Skip to main content

Affori-Bovisasca...(1)

Page 1

6 /V

FFORI - BOVISASCA --5-?2‘9fr /P 4'" / c.7--RUZZANO OMASINA L. 300

mensile di politica, cultura,attualita

ANNO I - N. 1 - GENNAIO 1978

Editoriale Presentandoci ai Lettori del primo numero di "A B C Zona 8" ci sembra doveroso dire: il perchè nasce questo nuovo giornale, come vuole essere e quali finalità si prefigge di realizzare. Da tempo nei quartieri della nostra zona, la zona 8 del decentramente amministrativo di Milano, era sentita la necessità di un giornale che periodicamente informasse i cittadini della vita democratica associativa e politica, delle lotte che vi si sviluppano, in modo diverso da come viene fatto dai giornali quotidiani d'informazione; diverso nel linguaggio e soprattutto più aderente alla realtà dei quartieri, senza per questo isolarsi dalla realtà cittadina e nazionale. La prima caratteristica di questo giornale vuole essere la sua "APERTURA" alla realtà della zona, alle forze politiche sociali e sindacali, al mondo della scuola e ai suoi organi collegiali, alle varie organizzazioni sociali, a gruppi. di cittadini legati fra di loro da interessi specifici (culturali, ricreativi, sportivi), nonchè al singolo cittadino che voglia portare il suo contributo allo studio e al dibattito sui vari problemi. La seconda caratteristica è che questo giornale non sarà un giornale di parte, nel senso di "partito" ma certamente di parte, e cioè di parte democratica, sicuramente antifascista. I temi che vogliamo porre al centro del giornale sono prima di tutto quelli del decentramento. Vogliamo trattare un arco di questioni non solo politiche, ma anche di costume, di cultura di sport, della problematica giovanile, della situazione degli anziani, del mondo del lavoro, della sanità, della scuola. Intendiamo fare di questo giornale uno strumento di aggregazione e di confronto fra la gente, un veicolo per creare un clima politico unitario nei quartieri e nella zona, per superare le rotture che la crisi del Paese crea nella società civile e politica, per passare cioè dal dibattito ideologico a quello sulle cose concrete. Noi crediamo che il giornale possa diventare momento di aggregazione per tutte quelle forze che entreranno in rapporto di collaborazione con lo stesso, protesi come siamo a stimolare tale collaborazione. Senza dubbio quindi questo giornale non sarà solo uno strumento di informazione, ma anche di formazione e di lotta della zona, utile alla circolazione delle idee e delle esperienze, alla crescita del confronto democratico per creare una unità sempre più ampia su un arco di questioni che comprenda si ogni aspetto locale, ma che grazie alla dimensione di zona del giornale, permetta di uscire da un ambito angusto di quartiere e che veda i problemi della zona in rapporto a quelli più generali, sia cittadini che nazionali. Siamo consapevoli delle difficoltà che dovremo affrontare per mantenere fede a questo progetto, ma siamo al contempo convinti della necessità di realizzarlo. Per questo rivolgiamo ai nostri primi lettori, la richiesta di diventare essi stessi protagonisti e di conquistare nuovi lettori e abbonati a "A B C Zona 8".

La Redazione

Le elezioni scolastiche di dicembre Le elezioni dell'i 1 e 12 dicembre scorso per l'elezione dei Consigli Scolastici Distrettuali (CSD) e dei Consigli Scolastici Provinciali (CSP) hanno portato a conclusione la fase per la costituzione degli organi di governo collegiali della scuola, previsti dal decreto presidenziale n. 416 del maggio '74. Perchè tanto ritardo — oltre tre anni — per dare compiutezza alla richiesta delle forze che hanno lottato, e lottano, per aprire la scuola alle realtà sociali, per toglierla da quel dannoso isolamento in cui l'hanno relegata i vari Ministri democristiani della Pubblica Istruzione e che senz'altro ha contribuito ad accelerarne la crisi fino al limite, in alcuni casi, dello sfascio? Anche nel caso della scuola crediamo abbia pesato la paura del nuovo: i parziali spazi aperti alla partecipazione democratica, ai non "addetti ai lavori", più che strumento di confronto e di incontro per risolvere problemi sono stati intesi come forzate concessioni alle forze del rinnovamento, come penetrazione di "estranei" in un terreno d'altri, cui spetta — in un ambito ristretto — ogni tipo di scelta e di decisione. Di qui il voluto ritardo, tenendo d'occhio più l'interesse di parte che gli interessi sociali di chi è coinvolto nella sfera della scuola. Come è stata sentita nella nostra zona, cui corrisponde il Distretto n. 31, questa potenzialità di cambiamento? Necessariamente per prospettare valutazioni o interpretazioni dobbiamo riferirci alla "quantità"

