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Semestrale Poste Italiane S.p.A. Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 n. 456) art. 1 comma 1 - DCB – Bologna. In caso di mancato recapito inviare al CMP di Bologna per la restituzione al mittente previo pagamento resi.

SUSSIDIARIETÀ E INTEGRAZIONE: I NUOVI SCENARI DELLE CURE PALLIATIVE IN ITALIA

LA RETE DELLA SOLIDARIETÀ: NON SOLO PER BENEFICENZA MA PER CONSOLIDARE UN VALORE DEL NOSTRO TERRITORIO

INTERAGIRE PER OFFRIRE UN PERCORSO TERAPEUTICO MIGLIORE AI PAZIENTI


S O M M A R I O EDITORIALE

L’IMPORTANZA DELLA SUSSIDIARIETÀ CIRCOLARE di Vera Negri Zamagni

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IN PRIMO PIANO

LA RETE DELLA SOLIDARIETÀ: NON SOLO PER BENEFICENZA MA PER CONSOLIDARE UN VALORE DEL NOSTRO TERRITORIO di Simona Poli

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SUSSIDIARIETÀ E INTEGRAZIONE: I NUOVI SCENARI DELLE CURE PALLIATIVE IN ITALIA di Jenny Bertaccini

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I NOSTRI EVENTI

IL RUOLO CARDINE DEL MEDICO NELLA SCELTA DEI TEMPI PER INTRAPRENDERE LE CURE PALLIATIVE di Matteo Moroni

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APPROFONDIMENTI

DA ASMEPA AL MD ANDERSON CANCER CENTER: UN VIAGGIO VERSO LA CONOSCENZA E IL SAPERE /pag. 9 I NOSTRI EVENTI

DO UT DO 2014 SBARCA A VENEZIA di Maurizio Marinelli

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APPROFONDIMENTI

INTERAGIRE PER OFFRIRE UN PERCORSO TERAPEUTICO MIGLIORE AI PAZIENTI

HOSPES Periodico della Fondazione Hospice MT. C. Seràgnoli Onlus Anno 8 Numero 18 - III/2013 Direttore Editoriale Vera Negri Zamagni

Direttore Responsabile Giancarlo Roversi Coordinamento editoriale Simona Poli Progetto grafico Humus Design

di Daniela Celin

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DICONO DI NOI

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Stampa Digigraf

Stampato su carta con fibre riciclate


EDITORIALE

L’IMPORTANZA DELLA SUSSIDIARIETÀ CIRCOLARE Cari lettori, l’opera che con costanza, passione e professionalità la Fondazione Hospice Seràgnoli sta portando avanti riceve in questo numero importanti conferme. Innanzitutto, dall’intervista al direttore di Unindustria Tiziana Ferrari e anche dal resoconto del XX Congresso di Bologna della SICP si conferma che la strada imboccata anni fa dall’Hospice di sussidiarietà circolare fra aziende, amministrazioni pubbliche e onlus è quella oggi vincente. Non solo a causa della crisi della finanza pubblica, ma perché si sta dimostrando un modello superiore di produzione dei servizi, soprattutto quelli di cura e di assistenza alla persona, in cui si mettono in sinergia risorse, capacità progettuali ed efficienza organizzativa in una combinazione virtuosa e maggiormente sostenibile sul lungo periodo. Piace poi constatare che la nostra offerta formativa si è aperta anche all’estero con il primo invio di studenti del nostro Master ASMEPA al rinomato MD Anderson Cancer Center di Houston (Texas), dove hanno potuto ricevere i benefici di un corso intensivo e della partecipazione ad un Congresso Internazionale di medicina palliativa, in cui sono stati presentati i risultati di una ricerca bolognese sul ruolo del medico generale nell’identificare i tempi più adatti per intraprendere le cure palliative. Questo numero della nostra rivista dà anche conto di importanti iniziative di fund-raising, più che mai necessarie per continuare a sostenere l’eccellenza dell’imponente rete di attività della Fondazione. Fra queste, quella dal titolo do ut do proietta la Fondazione in uno spazio nazionale, tra Bologna, Venezia e Roma, segnale del fatto che ormai le ricadute della nostra attività si proiettano al di là dell’ambiente bolognese. Buona lettura! Vera Negri Zamagni* (*) Presidente Associazione Amici della Fondazione Hospice MT. C. Seràgnoli

