O11 CGIL
" L'ARTIGLIO '1
Sezione Sindacale Aziendale
F. I. O. -CGIL del T. I. J3.13. di Vittuone
Marzo 1969
Fra qualche giorno si elegge la nuova Commissione Interna
PER RISOLVERE I NUMEROSI PROBLEMI AZIENDALI
E GENERALI, PIU9 VOTI E PIU9 ADERENTI ALLA FIOM
Tra qualche giorno ci saranno in fabbrica le votazioni per l'elezione della C. I.. Ci sono purtroppo dei lavoratori, che non comprendono ancora cosa sia la suddetta Commissione: spesso si discute quali siano le sue mansioni, e quali, quelle del Sindacato. La C. I. rappresenta i lavoratori dell'azienda nei
confronti della Direzione Aziendale. Quando emergono controversie derivanti da violazioni q. diverse interpretazioni del contratto di lavoro, oppure nascono problemi sul lavoro generati da' rgiogifiche apportate all'organizzazione interna,fia-:tA..chiede un incontro con la Direzione per, le „disciuSsioni del segue in r
Così • SL i vota Fiom i FIOM
Battere il <no> e il ricatto della Confindustria
La sfida del grande padronato mira a colpire il potere contrattuale di tutti i lavoratori; ripropone un «accordo-quadro» per mutilare il Sindacato e contenere lo sviluppo dell'azione rivendicativa
Seno pcii Oggi, a riconoscere nel1e « zone salariali », una triste e squallida eredità della società italiana che va comunque e presto spazzata via. Da mesi cresce una lotta esemplare per abbattere questo muro odioso di divisione e di ingiustizia sociale e civile.
Un primo successo s'è colto con lo accordo delle aziende pubbliche (Intersind - ASAP) in vigore dal l' gennaio 1969 accordo che, pur con alcu.ni limiti, sancisce il superamento graduale ma definitivo degli scarti zonali, per arrivare al salario minimo unico nazionale entro il 1" luglio 1971.
L'Intersind vi è stata costretta a questa scelta, nessuno ci ha regalato niente, l'accordo è frutto dell'azione incalzante inizialmente- condotta dai lavoratori del Sud e dimostra l'assur, città della intransigenza confindustriale e la pretestuosità degli argomenti a sostegno delle diversità salariali di zona.
Dicevano che ai bassi salari sarebbe corrisposto un aumenta dell'occupazione e l'industriatizzazione délle zone depresse; dopo 25 anni gli squilibri fra Nord e Sud si sono aggravati milioni di lavoratori sono stati costretti ari emigrare per assicurarsi il pane, le zone depresse sono s-gmpre più povere e sottooccupate di ieri. In realtà lo sviluppo economico di queste zone lo si avrà soprattutto con l'aumento dei consumi che deriverebbero solo dall'aumento dei salari e della spesa pubblica.
Il signor Costa che oggi appare isolato sul « No », anche fra i suoi amici, si dichiara disposto all'eliminazione delle « zone », anche subito, a condizione che i sindacati facciano cessare tutte le lotte e le contrattazioni aziendali in corso, specie nel Nord.
Un chiaro ricatto verso tutto il movimento sindacale, nella speranza di scaricare le difficoltà della Confindustria sui sindacati; il gioco secolare delld borghesi ti italiana di mettere i lavoratori del centro-sud contro i lavoratori del Nord e viceversa.
CGIL, CISL, UIL hanno respinto il ricatto, rilevando come proprio le disponibilità della Confindustria dimostrano che il salario minimo nazionale sopportabile da tutte le aziende, piccole e grandi, del Nord e del Sud,, e,
che le resistenze al raggiungimento di un accordo non sono di carattere economico.
Di qui la decisione unitaria di riprendere l'azione generale, di estendere ed inasprire anche le lotte aziendali in atto nel Nord perchè oggi, è a Milano, é nel Nord che si può e si deve sconfiggere l'intransigenza di Costa a della Confindustria.
I meccanici milanesi devono un conrtibuto determinante a questa battaglia non tanto perchè, in futuro, godranno qualche beneficio salariale. Il nostro è un preciso interesse di classe non solo solidaristico; la sfida di Costa ci, tocca da vicino quando ripropone la centralizzazione del negoziato sindacale e la fine di ogni contrattazione aziendale, che noi abbiamo respinto di fatto con le lotte del
Dalla prima
1968.
E' impossibile per noi, nel 1969, accettare che il Paese sia ancora diviso in 11 staterelli salariali che agiscono da freno su tutti, che legalizzano una discriminazione e tengono in stato di inferiorità migliaia di, nostri fratelli divisione che è causa prima di certe debolezze del movimento sindacale italiano.
