuno degli impiegati assunti a ternime le muoverà causa? o che voglia dimostrare che "il padrone sono me"?
Pensiamo che la nostra C.I. dovrà nuovamente insistere per regolarizzare la posizione di quegli impiegati: la Direzione, con questi mezzi, riesce a far sì che i suoi dipendenti abbiano persin timore di cafendere i loro stessi interessi. Il nostro Sindacato si batterà perché anche quegli impiegati abbiano trattamento uguale agli altri.
Il Coni. Sind. Azien. F.I.O.M.
Istituire la manutenzione delle Mole
Ci risulta che nella fabbrica esiste una commissione che dovrebbe indagare nell'internò dello stabilimento per prevenire al massimo le possibilità dell'infortunio. Funziona essa?
E tanto per incominciare: perché lo stato delle m-le in tutta l'officina è così trascurato?
Perché non è sollecito il ricambio?
La manutenzione, l'olio nei cuscinetti, il loro stato di usura, perché quasi sempre manca l'acqua per il raffreddamento del pezzo da affilare ecc. ecc.
Perché un operaio non viene espressamente istruito ed adibito a questa funzione e ad altri compiti di sorveglianza che la stessa Commissione può suggerire e venire così più incontro alla tutela fisica del lavoratore? Pensiamo che in questo senso sia utile un intervento presso la Direzione di questa Commissione o in ogni caso del C. d. G. o della C. I.
I caporali di Federico
Federico era il padrone di un fondo; egli un giorno chiamò il contadino Andrea e gli disse: «Andrea, io ti faccio caporale purché tu, al -mattino, vada nei campi mezz'ora prima degli altri ». Al mattino seguente Andrea si recò nei campi mezz'ora prima e trovò che gli altri contadini erano già al lavoro. Il giorno dopo anticipò di un'ora e si trovò solo nel campo. Il terzo giorno seguente però non si trovò più solo, si accorse che anche gli altri anticipavano , di un'ara l'inizio delle loro fctiehe.
Andrea allora si decise di chiedere agli altri il perchè di tanto zelo, e seppe così che tutti erano stati fatti "caporali".
Ostacoli nel concedere permessi ai donatori di sangue
Circa un anno fa, succedeva che alcuni Capi Reparto o Capi Sezione, alludendo al numero di operai assenti, rifiutassero permessi di uscita a operai Donatori di Sangue chiamati dalla Sede - Centrale per una donazione.
Su mio interessamento e della C.I. verso la Direzione, tutto ti-
lava bene sino a pochi giorni fa. La settimana scorsa infatti ecco rinnovarsi il vecchio ritornello ,insomma un •Donatore chiamato per trasfusione non è stato fatto uscire, e non vi è stato alcun mezzo per riuscire a questo neanche andando a chiedere il permesso in sfere più - alte delle solite abituali.
Il Donatore faceva parte, tra l'altro, di un Reparto che fa le 40 ore.
Credo sia tempo di togliersi dalla testa certe stupidaggini, cioè che il Donatore di Sangue chieda il permesso per andarsi a divertire. Per soddisfare questi diffidenti, mi permetto di fare questa precisazione:
Al ritorno, l'interessato Donatore presenta a me documenti e tessera che convalidano l'effettuato prelievo di sangue e, sotto la mia responsabilità, gli Uffici , competenti indennizzano l'operaio o impiegato assente per AVIS.
Penso che tutti abbiamo una famiglia e, questi titubanti firmataxi di permessi, non pensano che potrebbe essere uno dei loro familiari che in quel momento, per un incidente stradale o infortunio sul lavoro, ad aver bisogno dell'AVIS.
Attività Avisina: dal lo gennaio 1954 a tutt'oggi, i nostri Donatori hanno effettuato 163 Donazioni, ciò significa che non tutti i Capi Reparto sono restii a firmare permessi.
ARTURO NOVELLI
Riconoscendo più che giuste le critiche sollevate da Novelli, ci permettiamo però di rilevare . come, più Che dei capi, la responsabilità dei permessi negati, ricada si2la Direzione che (un'ora non ha emesso, a tale proposito, nessuna precisa disposizione.
LA REDAZIONE
Ne ha la facoltà il sig....?
«Me ne frego della Commissione Interna, per me non conta niente » — affermazioni di que3to genere sono state fatte più volte dal sig. Cerchiari, ma ogni limite è però stato superato alcuni giorni fa quando, preso un operaio qualificato dal rep. montaggio che si era rifiutato di andare a fare il manovale al rep. forge, lo faceva « accompagnare alla por_ ta », e quando questo operaio affermò che avrebbe chiamato la C.I., il sig. Cerchi-ari inveiva dicendo che per lui la C.I. non contava nulla.
Innanzi tutto dobbiamo chiedere al sig. Cerchiari se ha la facoltà di mettere alla porta alcuno e, a questo proposito, diciamo «no» ma sopratutto, crede proprio che la C.I. non conti niente per lui? Ci pensi sopra, tenendo conto che la C.I. rappresenta 2800 lavoratori circa e che lui, per la C.I., conta per uno.
Senza commenti
Ci risulta che, per trovare il modo di economizzare, la ditta ha disposto di dare una « caro macchina» ai Dirigenti concedendo loro 25.000 lire men-sili.
A loro volta alcuni Dirigenti, per risparmiare, hanno deciso di prendere... le 25.000 lire e di usufruire poi del «Pullman-n» ovvero de .tram!
Fiocchi roda - azzurri
Annunciamo la nascita di:
Elena, figlia dell'operaio Rancarani Annibale, del rep. 61.
Franco, figlio dell'operaio Vergeni Vittorio, del rep. 2L
Gianfranco, figlio dell'operaio Barbieri Luigi, del rep. 19.
Maurizio, figlio dell'operaio Brambilla Agostino, del rep. 20.
Mario • Andrea, figlio dell'operaio Valbonetti Walter, del rep. 9.
Viviana Luisa, figlia dell'operaio Conterno Mario, del rep. 44. Marzia Giacamina, figlia dell'operaio Mandrini Giuseppe del rep. 21.
Felicitazioni ed auguri dalla Redazione.
Lettera aperta di un partigiano ai donatori disangue
COSA NE PENSATE DELLA BOMBA H?
Cari D jnatori del sangue
Sono un ex partigiano. A voi mi rivolgo per sentire un vostro parere sull'ultima invenzione umana, sulla bomba all'idrogeno. In queste ultime settimane si sta" svolgendo una lotta serrata (fin'a.a diplomatica) fra i diversi Stati del mondo. Con immenso piacere ho letto dichiarazioni (di -personalità politiche, di scienziati, di rappresentanti religiosi) contro l'uso di questa tremenda arma di distruzione. Il forte partito laburista, il socialismo democra_ tico della Germania occidentale, che sono contro la C.E.D. Esultai nel leggere la richiesta di messa al bando di quell'arma avanzata dalla Croce Rossa Internazionale, dal Governo giapponese, dal Capo Supremo della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, dal Capo del del P.C.I. Palmiro Togliatti.
E voi, umili operai, che giornalmente accorrete a versare del vostro sangue per ridare la vita,
che nel vostro silenzioso e tanto atile sacrificio che compite quotidianamente non chiedete se è ricco o povero, operaio o iinpiegato, di un partito o di un altro, se è italiano o tedesco o americano o russo o giapp-oneae, cosa ne pensate di questo mezzo che può distruggere tante vite umane?
Dite anche voi la vostra parola: non sarà la parola del capo di un partito o dell'altro, sarà però una parola di lavoratore, di padre, e il sacrificio che già compie per strappare alla matte uomini e donne, maggiounente contribuirà a fermare la mano di chi minaccia l'umanità intera di una strage inenarrabile.
EMIU0
Per ragioni di spazio rinvia• mo al prossimo la Mine«) rubrica « Notizie utili ».
MAR Q avoratori dell'Innocenti per i vostri acquisti di confezioni e tessuti per uomo, donna e bambino chiedete al vostro CRAL il buono MAR
CINEMA S A jJ li O PER IL BIMBO PIU' BELLO
Il 2 giugno con la festa dell'un fanzia si chiuderà il concorso lanciato alla Innocenti
LA TRAMA :
Con foga, Sandko, spavaldo ed intrepido suonatore di « guzla », chiede ai ricchi della città di Novgorod di mettere a sua disposizione navi e viveri per poter carpire alla Fenice il segreto della felicità. I suoi audaci propositi non sono però apprezzati. Deluso ma non vinto, il giovane raggiunge le rive del lago Ilmen per riordinare nella calma le idee e studiare il da farsi. Qui gli appare all'improvviso una bellissima fanciulla: è la principessa Ilmen, che promette di aiutarlo a patto che Sadko al ritorno la sposi. Sadko accetta e con l'aiuto della fanciulla riesce a convincere i ricchi della città a finanziare la sua temeraria impresa. Salutata Liubava, la ragaz-
men che non si dica, tutta la città va incontro a Sadko. Tutti vogliono sapere se ha trovato la felicità e Sadko, stringendo teneramente sul cuore Liubava, risponde di sì: l'ha trovata finalmente la felicità, sua lì nella sua terra, fra la sua gente, accanto a Liubava.
Per lo sviluppo del CRAL
Il consiglio del CRAL eletto recentemente, si è riunito per la suddivisione delle cariche le quali risultano così distribuite:
Presidente: S. Merlo; Segretario: Meazza; Economo: Fumagalli; Cassiere: Rovelli.
Il nuovo consiglio sta studiando j1 modo di sviluppare l'attività del nostro CRAL, però è indubbio che questo sviluppo sarà possibile in maggiore misura se vi sarà anche un contributo da parte della Direzione aziendale. In ogni azienda vi è da parte delle Direzioni uno stanziamento, noi non possiamo disconoscere che anche nella nostra fabbrica vi sia già un contributo, e cioè, l'energia elettrica, il personale di servizio ecc., che sono a carico della Direzione, in ogni caso è insufficente se messo in rapportb all'attività che il CRAL dovrebbe sviluppare e agli stanziamenti che vi sono in altre fabbriche. Noi pensiamo 'che la Direzione abbia per l'avvenire ad esaminare, per il buon nome della ditta oltre a tutto questa necessità. Il Socio
I bimbi sono tutti belli, sono il fiore più delicato e più soave della vita.
Non è quindi per creare antagonismo fra i figli dei nostri lavoratori, che le dorme, nella Giornata dell'8 marzo, hanno pensato
può che lodare questa buona iniziativa assicurando sin d'ora tutto il suo appoggio e collaborazione per la riuscita dell'iniziativa stessa. NORME PER PARTECIPARE AL CONCORSO
- Sono ammessi al Concorso tutti i bimbi di età compresa fra l'anno e i cinque anni.
_ Si partecipa. inviando la foto del proprio bambino, con nome, cognome, età, indirizzo, alla Commissione Concorso, presso il C.R.A.L. Innocenti.
- Tutte le foto saranno numerate in ordine progressivo ed un talloncino col numero sarà inviato alla famiglia. .Tale talloncino dovrà essere appuntato sul vestito del bimbo, il giorno in cui si svolgeranno le finali del Concorso, cioè ii 2 giugno 1954.
a questo concorso, ma poiché la maternità è il sentimento più grande e più puro di ogni donna, l'idea è sorta così, per riunire in una Festa dedicata tutta a loro, i figli dei lavoratori, di tutti noi, ed intorno ad essi, le mamme ed i papà che possano insieme parlare delle loro speranze, delle loro ansie, di come lottano, sperano faticano tutt'insieme per preparare un migliore avvenire alle loro creature. "
Con queste parole il Comitato promotore lancia il concorso per il più bel bambino, aperto a tutti fis figli dei lavoratori della nostra fabbrica.
La Redazione del giornale non
- Le foto saranno esposte su apposito tabellone murale nel salone del C.R.A.L.. in ordine di arrivo. '
- Il giornale Fabbrica sul Lambro sarà autorizzato a pubblicare foto di bimbi, senza influire per resto sull'esito del Concorso.
- La premiazione avrà luogo il 2 giugno, nel corso di una Festa dedicata ai figli di tutti i lavoratori.
La Giuria, sarà composta anche da personalità al di fue'i della fabbrica.
11 Comitato Promotore
NB. - Con successive comunicazioni si renderà noto la composizione della Giuria, le adesioni di personalità, i premi, il programma della Festa, ecc.