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IN PRIMO PIANO

Le nostre interviste: Tiziana Ferrari

La Rete della Solidarietà: non solo per beneficenza ma per consolidare un valore del nostro territorio di Simona Poli

Il direttore di Unindustria Bologna illustra l’impegno sociale e l’azione nel campo del non profit dell’Associazione imprenditoriale.

Unindustria Bologna sostiene la Fondazione Hospice Seràgnoli nel progetto “Uniti per fare Grandi Imprese” e ha recentemente pubblicato un volume sulle principali realtà non profit a Bologna. Abbiamo intervistato Tiziana Ferrari, direttore dell’associazione degli industriali bolognesi dal 2011 per conoscere le ragioni di queste scelte e avere il suo punto di vista sui temi della solidarietà e del terzo settore.

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IN PRIMO PIANO

La Fondazione Hospice Seràgnoli è una delle quattro realtà citate, assieme alle Onlus ANT, Antoniano e Dopo di Noi, quali sono state le ragioni di questa scelta? Bologna da sempre ha espresso anche nel campo del sociale casi di eccellenza, che partendo dalla nostra città sono diventati un modello non solo etico, ma anche organizzativo ed economico per molti altri territori. È il caso anche di queste quattro realtà che si propongono a supporto delle famiglie e dei cittadini in contesti e modalità differenti, formando insieme quella che abbiamo definito la “rete della solidarietà”. Per questo abbiamo deciso di coinvolgerle, con l’intento di promuoverle valorizzandone anche gli aspetti relativi

al servizio di qualità che erogano, integrato con il sistema pubblico. Nel partecipare alla stesura di questa pubblicazione i diversi attori si sono conosciuti meglio ed hanno in parte avviato sinergie, anche questo era un obiettivo che ci eravamo prefissati. Unindustria ha aderito al programma di sostegno della Fondazione Hospice Seràgnoli “Uniti per fare Grandi Imprese” che ha l’obiettivo di assicurare un supporto continuativo nel tempo ai progetti che porta avanti la Fondazione nell’ambito delle cure palliative. Qual è la sua opinione su questa iniziativa? Inaugurare un nuovo modello di supporto che garantisca continuità a questi enti, è il tema dei prossimi anni. Definire, come ha fatto il vostro programma, una politica di piccoli passi che vanno sempre nella stessa direzione, è una risposta adeguata al momento che stiamo vivendo. Per questo come associazione ci siamo sentiti di supportarlo, pensando anche ai tanti collaboratori delle nostre imprese, che hanno trovato nella struttura dell’hospice un supporto importante. 5

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Questa primavera Unindustria ha pubblicato l’opuscolo La Rete della Solidarietà che mette in evidenza il ruolo di quattro realtà non profit sul territorio di Bologna, può spiegarci le ragioni che hanno portato alla realizzazione di questa pubblicazione e gli obiettivi? In primo luogo abbiamo voluto comunicare ai nostri associati come operano e come sono organizzate alcune Fondazioni del settore non profit, valorizzando contemporaneamente il loro lavoro che sviluppandosi negli anni ha assunto un ruolo fondamentale nel tessuto sociale bolognese. È importante sapere che aiutando questa realtà non si fa solo “beneficenza” ma si investe in strutture che rilasciano valore sul territorio e operano con efficienza. Abbiamo voluto anche mostrare che imprese private svolgono un servizio molto competitivo con il pubblico in termini di costi grazie ad una capacità organizzativa e gestionale importante. Queste Onlus, sebbene siano in parte sovvenzionate, di fatto vivono della generosità di chi le circonda e in un’epoca di riduzione complessiva delle disponibilità economiche delle famiglie, anche le donazioni sono a rischio. D’altra parte assistiamo ad una contrazione dell’offerta dei servizi da parte degli enti pubblici, strette tra i tagli di trasferimenti statali e il patto di stabilità. La strada da percorrere è quella di una progressiva integrazione dei servizi. Un maggior coinvolgimento delle Onlus nel sistema pubblico permetterebbe un notevole risparmio di risorse per la collettività e contemporaneamente consentirebbe di ampliare la platea di utenti.


