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Anno 9 - Numero 24 - Aprile 2013 - POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - 70% - DCB VERONA

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MESSAGGIO (IN BOTTIGLIA) AI GIOVANI MESSAGE (IN A BOTTLE) TO YOUNG PEOPLE di Isabella Bossi Fedrigotti

4 SANDEMAN: “LA MODERAZIONE È UNA VIRTÙ” SANDEMAN: “MODERATION IS A VIRTUE” di Luciano Ferraro

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MASI NEGLI USA CELEBRA LA CULTURA ITALIANA MASI CELEBRATES ITALIAN CULTURE IN USA di Antonio Di Lorenzo

cultura e territorio


sommario contents

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cultura e territorio

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Autocontrollo, messaggio (in bottiglia) ai giovani Self-control, message (in a bottle) to young people di Isabella Bossi Fedrigotti

“Il vino è una cultura. Il bere con misura è un valore

4 da insegnare”

Anno 9 - Numero 24 - Aprile 2013 - POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - 70% - DCB VERONA

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“Wine is culture. Moderate drinking is a value to be taught”

MESSAGGIO (IN BOTTIGLIA) AI GIOVANI MESSAGE (IN A BOTTLE) TO YOUNG PEOPLE

di Luciano Ferraro

“Il vino è come la vita: deve avere il sapore della lealtà”

di Isabella Bossi Fedrigotti

10 “Wine is like life: it must have the taste of loyalty”

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di Marina Nalesso

SANDEMAN: “LA MODERAZIONE È UNA VIRTÙ” SANDEMAN: “MODERATION IS A VIRTUE”

Placido Domingo tenore e direttore

14 del “Festival del Centenario”

di Luciano Ferraro

Placido Domingo tenor and “Centenary Festival” director

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MASI NEGLI USA CELEBRA LA CULTURA ITALIANA MASI CELEBRATES ITALIAN CULTURE IN USA

Riscoperta nel Cinquecento la coltivazione dell’olio

18 Olive oil making rediscovered in the sixteenth century

di Antonio Di Lorenzo

di Mario Bagnara

In copertina: George Sandeman. Cover photograph: George Sandeman.

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I piatti leggeri nati e cresciuti nelle Venezie Low calorie food, born and bred in the Venetian Regions di Antonio Di Lorenzo

Direttore responsabile

Hanno collaborato

Antonio Di Lorenzo

Stephen Hobley

Mario Bagnara Sandro Boscaini Daniele Cernilli Claudio De Min Luciano Ferraro Marina Nalesso Franco Ruffo

Progetto grafico

Referenze fotografiche

Neodesign Studio

Archivio Fondazione Masi Archivio Masi Fondazione Il Vittoriale degli Italiani Fondazione Arena Biblioteca Internazionale La Vigna Giampaolo Mascalzoni Foto Ennevi Creative commons

Segreteria di redazione Dora Stopazzolo

Traduzioni

Impaginazione e stampa La Grafica Vago di Lavagno (Vr)

Masi celebra negli USA la cultura italiana

30 Masi celebrates Italian culture in the USA Trent’anni di studi.

34 Così i vini Masi hanno fatto lievitare le loro qualità Thirty years research: How Masi wines have improved their quality di Daniele Cernilli

25 Anni di Seminari Tecnici al Vinitaly in un libro

38 25 years of Technical Seminars at Vinitaly in book form Il “Marco Polo dei vini” approda in Sardegna con Sironi

40 The “Marco Polo of Wine” lands in Sardinia di Claudio De Min

Viva la “DOC” ma la qualità non è scontata

44 né automatica

Long live the “DOC” but quality is not assured or automatic di Sandro Boscaini

© 2013 – Fondazione Masi Villa Serego Alighieri Gargagnago di Valpolicella (Verona) Testi e immagini possono essere riprodotti, anche parzialmente, con autorizzazione Pubblicazione realizzata con il contributo di Masi Agricola SpA Anno 9 - Numero 24 - Aprile 2013 - pubblicazione quadrimestrale Registrata presso il Tribunale di Verona il 24 giugno 2005, n. 1669

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Così D’Annunzio sfruttava il vino per sedurre

48 le belle donne

How D’Annunzio used wine for seduction di Franco Ruffo

Novità dal mondo della Fondazione Masi

52 News from the Masi Foundation


L‘EVENTO EDITORIALE THE EVENT EDITORIAL

MASI BRINDA ALL’ARGENTINO PAPA FRANCESCO MASI TOAST THE ARGENTINIAN POPE FRANCIS

I

cardinali nel conclave hanno scelto il nuovo Papa nella persona di Jorge Mario Bergoglio, argentino, cardinale di Buenos Aires. È il primo papa sudamericano, il primo gesuita, il primo a chiamarsi Francesco, nome che ha scelto per sottolineare il suo legame con il Santo di Assisi. Noi della Fondazione Masi siamo particolarmente felici per la nomina di Papa Francesco. Di famiglia piemontese, viene dalla lontana Argentina, una terra che noi amiamo e nella quale Masi ha trasferito la sua tradizione e il suo modo di intendere la cultura e la produzione del vino. Masi brinda a Papa Francesco, guida della Chiesa cattolica.

T

he cardinals in the conclave have elected a new Pope in the person of Jorge Mario Bergoglio, an Argentinian and Cardinal of Buenos Aires. This is the first South American Pope, the first Jesuit, and the first to take the name Francis, which he chose because of his link with the saint from Assisi. We in the Masi Foundation are particularly pleased with the election of Pope Francis. From a Piedmontese family by origin, he comes from far-off Argentina, a land that we love and a place where Masi has taken its traditions and its way of interpreting the culture and the production of wine. Masi raises a toast to Pope Francis, leader of the Catholic Church.

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EDITORIALE EDITORIAL

AUTOCONTROLLO, MESSAGGIO (IN BOTTIGLIA) AI GIOVANI SELF-CONTROL, MESSAGE (IN A BOTTLE) TO YOUNG PEOPLE Isabella Bossi Fedrigotti

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eorge Sandeman, il portoghese d’Inghilterra, eorge Sandeman, Mr Portugal from England, l’uomo del porto – inteso come prelibata bethe Port man – well, his favourite after-dinner vanda del dopo cena – ci parla in questo numero drink anyway – talks to us about his “Wine in del suo programma “Wine in moderation”, vino Moderation” programme in this edition: wine con moderazione, cioè, moderazione nel vino. Il with moderation, or rather, moderation in wine. concetto è noto a coloThe concept is familiar ro che davvero amano to those who really love il vino per i quali non wine and value quality conta la quantità bensì, more than quantity, by dieci volte di più, la at least ten times more, qualità. Concetto che and the idea of modparrebbe lapalissiano, eration would seem to mentre invece è ampiabe self-evident, but daily mente confutato nella habit refutes it roundly. pratica quotidiana. BiIt needs explaining to sognerebbe spiegarlo young people, especially ai giovani soprattutto, those youngsters who quei giovani che nei drink themselves stupid fine settimana arrivano at the end of a week to a stordirsi di alcol fino the point of forgetting a dimenticarsi chi sono who they are and where e dove sono, finendo, they are, and often end spesso, come sappiamo, up, as we all know, sanguinanti lungo le in a bloody heap beside strade del sabato sera. the road on a Saturday Non va confuso, questo Un giovanotto di 400 anni fa nel quadro dell'olandese Jan van Bijler evening. (1598-1671): “Giovane che beve un bicchiere di vino”. incitamento all’auto- A young man 400 years ago in a painting by Dutchman Jan van This plea for self-control controllo, con l’invito, Bijler (1598-1671): “Youth drinking a glass of wine”. should not however be diffuso con insistenza confused with the inviimpropria e immorale dalla pubblicità, a “giocare, tation coming from immoral and unethical publicma con moderazione”, formula massimamente ity sources to “play, but with moderation”, a hugely ipocrita studiata in realtà per spingere all’azzardo; hypocritical message which is in reality designed to e non è un caso se regolarmente accompagna le push the player to the brink. And it is no accident aperture, sempre più frequenti e ravvicinate, di that such messages are often found in announcements sale giochi di ogni tipo, anche vicino alle scuole, about the opening of games rooms of every type, near nonostante il legislatore abbia fatto un debole schools as well, despite the feeble attempt by regula-

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tentativo per allontanarle di tors to ensure that such places almeno cinquecento metri dai are at least five hundred metres luoghi frequentati dai giovani. from habitual gathering spots for Quella di “Wine in moderayoungsters. tion” è tutta un’altra storia che The “Wine in Moderation” story, rispetta il consumatore come however, is something completely anche il prodotto. Non è fordifferent, involving respect for se noto – anche dal punto di the consumer as well as respect for vista linguistico – che il buon the product. Isn’t it a well-known vino si centellina e che l’ubriafact that good wine is drunk in cone, per contro, manda giù sips, while the drunkard downs bicchieri senza volere né poteglassfuls without wanting or bere distinguere? E non succede ing able to tell what the wine forse lo stesso con il cibo, per is? Isn’t it perhaps the same with cui il perfetto buongustaio gefood? The real food lover selects neralmente sceglie con grande his portions with care and does cura e non si abbuffa, mentre not over-eat, while his gluttonil suo vorace compagno di L’invito ha una filosofia ous friend scoffs whatever comes tavola ingurgita in quantità opposta rispetto alla his way, ruining his health with qualunque cosa passi il con- pubblicità ipocrita sul gioco great ease. vento, facilmente rovinandosi Might it be that the wine proThe idea has the opposite la salute? ducer, serious and committed philosophy to the E il produttore, quello serio e to his calling as he is, when it appassionato del suo lavoro, hypocritical publicity comes to thinking about balche comunque deve fare qua- about games rooms ancing the books, perhaps he is drare i conti, teme forse queafraid of this moderation that sta moderazione che consiste consists of drinking little and nel bere poco e bere bene? Probabilmente – è drinking well? Probably – it is the most likely conla conclusione più plausibile – soltanto se il suo clusion – but only if his product is run-of-the-mill, prodotto è mediocre, tale da indurlo, per forza so much so that in fact it forces the drinker to condi cose, a puntare più sulla quantità che sulla centrate more on quantity that quality. qualità.

Isabella Bossi Fedrigotti, scrittrice e giornalista, collabora al Corriere della Sera con articoli di cultura e costume, tiene un forum di conversazione sul sito internet del Corriere. Tra i suoi maggiori successi letterari, Amore mio uccidi Garibaldi, Di buona famiglia (Premio Campiello) e La valigia del signor Budischowsky. È presidente della Fondazione Masi.

Isabella Bossi Fedrigotti, author and journalist, writes for Corriere della Sera on culture and modern life; she also has an interactive web forum on the Corriere site. Her most important literary successes include: Amore mio uccidi Garibaldi, Di buona famiglia (Campiello Prize) and La valigia del signor Budischowsky. President of the Masi Foundation.

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IL PERSONAGGIO FEATURED PERSONALITY

“IL VINO È CULTURA IL BERE CON MISURA È UN VALORE DA INSEGNARE” “WINE IS CULTURE. MODERATE DRINKING IS A VALUE TO BE TAUGHT” di Luciano Ferraro

George Sandeman: “Il nostro impegno per la formazione dei giovani” George Sandeman: “Our duty to youth education” “Se, come sostengono alcuni psicopatici, gli extraterre“If it’s true, as some lunatics claim, that extra-terrestrials stri vivono in mezzo a noi sin dalla preistoria, si tratta have lived with us since prehistory, they must surely be senza dubbio degli astemi”. Lo scrittore spagnolo Juan teetotallers.” The Spanish writer Juan Bas wrote a book Bas ha scritto un libro, Trattato sui postumi della sborcalled Trattato sui postumi della sbornia (Castelvecchi) nia (Castelvecchi) sugli effetti dello sballo alcolico nella dealing with the effects of alcoholic trips on world litletteratura mondiale. È un modo quasi compiaciuto di erature. It is in fact quite a complacent way of talking raccontare gli effetti del bere ecabout the effects of drinking too cessivo. Così diverso dalla scena di much. Quite different to the scene Lo “sballo” Ladri di biciclette di Vittorio De Sica in Vittorio De Sica’s Ladri di biciin cui il padre in trattoria osserva clette when the father in the tratnon appartiene divertito il figlio (9-10 anni) sorsegtoria is amused to see his 9 or 10 alla cultura mediterranea giare un po’ di vino. Era normale, year-old son sip a bit of wine. In Binge drinking nell’Italia del dopoguerra che padri fact, it was quite normal in post-war e nonni iniziassero al bere i più picItaly for fathers and grandfathers to is not part coli. Era un modo per evitare che of Mediterranean culture initiate children into wine drinking. quel liquido fosse una proibizione It was a way of ensuring that doing da trasgredire. Poi tutto è cambiato, so didn’t acquire the fascination of anche per la diminuzione del consumo del vino nelle a rule to be broken. Then everything changed, as famifamiglie e la parallela diffusione di locali che vendono lies drank much less at home and, at the same time, vini e liquori di bassa qualità. local shops began to sell poor quality wines and spirits. Da qualche anno è iniziato, in varie parti d’Europa, un For some years now there has been a movement in movimento per stimolare il consumo moderato del various parts of Europe to promote moderate wine vino, diffondendone la cultura. Protagonista di questa consumption and support its cultural heritage. The tendenza è George Sandeman, della storica azienda del prime mover in this movement is George Sandeman, Porto, presidente di “Wine in Moderation”, programma from the historic Port producers. He is the president 4


Uno dei messaggi della campagna stampa del progetto paneuropeo “Wine in Moderation” per il quale George Sandeman ha ricevuto il Premio Masi Civiltà del vino 2009. One of the press campaign messages for the pan-European “Wine in Moderation” project, which brought George Sandeman the Masi Civiltà del Vino Prize in 2009.


Si deve parlare del vino anche a scuola, senza paura ma con competenza Wine must be discussed at school, ably and without holding back

rivolto soprattutto ai giovani, anche come prevenzione delle “stragi del sabato sera”. Sandeman, che ha ricevuto il Premio Masi - Civiltà del vino nel 2009, proprio per il suo impegno con “Wine in moderation”, ne spiega i contenuti: “Vogliamo difendere la cultura del vino, la sua gente, il suo territorio, il consumo moderato in un contesto socio-economico che consenta lo sviluppo sostenibile delle imprese responsabili. Il programma intende educare i consumatori, incoraggiare l’autoregolamentazione nel settore della vendita di vino, far applicare le leggi e promuoverne altre basate su risultati scientifici. Come è possibile educare i giovani d’Europa a bere in modo consapevole? “L’educazione alla moderazione è un cambiamento culturale, Wine in Moderation (WIM) è un programma che mira a cambiare il modo in cui i giovani vedono il vino e le altre bevande alcoliche, sottolineando il danno che viene dagli eccessi. Lo “sballo” non fa parte della cultura mediterranea. I genitori e gli insegnanti dei giovani d’Europa devono spiegare che è inaccettabile e anti-sociale. Dopo quattro anni di lavoro, i primi risultati di WIM cominciano a vedersi”.

Gli splendidi vigneti sulle sponde del Douro, in Portogallo, dove si produce il prestigioso Porto. The splendid vineyards on the banks of the Douro in Portugal, home of the prestigious Port wine.

of “Wine in Moderation”, an initiative which is directed above all at young people in an attempt to prevent the so-called “Saturday night massacres”. Sandeman, who was actually awarded the Masi Civiltà del Vino Prize in 2009 for his role in “Wine in Moderation”, explains it this way: “We want to protect the culture of wine, its people and its territory, and moderate consumption in a socio-economic context that allows for sustainable development of companies that are socially aware. The programme aims to educate consumers, to encourage self-regulation in the wine retail sector, and to ensure the law is respected and further laws are brought in based on scientific evidence.” How can the youth of Europe be taught to drink in a responsible fashion? “Teaching moderation is a cultural change. ‘Wine in Moderation’ (WIM) aims to change the way young people see wine and other alcoholic drinks by stressing the damage that is caused by excess. Binge drinking is not part of Mediterranean culture. Parents and teachers need to explain to the youngsters of Europe what is unacceptable and anti-social. After four years of activity


Quanto è importante per far conoscere, a questo proposito, la cultura del vino? “La cultura del vino fa parte da lungo tempo della nostra società. Assieme alla dieta mediterranea e alla viticoltura regionale, è una componente del paesaggio. Il vino dà da vivere a milioni di europei, nei vigneti, nelle cantine e nei circuiti di vendita. E c’è poi l’importante aspetto della convivialità”. I produttori dovrebbero parlare agli studenti della cultura del vino? “Dovrebbero essere docenti qualificati a insegnare la cultura del vino agli scolari, fin da bambini. I produttori di vino possono contribuire positivamente alla formazione dei ragazzi, partecipando ad attività scolastiche sulla cultura regionale e possono offrire a genitori e insegnanti informazioni sul consumo responsabile e moderato, in modo che le famiglie possano educare e aiutare i loro figli”. Qual è il suo impegno all’interno di WIM? “Sono portavoce e ambasciatore per il programma sin dal suo inizio. Sono attualmente presidente della WIM AISLB, una organizzazione non-for-profit, che è responsabile della gestione e la prosecuzione del programma in Europa e in tutto il mondo. Sono inoltre responsabile per il Portogallo”.

we are now beginning to see some of the first results of the WIM programme.” Given this state of affairs, how important is it to educate people about the culture of wine? “The culture of wine has been part of our society for a long time. Together with the Mediterranean diet and regional viticulture, it’s part of the make-up of the countryside. Wine provides a living for millions of Europeans, in the vineyards, in the cellars and in the supply chain. And then there’s the important consideration of its contribution to conviviality.” Should it be the producers who speak to students about the culture of wine? “It should be qualified teachers who perform the task of teaching school children about the culture of wine, right from an early age. Wine producers can contribute positively to children’s education by participating in school activities about regional culture, and they can provide parents and teachers with information about moderate and responsible consumption, so families can help and educate their own children.”

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Perché, secondo lei, in Europa si sta diffondendo tra What is your job as part of WIM? i giovani il consumo di bevande molto alcoliche e di “I have been its spokesman and ambassador right scarsa qualità? from the start. I am the current president of WIM AISLB, “Nell’era del villaggio globale creato da Internet, i giovathe non-profit organisation responsible for the conduct ni in Europa sono esposti alle abitudini e culture di moland management of the programme in Europe and ti altri Paesi. Ciò pone problemi nuovi ai genitori, che the rest of the world. As well as that, I am responsible prima avevano più tempo da trascorfor Portugal.” rere con i figli mentre ora, a causa In your opinion, why are young del lavoro, faticano a controllare i figli, people in Europe developing the che possono venire influenzati dalle habit of consuming bad quality alculture dello “sballo”, abuso di alcol coholic drinks in quantity? compreso”. “In these times of the Internet-created Quali sono gli ostacoli principaglobal village, young people in Euli nel dialogo tra i produttori e gli rope are exposed to the habits and educatori, con i giovani, sul tema cultures of many other countries. This del bere consapevole? causes new problems for their par“Non è chiaro come comunicare ai ents, who used to have more time giovani l’impatto negativo dell’alcol. to spend with their children, whereas Si vedono già i primi Molti credono che permettendo ai now, because of their jobs, they find it risultati del programma giovani di bere alcolici in un ambiendifficult to control them, and the chil“Wine in Moderation” te sicuro (a casa) si possa insegnare dren can easily fall prey to the culture come bere moderatamente, ma poi of ‘excess’, alcohol abuse included.” The first results of the non spiegano quali siano i pericoli di What are the principal impedi“Wine in Moderation” abuso. Gli adolescenti devono evitaments to the dialogue carried out programme can re l’alcol, può avere un effetto nocivo by producers and educationalists sulla crescita dei loro organi e sul loro with youth on the subject of realready be seen now cervello. È importante che i genitori sponsible drinking? 8


A sinistra, un poster della campagna di “Wine in moderation”; al centro George Sandeman assieme a Licia Colò al talk-show del Premio Masi al Teatro Filarmonico a Verona. Accanto, Sandeman con Sandro Boscaini. Left, a poster from the “Wine in Moderation” campaign; centre, George Sandeman with Licia Colò at the Masi Prize talk-show in Teatro Filarmonico, Verona. Right, Sandeman with Sandro Boscaini.

siano a conoscenza dei pericoli fisiologici e psicologici dell’abuso di alcool precoce”. Come immagina il consumo di vino in Europa tra due decenni, quando i bambini nati nel 2013 saranno adolescenti? “Credo che nel 2033 gli adolescenti avranno genitori che insegneranno loro i pericoli dell’abuso di alcool (e di tante altre sostanze tentatrici). Avremo giovani adulti che ameranno il vino con moderazione, come il cibo e l’esercizio fisico, in un sano stile di vita. Il vino sarà ancora un elemento chiave per il piacere e il gusto negli incontri conviviali tra familiari e amici. Comparirà in ogni pasto”.

