Fabbrica Lambro4

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CHE COSE' Di chi la responsabilità della crisi?

questa

"C E D„

Da tempo, in ogni parte del mondo si parla di C.E.D.: nel nostro Paese, dopo l'elezione. del Governo Scelba-kSailag a t sembra ormai prossima la discussioni in parlamento per la ratifica.

E' da quando si è cominciato a pronunciare questa sigla, C.E.D., che la stampa indipendente fa di lutto per non chiarire le vere fuLzioni di questa Comunità Europea di Difesa: finge di non conoscere gli articoli che debbono filmare le Nazioni che vi aderiranno.

è poi l'altra stampa, quella d'i partiti dominanti, la R.A.I., i rotocalchi: questi vedono e vorrebbero far vedere la C.E.D. con uno funzione. anti... comunista. Perché giocare sull'equivoco? Perché non si comincia a dire agli itcliani quali sono gli articoli, quali oneri avrà il nostro popolo ad aderire o meno? Signori del Gomrno che male c'è se. coloro (gli operai, impiegati, contadini, commercianti, ecc.) che vi hanno dato il voto vengano a conoscenza di quelle che vorreste firmare a nome del popolo italiano?

Qulcuno nel leggere queste righe scrollerà il capo, pensando che persino su un giornale di fabbrica si vuol fare della politica; a costoro ci permettiamo di ricordare a la sola cosa: quando scoppia una guerra (calda) chi va al fronte?

Non sono forse lavoratori dell'officina, degli uffici, dei campi?

l lavoratori vogliono sapere chiaramente perchè e come si può arrivare a evitare una guerra: è loro sacrosanto diritto.

D'altra parte è dovere di chi dirige le cose pubbliche rendere edotti i suoi elettori delle azioni che. intende compiere. Chiediamo troppo a questi dirigenti? Se ne vadano, oppure parlino. Siccome non se ne vanno e tanto meno parlano, ci facciamo, doveri> di cominciare noi a partare. Dal prossimo numero inizieremo a pubblicare una serie di articoli sulla C.E.D. che i nostri governan_ ti vorrebbero sottoscrivere pur di far piacere agli americani del orti (mode U.S.A.).

Ai prossimo numero: «Per gli italiani, la C.E.D. ridarà la pena di morte»?

sono le cause della contrazione

La contrazione della produzione alla Innocenti, provocata dalla fiacchezza del mercato, avrà certamente stupito gli eterni ottimisti e coloro che, non in buona fede, malignavano quando i nostri membri del Consiglio di Gestione ripetevano (e da ben due anni) che si palparne", anche per la nostra Azienda, un periodo duro e ne ravvisavano le cause in un progressivo. fenomeno di immiserimento del mercato interno e, contemp:•raneamente, alle progressive difficoltà create all'esportazione.

I nostri Consiglieri non sono certo degli indovini, ma un attento esame della politica economica dei vari governi che si sono succeduti in Italia dall'aprile del 1948 in coi e degli effetti di ogni loro atto, dava la certezza della china paurosa sulla quale il Paese era avviato a velocità progressivamente accelerata..

L'asservimento economico agli Stati Uniti, operato attraverso il piano Marshall, l'E.R.P. e l'O.E.C.E., provocarono lo smantellamento del_ la Caproni, Isotta Fraschini, Cemsa, Reggiane, ecc, e la flessirne produttiva per tutte quelle industrie che producevano prodotti che l'A-

P. S. - Cominciamo intanto col precisare che questa famosa Comunità Europea è sola composta da, Francia, Italia, Germania Occ., Belgio, Olanda, Lussemburgo.

Restano fuori: Inghilterra, Spagna, Austria, Norvegia, Svezia, Finlandia, Svizzera, Jugoslavia, Portogallo. Grecia, se parliamo dei Paesi capitalistici: Germania orientale, Polonia, Cecoslovacchia, Bulgaria, Romania, Ungheria, Albania parlando dei Paesi a democ-:-azie popolare. Teniamo presente che anche questi, geograficamente fanno parte dell'Europa e che bisogna aggiungere, volenti o nol'URSS.

Quindi risulta una Comunità Europea composta da sei Stati (fra questi, 3 non sono certo dei maggiori): restano fuori dieci Stati capitalistici, 7 Stati popolari e l'URSS che canta oltre 200 milioni di abitanti. •

Alla faccia della comunità!

Ci ricorda la Santa Alleanza, ci ricorda d'asse 'Roma-Berlino.

Ci ricorda i famosi blocchi fra stati che :poi conducevano a guerre d, conquista. Mentre invece l'URSS, a Berlino preponeva un trattato di sicurezza colettiva da sottoscrivere fra tutti gl , stati europei.

della

merica ci mandava in « dono » con la conseguenza di un primo notevole taglio al reddito medio dei lavoratori italiani.

