Incomprensione operaia ?
COMUNICATO
Venerdì, 15 genn. 1934
La Direzione Generale ha Tatto la seguente dichiarazione ai membri fissi della C I.
« Avendo la Presidenza constatato l'incomprensiun operaia per i grandi lavori di c ammodernamento che si era ripromessa, decide di sopras-
« sedere id ogni lavoro legato
« con l'ammodernamento .stes-
e so. La Direzione GeUerale rie tiene quindi opportuno, dato
« le condizioni di magazzeno
« iniziare da lunedì 18 gennaio
« la riduzione dell'orario di la-
« voro a 40 ore settimanali ».
A nome della C.I. è stata respinta la dichiarazione di «incomprensione operaia per l'ammodernamento s.
La C.I. ritiene quindi dichiarare nuovamente a nome di tutti voi:
Che insisteremo, unitamente al C.d.G. parte lavoratori, perchè venga ripreso lo studio per l'ammodernamento degli impianti.
Che con il provvedimento, preso di applicare l'orario ridotto in questo momento di continuo aumento de' costò della vita, un orario ridotto quando già il normale è insufficiente per affrontare il bilancio famigliare, a nostro parere non riteniamo che tale provvedimento risolva il problema di •fondo per una migliore produzione vista sotto l'aspetto quantitativo e qualitativo: riteniamo che tale provvedimento tenda a risolvere la eventuale situazione economica aziendale chiedendo nuovi sacrifici agli operai che in questi ultimi mesi in altre occasioni già ebbero a sopportare dimostrando così comprensione.
D'altro canto i lavoratori tutti, operai é impiegati, sano, benissimo che l'ammodernamento industriale à indispensabile in una moderna azienda: sono convinti che le ultime proposte avanzate dalla C.I, il giorno 13 mattina alla Direzione del Personale davano possibilità di discussione e anche di conclusioni accettabili da ambo le parti. anfatti la C.I. parlando agli operai alle ore 12,30 dello stesso giorno asseriva tra l'altro: «... a queste condizioni o similari... ».
Sono quindi convinti che tutto il problema possa essere ripreso in esame per mantenere sempre all'avanguardia, sociale e produttiva, le nostre officine.
Rammodernamenti = licenziamenti?
La smobilitazione dei fonditori
Nell'epoca del capitalismo i lavoratori non possono più puntare solamente sull'obiettivo tradizionale del movimento sindacale: maggiori salari e migliori condizioni di lavoro, ma devono allargare il campo della loro azione per reagire con efficacia alle conseguenze sempre più gravi di una struttura economi_ ca che si rivela, nella maggioranza delle aziende. negativa nella sua capacità di sviluppo.
L'oasi verde e beata di una Innocenti immune e intoccabile da crisi di governo e da egoismi padronali doveva cadere (vedi Conferenza di produzione del C. d. G. parte lavoratori) perchè un puledro costretto a vivere in mezzo ad un branco di asini dimentica, dopo un certo tempo, il limpido nitrito per intonare un potente e stonatissimo raglio. E qui da noi si incomincia a ragliare.... (nessun riferimento a complessi direzionali! Il raglio lo emette la azienda nel suo genere neutro e impersonale).
Governi non rispondenti alla espressa volontà del popolo, circuiti economici ristretti ed. imposti, econ - mia soffocata urtano contro la forza produttiva popolare contro la potenzialità di questa forza produttiva che ha asso-
luto bisogno, assoluta necessità di sfociare là dove 'mercati vergini e in rigogliosa ripresa darebbero respiro alla nostra economia rantolante.
Un detto popolare dice che: le teste di legno galleggiano sempre! Infatti De Gasperi, Pella, Fanfani, Piccioni , Scelba, ecc. ecc.. malgrado la volontà popolare, restano sempre là inchiodati al seggiolino con la « pretesa » di governare. Si ha in Italia paura del nuovo, di nuovi sistemi. di rivoluzioni politiche ed economiche. Una cricca di mercanti (aggettivo dolce!) arraffa come può, dove può calpestando i diritti sociali, anche i più elementari.
Per ora nel deserto (perchè sterile) della nostra economia, le oasi non sono totalmente scomparse; non si permetta che anche esse vengano spazzate e coperte dal sudiciume di compagini governative inadatte.
Noi non pensiamo che la nostra Direzione voglia « dimensionare » la produzione al modesto livello del mercato nazionale e nemmeno che intenda dimensionare il personale alla produzione e perciò riteniamo valide le promesse fatte dal Direttore Generale per un miglioramento tecnico tale
VI SALUTIAMO
Fabbrica sul Lambro » saluta i lavoratori della Innocenti, saluta i lavoratori di tutte le piccole e medie fabbriche di Lambrate, saluta, nel iviscère, gli altri giornali di fabbrica, fratelli maggiori di. una stessa grande famiglia.