“It’s not clear how to get the message across to young people about the negative impact of alcohol. Many think that allowing youngsters to drink alcohol in a safe place (home) teaches them how to drink in moderation, but that doesn’t explain what the dangers of alcohol abuse are. Adolescents should avoid alcohol; it has a poisonous effect on the growth of their organs and their brains. It’s important that parents know about the physiological and psychological dangers of early life alcohol abuse.” How do you see the consumption of wine in Europe in another couple of decades’ time when children born in 2013 are adolescents? “I think that in 2033 adolescents will have parents who teach them about the dangers of alcohol abuse (and the abuse of many other tempting substances). Young adults will like wine drinking in moderation, just like food and physical exercise, as part of a healthy life style. Wine will be a fundamental part of pleasure and lifestyle in convivial encounters with friends and family. It’ll be part of every meal.”

Luciano Ferraro, 53 anni, capo redattore centrale del Corriere della Sera. Da Veronelli, negli anni ’80, ha imparato che dietro a ogni vignaiuolo c’è una storia da raccontare. Autore di alcune guide alle enoteche d'Italia, ai tempi in cui non esistevano i wine bar.

Luciano Ferraro, 53 years old, central editor-in-chief at Corriere della Sera. He learned that behind every vigneron there’s a story waiting to be told from Veronelli in the 1980s. Author of various guides to the wine shops of Italy at a time when wine bars did not yet exist.

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IL PERSONAGGIO FEATURED PERSONALITY

“IL VINO È COME LA VITA: DEVE AVERE IL SAPORE DELLA LEALTÀ” “WINE IS LIKE LIFE: IT MUST HAVE THE TASTE OF LOYALTY” di Marina Nalesso

Chi è Antonello Piroso, conduttore della cerimonia del “Premio Masi” The man who is Antonello Piroso, master of ceremonies at the “Masi Prize” Ama i rossi corposi ma non disdegna le bollicine made He likes full-bodied reds and really doesn’t mind Italian in Italy. Antonello Piroso, classe 1960, parla di tutto, sparkling wines. Antonello Piroso, class of 1960, talks ma non sconfina mai nel personale. Non ama questa about everything except his personal life. He doesn’t politica, e tra i colleghi detesta i sepolcri imbiancati. like doing that, and among his colleagues he detests Adesso è direttore editoriale di Blogo.it, terzo gruppo the whited sepulchres. Currently he is publishing diitaliano su Internet, e in soli due mesi con le sue inrector of Blogo.it, part of the third largest Italian group terviste ha già totalizzato 3 milioni di visualizzazioni in on the Internet. In just two months his interviews have diretta, che hanno reso il suo programma il più visto had three million hits, which makes his programme the nell'universo web. Ma non si può dimenticare che per most viewed on the web globally. But it can’t be forgot10 anni è stato un volto, anzi “il volto” de La7. Poi, la ten that he was once, for ten years in fact, the “face” of scorsa estate, il divorzio. Nel suo curriculum mancano La7. Then came the “divorce” last summer. radio e web, territori in cui potrebbe avventurarsi preWhat happened? sto. Per il momento però la notizia è il suo divorzio da Nothing unusual. After 10 years working for them in variLa7, dove ha lavorato negli ultimi 10 anni. ous capacities we went our separate ways. The separaCosa è successo? tion wasn’t my choice, but since I’ve had Non è successo alcunché di anormale. ample compensation I can’t complain. “Mi piacciono Dopo 10 anni di collaborazione a vario There are quite enough pathetically i rossi corposi ma titolo, le strade si sono separate. Il dilachrymose “kiss and tell” martyrs in my vorzio l’ho subìto più che cercato, ma profession, weeping crocodile tears. anche le bollicine siccome è stato profumatamente pagaA sparkling career, from simple aumade in Italy” to non mi posso lamentare. Di martiri thor to director of a television chan“I like full-bodied pateticamente piagnucolosi a tassamenel, and now an Internet site. Is tro, all’insegna dell’italico “chiaggni e there anything missing? reds, but also Italy’s fotti”, ce ne sono già fin troppi nella I’ve never done anything on the radio, sparkling wines” mia professione. which I regret, because I think it’s a 10


Una carriera fulminante, da quello di semplice autore, fino a quello di direttore. Manca qualcosa? Non ho mai fatto radio, e mi spiace perché lo considero un mezzo moderno, diretto, efficace. Ne approfitto per lanciare una proposta al… miglior offerente. Cosa farà ora? Per la tv è una stagione complicata: l’offerta dovrà cambiare perché sono cambiati il mercato e i consumatori. Mia nipote ha 15 anni e la tv non sa nemmeno cosa sia: vive in Rete, le notizie se le trova attraverso i motori di ricerca e i social network. Il Web è senz’altro uno dei territori in cui in un futuro prossimo mi avventurerò volentieri e con curiosità. Lei si è molto occupato di politica. Che impressione le fa la politica in questo periodo? Ho promosso con largo anticipo l’astensione come unica

modern medium, direct and efficient. I’ll take the opportunity to say I’m up for hire… to the highest offer. What will you do now? TV is at a difficult stage at the moment. The job needs to change because the market’s changed and the viewers have changed. My 15-year old nephew doesn’t even know what a television is: he lives on the web and he finds his news through search engines and social networks. There’s no doubt that the web is one of the areas I would like to try in the near future. You are very busy with politics. How do you see the political situation at the moment? I have said for a long time that abstaining from voting is the only possible response to these particular politicians from these particular parties, not to politics as a whole. It’s just that “their bosses” should remember all the times

Antonello Piroso con Massimo Marchiori, inventore dell’algoritmo di Google, al Premio Masi 2011. Antonello Piroso with Massimo Marchiori, inventor of the Google algorithm, at the Masi Prize 2011.

risposta possibile a questi politici e a questi partiti, non alla politica. Solo che “lor signori” dovrebbero ricordare tutte le volte in cui hanno preso il mio voto e lo hanno utilizzato a uso e consumo proprio. Si ricorda il referendum contro il finanziamento pubblico ai partiti? Io votai a favore dell’abolizione, e “loro” usarono il mio voto per abolire sì il finanziamento per poi reintrodurlo di soppiatto come rimborso spese. Chi è il vero nemico del popolo sovrano? Nemmeno questi giornalisti sembrano piacerle molto. Non mi piacciono i sepolcri imbiancati, quelli che salgono in cattedra a fare la morale agli altri, perché spesso

they’ve had my vote and used it for their own personal purposes. Do you remember the referendum about the public finance of political parties? I voted for its abolition, and “the bosses” used it to abolish public contributions, OK, but then reintroduced it under the table as “expenses”. Who then is the real enemy of the people? It seems that you don’t like the current crop of journalists either. I hate the whited sepulchres, those who sit in judgement on others, because they are often hiding skeletons in the cupboard or dirty washing. I once came across a mem11


“Rispetto della parola data e mai tradire: sono i miei valori” “Keep your promises and never be disloyal: these are my values”

le loro prese di posizione nascondono scheletri nell’armadio e mutande sporche. Nella mia carriera mi è perfino capitato di apprendere che un componente del Cdr tra le spese che si faceva rimborsare dall’azienda c’erano i libri di Barbapapà acquistati per i figli. I Lusi, i Belsito, i Fiorito non ci sono solo in politica. Lei porta al collo una medaglia che fu di suo padre, di cui dice: mi ha insegnato il significato della parola “giustizia”. Qual’è? Non tradire chi ha riposto fiducia in te. Rispetto della parola data. Durezza della sincerità se è necessaria nell’affrontare i problemi, ma mai slealtà. Essere forte contro i forti e tutelare i deboli perché lo siano un po’ meno. Poter incrociare chi ti ha pugnalato alle spalle costringendolo ad abbassare lo sguardo per la vergogna. Sapere di non essere ricattabile perché non hai padroni. Come dice la pubblicità? Per il resto c’è la famosa carta di credito, ma tutto quello che ho elencato sono soddisfazioni umane e professionali senza prezzo. Come si immagina tra 30 anni? Possibilmente vivo. E in salute. Come spiegherebbe il piacere del vino a chi non lo conosce o non lo capisce? Il vino è un piacere che non si può spiegare, si può solo assaggiare e condividere. Sono un consumatore che si fa consigliare andando a fare acquisti nelle enoteche migliori. Provo, sperimento, cerco sempre di scoprire

Antonello Piroso, qui ripreso durante una lezione, attualmente è direttore editoriale di Blogo.it, ma è anche un giornalista e conduttore televisivo di vaglia. Nella pagina accanto, è assieme all'europarlamentare Sergio Cofferati, già sindaco di Bologna, e lo studio tv di una sua trasmissione. Antonello Piroso, pictured here while teaching, is currently the publishing director of Blogo.it, but he is also a fine journalist and television presenter. On the opposite page, he is with European Parliamentary Member Sergio Cofferati, once Mayor of Bologna, and in a TV studio during one of his programmes.

ber of the editorial department who was putting the Barbapapà books he’d bought for his children through on his expenses. People like Lusi, Belsito, and Fiorito exist in other worlds too, not just in politics. You wear a medallion that belonged to your father around your neck, and you say that he taught you the meaning of the word “justice”. What is it? Never betray anyone who has put his trust in you. Keep your promises. Be tough and sincere if that helps in solving problems, but never disloyal. Fight strength with strength and help the weak to be a little less weak. Be able to greet someone who has stabbed you in the back and force him to look away in shame. Know that you’re not blackmailable because you have no godfather who owns you. How does the ad run? “For everything else there’s the credit card”. But all the qualities I’ve listed are a source of personal and professional satisfaction that is priceless. How do you see yourself in 30 years time? Still alive, possibly. And healthy. How would you explain the pleasures of wine to someone who doesn’t know them or understand them? Wine is a pleasure that can’t be explained; you can only taste it and share the experience. I am a consumer who needs recommendations to go and buy something in the best wine shops. I have a go, I experiment, I always try to find tastes and sensations that are bit


gusti e retrogusti inediti. Mi piacciono i rossi corposi ma non disdegno quelli più “sbarazzini”, non ho una predilezione spiccata per i bianchi, ma adoro le bollicine “made in Italy”. Come è iniziato il suo rapporto con la fondazione Masi? Cosa pensa di fondazioni che si occupano di tutelare e far riscoprire i valori del territorio, in un mondo oramai globalizzato? Sono davvero onorato di essere stato chiamato per ben due volte dalla Fondazione Masi a fare da cerimoniere, presentatore, intervistatore in occasione dell’assegnazione dei loro premi nel settembre 2011 e 2012. Sono persone serie, piacevoli, che hanno fatto del loro amore per la terra e il vino un momento di aggregazione culturale, e ancora prima umano. Dietro di loro ci sono la serietà e la solidità di chi fa il proprio lavoro con passione, senza spocchia e con una visione d’insieme, che tiene conto delle ragioni del loro territorio aprendosi però alla scoperta del mondo, di realtà diverse e lontane. Sono straordinari ambasciatori dell’Italia e di ciò che di meglio il nostro Paese incarna e rappresenta.

Marina Nalesso, veneta, una laurea in Giurisprudenza, giornalista professionista dal 2002. Ha lavorato a Treviso sia per la carta stampata sia per alcune emittenti locali. In Rai dal 2004, prima a Rai Utile, (digitale terrestre), poi al Tg2 e infine nel tg della rete ammiraglia. Ora lavora al Tg1, nella redazione economico-sindacale e conduce l’edizione della notte del Tg1.

unusual. I like full-bodied reds, but I don’t refuse wines that are more “perky”. I don’t like whites that much, but I adore Italian sparkling wines. How did your association with the Masi Foundation begin? What’s your opinion of foundations that preserve and rediscover the values of a territory, in this ever more globalised world? I am extremely honoured that the Masi Foundation has asked me to be the host, presenter and interviewer on a good two occasions, at the Masi Prize awards ceremony in September 2011 and 2012. They are serious and charming people, who have made their love for their region and for wine the occasion for a cultural gathering, with a social value above all. Behind them is the seriousness and solidity that comes from working with great passion, with humility and with a vision of togetherness that is focused on their own territory but is open to the rest of the world with its distant and different realities at the same time. They are wonderful ambassadors for Italy and the personification of the best that our country stands for.

Marina Nalesso, from the Veneto, has a degree in Jurisprudence. A professional journalist since 2002, she started in Treviso with the press and local broadcasting. At RAI since 2004, first at RAI Utile (digital terrestrial), then at Tg2 and on Ammiraglia channel news desk. She now runs the Tg1 night-time coverage and works from the trades union and economic desk.

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IL PERSONAGGIO FEATURED PERSONALITY

PLACIDO DOMINGO TENORE E DIRETTORE DEL “FESTIVAL DEL CENTENARIO” PLACIDO DOMINGO TENOR AND “CENTENARY FESTIVAL” DIRECTOR

L’Arena di Verona festeggia con lui i cento anni di spettacoli Domingo conducts at Verona’s Arena in celebrations for 100 years of opera A 44 anni dal suo debutto nel teatro veronese con la Forty-four years after his debut at Verona’s Arena with “Turandot” di Pier Luigi Pizzi, il tenore e direttore d’orPier Luigi Pizzi’s production of “Turandot”, the Spanish chestra spagnolo Placido Domingo sarà il volto e il testitenor and orchestral conductor Placido Domingo will monial della prossima stagione lirica all’Arena di Verona, be the face behind the Centenary Festival’s celebrache si caratterizza come il “Festival del centenario”. Ritory performances during the Arena’s next lyric season. corrono i cento anni, infatti, dalla storica Aida del 1913: In fact, exactly 100 years have passed since the historic oltre un terzo delle rappresentazioni dell’opera egizia inaugural production of Aida, and more than a third of di Verdi all’Arena sono state allestite sulla base della rithe subsequent performances at the Arena have been costruzione della mitica inaugubased on a reconstruction of its razione dell’agosto 1913. L’hanno legendary opening in August 1913. apprezzata oltre due milioni di All of which have been seen by spettatori. more than two million spectators. Per rendere ancora più saldo il To make his links with the Arena suo legame con l’Arena, Domineven more solid, Domingo (72 go, 72 anni, è stato nominato years old) has been made Hondirettore onorario del Festival. È orary Director of the Festival. It is un incarico che lo rende partia job of which he is inordinately Domingo nominato colarmente orgoglioso: non solo proud: not only will he conduct direttore onorario del dirigerà due serate di “Rigoletto” two evenings of “Rigoletto” and Festival canterà con Haring e una di “Aida”, ma interpreterà one of “Aida”, but he will take the e dirigerà tre opere di Verdi il ruolo di “Nabucco” nelle recite role of “Nabucco” in performancdel 4 luglio e 18 agosto e si prees on 4 July and 18 August as well Domingo named Honorary senterà il 15 agosto come solista as performing as a soloist in the Festival Director: he sings nel gala Domingo-Harding. InolDomingo-Harding gala night on with Haring and conducts tre, il 20 agosto per la prima volta 15 August. More than that, on 20

three Verdi operas 14


L’Aida di Verdi nella versione del 1913 curata da De Bosio e in quella moderna della Fura dels Baus Verdi’s Aida in the 1913 version edited by De Bosio and a modern version performed by Fura dels Baus

approderà all’Arena con i vincitori del suo Concorso internazionale “Operalia”, riservato ai giovani, che festeggia i vent’anni dalla fondazione. Il Festival del centenario (che conta sette opere, tre serate di gala e una serata speciale col Requiem di Verdi) è un punto di riferimento per tutto il mondo artistico internazionale. E Placido Domingo ha ribadito la gioia di partecipare agli eventi di quest’anno: “Questo sarà un anno importantissimo non solo per l’Arena e Verona – ha commentato – ma per tutto il mondo della lirica: trovo che sia geniale, in particolare, la scelta di portare in scena due versioni di Aida, quella del 1913, e una nuova Aida moderna, che guarda al teatro d’oggi e che rivela la riccezza interpretativa dell´opera verdiana”. Paolo Gavazzeni, il direttore artistico del teatro, riassume così il significato della stagione: “Il nostro intento è quello di cercare, da una parte, la soddisfazione del pubblico più tradizionale, quello dei melomani, dall’altra di avvicinare alla lirica un pubblico nuovo: per questo è necessario sperimentare nuovi linguaggi, ma senza dimenticare ciò che è venuto prima, facendoci custodi di una tradizione che sappia contenere le nuove sfide, una tradizione che è ricchezza inesauribile da cui attingere. Ecco allora il senso di accostare una Aida che è il simbolo della storia areniana, quella del 1913 appunto, nella rievocazione curata da Gianfranco De Bosio, a un’Aida moderna, con la regia di La Fura dels Baus, giocata sulle moderne tecnologie. Poiché ricorre il bicentenario di Verdi abbiamo puntato sui due grandi titoli, Aida e Nabucco,

August he comes back to the Arena for the first time with the winners of his international “Operalia” competition for young people, now celebrating its twentieth anniversary. The Centenary Festival (7 operas, 3 gala evenings and a special evening for the Verdi Requiem) is a major event for the entire international artistic world. Placido Domingo has emphasised how pleased he is to be part of it: “This will be an extremely important year, not only for the Arena in Verona,” he said, “but also for the whole opera world. I think it’s really fantastic, for example, that there will be two versions of Aida on stage: the 1913 version and a new, modern Aida involving contemporary theatre and showing the rich breadth of interpretation of Verdi’s operatic works.” Paolo Gavazzeni, the Arena’s artistic director, sums up what the season intends to do: “We aim to satisfy the most demanding traditionalists in the audience on the one hand, the die-hards, and to bring the work to the attention of a new audience, on the other. To do this we need to experiment with new interpretations, but without forgetting what happened before, making ourselves the custodians of a tradition that knows how to deal with new challenges, a tradition full of rich material to draw on.

In questa e nelle pagine successive Palcido Domingo sul podio all’Arena. Il suo debutto a Verona avviene nel 1969. Placido Domingo on the podium of the Arena on this and following pages. His debut at Verona was in 1969.

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e sulla trilogia popolare verdiana: Traviata, Rigoletto e Trovatore”. Placido Domingo è un riferimento mondiale della musica. Figlio d’arte (il padre era baritono) possiede un repertorio tra i più ampi ed eclettici di tutti i tempi: sono oltre 130 i ruoli che ha ricoperto. A ciò si aggiunge una altrettanto vasta frequentazione della musica liederistica e leggera, comprendente soprattutto brani in spagnolo, inglese e italiano (ma anche in tedesco, cinese, francese e persino nell’antica lingua Maya). Negli anni Novanta la sua fama si è spinta al di là del mondo della lirica grazie ai celebri concerti dei “Tre Tenori”, tenuti con i colleghi Luciano Pavarotti e José Carreras.