L' immiserimento del mercato e gli ostacoli frapposti all' esportazione produzione a seguito della politica atlantica e della C.E.D., di esportare verso i paesi che hanno sempre richiesto e richiedono tuttora i nostri prodotti e che ci hanno sempre fornito ed ancora sono disposte a fornirci il grano, il cotone, il petrolio e tutte le materie prime di cui manchiamo, chiude il tragico panorama della spirale di fame e di miseria.

Poi il rincaro della vita, che i salari e stipendi tentavano di rincorrere (arrivando però sempre un po' più tardi), portò e parta anno per anno, mese per mese, ad un altro taglio al reddito medio dei lavoratori e, di riflesso, ad altre numerose categorie, specialmente del commercio.

Il progressivo paralizzarsi del mercato interno provocò e provoca un aumento ulteriore e altrettanto progressivo della riduzione della Produzione e quindi delle cambiali protestate e dei fallimenti di piccole e medie aziende con conseguenti licenziamenti.

Il riarmo assorbe buona parte delle sempre più elevate tasse esatte dallo Stato (a cui non possono certo sfuggire le categorie più numerose e cioè quelle a reddito fisso) e questo assorbimento impe-. disce gli investimenti in direzione delle aziende IRI-FIM per riammodernamcnti impianti, per nuovi impianti, per finanziare la produzione.

La politica di liberizzazione delle importazioni dai paesi occidentali, non contraccambiata dagli stessi, apre il nostro mercato che viene sempre più invaso dai prodotti degli altri, mentre i nostri prodotti non trovano sufficienti mercati di sb:cco.

Il divieto. impostoci dall'America

Poteva, in una situazione del genere, rimanere indenne la Innocenti? Evidentemente no e difatti, purtroppo, eccoci anche noi in ballo.

Queste le cause. Di chi la responsabilità? Del Governo e della classe dirigente corrotta, incapace, antinazionale che lo esprime. Colpa dei monopoli che spremono il Paese e si arricchiscono sulla miseria del popolo, che non voCono la pace e la distensione internazionale, perché guadagnano miliardi, prima per preparare la guerra, e poi per farla fare agli altri: a noi.

Come uscirne? Battendo sul terreno della lotta unitaria i responsabili di questa situazione e cambiando la politica del nostro Paese.

La salvezza è nel Piano di Ri-. nascita della C.G.I.L., è nella politica di pace e di liberi scambi con tutti, è nella creazione di un mercato interno attraverso un aumento delle possibilità -di acquisto \ della classe operaia e dei lavoratori.

MUNEGHINA

PENTOLA SENZA COPERCHIO

Pastore chi difende?

Dopo trattative segrete tra Pastore e la C'Jlifindustria, conosciamo il segreto. Gli aumenti chiesti da Pastore sono molto al disotto degli ccconti già ottenuti in molte fabbriche.

Ecco alcune richieste:

L. 33 al giorno C.G.I.L.: L. 147 al giorno Messina » » 4 » » » » 211 » »

Matera a a — » » » » 157 » »

Pastore ha ragione, a Matera nulla perché affitto non ne pagano, dato che vivono nelle grotte. Si vede che il viaggio stil America (U.S.A.) gli ha fatto un effetto, tale da renderlo definitivamente ed apertamente servo del dott. Costa e famiglia di profittatori. Ecco gli utili denunciati da alcune aziende (in milioni di lire);

c..umenti

1. 5. R. M. O. Sesto S. G.-Mileno fondo..././t5.7"..b.1.41,1 Anno i° - N. 4 PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FABBRICA INNOCENTI 1\1,irzo 1954 - L. io
1948 1952 Acciaierie Falk 207 562 Pirelli 1.108 2.487 Montecatini 3.175 7.797 Edison 1.710 5.548 Confrontando le
fatte con i profitti dei monopoli,
C.I.S.L.
Confindustria
richieste
gli
concordati dalla
con la
offendono la nostra miseria e la nostra dignità.

Informazioni utili DAI REPARTI E DAGLI UFFICI

Come comportarsi in caso di malattia

Il puntata

Avvenuta la presentazione del certificato medico alla Sezione Cassa Mutua e alla Ditta nei termini stabiliti, l'operaio è in una posizione regolare e, seguendo la malattia, è sottoposto alla visita fiscale da parte dell'Ispettore Sanitario della Cassa Mutua.

Be costretto a letto, sarà l'Ispettore Sanitario che andrà a visitarlo a casa, se nrn costretto a letto, l'operaio è tenuto obbligato a presentarsi dall'Ispettore Sanitario presso la Sezione Cassa Mutua il giorno stesso che dal Sanitario viene fissato.

La cartolina (di vari colori) di contivazione malattia che rilascia il Sanitario deve essere inviata alla Ditta per giustificare la continuazione dell'assenza.

L'Ispettore Sanitario è solo medico di controllo, mentre le cure, l'ammalato, le riceve continuamente dal proprio medico di fiducia (medico mutualistico).

