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Fabbrica Lambro23

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IL VOTO DEI LAVORATORI

E' UN SEVERO MONITO PER INNOCENTI

Per difendere i diritti dei lavoratori è indispensabile la collaborazione tra tutti i Sindacati

I risultati su esposti sono tanto eloquenti che costituiscono da sè un indicativo e significativo commento.

Sono state sconvolte tutte le generali previsioni che in sede di programma elettorale erano state formulate dai vari dirigenti e secondo le quali avrebbe dovuto verificarsi la «grande crisi della F.I.O.M. » che a malapena sempre secondo dette previsioni, avrebbe potuti, aggiudicarsi 3 seggi.

Una sorpresa dunque?

Non diremmo. Per quanto inattesa da una parte dei lavoratori confesseremo che l'affermazione della FIOM non ci ha preso alla sprovvista. poichè le considerazioni che ci facevano propendere per tale fatto erano ben differenti da quelle dalle quali muovevano i rappresentanti della lista di maggioranza, e si sono dimostrate poi alla realtà dei fatti ben più valide e consistenti di quelle.

Chi infatti nel periodo pre-elettorale si fosse /atto briga di interpellare i rappresentanti della lista della Concentrazione Democratica non avrebbe potuto fare a meno di rimarcare l'ostentata sicurezza della quale essi facevano abbondantemente sfoggio, sembravano tanto quei saper uomini abituati a montare in cattedra, ed a considerare con un senso di distaccata condiscendenza i propri subalterni. Non soltanto escludevano a priori e con risolini ironici la possibilità di un miglioramento della posizione della corrente FIOM ma già discutevano d'una ripartizione di seggi alla quale sembrava la stessa fosse quasi estranea. Presunzione od errore di valutazione?

Un po' l'uno e un po' l'altro. E non ci si venga a dire adesso che, beh, sì, la corrente della CGIL ha conquistato 230 voti in più dello scorso anno, ma in definitiva è soltanto perckè è aumentato il personale dipendente, poichè è proprio su questo fattore che essi Fondavano le loro aspirazioni; pensavano infatti, loro, che i nuovi assunti, e questo non è certo un segreto, passati attraverso il maglio della discriminazione politica avrebbero senza dubbio optato per i candidati e la lista della Concentrazione Democratica. Ecco l'errore, e che errore!

Se poi questa fondamentale errata considerazione, che servì da base al loro pronostico, la inquadriamo nel clima generale della fabbrica, nella qua-

I RISULTATI DELLE ELEZIONI

OPERAI (totale voti validi: 2420)

C. G. I. L. Voti 1330 (cioè 55° o) - seggi 5 Concentr. Democr.: Voti 1090 (cioè 45° o) - seggi 4

IMPIEGATI (totale voti validi: 581)

C. G. I. L. Voti 79 (cioè 15° 0 ) - seggi O Concentr. Democr.: Voti 502 (cioè 85° e ) - seggi 2

le ancora troppo vivi sono i ricordi quei nefasti avvenimenti del periodo che precedette le penultime elezioni, e se vogliamo integrati dagli ultimi e più recenti (ammonizioni, richiami, allontanamenti) avremo la spiegazione del loro retrospettivo atteggiamento, che li induceva a pose tanto ottimiste.

Noi però che viviamo a quotidiano contatto con le maestranze dubitavamo della loro fiducia, e consideravamo le elezioni nella loro obbiettività. Sapevamo che l'annata sindacale aveva lasciato insoddisfatti gran parte dei lavoratori, e sapevamo altresì che molti di quei nuovi assunti definiti ed a sproposito «apolitici» avevano invece una profonda coscienza politica ed un chia-

ro concetto della propria funzione sindacale. Lo sapevamo non soltanto per i contatti diretti che avevamo avuto con essi, ma piuttosto per il fatto che pure loro vivono nel nostro stesso mondo, pure loro tribulano e soffrono come noi, e come noi aspirano ad un mondo più giusto e più buono.

Ecco dunque la differenza tra il pronostico dei dirigenti della Concentra. zione ed il nostro, ed ecco perehè essi sono rimasti in parte delusi, e lo saranno sempre se continueranno nella loro politica astratta, fondata sulla docile sottomissione al padrone e la rinuncia alla difesa degli interessi dei lavoratori.

più un fenomeno, vi sono esempi di una stretta collaborazione che si dimostra sempre più fruttifera, tra diverse organizzazioni sindacali, che al di sopra d'ogni barriera ideologica o politica offrono un baluardo comune al peidrone ed ottengono grandi successi, altrimenti irrealizzabili.