This is why it makes sense to run two versions of Aida in parallel: the 1913 version that is so much part of the history of the Arena, reworked by Gianfanco De Bosio, and a modern Aida staged by La Fura dels Baus and based on modern technology. In fact, to celebrate the Verdi bicentenary we have concentrated on his two great works, Aida and Nabucco, and on his popular trilogy: Traviata, Rigoletto and Trovatore.” Placido Domingo is an international reference point in the music world. Born into an artistic family (his father was a baritone), he has one of the widest and most eclectic repertoires of all time, having performed more than 130 roles in opera. To which must be added an equally vast knowledge of the worlds of lieder and light music, mostly comprising songs in Spanish, English and Italian (but also in German, Chinese, French and even ancient Mayan). He came to international fame with the general public in the 1990s thanks to the famous “Three Tenors” concerts performed with his two colleagues, Luciano Pavarotti and José Carreras.


IL MESTIERE DEI CAMPI E DELLA CANTINA THE ART OF CULTIVATION AND OF THE CELLARS

RISCOPERTA NEL CINQUECENTO LA COLTIVAZIONE DELL’OLIO OLIVE OIL MAKING REDISCOVERED IN THE SIXTEENTH CENTURY Un libro del 1622 sulla coltivazione dell’olivo in Toscana. A 1622 book on the cultivation of olives in Tuscany.

di Mario Bagnara

Come il vino, l’olivo ha origine in Medio Oriente seimila anni fa Just like wine, olive oil has its origins six thousand years ago in the Middle East L’olivicoltura presenta molte affinità storiche e geografiOlive oil making has many historical and geographical che con la viticoltura: anch’essa è comparsa circa seimiparallels with wine making: like wine it too began six la anni fa in Medio Oriente. thousand years ago in the MidParticolarmente diffusa nell’adle East. rea mediterranea in epoca roIn fact, olive oil making was mana e poi trascurata nei common throughout the Medisecoli successivi, viene ripresa terranean regions in Roman alla fine del Medioevo, giuntimes, declined in the followgendo nel Cinquecento anche ing centuries, and was then alla stampa dei primi trattati. taken up again at the end of Tra questi il Trattato di Piero the mediaeval period until in Vettori Delle lodi et della colthe sixteenth century it began tivazione de gl’ulivi, composto to the subject of printed treatistra il 1530 e il 1532 e pubblicato es. One of these was the Trata Firenze nel 1569, oggetto di tato di Piero Vettori Delle lodi varie edizioni successive. Nel et della coltivazione de gl’ulivi, 1622 infatti, sempre a Firenze written between 1530 and 1532 con l’editore Giunti, si stamand published in Florence in pa Coltivazione Toscana Delle 1569, with several subsequent Xilografia dall’Herbario nuovo di Castore Durante Viti, e d’alcuni Alberi, Aggiuneditions. In fact, 1622 saw the medico, & cittadino romano, Venezia, 1684. Si nota la presenza del cammello: questa può stupire, tovi, la coltivazione degli ulivi publication, still in Florence and ma invece conferma l’origine mediorientale dell’olivo. del clarissimo Signor Piero Vetstill with Giunti as publishers, of Illustration from Herbario nuovo di Castore Durante tori: a conferma della già alloColtivazione Toscana Delle Viti, medico, & cittadino romano (Venice 1684). Note the presence of a camel in the background. This ra integrata coltura della vite e e d’alcuni Alberi, Aggiuntovi, la might seem strange, but in fact the camel is there dell’ulivo. coltivazione degli ulivi del clarto underline the Middle Eastern origins of the olive. 18


Nello stesso secolo, nell’Herbario nuovo di Castore Durante medico, & cittadino romano, Venezia, 1684, una suggestiva xilografia presenta l’Oliva salvatica, stilizzata in tutti i suoi elementi; nel testo che l’accompagna, oltre alla forma più piccola e al sapore più astringente di quella domestica (ne sono ghiotti gli uccelli), sono evidenziate soprattutto le qualità terapeutiche per la cura delle ulcere della bocca e delle orecchie, delle infermità degli occhi, delle emorragie e dei mestrui femminili. Nell’essenziale contesto paesaggistico sembra sorprendere il cammello che invece conferma l’habitat mediorientale. A questa immagine si correla quella domestica dell’olio di cui, come per l’oliva salvatica, vengono fornite le varianti linguistiche, compresa quella araba. In scena una donna che da un grande otre versa l’olio in un’anfora

issimo Signor Piero Vettori, which provides clear evidence of the contemporary practice of cultivating vines and olive trees together. In the same century, the Herbario nuovo di Castore Durante medico, & cittadino romano (Venice 1684) contains an attractive woodcut entitled L’Oliva salvatica (The Wild Olive) with a description of all its properties in the accompanying text. The wild olive tree is smaller and its olives are more astringent than the domestic versions (the birds love them), but it is the therapeutic qualities of olive oil that are described particularly: it is used to treat mouth ulcers and ear problems, weaknesses in the eyes, haemorrhages, and female menstruation. The camel in the background countryside might seem strange at first, but actually it is there to underline the setting as in the Middle East.

La prima tavola calcografica delle Istruzioni sulla nuova manifattura dell’olio introdotta nel Regno di Napoli dal Marchese Domenico Grimaldi di Messimeri patrizio genovese socio ordinario, e corrispondente dell’Accademia dei Georgofili di Firenze, della Società di Agricoltura di Parigi e di Berna, Napoli, 1777. Nell’immagine si evidenzia un “trappeto”, ossia il frantoio alla genovese, e l’azione di due operai. The first print in the publication: Istruzioni sulla nuova manifattura dell’olio introdotta nel Regno di Napoli dal Marchese Domenico Grimaldi di Messimeri patrizio genovese Socio ordinario, e corrispondente dell’Accademia dei Georgofili di Firenze, della Società di Agricoltura di Parigi e di Berna (Naples 1777). The picture shows a “trappeto”, or Genovese-style oliveoil mill, and two workers in action.

sorretta da un servo: entrambi in abbigliamenti riferiti a un preciso contesto storico e sociale. E nel testo, dopo una premessa in latino, in lingua volgare anche dell’olio vengono descritte le virtù terapeutiche nel duplice uso sia esterno (“fa il corpo più pronto nelle sue azioni”) sia interno (“bevuto o messo per cristeri, mollifica e solve il ventre stretto”). Sulle macchine antiche di spremitura interessanti, anche artisticamente, sono le tre calcografie di grande formato che corredano le Istruzioni sulla nuova manifattura dell’olio introdotta nel Regno di Napoli, Napoli,

Alongside this there is also the picture of a domestic olive tree, which just like the oliva salvatica is captioned with all its different names, including the Arabic. The picture shows a woman pouring olive oil from a great waterskin-type container into an amphora held out by a servant, both of them dressed in clothes that establish a precise historical and social collocation. The text contains an introduction in Latin and then a description in Italian of olive oil’s therapeutic virtues and its use externally (“it eases the body’s movements”) and internally (“drink it or use it as an enema to relieve a bloated stomach”). 19


La coltivazione dell’olivo e la produzione dell’olio in una serigrafia da “L’univers illustré”, Parigi, 1858-1898. In alto e in basso la raccolta delle olive, dai monti al mare; al centro un attrezzatissimo mulino per l’olio, disegnato sia all’interno sia all’esterno. Il tutto è animato dalla presenza, oltre che di 3 animali da soma, di 11 addetti tra cui ben 7 donne. Olive growing and olive oil making in a print from L’univers illustré (Paris 1858-1898). The top and bottom of the picture show harvest scenes, from the mountains to the sea; and the centre shows a well-equipped olive-oil mill, seen from both inside and out. The scene is enlivened by the presence of 3 beasts of burden and 11 workers, 7 of whom are women.


1777: autore un patrizio genoveInteresting images of olive se, socio dell’Accademia dei Gepressing equipment, from the orgofili di Firenze, della Società artistic point of view too, indi Agricoltura di Parigi e di Berclude the three large format ilna. Nella prima, la più complelustrations which embellish the ta, oltre alla raffigurazione di un Istruzioni sulla nuova manifattu“trappeto” (frantoio alla genovera dell’olio introdotta nel Regno se) di cui il testo fornisce anche di Napoli (Naples 1777). The le misuire dei componenti, colauthor is a Genovese aristocrat, piscono soprattutto le figure dei a member of the Accademia due operai: uno intento a versadei Georgofili in Florence and re dall’alto le olive nella pila in the Agricultural Societies of Parcui vengono macinate da una is and Berne. The first illustramola di pietra fatta girare da tion is the most intact and, as Xilografia dall’ Herbario nuovo di Castore Durante un bovino; sulla sinistra invece, well as showing a “trappeto”, medico, & cittadino romano, Venezia, 1684. Si nota ancor più teso nello sforzo, un (or “Genovese mill”) with preun’ambientazione domestica, con una donna che altro che aziona l’argano di una cise measurements for its comversa l’olio. Image from Herbario nuovo di Castore Durante pressa. ponents, it is also particularly medico, & cittadino romano (Venice 1684). Note the E ad una precisa località ligure, striking for its depiction of two domestic scene with a woman pouring out oil. al confine con la Francia (tra workmen: one intent on pourVillefranche e Bordighera), si ing olives from a height into a rifà anche una serigrafia, posseduta, come tutti i volumi pile where they are being crushed by an ox-powered citati, dalla Biblioteca “La Vigna” di Vicenza. Tratta dalmillstone, and on the left the other who is concentratla rivista settimanale francese “L’Univers illustré” (Parigi ing even harder on working the screw of a press. 1858-1898), di non facile reperibilità nelle Biblioteche, Then there is another print, which innovation a precise rappresenta l’intero ciclo produttivo dell’olio. In alto e part of Liguria on the borders with France, somewhere in basso la raccolta delle olive effettuata in un paesagbetween Villefranche and Bordighera, and, like all the gio in cui i vari elementi (i monti, il mare, gli antichi, publications mentioned here, is in the possession of ma rigogliosi, ulivi…) trovano armonica e rasserenante the Biblioteca “La Vigna” in Vicenza. This print, comcomposizione. Nella fascia centrale in perfetto funzioing from the French weekly magazine called L’Univers namento un attrezzatissimo mulino per l’olio, disegnato illustré (Paris 1858-1898), by no means easy to find in sia all’interno sia all’esterno. Il tutto “animato” dalla prelibraries, shows the complete olive oil production cycle. senza, oltre che di 3 animali da soma, di 11 addetti tra At the top and the bottom of the page are olive-picking cui ben 7 donne, per altro impegnate anche in piacevoscenes with various landscape elements (mountains, le conversazione. the sea, gnarled but luxuriant olive trees…) giving balance to the composition. The central scene shows a well-equipped olive-oil mill in perfect working order with plans of its interior and its exterior. The whole scene is “enlivened” by the presence of 3 beasts of burden and 11 workers, of whom 7 are women, who apart from anything else, are also happily chatting away.

Mario Bagnara, presidente della Biblioteca Internazionale «La Vigna» di Vicenza. È stato docente e preside nei licei statali, assistente universitario, assessore alla cultura nel Comune di Vicenza e presidente dell’Associazione nazionale delle città e siti Unesco italiani. È pubblicista e saggista, autore di varie monografie di carattere storico e scientifico.

Mario Bagnara is president of the Biblioteca Internazionale « La Vigna ». His career includes posts as a lecturer, school head, university assistant, town councillor for culture in Vicenza and president of the Association of Italian unesco Cities and Sites. He is a publicist and writer, as well as the author of various historical and scientific monographs.

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VENEZIE ART DE VIVRE VENETIAN ART DE VIVRE

I PIATTI LEGGERI NATI E CRESCIUTI NELLE VENEZIE LOW CALORIE FOOD, BORN AND BRED IN THE VENETIAN REGIONS Lo spiedo di capesante del Londra Palace. Scallop kebab at Londra Palace.

di Antonio Di Lorenzo

La “cucina di magro” nel Nordest d’Italia ha una tradizione di secoli Northeast Italy’s “lean cuisine” has centuries of history to it Salutisti di tutto il mondo, unitevi! Sostenitori del benessere e del fitness guardate alle Venezie. E ringraziate. Perché la cucina di magro, a basso contenuto di calorie, è nata qui. Certo, niente trucchi niente inganni. Tutta colpa del Concilio di Trento, quello che diede il via alla Controriforma cattolica a metà del XVI secolo. Cambiò la vita anche a tavola, perché la severità introdotta dai padri conciliari mutò radicalmente le abitudini alimentari. Fra quaresime, venerdì, astinenze e digiuni comandati, per cento giorni all’anno si mangiava di magro.

Health fanatics of the world, unite! Fitness freaks and wellness admirers, look at the Venetian regions! And thank us. Because lean cuisine, low calorie cooking, was born here. It is true, no tricks, no kidding. All thanks to the Council of Trent and the launch of the Catholic Counter-Reformation in the middle of the XVI century when life at table changed too, as the Council fathers radically reformed eating habits. What with Lent, Fridays, compulsory diets and

Il vescovo di Uppsala Olaf Manson, latinizzato in Olao Magno, in esilio tra Venezia e Roma, partecipò al Concilio di Trento e pubblicò nel 1555 un libro sul “lifestyle” dei concittadini scandinavi. Per la prima volta parlò dello stoccafisso che secca al vento e diffuse in Europa l’abitudine dei compatrioti di scivolare sulla neve con ai piedi bastoni di legno ricurvi. Insomma, introdusse lo sci. Per quale dei due meriti va ricordato di più? Nel disegno a lato, antichi sciatori da un libro di Francesco Negri del XVIII secolo.

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The Bishop of Uppsala, Olaf Manson, Latinised as Olao Magno, in exile between Venice and Rome, took part in the Council of Trent and published a book on the lifestyle of his fellow Scandinavians in 1555. This contained the first mention of stockfish drying in the wind and introduced the idea of sliding on the snow standing on curved and pointed wooden staves like his compatriots to Europeans. Or what we call skiing. Which custom should he be remembered for most? Pictured left, skiers in olden days from a book by Francesco Negri in the XVIII century.


Insomma, un giorno su tre la carne era vietata. Il che abstinence periods, a diet of lean food was imposed fa quasi sorridere pensando che cinquecento anni fa for one hundred days in the year. So meat was fori piatti di carne sulle tavole popolari erano rarissimi. bidden on one in three days. Which is ironic, because Qualche volatile, animali dell’orto, selfive hundred years ago meat was a vaggina se si era fortunati. Ma, dopo il rare dish to find its way to the tables Una storia che Concilio, neanche quelli. E il comanof ordinary people. Some feathered damento resse per secoli, fino all’altro affonda le sue radici animals, or some courtyard animals giorno. or game, yes, if you were lucky. But cinquecento anni fa Una mano a recuperare proteine arrivò after the Council even these were forAn story with da Cristoforo Colombo: oltre al pepebidden. And the prohibition stayed its roots five rone e al pomodoro (che mai avrebbe in place for centuries, until just very immaginato sarebbero finiti in tv con recently. hundred years ago Antonella Clerici alla “Prova del cuoSome help in making up the protein co”) il navigatore portò in Europa dalle deficiency came from Christopher CoAmeriche una buona dose di fagioli. Si rivelarono fondalumbus. Besides the sweet pepper and the tomato mentali – come ricordano gli storici – nelle carestie di (which he could never have guessed would finish quei secoli per alimentare il genere umano e salvarlo, up on TV with Antonella Clerici’s “Cook’s Test” prosostanzialmente, dall’estinzione. Prima si mangia, poi si gramme), Columbus brought Europe a good sack of pensa a procreare. beans from America. As historians relate, these were Quando l’orologio della curia batteva le ore anche in cucrucially important during times of famine for the feedcina, abitudine che ha mantenuto per centinaia d’anni, ing of whole populations and saving them more or less

SPIEDO DI CAPESANTE CON INSALATA DI PATATE E CREMA DI SPINACI

KEBAB OF GIANT SCALLOPS WITH POTATO SALAD AND CREAMED SPINACH

Abbinato a Possessioni Bianco Serego Alighieri

Paired with Possessioni Bianco Serego Alighieri

Chef Loris Indri - Ristorante Do Leoni, Hotel Londra Palace, Venezia www.londrapalace.com

Chef Loris Indri - Ristorante Do Leoni, Hotel Londra Palace, Venice www.londrapalace.com

Ingredienti: 3 capesante sgusciate, 2 pezzi di polipo cotto precedentemente a vapore, 1 pomodoro pachino, 100 g di spinaci freschi, olio extra vergine di oliva, 1 patata, maionese, senape, sale, pepe.

Ingredients: 3 shelled scallops, 2 pieces of octopus, steam cooked, 1 cherry tomato, 100 g fresh spinach, extra virgin olive oil, 1 potato, mayonnaise, mustard, salt, pepper.

Preparazione: preparare lo spiedo di capesante, montando intervallate le capesante e i pezzi di polipo, chiudere lo spiedo con il pomodoro pachino tagliato a metà. Condire con olio e sale, cucinare lo spiedo in griglia per circa sei minuti. A parte preparare la patata sbucciata e tagliata a fette sottili. Cucinare in acqua le fette, badando a non farle passare di cottura. Appena cotte condire con la salsa fatta a base di maionese e senape. Preparare in fine la salsa di spinaci, sbollentandole in acqua per alcuni secondi, metterle in un piccolo recipiente, condire con olio e sale e frullare con un frullatore ad immersione fino ad ottenere una crema bella liscia. Montare il piatto come da foto. Samuel Baston.

Preparation: thread the kebab with alternately spaced scallops and pieces of octopus, capping with a cherry tomato cut in half. Season with olive oil and salt. Grill the kebab for about six minutes. Meanwhile, peel the potato and slice finely. Cook the potato slices carefully in water being sure to keep the slices intact. Once cooked, dress with mayonnaise and mustard. Lastly, prepare the spinach sauce by blanching the spinach for a few seconds, transferring it to a small bowl, dress it with olive oil and salt and use an electric hand whisk to make a smooth emulsion. Present the dish in the manner shown in the photograph. Loris Indri.

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Davide Bonaldi.

LASAGNETTE CON LAVARELLO DEL GARDA AFFUMICATO Abbinato a Rosa dei Masi 2012 Trattoria Caprini, Torbe Valpolicella, Verona www.trattoriacaprini.it Ingredienti per le lasagnette: 3 uova, 300 g farina 00. Ingredienti per il condimento: 1 scalogno, 400 g polpa di lavarello del Garda affumicato, olio extra vergine di oliva, sale e pepe qb, 4 rametti di timo fresco. Preparazione: impastare le uova con la farina fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo, poi lasciar riposare la pasta per un’ora prima di iniziare a stenderla con il mattarello. Dopo averla tirata, lasciare ad asciugare e quindi tagliare le lasagnette (larghezza 2 cm circa). Per il condimento invece tritare lo scalogno e aggiungerlo all’olio messo precedentemente sul fuoco in una padella. Rosolare per un paio di minuti la polpa di lavarello ed aggiustare di sale e pepe. Cuocere la pasta in acqua bollente salata, scolare e saltare in padella aggiungendo ancora un po’ di olio extra vergine di oliva. Disporre nel piatto con un rametto di timo fresco come guarnizione.