e alla "qualità" del voto espresso dalle componenti aggregate intorno all'istituzione scolastica: personale docente e non docente, studenti e genitori. Nel nostro Distretto i docenti statali hanno votato per 1'85,7% e quelli delle scuole non statali per il 96%; il personale non docente — ha votato solo quello delle scuole statali — per il 78%; gli studenti per il 53,4% e i genitori per il 51,6%. Di misura analoga la partecipazione al voto per l'elezione del CSP. Tra i docenti statali la lista facente capo ai sindacati scuola CGIL-CISL-UIL ha ottenuto il 45,7% delle preferenze, mentre la lista "Comunità Educante" (CE) che fa riferimento a Comunione e Liberazione, a parte della DC e ad altre organizzazioni confessionali moderate, ha ottenuto il 47,5%; nelle scuole non statali i docenti han dato preferenze alla lista di CE per il 79,8% e ad una seconda lista per il 15%. Tra il personale non docente alla lista di CE è andato il 56,8% delle preferenze, mentre a quella facente capo al cartello dei sindacati autonomi della scuola (SNALS) è andato il 23%. Le preferenze degli studenti sono andate per il 45,5% alla lista unitaria della "Associazione degli studenti" e per il 44,8% a quella di CE. Infine, i genitori hanno dato il 50,6% dei loro voti alla lista di CE e il 36% a quella democratica unitaria ispirata al Coordinamento (segue alle pagg. 4-5)

1978: Consultorio pubblico in zona i giovani Un importante servizio sociale nella società che cambia Entro gennaio, nei locali del Centro Sociale di Via Val di Bondo 13 nel quartiere Comasina, verrà aperto un Consultorio pubblico e gratuito che dovrà servire tutta la zona 8 e momentaneamente si rivolgerà anche alla zona 7. La Legge Regionale definisce i Consultori "servizi per l'educazione sessuale, per la procreazione libera e consapevole, per l'assistenza alla maternità, all'infanzia ed alla famiglia". Su queste caratteristiche si è detto molto nel corso di numerose assemblee e dibattiti e ancora molto si dovrà dire, perchè non essendoci un tipo di Consultorio precostituito con regole rigide, questi dovrà essere costruito sui bisogni reali espressi dalla popolazione, affinchè ad ogni spesa pubblica corrisponda un preciso beneficio per la collettività. Occorrerà quindi riflettere criticamente sui bisogni che si manifesteranno, facendo luce sulle priorità e tenendo comunque ,presente che all'apertura di questo nuovo servizio, finchè

una precisa ricerca sul territorio non sarà effettuata, si lavorerà su quelli che sono i grossi problemi di carattere generale. Innanzi tutto si dovrà fornire alla coppia l'assistenza per una procreazione consapevole, vale a dire gravidanze in numero desiderato al momento opportuno. Poi, a partire dall'accertamento della gravidanza, si dovranno fornire tutti gli interventi di carattere sanitario ed educativo che sono opportuni per un nor-

Consultorio alla Comasina

male svolgimento della gravidanza stessa, facendo ogni sforzo affinche siano eseguiti tutti i controlli necessari al fine di ridurre la mortalità materna ed infantile, specie quella perinatale. In relazione a quest'ultimo punto si dovrà prestare la giusta attenzione ai fattori socio - economici che hanno, in questo tipo di rischio, il massimo peso. L'assistenza non dovrà però terminare con la gravidanza, ma seguire (segue a pag.


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook