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MANUALE DI GESTIONE INTEGRATA SGSSLL Sistema di Gestione della Sicurezza e Salute sui Luoghi di Lavoro

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Pag. 1

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

D.Lgs. n.ro 81 del 09/04/2008

FONDAZIONE FILARETE – FILARETE SERVIZI Viale Ortles 22/4 20139 MILANO

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


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Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Pag. 2

PREMESSA Il presente Documento di Valutazione dei Rischi Aziendali (DVR), è redatto, ai sensi dell’ex articolo 28 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n° 81 e successive modifiche ed integrazioni, dal Datore di Lavoro (DdL) in collaborazione con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) ed il Medico Competente (MC) – quando previsto dalla normativa – previa consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS). Lo stesso Datore di Lavoro si è inoltre avvalso della fattiva collaborazione della società di consulenza IDEA BUSINESS nella persona dei suoi tecnici specializzati nel campo della sicurezza aziendale. Il documento illustra il complesso delle operazioni concernente la Valutazione dei Rischi effettuata e copre i seguenti argomenti: •

identificazione delle figure responsabili della gestione della prevenzione e protezione della sicurezza e salute dei lavoratori aziendali ovvero Datore di Lavoro (DDL), Responsabile (RSPP) ed addetti del Servizio di Prevenzione e Protezione, Medico Competente (MC) – quando previsto dalla normativa – e Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS);

valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori;

indicazione delle mansioni svolte dagli addetti e dei rischi ad esse associati;

indicazione delle misure di prevenzione e protezione adottate;

descrizione degli interventi e delle misure atti all’eliminazione o alla riduzione dei rischi;

indicazione sui tempi di attuazione e delle figure aziendali atte a provvedervi;

normativa di riferimento.

A tal fine, si sono resi necessari sopralluoghi presso la struttura aziendale, colloqui con le figure aziendali coinvolte nella prevenzione e protezione e, se il caso lo ha richiesto, con gli stessi lavoratori.

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Prima stesura:18/03/2010


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DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Pag. 3

Ci si è inoltre avvalsi di documenti relativi all’azienda in cui si trovano elementi dettagliati sull’attività svolta, le attrezzature, le strutture ed i macchinari in uso.

Il presente Documento di Valutazione dei Rischi è stato propedeutico alla redazione del Piano di Sorveglianza Sanitaria da parte del Medico Competente, il quale ha partecipato ai sopralluoghi e agli incontri conoscitivi organizzati per l’analisi dei rischi per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro (si rimanda ai verbali delle riunioni GDR.6-043.10/11/12). Il Piano di Sorveglianza Sanitaria (RDD.5-037) costituisce pertanto un allegato fondamentale del Documento di Valutazione dei Rischi.

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DESCRIZIONE ATTIVITA’ E CICLO PRODUTTIVO Sulla base delle informazioni raccolte in azienda, è stato possibile definire il MANSIONARIO aziendale ovvero inquadrare i lavoratori in GRUPPI OMOGENEI. Per “gruppo omogeneo” si intende l’insieme di lavoratori che svolgono ordinariamente le medesime mansioni, con le medesime attrezzature e/o macchine utensili e per periodi di tempo in media uguali, così da poter essere considerati allo stesso livello di “rischio”, come stabilito anche dalla Norma UNI 689 (1997) “Guida alla valutazione dell’esposizione per inalazione a composti chimici ai fini del confronto con i valori limite e strategia di misurazione”. Gli elenchi degli addetti aziendali ed il loro “inquadramento” nei vari gruppi omogenei/mansioni sono riportati nei

documenti

GDR.6-001.01 e GDR.6-001.02

“Nominativo Addetti e Mansioni” rispettivamente per Fondazione Filarete e Filarete Servizi. Il processo ivi descritto porta a definire un livello per ogni rischio individuato e potenzialmente presente; come esplicitato nel documento GDR.6-002 “Mansioni e Competenze Fondazione Filarete e Filarete Servizi”, alle MANSIONI/GRUPPI OMOGENEI individuati vengono associati i fattori di rischio direttamente legati allo svolgimento delle specifiche attività lavorative. In documento a parte è inoltre compiutamente descritta la metodologia adottata per la stima e la valutazione dei fattori di rischio individuati RPS.7-001.01 “Criteri adottati per la valutazione del rischio”. Le valutazioni e stime dei vari fattori di rischio sono riportate nelle successive specifiche sezioni del presente documento dove sono altresì presenti le misure di prevenzione e protezione adottate e, se è il caso, i dispositivi di protezione individuale adottati. Le non conformità riscontrate che presuppongono misure di prevenzione e protezione consigliate

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al fine di garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza sono evidenziate in corsivo. Esse sono poi riprese in un’ulteriore sezione dedicata alla loro pianificazione (Sezione 31 “programmazione degli interventi migliorativi”) e programmazione ed alle figure aziendali coinvolte e responsabili della loro realizzazione/applicazione. Le sezioni che strutturano il documento sono rettificate nel caso in cui siano state introdotte modifiche sostanziali nell’organizzazione aziendale. Le parti modificate sono evidenziate in grigio mentre l’individuazione dello stato di modifica della sezione è resa possibile tramite il numero di revisione e la data riportata a piè di pagina. L’indice del Documento di Valutazione dei Rischi, oltre alla denominazione delle varie sezioni, ne riporta la data, l’aggiornamento e gli spazi per la presa visione delle figure coinvolte, ovvero del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, del Medico Competente e del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.

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INDICE

SEZ. TITOLO

REV.

DATA

A

ORGANIGRAMMA AZIENDALE

0

18/03/2010

B

ORGANIZZAZIONE AZIENDALE FINALIZZATA ALLA SICUREZZA

0

18/03/2010

1

Rischio legato ai luoghi e posti di lavoro

0

18/03/2010

2

Rischio legato all’utilizzo di impianti, macchine, attrezzature

0

18/03/2010

3

Rischio elettrico

0

18/03/2010

4

Segnaletica di Salute e Sicurezza sul Lavoro

0

18/03/2010

5

Presenza di movimentazione manuale di carichi

0

18/03/2010

6

Rischio movimentazione merci con attrezzature

0

18/03/2010

7

Modalità tempo/uso dei Videoterminali

0

18/03/2010

8

Esposizione al rumore

0

18/03/2010

9

Esposizione a vibrazioni o scuotimenti

0

18/03/2010

10

Esposizione a Campi Elettromagnetici

0

18/03/2010

11

Esposizione a radiazioni ottiche artificiali (infrarosse e ultraviolette)

0

18/03/2010

12

Esposizione a radiazioni ionizzanti e sostanze radioattive

0

18/03/2010

13

Presenza di rischi chimici

0

18/03/2010

14

Presenza di cancerogeni, mutageni

0

18/03/2010

15

Esposizione ad amianto

0

18/03/2010

16

Presenza di rischi biologici

0

18/03/2010

17

Rischio esplosione

0

18/03/2010

18

Rischio incendio

0

18/03/2010

19

Rischio microclima

0

18/03/2010

20

Rischio imprese esterne

0

18/03/2010

21

Lavori nei cassoni ad aria compressa

0

18/03/2010

22

Lavori Edili

0

18/03/2010

23

Lavori in Quota

0

18/03/2010

24

Tutela e sostegno della maternità e paternità

0

18/03/2010

25

Protezione fanciulli ed adolescenti – Protezione dei giovani sul lavoro

0

18/03/2010

26

Lavoro notturno

0

18/03/2010

27

Rischio fumo passivo

0

18/03/2010

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DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Pag. 7

28

Rischio incidenti stradali

0

18/03/2010

29

Rischio da stress Lavoro-Correlato

0

18/03/2010

30

Rischio burn-out

0

18/03/2010

31

Programmazione degli interventi migliorativi

0

18/03/2010

PER APPROVAZIONE/PRESA VISIONE FONDAZIONE FILARETE

Nominativo

DdL

RSPP

RLS

MC

Dott. Zanone Poma

Ing. Ughini

Dott. Nodari

Dott.ssa Tonini

Firma Data

PER APPROVAZIONE/PRESA VISIONE FILARETE SERVIZI

Nominativo

DdL

RSPP

RLS

MC

Dott. Zanone Poma

Ing. Ughini

Dott.ssa Martini

Dott.ssa Tonini

Firma Data

Legenda DdL

Datore di lavoro

RSPP

Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

RLS

Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

MC

Medico Competente

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DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05 SEZIONE A ORGANIGRAMMA AZIENDALE

Pag. 1

L’organigramma aziendale è descritto, sia per Fondazione Filarete che per Filarete Servizi, nel documento RDD.5-004.

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DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE B

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ORGANIZZAZIONE AZIENDALE FINALIZZATA ALLA SICUREZZA

Pag. 1

Nel documento RDD.5-004.01 “Organigramma aziendale per la sicurezza” di entrambe le società, sono riportate le nomine obbligatorie e i ruoli previsti per la sicurezza.

I lavoratori hanno designato il loro Rappresentante per la Sicurezza, come risulta dai verbali RDD.5-021.01 e RDD.5-021-03 e comunicato telematicamente all’INAIL (RDD.5025.01 e RDD.5-025.02). Il compito di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione viene svolto per entrambe le società da uno stesso consulente esterno facente parte della società di consulenza Idea Business specializzata nel campo della sicurezza aziendale.

L’azienda ha provveduto alla designazione sia degli addetti all’antincendio, sia degli addetti al primo soccorso e vigilanza divieto fumo, i cui nomi sono riportati rispettivamente nei documenti RDD.5-031.01/02, RDD.5-032.01/02 e RDD.5-033.01/02. Data la complementarietà delle attività svolte dalle due società, Fondazione Filarete e Filarete Servizi, si è provveduto ad adeguare il servizio di pronto intervento al complesso dove entrambe operano. Gli stessi nominativi sono riportati in entrambe le organizzazioni della sicurezza delle società. Le squadre per la gestione delle emergenze incendio e primo soccorso sono sintetizzate nel documento GDR.6-021.03. L’azienda ha provveduto alla nomina di un unico Medico Competente (RDD.5-034.01 e RDD.5-034.02). Tutti i lavoratori hanno ricevuto informazioni sui rischi per la salute e la sicurezza presenti in azienda e specifici dell’attività svolta. La consegna degli opuscoli sulla sicurezza (documenti GDR.6-007.04/05/06/07) è ratificata nel registro di consegna del materiale informativo GDR.6-007.00. L’informazione verrà data al lavoratore all’atto dell’assunzione e aggiornata nel caso in cui si verifichi un mutamento della situazione del luogo di lavoro.

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DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE B

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ORGANIZZAZIONE AZIENDALE FINALIZZATA Pag. 2

ALLA SICUREZZA

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione ha frequentato apposito corso di formazione (curriculum RDD.5-013.02), così come hanno frequentato apposito corso gli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione, figura non obbligatoria ma utilizzata per meglio monitorare le differenti piattaforme con le proprie specificità (nomine ASPP RDD.5-013.01 e RDD.5-013.03). I lavoratori addetti all’antincendio ed addetti al primo soccorso sono stati formati mediante frequentazione di specifici corsi (GDR.6-005.03 e GDR.6-005.04). E’ presente ed aggiornato il Registro Infortuni (RDD.5-041). Tutti i lavoratori ricevono informazione e formazione sufficiente ed adeguata al corretto uso dei Dispositivi di Protezione Individuali DPI (GDR.6-007.06) nei posti di lavoro ove sono

previsti,

specificandone

l’obbligatorietà.

I

DPI

collettivi

sono

ispezionati

periodicamente e mantenuti, il registro delle ispezioni e delle manutenzioni è aggiornato con regolarità (GDR.6-025 “Piano di Manutenzione degli Impianti” e GDR.6-027 “Piano di Manutenzione delle Apparecchiature di Laboratorio”). L’azienda redige appositi verbali di consegna dei DPI (GDR.6-010). Sono stati previsti luoghi adeguati per la conservazione ordinata, igienica e sicura dei DPI, di cui tutti i lavoratori hanno cura, nel caso in cui siano stati loro consegnati. Essi ne segnalano tempestivamente eventuali anomalie, senza apportarvi modifiche. L’azienda rientra nel Gruppo B, secondo quanto stabilito dal D.M 388/03 (documento RDD.5-044).

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Data:08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 1

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RISCHIO LEGATO AI LUOGHI E POSTI DI Pag. 1

LAVORO

L’azienda

è

ubicata

nel

territorio

comunale

di

Milano,

in

zona

mista

industriale/residenziale; nell’area specifica vi è prevalente presenza di attività produttive, alcune dismesse, e qualche edificio residenziale.

Viale Ortles 22/4 sulla quale è ubicato l’ingresso, garantisce un accesso sicuro ai lavoratori e consente l’agevole transito dei veicoli di soccorso, fatto salvo quanto evidenziato nella sezione 31 e in corso di finalizzazione. Due sono gli ingressi all’insediamento aziendale: uno carraio adibito alle sole operazioni di scarico merce e passeggeri ed uno adiacente pedonale. Si propone di inserire un percorso pedonale protetto in corrispondenza del passo carrabile su Viale Ortles e rivedere l’apertura del cancello automatico. Le zone di transito esterne, di manovra e di sosta dei veicoli sono idoneamente progettate e segnalate. Si segnala che lo svincolo tra le due corsie su Viale Ortles di fronte al passo carraio costituisce prezioso spazio di manovra in caso di emergenza. Si ribadisce al personale di Fondazione Filarete e Filarete Servizi che è tenuto al rispetto del divieto di parcheggio nelle suddette aree.

L’insediamento aziendale è confinante con un altro dove si espletano le attività di logistica e corriere trasporti della ditta “Angelo Dani” Milano Roma. Non sono previste di norma lavorazioni all’aperto. Il deposito di rifiuti e di materiale non più utilizzabile è ordinato ed avviene in locale coperto dedicato, al riparo da intemperie. Il pavimento degli spazi lavorativi è realizzato con materiali idonei alla natura delle lavorazioni, è regolare, uniforme, non presenta fonti di inciampo, buche o avallamenti pericolosi ed è mantenuto sufficientemente pulito. Le aree di transito nei laboratori e negli uffici sono di dimensioni idonee in modo da garantire una larghezza di passaggio congrua all’affollamento previsto. Emiss.1

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DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 1

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RISCHIO LEGATO AI LUOGHI E POSTI DI Pag. 2

LAVORO

La larghezza della porte di comunicazione tra i vari reparti e locali è corretta. Vi è possibile presenza di carichi da movimentare, seppure sporadicamente in concomitanza di ordini e relative consegne. Le porte dei locali di lavoro consentono una rapida uscita dei lavoratori verso l’esterno, sono di norma mantenute libere da impedimenti all’apertura, sono in numero sufficiente e di larghezza adeguata. Il livello di illuminazione è adeguato in ogni zona di passaggio. I vari locali dove ordinariamente vi è presenza di personale, dispongono di un numero adeguato di uscite di emergenza e di larghezza ed altezza adeguata (GDR.6-021 “Piano di Emergenza ed Evacuazione”). La lunghezza del percorso più breve per raggiungere la più vicina uscita di emergenza ed il tempo massimo di evacuazione sono conformi alle normative tecniche previste (D. Lgs. 81/2008 allegato IV punto 1.5.4 e D.M. 10/3/1998 art. 3 comma 2) per ogni locale dove ordinariamente vi è presenza di personale. Le vie di fuga sono adeguatamente illuminate per consentire la loro percorribilità in sicurezza fino all’uscita in luogo sicuro. Gli spazi lavorativi sono sufficienti a garantire la sicurezza dei movimenti. La superficie minima per lavoratore è di almeno 2 m2 e la cubatura di almeno 10 m3. La distanza minima tra i macchinari o le attrezzature è di almeno 0,80 m. Gli spazi di lavoro vengono mantenuti ordinati. L’altezza dei locali di lavoro è superiore a 2,8 m.

Nei luoghi di lavoro non sono presenti vasche, canalizzazioni, serbatoi o altri ambienti confinati. Le aree dove sono presenti canalizzazioni o apparecchiature chiuse (UTA) o comunque dove vi è un rischio dovuto all’isolamento sono state definite come aree confinate, sono segnalate e l’accesso ai lavoratori è proibito; una procedura specifica (GDR.6-100.17

“Procedura

spazi

confinati”)

regolamenta

la

loro

gestione

e

frequentazione.

Emiss.1

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Data:08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 1

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RISCHIO LEGATO AI LUOGHI E POSTI DI LAVORO

Pag. 3

Le pareti ed i soffitti sono tinteggiati con colori chiari, non sono presenti segni di infiltrazioni d’acqua o tracce di umidità, non sono visibili segni di dissesto strutturale. Gli infissi sono in buono stato di conservazione. In azienda sono presenti tre vani scala interni per l’accesso ai piani, a norma e protetti con porte tagliafuoco; è presente un scala di sicurezza a norma esterna; sono presenti inoltre tre ascensori ed un montacarichi. Le scale portatili presenti sono conformi alla norma UNI EN 131. Non sono presenti soppalchi. L’edificio dispone di 10 depositi delle materie prime in attesa del loro utilizzo tra i quali 3 destinati al deposito di sostanze infiammabili; ogni deposito è protetto da porte tagliafuoco e dispone di una bussola di protezione areata (luogo sicuro), internamente è costituito da scaffalature metalliche e armadi chiusi REI 120. I materiali sono stoccati evitando di posizionare i più pesanti nei ripiani più alti.

Se alcuni prodotti sono stoccati su bancali i bancali in uso sono in buono stato di conservazione.