Nella nostra fabbrica dopo queste elezioni è necessario che le organizzazioni che si sono poste in lizza si scano, non è infatti più possibile continuare sulla falsa riga dello scorso anno. Vi sono attualmente nella fabbrica due correnti altrettanto forti, che rappresentano migliaia di aderenti, o di simpatizzanti, sarebbe perciò impossibi-. le se non assurdo che la lista di maggioranza voglia continuare nel tentativo d'ignorare ed escludere dalla scena sindacale dell'azienda una corrente forte come la FIOM, che in queste ultime elezioni ha totalizzato più di 1400 voti ed i cui rappresentanti di lista hanno ottenuto, e crediamo sia questo un fatto che certi nemici dichiarati della C.G.I.L. debbano attentamente considerare, quasi il doppio dei suffragi accantonati da quelli della Concentrztzio, ne Democratica.

Già molte altre volte è stato /atto appello allo spirito di collaborazione (continua a pga. 4)

Perchè i guadagni devono aumentare solo per Innocenti?

Le maestranze esigono

Nel mese scorso come certamente ricorderete demmo notizia della presenta. zione d'una richiesta di premio posta in Commiss. Interna dal Comitato FIOM.

Tale proposta venne poi fatta propria dalla C. Interna stessa che la presentò in Direzione, la quale si disse disposta ad un abboccamento per la eventuale definizione della questione soltanto dopo che si fossero tenute le elezioni per il rinnovo della C. Interna.

Questi i fatti. Ebbene ora dopo le elezioni tale proposta si pone in termini immediati; bisogna discuterla e risolverla al più presto.

I motivi dai quali è dettata sono perfettamente validi; infatti il continuo e progressivo sviluppo della nostra azien-

In molte fabbriche, ed ormai non è da meccanica e motoristica ha permesso un indubbio e considere: iie aumento d'entrate al nostro padrone non soltanto ma il contratto da lui recentemente stipulato nel Venezuela per decine e decine di miliardi ha assicurato alla nostra fabbrica una fonte di ulteriori e non certo magri guadagni. E' indubbio che di questo progresso produttivo una buona parte di merito va ai sig. Innocenti ed alla sua Direzione, è però fuori* discussione che l'altra rimanenza di merito va senza dubbi di sorta attribuita ai lavoratori- Tal azienda; a tutti coloro che per questi anni, ed in particolare quest'ultimo, hanno sudato, faticato e trepidato per le sorti della fabbrica, ed hanno dato il meglio di loro stessi per

premio

l'affermazione dei suoi prodotti sul piano nazionale ed estero.

Il successo di Innocenti è per;iò sueceso di tutti i lavoratori, è un riconoscimento della loro capacità e della loro intelligenza. Sarebbe però semplicemente assurdo che tale riconoscimento fosse limitato sul piano puramente platonico; abbiamo contribuito alla realizzazione di maggiori guadagni, no? è perciò un diritto il nostro il pretendere che tali nostri meriti si concretizzino in moneta sonante. La richiesta del premio è perciò logica, giusta ed inconfutabile e come tale la Direzione non la può rifiutare. Speriamo dunque che per II prossimo numero del giornale sia già stata accolta e portata a felice compimento.

E I FEBBRAIO 1956 L. 10
ANNO 3' - N. 2
Lavoratori
I Redazione:
Periodico dei
della Fabbrica Innocenti Via Conte Rosso 12

LA LEGGE VA RISPETTATADito nell'occhio anche dalla nostra direzione Sembra

Che il malcostume politico sia oggi la nota dominante dell'attuale società capitalista, sembra essere un fatto ormai acquisito, ed al quale nessun padrone che si rispetti possa sottrarsi. Ce lo conferma giorno per giorno, ora per ora quasi non soltanto la politica nazionale del paese ma sopra tutto ed in modo decisamente diretto lo scorrere

ALLORA LA LEVIAMO qualche putrella?.....

Qualcuno, anni fa, ha avuto la geniale idea di fissare al pavimento della officina, formando un fitto reticolato fra le macerie, delle lunghe putrelle di ferro con lo scopo di servire di appoggio alle cassette del materiale.

L'intenzione può essere anche stata lodevole, ma si è dimostrata in seguito tutt'altro che pratica. Esse formano un vero labirinto fra le macchine e occorre una buona esperienza e conoscenza geografica del reparto per potersi spostare con una certa facilità; in questo caso si ricorre quasi sempre al modo più spiccio scavalcando le putrelle e stringendo i denti se scivola un piede e lo stinco batte con violenza contro lo spigolo di materiale piuttosto duro (ferro) della putrella.

Interessante è pure il fatto che nessuno si prende la responsabilità di spostare o farne levare anche un solo pezzetto!

«In alto loco vogliono le putrelle e quindi le putrelle devono rimanere, costi quel che costi ».

Così si sente rispondere l'operaio che reclama col proprio capo reparto, dopo un'ennesima caduta.

E' possibile che una cosa storta, solo perchè l'ha fatta tizio o caio debba rimanere storta in eterno?

della nostra attività produttiva nell'ambito dell'Azienda.

In un Paese retto da leggi democratiche e da una Costituzione democratica sembra che ancora vi siano uomini che possono impunemente farsi beffa c/1"•••• tutto e di tutti, calpestando i sentimenti più sacri e facendosi gioco dei diritti più naturali dell'uomo.

Hai tu diritto al lavoro dice la Costituzione?

Ebbene'che me ne importa risponde il moderno capitalista; tu lavorerai soltanto se rinuncerai alle tue idee, se lascerai fuori dalla fabbrica i tuoi sentimenti e le tue aspirazioni, se non farai politica; se non protesterai. se non sarai insomma più un uomo vivo e pensante con un ingegno e con un'anima.

Tu quando entrerai qui diventerai un numero x addetto alla attività x ed obbedirai ad un numero x. Hat capito?

Questo, su per giù, mascherato eventualmente dietro un'ipocrita facciata di benevolenza, è quanto verrebbe oggi risposto ad un qualunque lavoratore che osi presentarsi presso uno di quegli uffici di collocamento che Prelu-

dono all'entrata in una di quelle grandi fabbriche definite dalla stampa «gioielli della tecnica moderna» e dove sembrerebbe, tra l'altro, sempre stando a detta stampa, che il compito più gravoso al quale il lavoratore è chiamato sia quello di schiacciare il bottone per mettere in moto la macchina!

Vi sembra esagerato tutto questo?

Parrebbe, vero? Sembrerebbe impossibile, assurdo quasi che ciò avvenga, eppure è così purtroppo. Provate a chiederlo a certo Morandini, ex operaio della Bianchi, al quale venne detto dopo che era stato assunto in pianta stabile, che tale sua • assunzione era stato un errore; un errore, e sapete perchè? Perchè aveva fatto parte della C. Interna della Bianchi!

Chiedetelo inoltre a tutti gli impiegati e operai che oggi giorno, prima d'essere assunti nell'azienda devono passare attraverso la selezione delle informazioni quasi fossero tanti Criminali di guerra. E tutto questo succede in un Paese, nel nostro Paese che ha la fortuna (dicono alcuni) d'appartenere al mondo libero occidentale.

Quando si dice la malafede...

che...

nella nostra azienda verrà posta in vendita una grande quantità di salvagenti ad un prezzo veramente fallimentare.

Pare che tali salvagenti siano stati acquistati in previsione dell'affondamento di una certa barca che invece:_ è rimasta a galla, e come!

Pare che...

da ora in avanti i nuovi assunti verranno reclutati tra i comunisti e i socialisti. Sì, perchè visto che quelli assunti direttamente dalle parrocchie hanno cambiato testa appena in fabbrica, si pensa che pure i socialcomunisti...

Ma è vero che.'..

L'altro giorno nell'atrio della Mensa un influente personaggio della Direzione a commento dei risultati • della C.I. ha esclamato scuotendo sconsolato la testa: « Non ci si può più fidare nemmeno dei preti! ».

Troppo comodo attaccarsi ai refusi per denigrare «Fabbrica sul Lambro»

Lo scorso mese il nostro giornale fu oggetto di particolare attenzione da parte di una ben identificata associazione.

Fu infatti distribuito un volantino nel quale ci si attaccava violentemente accusandoci di menzogna. Nel suddetto libello prendendo lo spunto da un articolo apparso nel numero di gennaio di «Fabbrica sul Lambro » sotto il titolo e I lavoratori dell'Innocenti chie-

Importante iniziativa della C.I. dell'Olivetti

Vi ha aderito anche la corrente C.G.I.L. della nostra fabbrica

Informiamo i lavoratori che la C. I. della Olivetti di Ivrea ha deciso unanimemente di assumere l'iniziatva di organizzare a Torino nel mese di aprile una conferenza internazionale dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali di tutti i Paesi europe per dibattere il problema della riduzione dell'orario di la, voro a parità di retribuzione, e i mezzi per raggiungere questo obiettivo di storica importanza per il movimento operaio.