Col salario minimo unico nazionale si unificano gli interessi economici e si cementa l'unità e la forza contrattuale del movimento sindacale nazionale. Tanto necessari per il successo delle lotte future per il rinnovo contrattuale, per le rifqrme, per lo statuto dei, diritti del lavOratore, per il consolidamento della contrattazione integrativa aziendale in tutta Italia.
caso. Se in sede di discussione non si arriva ad un accordo, la C. I. si rivolge al Sindacato il quale, nei casi in cui è necessario, può indire lo sciopero od altre forme di lotta. La C. I. però, per poter ben funzionare, non deve ridursi all'attività dei soli membri eletti. La C. I. è formata sì da un numero limitato di membri, essa però, è funzionante solo se sostenuta dall'interesse e dal contributo di tutti, sia in termini di aiuto materiale (quando per esempio si tratta di distribuire circolari o applicare francobolli) sia di aiuto nella stesura di comunicati e di documenti, sia appoggiandola nella sua azione.
E' necessario, perciò, contribuire alle decisioni che la C. I. prende, e chiedere continuamente conto delle azioni intraprese. Solo così, la C. I. sarà effettivamente in contatto con i lavorat9ri e non sarà isolata. Come abbiamo detto in partenza dell'articolo, a giorni ci saranno le elezioni per il rinnovo della C. I.: non consideratelo un semplice atto banale e burocratico, dategli anzi tutta l'importanza che merita. Infatti, a differenza di altri,
ZONE SALARIALI
LA COMMISSIONE INTERNA E' UNO DEI POCHISSIMI ORGANISMI CHE POSSONO ESSERE CONTROLLATI E GESTITI DIRETTAMENTE DAI LAVORATORI.
Bisogna aumentare il salario
La paga è troppo poca. Il salario che prendiamo non è sufficiente a soddisfare le esigenze della vita. Queste ed altre sono le lamentele degli operai in questi ultimi tempi e corrispondono esattamente alla realtà. Mentre la ISTAT, l'Istituto per le statistiche governative, prevede per una famiglia tipo un salario mensile di L. 160.000, il salario mensile del lavoratore e della lavoratrice operaia alla TIBB varia dalle 60.000 alle 80.000 lire. E' veramente un salario insufficiente per poter condurre una vita degna di tale nome.
Oggi, il progresso, il sistema di vita imposto dalla società capitalista esistente esigono un livello di consumi tale generi, che alcuni anni or sono potevano essere considerati di lusso, sono oggi parte integrante dei bisogni. E ci riferiamo agli elettrodomestici casalinghi, alla televisione ecc., e non ultima all'automobile, che la società attuale indica come alternativa (costosissima però) al trasporto pubblico, dato il continuo aumento dei prezzi. Un livello di vita imposto dalla società capitalista esistente, tale che ad esso i magri salari percepiti non possono far fronte. Ed è la stessa società e il padronato italiano che la sorregge, che hanno creato questa contrapposizione, salari bassi, livello di vita elevato, contrapposizione che i lavoratori sono obbligati a superare per poter vivere. E qui emergono chiari gli obbiettivi per cui il padronato, questa società capitalista, ha creato questa contrapposizione. Ad una simile situazione il lavoratore è portato naturalmente a chiedere un aumento del salario, ma a questo naturale sbocco del lavoratore, il padronato ha già pronta la sua soluzione: le ore straordinarie. Senza bisogno di lottare, perchè il padrone non « molla » se non vi è costretto dalla lotta operaia, il padrone dice: « Ti do — caro lavoratore — la possibilità di arrotondare lo stipendio e così far fronte alle esigenze della vita ». Ma dietro
questa « offerta » padronale cosa si cela? Un aumento dei già pingui profitti con poca spesa, la creazione di una notevole mossa di disoccupati che in pratica si traduce in una riserva di manodopera atta a mantenere sempre viva la richiesta di manodopera a basso salario, uno sfruttamento maggio9e, con « leva » di ricatto, quella delle ore straordite e un'alternativa estremamente pericolosa' è considerazioni fatte, e perchè esse non sono 'sèrfakie possibili, e perchè una simile alternativa frìoigtiga la vita del lavoratore.
Se il salario deve essere, per lyyítos di L. 160.000 mensili, tale deve essere,d'Ad.' 'e ésAte poi la possibilità perchè esso sia di Mie '€Mità.
Certo ciò significa nu taglio netto ai guadagni del padronato, ma tale deve essere per il benesSere economico, sociale e civile del Paese, tanto più che coloro i quali in prima persona contribuiscole alla creazione di questi guadagni sono i lavoratori, tramite la propria forza-lavoro. Quindi è sbagliato scegliere la via delle ore straordinarie per portaíe il salario ad un'entità tale da porci in condizioni di affrontare le necessità della vita (tanto più che una grossa fetta di questo « guadagno » viene rimangiato dalle trattenute). Occorre spostare il nostro « mirino » sull'aumento sostanziale del nostro salario. Quello che ieri si produceva in 48 ore oggi si produce in 30 e non per questo i prezzi sono calati, anzi! Per questo oggi è possibile avere un forte aumento salariale ed una diminuzione della settimana lavorativa.
Non prestiamoci al gioco del padrone, il nostro salario lo si adegua con la rìchiesta dí poter avere quello che loro stessi dicono si deve avere e non effettuando ore straordinarie.
L'aumento di salario resterà sempre una base fissa per affrontare le esigenze della vita; le ore straordinarie danno questa garanzia?