Questo giornale vuol• avere, oltre alla solita funzione informativa, una funzione di indirizzo per tutti i problemi che toccano i lavoratori della Innocenti tanto direttamente che indirettamente; vuol essere una palestra di dibattiti, aperta a tutti, senza distinziOne di fede politica o di appartenenza all'uno od all'altro sindacato, palestra di dibattiti che orienti gli operai, gli impiegati, i tecnici sulla strada più giusta .p r una efficace difesa dei loro interessi, dibattiti che pongano al centro dell'attenzione del lettore i problemi più scottanti e ne prospettino le migliori soluzioni.
I lavoratori hanno la netta sensazione che la situazione economica, sociale e politica del nostro Paese è caratterizzata da un grave dilemma: o le forze sinceramente democratiche, alla testa delle quali marciano le classi lavoratrici, riusciranno a prevalere o quanto meno ad imporre un nuovo corso economico, sociale e politico dando concreta applicazione alla Costituzione Repubblicana, ovvero il nostro Paese, per la prevalenza delle forze più reazionarie, sarà •costretto a subire un lungo periodo di soggezione allo straniero, di sempre maggior miseria, di aumentato sfruttamento delle grandi masse lavoratrici, di crisi economica sempre più accentuata; un periodo aperto a tutte le incognite più gravi e, non ultima tra queste calamità, la prospettiva di essere trascinato in catastrofiche avventure belliche.
«Fabbrica sul Lambro> vuol essere la bandiera attorno alla quale si stringano tutti i lavoratori della Innocenti perchè il dilemma si risolva favorevolmente per la democrazia, per la pace, per lavoro.
LA REDAZIONE
da assicurare, in avvenire, un notevole aumento di produzione con conseguente riduzione dei costi e del prezzo, sì da permettere l'immissione sul mercato della Lambretta ad un prezzo accessibile al 'ootere d'acquisto dell'enorme massa dei lavoratori. Questo significherebbe: mercato a respiro regolare, buona tranquillità, prezzo invernale e sparizione dell'immagazzinamento. •
Chi ha avuto il doloroso• incarico di spiegare agli operai del Rep. Fonderia le richieste della Direzione, si è trovato di fronte ad una schiera muta. dolorosamente attonita; nei loro occhi si leggeva incredulità, orrore ed indignazione. Da qualche viso, annerito dalla polvere e dal fumo, si son viste scendere lacrime silenzi:se...
Noi sappiamo di godere della inconcizionata fiducia dei nostri compagni di lavoro e ne siamo orgogliosi.
A nostra volta «dobbiamo» avere fiducia nell'Ing. Lauro. Ma noi, membri del C. d. Cr. e gli operai con noi non possiamo avere fiducia nel terze elen , ento in campo (Fonderia Stigler e Clur).
Una volta licenziati n -n ci sono garanzie di sorta (nemmeno quelle della nostra azienda) valide a tenere tranquilla una vita d'attesa per una chimerica riassunzione.
Noi siamo tuttora convinti e lo abbiamo detto' in seduta plenaria, che i 48 operai possono trovare sistemazione con una oculata e organizzata distribuzione interna. Sia-r9 convinti che dopo aver visto, durante questi anni di lavoro, arrivare sempre macchinario moderno polivalente miglioramento di prodotto. aumento di produzione (triplicato), dopo che la Direzione ha chiesto a nei via via vari sacrifici (e, dove ;i è potute, le maestranze hanno sempre positivamente risposto) dopo che la Direezione ha lavorato in pace. per tanti anni, indisturbata e tranquilla, siamo convinti che il licenziamento non è e non deve ess ,,unq conseguenza
Non è una forma di paternalismo che chiediamo, ma una soluzione consona alla serietà con la quale la Direzione ha condotto in questi anni le s-rti dell'impresa.
rs-:^i 43 fuori dalla porta, se andranno, resteranno sempre una macchia che offuscherà e farà cadere la fiducia fino ad, oggi riposta in chi dirige e paga.
A. MEAZZA
Membro del Consigilo di Gestione
Anno 1 - N. I PERIODICO PER I LAVORATORI DELLA FABBRICA INNOCENTI I Gennaio 1954 - L. 10
LA COMM. INTERNA
DAI REPARTI E DAGLI UFFICI
ASSUMERE MANOVALI
Passaggi di categoria e cessazione spostamenti di operai
Un gruppo di lavoratori dei Rep. 18-19 poneva con forza (sul numero precedente) alcuni problemi che vanno risolti, e cioè i passaggi di categoria e lo spostamento continuo di operai, questo per sfruttare al massimo la loro forza lavoro.
La CI. prendendo atto di que' sii problemi, pensa che, di entrambe le rivendicazioni a cui si deve dare definitiva soluzione, si debba farne un unico problema, perchè essi sono strettamente legati tra di loro.
Infatti: noi notiamo come operai che hanno le capacità per essere passati di categoria siano alle volte utilizzati come manovali, notiamo capi Reparto e capi squadra a volte fungere da manovali <mettendo l'olio nelle code, trasportando materie ecc.), di qui anche la ragione di spostamenti di di operai da un posto all'altra di lavoro, (come è stato posto nello scritto sul precedente numero) questo per mancanza nei Rep. di manovali.
