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Nabucco

C ’ERA UNA VOLTA LA FIGLIA DI UN RE

da Nabucco di Giuseppe Verdi. Dramma lirico in quattro parti. Libretto di Temistocle Solera. Prologo di José Cura.

Personaggi GIUSEPPE VERDI NABUCCO ISMAELE ZACCARIA ABIGAILLE FENENA IL GRAN SACERDOTE DI BELO SOLDATO BABILONESE EBREI

attore baritono tenore basso soprano mezzosoprano basso mimo coro di bambini e ragazzi

Epoca 1840 Luogo Un piccolo mausoleo di famiglia ci apre le porte di un mondo magico la cui frontiera, rappresentata dal golfo mistico, divide due popoli.

Nabucco

ES WAR EINMAL EINE KÖNIGSTOCHTER aus Nabucco von Giuseppe Verdi. Oper in vier Akten. Libretto von Temistocle Solera. Prolog von José Cura.

Personen GIUSEPPE VERDI NABUCCO ISMAIL ZACHARIAS ABIGAILLE FENENA DER HOHE PRIESTER VON BELO BABYLONISCHER SOLDAT JUDEN

Schauspieler Bariton Tenor Bass Sopran Mezzosopran Bass Pantomime Kinder- und Jugendchor

Zeit 1840 Ort Ein kleines Familienmausoleum öffnet uns das Tor zu einer magischen Welt. Der Orchestergraben trennt diese zwei Welten und zwei Völker von einander.


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NOTE DI REGIA C’era una volta un Re, un Re pazzo di ambizione e di potere, Sua Maestà del rancore fraterno, sovrano dell’odio fra nazioni e religioni. La sua storia di morte e rinascita, è la storia di un incubo, una visione oppressiva che in realtà è la Realtà. Ma è una storia di Amore e di speranza, la storia di un sogno che vorrei fosse Realtà, quella che vi racconto: la storia di Abigaille e delle sue scelte sbagliate.

REGIEANMERKUNG Es war einmal ein König, der verrückt war vor Ehrgeiz und Macht, eine Majestät der Feindschaft zwischen Geschwistern, Herrscher des Hasses zwischen Nationen und Religionen. Seine Geschichte von Tod und Wiedergeburt ist die Geschichte eines Alptraums, eine erdrückende Vision, die eigentlich Wirklichkeit ist. Doch was ich euch erzähle, ist eine Geschichte von Liebe und Hoffnung, die Geschichte eines Traums, von dem ich möchte, dass er Wirklichkeit wäre: die Geschichte von Abigaille und ihren falschen Entscheidungen.

Presi per mano dal giovane Giuseppe Verdi, entriamo in un luogo magico la cui frontiera, rappresentata dal golfo mistico, divide due popoli che si odiano. In questa atmosfera di antagonismo, due ragazzi che si amano, lottano per tendere un ponte che, volando sulle ali dell’amore, unisca i loro rispettivi fratelli.

Der junge Giuseppe Verdi nimmt uns bei der Hand und entführt uns an einen magischen Ort. Die Grenze zu dieser Welt ist der Orchestergraben, er trennt zwei feindliche Völker voneinander. In dieser kriegerischen Umgebung lieben sich zwei Jugendliche, die sich dafür einsetzen, eine Brücke der Liebe zwischen den Völkern zu bauen und sie zu vereinen.

Bambini e ragazzi, impersonando il popolo oppresso, vivono l’azione che si svolge tra palco e platea, fianco a fianco degli interpreti: dopo esser stati imprigionati, canteranno il Va’, pensiero, grido di dolore di un intero popolo che aspira alla libertà. Le parole di questo canto di esuli - che ai tempi di Verdi furono proclama di indipendenza degli Italiani -, sono anche parole che racchiudono la nostalgia degli emigrati nel ricordare la propria patria, lasciata per cercare altrove una vita migliore.

Die Schüler stellen das unterdrückte Volk dar. Sie erleben die Handlung zwischen Bühne und Parkett, Seite an Seite mit den Dartstellern: Nachdem sie in Gefangenschaft geraten sind, singen sie das Va’, pensiero, Schmerzensruf eines ganzen Volkes, das sich nach Freiheit sehnt. Der Text dieses Gefangenenchors – der zu Verdis Zeiten zum Unabhängigkeitsaufruf der Italiener wurde – steht gleichzeitig für die Sehnsucht der Auswanderer nach ihrer Heimat, die sie verlassen haben, in der Hoffnung, anderswo ein besseres Leben führen zu können.

Vorrei che questa mia versione del Nabucco, raccontato ai bambini dopo 150 anni dall’Unità d’Italia sia un appello di tolleranza, di unione e di comunione sincera. I bambini che ‘vivranno’ questo progetto sono anche gli uomini di domani e rappresentano la nostra speranza per un futuro in cui il mondo intero sarà considerato la patria di tutti, senza distinzioni di religione, colore, cultura e classe.

Ich möchte, dass meine Version des Nabucco, die den Kindern 150 Jahre nach der Einigung Italiens erzählt wird, ein Aufruf zu Toleranz, Einheit und aufrichtiger Gemeinschaft ist. Die Kinder, die an diesem Projekt teilnehmen, sind die Erwachsenen von morgen. Sie verkörpern unsere Hoffnung auf eine Zukunft, in der die ganze Welt als Heimat aller gilt, ohne Unterscheidung nach Religion, Farbe, Kultur und Stand.

Silvia Collazuol

Silvia Collazuol

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LA TRAMA C’era una volta la figlia di un re… si chiamava Abigaille. In realtà del Re Nabucodonosor di Babilonia era solo la figlia adottiva. Aveva una sorella, Fenena, che non amava, anzi, odiava a morte… ma in realtà odiava tutti a morte… amici, nemici, amori. Abigaille non sapeva amare: ci aveva provato una volta, con il giovane soldato Ismaele. Un Ebreo che era a Babilonia come ambasciatore. Aveva provato ad amarlo… ma in realtà il suo era un amore possessivo, ossessivo, persecutorio, malato; non corrisposta, in accordo col padre, l’aveva fatto addirittura imprigionare. Del carattere del padre adottivo aveva preso tutti i difetti: l’odio, la cupidigia, la sete di potere, l’ambizione sfrenata, la propensione alla violenza… ma in realtà dentro di lei qualcosa di buono c’era; solo che noi lo vedremo solamente alla fine o… per meglio dire… alla fine della fine. Ma in realtà… la nostra storia inizia proprio da qui, quando tutto è già successo…

PROLOGO Un cimitero… provate a immaginare un cimitero, piccolo, molto buio, spaventoso. Il grande musicista Giuseppe Verdi è triste perché la sua seconda opera è stata fischiata dagli spettatori; per consolarsi è venuto a far visita alle tombe della moglie Margherita e dei due figlioletti Virginia e Icilio, che lo hanno lasciato da poco. Mentre con dolore racconta ai suoi cari di voler abbandonare la musica, ecco apparire un… fantasma. È lo spirito di Abigaille. Dopo aver vissuto una vita piena di odio, facendo del male alla sorella, al padre, all’uomo che amava, e a tutto un intero popolo, è arrivata persino a togliersi la vita. Lo spirito di Abigaille ha bisogno di trovare la serenità, altrimenti dovrà vagare in eterno senza pace: per raggiungere quella pace, chiede a Verdi di mettere in scena la storia della sua vita, affinché la sua esperienza negativa sia per tutti un esempio da non seguire. Solo così potrà riposare finalmente in pace e riconciliarsi con la sua famiglia, con se stessa, col mondo. Verdi, prima cerca di rifiutare, poi, incuriosito, accetta e si lascia affascinare e conquistare dalla storia che Abigaille gli racconta, che ci racconta…

PARTE PRIMA Gerusalemme, sotto l’assedio del crudele re babilonese Nabucco. Il popolo ebreo è rifugiato dentro il Tempio. Zaccaria, il sommo sacerdote del popolo ebreo, porta ai suoi fedeli la prova che Dio non li ha abbandonati: Fenena, la figlia del re nemico è sua prigioniera e, come ostaggio, potrà essere il mezzo di scambio per fermare l’attacco del padre Nabucco. Mentre Zaccaria cerca di rassicurare il suo popolo, arriva Ismaele, giovane guerriero ebreo, ad annunciare l’inarrestabile assalto di Nabucco. Il sommo sacerdote vuole vedere con i suoi occhi l’avanzata del nemico e quindi lascia Fenena nelle mani di Ismaele, senza sapere però che i due giovani si conoscono da tempo, ovvero da quando Ismaele, andato a Babilonia come ambasciatore, era stato preso prigioniero. Era nato allora tra i due un amore così forte da non temere il passo del tempo e la distanza. Ismaele, non visto, cerca il modo di liberare la sua amata Fenena, ma viene bloccato da Abigaille, sorella di Fenena, che nel frattempo, è entrata con la forza nel tempio. Abigaille offre ad Ismaele la salvezza sua e del suo popolo in cambio del suo amore. Egli rifiuta; non vuole rinnegare il proprio amore per Fenena e non teme di morire per lei. Chiede però pietà per il suo popolo. In quell’istante, il re Nabucco entra nel tempio. Zaccaria, che spaventato dall’avanzare di Nabucco e dei suoi era ritornato a rifugiarsi nel Tempio, minaccia di uccidere Fenena se Nabucco oserà profanare il luogo sacro degli ebrei. Nel momento in cui il sommo sacerdote sta per colpire la ragazza, Ismaele riesce a liberarla. Nabucco, colto da un’immensa rabbia, ordina di saccheggiare e bruciare il Tempio; Abigaille giura di cancellare il popolo nemico dalla faccia della terra; Zaccaria ed il popolo ebreo maledicono Ismaele che li ha traditi. 4


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PARTE SECONDA Babilonia. Abigaille, rovistando tra i documenti di famiglia, trova uno scritto in cui legge di essere in realtà figlia di schiavi e quindi non la figlia primogenita del re Nabucco. Questa scoperta avvelena irrimediabilmente il suo cuore. Il gran sacerdote di Belo informa Abigaille che Fenena, a cui Nabucco ha affidato il trono prima di partire alla conquista della Giudea, sta liberando tutti gli ebrei prigionieri, e che, per questo, il popolo babilonese è in rivolta. Le confessa quindi di aver architettato un piano diabolico: ha sparso la voce della morte in battaglia di Nabucco, così che il popolo acclami lei come regina. Nel frattempo, Fenena, desiderosa più che mai di unire i due popoli e di estinguere per sempre le ostilità, decide di farsi esempio di convivenza, facendosi battezzare da Zaccaria nella religione ebraica. Approfittando della sua nuova condizione chiede agli ebrei di perdonare Ismaele che, salvandola, salvò una di loro. Abigaille, che di nascosto ha assistito al battesimo, si scaglia su Fenena, pretendendo la corona. Sopraggiunge in quell’istante Nabucco e, nella sorpresa generale, riprende da sua figlia Fenena la corona e se la pone sul capo. Ordina ad entrambi i popoli di inchinarsi e di adorarlo come il solo e unico sovrano e dio. All’improvviso un fulmine mandato dal cielo lo colpisce e gli fa perdere la corona. Nabucco impazzisce e poi, stremato, sviene. Abigaille, non si lascia sfuggire l’occasione: raccoglie velocemente la corona, se la mette sul capo e s’impossessa del trono.

PARTE TERZA Nabucco rinviene e trova Abigaille sul trono; ancora stordito, non la riconosce. Abigaille, approfittando della debolezza e della confusione del padre, si dichiara custode temporanea del trono regale, e non contenta, consegna al deposto re un atto terribile: la sentenza di morte di tutti gli ebrei. Ultimo atto del suo perfido disegno. Nabucco è indeciso e non vuole assecondare la figlia, ma Abigaille lo provoca rivelandogli tutto l’odio che la divora, aggiungendo che Fenena, ora convertita all’ebraismo, dovrà morire assieme agli altri ebrei. Nabucco è affranto e, in un ultimo disperato tentativo di convincere la figlia a desistere dai suoi crudeli intenti, le rivela le sue origini di schiava e le ordina di risparmiare la sua unica vera figlia Fenena. Abigaille, nella sua perfida determinatezza e ferita a morte nell’orgoglio, svelta distrugge la prova della sua nascita e fa imprigionare Nabucco che implora perdono. Il vecchio re, ormai ridotto all’ombra di ciò che era, è pronto a rinunciare al trono, e supplica invano Abigaille di risparmiare Fenena. Piegato dal dolore e vinto nell’animo, Nabucco si assopisce. Intanto il popolo ebreo, imprigionato in esilio e sul punto di essere annientato, ricorda con nostalgia la propria patria lontana.

PARTE QUARTA Nabucco si risveglia confuso da un brutto sonno agitato e chiede il suo cavallo per andare in battaglia. Sente allora il grido di condanna a morte di Fenena e ricorda ciò che è appena accaduto; vuole correre a salvare la figlia, ma si rende conto di essere prigioniero. Chiede perdono al Dio degli Ebrei per tanta tracotanza e promette di ricostruire il Tempio distrutto e di convertirsi. Ritrovando la lucidità e la forza di reagire, riesce a liberarsi e finalmente libera anche il popolo ebreo. Nel frattempo, Abigaille nel veder crollare il suo diabolico piano si è avvelenata e, agonizzante, giunge in scena. È aiutata e sorretta da Giuseppe Verdi. Chiede perdono a tutti per come ha vissuto e per il male che ha commesso, poi ringrazia Verdi per averla aiutata a trovare la pace dell’anima. E così finisce la storia di Abigaille la figlia di un re… ma in realtà forse questo è solo un inizio…

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DIE HANDLUNG Es war einmal eine Königstochter… sie hieß Abigaille.Tatsächlich war sie nur die Adoptivtochter von König Nebukadnezar.1Sie hatte eine Schwester, Fenena, die sie nicht liebte, sondern – im Gegenteil – hasste… wie sie ohnehin alle hasste: Freunde, Feinde, Liebhaber… Abigaille konnte nicht lieben: Sie hatte es einmal mit dem jungen Soldaten Ismail versucht, einem Juden, der sich als Botschafter in Babylonien aufhielt. Sie hatte versucht, ihn zu lieben… Aber Abigaille war besitzergreifend, besessen, krank und da ihre Liebe nicht erwidert wurde, ließ sie ihren Geliebten, in Absprache mit ihrem Vater, sogar einsperren. Von ihrem Adoptivvater hatte sie alle schlechten Eigenschaften übernommen: den Hass, die Habgier, den Machthunger, den unerbittlichen Ehrgeiz, die Gewaltbereitschaft… doch in Wahrheit schlummerte in ihr auch etwas Gutes; nur werden wir es erst am Ende erfahren oder… besser gesagt… am Ende des Endes. Unsere Geschichte beginnt genau hier, als alles schon geschehen ist… PROLOG Ein Friedhof… versucht euch, einen Friedhof vorzustellen: klein, stockfinster und furchterregend. Der große Musiker Giuseppe Verdi ist traurig, weil seine zweite Oper vom Publikum ausgepfiffen wurde; um Trost zu suchen, besucht er die Gräber seiner Frau Margherita und seiner beiden Kinder Virginia und Icilio, die vor kurzer Zeit verstorben sind. Während er seinen Lieben schmerzerfüllt erzählt, sich von der Musik verabschieden zu wollen, erscheint ein… Gespenst. Es ist Abigailles Geist. Nachdem sie ein Leben voller Hass geführt und der Schwester, dem Vater, dem Mann, den sie liebte, und einem gesamten Volk nur Leid zugefügt hatte, nahm sie sich das Leben. Abigailles Geist muss Ruhe finden, sonst wird er ewig rastlos umherirren: Um Frieden zu finden, bittet sie Verdi, ihre Lebensgeschichte zu vertonen, damit ihre negative Erfahrung für alle zum Beispiel wird, dem man nicht folgen sollte. Nur so wird sie endlich in Frieden ruhen und sich wieder mit ihrer Familie, mit sich selbst und mit der Welt versöhnen können. Verdi weigert sich zunächst, wird dann aber neugierig und nimmt an: Er lässt sich von der Geschichte, die Abigaille ihm und uns erzählt, bezaubern. ERSTER TEIL Jerusalem wird vom grausamen babylonischen König Nabucco belagert. Das jüdische Volk ist in einen Tempel geflüchtet. Zacharias, der oberste Priester des jüdischen Volkes, bringt seinen Gläubigen den Beweis, dass Gott sie nicht verlassen hat: Fenena, die Tochter des feindlichen Königs, ist seine Gefangene und kann als Geisel und Tauschmittel den Überfall ihres Vaters Nabucco aufhalten. Während Zacharias versucht, sein Volk zu beruhigen, kommt Ismail, ein junger jüdischer Krieger, und kündigt Nabuccos unaufhaltsamen Angriff an. Der oberste Priester will das Heranrücken des Feindes mit seinen eigenen Augen sehen. Er übergibt Fenena Ismail, ohne zu wissen, dass sich die beiden schon seit langer Zeit kennen, und zwar seit Ismail, der als Botschafter nach Babylonien ging, gefangen genommen worden war. Zwischen den beiden war damals eine Liebe entflammt, die so groß war, dass sie weder Zeit noch Entfernung fürchtete. Ismail versucht ungesehen, seine geliebte Fenena zu befreien, doch Fenenas Schwester Abigaille, die sich inzwischen mit Gewalt Zugang zum Tempel verschafft hat, hält ihn auf. Sie bietet Ismail seine Rettung und jene seines Volkes im Tausch gegen seine Liebe an. Er weist sie zurück; er will seine Liebe zu Fenena nicht verleugnen und fürchtet nicht, für sie zu sterben. Er bittet jedoch um Gnade für sein Volk. In jenem Moment betritt K��nig Nabucco den Tempel. Zacharias, der – vom Heranrücken Nabuccos und seiner Leute eingeschüchtert – wieder in den Tempel geflüchtet ist, droht, Fenena zu töten, wenn Nabucco es wagen sollte, das Heiligtum der Juden zu schänden. Als der oberste Priester das Mädchen erschlagen will, gelingt es Ismail, Fenena zu befreien. Wutentbrannt befiehlt Nabucco, den Tempel zu plündern und niederzubrennen; Abigaille schwört, das feindliche Volk auszulöschen; Zacharias und das jüdische Volk verfluchen Ismail, der sie hintergangen hat. 6


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ZWEITER TEIL Babylonien. Abigaille stöbert in den Familiendokumenten und findet eine Urkunde, in der zu lesen ist, dass sie in Wirklichkeit die Tochter von Sklaven und nicht das erstgeborene Kind von König Nabucco ist. Diese Entdeckung vergiftet endgültig ihr Herz. Der oberste Priester von Belo teilt Abigaille mit, dass Fenena – der Nabucco den Thron anvertraut hatte, bevor er zur Eroberung Judäas wegzog – im Begriff ist, alle gefangenen Juden zu befreien und dass das babylonische Volk deshalb in Aufruhr ist. Er gesteht ihr, einen teuflischen Plan ausgeheckt zu haben: Er hat das Gerücht in die Welt gesetzt, dass Nabucco in der Schlacht gefallen sei, damit das Volk sie – Abigaille – zur Königin ausrufe. In der Zwischenzeit gibt Fenena – im Bestreben, die beiden Völker zu vereinen und die Feindlichkeiten ein für allemal zu beenden – ein Beispiel guten Zusammenlebens und lässt sich von Zacharias jüdisch taufen. Sie bittet die Juden, Ismail zu vergeben, der durch ihre Rettung eine von ihnen befreite. Abigaille, die der Taufe heimlich beigewohnt hat, stürzt sich auf Fenena und verlangt von ihr die Krone. In jenem Moment tritt zur allgemeinen Überraschung Nabucco ein, der seiner Tochter Fenena die Krone wegnimmt und sie sich selbst auf das Haupt setzt. Er befiehlt beiden Völkern, niederzuknien und ihn als einzigen Herrscher und Gott zu verehren. Da trifft ihn ein vom Himmel gesandter Blitz am Kopf und seine Krone fällt zu Boden. Nabucco dreht durch und fällt erschöpft in Ohnmacht. Abigaille lässt sich die Gelegenheit nicht entgehen: Sie hebt die Krone auf, setzt sie sich aufs Haupt und ergreift vom Thron Besitz. DRITTER TEIL Nabucco erwacht und sieht Abigaille auf dem Thron; er ist noch benommen und erkennt sie nicht. Abigaille nutzt die Schwäche und Verwirrtheit des Vaters und erklärt sich zur vorübergehenden Hüterin des Königsthrons. Damit nicht zufrieden, händigt sie dem abgesetzten König eine schreckliche Urkunde aus: das Todesurteil für alle Juden. Die letzte Handlung ihres heimtückischen Plans. Nabucco ist unentschlossen und will dem Wunsch seiner Tochter nicht nachkommen, doch Abigaille provoziert ihn: Voller Hass enthüllt sie, dass Fenena, die zum Judentum übergetreten ist, mit allen anderen Juden sterben muss. Nabucco ist erschöpft und offenbart seiner Tochter – in einem letzten verzweifelten Versuch, sie von ihrem grausamen Plan abzuhalten – ihren wahren Ursprung als Sklavin. Er befiehlt ihr, seine einzige wahre Tochter Fenena zu verschonen. Abigaille, deren Stolz verletzt ist, zerstört mit boshafter Entschlossenheit den Beweis ihrer Herkunft und lässt Nabucco, der um Gnade bittet, einsperren. Der alte König, der nur mehr ein Schatten seiner selbst ist, erklärt sich bereit, auf den Thron zu verzichten und fleht Abigaille vergebens an, Fenena zu verschonen. Von Schmerz erfüllt und tief verletzt, schläft er ein. Währenddessen erinnert sich das jüdische Volk, das im Exil gefangen ist und kurz vor seiner Vernichtung steht, mit Wehmut an seine ferne Heimat. VIERTER TEIL Nabucco erwacht verwirrt aus einem bösen, unruhigen Traum und verlangt nach seinem Pferd, um in die Schlacht zu ziehen. Da erfährt er vom Todesurteil Fenenas und erinnert sich an die jüngsten Geschehnisse; er will der Tochter zu Hilfe eilen, merkt aber, dass er eingesperrt ist. Er bittet den Gott der Juden um Vergebung für so viel Anmaßung und verspricht, den zerstörten Tempel wieder aufzubauen und sich zu bekehren. Er findet die geistige Klarheit und Lebenskraft wieder, befreit sich und rettet schließlich auch das jüdische Volk. In der Zwischenzeit erkennt Abigaille, dass ihr teuflischer Plan misslungen ist, sie vergiftet sich und tritt sterbend auf die Bühne, gestützt von Giuseppe Verdi. Sie bittet alle für ihren Lebenswandel und für das Böse, das sie getan hat, um Vergebung und dankt Verdi, dass er ihr geholfen hat, ihren Seelenfrieden zu finden. So endet die Geschichte von Abigaille, der Königstochter… doch vielleicht ist dies eigentlich nur ein Anfang… 1

Nabucco – Abkürzung des italienischen Könignamens Nabucodonosor (Nebukadnezar) 7


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I PERSONAGGI PERSONEN

NABUCCO

Der gefürchtete, schreckliche König von Babylonien ist ein grausamer Eroberer, der sich selbst sogar zum Gott ausruft. Er ist der Vater von Abigaille und Fenena. Sein Frevel und seine Grausamkeit werden mit der schmerzerfüllten Angst um seine geliebte Tochter Fenena bestraft. Er zeigt Reue und beginnt ein neues, besseres Leben, indem er dem jüdischen Volk seine Freiheit zurückgibt.

ABIGAILLE

ABIGAILLE

Presunta figlia primogenita del re Nabucco, scopre di essere in realtà figlia di schiavi. È divorata dall’invidia, dalla gelosia, dall’insicurezza, dalla superbia, dalla brama di potere e di vendetta. Donnaguerriera forte e spietata, dimostra la sua fragilità agendo sempre guidata dai più bassi istinti. Era stata innamorata di Ismaele in segreto quando il ragazzo era a Babilonia: il suo era un amore persecutorio e non corrisposto che l’aveva resa furibonda di gelosia e odio verso la sorella Fenena. 8

NABUCCO

Temibile e terribile re di Babilonia, è un conquistatore crudele che arriva persino a proclamarsi Dio. È il padre di Abigaille e Fenena. Messo di fronte al dolore e alla paura di perdere l’amata figlia Fenena, la sua blasfemia e crudeltà vengono punite. Pentitosi, cercherà di redimere la sua vita restituendo la libertà al popolo ebreo.

Die vermeintliche Erstgeborene von König Nabucco entdeckt, in Wirklichkeit eine Sklaventochter zu sein. Sie wird von Neid, Eifersucht, Unsicherheit, Hochmut, Machtgier und Rachsucht verzehrt. Die starke, unbarmherzige Kriegerin zeigt Schwäche, indem sie sich bei ihren Handlungen nur von den niedrigsten Trieben leiten lässt. Sie war heimlich in Ismail verliebt, als dieser in Babylonien war: Es war eine besessene, unerwiderte Liebe, die sie wütend vor Eifersucht und Hass auf ihre Schwester Fenena gemacht hatte.


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FENENA È la sola ed unica figlia naturale di Nabucco. È innamorata del soldato ebreo Ismaele, che ha conosciuto quando era ambasciatore a Babilonia e che aveva aiutato a fuggire quando era stato preso prigioniero dal padre e perseguitato dalla sorella. È una ragazza sensibile, premurosa e intelligente. Dimostra tutta la sua forza quando, spinta dall’amore, andando contro tutto e tutti, decide di convertirsi alla religione ebraica, nel tentativo di unire e riappacificare i due popoli nemici.

FENENA Sie ist die einzige leibliche Tochter von Nabucco. Sie liebt den jüdischen Soldaten Ismail, den sie kennen gelernt hatte, als er Botschafter in Babylonien war. Sie hatte ihm geholfen, als er von ihrem Vater gefangen genommen und von ihrer Schwester verfolgt wurde. Sie ist ein empfindsames, zuvorkommendes und intelligentes Mädchen. Sie beweist Stärke, indem sie aus Liebe gegen den Strom schwimmt und beschließt, sich zur jüdischen Religion zu bekehren, in der Absicht, die beiden feindlichen Völker zu vereinen und zu versöhnen.

ISMAELE Nipote di Sedecia, re di Gerusalemme, è un giovane e fiero guerriero. Era ambasciatore di Gerusalemme a Babilonia, quando il crudele re Nabucco lo aveva fatto prigioniero. Liberato da Fenena, che da allora aveva amato intensamente. Coerente e sincero, non rinnega se stesso e i suoi sentimenti di fronte a nulla. Cercando di liberare Fenena, presa in ostaggio da Zaccaria, e poi salvandola dalla morte, Ismaele diventa agli occhi del popolo ebreo un traditore. Solo alla fine riuscirà a riscattare il suo onore e la sua integrità davanti a tutti e ad unirsi definitivamente con la sua amata.

ISMAIL Der Neffe von Zedekia, dem König von Jerusalem, ist ein junger, stolzer Krieger. Er war als Botschafter Jerusalems in Babylonien, als ihn der grausame König Nabucco gefangen nahm. Er wird von Fenena befreit, die er seitdem innig liebt. Er ist konsequent, bleibt sich selbst treu und verleugnet sich und seine Gefühle unter keinen Umständen. Als er versucht, Fenena zu befreien, die von Zacharias als Geisel genommen worden ist, und ihr dann das Leben rettet, wird Ismail in den Augen des jüdischen Volkes zum Verräter. Erst am Ende kann er seine Ehre und Unbescholtenheit beweisen und sich endgültig mit seiner Geliebten vereinen.

ZACCARIA È il gran pontefice degli Ebrei, profeta e guida per tutto il suo popolo, che esorta, a volte, quasi in modo militaresco alla rivolta. È il solo in grado di opporsi alla ferocia di Nabucco. Prende in ostaggio l’amata figlia del re, Fenena, e volendola usare come ‘merce di scambio’ per ottenere la pace, non esita a sacrificarla, cercando di toglierle la vita, pur di fermare Nabucco nella sua conquista.

ZACHARIAS Er ist der Hohe Priester der Juden, Prophet und Anführer seines Volkes, das er oft auf fast militärische Weise zum Aufstand anstachelt. Er ist als einziger in der Lage, sich der Grausamkeit Nabuccos zu widersetzen. Er nimmt die geliebte Tochter des Königs, Fenena, als Geisel und möchte sie als „Tauschmittel“ einsetzen, um Frieden herzustellen. Er schreckt nicht davor zurück, sie zu töten, um Nabucco bei seinem Eroberungszug aufzuhalten.

IL GRAN SACERDOTE DI BELO È la controparte babilonese di Zaccaria. È complice dell’ascesa al potere di Abigaille a regina di Babilonia, attraverso l’inganno e il tradimento. Così come il suo alter ego ebreo, basa la sua predica sull’odio e sulla vendetta, più che sull’amore. GIUSEPPE VERDI Compositore italiano leggendario non solo per aver cambiato la storia del melodramma, ma anche per essere stato l’emblema politico di tutta una nazione in cerca della propria identità. È lui che dà vita a tutti i personaggi, per raccontarci una storia che non ha età: il trionfo dell’amore sull’odio.

DER HOHE PRIESTER VON BELO Er ist das babylonische Gegenstück Zacharias und Komplize bei Abigailles Machtübernahme durch Betrug und Verrat. Wie sein jüdisches Alter Ego gründet er seine Predigt auf Hass und Rache, statt auf Liebe. GIUSEPPE VERDI Er ist als italienischer Komponist in die Geschichte eingegangen, nicht nur, weil er die Geschichte der Oper geprägt hat, sondern auch weil er zum politischen Symbol einer gesamten Nation auf der Suche nach ihrer Identität geworden ist. Er ist es, der all diesen Personen Leben einhaucht, um uns eine zeitlose Geschichte zu erzählen: den Sieg der Liebe über den Hass.

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Sinfonia

Symphonie

PROLOGO L’Eletto (attorno ad un monumento funebre, illuminato da piccole fiammelle, si intravedono sagome di persone che sembrano inanimate. Intanto Verdi sistema dei fiori su tre tombe. Le sue parole interrompono la Sinfonia)

PROLOG Der Auserwählte (Um ein Grabmal herum, das von kleinen Flammen erleuchtet wird, erkennen wir menschliche Gestalten, die unbelebt scheinen. Währenddessen legt Verdi Blumen auf drei Gräber nieder. Seine Worte unterbrechen die Symphonie.)

VERDI Non c’è l’ho fatta, Margherita. Sono un fallito come compositore e come uomo… e in più sono rovinato… Contavo sulla mia nuova opera… Ma, ci hanno fischiato a morte. Che ironia… il mio Un giorno di regno, non durò neppure quello: in due ore mi spacciarono! Questo rotolo? Un libretto. Quelli della Scala, il Merelli, ti ricordi? Mi perseguita per convincermi a scrivere. Ma io gli scappo. Scappo da tutti.