La C.I. Olivetti ha redatto a questo scopo una lettera la quale verrà inviata alle C.I. dei principali stabilimenti italiani e a tutte le organizzazioni sindacali del nostro Paese — nazionali e lo-

cai. Sul piano internazionale, la lettera verrà inviata a tutte le centrali sindacali internazionali. e alle organizzazioni sindacali dei vari Paesi.

Siamo lieti di poter annunciare l'adesione della corrente C.G.I.L. nella nostra fabbrica a questo importantissimo convegno dal quale tutti I lavoratori s'augurano possa uscire un indirizzo di lotta generale per poter realizzare questa fon• damentale rivendicazione che il recente sviluppo tecnico produttivo che caratterizza la nostra epoca accompagnato al sempre crescente ritmo di lavoro al quale sono sottoposti í lavoratori in tutte le fabbriche rendono d'immediata attualità.

Auguriamo al Congresso buon lavoro e felici conclusioni.

dono l'intervento della Commissione Parlamentare » ci si accusava di falsare la verità e di voler addossare la responsabilità dei 'fatti che erano l'oggetto di denuncia dell'articolo stesso, sulla Commissione Interna dello scorso anno.

Una tale interpretazione dei fatti da parte dei zelanti redattori del volantino è stata veramente fuori luogo e non risponde alla verità.

Infatti l'articolo non addossava come invece s'è voluto dar a intendere la responsabilità dei fatti in esso esposti alla Commissione Interna teste scaduta. Le circostanze ed il periodo nel quale questi si sono verificati sono cose ormai tanto note che nessun articolo, e tanto meno il nostro può sognarsi di falsarli.

Soltanto vogliamo far notare come questi signori del volantino, si siano serviti d'un comune errore tipografico per tentare d'alterare il contenuto dell'articolo e gettare discredito sul nostro giornale e sulla C. Interna in carica due anni or sono.

Infatti era stata dal proto involontariamente omessa la definizione « precedente », che s'inseriva, come dato dalla bozza, tra le parole: « immediatamente » e Balle elezioni ».

Come potete constatare voi stessi un

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« Fabbrica sul Lambro »

all'Edicola di Lambrate

semplice refuso di tipografia del quale siamo ì primi a chiedervene scusa, ma che peraltro, ci teniamo a precisarlo, non modificava affatto il contenuto dell'articolo per chiunque ben inteso lo avesse letto per intiero. Ad ogni modo è questa una prova di più di come certa gente intenda far della propaganda, e quale concerto abbia della verità e della sincerità, non solo, ma ci servirà per l'avvenire stimolandoci ad evitare ogni piccolo, piccolissimo errore per rendere il nostro giornale sempre più forte e perfetto.

UN DEPOSITO CHE FA' ACQUA

Una cosa della quale ne abbiamo sentito molto parlare e che come nostro compito di cronisti riportiamo è la questione del deposito bici e moto.

Cioè sii dice da parte dei lavoratori: perchè non si provvede a coprire il deposito dal momento che in questa stagione in particolare vi ci piove e di conseguenza si bagna tutto quanto? Non soltanto, ma si dice pure che il tenere le moto in quelle condizioni di umidità, provoca notevoli inconvenienti al momento della messa in moto del veicolo stesso.

Non ci pare che abbiano poi molti torti quei lavoratori che reclamano quando esigono un locale più razionale e moderno.

2 FABBRICA SUL LAMBRO DAI REPARTI E DAGLI UFFICI

VENEZUELA DI QUA, VENEZUELA DI LA

MA LA TRAPPOLA NON HA FUNZIONATO

La Innocenti si espande - e questo è bene ma ai lavoratori che cosa si da?...

Venezuela di qua, Venezuela di là, Venezuela in su ed in giù; in ogni parte della fabbrica 'sembra quello Venezuelano un tema ormai obbligato, non si parla d'altro, pare quasi che questo lontano Paese abbia risvegliato l'antico spirito avventuroso della nostra fanciullezza, quando ancora sognavamo ad occhi aperti gloria e ricchezza ad ogni passo. Ed il fenomeno, se così lo vogliamo chiamare, è del resto perfettamente comprensibile.

Infatti da quando il sig. Innocenti ha stipulato il famoso contratto in quella( lontana Nazione, non si può certo dite sia stata persa occasione alcuna per propinarcelo continuamente e sotto tutte le salse, questo Venezuela.

Abbiamo saputo della lunghezza dei suoi fiumi, l'altezza delle sue montagne, il numero dei laghi, e la densità di popolazione, il tutto naturalmente in una luce di favolose ricchezze e d'inarrivabile benessere; ci par quasi d'essere altrettanti esseri magici a cui basti allungare la mano per ritrarla piena di oro e di gemme preziose.