Questo fatto oltre a tutto serve a comfutare la tesi della direzione secondo cui non occorrono specializzati, il fatto stesso che operai vengono spostati, ad esempio, dalla stazione in cui si mette l'olio nelle code, al montaggio; o che vengano spostati dalla linea ai rasa:nenti ecc., dimostra coma questi siano specializzati, per cui si può affidargli qualsiasi compito o lavoro.
Fatte queste considerazioni, appare chiaro perché, la risoluzione di questi problemi siano legati tra di loro assumere manovali, (ed è oggi una necessità nella nostra fabbrica), vuol dire inanzitutto eliminare lo spostamento continuo di operai e quindi il supersfruttamento di questi, vuol dire quindi il passaggio d' quelli che hanno acquistato esperienza e "capacità, a qualificati e specializzati. Come può un lavoratore essere stimolato a migliorare sè stesso le sue capacità se non ha questa prospettiva?
Questa è sempre stata la procedura carrieristica normale, ma è evidente i tempi sono cambiati, oggi siamo nell'era della produttività tipo americana, i lavoratori le loro aspirazioni non contano nulla, essi sono per gli industriali dei numeri come le macchine, l'unico scopo del lavoro per loro gli industriali non è il soddisfacimento delle esigenze dei lavoratori ma il profitto, il massimo profitto.
Non così la pensano i lavoratori, nondimeno questa è una realtà per cui dobbiamo continuare uniti a lottare, con fiducia, con la certezza che se anche questi pro blemi, (l'assunzione di manovali, quindi assorbimento di disoccupati, cessazione di continui spostamenti, di conseguenza i passaggi di categoria), non verranno risolti, tra una settimana, o fra un mese, l'ultima parola, e di questo non v'è dubbio, la diranno i lavoratori i quali con la lotta imporranno la risoluzione di questi problemi. p. la Commiss. Interna Resp. rli Reparto CARULLI
LA FILA
Ritiro stipendi impiegati
Questa mattina facevo parte delle persone che facevano la fila Per ritirare lo stipendio cosidetti e mori de fam » come dice un nostro collega) -e vorremmo chiedere alla Commissione che si interessasse presso la Direzione affinchè ci fosse risparmiata questa < fila» (dolci ricordi dei tempi di guerra) e che lo stipendio ci fosse consentito di ritirarlo anche durante le ore di lavoro.
Bisogna inoltre tener presente che quelli che vanno a casa a mezzogiorno c'è la "freccia azzurra" che scappa se non si fa più che in fretta, che la sera c'è la "Mariuccia" che se ne va, e al mattino quando si è ben fatto la fila, appena suonano le 8 l'Ufficio Personale ha l'ordine di "chiudere gli sportelli"
LIBERTÀ DEMOCRATICHE
ALLA INNOCENTI
A proposito delle «Libertà» democratiche che s' godono all'Innocenti, vorremmo far rilevare che ci risulta come dei ns. Colleghi siano stati' aspramente rimproverati dai propri superiori perchè "sospétti" di aver partecipaie con un articolo al giornale, e.. (serripre per restare sullo stesso tema) ci risulterebbe anche che, in occasióne dello sciopero generale dei lavoratori dell'Industria, la DI/C0 si è presa il listurbo di far inviare una - macchina a domicilio di certi impiegati affinché potessero recarsi al lavoro. Non perché noi desiderassimo fare i crumiri, ma ci domandiamo: perchè la Direzione è stata così premurosa verso qualche impiegato e non verso tutti? Che ne sapeva di chi voleva o no partecipare allo sciopero?
Queste le nostre e libertà)!!!
ASSUNZIONI A TERMINE E...
FORME INTIMIDATORIE
Mi è stato riferito che l'articolo sulle assunzioni a termine pubblicato sui numero precedente di questo giornaletto, ha scatenato il risentimento di qualcuno, a palazzo.
Ho voluto rileggerlo attentamente: non ho travato nulla di offensivo verso nessuno. Ritengo, caso mai,, che quell'articolo avrebbe dovuto richiamare un pd la Direzione a quel senso di umanità che per tanti anni è stato alla base dei rapporti di lavoro aziendali. Quell'articolo mette in evidenza proprio le condizioni poco umane di chi lavora con questi sistemi di contratto•
Perché la nostra Direzi-ne ha abbandonato quel sentiero umano?
Perché la nostra Direzione si è messa sulla strada indicata per primo dal più grande monopolio italiano, la Montecatini, applicando tali metodi di assunzi ne?
La risposta a questi «perché» non la so dare solo io: meglio la sanno gli impiegati di pala,zo tutti e innanzi tutto gli impiegati assunti con contratto a termine: quell'articol ,risponde ai « perché ».
Nessun sindaralista onesto può essere soddisfatto e accettare supinamente tali metodi. I nullatenenti i proletari, offrono la loro
forza lavoro, sia essa manuale o inteellettuale.
Da qualche anno i datori di lavoro italiani usano acquistare queste forze lavoro con le forme più retrive: questa è forse una delle peggiori. Rasenta la forma di ricatto ,continuo; fatto in, stile elegante, come si addice aí
Non vi è quindi motivo che impiegati che ancora non fanno parte della Direzione, usino certe forme intimidatorie verso i loro dipendenti per quanto detto in quel-
D'altro canto questo argomento era citato già nel programma rivendicativo 'del sindacato FIOM aziendale alle elezioni dela C. I.
Perché allora quel signore non è venuto da noi a fare le sue rimostranze?
Preferisce usare altre forme?
Non vuole che lavoratori esprimano le loro lagnanze verso la Direzione?
Suvvia lasci ad altri certe mansioni.
Da parte della Commissione Interna in diverse occasioni fu avanzata protesta per certe forme intimidatorie usate in questi ultimi mesi verso gli impiegati.
Possa comprendere che la Direzione non veda di buon occhio il progresso sociale che a grandi passi stanno compiendo i lavorabri; di malocchio il padronato vede rafforzarsi ogni giorno più l'alleanza e la fraternità fra operai e impiegati.
E usa tutte le forme per opporsi: le più normali, per il padronato Italiano, sono la cornutone e l'intimidazione.
Per ora, da noi, si usa il secondo metodo; le forme democratiche di chiarificazione e convinzione le sanno usare solo i lavoratori perchè hanno argomenti solidi e lapalissiani.
Finora la C. I. ha creduto di non 'nominare pubblicamente i Di.rigenti che approfittano della loro posizione: però le libertà di lavoro e di pensiero sancite dalla Costituzione Repubblicana debbono essere rispettate da tutti, Dirigenti compresi.
Non vogliono rispettarla questa legge? E allora cosa debbono fare i lavoratori?
Si vuol acutizzare i rapporti di lavoro nella nostra fabbrica?
Nol? E alora, signori Dirigenti Funzionari lasciate a ogni lavoratore la libertà di espressione, di azione. Non credo che gli impiegati, nel prendersi queste libertà, escano dalle forme concesse dalle leggi di P. S.
VIN1CIO FRANCHINI
Ci scrivono, domandano, rispondiamo
Convenzioni del C.R.A.L.
con i venditori
Risposta a l'analista
Nello stipulare le convenzioni tra il Cral e le ditte venditrici è nostra prima preoccupazione ottenere i massimi •benefici per i nostri dipendenti. A dimostrazione di ciò esporrò brevemente alcuni termini che règolano i nostri contratti la cui inosservanza di uno di essi porta alla immediata scadenza della convenzione stessa.
La ditta venditrice è tenuta a vendere ai nostri dipendenti agli stessi prezzi che pratica nei suoi negozi cittadini senza alcuna maggiorazione per la rateizzazione del pagamento.
La percentuale dovuta al Cral deve gravare esclusivamente sugli utili del venditore e devesi conteggiare anche per gli acquisti effettuati, dai nostri dipendenti, per contanti.
Credo di aver così chiarito qualche idea ancora un po' confusa; desidero specificare, inoltre, che tutti i venditori, generalmente, concedono uno sconto che varia dal 3 al 10% a tutti coloro che acquistano per contanti (questa è consuetudine commerciale). Difficilmente concedono sconti a colora che acquistano col sistema di pagamento rateale e questo, sotto l'aspetto commerciale, è comprensibile se si pensa che i venditori incasseranno l'ultima rata sei- mesi dopo effettuata la vendita.
Dal momento che siamo in 'argomento pregherei tutti i 'dipendenti che, effettuando un acquisto, col buono rilasciato dal Cral, presso qualche ditta convenzionata, riscontrassero delle irregolarità darcene avviso così potremo, dopo aver vagliato la cosa. prendere provvedimenti del caso.
Presidente del Cral Innocenti
Il dito nell' occhio
L' Albero di Natale al Reparto 19
E' tradizione, sopratutto nel nostro Paese, festeggiare la festività Natalizia inalzando l'albero di Natale ».
I ricchi vi appendono ai suoi rami costosi doni, frutto del lavoro altrui; i lavoratori vi appendono dolci o frutta (chi lo può).
Nella nostra fabbrica noi operai volevamo festeggiarlo collettivamente nel reparto.
Il giorno 22 dicembre esponemmo l'albero, esso avevla appeso ai suoi rami particolari, della Lambretta, senonchè, « nostro » zelante capo sezione ci invitava a toglierlo, adducendo che era prematuro,: lo togliemmo di buon grado riesponendolo il giorno 24, vigilia, di Natale (il lavoro cessava alle 12), questa volta però non ci invitò a toglierlo, ma con furore ordinò di gettarlo via, a mala pena reprimemmo il nostro sdegno, non potemmo però fate a meno di formulare questa considerazione : Sono questi i 'primi risultati della, scuola organizzata dalla direzione ai capi « Produzione in buone relazioni umane ».
(Un gruppo di operai presenti al fatto; a voi l'identificazione del Capo Sezione).
2 FABBRICA SUL LAMBRO
MERLO SERAFINO
Avanti insieme per una vita migliore
Siamo lieti di pubblicare una poesia scritta da un operaio della nostra fabbrica per il nostro giornale.