Il festiva! di San Remo e il guardiano dei fari
All'apertura del Festival di Sanremo, Gabriella Farinon ha fatto presente ai telespettatori che purtroppo i guardiani dei fari non avrebbero potuto vedere il Festival. Nel sentire ciò ho provato una fitta al cuore. Immagino che moltissimi di questi tapini, per la delusione, si saranno gettati in mare. Ho trepidato per un mio amico che svolge questo lavoro. Poveretto! Il suo mestiere, lo fa vivere continuamente come in « una avventura ». Lassù, solo « con la pioggia » rimarrà a « piangere da solo ». Chi guiderebbe le navi « alla fine della strada » d'acqua se il faro fosse spento? « Le belle donne » del mare, vogliono essere sempre illuminate e ammirate; specialmente quando « il sole è tramontato ».
Sono andato a trovare questo mio amico guardiano per fargli coraggio, e cercare di convincerlo a non farsi olocausto nel nome della T.V. per via del trauma subìto; gli ho promesso il mio personale interessamento presso gli organi competenti, affinchè anche i guardiani dei fari possano avere anch'essi la gioia di poter vedere il Festival, tramite la T.V. Ma scherziamo? C'è forse qualcosa che supera l'importanza di questa manifestazione? Che importanza- possono avere i problemi del mal-
Ad Avola in Sicilia. la polizia dal mitra facile ha ucciso altri due lavoratori e feriti molti altri.
La polizia agli ordini del padrone ha sparato ed ha ucciso degli uomini onesti, ha sparato a dei lavoratori « colpevoli » di aver avuto il coraggio di chiedere il giusto.
Chiedere il giusto in Italia, la Patria del diritto, è il « reato » più grave che si.possa commettere. Qui, .dove fior di mascalzoni; con incarichi importanti e nomi altisonanti, in barba alle « vigenti leggi » possono manovrare le leve di comando; impartire certe disposizioni, calpestare la Costituzione, far bastcnare od addirittura sparare sui lavoratori.
Qui in questa Italia, culla dí civilta, dove non esiste la pena di morte. dove nemmeno il giudice più alto, il Presidente della Repub-
contento popolare contro lo sfruttamento operaio; cosa volete che sia il problema del banditismo in Sardegna, quando c'è di mezzo una manifestazione simile? Bazzeccole sono, nient'altro!
Me ne sono andato rasserenato, quando ho visto il mio amico sorridere a questa prospettiva; però, lasciatemelo dire, « ma che freddo fa » lassù in cima al faro! Per scaldarmi, continuava a darmi bevande, l'amico mio, ed io gli dicevo:' « Ma cosa hai messo nel caffè! ». E continuavo a mangiare « zucchero » per via della fame che cominciava a fàrsi sentire.
Scherzi a parte, quello che maggiormente mi ha colpito in questo « XIX Festiva! » è stato il numero dei poliziotti impiegati per sorvegliare e proteggere Casinò e cantanti. Si parla di quattromila agenti. E' mai possibile?
Vorrei ora chiedere agli organi responsabili (non al Governo) se parte di questi poliziotti sono stati aviotrasportati (momentaneamente) dalla malinconica Sicilia, i cui abitanti hanno qualcosa che li affina agli urlatori di Sanremo e forse li superano: infatti, da tanti anni essi pure ballano e gridano. Tutto questo però, con l'accompagnamento di un solo ritn'io: ritmò del mitra! Un esempio? Avola.
bica. ha il diritto di condannare a morte neanche per il più grave dei crimini l'ultimo dei « Pulè » (poliziotto)! può far fuori i lavoratori dietro ordine degli industriali, e dei grossi proprietari terrieri.
Questa non è Giustizia! Tutto (mesto non può e non deve continuare, i lavoratori dicono basta, un basta energico che deve far cambiare le cose,
Il «caso » (cosi qualcuno ha voluto definirlo) e arrivato in Parlamento e sembra che aualche cosa si farà, ma non è col fare qualche cozz.), o assegnando una pensione ai congiunti delle vittime che questi fatti si risolvono, questi fatti si possono risolvere in un unico modo: disarmare la polizia.
Il Presidente della Repubblica può tarlo con una firma perchè noi
Io vegliamo. Perchè tutti i lavoratori io chiedono ed hanno dimostrato questa volontà con lo sciopero.
Perché i lavoratori non vogliono che le lotte sindacali; le manifestazioni contro i soprusi del padronato. vengano pagate cosi a caro prezzo, pagate con la morte.
E' per questo, solo per questo che i lavoratori chiedono:
IL DISARMO DELLA POLIZIA.
Adesso un bei sorriso... Ognuno dica : « Profitti s i
CHIACCHIERATA BIS CON IL CAPO CRONOMEN
Egregio signore, dopo un mese di tempo ci ripresentiamo a lei, grande, unico supremo giudice del sudore e dello sfruttamento operaio. Con grande rammarico abbiamo appreso della sua malattia che, guarda caso, si è sviluppata appieno subito dopo aver letto lei l'articolo dedicato alla signoria vostra.
Già la malattia era in corso e covava sotto le ceneri; dopo la lettura contestataria a lei dedicata, è esplosa! Potenza del giornalismo che vuole: casommai, non è subentrata qualche piccola crisi di coscienza? Sappiamo che si èadombrata non tanto per le dolci paroline che abbiamo avuto l'onore dí rivolgerle, ma se l'è presa piuttosto spinta per Un piccolo lapsus che abbiamo preso noi articolisti dandole del fattorino! Quale orrore per lei, il vedersi declassare alla stregua di un parìa pur riandando addietro nel tempo! Noi le chiediamo umilmente scusa di ciò, e ci cospargeremo il capo di cenere in segno di penitenza, facendo nel frattempo pubblica ammenda ( ). La nostra coscienza però non può stare zitta di fronte ai suoi soprusi e di conseguenza, non possiamo esimerci dal dirle
che noi, piuttosto di agire come agisce lei, preferiremmo rare gli spazzini: cioè, puliremmo le strade confortati pero dalla coscienza pulita. Doppia pulizia perciò! Non si ottenda, la prego, se le parliamo cosi, lila vece, noi viviamo in un mondo diametralmente opposto al suo. La differenza tra lei e pari suoi e not bassa plebe': è sintetizzata da due motti. Il nostro motto è: « Agire bene per vivere bene ». Il vostro motto invece e: « Il lavoro nobilita e deve rendere simile alla bestia ».
Non se la prenda quindi, e non s'offenda: glielo diciamo ugualmente, pur sapendo che la verita offende. Ma per lei, pensiamo non ce ne sia motivo, purtroppo, poichè sappiamo che ormai si è tatto il pelo sullo stomaco. E' vero o non è vero? Parliamo bene od abbiamo ragione?
Già che siamo in argomento, non s'offenda se la sua malattia ha fatto respirare un poco le maestranze d'officina e d'ufficio, capi reparto compresi; (meno uno, di cui parleremo al prossimo numero); sapesse con quale gioia si sono gustati la sua assenza! Sembrava d'essere nel Paradiso Terrestre!
LE BESTIE... E IL CRUMIRO
Una volta un cavallo mattacchione che ogni tanto cascava per la strada scioperò per costringere il Padrone à passargli più fieno e più biada; ma il Padrone si accorse del tiro e pensò di pigliarsi un crumiro.
Chiamò il Mulo, ma il Mulo rispose: « Mi dispiace, ma proprio non posso; se Dio vedesse queste cose ordina ai cavalli di saltarmi addosso... ».
Il Padrone, per mettersi al riparo, fu costretto a chiamare un Somaro. « Non può essere che io tradisca un compagno », disse il Somaro, « perchè sono amico del Mulo, eppure anch'io ,se non mangio, coli perchè animati da malanimo nei suoi riguardi, tiro calci, mi impianto e rinculo... Come vuoi che non sia solidale se abbiamo lo stesso ideale?
Chiama l'Uomo, e sta certo che quello fa il crumiro con vera passione: per un soldo sì vende il fratello, per due soldi va dietro al Padrone, finchè un giorno tradisce e rinnega il fratello il padrone e la lega ».
Abbiamo fatto una specie di referendum fra le maestranze della fabbrica, ed eccone la risposta: se lei volesse starsene sempre a casa, le maestranze tutte sarebbero disposte ad una colletta da eseguirsi merssilmente, onde poterle assicurare il suo fin troppo lauto stipendio, ad una condizione però: lei, stia sempre a quattro spanne di distanza dalla fabbrica. Se poi sono quattro spanne di carta geografica, tanto meglio!
Purtroppo però, un paio di Tibbini altolocati se la sono avuta a male per questa sua malattia; imprecavano, piangevano, si strappavano i capelli, sono arrivati al punto di accendere dei ceri pur di impetrare la grazia di una sua rapida guarigione. Sembrava, insomma, che senza lei in ditta fossero incapaci dí proseguire, che si chiudesse da un momento all'altro per fallimento. Bah, che roba! Incongruenze della vita, purtroppo!
Pensi che ci siamo perfino sognati di lei: nel nostro sogno, lei era attorniata nel suo letto da tutti i dirigenti. C'erano anche quelli di P. Romana e Vado Ligure, sa? C'erano proprio tutti! Anche il Supremo grande capo « Gran Testa Bianca » (D. e M.) che continuava a dire « augh »! Vegliavano tutti al suo capezzale ed eseguivano tutte le cure del caso; le facevano le punturine sul suo sederino delicato, le davano la pappina, mentre dicevano « Aahmm », le davano le pastigliette, le medicine ,e tante altre porcherie, e via discorrendo. Poi, un dirigente nostro (un siculo) le raccontava la favole della bella addormentata per farla dormire; nel suo grande slancio affettivo, sarebbe stato perfin disposto a prenderla in braccio per cantarle un'amorevole ninna-nanna 'pur di alleviare le sue sofferenze. Questa, ci creda, sarebbe stata davvero l'ottava meraviglia del mondo! Se lo immagina? Lei, in braccio ad un quasi marocchino! Non l'ha fatto, perchè all'ultimo segue in 6'
II poeta operaio
dalla quinta
momento quello ha avuto un piccolo sospetto: « Se mentre ce l'ho in braccio, questo si volta e mi morde? ». Qui purtroppo, finisce il nostro sogno, ed è un peccato che non si possa più continuare poichè, come sogno, prometteva bene.
Quindi, ritornando alla realtà, caro capocronomen, dopo aver letto questa sottospecie di peana a lei dedicata, le raccomandiamo di non farsi prendere di nuovo da qualche isterico attacco malarico; giunga al punto di riflettere, di capire e meditare nel verso giusto questi scritti. Se le è rimasta ancora un poco di lucidità e di obiettività, deve convenire che le critiche a lei rivolte, se le è più che meritate. Se lei crede che noi abbiamo scritto codesti artisi sbaglia di grosso, guardi; noi, abbiamo fatto solo da portavoce alla protesta operaia denunciando i soprusi che lei perpetra quotidianamente contro essi tramite i suoi commandos. sappia cne gli operai sono persone fatte di carne ed ossa quanto lei, non sono dei robot. Sappia anche cne il malanimo in cui è avvolto, si è accentuato giorno per giorno, e non certo per colpa delle maestranze; è iniziato pianamente, ma in seguito al suo modo di agire, si è ingigantito sempre più nel vedere le disposizioni che lei dava alla sua squadriglia d'assalto; si è tramutato in malanimo nei suoi riguardi infine, nel vedere con quanto disprezzo lei calpesta i più elementari valori umani. Ma si guardi attorno quando scende in officina, cerchi di constatare e di capire una• benedetta volta per tutte che Non E' e Non Deve Essere Giusto sfruttare così degli esseri umani, e non si addolori o non finga di addolorarsi se attorno a lei trova solo sguardi carichi di insofferenza più o meno espressi nei riguardi suoi. Come gli operai giorno dopo giorno guadagnano faticosamente da vivere, lei, giornalmente guadagna antipatie e odio, finchè continua su codesta via assai sbagliata.
Con ciò, caro signore, concludiamo: dopo i due articoli a lei dedicati, speriamo abbia imparato una volta per sempre le regole del buon comportamento, della buona creanza, e di un buon vivere civile e dignitoso; e riflettendo (semprechè ne sia capace), arrivi finalmente a capire che non è con l'arrivismo, il servilismo, ed il ruffianismo che si forma la' dignità di un uomo, ma è con una ferma, solida e duratura base di serietà, onestà e fermezza, non disgiunte da una piena conoscenza dei propri doveri presenti e futuri, che si arriva a concedere ad ogni essere umano quella dignità che gli compete, a quel rispetto a cui ha diritto: però, se la deve meritare!
Siamo stati chiari?
Si ricordi di questo nostro consiglio, quindi: 4( Per imparare, non è mai troppo tardi! ». Distinti saluti, e stia bene.
N.B. - Non faccia caso se nei suoi riguardi non ci siamo espressi col maiuscolo; non l'abbiamo fatto poichè abbiamo preso in considerazione la sua personalità attuale. Si è constatato che non ne era il caso. Un domani, si vedrà. Però per prima cosa, deve smettere di essere una canna al vento; una canna docile e malleabile solo davanti ai voleri padronali. D'accordo, allora?
La Redazione
IL DIRIGENTE CHE VUOLE DI PIU'
Sappiamo con certezza che è di origine afrosicula, un ingegnere d'aspetto indefinibile ma chiaramente arrivista. Le sue ambizioni, mirano in alto, ed è per questo che fa sfoggio di Fac Totum (ghe pensi mi). Tutti gli operai sono osservatori dell'operato di detto Signore, e noi vogliamo appunto sottolineare qualcuno dei suoi pregi...
Capo assoluto fino a ieri della II Sezione, cura con molta attenzione il rendimento individuale di tutta la fabbrica ora, ed in particolar modo quello delle ragazze addette al reparto Sig. i ! 1 Dette ragazze, spii» le vediamo venir cihamate nel suo ufficio: motivo? Rendimento insoddisfacente! Tenendo conto che per rendimento insoddisfacente si intende la normale media contrattuale d'officina, si ha davanti ben chiaro il quadro della situazione.
L'egregio signore, pretende maggior menar di mani, e quando ciò non avviene, apriti cielo! Sembra di udire le cascate del Niagara!
Chiamate a rapporto da codesto inquisitore, vengono messe sull'attenti come delle reclute, obbligate a dire Signorsì e dare una resa Super, onde soddisfare i pii desideri direzionali; assoggettarsi ad essere burattine, in poche parole!
Dette chiamate a rapporto, Sa ppiamo che avven-
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LOAFFITA',gt FABBRICO( CUI tASIt
gono spesso, ma ciò che è sconcertante (negli anni 70!) è il contenuto dei suoi discorsi strafalcioni; l'ingegnere in questione, può darsi che faccia uso di « slogans » di questi tempi, credendo così di essere moderno. « Con quella bocca, può dire tutto ciò che vuole ». Questo deve essere il suo motto, e cioè, credendo d'avere la bocca della verità, ne approfitta dicendo scemenze solenni; dicevamo del contenuto di detti rapporti. Da buon papà putativo, consiglia alle ragazze a non pensare troppo al ragazzo e (udite bene) a non farsi strapazzare troppo da lui quando di sera fanno passeggiate romantiche; consiglia inoltre, di andare a letto presto di sera, possibilmente all'ora delle galline, cosicchè al mattino saranno in forma e ben riposate, pronte a scattare al lavoro piene di buona volontà! Seguono poi, altre idiozie del genere.
Ora, a codesta persona laureata in Ingegneria (si dice) vorremmo dire questo: « Scusi, sa, non se la prenda; ma chi si crede di essere lei? ».
Su quali imperscrutabili indizi si basa Lei, per permettersi di indagare sulla vita privata altrui? E' un dirigente oppure un confessore? Se è così, avendo Lei simpatia per la confessione, perchè non è andato a farsi prete? La smetta sa, ha capito! Ci faccia questo piacere, e ci usi la cortesia di non uscire dal seminato quando chiama le ragazze a rapporto; con l'età che ha, è ora che metta a profitto l'educazione ricevuta. Ci siamo spiegati?
Così facendo, Lei evidenzia la sua sporca politica che mira a sfruttare al massimo chi lavora, ed in particolar modo le minorenni ed i neoassunti che
il mercato di manodopera nella zona, offre a buon prezzo (cioè, a bassi salari). Malgrado ciò, si continua a far pressione incitante a rendere di più, arrivando alle minacce del posto di lavoro; si tratta la gente che lavora, come delle marionette; ma ci dica un po': è agire secondo coscienza il suo modo? Se è sì, complimenti! Ha più peli sullo stomaco Lei, che non un gorilla del Katanga! Ma forse, c'è di mezzo l'aspirazione al massimo cadreghino della T.I.B.B. Vittuone. (Il cadreghino di Sindaco di Arluno, è cosa a parte. Però, povera Arluno, come andrebbe a finire male!).
Il modo che Lei usa per accedere a più elevate cariche dirigenziali, è quello classico e caro ai padror'i del vapore: sfruttamento dell'uomo sull'uomo, cd ignorare la giusta misura del « tanto dare per un giusto avere », così gli operai possono constatare che la bilancia pende sempre da una parte, e cioè, dalla parte del Padrone. Continui pure con questa politica, e vedrà che la simpatia delle maestranze non tarderà a dimostrarsi; abbiamo già rispolverato un disco di pochi anni fa, le cui frasi risuonano così: « Battiam battiam le mani - arriva il Direttor - battiam battiam le mani - a un uomo di valor - ecc.... ecc.... »; la conosce? N000?! Peccato, sapesse quant'è carina! Questa canzone, la canteranno in coro tutte le maestranze nell'infausto giorno della sua promozione; è garantito dal marchio di fabbrica! Scherzi a parte, però, quel giorno inviteremo tutti a portare il lutto, dato chk sarà un giorno funesto per noi e per il T.I.B.B. •
Con Lei al Comando! « Mammasantissima! ». C'è dell'ironia in questo nostro dire, è vero, e quindi il discorso va completato, aggiungendo a Signoria Vostra quanto segue: il Tiranneggiare come fa Lei con metodi da Ducetto, a lungo andare la porterà a sentirsi soto i propri piedi le scosse sismiche così frequenti al suo paese natìo; sappia anche, che i metodi mafiosi, ancor molto in voga nella sua Sicula Regione, qui al Nord non attaccano. Per un po' li possiamo sopportare, poi, facciamo come fanno le mucche con le mosche fastidiose: un colpo di coda ben dato, e zac!, la mosca si schiaccia! Ci siamo spiegati, nevvero?
Poí, non si irriti nel leggere queste righe, poichè le potrebberq andare di mezzo il fegato, il piloro e la cistifellea e altre cose (anoi comunque ce ne fa un baffo). I nostri sono, in fondo, dei consigli che modestamente riteniamo buoni; aggiungiamo ancora, di meditare bene non solo a raggiungere certe poltrone, ma piuttosto come degnamente occuparle.
Non abbiamo mancato, tra l'altro, di scrivere un modesto madrigale dedicato appunto agli occupanti certe poltrone dietro certe scrivanie: lo legga e lo intuisca bene.
La tracotanza che Lei spesso usa con tutti i suoi subalterni, ha raggiunto un limite che è molto vicino a quello di massima saturazione. Quel continuare a voler di più, sempre e molto di più, e retribuire gli operai di meno, sempre molto di meno per quanto si rende, porterà Signoria Vostra al Settimo Cielo.
Baciamo le mani.
SIGNORI DELLE SCRIVANIE
Signori che dietro le grosse scrivanie e dagli uffici con aria condizionata avete la p'etesa di dirigerci, il mondo non andrà come voi credete; il mondo, RAPIDAMENTE CAMBIA!
Cinquant'anni fa ci fu una ribellione ed un popolo rivoluzionò un impero; il lurido schiavista fu scacciato, si creò una nuova forma di governo.
Gli Stati liberi nascono liberamente, gli industriali soccombono miseramente, ormai ovunque il potere passa nelle mani delle masse popolari. Nell'Europa Occidentale, nella stessa America, dove tutto credevate fosse sempre tranquillo;
sulle grigia mura delle fabbriche, „sulle pareti antiche delle università goliardiche, sugli stucchi ed i cristalli dei negozi del centro; sugli schermi delle mostre internazionali nelle gallerie d'arte, nei premi letterari ovunque vi sia vita , uno spettro vi fa tremare: è il « POTERE POPOLARE! ».
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Per tutti i lavoratori iscritti alla FIOM assistenza gratuita dell' Unione inquilini
Con l'accordo UNIA-FIOM di Milano, coI1969 ai lavoratori muniti di tessera FIOM-CGIL, l'Unione nazionale inquilini assicura:
..,a) consulenza gratuita in materia di affitti, sfratti, ecc;
E ki,) assistenza coi propri legali a tariffe preferenziali, come per i soci dell'UNIA, in caso di causa davanti al magistrato. Gli iscritti potranno rivolgersi all'UNIA tutti i giorni, ma parti- = cofirmente i dirigenti dell'Associazione inquilini saranno a loro disposizione presso gli uffici della FIOM-CGIL (corso di Porta Vittoria 43):
— ogni lunedì dalle 17 alle 19,30;
— ogni sabato dalle 10 alle 12.
7d11111I111111IIIIIIIIIIII11111111111111111111111111111111111111111111111111111
Nei paesi socialisti con I' ETLI
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Diretta da PIERO IONI • BRUNO TRENTIN
Redattore ALBERTO BELLOCCHIO
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PRAGA Viaggio in treno Quota di partecipazione: in albergo turistico L. 50.000 in albergo di ll cat. L. 65.000 BUDAPEST Viaggio in treno Quota di partecipazione: in albergo turistico L. 50.000 in albergo di Il cat. L. 65.000
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sindacato
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moderno
Ente Turistico dei Lavoratori italiani Camera del Lavoro - 20122 Milano - C.so P. Vittoria, 43 - T. 795.844
VIAGGIO 1° MAGGIO IN 1° MAGGIO A URSS PRAGA (CECOSLOVACCHIA)
PENSIONI
CONQUISTATI CON LA LOTTA I
PRIMI IMPORTANTI RISULTATI
Sviluppare iniziativa per la soluzione dei problemi irrisolti
« La segreteria della CGI ha esaminato il progetto legge per il miglioramento la riforma delle pensioni pre sentato ieri dal governo a Parlamento.
« Essa ha rilevato che nel progetto di legge figurano i punti essenziali dei risultati della trattativa tra governo e sindacati e ribadisce, pertanto, il giudizio complessivaMente positivo che in merito è stato formulato dal comitato direttivo nella sua ultima riunione.
« E' però necessario rilevare che alcuni problemi discussi, ma non risolti nel corso della trattativa, e per i quali nel
progetto non si indicano nuove soluzioni, conservano appieno la propria validità. Ciò vale per l'inserimento dei mezzadri e coloni a parità di contribuzione e di trqtamento nel fondo pensioni e dei lavoratori dipendenti; i periodi coperti da contributi assicurativi da considerarsi a salario pieno ai fini del calcolo della retribuzione pensionabile, la progressiva elaborazione dell'onere contributivo a carico dell'agricoltura dell'attuale 3 per cento fino al livel-1 lo degli altri settori produrti vi. Bisogna altresì rilevare che nel progetto non sono considerate alcune importanti questioni che pure erano sta, .AIC c •Vsvat.c W-Uditi° la trattativa; l'estensione dei contributi assicurativi ai periodi di sospensione del lavoro, a quelli di assistenza malattia, di infortunio, di maternità e del servizio militare di leva; la parità di trattamento fra uomo e donna per quanto si riferisce alle pensioni di invalidità antecedente al 30 aprile 1968.
« La segreteria, infine, rile-
e LialslaimeL triel
Perchè consideriamo anticostituzionale la trattenuta sulle pensioni di chi lavora
I legali dell'INCA-CGIL esaminando il problema relativo alla trattenuta introdotta dalla recente legge sulle peni4oni a danno dei pensionati che proseguono a lavorare alle dipendenze di terzi nei settori non agricoli, hanno ri-
va cne 1a ueiega boubebbti, „ governo per l'emanazione di i:norme relative a un nuovo or dinamento degli organi di arn--f„., ministrazione dell'INPS pr vede senza alcuna plausibile giustificazione un termine tempo troppo lungo e ciò in contrasto con la pressante esi genza di adeguare le strutture', e l'attività dell'istituto ai nuovi compiti derivanti dalla riforma.
« Su questi punti e su altri di minore rilievo (riscatto deiperiodi di istruzione superio-/ re a quella dell'obbligo, man-1. tenimento delle condizioni di, miglior favore per il cumulo'agli invalidi che lavorano, ecc.) la CGIL richiama l'attenzione di tutti i gruppi parlamentari ai quali invierà in modo particolareggiato le relative osservazioni.