za della quale si è perdutamente innam rato durante il suo soggiorno a Novgorod, Sadko parte all'avventura. Da questo momento le peripezie dell'intrepido navigatore si susseguono una dopo Sadko deve prima sc.nfiggere una feroce tribù di guerrieri vichinghi, deve sottrarsi alle insidie di potenti regnanti che ne vogliono ostacolare il viaggio. Ma nulla riesce ad arrestarlo. E giunge cosi in oriente dove finalmente ha notizie della Fenice. Un potente maharaja la possiede. Sadko lo sfida a scacchi: « La mia vita e il mio meravigliosa destriero contro la Femice ». Il maharaja accetta la sfida e la perde. Sadko può così impadronirsi della Fertice, che però non si lascia portar via tanto facilmente. Fissando negli occhi Sadko ed i suoi compagni, essa tenta di addormentarli: « Avete cercato a lungo la felicità... E' qui la felicità; è la quiete, il sonno, il sogno. Dormite, dormite... . No, non può essere quella la felicità. Sadko si fa forza, spezza l'incantesimo ed esce, trascinando seco i compagni che già hanno ceduto al sanno, dal palazzo del maharaja, deciso a tornare a Novgorod, dalla sua Liubava che fiduciosa l'attende. Ma le sue peripezie non s-no terminate. Una tremenda tempesta sta per travolgere lui e la sua nave. La devota Ilmen torna ancora in suo aiuto. Gli ricorda 'la promessa, ma quando si accorge che il cuore di Sadko appartiene ad un'altra donna, rinuncia a lui e generosamente gli indica la strada del rit -rno. Sadko può cosl tornare sano e salvo a Novgorod, dove, tranne Liubava. nessuno ormai più l'attende. La notizia del suo arrivo si sparge come il lampo. In
Richiesta di spostare le ferie
Continuaz. dalla la pag)
Direzione. faccia la politica del « sempre chiedere e mai concedere »: la collaborazione unilaterale quindi. Infatti, mentre la produzione è Aumentata enormemente aumentata nel giro di pochi anni, sono forse aumentati i salari gli stipendi o il cottimo? dobbiamo rispondere di no, anzi è aumentato il costo della vita, cosicchè in contrapposto a tutte rinunce e sacrifici richiesti dalla Direzione in questi ultimi tempi ai lavoratori, non vi è stata nessuna contropartita.
I lavoratori ragionano e quindi non partano mai da un preconcetto, e cioè non rispondono sempre no alle richieste della Direzione, vogliono però che vi sia una contropartita e garanzie concrete per l'avvenire, ma sopratutto desiderano conoscere chiaramente le ragioni che giustifichino tali sacrifici e, quando esse non sono chiare e convincenti come nel caso presente, risponderti) di no.
Tutti i lavoratori pensano che questo cose devono essere ampiamente discusse, legandole a tutti gli altri problemi di reparto e di fabbrica, in modo da essere orientati. La Conferenza di Fabbrica è la sede più indicata; acceleriamone la preparazione e facciamo tutti gli sforzi per la sua buona riuscita.
Mi hanno insegnato
Pubblichiamo questi versi nel momento in cui i recenti esperimenti delle bombe H, hanno dimostrato il pericolo che corre Pu-; inanità intiera. I lettore ricordi che ''megagaton" in Oltreatlantico è l'unita di rintrura della bomba H e signiftca un milione di morti.
Mi hanno insegnato «madre » alla radice della vita perchè non fossi come il passero a beccare la fare sulla neve, mi hanno insegnato «uomo» mòstrandomi nei libri la fronte dei geni il fuoco dei loro Occhi, mi hanno insegnato « fratello » dicendomi che Caino trovò chiusa ogni soglia, mi hanno insegnato « figlio » perchè il sangue è come la terra che aspetta il seme e la calda estate. Mi hanno insegnato « popoli » perchè il deserto o l'oceano più lontano non fossero distanze per l'amicizia la rondine mi portasse il saluto del negro che m' pensa libero, com'io lo salutai nel freddo autunno.
Mi hanno insegnato « fiducia » e « avvenire» perchè la speranza avesse un termine come il pino ''ha nel vento il vento nella voce dei nidi, come l'uomo l'ha sulla terra se vive piena la sua stagione.
Ed ora che ho imparato « fraternità » 'come una preghiera vorreste insegnarmi « megaton » per spiegarmi scientificamente come si uccide un milione di uomini, come di loro resti un ricordo collettivo nel deserto, senza una rosa senza alcuno che li pianga.
ROMANO PASCUTTO
" Leone d' argento „ alla XIV Mostra Internazionale d' Arte Cinematografica di Venezia
Sviluppi sulla vertenza
Noi la Patria l'abbiamo salvata del conglobamento
La Confederazione degli industriali ha precisato, in una nota consegnata ai rappresentanti dei lavoratori. la propria posizione in merito alla vertenza del conglobamento. Nella nota, l'Organizzazione industriale, si dichiara disposta ad effettuare il conglobamento nella misura massima consentita, e cioè a conglobare l'intera contingenza minima meno la cifra di L. 50 giornaliere, che dovrebbe costituire un elemento sul quale agire in sede nazionale per le variazioni della contingenza stessa.