Un’ulteriore area esterna agli ambienti lavorativi è stata adibita allo stoccaggio dei rifiuti solidi e liquidi; una procedura regola i criteri di gestione di tutti i rifiuti (GDR.6-100.12 “Procedura di gestione rifiuti”). I luoghi di lavoro sono provvisti di dispositivi che consentono un’illuminazione artificiale sufficiente per salvaguardare sicurezza, salute e benessere dei lavoratori. Si effettuano regolari manutenzioni preventive e periodiche degli impianti di illuminazione e delle superfici vetrate le quali prevedono la pulizia regolare e l’immediata sostituzione delle lampade avariate. Le condizioni di illuminazione generale sono idonee al tipo di lavorazione, non producono fenomeni di abbagliamento e non costringono l’operatore ad assumere posture scorrette durante il lavoro. Emiss.1

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Data:08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 1

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

RISCHIO LEGATO AI LUOGHI E POSTI DI Pag. 4

LAVORO

I locali dove è ordinariamente prevista la presenza di personale sono dotati di adeguato impianto di ventilazione e condizionamento che è ispezionato, pulito e mantenuto con regolarità; dove non presente l’impianto vi sono comunque aperture che garantiscono aerazione e ventilazione adeguate. Tutti i locali dove è prevista la permanenza di personale dispongono di sufficiente luce naturale, atta a salvaguardare la sicurezza, la salute e il benessere dei lavoratori. I lavoratori dispongono, di un numero adeguato di servizi igienici. E’ presente un locale ristoro, al piano terra, di dimensioni adeguate e dotato di arredamento.

Riportiamo in tabella una sintesi dell’analisi dei rischi condotta sui luoghi di lavoro in generale:

Aspetto

Possibile Rischio

Struttura dei locali

Crollo Elettrocuzione

Impianto Elettrico Folgorazione Impianto distribuzione Gas Metano

Valore di Rischio associato 2 Basso 2 Basso 2 Basso

Misure di prevenzione Eseguire una manutenzione costante

2 Basso

Eseguire una manutenzione costante

2 Basso 2 Basso

Eseguire la manutenzione periodica

Fughe di Gas Sbalzi termici

Microclima Inquinamento

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Data:08/06/2010

Fare la Verifica di Messa a Terra ogni 2 anni (Ex DPR 462)

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 1

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RISCHIO LEGATO AI LUOGHI E POSTI DI Pag. 5

LAVORO

MANSIONI/GRUPPI COINVOLTI LIVELLO DI RISCHIO [Probabilità (P) x Gravità/Magnitudo (M)]

TUTTI

1x2=2

BASSO

Verifica dei registri di pulizia e manutenzione impianti Controllo annuale delle condizioni microclimatiche

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Data:08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 2

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

RISCHIO LEGATO ALL’UTILIZZO DI IMPIANTI, MACCHINE, ATTREZZATURE

Pag. 1

Nei documenti GDR.6-024 e GDR.6-026 troviamo l’elenco aggiornato rispettivamente degli impianti tecnologici e delle macchine e attrezzature di laboratorio. Tutte le attrezzature e gli impianti rispondono alle normative di legge riguardo la protezione alla salute dei lavoratori. Tutti gli impianti e la maggior parte delle attrezzature sono state installate nuove all’avviamento delle attività (2008-2009. Pertanto

possiedono marcatura CE, sono dotate delle protezioni necessarie sugli

elementi mobili che intervengono nella lavorazione e dei dispositivi idonei di arresto (“fungo rosso di emergenza”), oltre a avere equipaggiamento elettrico idoneamente protetto contro contatti diretti e indiretti e contro sovraccarichi e cortocircuiti. Gli impianti sono gestiti dall’Ufficio Tecnico che dispone di tutti i manuali d’uso e manutenzione; nessuno interviene sugli impianti per nessun tipo di manutenzione straordinaria o ordinaria che necessiti una conoscenza specifica. Tutte le operazioni di manutenzione che prevedono rischi alla salute dei lavoratori (ad esempio: rimozioni di protezioni meccaniche, interventi sui quadri in tensione, interventi in quota) sono effettuate dalle imprese costruttrici degli impianti o da apposite ditte specializzate nelle manutenzioni. Per la valutazione dei criteri di prevenzione dal rischio di utilizzo macchine e attrezzature si fa riferimento al documento RPS.7-100.02 “Procedura di prevenzione dal rischio utilizzo macchine e attrezzature”. Ogni piattaforma ha preparato all’interno dei propri protocolli di ricerca e delle procedure di laboratorio, le idonee procedure per l’utilizzo di ogni attrezzatura specifica (GDR.6100.19); le procedure si applicano solo all’esercizio dell’apparecchiatura e solo manutentori specializzati possono intervenire per operazioni non legate al normale utilizzo. Le attrezzature dispongono di manuali d’istruzione, vengono utilizzate in modo corretto ed i lavoratori sono addestrati al corretto uso ed informati sui rischi associati. Lo sforzo fisico richiesto per le normali attività sulle apparecchiature e durante le normali operazioni di lavoro è modesto. Il grado di efficienza e il buon funzionamento dei dispositivi di controllo e protezione presenti negli impianti e nelle attrezzature vengono periodicamente verificati (GDR.6-025 Emiss.1

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Data:08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 2

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

RISCHIO LEGATO ALL’UTILIZZO DI IMPIANTI, Pag. 2

MACCHINE, ATTREZZATURE

“Piano di manutenzione degli impianti” GDR-6.027 “Piano di manutenzione delle attrezzature di laboratorio”). Sono inoltre periodicamente tenuti sotto controllo fenomeni di surriscaldamento delle parti elettriche.

Dispositivi di Protezione Individuale per la protezione di parti del corpo [DPI]

Ogni macchina o attrezzatura possiede il relativo manuale d’uso e manutenzione, dove sono riportati i DPI necessari per il corretto utilizzo. Tutti i DPI sono forniti agli utilizzatori, possiedono marcatura CE e sono riportati nel documento GDR.6-010 “Registro dispositivi distribuiti ed utilizzati dal lavoratore”. I DPI delle attrezzature comuni alle piattaforme vengono assegnati al responsabile incaricato della gestione dell’attrezzatura in questione e indicati nel suddetto registro.

MANSIONI/GRUPPI COINVOLTI LIVELLO DI RISCHIO [Probabilità (P) x Gravità/Magnitudo (M)]

TUTTI

1x3=3

BASSO

Si propone di verificare che i pericoli potenziali, anche di attrezzature certificate, siano sotto controllo

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Data:08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


Macro-processo: FIL-7 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 3 RISCHIO ELETTRICO

Documento: RPS.7-001.05 Pag. 1

Il titolo III del D. Lgs. 81/2008 contiene nel capo III le disposizioni sui requisiti di sicurezza e sull’utilizzo in sicurezza degli impianti e apparecchiature elettriche. Vengono ivi definiti apparecchi elettrici tutti gli apparecchi elettrici ed elettronici nonché gli impianti e le installazioni che contengono componenti elettriche e/o elettroniche. Il rischio elettrico è certamente uno degli aspetti più complessi e concreti della prevenzione degli infortuni. Il rischio elettrico deriva dagli effetti dannosi che la corrente elettrica può produrre all'uomo in modo diretto (quando il corpo umano è attraversato da corrente) o indiretto (ad es. incendio dovuto a causa elettrica).

In generale i pericoli legati alla corrente elettrica derivano da: 1) Shock elettrico 2) Arco elettrico 3) Incendio di origine elettrica

1) Shock elettrico (elettrocuzione). Il passaggio di una corrente elettrica nel corpo umano, provoca una “scossa elettrica”, la quale produce una sensazione dolorosa sempre pericolosa e talvolta mortale. Possiamo distinguere due modalità con cui si può verificare l’elettrocuzione: • per contatto diretto del corpo umano; • con due conduttori a diverso potenziale; • con un conduttore e la terra. • per contatto indiretto con un oggetto accidentalmente in tensione rispetto a terra (ad esempio l’involucro di un’apparecchiatura, di uno strumento che normalmente è isolato).

La corrente elettrica, attraversando il corpo umano, può causare: • Interferenza con i segnali elettrobiologici delle fibre nervose e muscolari: - Tetanizzazione (contrazione spasmodica dei muscoli) fino alla paralisi respiratoria; - Fibrillazione (contrazione scoordinata) del muscolo cardiaco fino all’arresto; - Lesioni degli organi di senso (vertigini, cecità); Emiss.1

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Data:08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


Macro-processo: FIL-7 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 3 RISCHIO ELETTRICO

Documento: RPS.7-001.05 Pag. 2

- Lesioni neurologiche del midollo spinale (paralisi temporanea). • Ustioni dirette, superficiali e profonde (sviluppo calore per effetto joule). • Ustioni indirette: l’effetto termico provocato dalla circolazione di corrente (anche a bassa tensione) può portare la temperatura di parti di apparecchiature a livelli pericolosi. Non trascurabile il danno provocato agli occhi e alla pelle (ustioni) da radiazioni ultraviolette emesse dall’arco voltaico. • Traumi per urti e cadute conseguenti all’elettrocuzione.

Il danno derivante da shock elettrico dipende dalla durata del contatto, dall’intensità e dalla frequenza della corrente. La banda di frequenza più pericolosa è proprio intorno alla frequenza di rete (50-60 Hz).

2) Arco elettrico È costituito da una sorgente di calore assai intensa e concentrata, con emissione di gas e di vapori surriscaldati e tossici, irraggiamento termico e raggi ultravioletti che si manifestano in caso di guasto o di manovre su apparecchiature elettriche ad esempio in caso di corti circuiti.

3) Incendio di origine elettrica È un incendio dovuto ad un’anomalia o ad un guasto (ad esempio sovraccarico dell’impianto elettrico, sottodimensionamento dei cavi elettrici, etc.) che causano l’innesco della combustione, per l’alta temperatura sviluppata o per la produzione di scintille, provocando incendi o l’esplosione di materiali o gas particolarmente reattivi. Gli impianti elettrici sono stati progettati e realizzati da personale abilitato. Fondazione Filarete e Filarete Servizi sono in possesso delle Dichiarazione di Conformità alla realizzazione degli impianti elettrici a regola dell’arte ai sensi della ex Legge 46/90 (ora D.M. 37/2008). E’ installato adeguato impianto di terra per il quale sono previste e svolte verifiche periodiche.

Emiss.1

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Data:08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


Macro-processo: FIL-7 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 3 RISCHIO ELETTRICO

Pag. 3

Gli organi di interruzione, manovra e sezionamento sono alloggiati in idoneo quadro elettrico. Sulle attrezzature funzionanti a corrente elettrica sono riportate le indicazioni delle caratteristiche costruttive, tensione, intensità e tipo di corrente. Le attrezzature dispongono di dispositivi di protezione adeguati per il rischio elettrico. L’impianto elettrico possiede idoneo interruttore differenziale, protezioni contro le sovratensioni ed i sovraccarichi. Nessuno è autorizzato ad intervenire su quadri in tensione o ad effettuare qualsiasi manutenzione elettrica se non manutentori qualificati di ditte esterne. L’illuminazione artificiale è sufficiente al fine di ottenere un’adeguata visibilità durante le azioni svolte sulle apparecchiature o macchinari. L’Ufficio Tecnico verifica periodicamente la presenza/assenza di fili scoperti e relaziona al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione ed al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza. L’impianto di illuminazione possiede lampade di emergenza che si azionano in caso di interruzione dell’energia elettrica, al fine di favorire l’evacuazione rapida dei locali in caso di necessità. Nel dettaglio si sono eseguiti i seguenti controlli (con conseguente determinazione dei Valori di Rischio associati):

Rischio Elettrico I lavoratori sono a conoscenza del luogo in cui è posizionato il quadro elettrico generale per essere in grado di isolare la zona o l’ambiente desiderato? Vengono lasciati accesi di notte apparecchi elettrici che potrebbero provocare incendi? Vengono utilizzati apparecchi elettrici in prossimità di liquidi infiammabili?

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Data:08/06/2010

Si / No

Livello di rischio associato

SI

-

SI

Basso

NO

-

Prima stesura:18/03/2010


Macro-processo: FIL-7 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 3 RISCHIO ELETTRICO

Pag. 4

Si / No

Livello di rischio associato

Gli impianti sono revisionati e controllati da personale qualificato?

SI

-

Vengono utilizzate a catena più prese multiple?

NO

-

Nel togliere la spina dalla presa viene tirato il cavo?

NO

-

NO

-

NO

-

NO

-

NO

-

Rischio Elettrico

Vi sono cavi elettrici tirati oppure eccessivamente lunghi e svolti in prossimità dei luoghi di passaggio/accesso dei lavoratori? Vi sono spine italiane collegate (a forza) con prese tedesche (Schuko) o viceversa? Vi sono apparecchiature elettriche con cavi scoperti o prese a muro aperte? Sono presenti interventi o riparazioni “fai da te” in particolare su spine, adattatori, prese multiple, prolunghe? Quali sono i Dispositivi di Protezione Individuale forniti dall’azienda ai lavoratori a rischio?

Non esistono lavoratori a rischio

Pertanto riteniamo di poter affermare che il rischio attuale è complessivamente BASSO; si rimanda anche al documento RPS.7-004.00 e alla relazione tecnica RPS.7-004.01.

MANSIONI/GRUPPI COINVOLTI LIVELLO DI RISCHIO [Probabilità (P) x Gravità/Magnitudo (M)]

TUTTI

2x2=4

BASSO

Si propone di verificare che i pericoli potenziali, anche di attrezzature certificate, siano sotto controllo

Emiss.1

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Data:08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 4

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL Pag. 1

LAVORO

In azienda sono presenti cartelli di segnaletica di resistenza, dimensione e colori che ne permettono una chiara “lettura e comprensione”. La segnaletica è posizionata in modo che non vi siano impedimenti od ostacoli alla sua visione. Non sono utilizzati, in quanto non necessari, segnali verbali e/o gestuali. I lavoratori sono stati informati e comprendono il significato della segnaletica presente in azienda; si rimanda al documento RPS.7-006. Per la presenza occasionale di stranieri si provvede ad una informazione specifica ad personam.

MANSIONI/GRUPPI COINVOLTI LIVELLO DI RISCHIO [Probabilità (P) x Gravità/Magnitudo (M)]

TUTTI

1x3=3

BASSO

Si propone di verificare periodicamente l’adeguatezza della segnaletica, in particolar modo quando subentrano nuove attività di ricerca

Emiss.1

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Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 5

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

PRESENZA DI MOVIMENTAZIONE MANUALE DI CARICHI

Pag. 1

Come previsto dal D. Lgs. 81/2008 titolo VI, è necessario adottare misure organizzative e ricorrere a mezzi appropriati al fine di evitare la necessità di una movimentazione manuale dei carichi da parte dei lavoratori. Nel caso in cui tale movimentazione non possa essere evitata e rappresenti una tangibile fonte di rischio per il lavoratore, sarà necessario eseguire una Valutazione di tali rischi che tenga conto di: • caratteristiche del carico • sforzo fisico richiesto • frequenza del movimento effettuato • caratteristiche dell’ambiente di lavoro • esigenze connesse all’attività • fattori individuali di rischio All’esito della Valutazione in questione: • si adottano misure finalizzate a evitare o ridurre i rischi di lesioni dorso-lombari • i lavoratori vengono sottoposti a sorveglianza sanitaria • viene assicurata l’informazione e la formazione dei lavoratori addetti alla movimentazione manuale dei carichi

Valutazione Rischi legati alla Movimentazione Manuale dei Carichi Situazioni riscontrabili Vengono movimentati senza l’ausilio di mezzi meccanici carichi superiori a 25 kg per gli uomini o 15 kg per le donne? Vengono movimentati carichi ingombranti e/o difficili da afferrare? Vengono movimentati carichi con modalità che prevedono frequenti torsioni o inclinazioni del tronco? Vengono movimentati carichi con modalità che prevedono urti per il corpo o braccia/gambe? Vengono movimentati carichi con modalità che prevedono movimenti bruschi? Emiss.1

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Data:08/06/2010

Riscontro NO NO NO SI NO Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 5

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

PRESENZA DI MOVIMENTAZIONE MANUALE DI Pag. 2

CARICHI

Valutazione Rischi legati alla Movimentazione Manuale dei Carichi Situazioni riscontrabili Lo spazio verticale è sempre sufficiente? La pavimentazione si presenta priva di avvallamenti e dislivelli? L’altezza di movimentazione manuale risulta adeguata? I piani d’appoggio sono sempre stabili? Gli sforzi fisici risultano frequenti e/o prolungati? È possibile dopo uno sforzo godere di un sufficiente periodo di riposo e recupero? È stata valutata l’idoneità fisica alla mansione? Indumenti, calzature ed effetti personali utilizzati dai lavoratori risultano idonei alla mansione? È stata fatta formazione/informazione ai lavoratori in merito alla Movimentazione Manuale dei Carichi?

Riscontro SI SI SI SI NO SI SI SI SI

Non vi sono movimentazione di carichi nelle operazioni abituali dei lavoratori presenti. Il trasporto di reagenti, fusti, bombole e rifiuti è effettuato mediante appositi carrelli e lo scarico effettuato sempre da due operatori. La distribuzione di pacchi pesanti anche per gli uffici

è effettuata mediante apposito

carrello. Si rimanda anche al documento RPS.7-007. Occasionalmente possono essere consegnante nuove apparecchiature

o materiale

ingombrante; si rimanda al documento informativo GDR.6-007.08 “Opuscolo informativo per movimentazione dei carichi” per una corretta gestione di queste situazioni occasionali.