IN PRIMO PIANO

Confronti e prospettive

Sussidiarietà e integrazione: i nuovi scenari delle cure palliative in Italia di Jenny Bertaccini

Al XX Congresso Nazionale della Società Italiana di Cure Palliative i progetti promossi dalla Fondazione Hospice MT. C. Seràgnoli Onlus e dall’Accademia delle Scienze di Medicina Palliativa. Quest’anno la Società Italiana di Cure Palliative ha scelto Bologna come sede ospitante per lo svolgimento della XX edizione del Congresso Nazionale, valorizzando in questo modo l’Emilia Romagna come regione cardine nelle cure palliative. Infatti il programma hospice regionale vanta uno fra i più alti livelli di sviluppo nel panorama italiano e in particolare l’articolata integrazione fra le istituzioni pubbliche e il terzo settore in Emilia Romagna è modello esemplare di organizzazione e gestione per la diffusione delle reti di cure palliative. In un momento di cambiamenti economici e rinnovamenti scientifici, culturali, sociali e organizzativi, il congresso ha fornito l’opportunità di un confronto aperto e di un approfondimento sul tema chiave dell’integrazione, per porre le fondamenta di una realizzazione ottimale delle cure palliative in Italia. Il Gruppo della Fondazione Isabella Seràgnoli ha partecipato attivamente al XX Congresso Nazionale della Società Italiana di Cure Palliative come partner scientifico, proponendo i suoi contenuti e presentando, con varie modalità, i progetti promossi dalla Fondazione Hospice MT. C. Seràgnoli Onlus e dall’Accademia delle Scienze di Medicina Palliativa. Il Congresso ha rappresentato una valida occasione per la presentazione e la diffusione, su scala nazionale, delle principali attività e linee di sviluppo messe in atto, nel corso degli anni, con ricerche e progetti dedicati. In particolare è stato valorizzato l’impegno e il contributo della Fondazione Isabella Seràgnoli per: - implementare i protocolli di assistenza, favorendo il contenimento della spesa pubblica; - promuovere la formazione specialistica, anche attraverso la definizione di linee guida internazionali; - supportare lo sviluppo delle reti regionali di cure palliative pediatriche con adeguati programmi di assistenza, formazione e ricerca; - adottare un approccio etico della cura e nella comunicazione per la gestione di situazioni limite, come la richiesta di sedazione palliativa.

La logica di sussidiarietà circolare per la realizzazione di adeguati sistemi di welfare in sinergia fra istituzioni pubbliche, attori privati non profit e il mondo delle imprese, che orienta le attività della Fondazione Isabella Seràgnoli è stata messa in risalto da Stefano Zamagni nel discorso di inaugurazione del Congresso. Il suo intervento, relativo alle “Configurazioni storiche e nuovi scenari per lo sviluppo delle cure palliative in Italia”, ha avuto il merito di far emergere quanto è stato fatto e quanto impegno sia ancora necessario per un pieno riconoscimento delle cure palliative

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IN PRIMO PIANO

in Italia, alimentando così un fervido dibattito che ha caratterizzato tutto il Congresso. In quest’ottica il percorso intrapreso dal Gruppo della Fondazione Isabella Seràgnoli, per un maggior sviluppo delle cure palliative, si rivolge alla realizzazione di tutti i dettami della Legge 38, soprattutto per ciò che concerne l’elaborazione di adeguati protocolli e interventi clinici, rivolto al sempre più crescente numero di malati non oncologici eleggibili alle cure palliative.

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I NOSTRI EVENTI

Studi e ricerche

Presentati a Houston dalla Fondazione Hospice e ASMEPA i risultati del progetto di ricerca “Surprise Question nella Medicina Generale”

Il ruolo cardine del medico nella scelta dei tempi per intraprendere le cure palliative di Matteo Moroni* Fondazione Hospice e ASMEPA hanno presentato al congresso annuale multidisciplinare di Cure Palliative organizzato dal MD Anderson Cancer Center dell’Università del Texas i risultati di un progetto di ricerca sul Medico di Medicina Generale (MMG) quale “figura cardine” nell’assistenza al malato oncologico. Il progetto di ricerca, l’unico presentato da un gruppo straniero in tutto il programma congressuale, evidenzia come il medico di medicina generale possa avere la “sensibilità” di comprendere in quale fase della malattia siano necessarie le Cure palliative. Il riconoscimento del bisogno di Medicina Palliativa (MP) permette di affrontare con efficacia e appropriatezza i momenti di criticità clinica, psicologica ed esistenziale dell’ultima parte della storia di malattia, evitando “urgenze” che potrebbero esporre a sofferenze altrimenti evitabili. Il miglioramento dell’attitudine alla “end of life care” da parte dei MMG (Medici di Medicina Generale) è una pratica che ha ampiamente dimostrato un corrispettivo innalzamento della qualità dell’assistenza nelle malattie oncologiche inguaribili. Come ampiamente dimostrato anche dalla letteratura scientifica internazionale e dalle pratiche internazionali, una presa in carico precoce e appropriata dei pazienti oncologici permette di effettuare e migliorare: a. Controllo dei sintomi.

c. Prevenzione di altri sintomi.

b. Individuazione sistematica di bisogni non riconosciuti.

d. Rafforzamento di legami affettivi ed emozionali tra il paziente e i famigliari.

Appare quindi evidente che, nell’ambito di una assistenza multidisciplinare ed interprofessionale tipica del settore delle Cure Palliative, l’adeguato ed efficace riconoscimento della fase inguaribile della malattia determina un “circolo virtuoso” utile prima di tutto al comfort del paziente e dei suoi caregivers, alla predisposizione del miglior piano assistenziale da parte degli operatori e, non ultimo, alla spesa che tale assistenza determina. Il progetto “Surprise Question nella Medicina Generale” si è posto quindi l’obiettivo primario di diffondere e amplificare la cultura delle Cure Palliative nei Medici di Medicina Generale della Provincia di Bologna attraverso la richiesta di esprimere una valutazione prognostica nella patologia neoplastica avanzata. La domanda al centro dello studio pone un importante spunto di riflessione nel professionista, invitato a rispondere sull’esito della prognosi in capo ad un anno, proiettando in un arco di tempo definito i bisogni bio-psico-sociali della persona malata. I risultati hanno mostrato che i Medici di Medicina Generale hanno una buona sensibilità prognostica, confermando che possono, grazie al riconoscimento della necessità di una presa in carico palliativa, determinare un “cambiamento di rotta” nella storia di una malattia inguaribile. (*) Responsabile Medico Hospice Bentivoglio

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APPROFONDIMENTI

Da Asmepa al MD Anderson Cancer Center:

un viaggio verso la Conoscenza e il Sapere Tutto ha inizio con l’ammissione alla prima edizione del Master Universitario Internazionale di Alta Formazione e Qualificazione in Cure Palliative, proposto da ASMEPA: il primo master di II livello, conforme alle indicazioni ministeriali della legge 38, che offre la possibilità di esperienze formative internazionali di tirocinio. Tra i percorsi internazionali proposti c’è la possibilità di partecipare al “9th Annual intensive Physician Board Review Course in Hospice and Palliative Medicine” ed al “17th Annual Interdisciplinary Conference on Supportive Care, Hospice and Palliative Medicine” - nel tempio della Medicina Palliativa, a seguire un corso intensivo con il massimo esperto di Cure Palliative del momento, il professor Bruera. L’Accademia mette otto posti a disposizione e i primi di ottobre cinque di noi – Lavinia, Cinzia, Simone, Cinzia ed Ivan – sono pronti a partire per il MD Anderson Cancer Center a Houston (Texas - USA). Il Medical Center è una città nella periferia della città, fatta di grandi grattacieli-ospedale di vetro cemento, con pochissimi negozi, piena di addetti ai lavori che con la loro divisa o con il camice escono in strada per comprare il caffè o il burrito. Il corso (9th Annual intensive Physician Board Review Course in Hospice and Palliative Medicine) di tre giorni è molto intenso, denso di nozioni, ma anche di esperienza clinica, che si percepisce dall’esposizione dei relatori. Noi siamo tutti medici, ma di estrazioni diverse (Medici di Medicina Generale, palliativisti, oncologi, ricercatori) ed ognuno rileva i punti di forza che potrebbero essere utili nel proprio lavoro: sicuramente le parti trattate dal Professor Bruera sugli oppioidi, la loro titolazione e rotazione, l’uso del metadone nel dolore refrattario, la sedazione palliativa, la neurotossicità