VERDI Ich habe es nicht geschafft, Margherita. Ich bin als Komponist und als Mann gescheitert… außerdem bin ich ruiniert… Ich habe große Stücke auf meine neue Oper gehalten… Aber man hat uns schrecklich ausgepfiffen. Welche Ironie… meine Oper König für einen Tag hielt noch nicht einmal so lange: In zwei Stunden hat man mich fertig gemacht! Diese Schriftrolle? Ein Libretto. Die Leute von der Scala, der Herr Merelli, erinnerst du dich? Er verfolgt mich, um mich zum Schreiben zu bewegen. Aber ich entfliehe ihm. Ich flüchte vor allen. (er wirft die Schriftrolle fort, die einzelnen Blätter liegen verstreut herum) Ich aber auch… Nur mir konnte es einfallen, in einer derartigen Situation eine komische Oper zu schreiben: zuerst Virginia, vor zwei Jahren. Dann Icilio. Und dann… dann du… mein Liebling… Ich bin zerstört… meine Seele… leer. Ich werde nie mehr etwas schreiben. Ich habe nichts mehr zu sagen. (zwischen den anderen Gräbern steht eine Frau und beobachtet ihn) Ich gehe jetzt, meine Liebsten. Virginia, Icilio, Papa vergisst euch nicht. Margherita, ich komme am Sonntag zurück und bringe dir die Blumen, die dir immer so gut gefallen haben. Der Blumenhändler hat mir heute Morgen gesagt: „Maestro, Maestro, am Wochenende kommen die Gladiolen, die ihrer Gemahlin gefallen.“ Gefallen… genau so… in der Gegenwart… Ich bin eben nicht der einzige, der dich nicht vergisst… Wie, Liebste? Ja, ja, du hast recht, ich sammle es ein, ich sammle es schon ein… Dass man nicht sagt, der Verdi verschmutzt den Gottesacker… (er sammelt die Blätter ein, und während er sie ordnet, findet er etwas und liest) Va’, pensiero, sull’ali dorate… Margherita, hör mal, wie schön: Va’, pensiero, sull’ali dorate… Va’, ti posa sui clivi, sui colli, ove olezzano… Margherita, sag mir die Wahrheit, da hast du deine Hand im Spiel! Ove olezzano tepide e molli, l’aure dolci del suolo natal! Das scheint wie von dir geschrieben… (er blättert im Libretto und liest)

(scaraventa il rotolo che si sparpaglia) Io poi… Solo a me viene in mente di scrivere un’opera comica in una situazione del genere: prima Virginia, due anni fa. Poi Icilio. E poi… poi tu… amore mio… Sono distrutto… nell’anima… vuoto. Non scriverò più nulla. Non ho niente da dire. (s’intravede, tra le altre tombe, una donna che lo osserva, immobile) Ora vado, amori miei. Virginia, Icilio, papà non vi dimentica. Margherita, tornerò domenica e ti porterò quei fiori che tanto ti piacevano. Il fioraio stamane mi ha detto: «Maestro, maestro, nel fine settimana arrivano i gladioli che piacciono alla signora». Che piacciono… così… in presente… Non sono mica l’unico che non ti dimentica… Come, cara? Sì, sì, hai ragione, raccolgo, raccolgo… Non si dica mai che il Verdi sporcò il campo santo… (raccoglie i fogli e mentre li mette in ordine, trova per caso e legge) Va’, pensiero, sull’ali dorate… Margherita, senti che bello: Va’, pensiero, sull’ali dorate… Va’, ti posa sui clivi, sui colli, ove olezzano… Margherita, dimmi la verità, qui c’è il tuo zampino! Ove olezzano tepide e molli, l’aure dolci del suolo natal! Sembra scritto da te… (sfoglia il libretto a voce alta) 10


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Gli Ebrei, prigionieri del Re Nabucco, si lamentano e chiedono aiuto a Jehova. Vuoi vedere che… Va’, pensiero, sull’ali dorate… Va’… ti posa… sui clivi… sui colli… (leggendo ancora) Il popolo ricorda con malinconia la patria lontana, anelando di tornare a casa… Tornare a casa… a casa… Forse ho capito quel che devo fare, Margherita: tornare a casa, alle mie Roncole, ai miei campi, alle mie galline, al mio orto. Chi voglio ingannare con questa storia di credermi un compositore? Caro Verdi, tu non sei che un contadino… Tornatene a casa!

Die Juden, gefangen von König Nabucco, klagen und bitten Jehova um Hilfe. Wirst schon sehen, dass… Va’, pensiero, sull’ali dorate… Va’… ti posa… sui clivi… sui colli… (liest weiter) Das Volk erinnert sich mit Wehmut an die ferne Heimat und wünscht sich sehnlich, nach Hause zurückzukehren… Nach Hause zurückkehren… nach Hause… Vielleicht habe ich verstanden, was ich machen soll, Margherita: nach Hause zurückkehren, nach Roncole, meinen Feldern, meinen Hühnern, meinem Garten. Wen will ich mit diesem Märchen beeindrucken, ein Komponist zu sein? Lieber Verdi, du bist nichts anderes als ein Bauer… Geh heim!

DONNA Giuseppe!

FRAU Giuseppe!

VERDI Margherita?

VERDI Margherita?

DONNA No, Giuseppe. Non sono la tua Margherita. Tu non mi conosci. Sono secoli che vago nel mondo degli spiriti cercando una pace che mi sfugge.

FRAU Nein, Giuseppe. Ich bin nicht deine Margherita. Du kennst mich nicht. Ich wandere schon seit Jahrhunderten im Reich der Geister und suche einen Frieden, den ich nicht finden kann.

VERDI Mi dispiace, Signora…

VERDI Das tut mir leid, Frau…

DONNA Abigaille.

FRAU Abigaille.

VERDI Mai sentito un nome del genere.

VERDI So einen Namen habe ich noch nie gehört.

DONNA Significa ‘fonte di gioia’. Ero molto piccola quando il Re Nabucco, chissà per quale ragione, mi adottò come figlia.

FRAU Er bedeutet „Quell der Freude“. Ich war noch sehr klein, als mich König Nebukadnezar aus irgendeinem Grund als seine Tochter adoptierte.

VERDI Nabucco, quello di…

VERDI Nebukadnezar, der aus…

DONNA Sì.

FRAU Ja.

VERDI Beh, un brav’uomo, allora. Io vado…

VERDI Naja, netter Kerl… Ich gehe also… 11


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DONNA Non puoi.

FRAU Du kannst nicht.

VERDI Perché?

VERDI Warum?

DONNA Sei stato scelto!

FRAU Weil du auserwählt wurdest!

VERDI Scelto? Per essere fischiato sono stato scelto…

VERDI Auserwählt? Um ausgepfiffen zu werden, wurde ich auserwählt…

DONNA Appunto. Hai mai sentito che fischino un anonimo? Questo va al di là delle tue paure, delle tue insicurezze, del tuo creder di non essere all’altezza.

FRAU Eben. Hast du jemals gehört, dass man einen Unbekannten auspfeift? Das spielt sich jenseits deiner Ängste ab, deiner Unsicherheit, deiner Überzeugung, nicht gut genug zu sein.

VERDI E che dovrei fare?

VERDI Und was soll ich machen?

DONNA Smettere di far la vittima. Io rovinai la mia vita per far la vittima. La mia insicurezza mi fece diventare amara, spenta nel cuore. Folgorante di odio, la mia superbia mi fece distruggere ciò che amavo. Non fare tu la stessa cosa. E poi… ho bisogno di te… Quella che hai tra le braccia è la storia della mia vita. Ti prego, raccontala a tutti! Che i miei errori servano agli altri per imparare che non si può vivere odiando. Fallo! O non troverò mai pace. Margherita mi disse che…

FRAU Aufhören, das Opfer zu spielen. Ich habe mein Leben ruiniert, um das Opfer zu spielen. Meine Unsicherheit hat mich verbittert, sie hat mein Herz erlöscht. Vom Hass geblendet, hat mich mein Hochmut alles zerstören lassen, was ich liebte. Mach nicht den gleichen Fehler. Außerdem… brauche ich deine Hilfe… Was du in deinen Händen hältst, ist die Geschichte meines Lebens. Ich bitte dich, erzähle sie allen! Damit meine Fehler anderen nützlich sein können, um zu verstehen, dass man nicht im Hass leben kann. Tue es! Oder ich werde niemals Frieden finden. Margherita hat mir gesagt, dass…

VERDI (correndo verso la tomba di sua moglie) Margherita? Tu conosci la mia Margherita… (si gira per parlare ad Abigaille, ma lei non c’è più) e anche Virginia e Icilio?

VERDI (läuft zum Grab seiner Frau) Margherita? Du kennst meine Margherita… (dreht sich um, um mit Abigaille zu sprechen, aber sie ist nicht mehr da) und auch Virginia und Icilio? (Die Symphonie wird weitergespielt, wo sie unterbrochen wurde. Verdi setzt sich auf Margheritas Grab und blättert im Libretto weiter, während er nach den Noten der Symphonie das Va, pensiero vor sich hin singt. Dann zieht er einen Bleistift heraus und fängt an zu schreiben. Auf dem Höhepunkt der Symphonie angelangt, hat die Inspirati-

(la Sinfonia continua da dove si è interrotta. Verdi si siede sulla tomba di Margherita e continua a sfogliare il libretto mentre, sulle note della Sinfonia, canticchia il Va, pensiero. Quindi estrae una matita e inizia a scrivere. Con l’apoteosi finale della Sinfonia, Verdi è infuocato d’ispirazione, bacia pieno di speranze le tombe dei suoi cari e lascia la scena di 12


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corsa: la musica preme nel suo cuore ed ha urgenza di riversarla su carta. Le sagome si rendono visibili e guardano Abigaille)

on Verdi entflammt; er küsst voller Hoffnung die Gräber seiner Lieben und eilt davon: Die Musik erklingt in seinem Herzen und er will sie dringend zu Papier bringen. Die Gestalten werden sichtbar und sehen Abigaille an.)

NABUCCO Allora? Ci darà vita?

NABUCCO Also? Wird er uns zum Leben erwecken?

ABIGAILLE Sì. (tutti i personaggi compongono la torre di Babele. I Ragazzi indossano la maglietta bianca)

ABIGAILLE Ja. (Alle Personen bilden gemeinsam den Turm von Babel. Die Kinder ziehen ihr weißes T-Shirt an.)

È possibile scaricare dal sito www.ntbz-fORmAziOnE.nEt il libretto originale con la parafrasi italiana e la traduzione tedesca a fronte.

Auf unserer Webseite www.ntbz-fORmAziOnE.nEt finden sie die vereinfachte italienische Version des Libretto mit der deutschen Version und der italienischen Originalversion zum Herunterladen. 13


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PARtE PRimA Gerusalemme (Nabucco, Ismaele, il Gran Sacerdote e il Soldato Babilonese escono in quinta. Abigaille entra nella Torre di Babele. Zaccaria scende in platea trascinando Fenena, e si rivolge ai ragazzi)

ERStER tEiL Jerusalem (Nabucco, Ismail, der Hohe Priester und der babylonische Soldat erscheinen auf der Bühne. Abigaille betritt den Turm von Babel. Zacharias steigt zum Parkett hinab, zerrt Fenena hinter sich her und wendet sich den Kindern zu.)

ZACCARIA Sperate, o figli! Iddio del suo poter die’ segno; Ei trasse in poter mio un prezioso pegno; del re nemico prole pace apportar ci può.

ZACHARIAS Möge die Hoffnung zurückkehren, meine Söhne und Töchter! Gott hat uns ein Zeichen seiner Allmacht gegeben; er hat ein kostbares Pfand in meine Hände gelegt; die Tochter des feindlichen Königs kann uns den Frieden bringen.

RAGAZZI Am frühen Tag die Sonne für uns vielleicht ging auf. Di lieto giorno un sole forse per noi spuntò.

KINDER Am frühen Tag die Sonne für uns vielleicht ging auf. Am frühen Tag die Sonne für uns vielleicht ging auf.

ZACCARIA e RAGAZZI Freno al timor! v’affidi d’Iddio l’eterna aita. D’Egitto là sui lidi Egli a Mosè die’ vita; di Gedeone i cento invitti Ei rese un dì… Chi nell’estremo evento fidando in Lui perì?

ZACHARIAS und KINDER Die Ängste sind vorüber! Gott möge euch ewige Hilfe gewähren. Dort, im ägyptischen Land, hat er Moses das Leben geschenkt; eines Tages machte er die hundert Männer von Gideon unbesiegbar… Wer starb jemals, als er im äußersten Augenblick ihm vertraute?

ISMAELE (entrando dalla porta centrale della platea, correndo allarmato) Furibondo dell’Assiria il re s’avanza; par ch’ei sfidi intero il mondo nella fiera sua baldanza!

ISMAIL (betritt über den Haupteingang hastig das Parkett, aufgeregt) Der König der Assyrer rückt wütend näher. Es scheint als wolle er mit seinem stolzen Hochmut die ganze Welt herausfordern!

ZACCARIA e RAGAZZI Forse fine porrà il cielo all’empio ardire: di Sion sulle ruine lo stranier non poserà. (consegnando Fenena ad Ismaele) Quella prima fra le Assire a te fido! Come notte a sol fulgente, come polve in preda al vento, sparirai nel gran cimento, turpe giogo forastier! Tu, d’Abramo Iddio possente, a vegliar su noi discendi; ne’ tuoi servi un soffio accendi che ci rechi libertà. (Zaccaria esce dalla porta centrale della platea)

ZACHARIAS und KINDER Vielleicht kann der Himmel seiner gottlosen Kühnheit Einhalt gebieten: Der fremde Assyrer wird keinen Fuß auf Zions (Jerusalems) Trümmer setzen. (übergibt Fenena an Ismail) Ich vertraue dir die wichtigste aller assyrischen Frauen an! Wie die Nacht vor der strahlenden Sonne, wie der vom Wind aufgewirbelte Staub wirst du im großen Kampf verschwinden, oh, schamlose Fremdherrschaft. Allmächtiger Gott Abrahams, komm herunter, um uns zu beschützen; entzünde in deinen Dienern den Funken der Freiheit. (Zacharias verlässt das Parkett durch den Haupteingang)


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ISMAELE Fenena!!… O mia diletta!

ISMAIL Fenena!!… Oh, meine Geliebte!

FENENA Nel dì della vendetta chi mai d’amor parlò?

FENENA Wer hat am Tag der Rache je über Liebe gesprochen?

ISMAELE Misera! Oh come più bella or fulgi agli occhi miei d’allora che in Babilonia ambasciador di Giuda io venni! (dalla apertura della Torre di Babele compare Abigaille) Me traevi dalla prigion con tuo grave periglio, né ti commosse l’invido e crudele vigilar di tua suora, che me d’amor furente perseguitò!…

ISMAIL Ärmste! Heute scheinst du in meinen Augen noch schöner als du warst, als ich als Botschafter Israels nach Babylonien kam. (in der Öffnung des Turms von Babel erscheint Abigaille) Du hast mich aus dem Gefängnis befreit und dich dabei selbst in Gefahr gebracht, ohne dich von der neidischen, grausamen Überwachung deiner Schwester einschüchtern zu lassen, die mich mit ihrer rasenden Liebe verfolgte…!

FENENA Deh! che rimembri!… Schiava or qui son io!…

FENENA Oh, welche Erinnerungen!… Jetzt bin ich hier als Sklavin!…

ISMAELE Ma schiuderti il cammino io voglio a libertà!

ISMAIL Ich will deinen Weg in die Freiheit ebnen!

FENENA Misero!… Infrangi ora un sacro dover!

FENENA Ärmster!... Du brichst jetzt eine heilige Pflicht!

ISMAELE Vieni!… Tu pure l’infrangevi per me… Vieni! Il mio petto a te la strada schiuderà fra mille… (Ismaele cerca una via per far scappare Fenena e salvarla, provando a guadagnare la strada verso Babilonia. Sulla Torre di Babele, Abigaille come una fiera che aspetta la sua preda. Zaccaria rientra spaventato dall’ingresso centrale della platea; lo seguono il Gran Sacerdote e il Soldato Babilonese)

ISMAIL Komm! Auch du hast sie für mich gebrochen… Komm! Meine Brust wird dein Schild sein und dir unter tausenden Menschen einen Weg bahnen… (Ismail sucht eine Möglichkeit, um Fenena zur Flucht zu verhelfen und sie zu retten, indem er sich einen Weg nach Babylonien bahnt. Auf dem Turm von Babel erwartet Abigaille wie ein Raubtier ihre Beute. Zacharias tritt erschrocken durch den Haupteingang des Parketts, gefolgt vom Hohen Priester und vom babylonischen Soldaten.)