MANSIONI/GRUPPI COINVOLTI LIVELLO DI RISCHIO [Probabilità (P) x Gravità/Magnitudo (M)]

TUTTI

1x2=2

BASSO

Si propone di verificare che i pericoli potenziali siano sotto controllo

Emiss.1

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Data:08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 6

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

RISCHIO MOVIMENTAZIONE MERCI CON Pag. 1

ATTREZZATURE

Non sono in uso transpallets e carrelli per il traino/spinta di carichi. Non sono presenti gru, argani, paranchi e carri ponte. La movimentazioni di merci negli ascensori è proibita. L’utilizzo del montacarichi è normato dalla procedura GDR.6-100.20 “Procedura utilizzo ascensori e montacarichi”.

MANSIONI/GRUPPI COINVOLTI LIVELLO DI RISCHIO [Probabilità (P) x Gravità/Magnitudo (M)]

TUTTI

1x3=3

BASSO

Si propone di verificare che i pericoli potenziali siano sotto controllo

Emiss.1

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Data:08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


Macro-processo: FIL-7 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 7

MODALITÀ TEMPO/USO DEI VIDEOTERMINALI

Documento: RPS.7-001.05 Pag. 1

Come previsto dal D. Lgs. 81/2008 titolo VII è necessario procedere alla valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori derivanti dall’utilizzo di videoterminali. Viene considerato “videoterminalista” il lavoratore che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminale, in modo sistematico o abituale, per almeno 20 ore settimanali. Nel caso in cui tale tempo sia uguagliato o superato sarà necessario eseguire una valutazione dei rischi che tenga conto di: •

rischi per la vista e gli occhi

problemi legati alla postura e all’affaticamento fisico o mentale

fattori individuali di rischio

All’esito della valutazione in questione: • si adottano misure finalizzate a evitare o ridurre i rischi per la vista, gli occhi, il fisico e la mente • i lavoratori vengono sottoposti a sorveglianza sanitaria • viene assicurata l’informazione e la formazione dei lavoratori Corrette caratteristiche della postazione lavorativa munita di VDT Posto di lavoro •

Illuminazione non deve essere eccessiva (ca. 300 lux) con luci artificiali opportunamente schermate. Evitare luci brillanti e abbaglianti.

Ubicazione dello schermo a 90° rispetto alle finest re (finestre sempre laterali, mai davanti o dietro). Le finestre devono essere dotate di tende, quale riparo dalla luce diretta solare (es. veneziane).

Distanza della postazione dalle finestre almeno 1 m.

Spazi adeguati.

Pareti chiare e opache.

Temperatura e umidità adeguate.

Emiss.1

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Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


Macro-processo: FIL-7 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 7

MODALITÀ TEMPO/USO DEI VIDEOTERMINALI

Pag. 2

Piano di lavoro •

Altezza regolabile; se fissa di circa 72 cm.

Profondità:almeno 90 cm per consentire distanza visiva (monitor a 50-70 cm. Dagli occhi) ed appoggio degli avambracci

Larghezza: almeno 120 cm (esclusi tavoli a doppio ripiano appositamente studiati)

Colore:la superficie può essere di colore chiaro, ma non bianco riflettente

Accessori addizionali: leggio porta documenti, cuffia auricolare per lunghi lavori al telefono,

lampada

da

tavolo,

stampante

(silenziosa),

mouse

Tastiera : opaca, con i simboli ben leggibili, inclinabile e separata dal video Sedia ergonomica •

Sicurezza:basamento antiribaltamento a cinque raggi con rotelle.

Praticità:sedile regolabile in altezza; schienale regolabile in altezza e inclinazione.

Comodità:piano sedile e schienale (con supporto lombare) ben profilati; imbottitura semirigida e rivestimento traspirante; i piedi devono essere appoggiati a terra con ginocchia piegate a 90°. Un poggiapiedi (mobile, in clinato, antisdrucciolevole) sarà messo a disposizione di chi lo richiede. I braccioli, che consentono nelle pause di appoggiare i gomiti e permettono un alleggerimento del carico sulla colonna vertebrale, devono potersi infilare sotto la scrivania. Avambracci e cosce devono essere paralleli al pavimento.

Schermo •

Stabilità dell’immagine:esente da sfarfallamenti o da altre forme di instabilità.

Nitidezza:luminosità e contrasto di sfondo e caratteri devono essere regolabili.

Orientabilità:Il margine superiore del monitor deve essere appena sotto il livello degli occhi per non acuire problemi di cervicalgia. La corretta distanza tra gli occhi dell’operatore ed il video è pari a 50 – 70 cm con un angolo visivo di 30°.

Emiss.1

Caratteri:definiti e leggibili.

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Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


Macro-processo: FIL-7 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 7

MODALITÀ TEMPO/USO DEI VIDEOTERMINALI

Documento: RPS.7-001.05 Pag. 3

Potenziali rischi per la salute correlati all’utilizzo di VDT Astenopia (sindrome da affaticamento visivo): bruciore, lacrimazione, secchezza, ammiccamento frequente, fastidio alla luce, pesantezza, visione annebbiata, visione sdoppiata, stanchezza alla lettura. Disturbi muscolo-scheletrici: dolore, intorpidimento, senso di peso o fastidio, crampi o rigidità al collo, alla schiena, alle spalle, alle braccia, alle mani, alle ginocchia. Stress: mal di testa, tensione nervosa, irritabilità, stanchezza eccessiva, insonnia, dispepsia, ansia, depressione. Tali rischi possono essere prevenuti applicando correttamente i principi ergonomici (adattamento dell’ambiente e degli strumenti di lavoro all’uomo) e con l’adozione di idonei comportamenti da parte degli utilizzatori. Si ricorda che per ERGONOMIA s’intende lo studio dell’ambiente (strumenti, attrezzature e disposizione del posto di lavoro) e delle condizioni di lavoro (organizzazione dell’attività svolta) per adattarli alle esigenze psicofisiche del personale e migliorarne il benessere e l’efficienza. Si consigliano cambiamenti di attività e pause di alcuni minuti, in particolare per i lavori che richiedono forte attenzione e concentrazione, o per lavori monotoni e ripetitivi. Possono essere indicati anche alcuni semplici e brevi esercizi di rilassamento, stretching e rinforzo muscolare, nonché tecniche non complesse di rilassamento oculare. In azienda le mansioni amministrative e dell’ufficio tecnico (gruppi omogenei 1 e 5) prevedono l’uso di attrezzature munite di videoterminali (monitor quale periferica di personal computer). I lavoratori non sono da considerare videoterminalisti puri, in quanto l’attrezzatura non viene utilizzata senza interruzioni frequenti, ma comunque possono utilizzarla per più di venti ore settimanali; si rimanda anche al documento RPS.7-018. Si riscontra, inoltre, la presenza di lavoratori dei gruppi omogenei 2 e 3 che, nonostante non siano videoterminalisti nel senso comune del termine, sono esposti ad un numero significativo di ore di concentrazione e lavoro su apparecchiature munite di videoterminale per un numero complessivo di ore superiore a 20 ore/settimana. Emiss.1

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Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


Macro-processo: FIL-7 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 7

MODALITÀ TEMPO/USO DEI VIDEOTERMINALI

Documento: RPS.7-001.05 Pag. 4

La prevenzione dei rischi da esposizione a videoterminali, in Fondazione Filarete e Filarete Servizi, è comunque stata estesa a tutti i lavoratori presenti mediante informazione specifica (GDR.6-007.09 Opuscolo informativo su utilizzo VDT) e utilizzo di attrezzature adeguate. Infatti, le caratteristiche delle postazioni di lavoro in Filarete sono le seguenti: -

la sedia ha dimensioni sufficienti, è girevole, il piano e lo schienale sono regolabili in altezza e in maniera indipendente, lo schienale è regolabile in inclinazione, il bordo del piano è smussato, permeabile e pulibile, i braccioli consentono l’avvicinamento al piano di lavoro, i comandi di regolazione sono azionabili facilmente;

-

le dimensioni del tavolo sono sufficienti e consentono un comodo alloggiamento dei vari strumenti di lavoro e della posizione delle gambe dell’operatore;

-

l’altezza del piano di lavoro dal pavimento è adeguata e permette di appoggiare mano, polso o avambraccio durante la digitazione sulla tastiera;

-

la superficie del piano di lavoro è in materiale idoneo a ridurre i riflessi luminosi;

-

la tastiera, separata dal video, è inclinabile ed i relativi tasti sono in materiale opaco, fatta eccezione per le postazioni di lavoro attrezzate con computer portatile sporadicamente utilizzate;

-

il video è orientabile, la sua luminosità è regolabile, l’immagine sullo schermo è stabile, i caratteri sono sufficientemente grandi;

-

il bordo superiore dello schermo è un po’ più basso degli occhi;

-

il posto di lavoro è separato da zone di transito;

-

il video, il foglio, la tastiera, sono correttamente collocati in relazione al tipo di attività;

-

davanti e dietro allo schermo non ci sono finestre o fonti di luce artificiale non schermate;

-

Il pavimento e le pareti non sono eccessivamente riflettenti o hanno tinte troppo chiare o troppo scure;

-

le finestre sono dotate di tende;

-

l’illuminazione artificiale è adeguata per intensità, qualità e distribuzione.

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


Macro-processo: FIL-7 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 7

MODALITÀ TEMPO/USO DEI VIDEOTERMINALI

Pag. 5

E’ stato predisposto un documento di autovalutazione dell’esposizione individuale ai videoterminali (RPS.7-018.01), che ha generato l’elenco dei lavoratori soggetti a tale rischio (RPS.7-018.02). Per i lavoratori di cui all’elenco precedente si suggerisce di procedere anche con un adeguato piano di sorveglianza sanitaria.

MANSIONI/GRUPPI COINVOLTI LIVELLO DI RISCHIO [Probabilità (P) x Gravità/Magnitudo (M)]

LAVORATORI SOGGETTI

1x3=3

BASSO

Si propone di individuare i soggetti a rischio per effettuare la sorveglianza sanitaria.

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 8 ESPOSIZIONE AL RUMORE

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05 Pag. 1

Come previsto dal D. Lgs. 81/2008 titolo VIII capo II si deve procedere alla valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori derivanti dall’esposizione al rumore. Se a seguito di una valutazione qualitativa il datore di lavoro può fondatamente ritenere che il livello di esposizione personale al rumore superi il valore inferiore d’azione di 80 dB(A), si deve effettuare una valutazione con misurazione strumentale del rumore come previsto dalla normativa vigente.

All’esito della Valutazione in questione: • si adottano misure finalizzate a ridurre il rumore nei luoghi di lavoro e i rischi di lesioni all’apparato uditivo • vengono forniti dispositivi di protezione individuali che obbligatoriamente devono essere usati nel caso in cui l’esposizione al rumore sia pari o al di sopra dei valori superiori di azione di 85 dB(A) • i lavoratori vengono sottoposti a sorveglianza sanitaria • viene assicurata l’informazione e la formazione dei lavoratori esposti a valori uguali o superiori ai valori inferiori d’azione di 80 dB(A)

La Valutazione dell’esposizione dei lavoratori al rumore andrà ripetuta con cadenza quadriennale o in occasione di significativi cambiamenti nelle lavorazioni che influiscano in modo sostanziale sul rumore prodotto all’interno dell’azienda (art. 181).

Ad oggi non si evidenziano fonti di rumore tali da necessitare “INDAGINE FONOMETRICA” (RPS.7-008.01); per la valutazione si rimanda al documento RPS.7-008. Durante operazioni rumorose di manutenzione eseguite da personale esterno il personale dell’ufficio tecnico dispone dei necessari: Dispositivi di Protezione Individuale per la protezione dell’udito [DPI] Tutti i DPI sopra elencati possiedono marcatura CE e presentano un grado di attenuazione dichiarato dai produttori tra i 23 ed i 33 dB [SNR].

Emiss.1

Rev.0

Data:08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 8

Pag. 2

ESPOSIZIONE AL RUMORE

Gli addetti del gruppo dell’ufficio tecnico, nel momento in cui utilizzano o sono vicini a macchinari particolarmente rumorosi, indossano i sopra indicati DPI. Comunque è necessario, al fine di ridurre ulteriormente il rischio di esposizione a rumore, scegliere attrezzature di lavoro che emettano minor rumore, oppure adottare misure tecniche per il contenimento dell’esposizione a rumore (quali utilizzo di schermature e/o materiali fonoassorbenti).

MANSIONI/GRUPPI COINVOLTI LIVELLO DI RISCHIO [Probabilità (P) x Gravità/Magnitudo (M)]

UT

1x3=3

BASSO

Verificare il rispetto delle procedure

MANSIONI/GRUPPI COINVOLTI LIVELLO DI RISCHIO [Probabilità (P) x Gravità/Magnitudo (M)]

Emiss.1

Rev.0

Data:08/06/2010

TUTTI

1x2=2

BASSO

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 9

ESPOSIZIONE A VIBRAZIONI O SCUOTIMENTI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05 Pag. 1

Il D. Lgs. 81/2008 titolo VIII capo III relativo all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni meccaniche, prescrive specifiche metodiche di individuazione e valutazione dei rischi associate all’esposizione a vibrazioni del sistema mano-braccio (HAV) e del corpo intero (WBV) e specifiche misure di tutela, che vanno documentate nell’ambito del rapporto di valutazione dei rischi prescritto dallo stesso decreto.

• Vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio (HAV): le vibrazioni meccaniche che se trasmesse al sistema mano-braccio nell’uomo, comportano un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o muscolari (art. 200 comma 1, punto a)

• Vibrazioni trasmesse al corpo intero (WBV): le vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al corpo intero, comportano rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare lombalgie e traumi del rachide (art. 200 comma 1, punto b)

L’art. 202 comma 2 prescrive in particolare l’obbligo, da parte dei datori di lavoro, di valutare il rischio da esposizione a vibrazioni dei lavoratori durante il lavoro ed è previsto che la valutazione dei rischi possa essere effettuata sia senza misurazioni, sulla base di appropriate informazioni reperibili dal costruttore e/o da banche dati accreditate (ISPESL, CNR, Regioni) sia con misurazioni, in accordo con le metodiche di misura prescritte da specifici standard ISO-EN. L’analisi delle possibilità di riduzione del rischio rappresenta parte integrante del processo di individuazione e valutazione del rischio prescritto dallo stesso decreto. Tale prescrizione è di particolare rilevanza nel caso del rischio vibrazioni, in quanto sia nel caso dell’esposizione del sistema mano-braccio che nel caso dell’esposizione del corpo intero, non esistono DPI anti-vibrazioni in grado di proteggere i lavoratori adeguatamente e riportare comunque i livelli di esposizione del lavoratore al di sotto dei valori limiti fissati dal Decreto, come ad esempio avviene nel caso dei protettori auricolari in relazione al rischio rumore. Nel caso delle vibrazioni, nella maggior parte dei casi la riduzione del rischio alla fonte è l’unica misura da adottare al fine di riportare l’esposizione a valori inferiori ai limiti prescritti dalla Direttiva. Emiss.1

Rev.0

Data:08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 9

ESPOSIZIONE A VIBRAZIONI O SCUOTIMENTI

Pag. 2

Sia in Fondazione Filarete che in Filarete Servizi non esistono attività che sottopongano i lavoratori a vibrazioni a corpo intero; esistono pochissime attività saltuarie che espongono per pochi minuti alla settimana i lavoratori a vibrazioni del sistema mano-braccio (agitatori meccanici per provette).

Si rimanda allo specifico documento RPS.7-009.02 “Autocertificazione Valutazione Rischio Vibrazioni Meccaniche” all’interno del quale si giunge alla conclusione che i valori di esposizione sono inferiori ai valori di azione.

MANSIONI/GRUPPI COINVOLTI LIVELLO DI RISCHIO [Probabilità (P) x Gravità/Magnitudo (M)]

TUTTI

1x2=2

BASSO

Si propone di verificare che i pericoli potenziali siano sotto controllo

Emiss.1

Rev.0

Data:08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 10 ESPOSIZIONE A CAMPI ELETTROMAGNETICI

Pag. 1

Il D. Lgs. 81/2008 titolo VIII capo IV prescrive specifiche metodiche di individuazione e valutazione dei rischi associati all’esposizione dei lavoratori a campi elettromagnetici e specifiche misure di tutela, che vanno documentate nell’ambito del rapporto di valutazione dei rischi prescritto dallo stesso decreto.

L’art. 209 comma 1 prescrive in particolare l’obbligo, da parte dei datori di lavoro, di valutare il rischio da esposizione a campi elettromagnetici durante il lavoro e, quando necessario, misurare e calcolare i livelli e i campi elettromagnetici ai quali sono esposti i lavoratori.

Durante le consuete attività lavorative non sono generati e non sono presenti campi elettromagnetici di entità tale da presupporre che siano superati i valori limite di azione riportati nell’Allegato XXXVI lettera b tabella 2.

Campi elettromagnetici e radiazioni ionizzanti generati da apparecchiature Specifici rischi per l’operatore o la sua prole derivanti da radiazioni, ionizzanti e non ionizzanti, sono stati esclusi da tutte le ricerche e le indagini epidemiologiche sinora svolte sui Videoterminali. Altresì riguardo ai campi elettromagnetici, la presenza della marcatura CE sull’attrezzatura garantisce che tali campi siano mantenuti al di sotto dei limiti raccomandati

e

riscontrabili

nei

comuni

ambienti

di

vita

ove

sono

utilizzate

apparecchiature elettriche e televisive. (Fonte: Istituto Italiano di Medicina Sociale-IIMS)

Si può quindi ragionevolmente dichiarare che i rischi derivanti dall’esposizione a campi elettromagnetici sono ASSENTI.

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 11 ESPOSIZIONE A RADIAZIONI OTTICHE

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05 Pag. 1

ARTIFICIALI (INFRAROSSE E ULTRAVIOLETTE)

Il D. Lgs. 81/2008 titolo VIII capo V prescrive specifiche metodiche di individuazione e valutazione dei rischi associati all’esposizione dei lavoratori a campi elettromagnetici e specifiche misure di tutela, che vanno documentate nell’ambito del rapporto di valutazione dei rischi prescritto dallo stesso decreto. L’art. 216 comma 1 prescrive in particolare l’obbligo, da parte dei datori di lavoro, di valutare il rischio da esposizione dei lavoratori a radiazioni ottiche artificiali durante il lavoro e, quando necessario, misurare e calcolare il grado di esposizione dei lavoratori a dette radiazioni, conformemente agli standard normativi della IEC (Commissione Elettrotecnica Internazionale), per quanto riguarda le radiazioni laser, e della Commissione Internazionale per l’Illuminazione (CIE) e del Comitato Europeo di Normazione (CEN) per quel che riguarda le radiazioni incoerenti.

Durante le consuete attività lavorative i lavoratori non sono esposti a radiazioni ottiche artificiali, (l’utilizzo di strumenti di lettura, scrittura od altro che contengono la tecnologia laser ma che sono completamente confinati non espongono gli operatori ad alcun tipo di rischio). Si registra la presenza di apparecchiature di ricerca presso le piattaforme Imaging e Modelli Vegetali che dispongono di sorgenti laser di classe 3B totalmente confinate; tali apparecchiature non costituiscono un pericolo per i lavoratori ma, è comunque individuato e nominato un responsabile del laser, come stabilito nei manuali delle macchine.

Oltre ai laser esistono apparecchiature che emettono radiazioni ultraviolette, le più energetiche e quindi le più pericolose, assorbite quasi totalmente dagli strati protettivi superficiali della cute e, seppur in piccola frazione (1%), penetranti e agenti sui tessuti sottostanti.” Un esempio è costituito dalla macchina denominata “UV Transilluminator 2000 BioRad”; tale apparecchiatura di analisi viene utilizzata sporadicamente per brevi periodi quindi, il rischio per i lavoratori è ridotto e si configura come rischio di infortunio. Per prevenire tale rischio sono disponibili i dispositivi di sicurezza idonei ed il personale operante sulla macchina è opportunamente informato. Emiss.1

Rev.0

Data:08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 11 ESPOSIZIONE A RADIAZIONI OTTICHE

Pag. 2

ARTIFICIALI (INFRAROSSE E ULTRAVIOLETTE)

A conclusione di quanto sopra, si ritiene comunque il rischio basso.

MANSIONI/GRUPPI COINVOLTI LIVELLO DI RISCHIO [Probabilità (P) x Gravità/Magnitudo (M)]

IMAGING

1x2=2

BASSO

Si prevede un piano sanitario di prevenzione e verifica delle alterazioni al campo visivo

Emiss.1

Rev.0

Data:08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 12 ESPOSIZIONE A RADIAZIONI IONIZZANTI E

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05 Pag. 1

SOSTANZE RADIOATTIVE

Le radiazioni ionizzanti sono onde elettromagnetiche o particelle subatomiche capaci di ionizzare la materia.

Sorgenti artificiali Le più comuni radiazioni ionizzanti non corpuscolate sono rappresentate dai raggi X usati da molti anni nella diagnostica radiologica e oggi soprattutto nella tomografia assiale computerizzata (TAC). Radiazioni ionizzanti sono anche prodotte da macchine ed apparecchiature per uso scientifico (quali gli acceleratori) o tecnico ed industriale, usate per l’irradiazione di materiali biologici o per la determinazione di difetti nelle saldature e nelle strutture di fusione. I reattori nucleari, per scopo scientifico o per la produzione di energia elettrica nucleare, e gli isotopi radioattivi usati in medicina costituiscono altre sorgenti di radiazioni. Le radiazioni corpuscolate nel settore della ricerca sono rappresentate essenzialmente dalle radiazioni beta e gamma generate dall’impiego di radionuclidi quali il tecnezio e lo iodio 131. Esse comportano il rischio di esposizione esterna e/o di contaminazione interna, quest’ultima legata all’assorbimento ed incorporamento di radionuclidi.

Effetti sulla Salute Per quanto concerne i danni da esposizione a radiazioni ionizzanti, la funzione più facilmente danneggiabile è quella riproduttiva (gonadi), in quanto il patrimonio genetico può essere danneggiato dalla esposizione a radiazioni. Le parti dell’organismo più aggredibili sono, invece, il midollo osseo, in quanto le cellule del sangue sono molto sensibili a questo tipo di radiazioni, e la pelle, che può essere danneggiata degenerando in malattie neoplastiche.

Ad oggi nel complesso di viale Ortles 22/4 non si effettuano lavorazioni che implicano un rischio dovuto a radiazioni ionizzanti provenienti da sorgente artificiale o naturale. Non

si

effettua

produzione,

trattamento,

manipolazione,

detenzione,

deposito,

esportazione, impiego, commercio, cessazione della detenzione, raccolta e smaltimento di materie radioattive.

Emiss.1

Rev.0

Data:08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 12 ESPOSIZIONE A RADIAZIONI IONIZZANTI E

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05 Pag. 2

SOSTANZE RADIOATTIVE

Non vi sono macchine radiogene né si effettuano lavorazioni su minerali.

Si può quindi ragionevolmente dichiarare che i rischi derivanti dall’esposizione a tali agenti fisici sono ASSENTI.

Emiss.1

Rev.0

Data:08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 13 PRESENZA DI RISCHI CHIMICI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7001.05 Pag. 1

La Valutazione del rischio dovuto ad agenti chimici si applica a tutte quelle attività nelle quali i lavoratori sono o possono essere esposti ad agenti chimici durante lo svolgimento della loro attività lavorativa.

Il D. Lgs. 81/2008 titolo IX definisce quali sono gli agenti chimici pericolosi. In presenza di tali sostanze sarà necessario eseguire una valutazione dei rischi che tenga conto in particolare di: • loro proprietà pericolose • informazioni contenute nelle schede di sicurezza fornite dal produttore • il livello, il tipo e la durata dell’esposizione • i valori limiti di esposizione

All’esito della Valutazione in questione: • si adottano misure finalizzate a evitare o ridurre l’utilizzo di tali sostanze e/o l’esposizione a tali sostanze • si adottano metodi di lavoro appropriati (sicurezza nella manipolazione, immagazzinamento, trasporto e smaltimento) • i lavoratori vengono sottoposti a sorveglianza sanitaria

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 13 PRESENZA DI RISCHI CHIMICI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7001.05 Pag. 1

I SIMBOLI: Sono stampati in nero su fondo giallo-arancione e sono i seguenti:

Simbolo

Significato

Pericoli e Precauzioni

Pericolo: Questo simbolo indica prodotti che esplosivo (E): una possono esplodere in determinate condizioni. bomba che esplode; Precauzioni: Evitare urti, attriti, scintille, calore. Pericolo: Sostanze ossidanti che possono infiammare materiale combustibile o alimentare comburente (O): una incendi già in atto rendendo più difficili le operazioni fiamma sopra un di spegnimento. cerchio; Precauzioni: Tenere lontano da materiale combustibile. Pericolo: Sostanze auto-infiammabili. Prodotti chimici infiammabili all'aria. Precauzioni: Conservare lontano da qualsiasi fonte di accensione. Pericolo: Prodotti chimici che a contatto con l'acqua formano rapidamente gas infiammabili. Precauzioni: Evitare il contatto con umidità o acqua Facilmente Pericolo: Liquidi con punto di infiammabilità inferiore infiammabile (F): una a 21°C. fiamma; Precauzioni: Tenere lontano da fiamme libere, sorgenti di calore e scintille. Pericolo: Sostanze solide che si infiammano facilmente dopo breve contatto con fonti di accensione. Precauzioni: Conservare lontano da qualsiasi fonte di accensione

tossico (T): un teschio su tibie incrociate;

Emiss.1

Rev.0

Pericolo: Sostanze molto pericolose per la salute per inalazione, ingestione o contatto con la pelle, che possono anche causare morte. Possibilità di effetti irreversibili da esposizioni occasionali, ripetute o prolungate. Precauzioni: Evitare il contatto, inclusa l'inalazione di vapori e, in caso di malessere, consultare il medico.

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 13 PRESENZA DI RISCHI CHIMICI

Simbolo

Significato

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7001.05 Pag. 2

Pericoli e Precauzioni

Pericolo: Nocivo per inalazione, ingestione o contatto con la pelle. Possibilità di effetti irreversibili nocivo (Xn): una da esposizioni occasionali, ripetute o prolungate. croce di Sant’Andrea; Precauzioni: Evitare il contatto, inclusa l'inalazione di vapori e, in caso di malessere, consultare il medico corrosivo (C): la raffigurazione dell’azione corrosiva di un acido;

Pericolo: Prodotti chimici che per contatto distruggono sia tessuti viventi che attrezzature. Precauzioni: Non respirare i vapori ed evitare il contatto con la pelle, occhi ed indumenti.

Pericolo: Questo simbolo indica sostanze che possono avere effetto irritante per pelle, occhi ed irritante (Xi): una apparato respiratorio. croce di Sant’Andrea; Precauzioni: Non respirare i vapori ed evitare il contatto con pelle.

altamente o estremamente infiammabile (F+): una fiamma;

Pericolo: Liquidi con punto di infiammabilità inferiore a 0°C e con punto di ebollizione/punto di inizio dell'ebollizione non superiore a 5°C. Precauzioni: Conservare lontano da qualsiasi fonte di accensione. Pericolo: Sostanze gassose infiammabili a contatto con l'aria a temperatura ambiente e pressione atmosferica. Precauzioni: Evitare la formazione di miscele ariagas infiammabili e tenere lontano da fonti di accensione.

Pericolo: Sostanze estremamente pericolose per la salute per inalazione, ingestione o contatto con la altamente tossico o pelle, che possono anche causare morte. Possibilità molto tossico (T+): un di effetti irreversibili da esposizioni occasionali, teschio su tibie ripetute o prolungate. incrociate. Precauzioni: Evitare il contatto, inclusa l'inalazione di vapori e, in caso di malessere, consultare il medico.

Pericoloso per l'ambiente (N)

Emiss.1

Rev.0

Pericolo: Sostanze nocive per l'ambiente acquatico (organismi acquatici, acque) e per l'ambiente terrestre (fauna, flora, atmosfera) o che a lungo termine hanno effetto dannoso. Precauzioni: Non disperdere nell'ambiente.

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 13 PRESENZA DI RISCHI CHIMICI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7001.05 Pag. 3

ELENCO DELLE FRASI DI RISCHIO R R1 Esplosivo allo stato secco. R2 Rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o altre sorgenti d'ignizione. R3 Elevato rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o altre sorgenti d'ignizione. R4 Forma composti metallici esplosivi molto sensibili. R5 Pericolo di esplosione per riscaldamento. R6 Esplosivo a contatto o senza contatto con l'aria. R7 Può provocare un incendio. R8 Può provocare l'accensione di materie combustibili. R9 Esplosivo in miscela con materie combustibili. R10 Infiammabile. R11 Facilmente infiammabile. R12 Estremamente infiammabile. R14 Reagisce violentemente con l'acqua. R15 A contatto con l'acqua libera gas estremamente infiammabili. R16 Pericolo di esplosione se mescolato con sostanze comburenti. R17 Spontaneamente infiammabile all'aria. R18 Durante l'uso può formare con aria miscele esplosive/infiammabili. R19 Può formare perossidi esplosivi. R20 Nocivo per inalazione. R21 Nocivo a contatto con la pelle. R22 Nocivo per ingestione.

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 13 PRESENZA DI RISCHI CHIMICI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7001.05 Pag. 4

R23 Tossico per inalazione. R24 Tossico a contatto con la pelle. R25 Tossico per ingestione. R26 Molto tossico per inalazione. R27 Molto tossico a contatto con la pelle. R28 Molto tossico per ingestione. R29 A contatto con l'acqua libera gas tossici. R30 Può divenire facilmente infiammabile durante l'uso. R31 A contatto con acidi libera gas tossico. R32 A contatto con acidi libera gas altamente tossico. R33 Pericolo di effetti cumulativi. R34 Provoca ustioni. R35 Provoca gravi ustioni. R36 Irritante per gli occhi. R37 Irritante per le vie respiratorie. R38 Irritante per la pelle. R39 Pericolo di effetti irreversibili molto gravi. R40 Possibilità di effetti cancerogeni - Prove insufficienti. R41 Rischio di gravi lesioni oculari. R42 Può provocare sensibilizzazione per inalazione. R43 Può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle. R44 Rischio di esplosione per riscaldamento in ambiente confinato.

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 13 PRESENZA DI RISCHI CHIMICI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7001.05 Pag. 5

R45 Può provocare il cancro. R46 Può provocare alterazioni genetiche ereditarie. R48 Pericolo di gravi danni per la salute in caso di esposizione prolungata. R49 Può provocare il cancro per inalazione. R50 Altamente tossico per gli organismi acquatici. R51 Tossico per gli organismi acquatici. R52 Nocivo per gli organismi acquatici. R53 Può provocare a lungo termine effettivi negativi per l'ambiente acquatico. R54 Tossico per la flora. R55 Tossico per la fauna. R56 Tossico per gli organismi del terreno. R57 Tossico per le api. R58 Può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente. R59 Pericoloso per lo strato di ozono. R60 Può ridurre la fertilità. R61 Può danneggiare i bambini non ancora nati. R62 Possibile rischio di ridotta fertilità. R63 Possibile rischio di danni ai bambini non ancora nati. R64 Possibile rischio per i bambini allattati al seno. R65 Può causare danni polmonari se ingerito. R66 L’esposizione ripetuta può provocare secchezza e screpolatura della pelle. R67 L’inalazione dei vapori può provocare sonnolenza e vertigini. R68 Possibilità di effetti irreversibili. Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 13 PRESENZA DI RISCHI CHIMICI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7001.05 Pag. 6

COMBINAZIONI DELLE FRASI DI RISCHIO R R14/15 Reagisce violentemente con l'acqua liberando gas estremamente infiammabili. R15/21 A contatto con l'acqua libera gas tossici estremamente infiammabili. R20/21 Nocivo per inalazione e contatto con la pelle. R20/22 Nocivo per inalazione e ingestione. R20/21/22 Nocivo per inalazione, contatto con la pelle e per ingestione. R21/22 Nocivo a contatto con la pelle e per ingestione. R23/24 Tossico per inalazione e contatto con la pelle. R23/25 Tossico per inalazione e ingestione. R23/24/25 Tossico per inalazione, contatto con la pelle e per ingestione. R24/25 Tossico a contatto con la pelle e per ingestione. R26/27 Molto tossico per inalazione e contatto con la pelle. R26/28 Molto tossico per inalazione e per ingestione. R26/27/28 Molto tossico per inalazione, contatto con la pelle e per ingestione. R27/28 Molto tossico a contatto con la pelle e per ingestione. R36/37 Irritante per gli occhi e le vie respiratorie. R36/38 Irritante per gli occhi e la pelle. R36/37/38 Irritante per gli occhi, le vie respiratorie e la pelle. R37/38 Irritante per le vie respiratorie e la pelle. R39/23 Tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per inalazione. R39/24 Tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi a contatto con la pelle. R39/25 Tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per ingestione. R39/23/24 Tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per inalazione e a contatto Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 13 PRESENZA DI RISCHI CHIMICI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7001.05 Pag. 7

con la pelle. R39/23/25 Tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per inalazione ed ingestione. R39/24/25 Tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi a contatto con la pelle e per ingestione. R39/23/24/25 Tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per inalazione, a contatto con la pelle e per ingestione. R39/26 Molto tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per inalazione. R39/27 Molto tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per a contatto con la pelle. R39/28 Molto tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per ingestione. R39/26/27 Molto tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per inalazione e a contatto con la pelle. R39/26/28 Molto tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per inalazione ed ingestione. R39/27/28 Molto tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi a contatto con la pelle e per ingestione. R39/26/27/28 Molto tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per inalazione, a contatto con la pelle e per ingestione. R40/20 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per inalazione. R40/21 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili a contatto con la pelle. R40/22 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per ingestione. R40/20/21 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per inalazione e a contatto con la pelle. R40/20/22 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per inalazione ed ingestione. R40/21/22 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili a contatto con la pelle e per ingestione. R40/20/21/22 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per inalazione, a contatto con la pelle e per ingestione. R42/43 Può provocare sensibilizzazione per inalazione e contatto con la pelle.

Emiss.1

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Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 13 PRESENZA DI RISCHI CHIMICI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7001.05 Pag. 8

R48/20 Nocivo: pericolo di gravi danni per la salute in caso di esposizione prolungata per inalazione. R48/21 Nocivo: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata contatto con la pelle. R48/22 Nocivo: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata per ingestione. R48/20/21 Nocivo: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata per inalazione e a contatto con la pelle. R48/20/22 Nocivo: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata per inalazione e ingestione. R48/21/22 Nocivo: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata a contatto con la pelle e per ingestione. R48/20/21/22 Nocivo: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata per inalazione, a contatto con la pelle e per ingestione. R48/23 Tossico: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata per inalazione. R48/24 Tossico: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata a contatto con la pelle. R48/25 Tossico: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata per ingestione. R48/23/24 Tossico: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata per inalazione e a contatto con la pelle. R48/23/25 Tossico: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata per inalazione ed ingestione. R48/24/25 Tossico: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata a contatto con la pelle e per ingestione. R48/23/24/25 Tossico: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata per inalazione, a contatto con la pelle e per ingestione. R50/53 Altamente tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico.

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 13 PRESENZA DI RISCHI CHIMICI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7001.05 Pag. 9

R51/53 Tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico. R52/53 Nocivo per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico. R68/20 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per inalazione R68/21 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili a contatto con la pelle. R68/22 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per ingestione. R68/20/21 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per inalazione e a contatto con la pelle. R68/20/22 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per inalazione e ingestione. R68/21/22 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili a contatto con la pelle e per ingestione. R68/20/21/22 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per inalazione, a contatto con la pelle e per ingestione.

ELENCO DEI CONSIGLI DI PRUDENZA S S 1 Conservare sotto chiave. S 2 Conservare fuori della portata dei bambini. S 3 Conservare in luogo fresco. S 4 Conservare lontano da locali di abitazione. S 5 Conservare sotto (liquido appropriato da indicarsi da parte del fabbricante). S 6 Conservare sotto (gas inerte da indicarsi da parte del fabbricante). S 7 Conservare il recipiente ben chiuso. S 8 Conservare al riparo dall'umidità. S 9 Conservare il recipiente in luogo ben ventilato. S 12 Non chiudere ermeticamente il recipiente.

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 13 PRESENZA DI RISCHI CHIMICI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7001.05 Pag. 10

S 13 Conservare lontano da alimenti o mangimi e da bevande. S 14 Conservare lontano da (sostanze incompatibili da precisare da parte del produttore). S 15 Conservare lontano dal calore. S 16 Conservare lontano da fiamme e scintille - Non fumare. S 17 Tenere lontano da sostanze combustibili. S 18 Manipolare ed aprire il recipiente con cautela. S 20 Non mangiare nè bere durante l'impiego. S 21 Non fumare durante l'impiego. S 22 Non respirare le polveri. S 23 Non respirare i gas/fumi/vapori/aerosol [termine(i) appropriato(i) da precisare da parte del produttore]. S 24 Evitare il contatto con la pelle. S 25 Evitare il contatto con gli occhi. S 26 In caso di contatto con gli occhi, lavare immediatamente e abbondantemente con acqua e consultare il medico. S 27 Togliersi di dosso immediatamente gli indumenti contaminati. S 28 In caso di contatto con la pelle lavarsi immediatamente ed abbondantemente (con prodotti idonei da indicarsi da parte del fabbricante). S 29 Non gettare i residui nelle fognature. S 30 Non versare acqua sul prodotto. S 33 Evitare l'accumulo di cariche elettrostatiche. S 35 Non disfarsi del prodotto e del recipiente se non con le dovute precauzioni. S 36 Usare indumenti protettivi adatti. S 37 Usare guanti adatti.

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 13 PRESENZA DI RISCHI CHIMICI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7001.05 Pag. 11

S 38 In caso di ventilazione insufficiente, usare un apparecchio respiratorio adatto. S 39 Proteggersi gli occhi/la faccia. S 40 Per pulire il pavimento e gli oggetti contaminati da questo prodotto, usare... (da precisare da parte del produttore). S 41 In caso di incendio e/o esplosione non respirare i fumi. S 42 Durante le fumigazioni/polimerizzazioni usare un apparecchio respiratorio adatto [termine(i) appropriato(i) da precisare da parte del produttore]. S 43 In caso di incendio usare... (mezzi estinguenti idonei da indicarsi da parte del fabbricante. Se l'acqua aumenta il rischio precisare "Non usare acqua"). S 45 In caso di incidente o di malessere consultare immediatamente il medico (se possibile, mostrargli l'etichetta). S 46 In caso d'ingestione consultare immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o l'etichetta. S 47 Conservare a temperatura non superiore a... 째C (da precisare da parte del fabbricante). S 48 Mantenere umido con... (mezzo appropriato da precisare da parte del fabbricante). S 49 Conservare soltanto nel recipiente originale. S 50 Non mescolare con... (da specificare da parte del fabbricante). S 51 Usare soltanto in luogo ben ventilato. S 52 Non utilizzare su grandi superfici in locali abitati. S 53 Evitare l'esposizione - procurarsi speciali istruzioni prima dell'uso. S 56 Smaltire questo materiale e relativi contenitori in un punto di raccolta rifiuti pericolosi o speciali autorizzato. S 57 Usare contenitori adeguati per evitare l'inquinamento ambientale. S 59 Richiedere informazioni al produttore/fornitore per il recupero/riciclaggio. S 60 Questo materiale e il suo contenitore devono essere smaltiti come rifiuti pericolosi.

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 13 PRESENZA DI RISCHI CHIMICI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7001.05 Pag. 12

S 61 Non disperdere nell'ambiente. Riferirsi alle istruzioni speciali schede informative in materia di sicurezza. S 62 Non provocare il vomito: consultare immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o l'etichetta. S 63 In caso di incidente per inalazione, allontanare l’infortunato dalla zona contaminata e mantenerlo a riposo S 64 In caso di ingestione sciacquare la bocca con acqua (solamente se l’infortunato è cosciente).

COMBINAZIONI DEI CONSIGLI DI PRUDENZA S S 1/2 Conservare sotto chiave e fuori della portata dei bambini. S 3/7 Tenere il recipiente ben chiuso in luogo fresco. S 3/9/14 Conservare in luogo fresco e ben ventilato lontano da... (materiali incompatibili da precisare da parte del fabbricante). S 3/9/14/49 Conservare soltanto nel contenitore originale in luogo fresco e ben ventilato lontano da... (materiali incompatibili da precisare da parte del fabbricante). S 3/9/49 Conservare soltanto nel contenitore originale in luogo fresco e ben ventilato. S 3/14 Conservare in luogo fresco lontano da... (materiali incompatibili da precisare da parte del fabbricante). S 7/8 Conservare il recipiente ben chiuso e al riparo dall'umidità. S 7/9 Tenere il recipiente ben chiuso e in luogo ben ventilato. S 7/47 Tenere il recipiente ben chiuso e a temperatura non superiore a... °C (da precisare da parte del fabbricante). S 20/21 Non mangiare, nè bere, nè fumare durante l'impiego. S 24/25 Evitare il contatto con gli occhi e con la pelle. S 29/56 Non gettare i residui nelle fognature. S 36/37 Usare indumenti protettivi e guanti adatti.

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 13 PRESENZA DI RISCHI CHIMICI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7001.05 Pag. 13

S 36/37/39 Usare indumenti protettivi e guanti adatti e proteggersi gli occhi/la faccia. S 36/39 Usare indumenti protettivi adatti e proteggersi gli occhi/la faccia. S 37/39 Usare guanti adatti e proteggersi gli occhi/la faccia. S 47/49 Conservare soltanto nel contenitore originale a temperatura non superiore a...째C (da precisare da parte del fabbricante). S 47/49 Conservare soltanto nel contenitore originale a temperatura non superiore a...째C (da precisare da parte del fabbricante).

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7001.05

SEZIONE 13

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PRESENZA DI RISCHI CHIMICI

I laboratori di ricerca rappresentano un contesto lavorativo particolarmente esposto al rischio chimico per la presenza di agenti chimici diversi, utilizzati spesso in miscela tra loro anche se comunemente a bassi dosaggi. Mentre per l'esposizione acuta e/o ad alte dosi gli effetti sulla salute sono conosciuti, quelli da esposizione ad agenti multipli e a basse dosi sono ancora oggetto di studio. L'adozione di buone prassi in laboratorio rappresenta l'elemento base per ottenere un ambiente realmente salubre e sicuro. Per questo è importante che gli operatori abbiano delle conoscenze approfondite sulle sostanze che manipolano e sull'ambiente in cui lavorano. Il laboratorio, pur se frequentato da

professionisti

ad

alta

preparazione

specifica,

diventa

spesso

contesto

di

apprendimento, aperto alla frequentazione di personale in formazione che necessita di preparazione

specifica

anche

rispetto

alle

norme

di

sicurezza.

Nel manuale del Sistema di Gestione della Sicurezza della Fondazione Filarete - Filarete Servizi il documento GDR.6-029 registra tutte le sostanze approvate ed acquistabili dalle piattaforme di lavoro operanti nel complesso di viale Ortles 22/4. Il registro contiene le informazioni necessarie per l’identificazione:

del prodotto, degli

utilizzatori, dei rischi associati al suo utilizzo, del consumo e dei tempi di esposizione, dei DPI collettivi e personali utilizzati per la sua manipolazione.

Sempre attraverso il manuale del Sistema di Gestione della Sicurezza della Fondazione Filarete - Filarete Servizi con il documento RPS.7-001.04: Procedura Generale di Autovalutazione dei rischi, gli operatori sono informati di quali sostanze, anche come prodotti o sottoprodotti di reazioni, costituendo un rischio per la salute dei lavoratori vanno segnalate al Servizio di Prevenzione e Protezione e l’utilizzo delle sostanze stesse o l’effettuazione dei processi che le coinvolgono vanno approvati preventivamente.

I rischi residuali derivanti da agenti chimici pericolosi non eliminabili sono stati ridotti al minimo mediante le seguenti misure:

a) Procedure organizzative: GDR.6-100.10 “Norme comportamentali per i laboratori chimici”; GDR.6-109 “Procedura pulizia, disinfezione, sanificazione e sterilizzazione delle

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Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 13 PRESENZA DI RISCHI CHIMICI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7001.05 Pag. 15

aree di laboratorio”; GDR.6-110 “Procedura per utilizzo servizi igienici ed utilizzo altri spazi comuni”; GDR.6-100.12 “Procedura di gestione dei rifiuti” b) Predisposizione di DPI collettivi (es. Cappe aspiranti filtrate e Cappe a flusso laminare GDR.6-024.01) e DPI personali (GDR.6-010 e GDR.6-011); c) laboratori dedicati, lavorazioni separate con personale istruito e formato; d) presenza di dispositivi (es. estintori e idranti GDR.6-025.02) e procedure

per la

gestione delle emergenze (GDR.6-021 “Piano Emergenza ed Evacuazione e Norme Comportamentali”). e) misure igieniche adeguate.

Nella procedura GDR.6-100.10 “Norme comportamentali per i laboratori chimici” sono descritti i principi generali da seguire al fine di ridurre al minimo la probabilità di incidenti ed eventi espositivi dannosi; le manovre corrette di Primo Soccorso da adottare nel caso di incidenti a seguito di contatto e/o versamenti accidentali di sostanze chimiche; le giuste procedure per lo stoccaggio e la manipolazione in sicurezza dei prodotti chimici e delle bombole di gas compresso presenti nei laboratori. Per facilitare la conoscenza delle caratteristiche di pericolosità delle sostanze e dei preparati manipolati, sono descritte le modalità per reperire le informazioni necessarie, con speciale attenzione alla comprensione dei simboli e delle sigle in etichetta e alla lettura delle schede di sicurezza. È stato inserito un paragrafo informativo anche sui dispositivi di protezione individuale con indicazioni sulla loro opportuna scelta rispetto alle caratteristiche chimiche e chimicofisiche dei prodotti utilizzati

Come meglio dettagliato nello specifico documento RPS.7-013.01 “Valutazione del rischio chimico (relazione)”, vista l’assenza di sostanze vietate (allegato XL del Dl 81), visti i quantitativi utilizzati e i livelli di esposizione media ponderata nel tempo, viste le procedure di gestione delle attività di laboratorio GDR.6-100.10, visti i DPI collettivi e personali utilizzati la probabilità che si raggiunga il potenziale nocivo nelle condizioni di utilizzazione è basso.

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Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

Documento: RPS.7001.05

SEZIONE 13

Pag. 16

PRESENZA DI RISCHI CHIMICI

MANSIONI/GRUPPI COINVOLTI LIVELLO DI RISCHIO [Probabilità (P) x Gravità/Magnitudo (M)]

Macro-processo: FIL-7

PIATTAFORME

1x3=3

BASSO

Si richiede la verifica semestrale del corretto funzionamento dei DPI collettivi, Si richiede una costante sorveglianza delle procedure che riducono sostanzialmente la probabilità del rischio esistente di nuocere alla salute Si richiede un costante approfondimento della pericolosità degli eventuali prodotti o sottoprodotti di reazione

Emiss.1

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Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 14 PRESENZA DI CANCEROGENI E MUTAGENI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05 Pag. 1

La Valutazione del rischio dovuto ad agenti cancerogeni e mutageni si applica a tutte quelle attività nelle quali i lavoratori sono o possono essere esposti ad agenti cancerogeni o mutageni durante lo svolgimento della loro attività lavorativa. Il D.Lgs. 81/2008 titolo IX capo II definisce quali sono gli agenti cancerogeni e gli agenti mutageni.

In presenza di tali sostanze sarà necessario eseguire una valutazione dei rischi che tenga conto in particolare di: •

caratteristiche delle lavorazioni (durata, frequenza …)

quantitativi degli agenti cancerogeni e mutageni e loro concentrazione

capacità degli agenti cancerogeni e mutageni di penetrare nell’organismo per diverse vie di assorbimento

All’esito della Valutazione in questione: •

si adottano misure finalizzate a evitare o ridurre l’utilizzo di tali sostanze

si adottano misure finalizzate a mantenere isolate e pulite le zone di utilizzo di tali sostanze

i lavoratori vengono sottoposti a sorveglianza sanitaria

viene assicurata l’informazione e la formazione dei lavoratori

il Datore di Lavoro provvede all’iscrizione dei lavoratori in questione in idoneo registro degli esposti e ne cura la tenuta e l’aggiornamento tramite del Medico Competente

L’azienda non svolge alcuno dei processi elencati nell’allegato XLII del D. Lgs. 81/2008.

I lavoratori sono potenzialmente esposti ad agenti classificati come cancerogeni o mutageni di categoria 1 e 2, ai sensi del D. Lgs. 52/1997 e del D. Lgs. 65/2003.

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DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 14 PRESENZA DI CANCEROGENI E MUTAGENI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05 Pag. 2

Nel manuale del Sistema di Gestione della Sicurezza della Fondazione Filarete – Filarete Servizi il documento GDR.6-029 registra tutte le sostanze approvate ed acquistabili dalle piattaforme di lavoro operanti nel complesso di viale Ortles 22/4. Il registro contiene le informazioni necessarie per l’identificazione:

del prodotto, degli

utilizzatori, dei rischi associati al suo utilizzo, del consumo e dei tempi di esposizione, dei DPI collettivi e personali utilizzati per la sua manipolazione.

Sempre attraverso il manuale del Sistema di Gestione della Sicurezza della Fondazione Filarete – Filarete Servizi con il documento RPS.7-001.04 : Procedura Generale di Autovalutazione dei rischi , gli operatori sono informati di quali sostanze, anche come prodotti o sottoprodotti di reazioni, costituendo un rischio per la salute dei lavoratori vanno segnalate al Servizio di Prevenzione e Protezione ed l’utilizzo delle sostanze stesse o l’effettuazione dei processi che le coinvolgono vanno approvati preventivamente.

I rischi residuali derivanti da agenti cancerogeni o mutageni non eliminabili sono stati ridotti al minimo mediante le seguenti misure:

a) Procedure organizzative: GDR.6-100.10 “Norme comportamentali per i laboratori chimici”; GDR.6-109 “Procedura pulizia, disinfezione, sanificazione e sterilizzazione delle aree di laboratorio”; GDR.6-110 “Procedura per utilizzo servizi igienici ed utilizzo altri spazi comuni”; GDR.6-100.12 “Procedura di gestione dei rifiuti”; b) Procedura di Gestione Acquisti sostanze tossiche e nocive per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro GDR.6-104.01; c) Predisposizione di DPI collettivi (es. Cappe aspiranti filtrate e Cappe a flusso laminare GDR.6-024.01) e DPI personali (GDR.6-010 e GDR.6-011); d) laboratori dedicati, lavorazioni separate con personale istruito e formato; e) presenza di dispositivi (es. estintori e idranti GDR.6-025.02) e procedure per la gestione delle emergenze (GDR.6-021 “Piano Emergenza ed Evacuazione e Norme Comportamentali”); f) misure igieniche adeguate.

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Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 14 PRESENZA DI CANCEROGENI E MUTAGENI

Pag. 3

Come ulteriormente descritto nello specifico documento “Valutazione dei Rischi da Agenti Cancerogeni e Mutageni” RPS.7-014.00, visti i quantitativi utilizzati e i livelli di esposizione media ponderata nel tempo, viste le procedure di gestione delle attività di laboratorio GDR.6-100.10 “Norme comportamentali per i laboratori chimici”, visti i DPI collettivi e personali utilizzati, la probabilità che si raggiunga il potenziale nocivo nelle condizioni di utilizzazione è basso.

MANSIONI/GRUPPI COINVOLTI LIVELLO DI RISCHIO [Probabilità (P) x Gravità/Magnitudo (M)]

PIATTAFORME

1x3=3

BASSO

Si richiede la verifica semestrale del corretto funzionamento dei DPI collettivi. Si richiede una costante sorveglianza delle procedure che riducono sostanzialmente la probabilità del rischio esistente di nuocere alla salute. Si richiede un costante approfondimento della pericolosità degli eventuali prodotti o sottoprodotti di reazione.

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Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 15 ESPOSIZIONE AD AMIANTO

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05 Pag. 1

Il D. Lgs. 81/2008 titolo IX capo III prescrive l’obbligo per il datore di lavoro di valutare il rischio da esposizione ad amianto per i lavoratori. Questo obbligo si applica alle attività citate dall’Art. 246: • manutenzione di manufatti contenenti amianto; • rimozione dell’amianto o di materiali contenenti amianto; • smaltimento e trattamento dei rifiuti contenenti amianto; • bonifica delle aree contaminate da amianto. L’azienda non svolge attività lavorative che possono comportare il rischio di esposizione ad amianto (manutenzione, rimozione dell’amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, bonifica delle aree interessate). Le coperture degli edifici aziendali non presentano materiali contenenti amianto. Si può quindi ragionevolmente dichiarare che i rischi derivanti dall’esposizione ad amianto sono ASSENTI.

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Data:08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 16 PRESENZA DI RISCHI BIOLOGICI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05 Pag. 1

La Valutazione del rischio dovuto ad agenti biologici si applica a tutte quelle attività nelle quali i lavoratori sono o possono essere esposti ad agenti biologici, microrganismi e contatti con colture cellulari durante lo svolgimento della loro attività lavorativa.

Il D. Lgs. 81/2008 titolo X classifica gli agenti biologici in 4 gruppi. Se l’agente biologico rientra nei gruppi 3 o 4 si deve dare comunicazione all’organo di vigilanza territorialmente competente almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori. Se l’agente biologico appartiene al gruppo 4 oltre alla suddetta comunicazione il datore di lavoro deve munirsi di autorizzazione del Ministero della Sanità. In presenza di tali sostanze è necessario: • eseguire una valutazione dei rischi • sottoporre i lavoratori a sorveglianza sanitaria • assicurare l’informazione e la formazione dei lavoratori • provvedere all’iscrizione dei lavoratori in questione in idoneo registro degli esposti e curarne la tenuta e l’aggiornamento tramite il Medico Competente

Trasporto campioni biologici I campioni biologici vanno trasportati in contenitori rigidi di plastica o di metallo, che presentino al loro interno appositi scomparti o supporti utili a mantenerli in posizione verticale. Le provette/contenitori usati dovrebbero essere di materiale plastico e con tappo ermetico, in modo da evitare perdite o rotture accidentali. Occorre inoltre controllare sempre che all’esterno delle provette non vi siano residui di materiale organico, per non creare ulteriori rischi di infezione nel personale addetto al laboratorio. Le “carte” di accompagnamento dei campioni non devono essere d’intralcio alla loro manipolazione; sarebbe opportuno che venissero trasportate a parte. Infine, si dovrà provvedere periodicamente al lavaggio e alla disinfezione dei contenitori e dei supporti usati per le provette.

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DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 16 PRESENZA DI RISCHI BIOLOGICI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05 Pag. 2

Smaltimento rifiuti speciali La procedura di smaltimento dei rifiuti speciali prevede diverse fasi di attenzione e coinvolgimento responsabile degli operatori (GDR.6-100.12 “Procedura di gestione dei rifiuti”): •

la predisposizione logistica dei contenitori nelle immediate vicinanze del posto di lavoro

l’uso appropriato dei diversi contenitori suddivisi in rifiuti urbani, speciali e speciali taglienti

la decontaminazione dei rifiuti speciali prima della chiusura del contenitore usando preferibilmente ipoclorito di sodio (candeggina)

lo stoccaggio degli scatoloni di cartone rigido, destinati al trasporto finale, in locali non accessibili al pubblico e preferibilmente areati

il rispetto delle modalità stabilite dalla normativa vigente ( tenuta del registro di carico e scarico, bolle di accompagnamento, schede descrittive dei prodotti da smaltire, ecc.)

la segnalazione tempestiva ai responsabili delle eventuali difficoltà di attuazione delle procedure previste.

Il Datore di Lavoro ha individuato le fasi del procedimento lavorativo che comportano il rischio di esposizione ad agenti biologici ed in particolare: tutte le piattaforme hanno partecipato alla mappatura delle sostanze biologiche presenti, ogni nuova sostanza deve essere segnalata preventivamente alla sua deliberata introduzione nell’edificio. Ogni lavoratore esposto è stato informato del rischio specifico e delle procedure esistenti, pertanto : •

adotta procedure lavorative idonee al contenimento del rischio;

adotta misure di protezione individuali qualora non sia possibile evitare altrimenti l’esposizione;

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Data:08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 16 PRESENZA DI RISCHI BIOLOGICI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05 Pag. 3

risponde a idonee procedure per prelevare, manipolare e trasportare campioni di materiale biologico;

utilizza le procedure di intervento per affrontare gli infortuni;

dispone dei mezzi necessari per la raccolta, l’immagazzinamento e lo smaltimento dei rifiuti in condizioni di sicurezza.

Nel manuale del Sistema di Gestione della Sicurezza della Fondazione Filarete – Filarete Servizi il documento GDR.6-028 “Registro Agenti Biologici” registra tutte le sostanze biologiche presenti nel complesso di viale Ortles 22/4. Il registro contiene le informazioni necessarie per l’identificazione:

delle sostanze

biologiche presenti, degli utilizzatori o dei potenziali soggetti che potrebbero venire a contatto, dei rischi associati al loro utilizzo, dei quantitativi presenti e dei tempi di rischio di esposizione, dei DPI collettivi e personali utilizzati per la loro manipolazione.

Sempre attraverso il manuale del Sistema di Gestione della Sicurezza della Fondazione Filarete – Filarete Servizi con il documento RPS.7-001.04 “Procedura Generale di Autovalutazione dei rischi”, gli operatori sono informati di quali sostanze, anche come prodotti o sottoprodotti di lavorazioni, costituendo un rischio per la salute dei lavoratori vanno segnalate al Servizio di Prevenzione e Protezione e l’utilizzo delle sostanze stesse o l’effettuazione dei processi che le coinvolgono vanno approvati preventivamente.

I rischi residuali derivanti da esposizione ad agenti biologici non eliminabili sono stati ulteriormente ridotti al minimo mediante le seguenti misure:

a) Procedure organizzative: GDR.6-100.11 “Norme comportamentali per i laboratori biologici”; GDR.6-109 “Procedura pulizia, disinfezione, sanificazione e sterilizzazione delle aree di laboratorio”; GDR.6-110 “Procedura per utilizzo servizi igienici ed utilizzo altri spazi comuni”; GDR.6-100.12 “Procedura di gestione dei rifiuti” b) Predisposizione di DPI collettivi (es. Cappe aspiranti filtrate e Cappe a flusso laminare GDR.6-024.01) e DPI personali (GDR.6-010 e GDR.6-011); Emiss.1

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Data:08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 16

Pag. 4

PRESENZA DI RISCHI BIOLOGICI

c) laboratori dedicati, lavorazioni separate con personale istruito e formato; d) presenza di dispositivi (es. estintori e idranti GDR.6-025.02) e procedure

per la

gestione delle emergenze (GDR.6-021 “Piano Emergenza ed Evacuazione e Norme Comportamentali”).

I lavoratori addetti alle attività per le quali si è evidenziato un rischio per la salute, si sottopongono ai controlli sanitari previsti nei loro confronti. Come meglio dettagliato nello specifico documento RPS.7-016 “Valutazione Rischio Biologico” non è prevista una deliberata intenzione nell’operare con agenti biologici, ma vi è solo un rischio di esposizione potenziale.

Vista l’assenza di sostanze appartenenti alle classi 3 e 4, visti i quantitativi utilizzati e i livelli di esposizione media ponderata nel tempo, viste le procedure di gestione delle attività di laboratorio, visti i DPI collettivi e personali utilizzati, la probabilità che si raggiunga il potenziale nocivo nelle condizioni di utilizzo è basso.

MANSIONI/GRUPPI COINVOLTI LIVELLO DI RISCHIO [Probabilità (P) x Gravità/Magnitudo (M)]

PIATTAFORME

1x3=3

BASSO

Si richiede la verifica del corretto funzionamento dei DPI collettivi. Si richiede una costante sorveglianza delle procedure che riducono sostanzialmente la probabilità del rischio esistente di nuocere alla salute. Si richiede un piano di sorveglianza sanitaria solo per individui suscettibili laddove fosse necessario.

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Data:08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 17 RISCHIO ESPLOSIONE

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05 Pag. 1

Come previsto dal D. Lgs. 81/2008 titolo XI si deve procedere alla valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori dovuti ad atmosfere esplosive. Per “atmosfera esplosiva” si intende: “una miscela con l’aria, a condizioni atmosferiche, di sostanze infiammabili allo stato di gas, vapori, nebbie o polveri in cui, dopo accensione, la combustione si propaga alla miscela incombusta”.

Il datore di lavoro deve cercare di prevenire la formazione di atmosfere esplosive, ma se la natura dell’attività non lo consente sarà necessario eseguire una valutazione dei rischi che tenga conto in particolare di: • probabilità e durata della presenza di atmosfere esplosive • probabilità che le fonti di accensione divengano attive ed efficaci • caratteristiche dell’impianto, sostanze utilizzate, processi e loro possibili interazioni • entità degli effetti prevedibili

Tra i materiali che sono in uso presso le piattaforme e/o che sono presenti in azienda, non vi sono polveri combustibili, ma vi sono alcune sostanze infiammabili.

Nel manuale del Sistema di Gestione della Sicurezza della Fondazione Filarete – Filarete Servizi il documento GDR.6-029 registra tutte le sostanze approvate ed acquistabili dalle piattaforme di lavoro operanti nel complesso di viale Ortles 22/4. Il registro contiene le informazioni necessarie per l’identificazione:

del prodotto, degli

utilizzatori, dei rischi associati al suo utilizzo, del consumo e dei tempi di esposizione, dei DPI collettivi e personali utilizzati per la sua manipolazione. Non si riscontra la presenza di sostanze che possano generare atmosfere esplosive; l’analisi dei rischi si è pertanto focalizzata sulle sostanze infiammabili.

Dal documento si possono separare tutte le sostanze infiammabili presenti, viste le quantità in uso e la procedura GDR.6-100.13 “Procedura gestione infiammabili” che norma la logistica di dette sostanze vietando i prelievi dai depositi infiammabili superiori ai

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 17

Pag. 2

RISCHIO ESPLOSIONE

quantitativi consumati giornalmente; si ritiene altamente improbabile la formazione di atmosfere esplosive all’interno dei luoghi di lavoro. Inoltre tale atmosfera verrebbe a crearsi per periodi di tempo limitati ed anche nella remota probabilità della presenza di un fattore d’innesco, dati gli esigui volumi e le predisposizioni nell’ambiente, il contenimento delle conseguenze è molto elevato.

I depositi di sostanze infiammabili sono gestiti con una logica di riduzione del rischio complessivo: si parte da un deposito centrale, a norma con tutte le disposizioni impartite dai VVF; il deposito è ubicato al piano terra dell’edificio n°1, attrezzato con armadi ventilati REI 120, dichiarato nel CPI e da questo si distribuiscono modesti quantitativi di infiammabili ai laboratori dove vengono stoccati in armadi REI 90.

Sono state infine adottate idonee misure al fine di ridurre ulteriormente la probabilità che intervenga una sorgente di innesco dell’improbabile atmosfera esplosiva: vi è divieto di fumare in tutto l’edificio; le lavorazioni che producono scintille (saldatura, rifinitura con smerigliatrici) si svolgono ben lontano dal deposito dei prodotti infiammabili; sono presenti impianti elettrici progettati ed installati in conformità alle leggi vigenti; le fiamme libere con scarso contenuto di combustibile, sono tenute comunque lontano dagli infiammabili.

Si rimanda anche alla scheda di valutazione del rischio specifico RPS.7-019.01.

MANSIONI/GRUPPI COINVOLTI LIVELLO DI RISCHIO [Probabilità (P) x Gravità/Magnitudo (M)]

PIATTAFORME

1x3=3

BASSO

Si propone di verificare che i pericoli potenziali siano sotto controllo.

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 18 RISCHIO INCENDIO

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05 Pag. 1

Come previsto dal DM 10/03/98 si deve effettuare la valutazione del rischio di incendio al fine di prendere provvedimenti necessari per salvaguardare la sicurezza dei lavoratori e delle altre persone presenti nel luogo di lavoro.

LIVELLO BASSO Si intendono a rischio di incendio basso i luoghi di lavoro o parte di essi, in cui sono presenti sostanze a basso tasso di infiammabilità e le condizioni locali e di esercizio offrono scarse possibilità di sviluppo di principi di incendio ed in cui, in caso di incendio, la probabilità di propagazione dello stesso è da ritenersi limitata. Rientrano in queste aree la zona degli uffici, l’auditorium le zone ristoro.

LIVELLO MEDIO Si intendono a rischio di incendio medio i luoghi di lavoro o parte di essi, in cui sono presenti sostanze infiammabili e/o condizioni locali e/o di esercizio che possono favorire lo sviluppo di incendi, ma nei quali, in caso di incendio, la probabilità di propagazione dello stesso è da ritenersi limitata. Rientrano in questa classe tutte le aree dei laboratori.

LIVELLO ALTO Si intendono a rischio di incendio elevato i luoghi di lavoro o parte di essi, in cui per presenza di sostanze altamente infiammabili e/o per le condizioni locali o di esercizio sussistono notevoli probabilità di sviluppo di incendi e nella fase iniziale sussistono forti probabilità di propagazione delle fiamme, ovvero non è possibile la classificazione come luogo a rischio di incendio basso o medio.

Non vi sono oggi aree per le quali non si possa attribuire un rischio di incendio medio. Comunque sia l’esito della Valutazione in questione si adottano misure finalizzate a: • ridurre le probabilità di insorgenza di un incendio; • tenere sgombre le vie di esodo e le uscite di emergenza; • realizzare le misure per una rapida segnalazione dell’incendio; Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 18

Pag. 2

RISCHIO INCENDIO

• assicurare i mezzi e le procedure per una rapida estinzione di un incendio; • garantire l’efficienza dei sistemi di protezione antincendio; • fornire ai lavoratori una adeguata informazione e formazione sui rischi di incendio. Il Datore di Lavoro assicura la formazione dei lavoratori addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze.

Fattori potenzialmente in grado di aumentare il rischio in caso d’incendio Pericolosità

Fattori Cartoni , bancali e legname da imballo

Materiali combustibili o infiammabili

Arredi in legno o altro materiale infiammabile Reagenti e Prodotti liquidi infiammabili Gas infiammabili

Sorgenti d’innesco

Presenza attrezzature elettriche nelle vicinanze di materiali combustibili / infiammabili Possibile presenza di attrezzature elettriche non installate e utilizzate secondo le norme di buona tecnica Eventuale sovraccarico delle prese

Persone esposte a rischio incendio

Presenza di scintille derivanti da molatura / smerigliatura Presenza dipendenti con mobilità, udito o vista ridotta Presenza di pubblico estraneo ai locali, e con possibile mobilità, udito o vista ridotta

Presenza nell’attività Modesti quantitativi x

Ubicazione (Locale) Piano Seminterrato Uffici e Laboratori

x

Laboratori

Modesti quantitativi

Laboratori

x

Uffici e Laboratori

x Occasionale

Uffici e laboratori

Misure adottabili per l’eliminazione o la riduzione dei pericoli di incendio Pericolosità

Misure

Ridurre al minimo indispensabile le giacenze di carta, cartone, legname Materiali combustibili o infiammabili

Sorgenti Emiss.1

Allontanare per quanto possibile tutto il materiale combustibile dalle fonti di innesco Effettuare manutenzione regolare e periodica dei dispositivi antincendio (estintori, idranti, manichette) Installare la segnaletica di Vietato Fumare e Rev.0

Data: 08/06/2010

Consigliata e applicabile per l’attività oggetto di studio

Ubicazione (Locale)

x

Uffici e Laboratori

x

Uffici e Laboratori

x

Uffici e Laboratori

x

Uffici e Laboratori Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 18

Pag. 3

RISCHIO INCENDIO

d’innesco

Persone esposte a rischio incendio

fare osservare il divieto di fumo in tutta l’azienda, ad eccezione delle aree preposte (designazione del Responsabile per il Divieto di Fumo) Vietare l’installazione e l’uso di stufe elettriche All’abbandono dei locali spegnere gli interruttori bipolari che alimentano le apparecchiature elettriche Non sovraccaricare le prese ed utilizzare solo cavi in ottime condizioni Verificare che gli impianti siano stati realizzati a norma Verificare ogni 2 anni la resistenza di terra Addestrare i lavoratori della squadra del Servizio Antincendio al trasporto di persone disabili ed incaricare lavoratori alla guida di persone con ridotta capacità sensoriale nel caso siano presenti Addestrare almeno 2 lavoratori della squadra del Servizio Antincendio al deflusso del pubblico verso l’esterno. Resta il fatto che tutti i lavoratori devono essere sensibilizzati a collaborare all’evacuazione. Predisporre il piano di evacuazione e effettuare l’esercitazione almeno una volta all’anno Verificare il funzionamento delle uscite di emergenza e mantenere le vie di esodo libere da ingombri

Macro-processo: FIL-7

x

Uffici e Laboratori

x (tranne eccezione)

Uffici e laboratori

x

Uffici e laboratori

x

Ufficio Tecnico

x

Ufficio Tecnico

x

Uffici e laboratori

x

Uffici e laboratori

x

x

Ufficio Tecnico

Verifica dell’adeguatezza delle Misure di Sicurezza Aspetto

RIDUZIONE DELLA PROBABILITA’ DI INCENDIO (art. 3 D.M. 10/03/98 punto a)

VIE DI ESODO (art. 3 D.M. 10/03/98 Emiss.1

Consigliata e applicabile / verificata

Verifica

Rev.0

Verificare la presenza, presso gli Uffici comunali competenti, della documentazione di progetto e relative certificazioni di conformità Verificare, entro 30 gg. Dalla messa in esercizio, la denuncia dell’impianto di messa a terra gli organi competenti Ogni 2 anni eseguire verifiche periodiche della messa a terra Eseguire costante manutenzione sulle apparecchiature elettriche secondo le indicazioni del costruttore e sugli impianti di riscaldamento, ventilazione, condizionamento, etc. Segnalare valvola di sezionamento gas metano Installare e segnalare pulsante di sgancio tensione Lasciare visibili i quadri elettrici, non nasconderli dietro calendari, locandine, etc. Istituire un sistema di controllo che garantisca la chiusura della porta REI oppure installare un dispositivo di ritenuta della porta collegato all’impianto antincendio esistente All’abbandono dei locali spegnere interruttori bipolari che alimentano le apparecchiature elettriche Tutte le uscite aprono in direzione dell’esodo e a semplice spinta Data: 08/06/2010

V V x x x x x x x x

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 18 RISCHIO INCENDIO

punto b)

SEGNALAZIONE INCENDIO (art. 3 D.M. 10/03/98 punto c)

MEZZI ED IMPIANTI DI SPEGNIMENTO (art. 3 D.M. 10/03/98 punto d) SORVEGLIANZA, CONTROLLO, MANUTENZIONE (art. 3 D.M. 10/03/98 punto e) INFORMAZIONE, FORMAZIONE AI LAVORATORI (art. 3 D.M. 10/03/98 punto f)

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05 Pag. 4

Tutte le uscite devono essere agibili e fruibili integrare segnaletica di sicurezza installare dispositivi che non consentano il parcheggio di veicoli vicino alle uscite di emergenza l’edificio è dotato di sistema di rilevazione incendio a comando manuale ed automatico collegato a dispositivi di avvertimento ottici ed acustici installare segnaletica indicante i pulsanti manuali di rilevazione incendi installare almeno un sistema di allarme elettrico a comando manuale realizzato secondo la normativa sono presenti estintori portatili che proteggono in modo sufficiente la superficie dei locali è presente un impianto idrico antincendio dotato di idranti a muro con tubazione flessibile e lancia e attacco autopompa vigili del fuoco nel cortile è presente impianto di spegnimento automatico con estinguente a gas argonite

x x

è presente apposito registro dei controlli antincendio

x

il livello di formazione dei lavoratori presenti nell’edificio riferito ai contenuti dell’allegato IX del D.M. 10/03/98 è buono

x

x x x x x x

A seguito delle rilevazioni effettuate si valuta il Rischio da Incendio: Medio Si rimanda allo specifico documento RPS.7-005.01 “Rischio Incendio – relazione” allegato alla richiesta di CPI, al paragrafo 6.1 “Classificazione del Rischio”. Tutti gli accorgimenti progettuali sono stati realizzati, tutti i dispositivi di protezione sono stati certificati, le vie di fuga sono sgombre ed è in essere la procedura di gestione delle emergenze e dell’evacuazione dell’edificio (GDR.6-021). Le prove annuali di evacuazione avvengo con regolarità e sono registrate nel documento (GDR.6-021.01 “Registro Esercitazioni pratiche di Evacuazione”).

Il danno potenziale resta comunque alto ed aumentato dalla presenza di molti agenti chimici, anche se in quantità modeste, e molte sostanze a rischio.

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 18

Pag. 5

RISCHIO INCENDIO

MANSIONI/GRUPPI COINVOLTI LIVELLO DI RISCHIO [Probabilità (P) x Gravità/Magnitudo (M)]

Macro-processo: FIL-7

TUTTI

2x3=6

MEDIO

Si propone di individuare e programmare miglioramenti con interventi di protezione e prevenzione per ridurre prevalentemente la probabilità.

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 19

Pag. 1

RISCHIO MICROCLIMA

Tutti i locali sono climatizzati. L’umidità relativa è tale da evitare la formazione di nebbie e di condense. Le finestre e le pareti vetrate sono tali da evitare uno scambio termico elevato. La temperatura dei locali è compresa tra 18 e 22 °C d’inverno e comunque inferiore a 28 °C d’estate. Il tasso di umidità nel periodo estivo viene contenuto.

Si rimanda alla relazione microclima e relative prove aerauliche (RPS.7-002.01 “Valutazione Ambiente e Microclima”).

MANSIONI/GRUPPI COINVOLTI LIVELLO DI RISCHIO [Probabilità (P) x Gravità/Magnitudo (M)]

TUTTI

1x2=2

BASSO

Si propone di verificare che i pericoli potenziali siano sotto controllo (particolari situazioni di lavoro in camere fredde)

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Macro-processo: FIL-7 SEZIONE 20 RISCHIO IMPRESE ESTERNE

Documento: RPS.7-001.05 Pag. 1

Ogni lavoratore di un’impresa Appaltatrice è sottoposto ad un rischio quando presta la sua opera presso l’azienda Committente; a sua volta un lavoratore della ditta Committente è sottoposto ad un rischio causato dalla presenza del lavoratore di quella Appaltatrice. L’intersezione delle attività di Committente/Appaltatrice è il Rischio da Interferenza, che deve essere opportunamente valutato. Il D.U.V.R.I., Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali, indica le misure adottate per eliminare, e laddove non possibile, governare i rischi per la sicurezza e la salute delle persone generati dalle interferenze tra l’attività del Committente e quella del Fornitore d’opera (l’Appaltatore), ai sensi dell’ art. 26, comma 3, del Decreto Legislativo 81/2008. Tale documento costituisce parte integrante e sostanziale del contratto di Appalto a cui è allegato. L’obiettivo del D.U.V.R.I. è quello di valutare tutti i rischi di interferenza che derivano dallo svolgimento delle attività all’interno di un contesto nel quale si trovano ad operare altre imprese oltre alla Committente stessa. Casi tipici di attività “terziarizzate” o in appalto in cui il D.U.V.R.I. deve essere redatto ed allegato al contratto sono: •

Pulizie aziendali

Servizio manutenzione periodica estintori

Servizio manutenzione periodica impianti termici/elettrici

Servizio consegna gas tecnici

Servizio manutenzione e rifornimento distributori automatici bevande

Servizio di facchinaggio

Servizio di manutenzione ascensori e montacarichi

ecc.

Si precisa che redigere il D.U.V.R.I. non significa “scambiarsi” i documenti di valutazione del rischio, ma crearne uno sinergicamente in modo che vengano evidenziati le Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Macro-processo: FIL-7 SEZIONE 20 RISCHIO IMPRESE ESTERNE

Documento: RPS.7-001.05 Pag. 2

tempistiche, la fasi interferenti e le azioni correttive da attuare per il miglioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro nel contratto di appalto. Il processo e i criteri di valutazione dei rischi tengono conto delle normative italiane e comunitarie, delle linee guida Stato-Regioni, delle circolari regionali, delle indicazioni dell’ISPESL, INAIL, ecc.

L’intervento di analisi dei rischi relativi alle attività svolte dai dipendenti del Committente e del personale dell’Appaltatore, si attiva seguendo un duplice obiettivo: •

valutare i rischi connessi all’ambiente di lavoro ove gli stessi operano;

valutare i rischi propri di ogni singola Qualifica/Mansione. La sovrapposizione di questi due aspetti rappresenterà la reale situazione di rischio cui sono soggetti gli addetti durante lo svolgimento delle loro attività nei vari luoghi di lavoro.

In ultima analisi la Valutazione del Rischio da Interferenza spetta al Datore di Lavoro dell’impresa committente; egli avrà l’obbligo di informare la ditta in appalto in merito ai possibili rischi nella propria attività, valutati e sintetizzati dal presente Documento di Valutazione dei Rischi. A sua volta quest’ultima dovrà informare la committente in merito a tutti i rischi che può arrecare la sua prestazione d’opera.

L’azienda ha predisposto un generico Documento Unico di Valutazione dei Rischi di Interferenza (GDR.6-015 “Documento di Coordinazione e Coordinamento DUVRI”) che sarà completato a cura dei datori di lavoro coinvolti, mediante l’analisi dei rischi specifici e cumulati come da documento RPS.7-020.01 “Modello DUVRI.

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 20

Pag. 3

RISCHIO IMPRESE ESTERNE

MANSIONI/GRUPPI COINVOLTI LIVELLO DI RISCHIO [Probabilità (P) x Gravità/Magnitudo (M)]

TUTTI

1x3=3

BASSO

Si raccomanda la verifica della compilazione del DUVRI per ogni contratto.

Emiss.1

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Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 21

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

LAVORI NEI CASSONI AD ARIA COMPRESSA Pag. 1

Non sono previste, vista la tipologia di attività svolta, lavorazioni all’interno di cassoni ad aria compressa. Si può quindi ragionevolmente dichiarare che i rischi ad esse associati sono di fatto ASSENTI.

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 22 LAVORI EDILI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05 Pag. 1

Non sono previste, vista la tipologia di attività svolta, lavorazioni in cantieri temporanei o mobili. L’eventuale presenza di cantieri è unicamente legata ad interventi di manutenzione straordinaria o ampliamenti effettuati da ditte esterne, è normata nei contratti appalto (GDR.6-101 “Procedura di gestione appalti”) ed i rischi eventualmente presenti sono gestiti mediante il DUVRI (vedi sezione 20). Si può quindi ragionevolmente dichiarare che i rischi associati agli eventuali lavori edili sono considerati in altre sezioni.

Emiss.1

Rev.0

Data:08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 23

Pag. 1

LAVORI IN QUOTA

Non sono previste lavorazioni a quote superiori a 2 metri. Comunque, le scale portatili presenti sono a norma e periodicamente ispezionate dal personale tecnico.

Le scale portatili in uso sono conformi alla norma UNI EN 131, in buono stato di conservazione e con dispositivi antisdrucciolo (di base e di testa); per la verifica della conformità e del corretto utilizzo si rimanda alla procedura RPS.7-100.05 “Procedura utilizzo in sicurezza Scale Portatili”. I lavoratori sono consapevoli di dover appoggiare la scala su supporto resistente, stabile ed orizzontale, di appoggiarla in modo tale che essa sporga a sufficienza oltre il livello di accesso e che vi sia un secondo lavoratore che ne assicuri la stabilità al piede.

MANSIONI/GRUPPI COINVOLTI LIVELLO DI RISCHIO [Probabilità (P) x Gravità/Magnitudo (M)]

TUTTI

1x3=3

BASSO

Si propone di verificare che i pericoli potenziali siano sotto controllo

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 24 TUTELA E SOSTEGNO DELLA MATERNITÀ E

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05 Pag. 1

PATERNITÀ

Campo di applicazione della tutela Le norme legislative con le quali è stata disposta una particolare tutela delle lavoratrici madri si applicano a tutte le lavoratrici, comprese le apprendiste, che prestano la loro opera alle dipendenze di privati datori di lavoro e dalle società cooperative anche se socie di queste ultime. Tutto ciò salve, in ogni caso, le eventuali condizioni di maggior favore stabilite da leggi, regolamenti, contratti e ogni altra disposizione.

Tutela delle lavoratrici madri in genere Le condizioni di lavoro devono consentire alla donna lavoratrice l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale e adeguata protezione. Nei periodi di gravidanza e puerperio la lavoratrice pertanto: • è legittimata ad assentarsi dal lavoro, con diritto alla conservazione del posto, per un periodo stabilito dalle leggi, dalla contrattazione collettiva, dagli usi o secondo equità; • ha diritto ad un trattamento economico previdenziale a carico dell’INPS (generalmente anticipato dal datore di lavoro) ovvero, in mancanza o ad integrazione dello stesso, a trattamenti retributivi previsti dalla contrattazione collettiva; • ha diritto al computo del periodo di assenza per le cause anzidette nell’anzianità di servizio.

Divieto di adibire le lavoratrici a lavori pericolosi, faticosi ed insalubri Durante il periodo di gestazione e fino a sette mesi dopo il parto, è vietato adibire le lavoratrici al trasporto, sia a braccia che a spalle, sia con carretti a ruote su strade o su guida, e al sollevamento dei pesi, compreso il carico e scarico e ogni altra operazione connessa. E’ inoltre vietato adibire le lavoratrici ai lavori pericolosi, faticosi o insalubri, fra i quali i lavori: Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 24 TUTELA E SOSTEGNO DELLA MATERNITÀ E

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05 Pag. 2

PATERNITÀ

indicati nella tabella allegata al D.P.R. n. 303/1956 (tabella delle lavorazioni industriali che espongono a sostanze nocive);

che comportano l’esposizione alle radiazioni ionizzanti di cui all’art. 69 del D.Lgs. n. 230/1995;

agricoli, che implicano la manipolazione e l’uso di sostanze tossiche o altrimenti nocive nella concimazione del terreno e nella cura del bestiame;

Nei casi precedenti, gli obblighi a carico del datore di lavoro derivanti dalle norme di tutela fisica diventano operativi solo dopo la presentazione del certificato medico di gravidanza. Tale certificato deve essere presentato il più presto possibile, senza che, tuttavia, eventuali ritardi comportino per la lavoratrice la perdita dei relativi diritti.

Valutazione dei rischi specifica alle gestanti

Valutare i rischi per la sicurezza e la salute delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento fino a sette mesi dopo il parto, e valutare in particolare i rischi di esposizione ad agenti fisici, chimici o biologici, processi o condizioni di lavoro di seguito esposte:

1. Agenti fisici Agenti fisici, allorché vengono considerati come agenti che comportano lesioni del feto e/o rischiano di provocare il distacco della placenta, in particolare: a) colpi, vibrazioni meccaniche o movimenti; b) movimentazioni manuale di carichi pesanti che comportano rischi; c) rumore; d) radiazioni ionizzanti; e) radiazioni non ionizzanti; f) sollecitazioni termiche;

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 24 TUTELA E SOSTEGNO DELLA MATERNITÀ E

Pag. 3

PATERNITÀ

g) movimenti e posizioni di lavoro, spostamenti, sia all’interno sia all’esterno dello stabilimento, fatica mentale fisica e altri disagi fisici connessi all’attività svolta dalle lavoratrici di cui all’articolo 1.

2. Agenti biologici Agenti biologici dei gruppi di rischio da 2 a 4 ai sensi dell’allegato XVLI del D.Lgs. 81/2008, nella misura in cui sia noto che tali agenti o le terapie che essi rendono necessarie mettono in pericolo la salute delle gestanti e del nascituro,

empreché non figurino ancora

nell’allegato II.

3. Agenti chimici Gli agenti chimici seguenti, nella misura in cui sia noto che mettono in pericolo la salute delle gestanti e del nascituro, purché non figurino ancora nell’allegato II: a) sostanze etichettate R 40; R 45; R 46 e R 47 ai sensi della direttiva n. 67/548/CEE, purché non figurino ancora nell’allegato II; b) agenti chimici che figurano nell’allegato XXXVIII del decreto legislativo 81/2008; c) mercurio e suoi derivanti; d) medicamenti antimicotici; e) monossido di carbonio; f) agenti chimici pericolosi di comprovato assorbimento cutaneo. Variazione di mansioni Durante il periodo di gestazione e fino a 7 mesi dopo il parto le lavoratrici possono essere addette ad altre mansioni rispetto a quelle ordinariamente svolte. Lo spostamento ad altre mansioni può essere altresì disposto per quelle lavoratrici che, a giudizio dell’Ispettorato del lavoro, prestano la loro opera in condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli per la loro salute. Tale spostamento può essere disposto dall’Ispettorato del lavoro sia di propria iniziativa che su istanza della lavoratrice, con provvedimento definitivo. Il periodo per il quale è prevista la possibilità di spostamento ad altre mansioni può essere frazionato in periodi minori anche rinnovabili su disposizione dell’Ispettorato del lavoro. Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 24 TUTELA E SOSTEGNO DELLA MATERNITÀ E

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05 Pag. 4

PATERNITÀ

L’Ispettorato del lavoro può ritenere che sussistano condizioni ambientali sfavorevoli anche qualora vi sia pericolo di contagio derivante alla lavoratrice dai contatti di lavoro con il pubblico o con particolari strati di popolazione, specie in periodo di epidemia. Le lavoratrici adibite a mansioni inferiori a quelle abituali conservano la retribuzione corrispondente alle mansioni precedentemente svolte e la qualifica originale.

Misure di sicurezza Obbligo di informazione: l’obbligo di informazione di cui all’art. 36 e 37 del D.Lgs. n. 81/2008 comprende quello di informare le lavoratrici e i loro rappresentanti per la sicurezza dei risultati della valutazione dei rischi che le riguardano e sulle conseguenti misure di protezione e prevenzione.

Misure di prevenzione Qualora i risultati della valutazione dei rischi rivelino un rischio per la salute e la sicurezza delle lavoratrici gestanti, puerpere e in allattamento fino al settimo mese, il datore di lavoro adotta le misure necessarie affinché l’esposizione al rischio delle lavoratrici sia evitata, modificandone temporaneamente le condizioni o l’orario di lavoro.

Permessi per lavoratrici gestanti Le lavoratrici gestanti hanno diritto a permessi retribuiti per l’effettuazione di esami prenatali, accertamenti clinici ovvero visite mediche specialistiche, nel caso in cui questi debbono essere eseguiti durante l’orario di lavoro. Per la fruizione dei permessi in parola le lavoratrici devono presentare al datore di lavoro apposita istanza e, successivamente, la relativa documentazione giustificativa attestante la data e l’orario di effettuazione degli esami.

Per una tutela adeguata dei diritti della maternità e della paternità, ai lavoratori sono concessi periodi di assenza dal lavoro secondo quanto stabilito dalla normativa vigente (D.Lgs.151/01 e Legge 53/2000).

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 24 TUTELA E SOSTEGNO DELLA MATERNITÀ E

Pag. 5

PATERNITÀ

Vista la presenza di sostanze pericolose per la salute della gestante, la maternità non dichiarata può essere in Fondazione Filarete e Filarete Servizi elemento di rischio. La legge non obbliga la gestante a comunicare la sua condizione al DDdL; tuttavia, visti i rischi per la salute è obbligata a dichiarare lo stato di gestante al Medico Competente, non appena noto.

MANSIONI/GRUPPI COINVOLTI

PIATTAFORME/DONNE

LIVELLO DI RISCHIO [Probabilità (P) x Gravità/Magnitudo (M)]

3x2=6

MEDIO

Obbligo di dichiarazione dello stato di gestante al Medico Competente Informazione e formazione alle donne lavoratrici

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SEZIONE 25

Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

PROTEZIONE DEI FANCIULLI E DEGLI ADOLESCENTI – PROTEZIONE DEI GIOVANI

Pag. 1

SUL LAVORO

Attualmente nessun giovane sotto i 18 anni presta servizio presso Fondazione Filarete e Filarete Servizi. Sono comunque presenti procedure di ingresso che segnalano la presenza anche occasionale di visitatori minorenni. Si rimanda alla procedura accessi GDR.6-100.16.

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Macro-processo: FIL-7 SEZIONE 26 LAVORO NOTTURNO

Documento: RPS.7-001.05 Pag. 1

Non sono previste e programmate lavorazioni da svolgersi tra le 22 e le 7.

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 27

Pag. 1

RISCHIO FUMO PASSIVO

E’ severamente imposto il divieto di fumare all’interno dei vari reparti lavorativi, regolamentato da apposita segnaletica. Ai fumatori viene concesso di utilizzare un’area aperta ed esterna, al riparo da intemperie, in concomitanza delle pause previste ai fini del recupero delle energie psico-fisiche. Sono stati nominati 4 specifici dipendenti aziendali quali figure dedicate al controllo ed alla verifica dell’osservanza del divieto, il cui nome è a conoscenza di tutti gli altri addetti . Per la visione delle nomine si rimanda ai documenti RDD.5-032.01 e RDD.5-032.02 del manuale del SGSSLL.

MANSIONI/GRUPPI COINVOLTI LIVELLO DI RISCHIO [Probabilità (P) x Gravità/Magnitudo (M)]

TUTTI

1x3=3

BASSO

Si propone di verificare che i pericoli potenziali siano sotto controllo

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 28

Pag. 1

RISCHIO INCIDENTI STRADALI

I viaggi su strada pubblica degli addetti aziendali sono limitati allo spostamento da e per la sede per mezzo di autoveicolo privato o mezzo pubblico. E’ fatto comunque divieto di assunzione di alcool durante l’orario di lavoro.

MANSIONI/GRUPPI COINVOLTI LIVELLO DI RISCHIO [Probabilità (P) x Gravità/Magnitudo (M)]

TUTTI

1x3=3

BASSO

Si propone di verificare che i pericoli potenziali siano sotto controllo

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Macro-processo: FIL-7 SEZIONE 29 RISCHIO DA STRESS LAVORO

Documento: RPS.7-001.05 Pag. 1

CORRELATO

L’Art. 28, comma 1 del D.Lgs 81/2008 afferma che il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi ai quali sono esposti i propri lavoratori, inclusi i rischi da stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell’accordo europeo dell’8 ottobre 2004 e la Direttiva della Regione Lombardia del Marzo 2010. Lo stress da lavoro è considerato, a livello internazionale, europeo e nazionale, un problema sia dai datori di lavoro che dai lavoratori. Lo stress, potenzialmente, può colpire in qualunque luogo di lavoro e qualunque lavoratore, a prescindere dalla dimensione dell’azienda, dal campo di attività, dal tipo di contratto o di rapporto di lavoro. In pratica non tutti i luoghi di lavoro e non tutti i lavoratori ne sono necessariamente interessati. Considerare il problema dello stress sul lavoro può voler dire una maggiore efficienza e un deciso miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, con conseguenti benefici economici e sociali per le aziende, i lavoratori e la società nel suo insieme. Nel considerare lo stress da lavoro è essenziale tener conto delle diversità che caratterizzano i lavoratori. L’obiettivo dell’accordo europeo dell’8 ottobre 2004 è quello di offrire ai datori di lavoro e ai lavoratori un modello che consenta di individuare e di prevenire o gestire i problemi di stress da lavoro. Il suo scopo non è quello di colpevolizzare (far vergognare) l’individuo rispetto allo stress. Lo stress è uno stato che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali e che consegue dal fatto che le persone non si sentono in grado di superare i gap rispetto alle richieste o alle attese nei loro confronti. Persone diverse possono reagire in modo diverso a situazioni simili e una stessa persona può, in momenti diversi della propria vita, reagire in maniera diversa a situazioni simili. Lo stress non è una malattia ma un’esposizione prolungata allo stress può ridurre l’efficienza sul lavoro e causare problemi di salute. Lo stress indotto da fattori esterni all’ambiente di lavoro può condurre a cambiamenti nel comportamento e ridurre l’efficienza sul lavoro. Lo stress da lavoro può essere causato da vari fattori quali il contenuto e l’organizzazione del lavoro, l’ambiente di lavoro, una comunicazione “povera”, ecc. Una valutazione “di massima” effettuata dal Datore di Lavoro, attraverso i suoi preposti (RSPP e MC) mediante il confronto con rappresentanze dei lavoratori, in riferimento al Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 29 RISCHIO DA STRESS LAVORO

Pag. 2

CORRELATO

rischio in esame ha evidenziato che, nonostante l’elevata responsabilità degli operatori, non vi sono fattori manifestati che possano far presagire problemi legati allo stress.

La valutazione ha tenuto conto dei seguenti fattori: - il lavoro è organizzato “a giornata” e non in turni; - non sono presenti lavorazioni in orario notturno; - non è previsto l’uso di autovetture o veicoli di trasporto con spostamenti frequenti; - i dipendenti non svolgono attività che prevede il contatto con clienti e/o con gli utenti; - non si fa uso di macchinari o attrezzature complesse per operazioni ripetitive ed alienanti; - non si svolgono attività in condizioni di emergenza; - le attività svolte non necessitano di DPI salvavita; - non si svolgono attività in luoghi sovraffollati; - non vi è elevato assenteismo; - non si riscontrano danneggiamenti alle proprietà dell’azienda o dei dipendenti ad opera dei lavoratori o atti vandalici; - vengono di norma rispettati gli orari e le regole impartite dall’azienda; - non vi sono conflitti interpersonali o lamentele frequenti; - non si riscontra una diminuzione della produttività e della dedizione al lavoro.

MANSIONI/GRUPPI COINVOLTI LIVELLO DI RISCHIO [Probabilità (P) x Gravità/Magnitudo (M)]

TUTTI

1x2=2

BASSO

Si propone di verificare che i pericoli potenziali siano sotto controllo e comunque effettuare opportuna prevenzione

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Macro-processo: FIL-7 SEZIONE 30 RISCHIO BURN-OUT

Documento: RPS.7-001.05 Pag. 1

Non sono previste attività che prevedono contatti con persone “bisognose di aiuto e soccorso”. Si può quindi ragionevolmente dichiarare che i rischi ad esse associati sono di fatto ASSENTI e non vi sia il rischio a carico dei lavoratori di essere colpiti da “sindrome da burn-out”.

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 31 PROGRAMMAZIONE INTERVENTI

Pag. 1

MIGLIORATIVI

Al fine di migliorare la sicurezza in azienda, si riassumono i rischi accertati i cui livelli sono stati classificati come Medi: Rischio incendio e rischio lavoratrici gestanti. Per ognuno di essi, ove presenti, verranno proposte con apposita documentazione misure compensative e/o di prevenzione, con lo scopo di minimizzare i possibili infortuni e migliorare le condizioni di lavoro dei dipendenti.

In questa sezione prendiamo in considerazione il Piano Complessivo degli Obiettivi Futuri ampliato ai suggerimenti per tutti i rischi aziendali analizzati, anche se il livello di rischio risulta basso, ponendo particolare attenzione alle segnalazioni per

miglioramenti

procedurali od organizzativi che risultino applicabili alla realtà aziendale oggetto di studio.

Sezione

Intervento da eseguire

Tempistica (*)

Verifica dell’attuazione a carico di

1

Creare percorso pedonale protetto all’ingresso di Viale Ortles

6 mesi

DdL

1

Assicurare agevole uscita anche in condizione d’emergenza attraverso sistema di messa in bando del portone

Eseguito in modalità provvisoria

DdL

1

Si segnala che lo svincolo tra le due corsie su Viale Ortles di fronte al passo carraio costituisce prezioso spazio di manovra in caso di emergenza. L’occupazione con veicoli è da vietare.

1

Copertura vasche antincendio rialzata: rischio di inciampo

2 mesi

RSPP

1

I lavoratori non dispongono di apposito locale, destinato a spogliatoio, di sufficiente capacità, vicino ai locali di lavoro, aerato, illuminato e sufficientemente riscaldato, con sedili ed armadietti in numero adeguato alle esigenze

6 mesi

DdL

1

Razionalizzazione del parcheggio biciclette nel cortile

3 mesi

DdL/RSPP

1

Copertura scarico locale ristoro

3 mesi DONE

RSPP

1

Possibilità di urto contro struttura della scala metallica (u.s. di PT da Nanotecnologie); montare protezione in gomma e apposito nastro segnalatore

2 mesi

RSPP/ASPP

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 31 PROGRAMMAZIONE INTERVENTI

Pag. 2

MIGLIORATIVI

Sezione

Intervento da eseguire

Verifica dell’attuazione a carico di

Tempistica (*)

1

Eseguito dalla ditta di Ripristinare funzionalità dell’auto-chiusura delle ante u.s. manutenzione P1 verso scala metallica GLOBAL in data 26/04

RSPP/ASPP

1

Eliminare il deposito della carta nel cavedio P1

Fatto

RSPP/ASPP

1

Tappeto allo sbarco ascensore piano Presidente; rischio d’inciampo e danno a porta REI

Fatto

RSPP/ASPP

1

Verificare la possibilità di un presidio 24h-24h per la pericolosità dei materiali presenti e delle attrezzature sempre funzionanti

1 anno

DdL

2

Eseguire prove di individuazione linee servite sui quadretti di sgancio esterni ai laboratori, ed etichettare i pulsanti con riferimento univoco

1 mese

RSPP/ASPP

2

Procedere a collaudo delle cappe aspiranti LABOSYSTEM prima della loro messa in servizio

In corso

DdL/RSPP

2

Inserire nel GDR.6-100.19 la procedura per il corretto utilizzo dell’autoclave

2 mesi

RSPP/ASPP

2

Cavo elettrico a disposizione collegamento) in locale 01.01.23

1 mese

DdL/RSPP

3

Controllo dei cavi elettrici non attestati a servizio di prese od apparecchi (collaudo dell’impianto elettrico). Rischio verificatosi in loc. 02.02.21A

In corso

DdL/RSPP

3

Pulsanti di sgancio elettrici generali non collocati come da progetto VVF

In corso

DdL/RSPP

3

Verificare il livello di informazione dei lavoratori relativo ai quadri di sezionamento dei laboratori

3 mesi

RSPP/ASPP

3

Emettere procedura per apparecchiature elettriche accese in assenza di presidio

6 mesi

RSPP/ASPP

3

Verificare corretto funzionamento delle luci d’emergenzaluci notturne

1 mese

RSPP

Emiss.1

Rev.0

(manca

Data: 08/06/2010

presa

di

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 31 PROGRAMMAZIONE INTERVENTI

Pag. 3

MIGLIORATIVI

Sezione

Intervento da eseguire

Tempistica (*)

Verifica dell’attuazione a carico di

4

Prevedere formazione per la segnaletica di sicurezza destinata ai lavoratori stranieri. (Cartellonistica esistente solo in lingua italiana)

ASAP

ASPP

4

Installare cartellonistica di mantenimento vie d’esodo prive di ingombri, anche se temporanei. Divieto di sosta sul lato verso esterno (cortile)

6 mesi

RSPP

4

Installare cartellonistica di divieto uso in emergenza in corrispondenza delle porte ascensore

6 mesi

RSPP

4

Modificare planimetrie d’esodo esposte, inserendo posizione lava-occhi e ruotando il disegno in modo da rendere più facilmente identificabile la posizione di chi guarda rispetto alla realtà dell’edificio. Inserire anche la destinazione d’uso dei locali

6 mesi

RSPP

5

Verificare il corretto rispetto della procedura GDR.6-110

5

Emettere procedura utilizzo carrelli di trasporto per consumabili di laboratorio

6 mesi

RSPP/ASPP

6

Emettere procedura per utilizzo ascensori e montacarichi

6 mesi

RSPP/ASPP

7

Produrre l’elenco dei lavoratori esposti a rischio VDT per effettuare la sorveglianza sanitaria suggerita

ASAP

RSPP

8

Si richiede un’ispezione per la verifica della rumorosità ambientale nel locale 02.02.21B al secondo piano dedicato alla Piattaforma Genomica e Bioinformatica

Eseguita Rispetto dei valori

RSPP

8

Valutare la possibilità di sostituire le attrezzature di lavoro più rumorose o di utilizzare su esse schermature e/o materiali fonoassorbenti

6 mesi

DdL

8

Verificare come ridurre il disturbo del rumore presente in ambiente

1 anno

DdL

9

Approfondire il rischio dell’apparecchiatura Vortex

6 mesi

RSPP/ASPP

11

Approfondire indagine sui rischi derivanti dall’utilizzo di lampade ultraviolette (UVC)

6 mesi

RSPP

Emiss.1

Rev.0

associato

Data: 08/06/2010

RSPP

all’utilizzo

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 31 PROGRAMMAZIONE INTERVENTI

Pag. 4

MIGLIORATIVI

Sezione

Intervento da eseguire

Tempistica (*)

Verifica dell’attuazione a carico di

11

Nominare il responsabile delle apparecchiature dotate di laser classificato 3B

ASAP

DdL

13

Si richiede al Prof. Milani di tenere aggiornato il livello di conoscenza degli impatti sulla salute delle lavorazioni legate alle nanotecnologie.

annualmente

DdL

13

Ricercare sul mercato prodotti alternativi e caratterizzati da minore pericolosità

Entro 1 anno

RSPP

13

Definire procedura organizzativa per migliorare i livelli di sicurezza nell’utilizzo di etidio bromuro nella produzione e analisi dei gel; verificare la riduzione del rischio residuo attraverso nuovi modelli organizzativi o la sostituzione della sostanza con equivalenti meno pericolose

6 mesi

RSPP

13

Elaborare specifiche procedure per la gestione e l’utilizzo degli agenti chimici individuati

Entro 1 anno

RSPP

13

Predisporre monitoraggi ambientali (se ritenuti necessari)

Entro 1 anno

RSPP

13

Verificare modalità e concentrazioni di utilizzo del fenolo

Entro 6 mesi

RSPP

Predisporre ed utilizzare attrezzature idonee per il 13-14-16 trasporto di reagenti e/o prodotti delle lavorazioni di laboratorio da un locale all’altro

6 mesi

RSPP

13-14-16

Valutare i rischi legati agli spostamenti tra un laboratorio e l’altro

1 anno

RSPP

13-14-16

Valutare l’utilizzo di DPI da laboratorio differenziati per classi di rischio

1 anno

RSPP

16

Intervenire sulla prevenzione da punture/tagli escludendo l’impiego di attrezzature taglienti nelle operazioni che utilizzano cellule immortalizzate infettate (gruppo 2)

ASAP

RSPP

16

Predisporre piano vaccinazioni preventive per rischio biologico (se ritenuti necessari)

17

Predisporre procedura per il corretto stoccaggio e la corretta gestione delle sostanze infiammabili

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

MC

6 mesi

RSPP

Prima stesura:18/03/2010


DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Macro-processo: FIL-7 Documento: RPS.7-001.05

SEZIONE 31 PROGRAMMAZIONE INTERVENTI

Pag. 5

MIGLIORATIVI

Sezione

Intervento da eseguire manutenzioni

dei

Tempistica (*)

Verifica dell’attuazione a carico di

6 mesi dall’ultimo controllo

RSPP

18

Effettuare regolari e periodiche dispositivi di protezione antincendio

18

Verifica sgancio porte tagliafuoco atrio d’ingresso

ASAP

RSPP

29

Pianificare l’approfondimento della valutazione del rischio stress lavoro correlato

1 anno

DdL

Ampliare il programma di informazione e formazione aziendale prevedendo corsi con argomento “rischi specifici”

6 mesi

RSPP/RLS

Predisporre specifici test al fine di verificare l’assunzione di alcool o sostanze stupefacenti (se ritenuti necessari)

MC

(*) il termine di esecuzione degli interventi è da ritenersi riferito a partire dalla data di consegna del presente Documento di Valutazione dei Rischi - DDL: Datore di Lavoro; RSPP: Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione (°) si fa riferimento allo specifico Documento di Valutazione del Rischio

Emiss.1

Rev.0

Data: 08/06/2010

Prima stesura:18/03/2010


RPS.7-001.05 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI_rev0