O lavorator che stanco all'avvenire pensi
Tergi per un momento dal tuo viso il sudor, Riprenderai poi con l'incalzar del tempo il' tuo lavor.
Procediam pertanto insiem protesi
Verso il giorno che ammanta di freddo la grigia via
Di neve diaccia mentre il vento taglia come tante lame
E non da tregua a chi s'addormenta per la fame.
Come vedi la ragion di tanti non è nè vana nè ria
E' per migliórar questo povero mondo di antica struttura
Dove la Miseria s'assisa con la Povertà
Bisogna superar la semplice pietosa carità;
Con la lotta anche se questa si profila ancora più dura, Piena di tutta la sua forza che sospinge,
Che evolve tutto un popolo che spera ed attinge
Stufo ormai di ogni velleità dell'alta borghesia
Di cui in ogni sua profferta tutti conoscono la sua ipocrisia.
Avanti dunque uniti nella lotta •
Verso la vita felice d'umano calore , Per un tenore di vita migliore
Dove la Pace in luogo è sovrana e dotta
Dove Lavoro e Pane non mancherà
Nel clima di una vita sana e "di libertà.
Storia di una nuova classe
Da utopia a certezza
In Francia si costituì un Movimento formato da operai e da democratici esiliati dalla Germania, chiamato <Lega dei Giusti ». In seguito la Lega si trasferì a Londra e attirando nella sua orbita operai di altri paesi, assunse un carattere internazionale.
Purtroppo essa era una piccola setta di cospiratori che si ispira\ vano alle dottrine del socialismo utopistico. Marx ed Engels entravano nel 1847 nella Lega, a condizione però che essa cambiasse il suo indirizzo ideologico e politico. Questo cambiamento avvenne infatti attraverso i due congressi che si tennero nel 1847. Nel primo si cambiò il nome della Lega che divenne e Lega dei Comunisti », nel secondo venne affidato ai giovani Marx ed Engel l'incarico di scrivere un manifesto politico che esponesse il programma della Lega.
.Marx ed Engels adempirono l'incarico scrivendo tra la fine del 1847 e il principio del 1848, il <Manifesto del Partito Comunista 2., che è l'atto di nascita del e Socialismo scientifico » e come tale, esso è un documento di importanza storica politica enorme.
Il Manifesto tracciò per la prima volta le fondamentali leggi di sviluppo della società. e indicò scientificamente la funzione storica del proletariato come forza chiamata, nel corso stesso delle cose, a rinnovare il mondo.
L'ora della chiarificazione era appena chiusa, e già scoccava quella dell'azione rivoluzionaria.
A Parigi, a Vienna, a Berlino, a Milano, la classe operaia era sulle barricate e Marx, che si trovava nel Belgio, si recò a Parigi nel cuore della rivoluzione.
La rivoluzione europea del 1848, fu essenzialmente una rivoluzione democratico-borghese, perché richiedeva la fine dei governi assoluti; la loro sostituzione con go-
Osservazioni sul funzionamento del C.R.A.L.
Questi pacchi... che pacchia!
Come è ormai consuetudine, in occasione dell'Epifania, il nostro CRAL ha voluto consegnare ai figli dei suoi iscritti un pacco dono. E fin qui tutto bene, senonchè e come è ormai consuetudine » quei quattro miseri dolciumi, sono stati accuratamente scelti della qualità più Scadente che si trovi in commercio.
tiginose rispetto a quelli in vigore nelle altre Ditte. E' chiaro perciò che non sono le condizioni finanziarie i mali che affliggono da tempo il nostro Circolo Ricreativo.
BALDISSARA
In una elegante confezione di carta lucida trasparente abbiamo trovata 50 grammi di biscotti e Osvego o universalmente conosciuti sui mercati e nelle panetterie come quelli (tardo per intenderci) dei 3 etti 100 lire, un sacchetto di caramelle di infimo ordine, semi-insipide e tanto dure che si potevano masticare solo a rischio della dentatura, una trasparente quasi eterea tavoletta di cioccolato, un pacchetto di cacao, un torrone, un panettone di 2 etti. Ora, non si pretende di trovare nel paccò un giocattolo anche modesto- così come si fa nelle altre Ditte, ne che l'involucro sia un tantino più... voluminoso; lungi da noi una siffatta idea, Ma che almeno la qualità dei dolciumi venga migliorata, questa non ci sembra una pretesa eccessiva.
Del resto, che è stato fatto poco e niente per lo svago e il benessere dei lavoratori lo ha ammesso lo stesso presidente del CRAL sig. Merlo in una relazione apparsa sul 1. numero di questo giornale.
E' ora di finirla con le discussioni, le critiche e le autocritiche; urgono provvedimenti decisi e radicali, chi non s , sente all'altezza del Compito affidatogli dia le dimissioni affinchè persone più competenti e capaci evitino il ripetersi di antipatiche situazioni quale lo sconcio dei pacchi dono.
E' probabile che queste note lascieranno come sempre il tempo che trovano. In troppe occasioni le nostre lamentele sono siate a bella posta ignorate e non ci illudiamo che questa volta trovino un'accoglienza diversa.