ABIGAILLE (al Gran Sacerdote e al Soldato Babilonese) Guerrieri, è preso il tempio!…

ABIGAILLE (zum Hohen Priester und zum babylonischen Soldaten) Krieger, der Tempel wurde eingenommen!…

FENENA e ISMAELE (atterriti) Abigaille!!…

FENENA und ISMAIL (entsetzt) Abigaille!!…

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ABIGAILLE (ad Ismaele) Prode guerrier! D’amore conosci tu sol l’armi? (a Fenena) D’assira donna in core empia tal fiamma or parmi! (con ira) Qual Dio vi salva? Talamo la tomba a voi sarà… di mia vendetta il fulmine su voi sospeso è già! (ad Ismaele) Io t’amava!… il regno e il core pel tuo core io dato avrei! Una furia è quest’amore, vita o morte ei ti può dar. Ah! se m’ami, ancor potrei il tuo popol salvar!

ABIGAILLE (zu Ismail) Tapferer Krieger! Kennst du nur die Waffen der Liebe? (zu Fenena) Im Herzen einer assyrischen Frau erscheint mir eine solche Liebesflamme bösartig! (mit Zorn) Welcher Gott wird euch retten? Das Ehebett wird euer Grab sein… der Blitz meiner Rache hängt schon über euch! (zu Ismail) Ich habe dich geliebt!... Für deine Liebe hätte ich das Reich und mein Herz hergegeben. Diese Liebe ist eine Raserei: Sie kann dir das Leben oder den Tod schenken. Ach, wenn du mich liebtest, könnte ich dein Volk noch befreien!

ISMAELE Ah no!… la vita io t’abbandono, ma il mio core nol poss’io; di mia sorte io lieto sono, io per me non so tremar. Ma ti possa il pianto mio pel mio popolo parlar.

ISMAIL Ach, nein!... Ich kann dir mein Leben schenken, aber nicht mein Herz; ich bin jetzt mit meinem Schicksal zufrieden und fürchte nicht um mich. Doch hoffe ich, dass meine Tränen anstelle meines Volkes zu dir sprechen können.

FENENA Ah! già t’invoco, già ti sento, Dio verace d’Israello: non per me nel fier cimento ti commova il mio pregar. Oh proteggi il mio fratello, e me danna a lagrimar! (Nabucco fa irruzione in platea)

FENENA Ach! Wahrer Gott Israels, ich bete zu dir und höre dich: Erhöre im Augenblick des stolzen Kampfes mein Flehen, doch nicht für mich. Schütze meinen Bruder und verdamme mich zur Trauer! (Nabucco erscheint im Parkett)

ZACCARIA Che tenti?… Oh trema, insano! (opponendosi a Nabucco) Questa è di Dio la stanza!

ZACHARIAS Was willst du tun?… Verrückter, erzittere! (stellt sich Nabucco entgegen) Das ist Gottes Haus.

NABUCCO Di Dio che parli?

NABUCCO Von welchem Gott sprichst du?

ZACCARIA Pria che tu profani il tempio della tua figlia scempio questo pugnal farà!

ZACHARIAS Bevor du den Tempel entweihen kannst, wird dieser Dolch deine Tochter zu Grunde richten.

NABUCCO O vinti, il capo a terra! Il vincitor son io.

NABUCCO Oh, Besiegte! Senkt das Haupt! Ich bin der Sieger.


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Ben l’ho chiamato in guerra, ma venne il vostro Dio? Tema ha di me: resistermi, stolti, chi mai potrà?

Während des Krieges habe ich euren Gott oft herausgefordert, doch ist er jemals gekommen? Er fürchtet mich: Ihr Irren, wer wird mir jemals standhalten können?

ZACCARIA (prendendo Fenena e minacciando di ucciderla) Iniquo, mira! Vittima costei primiera io sveno: sete hai di sangue? Versilo della tua figlia il seno!

ZACHARIAS (ergreift Fenena und droht, sie zu töten) Abscheulicher, schau! Ich werde dieses Mädchen gleich töten: Dürstet dich nach Blut? Vergieße das deiner Tochter.

NABUCCO Ferma!

NABUCCO Halt!

ZACCARIA No, pèra! (mentre Zaccaria sta per colpire Fenena, Ismaele la libera. Fenena si rifugia tra le braccia del padre)

ZACHARIAS Nein! Sie sterbe! (Während Zacharias auf Fenena einstechen will, wird sie von Ismail befreit. Fenena flüchtet in die Arme des Vaters.)

ISMAELE Misera, l’amor ti salverà!

ISMAIL Ärmste, die Liebe wird dich retten!

NABUCCO (con gioia feroce) Mio furor, non più costretto, fa’ dei vinti atroce scempio; (al Gran Sacerdote e al Soldato Babilonese) saccheggiate, ardete il tempio, fia delitto la pietà! Delle madri invano il petto scudo ai pargoli sarà.

NABUCCO (mit rasender Freude) Oh, meine ungezügelte Wut metzle die Besiegten grausam nieder; (zum Hohen Priester und zum babylonischen Soldaten) plündert den Tempel, brennt ihn nieder, habt keine Gnade! Die Kinder müssen getötet werden, so dass der Schutz ihrer Mütter umsonst sei.

ABIGAILLE Questo popol maledetto sarà tolto dalla terra, ma l’amor che mi fa guerra forse allor s’estinguerà? Se del cor nol può l’affetto, pago l’odio almen sarà!

ABIGAILLE Dieses verfluchte Volk wird von der Erde ausgelöscht werden, doch wird die Liebe, die mich quält, dann erlöschen? Wenn die Liebe meines Herzens nicht befriedigt werden kann, so wird wenigstens der Hass befriedigt!

FENENA ed ISMAELE Sciagurato, ardente affetto sul suo/mio ciglio un velo stese! Ah l’amor che sì lo/mi accese lui/me d’obbrobrio coprirà! Deh, non venga maledetto l’infelice, per pietà!

FENENA und ISMAIL Eine unglückliche, brennende Liebe hat von mir Besitz genommen! Ach, die Liebe, die ihn/mich entflammte, wird mich/ihn mit Schmach bedecken! Gnade, der/die Unglückliche sei nicht verdammt!

ZACCARIA e RAGAZZI Dalle genti sei rejetto, di fratelli traditore! Il tuo nome dèsti orrore, fia l’obbrobrio d’ogni età!

ZACHARIAS und KINDER Das Volk verstoße dich, denn du hast deine Brüder betrogen! Dein Name sei verabscheut und auf ewig verurteilt!

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«Oh fuggite il maledetto», terra e cielo griderà! Oh mucëde dal maladët tiëra y ciel jvaierà ! Den Verdammten meidet alle, Himmel und Hölle werden schrei’n! (Nabucco porta Fenena fuori dalla platea attraverso la porta principale. Con una lunga corda, il Gran Sacerdote e il Soldato Babilonese rendono ‘schiavi’ Ismaele, Zaccaria e i ragazzi della platea; fanno in modo poi di sciogliere le corde legate nei palchi e nelle gallerie. Quindi restano a sorvegliare. Abigaille, piena d’odio, resta a guardare la scena da Babilonia)

Den Verdammten meidet alle, Himmel und Hölle werden schrei’n! Den Verdammten meidet alle, Himmel und Hölle werden schrei’n! Den Verdammten meidet alle, Himmel und Hölle werden schrei’n! (Nabucco bringt Fenena durch den Haupteingang aus dem Parkett hinaus. Mit einem langen Strick machen der Hohe Priester und der babylonische Soldat Ismail, Zacharias und die Kinder im Parkett zu „Sklaven“; sie lösen die gebundenen Stricke dann in den Logen und in den Galerien. Danach bleiben sie und wachen. Abigaille sieht sich hasserfüllt die Szene von Babylonien an.)

PARtE SECOnDA L’empio

zwEitER tEiL Der Gottlose

ABIGAILLE (aprendo uno dei cassetti della Torre di Babele trova uno scritto) Ben io t’invenni, o fatal scritto!… in seno mal ti celava il rege, onde a me fosse di scorno!… Prole Abigail di schiavi! Ebben!… sia tale!

ABIGAILLE (öffnet eine der Schubladen des Turms von Babel und findet eine Urkunde) Wohlan, habe ich dich gefunden, unheilvolle Urkunde! Der König versuchte, sie zu verstecken, um meine Schuld zu beweisen!... Abigaille ist eine Sklaventochter! Nun gut, es sei so!... (Fenena betritt das Parkett, mit Nabuccos Krone auf dem Haupt. Sie hat Erbarmen mit der Schwester, die von Hass erfüllt ist.) Doch wenn die Assyrer glauben, dass ich Nabuccos Tochter bin, was mache ich dann hier? Ich werde schlimmer als eine Sklavin behandelt! Der König vertraut Fenena, der jüngeren Tochter, seinen Thron an, während er als Heeresanführer die Vernichtung Judäas im Schilde führt!... (Fenena befiehlt dem Hohen Priester und dem babylonischen Soldaten, den königlichen Willen zu befolgen. Sie befreit die Kinder, Zacharias und Ismail, die ihr helfen, die Stricke zu lösen.) Und vom Schlachtfeld schickt er mich, um die Liebe anderer zu betrachten!... Oh, ihr seid Frevler, alle beide, und verrückt noch dazu!... Ihr kennt Abigailles Herz noch nicht!... Ihr werdet meine Wut auf alle herniederstürzen sehen!... Ja! Fenena sterbe… es sterbe mein falscher Vater… das ganze Königreich!... Stürze dich auf mich, oh unseliger Groll! Wer kommt? (vom Parkett eilen aufgeregt der Hohe Priester und der babylonische Soldat empor)

(Fenena, con la corona di Nabucco sul capo, entra in platea. Prova pietà e compassione per la sorella divorata dall’odio) Di Nabucco figlia, qual l’Assiro mi crede, che sono io qui?… peggior che schiava! Il trono affida il rege alla minor Fenena, mentr’ei fra l’armi a sterminar Giudea l’animo intende!… (Fenena ordina al Gran Sacerdote e al Soldato Babilonese di rispettare il volere regale. Libera i ragazzi, Zaccaria ed Ismaele, che la aiutano a slegare le corde) Me gli amori altrui invia dal campo a qui mirar!… Oh iniqui tutti, e più folli ancor!… d’Abigaille mal conoscete il core… Su tutti il mio furore piombar vedrete!… Ah sì! cada Fenena… il finto padre!… il regno!… Su me stessa rovina, o fatal sdegno! Chi s’avanza? (dalla platea salgono il Gran Sacerdote e il Soldato Babilonese, correndo agitati)

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GRAN SACERDOTE Orrenda scena s’è mostrata agl’occhi miei!

HOHER PRIESTER Ich habe eine schreckliche Szene gesehen!

ABIGAILLE Oh! che narri?…

ABIGAILLE Worum geht es?…

GRAN SACERDOTE Empia è Fenena, manda liberi gli Ebrei; questa turba maledetta chi frenare omai potrà? Il potere a te s’aspetta…

HOHER PRIESTER Fenena ist eine Frevlerin und befreit die Juden; wer wird diese verdammte Verrückte nun noch aufhalten können? Die Macht steht dir zu…

ABIGAILLE Come?

ABIGAILLE Wie?

GRAN SACERDOTE Il tutto è pronto già. Noi già sparso abbiamo fama come il re cadesse in guerra… te regina il popol chiama a salvar l’assiria terra. Solo un passo… è tua la sorte! Abbi cor!…

HOHER PRIESTER Alles ist schon bereit. Wir haben das Gerücht verbreitet, dass der König in der Schlacht gefallen sei… Das Volk ruft dich zur Königin aus, um das assyrische Reich zu retten. Es ist fast soweit… es ist dein Schicksal! Nur Mut!...

ABIGAILLE Son tua! va’!… (il Gran Sacerdote ed il Soldato Babilonese entrano dentro la Torre di Babele) Oh fedel, di te men forte questa donna non sarà!… Salgo già del trono aurato lo sgabello insanguinato; ben saprà la mia vendetta da quel seggio fulminar. Che lo scettro a me s’aspetta tutti i popoli vedranno, ah! regie figlie qui verranno l’umil schiava a supplicar. (Abigaille si nasconde sulla torre di Babele per spiare la sorella. Fenena, con la corona sul capo, vuole convertirsi e raggiunge Zaccaria, che la battezza. Abigaille dopo aver osservato tutta la scena dalla Torre di Babele, vi entra dentro di corsa)

ABIGAILLE Ich bin mit dir! Geh!… (der Hohe Priester und der babylonische Soldat betreten den Turm von Babel) Oh, Getreuer! Ich werde bestimmt nicht weniger stark sein als du!... Ich betrete jetzt den blutigen Sitz des goldenen Throns; vom Thron aus wird meine Rache schrecklich sein. Alle werden sehen, dass das Zepter mir zusteht. Ah, königliche Töchter werden kommen, um die niedrige Sklavin anzuflehen. (Abigaille versteckt sich auf dem Turm von Babel, um der Schwester aufzulauern. Fenena, mit der Krone auf dem Haupt, will sich bekehren und kommt zu Zacharias, der sie tauft. Abigaille hat die ganze Szene vom Turm von Babel aus verfolgt und rennt nun hinein.)

FENENA Oh fratelli, perdonate! (indicando Ismaele) Un’ebrea salvata egli ha.

FENENA Oh, Brüder, vergebt ihm! (zeigt auf Ismail) Er hat mich gerettet; mich, die ich jetzt eine Jüdin bin.

ZACCARIA Inni levate all’Eterno!… È verità!

ZACHARIAS Lobgesänge dem Herrn!… Sie spricht die Wahrheit. 19


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SACERDOTE DI BELO (uscendo dalla Torre di Babele insieme al Soldato Babilonese, che corre verso Fenena per strapparle la corona e consegnarla ad Abigaille) Gloria ad Abigaille! (Abigaille esce pomposamente dalla Torre di Babele. Nabucco entra in platea dalla porta principale e raggiunge Fenena)

PRIESTER VON BELO (kommt mit dem babylonischen Soldaten aus dem Turm von Babel; der Soldat läuft zu Fenena, um ihr die Krone vom Haupt zu reißen und sie Abigaille zu übergeben) Es lebe Abigaille! (Abigaille kommt feierlich aus dem Turm von Babel. Nabucco betritt das Parkett durch den Haupteingang und nähert sich Fenena.)

ABIGAILLE (a Fenena) Quella corona or rendi!

ABIGAILLE (zu Fenena) Gib mir sofort die Krone!

FENENA Pria morirò… (Fenena, mentre il Soldato Babilonese la raggiunge, viene abbracciata da Nabucco che la difende, ma le toglie la corona dal capo per riappropriarsene)

FENENA Lieber sterbe ich… (Während sich der babylonische Soldat nähert, umarmt Nabucco Fenena, um sie zu beschützen, nimmt ihr aber die Krone vom Haupt, um wieder in deren Besitz zu gelangen.)

NABUCCO Dal capo mio la prendi! (Nabucco sale in palco e raggiunge la Torre di Babele)

NABUCCO Nimm sie von meinem Haupt! (Nabucco tritt auf die Bühne und geht zum Turm von Babel)

NABUCCO e RAGAZZI S’appressan gl’istanti d’un’ira fatale; sui muti sembianti già piomba il terror! le folgori intorno già schiudono l’ale!… apprestano un giorno di lutto e squallor!

NABUCCO und KINDER Der Zeitpunkt einer fürchterlichen Rache nähert sich; auf die sprachlosen Gesichter senkt sich schon das Grauen! Ringsherum kündigen Donner und Blitz einen Tag voll Trauer und Verzweiflung an!

NABUCCO S’oda or me!… Babilonesi, getto a terra il vostro Dio! Traditori egli v’ha resi, volle tôrvi al poter mio; cadde il vostro, o stolti Ebrei, combattendo contro me. Ascoltate i detti miei… V’è un sol Nume… il vostro re!

NABUCCO Hört mich an!... Babylonier, ich schlage euren Gott nieder! Er hat euch zu Betrügern gemacht, indem er euch meiner Macht entziehen wollte. Auch euer Gott, ihr dummen Juden, ist im Kampf gegen mich gefallen. Hört was ich euch sage… es gibt nur einen Gott… euren König!

FENENA Cielo!

FENENA Himmel!

