Page 1

cultura e territorio 2

IL ‘MASI’ ALLA PRIMA DONNA DEL VINO IN ASIA THE ‘MASI’ AWARDED TO ASIA’S FIRST WOMAN OF WINE di Gabriele Colleoni

Anno 15 - Numero 43 - Agosto 2019 - POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - 70% - DCB VERONA

8

COSTASERA PER L’ARTE IL VETRO RACCONTA MITI COSTASERA FOR ART, STORIES IN GLASS

di Marisa Fumagalli

32

IL GARDA DOPO FIUME L’ESILIO DORATO DEL VATE GARDA AFTER FIUME, GILDED EXILE OF THE ‘SEER’ di Elena Pala


sommario | contents cultura e territorio 2

IL ‘MASI’ ALLA PRIMA DONNA DEL VINO IN ASIA THE ‘MASI’ AWARDED TO ASIA’S FIRST WOMAN OF WINE di Gabriele Colleoni

Anno 15 - Numero 43 - Agosto 2019 - POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - 70% - DCB VERONA

8

COSTASERA PER L’ARTE IL VETRO RACCONTA MITI COSTASERA FOR ART, STORIES IN GLASS di Marisa Fumagalli

32

IL GARDA DOPO FIUME L’ESILIO DORATO DEL VATE GARDA AFTER FIUME, GILDED EXILE OF THE ‘SEER’

In redazione

Dora Stopazzolo Cristina Valenza Elisa Venturini

Traduzioni

Stephen Hobley

Impaginazione e stampa Tipografia La Grafica Vago di Lavagno (Vr)

8

Premio Masi: quando il presente si proietta nel futuro Masi Prize: when the present becomes the future di Gabriele Colleoni

Raccontare i miti ancestrali con la grazia del vetro di Murano The story of ancient myths through the beauty of glass from Murano di Marisa Fumagalli

16

Le colline del Prosecco nello scrigno dell’UNESCO The hills of Prosecco on the UNESCO roll

Redazionale

In copertina. Creazione dell’opera Il mio serpente a due teste di Kelly Cannel, Studio Berengo, Murano, Venezia Cover photograph. Creation of My two-headed snake by Kelly Cannel, Studio Berengo, Murano, Venezia

Gabriele Colleoni

2

di Gabriele Colleoni

di Elena Pala

Direttore responsabile

1

Una vocazione all’internazionalità A talent for the international

Referenze fotografiche

Archivio Fondazione Masi Archivio Masi Arch. Serego Alighieri Biblioteca Inter. La Vigna Jacopo Salvi

Hanno collaborato

Mario Bagnara Sergio Frigo Marisa Fumagalli Elena Pala Nereo Pederzolli Bonifacio Pignatti

20 26 32 38 44 49

Federico Faggin, il mago del silicio Federico Faggin, the silicon wizard di Bonifacio Pignatti

Uno sguardo sul mondo dalla finestra di Pieve di Soligo The world seen through a window in Pieve di Soligo di Sergio Frigo

Il Garda del Vate, l’esilio dorato dopo l’avventura di Fiume The ‘seer’ in Garda, gilded exile after the adventure of Fiume di Elena Pala

La vendemmia: ogni anno una festa nel segno di Bacco The harvest: a yearly Bacchic festival di Mario Bagnara

Nelle carte di famiglia la storia di una terra Family archives reveal the history of a land di Nereo Pederzolli

Premio Campiello alla carriera per la nostra presidente Our president wins Campiello Prize for lifetime achievement

Redazionale

50

Scuola e giornali nel ‘tempo senza gloria dei social’ Schools and newspapers: ‘the ignoble time of social media’

Redazionale

52

‘Concerto di Primavera’, un cuore giovane per musica antica ‘Spring Concert’, youthful enthusiasm for ancient music

Redazionale

© 2019 – Fondazione Masi Villa Serego Alighieri Gargagnago di Valpolicella (Verona) Testi e immagini possono essere riprodotti, anche parzialmente, con autorizzazione Pubblicazione realizzata con il contributo di Masi Agricola SpA Anno 15 - Numero 43 - Agosto 2019 - pubblicazione quadrimestrale Registrata presso il Tribunale di Verona il 24 giugno 2005, n. 1669

53

Addio ad Agnes Heller Farewell to Àgnes Heller

Redazionale

54

La ‘Masi Wine Experience’ in cattedra in Australia The ‘Masi Wine Experience‘ on the podium in Australia

Redazionale

55

Dalla Fondazione Masi: flash Newsflash from the Masi Foundation


EDITORIALE EDITORIAL

UNA VOCAZIONE ALL’INTERNAZIONALITÀ A TALENT FOR THE INTERNATIONAL di Gabriele Colleoni

C’

è un binomio in cui si esprime lo spirito del Premio Masi: salde radici nel patrimonio di valori e cultura delle Venezie e sguardo verso l’orizzonte, oltre la siepe del nostro giardino, per individuare nuovi percorsi e mete. Se i vincitori del Premio Civiltà Veneta richiamano l’estensione geografica della civilizzazione della Serenissima – dalle coste dalmate alla marca orobica –, il Premio Civiltà del Vino si allinea invece all’attenzione che la terra di Marco Polo da sempre coltiva verso l’Oriente. La scelta della coreana Jeannie Cho Lee, prima asiatica Master of Wine, oltre al crescente spazio della donna nel settore, ne riconosce il ruolo di ambasciatrice in un continente agli esordi nell’esplorazione del pianeta vino, ma già ora uno dei più promettenti terreni del futuro di una cultura in cui il ‘nettare degli dei’, come i prodotti dell’artigianato d’arte, si fa originale coagulo ed espressione dei valori sociali, economici e culturali di territori quali, a esempio, i nostri. Ci riporta, infine, alla storica e fondamentale presenza ebraica in Laguna il Grosso d’Oro ad Alain Finkielkraut, l’autorevole pensatore francese impegnato in una battaglia civile contro le risorgenti pulsioni di antisemitismo nell’Europa di oggi. L’attribuzione dei premi è avvenuta in coincidenza con l’assegnazione delle Olimpiadi invernali del 2026 al tandem italiano Milano-Cortina e con il riconoscimento delle colline del Prosecco Superiore DOCG come Patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO. Due speranze divenute ora certezze, che ci consegnano un’occasione straordinaria per prendere coscienza del valore del nostro territorio e per garantirgli quel risalto planetario cui ambisce. Insomma, per confermare la vocazione all’internazionalità che le Venezie esprimono attraverso cultura e linguaggi, opere e paesaggi, universalmente comprensibili e fruibili.

T

he Masi Prize has a dual identity: on the one hand, firm roots in the inherited values and culture of the Venetian regions; and on the other, a glance towards the horizon, beyond our own backyards, towards new pathways and new goals. If the winners of the Civiltà Veneta Prize reflect the geographical bounds of the cultural influence of the Serenissima – from the Dalmatian Coast to the Orobica Marches – the Civiltà del Vino Prize is more aligned to the attention the land of Marco Polo has always paid to the Orient. The choice of the Korean, Jeannie Cho Lee, the first Asian Master of Wine, is not only a sign of the growing role of women in the wine world, it is also recognition of her own role as an ambassador of a culture in which the ‘nectar of the gods’, like other products of artisanal workmanship, has become a unique expression of the social, economic and cultural values of regions such as, for example, ours. She does this in a continent just beginning to discovery the wine planet, but which is already one of the most promising markets for the future. Finally, the historically important Jewish presence in Laguna brings us to the Grosso d’Oro Prize and Alain Finkielkraut, the authoritative French thinker engaged in a civil battle against resurgent anti-Semitism in modern Europe. The announcement of the winners comes at the same time as the 2026 Winter Olympics are confirmed for the dual centres of Milan and Cortina in Italy, and the Prosecco Superiore DOCG hills are recognised by UNESCO as a World Heritage Site. Two hoped-for honours have now been realised, which gives us the chance to reflect on the value of our region and its much-desired place in the world. In short, the international importance of the Venetian regions can be confirmed through their culture and languages, products and landscapes – all universally recognised and accessible. 1


PREMIO MASI MASI PRIZE

PREMIO MASI: QUANDO IL PRESENTE SI PROIETTA NEL FUTURO MASI PRIZE: WHEN THE PRESENT BECOMES THE FUTURE di Gabriele Colleoni

I Premi Civiltà Veneta a Roberto Citran, Pietro Luxardo e Nando Pagnoncelli Civiltà Veneta Prizes for Roberto Citran, Pietro Luxardo and Nando Pagnoncelli Roberto Citran, Pietro Luxardo, and Nando Pagnoncelli: Roberto Citran, Pietro Luxardo, Nando Pagnoncelli: un an actor, a businessman and professor of Italian Literaattore, un imprenditore che è anche docente univerture, and a pollster. sitario di letteratura italiana, uno studioso dell’opinioThe profiles of the winners of the Civiltà Veneta Prize ne pubblica. È davvero poliedrico il ventaglio di vincitori 2019 are extremely varied. The awards for the 38th edipresentato dai Premi Civiltà Veneta per il 2019. l riconotion of this competition sponsored by the Masi Foundascimenti attribuiti dalla Fondazione Masi approdano alla tion put the spotlight, as always, on personalities who loro 38ma edizione puntando i riflettori su figure che, represent the best expressions of the tradition and culcome ogni anno, vogliono rappresentare al meglio, ciature of the Venetian regions in the widest sense, not scuno con la propria specifica professionalità e sensibijust geographically. lità, i valori costitutivi della migliore tradizione e civiltà These are people who are all practical exponents of delle Venezie in senso lato, non solo geografico. these values in contemporary life – this is what unites Persone che al tempo stesso provano a declinare tali vathem – but also have an open and critical eye for the lori – è il tratto che le accomuna – nel concreto della letfuture included as part of it. This is an tura e comprensione del presente con approach which unites them with this uno sguardo aperto e critico sul futuro Grosso d’Oro year’s winner of the Grosso d’Oro Veche si delinea tra le pieghe dell’attualità. ad Alain Finkielkraut neziano, the French philosopher Alain Un approccio, questo, che le avvicina al Finkielkraut. vincitore del Grosso d’Oro Veneziano, il Civiltà del Vino On the other hand, the award of the filosofo francese Alain Finkielkraut. a Jeannie Cho Lee Civiltà del Vino Prize to Korean jourIndica invece le nuove frontiere globaGrosso d’Oro nalist and ‘Master of Wine’, Jeannie li che si aprono davanti al nostro prodotto più emblematico e, a suo modo, to Alain Finkielkraut; Cho Lee, is a sign of the new global frontiers that have opened up for universale il Premio Civiltà del Vino asCiviltà del Vino our most representative and universal segnato alla ‘Master of Wine’ e giornalifor Jeannie Cho Lee product, wine. sta coreana Jeannie Cho Lee. 2


ALAIN FINKIELKRAUT Premio Masi Grosso d’Oro Veneziano International Grosso d’Oro Veneziano Prize Alain Finkielkraut, che nell’albo d’oro del Grosso d’Oro Veneziano succede al cardinal Mario Zenari, si inserisce nella lunga tradizione illuminista degli intellettuali francesi. “Difensore della ragione critica contro ogni forma di oscurantismo e di regressione”, il filosofo e opinionista politico nato a Parigi 70 anni fa, è da sempre impe-

Alain Finkielkraut, who succeeds Cardinal Mario Zenari as winner of the Grosso d’Oro Veneziano, is part of the long illuminist tradition of French intellectuals. “A defender of critical reasoning against every form of obscurantism and regression”, this philosopher and political thinker was born in Paris 70 years ago. His strug-

3


ROBERTO CITRAN Premio Masi per la Civiltà Veneta Masi Civiltà Veneta Prize gle has been a coherent democratic battle for freedom gnato in una coerente battaglia democratica per la liberof expression and civil co-existence, to such an extent tà di espressione e una civile convivenza tanto da farlo as to attract heavy anti-Semitic attacks, the like of diventare oggetto di pesanti attacchi antisemiti che, pewhich, however, have seen an alarming increase in raltro da anni, registrano un’allarmante recrudescenza in many European countries for many years. molti paesi europei. A well-known actor both in Italy and abroad, famous, Attore molto apprezzato in Italia e all’estero, e interprete as the Prize citation says, for “his great versatility” and – come recita la motivazione del Premio – “dalla granfor “his elegance of style and subtle sense of humour”, de versatilità” e “dai tratti eleganti e di sottile ironia”, Roberto Citran, born in 1955, has been in the acting Roberto Citran, classe 1955, calca le scene teatrali da profession for exactly four decades and has more than quattro decenni esatti ed ha alle spalle oltre 60 film 60 films to his name (some made with his recently (alcuni girati con il compianto regista padovano e suo deceased fellow citizen from Padua, Carlo Mazzacuconcittadino Carlo Mazzacurati, Premio Civiltà Veneta rati, Civiltà Veneta Prize 2009, and some with other 2009, e con altri registi veneti quali Andrea Segre e AnVenetian producers and directors, such as Andrea tonio Padovan). Tra tutte spiccano le interpretazioni ne Segre and Antonio Padovan). Citran’s stand-out perforIl mandolino del capitano Corelli dell’inglese John Madmances are in Captain Corelli’s Manden e in Hotel Rwanda dell’irlandese dolin, directed by Englishman John Terry George. Intensa anche l’attività L’attore padovano Madden, and in Hotel Rwanda, diin televisione. sul palcoscenico rected by Irishman, Terry George. He “Rara figura di imprenditore e di inis also much seen on television. tellettuale”, il padovano Pietro Luxarda quattro decenni “A rare combination of businessman do, 67 anni, è docente di Letteratura The actor from Padua and intellectual”, Pietro Luxardo, 67 italiana contemporanea all’Università with four decades years old from Padua, is a lecturer di Padova ed è presidente della storica azienda di famiglia, famosa per of experience on stage in contemporary Italian literature at Padua University and President of la produzione di distillati di tradizio4


PIETRO LUXARDO Premio Masi per la Civiltà Veneta Masi Civiltà Veneta Prize ne quale il maraschino. Luxardo, che presiede anche il comitato di gestione del Premio Campiello, rappresenta un casato di imprenditori dalla lunga e tormentata storia, attivo dall’inizio dell’Ottocento a Zara e costretto poi all’esilio a Padova dai drammatici sviluppi del secondo dopoguerra in Istria e Dalmazia. Viene invece da una terra, Bergamo, che porta ancor oggi profondi segni culturali della plurisecolare ap-

the historic, eponymous family company that is famous for its traditional distillates, such as maraschino. Luxardo is also chairman of the management committee for the Campiello Prize. He comes from a house of entrepreneurs with a long and turbulent history: active in Zara at the beginning of the 19th century they were forced into exile in Padua by dramatic developments after the Second World War in Istria and Dalmatia.

5


NANDO PAGNONCELLI Premio Masi per la Civiltà Veneta Masi Civiltà Veneta Prize partenenza alla Serenissima, il sondaggista Nando Pagnoncelli. Attivo fin dagli anni Ottanta e oggi amministratore delegato di Ipsos Italia, il 60enne ricercatore e docente dell’Università Cattolica è considerato uno dei maggiori e più autorevoli esperti italiani in materia di opinione pubblica. Per capacità di lettura dei dati, sottolinea la motivazione del Premio, rappresenta “un vero rabdo-

6

Pollster Nando Pagnoncelli, on the other hand, comes from the land of Bergamo, which still today shows deep traces of once belonging to the Serenissima, as it did for centuries. Active since the Eighties and now managing director of Ipsos Italia, this 60-year-old researcher and professor at the Catholic University is considered one of the greatest and most authoritative Italian public opinion experts. His ability to interpret data, says the


JEANNIE CHO LEE Premio Internazionale Masi per la Civiltà del Vino International Masi Civiltà del Vino Prize mante del sociale che usa gli strumenti della scienza” per elaborare “una sensibile interpretazione degli umori e delle opinioni degli italiani”. Prima asiatica a conseguire il prestigioso titolo di ‘Master of Wine’, la coreana Jeannie Cho Lee è la vincitrice del Premio Civiltà del Vino. Formatasi alla Harvard University, è annoverata tra i più influenti giornalisti e consulenti del vino a livello mondiale. Pluripremiata per i libri e le conduzioni televisive, tramite la sua intensa azione pubblicistica è riuscita ad aprire un ponte culturale tra Oriente e Occidente grazie al quale le tradizioni e il tessuto sociale dei paesi asiatici hanno potuto incontrare il nostro mondo del vino, nel segno dell’educazione al suo apprezzamento e consumo moderato. L’appuntamento per la consegna dei premi Masi è fissato per sabato 28 settembre nelle tradizionali locations della Valpolicella e di Verona.