Per « contingenza minima » la Confindustria intende quella in vigore a Caltanissetta, che ammonta a L. 432 giornaliere. Si potrebbe pertanto arrivare ad un conglobamento di L. 382 giornaliere. La contingenza più alta è quella. di Milano con L. 783 e rimarrebbero quindi fuori del conglobamento L. 401.
Nell'ultimo colloquio avuto il 1° aprile con le Organizzazioni dei lavoratori la Confindustria si è detta disposta a portare la quota ai contingenza conglobabile a L. 400. Si avrebbe così un minimo fuori conglobamento di L. 32 per Caltanissetta (quota più bassa) e di L. 383 per Milano (quota più alta).
La posizione assunta dalla Confind'istria rivela chiaramente il proposito di effettuare una risoluzione parziale del problema del conglobamento, in contrasto con la volontà delle Organizzazioni di lavoratori di raggiungere un conglobamento totale dell'indennità di contingenza..
La posizione dei lavoratori appare più consona alla esigenza chela vertenza del conglobamento impone. e cioè di essere risolta definitivan i ente.
Conglobando invece soltanto una quota parte della contingenza è evid snte che tra non molto tempo, a seguito delle variazioni bimestrali che la stessa presumibilmente subirà, il problema del conglobamento ritornerebbe alla luce con tutte le conseguenze economiche e sindacali che è facile immaginare.
E' inoltre chiaro che basandosi sulla contingenza minima di Cal-
Il dito nell'occhio
Torde perche
Nell'anniversaria di sacrificio di quei nostri lavoratori che non ritornarono dai campi tedeschi di eliminazione, quest'anno fu notata la sola presenza del sig. Montibelli alla funzione religiosa: questa era scontata in partenza. Si osserva che nel 1952 vi parteciparono anche il dott. Fasciano e il sig. Tampieri; nel 1953 il sig. Tampieri; nel 1954, come abbiamo detto, il solo sig. Montibelli.
Forse perchè coincideva con il Decennale della Resistenza
I familiari hanno poi constatato con disappunto il cattivo stato dei paramenti esposti dalla Chiesa di Lambrate: si sono poi domandati come mai quest'anno il prete officiante non abbia benedetta la bara, com'è d'uso e come aveva sempre fatto negli scorsi anni.
tanissetta, gli industriali intendoon accontentare una zona dove non esiste un gran numero di lavoratori (e quindi gli oneri sono minori) a scapito di altre zone, specie di quelle del nord Italia, dove è effettivamente concentrata, la potenza industriale del nostro Paese e dove l'indennità di contigenza risulta più alta.
La posizione della parte padronale è quindi ancora lontana dalle richieste avanzate dalle Confederazioni dei lavoratori. Le controproposte della Confindustria non sono accettabili, possono comunque formare oggetto di discussioni
Approvata la nuova legge sulle
festività
E' stata approvata, dal Senato e dalla Camera dei deputati, la nuova legge sulle festività, che modifica ed integra le norme della legge 27 maggio 1949, n. 260.
L'art. 1 della legge stabilisce
Operai, impiegati
portate "Fabbrica sul lambro„ nelle vostre famiglie
Nelle prime ore di quel lontano 25 Aprile, le sirene di tutte le fabbriche dell'alta Italia chiamarono a ?accolta cittadini e lavoratori di ogni fede politica per assestare l'ultima colpo al tracotante invasore e al suo servo fascista.
Sono ormai trascorsi nove anni 'lana data in cui tutto il popolo lavoratore insorse per cancellare tutto un passato di vergogna.
Neve anni non sono troppi, parche si voglia far dimenticare quale sia il peso di una occupazione e si voglia gettarsi ancora sotto una nuova occupazione da parte di altri eserciti stranieri.