ISMAELE Che intesi!…

ISMAIL Was höre ich!…

ZACCARIA Ahi stolto!…

ZACHARIAS Ach, du Irrer!…

NABUCCO Il volto a terra omai chinate! Me Nume, me adorate!

NABUCCO Neigt euer Haupt! Verehrt mich wie einen Gott!


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ZACCARIA Insano! A terra, a terra cada il tuo pazzo orgoglio… Iddio pel crin t’afferra, già ti rapisce il soglio…

ZACHARIAS Verrückter! Dein Hochmut falle von dir ab… Gott wird dich an den Haaren aufheben und dir die Macht entreißen…

NABUCCO E tanto ardisci? O fidi, a piè del simulacro quel vecchio omai si guidi, ei pèra col suo popolo…

NABUCCO Du wagst es?! Oh, meine Getreuen, bringt diesen Alten zu Füßen der Statue. Er sterbe mit seinem Volk…

FENENA Ebrea con lor morrò.

FENENA Und ich werde als Jüdin mit ihnen sterben.

NABUCCO (furibondo) Tu menti!… O iniqua, pròstrati al simulacro mio!

NABUCCO (wütend) Du lügst!... Frevlerin, knie vor meiner Statue nieder!

FENENA Io sono ebrea!

FENENA Ich bin Jüdin!

NABUCCO Giù! Pròstrati!… Non son più re, son Dio!! (rumoreggia un tuono, un ‘fulmine’ colpisce Nabucco. La Torre di Babele trema e si scompongono degli elementi. Nabucco cade. La corona rotola lontano. Nabucco pare sospinto da una forza soprannaturale; stravolge gli occhi e la follia appare in tutti i suoi lineamenti. A tanto scompiglio segue un profondo silenzio)

NABUCCO Hinunter! Verneige dich!!... Ich bin kein König mehr, ich bin ein Gott!! (Ein Donner ertönt, ein “Blitz” trifft Nabucco. Der Turm von Babel wankt und einige Bausteine fallen heraus. Nabucco fällt. Die Krone rollt weit weg. Nabucco scheint von einer übernatürlichen Kraft getrieben; er verdreht die Augen und Wahnsinn erscheint in all seinen Zügen. Auf das Durcheinander folgt eine tiefe Stille.)

RAGAZZI Oh, come il cielo vindice l’audace fulminò!

KINDER Oh, der sich rächende Himmel hat den Kühnen getroffen.

NABUCCO Chi mi toglie il regio scettro?… Qual m’incalza orrendo spettro?… Chi pel crine, ohimè, m’afferra?… chi mi stringe?… chi m’atterra? chi? chi?… Oh! mia figlia!… e tu pur anco non soccorri al debil fianco?… Ah fantasmi ho sol presenti… hanno acciar di fiamme ardenti! E di sangue il ciel vermiglio sul mio capo si versò! Ah! perché, perché sul ciglio una lagrima spuntò? Chi mi regge?… Io manco!… (Nabucco, sconvolto da ombre reali e irreali, sviene)

NABUCCO Wer nimmt mir das königliche Zepter?... Welch furchterregender Geist verfolgt mich?... Ach, wer zerrt mich an den Haaren?... Wer drückt mich?... Wer wirft mich zu Boden? Wer? Wer? Oh, meine Tochter!... Nicht einmal du kommst mir zu Hilfe?... Vor mir sehe ich nur Geister… sie haben flammende Schwerter! Und der von Blut gerötete Himmel ist auf mein Haupt gefallen! Ach, warum kommen mir die Tränen? Stützt mich jemand?... Ich falle in Ohnmacht!... (Nabucco wird von wirklichen und unwirklichen Schatten überfallen und verliert die Besinnung) 21


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ZACCARIA Il cielo ha punito il vantator! (Abigaille raccoglie la corona e va a sedersi sul trono di Babilonia che estrae dalla Torre di Babele, chiamando il Gran Sacerdote e il Soldato Babilonese come testimoni e guardie)

ZACHARIAS Der Himmel hat den Übermütigen bestraft! (Abigaille hebt die Krone auf und setzt sich auf den Thron von Babylonien, den sie vom Turm von Babel herauszieht. Sie ruft den Hohen Priester und den babylonischen Soldaten als Zeugen und Wachen.)

ABIGAILLE Ma del popolo di Belo non fia spento lo splendor!

ABIGAILLE Doch die Herrlichkeit des babylonischen Volkes erlösche nicht.

PARtE tERzA La profezia

DRittER tEiL Die Prophezeihung

NABUCCO (si sveglia dal torpore, scompigliato e fuori di sé. Si avvicina al trono, trova Abigaille e non la riconosce) Donna, chi sei?…

NABUCCO (Erwacht aus der Ohnmacht, verwirrt und außer sich. Er nähert sich dem Thron, sieht Abigaille und erkennt sie nicht.) Frau, wer bist du?…

ABIGAILLE Custode del seggio tuo qui venni!…

ABIGAILLE Ich kam als Hüterin deines Thrones her!…

NABUCCO Tu?… del mio seggio? Oh frode! Da me ne avesti cenni?… Oh frode!

NABUCCO Du?... Meines Thrones? Betrügerin! Habe ich dich gefragt?... Oh, Betrügerin!

ABIGAILLE Egro giacevi… Il popolo grida all’Ebreo rubello; porre il regal suggello al voto suo dêi tu! (gli mostra la sentenza) Morte qui sta pei tristi…

ABIGAILLE Du lagst krank danieder… Das Volk schreit gegen die aufständischen Juden; du musst das königliche Siegel unter diesen Erlass setzen! (zeigt ihm das Urteil) Die Aufständischen sollen sterben…

NABUCCO Che parli tu?…

NABUCCO Was sprichst du?…

ABIGAILLE Soscrivi!

ABIGAILLE Unterschreibe!

NABUCCO Un rio pensier!…

NABUCCO Ein böser Gedanke kommt mir in den Sinn!…

ABIGAILLE Resisti?… Sorgete, Ebrei giulivi! levate inni di gloria al vostro Iddio!…

ABIGAILLE Du widersetzt dich?... Erhebt euch also, glückliche Juden! Singt eure Lobgesänge zu Ehren eures Gottes!...


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NABUCCO Che sento?

NABUCCO Was höre ich?

ABIGAILLE Preso da vil sgomento, Nabucco non è più!

ABIGAILLE Nabucco wurde von einer feigen Angst gepackt und ist nicht mehr er selbst!

NABUCCO Menzogna! A morte, a morte tutto Israel sia tratto! Porgi! (Nabucco pone il suggello e rende la carta ad Abigaille)

NABUCCO Du lügst! Das ganze israelische Volk sterbe, es sterbe! Gib her! (Nabucco setzt sein Siegel auf das Papier und gibt es Abigaille zurück)

ABIGAILLE Oh mia lieta sorte! L’ultimo grado è fatto!

ABIGAILLE Oh, welch Glücksfall! Die letzte Hürde wurde genommen!

NABUCCO Oh!… ma Fenena!

NABUCCO Oh! … Aber Fenena?

ABIGAILLE Perfida! Si diede al falso Dio. (facendo segno al Gran Sacerdote e al Soldato Babilonese di andare a prendere Fenena per ucciderla. La prelevano dalla platea con la forza) Oh, pèra!

ABIGAILLE Gemeine Betrügerin! Sie hat sich dem falschen Gott hingegeben! (Gibt dem Hohen Priester und dem babylonischen Soldaten ein Zeichen, Fenena zu holen, um sie zu töten. Sie holen sie mit Gewalt aus dem Parkett.) Sie sterbe!

NABUCCO (cercando di fermarla) È sangue mio!

NABUCCO (versucht, sie aufzuhalten) Aber sie ist mein Fleisch und Blut!

ABIGAILLE Niun può salvarla!

ABIGAILLE Niemand kann sie retten!

NABUCCO Orror!

NABUCCO Welch Schrecken!

ABIGAILLE Un’altra figlia…

ABIGAILLE Eine andere Tochter…

NABUCCO Pròstrati, o schiava, al tuo signor!

NABUCCO Knie nieder, Sklavin, vor deinem Herrn!

ABIGAILLE Stolto!… qui volli attenderti!… Io schiava? Io schiava?

ABIGAILLE Verrückter!... Darauf habe ich gewartet!... Ich eine Sklavin? Ich eine Sklavin?

NABUCCO (cerca nel cassetto della Torre di Babele il foglio che attesta la nascita servile di Abigaille) Apprendi il ver.

NABUCCO (Sucht in der Schublade des Turms von Babel das Blatt, das die niedere Herkunft von Abigaille beweist.) Jetzt zeige ich dir die Wahrheit! 23


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ABIGAILLE (prendendo il foglio e bruciandolo) Tale ti rendo, o misero, il foglio menzogner! (Abigaille fa cenno al Gran Sacerdote e al Soldato Babilonese di legare Nabucco, che viene immobilizzato alla Torre di Babele)

ABIGAILLE (nimmt das Blatt und verbrennt es) Du erbärmlicher Mann; so gebe ich dir dein trügerisches Blatt zurück! (Abigaille gibt dem Hohen Priester und dem babylonischen Soldaten ein Zeichen, Nabucco zu fesseln; er wird an den Turm von Babel gebunden.)

NABUCCO Deh perdona, deh perdona ad un padre che delira! Deh la figlia mi ridona, non orbarne il genitor! Te regina, te signora chiami pur la gente assira; questo veglio non implora che la vita del suo cor.

NABUCCO Oh, vergib mir, vergib einem Vater im Fiebertaumel! Gib mir meine Tochter zurück; entreiße sie nicht ihrem Vater! Dafür sollen alle Assyrer dich Königin und Herrscherin nennen; dieser Alte möchte nicht mehr als das Leben seines Herzen.

ABIGAILLE Esci! Invan mi chiedi pace, me non move il tardo pianto; tal non eri, o veglio audace, nel serbarmi al disonor. Oh, vedran se a questa schiava mal s’addice il regio manto! Oh, vedran s’io deturpava dell’Assiria lo splendor! (Abigaille, con il Gran Sacerdote ed il Soldato Babilonese e Fenena legata, scompare all’interno della Torre. Nabucco ancora preda della pazzia, e provato dalla sconfitta, si assopisce stordito ed affranto. I Ragazzi prendono in mano il proprio oggetto ‘caro’ ed insieme ad Ismaele e Zaccaria intonano un canto, ricordando la propria patria lontana)

ABIGAILLE Geh weg! Umsonst erflehst du die Gnade, deine verspäteten Tränen rühren mich nicht. Du überheblicher Alter, so dachtest du nicht, als du mich der Schande vorbehieltest. Sie werden sehen, ob dieser Sklavin der Königsmantel nicht steht! Sie werden sehen, ob ich den Glanz Assyriens verunzierte! (Abigaille verschwindet mit dem Hohen Priester, dem babylonischen Soldaten und der gefesselten Fenena im Turm. Nabucco, immer noch vom Wahnsinn benommen und von der Niederlage gezeichnet, schlummert entkräftet ein. Die Kinder nehmen ihren ‘teuren’ Gegenstand in die Hand und stimmen mit Ismail und Zacharias einen Gesang in Erinnerung an ihre ferne Heimat an)

RAGAZZI Va’ pensiero, sull’ali dorate; va’, ti posa sui clivi, sui colli, ove olezzano tepide e molli l’aure dolci del suolo natal! Del Giordano le rive saluta, di Sionne le torri atterrate… Oh mia patria sì bella e perduta! Oh membranza sì cara e fatal! Arpa d’or dei fatidici vati, perché muta dal salice pendi? Le memorie nel petto raccendi, ci favella del tempo che fu! O simìle di Sòlima ai fati traggi un suono di crudo lamento, o t’ispiri il Signore un concento che ne infonda al patire virtù!

KINDER Gedanke, flieg auf vergoldeten Flügeln; flieg und lass dich auf Hängen und Hügeln nieder, wo der süße Wind des heimatlichen Bodens warm und mild seinen Duft verströmt. Grüße die Ufer des Jordans und die zerstörten Türme Jerusalems. Oh, meine Heimat, so schön und verloren! Oh, Erinnerung, so lieb und verzweifelt! Goldene Harfe der wahrsagenden Propheten, warum hängst du von den Ästen der Weide stumm herab? Sprich zu uns und erinnere uns an die vergangene Zeit! Dem Schicksal Jerusalems ähnlich, spiele ein Trauerlied, oder es inspiriere dich Gott zu einem Gesang, der uns den Mut gebe, dem Leiden standzuhalten!


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PARtE QUARtA L’idolo infranto

ViERtER tEiL Das zerbrochene Götzenbild

NABUCCO (legato alla Torre di Babele, si sveglia confuso ed ansante da un sonno febbrile in cui gli sembra di aver fatto un incubo) Son pur queste mie membra!… Ah! fra le selve non scorrea anelando quasi fiera inseguita? Ah sogno ei fu… terribil sogno! Or ecco, il grido di guerra!… Oh, la mia spada! Il mio destrier, che alle battaglie anela come fanciulla a danze! Oh prodi miei!… Sionne, la superba cittade, ecco, torreggia… sia nostra, cada in cenere! Ah, prigioniero io sono! (cercando di liberarsi e ritrovato il senno) Dio degli Ebrei, perdono! Dio di Giuda!… l’ara, il tempio a Te sacro, sorgeranno… Deh mi togli a tanto affanno e i miei riti struggerò. (si libera. Entra Verdi dall’entrata principale della platea. Guarda la scena insieme ai ragazzi) Tu, m’ascolti!… Già dell’empio rischiarata è l’egra mente! Dio verace, onnipossente, adorarti ognor saprò.

NABUCCO (an den Turm von Babel gebunden, erwacht verwirrt und keuchend von einem fieberhaften Schlaf, in dem er einen Albtraum geträumt zu haben glaubt) Das sind doch meine Arme!... Ach! Lief ich nicht keuchend durch die Wälder, wie ein verfolgtes Tier? Aber nein, es war ein Traum… ein schrecklicher Traum! Hier ist der Schlachtruf!... Hier mein Schwert! Da ist mein Pferd, das sich nach der Schlacht sehnt, wie ein Mädchen nach dem Tanz! Oh, meine Tapferen!... Zion, die stolze Stadt, ist schon zu erkennen… sie soll uns gehören, sie liege in Schutt und Asche! Ach, gefangen bin ich! (versucht, sich zu befreien, und gelangt wieder zur Besinnung) Gott der Juden, verzeih mir! Gott Judas’!... Der Altar und der Tempel, die dir heilig sind, werden wieder errichtet… Oh, befreie mich von einer derartigen Not und ich werde meine Riten vernichten. (Befreit sich. Verdi tritt durch den Haupteingang des Parketts ein. Er betrachtet die Szene gemeinsam mit den Kindern.) Höre mich an!... Der kranke Geist des gottlosen Menschen ist nun geläutert! Wahrer, allmächtiger Gott, ich werde dich allzeit anzubeten wissen.

ISMAELE E ZACCARIA Viva Nabucco!

ISMAIL UND ZACHARIAS Es lebe Nabucco!

FENENA, ABIGAILLE, GRAN SACERDOTE (da dentro la Torre di Babele) Qual grido è questo?

FENENA, ABIGAILLE, HOHER PRIESTER (aus dem Turm von Babel) Was sind diese Schreie?

RAGAZZI e VERDI Viva Nabucco! Hoch leb Nabucco! Viva Nabucco!

KINDER und VERDI Hoch leb Nabucco! Hoch leb Nabucco! Hoch leb Nabucco!

SACERDOTE (da dentro la Torre di Babele) Si compia il rito.

PRIESTER(aus dem Turm von Babel) Der Ritus sei vollbracht.

NABUCCO Stolti, fermate! L’idol funesto, guerrier, frangete qual polve al suol!

NABUCCO Ihr Verrückten, haltet ein! Krieger, macht das grausame Götzenbild zu Staub.

TUTTI Divin prodigio! O göttlich Wunder! De Die marueia!

ALLE O göttlich Wunder! O göttlich Wunder! O göttlich Wunder!