La mancata presentazione alla visita di controllo alla Sezione Cassa Mutua (se non giustificata da un certificato medico rilasciato dal medico curante) comporta •la chiusura della pratica di malattia bloccando a quel giorno il pagamento della indennità giornaliera.

L'operaio deve aver cura di farsi 'rilasciare dalla Sezione Cassa Mutua, la eart:ilina richiesta -dati salariali (verde per Milano, altri C3--X terla subito all'Ufficio Personale lori per fuori provincia) e trasmetOperai per la compilazione e l'Ufficio Personale, appena compilata, la ritrasmette alla Sezione Cassa Mutua dove è iscritto il mutuato.

A guarigione avvenuta l'operaio riceve dall'Ispettore Sanitario o dal medico curante la cartolina (vari colori) di fine malattia che lo dichiara guarito e in grado di riprendere il lavoro dal giorno .....

Questa cartolina l'interessato la deve presentare (il giorno stesso di ripresa del lavoro) all'impiegato addetto che gli consegnerà il cartellino orologio.

Anche nel caso di un'assenza di 1, 2, 3 giorni (giorni considerati di carenza) l'operaio deve presentarsi al lavoro munito del certificato medico a giustificazione dei giorni che è rimasto assente avendo l'avvertenza che sul certificato vi sia ben scritto è guarito e in grado di riprendere il lavoro. Diversi di questi certificati portano la prognosi: g. 2 s. c. (giorni 2 salvo complicazioni); l'operaio non. può essere ammesso al lavoro se non vi è scritto quanto sopra detto.

In caso di ricovero in ospedale, se urgente e non ancora a malattia denunciata, farsi rilasciare. per la Ditta, dall'Ufficio accettazione dell'ospedale stesso, il certificato di ricovero; se il ricovero viene durante il corso della malattia detto documento lo può rilasciare anche la Sezione Cassa Mutua.

E' bene tener presente che alla uscita sia da una Clinica che dall'Ospedale bisogna sempre farsi rilasciare il certificato del periodo di ricovero. Detto documento serve al per il pagamento della differenza indennità spettante a 1RI.A.M.L.I.

(Segue al prossimo numero) L'Informatore

Se c'è proprio un reparto d ve si può applicare il noto: adagio Biagio... è proprio il reparto 12.

— Ghe pensi mi! Dice spesso qualcuno; ed infatti pensandoci lui, non ci pensa nessuno.

Nel gruppo delle macchine automatiche è capitata una «disgrazia tecnica » p -oprio così. Spieghiamo: vi sono i carrelli per mettere dentro i truccioli ed il lame prodotto dalle macchine automatiche, che hanno delle ruotelline come quelle del monopattino dei bambini.

Quando si tratta di spingerli, pieni di lavoro, è una vera « disgrazia tecnica » che qui diventa fatica da sudare.

Inoltre spingendo il carrello, che va dove vuole, s'incontrano sul pavimento delle buche (che una volta tanto si riparano male) e le famose ruotelline vanno dentro, e qui ti voglio a tirarlo fuori. Vanno al cielo imprecazioni innominabili a favore degli ideatori.

Speriamo che quelli che faranno per il futuro, dei quali abbiamo, bisogno, abbiano le ruote molto; più grandi e siano costruiti con uni altro criterio.

Abbiamo nel reparto una mola, dove gli operai affilano il materiale impregnato d'' Zio. Lasciamo immaginare il fumo dell'olio e la polvere della mola che si respira, tutto a •beneficio dei polmoni. Non sarebbe ora che si provvedesse a mettere degli aspiratori? Ci teniama a far JUIJC7 t, che n n siamo disposti ad arrivare al punto di ammalarsi. Questo non è un modo per prevenire malattie?

Ultima questione, crediamo opportuno segnalare che sarebbe bene impiegare un manovale ad affilare le barre di ferro per le macchine automatiche, essendo stato fatto sino ad oggi dagli operai non competendo loro.

Guardino anche la salute dei lavoratori

La nostra fabbrica è riconosciuta come una delle più moderne officine: macchine ultimo grido della tecnica. Chiediamo un ulteriore riammodernamento e del macchinario e degli impianti in genere. Constatiamo che si sta lavorando in questo senso.

Vogliamo far rilevare però, che sta bene macchine e capannoni nuovi: sta male 'chi ci deve vivere nei capannoni, specialmente per quelli nuovi. Questi, s-no stati esposti a tutte /e--inteniperie per quasi dieci anni: ora sono stati ricostruiti. Scantinato non, ne esiste, il riscaldamento lascia assai desiderare, così, chi è obbligato a passarvi le giornate, si assorbe lutto l'umidità.

Almeno lasciassero usare, agli operai e impiegati, le pedane di legno! Ma no queste; sono forse antiestetiche.

Sappiamo una cosa (sevpur generica poichè dal FIAMLI forse non è possibile per noi lavorat - ri avere statistiche); che i lavoratori di questa fabbrica sono colpiti da forme reumatiche e artritiche in percentuale altissima rispetto ad altre officine: casi di tubercolosi si susseguono pure con ritmo impressionante.