Gabriele Colleoni, bergamasco, giornalista, è stato caporedattore de ‘L’Arena’ di Verona ed è ora vicedirettore del ‘Giornale di Brescia’ e direttore della rivista ‘Le Venezie’. Si è occupato di America Latina e cooperazione internazionale. Ha collaborato anche con Radio Vaticana.

Prize citation, makes him “a true social diviner who uses the tools of science” to elaborate “a sensitive interpretation of the moods and opinions of Italians”. The first Asian to be awarded the prestigious title, ‘Master of Wine’, Korean-born Jeannie Cho Lee is the winner of the Civiltà del Vino Prize. Educated at Harvard University, she is regarded as one of the most influential wine journalists and consultants in the world. Multiaward winning for her books and tv appearances, she has succeeded in opening a cultural bridge between East and West through her energetic work as a publicist, thanks to which the traditions and the fabric of Asian countries have been brought into contact with our world of wine, through education about its appreciation and the importance of moderate consumption. The Masi prize-giving ceremony is fixed for Saturday 28th September in its customary locations in Valpolicella and Verona.

Gabriele Colleoni, journalist from Bergamo, former editor-in-chief of ‘L’Arena’, now deputy editor of the ‘Giornale di Brescia’ and editor of the Magazine ‘Le Venezie’. Has covered Latin America and international co-operation for many years. Has worked in the news service for Vatican Radio.

7


VENEZIE ART DE VIVRE VENETIAN ART DE VIVRE

RACCONTARE I MITI ANCESTRALI CON LA GRAZIA DEL VETRO DI MURANO THE STORY OF ANCIENT MYTHS THROUGH THE BEAUTY OF GLASS FROM MURANO di Marisa Fumagalli

A Venezia lo stage di ‘Costasera Contemporary Art’ per la canadese Kelly Cannel ‘Costasera Contemporary Art’ course in Venice for Canadian Kelly Cannel “Travelling in Italy and working in Murano at the Beren“Viaggiare in Italia e lavorare a Murano nello studio di go studio has been an incredible opportunity. It’s been Berengo è stata un’incredibile opportunità. Esperienza an unforgettable and really important experience to be fondamentale e indimenticabile far parte, sia pure tempart of the glass world, even if only temporarily, workporaneamente, della comunità del vetro, accanto a un ing alongside a fantastic team,” says Kelly Cannel. team formidabile”, dice Kelly Cannel. The enthusiasm of the young Canadian artist brought Nelle sue parole si coglie l’entusiasmo della giovane cato our country and then to Venice by Masi Agricola’s nadese approdata nel nostro Paese e quindi a Venezia successful ‘Costasera Contemporary Art’ Project can be grazie al Progetto ‘Costasera Contemporary Art’, portato heard plainly in her words. avanti con successo da Masi Agricola. Masi, the Veronese Maison, cultivates not just grapes, La Maison veronese, infatti, coltiva non solo la vite ma but also sponsorship of the arts – with a special reanche le buone pratiche del mecenatismo, con uno gard for the rich history and culture of the Serenissima. sguardo speciale alla Serenissima, ricca di storia e di Kelly was in Murano, therefore, keen to learn the secultura. Kelly è a Murano, dunque, intenta a carpire i secrets of glass blowing in the Venetian manner. It should greti della lavorazione del vetro alla maniera veneziana. be noted that a course in Adriano Berengo’s studio, Va precisato che l’apprendimento nello studio di Adriaan international artistic glass factory, no Berengo, fucina del vetro artistico is the final stage of the ‘Costasera di respiro internazionale, è la tappa Crocevia internazionale Contemporary Art’ project. Which conclusiva del ‘Costasera Contempodi creatività nell’atelier begins with the selection of an interrary Art’, che comincia con la selezionationally renowned artist residing ne di un artista di fama internaziodi Adriano Berengo in a country linked to Masi and its nale residente in un Paese legato a International journey wines, who is then commissioned Masi e ai suoi vini, incaricato di reaof creativity to Adriano to create a work of art, to be used lizzare un’opera e quindi un’etichetta to make labels for the company’s per il vino icona dell’azienda, CostaBerengo’s atelier iconic wine, Costasera Amarone. sera Amarone. 8


IL MIO SERPENTE A DUE TESTE

MY TWO-HEADED SERPENT

“Prima della nascita della città di Vancouver, esisteva un villaggio di un popolo indigeno chiamato Musqueam. La storia dei miei antenati ci è stata tramandata grazie a leggende millenarie. Una di queste racconta di un Serpente a due teste che venendo da un lago nei boschi aveva raggiunto le sponde dove si trovava il nostro villaggio. I due torrentelli che lo attraversano, infatti, furono creati dallo strisciare del serpente nella nostra terra. Questo racconto è fondamentale per l’identità del nostro popolo, perché narra le nostre origini. Ho raggiunto lo Studio Berengo di Murano, in Italia, dalla mia casa nella costa del Pacifico nord-occidentale. L’opportunità di poter portare a Murano un pezzo della mia storia, potendo realizzare un’opera d’arte in vetro, mi ha donato una grande ispirazione. Ho scelto di dar forma a quest’opera come tributo al mio antico passato, ma anche come unione tra la mia tradizione artistica e l’arte vetraria italiana, fondendo così due civiltà in un nuovo legame d’amicizia”.

“Before the city of Vancouver was founded, there was a village of Indigenous peoples known as the Musqueam. My Musqueam ancestors passed down our knowledge through legends over thousands of years. One legend tells of the twoheaded Serpent who travelled down from a lake in the woods to the shores where our main village was located. There are two creeks in our ancient village, and they were created by the Two-headed Serpent as he slithered through the land. This story is fundamental to my people as this story tells how Musqueam came to be. I travelled to the Berengo Studio in Murano Italy from my home on the Pacific Northwest Coast. Having the opportunity to bring a part of my history to create a work of art in the historic location of Murano was an inspiring notion for me. I chose to make this piece as a tribute to both of our ancient pasts, as well as to bring my culture and the glass culture of Italy together with a new friendship forged between our peoples”.

Kelly Cannel


A lato. Kelly Cannel mostra il disegno preparatorio della sua opera al maestro vetraio Adriano Berengo This page. Kelly Cannel shows design works for her work of art to master glassmaker Adriano Berengo Nella pagina successiva. L’interno della vetreria Berengo a Murano Following page. Berengo glassworks in Murano

So, for this third edition of the project it was artist SuFatto sta che per la terza edizione la scelta è cadusan A. Point who got to choose the student for the ta sull’artista Susan A. Point. Ed è qui che entra in scestage. Which is where Kelly Cannel comes in, Susan’s na Kelly Cannel, figlia di Susan. Su indicazione della madaughter, chosen by her mother for the Masi bursary dre, ha usufruito della borsa di studio a Murano offerta at Murano. It’s a fascinating story and there could have da Masi. La storia è intrigante e potrebbe celare perfibeen a suspicion of ‘nepotism’ in it, since the terms of no il sospetto di ‘nepotismo’ – il Progetto di Masi prethe Masi project decree that it’s the selected artist who vede che sia l’artista selezionato a segnalare un giovane chooses a youngster for the course – if it wasn’t for the per lo stage – se non fosse per la peculiarità delle perparticular characters of those who are involved. sone coinvolte. Fundamentally, there’s a whole family of artists. And Alla base c’è una famiglia intera di artisti. E c’è dell’altro. there’s more. “My mother Susan – explains Kelly – is “Mia madre Susan – spiega Kelly – non solo è leader in not only a leader in our house as an artist but she’s casa nostra come artista ma è anche una figura di spicalso a leading figure in the Coastal Salish group of co nel gruppo di artisti della Costa Salish. Ha svolto un artists. She has played an important role in reviving an ruolo importante nel far rivivere una forma d’arte a riart form which is at risk of being lost. And my family schio di perdersi. E la mia famiglia ha la possibilità unica has the unique chance to work together to continue to di lavorare insieme per continuare a portare avanti quecarry this important legacy forward.” sta importante eredità”. The Salish Coast (Western Canada) La Costa Salish (Canada occidentale) is a region where an ancient civilizaè territorio su cui fiorì una civiltà antica; Una famiglia di artisti: tion flourished, famous for its works e la popolazione era conosciuta per le Kelly è figlia of handicraft (ornaments, clothes and opere artigianali (oggetti di ornamento, sculptures) that expressed the surroundabiti, sculture) che esprimevano l’hadi Susan Point ing habitat, Nature in other words. But bitat, cioè la Natura. Ma quest’arte, nel A family of artists: this art was dying out with time, and tempo, si andava spegnendo. La conKelly, daughter has been saved thanks to people like tinuità è salva grazie a personaggi coSusan A. Point, a descendant of the me Susan A. Point, discendente delof Susan Point l’etnia nativa dei Musqueam. native Musqueam tribe. 10


Con la famiglia, l’artista risiede a Vancouver, British Columbia. Kelly fin da bambina ha cominciato a esplorare la sua vocazione artistica. Ha coltivato, poi, i suoi talenti attraverso varie esperienze in Canada e nei Paesi del mondo. Nella sua ricerca il vetro è entrato di prepotenza; e Kelly ha imparato e perfezionato questo genere di

12

Kelly lives with her family in Vancouver, British Columbia, and she has been exploring her artistic vocation since childhood. She’s developed her talents through various experiences in Canada and other countries in the world. Actually, glass has always been particularly important as a medium and Kelly has learnt to


A lato. Una bottiglia di Amarone Costasera con l’etichetta disegnata dall’artista canadese Susan Point, madre di Kelly Cannel This page. Bottle of Costasera Amarone with label designed by Canadian artist Susan Point, mother of Kelly Cannel Nella pagina precedente. Le fasi di realizzazione dell’opera ‘Il mio serpente a due teste’ Previous page. Production phases of the artwork ‘My two-headed serpent’

arte presso scuole importanti. A Stanwood (Washington), a Istanbul. E ha piazzato le sue opere in mostra a Vancouver, in spazi pubblici e privati. “Nel corso dei miei passati studi nel settore del vetro – racconta la giovane Cannel – ho capito che gran parte dell’apprendimento deriva dalla cultura e dall’am-

perfect this type of art at important schools: Stanwood (Washington), and Istanbul. She’s also had exhibitions of her work in Vancouver, both in public and private. “In the course of my previous studies in glass – says young Kelly Cannel – I have understood that there

13


A lato. Susan A. Point, l’artista canadese che ha creato l’etichetta per Costasera Contemporary Art This page. Susan A. Point, the Canadian artist who designed the label for Costasera Contemporary Art Nella pagina precedente. Un interno della vetreria artistica di Adriano Berengo a Murano Previous page. Internal view of Adriano Berengo’s glassworks in Murano

biente circostante. Lavorare presso Berengo mi ha dato la possibilità di collaborare con i locali maestri vetrai. Ho acquisito una nuova prospettiva sull’arte e sulla vita, immergendomi nel mondo del vetro veneziano e nella cultura italiana. Di più, la tecnica del vetro soffiato può differire da persona a persona, puntualizza: nel tentativo di manipolarlo, spesso il vetro prende una forma a sé stante. E ciò sicuramente contribuisce alla mia passione per questa forma d’arte”. Dunque, nel profilo artistico di Kelly si è aggiunto un tassello importante, grazie allo stage offertole da Masi Agricola. La giovane è rientrata a Vancouver ricca di stimoli, pronta per inaugurare una mostra personale. “Uno dei tre pezzi in vetro realizzati a Murano è fra le opere in esposizione, spiega. Tra l’altro, questo pezzo racconta una storia molto eccitante. Non è tutto. Altre mostre sono in programma per l’anno prossimo. Ne sono entusiasta e non vedo l’ora di trasferire nei miei futuri lavori la nuova esperienza fatta in Italia, a Venezia”.

Marisa Fumagalli, milanese, giornalista del ‘Corriere della Sera’ dal 1985 per le pagine di attualità e cronaca, ma anche di enogastronomia in chiave di costume. Dopo un soggiorno a Venezia, ha raccontato il Nordest e ha seguito i maggiori premi culturali, come Campiello e Nonino. Vivace il suo blog sul ‘Corriere’ Il dito nel piatto.

is most to learn from the culture and environment that surrounds it. Working with Berengo gave me the chance to collaborate with local, master glass makers and I have acquired a new perspective on the art and on life by immersing myself in the world of Venetian glass and Italian culture. What’s more, the technique of glass blowing can be different, from person to person – she explains – in the course of working it, the glass often takes on a form that’s very personal. Which all contributes to my passion for this type of art.” So, Kelly’s artistic profile has acquired an important new facet, thanks to the stage sponsored by Masi Agricola. The youthful Kelly has now returned to Vancouver full of inspiration, ready to hold a personal exhibition. “One of the three pieces I made in Murano will be on display – she says – and this piece actually tells a very exciting story. That’s not all. Other exhibitions are planned for next year. I am excited about this and can’t wait to use the experience I gained in Venice in Italy in my future work.”

Marisa Fumagalli, Milanese, journalist writing about news and events with ‘Corriere della Sera’ since 1985, also about food and wine fashions. Also covers the Northwest after living in Venice and has written about the most important cultural prizes, such as the Campiello and the Nonino. Lively blog on ‘Corriere’ website: Il dito nel piatto.

15


VITE E VINO NELLE VENEZIE VINES AND WINE IN THE VENETIAN AREA

LE COLLINE DEL PROSECCO NELLO SCRIGNO DELL’UNESCO THE HILLS OF PROSECCO ON THE UNESCO ROLL Riconosciute l’unicità e l’universalità di questo paesaggio veneto e dei suoi vigneti Recognition for uniqueness and universality of this Venetian countryside and its vineyards Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità: è il 55esimo sito del Bel Paese (che ora ne vanta il maggior numero) a ricevere questa investitura dall’UNESCO e l’ottavo nel Veneto. Da luglio 2019, a seguito della decisione della 43ma Sessione del World Heritage Committee riunito a Baku in Azerbaijan, l’area collinare della Marca trevigiana diventa la decima località al mondo, tra le 1.093 insignite dal prestigioso marchio, a essere iscritta nella categoria di ‘paesaggio culturale’. A beneficiare del prestigioso riconoscimento è un territorio che comprende cinque Comuni e si estende per 19 mila ettari: sono comuni nel cuore del Veneto, metà dei quali caratterizzati da cordonate di colline molto ripide che si sviluppano in senso longitudinale estovest, da Vittorio Veneto in direzione di Valdobbiadene, a metà strada tra l’Adriatico e le Dolomiti. “Un paesaggio unico al mondo” – spiega il professor Mauro Agnoletti dell’Università di Firenze, coordinatore scientifico del dossier per la candidatura – che rappresenta “il vero valore aggiunto non riproducibile dalla concorrenza del nostro sistema Paese”. 16

The Hills of Conegliano and Valdobbiadene have been declared a World Heritage Site. This is the 55th in Italy, more than any other country, to be recognised in this way by UNESCO and the eighth in the Veneto. From July 2019, following the decision of the 43rd Session of the World Heritage Committee meeting – held in Baku, Azerbaijan – the hilly area of the Treviso Marches becomes the tenth place in the world to be registered as a ‘cultural landscape’ in the total of 1,093 UNESCO awards. Benefiting from this prestigious award is a territory that includes five communes and covers 19,000 hectares in the heart of Veneto, half of which have very steep hills stretching east-to-west, longitudinally from Vittorio Veneto to Valdobbiadene, half way between the Adriatic and the Dolomites. “The landscape is unique,” explains Professor Mauro Agnoletti of the University of Florence, scientific co-ordinator of the candidacy, which is “the true added-value that cannot be replicated by competitors.” “A well-deserved victory. This is a dream come true that we have believed in for the last ten years, since we started the application