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NABUCCO (corre in proscenio e si rivolge ai Ragazzi) Ah torna Israello, torna alle gioie del patrio suol! Sorga al tuo Nume tempio novello… Ei solo è grande, è forte Ei sol! (esce Fenena dalla Torre di Babele e affianca il padre, sussurrandogli delle parole all’orecchio) L’empio tiranno Ei fe’ demente, del re pentito die’ pace al sen… d’Abigaille turbò la mente, sì che l’iniqua bevve il veleno! Ei solo è grande, è forte Ei sol!… Figlia, adoriamlo, prostrati al suol. (Abigaille moribonda esce dalla Torre di Babele trascinandosi. Verdi corre in suo soccorso e la aiuta a portarsi in proscenio. La tiene tra le braccia)

NABUCCO (betritt das Bühnenportal und spricht zu den Kindern) Ach, kehre zurück, Israel, zu den Freuden deines Heimatlandes! Es entstehe ein neuer Tempel für deinen Gott… Nur er ist groß und stark, nur er! (Fenena tritt aus dem Turm von Babel und nähert sich dem Vater; sie flüstert ihm einige Worte ins Ohr.) Er hat den grausamen Tyrannen bewusstlos gemacht, nun gebe er dem reuigen König Frieden… Abigaille hat er den Verstand getrübt, so dass die Frevlerin Gift trank! Nur er ist groß und stark, nur er! Meine Tochter, beten wir ihn an, knie nieder. (Abigaille kommt, sich fortschleppend, aus dem Turm von Babel, im Sterben. Verdi eilt ihr zu Hilfe und stützt sie bis zum Bühnenportal. Er hält sie in seinen Armen.)

NABUCCO Oh! chi vegg’io?

NABUCCO Oh, wen sehe ich?

RAGAZZI La misera a che si tragge or qui?

KINDER Warum schleppt sich die Unglückliche jetzt her?

ABIGAILLE (a Fenena) Su me… morente… esanime… discenda… il tuo perdono! Fenena! Io fui colpevole… Punita… or ben ne sono! (ad Ismaele) Vieni!… costor s’amavano… (a Nabucco) fidan lor speme in te!… Or… chi mi toglie al ferreo pondo del mio delitto! (ai Ragazzi) Ah! tu dicesti, o popolo: «Solleva Iddio l’afflitto». Te chiamo… te Dio… te venero… non maledire a me… (Abigaille muore serena dopo aver ringraziato Verdi per averla aiutata a trovare la pace)

ABIGAILLE (zu Fenena) Auf mich… die ich im Sterben liege… leblos… komme… deine Vergebung herab! Fenena! Ich war die Schuldige… Nun… wurde ich gerecht bestraft! (zu Ismail) Komm!... Diese liebten sich… (zu Nabucco) Sie mögen ihre Hoffnung in dich setzen können!... Wer… nimmt mir nun die eiserne Last meiner Schuld? (zu den Kindern) Ach, Volk! Du sagtest: «Gott spende den Trauernden Trost». Dich rufe ich an… oh, Gott… dich verehre ich… verdamme mich nicht… (Abigaille stirbt ruhig, nachdem sie Verdi gedankt hat, dass er ihr geholfen hat, den Frieden zu finden.)

RAGAZZI Solleva Iddio l’afflitto.

KINDER Gott spende den Trauernden Trost.

ZACCARIA (a Nabucco) Servendo a Jehovah, sarai de’ regi il re!… (La corda, che era servita come elemento di costrizione dei prigionieri, viene afferrata da tutti i personaggi e i ragazzi della platea per formare un grande girotondo. Si scambiano le corone e le indossano.)

ZACHARIAS (zu Nabucco) Wenn du Jehovah dienst, wirst du zum König der Könige!... (Der Strick, der zur Verhaftung der Gefangenen diente, wird von allen Darstellern und den Kindern des Parketts festgehalten, um einen großen Reigen zu bilden. Sie tauschen die Kronen aus und setzen sie auf.)


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musica musik


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giochi Spiele


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TUTTI I COLORI DELLA MUSICA ALLE FARBEN DER MUSIK Si possono far vivere davanti agli occhi le emozioni che la musica accende dentro di noi? Esplosioni, contrasti, sfumature, delicatezze… sono infinite le impressioni! Però è così difficile comunicarle e lo è ancora di più trovare le parole giuste! Ma niente paura, un modo c’è: basta… non starci a pensare. Il nostro corpo sa benissimo come muoversi e le mani come dirigere un’orchestra immaginaria, gli occhi sanno scegliere subito i colori adatti. Per provare basta solo procurarsi: qualche foglio formato A4 qualche piatto di plastica su cui spargere un po’ di colori a tempera Il gioco può cominciare: 1. ascoltare 30 secondi di musica e danzare tutti liberamente 2. sulla stessa musica fare il direttore d’orchestra 3. tornare ai banchi e intingere le dita nei colori che la musica suggerisce 4. lasciar danzare le mani a suon di musica sul foglio Incredibile! La musica si lascia vedere e sotto i nostri occhi compaiono forme, colori, sfumature, contrasti… I migliori risultati? Sono di coloro che non ci pensano e lasciano giocare le mani. E adesso dipingiamo le emozioni dei personaggi dell’opera. Con internet in aula computer, prova a selezionare in Google alcune parole, ad es.: <Ben io t’invenni>. E voilà, il gioco ricomincia! Prova a fare lo stesso gioco ascoltando le arie di ogni personaggio di Nabucco, potrai cosi reinventare la storia a colori in un modo tutto nuovo! Alla fine non c’è niente di meglio di una grande esposizione di quadri divisa per personaggi, oppure si possono fotografare in digitale i fogli e inserire le immagini in PowerPoint. Ve le potete guardare, ma se le proiettate su una parete ci potete perfino danzare dentro! Che scenografia! Können Gefühle, die die Musik hervorruft, vor unseren Augen zum Leben erweckt werden? Explosionen, Kontraste, Schattierungen, Feinheiten… die Eindrücke sind unendlich! Doch es ist schwierig, Gefühle mitzuteilen, und noch schwieriger ist es, die richtigen Worte dafür zu finden. Doch keine Bange, ein Mittel gibt es: einfach… nicht daran denken. Unser Körper weiß nur allzu genau, wie er sich bewegen soll, und die Hände wissen, wie sie das imaginäre Orchester dirigieren sollen; die Augen wählen sofort die richtigen Farben. Um es auszuprobieren, braucht es: ein paar Blätter im A4-Format ein paar Plastikteller, auf denen die Temperafarben verteilt werden Das Spiel kann beginnen: 1. 30 Sekunden Musik hören und dazu frei tanzen 2. dieselbe Musik dirigieren 3. zu den Bänken zurückkehren und die Finger in die Farben eintauchen, die zur Musik passen 4. die Hände im Takt der Musik auf dem Blatt tanzen lassen Unglaublich! Musik wird sichtbar, und vor unseren Augen erscheinen Formen, Farben, Schattierungen, Kontraste… Die besten Ergebnisse erzielen jene, die dabei nicht nachdenken und die Hände einfach machen lassen. Und jetzt malen wir die Gefühle der verschiedenen Personen in der Oper. Versucht, im Computerraum auf Internet in Google einige Wörter einzugeben, z.B.: <Ben io t’invenni>. Und voilà, das Spiel kann beginnen! Macht dasselbe Spiel, indem ihr die Arien jeder Person im Nabucco anhört und die Geschichte in Farben neu erzählt. Als Höhepunkt könnte ich mir eine große Ausstellung vorstellen mit den Zeichnungen der Personen der Oper. Eure Zeichnungen könnt ihr dann fotografieren, an eine Wand projizieren und vor diesem „Bühnenbild“ tanzen.

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CARTA DI IDENTITÀ Ma Abigaille è buona o cattiva? Sapresti definire ogni personaggio dopo averne letto le descrizioni che ha fornito la regista? E dopo aver letto il libretto, che idea ti sei fatto di quel personaggio? E i tuoi compagni di classe? Li conosci? Cosa sai di loro? E loro di te? A volte non è sufficiente trascorrere tante ore insieme per conoscersi, a volte bastano 10 minuti e si capisce tutto, a volte dopo 3 anni di scuola magari del tuo compagno di banco continui a sapere solo il nome e il cognome (e come va in matematica!). Descrivi te stesso, fai la tua carta di identità, prima con le informazioni classiche, il tuo nome e cognome e la tua data di nascita, e poi sbizzarrisciti e aggiungi quello che vuoi sul tuo conto, insomma prova a raccontarti, anche con disegni oltre che con le parole. Prova ora a fare lo stesso pensando al tuo compagno di banco. Fai la sua carta di identità, ma non scrivere il suo nome e cognome. Provate ora ad abbinare le carte d’identità che avete compilato al nome del vostro compagno: ci riuscite?

Verdi Giuseppe Fortunino Francesco 10/10/1813

italiana Roncole di Busseto coniugato musicista

PERSONALAUSWEIS Ist Abigaille eigentlich gut oder böse? Könntest du jede Person charakterisieren, nachdem du die Beschreibungen auf den Seiten 6 und 7 gelesen hast? Und deine Klassenkameraden? Kennst du sie? Was weißt du von ihnen? Und was wissen sie von dir? Oft reicht es nicht aus, viele Stunden miteinander zu verbringen, um einander kennen zu lernen. Manchmal reichen aber auch zehn Minuten, um jemanden zu verstehen. Oft weißt du von deinem Banknachbar nach drei Schuljahren nur den Vor- und Zunamen (und wie gut oder schlecht er in Mathe ist!). Beschreibe dich selbst, erstelle deinen Personalausweis, zuerst mit den klassischen Informationen, deinem Vor- und Zunamen und deinem Geburtsdatum. Dann lässt du der Phantasie freien Lauf und fügst über dich hinzu, was du möchtest. Versuche dich selbst zu beschreiben, auch mit Zeichnungen und nicht nur mit Worten. Versuche jetzt dasselbe zu tun, indem du dir deinen Banknachbarn vor Augen hältst. Erstelle seinen Personalausweis, ohne seinen Vorund Zunamen zu schreiben. Versucht jetzt, die Personalausweise, die ihr ausgefüllt habt, mit den Namen eurer Klassenkameraden zu vervollständigen: Gelingt das? 49


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COSA C’E DI PIÙ MODERNO DEL RITMO? Il nostro Nabucco trabocca di ritmi: a volte energici e tosti, a volte più lenti e soft. Proprio come oggi! Proviamo a confrontare i ritmi di Nabucco con quelli di oggi; quelli tosti ci possono dare la carica? Quelli soft sono poi così diversi da quelli odierni? Esercizio I Seduti in cerchio, cominciamo battendo una pulsazione regolare e variamola in modo da comunicare diversi gradi di calma e tensione: basta cambiare la velocità. Inventiamo una piccola idea ritmica: pochi suoni, ma interessanti. Ce n’è qualcuna presa da un ritmo conosciuto, da una canzone famosa? Proviamo ancora a modificare la velocità per variare l’effetto da calmo a teso. Ripetiamo l’idea ‘passandola’ al compagno a fianco. Se non l’abbiamo già inventata noi, aggiungiamo quest’idea nuova, da eseguire con un andamento piuttosto calmo.

Ripetiamola uguale per tre volte, poi troviamo una variazione per fare il finale. Abbiamo ottenuto una frase ritmica: confrontiamola con quella che accompagna la nostra canzone preferita, quella più famosa del momento o di quest’estate. Non è impostata allo stesso modo? Esercizio 2 Adesso prendiamo il pezzettino più piccolo dell’idea ritmica, il più originale:

ripetiamolo velocemente come un vero loop di musica rock, rap, ecc… Non siamo neanche troppo diversi da Verdi!: rataplàn, rataplan… Ai tempi di Verdi quest’idea ritmica aveva un nome: si chiamava galop. Cerchiamo queste idee ritmiche dentro la Sinfonia di Nabucco. Quando le abbiamo riconosciute, eseguiamole con precisione come un karaoke ritmico. Possiamo ripetere l’attività usando gli altri ritmi tosti che si trovano durante l’opera: ce ne sono veramente molti! Ad esempio, quello di Zaccaria:

oppure il galop di Nabucco:

Possiamo: ripetere, mescolare, alternare, variare tutte queste idee ritmiche per ottenere una composizione travolgente. Meglio ancora, se arricchita da idee di oggi, magari, composte da noi. Ora, i ritmi soft. In Nabucco, Verdi usa spesso il raggruppamento di tre pulsazioni, dispari, la terzina: così raro da sentire oggi, tranne che in certe canzoni basate sul ritmo slow-rock. Anche in questo caso, ascoltiamo, confrontiamo, componiamo. Per ottenere un buon ritmo soft, chiediamoci: c’entra la velocità? Quali tipi di musica soft hanno un raggruppamento di tre pulsazioni (le ninne nanne, le pastorali natalizie…). E se accelerassimo tremendamente la velocità della pulsazione, cosa succederebbe?

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GIBT ES ETWAS MODERNERES ALS DEN RHYTHMUS? Unser Nabucco strömt vor Rhythmen nur so über: Oft sind sie energisch und hart, oft langsam und soft. So wie in der heutigen Zeit! Versuchen wir, die Rhythmen des Nabucco mit jenen von heute zu vergleichen; Können uns die harten einheizen? Und wenn es soft klingt, ist es dann so sehr anders als heute? ÜBUNG I Wir sitzen im Kreis und trommeln einen regelmäßigen Schlag; wir verändern ihn, indem wir verschiedene Stufen der Ruhe oder Spannung mitteilen: einfach nur die Geschwindigkeit verändern. Wir erfinden eine beliebige, kurze rhythmische Sequenz: wenige aber interessante Klänge. Entstammen einige der Sequenzen auch berühmten Liedern, kennen wir den Rhythmus bereits von irgendwo her? Versuchen wir wieder, die Geschwindigkeit zu verändern, um die Wirkung von ruhig auf angespannt zu steigern. Wiederholen wir die Sequenz, indem wir sie an den nächsten Klassenkameraden „weitergeben“. Wenn wir sie nicht schon selbst erfunden haben, fügen wir diese neue Sequenz hinzu und führen sie mit einem eher ruhigen Tempo aus.

Wiederholen wir die Sequenz dreimal unverändert und versuchen wir dann, sie zu variieren (Variation). Wir erhalten einen rhythmischen Satz: Vergleichen wir ihn mit dem, der unser Lieblingslied begleitet. Wird es nicht gleich aufgebaut? ÜBUNG 2 Jetzt nehmen wir den kürzesten Teil der rhythmischen Abfolge, den originellsten:

Jetzt wiederholen wir ihn schnell, wie einen richtigen Loop aus der Rockmusik, wie einen Rap usw. Wir sind gar nicht so weit entfernt von Verdi: rataplàn, rataplan… Zu Verdis Zeiten hatte diese rhythmische Abfolge einen Namen, sie hieß Galopp. Suchen wir diese rhythmische Sequenz in der Symphonie von Nabucco. Wenn wir sie erkannt haben, führen wir sie sehr genau wie in einem rhythmischen Karaoke aus. Wir können das wiederholen, indem wir andere harte Rhythmen verwenden, die sich in der Oper wiederfinden: Es gibt wirklich viele davon! Zum Beispiel jenen von Zacharias:

oder den Galopp von Nabucco:

Wir können all diese rhythmischen Sequenzen wiederholen, vermischen, alternieren, variieren, um eine überwältigende Komposition zu erhalten. Noch besser ist es, wenn wir sie mit unseren selbsterfundenen rhythmischen Sequenzen bereichern. Kommen wir nun zu den Soft-Rhythmen. In Nabucco verwendet Verdi öfters Gruppierungen aus drei Schlägen, eine ungerade Zahl, die Triole: Heute hört man sie selten, außer in einigen Liedern, die auf dem Slow-Rock-Rhythmus basieren. Auch hier hören wir zu, vergleichen, komponieren. Um einen guten Soft-Rhythmus zu erhalten, fragen wir uns: Hat das etwas mit Geschwindigkeit zu tun? Welche Soft-Musikarten bestehen aus einer Gruppierung dreier Schläge (Schlaflieder, Weihnachtslieder…)? Und wenn wir die Geschwindigkeit der Schläge drastisch erhöhen, was passiert dann? 51


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L’edificio teatrale: la sala

das theatergebÄude: der saal

Abbina a ciascun colore il numero della definizione corrispondente!