Visitando il centro di eccellenza “Supportive and Palliative Care Unit” La dottoressa Cinzia Possenti ha prolungato la sua permanenza al MD Anderson Cancer Center per una settimana di stage presso l’Unità di Cure Palliative, diretta dal professor Bruera. Ecco il suo racconto in breve: -“Il mio primo giorno di stage è cominciato con un colloquio con il Professor Bruera, che ha posto l’accento sull’importanza di eseguire studi di ricerca clinica in cure palliative e ha illustrato il modello organizzativo all’interno del Centro. All’Unità di Cure Palliative, che è un reparto di degenza, accedono i pazienti precedentemente valutati all’interno delle varie divisioni del Medical Center dalle équipe di consulenza di cure palliative e, successivamente, il 70% di essi viene indirizzato verso l’Hospice o verso l’assistenza di cure palliative domiciliari, chiamata “Hospice Home”. Sono presenti inoltre gli ambulatori clinici, cui accedono i pazienti dal domicilio, per eseguire le visite e la terapia di supporto. L’équipe composta da medici, infermieri, psicologa, social worker, fisioterapista, consulente etico, cappellano e volontari mi ha accolto facendomi partecipare all’attività del reparto e fornendomi materiale su alcuni argomenti di mio interesse. Ogni giorno, per tutti gli operatori sanitari, la parte clinica viene completata da quella formativa, con una o due ore della giornata dedicate a lezioni tenute dal professor Bruera o da altri docenti del Centro. Complessivamente questo stage è stato molto utile e ricco di spunti, che mi aiuteranno sicuramente a migliorare nell’esercizio della mia professione!”

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APPROFONDIMENTI

I nuovi corsi dell’Accademia delle Scienze di Medicina Palliativa ASMEPA, attiva per l’anno 2013/2014 i corsi di: • Master Universitario di II livello in Cure Palliative e Terapia del Dolore per Psicologi • Master Universitario Internazionale di Alta Formazione e Qualificazione in Terapia del Dolore e Cure Palliative Pediatriche (II livello) rivolto a medici pediatri e anestesisti • Master Universitario di I livello in Cure Palliative Pediatriche rivolto a professionisti operanti in ambito pediatrico • Corso Universitario di Alta Formazione in Linfologia Oncologica e in Cure Palliative rivolto prevalentemente a fisioterapisti e medici I nuovi corsi universitari ASMEPA consentono a tutte le figure professionali di approfondire un percorso di formazione specifico in riferimento ai dettami della Legge 38 del 15/03/2010. La completezza dell’offerta ASMEPA permette di mantenere il caratterizzante approccio d’integrazione multiprofessionale all’interno della programmazione didattica e durante il periodo di tirocinio. Per informazioni e iscrizioni: www.asmepa.org

indotta da oppioidi, il delirium e le cure di fine vita, ci hanno appassionato tutti. Largo spazio è stato dato alla gestione dei sintomi (cachessia, nausea, vomito, ostruzione intestinale, tosse, prurito, xerostomia, lesioni da compressione, depressione ed emergenze in cure palliative), ma anche alla definizione della prognosi, esponendo i criteri di ammissione alle unità Hospice Care per tutte le patologie. La parte sul paziente non oncologico, con patologie neurodegenerative, con patologie respiratorie e cardiache appassiona molto quelli di noi che lavorano nelle strutture per anziani o nell’ambito della geriatria e medicina interna, poiché trovano le indicazioni fornite, opportune, puntuali e di forte impatto sulla pratica della medicina generale. Non si può dimenticare la parte di corso dedicata agli aspetti psicologici, spirituali, riabilitativi, che ci ha permesso di comprendere profondamente l’importanza dell’équipe e del lavoro in team nei setting di cure palliative. Il confronto con una realtà sanitaria così diversa per gestione, vastità e cultura ci porta a confrontarci spesso nelle serate calde del Texas: parliamo delle nostre esperienze, dei nostri “casi”, delle persone che curiamo, delle criticità che affrontiamo; e più ne parliamo, più comprendiamo che la sinergia tra diverse professionalità è fonte di ricchezza e può darci forti spunti per migliorare il nostro ambiente di lavoro -“Come riprogettare il servizio di Cure Palliative nell’ambito della Medicina Generale? Come sentirsi meno soli quando la situazione da gestire è pesante e delicata e non abbiamo l’équipe a disposizione per il confronto?”Finito il corso intensivo, inizia il Congresso Internazionale - 17th Annual Interdisciplinary Conference on Supportive Care, Hospice and Palliative Medicine - che vede l’atmosfera cambiare un po’: dopo tre giorni di lavori intensivi e di sola formazione tra medici, ora col Congresso ci si apre

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all’interdisciplinarietà, al dialogo e al confronto tra medici, infermieri, fisioterapisti, psicologi, counselor, professionisti che lavorano al MD Anderson Cancer Center, ma non solo, anche in altre unità di Cure Palliative ed Hospice. Durante il Congresso ci appassiona molto la sessione comune tenuta dal Professor Bruera e dal Dottor Mercadante sull’uso degli oppioidi, in particolare del metadone, tante domande ai due relatori da parte dei colleghi ed infine la consegna del premio “John Mendelsohn Award” al dott. Mercadante, per il suo contributo allo sviluppo ed alla ricerca nell’ambito delle Cure Palliative. Siamo rimasti sorpresi di trovare nei corridoi, durante il congresso, molti banchetti che sponsorizzavano i vari Hospice del territorio, al posto dei nostri banchetti degli informatori farmaceutici: culture diverse, sponsor diversi! Questa per noi è stata un’esperienza unica ed incredibile! Torniamo a casa con un “bagaglio pesante”, che non è solo una valigia, ma è una cultura, fatta non solo di libri e nozioni, ma di incontri, di esperienze, di conoscenze, di confronti e di nuove ed inaspettate amicizie... Un GRAZIE SPECIALE ad Asmepa e alla Fondazione Seràgnoli, che ci hanno offerto questa meravigliosa opportunità di scambio internazionale, ma anche di scambio tra professionisti e persone.

a cura di:

Simone Cernesi, Ivan Gallio, Cinzia Possenti, Cinzia Ricetto, Lavinia Valeriani - Master Internazionale di Alta Formazione e Qualificazione in Cure Palliative I edizione - ASMEPA


I NOSTRI EVENTI

La magia del Natale si avvicina e la Fondazione Hospice Seràgnoli vi dà la possibilità di arricchire le feste con pensieri originali e insieme contribuire concretamente a tutelare la qualità di vita dei Pazienti assistiti nelle nostre strutture. Con un gesto di solidarietà darete un valore diverso ai vostri doni e renderete unico il Natale delle persone a voi care.

Quest’anno potete regalare Il tempo a chi desiderate: un prezioso libro di racconti che raccoglie i contributi di importanti autori italiani (tra cui Bergonzoni, Serra, Dalla, Brizzi) e accompagnare i vostri regali e auguri con gli originali biglietti-racconto della Fondazione Hospice. Trovate il modulo per richiederli in allegato a questo numero.

Tel.: 051.271060 E-mail: staff@FondazioneHospiceSeragnoli.org

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per informazioni e ordini:


I NOSTRI EVENTI

Cultura & solidarietĂ

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I NOSTRI EVENTI

Do ut do 2014 sbarca a Venezia Nella suggestiva cornice di Venezia, a metà ottobre il Palazzo Venier dei Leoni, sede della prestigiosa collezione Peggy Guggenheim, ha accolto l’anteprima di do ut do 2014, l’evento biennale di raccolta fondi a favore alla Fondazione Hospice Seràgnoli Onlus. di Maurizio Marinelli

info Tel. 051 271060 e-mail: info@doutdo.it www.doutdo.it Facebook.com/doutdo

Foto di Veronica Santandrea

di Philip Rylands, direttore della Collezione Peggy Guggenheim, di Anna Gili e Maria Cristina Hamel, designer, dell’artista Sandro Chia che si è cimentato nel design e di Alessandro Mendini, uno dei più noti designer e architetti italiani, direttore di importanti riviste come Domus, Casabella, Modo ma, soprattutto, grande sostenitore e consigliere di questa edizione di do ut do. Infine sono stati presentati i Masbedo, Nicolò Massazza e Jacopo Bedogni, a cui è seguita la proiezione in anteprima del loro video (visibile dal sito www. doutdo.it ). L’evento si è concluso sulla splendida terrazza del Guggenheim di Venezia con un light lunch preparato dallo chef Marco Fadiga, amico di do ut do dalla prima edizione, alla guida degli alunni dell’istituto alberghiero “Artusi” di Riolo Terme che hanno effettuato il servizio in cucina e sulla terrazza, coordinati dai loro docenti Marco Ferruzzi e Lorella Ortolani. I prossimi eventi di do ut do 2014 saranno: la grande mostra delle opere donate dai designer, artisti e aziende, prima a maggio 2014, al MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, poi a settembre al MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna. Infine, come nell’edizione precedente, sarà organizzata l’estrazione a sorte delle opere nel corso di una serata di gala in una prestigiosa sede bolognese.

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Do ut do, nome ideato da Alessandro Bergonzoni, è un progetto inaugurato nel 2012 la cui prima edizione, dedicata all’arte contemporanea, ha permesso di raccogliere 240.000 Euro grazie alle donazioni e alla compartecipazione delle più prestigiose gallerie, istituzioni e imprese, insieme a 38 tra i più illustri personaggi del mondo dell’arte, quali Vanessa Beecroft, Bill Beckley, Sandro Chia, Pirro Cuniberti, Yumi Karasumaru, Igor Mitoraj, Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto. La seconda edizione di do ut do, presentata in anteprima a Venezia, a metà ottobre nella magnifica cornice di Palazzo Venier dei Leoni, sede della prestigiosa collezione Peggy Guggenheim, sarà dedicata al design e avrà come protagonisti i più importanti designer mondiali. Tra gli altri, hanno aderito all’iniziativa con le loro opere Emilio Ambasz, Odile Decq, Michele De Lucchi, Doriana e Massimiliano Fuksas, Daniel Libeskind, Massimo Iosa Ghini, Alessandro Mendini, Richard Meier, Mimmo Paladino, Carlo Silvestrin. Padrini d’eccezione di do ut do 2014, dopo Yoko Ono che nel 2012 ha donato il suo Wish Tree, saranno i MASBEDO, duo di video artisti che ha realizzato un filmato inedito dal titolo “Look Beyond”, proiettato in anteprima alla Collezione Peggy Guggenheim. L’evento, ad inviti, era destinato agli amici della Collezione, ai designer, agli artisti e alle aziende che hanno donato i primi oggetti, oltre agli amici collezionisti e ai sostenitori della Fondazione Hospice Seràgnoli che, con la loro donazione di 5.000 Euro, partecipano all’estrazione a sorte delle opere. La giornata è iniziata con un brindisi di accoglienza dei partecipanti a cui hanno fatto seguito gli interventi


APPROFONDIMENTI

Le nostre iniziative

Interagire per offrire un percorso terapeutico migliore ai pazienti di Daniela Celin*