Comunque è bene si sappia che operai e impiegati della Ditta Innocenti sono stanchi diremmo nauseati di questo stato di cose; sarebbe bene che i responsabili meditassero su quanto è stato scritto.
verni parlamentari e la creazione di Stati nazionali (Italia-Germania).
Non si tratta dunque di rivoluzioni proletarie, perchè il proletariato, mancando del suo sviluppo, vi partecipa non in nome proprio, non con il proprio programma e coi propri partiti autonomi, bensì come parte del popolo mista alle classi della, grande e piccola borghesia che in quel momento hanno una funzione(' storica e progressiva.
E quello appunto che avviene in Francia nel 1848.
Il 24 febbraio (furono gli operai parigini a dare i. colpo di grazia alla monarchia d: Luigi Filippo,' che rappresentava gli interessi della grande borghesia bancaria, ed a proclamare la Repubblica democratica.
Subito dopo però, la borghesia, che aveva vinto grazie all'aiuto del proletariato, si rivolge contro il •suo alleato nel quale scorge il più pericoloso nemico, e per batterlo, non esita ad allearsi con i residui ancora potenti della vecchia classe dominante.
Gli operai occupati nei laboratori nazionali (centri istituiti per assorbire la disoccupazione), furono trasferiti in provincia. A questa azione gli operai risposero con la terribile insurrezione del 2 giugno in cui venne combattuta la più grande battaglia tra la borghesia ed il proletariato.
La battaglia durò 5 giorni e fu aspra e sanguinosa; poi gli operai furono sopraffatti dall'esercito, massacrati, perseguiti e deportati.
D-a quel momento cominciò in Francia la contro offensiva reazionaria che doveva sommergere la stessa repubblica e, con un colpo di stato, mettere al potere l'avventuriero Luigi Bonaparte (Napoleone III).
Oggi tutte le grandi, medie e piccole industrie donano in questa occasione giocattoli e dolciumi ai figli dei dipendenti; è mai possibile che noi in queste determinate occasioni dobbiamo fare di tutto per umiliare i nostri operai impiegati di fronte ai lavoratori di Ditte anche più modeste consegnando loro de' pacchi dono che sanno di elemosina?
Suvvia non facciamoci compiangere con queste miserie; se il CRAL non è nella possibilità (e su questo torneremo poi) di consegnare per i figli dei suoi iscritti qualche cosa di più dignitoso ne faretti() volentieri a meno, purché finisca questa situazione; il «volere »Jon posso » non è ammesso. si fanno le cose come sa deve, non si fanno.
E' di dominio pubblico che l'anno scorso un'ottantina di persone, al termine di un torneo calcistico fra reparti, sono state invitate a banchettare a spese del CRAL in un locale di Porta Vittoria, e ci risulta che in quell'occasione non si sia lesinato il centesimo...
Noi tutti sappiamo inoltre che i prezzi adottati dal nostro CRAL per le consumazioni hanno toccato in questi ultimi.tempi altezze ver-
Per il buon nome del CRAL e della Ditta.
F.to: Un gruppo di iscritti
Nel pubblicare questo articolo rileviamo che se è comprensibile che vi siano scritti anonimi quando ci si rivolge alla direzione, e in questo caso la redazione si assume la responsabilità, e bene gli articoli riguardanti nostri organismi siano firmati.
Sulle osservazioni pratiche elencate in questa lettera, noi non possiamo' rispondere e giriamo a chi di competenza.
Un nostro appunto a quanto suesposto ci sembra doveroso muovere a certe espressioni: se lamentele si possono e si devono tare verso organismi di massa, a noi sembra si debbano usare forme espressive un po' meno aspre. D'altro canto chi dirige il CRAL sono vostri compagni di lavoro, vostri colleghi. Possono sbagliare, accettano volentieri le vostre critiche e certamente faranno di tutto per migliorarsi.
Ma almeno, fra noi che lavoriamo tutti per la pagnotta, cerchiamo di migliorarci vicendevolmente, ma con forme più serene, vorremmo dire, più amichevoli. la Redazione .-
"ARGUZIA „ - Menda e Cineciiià!
Richiesta di variazioni al menù :
« PIETA' PER I... GUSTI»
Le proposte di miglioramento mensa :
« DUE SOLDI DI SPERANZA ), «L'ETERNA ILLUSIONE»
La distribuzione delle vivande : «QUANDO LE DONNE A... MANO»
La razione quasi quotidiana di carne :
«TORNA A CASA, ...LESSO !
Le aborrite « fette » di carne : «STERMINATELE SENZA PIETA' »
Quelli che, -beati loro, vanno a casa a mangiare : «I VITELLONI»
GIUSEPPE LA ROSA
Il contorno del lunedì : « NON C'E' PACE TRA GLI ULIVI »
FABBRICA SUL LAMBRO 3
CONTRO I PADRONI. PER MIGLIORI CONDIZIONI DI VITA, PER SALVARE LE INDUSTRIE
Il "triangolo„ intensificherà la lotta economica lotta il P.C.I.