Fin'ora nessun provvedimento per salvaguardare i lavoratori è

stato preso; quello per mandar fuoi cronici, sì. Entreranno dei sani e poi diventeranno cronici. Tanto sul mercato c'è disponibilità.

Invitiamo la Direzione a provvedere: perché, ad esempio, il nuovo capannone è stato ricostruito senza i fircestr:ni laterali come per il G III? Sarebbero serviti a meglio arieggiare nell'estate (quindi asciugare prima).

Sistemare i cottimi allo STA / ME

Sono stati sistemati i c:ttimi? Certamente no! Dopo ripetute richieste in tal senso, al meccanico ci troviamo ancora in una situazione catotica. E una impostazione di tutto il sistema cottimi non aderente al giusto procedimento.

Vogliamo dare alcuni esempi dimostrativi: alla lavorazione oon macchine pesanti, difficilmente al lavoratore viene data una balelita di cottimo corrispondente al tempo necessario per la lavorazione; il tempo è inferiore e l'operaio lo segnala subito, ma qui comincia la via crucis, dopo che gli uffici competenti hanno esaminato con controlli, bolle vecchie, tempi già stabiliti, l'operaio si sente rispondere: lei termini il lavoro poi sistemer3 il prezzo, .il guaio è che la sistemazione del prezzo viene sempre effettuata in modo poco corretto in quanto si prendono tutti i cavilli per non superare una certa media già stabilita dagli «organi superiori », questo non è cottimo ma il mezzo per accelerare la lavorazione senza una giusta retribuzione.

Nella2media e piccola lavorazione, il sistema è più confuso ancora, pertanto bolle già vecchie ritornano senza nessuna modifica, senza che vi siano accorgimenti tecnici, con i pezzi decurtati, e qui di nuovo la vai crucis (da notare che rivolgendosi ai capi reparto è fatica vana in quanto nel sistema cottimi non gli è data quella facoltà che dovregge competergli). Questi fatti creano malcontento fra i lavoratori e questo a discapito di una migliore produzione oltre a tutto.

Al meccanico dobbiamo dire, manca totalmente un sistema organizzativo per ottenere una lavorazione a cottimo (mancanza di manovali in aiuto per prelevamento attrezzi ecc. e quindi forte perdite di tempo, magazzini che non hanno gli attrezzi in condizioni di uso ecc.), da ciò ne deriva un forte squilibrio sui tempi stabiliti per la lavorazione, del resto, e detto dai suddetti uffici, ancora oggi non soon in grado di stabilire con esattezza il costo di una lavorazione, dunque non vi è certamente una lavorazione a cottimo ma una forma di premio di produziohe; questa situazione certamente si riperquote su altri settori di produzione del meccanico che non sono dei « cottimisti » ma concottimisti.

Non vi è quindi al meccanico l'applicazione del cottimo nel suo vero aspetto, questa situazione si potrae da tempo, pensiamo sia ora di applicare dopo uno studio approfondito, una forma di cottimo giusto, questo tornerà a vantaggio dei lavoratori sì, ma anche della produzione. Un gruppo di lavoratori

Lettera in Redazione Le docce che supplizio

Cara Fabbrica sui Lambro, vorremmo porre all'attenzione degli organi competenti il problema delle doccie perché pensiamo che ormai sia ora di risolverlo; perché dato i nostri lauti guadagni non abbiamo la fortuna di averne uno personale.

Erano quattro o cinque doccie sgangherate quelle vecchie, però possiamo dire che almeno in quelle, se dovevamo fare mezz'ora di fila, perlomeno non incorrevamo nel pericolo di pelarci con l'acqua bollente, come maiali, perché ogni operaio poteva regolarsi la temperatura a suo piacimento.

Non così si può dire per quelle nuove, possiamo affermare senza tema di smentita, che l'impianto delle doccie nuove è una vera porcheria, infatti: non solo ci si pela con, l'acqua bollente perché non la si può regolare, il bello inizia quando ci si deve lavare, infatti abbiamo solo due braccia o due mani ed esse ci servon ,entrambe per lavarci, non ne abbiamo una terza per schiacciare il pulsante per far scendere l'acqua, a questo punto iniziano le acrobazie, sì, perchè appena si toglie il dito dai pulsante l'acqua non scende più. Gli operai a questo proposito si eran', con ingegno, costruiti degli attacchi da applicare al pulsante in modo da far scendere in continuità l'acqua, ma la vita comoda non è fatta per gli operai, così can un'ispezione nei credenzini sono stati tutti sequestrati.

A questo va poi aggiunto, che su quatt -rdici doccie ci sono dodici attaccapanni, viva quindi la modernità e la comodità, quando però (e speriamo presto invitando la C. I. a intervenire) è tale. Un gruppo di operai che ha la « fortuna » di usare le doccie in fabbrica.