I filiari dei piccoli appezzamenti ricamano le dolci colline del Valdobbiadene DOCG, ora Patrimonio dell’Umanità per UNESCO Small parcels of land with tightly twisting vineyards decorate the soft hills of Valdobbiadene DOCG, now a UNESCO World Heritage Site


for UNESCO recognition,” was the “Una vittoria meritata. Si realizza un sogno cui avevamo creduto sin da dieUn brand che rilancia immediate comment from Luca Zaia, President of the Veneto Region, who ci anni fa quando demmo avvio al perla sfida della tutela has been its most convinced supportcorso in seno all’UNESCO” è stato il ambientale er since his appointment as Minister commento a caldo da Baku del presiA brand that is a of Agriculture in 2009. President of the dente della Regione Veneto, Luca Zaia, Senate, Maria Elisabetta Alberti Caselche già dal 2009, da ministro dell’Agristimulus for care lati, from Padua, said, “Thanks to the coltura, è stato il più convinto sosteof the environment enormous resources of the Venetian nitore e promotore della candidatura. people and the team work of the canPer la presidente del Senato, la padodidacy, Italy can now pin another extraordinary medal vana Maria Elisabetta Alberti Casellati, “l’Italia, grazie alle on its chest, consolidating its cultural leadership in the risorse infinite della gente veneta e al lavoro di squaworld.” According to the Agricultural Policy Minister, dra dei promotori, ora può appuntare sul petto un’altra Gian Marco Centinaio, in Baku together with Zaia, the straordinaria medaglia che consolida la nostra leadership award is “a starting point for the future. The challenge culturale nel mondo”. Secondo il ministro delle Politiche now is to preserve the specific and traditional chaagricole Gian Marco Centinaio, a Baku insieme a Zaia, il racteristics of this splendid territory.” riconoscimento deve essere “un punto di partenza per The Environment Minister, Sergio Costa, said “This il futuro: adesso la sfida è quella di conservare i carataward now obliges us to take greater responsibility in teri specifici e tradizionali di questo splendido territorio”. land management: it is essential that all the institutions Aggiunge il collega dell’Ambiente, Sergio Costa: “L’iscriinvolved increase their commitment to protect the ecozione impone ora una maggior responsabilità nella gesystem and biodiversity by transforming this area into stione del territorio: fondamentale che tutti gli attori an example of pesticide-free sustainability.” Joining this istituzionali aumentino l’impegno per la tutela dell’ecoappeal was Fulvio Ervas, author of the novel As long as sistema e della biodiversità trasformando questa zothere’s Prosecco there is hope, which became a film dina in un esempio di sostenibilità libero dai pesticidi”. rected by Antonio Padovan and sponsored by the Masi Si unisce all’appello lo scrittore Fulvio Ervas, autore del Foundation: “The important thing is that this award is romanzo Finché c’è prosecco c'è speranza, diventato

18


Nella pagina precedente. Lo château ‘Canevel’ nel cuore del Valdobbiadene, una delle eccellenze venete, ora parte del gruppo Masi Previous page. The ‘Canevel’ château in the heart of Valdobbiadene, one of the prestigious Venetian estates that is now part of the Masi group A lato. Territorio e vini, competenza e innovazione, da scoprire e apprezzare in cantina (visit@canevel.it) This page. Land and wines, skill and innovation, to be discovered and admired at the winery (visit@canevel.it)

poi un film con la regia di Antonio Padovan e il sostegno della Fondazione Masi: “L'importante è che questa promozione non venga considerata uno spot pubblicitario, ma l’occasione per rafforzare il lavoro sulla tutela del territorio, sulla sostenibilità: risorse economiche e capacità non ci mancano, ora abbiamo un incentivo per misurarci e capire chi siamo, evitando di limitarci alle ‘bollicine’ ”. Per Masi Agricola e la sua Fondazione, il prestigioso risultato assume una particolare rilevanza, da celebrare insieme alla storica cantina Canevel, alta espressione del Valdobbiadene e del Prosecco Superiore DOCG. Con l’iniziativa Masi Wine Experience, la casa vinicola della Valpolicella ha di recente trasferito anche a Valdobbiadene il proprio modello per avvicinare e coinvolgere il consumatore, aprendo al pubblico lo château Canevel, con un wine shop e visite guidate della cantina, dei vigneti e del territorio. “Abbiamo accolto con gioia la strepitosa notizia dell’UNESCO e ci complimentiamo con la Regione Veneto e in primis con il presidente Zaia”, afferma Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola e di Federvini. “Cultura, tradizione, vite, vino e territorio rappresentano i valori che fanno del Veneto una delle aree più vocate e prestigiose al mondo e che trovano ora il meritato riconoscimento. Un orgoglio per i produttori e uno stimolo a progredire nella salvaguardia del paesaggio e dell’alta qualità e originalità dei prodotti di queste colline”.

not just considered as a chance for self-promotion, but as an opportunity to strengthen the work on protecting the territory, and sustainability. Economic resources and capabilities are not lacking; now we have the chance to understand who we are, and to avoid limiting ourselves to ‘bubbles’. ” For Masi Agricola and its Foundation, the prestigious result takes on a particular relevance, to be celebrated together with the historic Canevel winery, making wines that are a top-quality expression of Valdobbiadene and Prosecco Superiore DOCG. Masi, from Valpolicella, has recently brought the Masi Wine Experience model to Valdobbiadene to bring the consumer closer to the company’s wine, opening the château of Canevel to the public, and including a wine shop with guided tours of the winery, vineyards and the locality. “We received this amazing news with great joy and we would like to congratulate the Veneto Region, and President Zaia above all,” declares Sandro Boscaini, President of Masi Agricola and Federvini. “Culture, tradition, vines, wines and territory represent the values​​ that make the Veneto one of the most natural and prestigious wine-producing areas in the world, so we consider the award to be very well-deserved. It’s also a source of pride for the producers and a stimulus to continue with the preservation of the landscape and the high quality and unique nature of its products.” 19


SERVIZI FEATURES

FEDERICO FAGGIN, IL MAGO DEL SILICIO CHE HA CAMBIATO LE NOSTRE VITE FEDERICO FAGGIN, THE SILICON WIZARD WHO HAS CHANGED OUR LIVES di Bonifacio Pignatti

A colloquio con l’inventore del microchip che ha rivoluzionato la tecnologia In conversation with the inventor of the microchip that has revolutionised technology È l’uomo che ha ridotto il computer in un chip, che ha inventato la porta di accesso alla tecnologia che oggi ci mette in tasca telefonini e chiavette Usb, telecomandi e videogiochi, cambiando vita e abitudini a miliardi di persone. Sarà una celebrità, penserete. E invece no. Se vi parlano di Federico Faggin, chiedete: chi è? Ma se vi dicono microprocessore o touchscreen, sapete bene di cosa si tratta. Unite i componenti ed ecco fatto: Faggin è l’uomo che sta all’origine delle svolta tecnologica più rivo-

20

He’s the man who reduced the computer to a chip, who invented the gateway to technology that today puts mobile phones and usb sticks in our pockets, and has given us remote controls and video games, changing the lives and habits of billions of people. A celebrity, surely? Not at all. If someone says Federico Faggin to you, you wonder who he is. But if they talk to you about microprocessors or touchscreens, you know what they are. Put the two things together and you’ve got it: Federico Faggin is the man behind the most revolutionary technological breakthrough in history. He’s Italian, Venetian in fact, born in Vicenza in 1941,


luzionaria della storia. Italiano, anzi vebut now he’s a citizen of the world. neto, nato a Vicenza nel 1941, diventato For 52 years he has had dual citizenOgni anno prodotti cittadino del mondo. ship; he lives in California with his wife 100 miliardi Da 52 anni ha la doppia cittadinanza, Elvia, also from the province of Vicendi microprocessori vive in California con la moglie Elvia, anza in Thiene, and they have three chil100 billion che lei vicentina di Thiene, hanno tre fidren and a home in Piazza delle Erbe gli, casa in piazza delle Erbe a Vicenza in Vicenza where they spend a few microprocessors dove passano qualche mese all’anno. months every year. Faggin has just are made each year Faggin ha appena scritto un’autobiowritten an autobiography, published grafia, pubblicata da Mondadori. Il titoby Mondadori. It’s called Silicio (Sililo è Silicio, la parola magica della sua carriera. Nel 1997 con), the magic word in his career. In 1997 he was ha ricevuto il Premio Masi Civiltà Veneta. awarded the Masi Civiltà Veneta Prize. Dottor Faggin, perché tutti sanno chi è Steve Jobs, o Bill Gates, e invece pochi conoscono il suo nome? “Si può capire. Le cose che ho ideato io sono all’interno di oggetti che usiamo ogni giorno – è vero – ma non

Dr. Faggin, why does everyone know Steve Jobs, or Bill Gates, rather than you? “It’s quite understandable. The things that I have invented are inside objects that we use every day, true,

Nella pagina precedente. Federico Faggin e un dettaglio di un micropocessore Previous page. Federico Faggin and a microprocessor (detail) A lato. Faggin con i ricercatori della Olivetti quando lavoravano a un computer sperimentale (1961) This page. Faggin with researchers at Olivetti when he was making an experimental computer (1961)

sono visibili. I telefoni intelligenti e i personal computer invece sono riconoscibili, hanno un marchio, si toccano, quindi le persone che hanno legato il loro nome a quegli oggetti sono molto più note. Eppure quegli oggetti non esisterebbero senza quello che ho inventato io assieme ad altri”. Partiamo dall’inizio. Lei, figlio di un filosofo studioso di Plotino… “Mio padre mi avrebbe voluto al liceo classico. Ma io fin da bambino avevo la passione per le macchine, da montare e smontare, e per aerei e aeromodelli. Per cui

but they’re not visible. Smart phones and personal computers, however, are recognisable, they have a brand, you can touch them, so the people whose names are linked to these objects are much more famous. Even if these objects wouldn’t exist without the things that I and others have invented.” Let’s start from the beginning. You are the son of a philosopher who was an expert on Plotinus… “My father would have liked me to go to a liceo classico school. But ever since I was a child, I was mad about machines, building them and taking them apart, 21


sono andato a fare l’istituto tecnico industriale. Da lì, una serie di coincidenze fortunate a fine anni Sessanta mi ha portato in California, in una Silicon Valley allora primordiale”. Dal Veneto all’incubatore del futuro. Quale esperienza portava con sé in America? “Portavo la scuola ed esperienze di lavoro, una preparazione sufficiente per aprirmi la strada verso una rivoluzione tecnologica. Perito radiotecnico nel 1960, sono

22

aeroplanes and models of aeroplanes. So, I actually went to an istituto tecnico industriale. From there, a series of happy coincidences at the end of the 1960s took me to Silicon Valley in California, which was in the dark ages then.” From the Veneto to the cradle of the future. What experience did you take with you to America? “I took my schooling and work experience, which was enough to open up the path towards technological


Nella pagina precedente. Federico Faggin, Ted Hoff e Stanley Mazor presentano il loro microprocessore Intel 4004 alla National Inventors Hall of Fame (1996) Preceding page. Federico Faggin, Ted Hoff, and Stanley Mazor holding Intel 4004 processors at the National Inventors Hall of Fame in 1996 Sotto. Un chip di rete neurale disegnato alla Synaptics Below. A neural network chip designed by Synaptics A lato. Enzo Bettiza, Federico Faggin, Sandro Boscaini e Pierre Cardin alla cerimonia del Premio Masi 1997 a San Giorgio di Valpolicella This page. This page. Enzo Bettiza, Federico Faggin, Sandro Boscaini and Pierre Cardin at Masi Prize 1997 awards ceremony, San Giorgio di Valpolicella

revolution. A qualified radio technician in 1960, I quickly entrato subito in Olivetti al centro di ricerca elettronica, found myself in Olivetti’s electronic research centre, dove ho progettato un piccolo calcolatore sperimentawhere I designed a small experimental calculator. I was le. Avevo 19 anni, è stata un’esperienza fondamenta19 years old, and the experience was formative. After le. Dopo la laurea in Fisica, alla SGS-Fairchild di Agrate taking a degree in Physics, I developed the technoBrianza ho sviluppato la tecnologia per la fabbricazione logy for the manufacture of mos circuit boards at SGSdi circuiti integrati mos. L’azienda mi mandò in America Fairchild in Agrate Brianza. The company then sent me dove misi a punto la tecnologia mos Silicon Gate. Quelto America where I developed the technology for mos la è stata la vera rivoluzione, la svolta per arrivare al miSilicon Gates. That was the real revolution, the turning croprocessore. Da allora in poi ho sempre lavorato nepoint in the development of the microprocessor. Afgli Stati Uniti, ma vorrei dire che tutto questo accadde ter that, I always worked in the USA, but I’d like to say sulla base unicamente della mia esperienza italiana. that all this happened thanks solely to my experience Spiace dire che oggi sarebbe molto più difficile. L’Oligained in Italy. Sadly, that would be much more difficult vetti è stata venduta e nel campo dell’hi-tech l’Italia è now. Olivetti has been sold and the field of hi-tech in rimasta indietro”. Italy lags behind.” La ‘porta di silicio’. La chiave per ridurre le dimenThe ‘silicon gate’: the key to miniaturisation. The sioni: il primo microprocessore creato da lei alla Infirst microprocessor you created was at Intel, the tel, il 4004, poi lo Z80 e lo Z8 quando a metà anni 4004, then the Z80, and the Z8 Settanta lasciò la Intel per fondawhen you left Intel to set up Zilog re la Zilog. Dalla natia Vicenza in the mid-70s. “Lo Z8 era un computer ridotto in un alla Silicon Valley “The Z8 was a computer reduced to chip. Voleva dire che qualsiasi oggetto poteva contenere un computer. passando per la Olivetti a chip. It meant that any object could now contain a computer. Before that, Prima erano scatoloni grandi come From his native they were huge boxes, as big as a un armadio, ora si potevano inseriVicenza to Silicon wardrobe; now you could get one re in uno spazzolino da denti: con into a toothbrush. With less cost and meno costi, meno consumi. Oggi Valley via Olivetti qualsiasi forma di elettronica ha un less energy consumption. Today, all 23


microprocessore all’interno. Sa quanti ne vengono prodotti all’anno? Circa 100 miliardi. Una ventina sono dentro il telefonino con cui mi sta parlando. I costi? Se il prezzo di un telefonino è 100 euro e il costo di fabbricazione 40, diciamo che il microprocessore principale costa 5 euro”. A proposito di telefoni: anche il touchscreen è una sua idea.

L’invenzione del touchscreen a metà degli anni Ottanta aprì una nuova era The invention of the ‘touchscreen’ in the mid-Eighties started a new era

24

forms of electronics have microprocessors inside. Do you know how many are made per year? About 100 billion. There are about 20 in the telephone you are using to talk to me. And the cost? If the price of a telephone is 100 euros and the cost of making it 40, the principal microprocessor in it costs 5 euros.” Talking about phones: the touchscreen was your idea, too.


Pagina precedente. L’Ateneo di Verona gli conferisce la Laurea Honoris Causa per ricerca e innovazione (2009). Qui con il rettore Alessandro Mazzucco Previous page. Verona University awards Faggin an honorary degree for research and innovation (2009). Here with Rector Alessandro Mazzucco Il Presidente Obama assegna a Faggin la National Medal of Technology and Innovation (2010) President Obama gives Faggin the National Medal of Technology and Innovation (2010) A lato. “Tecnologia e intelligenze artificiali non potranno mai sostituirsi all’uomo” This page. “Technology and artificial intelligence can never be a substitute for man”

“A metà anni Ottanta pensai: i telefonini sono piccoli e la tastiera si porta via mezzo spazio. Con la ditta Synaptics proponemmo il touchscreen a tutte le aziende principali del settore, da Nokia in giù. Ci ridevano dietro. Solo una era interessata, la Apple, ma voleva l’esclusiva e noi non eravamo d’accordo. Poi se lo fece da sola, l’Iphone, aprendo però il mercato anche a noi”. Computer, telefoni intelligenti, macchine che ‘prendono il posto’ dell’uomo. C’è da inquietarsi? “Mi turba il movimento di chi ritiene che una macchina possa essere più intelligente dell’uomo. È completamente sbagliato. L’intelligenza artificiale delle macchine è solo complementare e se usata con giudizio aiuta a risolvere problemi, altrimenti si rischia di diventarne schiavi. Vede, la natura dell’intelligenza umana è una natura fatta principalmente di coscienza e consapevolezza, che la scienza non può spiegare e un computer non può sostituire. Perché al suo interno ci sono emozioni, intuizioni, creatività e spiritualità”.

Bonifacio Pignatti, nato e cresciuto a Verona, è laureato in Lettere Antiche. Ha iniziato la sua attività di giornalista al ‘Nuovo Veronese’. Dal 1994 lavora a ‘L’Arena’, dove ha scritto sopratutto di cronaca politica e dove oggi ricopre la carica di caposervizio del settore ‘Cronaca e Cultura’.

“In the mid-80s I thought: telephones are small and the keyboard takes up half the space. So, together with the Synaptics company, we offered touchscreens to all the major phone manufacturers, from Nokia downwards. They laughed at the idea. Only one was interested, Apple, but they wanted exclusivity and we didn’t agree on this. Then they went ahead and did it themselves, with the iPhone, but that opened up the market for us.” Computers, smart phones, machines that ‘take the place’ of humans. Should we be worried? ‘I’m actually worried that some people think that a machine can be more intelligent than a human. They’re completely wrong. Artificial intelligence in a machine is only complementary, and if used judiciously can help solve problems; otherwise you run the risk of being a slave to these problems. Look, human intelligence is primarily made up of consciousness and awareness, neither of which can be explained by science or substituted with a machine. Because they are based on emotions, intuition, creativity and spirituality.”

Bonifacio Pignatti, born and brought up in Verona, has a degree in Classics. Began his journalistic career with ‘Nuovo Veronese’. Has worked at ‘L’Arena’ since 1994 covering mostly politics, and is currently head of the ‘Events and Culture’ desks.

25


VENEZIE SCRITTORI E LUOGHI WRITERS AND PLACES IN THE VENETIAN REGIONS

UNO SGUARDO SUL MONDO DALLA FINESTRA DI PIEVE DI SOLIGO THE WORLD SEEN THROUGH A WINDOW IN PIEVE DI SOLIGO di Sergio Frigo

Rivisitando i luoghi e i paesaggi che illuminarono gli occhi di Andrea Zanzotto Revisiting the places and countryside that were dear to Andrea Zanzotto “Brilla la finestra del verde lungamente / lungamente composto, sogno a sogno, / orti o prati non so; ma quanta brina / prima ch’io mi convinca, quanta neve. // Verde del grano che alzi il capo e irridi / tra l’incerto oro e il vuoto: / tu, mia finestra, e tu, cielo, che porti / a me tra placidi astri gli squillanti satelliti // che il gioco umano ha lanciati, con lampi / di fantascienza, a vagheggiare in orbite / leggiere i colli, e li vede a piè fermo / il bue sul campo arato e la vite e la luna. // O mia finestra, purezza inestinguibile. / Per farti spesi tut-

26

The window shines with green; shaped for a long / long time, dream by dream; / orchards or meadows, I don’t know; but how much frost / before I am convinced, and how much snow. // Green of the wheat that lifts its head and laughs / between uncertain gold and emptiness: / you, my window, and you, the sky, that bring to me, / mixed with serene stars, the shrill satellites / that human sport has launched with flashes of / science fiction, to wander in orbit, / for the hills, and the still ox in the ploughed field, the vine and the


to ciò che avevo. / Ora, non lieto, in povertà completa, / ancora tutti i tuoi doni non gusto. // Ma tra poco / tutto mi darai quel che anelavo”. Fra non molto sarà possibile riaffacciarsi alla ‘finestra nuova’ cantata da Andrea Zanzotto in IX Ecloghe, ripercorrere i suoi passi attraverso il portico affrescato dal padre Giovanni, aggirarsi nella cucina dove la madre Carmela, la nonna e le zie cercavano di sollevare con amorevoli cure l’indole già malinconica del futuro poeta, soprattutto riascoltare la sua voce e rivederlo in qualche intervista o intervento pubblico. Sta infatti prendendo forma il progetto di recupero della sua casa dell’infanzia in Cal Santa a Pieve di Soligo voluto dal Consiglio Regionale del Veneto attraverso

moon see them. // Oh, my window, unquenchable purity. / I spent everything I had to make you. / Now, unhappy, in complete poverty, / I am still not enjoying all your gifts. // But before long / you will give me everything I desired. … Before long the New Window that Andrea Zanzotto immortalised in his IX Ecloghe will be visitable again. The painted porch frescoed by his father Giovanni, and the kitchen where his mother Carmela, joined by his grandmother and aunts, tried to sooth the melancholy cares of the future poet, will be open to the public. And the poet’s voice will be heard again, in interviews or speaking publicly. His childhood home in Cal Santa in Pieve di Soligo is being restored, in a project sponsored by the Veneto

Nella pagina precedente. La finestra sulle sue colline, paesaggio reale e metafisico allo stesso tempo Previous page. The poet’s view over the hills: a landscape that was both real and metaphysical at the same time A lato. Nel 2001 riceve il Premio Masi Civiltà Veneta. Qui con Sandro Boscaini e gli altri Premiati, tra cui il suo caro amico scrittore Mario Rigoni Stern This page. Receiving the Masi Civiltà Veneta Prize in 2001. Here with Sandro Boscaini and other winners, including his good friend the writer Mario Rigoni Stern

la Fondazione a lui dedicata: ma non si tratterà di una classica ‘casa museo’, bensì di un vero e proprio centro multimediale dove, accanto ai cimeli di una vita di studio e di poesia, troveranno posto installazioni interattive atte a trasmettere, soprattutto ai giovani, il senso del messaggio lasciato in eredità dal cantore del nostro paesaggio ferito, attraverso esperienze anche emozionali e sensoriali, in un incontro con le diverse arti, come la musica, che Zanzotto studiò da bambino, o la pittura, che fu invece praticata con successo dal padre. Il progetto dovrebbe arrivare a compimento

Regional Council through the Foundation that bears his name. However, it won’t be a standard ‘house museum’, but rather a full blown multi-media centre where, next to the memorabilia of a life of stsudy and poetry, interactive installations are designed to convey, especially to young people, the meaning of the message left behind by the bard of our wounded landscape. Exciting sensory experiences using different media, such as music, which Zanzotto studied as a child, and painting, which was his father’s speciality, will be on hand. The project should be completed in exactly two years’ 27


fra due anni esatti, ottobre 2021, quando ricorrerà il detime, in October 2021, when the tenth anniversary of his cimo anniversario della sua morte (il 21) e il centesimo death falls on the 21st of the month and the 100th annidella nascita (il 10). versary of his birth on the 10th. Questa casa, questa contrada “con le casette male alliThis house, this district “with its little houses poorly neate / sbocconcellate ma talvolta / messe a nuovo dal aligned,  /  nibbled but sometimes  /  put right by the vento…”, col suo vecio parlàr che modellò in Zanzotto wine…”, with its ‘vecio parlàr’ which made Zanzotto the “la più remota, e certo rarefatta e inconsapevole, idea di writer of “the most remote, and certainly rarefied and poesia di cui conservi ricordo”, sono rimasti centrali nelunworldly type of ​​poetry you remember”, remained at la sua ispirazione, il centro emozionale del suo mondo, the heart of his inspiration. It was the emotional cenche geograficamente si dilatava per pochi chilometri tra tre of his world, which geographically never extended le colline del Quartiere del Piave, ma idealmente non further than the few kilometres between the hills of the aveva confini. Quartiere del Piave, but in terms of philosophy had no Uno degli aspetti più sorprendenti della produzione poelimits. In fact, one of the most surprising aspects of the tica e dell’elaborazione filosofica del poeta di Pieve di Sopoetry and philosophy of the bard of Pieve di Soligo is ligo era infatti la sua capacità di essere universale pur rihis ability to be universal while remaining faithful to a manendo fedele a un ambito strettamente locale, a un very small locality. He was loyal to a region and a systerritorio e a un sistema di valori che amava profondatem of values ​​that he loved deeply, while also sharply mente pur criticandone a fondo la recriticising modern trends. He was cente deriva: anche ricevendo assieawarded the Masi Prize at the saLa casa natale me al coetaneo Mario Rigoni Stern il me time as his contemporary, Madel poeta diverrà Premio Masi nel 2001 – dopo aver gerio Rigoni Stern, in 2001, and after lato l’uditorio riunito nella pieve di San un centro multimediale stunning the assembled audience in Giorgio di Valpolicella asserendo per the parish church of San Giorgio di The poet’s birthplace scherzo di essere astemio – aveva inValpolicella with the jocular claim will become fatti messo in guardia “dalla lebbra che of being a teetotaller, he warned ha invaso di recente per un’industriaagainst the recent blight of excesa multi-media centre lizzazione eccessiva e troppo rapida sive and over-hasty industrialisation 28


Nella pagina precedente. Altro affezionato luogo d’ispirazione: il Mulino della Croda a Refrontolo Previous page. Another place that inspired him: the Croda Mill at Refrontolo A lato. Un affresco del padre di Zanzotto nel portico della casa natale This page. Fresco by Zanzotto’s father in the doorway of his birthplace In basso. Zanzotto, in basso, tra altri amici artisti (1951) Below. Zanzotto with other artist friends (1951)

tutto il Veneto rendendo particolarmente terribile la percezione del paesaggio spesso veramente devastato”. Nella casa paterna Zanzotto abitò fino al 1959, anno del matrimonio con Marisa Michieli, spostandosi poi in via Mazzini, dove visse fino alla fine dei suoi giorni, e da dove godeva del panorama sulle Prealpi a cui

in the whole of the Veneto, painting a dire picture of an often truly devastated landscape. Zanzotto lived in his father’s house until his marriage in 1959 to Marisa Michieli, when he moved to via Mazzini, where he stayed for the rest of his life. Here he delighted in the views over the Pre-Alps, the sub-

29


CISON DI VALMARINO MORIAGO DELLA BATTAGLIA LAGO DI GARDA

PIEVE DI SOLIGO CONEGLIANO

NERVESA DELLA BATTAGLIA

TREVISO VENEZIA

aveva dedicato lo pseudo haiku Mai MaNcaNte NeVe di Metà Maggio (dalla raccolta Meteo), in cui le iniziali in maiuscolo dei versi costituiscono la semplice trasposizione poetica del profilo dei monti. “Peccato che ora quella vista sia nascosta da un condominio”, commenta la moglie Marisa. Tutto intorno si dispongono i luoghi a lui cari, a cui si ispirarono le sue poesie: ecco Refrontolo, da dove proveniva la famiglia, col pittoresco Molino della Croda, alimen-

30

ject of his pseudo-haiku Mai MaNcaNte NeVe di Metà Maggio (from the Meteo collection), in which the capital letters beginning each verse became the poetic transposition of the outline of the mountains. As his wife Marisa says, “It’s a shame that that view is now obscured by a block of flats.” The places Zanzotto liked best are in his poetry. There’s Refrontolo, where his family came from, with the picturesque Croda Mill, powered by the Lierza, which he


Nella pagina precedente. Nei versi di Fosfeni, Idioma esprime il dolore per le perdite umane nella Grande Guerra. L’ossario di Nervesa ne rimane a ricordo; L’acqua di Dolle è dedicata all’amato paesino di Rolle Previous page. Verses in Fosfeni, Idioma express the pain of human loss in the Great War. The Ossuary at Nervesa is a permanent reminder; L’acqua di Dolle is dedicated to a favourite spot in Rolle A lato. Uno scorcio della casa natale a Pieve di Soligo This page. View of the artist’s birthplace at Pieve di Soligo

tato dal Lierza a cui si riferiscono ad esempio i versi de L’acque di Dolle in Dentro il paesaggio, in cui Dolle è in realtà l’amato paesino di Rolle, situato in mezzo ai colli del Prosecco tra Pieve e Cison. Ecco il piccolo canyon delle Crode del Pedré, protagonista coi suoi topinambur di alcune composizioni di Conglomerati, oppure il suggestivo ‘cimitero pensile’ di Gay, da dove scaturì nel poeta l’ispirazione di ‘Fuisse’; appena più lontano, verso sud, ecco il paesaggio di ‘Verso i palù’, quindi l’Oltrepiave, col Montello e Nervesa della Battaglia, le cui memorie della Grande Guerra suggerirono a Zanzotto la poesia antiguerresca Rivolgersi agli ossari in Galateo del bosco. I più isolati fra questi luoghi rimangono bellissimi, anche se patiscono l’assedio devastante dello sviluppo economico, che il poeta solighese ha denunciato per primo. Hanno anche un’altra caratteristica: lette nei posti dove sono state concepite le poesie di Zanotto, che non sono certo le più ‘accessibili’, si comprendono e si gustano fino in fondo, restituendoci idealmente anche la voce sottile ma coraggiosa del poeta.

Sergio Frigo, giornalista, autore de I luoghi degli scrittori veneti, presiede il Premio Rigoni Stern. Al suo attivo numerose collaborazioni e curatele editoriali. Tra i suoi libri: Noi e loro, Il Nordest tra emigrazione e immigrazione e Caro Zaia, vorrei essere leghista ma proprio non ci riesco. Ha vinto i premi Furegon per il giornalismo sociale e Lago per la cultura.

refers to for example as The waters of Dolle in Dentro il paesaggio, where Dolle is in fact his beloved little hamlet of Rolle, situated on the Prosecco hills between Pieve and Cison. There’s the little canyon of Crode del Pedré, the star of some of the poems in Conglomerati, together with the artichokes. Then there’s the pretty ‘hanging cemetery’ at Gay, which was the poet’s inspiration for ‘Fuisse’. Nearby, to the south, there’s the countryside of Verso i palù, the Oltrepiave, with Montello and Nervesa della Battaglia, where memories of the Great War inspired Zanzotto to write the anti-war poem Rivolgersi agli ossari in Galateo del bosco. The most isolated of these places remain very beautiful, even if they suffer from the destruction caused by modern development that the bard of Soligo denounced so roundly. They have another merit: reading Zanzotto’s poetry, which is not the most ‘accessible’, on site where it was conceived, gives it new depth of meaning and comprehension, restoring the poet’s delicate but courageous voice to life.

Sergio Frigo, journalist, author of I Luoghi degli Scrittori veneti, chairs the Premio Rigoni Stern. Co-author of a guide to Venice, co-editor of the book series I grandi scrittori del Nordest, author of Noi e loro, Il Nordest tra emigrazione e immigrazione and Caro Zaia, vorrei essere leghista ma proprio non ci riesco. Winner of Premio Furegon for journalism and Premio Lago for culture.

31


SERVIZI FEATURES

IL GARDA DEL VATE, L’ESILIO DORATO DOPO L’AVVENTURA DI FIUME THE ‘SEER’ IN GARDA, GILDED EXILE AFTER THE ADVENTURE OF FIUME di Elena Pala

Gabriele D’Annunzio e il buen retiro nel suo Vittoriale a Gardone Riviera Gabriele D’Annunzio and his buen retiro at the Vittoriale in Gardone Riviera Con questo numero apriamo una finestra sul Garda, il lago che per secoli ha costituito con le sue acque un operoso ‘ponte’ tra le genti nel cuore della terraferma della Serenissima, ma che ha anche affascinato con i suoi paesaggi e il suo clima tanti poeti: da Catullo a Goethe a D’Annunzio. E proprio con quest’ultimo, nel centenario della sua ‘avventura’ a Fiume al termine della quale approdò sul Benaco, avviamo la nostra carrellata.

With this edition we open a window on Lake Garda, the stretch of water that has been a working ‘bridge’ between the peoples at the heart of the Serenissima’s terraferma, and whose countryside and climate have been a source of inspiration for many poets: from Catullus to Goethe and D’Annunzio. On the anniversary of his ‘adventure’ in Fiume before his eventual arrival at Benaco, it’s to D’Annunzio that we turn our attention.

“I have found an old villa here on Lake Garda that “Ho trovato qui sul Garda una vecchia villa appartenuta used to belong to the late Dr Thode. It is full of beautial defunto dottor Thode. È piena di bei libri… Il giardiful books… The garden is lovely, with its pergolas and no è dolce, con le sue pergole e le sue terrazze in decliits sloping terraces. And the warm light makes me vio. E la luce calda mi fa sospirare verso quella di Roma. think of Rome. I will stay here a few months, to get Rimarrò qui qualche mese, per licenziare finalmente il the Notturno finally out of the way”, writes Gabriele Notturno” scrive Gabriele D’Annunzio alla moglie MaD’Annunzio to his wife Maria in Febria nel febbraio 1921 da Gardone Riruary 1921 from Gardone Riviera. He viera, precisamente dalla villa setIl poeta ritrovava was referring to the 18th-century viltecentesca oggi nota – insieme al nel paesaggio gardesano la that, together with its vast comvasto complesso di giardini e di altri plex of gardens and other buildings edifici edificati tra il 1921 e il 1938 – i tratti del Carnaro come il Vittoriale degli Italiani. The poet saw similarities built between 1921 and 1938, is now known as il Vittoriale degli Italiani. Rientrato in Italia, sconfitto dall’imbetween the landscape Coming back to Italy disconsolate presa di Fiume nel gennaio 1921, il after the Fiume affair in January Vate immagina mete straniere (Spain Garda and Carnaro 1921, the Vate (seer, or prophet, as gna, Irlanda, Provenza) nel suo futu32


La prora della nave militare Puglia, tra le protagoniste nella Prima Guerra Mondiale, che D’Annunzio volle far rimontare al Vittoriale di Gardone Riviera The prow of the warship Puglia, active in the First World War, which D’Annunzio had transported to the Vittoriale in Gardone Riviera

Didascalia Didascalia Traduzione Traduzione


he was called) imagined future plans to involve foreign ro, ma subito le scarta. “Se entro otto giorni – si rivolge travel, in Spain, Ireland or Provence. He soon changed ai suoi collaboratori una volta giunto a Venezia – nessuhis mind. “If, in eight days – he told his followers when no di voi mi avrà trovato una casa conveniente mi buthe reached Venice – none of you has found me a suitterò nel Canale”. able house, I will throw myself in the Canal”. È l’amico Tom Antongini a trovargli una villa a CargnacIt was his friend Tom Antongini who found him the villa co, presso Gardone Riviera, sulla sponda bresciana del at Cargnacco, near Gardone Riviera, on the Brescian Lago di Garda, non molto lontana da Verona, città a lui side of Lake Garda, not so far from Verona, which he cara per gli stabilimenti tipografici già Franchini e poi di liked as a city because of the Franchini printing works Arnoldo Mondadori, editore della sua Opera omnia. owned by Arnoldo Mondadori, publishers of his book Si tratta di una casa requisita dallo Stato italiano con lo Opera omnia. The house itself had been requisitioned scoppio della guerra perché di proprietà dello storico by the Italian State at the outbreak of war because it dell’arte tedesco Henry Thode, sposato con una nipote belonged to the German art historian Henry Thode, di Franz Liszt e figliastra di Richard Wagner. husband of one of Franz Liszt’s nieces, who was also Il Comandante arriva a Gardone il 28 gennaio e subiRichard Wagner’s stepdaughter. The Comandante arto si innamora della villa, sebbene meno sfarzosa di alrived at Gardone on 28th January and fell in love with tre sue precedenti residenze. Lo seducono il vasto parthe villa immediately, even if it was less grand than co adiacente e il lago: il panorama – scrive lo storico his previous residences. The vast Giordano Bruno Guerri nella sua grounds next to the lake enchantultima pubblicazione dedicata al A due passi c’era la Verona ed him. The view – wrote historian Vate Disobbedisco. Cinque giorni del suo editore Giordano Bruno Guerri in his last di rivoluzione Fiume 1919-1920 – book about the Vate called I disoè “simile al golfo del Carnaro, con Arnoldo Mondadori bey. Five days of revolution, Fiume l’arcipelago che lo protegge; le colNearby there was Verona 1919-1920 – is “similar to the Gulf line boscose digradanti a affonand his publisher of Carnaro, with the archipelago dare nello specchio d’acqua sothat protects it; and the sloping migliano all’entroterra croato […]. Arnoldo Mondadori Quell’ampia distesa azzurra abwooded hills that plunge down to 34


Nella pagina precedente. Il Comandante Maggiore D’Annunzio con i piloti del velivolo SIA 9B (ottobre 1918) Previous page. Comandante Maggiore D’Annunzio with pilots of the aircraft SIA 9B (October 1918) Fiume, nel Golfo del Carnaro, in una carta geografica del 1930 (ed. Vallardi, collezione Fondazione Masi) Fiume, in the Gulf of Carnaro, in a map from 1930 (pub. Vallardi, Masi Foundation collection) A lato. Gabriele D’Annunzio tra i legionari a Fiume This page. Gabriele D’Annunzio with the legionaries at Fiume

bracciata dalla costa gli ricorda la vista della sua finestra di Comandante sulla quale riposava l’occhio nelle pause della scrittura, nelle attese dei colpi di mano, nelle riflessioni sull’ordine da dare al mondo”. Al suo arrivo a Gardone, D’Annunzio è uno degli italiani più celebri nel mondo. Ha 58 anni e da quasi quaranta ha scalato le vette della società. La discesa in campo dell’Italia nel primo conflitto mondiale ha contribuito ad aumentarne la popolarità. Il suo arruolamento tra le fila dell’esercito italiano fa compiere infatti al personag-

the mirror-like waters being similar to the Croatian hinterland […]. The wide expanse of blue embraced by the coast reminded him of the view from the Comandante’s window that he used to look out from in breaks between writing, while waiting for surprise attacks or thinking about the orders he would give to the world.” When he arrives at Gardone, D’Annunzio is one of the most famous Italians in the world. He is 58 years old and for about the last 40 he has been scaling the heights of society. Italy’s entry as a combatant to the La facciata della Prioria al Vittoriale di Gardone Riviera: fu l’ultima dimora di D’Annunzio The facade of the Priory at the Vittoriale in Gardone Riviera: D’Annunzio’s last home

35


A lato. Gabriele D’Annunzio al Vittoriale mentre sfoglia la corrispondenza This page. Gabriele D’Annunzio leafing through his correspondence at the Vittoriale Nella pagina precedente. Una veduta sugli ulivi del parco del Vittoriale, sullo sfondo il lago di Garda Previous page. View of the olive trees in the garden at the Vittoriale; Lake Garda in the background

gio Gabriele D’Annunzio una promozione semantica: il Vate assurge al ruolo de il Comandante, acclamato a ogni apparizione pubblica. La gloria, a cui D’Annunzio tende da sempre senza risparmi, lo spinge, a conflitto terminato, a farsi portavoce di quel nazionalismo cresciuto nelle trincee, fieramente contrario alle concessioni territoriali al nascente Stato jugoslavo fissate dalla Conferenza di pace di Parigi. È a quell’Italia, fermamente decisa a coronare la vittoria riportata sui campi di battaglia con il pieno riconoscimento del suo rango di nuova potenza internazionale, che D’Annunzio si rivolge spronandola a portare a termine la storica missione. Una missione che capitolerà nella sconfitta del Natale di sangue del 1920. “La città di vita”, ossia Fiume, “è scomparsa”, annoterà il Vate: “quando nel gennaio 1921 io uscii da Fiume tra tante lagrime, portai con me i miei sogni” nel Libro di Pietre Vive, ossia al Vittoriale. E qui chiuderà per sempre la sua avventura umana il primo marzo 1938, sulle rive di quel Garda dove aveva edificato il suo memoriale. Elena Pala da anni collabora con l’Università Statale di Milano e scrive per le pagine culturali del ‘Giornale di Brescia’. Ricercatrice al Centro Studi Rsi, ha promosso e curato mostre ed eventi culturali, tra cui il primo Garda Lake History Festival di Salò, dedicato al centenario dell’Impresa di Fiume di D’Annunzio.

First World War heightened his popularity. His enrolment in the rank and file of the Italian army gave Gabriele D’Annunzio a semantic promotion: the Vate became the Comandante, acclaimed at every public appearance. At the end of the war, the quest for glory, which drove D’Annunzio relentlessly on, made him the spokesman for a type of nationalism that had been grown in the trenches: fiercely against the territorial concessions given to the nascent state of Jugoslavia by the Peace Conference in Paris. D’Annunzio’s audience is the Italy that is convinced that success on the battlefield should be crowned with recognition for the country’s new status as an international great power. He was spurred on by his historic ‘mission’, which ended with the bloody “Christmas defeat” in 1920. “The city of life”, or Fiume, “has passed away”, the Vate noted: “When I left Fiume in January 1921, with so many tears, I took my dreams away with me” in the Book of Living Stones, or rather, to the Vittoriale. Here is where his adventures finished for ever, on 1st March 1938, on the banks of Lake Garda where he had constructed his memorial. Elena Pala has worked for the State University of Milan for many years and writes for the cultural pages of the ‘Giornale di Brescia’. A researcher at the Centro Studi RSI, she promotes and curates exhibitions and cultural events, including the first Garda Lake History Festival in Salò, dedicated to the centenary of D’Annunzio’s adventure in Fiume.

37


IL MESTIERE DEI CAMPI E DELLA CANTINA THE ART OF CULTIVATION AND OF THE CELLARS

LA VENDEMMIA: OGNI ANNO UNA FESTA NEL SEGNO DI BACCO THE HARVEST: A YEARLY BACCHIC FESTIVAL

di Mario Bagnara

Fin dall’antichità una gioiosa spontaneità popolare accompagna la raccolta dell’uva Grapes have been harvested in a mood of popular festivity since antiquity Grape picking and wine making are agricultural activiLa raccolta dell’uva e la sua vinificazione sono attività agrities that have always been seized upon by man with cole alle quali fin dall’antichità l’uomo ha sempre partecigreat enthusiasm, ever since ancient times. Noah himpato con entusiasmo. Lo stesso Noè, dopo il diluvio uniself, after the Flood, is recorded in Genesis (chapter versale, come racconta la Genesi (9,20-27), riprese la 9, vs 20-27) as renewing cultivation on earth, planting coltivazione della terra, impiantando per prima una vite first a vine and then after having enjoyed the wine proe, avendo allegramente gustato il vino prodotto, cadde duced from it too much, falling into a deep sleep in his in un sonno profondo all’interno della sua tenda, finentent. His son Ham found Noah do per essere scoperto ubriaco e drunk and shamefully naked; so vergognosamente nudo dal figlio he called his brothers Shem and Cam che chiamò i fratelli Sem e Japheth, and, with somewhat Jafet, non senza un certo divertijocular embarrassment, covered to imbarazzo; essi ebbero cura di his father up with his cloak. The coprirlo con il mantello. Una scewhole scene is depicted with huna divertente che lo stesso Michemour by Michelangelo Buonarlangelo Buonarroti, su commissioroti himself in the frescoes of the ne del Papa Giulio II, fra il 1508 e il Vatican Museums’ Sistine Chapel, 1510 circa, affrescò nella volta della commissioned by Pope Julius II Cappella Sistina ai Musei Vaticani and executed between 1508 and (fig. 1). Sulla festa della vendem1510 (fig. 1). Ancient Egyptians mia (dal latino vindemia, vinum also made much of celebrations demere = levare il vino) anche of the harvest (from the Latin vingli Egizi hanno lasciato suggestive demia, vinum demere = to make raffigurazioni nelle pitture parietali Fig. 2. Due operai che gioiosamente pigiano l’uva, mosaico israeliano di epoca greco-romana wine) and evocative wall paintdi alcune tombe meglio conservaFig. 2. Two workers delightedly crushing grapes, ings of such events can be found te, come in quella di Nakht nella Greco-Roman mosaic from Israel

38


L’ebbrezza di Noè in some of the best-preserved necropoli tebana di Sheikh Ab deltombs, like the Nakht monument Qurna (fig. 3) in cui è ben evidente ha trovato spazio persino in the Theban necropolis of Sheikh la presenza predominante dell’uva nella Cappella Sistina Ab del-Qurna (fig. 3). Here grapes che quasi incornicia gli altri prodotThe Drunkenness of Noah figure prominently and are used ti della terra. Il vino infatti, una bealmost as a frame for other provanda molto diffusa come integracan even be found ducts of the earth. An established zione alimentare, per gli Egizi era in the Sistine Chapel nutritional drink, wine was also imimportante anche per il processo portant for the Egyptians for the di mummificazione, in correlazione mummification process, connected in this way to life quindi con la vita ultraterrena. Nell’area mediterranea fu“on the other side”. In the Mediterranean area it was rono i Greci a insegnare la viticoltura e quindi la vendemthe Greeks who taught the Italians about viticulture and mia alle popolazioni italiche. Secondo una tradizione miconsequently about harvesting, too. Legend tells the tologica un giovane satiro, di singolare bellezza, chiamato story of a young satyr, of singular beauty, called Ampelo Ampelo (dal greco = vite), nel fulgore della giovinezza fu (from the Greek for ‘vine’) who was killed in the flower ucciso da un toro inferocito inviato da Ate, figlia maggiore of youth by a maddened bull sent by Ate, Zeus’ elddi Zeus. Ma Dioniso, innamorato di lui, lo seppellì versanest daughter. Dionysius, who was in love with Ampelo, do nelle sue ferite l’ambrosia, il nettare degli Dei. Zeus a Pagina precedente. Fig. 1. L’ebbrezza di Noè, affresco di Michelangelo Buonarroti, 1508-1510 circa, della volta della Cappella Sistina, Musei Vaticani, Roma Previous page. Fig. 1. The Drunkenness of Noah, fresco by Michelangelo Buonarroti, 1508-1510 circa, Sistine Chapel, Vatican Museums, Rome A lato. Fig. 3. Pittura parietale della tomba egizia di Nakht nella necropoli tebana di Sheikh Ab del-Qurna, XVIII dinastia This page. Fig. 3. Wall painting from Egyptian tomb of Nakht in Theban necropolis of Sheikh Ab del-Qurna, XVIII dynasty

sua volta, impietosito, trasformò Ampelo in un vitigno dai cui succosi grappoli lo stesso Dioniso, spremendoli con le dita, ottenne il vino. Da allora, legata al culto di Dioniso, avrebbe avuto inizio la pratica della pigiatura con i piedi delle uve in un grosso catino di legno, dal fondo leggermente inclinato, affinché il vino colasse in un vaso sottostante, come documenta un mosaico di epoca greco-romana di provenienza israeliana (fig. 2). A partire dalla colonizzazione dell’Italia Meridionale da parte dei Greci (fine dell’VIII secolo a.C.) gli Italici e quindi i Latini, favoriti dalla fertilità del suolo, appresero alacremente la vitivinicoltura, riprendendo in autunno, al tempo

bathed his wounds in ambrosia, the nectar of the gods, and buried him. Zeus, in his turn, took pity on Ampelo and turned him into a vineyard. Dionsyius then picked the succulent grapes from this vineyard, and crushed them with his toes, to make wine. This is the supposed origin of crushing grapes by foot, in a Dionysian rite, in large wooden vats with gently sloping floors so the juice collected in ceramic vessels, as shown by the Greco-Roman mosaic from Israel (fig. 2). The colonisation of Southern Italy by the Greeks (lasting until the 8th century BC) and the fertility of the soil meant the Italic and then Latin peoples were keen stu39


della vendemmia, le grandi celebrazioni in onore di Bacco, nome latino della stessa divinità greca. Fra i numerosi autori latini che trattano della vendemmia, il più puntuale, anche dal punto di vista enologico, è Varrone (I sec. a.C.) che così esordisce: “In vinetis uva cum erit matura, vindemiam ita fieri oportet, ut videas, a quo genere uvarum et a quo loco vineti incipias legere” (“Quando nei vigneti l’uva sarà matura, bisogna vendemmiare, scegliendo prima da quale specie di uva e da quale punto della vigna si debba cominciare”) (De re rustica, 54, da Opere di Marco Terenzio Varrone, a cura di Antonio Traglio, Torino, UTET, 1974). E l’atmosfera gioiosa della vendemmia si ripropone nelle feste autunnali anche nei secoli successivi, sempre caratterizzata da quella spontaneità popolare che, oltre ad essere motivo di serenità per il sicuro approvvigionamento di un apprezzato prodotto alimentare, diviene anche segno di gratitudine verso la divinità e la natura stessa. Con la stampa dei libri, arricchiti da incisioni, la testimonianza di tali sentimenti non è solo letteraria, ma anche artistica. Alle belle xilografie che, già in passato riprodotte in servizi di questa rivista, interpretano i pas40

dents of winemaking and took to Bacchic celebrations at harvest time in the autumn – Bacchus being the Latin name for Dionysius, the Greek god of wine. Of the numerous Latin authors who dealt with grape harvesting, the most precise, also from the technical point of view, is Varro (1st century BC), who relates: “In vinetis uva cum erit matura, vindemiam ita fieri oportet, ut videas, a quo genere uvarum et a quo loco vineti incipias legere” (“When the grapes are ripe on the vine, harvesting begins by selecting which type of grape to pick and where to start in the vineyard”). (De re rustica, 54, from Works of Marcus Terentius Varro, edited by Antonio Traglio, Turin, UTET, 1974). The celebratory atmosphere of grape harvesting is something passed down the centuries, always involving popular rejoicing, which both accompanies the relaxation that comes with a food harvest successfully brought home and expresses gratitude to the divinity and Nature itself. In printed books, embellished with prints, the expression of these sentiments is not just literary, but artistic too. To the beautiful woodcuts of harvesting taken from the 1511 Venetian edition of Piero De


Pagina precedente. Fig. 4. Antiporta de Le jardin d’amour, ou le Vendangeur, C.F. Mercier, Paris (1797-1798) Previous page. Fig. 4. Title page Le jardin d’amour, ou le Vendangeur, by C.F. Mercier, Paris, (1797-1798) Fig. 5. Frontespizio del vol. 10 di Cours complet d’agriculture théorique…, J.B.F. Rozier, Paris, 1793-1805 Fig. 5. Frontespiece of vol. 10 of Cours complet d’agriculture théorique…, J.B.F. Rozier, Paris, 1793-1805 A lato. Fig. 6. La vendemmia di viti a festoni in Valpolicella (Archivio Serego Alighieri 1700) This page. Fig. 6. Harvest with grape festoons in Valpolicella (1700, Villa Serego Alighieri archive) Sotto. Fig. 7. Vendemmia in Valpolicella, foto Dall’Oca Bianca Below. Fig. 7. Harvest in Valpolicella, photo Dall’Oca Bianca

si descrittivi della vendemmia nell’edizione veneziana del 1511 del manuale di agricoltura di Piero De Crescenzi, si possono accostare altre suggestive incisioni francesi del ‘700/’800: anzitutto l’antiporta del volume di fine ’700 Le jardin d’amour ou Le vendangeur, traduzione di un poema giovanile di Luigi Tansillo del 1532-1534 (fig. 4), e poi il frontespizio del decimo volume del Cours complet d’agriculture…, Paris, 1793-1805 (fig. 5). In entrambe le immagini trionfa l’istintiva ebbrezza della vendemmia, bene evidenziata anche dalla didascalia della

Crescenzi’s manual on agriculture, which have already been used in previous editions of this magazine, can be added various attractive French engravings from the 18th and 19th centuries. Above all, the title page of the late 18th century Le jardin d’amour ou Le vendangeur – the translation of a youthful poem by Luigi Tansillo dating to 1532-1534 (fig. 4) – and the frontispiece of the tenth book of Cours complet d’agriculture…, Paris, 1793-1805 (fig. 5). Both images feature the natural inebriation that pervades the harvest prominently, underlined by the

41


Fig. 8.

Fig. 9.

Fig. 10.

Fig. 11. Figg. 8-12. Manifesti di giornate del vino e dell’uva in Italia, negli anni ’30 (www.guerrainfame.900-er.it) Figg. 8-12. Posters for wine and grape festivals in Italy, in the ’30s (www.guerrainfame.900-er.it)


prima, invitante ad approfittare della bellezza del grappolo d’uva. È solo in Italia nel primo ’900, con l’avvento del Fascismo, che, preceduta da quella del Vino (fig. 8) a partire dal 1925, nel 1930 la Festa dell’Uva, per decisione del Capo del Governo Benito Mussolini, diviene festa nazionale con le precise finalità non solo economiche, ma anche politiche di “diffondere il consumo dell’uva, di cui sono note le benefiche qualità nutritive e dietetiche e dare incremento ad un importante ramo della produzione agraria”. La grande regia nazionale di cui sono espressione gli stessi imponenti manifesti (figg. 9-10), trova riscontro ed esecuzione grazie agli efficienti comitati locali dell’Opera nazionale del dopolavoro (OND) che prevedono non solo scenografiche sfilate di carri allegorici con partecipanti in costumi tradizionali, ma anche concorsi di poesia in dialetto, convegni e conferenze sulle qualità alimentari e igieniche Fig. 12. dell’uva. Sono feste popolari che, fino al 1941, riscuotono sempre grande partecipazione di folle entusiaste, anche di giovani, soprattutto nelle regioni più votate alla viticoltura e all’enologia, come l’Emilia Romagna e la Toscana. Anche a Massa Lombarda, ‘il paese della frutta’, un accattivante manifesto promuove tutta la frutta italiana, in primo piano però sempre l’uva (fig. 11). Nel 1931 addirittura la Federazione Fascista del Commercio della Provincia di Firenze pubblica anche un interessante volumetto su La Festa dell’Uva di varie località provinciali, a partire dal capoluogo fiorentino, con una mostra allestita nella Loggia del Mercato Nuovo. In copertina la riproduzione di uno dei quadri a olio dedicati alla vendemmia, conservato al Museo di Pescia (Pistoia), di un artista macchiaiolo, Francesco Gioli (fig. 12). Fra le immagini, in riferimento alla località di Greve nel Chianti, anche un’affascinante stampa antica dal titolo Il Chianti e la vendemmia. Mario Bagnara, consulente culturale della Biblioteca Internaz. ‘La Vigna’, Vicenza (già presidente 2006-18). Pubblicista e saggista, è stato docente universitario, preside, assessore alla cultura. È Accademico olimpico e socio dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, e presidente onorario dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale unesco.

caption in the first one inviting the reader to take advantage of the beauty of a bunch of grapes. In Italy, it was only with the advent of Fascism in the early 20th century, that first the Festa del Vino (Festival of Wine – as from 1925 - fig. 8), and then in 1930 the Festa dell’Uva (Festival of the Grape) were inaugurated by decree of the Head of Government, Benito Mussolini. These events had aims that that were not only economic, but also “to promote the consumption of grapes for their nutritional and dietary qualities and to increase an important part of agricultural production.” The national will for such events, promoted by impressive posters (figg. 9-10), was put into action by well-run local OND (Opera Nazionale del Dopolavoro) committees, which organised not only costumed parades of allegorical floats with participants in traditional dress, but also competitions for poetry in dialect, and conferences about the food value and healthy cultivation of grapes. Such mass celebrations gained increasing popularity, until 1941, with events that involved passionate enthusiasts, youngsters as well, above all in areas such as Tuscany and Emilia Romagna where viticulture was widespread. In Massa Lombarda, too, ‘the home of fruit’, an attractive poster was published to promote all Italian fruit – grapes however, were in the foreground, as always (fig. 11). It was actually in 1931 that the Fascist Federation for Commerce in the Province of Florence published an interesting booklet on Grape Festivals in various local centres, starting with Florence itself, where an exhibition was held in the Loggia of the Mercato Nuovo. The booklet’s front cover features an oil painting of the harvest by the pointilist artist, Francesco Gioli (fig. 12), from Pescia Museum – province of Pistoia. One of the pictures is an interesting old printed image of a festival held in Greve nel Chianti entitled Il Chianti e la vendemmia. Mario Bagnara, cultural consultant for ‘La Vigna’ International Library of Vicenza (former President 2006-18). Publicist and essayist, former university lecturer, head teacher and cultural commissioner. An Olympian Academician and member of the Italian Academy of the Vine and Wine; Honorary President of the Italian Association for unesco World Heritage Sites.

43


VITE E VINO NELLE VENEZIE VINES AND WINE IN THE VENETIAN AREA

NELLE CARTE DI FAMIGLIA LA STORIA DI UNA TERRA FAMILY ARCHIVES REVEAL THE HISTORY OF A LAND di Nereo Pederzolli

I conti Bossi Fedrigotti donano il loro archivio alla Biblioteca di Rovereto The Counts Bossi Fedrigotti donate their archives to Rovereto Library Preserving the agricultural memory of a territory Conservare la memoria agricola di un territorio attraverthrough meticulously archived records of three censo le carte meticolosamente archiviate in tre secoli di turies of viticulture. Notes about vineyards that mark viti: così è; la vigna che scandisce lo scorrere del temthe passing of time and record not only the evolupo e ne condiziona non solo l’evoluzione di una dination of a noble dynasty, but also the vicissitudes of a stia nobiliare, ma pure le vicissitudini di una comunità. community. È quella che i Conti Bossi Fedrigotti hanno coinvolto in This is what the Conti Bossi Fedrigotti family did in the Vallagarina, tra lo scorrere del fiume Adige, il commerVallagarina, detailing the river trade on the Adige, and cio fluviale di Rovereto, ma soprattutto nelle vendemgrape picking on the hills of Isera, where wine is a mie sulle colline basaltiche d’Isera, dove il vino si eleva symbol of rebirth. Precious documents, in every sense, a simbolo di rinascita. Sono documenti preziosi, in tutpassing knowledge on and confronting cultural chalti i sensi: tramandano saperi e rilanciano sfide colturalenges. All to be examined. Meticulously filed for over li, tutte da scoprire, archiviate minuziosamente per oltre three centuries by the Conti Bossi Fedrigotti family tre secoli dalla famiglia dei Conti Bossi Fedrigotti e ora and now archived according to modern criteria by the razionalmente archiviate dalla Biblioteca Civica ‘Girola‘Girolamo Tartarotti’ Civic Library in Rovereto. This is a mo Tartarotti’ di Rovereto. Trattasi di un patrimonio culcultural heritage, a dynamic architurale e di un archivio dinamico, ve, with computerised technology di una tecnologia computerizzaDocumenti to extract not only data, but lifeta messa al servizio di quanti poche tramandano saperi styles, anecdotes, even certain tranno attingere non solo dati, ma smells hinted at by the records. stile di vita, aneddoti, pure certi e rilanciano sfide culturali Fragrances of vinous memories odori legati alla suggestione della Documents that hand that not even computerisation will catalogazione. Fragranze di ricordi down knowledge be able to disperse over time. vinosi che neppure la computerizzazione riuscirà a disperdere nel and highlight cultural issues The many speakers who have brought the archives to life with tempo. Lo hanno ribadito i tanti 44


Tipico territorio della Vallagarina: Tenuta Sant’Antonio, dove esposizione e brezze favoriscono la coltivazione di Chardonnay e Pinot grigio, unitamente alle varietà autoctone Typical Vallagarina landscape: Tenuta Sant’Antonio, when vineyard expositions and breezes favour the cultivation of Chardonnay and Pinot Grigio, as well as native grapes


relatori nella serie di convegni, appuntamenti letterari, degustazioni conviviali, proiezione di filmati d’antan che hanno animato la presentazione del poderoso archivio, orgogliosamente ritenuto uno dei più singolari e corposi ‘quaderni di campagna’ finora custoditi e tramandati, che hanno sfidato il tempo. Esso registra non tanto le spese, i bilanci agronomici aziendali, ma tutta una serie di progetti di valorizzazione del vino ‘della casa’: consumi domestici, tra botti e damigiane e i primi casi

46

a series of conferences, literary events, public tastings, and projections of films from the past have confirmed this. This is one of the most unique and most comprehensive archives of country life in existence. A triumph over time. The archives record not so much income and expenditure on the agricultural side of the business, but a whole series of projects for the improvement of the ‘house’ wine. Domestic consumption, including num-


Ricordi di famiglia: il trasporto dei vini rossi; i fratelli Marie José, Giampaolo, Isabella, Maurizio; registro del 1828 dove si annota l’uva per vino ‘champagna’ Family memories: red wine on the move; siblings Marie José, Giampaolo, Isabella and Maurizio; document from 1828 noting grapes for use in ‘champagna’ Pagina precedente, in basso. In più di tre secoli di annotazioni, la storia di una famiglia e dell’economia trentina Previous page, below. Three centuries of notes with information about family history and the economy in the Trentino

bers of barrels and demijohns, and the first wine to d’esportazione. Tra le carte ecco spuntare una serie di be exported. There is are also some documents that riscontri curiosi e che confermano certe leggende, Momight well confirm a legend. The one about Mozart. zart compreso. Perché il mitico Maestro potrebbe davThe legendary maestro could well have tasted the vero aver degustato un calice di Marzemino “inviato in Marzemino that is recorded in a mid-eighteenth-cenuna botticella a Salisburgo, al signor Tomaselli, il nostro tury document as having been “sent in a small barrel referente commerciale”, come si legge in una nota d’arto Salzburg, to Sig. Tomaselli, our commercial agent.” chivio di metà Settecento. Questi era un importatore di This same agent supplied clubs and managed one vino che forniva i circoli culturali e gestiva uno dei cafof the city’s most famous cafés, which was known fè più rinomati, frequentato pure da Mozart: dunque, è to Mozart too, and it is therefore quite probable that probabile che la celeberrima citazione nell’ultimo atto the famous lines in Don Giovanni, calling on Leporello del Don Giovanni “Leporello, mesci il vino, l’eccellento “pour the wine, the excellent Marzemino,” refer to te Marzemino” si riferisca al nettare vinificato tra i primi, nectar vinified by Casa Bossi Fedrigotti. proprio da Casa Bossi Fedrigotti. It is impossible to summarize in a just a few lines the È impossibile sintetizzare in poche righe la miriade di multiplicity of data, figures and anecdotes recorded dati, cifre, aneddoti censiti dall’archivio: ricordi e stimoin the archive. It’s full of family material now given li familiari splendidamente raccolti (rilanciati) da Isabelnew life by Isabella Bossi Fedrila Bossi Fedrigotti, scrittrice che ha gotti, who has found inspiration trovato ispirazione per i suoi libri Nei ‘quaderni di campagna’ for her best sellers in her ancesbest sellers proprio nel carteggio la storia di vini e vigneti tors’ correspondence: letters writdei suoi antenati, quali lettere dei ten by great-grandparents, stories bisnonni, citazioni di conflitti, tendei Bossi Fedrigotti of conflict and war, business and sioni belliche, operazioni commer‘Country notebooks’ show politics, the kind of stories she tells ciali, visioni politiche che troviamo the history of the wines in Amore mio uccidi Garibaldi. in Amore mio uccidi Garibaldi. There’s a lot about running the Si parla di gestione aziendale e di and vines belonging estate and the agricultural cycle, ritmi agricoli sull’andamento vento Bossi Fedrigotti demmiale, su certe micidiali granincluding information about the 47


progress of harvests, some ledinate, pure su spregiudicati thal hailstorms and even some ‘bombardamenti’ con cannoni ill-advised ‘bombardments’ using bellici modificati che sparavano modified artillery from the war rudimentali razzi esplosivi verso loaded with frozen grapes and il cielo carico di chicchi ghiacciafired at the heavens. Fears and ti tra timori e tante amenità. Sentittle-tattle. Notes of the sugar za dimenticare il grado zucchericontent and ripeness of grapes, no delle uve, la maturazione dei suggestions, advice to be handed grappoli, i suggerimenti, i consigli on to the next generation, and generazionali da tramandare e da notes to keep. Some of the notes custodire. Altrettanto fondamenabout changes in viticultural practali sono alcuni riscontri sull’evotices are just as important. From luzione vitivinicola: dall’uso delthe use of pruning shears, for le forbici per potare la vigna, per harvesting and for managing the vendemmiare e gestire la vigogrowing pattern of the vines – a ria delle piante – sperimentata a mid-nineteenth century experimetà Ottocento, per primo in Itament, the first in Italy, by Count lia, dal nobile Filippo – fino alla Filippo – to the use of small oak tecnica di vinificare in piccole botL'enologo dei Bossi Fedrigotti ricordato casks – barriques – for the flagti di rovere – le barriques – il vino con un convegno in maggio Bossi Fedrigotti’s winemaker remembered ship wine of the estate: Fojarosso simbolo del casato: il Fojaat a convention in May neghe. This Bordeaux-blend, the neghe, vino di stampo bordolefirst in Italy when production started in 1961, was vinified se, vinificato in piccoli carati e messo in bottiglia – primo in small casks in a way that anticipated future trends esempio italiano – già nel 1961, anticipando tendenze e and winemaking practice. Fojaneghe was a trailblazmodalità enologiche indiscutibili: vino, il Fojaneghe, aprier, as Raffaele Boscaini, the marketing manager at pista. Lo ha sottolineato Raffaele Boscaini, marketing Bossi Fedrigotti’s oenological supervisory company, manager di Masi Agricola, società che da qualche venMasi, underlines: “Bossi Fedrigotti’s guardianship is demmia gestisce la storica azienda dei Bossi Fedrigotti. there to encourage innovation, to preserve the know”Custodire per innovare, per onorare i saperi, la dinamihow and the dynamism of its noble founders, promotcità dei nobili fondatori – ha sottolineato Raffaele Masi – ing business synergies linked to the viticultural and rilanciando sinergie imprenditoriali legate proprio all’auwinemaking skills of these great pioneers.” torevolezza agronomica di questi grandissimi pionieri”. There’s more. Leafing through the archives there’s a E ancora, sempre ‘spulciando’ tra le carte dell’archivio, harvest note dated 1838 that clearly mentions picking ecco la citazione di vendemmiare “uve bianche per fare “white grapes to make champagne”, long before the champagne”, come si legge nitidamente in una nota modern incarnation of the Italian sparkling wine indusdel 1838, ben prima dell’avvio moderno della spumantitry, which is now rediscovering the ‘metodo classico’ stica italiana, quella che ora recupera il metodo classico practice of refermentation in bottle. della rifermentazione del vino in bottiglia. So much to discover, so much to re-discover. Notes Insomma tante storie da scoprire, davvero da recuperathat liberate us from the past and allow us to underre. Storie che ci liberano dal passato e ci fanno capire il stand the present. presente.

Nereo Pederzolli, per 37 anni è stato inviato speciale rai in programmi e rubriche agroalimentari, filmmaker, da oltre 30 anni degusta vini per la guida del ‘Gambero Rosso’. È editorialista del quotidiano online ‘ilDolomiti.it’

48

Nereo Pederzolli, 37 years special correspondent on food and farming for the rai. Filmmaker, wine taster for 30 years for Gambero Rosso. Leader writer for the daily online newspaper ‘ilDolomiti.it’


DALLA FONDAZIONE MASI APPROFONDIMENTI FROM THE MASI FOUNDATION INSIGHTS

PREMIO CAMPIELLO ALLA CARRIERA PER LA NOSTRA PRESIDENTE OUR PRESIDENT WINS CAMPIELLO PRIZE FOR LIFETIME ACHIEVEMENT

“Un riconoscimento che arriva del tutto inatteso ma che naturalmente mi fa molto piacere”. Così la presidente della Fondazione Masi, Isabella Bossi Fedrigotti, commenta l’assegnazione del prestigioso Premio ‘Fondazione Il Campiello’, che le verrà consegnato in occasione della serata finale della 57esima edizione il prossimo 14 settembre al Gran Teatro La Fenice di Venezia. È il terzo anno consecutivo che il riconoscimento alla carriera assegnato annualmente dal 2010, va a una donna: prima della giornalista e scrittrice trentina, da tempo milanese d’adozione, a riceverlo sono state Marta Morazzoni nel 2017 e Rosetta Loy nel 2018. Nell’albo d’oro anche Dacia Maraini nel 2012. Istituito nel 1962 dagli industriali del Veneto, il Campiello è promosso e gestito dalla Fondazione omonima, composta dalle Associazioni Industriali del Veneto e dalla loro Federazione regionale. Matteo Zoppas, presidente della Fondazione e di Confindustria Veneto, ha dichiarato: “Isabella Bossi Fedrigotti è una scrittrice che i lettori del Campiello hanno sempre apprezzato: dal romanzo di memorie familiari Casa di Guerra che partecipò al Premio Selezione del 1983 a Di buona famiglia, che poi vinse nel 1991 e ancora oggi rappresenta un autentico libro di culto per schiere di appassionati. Il suo stile è raffinato e mai dissacrante, interpreta al meglio quella tradizione familiare tipica della società italiana di un tempo, che riesce a essere sempre attuale”.

“An award that was completely unexpected, which of course makes me very happy”. This was the comment from Isabella Bossi Fedrigotti, the President of the Masi Foundation, on the news of conferral of the prestigious ‘Fondazione Il Campiello’ Award, which will be given to her on the final evening of the 57th edition of the prize, on September 14th at La Fenice in Venice. This is the third consecutive year that the annual lifetime career award, inaugurated in 2010, has gone to a woman. Before journalist and writer Bossi Fedrigotti, from Trentino originally but long a Milanese by adoption, it was Marta Morazzoni in 2017 and Rosetta Loy in 2018. Dacia Maraini also won an award in 2012. Established in 1962 by industrialists from the Veneto, the Campiello Prize is promoted and managed by the eponymous Foundation, made up of business organisations in the Veneto and their regional Federation. Isabella Bossi Fedrigotti, said Matteo Zoppas, President of the Foundation and of Confindustria Veneto, “is a writer that followers of the Campiello have always loved: from her novel about family history, Casa di Guerra, which was in the shortlist for the 1983 Prize, to Di buona famiglia, which won in 1991 and is still today a cult book for her massed ranks of fans.” Her style, underlined Zoppas, “is cultured and never irreverent, and at its best portrays the kind of family tradition that was typical of Italian society in its time, but still manages to be relevant today.” 49


DALLA FONDAZIONE MASI APPROFONDIMENTI FROM THE MASI FOUNDATION INSIGHTS

SCUOLA E GIORNALI NEL ‘TEMPO SENZA GLORIA DEI SOCIAL’ SCHOOLS AND NEWSPAPERS: ‘THE IGNOBLE TIME OF SOCIAL MEDIA’ Un confronto alla Tenuta Canova di Masi su due libri editi da Marsilio Debate at Masi’s Tenuta Canova on two books published by Marsilio Una serata all’insegna della riflessione e della convivialità quella andata in scena il 9 luglio sotto la regia della Fondazione Masi nel felice contesto gardesano della Tenuta Canova di Lazise. Sul tavolo a stimolare il dibattito sul tema ‘L’aula (e la redazione) vuota. Come l’Italia ha distrutto la sua scuola e i suoi giornali’ due libri editi da Marsilio. al tavolo insieme ai due autori, Ernesto Galli Della Loggia e Stefano Lorenzetto, c’erano il quirinalista Marzio Breda, Lucetta Scaraffia, docente di Storia

50

An evening of discussion and conviviality, held by the Masi Foundation at Tenuta Canova in Lazise on 9th July. The theme: ‘Barren classrooms and editorial offices. How Italy has destroyed its schools and newspapers’, as seen in two books from Marsilio. Authors, Ernesto Galli Della Loggia and Stefano Lorenzetto, joined five journalists and university professors, including political pundit, Marzio Breda; Professor of Contemporary History at the Sapienza in Rome, Lucetta


Contemporanea alla Sapienza di Roma, e Giovanni Maria Vian (Premio Masi Civiltà Veneta 2008), già direttore dell’‘Osservatore Romano’ e storico. Il confronto ha delineato il disarmante quadro attuale dell’istruzione e dell’informazione nel Bel Paese: “Gli italiani non leggono giornali e nemmeno libri, siamo un popolo poco colto, ai limiti dell’analfabetismo”, è stata la drastica affermazione di Galli Della Loggia, che ha appena pubblicato L’aula vuota. Come l’Italia ha distrutto la sua scuola. Con un’analisi non convenzionale sul ruolo della triade politica-scuola-istruzione dall’Unità a oggi, lo storico ed editorialista si è interrogato sull’involuzione del nostro sistema educativo nelle sue tante burocratiche riforme. Sotto accusa in particolare la decisione maturata negli anni ’70 “che la scuola non dovesse più trasmettere nozioni ma servire ad altre cose tra cui promuovere tutti”. Attraverso un’ironica carrellata a partire dal suo Chi (non)

Scaraffia; and historian and former director of ‘Osservatore Romano’, Giovanni Maria Vian (Civiltà Veneta Prize 2008). Galli Della Loggia has just published The empty schoolroom. How Italy has destroyed its schools, and his alarming premise about modern education was “Italians do not read newspapers or even books, we are a poorly educated people, on the verge of illiteracy.” With a polemical analysis of the triangular politics-schoolseducation relationship, from the Unification to today, the historian and columnist outlined the implosion of our educational system. In the dock particularly was the mid-1970s’ decision that “schools should no longer impart knowledge, but should do other things, like making everyone a winner.” Lorenzetto, on the other hand, started with humorous extracts from his Who said it (not). Dictionary of

Pagina precedente. Vivace dibattito a Tenuta Canova, Lazise, su qualità dell’istruzione e dell’informazione in Italia Previous page. Lively debate at Tenuta Canova, Lazise, on the quality of education and learning in Italy A lato. Il talk show con Giovanni Maria Vian, Lucetta Scaraffia, Marzio Breda, Stefano Lorenzetto e Ernesto Galli Della Loggia This page. Talk show with Giovanni Maria Vian, Lucetta Scaraffia, Marzio Breda, Stefano Lorenzetto and Ernesto Galli Della Loggia

l’ha detto. Dizionario delle citazioni sbagliate, Lorenzetto ha invece sottolineato quanto la deriva del ‘citazionismo’ abbia tolto oggi credibilità al ruolo del giornalista e dello scrittore, insieme al ‘troppismo’ di notizie che costringe i giornali ad inseguire i nuovi canali social, spingendo l’informazione ad essere spesso approssimativa e noiosa. Da qui il forte disinteresse dei lettori, in particolare dei giovani. Da qui l’appello unanime alla necessità di fornire alle nuove generazioni modelli positivi di qualità e al dovere di rilanciare una seria formazione come priorità e snodo cruciale per il futuro del nostro Paese.

misattributions. Faced with citazionismo (appropriation of other people’s style), he said, journalists have lost credibility, while troppismo (a mania for exaggeration) in modern news has forced newspapers to pander to social media, with the result that news has become approximate, and often lazy and boring. Hence the lack of interest from the young. The conclusion was unanimous: the new generation needs positive quality models and a re-think of the education process as a matter of priority. It’s vital for the future of our country. 51


DALLA FONDAZIONE MASI APPROFONDIMENTI FROM THE MASI FOUNDATION INSIGHTS

‘CONCERTO DI PRIMAVERA’, UN CUORE GIOVANE PER MUSICA ANTICA ‘SPRING CONCERT’, YOUTHFUL ENTHUSIASM FOR ANCIENT MUSIC

Il Parels Ensemble, vincitore del Premio Discografico Fondazione Masi per la Civiltà Veneta 2018, è stato protagonista del ‘Concerto di Primavera’ tenutosi al Teatro Ristori di Verona il 31 maggio scorso. Il concerto ha proposto un percorso tra perle musicali del passato e dei nostri giorni (musiche da Vivaldi a Ennio Morricone), rivisitate con adattamenti originali e suggestioni poetiche tratte da testi di Baudelaire, Jodorowsky, Kundera e dal Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand. A esibirsi sulla scena Damiano Grandesso e Massimiliano Girardi, sassofoni, Floraleda Sacchi, arpa, Marcello Grandesso, fisarmonica, Massimiliano Rizzoli, contrabbasso, Titino Carrara, Giorgia Antonelli e Annalisa Carrara, voci recitanti. “Il pubblico ha apprezzato il connubio tra musica e parole e gli interpreti – spiega il professor Filippo Cailotto, responsabile del progetto del Premio Discografico per la Fondazione Masi. Ma fondamentale per il successo della serata è stata la qualità degli arrangiamenti musicali curati dai compositori vicentini Alberto e Leonardo Schiavo attraverso un lavoro di traduzione e ri-creazione del materiale antico, con un linguaggio e una sensibilità dei nostri giorni”. Insomma, conclude Cailotto, “innovazione nella tradizione: la stessa filosofia che ispira Masi Agricola nella produzione dei propri vini, e un approccio che la Fondazione propone da sempre anche nel campo musicale e che vuole ampliare in futuro”.

52

The Parels Ensemble, winner of the Masi Foundation Discography Award for the Civiltà Veneta 2018, held the ‘Spring Concert’ at Teatro Ristori in Verona on May 31st. The programme consisted of selections of music past and present – from Vivaldi to Ennio Morricone – played in new arrangements and accompanied by extracts from Baudelaire, Jodorowsky, Kundera and Edmond Rostand’s Cyrano de Bergerac. On stage were Damiano Grandesso and Massimiliano Girardi, saxophones; Floraleda Sacchi, harp; Marcello Grandesso, accordion; Massimiliano Rizzoli, double bass; and Titino Carrara, Giorgia Antonelli and Annalisa Carrara, narrators. “The public loved the combination of music and words together, and the performers,” explains Prof. Filippo Cailotto, project manager of the Masi Foundation Discography Award. “But fundamental to the success of the evening was the quality of the musical arrangements curated by the Vicenzan composers Alberto and Leonardo Schiavo through the translation and re-working of the original old sources into the language and a sensibility of our time.” In short, concludes Cailotto, “Innovation within tradition: the same philosophy that inspires Masi Agricola in the production of its wines, an approach that the Foundation has always espoused in the musical field, too, which it wants to expand in the future.”


DALLA FONDAZIONE MASI APPROFONDIMENTI FROM THE MASI FOUNDATION INSIGHTS

ÀGNES HELLER, ADDIO A UNA VOCE CRITICA CONTRO I TOTALITARISMI FAREWELL TO ÀGNES HELLER, OPPONENT OF TOTALITARIANISM EVERYWHERE

La filosofa ungherese, insignita del Grosso d’Oro Veneziano 2016, se ne è andata in punta di piedi, a 90 anni, nuotando come amava nel lago Balaton della ‘sua’ Ungheria. Sopravvissuta ad Auschwitz, perseguitata dal regime comunista e infine estromessa dall’università e diffamata dall’attuale governo sovranista di Budapest, Àgnes Heller è stata una delle più importanti coscienze critiche e filosofiche contemporanee. Tre anni fa la Fondazione Masi le attribuì questo speciale riconoscimento “per il suo impegno in una inesausta battaglia per superare i rapporti di subordinazione e di dominio tra sessi, etnie, nazioni ovunque e comunque essi si manifestino”. Alla cerimonia di consegna diede prova di una combattiva lucidità, proprio alla vigilia del referendum sui migranti in Ungheria: “All’odio bisogna opporsi non solo perché va contro i migranti, ma perché distrugge la rettitudine di tutti”. Da ultimo l’allieva del filosofo marxista eterodosso György Lukàcs, approdata a fama mondiale con la teoria sui bisogni prima di avviarsi sulla strada del pensiero critico liberale, si batteva per erigere monumenti al ‘buono ignoto’, quella persona che in ogni comunità “aiuta gli altri senza rivendicarlo”. Europeista convinta, nell’ultima opera Paradosso Europa ha lanciato al Vecchio continente – “culla dei diritti e dell’universalismo umanista ma anche dei totalitarismi e del fanatismo nazionalista” – un appello a operare una scelta tra queste due identità incompatibili. Con un’avvertenza: “la democrazia resta un bene fragile, più facile da perdere che da conquistare”.

Agnes Heller, Hungarian philosopher and winner of the Grosso d’Oro Veneziano 2016, has died suddenly at 90 years of age swimming in Lake Balaton, as she liked to do, in ‘her’ Hungary. A survivor of Auschwitz, she was persecuted by the Communist regime, expelled from University, and denigrated by the current ruling party in Budapest. Heller was one of the most important representatives of the critical conscience to be a contemporary philosopher. Three years ago, the Masi Foundation citation for her award was, “…for her commitment to a never-ending battle against inequalities to do with gender, ethnicity and nationhood, wherever and however they occur.” In the awards ceremony she was lucid and on-guard, right on the eve of the referendum on migrants in Hungary: “Hate must be opposed not just because it is against the migrants, but because it destroys the rightthinking of all of us.” The last student of the heterodox Marxist philosopher György Lukàcs, she came to fame with the theory of ‘radical needs’ before starting as a critical liberal thinker. She celebrated the ‘nameless worthy’, the person who exists in every community who “helps others without boasting about it.” A convinced European, she challenged the Old World in The European Paradox, her last book, to choose between its two contradictory identities: “the cradle of rights and human universalism versus totalitarianism and nationalistic fanaticism.” She warned, “democracy is a fragile benefit, easier to lose than to conquer.” 53


DALLA FONDAZIONE MASI APPROFONDIMENTI FROM THE MASI FOUNDATION INSIGHTS

LA ‘MASI WINE EXPERIENCE’ IN CATTEDRA IN AUSTRALIA THE ‘MASI WINE EXPERIENCE’ ON THE PODIUM IN AUSTRALIA

La ‘Masi Wine Experience’, il progetto enoturistico di Masi che conta sette locations tra Italia, Svizzera e Argentina, premiata ben due volte con il riconoscimento ‘Best of Wine Tourism’, ha avuto l’onore di rappresentare l’Italia nel meeting internazionale organizzato in giugno ad Adelaide, Australia, nell’ambito del programma di interscambio, le dieci maggiori capitali del vino al mondo. Dal 2016 Verona – con il supporto della Camera di Commercio, di Veronafiere e dell’Università – è stata selezionata in rappresentanza del nostro paese nel Global Network delle Great Wine Capitals, grazie alla qualità e alla notorietà del vino scaligero e a un’offerta di enoturismo sempre più strutturata e qualificata. Finalità prioritaria della rete è la condivisione dell’esperienza e della conoscenza: ogni città può beneficiare delle competenze sviluppate dalle altre, in particolare nei servizi turistici, e dalle sinergie che si possono instaurare all’interno della rete stessa. Ad Adelaide, attraverso la sua responsabile comunicazione Cristina Valenza (nella foto), Masi ha rappresentato Verona e l’Italia nel panel internazionale in cui erano invitate altre due grandi aziende enoturistiche, una francese di Bordeaux e una spagnola della Rioja, confermandosi significativo riferimento in un contesto globale nel quale Verona spicca per l’attività vitivinicola, trasformativa e commerciale, ma anche per il suo territorio e paesaggio, oggi più che mai ambìta meta turistica. 54

The ‘Masi Wine Experience’ – the Masi wine tourism project that already has seven locations in Italy, Switzerland and Argentina, and has twice been given the ‘Best of Wine Tourism’ award – had the honour of representing Italy in Australia in June. The event was the international meeting organised in Adelaide as part of the exchange programme between the ten most important cities of wine in the world. With the support of the Chamber of Commerce, the University and Veronafiere, the city of Verona has represented Italy in the Global Network of the Great Wine Capitals since 2016, thanks to the quality and reputation of Veronese wines and to the region’s increasingly well-articulated and qualified programme of wine tourism. The prime aim of the network is to share experience and knowledge; every city benefits from the skills developed by the others, particularly in the field of tourism, and from the synergies that can be established within the network itself. Through its communications manager, Cristina Valenza (here above), Masi represented Verona, and Italy itself, on the international panel with two other leading wine tourism companies, one from Bordeaux in France and one from La Rioja in Spain, confirming the city’s importance internationally. Verona stands out for its skill in wine production and marketing, and also for its countryside, making it now more than ever a sought-after tourist destination.


DALLA FONDAZIONE MASI FLASH NEWSFLASH FROM THE MASI FOUNDATION

SANDRO BOSCAINI ELETTO VICEPRESIDENTE DI FEDERALIMENTARE Nuovo incarico per il presidente di Masi Agricola, Sandro Boscaini. Il presidente di Federvini, è stato eletto alla vicepresidenza di Federalimentare, la Federazione presieduta da Ivano Vacondio, che in Confindustria raggruppa le imprese italiane degli alimenti e delle bevande.

SANDRO BOSCAINI ELECTED VICE PRESIDENT OF FEDERALIMENTARE A new responsibility for the President of Masi Agricola, Sandro Boscaini. Already President of Federvini, he has now been elected to the vice presidency of Federalimentare, the Federation chaired by Ivano Vacondio which unites Italian food and beverage companies in Confindustria.

STEFANO ZECCHI ALLA PRESIDENZA DEL MUSE DI TRENTO Stefano Zecchi, il filosofo e scrittore membro della Commissione del Premio Masi Civiltà Veneta, è stato nominato alla presidenza del Museo delle Scienze-Muse di Trento, una realtà espositiva che in 5 anni di vita è stata visitata da tre milioni di persone. Succede a Michele Lanzinger.

STEFANO ZECCHI PRESIDENT OF THE MUSE IN TRENTO Stefano Zecchi, the philosopher and writer who is a member of the Commission for the Masi Civiltà Veneta Prize, has been appointed President of the Muse Museum of Sciences in Trento, which has been visited by three million people in its 5 years of life. He succeeds Michele Lanzinger.

PAOLA MARINI ALLA GUIDA DELLA FONDAZIONE ROI DI VICENZA Paola Marini, già direttrice dei Musei Civici di Verona e delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, Premio Civiltà Veneta 2017, è la nuova presidente della vicentina Fondazione Roi per la promozione della cultura e dell’arte (succede a Ilvo Diamanti) e dei Comitati internazionali per la salvaguardia di Venezia.

PAOLA MARINI AT THE HELM OF THE ROI FOUNDATION IN VICENZA Paola Marini, former director of the Civic Museums of Verona and the Gallerie dell’Accademia in Venice (Civiltà Veneta 2017), is the new President of Vicenza’s Roi Foundation for the promotion of culture and art (she succeeds Ilvo Diamanti) and of the international committees for the protection of Venice.

AL MUSEO EGIZIO ‘ARCHEOLOGIA INVISIBILE’ CURATA DA GRECO È stata inaugurata in marzo al Museo Egizio di Torino, la mostra ‘Archeologia invisibile’, curata dal direttore dell’istituzione Christian Greco, Premio Civiltà Veneta 2018, e dall’egittologo Enrico Ferraris. L'esposizione che si avvale di un innovativo supporto tecnologico, resterà aperta fino al 6 gennaio 2020.

‘INVISIBLE ARCHAEOLOGY’ AT EGYPTIAN MUSEUM CURATED BY GRECO The ‘Invisible Archaeology’ exhibition, which opened at Turin’s Egyptian Museum in March, is curated by the museum’s director, Christian Greco (Civiltà Veneta 2018), and by Egyptologist Enrico Ferraris. The exhibition, which uses advanced technological display systems, is open until 6 January 2020.

55


DALLA FONDAZIONE MASI FLASH NEWSFLASH FROM THE MASI FOUNDATION

RAFFAELE BOSCAINI NEL COMITATO SCIENTIFICO A CA’ FOSCARI Raffaele Boscaini, direttore marketing di Masi Agricola e vicepresidente di Confindustria Verona, è entrato a far parte del Comitato scientifico del Master in ‘Cultura del Cibo e del Vino - Promuovere le eccellenze del Made in Italy’, istituito dall’Università Ca’ Foscari di Venezia.

RAFFAELE BOSCAINI ON THE SCIENTIFIC COMMITTEE AT CA’ FOSCARI Raffaele Boscaini, Marketing Director of Masi Agricola and Vice-president of Confindustria Verona, has joined the scientific committee of the ‘Masters in the Culture of Food and Wine - promoting the finest products of Italy’, set up by the Ca’ Foscari University of Venice.

SUCCESSO A CANNES PER IL FILM DI MATTOTTI TRATTO DA BUZZATI Grande successo di critica al Festival del Cinema di Cannes per il film di animazione Una storia di orsi, accoglienza e poesia che il maestro del fumetto, Lorenzo Mattotti, Premio Civiltà Veneta 2016, ha tratto dal romanzo di Dino Buzzati, La famosa invasione degli orsi in Sicilia.

SUCCESS IN CANNES FOR MATTOTTI’S FILM FROM BUZZATI Great critical success at the Cannes Film Festival for the animated movie A story of bears, hospitality and poetry that the master of cartoon films, Lorenzo Mattotti (Civiltà Veneta 2016), adapted from Dino Buzzati’s novel, The famous invasion of Sicily by bears.

A SVETLANA ALEKSVIEVIČ IL PREMIO ‘LA STORIA IN UN ROMANZO’ “Per aver raccontato il dramma corale di vittime e carnefici della Grande Utopia comunista”, il Premio ‘La storia in un romanzo 2019’, promosso da Pordenonelegge, è stato attribuito alla scrittrice bielorussa Svetlana Aleksievič, Nobel 2015 per la Letteratura e Grosso d’Oro Veneziano 2014.

SVETLANA ALEKSVIEVIČ WINS HISTORY IN A NOVEL PRIZE “For having told the story of the masses involved as victims and perpetrators of the Great Communist Utopia”, the ‘History in a Novel Prize 2019’, sponsored by Pordenonelegge, goes to the Belarusian writer Svetlana Aleksievič, winner of the Nobel Prize for Literature 2015 and the Grosso d’Oro Veneziano 2014.

FERDINANDO CAMON SUGLI SCAFFALI CON DUE NUOVI LIBRI Lo scrittore Ferdinando Camon, Premio Civiltà Veneta 2018, è in libreria con Il mestiere di scrittore (Edizioni di Storia e Letteratura), che raccoglie le sue conversazioni con i più importanti scrittori italiani contemporanei, e con la raccolta di testi giornalistici Scrivere è più di vivere, pubblicato da Guanda.

FERDINANDO CAMON ON THE SHELVES WITH TWO NEW BOOKS The writer Ferdinando Camon (Civiltà Veneto 2018), has two new books out now: The writer’s trade (Edizioni di Storia e Letteratura), containing his conversations with the most important contemporary Italian writers, and a collection of his journalistic works Writing is more than living, published by Guanda.

56


ALBO D’ONORE DEL PREMIO MASI MASI PRIZE ROLL OF HONOUR CIVILTÀ VENETA 1981 1982 1983 1984

Elio Bartolini Biagio Marin Giulio Nascimbeni Alvise Zorzi I Solisti veneti Uto Ughi Casa Marzotto Bruno Visentini Antonio Cibotto Gianfranco De Bosio Anna Proclemer 1986 Casa Benetton Ottavio Missoni Luciano Vistosi 1988 Gaetano Cozzi Giancarlo Ligabue Pilade Riello Fulvio Tomizza 1990 Claudio Magris Zoran Musić Hugo Pratt 1992 Fernando Bandini Giuseppe Gozzetti Demetrio Volcić 1994 Pier Giuseppe Cevese Renato Olivieri Ermanno Olmi Apollinare Veronesi 1995 Isabella Bossi Fedrigotti Cecilia Danieli Paul Girolami Lucia Valentini Terrani Giuseppe Zigaina 1996 Ivano Beggio Don Antonio Mazzi Pierre Rosenberg 1997 Enzo Bettiza Pierre Cardin Federico Faggin 1998 Carlo Guarienti Paola Malanotte Luigi Meneghello 1999 Tullio Kezich Cleto Munari Giorgio Zanotto 2000 Fondazione Giorgio Cini Tommaso Padoa-Schioppa Marco Paolini Giuseppe Sinopoli 2001 Mario Rigoni Stern Renzo Rossetti Wolfgang Wolters Andrea Zanzotto 2002 Silvia Bertoldi Ilvo Diamanti Fulvio Roiter Susanna Tamaro 2003 Gabriella Belli

Novello Finotti Cesare Montecucco 2004 Ferruccio De Bortoli Nadia Santini Ettore Sottsass 2005 Guido Bertolaso Gillo Dorfles Francesco Macedonio Alessandro Mazzucco 2006 Pino Castagna Fondazione Cariverona Marsilio Editori 2007 Antonia Arslan Gianni Berengo Gardin Milo Manara 2008 Bepi De Marzi Lionello Puppi Giovanni Maria Vian 2009 Lino Dainese Carlo Mazzacurati Paolo Rumiz 2010 Diana Bracco De Silva Mario Brunello Francesco Tullio-Altan 2011 Giuseppe Battiston Arrigo Cipriani Massimo Marchiori 2012 Andrea Battistoni Giovanni Radossi Gian Antonio Stella 2013 Giovanni Bonotto Giacomo Rizzolatti Sergio Romano 2014 Umberto Contarello Mario Isnenghi Alberto Passi 2015 Massimiliano Alajmo Carlo Rovelli Elisa Toffoli 2016 Natalino Balasso Giosetta Fioroni Lorenzo Mattotti 2017 Emilio Franzina Paola Marini Elena Zambon 2018 Ferdinando Camon Christian Greco Carlo Nordio CIVILTÀ DEL VINO 1987 Angelo Betti 1989 Emile Peynaud 1991 Zelma Long 1993 Hugh Johnson 1995 Noris Siliprandi 1996 Philippine de Rothschild 1998 Ezio Rivella

CONSIGLIO DELLA FONDAZIONE MASI MASI FOUNDATION BOARD

1999 Mondavi & Frescobaldi [Luce Joint Venture] 2000 Sirio Maccioni 2001 Fratelli Torres 2002 Famiglia Krug 2003 Nicolò Incisa della Rocchetta 2004 Andrea Muccioli [Comunità di S. Patrignano] 2005 Federico Castellucci 2006 Antonio Carluccio 2007 Peter Hayes 2008 Donald Ziraldo 2009 George Sandeman [Wine in moderation] 2010 Sergi di Nekresi 2011 Jacques Orhon 2012 Lynne Sherriff [Masters of Wine Institute] 2013 Gianluca Bisol Flavio Franceschet Michel Thoulouze 2014 Andrea Bocelli 2015 Giuseppe Martelli 2016 Roger Scruton 2017 Luigi Moio 2018 Gerard Basset GROSSO D’ORO VENEZIANO 2003 Milan Kucan 2005 Vartan Oskanian 2006 Alvise Zorzi 2007 Hans-Dietrich Genscher 2008 Sanjit Bunker Roy 2009 Luigi Luca Cavalli-Sforza 2010 Peter Esterhazy 2011 Mons. Luigi Mazzucato 2012 Kuki Gallmann 2013 Marjane Satrapi 2014 Svetlana Aleksiević 2015 Giuseppe De Giorgi [Marina Militare Italiana] 2016 Ágnes Heller 2017 Yolande Mukagasana 2018 Cardinale Mario Zenari

Presidente / President Isabella Bossi Fedrigotti Vicepresidente / Vice-President Sandro Boscaini Presidente Onorario Honorary President Demetrio VolciĆ Segretario / Secretary Marco Vigevani Consiglieri / Board Members Michele Bauli Francesco Benedetti Bruno Boscaini Marzio Breda Franca Coin Federico Girotto Maurizio Marino Pieralvise di Serego Alighieri Revisore / Auditor Giovanni Aspes COMMISSIONE DEL ‘PREMIO MASI PER LA CIVILTÀ VENETA’ ‘MASI CIVILTÀ VENETA PRIZE’ COMMISSION

Ulderico Bernardi Sandro Boscaini Isabella Bossi Fedrigotti Marzio Breda Giuseppe Brugnoli Franca Coin Gabriele Colleoni Ilvo Diamanti Massimo Ferro Francesco Giavazzi Stefano Lorenzetto Piergaetano Marchetti Paola Marini Pilade Riello Pieralvise di Serego Alighieri Roberto Stringa Marco Vigevani Demetrio VolciĆ Stefano Zecchi Filiberto Zovico COMMISSIONE DEL ‘PREMIO INTERNAZIONALE MASI PER LA CIVILTÀ DEL VINO’ ‘INTERNATIONAL MASI CIVILTÀ DEL VINO PRIZE’ COMMISSION

Relatore / Speaker Ezio Rivella Piero Antinori Sandro Boscaini Federico Castellucci Luciano Ferraro Angelo Gaja Jens Priewe Alessandro Torcoli Demetrio VolciĆ dati al 26.07.2019 PER INFORMAZIONI FURTHER INFORMATION

www.fondazionemasi.com


CAMPAIGN FINANCED ACCORDING TO (EU) REGULATION NO. 1308/2013

CAMPAIGN FINANCED ACCORDING TO (EU) REGULATION NO. 1308/2013

Profile for Fondazione  Masi

Le Venezie, Cultura e Territorio – September 2019  

The Masi Foundation has published its own bilingual (Italian and English) journal since 2005. This is the house-organ of the Foundation and...

Le Venezie, Cultura e Territorio – September 2019  

The Masi Foundation has published its own bilingual (Italian and English) journal since 2005. This is the house-organ of the Foundation and...

Advertisement