Weise jeder Farbe die Zahl der entsprechenden Definition zu!

1 FOYER – comunemente conosciuto anche con il nome di ridotto, è lo spazio, adiacente alla sala, che accoglie gli spettatori quando entrano in teatro. Nel foyer il pubblico si intrattiene prima e dopo lo spettacolo, oltre che durante gli intervalli. 2 PLATEA – è la superficie che forma la base della sala teatrale. In platea sono disposte, in file e settori, le poltrone per il pubblico. Generalmente il pavimento della platea è in pendenza verso il palcoscenico per favorire la visibilità dello spettacolo. 3 PALCHI – nel teatro all italiana, lungo le pareti della sala, sono disposti a corona i palchi (o palchetti), che accolgono gli spettatori in salette da 5/6 persone. I palchi sono disposti su diversi livelli, chiamati ordini, e affacciano sulla sala teatrale. 4 LOGGIONE – quasi sempre si distribuisce su due gallerie che corrispondono agli ultimi due livelli della sala. Il loggione offre i posti più economici in quanto la visibilità del palcoscenico è ridotta. 5 PALCO REALE – collocato al centro del secondo ordine di palchi, domina la sala al di sopra del suo ingresso principale. Il palco reale è il miglior punto di vista del teatro, per questo motivo era il palco destinato al re e ai suoi familiari. Oggi il palco reale è riservato alle autorità. 6 BUCA DELL’ORCHESTRA – detta anche golfo mistico, è lo spazio riservato all’orchestra e al suo direttore. Si chiama così perché si trova più in basso rispetto al livello della sala ed è collocata tra il palcoscenico e la platea.

1 FOYER – Es ist im Allgemeinen auch als Empfangshalle bekannt und ist der Raum vor dem Saals, in dem die Zuschauer empfangen werden, wenn sie ins Theater kommen. Im Foyer unterhält sich das Publikum vor und nach der Aufführung und in den Pausen. 2 PARKETT – Das Parkett ist die Fläche, die die Basis des Theatersaals bildet. Auf dem Parkett sind, in Reihen und Bereichen, Sitzplätze für das Publikum angeordnet. Im Allgemeinen hat der Boden des Parketts eine Neigung zur Bühne hin, damit man die Darbietung besser sehen kann. 3 LOGEN – Im italienischen Theater sind entlang der Wände des Saals kronenförmig Logen angeordnet. Jede Loge bietet Platz für fünf bis sechs Personen. Die Logen schauen auf den Theatersaal hinunter und sind auf verschiedenen Ebenen angeordnet, die auch als Ränge bezeichnet werden. 4 LOGGIONE – Er erstreckt sich fast immer auf zwei Galerien, die den letzten beiden Ebenen des Saales entsprechen. Der „Loggione“ hat die billigsten Plätze, weil die Sicht auf die Bühne eingeschränkt ist. 5 KÖNIGSLOGE – Sie liegt in der Mitte des zweiten Ranges und beherrscht den Saal oberhalb des Haupteingangs. Die Königsloge ist der beste Aussichtspunkt des Theaters und war aus diesem Grund dem König und seinen Angehörigen vorbehalten. Heute sitzen in der Königsloge die Behörden. 6 ORCHESTERGRABEN – Er wird auch als “mystischer Abgrund” bezeichnet. Hier befinden sich das Orchester und sein Dirigent. Er heißt so, weil er unterhalb der Ebene des Theatersaals liegt. Der Orchestergraben befindet sich zwischen Bühne und Parkett.


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Il teatro all’italiana Il teatro all’italiana è un tipo di struttura teatrale che si è particolarmente diffuso tra il XVIII e il XIX secolo. Su tale modello sono stati costruiti la gran parte dei teatri che ancora oggi operano sul territorio italiano, se ne può trovare uno in quasi tutte le città. Le peculiarità architettoniche di questa tipologia teatrale sono la forma della sala a ferro di cavallo e la presenza dei palchetti posti su più piani intorno alla platea. Numerosi sono gli esempi: il Teatro alla Scala di Milano, del 1778, la Fenice di Venezia, la cui struttura originale risale al 1792, il San Carlo di Napoli del 1816, e tanti altri. La sala teatrale, con la sua divisione in palchetti, rappresenta emblematicamente la struttura sociale dell’Italia dell’epoca. Un tempo il popolo restava in piedi in platea, o nel loggione, seduto su scomodi sgabelli o su ripide gradinate, potendo assistere così in modo davvero disagevole e con scarsa visibilità allo spettacolo. Stare nei palchetti era un privilegio esclusivamente degli aristocratici, che ne potevano fare uso anche per ricevere degli invitati, mangiare e intrattenersi come in un salotto. Nei palchi era consuetudine conversare, giocare a carte o addirittura cucinare: si privilegiava quindi la privacy degli spettatori alla visibilità del palcoscenico. La gestione dei palchi era affidata alle cosiddette Società dei palchettisti che finanziando la costruzione dei teatri ne erano a tutti gli effetti proprietari. i palchi erano dunque (e in alcuni teatri lo sono tuttora) di proprietà privata e lo si può notare da come siano diversamente arredati e rivestiti. Questa struttura ricorda quella di un alveare dove per l’appunto la ‘cella’ migliore è destinata ai reali (palco reale) e dove si svolgono dei riti che riflettono le dinamiche sociali. Il motivo per cui si afferma la struttura a ferro di cavallo è anche per permettere ai nobili, grazie ad uan curvatura verso l’intero della sala, di osservarsi tra loro. Una tale architettura privilegia la vita sociale. Nel XX secolo la visione dello spettacolo assume uan maggiore importanza. Oggi i posti più importanti sono quelli della platea. Nella costruzione dei teatri moderni si riflettono i cambiamenti della società, attualmente si tende a uan democratizzazione del pubblico. Gli spettatori sono distribuiti su ampie balconate e non ci sono separazioni perché in teatro tutti hanno il diritto di vedere e di ascoltare al meglio.

IERI Como, Teatro Sociale – sala vista da un palchetto GESTERN Como, Teatro Sociale – der Theatersaal von einer Loge aus betrachtet.

OGGI MIlano, Teatro degli Arcimboldi – interno della sala HEUTE Mailand, Teatro degli Arcimboldi – Das Saalinnere.

DAS ITALIENISCHE THEATER Das italienische Theater ist eine Theaterstruktur, die im 18. und 19. Jahrhundert sehr verbreitet war. Nach diesem Modell wurde ein Großteil der Theater errichtet, die noch heute in Italien in Betrieb sind. Es gibt davon fast in jeder Stadt eines. Die architektonischen Besonderheiten dieser Art von Theater bestehen im hufeisenförmigen Saal und in den Logen, die um das Parkett herum auf mehreren Ebenen angeordnet sind. Es gibt zahlreiche Beispiele davon: das „Teatro alla Scala“ in Mailand von 1778, „La Fenice“ in Venedig, dessen ursprünglicher Bau auf das Jahr 1792 zurückgeht, das „San Carlo“ in Neapel von 1816 und viele andere. Der Theatersaal mit seiner Aufteilung in Logen versinnbildlicht die damalige soziale Struktur Italiens. Das Volk nahm früher einen Stehplatz im Parkett oder im Loggione ein, auf einem unbequemen Schemel oder auf steilen Treppen, und wohnte dem Schauspiel auf unbehagliche Weise und mit schlechter Sicht auf die Bühne bei. Die Logen waren ein Privileg des Adels, der dort auch seine Gäste empfangen, essen und sich unterhalten konnte, wie in einem öffentlichen Salon. In den Logen sprach man, spielte man Karten oder kochte man sogar; die Privatsphäre der Zuschauer war wichtiger als die Sicht auf die Bühne. Die Verwaltung der Logen oblag sogenannten Logenverwaltern, die den Bau des Theaters finanziert hatten und deren rechtmäßige Eigentümer waren. Die Logen waren somit (und sind es in einigen Theatern noch heute) Privateigentum, was an ihrer unterschiedlichen Einrichtung und Ausstattung erkennbar ist. Dieser Aufbau erinnert an einen Bienenstock, wo die beste „Zelle“ dem Königsgeschlecht (Königsloge) vorbehalten ist und sich die Riten abspielen, die die gesellschaftliche Dynamik widerspiegeln. Die hufeisenförmige Struktur ermöglichte den Adeligen, sich gegenseitig zu beobachten. Dieser architektonische Aufbau förderte das soziale Leben und konnte sich auch deshalb behaupten. Im 20. Jahrhundert erlangt die Betrachtung des Schauspiels einen höheren Stellenwert. Heute sind die wichtigsten Plätze jene im Parkett. Am Aufbau moderner Theater werden die gesellschaftlichen Veränderungen erkennbar: Heute tendiert man zu einer demokratischeren Auffassung des Publikums. Die Zuschauer werden auf breite Balkone verteilt und es gibt keine Abtrennungen, denn im Theater haben alle das Recht, dem Schauspiel auf bestmögliche Weise beizuwohnen.


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S U D O K U M U S I C A L E

M U S I K S U D O K U

Completa gli schemi in modo che ogni colonna, ogni riga e ogni blocco contengano tutti e nove i simboli musicali qui sotto elencati, nessuno escluso e senza ripetizioni. Fülle die Felder aus. Jede Spalte, jede Reihe und jeder Block müssen alle neun unten angeführten Musiksymbole enthalten, ohne Ausnahme und Wiederholungen. Sudoku 1 – livello intermedio Sudoku 1 – mittlerer Schwierigkeitsgrad

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CHIAVE DI VIOLINO VIOLINSCHLÜSSEL CHIAVE DI BASSO BASSSCHLÜSSEL DO

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CHIAVE DI VIOLINO

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PAUSA CROMA

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UN SIMBOLO DI PACE E DI FRATELLANZA Dal libro di storia impari che il XIX secolo vede i popoli del nostro continente lottare per conquistare sia l’indipendenza da governanti stranieri, sia le libertà oppresse da regimi autoritari: la libertà di pensiero, di parola e di stampa; o le libertà legate all’economia, ai commerci e alle industrie, alle tradizioni locali, e altre ancora. Il 1848 è un anno cruciale, per le rivoluzioni che avvengono in Francia come in Austria, in Germania come in Ungheria, in Italia come in Polonia. Nei settant’anni che seguono, i paesi europei sono insanguinati da guerre fratricide, tanto che nel 1918 la carta geografica dell’Europa si trova profondamente cambiata. Ma libertà e indipendenza sono valori tanto preziosi quanto ardui da conservare. E così rinascono nel Novecento in Europa dispotismi ancora più crudeli di quelli dell’Ottocento: stalinismo, fascismo, nazismo. Ognuno di questi regimi costringe popoli interi a lasciare le terre natie, le proprie consuetudini, le proprie idee; impediscono persino di parlare la propria lingua. Il coro Va’, pensiero è diventato un simbolo internazionale, cantato in tutte le lingue. Se vai su YouTube lo troverai in tedesco (dal più famoso gruppo folcloristico altoatesino!), poi in francese, inglese, spagnolo… Il coro che Verdi assegna agli Israeliti prigionieri diventa per noi il simbolo del diritto di tutti i popoli a decidere i propri destini. Un simbolo pacifico, non guerresco: la libertà e l’indipendenza si coltivano nel seno di una comunità più grande, in cui i valori degli uni e degli altri si armonizzano, e la aiutano a crescere. Molti hanno provato a rappresentare con un’immagine l’idea di fratellanza tra popoli diversi. Qui ne vedi due, formate semplicemente con un accostamento di mani. Ne provi a inventare una anche tu?

EIN SYMBOL FÜR FRIEDEN UND BRÜDERLICHKEIT Aus dem Geschichtsbuch lernst du, dass die Völker unseres Kontinents im 19. Jahrhundert für ihre Unabhängigkeit und Freiheit kämpften. Unter anderem ging es um den Erwerb von Freiheiten, die von autoritären Regimes unterdrückt wurden: Meinungs-, Redeund Pressefreiheit; oder die Freiheit für Wirtschaft, Handel, Industrie, örtliche Bräuche usw. 1848 ist ein entscheidendes Jahr: In Frankreich, Österreich und Deutschland, aber auch in Ungarn, Italien und Polen finden Revolutionen statt. In den darauf folgenden siebzig Jahren werden die europäischen Länder von brudermörderischen, blutigen Kriegen heimgesucht, so dass 1918 die Landkarte Europas völlig verändert aussieht. Doch Freiheit und Unabhängigkeit sind Werte, die ebenso wertvoll wie auch schwer beizubehalten sind. Im 20. Jahrhundert entstehen in Europa noch grausamere Despotismen als im 19. Jahrhundert: Stalinismus, Faschismus, Nationalsozialismus. Jedes dieser Regimes zwingt ganze Völker, ihre Herkunftsländer zu verlassen und ihre Gepflogenheiten und Überzeugungen an den Nagel zu hängen; sie werden sogar daran gehindert, die eigene Sprache zu sprechen. Der Gefangenenchor Va’, pensiero wurde zum internationalen Symbol und in allen Sprachen gesungen. Wenn du auf You Tube gehst, findest du ihn auf Deutsch (gesungen von der berühmtesten Volksmusikgruppe Südtirols!), aber auch auf Französisch, Englisch, Spanisch… Der Chor, den Verdi den gefangenen Israeliten zuweist, wird für uns zum Symbol für das Recht aller Völker, ihr Schicksal selbst zu bestimmen. Ein friedliches Symbol, kein kriegerisches: Freiheit und Unabhängigkeit sind Werte, die dem Kreis einer Gemeinschaft entspringen, in der die Werte aller miteinander harmonieren und auf diese Weise zur Weiterentwicklung der Gesellschaft beitragen. Oft wurde versucht, mit einem Bild die Vorstellung von Brüderlichkeit zwischen den Völkern darzustellen. Hier siehst du zwei Bilder, die einfach durch das Zusammenführen von Händen entstanden sind. Versuche selbst, eines zu entwerfen!


NABUCCO

C’ERA UNA VOLTA LA FIGLIA DI UN RE...

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NABUCCO

ES WAR EINMAL EINE KÖNIGSTOCHTER…


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Nabucco, re dei Babilonesi, esulta per la vittoria sugli Ebrei ormai prigionieri: «Io sono il vincitore, chi mai potrà resistermi?». Zaccaria, il Gran Sacerdote degli Ebrei, tiene, però, in ostaggio Fenena (la figlia del sovrano) e minaccia di ucciderla: «Hai sete di sangue? Versa quello di tua figlia». Nabucco, der König der Babylonier, jubelt wegen des Sieges über die gefangenen Juden: «Ich bin der Sieger, wer wird mir jemals standhalten können?» Zacharias, der Hohe Priester der Juden, hält jedoch Fenena (die Tochter des Herrschers) als Geisel und droht, sie zu töten: «Dürstet dich nach Blut? Vergieße das deiner Tochter. »

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Ma ecco che Ismaele – il nipote del re di Gerusalemme innamorato (ricambiato) di Fenena – accorre a liberare l’amata: «Misera, ti salverà l’amore». Doch Ismail – der Neffe des Königs von Jerusalem, der in Fenena verliebt ist (und sie in ihn) – kommt der Geliebten zur Hilfe: «Ärmste, die Liebe wird dich retten.»


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Nabucco si autoproclama Dio dei Babilonesi e degli Ebrei: «Vi è un solo Dio… il vostro Re! Adoratemi come un Dio!». Ma all’improvviso un fulmine colpisce l’empio sovrano: «Il cielo vendicativo ha fulminato colui che tanto osò». Nabucco si sente perduto: «Chi mi toglie lo scettro reale? Chi mi butta a terra? Il cielo rosso di sangue è caduto sulla mia testa». Nabucco ruft sich selbst zum Gott der Babylonier und der Juden aus: «Es gibt nur einen Gott… euren König! Verehrt mich wie einen Gott!» Doch plötzlich trifft ein Blitz den frevlerischen Herrscher: «Der Himmel hat den Übermütigen bestraft.“ Nabucco fühlt sich verloren: «Wer nimmt mir das königliche Zepter? Wer wirft mich zu Boden? Der von Blut gerötete Himmel ist auf mein Haupt gefallen.»