E' certamente naturale ed umano, che le maestranze dell'Innocenti siano altamente lusingate dal fatto che il nostro grande complesso sia stato scelto per eseguire importantissimi lavori in un Paese_straniero, è certo questa una chiara testimonianza ed un implicito riconoscimento dell'indiscutibile considerazione che gode il lavoratore italiano all'estero, ed è altrettanto umano che vadano al sig. Innocenti il ringraziamento e la stima di tutti i dipendenti per aver egli saputo con non comune capacità, trionfare in una competizione commerciale tanto ardua; è però assolutamente indecoroso che ci si sia serviti e s'intenda servirsene tuttora di questo avvenimento per scopi tutt'altro che filantropici come invece si vorrebbe far credere.

Si è infatti usato di questo patto commerciale come d'un'arma ricattatoria, s'è fatto leva sui sentimenti più umani e sulle esigenze più naturali del-

l'uomo per cercare d'imporre un pac indegno.

S'è fatto credere al lavoratore che da tale patto ne sarebbero derivati al lavoratore chissà quali e quanti vantaggi soltanto se egli si fosse comportato in un determinato modo, se cioè fosse stato disposto a barattare la propria coscienza ed a dimenticare il proprio senso di responsabilità: alludiamo, è forse inutile aggiungerlo, a quanto è abve-

nuto durante le elezioni, mediante certe voci ad arte propalate, ed a certe missive molto, troppo chiare.

Purtroppo per i nostri cari amici la mossa è fallita. E' fallita perchè ancora una volta i nostri avversari hanno dimostrato di non conoscerci. Ci considerano come semplice merce in vendita al miglior offerente, ed invece la realtà è ben diversa. La classe operaia e tra questa v'è pure quella della In-

nocenti, ha ormai raggiunto un altissimo livello di coscienza politica e sociale, e nessuna forza potrà spezzarla, piegarla qualche volta forse sì, ma mai romperla.

Le armi del ricatto. della lusinga e della forza ormai non sono più valide, chiunque oggi voglia trattare coi lavoratori lo deve fare su un piano di perfetta parità di diritti e di doveri. Lo imparino i nostri amici!

Per la convocazione di una Conferenza Nazionale della Gioventù Operaia

Pubblichiamo il testo dell'appello cha— i giovani operai di alcune fabbriche delle principali regioni industriali italiane hanno lanciato a tutto il Paese per denunciare all'attenzione pubblica la precarietà della loro situazione, ed imporre l'esigenza d'un rinnovamento delle loro condizioni di vita e di lavoro.

Siamo sicuri che tale invito verrà favorevolmente accolto e discusso dai giovani della- nostra fabbrica i cui problemi generali, dal salario alla formazione professionale, sono identici a quelli di migliaia di altri giovani lavoratori di tutta Italia e che esigono perciò una urgente soluzione.

« Le nostre condizioni di vita e di lavoro si fanno sempre più difficili. I nostri salari sono bassi, insufficienti a soddisfare le nostre più elementari eàigenze. Il nostro lavoro e la nostra salute non sono protetti, come prescrive la legge, dal pericolo continuo degli infortuni e delle malattie. La nostra formazione professionale non è curata. Nuovi metodi 'di sfruttamento rendono il nostro lavoro più duro e ingrato, i padroni con i contratti a termine e i

ATTENDIAMO LA QUERELA

DEL SIGNOR DI MARINO

Rispondiamo al sig. Di Marino:

Abbiamo saputo, indirettamente, poichè finora non c'è stata notificata, della denuncia per diffamazione con la quale il suddetto signore ha citato il nostro giornale.

Non è nostra intenzione voler polemizzare in questa sede col sig. Di Ma-

MILANO

rino, sarebbe tempo perso, soltanto non creda egli di poterci intimorire.

Siamo in possesso di prove e testimoni che documentano la veridicità di quanto è all'origine della denuncia stessa.

Sarà pertanto nostro dovere tenere informati i lavoratori dello sviluppo della vicenda stessa.

Corso Buenos Ayres, 36 - tel. 222.882

Corso Vitt. Emanuele, 34 - fel. 706.771

Via De Amicis, 29 - tel. 380.396

Via G. Mazzini, 15 - lel. 804.065

Piazzale Oberdan, 2 - tel. 266.375

_continui sopprusi vorrebbero umiliarci, ridurci a dei servi docili e sottomessi, privi di dignità, ai quali fin dall'atto dell'assunzione al lavoro si vuole negare il diritto delle proprie idee.

Noi proponiamo a tutti i giovani operai ed a tutte le giovani operaie d'Italia di organizzare una conferenza nazionale della gioventù operaia, per denunciare all'opinione pubblica ed al paese la nostra grave situazione, per affermare i nostri diritti di giovani lavoratori, la nostra volontà di partecipare al rinnovamento economico, sociale e culturale dell'Italia.

Noi vi proponiamo di organizzare conferenze della gioventù operaia in ogni fabbrica, cantiere, azienda, rione per discutere con franchezza i problemi dei contratti di lavoro e delle libertà democratiche nelle fabbriche, per aprire nuove fonti di lavoro alla gioventù disoccupata.

Per conquistare i nostri diritti, per migliorare le nostre condizioni di lavoro, per difendere la nostra dignità e la nostra libertà, per poter partecipare alla rinascita e al progresso dell'Italia bisogna lottare e bisogna essere uniti.

Noi ci rivolgiamo a tutte le organizzazioni sindacali, alle Commissioni Interne, alle orgítnizzazioni giovanili di ogni partito, agli studenti italiani, ai quali ci unisce una fraterna amicizia, perchè collaborino con noi nella preparazione della Conferenza nazionale della gioventù operaia.

GIOVANI OPERAIE E

GIOVANI OPERAI D'ITALIA!

I giovani delle fabbriche di Milano, Torino, Genova, hanno preso l'iniziativa di rivolgere un appello alla gioventù operaia per la convocazione di una Conferenza Nazionale della Gioventù Operaia. Questa iniziativa del triangolo industriale è stata dettata dalle gravi condizioni di vita e di lavoro di tutta

Le migliori confezioni di qualità

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LavoratoridellaInnocenti,nelvostro Itralbo esclusivointeressechiedetellbuono

là gioventù operaia italiana e dalla convinzione che attraverso l'iniziativa unitaria della gioventù è possibile dare un serio contributo alla risoluzione dei problemi che assillano i giovani operai influire nel determinare un cambiamento della situazione nelle fabbriche nel paese. A tale scopo si è costituito, con sede presso la fabbrica TIBB di Milano, un comitato di coordinamento provvisorio dai giovani operai della CISL, della CGIL, della UIL e Indipendenti.

DENUNCIATE ogni arbitrio a « Fabbrica sul Lambro »

Siamo certi che anche voi aderirete a queste iniziative promuovendo nella vostra fabbrica la Conferenza.

Vi invitiamo quindi a farci pervenire la vostra adesione inviandoci in una busta il talloncino da staccare compilato. Vi preghiamo di informarci della situazione dei giovani della vostra fabbrica e cosa pensate e proponete di fare per la Conferenza Nazionale. Inviate le risposte a Comm. Interna Tecnomasio Brow Boeri, piazzale Lodi m 3, Milano.

DOCCE

Perchè non si provvede ad attrezzare convenientemente le docce?

Nel caso, e ciò succede piuttosto di frequente, che si formi un poco di ressa (vedi il sabato a mezzogiorno) non si sa più dove depositare i panni. Qualche sgabello in più e qualche attaccapanni ovvierebbero all'inconveniente.

Elgatbo

MILANO

Via Torino (ang. S. Giorgio) - tel. 896.100

Via Unione, 7 - tel. 802.725

Via Francesco Sforza, 1 - tel. 790.560

C.so Vercelli ang. S. Severo - tel. 462.783 (di fronte al Cinema Gloria)

FABBRICA SUL LAMBRO 3
I giovani di Milano, Torino e Genova lanciano un appello a tutto il paese

MILANO HA IL SUO GRATTACIELO

MA I LAVORATORI SONO SEMPRE PIÙ SFRUTTATI

Sembra ormai certa per la prima settimana di giugno la data del rinnovo delle amministrative; dovranno essere elette circa settemila nuove Giunte Comunali.

L'importanza di queste elezioni è certamente grandissima, esula dal campo della competizione puramente amministrativa, per assurgere a fatto di portata nazionale, di significato essenzialmente politico.

L'eccezionalità dell'avvenimento è del resto chiaramente sottolineata non tanto dall'impegno con il quale le diverse correnti politiche s'apprestano ad affrontare la connessa campagna elettorale, quanto dalle recenti circolari Ministeriali emanate a tutte le Questure per la •cancellazione dalle liste di migliaia di votanti. Infatti in base ad una antica legge di pretta marca fascista si vogliono privare del diritto di voto tutti coloro che negli ultimi cinquant'anni si sono resi colpevoli di infrazioni di legge pur senza per questo aver riportato gravi condanne, e per infrazione o come sono più comunemente chiamati reati vanno pure intesi tutti quei piccoli chiamiamoli pure infortuni, quali ad esempio, mancato pagamento d'una multa, di bollette del gas, della luce, oppure il furto d'una pannocchia ecc. ecc. che non sono in definitiva altro che la conseguenza di determinate condizioni sociali, provocate cioè dalle particolari situazioni di disagio e di miseria nelle quali si trovavano coloro che di tali colpe si sono resi colpevoli.

Ed appare fin troppo evidente l'intento di tale originale e anticostituzionale disposizione Ministeriale se si pensa che coloro sui quali questa si ripercuoterà direttamente, saranno nella stragrande maggioranza gente del popolo, lavoratori e piccoli artigiani, uomini e donne il cui voto sarà nella quasi certezza di quel colore che tanto fa andare in bestia i vari capoccia padronali

e consimili.

Basterebbe crediamo questo semplice seppur incredibile episodio per mostrare nella sua vera luce la portata e l'ampiezza delle vicine elezioni in tutto il Paese in generale ed in particolare per quanto ci riguarda più direttamen, te nella nostra città, dove da qualche tempo tutta la stampa padronale, dal Corriere al Lombardo, alla Notte ed a tutte quelle congregazioni delle quali essi ne sono i servizievoli valletti, è impegnata in una grottesca e frenetica campagna elettorale, nel disperato tentativo di convincere l'opinione pubblica dell'assoluta bontà dell'attuale Giunta Amministrativa.

Leggete e diffondete

E citano a tal proposito vari dati statistici dai quali dovrebbe apparire lampante la dimostrazione del benessere del quale noi grazie al costante suo interessamento ne saremmo stati durante questi anni i fortunati beneficiatari.

Guardate, essi dicono, il reddito è aumentato del 6%, indice ciò d'un indiscutibile miglioramento generale; migliaia di vani sono stati costruiti, utilizzando nel contempo una grande quantità di mano d'opera; gli incassi derivanti da spettacoli o per acquisti di lusso sono in netto crescendo rispetto agli scorsi anni.

Le vendite di motoscooters e di automobili registrano un grande balzo in avanti, ed ora se ancora avete qualche dubbio sull'effettiva efficenza del nostro Comune eccovi dulcis in fundo il grattacielo più alto d'Europa! simbolo vivente dell'opulenza e del benessere della nostra Milano.

Un concorso della C.d.L.

Fra tutti i ragazzi e le bambine di Milano dai 7 ai 16 anni, la Camera Confederale del lavoro e l'Associazione Pionieri d'Italia lanciano un concorso di attività creative sul tema « Osservando il lavoro degli uomini, osservando la natura ..

I lavori vanno inviati entro il 25 febbraio 1956 al comitato promotore presso l'A.P.I., corso di P. Vittoria, 43 oppure presso l'Ufficio Ricreazione I.N.C.A., corso Porta Vittoria, 43 - Milano.

il lavoro degli uomini, osservando la e

PESCA

A questo punto è proprio il caso di dire che la medaglia ha il suo rovescio; quella parte cioè che i nostri protettori si preoccupano con tanto zelo di tenerci nascosta.

Essi tendono infatti e con una buona dose di faccia tosta, a identificare in determinate condizioni sociali favorevoli l'indice d'un benessere assolutamente generale, del quale cioè godremmo tutti quanti. Ma la realtà è ben diversa invece di come ce la vorrebbero ammannire.

Si è vero il reddito è aumentato del 6%. Ci si dimentica però di aggiungere che la produzione è invece aumentata del 13%! Significa dunque che anche quel poco che abbiamo ottenuto non è stato in misura proporzionale al lavoro che abbiamo prodotto! Ma questo il Corriere non lo dice. tanto meno ci dirà che più di 60.000 famiglie nella nostra città sono senza tetto, costrette cioè a vivere in otto o dieci in una od al massimo due stanze!

Ma e allora tutte quelle case che sono state costruite? E certo che un solo vano in una delle suddette costi la bellezza di milioni o più, è evidentemente un particolare trascurabile per certi nostri amici. E altrettanto sarà il fatto che la statistica dei lavoratori disoccupati nella sola nostra città raggiunga il limite di 100.000 senza lavoro permanente. Centomila famiglie cioè senza nessuna possibilità di appoggio. senza nessuna risorsa.

Ma che volete, queste sono tutte sciocchezze. Di cosa osiamo ancora lamentarci. Abbiamo o non abbiamo il più alto grattacielo d'Europa nella nostra città?

non è forse un inconfondibile indice di ricchezza il fatto che certa gente possa in quel palazzo acquistare appartamenti il cui costo va dai 50 ai 100 milioni? Questo sì che è benessere!