Carissimi operai, «Fabbrica sul Lambro» non può che associarsi a voi per la giustezza di quanto chiedete, anzi vi possiamo assicurare che non mancheremo di intervenire presso i nostri organismi perchè al più presto si risolva questo problema.

'Fiocchi roda- azzurri

Annunciamo la nascita di:

Gabriella, figlia di La Malfa Vittorina, operaia del rep. 97.

Maria •Grazia, figlia di Rigamonti Giulio, operaio del rep. 45.

Daniela, figlia dell'operaio Dragoni Giordano del rep. 1.

Felicitazioni e auguri dalla Redazione.

Leggete e diffondete "Fabbrica sul Lambro„

Scrivete a « Fabbrica sul Lambro » presso C. I., v. Pitteri, 81 - Milano.

2 FABBRICA
SUL LAMBRO
"Disgrazie tecniche ...„ e fatica da sudare al Rep. 12

Un'inquadratura del film <Cronache d. poveri amanti a realizzato dalla Coop. Spett. Produttori Cinematografici. Questo .film è stato scelto dalla selezione per rappresentare il cinema italiano al Festival di Cannes. La Coop. Spett. Prod. Cinema, lancerà per poter continuare nella sua opera, una sottoscrizione fra i lavoratori; sin d'ora invitiamo tutti a contribuire.

CINEMA " Cronache di Poveri Amanti„

Inaugurata la Sede del Moto Club

La grande famiglia dei lambrettisti

Domenica 14 marzo alle ore 10 in via Bellotti 4, si è svolta Lirinaugurazione della nuova sede dei lambrettisti della ns/ Fabbrica.

Abbiamo con piacere visto il salone gremito di, Soci, di lavoratori appassionati a questo sport sulle due_piccole ruote, che nel passato, e anima più nel presente <ce lo dice il programma illustrato nelle relazioni) saranno gli ambasciatori, nelle corse e nelle gite, di tutta la grande famiglia che vive nella fabbrica tesa a sempre meglio onorare un nome che ormai corre per il mondo a significato della genialità del lavoro italiano.

Ha aperto lavori. il Sig. Fumagalli Luigi, Vice Presidente del Sodalizio ,noto corridore di cui ricordiamo in particolare le onorevoli prestazioni nella Milano-Taranto definita la corsa più lunga del mondo..

IL FILM CHE OGNI LAVORATORE DOVREBBE VEDERE

Sette anni fa questo libro di Va_ sci Pratolini narrava agli italiani un episodio di lotta antifascista svoltasi nel 1925 a Firenze.

Il fascismo, con le persecuzioni e le violenze contro i lavoratori si era aperto la via al potere, con l'appoggio del governo trasformava il potere in regime.

Da qui un regista (Lizzani) onora la grande protagonista di questo storia, la cla-s.se operaia, dedicandole un film realistico che ha superato cigni ostacolo e censura per merito del suo finanziamento fatto da migliaia di lavoratori uniti nella Cooperativa Spettatori-Produttori Cinematografici.

Avviene l'avvenimento storico della collaborazione feconda tra la letteratura sociale che si ispira agli atti costruiti dal popolo nella sua lunga marcia verso l'emancipazione e il Cinema.

Via del Corno, una via di Firenze, nel film di Lizzani, scompare come tale, per rappresentare tutta l'Italia di quel periodo storico del nostro Paese, i contrasti e le lotte che in essa si combattevano, quel periodo storico che, sopratutto i giovani, ancora n n conoscono nella sua giusta misura e che oggi con tutti i mezzi si cerca di falsare.

Gli avvenimenti del film sono la dolorosa storia d'Italia, ecco la notte dei massacri o meglio come venne definita dell' Apocalisse, della

Scuola di scacchi

Portiamo a conoscenza di tutti coloro che volessero imparare questo interessante giuoco o conoscendolo un poco, perfezionarsi, che il Prof. Avogadro Agostinucci — Direttore della Rivista « La Scacchiera » — darà le lezioni gratuite a quanti vorranno frequentare il Corso.

Il luogo e gli orari di tale Corso saranno decisi dai par'tecipanti.

Le iscrizioni si ricevono dalle ore 12,30 alle ore 13 presso il Rag. Balzarini, Uffici C. R. A. L.

caccia all'uomo, all'antifascista, dove si entra nelle case in venti lasciando vedove, madri e figli nel dolore e nella disperazione, non è la fantasia, del regista questa, è la storia eroica dei lavoratori che si battono per fermare la tirannide in marcia, il proletariato si difende, Maciste con Ugo che corre tutta, la notte per le strade di Firenze ad avvisare í compagni che si salvino, batte anche alle porte dei democratici passivi, inerti, e urla loro venite con noi perchè il pericolo è comune, difendiamoci uniti perchè altrimenti è finita anche per voi.