LASAGNETTE WITH SMOKED LAVARELLO FROM LAKE GARDA Paired with Rosa dei Masi 2012 Ingredients for the lasagnette: 3 eggs, 300 g flour 00 type. Ingredients for sauce: 1 shallot, 400 g smoked lavarello del Garda, extra virgin olive oil, salt and pepper to taste, 4 sprigs fresh thyme. Preparation: blend the eggs with the flour to make a smooth and evenly mixed pasta dough, and set aside for one hour before rolling out with a rolling pin. Leave the dough to dry and cut into lasagnette shape: strips about 2 cm wide. To make the sauce, chop the shallot finely and gently fry in hot olive oil in a pan. Add the flaked smoked fish and leave to colour for a couple of minutes before seasoning with salt and pepper. Cook the pasta in boiling salted water, drain and toss in the pan adding more extra virgin olive oil. Turn out the finished dish onto serving plates and garnish with the sprigs of thyme.

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Maurizio Gasparini, dell'Hostaria da Franz a Venezia, assieme a due clienti illustri: gli attori Brad Pitt e la moglie Angelina Jolie. Il locale, il cui nome ricorda quello di un soldato austroungarico che ne fu il fondatore due secoli fa, è celebre anche per l‘anguilla in tegame. Maurizio Gasparini, of Hostaria da Franz in Venice, together with two famous clients: actors Brad Pitt and wife Angelina Jolie. Named after the Austro-Hungarian soldier who founded it two centuries ago, one of the things the restaurant is famous for is its stewed eel.

non restava che il pesce. E qui va saldato un altro debifrom extinction. First you ate, and then you thought to con la Storia, in particolare con il vescovo di Uppsala, about procreation. Olaf Manson, protagonista del Concilio ma soprattutto When the commandments of the Curia ruled the kitchdelle nostre tavole, ancora oggi. Cacciato dalla Svezia en, which they did for hundreds of years, the only food dai protestanti, vissuto in esilio tra Venezia e Roma, nelleft was fish. And here we owe another debt to history, le pause dei lavori conciliari, forse per nostalgia di casa, in this case a debt particularly to the Bishop of Uppsail vescovo scrisse un ponderoso volume sul lifestyle la, Olaf Manson, who was important for the Council of dei suoi concittadini scandinavi. Lo intitolò Historia de Trent, but much more so for our eating habits, even togentibus septentrionalibus, e fu pubblicato a Roma nel day. Chased out of Sweden by the Protestants, he lived 1555. Racchiudeva due novità. Il vein exile travelling between Venice scovo raccontò per la prima volta and Rome and in the breaks during L’aringa e il palombo, dello stoccafisso, il merluzzo fatto the Council, perhaps out of nostalgia asciugare al vento; inoltre illustrò i pesci di lago e di fiume for his home country, he wrote a turla curiosa abitudine dei concittadigid book on the lifestyle of his Scansono speciali ni nordici di scivolare sulla neve su dinavian compatriots. It was called Herrings, palombo, bastoni di legno dalla punta ricurva. Historia de gentibus septentrionalake fish and river fish Insomma, raccomandò il baccalà libus and was published in Rome come cibo “politicamente corretto” in 1555. In it were two novelties: the are all special per la religione (e allora la Chiesa bishop was the first to talk about contava più della televisione) e fu il stockfish, or cod dried in the wind; primo a divulgare lo sci nell’Europa del sud, almeno dal and he was the first to talk about the curious habit of suo punto di vista. Va ringraziato più per la prima o per his northern friends, sliding about in the snow on strips la seconda intuizione? A voi la scelta. of wood with a curved point. In brief, he recommended A quasi cinquecento anni di distanza, il pesce e la cucithe adoption of baccalà as a “politically correct” food in na di magro sono sempre più considerati, e non più per the religious sense (and the Church counted for more obbligo religioso-morale. La circolarità della vita, come than the television then), and he was the first to talk quella del tempo, riserva sempre delle sorprese. Non about skiing in southern Europe, at least that’s what he 26


ci credete? Parafrasando un insegnamento della teoria della relatività generale di Albert Einstein (in soldoni: velocità della luce e tempo sono grandezze inversamente proporzionali), possiamo dire che più aumenta la velocità della nostra voglia di conoscenza (ossia la velocità della luce della vita) più rallenta lo scorrere del tempo. Oggi ieri e domani sono più vicini, quasi indistinti. Così a tavola la tradizione perde i suoi caratteri di antichità, non vive più nell’antinomia tra passato e futuro, ma tutto diventa presente. Per questi motivi acquistano rilevanza molti piatti della tradizione delle Venezie, che sono ripensati secondo la cultura del Terzo Millennio. Al Londra Palace di Venezia, per esempio, il cuoco Loris Indri e il maitre Samuel Baston presentano uno spiedo di capesante con insalata di patate e crema di spinaci. C’è il richiamo alla tradizione veneta dello spiedo, questa volta in versione marinara; l’aggiunta delle patate (altro regalo di Colombo: ci hanno messo tre secoli prima di affermarsi come cibo, fino alla metà del Settecento erano solo piante ornamentali) e infine la verdura di campo, che aggiunge valore ipocalorico al piatto. Alla Vecia Cavana, a Venezia, locale della famiglia Marsilli specializzato in pesce, da segnalare uno squisito palombo in agrodolce. A proposito di pesce diffusa nelle Venezie è l’aringa. La tradizione ricorda che la famiglia di contadini riunita a tavola doveva dividersi una grande polenta e accontentarsi di strofinare un pezzo di pane sull’aringa che pendeva dall’alto per avere l’illusione di mangiare pesce. Un piatto della tradizione che utilizza un pesce azzurro del mari del Nord sono i bigoli olio e sardella, uno spaghettone ruvido di grano

“BISATO IN TECIA” (ANGUILLA IN UMIDO) Abbinato a Campofiorin di Masi Chef Gianfranco Gasparini e Nicola Colli Ristorante “Hostaria da Franz”, Venezia - www.hostariadafranz.com Per 4 persone Ingredienti: 1 kg e ½ di anguilla carnosa, 200 g di salsa di pomodoro, 1 bicchiere di vino bianco secco, ½ bicchiere di brandy, 1 bicchiere di aceto rosso, 2 sedani, 1 carota, 1 cipolla bianca grossa, 4 foglie di alloro, timo, rosmarino, basilico verde, sale, pepe, olio di oliva extra vergine. Preparazione: aprite in due l’anguilla e tagliate a bistecche di circa 25/30 cm. (se non avete manualità con il pesce chiedete al vostro fornitore) con gli scarti (testa, coda, lisca e interiora) fate un fumetto di pesce con 2 litri d’acqua, metà delle verdure intere e 2 foglie d’alloro e far bollire almeno 30 min. Adagiate i tranci d’anguilla su una teglia con la pelle verso il basso e versateci l’aceto quindi lasciate riposare circa 10 minuti. A questo punto la pelle sarà sbiancata e potrete rimuovere il grasso in eccesso con un coltello. Tagliate quindi l’anguilla a quadrettoni di circa 4/5 cm. Con le verdure rimaste fate un trito e soffriggete, aggiungete il pesce e fate rosolare sfumando con il brandy. Fate cuocere 10 minuti a fuoco lento poi aggiungete il vino, il pomodoro, le spezie a piacere, sale e pepe quanto basta e lasciate sul fuoco altri 15 minuti (i tempi potrebbero leggermente variare in base alla dimensione dell’anguilla) allungando con il fumetto di pesce man mano che il tutto si asciuga. Servite con una polentina bianca alla griglia. Consigliamo un “Campofiorin” di Masi come vino d’abbinamento.

STEWED EEL Paired with Masi Campofiorin Recipe from Chefs Gianfranco Gasparini and Colli Nicola Hostaria da Franz in Venice - www.hostariadafranz.com For 4 people Ingredients: 1.5 kg meaty eel, 200 g tomato sauce, 1 glass dry white wine, ½ glass brandy, 1 glass red-wine vinegar, 2 sticks celery, 1 carrot, 1 large white onion, 4 bay leaves, thyme, rosemary, basil, salt, pepper, extravirgin olive oil. Preparation: slice the eel into two lengthways and cut into 25/30 cm steaks (ask your fishmonger to do this if you feel unsure). Use the discarded parts (head, tail, spine and insides) to make a fish stock using 2 litres of water, half the vegetables, and 2 bay leaves: bring to the boil and simmer for at least 30 minutes. Lay the eel steaks out in a pan, skin side down, and pour in the vinegar. Leave to marinate for about 10 minutes. The skin will now have turned white and you can remove any excess fat with a knife. Cut the eel into roughly 4/5 cm squares. Chop the remaining vegetables and fry them gently in oil before adding the fish. Sprinkle with brandy. Cook slowly for a further 10 minutes before adding the wine, tomato sauce, spices and seasoning to taste. Leave to cook for another 15 minutes or so, depending on the size of the eel, adding the stock as necessary to prevent the dish drying out. Serve with grilled white polenta. We recommend Masi Campofiorin with this dish.

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PALOMBO IN AGRODOLCE Abbinato a Bonacosta Masi Chef Loris Indri - Ristorante Vecia Cavana, Venezia www.marsillifamiglia.it

Tempo di preparazione: 1’15” Ingredienti: 2 tranci di asià (300 g), 2 spicchi d’aglio, 1 limone, ½ arancia, 3 cucchiai da cucina di aceto di mele, prezzemolo salvia e rosmarino qb, uvetta sultanina e pinoli qb, olio di oliva, sale e pepe. Preparazione: Mettere a marinatura due tranci di palombo (specie ittica: palombo mediterraneo, mustelus asterias) per un’ora circa con un trito di prezzemolo e odori, succo di limone, aceto di mele olio di oliva e una presa di sale. Rosolare entrambi i lati per qualche minuto a fuoco sostenuto fino ad ottenere una doratura leggera ed uniforme. Filtrare la marinata con un passino medio e con la rimanente salsa cuocere per 5/6 minuti aggiungendo qualche scorza di limone e arancia, i pinoli e l’uva passa. Una presa di farina (o fecola di patate per i glutin free) per addensare il tutto e portare a fine cottura a fuoco medio. Servire il pesce accompagnato con polenta e fagottini di radicchio al forno cinturati con pancetta affumicata.

SWEET-AND-SOUR PALOMBO Paired with Masi Bonacosta Chef Loris Indri - Ristorante Vecia Cavana, Venice www.marsillifamiglia.it Preparation time: 1’15’’ Ingredients: 2 fillets of fish (300 g), 2 cloves garlic, 1 lemon, ½ orange, 3 tablespoons apple vinegar, parsley, sage and rosemary to taste, sultanas and pine nuts to taste, extra virgin olive oil, salt and pepper. Preparation: marinate two fillets of palombo fish (fish species: palombo mediterraneo,mustelus asterias – starry smooth-hound shark) for about one hour with some chopped parsley and other herbs, lemon juice, apple vinegar, olive oil and a pinch of salt. Fry both fillets on both sides on a high heat for a few minutes until the fillets start to go uniformly golden. Drain the marinade with a medium-gauge sieve and cook the fish with the liquid remains for 5/6 minutes, adding orange and lemon peel, the pine nuts and sultanas. Sprinkle with regular flour (or potato flour for gluten free requirements) to thicken the sauce and finish the dish on a medium heat. Serve the fish with polenta and bundles of oven cooked radicchio tied with strips of smoked pancetta.

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thought. Should he be thanked more for the first or the second of his novelties? You choose. Five hundred years or so later, fish and lean cuisine are more popular than ever, and not for any religious or moral reasons. The circularity of life, like the circularity of time is always surprising. You don’t believe it? Paraphrasing Einstein’s Theory of Relativity (essentially: the speed of light and the speed of time are in inversely proportional relationships), it can be said that the faster our desire for knowledge (the light of our life) increases the slower time passes. Nowadays, yesterday and tomorrow are closer, almost indistinguishable. Thus, in the world of food, tradition loses its association with the past; it no longer resides in the antinomy of past and future, but in the all pervading present. This is why many traditional dishes from the Venetian regions have become fashionable again, and have been reworked for use in the Third Millennium. At Venice’s Londra Palace, for example, the chef Loris Indri and the maitre d’ Samuel Baston have a “kebab of scallops with potato salad and creamed spinach” on the menu. The kebab is a throw-back to Venetian tradition, this time in a seafood version; the potatoes (another one of Columbus’s gifts: it took three centuries for them to be used as food, up until the middle of the eighteenth century they were regarded solely as ornamental plants) and finally the garden vegetables add calorific value to the dish. At the Marsilli family’s Vecia Cavana in Venice, a fish restaurant, they have a superb “palombo in sweet and sour dressing”. Another fish commonly found in the Venetian territories is the herring. Here it is worth remembering the traditional tale of the family of peasants sitting round the table to share a big plate of polenta who had to rub a piece of bread on the herring suspended above them to pretend to be eating fish as well. Another traditional dish using a saltwater fish from the North Sea is bigoli olio e sardella, which is a dish of thick spaghetti made from soft wheat bought from


I cuochi e lo staff del ristorante “Vecia Cavana” di Venezia, locale della famiglia Marsilli specializzato in pesce: una delle loro specialità è lo squisito “palombo in agrodolce”. The cooks and the staff of the “Vecia Cavana” in Venice, a fish restaurant owned by the Marsilli family where one of the specialities is an exquisite “sweet-and-sour palombo”.

tenero ottenuto con il bigolaro, condito solo con un po’ the bigolaro, dressed just with a little oil and a sardine di olio e una sardina per insaporirlo. for flavour. In tema di pesce d’acqua dolce, l’Hostaria da Franz In terms of freshwater fish, Hostaria da Franz, in Venice sempre a Venezia (dove i vostri compagni di tavolo posagain (where your table companions could be Angelina sono essere anche Angelina Jolie Jolie and Brad Pitt, or Monica Bele Brad Pitt, oppure Monica Belluclucci and her husband Vincent La “cucina di magro” ci e il marito Vincent Cassel) riviCassel) has reworked bisato, or sta il bisato, vale a dire l’anguilla: “eel” in other words: Gianfranco è nata nel Nordest d‘Italia, Gianfranco Gasparini e Nicola Colli Gasparini and Nicola Colli present legata al Concilio di Trento lo presentano cucinato in tecia, it cooked in tecia, or in a pan. “Lean cuisine” was born ossia in tegame. Moving from the lagoon to a in Northeast Italy as a result Dalla laguna al lago, da un verlake, from one side of the Veneto sante all’altro del Veneto: alla to the other, you come to Tratof the Council of Trent trattoria ai Caprini, a Torbe di toria ai Caprini in Torbe di NeNegrar, nel Veronese, le tagliatelgrar, near Verona, where Davide le lavorate a mano da Davide Bonaldi sono abbinate Bonaldi’s hand-made tagliatelle are served with lavarelal lavarello, pesce del lago di Garda di insospettabile lo, an unexpectedly tasty fish from Lake Garda. But gusto. Ma non ditelo (troppo) in giro: le sorprese delle don’t tell everybody: we need to keep some surprises Venezie ce le teniamo riservate. secret in the Venetian regions.

Antonio Di Lorenzo, giornalista, è caporedattore de Il Giornale di Vicenza. Ha scritto vari libri su argomenti di storia locale, economia, architettura e gastronomia. È stato direttore tecnico del “Master in Giornalismo” all’università di Padova.

Antonio Di Lorenzo, journalist, is the editor of Il Giornale di Vicenza. Author of various books on local history, economics, architecture and gastronomy. Past technical director of the “Master in Giornalismo” at Padua University.

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UN VINO UNA STORIA WINE STORIES

Acquerello dell’uva per l’Amarone tratto del menù delle cene, realizzato da Giuliano Della Casa. Watercolour of grapes for Amarone from a dinner menu painted by Giuliano Della Casa.

MASI CELEBRA NEGLI USA LA CULTURA ITALIANA MASI CELEBRATES ITALIAN CULTURE IN THE USA

È protagonista dell’Anno assieme ad altre tre Cantine e a Massimo Bottura Masi the protagonist of the Year together with three other wineries and Massimo Bottura C’è Masi in prima fila, assieme a pochi altri protagonisti Leading firmly from the front, Masi celebrates the “Year di alto livello della nostra enogastronomia, a celebrare of Italian Culture” in the United States of America tol’anno della cultura italiana negli Stati Uniti d’America. gether with just a few other Italian companies in the Le Cantine Masi, Frescobaldi, Berlucchi e Donnafugata, wine and food field. Masi, Frescobaldi, Berlucchi and assieme alla San Pellegrino, ad Alma, la Scuola internaDonnafugata are the selected wineries, and together zionale di cucina di cui è rettore Gualtiero Marchesi, e al with San Pellegrino, Alma (the international cooking cuoco Massimo Bottura, una delle voci più rappresentaschool headed by Gualtiero Marchesi), and chef Mastive della gastronomia al mondo, sono stati selezionati simo Bottura, one of the biggest names in the interdal Ministero degli Esteri tra le eccellenze con cui celenational gastronomic world, they have been chosen brare il valore dell’italianità negli Usa. È un viaggio lungo by the Italian Foreign Ministry as representative icons un anno, che durerà per tutto il 2013, per raccontare e of Italian culture in USA. A year is a long time, and promuovere l’Italia, per coinvolgere ed throughout the whole of 2013 Masi emozionare gli americani, per rafforzawill tell the story of Italy and promote re i legami tra i due Paesi e crearne di its culture, getting Americans innuovi. spired and involved, and reinforcing Sono stati tre gli eventi che a marzo the links between the two countries hanno visto i vini Masi protagonisti as well as creating new ones. Nel 2004 Masi è stata negli Usa: il primo organizzato a New Three events in March saw Masi indicata come Cantina wines on stage in USA: the first was York, nella sede di Alma; il secondo all’ambasciata italiana a Washington, held at the headquarters of Alma europea dell’anno il terzo a Los Angeles. Per l’occasione, in New York; the second at the ItalMasi was made Massimo Bottura, titolare della celebre ian Embassy in Washington, and “European Winery “Osteria Francescana” a Modena ha the third in Los Angeles. Massimo studiato un menu speciale, un viaggio Bottura, chef and owner of Modof the Year” in 2004 tra gli straordinari sapori delle regioena’s celebrated “Osteria Frances30


ni italiane. In particolare, l’Amarone Riserva di Costasera Masi è stato abbinato a un’anguilla (esattamente a un’anguilla femmina, detta “capitone”) che il cuoco ha immaginato risalire il Po. È saldo il legame di Masi con gli Stati Uniti, sotto molti punti di vista. Racconta Kate Singleton, nel suo Mister Amarone, di cui è uscita l’edizione in inglese, Amarone, The making of an Italian wine phenomeLa “Francescana“ non, edita negli Stati Unidi Bottura ti dalla Wine Appreciation Guild: “Quando, alla fine è al vertice in Italia degli anni Sessanta, SanBottura’s dro Boscaini visitò per “Francescana” la prima volta gli Stati Uniti, si rese conto che restaurant il mercato del vino stava is Italy’s finest cambiando e offriva molte opportunità. I consumatori che in passato amavano vini dolciastri come il Lambrusco erano passati ai rossi secchi, in particolare quelli della Valpolicella. Nella sola New York contò 273 etichette diverse di Valpolicella, ma quelle di Amarone si contavano su una mano”. “Tuttavia, all’inizio degli anni Settanta, erano i nuovi tagli bordolesi prodotti in Toscana dagli Antinori ad attrarre l’attenzione sia della critica sia dei consumatori avveduti degli Stati Uniti. Si trattava di un fenomeno istruttivo: era evidente che i produttori veneti dovevano seguire l’esempio dei loro colleghi toscani; in altre parole, era tempo di fermarsi e valutare in modo obiettivo i vini veronesi, legando le loro caratteristiche a ciò che i consumatori chiedevano. A quel punto Sandro capì di poter superare marchi commerciali come Bolla, Folonari e Bertani producendo uno stile nuovo di Amarone, più equilibrato e bevibile”. Nel 1993 Masi ha ottenuto il Gran Premio dalla Society of Wine Educators, che ha indicato Sandro Boscaini come un “tradizionale innovatore” con questa motivazione: “Combinando uve autoctone e moderni metodi di produzione, ha creato vini che hanno ottenuto considerazione internazionale e ha incoraggiato i suoi colleghi a fare lo stesso. Lui è proprio come l’Amarone, secco ma mai amaro e sempre elegante”. L’apprezzamento riservato negli Usa a Sandro Boscaini e ai suoi vini è testimoniato dalle parole di Bruce Sanderson, di Wine Spectator: “Boscaini è riuscito a creare una versione moderna dell’Amarone dal principio. Ha svol-

cana”, created a special menu for the events celebrating the magnificent tastes of regional Italy. Specifically, Masi’s Amarone Riserva di Costasera was paired with a dish based on eel (to be exact a female eel, so a “capitone”) which the chef imagined swimming up the Po river. The links between Masi and the United States are very strong, in many ways. Kate Singleton, the author of Mister Amarone in Italian, now also published in USA by the Wine Appreciation Guild as Amarone, the making of an Italian wine phenomenon, in English, tells the story: “When Sandro Boscaini visited the Unites States for the first time at the end of the Seventies he realised that the market was changing and offered many opportunities. Consumers who had drunk semi - sweet wines like Lambrusco in the past were switching to dry red wines, particularly those coming from Valpolicella. In New York alone there were 273 different Valpolicella labels to be found, but just a handful of Amarones.” “Nevertheless, at the beginning of the Seventies it was the Bordeaux style Tuscan wines made by the Antinoris that attracted the atten-


Il piatto creato da Massimo Bottura (fotografato nella pagina precedente) per l’abbinamento con l’Amarone Masi. Nella pagina accanto, Tony Apostolakos (Masi Americas), Jennifer Simonetti (MW) e Alessandra Boscaini fotografati al gala di New York per l’anno della cultura italiana negli Usa. The dish created by Massimo Bottura (photo on previous page) to go with Masi Amarone. Opposite page: Tony Apostolakos (Masi Americas), Jennifer Simonetti (MW) and Alessandra Boscaini photographed at a Gala Dinner in New York as part of the Year of Italian Culture in USA.

UN CAPITONE RISALE IL FIUME PO

CAPITONE EEL SWIMMING UP THE RIVER PO

Massimo Bottura, Osteria Francescana, per Masi www.osteriafrancescana.it

Massimo Bottura, Osteria Francescana, for Masi www.osteriafrancescana.it

Ingredienti: 1 Anguilla da 2 kg, 50 g di Amarone, 50 g di Aceto Balsamico Villa Manodori, 50 g di Salsa Kabayaki preparata con i ritagli dell’anguilla.

Ingredients: 1 eel 2 kg, 50 g Amarone, 50 g Villa Manodori Balsamic, inegar, 50 g Kabayaki sauce made from eel trimmings.

Anguilla: pulire e porzionare l’anguilla, chiuderla in sacchetti sotto vuoto e cuocerla in un bagno termostatico a 50°C per 30 minuti. Aprire il sacchetto e estrarre l’anguilla. Preparare la laccatura con la salsa Kabayaki, l’amarone e l’aceto. Laccare bene l’anguilla e metterla in forno ventilato a 180°C. Quando la laccatura inizia a rapprendere, ripetere l’operazione per 3 volte. Crema di polenta Ingredienti: 100 g di farina di polenta del Mulino Marino, 300 g di latte di razza bianca modenese, 200 g di acqua oligominerale, 40 g di olio extra vergine di oliva Villa Manodori. Preparazione: miscelare latte e acqua portare a ebollizione e aiutandosi con un colino versare la farina a pioggia. Portare a cottura (40 minuti) e aggiustare di sale. Inserire la polenta nel Termomix e frullare bene a 45°C per 20 minuti emulsionando con l’olio.

For the eel: clean and cut the eel into portions, before vacuum packing and poaching at a constant temperature of 50°C for 30 minutes. Extract the eel from the packaging. Prepare the glaze of Kabayaki sauce, Amarone and balsamic vinegar. Apply the glaze generously to the eel and bake in a fan oven at 180°C. When the glaze begins to set remove and repeat the process three times. For the creamed polenta: 100 g Mulino Marino Polenta flour, 300 g milk from Bianca Modanese cows 200 g mineral water, 40 g Villa Manodori extra virgin olive oil . Preparation: mix the water and milk together and bring to a boil. Using a sieve, gently shake in the flour. Cook for 40 minutes and add salt as required. Put the polenta in a temperature controlled mixer and mix well for 20 minutes at 45°C, using the olive oil to emulsify the mixture.

Concentrato di mela campanina: passare alla centrifuga 500 g di mela campanina. Inserire il succo ricavato in un rotovapor e fare ridurre del 50% sotto vuoto a 25°C.

For the Campanina apple concentrate: process 500 g of Campanina type eating apples in an electric mixer. Put the apple paste into a rotary evaporator in a vacuum pack and reduce by 50% at 25°C.

Cenere di cipolla Ingredienti: 500 g di cipolla, 300 g di pinoli, 100 g di nero di seppia, 50 g di salsa Kobayaki. Preparazione: Rosolare bene la cipolla tagliata fine, quando è ben cotta farla leggermente bruciare. Frullare con gli altri ingredienti fino ad ottenere una pasta cremosa e nera. Stenderla su un silpat e cuocerla in forno a 160°C per 8 minuti. Fare freddare e finire di seccare in un disidratatore per 48 ore. Pestare al mortaio fino ad ottenere la consistenza desiderata.

For the onion ashes: 500 g onion, 300 g pine nuts, 100 g squid ink, 50 g Kobayaki sauce. Preparation: gentle fry the finely chopped onion, and when well cooked turn up the heat until it burns lightly. Blend with the other ingredients in an electric mixer to make a black and creamy paste. Spread on a silpat baking mat and cook in the oven at 160°C for 8 minutes. Leave to cool and dry in a dehydrator for 48 hours. Grind in a mortar until the desired consistency is reached.

Servire: adagiare l’anguilla ben laccata e calda appena cotta e servire ai suoi lati un po’ di concentrato di mela campanina e un po’ di crema di polenta. Posizionare un cucchiaino di cenere di cipolla su due spigoli opposti del trancio di Anguilla e servire.

To serve: lay the well lacquered eel steaks on serving plates when still hot and just cooked, and run a little of the Campanina apple concentrate and a little of the creamed polenta alongside each one. Sprinkle the two opposite ends of the eel steaks with a teaspoonful of the onion ashes each, and serve.

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tion of critics and consumers alike in the United States. This was a valuable lesson: it was obvious that producers from the Veneto needed to follow the example of their Tuscan colleagues; in other words it was time to stop and to think objectively about Veronese wines, and to link them to what the consumer wanted. This was when Sandro understood that to beat commercial brands like Bolla, Folonari and Bertani he would have to produce a new style of Amarone that was more balanced and more drinkable.” In 1993, Masi was awarded the Grand Award by the Society of Wine Educators. The citation described Sandro Boscaini as a “traditional innovator”, saying that: “By combining indigenous grapes and modern methods of production he has created wines that have been an international success, and he has encouraged his colleagues to do the same. He himself is just like Amarone, dry but never bitter and always elegant.” to un eccellente lavoro non solo per Masi ma per tutto The admiration for Sandro Boscaini and his wines in il Veneto”. Dal canto suo, Wine Enthusiast nel 2004 ha USA was expressed by Bruce Sanderson of the Wine premiato Masi come “azienda vinicola europea dell’anSpectator when he said: “Boscaini has succeeded in no”: “È una delle aziende vinicole italiane più dinamicreating a modern version of Amarone from scratch. che e innovative. È un’azienda unica, He has done an excellent job not just che combina le tecniche tradizionali del for Masi but for the whole of the VeneLa storia della territorio con la tecnologia più avanzata, to.” Another American publication, Wine focalizzando l’attenzione sulle uve autocEnthusiast, made Masi “European WinCantina è legata ery of the Year” in 2004, saying: “This is tone, patrimonio del Veneto, e sul ritorno strettamente one of Italy’s most dynamic and innoalla tipicità”. Altre due sottolineature nell’ambito dei vative wineries. It is a unique company all’America that combines traditional techniques rapporti tra Masi e gli Usa. Sandro BoMasi’s history from its territory with the most adscaini ha partecipato dall’inizio, nel 1981, is closely linked vanced technology, focussing attention e con continuità alla New York Wine on the indigenous grapes that are the Experience, evento biennale promosto America Veneto’s heritage and on the return to so da Wine Spectator, che prevede un typicity.” fitto programma di assaggi dei migliori Another couple of points about the relationship bevini del mondo. Infine, nell’ambito del Premio Masi, tween Masi and USA. Since its inception in 1981, Sandro alcuni riconoscimenti sono andati anche a personaliBoscaini has been a regular participant in the biennial tà americane: i premi Civiltà del vino, infatti, sono stati event held by the Wine Spectator called the New York assegnati a Zelma Long, Simi Winery, California (1991), Wine Experience, involving a packed programme of a Tim Mondavi (1999) e a Sirio Maccioni, Le Cirque retastings of the world’s best wines. And finally, it should staurant (2000). not be forgotten that various Masi Prize winners have been American: the Masi Civiltà del Vino Prize has in fact been awarded to Zelma Long of Simi Winery, California (1991), Tim Mondavi (1999) and Sirio Maccioni of Le Cirque restaurant (2000). A.D.L.

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VITE E VINO NELLE VENEZIE VINES AND WINE IN THE VENETIAN AREA

TRENT’ANNI DI STUDI: COSÌ I VINI MASI HAN FATTO LIEVITARE LE LORO QUALITÀ THIRTY YEARS RESEARCH: HOW MASI WINES HAVE IMPROVED THEIR QUALITY di Daniele Cernilli

La rivoluzione dell’Amarone nei primi anni Ottanta ha aperto la strada The Amarone revolution in the early 1980s showed the way Portare a termine la fermentazione dell’Amarone, fino agli inizi degli anni Ottanta, era quasi come indovinare un terno al lotto. Per tentare di farlo più secco possibile si usavano pratiche, come il riscaldamento del mosto, che oggi farebbero rabbrividire molti enologi. Questo perché il mosto delle uve appassite che si usa per produrre l’Amarone, è ricchissimo di zuccheri, e i lieviti naturali, i saccaromiceti, che sono gli agenti del-

Until the early 1980s bringing an Amarone fermentation to a successful close was a bit of a lottery. In the desire to make the wine as dry as possible, practices were employed like heating the must, which would make many oenologists cringe today. This had to be done because the must coming from semi-dried grapes used for Amarone is extremely sugar-rich and the natural yeasts, the saccharomycetes, which set fermentation in motion, could not get past an alcohol level of 14/14.5 and once a large part of the fermenta-


la fermentazione, quando ne avevano tion had been completed they would trasformato una buona parte arrivando die off, literally poisoned by the prodFondamentale ad una gradazione alcolica di 14/14,5°, uct they had themselves created. Ferla costante non riuscivano più ad andare avanti mentation would then come to a halt collaborazione con e morivano intossicati, avvelenati proand the wine would be too sweet. For l’università di Verona this reason, in the 1970s and early prio da ciò che avevano prodotto. Le fermentazioni si bloccavano e il vino 1980s it seemed that Amarone was Continuous restava troppo dolce. Per questo, nenever ready: it had to remain in the collaboration with gli anni Settanta e fino agli inizi degli barrel to finish a fermentation that Verona University Ottanta, sembrava che l’Amarone non would actually never happen. With fosse mai pronto, che dovesse restathe resulting risk of the formation of is fundamental re in botte per finire una fermentazioacetaldehydes. ne che invece non finiva mai. Avendo Sandro Boscaini and Prof. Lanfranco come risultato il rischio di formazione di acetaldeidi. Paronetto began using cultivated yeasts in 1983, particNel 1983 Sandro Boscaini ed il professor Lanfranco Paularly “Saccharomyces bayanus”, a strain that is particronetto, introdussero, per gli amaroni Masi l’uso di lieviularly resistant to low temperatures and high alcohol

L'invito al Seminario Tecnico organizzato da Masi al Vinitaly del 2000: è un disegno realizzato da Milo Manara. Nella pagina precedente, la copertina dell’invito al Seminario del 1996. The invitation to the Masi Technical Seminar at Vinitaly in 2000 in a design by Milo Manara. Previous page, cover of the Seminar invitation in 1996.

ti selezionati, in particolare il “Saccharomyces bayanus”, ceppo particolarmente resistente sia alle basse temperature sia agli alti livelli di alcol. Nello stesso momento però fu avviata negli anni sucessivi una serie di microvinificazioni e studi con l’intento di selezionare quei lieviti indigeni, isolati in cantina, che riuscivano a resistere meglio alle alte concentrazioni alcoliche, determinando fermentazioni più regolari ed uniformi. Fu un primo passo ma non poteva bastare. La ricerca doveva andare avanti. “Per arrivare a selezionare quei lieviti che portano davvero a compimento in modo regolare la fermentazione di

levels. At the same time a series of microvinifications was started that over the following years that aimed to identify those indigenous yeasts that were particularly resistant to high concentrations of alcohol and hence create more regular fermentations. This first step was not enough and more research had to be done. “Identifying those yeasts that really would create a regular fermentation process in the presence of sugar-rich musts so that they could be employed in normal use took many more years,” explains Raffaele Boscaini, Sandro’s son, part of the new generation in this fam35


mosti così ricchi di zucchero, al punto di poterli utilizzare ily firm. “The work we carried out in collaboration with nelle normali produzioni, ci vollero molti altri anni”, spiega Verona University, and which had its first significant Raffaele Boscaini, figlio di Sandro ed esponente di spicco results in 2007, enabled us to identify three potential della nuova generazione familiare. “Il lavoro effettuato in ‘company’ yeasts: a strain of the ‘candida’ variety and collaborazione con l’università di Verona, e che ha visto two strains of ‘saccaromyces’, called LM1 and LM2, i primi veri risultati nel 2007, ci ha portato a selezionare which were all capable of bringing the most difficult fra i lieviti “aziendali” un ceppo fermentations to a successful di “candida” e due ceppi di “sacconclusion. This permitted us to caromyces”, LM1 e LM2, che hanlimit the residual sugar content no dimostrato di poter portare a of a wine and give it more charcompimento anche le fermentaacter and clearer identity at the zioni più difficili, col risultato di posame time.” ter limitare il residuo zuccherino e By the 2011 and 2012 vintages di ottenere vini meglio caratterizthese yeasts were available in zati e molto riconoscibili”. great quantities, as much as Nelle ultime vendemmie, quelle was needed for production purdel 2011 e del 2012 questi lieviposes. “Not only that,” adds ti sono stati disponibili in grandi Raffaele Boscaini, “we also sucquantità, coprendo completamenceeded in producing unique Un nuovo ceppo di lieviti te le esigenze produttive. “Non yeasts that could also be dried porta a compimento le solo – aggiunge Raffaele Boscaini and transported, so much so – ma si sono ottenuti lieviti unithat they were also used for our fermentazioni più difficili ci, essiccabili e trasportabili, tanto Argentinian wines, giving them A new strain of yeasts for che sono stati utilizzati anche nelan unmistakably and unique successful resolution of the la produzione dei nostri vini in Arcompany style.” This may sound gentina, conferendo loro uno stile easy put like that, but in fact, most difficult fermentations aziendale inconfondibile e inimiit has been the result of thirty 36


A sinistra, due inviti ai seminari tecnici organizzati da Masi al Vinitaly: nel primo, del 2003, si notano le zone di produzione del vino nel mondo; il secondo evidenzia il particolare di un ingrandimento al microscopio. Accanto, l'invito al seminario di quest'anno. In basso, nella pagina accanto, quello del 2002. Sotto, il Gruppo tecnico Masi al completo. Left, two invitations to Technical Seminars organised by Masi at Vinitaly: the first, from 2003, shows the wine production zones in the world, while the second is a detail of a microscope enlargement. Immediately left, this year’s Seminar invitation. Bottom left, opposite page: the 2002 invitation. Below, the full Masi Technical Group.

tabile”. A dirla così sembra facile, in realtà, se calcoliamo bene, ci sono voluti trent’anni di studi e di investimenti. Perché il vino di qualità dipende fortemente anche da fattori come questi, che potranno apparire poco romantici a qualcuno, ma che sono alla base di un’enologia moderna, concreta e perfino più compatibile con l’ambiente.

Daniele Cernilli, giornalista, è tra gli artefici del Gambero Rosso fin dai suoi esordi, nel 1986. Curatore della guida Vini d’Italia dalla prima edizione nel 1987 fino al 2011 e ideatore della sua classificazione dei vini in bicchieri. Dal maggio del 2012, ha iniziato la collaborazione con “Sette” il settimanale supplemento del “Corriere della Sera”.

years of research and investment. Quality wines depend on factors like this, which some may regard as very unromantic, but they are part of the foundation of modern winemaking, and make it a more certain process and one that is more environmentally conscious as well.

Daniele Cernilli, journalist, was one of the founders of Gambero Rosso at the start of his career in 1986. Editor of the Vini d’Italia guide from its first edition in 1987 to 2011, and creator of the classification of wine in terms of “glasses”. Since May 2012 he has worked with “Sette” the weekly supplement of “Corriere della Sera”.

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25 ANNI DI SEMINARI TECNICI A VINITALY IN UN LIBRO

Si presenta al Vinitaly il volume di “Atti di 25 anni di seminari del Gruppo Tecnico Masi a Vinitaly”, 19892013, raccolti e curati dal dottor Lanfranco Paronetto, consulente dello stesso Gruppo. È una testimonianza della lunga strada percorsa e del contributo dato dal Gruppo Tecnico Masi all’attuale momento favorevole per i vini delle Venezie e in particolare per quelli che denotano unicità, personalità e carattere, valori ai quali il Gruppo si è dedicato prima e più a fondo di chiunque altro. Vuole inoltre evidenziare i traguardi importanti che la Masi, anche grazie al suo gruppo di ricerca e sperimentazione, ha raggiunto in 25 anni. Oggi è presente in 90 paesi del mondo, la sua percentuale all’export supera il 90% del fatturato ed è considerata produttore leader di Amarone. Sono stati infatti 25 anni intensi e fruttuosi per il vino, diventato prodotto globale per produzione e per apprezzamento e contemporaneamente prodotto emozionale ed edonistico; per il vino italiano che si è affermato come il più apprezzato, innovativo ed elegante; per il vino delle Venezie, che tra i vini regionali ha confermato, comprimario di Toscana e Piemonte, i suoi valori e le sue unicità; per Masi che ha vissuto una stagione impegnata, fertile e ricca di risultati. Lanfranco Paronetto ha sin dall’inizio contribuito in maniera fondamentale all’ordinato lavoro del Gruppo. Le relazioni dei vari seminari sono il frutto del suo lavoro; ha sintetizzato di volta in volta e reso divulgabile quanto approfondito dal gruppo o da individualità con l’importante contributo di enti ed istituti. Tra questi ricordiamo: l’Istituto di Viticoltura di S. Floriano in Valpolicella; il professor Attilio Scienza dell’Università di Milano e la sua équipe; il professor Franco Dellaglio, la professoressa Sandra Torriani, i genetisti Mario Pezzotti e Massimo Delledonne e i loro collaboratori dell’Università di Verona; i compianti professor Pietro Berni della stessa università e il geologo Lino Sartor; il professor Serge Delrot dell’Institut des Sciences de la Vigne et du Vin di Bordeaux Aquitaine, e molti altri studiosi altrettanto determinanti nello sviluppo del lavoro di ricerca e nell’acquisizione dei risultati.