«La segreteria invita tutti i lavoratori a seguire con la massima attenzione lo sviluppo del dibattito parlamentare e a sostenere l'iniziativa dei sindacati per la soluzione dei problemi ancora non risolti ».
tenuto che tale innovazione — oltre ad essere inaccettabile sul piano morale, perchè riduce il reddito dei vecchi lavoratori costretti a proseguire un'attività proprio dalla bassa entità delle prestazioni e perchè lede un diritto acquisito — sia da considerare in contrasto con la Carta Costituzionale.
I princìpi che sono stati violati, in tale occasione, sono infatti quelli contenuti negli artt. 3, 36 e 38 della Costituzione.
L'art. 3 sancisce solennemen-
Non abbiamo nc:.sun piano per le pensioni. Qui nessuno vive oltre i 40 anni!
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Invito ai lavoratori di rivolgersi all'INCA in caso di Infortunio e Solleciti Indennità Economica Malattia.
Contro la trattenuta ai pensionati che lavorano
ricorrete
rivolgendovi agli Uffici INCA presso le locali Camere del Lavoro.
te l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, mentre le norme sulle trattenute determinano una grave disparità tra i pensionati dell'assicurazione obbligatoria dell'INPS e gli altri pensionati di fondi di previdenza e quiescenza diversi e sostitutivi, per i quali non è prevista la trattenuta.
L'art. 36 della Costituzione riconosce, con altri articoli, il diritto dei lavoratori ad una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro prestato, di conseguenza, le disposizioni di
legge che prevedono la perdita del trattamento di pensione si pongono in contrasto con tale diritto costituzionale, sia perchè la pensione deve essere considerata vera e propria retribuzione differita. sia perchè il divieto di cumulo tra pensione e retribuzione si traduce, in realtà, in un ostacolo ad ottenere la giusta retribuzione.
A proposito del medico di fiducia del padrone
UNA IMPORTANTE SENTENZA DELLA PRETURA DI MILANO
Su una questione spesso assai controversa e di largo interesse per i lavoratori è stata emessa dalla Pretura di Milano un'importante sentenza che merita di esser conosciuta: la questione concerne il problema delle visite mediche effettuate da sanitari di fiducia del datore di lavoro al domicilio del lavoratore per il controllo dell'effettivo stato di inabilità.
E' noto che secondo le più corrette interpretazioni del tema, si sostiene che non ai datori di lavoro ma ad organismi « neutrali » ed investiti di pubbliche funzioni — quali gli ispettorati medici del lavoro — potrebbe meglio d'ogni altri essere affidato un controllo del genere.
Tuttavia in attesa che tale linea riesca ad affermarsi, è assai interessante l'interpretazione data dalla Pretura di Milano, che era stata chiamata ad esaminare il caso di un operaio licenziato perchè non trovato a casa dal medico del datore di lavoro durante una malattia.
La Pretura non solo ha dichiarato non giustificato il licenziamento poichè il lavoratore aveva po-
Le disposizioni della nuova legge violano infine anche l'art. 38 della Costituzione, che prevede la corresponsione ai lavoratori di mezzi adeguati alle loro esigenze di vita per gli eventi (invalidità e vecchiaia, ad esempio) protetti dalle leggi previdenziali.
tuto dimostrare che nell'assenza da casa era presso il suo medico per cure, ma ha affrontato anche il problema del diritto del datore di lavoro ad eseguire le visite di controllo rilevando che se è vero che il contratto dei metalmeccanici — alla cui categoria apparteneva il lavoratore interessato — prevede il diritto dell'imprenditore al controllo dello stato di malattia non è meno vero che tale accertamento non può esser fatto con metodi esclusivamente scelti dal datore di lavoro stesso.
Dice la sentenza che la norma contrattuale « non prevede il diritto dell'imprenditore di sottoporre senza preavviso il lavoratore a visita di controllo.
Una tale pretesa anzi difficilmente potrebbe mai formare oggetto di una norma collettiva perchè implicherebbe una chiara violazione della libertà personale del lavoratore. cioè un contrasto evidente con l'art. 13, comma 1° della Costituzione. Il diritto di controllo dello stato di malattia del lavoratore, in aderenza col principio costituzionale ed alla considerazione della personalità morale del cittadino. esige come requisito minimo per il suo esercizio il preventivo avviso al lavoratore, che deve avere il tempo di presentarsi alla visita medici. in condizioni psicologiche ed igieniche adatte, magari assistito da un suo medico personale, e non sentirsi meno oggetto di ispezione ed arbitro altrui ».
Come si vede la Pretura di Milano ritiene quindi che il datore di lavoro dovrebbe quanto meno preavvertire il dipendente dell'arrivo del suo medico di fiducia onde mettere in condizioni l'interessato di farsi anche assistere da un proprio medico, di avere qualcuno in casa con lui e di prepararsi opportu. namente alla visita stessa.
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Lista F. I. O. (M. i- C.G.a. L. Operai OBIANCHI O BA RBIERO O FE BR ARO OBERTANI OPO R ATTI ODO NGO ' 111MA GANZA O BO TTINI Luigi 55320 Rino 58412 Remo 53209 Carlo 56710 Gino 58906 Damiano 55306
59305 Ernesto 59315
Giuseppe
CANDIDA TI PER LE ELEZIONI DELLA COMMISSIONE INTER NA