Abigaille (che nel frattempo ha scoperto di essere figlia di schiavi) con l’aiuto del Gran Sacerdote detronizza Nabucco ed ordina ai soldati di immobilizzarlo: «Va’ via! Invano chiedi la grazia. Ora vedranno se a questa schiava si addice il manto reale!». Abigaille (die in der Zwischenzeit entdeckt hat, dass sie die Tochter von Sklaven ist) setzt Nabucco mit Unterstützung des Hohen Priesters ab und befiehlt den Soldaten, ihn zu fesseln: «Geh weg! Umsonst flehst du um Gnade. Sie werden sehen, ob dieser Sklavin der Königsmantel nicht steht! »

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Nabucco si converte al Dio degli Ebrei e Fenena e Ismaele possono finalmente gettarsi l’una nelle braccia dell’altro. Ma appare Abigaille morente: in preda al rimorso, si è avvelenata. Prima di esalare l’ultimo respiro, però, anch’ella si converte e chiede perdono per il male commesso: «Ti imploro, oh Dio… ti venero… fa’ che io non sia dannata!». Nabucco bekennt sich zum Gott der Juden und Fenena und Ismail können einander endlich in die Arme schließen. Doch Abigaille erscheint, im Sterben: Aus Reue hat sie sich vergiftet. Sie bekehrt sich aber vor ihrem letzten Atemzug und bittet um Vergebung für das Böse, das sie getan hat: «Dich rufe ich an… oh, Gott… dich verehre ich…verdamme mich nicht!»

Il tuo fumetto Ecco qui la trama del nostro Nabucco raccontata come un fumetto in solo 5 immagini. L’artista che l’ha disegnata ha deciso di ambientarla in un’epoca medievale e fiabesca. Tu come ripenseresti la storia di Nabucco? In che epoca la ambienteresti? Prova a disegnare qui a destra il tuo fumetto di Nabucco in 5 quadri come questi ma nell’epoca e nell’ambientazione che preferisci. Oppure puoi fare il lavoro contrario: guarda le immagini nascondendo le didascalie e viaggia con la fantasia. Prova ora ad inventare altre didascalie per queste immagini, crea una storia nuova tutta tua!

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DEIN COMIC Hier ist die Handlung unseres Nabucco, wie ein Comic in nur fünf Bildern erzählt. Der Künstler, der sie gezeichnet hat, hat beschlossen, sie in einer mittelalterlichen, märchenhaften Umgebung anzusiedeln. Wie würdest du die Geschichte von Nabucco neu erzählen? In welcher Zeit würdest du sie ansiedeln? Versuche hier rechts, dein NabuccoComic in fünf Bildern wie diese zu zeichnen, aber in einer Zeit und an einem Ort deiner Wahl. Schaue dir nun die Bilder an, verdecke den Bildtext und lass deiner Phantasie freien Lauf. Versuche nun eigene Bildtexte für die Darstellungen zu schreiben und erfinde deine eigene Geschichte.


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HYMNE AN DEN FRIEDEN L’INNO PER LA PACE

Heute herrscht in Europa Frieden, Jahrhunderte lang wurde es aber von brudermörderischen Kriegen geplagt. Der Friede ist vor allem das Verdienst der progressiven Vereinigung Europas und wird durch wirtschaftliche Traktate und wichtige Institutionen geschützt. Zu den sechs Ländern, die sich ursprünglich zusammenschlossen, traten nach und nach andere hinzu. Heute zählt Europa 27 Mitgliedsstaaten. „Einheit in der Vielfalt“ ist das Motto der Europäischen Union. Mit diesem Motto möchte man ausdrücken, dass sich die Europäer vereint für Frieden und Wohlstand einsetzen und dass die zahlreichen Kulturen, Traditionen und Sprachen für den gesamten Kontinent eine Bereicherung darstellen. Wie jedes einzelne Land hat auch die Europäische Union eine Hymne: Es handelt sich um die Melodie der Ode an die Freude aus Ludwig van Beethovens Neunter Symphonie. Die Hymne ist auf der Webseite http://europa.eu/abc/symbols/anthem/index_it.htm zu hören. Wir können Beethovens Hymne mit dem Originaltext von Friedrich Schiller mitsingen:

Oggi l’Europa vive in pace come mai era successo prima, quando per secoli e secoli è stata dilaniata da guerre fratricide. La pace è merito soprattutto della progressiva unificazione e dei trattati economici prima e poi di istituzioni sempre più importanti. Ai sei paesi che si unirono inizialmente se ne sono aggiunti via via altri, fino ai 27 attuali. «Unità nella diversità» è il motto dell’Unione Europea. Il motto fa capire che gli Europei operano unitamente per la pace e la prosperità e che le molte e diverse culture, tradizioni e lingue costituiscono per l’intero continente una ricchezza. Come ogni singolo paese, anche l’Unione Europea si è dotata di un proprio inno: è la musica dell’Inno alla Gioia, che Ludwig van Beethoven inserì nella sua Nona Sinfonia. Puoi ascoltare l’inno sul sito http://europa.eu/abc/symbols/anthem/index_it.htm. Possiamo cantare anche noi l’inno di Beethoven, sulle parole originali, di Friedrich Schiller:

Freude, schöner Götterfunken, Tochter aus Elysium, wir betreten feuertrunken, Himmlische, dein Heiligtum! Deine Zauber binden wieder, was die Mode streng geteilt; alle Menschen werden Brüder wo dein sanfter Flügel weilt.

Gioia, bella scintilla divina, figlia degli Elisei, noi entriamo ebbri e frementi, celeste, nel tuo tempio. La tua magia ricongiunge ciò che la moda ha rigidamente diviso, tutti gli uomini diventano fratelli, dove la tua ala soave freme.

Anstelle der kämpferischen Worte zahlreicher Nationalhymnen, die zum bewaffneten Krieg gegen feindliche Völker aufrufen, wird hier die Freude gefeiert, die durch die Zusammenarbeit und Brüderlichkeit der Menschen entstehen kann.

Al posto delle parole bellicose di molti inni nazionali, che incitano alla guerra armata contro popoli nemici, qui si celebra la felicità che può nascere solo dalla cooperazione e fratellanza del genere umano.

Nicht nur der Text ruft zum Frieden auf, sondern auch die Melodie. Dies lässt sich feststellen, indem wir die musikalischen Merkmale der Hymne von Michele Novaro mit jener von Beethoven vergleichen:

Confronta ora i caratteri musicali dell’inno di Michele Novaro e di quello di Beethoven:

MUSIKALISCHE MERKMALE

ODE AN DIE FREUDE

FRATELLI D’ITALIA

CARATTERI MUSICALI

INNO ALLA GIOIA

RHYTHMIK

MARSCH PASSO DI MARCIA

FLIEßEND SCORREVOLE

RITMO

PUNKTIERTER RHYTHMUS RITMO PUNTATO

GLEICHE NOTENWERTE DURATE UGUALI

GROßE SPRÜNGE (INTERVALLE MIT TÖNEN, MELODIE

MELODIA

DIE NICHT DIREKT NEBENEINANDER LIEGEN) A SALTI (INTERVALLI PREVALENTEMENTE DISGIUNTI)

Welche Stimmung vermittelt die Musik der beiden Hymnen? 62

KLEINE INTERVALLE PICCOLI INTERVALLI

Qual è lo spirito suggerito dalla musica dei due inni?


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IL CANTO DEGLI ITALIANI (1847)

DIE HYMNE DER ITALIENER (1847)

Musica Michele Novaro. Testo Goffredo Mameli.

Musik von Michele Novaro. Text von Goffredo Mameli.

Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta; dell’elmo di Scipio s’è cinta la testa. Dov’è la Vittoria? Le porga la chioma; ché schiava di Roma Iddio la creò. Stringiamci a coorte! Siam pronti alla morte; Italia chiamò.

Brüder Italiens, Italien hat sich erhoben, und mit dem Helm des Scipio sein Haupt geschmückt. Wo ist die Siegesgöttin? Sie möge Italien ihr Haupt zuneigen, denn als eine Sklavin Roms hat Gott sie geschaffen Lasst uns die Reihen schließen! Wir sind bereit zum Tod; Italien hat gerufen.

Noi fummo da secoli calpesti, derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi. Raccolgaci un’unica bandiera, una speme: di fonderci insieme già l’ora suonò. Stringiamci a coorte! Siam pronti alla morte; Italia chiamò.

Wir wurden seit Jahrhunderten getreten und ausgelacht, weil wir kein Volk sind, weil wir geteilt sind. Es einige uns eine einzige Flagge, eine Hoffnung: dass wir zusammenschmelzen, hat die Stunde schon geschlagen. Lasst uns die Reihen schließen! Wir sind bereit zum Tod; Italien hat gerufen.

Uniamoci, amiamoci, l’unione, e l’amore rivelano ai Popoli le vie del Signore; giuriamo far libero il suolo natìo: uniti per Dio chi vincer ci può? Stringiamci a coorte! Siam pronti alla morte; Italia chiamò.

Einigen wir uns, lieben wir uns die Einheit und die Liebe offenbaren den Völkern die Wege des Herrn. Schwören wir den Heimatboden zu befreien: Geeint durch Gott, Wer kann uns besiegen? Lasst uns die Reihen schließen! Wir sind bereit zum Tod; Italien hat gerufen.

CONCORSO per una STROFA Ogni nazione ha il suo inno. Lo sentiamo cantare o suonare nelle cerimonie e nelle gare sportive internazionali. La Repubblica Italiana adotta come proprio inno la musica che il compositore Michele Novaro scrisse sulle parole di Goffredo Mameli. Risale al tempo delle guerre ottocentesche per l’indipendenza e la libertà del paese. Qui puoi leggere le prime tre strofe, delle cinque scritte da Mameli. Vogliamo aggiungere noi una strofa nuova? L’argomento è libero: può riferirsi a fatti importanti della nostra società o a questioni più vicine alla vostra realtà… Insomma potete dare sfogo alla vostra fantasia! La tre migliori strofe saranno selezionate e verranno pubblicate sulla rivista Amadeus. La strofa che inventerete dovrà essere inviata entro il 3 giugno 2011 a: Redazione Amadeus Via Alberto Mario, 20 - 20149 Milano

WETTBEWERB FÜR EINE STROPHE Jede Nation hat ihre Hymne. Wir hören sie bei Feiern und internationalen sportlichen Wettkämpfen. Auch die Republik Italien entschied sich für eine eigene Hymne: die Melodie stammt von Michele Novaro, der Text von Goffredo Mameli. Die italienische Nationalhymne wurde zur Zeit der Kämpfe um die Unabhängigkeit und Freiheit des Landes im 19. Jahrhundert geschrieben und komponiert. Wollen wir eine neue Strophe hinzufügen? Das Thema steht dir frei: Es kann sich auf wichtige Ereignisse unserer Gesellschaft beziehen oder auf Angelegenheiten, die dir am Herzen liegen. Also, lasst eurer Phantasie freien Lauf! Die drei besten Strophen werden ausgewählt und in der Zeitschrift Amadeus veröffentlicht. Die von euch erfundene Strophe muss bis 3. Juni 2011 an folgende Anschrift gesendet werden: Redazione Amadeus Via Alberto Mario, 20 - 20149 Milan

È possibile scaricare dal sito www.ntbz-formazione.net gli spartiti dell’Inno d’Italia e dell’Inno alla gioia.

Auf unserer Webseite www.ntbz-formazione.net können sie die Noten der italienischen Hymne und der Ode an die Freude herunterladen. 63


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cOSA PORTARE A TEATRO Come ogni anno lo spettacolo richiederà anche la tua partecipazione attiva, non solo per le arie da cantare, ma anche con alcuni oggetti e azioni da fare dalla tua poltrona in platea. Ecco cosa serve per aiutare Nabucco, Ismaele, Fenena e Verdi!

UNA MAGLIETTA BIANCA Dopo il prologo in cui Verdi in persona ci introduce l’opera che sta per cominciare, finalmente la scena si prepara, sia sul palco – alcuni cantanti e tecnici infatti prepareranno la scenografia – sia in platea. Appena entri in teatro quindi togliti la giacca e, dopo il Prologo, indossa una maglietta bianca, anche se è grande, non importa se sopra il maglione: l’importante è che quando si spengono le luci tutta la platea sia bianca. Sarà il segnale distintivo del popolo ebraico, e sarà la platea a impersonarlo!

UN OGGETTO A TE CARO Da sventolare o tenere vicino al cuore durante il Va’, pensiero, il canto del popolo ebraico che, in esilio, ricorda con nostalgia la sua patria lontana.

LA TUA CORONA Se tu fossi Re Nabucco, come vorresti che fosse la tua corona? Qui troverai degli esempi già pronti per essere ricopiati e ritagliati su un cartoncino colorato… ma non vogliamo mettere freni alla tua fantasia! Scegli quindi, forma, colore e pietre preziose da incastonare sulla tua corona. In teatro, la scambierai con il tuo vicino e la indosserai, per finire la storia trasformando il simbolo della discordia e della brama di potere in un simbolo di unione e finale scioglimento dell’intero dramma.

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WAS MAN INS THEATER MITBRINGEN SOLLTE Wie jedes Jahr erfordert das Schauspiel deine aktive Mitarbeit, nicht nur beim Singen der Arien. Du sollst einige Gegenstände mitbringen und von deinem Sitzplatz im Parkett einige Handlungen ausführen. Hier erfährst du, wie und womit du Nabucco, Ismail, Fenena und Verdi helfen kannst!

EIN WEISSES T-SHIRT

Nach dem Prolog, bei dem Verdi uns in die Oper einführt, wird auf der Bühne – wo einige Sänger und Hilfspersonen sich um das Bühnenbild kümmern – und im Parkett die erste Szene vorbereitet. Nachdem du das Theater betreten hast, solltest du also deine Jacke ausziehen und, nach dem Prolog, ein weißes T-Shirt anziehen. Macht nichts, wenn es zu groß ist und du es über dem Pullover anziehst: Sobald sich der Saal verdunkelt, sollte das gesamte Parkett weiß leuchten als Symbol des jüdischen Volkes, das vom Publikum dargestellt wird.

EIN DIR TEURER GEGENSTAND

Du kannst ihn während des Va’, pensiero, dem Gesang des jüdischen Volkes, das im Exil mit Wehmut an die ferne Heimat denkt, an deinem Herzen tragen oder schwingen.

DEINE KRONE Wenn du König Nabucco wärst, wie sollte dann deine Krone aussehen? Hier findest du einige Beispiele, die auf einen farbigen Karton kopiert und ausgeschnitten werden können… Wir möchten deiner Phantasie aber keine Grenzen setzen! Wähle daher die Form, die Farbe und die Edelsteine, mit denen du deine Krone besetzen möchtest. Im Theater wirst du sie mit deinem Nachbarn tauschen und seine aufsetzen, um die Geschichte zu beenden. Somit wird das Symbol der Zwietracht und Machtgier zum Symbol der Einigkeit und schlussendlichen Lösung des Dramas.

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Education

progetti di

con


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Opera

Kids

progetto di teatro musicale per la scuola dell’infanzia III edizione

Opera domani...

progetto per la produzione di opere liriche introdotte da percorsi didattici Scuole primarie e secondarie XV edizione

N E W

it

progetto di teatro musicale per la scuola secondaria di II grado I edizione

NEW ORCHESTRA

IN

GIOCO

progetto per le scuole dell'obbligo per la diffusione della musica sinfonica I edizione

opEraEducatioN.org con il sostegno di

in collaborazione con Ministero per i Beni e le Attività Culturali

con il patrocinio di Ministero dell’Istruzione dell’Università e della ricerca

OPERA EdUcAtION è membro di


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Program Opera Nabucco