Consigliamo a tutti i lavoratori di vedere questo film perchè in esso c'è l'esperienza valida ancora oggi di come si deve lottare per difendere la democrazia e la libertà, quest'opera non si può non vedere con simpatia, merito del regista che si è laureato tra gli artisti più sicuri del cinema italiano di oggi e di domani.

Il Recensore

Visitare

Il nostro CRAL ha intenzione di migliorare il livello culturale degli iscritti e dei simpatizzanti. Da parte nostra bisogna che se ne comprenda lo sforzo e si cerchi di assecondare le iniziative che lo stesso intraprende.

Un tipic) esempio dt disinteres&mento lo abbiamo dato querelo il CRAL tentò di organizzare una comitiva• per la visita alla Mostra di Picasso, guidata da un esperto critico d'arte.

Non un aderente!! Obiettare che la ragione di questa diserzione debba tutta ricercarsi nell'Artista è alquanto infantile chè, per quanto assurdo-astruso-ostico sia Picasso, lo stesso è pur sempre interessante non foss'altro per la motivazione della sua non avvicinante maniera.

Il CRAL vuole organizzare una nuova visita guidata alla Mostra di Rembrandt e dei Pittori Olannesi del Seicento. Non bisogna Mandare a vuoto questo nuova tentativo.

La Mostra di Rembrandt è una mostra interessantissima che ano-

Prende poi la parola .la segreteria nelle persone dei Sig. Zanfrani Orazio, Bassi Carlo, Brun Mario,- Fanali Sestilio, Gobbo Carlo, che svolge la relazione organizzativa, Tecnica, Finanziaria, presentando ai Soci i vari bilanci delle attività future che sono stati a varie riprese approvati dall'assemblea all'unanimità.

Inoltre alcuni soci hanno voluto precisazioni dal Consiglio circa i1 senso per cui il Sig. Davide Ettore aveva rassegnato le dimissioni da Vice-Presidente, motivandole, una prima volta per ra-gioni di famiglia, e dopo H rifiuto del Consiglio, riproposte per ragioni di salute.

Avendo la cosa originato qualche malinteso chiedevano delle chiarificazioni.

Dopo questa chiarificazione il Muneghina Mario, riconfermato Presidente del Moto-Club per li fiducia e la stima che le sue capacità godono fra i Soci, ha temito il discorso inaugurale illustrando e prospettando le direttive da seguire nell'attività agonistica e ricreativa del Gruppo che saranno tanto piu alte quanto sarà grande sa volontà di lavoro e di collaborazione dei Soci.

Notati tra i presenti: il sig. Mer_ lo Serafino, Presidente del nostro CRAL; il rag. Balzarini. il sig. Monti Mario e due mascotte del Moto-Club: le signorine Airaghi e Mayolani, che davano il benveltto agli ospiti.

La Redazione del giornale si associa nell'augurare un fecondo lavoro a questo organismo che si Inquadra con le altre organizgaz 7 oni interne al servizio del lavotore per dargli le possibilità di svago e di emancipazione necessarie dopo la sua settimanale fatica

Rubrica Tecnica ?

Col prossimo numero è no. stra intenzione aprire su queste colonne una rubrica tecnica.

Caratteristica di questa rubrica non è di trattare determinati problemi tecnici, ma rispondere a domande di quesiti postici dai lavoratori illustrandoli nel modo più ampio possibile.

di Pittura di Rembrandt

Qr este chiarificazioni il Consigio, giustamente, le girava all'interessato che chiamato al banco della Presidenza, spiegava all'Assemblea attenta dei Soci che nulla esso aveva da recriminare, ne verso il Consiglio, ne contro alcuno In particolare, sue ragioni di famiglia e dr salute gli impedivano di continuare nell'impegno. , ra Milano e gli organizzatori. Non si ripeterà tanto facilmente l'occasione di vedere riunito un così cospicuo numero di opere tutte di alto livello artistico, tutto senz'altra indicative.

Mettiamoci bene in testa che le visite individuali approdano a ben poco, dato la non sufficiente preparaaCne artistica di noi lavoratori (eccezione fatta di pochi iniziati' e l'impossibilità quasi assoluta di poter risalire alle origini e dedurne le derivazioni degli artisti che espongono.

Se il numeo degli aderenti sarà inc:raggiante, in seguito, si organizzeranno altre visite a Gallerie, Monumenti, Raccolte ecc. di Milano, sempre guidate da esperti e vedremo allora che, poco a poco, verso il Bello nella sua espressione ci sentiremo sempre più attratti dall'arte e constateremo che un Coppi scatenato, un'inter-Milan in fregala possono, qualche volta, essere sacrificati a ideali più consistenti.

Speriamo che questa iniziativa sia accolta favorevolmente suscitando quell'interesse a tut to vantaggio dei lavoratori stessi. Perciò tutti quelli che desiderano siano loro chiariti certi problemi inviino le domande alla Redazione, che si preoccuperà di rispondere avvalendosi dell'opera di nostri tecnici che sono in fabbrica.