I tempi maturano; sì, i tempi maturano per azioni più decise, più forti, per la conquista delle rivendicazioni ormai da troppe, tempo sul tappeto; aumento delle retribuzioni, difesa delle libertà e per un nuovo corso economico. Da tempo si parla di una ripresa della lotta in modo più forte, i lavoratori compiamo questo, per pie.. gare l'ingiustificata intransigenza padronale di fronte a giuste e umane richieste.
Un'iniziativa concreta che ci porterà quanto prima a questa azione, è stata presa e cioè la convocazione per iniziativa della C. d. L. di Milano della riunione del « triangolo industriale » di Milano-TorinoGenova, per discutere e coordinare un'azione comune.
Questa iniziativa è stata accolta con grande entusiasmo non solo dalle due C. d. L. e dai lavoratori del « triangolo », ma dai Sindacati nazionali di categoria, dalle C. d.
L: e dai lavoratori di tutta Italia, adesioni sono giunte da tutte le parti e molti dirigenti sindacali hanno partecipato personalmente alla riunione 'dall'on. Santi al sen.
Bitossi, Roveda, Foà, all'on. Teresa Noce ecc.
Perché questo? Cos'è questo « triangolo »?
Non è possibile spiegare qui il peso che le regioni facenti capo a Milano, Torino, Genova rappresentano nel corso dell'economia italiana, dell'importanza che la clas-, se operaia di questi centri ha sempre avut , e ha tuttora, in seno ai movimento dei lavoratori italiani.
E' utile però citare alcune cifre
indicative:
Nel «triangolo» le società industriali hanno concentrato il 67 % del capitale azionario e il 55 % della potenza produttiva; qui esiste il 30 % degli stabilimenti di tutto il paese, con, un totale del
50 % della mano d'opera occupata.
Nel « triangolo» sono occupati il
70 % dei metallurgici italiani, il
64 % dei meccanici, il 57 % dei chimici, il 73 % dei tessili. Nel 1952 la Confindustria aveva qui il 58.2% dei dipendenti delle aziende ad essa organizzate.
Poche cifre soltanto, 'a Queste a,ggiungiam-, le gloriose tradizioni di lotta di queste regioni contro il fascismo, i grossi industriali e agrari prima, suoi sostenitori, contro lo straniero .nazista poi, già indicano con chiarezza che tocca ai lavoratori del triangolo indu-
striale» porsi decisamente all'avanguardia della lotta di tutti i lavoratori italiani, e fare un energico passo in avanti, sotto la guida dela C.G.I.L. e nel segno dell'unità della classe operaia, sulla strada della lotta per gli aumenti, per la difesa e lo sviluppo delle industrie, per la difesa delle prerogative delle C. I., per la salvaguardia delle libertà e dei diritti dei lavoratori nelle aziende.
In questo ,convegno l'on. Mario Montagnana, svolgendo la sua relazione, dopo aver esaminato la situazione attuale, le lotte sostenute, rilevava che sui problemi di fondo, primi fra tutti l'aumento dei salari, la difesa delle industrie, delle libertà nelle fabbriche e il rispetto delle C. I., non sono stati conseguiti mutamenti decisivi.
«Per questo — ha detto Montagnana, trovando l'entusiastico consenso di tutti gli intervenuti diventa ormai indispensabile la necessità di ricorrere, nel quadro dell'azione intrapresa dalla C.G.I.L., a forme più dure e più avanzate di lotta, rafforzando nello stesso temp» sia al vertice che alla base, l'unità dei lavoratori ».
Una funzione particolarmente importante quindi spetta al « triangolo » per il numero delle industrie qui concentrate, per l'omogeneità e la compattezza della classe operaia, pervhè qui hanno sede i grandi monopoli nonchè le maggiori aziende IRI-FIM.
Raforzamento e intensificazione della lotta quindi; e nel quadro di questa azione che si inserisce nella lotta generale dei lavoratori italiani, anche i lavoratori della nostila fabbrica come sempre non sa,ranno da meno, siamo certi che tutti in, modo unitario, consci della funzione che loro spetta nel rione, quale operai di una grande fabbrica, sapranno partecipare alla lotta in modo attivo.
Il tempo stringe; le condizi ni di vita dei lavoratori peggiorano continuamente, per questo il convegno delle C. d. L. del « triangolo », •non si è tenuto solo sul piann di discussione, ma formulando già piani di lavoro concreti, prepariamoci quindi, sapremo vintele la nostra battaglia.
LITIGI CONTI
Reso. del Com. Sind. F.I.O.M.
Convocati i Congressi
Il Comitato di fabbrica del P.C.I. ha pregato la. Redazi:ne di pubblicare l'articolo che segue.
La Redazione ha acconsentito con piacere. in quanto il P.C.I. è il partito democratico di avanguardia della classe operaia; esso organizza nella nostra fabbrica circa il 30 % dei lavoratori, il 40 % degli operai.