Noi che un giorno, sulle montagne e nelle città, combattemmo coloro che furono dagli stessi go• vernotnti di oggi classificati allora r -aclitori della Patria, siamo costretti ad assistere (col beneplacido delle autorità costituite) a gazzare di giovani traviati e di vecchi nostalgici che, al termine delle loro scialbe manifestazioni, intonano inni del ventennio (giovinezza) (domenica 11-4 in. corso Buenos Aires), senza che ciò desse '.uovo ad un pronto intervento delle forze dell'ordine per stroncare l'insulto alla Resistenza.
che la retribuzione da corrispondere ai lavoratori per le festività deve essere ragguagliata ad un sesto dell'orario settimanale contrattuale o, in mancanza di contratto, di quella di legge, e non già ad un sesto dell'orario settimanale elfetttivamente prestato• permesso;
dal lavoratore.
L'art. 2 prevede che il trattamento per le festività spetta per intero anche ai lavoratori assenti per infortunio, malattia, gravidanza, ferie, permesso, e in caso di riduzione o sospensione dal lavoro, di coincidenza della festività con la domenica, ecc.
L'art. 3 estende il trattamento delle festività nazionali a tutte le ricorrenze festive, escluse le domeniche.
La nuova legge diventerà esecutiva "subito dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Osservazioni
Sono evidenti i vantaggi economici per i lavoratori derivanti con l'approvazione di questa legge, che vanno dal pagamento della -etribuzione di otto ore anche per qua' lavoratori che lavorano a orario ridotto, al pagamento di tutte le festività anche se scadono in domenica. Precedentemente solo le festività nazionali, 25 aprile. 1 maggio. 2 giugno e 4 novembre, erano pagate anche quando cadevano in domenica. un altro vantaggio, per la nostra categoria, è quello del riconoscimento come festività pagate per legge (lei giorni di lunedì dopo Pasqua e del 26 dicembre.
Queste festività ci venivano prima retribuite adoperando due delle tre festività mobili che ci aspettano contrattualmente e che ora rimangono a nostra disposizicne da concordarsi in altra data.
La Commissione Interna (N.d.R.)
All'ultimo momento veniamo a conoscenza che la più grande org. sind. la CGIL, dall'intransigenza padronale è stata obbligata a rompere le trattative.
Nell'Italia dei monsignori e dei capacottari, oggi tutto questo è proteggere quelli che, col loro nefasto passato hanno messo a ferro e a fuoco tutta l'Ha_ lia e che fiumi di lacrime hanno fatto versare alle madri e alle spose, di migliaia di Patrioti che, fedeli alle più belle tradizioni del nostro risorgimento, andarono a morire sulle montagne, nelle città, o ne( lagher tedeschi, al grido ei viva l'Italia e di viva la libertà, mentre i superstiti di quella titanica lotta, altro non fanno che presentarli, di fronte al mondo, come «Traditori della Patria» Noi la Patria l'abbiamo salvata, e di ciò siamo orgogliosi e fieri.
Nel ricordare questa gloriosa data del 25 APRILE noi tutti, partigiani e lavoratori, inchiniamo
le nostre gloriose bandiere sulle tombe dei nostri compagni caduti: Banfi Giacomo, Oolembo Corno Agcstino, De Silvestri Vincenzo, Dolfi Giovanni, Mantice.. Agostino. Marzagalli Luigi. Poloni Giovanni, Pozzi Alfredo, Previtali Battista, Radice Luigi. Villa Dante, per un'Italia libera e democratica, giuriamo di continuare la lotta can la stessa fede che ci ha cenzpre guidato.
L. FUM.AGALLI
la miseria io Italia
Da un' ichiesta parlamentare 869.000 famiglie, pari al 7,5 % del totale. non consumano. nè carne. nè zucchero, ne vino.
A Napoli su 1.100.000 abitanti, solo il 28,7 % figura occupata Nella provincia di Matera esiste un solo ospedale con una disponibilità di 130 posti letto sù una popolazione di 180.000 abitanti.
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Roani Giuseppe di anni 69
Con un'ultimo gesto di bontà il pensionato Giuseppe Rossi ha donato gli occhi a un cieco.
Le lacrime di gioia del minatore Emilio Catena, quando vedrà per la prima volta Maria Rosa, la sua bambina nata quattro mesi fa. saranno il premio migliore e 11 corollario più degno per una vita spesa nel bene e nella bontà.
Il pensionato Giuseppe Rossi è il padre del nostro compagno Rossi Arturo, membro della Commissione Interna, egli pure iscritto alla Lega contro la Cecità e alla Associazione Donatori di Sangue. A lui e alla moglie dell'estinto le pi commosse condoglianze della Redazione e di tutti i lavoratori dell'Innocenti.
"MIMIMMIL
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