RISULTATI ELEZIONI CR A L

Portiamo a conoscenza dei lavoratori i risultati delle elezioni del Consiglio del CRAL, avvenute nell'ultima settimana, di marzo.

FABBRICA SUL LAMBRO 3
UNA BUONA INIZIATIVA CULTURALE
la Mostra
Consiglieri eletti: Pumagalli Luigi voti 531 Merlo Serafino » 524 Tosi Mario » 313 Soresina Mario » 304 Torti Luigi » 293 Meazza Angelo » 287 De Simone Michele » 263 Franco Nicola a 233 Rovelli Renato » 195 Siluraci eletti: Albertario Davide voti 547 Baldissara Ezio » 421 Pinelli Aristide » 219

Sono caduti per la libertà

Non dimenticare!

La vecchia direzione diede i loro nomi alle S. S.

Il 10 Marzo abbiamo commemorato i mostri Martiri. La calda parola del Consigliere Provinciale Armando Cossutta ha fatto sgorgare dal ciglio dei parenti dei Martiri e da quello di tutti i presenti una lacrima e, dai cuori, un impegno; Non dimenticare. E noi non dimenticheremo.

I presenti sono rimasti' addolorati e stupiti nell'apprendere che la Direzione Aziendale non aveva concesso il permess ) ad un gruppo di studenti universitari, che ne aveva fatto richiesta, di partecipare alla cerimonia.

I lavoratori dell'Innocenti provenienti da altre fabbriche e da quelle smantellate come la Caproni, l'Isotta Fraschini, ecc. sappia-no che se all'Innocenti esistono ancora certe libertà, esse furono conquistate precisamente attraverso il sacrificio dei nostri migliori compagni di lavoro, alcuni dei quali furon) annientati fisicamente nei campi di sterminio nazisti.

E' bene anche ricordare che i deportati furono prelevati in Fabbrica e che certamente qualcuno della vecchia Direzione dette i nomi agli aguzzini della S.S. La Direzione attuale avrebbe dovuto avere la sensibilità di partecipare essa stessa alla manilestaztone che implicitamente suona anche a condanna verso chi, allora operò la delazione.

Perché gli studenti universitari volevano partecipare a questa nostra cerimonia?

Non certo perchè appartenenti a partiti di sinistra ma solo per il desiderio di essere vicini agli operai in una mesta c-mmemorazione che accomuna tutti coloro che non hanno dimenticato come la Patria sia risorta per la somma di sacrifici sanguinosi di decine di migliaia di uomini e di donne appartenenti alle più svariate categorie, operai, impiegati, c:ntadini, liberi professionisti, ecc.

Il dilagare degli scandali più vergognosi denuncia all'opinione pubblica la corruzione delle caste dirigenti e gli studenti, così come numerose altre categorie di intellettuali, liberi professionisti, piccoli e medi operatori economici, vedono nella semplicità della classe operaia e dei lavoratori la speranza di salvezza per l'avvenire della civiltà. Sentono che nei la-

Migliorare il tenore di vita dei lavoratori per allontanare la crisi

I lavoratori lottano per salvare l'industria

Necessità di convocare la Conferenza di Fabbrica

La lotta per il migli:ramento'del tenore di vita del lavoratore iniziata dal reparto l,9 (come annunziato sul numero precedente) si estese giornalmente a tutto lo stabilimento: ogni reparto dimostrò alla Direzione la ferma volontà di proseguire sulla strada della rinascita del Paese.

I lavoratori ormai sanno benissimo il perchè della chiusura di tante fabbriche; sanno benissimo che non è crisi di sovrapr:duzlone.

I lavoratori hanno bisogno di comperare, non hanno purtroppo i mezzi per gli acquisti. Chiedono questi mezzi; li chiedono agli industriali invitandoli a diminuire i foro utili.

Da tempo la C.G.I.L. chiede il conglobamento, la perequazione, l'avvicinamento dei salari femminili a quelli maschili.

Anche la nostra fabbrica risente della depressione economica del nostro Paese. Nell'attuale situazione, la Direzione ha creduto prendere dei provvedimenti.

'voratori si mantiene pura e operante quella fede nell'avvenire per cui, quando nel grigiore dei più tristi giorni del 1943 e 1944 tutto sembrava crollare ed ogni speranza pareva follia, essi seppero affrontare serenamente anche il supremo sacrificio e, capovolgendo la situazione, seppero dare al popolo la certezza del domani. I giovani cercano affannosamente di scrutare a fondo, nella schieramento delle forze sociali in lotta, quali siano le più limpide, le più sane, le più sincere; quelle che sono davvero le depositarie delle più belle tradizioni dr disinteressato amor patrio, quelle capaci di affrontare anche il supremo sacrificio per un ideale e vedono negli umili lavoratori che non conoscono gli stupefacenti, le orgie bestiali, lo sfarzo che offende la miseria, la parte veramente attiva e sana del paese, vedono in essi le forze che garantiscono nel mondo la marcia in avanti della civiltà. Per questo desideravano partecipare alla nostra •manifestazione e per questo il divieto della Direzione è stato via madornale errore che ha indignato tanto i lavoratori quanto gli studenti, ed oggi quindi gli uni e gli altri, hanno imparato a loro spese, qualche c -sa di più.