25 YEARS OF TECHNICAL SEMINARS AT VINITALY IN BOOK FORM

The volume “Proceedings of 25 years of Masi Technical Group seminars at Vinitaly 1989-2013”, with texts by consultant to the Group, Lanfranco Paronetto, was presented at the 2013 Vinitaly fair in Verona. The proceedings are proof of the long way the company has come and of the role of the Masi Technical Group in bringing about the present favourable climate enjoyed by wines from the Venetian territories, especially those that express uniqueness, personality and character, the values that the Masi Technical Group has looked for above all. The important goals that Masi has achieved with the support of its research group over the last twenty-five years are worth underlining. Masi wines are now in 90 countries of the world and we export more than 90% of the total. After twenty-five years of intense and fruitful activity, wine has now become a truly international product and response to it is both emotional and hedonistic at the same time. Italian wine is appreciated as innovative and elegant, and wines of the Venetian regions are acknowledged as unique and prestigious products on a par with wines from Tuscany and Piedmont. Masi itself has gone through a highly successful period of growth and progress. Right from the start, our friend Lanfranco Paronetto has been fundamental in directing the work of the Masi Technical Group and his time in charge has been fruitful. The proceedings of the various seminars have been his work; he has summarised and elaborated the Group’s work each time and he has given it character with the significant contributions of the institutes and bodies that have worked with us. Notable among these are the Viticultural Institute of S. Floriano in Valpolicella; Professor Attilio Scienza and his team from the University of Milano; Professor Franco Dellaglio; Prof. Sandra Torriani, the geneticists Mario Pezzotti and Massimo Delledonne, and their colleagues from the University of Verona; the late Prof. Pietro Berni, also from Verona University; the late geologist Lino Sartor; Prof. Serge Delrot from the Institut des Sciences de la Vigne et du Vin di Bordeaux Aquitaine, and many other researchers who played an equally important role in the development of the research programme and the elaboration of its results.


VINITALY

SEMINARI TECNICI - TECHNICAL SEMINARS

2013 XXV

Appaxximento Expertise: natura e personalità con il lievito Masi. selezione di ceppi di lieviti naturali nei fruttai di appassimento e nelle cantine Masi e loro utilizzo in vinificazione. Appaxximento Expertise: naturalness and personality with Masi yeast. the sourcing of strains of natural yeast in Masi drying lofts and cellars and their use in vinification.

2012 XXIV

Appassimento: quali uve? Le risposte della genetica e del bicchiere. Studio comparato di varietà sottoposte ad appassimento con analisi trascrittomica e metabolomica. Appassimento: which grapes? The answers in genetics and the glass. Comparative study of grape varietals undergoing appassimento with transcriptome and metabolomic analyses.

2011 XXIII

Nella genetica il segreto dell’Amarone. Studio comparato di varietà sottoposte ad appassimento con analisi trascrittomica e metabolomica. In the genetics: the secrets of Amarone revealed. Comparative study of grape varietals undergoing appassimento with transcriptome and metabolomic analyses.

2010 XXII

Clima che cambia e appassimento. Effetti sulla qualità delle annate dell’Amarone e dei vini da uve appassite. Climate change and appassimento. Effects on vintage quality for Amarone and other wines made with semi-dried grapes.

2009 XXI

Amarone: quando la muffa è nobile. Amarone: when rot becomes noble.

2008 XX

Amarone: tipicità moderna. Il contributo della microflora indigena alla caratterizzazione dei vini. Amarone: updating tipicity. The contribution of native microflora to the characterisation of wines.

2007 XIX

Amarone: tipicità moderna. La vinificazione Masi per evidenziare la tipicità dei suoi vini. Amarone: updating tipicity. Masi vinification techniques for enhancing the tipicity of its wines.

2006 XVIII

Bianchi di carattere: tecnologia e tradizione. Whites with character: technology and tradition.

2005 XVII

Uve autoctone: un patrimonio delle Venezie. Esperienze del Gruppo Tecnico Masi e dell’università di Milano. Native grape varieties: the legacy of the Venetian regions. Studies by Masi Technical Group and the university of Milan.

2004 XVI

“Italian wine”: brand o stile di vino? Focus: le Venezie. “Italian wine”: construct of brand marketing or terroir? Spotlight: the Venetian region.

2003 XV

Valori del vecchio mondo e visioni del nuovo mondo: l’esperienza Masi. Old world values and new world visions: the Masi experience.

2002 XIV

“Appassimento” nuove sensazioni nel mondo. “Appassimento” new worldwide sensations.

2001 XIII

Vini di Verona: originalità e tecnologie biologiche. The wines of Verona: originality and biological technology.

2000 XII

Recioto… amarcord: rilanciare o reinventare? Recioto… amarcord: a wine to re-launch or re-invent?

1999 XI

La biologia dell’Amarone. Amarone: the biological background.

1998 X

Appassimento cerca avventure. Uve veronesi e non per l’Amarone Appassimento in search of adventure. Veronese or other grapes for Amarone?

1997 IX

Amarone: dal vigneto allo stile. Amarone: the influence of the vineyard on style.

1996 VIII

Vini veronesi e legno: odio o amore? Oak aging and veronese wines. A love or hate affair?

1995 VII

Appassimento in Valpolicella. Nuove esperienze di una secolare tecnologia. Appassimento (drying of grapes) in Valpolicella. New directions in a century-old tradition.

1994 VI

Verona, interventi nel vigneto e qualità. Veronese vineyards - man’s contribution to quality.

1993 V

Il fattore uomo nella qualità del vino rosso veronese. Quality red wines of Verona: the human factor.

1992 IV

Verona, le diversità di terreno riflesse nel bicchiere.

1991 III

Le stagioni del vino nella collina veronese: clima, microclima e valutazione delle annate.

1990 II

Rapporto tra i fattori della qualità nei vini veronesi. The quality factors in the veronese wines.

1989 I

Uvaggio classico dei vini veronesi: varietà principali e secondarie.

Verona: the mosaic of its terrain is reflected in your wine-glass. The seasons of wine in the hills of Verona. Climate, microclimate and evaluation of vintages.

The classical primary and secondary grape varieties of Verona.


VITE E VINO NELLE VENEZIE VINES AND WINE IN THE VENETIAN AREA

IL “MARCO POLO DEI VINI” APPRODA IN SARDEGNA CON SIRONI THE “MARCO POLO OF WINES” LANDS IN SARDINIA WITH SIRONI di Claudio De Min

Il Vaio Armaron Serego Alighieri protagonista de “Il Marco Polo dei vini” Vaio Armaron Serego Alighieri on stage at “The Marco Polo of wines” Un grande chef e un grande vino. Dove grande non vuol dire solo bravo (lo chef) o buono (il vino), ma grandi sono anche l’anima, la profondità, la gioia, la storia che entrambi esprimono. Con un piatto (pensarlo, immaginarlo, poi realizzarlo e osservare l’opera finita e lo sguardo di chi lo assaggia) o una bottiglia (dove dentro c’è tutto: cuore, fatica, lavoro, terra, aria, profumi, territorio, radici). L’Amarone, il Marco Polo dei vini, dopo aver esplorato dal 1998 ad oggi le cucine del mondo, con le quali si è puntualmente e felicemente accoppiato dimostrando la sua straordinaria versalità e la sua straordinaria vocazione internazionale, incontra quest’anno Elio Sironi e il suo “Maialino al miele di corbezzolo con pinzimonio e pecorino soffiato”, sapori e profumi di Sardegna allo stato puro, felice sposalizio del gusto e dell’eccellenza, in scena per tre sere di fila (da domenica 7 a martedì 9 aprile), a villa Serego Alighieri di Gargagnago, come sempre in coincidenza con il Vinitaly. Dopo i lunghi e intensi anni milanesi da executive chef nelle cucine del lussuoso hotel Bulgari, Elio ha (ri)portato il suo sorriso, la 40

A great chef and a great wine: where great does not only mean talented (the chef) or good (the wine), but the possession of soul, substance, joy, and history, for both of them. A food dish needs to be thought about, imagined, created and checked as a finished product by the person who tastes it, while a wine has all its qualities in the bottle: passion, effort, work, land, environment, aromas, territory and roots. Amarone, the Marco Polo of wines, has been exploring the cuisines of the world since 1998, successfully showing off its extraordinary versatility and great international appeal in a regular series of events. This year it is the turn of Elio Sironi and his “Maialino al miele di corbezzolo con pinzimonio e pecorino soffiato” (“Suckling pig with strawberry tree honey, served with pinzimonio and pecorino soufflé”), showcasing the tastes and aromas of Sardinia in their purest form, a happy marriage of flavour and excellence on stage for three evenings in a row (from Sunday to 7 to Tuesday 9 April) at Villa Serego Alighieri in Gargagnago, as usual during Vinitaly. After many busy years in Milan as executive chef in the kitchens of the luxurious Hotel Bul-


Il Marco Polo dei vini quest'anno approda in Sardegna, e incontra il cuoco Elio Sironi (in questa bella immagine nel suo orto) che ha preparato un “Maialino al miele di corbezzolo con pinzimonio e pecorino soffiato”. Nella pagina successiva, il ristorante di Sironi a Porto Cervo: si chiama “Madai”. This year the Marco Polo of Wines lands in Sicily and meets chef Elio Sironi (seen here in his delightful kitchen garden), who has prepared “Suckling pig with strawberry tree honey, spring vegetables and sheep’s cheese soufflé”. On the next page, Sironi’s restaurant in Porto Cervo called “Madai”.


sua prorompente e contagiosa vitaligari, Elio has taken his smile and his tà, il suo entusiasmo e la sua filosofia contagious vitality, his enthusiasm and Si dipinge così: di cucina nello spettacolare scenario his food philosophy back to Sardinia “Sono un vulcano del Madai a Porto Cervo: “Che poi – and the spectacular scenery of the Non mi fermo mai” spiega lui – è la filosofia della sempliMadai restaurant in Porto Cervo. “My Talking about himself: philosophy is all about simplicity,” he cità, del rispetto per il prodotto, delle cotture veloci e delle elaborazioni explains, “respect for ingredients, cook“I am a volcano, meno complicate possibile”. Assaging swiftly, and presentations that are and I never stop” giare, per credere, i ravioli di agretti as unfussy as possible.” For proof of con spiedo di gamberi, i tagliolini di this, just try his ravioli di agretti (simiarselle, carciofi e patate viola, la zuppa di piselli, fregola lar to samphire) with prawns on a kebab, his tagliolini di con tonno e polvere di capperi, solo per fare qualche arselle (a shellfish), artichokes and purple potatoes, his esempio da acquolina in bocca di quello che potete pea soup, fregola pasta with tuna and diced capers, just trovare nel suo menu sull’isola, specchio di una cucina to name a few of the delights that can be found on his dove, a sentir lui, non devono mai mancare tre cose: island menu. They are the sure signs of a type of cooking “Un grande olio d’oliva extra vergine, la saggezza e la which he maintains should always have three key ingredicuriosità”. ents: “A great extra-virgin olive oil, wisdom and curiosity.” Un’idea, quella del ritorno in isola, tenuta da sempre Quite spontaneously over an aperitif, Elio talked about nascosta in qualche parte del cuore e poi emersa all’imthe idea that he had always had in the back of his head provviso, come per caso, davanti ad un aperitivo, come of going back to Sardinia. He said he thought it had racconta divertito Elio: “Ma perché non apri un ristoranbeen a joke when a friend said to him: “Why don’t you te tutto tuo in Sardegna? Suggerì un amico. Madai!… fu open your own restaurant in Sardinia?” His reply was: la mia prima risposta, fra l’incredulo e lo scettico. Ed è “Madai!” (“Get away with you!” – Ed.). “This was my imfinita che Madai è diventato il nome dell’insegna”. mediate response, half incredulous and half unbelieving. Una sfida, se vogliamo, un’altra vita, in un altro monWhich is how Madai became the name of the project.” do, anche se Elio quel mondo fatto di mare, colori e It was what might be described as a dare: another life, profumi lo conosceva benissimo, avendoci lavorato in another world, even if Elio knew this world of colour, per dieci anni: “Ma io vivo di sfide, io sono di quelli perfumes and the sea very well. He had worked there che quando arrivano in cima alla salita dicono: e adesbefore for ten years. “But I live for challenges; I’m one so, cosa faccio? Mi fermo? Certo che no. E allora mi of those people who get to the top of a mountain and invento una storia nuova e un’altra salita. Se mi feron the way down say: so what am I going to do now? Is massi sarei morto. E che colpa ne ho se sono un vulthat it? Certainly not. So then I find a new challenge and cano? Tornare in Sardegna, da dove per me è iniziato a new mountain to climb. If I stopped I’d be dead. And is tutto, tanti anni fa, è stato come coronare un sogno, it my fault if I’m a volcano? Returning to Sardinia, where ma in Sardegna mi sono portato anche Milano, una it all began for me so many years ago is the fulfilment grande città, la mia città, e la straordinaria esperienza of a dream. But I have also taken a bit of Milan with me: del Bulgari dove ho dato e ricevuto tanto, dove abbiaa great city, my city, the place where I have had the spe-

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TRA I PROTAGONISTI IN PASSATO PAST GUEST CHEFS HAVE INCLUDED

mo creato un modo unico e bellissimo di vivere l’albergo anche da parte di chi poi va a casa sua a dormire, e dove in menu trovo ancora piatti miei”. Una sfida, dunque, come quella di immaginare un piatto perfetto per il Vaio Armaron Serego Alighieri, piccolo grande capolavoro di Masi, membro storico della grande famiglia dell’Amarone che in questi anni ha davvero conquistato il mondo, con la forza prorompente della sua unicità: “Ho pensato al maialino – racconta Elio – perché, oltre ad essere un prodotto straordinario e che ho la fortuna di avere a disposizione tutto l’anno grazie a un caro, bravissimo amico allevatore, è anche uno dei simboli della gastronomia sarda, con una sua storia incredibile. Perché la Sardegna è stata da sempre isola invasa e depredata e il maialino veniva cotto bruciando le bacche del sottobosco e sotto la sabbia per evitare che qualcuno, vedendo il fuoco, ne fosse attirato. Così, cerco di riprodurre quei sapori con bacche di mirto e ginepro e mettendo la carne nel forno non sulla placca ma su un letto di legni di ginepro. Accanto, nel piatto, i commensali troveranno anche un flan di pecorino, altra bontà sarda che dovrebbe essere l’ideale per accompagnare l’ultima goccia di Amarone rimasta nel bicchiere”. Che se poi chiedete a Elio quale piatto cucinerebbe a quattro amici sopravissuti alla fine del mondo beh, la risposta non può essere che una: “La pasta”. Ma questa, va da sé, è un’altra storia.

Chicco Cerea, Lombardia, 2011. Chicco Cerea, Lombardy, 2011.

Eric Escalona, Argentina, 2005. Eric Escalona, Argentina, 2005.

Marc de Cank, Canada, 2004. Marc de Cank, Canada, 2004.

Zhao, Cina 1999. Zhao, China, 1999.

Claudio De Min è inviato della redazione sportiva del quotidiano Il Gazzettino e, come per molti giornalisti sportivi, la sua seconda (o prima?) passione è l’enogastronomia, della quale si occupa realizzando ogni venerdì le pagine del Tempo Libero per il suo giornale e collaborando alle guide del Gambero Rosso e di Identità Golose.

cial experience of working at the Bulgari, where I gave a lot and received a lot in return, where we created a wonderful and unique way of life in a hotel, even for those who went home to sleep at night, and where the menu still has dishes invented by me on it.” A challenge, then, like the challenge of creating a perfect accompaniment for Serego Alighieri’s Vaio Armaron, Masi’s great little masterpiece of a wine, and an historic member of the great family of Amarones that has really conquered the world in recent years with its winning personality and unique charm. “I thought of suckling pig,” says Eli, “because it’s a wonderful product that I’m lucky to be able to use all year round thanks to a good friend who is an expert breeder. It is also one of the symbols of Sardinian gastronomy, with an amazing history. Sardinia as an island has always suffered from invaders and looters, so pork was always cooked in the sand using twigs from the undergrowth so that no-one would see the fire and think it worth a second look. This is why I attempt to reproduce the flavours of the undergrowth, such as myrtle and juniper in its preparation and why it is not cooked in the oven but on a bed of juniper wood. Served with it is a pecorino cheese soufflé, another Sardinian delicacy that should be a perfect accompaniment to the last drop of Amarone in the glass.” If you then ask Elio what dish he would cook for the four friends who are the survivors at the end of the world his reply is inevitably, well actually “pasta”. But that is another story.

Claudio De Min is the sports correspondent of the daily “Il Gazzettino” newspaper, and just like other sports journalists his second (or first?) love is food and wine, to which he has dedicated the “Free time” pages of his paper every Friday, as well as collaborating with the Gambero Rosso and Identità Golose guides.

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VITE E VINO NELLE VENEZIE VINES AND WINE IN THE VENETIAN AREA

VIVA LA “DOC” MA LA QUALITÀ NON È SCONTATA NÉ AUTOMATICA LONG LIVE THE “DOC” BUT QUALITY IS NOT ASSURED OR AUTOMATIC di Sandro Boscaini

A 50 anni dalla sua istituzione un bilancio tra luci e ombre 50 years on from the establishment of the DOC system, an assessment of its merits Cinquant’anni fa esisteva un’osteria grande e fumosa nel cuore di Milano, in una stradina secondaria non lontana dalla centrale via Meravigli. L’Osteria Trani era frequentata per lo più da beoni della zona, ma spesso la sera tra i clienti c’era un gruppo di studenti. Tra i quali anch’io. “A quel tempo i clienti potevano scegliere tra vin ciar, vin scur e vin gross. Quest’ultimo era un robusto vino siciliano o pugliese: regioni calde che generalmente producono vini di elevata gradazione, usati spesso per i tagli. Dal canto suo il vin scur era un classico rosso di colore rubino carico del Piemonte. Quanto al vin ciar, era un rosso leggero, frutto delle uve coltivate sulle colline dal clima mite della Valpoli-

Un’immagine della Valpolicella, la zona DOC veronese che comprende anche le tenute Masi. A picture of Valpolicella, the DOC zone near Verona which also includes Masi vineyards.