La consulenza specialistica della Fondazione Hospice MT. C. Seràgnoli alla Rete di Cure Palliative La Fondazione Hospice sta ampliando i servizi a disposizione della Rete di Cure Palliative dell’Azienda USL di Bologna per assicurare che il percorso di cura, particolarmente arduo per i pazienti inguaribili, per le loro famiglie e per i medici che intervengono in occasione di singoli episodi della malattia, sia il più possibile preventivo, continuo e facilitato. Oltre all’esperienza nella gestione dei ricoveri, la Fondazione si rivolge con un servizio ambulatoriale attivato presso le tre strutture hospice, a pazienti che possono beneficiare ancora di terapie per ostacolare la progressione della malattia, ma che al tempo stesso, pur non avendo bisogno di un ricovero, hanno la necessità di essere aiutati a gestire situazioni complesse e decisioni difficili. Sono pazienti che sovente presentano sintomi che alterano significativamente la qualità della vita e manifestano l’esigenza di essere accompagnati nel percorso di cura per ottenere una assistenza continua e integrata. Per contribuire al miglioramento della qualità di vita dei pazienti in questa fase della malattia, si è registrata l’esigenza di estendere ulteriormente l’area di intervento proponendo il servizio di consulenza specialistica in cure palliative e terapia del dolore: ai medici ospedalieri, ai medici di medicina generale, ai pazienti, ai loro famigliari. La richiesta di consulenza da parte degli specialisti ospedalieri deriva non solo e non tanto dal bisogno di attivare l’intervento di esperti in cure palliative per la gestione di sintomi resistenti ai trattamenti, ma anche e soprattutto dall’esigenza di gestire in modo complessivo e accurato la relazione con il malato e i famigliari, uscendo dalla solitudine del rapporto che si instaura tra “un” medico e “un” paziente, condividendo con altri le decisioni terapeutiche. Per lo specialista ospedaliero la consulenza del palliativista offre un supporto che consente di continuare a farsi carico dei problemi del malato e della sua famiglia, mentre cambiano le sue esigenze fisiche, psicologiche, spirituali. Per il medico di medicina generale, la consulenza rappresenta il ponte tra l’assistenza a domicilio e l’hospice, il mezzo che può consentire di mantenere il paziente a casa propria ricorrendo al ricovero in hospice nel momento giusto per “quel” paziente e per “quella” famiglia. I pazienti e i loro famigliari sono i beneficiari di tutti gli interventi di consulenza effettuati ai professionisti. Tuttavia è possibile contattare anche direttamente lo specialista in cure palliative in maniera estremamente flessibile: in alcuni casi il colloquio telefonico è la giusta risposta ad un bisogno, in altri è indispensabile un colloquio in ambulatorio con il care giver o con il paziente, in altri ancora è appropriato effettuare la consulenza al domicilio del malato. Lo sviluppo di una funzione di consulenza efficace è reso possibile dal fatto che l’organizzazione delle cure palliative nell’ambito della Fondazione Hospice Seràgnoli presenta quattro punti di forza: 1) dietro ad ogni tipo di attività esiste una équipe multiprofessionale, formata e addestrata, e non un singolo professionista; 2) il servizio di consulenza si avvale delle risorse dell’hospice, e quindi è facilmente accessibile e attivabile nell’arco di tutti i giorni della settimana; 3) la consulenza non è una attività a se stante ma è parte del sistema delle cure palliative della Fondazione, il che favorisce la continuità di cura; 4) la Fondazione Hospice svolge la sua attività di consulenza mantenendo uno stretto contatto operativo e informativo con la rete delle cure palliative dell’AUSL di Bologna, contribuendo ad aumentare la risposta ai bisogni espressi da un maggior numero di pazienti. Il servizio di consulenza è completamente gratuito per i pazienti e gli specialisti e viene interamente finanziato dai contributi privati di cittadini e imprese alla Fondazione Hospice. (*) Direttore Sanitario Fondazione Hospice MT. C. Seràgnoli

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DICONO DI NOI

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Hospes 18  

Il periodico della Fondazione Hospice Seràgnoli

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