Si è recentemente riunito a Roma il Comitato Centrale del Partito Comunista Italiano, il compagno Palmiro Togliatti nella sua vasta e profonda relazione, rilevava innanzi tutto che la situazione economica del nostro Paese si è ulteriormente aggravata. Affermava Togliatti: «Riteniamo che non si potrà uscire dalla difficile situazione attuale se non verrà adottato un nuovo corso della politica economica.
LA NOSTRA CAPACITÀ E111 IL LORO AIUTO
Fra poco si dovranno fare le elezioni del Consiglio FIAMLI.
E' forse un bene riassumere brevemente la vita di questo organismo assistenziale di fabbrica.
Lo hanno voluto i lavoratori: questi sono riusciti a ottenere dalla Direzione qualche apparecchio.
Il CRAL ha fatto donazioni, il C.d.G. pure. Dopc qualche anno ancora si è ottenuto che la Direzione costruisse una palazzina.
Per tutto questo periodo la direzione di questo organismo fu condotta dagli operai: i consigli d'amministrazione susseguitisi riuscirono a sempre migliorare le prestazioni di questo organismo verso i lavoratori. ,
Indubbiamente avevano, questi nostri rappresentanti, difetti che però attraverso consigli arrivati da tutte le parti furono via via, eliminati per addivenire ad un sempre migliore andamento dell'organismo stesso.
E' bene ancora chiarire forse,
che fino al gennaio '53, del Consiglio faceva parte un rappresentante della Direzione.
In febbraio '53 la Direzione ch:ese insibentemente di voler partecipare al Consiglio con un maggior numero di rappresentanti (da uno a quattro): dovevano, questi nuovi rappresentanti padronali, portare la loro capacità, esperienza, ecc., per aiutare questi poveri operai (che non hanno capacità, esperienza, ecc.) e quindi incrementare maggiormente il FIAMLI.
Seppure questi argomenti non erano per noi convincenti, fu accettata la proposta Direzionale, al puro scopo di dimostrare lo spirito di collaborazione dei lavoratori, fu accettata per dimostrare a tutti l'onestà della classe lavoratrice quando dirige organismi di interesse collettivo.
Dal gennaio '53 ad oggi, i lavoratori, quali migliorie hanno notato nella forma di assistenza?
Forse che è stato assunto qualche altro medico specialista.
Forse che è stato risolto il problema del medico per iniezioni endovenose per dare maggiori possibilità al dottor Coltene?
Forse che con questo ingresso la Direzione, visto con i •propri occhi• le necessità, ha stanziato somme per allargare' l'assistenza agli affetti di reumatismi, ai bisognosi di cure termali, ai bisognosi di apparecchi ortopedici, ecc.
Nfente di tutto questo.
Viene da domandarsi allora: cosa ci stanno a fare? Quali i motivi veri di questo controllo agli eletti dagli operai?
Stando così le' cose è necessario dimostrare alla Direzione la grande fiducia che hanno i lavoratori nei loro rappresentanti: votare quindi diventa per noi una questione di fondo e una dimostrazione 'che i lavoratori sanno vedere ben chiaro, in ogni evenienza.
A. AZZONi
« Queto nuovo corso deve tendere essenzialmente a nuove misure appropriate a una estensione del mercato interno, degli investimenti e di tutta l'attività produttiva.
«Ma questo .non potrà attuarsi se non, da un lato c:n misure di controllo del grande capitale monopolistico e di limitazione dei suoi diritti assoluti, e dall'altro con misure dirette a migliorare decisamente la situazione dei lavoratori ».
Dinanzi al C.C. del P.C.I. Palmi_ ro Togliatti ha anche delineato i gravi pericoli che peserebbero sul nostro Paese se fosse ratificato il trattato sulla C.E.D. (la cosidetta Comunità Europea di Difesa).
«L'Eumpa, se si attua una •proposta simile. non può che essere spinta verso ia guerra. L'Italia stessa non può che essere spinta verso la guerra, se vi aderisce ».
Per questo il P.C.I. lotta per una nuova politica economica nel quadro d'una politica di pace. Per questo il P.C.I. -invita i lavoratori. ad entrare nelle gloriose file del partito di Gramsci e Togliatti, chiama tutto il •popolo italiano a stringersi attorno alle bandiere del P. C. per rivendicare al Paese un governo che tenendo conto del voto del '7 giugno attui questa politica.
Il C.C. ha inoltre invitato tutte le istanze a promuovere i congressi, Anche nella nostra fabbrica quindi, tutte le cellule - (esistenti in ogni reparto) realizzeranno le assemblee pre-congressuali.
In queste assemblee verranno dibattutti oltre ai problemi più generali di politica i problemi particolari della nostra fabbrica, del reparto stesso, per ricercare una giusta soluzione.
A queste assemblee potranno assistervi tutti i lavoratori indipendentemente dall'appatenenza a partiti o meno.
Il Comitato di Fabbrica del P.C.I.
Dirett. Respons. Leonardo Banfi
Aut. Tribunale di Milano in data
31-12-1953, N. 325°
Tip. A. PIODELLI - Milano
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Per una nuova politica
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Sulle prossime elezioni del F.I.A.M.L.I.