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Fifty years ago there was a big smoke-ridden osteria in the heart of Milan on a minor road in the city centre not far from Via Meravigli. Osteria Trani’s clients were mostly local boozers, but students used to go there in the evenings too, and I was one of their number. “In those days customers could choose between vin ciar, vin scur, and vin gross. This latter would be a strong Puglian or Sicilian wine from regions that produced wines that were high in alcohol and were often used to cut other wines. The vin scur on the other hand, was a full-bodied ruby red wine from Piedmont, while the vin ciar was a lighter red, made from grapes grown on hills in the temperate climate of the Valpolicella region, near Verona, the region that I come from…”. This is how I described


cella, vicino a Verona, la regione pre-DOC Italian winemaking in da cui provengo…”. Così racconKate Singleton’s book “Mister tavo l’enologia italiana pre-DOC Amarone”, recently published by a Kate Singleton per il suo libro Marsilio in Venice. And this was “Mister Amarone”, edito recentereally how it was for Italian winemente da Marsilio di Venezia. E making at the time: wines totally questa era la realtà del vigneto e divorced from their origins and della cantina Italia: vini totalmendescribed according to broad arte slegati dall’origine, differenbitrary categories, with the excepziati e riconoscibili per grandi e tion of a few niche products. sommarie categorie tipologiche, Everything has changed now ad eccezione di una piccola proand there is no doubt that the duzione di nicchia. establishment of the DOC sys“Ha rappresentato un passo Tutto è cambiato e non c’è dubtem in 1963 started the process. bio che la legge del 1963 ne è Fifty years later, the creation of avanti decisivo quando il stato volano con l’istituzione delhundreds of DOC categories has vino era solo bianco o nero” le DOC. resulted in such complexity in “A decisive step forward Oggi, a cinquant’anni di distanthe national “wine map” that it za, centinaia di DOC hanno creis easy to get lost. It is the penfrom when wine was only ato una “carta vini” talmente dulum effect as usual: from the categorised as red or white” complessa in cui è facile perdermaximum in simplification to the si. La solita questione del penmaximum in fragmentation. dolo: dal massimo della semplificazione al massimo But let’s just pause a moment for a few reflections on della frammentazione. the history of the fifty years of the DOC system. Ma soffermiamoci su alcune riflessioni sui cinquant’anni Firstly, the cultural effect: there is no doubt that the sysdi storia delle DOC. tem has achieved its aims here, anchoring wines to In primo luogo, l’effetto culturale: non c’è dubbio che their territory of origin and declaring them to be the la legge ha centrato il suo obiettivo, ancorando il vino al interpreters and embodiment of the environmental, proprio territorio e proclamandolo interprete e testimovegetal and anthropological values that make up their ne dei valori fisico-ambientali, vegetali e antropologici particular milieu. Today, wine is a big part of “made in che lo caratterizzano. Oggi il vino è grande protagonista Italy” and is regarded as emblematic of the physical del “made in Italy” e attraverso di esso si riconoscono beauty and cultural profundity of many of Italy’s most le bellezze ambientali e la profondità culturale di tante important regions. aree di pregio. Contrasting with this positive and fundamentally imporA fronte di questo effetto fondamentale e positivo, ci tant aspect there are a few drawbacks. Above all, the sono alcune ombre. Innanzitutto il concetto non semconcept that DOC categorisation is synonymous with pre corretto che DOC sia sinonimo di qualità. In effetti, quality is not always true. DOC may be literally accurate, DOC ha il nome con sé “denominazione di origine”, ma it is the “denomination of origin”, but quality is somela qualità è un ulteriore elemento che non può essere thing quite different, and it can’t be created by law. creato per legge.

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Anche sulla frammentazione delle DOC c’è da riflettere: quanto più si allarga il numero, a volte non sempre per ragioni di merito o di tradizione, più si diluiscono il messaggio e l’impatto del sistema. In terzo luogo, e particolarmente nella fase di rodaggio della legge, c’è una certa “fossilizzazione” sul concetto di tradizione: sostanzialmente nel momento più dinamico di cambiamento della viticoltura italiana e mondiale e di percezione del prodotto vino da parte del consumatore, si è fotografata una realtà di tradizione immobile lasciando alle lentezze burocratiche l’inevitabile aggiornamento. Per la verità, ultimamente abbiamo visto anche l’opposto: una troppo evidente rincorsa a “globalizzare” le nostre DOC attraverso l’iniezione nei disciplinari di uve internazionali estranee a parecchi dei nostri terroir. A voler essere radicali, dovremmo concordare con il prof. Attilio Scienza: nell’applicazione della legge del ’63 la cultura del terroir in buona sostanza non ha trovato spazio in Italia; la tecnologia è ancora preponderante 46

The fragmentation of DOCs is another problem: the greater the number of new DOCs created, and they are not always created because they deserve it or reflect tradition, the more the message is diluted and the system is damaged. Thirdly, particularly when it comes to the drafting phase of the law, there is a certain “fossilisation” of the concept of tradition. Just when Italian and world winemaking are at their most dynamic in terms of change and when the consumer is seeing wine in different ways too, a tradition has been photographed and left static, leaving the inevitable task of updating to the slow procedures of bureaucracy. In truth though, we’ve seen the opposite tendency as well in the desperate rush for the “globalisation” of our DOCs by admitting foreign international grape varieties to many of our terroir territories. An extreme conclusion would be to agree with Prof. Attilio Scienza when he says that the application of the 1963 laws has largely had nothing to do with the idea


A sinistra, un'immagine di vigneti lungo il fiume Adige. La DOC compie cinquant’anni e le etichette storiche di Masi – di queste pagine – rappresentano questo “viaggio nel tempo”. In basso, l‘etichetta del Valpolicella di Serego Alighieri, la tenuta a Gargagnago che ospita la villa del figlio di Dante Alighieri (accanto), il quale visse a Verona dove il padre iniziò e scrisse parte della Divina Commedia. I vini Serego Alighieri fanno parte del gruppo Masi. Left, vineyards along the Adige river. The DOC is fifty years old and the historic Masi labels in this feature cover the timeline of this period. Below, the label for Serego Alighieri Valpolicella from the estate at Gargagnago which includes the villa once belonging to the son of Dante Alighieri (right-hand page), who lived in Verona while he wrote much of the Divine Comedy. Serego Alighieri wines are part of the Masi Group.

e l’uva è relegata a ruolo di materia prima da plasmare of terroir in Italy. Technology is still the driving force and per assicurare al vino l’adattabilità alle mutevoli esigengrapes have been relegated to the role of raw materize di mercato. al, useful for shaping a wine according to the changing Però dobbiamo riconoscere pragmaticamente che oggi demands of the market. l’Italia propone uno straordinario However, it is still undoubtedly true bouquet di vini, il più interessante al that Italy can offer a vast range of “Attenzione mondo, dove, sotto il cappello delle wines to the market, the world’s DOC, ogni regione esprime al memost interesting selection, and that a globalizzare il terroir glio il proprio carattere, dando credicon vitigni internazionali” the DOC umbrella means that eveto a quelle tante diversità che sono ry region can express itself to the “Be wary of globalising il patrimonio vero del nostro Paese. maximum, thanks to the extraordiQuesto è comunque il bilancio connary diversity that is the real patriterroir with international solidato di cinquant’anni di lavoro mony of our country. varietals” nel solco di un’interpretazione del This is my considered conclusion vino tutta di tradizione italiana ed on the fifty years of the DOC syseuropea. Molto chiaramente c’è ancora da fare e da agtem, interpreting wine in an Italian and a European tragiustare, ma quanto è lontano il tempo del vin ciar, vin dition. Clearly there is still a lot to be done and a lot to scur e vin gross! be revised, but what a long time ago it was when we Buon compleanno DOC. had vin ciar, vin scur and vin gross! Happy Birthday, DOC system!

Sandro Boscaini, sesta generazione di viticoltori in Valpolicella, è Presidente di Masi Agricola dal 1978, ideatore del Premio Masi e della Fondazione Masi. Riveste incarichi pubblici e in differenti istituzioni del settore vitivinicolo locali e nazionali. Gli è stato assegnato l’appellativo di “Mister Amarone”, coniato in un libro a lui dedicato.

Sandro Boscaini is the sixth generation of a winegrowing family in Valpolicella. President of Masi Agricola since 1978 he is the creator of the Masi Prize and the Masi Foundation. He holds various posts in public life and is involved in local and national winemakers’ associations. First called “Mr Amarone” in a book about his career.

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INIZIATIVE DI FONDAZIONE FOUNDATION INITIATIVES

COSÌ D’ANNUNZIO SFRUTTAVA IL VINO PER SEDURRE LE BELLE DONNE HOW D’ANNUNZIO USED WINE FOR SEDUCTION di Franco Ruffo

A villa Serego Alighieri s’è discusso su “uva ed eros”: ma egli beveva poco “Wine and love” were discussed at Villa Serego Alighieri, but he himself drank little “Con il fior de la bocca umida a bere ella attinge il cristallo. Io lentamente le verso a stille il vin dolce ed ardente entro quel rosso fior de’l piacere, e chinato su lei, muto coppiere, guardo le forme dilettosamente: la sua testa d’Ermète adolescente e la sagliente spira de’l bicchiere. Or, poi che le pupille a l’amorosa concordia de le sue forme stupende io solo, io solo, ho dilettate, godo infranger la coppa preziosa, improvviso un desio veno mi prende d’infranger le membra ben amate.”

In questi versi da Il Piacere c’è tutto Gabriele D’Annunzio poeta, trasgressivo, sempre enfatizzante, perennemente innamorato della donna, ma anche a modo suo geloso (“le sue forme stupende io solo, io solo ho dilettate”) come pure c’è un suo rapporto che potremmo definire “funzionale” con il vino. Che dev’essere dolce per poterlo usare ed attingere ai piaceri del rapporto con la partner. Che deve essere in una coppa di cristallo, in contrapposizione con “il rosso fiore de’l piacere” . 48

“With the tips of her lips moist with drink she sips from the glass. Slowly I pour drops of sweet and ardent wine into the red flower of her pleasure, and bent over her, a mute cupbearer, I look at the shapes with delight: her head like the adolescent Hermes and the upward stretching stem of the glass. After my eyes have seen the amorous concord of her stupendous form that I alone, I alone have enjoyed, I delight in shattering the precious vessel, and on a whim a venal desire tells me to break the limbs of my beloved.”

This poem contains all the essential characteristics of the great Gabriele D’Annunzio. He was unorthodox, insistent, perennially in love with women, but a vain man too (“her stupendous body was enjoyed by me, by me alone”). His relationship with wine could best be described as “functional”. It had to be sweet to be useful in seduction and to enhance the pleasures of a relationship. It had to be served in a crystal goblet, as distinct from the “the red flower of pleasure”.


Un primo piano del “comandante” a tavola, cui si riferisce anche la foto di pagina 51. D’Annunzio era appassionato di vino, ma beveva poco. Nella pagina successiva, un’immagine del teatro del Vittoriale, residenza del poeta-soldato. Nella pagina precedente, la sontuosa tavola da pranzo al Vittoriale. Close up of the “comandante” at table, as seen also in the photo on page 51. D'Annunzio was a lover of wine, but drank little. Overleaf: the Teatro Vittoriale, the soldier-poet's residence. Top left: a sumptuous lunch laid out at the Vittoriale


Del rapporto tra D’Annunzio e il vino s’è trattato a villa The relationship between D’Annunzio and wine was Serego Alighieri di Gargagnago, sede della Fondazione the subject of the concluding evening of this year’s Masi, nella serata conclusiva del “Festival della posia”, “Festival della poesia” held at Villa Serego Alighieri di dedicato quest’anno appunto al poeta, di cui ricorrono i Gargagnago, the headquarters of the Masi Foundation, 150 anni della nascita. and dedicated to D’Annunzio to mark the 150 years Che rapporto aveva D’Annunzio con il vino? Ne parla il presince his birth. sidente della “Fondazione del Vittoriale”, Giordano Bruno What was D’Annunzio’s relationship with wine? GiordaGuerri, nel suo libro La mia vita carnale. Amori e passioni no Bruno Guerri, president of the “Fondazione del Vitdi Gabriele D’Annunzio. Guerri ractoriale” and author of My carnal conta del poeta e dei suoi brindisi life. The loves and passions of GaD’Annunzio diceva di sé: festosi: aveva una cantina fornitissibriele D’Annunzio spoke about the “Qualche goccio me lo ma di vini francesi e portoghesi, sopoet and his party drinking habprattutto dolci (eccezion fatta per un its. He had a well-stocked cellar faccio volentieri, ma non Soave Bertani e un bianco Ruffino) of French and Portuguese wines, sono un cultore” e liquori, ma era anche attento. Rimostly sweet (an exception was D’Annunzio on himself: fiutava l’alcol quando si trovava in simade for Soave Bertani and a tuazioni che richiedevano il massimo white Ruffino wine) and fortified “I’ll happily drink a little, di presenza scenica, come incontri but I’m not a wine fanatic” wines. But he was careful about amorosi, feste e ricevimenti. Guerri his drinking. He never drank when riporta anche un “botta e risposta” he needed to be ready to take the tra lui e Giosuè Carducci: “Dicono che io sia un vizioso, floor, in moments of seduction, or parties or receptions. eppure, voi lo vedete maestro, non bevo che acqua”. “E io Guerri also told a story about a “thrust and parry” bebevo solo vino”. tween D’Annunzio and Giosuè Carducci: “They say that Vino in funzione delle imprese amorose, come un mezI’m an addict, but you can see, cher maître, that I only zo per realizzare il suo prepotente erotismo. Le donne, drink water.” “And I only drink wine”, was the reply. più che il vino, erano la sua vera ossessione. E non eraWine was there to help his amorous enterprises, a no le grandi eroine del suo tempo, da Eleonora Duse means to the realisation of his overweening erotic alla ballerina Isadora Duncan (forse una delle poche ends. Women, rather than wine, were his real obsesche resistettero alle sue avances), ma anche quelle frision. And not just the great heroines of the time, from vole della Belle Époque. Il vino, quindi, si interseca con Eleonora Duse to the ballerina Isadora Duncan (peri gesti d’amore. Ne Il dono di Dionisio, ad esempio, il haps one of the few who resisted his advances), but connubio è esemplare: also the good-time girls of the Belle Époque. Wine, then, was one of his amorous gestures. The Gift of Dio“E il grappolo più grande nysius, for example, shows the relationship clearly: colsi avidamente che pesava d’ambrosia “And the biggest bunch of grapes come la mammella I seized avidly, ineffabile d’una dea heavy with ambrosia data all’adolescente… like the ineffable per gioir e morir quivi”. mammaries of a goddess given to an adolescent... to enjoy and die therein”.

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Sintetizzava così D’Annunzio il suo rapporto con il vino: D’Annunzio himself summed up his relationship with “Qualche goccetto me lo faccio ben volentieri, anche wine: “I’ll drink a small amount with great pleasure, even se non sono un vero cultore del nettare. Come si suol if I am not a real worshipper at the altar of wine. I like dire, in questi casi apprezzo wine well enough on these ocmoderatamente il vino. Io mi casions. But I get sustenance Guerri: “Aveva una cantina nutro d’acqua. E ne canto anfrom water. And I can eulogise che le numerose qualità e la its various qualities and purity.” molto fornita di vini francesi purezza”. Ma l’acqua la troviaIt is, however, rare to find wae portoghesi soprattutto dolci” mo raramente nel suo poeter as the subject of his poetry, Guerri: “He had a well-stocked tare aulico, e neppure le sue which is also true of his other cellar of French and Portuguese two passions: marrons glacées due altre passioni: i marrons glacés e la cioccolata. A diffeand chocolate. Wine though is wines, mostly sweet” renza del vino. Nel 1909 scrive another thing. In 1909 he even persino l’elogio del Nepente di wrote an elegy on Nepente di Oliena nella prefazione di un libro sulle osterie d’Italia Oliena in the preface of Hans Bart’s book on Italy’s osdi Hans Bart. E scrive con calore di uve, appassite, riterie. He writes to a Tuscan friend with great enthusiasm volto ad un amico toscano: about grapes laid out to dry: “Lorenzo, è cotta l’uva di Mucciafora (…) Te la colgan le dita dell’aurora e te la porgan folta sul graticcio ove si muta il grappolo nericcio in porpora di re che il vin colora”.

Franco Ruffo, veronese, giornalista per passione, lavora con Alberto Cavallari al Gazzettino, poi diventa responsabile delle redazioni di Verona e Trento. Per Confindustria Verona, ha fondato e diretto per anni la rivista Verona Manager. Collabora nel Triveneto per Il Sole 24 Ore e Agrisole, per Verona con la Rai, La Stampa e L’Arena.

“Lorenzo, the grapes of Mucciafora are ready (…) picked as Aurora’s finger traces the dawn and laid out in their bounty on the racks where their dark colour turns to the royal purple that tinges the wine”.

Franco Ruffo, from Verona, is a dedicated journalist who helped Alberto Cavallari at the Gazzettino before running the Verona/Trento department. He founded and ran Verona Manager for years for Confindustria Verona. Triveneto correspondent for Il Sole 24 Ore and Agrisole, Verona correspondent for rai, La Stampa and L’Arena.

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VITA NELLE VENEZIE: FATTI E APPUNTAMENTI LIFE IN THE VENETIAN AREA: NOTES AND EVENTS

L’AUTOBIOGRAFIA DI SUSANNA TAMARO Ogni angelo è tremendo (Bompiani) è prima di tutto un incontro fra l’autrice ed Elisabetta Sgarbi. “Susanna mi disse del vento a Trieste – racconta – come la bora influenza il carattere delle persone. Così mi venne in mente di chiederle anche una testimonianza sul tema del vento. Poi questo libro è diventato un salto indietro nel tempo”. In pratica un’autobiografia della scrittrice, nata nel 1957 a Trieste in una notte di Bora: gli studi al Centro sperimentale di cinematografia, il diploma in regia, l´incontro con Federico Fellini...

SUSANNA TAMARO’S AUTOBIOGRAPHY Ogni angelo è tremendo (Bompiani) is first and foremost the story of the meeting between the author and Elisabetta Sgarbi. “Susanna told me about the wind in Trieste – she says – and how the Bora influences people’s characters. Which is how I came to ask her for stories involving this wind. Then the book took a leap backwards in time.” In fact it has become the author’s autobiography: born in 1957 in Trieste on a Bora night, studying at the Experimental Centre for Cinematography, a diploma in film directing, meeting Federico Fellini...

SANDRO BOSCAINI NEL CDA DELL'UNIVERSITÀ DI VERONA Il presidente di Masi Agricola, Sandro Boscaini, è stato nominato membro del Consiglio di amministrazione dell'università di Verona. La nomina, da parte del Senato Accademico, è avvenuta in adesione alla riforma universitaria in atto che prevede l’apertura degli atenei italiani alla società civile e all’imprenditoria. “Mi auguro di poter portare un fattivo contributo e la voce degli imprenditori, sempre attenti alla ricerca e all'innovazione tecnologica”, ha commentato Sandro Boscaini.

SANDRO BOSCAINI ON THE BOARD OF VERONA UNIVERSITY The president di Masi Agricola, Sandro Boscaini, has been made a member of the Board of Verona University. The nomination, by the Academic Senate, was made as part of the University reform measure being implemented at the moment that sees Italian educational bodies opened up to the lay population and to the world of business. “I hope to bring a positive contribution and the voice of the entrepreneur to the Board, since we are interested in research and technological innovation,” said Sandro Boscaini.

L’APOCALISSE DI OLMI È UN LIETO FINE Ermanno Olmi ha pubblicato con Rizzoli L’Apocalisse è un lieto fine. Storie della mia vita e del futuro. Un gioco di contrasti che già il titolo lascia intuire. “Si tratta di una raccolta di memorie – ha spiegato – che non vuole in senso stretto essere un romanzo. Piuttosto un mosaico dei ricordi: quelli che emergono da una vita”. La poetica gioca su temi a lui cari: amore per un mondo, quello contadino, che non c´è più, la semplicità come valore, la ricerca delle emozioni legate ai gesti quotidiani.

OLMI’S APOCALYPSE IS A HAPPY ENDING Rizzoli has published Ermanno Olmi’s book L’Apocalisse è un lieto fine. Storie della mia vita e del futuro (“The Apocalypse is a happy ending. Stories of my life and the future”). A play on contrasts, as the title suggests. “It’s a collection of memories – he says – which is not strictly meant to be a novel. Instead, it’s a mosaic of memories: the memories of a lifetime.” The poet talks about his favourite themes: love for the world, the peasant world that is now lost, simplicity as a value, emotions linked to daily habits. 52


VITA NELLE VENEZIE: FATTI E APPUNTAMENTI LIFE IN THE VENETIAN AREA: NOTES AND EVENTS

STELLA INDAGA SULLA “NONNA DI TUTTE LE TANGENTI” I misteri di via dell’Amorino (Rizzoli) di Gian Antonio Stella, è la storia della “nonna di tutte le tangenti”, quella legata all’affidamento ai privati della gestione dei tabacchi. È un’affresco del giovane Stato italiano, tra il 1865 e il 1871, all´indomani dell’Unità, quando la capitale era a Firenze, così descritto da Paolo Valera: «Un’immensa bolgia di criminali truccati da gentiluomini». È la storia del deputato di Asiago Cristiano Lobbia, che si oppose e denunciò la maxi tangente e fu aggredito. E pagò per tutta la vita.