SURACE

OREFICERIA

Anche in questo caso, ccme nei mesi scorsi, tali provvedimenti producono un danno economico... ai lavoratori: precipuamente agli operai dei reparti 16, 18, 19.

Ricordiamo l'ultirna conferenza di officina. In quel dibattito fu detto che la nostra fabbrica, allora, si presentava come un is:la nel mare in tempesta; fu detto allora che i lavoratori della Innocenti non potevano estraniarsi dalle lotte che stavano conducendo altri operai, altri impiegati.

L'IRI-FIM spende così male i suoi soldi (che sono poi i nostri) che non riesce a far rinascere la Breda, l'Alfa Romeo ecc.; queste fabbriche non possono così nuocere a Falk, a Valletta,

La crisi si allarga e ormai ha investito anche la Innocenti.

Noi crediamo che ora, più che mai, dobbiamo unirci maggiormente nella lotta per il migli - rumeni° dei salari e stipendi.

E' una lotta che dobbiamo condurre unitamente ai lavoratori di

Case per

I governi che, dal 1947 ad oggi, si sono succeduti alla direzione del Paese, non han saputo risolvere con la dovuta decisione e rapidità (in problema che per il suo carattere d'urgenza diventa ogni anno più grave: l'insufficienza di case.

Nel settembre del 1953, durante il dibattito, in sede parlamentare, sul bilancio del ministero dei lavori pubblici, lo stesso ministro ebbe a dichiarare che la ricostruzione, a 8 anni dalla fine della guerra, non era comp'.etamente ultimata e che, dei 6.160.000 vani distrutti o danneggiati, solo 4.350.000 erano stati riparati e 2.500.000 c2struiti ex novo (di cui 1.675.000 sono le stanze cioè i vani abitabili).

Poichè la popolazione italiana dal 1940 ad oggi aumentata in media di 455.000 unità all'anno e il patrimonio edilizi) esistente subisce una continua decimazione a causa dell'età, dell'incuria e delle calamità naturali, tanto da richiedere una necessaria sostituzione, ne consegue un 'eccessivo affol.lamento delle abitazioni popolari e un estendersi del « tugurio» ai margini delle grandi città, dove in grotte o baracche, trovano rifugio coloro che han perduto la casa e per gli alti prezzi non possono affittarne un'altra, infatti con la necessità di case, stando alle dichiarazioni nel giornale « 24 Ore »,

altre fabbriche, che già da tempo sono stati colpiti. In questa lotta su scala generale noi dobbiamo vedere anche la l tta per salvaguardare i diritti civili in fabbrica che si sono conquistati i lavoratori il 25 aprile 1945: libertà delle Commissione Interna, libertà di pensiero e di parola, libertà di stampa, libertà nella scelta dei metodi di lotta.

Crediamo pure opportuno si faccia al più presi) un'altra conferenza di fabbrica: dibatteremo ampiamente i problemi che ci assillano: il ,ammodernamento della nostra fabbrica deve aiutare a superare l'attuale situazione, non a vantaggio di una sola parte.

Partecipiamo tutti, impiegati e operai, alla prossima conferenza. Manteniamoci uniti per c:ndurre meglio la lotta intrapresa contro la miseria endemica, contro la farne, che grava pesantemente sul proletariato:

OAVALLARI GIUSEPPE

lavoratori

ci sono in Italia 2.159.000 locali vuoti.

I partiti di sinistra più volte hanno denuncaito l'insufficienza e la inorganicità dei provvedimenti governativi nel settore edilizio, le stesse leggi per l'edilizia sovvenzionata, il piano INA-Case, gli stanziamenti ordinari e straordinari per l'Istituto Case Popolari ecc. han saputo fornire, dal 1947 ad oggi, solo 945.000 vani: numero assolutamente irrisorio nei confronti delle esigenze esistenti.

L'opposizione democratica durante la passata legislazione, aveva presentato al Senato un pr:getto di legge per incrementare la costruzione delle case economiche-popolari.

Secondo le linee principali di questo progetto era prevista la costruzione minima di 300.000 vani utili all'anno, onde mettere a disposizione, a prezzo accessibile, un congruo numero di case da assegnarsi indistintamente a tutti i lavoratori bisognosi. Naturalmente ne il governo d'allora ne r. governo d'oggi può dar corso ai provvedimenti legislativi presentati dai parlamentari del popolo; il governo della corruzione deve difendere i profitti dei vari Montagna e soci, almeno fino al giorno in cui verrà trav:lto dall'indignazione popolare.

T E L . 8 0 . 3 7. 3 9

I dipendenti dell' Innocenti richiedano il buono al

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