Ma lo è purtroppo e ben noi lo sappiamo d'esclusiva prerogativa di una ristrettissima cerchia di persone i cui guadagni sono valutabili in cifre da 7 a più zeri e nella quale non si può e non si deve accomunare il guadagno ed il benessere della stragrande popolazione attiva della città, e che a malapena raggiunge le 45.000 lire mensili di bilancio familiare, e quando va bene.

INNOCENTI più avaro di Borletti

Possono concorrere i seguenti lavori:

a) Lavori manuali

— Lavori meccanici, radiotecnici, elettrotecnici.

— Lavori di falegnameria.

— Lavori di cucito, di ricamo e a maglia.

— Lavori di paglia.

Lavori di traforo, di intaglio. Aeromodelli.

b) Attività creative

— Disegno. Pittura. Scultura (in legno, gesso, creta, stucco, ecc.).

— Incisioni, rilievi, mosaici.

Letteratura: racconti, temi, (nitrii, inchieste, servizi fotografici, sie, filastrocche, ecc.

o) Allevamenti e collezioni

— Animali da cortile, segnarli, uccelliere. Prodotti dell'orto, del giardino, erbarti.

— Collezioni di Insetti, farfalle, ecc.

— Collezioni di francobolli, medaglie e oggetti varil.

Alla Borletti, alla Bianchi ed in altre aziende in cui operano catene identiche a quelle installate nella nostra azienda, vedi montaggio motori ecc., gli intervalli di cui fruiscono gli operai che vi sono addetti, sono di molto superiori a quelli esistenti da noi.

Chiediamo perciò, e non crediamo d'essere troppo esigenti, che tali tempi di sosta vengano riveduti e possibilmente maggiorati. E' forse troppo?

Direttore Responsab. LEONARDO BANFI

Redazione: via Conte Rosso, 12 - Lambrate, Milano. Autorizzazione Tribunale di Milano data 31-12.53 Tipografia F. MAGGIONI via Marciano, 7 - Milano

/ 65 soci del nostro Gruppo finalmente hanno gratuitamente a loro disposizione e in qualsiasi momento una cava nella quale possono sfogare le loro... ire verso i poveri pesci. Infatti grazie all'interessamento del Consiglio del CRAL, la cava suddetta è la Lischè, assurta anche agli onori della stampa sportiva. Infatti stralciamo da un giornale sportivo: e Giorni or sono nel lago Lische, un vecchio stagno alle porte di Milano, Franco Bellinzoni ha pescato un luccio del peso di nove chilogrammi e mezzo. Una preda non comune tenuto conto della località». Nel raccomandare ai nostri soci di rafforzare i loro... ami e lenze auguriamo un buon divertimento.

CINE-FOTO

Sono aperte le iscrizioni pei l'anno 1956 alla Sezione Fotografica. Per tali iscrizioni rivolgersi all'incaricato presso la vetrinetta. Inoltre si comunica che il Circolo ha sottoscritto gli abbonamenti annuali alle seguenti riviste:

Fotografia - Ferrante - Fotorivista

Progresso fotografico - Corriere fotografico - Annuale Photography, le quali sono a disposizione dei fotoamatori che volessero consultarle.

II voto dei lavoratori

è un severo monito per Innocenti (continuazione della pag. l della C.I.S.L. e della U.I.L., ma finora invano, sembra quasi che esistano delle pregiudiziali d'ordine morale e politico che impediscano ai loro dirigenti d'attuare una linea di condotta sindacale unitaria e perciò efficiente, e forse ciò è, pensiamo, anche determinato dalla presenza di sospetti e malintesi che non hanno in realtà nessuna importanza.

Ebbene noi chiediamo che dimenticando il passato, scordando i rispettivi torti. tutte le correnti, al di sopra d'ogni pregiudizio o malinteso stringano un patto di alleanza ed in nome dell'interesse dei lavoratori svolgano una politica tesa unicamente a soddisfare le esigenze delle maestranze, poichè il padrone in genere oggi è molto forte, e tenta con ogni mezzo di soffocare le aspiraìioni della classe operaia, si allea con altri padroni, con altri capitalisti, e non trascura alcun mezzo pur di riuscire nel suo intento, perciò soltanto se noi tutti lavoratori sapremo unirci e uniti combattere lo vinceremo e realizzeremo tutte quelle conquiste indispensabili per il progresso ed il benessere di tutti.

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4 FABBRICA SUL LAMBRO
Il tema del concorso è: « Osservando natura ».
« Fabbrica sul Lambro »
poe-

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