STELLA ON “THE GRANDMOTHER OF ALL KICK-BACKS” Gian Antonio Stella’s book I misteri di via dell’Amorino (Rizzoli) is the story of “the grandmother of all kick-backs”, the payments linked to the granting of the right to set up tobacconists to private individuals. It is a portrait of the nascent Italian State between 1868 and 1871, just after the Unification when Florence was the capital, and it has been described by Paolo Valera as: «Chaos on a grand scale orchestrated by criminals dressed as gentlemen». The story focuses on the Deputy for Asiago, Cristiano Lobbia, who opposed the scale of corruption publically, and was ostracised for his pains in a penalty that lasted all his life.

LAUREA HONORIS CAUSA A MARCO PAOLINI “Un riconoscimento raro e prezioso per un personaggio raro e prezioso”: con queste parole il rettore dell’università di Padova, Giuseppe Zaccaria, ha conferito la laurea honoris causa in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Marco Paolini. Di lui ha sottolineato “la non comune capacità di praticare, con eguale eccellenza di risultati, diversi luoghi espressivi, dal teatro alla televisione, per recuperare le radici, le identità e i contenuti della storia collettiva”.

HONORARY DEGREE FOR MARCO PAOLINI “A rare and valuable award for a rare and valuable person”: this was what Giuseppe Zaccaria, rector of Padua University, called the honorary degree in Performance Sciences and Multi-media Production he gave to Marco Paolini. He praised the recipient’s “unusual capacity to succeed in different performance fields, all achieving excellence, from theatre to television, in the search for the roots, the identity and the content of collective history.”

IL TRANS EUROPA EXPRESS DI PAOLO RUMIZ Con Trans Europa Express (Feltrinelli) Paolo Rumiz racconta seimila chilometri a zigzag da Rovaniemi (Finlandia) a Odessa (Ucraina). Un percorso che sembra tagliare, strappare l’Europa occidentale da quella orientale. Rumiz percorre una strada, che tra acque, foreste e sentori di abbandono, si snoda tra gloriosi fantasmi industriali, villaggi vivi e villaggi morti. Rumiz accompagna il lettore, con una voce profonda, ricca di intonazioni, per paesaggi inediti, segreti, struggenti di bellezza.

PAOLO RUMIZ’S “TRANS EUROPA EXPRESS” Paolo Rumiz’s book Trans Europa Express (Feltrinelli) recounts the story of a 6,000 km zigzag journey from Rovaniemi in Finland to Odessa in Ukraine, a trip that seems to cut out and divide Western Europe from the Eastern part. Rumiz follows a route through lakes, forests and forgotten paths that winds its way around industrial mirages, villages that are alive and villages that are dead. Rumiz writes with insight and feeling, giving us unusual stories and telling us secrets with melting beauty.

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VITA NELLE VENEZIE: FATTI E APPUNTAMENTI LIFE IN THE VENETIAN AREA: NOTES AND EVENTS

A CLAUDIO MAGRIS IL PREMIO ISAIAH BERLIN Il Premio Isaiah Berlin per il 2012 è stato assegnato a Claudio Magris, noto studioso di letteratura mitteleuropea, germanista e uno dei massimi scrittori e saggisti italiani contemporanei e gli è stato consegnato a Santa Margherita Ligure. Per l’occasione lo scrittore ha tenuto una “lectio magistralis” sul tema Il romanticismo di Isaiah Berlin. In precedenza, il riconoscimento era andato a varie personalità italiane e internazionali: tra le altre, a Ralf Dahrendorf, Amartya Sen e a Mario Vargas Llosa.

CLAUDIO MAGRIS RECEIVES THE ISAIAH BERLIN PRIZE In a ceremony at Santa Margherita Ligure the Isaiah Berlin Prize 2012 was awarded to Claudio Magris, the well-known scholar of Mitteleuropean literature, Germanist, and one of Italy’s greatest contemporary writers and essayists. Magris used the occasion to deliver a lectio magistralis on the theme “The romanticism of Isaiah Berlin”. Past winners of the prize have included Italian and international personalities such as Ralf Dahrendorf, Amartya Sen and Mario Vargas Llosa.

SEI VENEZIA DI MAZZACURATI ORA È UN LIBRO Sei Venezia, un film-una città: il documentario di Carlo Mazzacurati presentato fuori concorso alla 67° Mostra di Venezia è un libro edito da Marsilio. Il film racconta sei episodi legati a sei personaggi. Non è dunque la Venezia romantica delle gondole, neanche quella bellissima del ponte di Rialto e nemmeno quella dei vaporetti e dell’acqua alta, dei musei, degli ingorghi dei turisti: è la città segreta, privata, reale, umana, quella che ai più rimane sconosciuta e invisibile.

MAZZACURATI’S “SIX VENICES” NOW OUT AS A BOOK Sei Venezia, un film-una città, Carlo Mazzacurati’s documentary first shown on the fringe of the 67th Mostra di Venezia has been published in book form by Marsilio. The film deals with six episodes in the lives of six people. So this is not the romantic Venice of gondolas, nor the extreme beauty of the Rialto Bridge, or scenes of vaporetti and flooding, museums and hordes of tourists; this is the private, secret and human city that is unknown and invisible to all but a few of us.

TRAPIANTI, ALLA FITOT DI PILADE RIELLO IL VENETO AWARD Alla Fitot, la Fondazione per l’incremento dei trapianti d’organo e dei tessuti, è andato il Veneto Award. “Questo importante riconoscimento – ha sottolineato il presidente della Fitot, Pilade Riello – conferma l’impegno sostenuto dalla Fondazione nel perseguimento dei suoi obiettivi per la cultura della donazione e per la promozione della ricerca scientifica realizzata dal Consorzio Corit, permettendo a queste due significative realtà del Veneto di raggiungere nuovi e importanti risultati”.

TRANSPLANTS: THE VENETO AWARD FOR PILADE RIELLO’S FITOT FITOT, the Foundation for the Increase of Organ Transplants, has been given the Veneto Award. “This important prize – says FITOT’s president, Pilade Riello – is given in recognition of the Foundation’s commitment to the promotion of a culture of organ donation and for the scientific research carried out by Consorzio Corit, which enables both these two important Veneto institutions to achieve significant new results.”

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IN BACHECA NOTICES

17 MARZO 2013 - ore 18.00 CONCERTO DI PRIMAVERA

17 MARCH 2013 SPRING CONCERT

La Fondazione Masi ha proposto l’annuale Concerto di primavera dal titolo “Lusinghe d’amore; arie ed armonie dai campielli veneziani alle corti d’Europa” presso l’Auditorium “Nuovo Montemezzi” del Conservatorio Statale di Musica “Evaristo Felice Dall’Abaco” di Verona. L’ensemble barocca “Sans Souci” ha eseguito musiche di Agostino Steffani, Antonio Lotti e Giovanni Platti, con strumenti originali d’epoca.

The Masi Foundation presented the annual Spring Concert with the title “Lusinghe d’amore; arias and harmonies from the Venetian campielli to European courts”. The event was hedl at at Verona’s Conservatorio Statale di Musica “Evaristo Felice Dall’Abaco” in the “Nuovo Montemezzi” auditorium. The “Sans Souci” Baroque Ensemble played music by Agostino Steffani, Antonio Lotti and Giovanni Platti on original period instruments.

1 GIUGNO 2013 - ore 10.00 CONVEGNO VENEZIA E L‘ORIENTE: UN'EREDITÀ CULTURALE La Fondazione Masi invita al convegno “Venezia e l’Oriente: un’eredità culturale”, che si terrà presso la Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza. Le relazioni saranno tenute da alcuni docenti dell’Università Cà Foscari di Venezia: Giampiero Bellingeri ”Fonti venete sull’Azerbaigian”; Boghos Levon Zekiyan, del Pontificio Istituto Orientale Roma “I rapporti tra Venezia e l’Armenia”; Giovanni Pedrini “Mercanti e viaggiatori sulle vie carovaniere tra Siria, Mesopotamia e Persia”; Giovanni De Zorzi “la musica ottomana nell’opera di Giambattista Toderini”.

COLLABORAZIONE CON FONDAZIONE CORRIERE DELLA SERA La Fondazione Masi ha stretto un accordo con la Fondazione Corriere della Sera, finalizzata a contribuire alla valorizzazione su scala nazionale dei nostri premiati della Civiltà Veneta e a collaborare nella selezione delle candidature al Grosso d'Oro Veneziano.

NUOVI INCARICHI Il Consiglio di Fondazione ha inserito tre nuovi membri nelle Commissioni selezionatrici del Premio Masi. Si tratta del direttore della nostra rivista “Le Venezie, cultura e territorio”, il giornalista e saggista dottor Antonio Di Lorenzo, il professor Piergaetano Marchetti e il dottor Roberto Stringa, rispettivamente presidente e direttore generale della Fondazione Corriere della Sera di Milano.

1 JUNE 2013 CONFERENCE ON VENICE AND THE ORIENT: A CULTURAL INHERITANCE The Masi Foundation presents “Venice and the Orient: a cultural inheritance”, a conference to be held at the “La Vigna” Biblioteca Internazionale in Vicenza. Papers will be read by lecturers from the Cà Foscari University, Venice: Giampiero Bellingeri on ”Venetian sources on Azerbaijan”; Boghos Levon Zekiyan (from the Oriental Pontifical Institute Rome) on “Relations between Venice and Armenia”; Giovanni Pedrini on “Merchants and travellers on the caravan trails between Syria, Mesopotamia and Persia”; and Giovanni De Zorzi on “Ottoman music in the works of Giambattista Toderini”.

COLLABORATION WITH FONDAZIONE CORRIERE DELLA SERA Masi Foundation has struck an agreement with Fondazione Corriere della Sera aimed at helping the national promotion of winners of the Masi Civiltà Veneta Prize and at helping in the selection of candidates for the Grosso d'Oro Veneziano Prize.

NEW APPOINTMENTS The Foundation Board has chosen three new members for the selection Commission of the Masi Prize. They are the director of our magazine “Le Venezie, cultura e territorio”, journalist and essayist Dr Antonio Di Lorenzo, Professor Piergaetano Marchetti and Dr Roberto Stringa, respectively president and director-general of the Fondazione Corriere della Sera from Milan.


EDITORIALE EDITORIAL

L

a Fondazione Masi è impegnata a promuovere e valorizzare il territorio, la popolazione, il patrimonio culturale, le grandi capacità dell’ingegno e produttive della Civiltà Veneta. Particolare attenzione è riservata alla cultura e alla produzione vitivinicola, che rappresentano caratteri peculiari del territorio veneto. Le finalità sono perseguite operando a livello nazionale e internazionale anche in collaborazione con Amministrazioni, Enti pubblici e privati, Fondazioni e altri organismi italiani e stranieri. La Fondazione Masi nasce nel 2001 dall’esperienza ventennale del Premio Masi, del quale intende assicurare la continuità e l’indirizzo, affiancandolo con una serie di iniziative in ambito culturale e ampliando così la propria attenzione a tutto quel mondo che ha fatto dei valori della civiltà veneta motivo ispiratore e stimolo per un progresso produttivo, culturale e civile su scala internazionale. Il 16 aprile 2007 la Regione Veneto ha conferito alla Fondazione Masi personalità giuridica, riconoscendone i valori e le finalità statutarie.

In collina ad Agordo, foto Fulvio Roiter Archivio Masi, tratto da Masi, valori veneti, Artegrafica. In the hills at Agordo, photo from Fulvio Roiter, Archivio Masi, taken from Masi, valori veneti, Artegrafica.

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE BOARD OF DIRECTORS

Presidente / President Isabella Bossi Fedrigotti

T

he Masi Foundation has as its aim the promotion and development of the territory, the population and the cultural inheritance of the Venetian territories, as well as the skill and productive capabilities that are part of the civiltà veneta (Venetian culture). Particular attention is given to the art of winemaking, which is a special characteristic of the Venetian regions. The Masi Foundation acts at both national and international levels in collaboration with governments, public and private institutions, foundations and other Italian and foreign entities. The Masi Foundation was established in 2001 as a product of twenty years experience with the Masi Prize to guarantee the continuity of the Prize. At the same time it began a cultural programme to highlight the values of the civiltà veneta that are the inspiration behind manufacturing, cultural and civil progress on an international scale. On 16th April 2007 the Masi Foundation was given official status as a legal entity by Regione Veneto, with full recognition of its values and statutory aims.

Presidente Onorario Honorary President Demetrio Volcic Vicepresidente Vice-President Sandro Boscaini Consiglieri / Board Members Francesco Benedetti Bruno Boscaini Giuseppe Brugnoli Pieralvise di Serego Alighieri Maurizio Marino Giuseppe Nicolò Ezio Rivella Marco Vigevani Revisore / Accountant Giovanni Aspes

MEMBRI DELLE COMMISSIONI SELEZIONATRICI DEL PREMIO MASI MASI PRIZE COMMITTEE

Piero Antinori Fernando Bandini Gabriella Belli Ulderico Bernardi Isabella Bossi Fedrigotti Marzio Breda Giuseppe Brugnoli Federico Castellucci Antonio Di Lorenzo Pieralvise Di Serego Alighieri Ilvo Diamanti Massimo Ferro Angelo Gaja Stefano Lorenzetto Piergaetano Marchetti Frank Prial Jens Priewe Pilade Riello Ezio Rivella Roberto Stringa Marco Vigevani Demetrio Volcic Stefano Zecchi Alvise Zorzi


ALBO D’ONORE DEL PREMIO MASI MASI PRIZE ROLL OF HONOUR 1981 Civiltà Veneta ELIO BARTOLINI BIAGIO MARIN GIULIO NASCIMBENI ALVISE ZORZI

1982 Civiltà Veneta I SOLISTI VENETI UTO UGHI

1983 Civiltà Veneta CASA MARZOTTO BRUNO VISENTINI

1984 Civiltà Veneta ANTONIO CIBOTTO GIANFRANCO DE BOSIO ANNA PROCLEMER

1986 Civiltà Veneta CASA BENETTON OTTAVIO MISSONI LUCIANO VISTOSI

1987 Civiltà del Vino ANGELO BETTI

1988 Civiltà Veneta GAETANO COZZI GIANCARLO LIGABUE PILADE RIELLO FULVIO TOMIZZA

1989 Civiltà del Vino EMILE PEYNAUD

1990 Civiltà Veneta CLAUDIO MAGRIS ZORAN MUŠIC HUGO PRATT

1991 Civiltà del Vino ZELMA LONG

1992 Civiltà Veneta FERNANDO BANDINI GIUSEPPE GOZZETTI DEMETRIO VOLCIC

Civiltà del Vino

Civiltà del Vino

Civiltà del Vino

NORIS SILIPRANDI

NICOLÒ INCISA DELLA ROCCHETTA

GEORGE SANDEMAN [WINE IN MODERATION]

Grosso d’Oro Veneziano

Grosso d’Oro Veneziano

1996 Civiltà Veneta IVANO BEGGIO DON ANTONIO MAZZI PIERRE ROSENBERG

Civiltà del Vino PHILIPPINE DE ROTHSCHILD

1997 Civiltà Veneta ENZO BETTIZA PIERRE CARDIN FEDERICO FAGGIN

1998 Civiltà Veneta CARLO GUARIENTI PAOLA MALANOTTE LUIGI MENEGHELLO

Civiltà del Vino EZIO RIVELLA

1999 Civiltà Veneta TULLIO KEZICH CLETO MUNARI GIORGIO ZANOTTO

Civiltà del Vino MONDAVI & FRESCOBALDI [LUCE JOINT VENTURE]

2000 Civiltà Veneta FONDAZIONE GIORGIO CINI TOMMASO PADOASCHIOPPA MARCO PAOLINI GIUSEPPE SINOPOLI

Civiltà del Vino SIRIO MACCIONI

2001 Civiltà Veneta MARIO RIGONI STERN RENZO ROSSETTI WOLFGANG WOLTERS ANDREA ZANZOTTO

1993 Civiltà del Vino HUGH JOHNSON

Civiltà del Vino FRATELLI TORRES

1994 Civiltà Veneta PIER GIUSEPPE CEVESE RENATO OLIVIERI ERMANNO OLMI APOLLINARE VERONESI

1995 Civiltà Veneta ISABELLA BOSSI FEDRIGOTTI CECILIA DANIELI PAUL GIROLAMI LUCIA VALENTINI TERRANI GIUSEPPE ZIGAINA

2002 Civiltà Veneta SILVIO BERTOLDI ILVO DIAMANTI FULVIO ROITER SUSANNA TAMARO

MILAN KUCAN

2004 Civiltà Veneta FERRUCCIO DE BORTOLI NADIA SANTINI ETTORE SOTTSASS

Civiltà del Vino ANDREA MUCCIOLI E LA COMUNITÀ DI SAN PATRIGNANO

2005 Civiltà Veneta GUIDO BERTOLASO GILLO DORFLES FRANCESCO MACEDONIO ALESSANDRO MAZZUCCO

FRANCESCO TULLIO ALTAN DIANA BRACCO DE SILVA MARIO BRUNELLO

Civiltà del Vino SERGI DI NEKRESI

Grosso d’Oro Veneziano PETER ESTERHAZY

2011 Civiltà Veneta

FEDERICO CASTELLUCCI

Grosso d’Oro Veneziano

Civiltà del Vino

VARTAN OSKANIAN

JACQUES ORHON

2006 Civiltà Veneta PINO CASTAGNA FONDAZIONE CARIVERONA MARSILIO EDITORI

Civiltà del Vino ANTONIO CARLUCCIO

Grosso d’Oro Veneziano ALVISE ZORZI

2007 Civiltà Veneta ANTONIA ARSLAN GIANNI BERENGO GARDIN MILO MANARA

Civiltà del Vino PETER HAYES

Grosso d’Oro Veneziano HANS-DIETRICH GENSCHER

2008 Civiltà Veneta BEPI DE MARZI LIONELLO PUPPI GIOVANNI MARIA VIAN

Civiltà del Vino DONALD ZIRALDO

Grosso d’Oro Veneziano

FAMIGLIA KRUG

SANJIT BUNKER ROY

GABRIELLA BELLI NOVELLO FINOTTI CESARE MONTECUCCO

2010 Civiltà Veneta

GIUSEPPE BATTISTON ARRIGO CIPRIANI MASSIMO MARCHIORI

Civiltà del Vino

Civiltà del Vino 2003 Civiltà Veneta

LUIGI LUCA CAVALLI-SFORZA

2009 Civiltà Veneta LINO DAINESE CARLO MAZZACURATI PAOLO RUMIZ

Grosso d’Oro Veneziano MONS. LUIGI MAZZUCATO

2012 Civiltà Veneta ANDREA BATTISTONI GIOVANNI RADOSSI GIAN ANTONIO STELLA

Civiltà del Vino LYNNE SHERRIFF [MASTERS OF WINE]

Grosso d’Oro Veneziano KUKI GALLMANN


Un particolare del menu delle celebrazioni per l’anno della Cultura Italiana negli Usa, evento in cui Masi è protagonista. Acquerello di Giuliano Della Casa. Detail of a menu for the celebrations of the Year of Italian Culture in USA, in which Masi is participating. Watercolour by Giuliano Della Casa.

Villa Serego Alighieri in Valpolicella 37015 Gargagnago - Verona - Telefono +39 045 6832511 www.fondazionemasi.com · www.premiomasi.com · www.premiomasi.it IV


Le Venezie, Cultura e Territorio - Marzo 2013