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cultura e territorio

4 “FACCIAMO LARGO AL FUTURO” “LET‘S MAKE WAY FOR THE FUTURE” di Isabella Bossi Fedrigotti

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“LADY AFRICA” CONTRO I PREDONI DELL’AVORIO “LADY AFRICA” AGAINST THE IVORY POACHERS

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IL BACCALÀ RACCONTA LE VENEZIE BACCALÀ TELLS THE STORY OF THE VENETO di Alvise Zorzi

Foto Giampaolo Mascalzoni

Anno 8 - Numero 23 - Dicembre 2012 - POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - 70% - DCB VERONA

di Sara Tieni


Sacra Famiglia con una santa Holy Family with a saint

La copertina di Natale / Christmas cover

Museo di Castelvecchio, Verona

Andrea Mantegna

Andrea Mantegna

Isola di Carturo, Padova 1431-Mantova 1506 tempera su tela, 76 x 55,5 cm

Isola di Carturo, Padua 1431-Mantua 1506 tempera on canvas, 76x55.5 cm

La composizione del dipinto veronese ha carattere monumentale. Le masse delle figure riempiono e comprimono energicamente lo spazio, stabilendo tuttavia, attraverso un disegno senza incertezze, una scala spaziale precisamente leggibile di precedenze e profondità. Le figure costruite su modelli classici (San Giuseppe come un ritratto di sapiente ellenistico, quale il Lisia del Museo di Napoli; il bambino come un piccolo Eros o Dioniso) e la luce fredda e senza tempo creano un‘immagine di dignità nobile, austera e malinconica. Emergono invece col tempo dubbi sulla cronologia del dipinto, consolidata come tarda, intorno al 1500, o relegata alla fine della vita dell‘artista, in un generale quanto sbrigativo consenso. Il distacco emotivo dei volti femminili è ancora quello di Piero della Francesca, gravido di silenzio sacro, anche se chiaramente rievocato dal passato dei ricordi. E mentre gli sguardi del gruppo centrale convergono appunto al centro, quello del bambino sulla Vergine e quello della Vergine abbassato e concetrato su di sé prima ancora che su un ipotetico fedele al centro in basso, i due santi guardano fuori lateralmente, con uguale angolazione, creando un anfiteatro virtuale di osservatori. Anche quanto si vede dello sfondo neutro e scuro è del tutto coerente con la severa impostazione dell‘immagine. La composizione esula quindi, pur senza parere, dagli schemi più rigidamente scontati e tradizionali.

The composition of this picture from Verona is monumental. The figures involved are compressed energetically into a fully filled space while keeping a perfectly legible sense of precedence and depth through confident delineation by the artist. They are drawn in a classical mode (Saint Joseph resembles a Hellenistic sage, such as the Lisia in Naples Museum; the child is like a little Eros or Dionysius) and the cold light and timelessness create an image of noble dignity, austerity and melancholy. The painting’s chronology was long in doubt, but it is now generally thought to be a late work, round about 1500, or even at the end of the artist’s life. The emotional detachment of the female faces is still the same as employed by Piero della Francesca, pregnant with sacred silence, even if clearly involved with memories of the past. And while the gaze of the central pair converges on the centre of the picture, the child looking at the Virgin and the Virgin looking down at herself before glimpsing a hypothetical believer below her in the centre of the picture, the two saints look laterally outwards at the same angle of gaze, conjuring up a virtual amphitheatre of onlookers. The dark and neutral background, too, is completely coherent with the severe structure of the composition. This is, therefore, something different to the more traditional and predictable depictions of this subject.

Sergio Marinelli

Sergio Marinelli

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cultura e territorio

Auguri di buone feste dalla Fondazione Masi Seasons‘ s Greetings from the Masi Foundation


Direttore editoriale Demetrio Volcic

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sommario contents

Direttore responsabile Antonio Di Lorenzo

cultura e territorio

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Segreteria di redazione Dora Stopazzolo

“FACCIAMO LARGO AL FUTURO” “LET‘S MAKE WAY FOR THE FUTURE” di Isabella Bossi Fedrigotti

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Traduzioni Stephen Hobley

“LADY AFRICA” CONTRO I PREDONI DELL’AVORIO “LADY AFRICA” AGAINST THE IVORY POACHERS

Impaginazione e stampa a cura di La Grafica – Vago di Lavagno (Vr)

di Alvise Zorzi

In copertina: Kuki Gallmann. Cover photograph: Kuki Gallmann.

Foto Giampaolo Mascalzoni

Anno 8 - Numero 23 - Dicembre 2012 - POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - 70% - DCB VERONA

Progetto grafico Neodesign Studio

IL BACCALÀ RACCONTA LE VENEZIE BACCALÀ TELLS THE STORY OF THE VENETO

Hanno collaborato a questo numero Mario Bagnara Lucio Bussi Ian d’Agata Gianfranco Fabi Sergio Frigo Andrea Gabbrielli Franco Ruffo Dora Stopazzolo Sara Tieni Enzo Vizzari Alvise Zorzi Referenze fotografiche Archivio Fondazione Masi Archivio Masi Archivio Kuki Gallmann Museo di Castelvecchio Giampaolo Mascalzoni Francesco Dalla Pozza Biblioteca Internazionale «La Vigna» Istituto Internazionale per l’Opera e la Poesia

UN VINO UNA STORIA WINE STORIES

“Facciamo largo al futuro” “Let‘s make way for the future”

La grande originalità delle bollicine del Trentino The great originality of sparkling wines from Trentino

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di Isabella Bossi Fedrigotti

PREMIO MASI MASI PRIZE

di Sara Tieni

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EDITORIALE EDITORIAL

VITE E VINO NELLE VENEZIE VINES AND WINE IN THE VENETIAN AREA

Le Venezie illuminano l‘orizzonte

5 Venetian regions illuminate the horizon di Antonio Di Lorenzo

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Kuki Gallmann “L’Africa è dentro tutti noi” Kuki Gallmann “Africa is inside all of us”

Che sorpresa! La vecchia pergola dà uve migliori

a surprise! The old pergola produces 44 What the best grapes di Andrea Gabbrielli

di Sara Tieni

“La musica deve riuscire a trasmettere stupore”

10 “Music must succeed in conveying wonder”

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di Gianfranco Fabi

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L‘Istria è un pezzo d’Italia: da sempre” “Istria is a part of Italy: and always has been” di Sergio Frigo

Masi al quadrato: un legame di vita dal Sudamerica

50 alla Valpolicella

Masi squared: the link between South America and Valpolicella

Stella: “La forza tranquilla del Nordest lo farà ripartire” Stella: “The quiet strenght of the North-East will start it up again”

di Lucio Bussi

VENEZIE ART DE VIVRE VENETIAN ART DE VIVRE

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INIZIATIVE DI FONDAZIONE FOUNDATION INITIATIVES

“Qualità e identità del vino: è la ricetta del successo” “Quality and identity: the recipe for success for wine” di Ian d’Agata

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“L’ironia di Dio” per rispondere agli interrogativi su fede e vita “L‘ironia di Dio” an answer to questions about faith and life di Franco Ruffo

Il baccalà è il biglietto da visita delle Venezie Baccalà the calling card of the Venetian regions

VITA NELLE VENEZIE: FATTI E APPUNTAMENTI LIFE IN THE VENETIAN AREA: NOTES AND EVENTS

di Alvise Zorzi

IL MESTIERE DEI CAMPI E DELLA CANTINA THE ART OF CULTIVATION AND OF THE CELLARS

L‘Amarone Masi al banchetto del re di Svezia a Stoccolma Masi Amarone on the King of Sweden‘s table in Stockholm di Dora Stopazzolo

di Gianfranco Fabi

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di Enzo Vizzari

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Novità dal mondo della Fondazione Masi News from the Masi Foundation

Così si costruivano le botti nella Francia del Settecento

32 How wine barrels were made in 18 -century France th

© 2012 – Fondazione Masi Villa Serego Alighieri Gargagnago di Valpolicella (Verona) Testi e immagini possono essere riprodotti, anche parzialmente, con autorizzazione Anno 8 - Numero 23 - Dicembre 2012 Pubblicazione quadrimestrale registrata presso il Tribunale di Verona il 24 giugno 2005, n. 1669

Pubblicazione realizzata con il contributo di Masi Agricola SpA

di Mario Bagnara

IL PERSONAGGIO FEATURED PERSONALITY Gianfranco De Bosio protagonista:

36 premio “europeo” e l‘Aida del Centenario

Focus on Gianfranco De Bosio: “European” prize and Centenary for Aida 3


PREMIO MASI MASI PRIZE

EDITORIALE EDITORIAL

“FACCIAMO LARGO AL FUTURO” “LET’S MAKE WAY FOR THE FUTURE”

LE VENEZIE ILLUMINANO L’ORIZZONTE Isabella Bossi Fedrigotti

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ssere ottimisti oggi: ci viene suggerito da tutte le parti, ivi inclusi, naturalmente, i direttori dei giornali, sempre alla ricerca – è una novità rispetto al passato – di buone notizie per le loro pagine, per non deprimere ulteriormente il lettore che di motivi di depressione ne ha già abbastanza. E adesso, che è la fine dell’anno, e non senza ansia si tenta di gettare un’occhiata in avanti per vedere cosa ci porteranno i mesi, davvero si vorrebbe poter essere un poco ottimisti. È realmente piatto l’encefalogramma? Ci sono segnali che lo smentiscono: quei turisti, per esempio, che continuano ad affollare le nostre città; quei tir che incessantemente, spesso in un’unica colonna, percorrono, in entrambe le direzioni, le strade che collegano con l’estero; il mercato del lavoro agricolo che continua a essere positivo; le nostre buone cose – vestiti, oggetti, cibo – che all’estero ancora, e da anni, fanno fortuna. E poi i giovani, la stragrande maggioranza dei giovani, non sono né choosy né schizzinosi, come il ministro ha ipotizzato. Non intorpiditi dal benessere o dal malessere, brigano, inventano, hanno idee. A questo proposito a me viene in mente una breve, indimenticabile scenetta vista sul palco del Teatro Filarmonico di Verona lo scorso 29 settembre al Premio Masi. Giovanni Battistoni, il giovanissimo direttore d’orchestra, assieme a tre amici musicanti, vi ha improvvisato un’irresistibile opera buffa suonata, cantata e parlata, non più lunga di dieci minuti, che ha incantato la folta (e fortunata) platea. Ricordo il commento di Gian Antonio Stella, grande escavatore di magagne italiane che, perciò, non pecca certo di ottimismo: “Per favore, facciamo largo”.

Isabella Bossi Fedrigotti, scrittrice e giornalista, collabora al Corriere della Sera con articoli di cultura e costume, tiene un forum di conversazione sul sito internet del Corriere. Tra i suoi maggiori successi letterari, Amore mio uccidi Garibaldi, Di buona famiglia (Premio Campiello) e La valigia del signor Budischowsky. È presidente della Fondazione Masi.

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VENETIAN REGIONS ILLUMINATE THE HORIZON

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e optimistic: this is the suggestion that arrives from every quarter, here as well of course. Newspaper editors are now always on the lookout – and this is a novelty compared to the past - for good news for their pages, so as not to depress their readers any further. After all, they’ve already got enough to be depressed about. And now it is the end of the year and we are trying to peer ahead into the future to see what the coming months will bring, a little bit of optimism is sorely needed. Is the brain scanner really lifeless? There are some contrary signs: all those tourists, for example, who continue to crowd our cities; all those lorries that travel in both directions, often in single file, in the roads that link us to the outside world; the market for agricultural goods that continues to be dynamic; our wonderful products – clothes, goods and food – that still make us rich abroad, and have done for years. And then young people, the vast majority of young people, are neither picky nor faddy, as the government suggests. They’re not rendered inert by too much or too little in their lives; they jockey for position, invent things and have ideas. Speaking of which reminds me of an unforgettable moment on the stage of the Teatro Filarmonico in Verona on 29th September this year at the Masi Prize when Giovanni Battistoni, the extremely youthful orchestral conductor, improvised an irresistible comic work of sound, song and speech with three musical friends that lasted no longer than ten minutes and delighted the packed (and fortunate) audience. I remember the comment from the great illuminator of Italian vice, Gian Antonio Stella, whose cardinal virtue is certainly not optimism: “Per favore, facciamo largo” – “Please, let’s make way for them”.

Isabella Bossi Fedrigotti, author and journalist, writes for Corriere della Sera on culture and modern life; she also has an interactive web forum on the Corriere site. Her most important literary successes include: Amore mio uccidi Garibaldi, Di buona famiglia (Campiello Prize) and La valigia del signor Budischowsky. President of the Masi Foundation.

Sandro Boscaini e Isabella Bossi Fedrigotti al Premio Masi. Sandro Boscaini and Isabella Bossi Fedrigotti at the Masi Prize.

di Antonio Di Lorenzo

Il Premio Masi da oltre trent’anni rappresenta una doppia testimonianza: da un lato indica quale sia il contributo delle Venezie alla cultura, alla solidarietà e all’arte, a livello nazionale ma anche a raggio più ampio. Dall’altro, il Premio accende uno spot sui personaggi della scena internazionale, sottolineando il loro ruolo decisivo nei cambiamenti che, prima e dopo la caduta del Muro di Berlino, hanno ribaltato l’orizzonte di riferimento per tutti. Da mons. Luigi Mazzuccato, che è in prima linea con i medici del Cuamm in Africa, ad Hans-Dietrich Genscher, in prima linea nell’unificazione della Germania e nell’abolizione della Cortina di Ferro, il Premio aiuta a comprendere quanto stiano cambiando i parametri della nostra vita sul vecchio pianeta Terra. A questa filosofia resta fedele l’edizione 2012 del Premio, che ha richiamato l’attenzione su temi decisivi: l’amore per la verità che Gian Antonio Stella testimonia quotidianamente nel suo lavoro di cronista; oppure la tutela dell’ambiente, che significa rispettare l’identità dell’uomo, come ribadisce la vita della straordinaria Kuki Gallmann da 40 anni in Africa; o ancora la capacità di “sentire” la Patria al di là dei confini nazionali usuali, anche se magari è proprio la Patria ad averti dimenticato, come insegna Giovanni Radossi. In tempi in cui la comunicazione rischia di essere piatta e superficiale, di travolgere senza coinvolgere, il Premio lancia un messaggio di profondità e di valori. Non è poco nel Villaggio Globale del Terzo Millennio, che è ricco di notizie ma povero di informazioni vere.

For more than thirty years, the Masi Prize has had a dual function: on the one hand it has identified the contribution that the Venetian regions have made to culture, social progress and art, both at a national level and beyond. And on the other hand, the Prize has shone a spotlight on international personalities, whose work in the period before and after the fall of the Berlin Wall, has been fundamentally important in changing the points of reference for all of us. From Mons. Luigi Mazzuccato, in the front line with the Cuamm doctors in Africa, to Hans-Dietrich Genscher, in the forefront of the struggle to reunite Germany after the lifting of the Iron Curtain, the Prize helps us to understand how much the parameters of our life on old planet Earth are changing. The 2012 edition of the Prize remains faithful to the same philosophy, and sheds its light on important themes: the love for truth shown daily by Gian Antonio Stella’s work as an investigative writer; or the care for the environment, which means respecting the identity of man, as shown in Kuki Gallmann’s extraordinary 40-year sojourn in Africa; or the ability to feel the call of the homeland from beyond the usual national confines, even if it’s the Homeland really that has forgotten you, as Giovanni Radossi tells us. In a time when communication risks being banal and superficial, overwhelming rather than involving, the Prize broadcasts a profound message about real values. This is no mean achievement in the Global Village of the Third Millennium, which is full of news but deprived of real information. 5


PREMIO MASI MASI PRIZE

KUKI GALLMANN “L’AFRICA È DENTRO TUTTI NOI” KUKI GALLMANN “AFRICA IS INSIDE ALL OF US”

di Sara Tieni

Ce la portiamo nel posto segreto dell’anima, perché l’umanità è nata laggiù “We keep it in a secret part of our soul, because that’s where humanity comes from” Kuki Gallmann colpisce subito per una certa impazienKuki Gallmann is immediately noticeable for a certain te luce negli occhi, l’accento curioso, frutto di un mix di restlessness in her eyes and an accent that’s difficult to italiano, swahili e inglese. Ha una mano elegantemenplace, part Italian, part Swahili and part English. She has te fasciata e semi paralizzata, « regalo » di un attacco di a hand that looks elegant but is semi-paralysed, “a prebracconieri, ma lei minimizza: « ora la muovo come i sent” from an attack by the poachers, but she makes primati ». L’autrice di molti bestseller, primo fra tutti l’aulight of it: «now I can move it like the primates». She is the tobiografico Sognavo l’Africa, parla dei suoi progetti con author of numerous bestsellers, the most important of l’entusiasmo di una ragazza ma con la pacatezza di chi which is her autobiography “I dreamed of Africa”, and she è « nell’inverno della sua vita ». talks of her projects with the enthusiasm of a young girl Kuki è in Italia di passaggio « sono qui di corsa: ci torno but the calmness of someone «in the winter of her life». poco e sempre per un motivo, mai in vacanza. Non Kuki is passing through Italy: « I’m just here for a mola trovo per nulla cambiata. Qui in Valpolicella poi, tra ment: I don’t come back often, always for a specific queste vigne, il tempo è come se si fosse fermato ». reason and never on holiday. I don’t find that anything È insieme alla figlia Sveva, produttrice, con cui vive has changed. Here in the vineyards of Valpolicella it is a Ol ari Nyiro, che significa « il posto as if time has stood still ». She’s here della primavera », un ranch di 100mila “Difendo l’ambiente: with her daughter Sveva, the farmer, acri nella regione di Laikipia nella parwith whom she lives at Ol ari Nyiro, è il tempio te nord del Kenya, gestito dalla Galwhich means « the spring-time place » del mondo” lmann’s Memorial Foundation. Da lì, and is a hundred-thousand-acre ranch tra piante di acacia e baobab, habitat in the Laikipia region of northern Ken“I protect the di specie in via di estinzione (oltre agli ya, administered by the Gallmann Meenvironment: elefanti anche i rinoceronti neri) scrive morial Foundation. There, surrounded it’s the temple i suoi libri (il prossimo è in arrivo per by acacia and baobab trees, the habiMondadori) e si impegna a difendere tat of animal species threatened with of the world” la sua Africa con mille progetti: « Vorrei extinction (not just elephants but also 6


tentare di convincere il governo italiano a firmare un black rhinoceroses) she writes her books (Mondadori trattato contro il contrabbando dell’avorio durante il is about to publish the next one) and she takes a stand prossimo convegno in Thailandia: io ci sarò ». on defending her Africa with a thousand projects: « I Lei “veglia” sugli elefanti 24 ore su 24 dagli attacchi would like to try to convince the Italian government to dei bracconieri: non ha mai paura? sign a treaty against ivory smuggling at the next con« No. E non perché sia una superwoman ma perché, ference in Thailand: I’ll be there ». dopo essere sopravvissuta alla morte di un figlio, sento You “keep watch” over the elephants 24 hours a day, di non temere più nulla. È stato forse l’ultimo regalo di protecting them from poachers: aren’t you ever afraid? Emanuele (scomparso nel 1983 per il morso di un ser« No. And not because I am Superwoman, but because pente, ndr): liberarmi dalla paura ». after having witnessed the death of my son (who died Il National Geographic ha dedicato un servizio al of a snake bite in 1983) I have nothing more to be massacro degli elefanti: sono 25mila gli esemplari afraid of. This was perhaps Emanuele’s last gift to me, uccisi solo nel 2011. Chi sono i principali predatori to free me from fear ». dell’avorio? National Geographic has written about the slaugh« Il problema più grande è la Cina. Lì il governo ha autoter of the elephants: some 25,000 were killed in rizzato l’apertura di almeno 35 fabbriche e 130 rivendite 2011. Who are the principal ivory poachers? d’avorio che è utilizzato principalmente per l’intaglio di «The biggest problem is China. There the government immagini sacre. La cosa scandalosa è che lo Stato fihas allowed the opening of at least 35 ivory workshops nanzia anche corsi universitari per intagliatori di avorio, and 130 ivory shops, largely devoted to the carving of reliper esempio alla Beijing University of Technology. Ma gious images. The scandal is that the state also finances sa una cosa? Alla fine siamo tutti responsabili di questo university courses in ivory carving, for example at Beijing scempio quando compriamo un oggetto d’avorio, ben University of Technology. You know one thing? In the end più dei bracconieri. Essi cacciano spinti dalla fame e dalwe’re all responsible for the slaughter of the elephants la degradazione ». when we buy something made of ivory, a lot more than Lei è famosa anche per un progetto di recupero, the poachers. Their motives are hunger and poverty». proprio dei bracconieri. You are famous for setting up a rehabilitation pro« Sì, cerco di dar loro un futuro, non di rispondere a ject, exactly for these poachers. violenza con altra violenza. Tempo fa ho fatto un espe«Yes, I try to give them a future, and not to respond to rimento con mia figlia Sveva: ho ottenuto il permesso violence with more violence. A little while ago I carried di scarcerare alcuni giovani out an experiment with my arrestati per bracconaggio e daughter Sveva: I got permis“Difendo gli elefanti ho insegnato loro a fare gli sion to take some young men ma non sono superwoman” acrobati. Si sono esibiti anarrested for poaching out of che all’ambasciata di Nairoprison and I taught them how “I protect elephants, bi: un successo. È un grande to be acrobats. They even perbut I’m not Superwoman” messaggio di speranza per formed at the embassy in Naitanti giovani come loro. Se robi: a great success. It’s a sign il mondo avesse più scrittoof hope for many youngsters ri, pittori, giocolieri e artisti in like them. If the world had generale, sarebbe un mondo more writers, painters, permigliore ». formers and artists in general, Non è un atteggiamento it would be a better place». troppo ottimista il suo, in Aren’t you being a bit over questo momento di crisi? optimistic in a time of crisis « Tutto il mondo sta attraverlike the moment? sando un periodo difficile. «The whole world is going Kuki con la figlia Sveva e Lynne Sherriff Lo vedo in Kenya, dove vivo, through difficult times. I see al Teatro Filarmonico per il Premio Masi. Kuki with daughter Sveva and Lynne Sherriff e poi in America e Medio this in Kenya, where I live, and at the Teatro Filarmonico for the Masi Prize.

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“I maggiori consumatori di avorio sono i cinesi” “The biggest consumers of ivory are the Chinese”

Oriente. Penso alla Siria, alle tragethen in America and the Middle East. die che stanno accadendo. Tuttavia Think of Syria, and the tragedy that’s abbiamo bisogno di soluzioni non happening there. Nevertheless, we di deprimerci. Io sono una sopravneed to find solutions, not to get vissuta e credo che bisogna vivere depressed. I am a survivor I believe la vita come un gioco continuando that you need to live life like a game, a vedere il mondo con occhi nuocontinually seeing things in different vi. Difendo l’ambiente con tutte le ways. I protect the environment with mie forze perché è il nuovo tempio all my strength because it is the new del mondo: quelli che vivono nei temple of the world: the people who grattacieli si sono dimenticati che live in skyscrapers have forgotten veniamo dalla terra e torneremo that we come from the earth and we alla terra. Se difendiamo l’ambienwill return to the earth. If we defend te aiuteremo anche il resto. Tutto: the environment we will help with la povertà, le guerre, la degradaall the rest. Everything: poverty, war, zione, derivano dalla distruzione degradation, it’s all a result of the dell’ambiente ». destruction of the environment». Lei è cresciuta con un padre You grew up with a famous writer, Kuki Gallmann con Joy Terekiev, Editor Narrativa Straniera famoso scrittore, Cino Boccazzi, Cino Boccazzi, as a father. He was di Arnoldo Mondadori Editore. grande viaggiatore e amante del a great traveller and he loved the Kuki Gallmann with Joy Terekiev, Foreign Sahara: è stato lui ha instillarle il Sahara: was it he who gave you a Storie‘s Editor at Arnoldo Mondadori Editore. senso dell’avventura? sense of adventure? « Certo. Mio ha padre mi ha allevato « Absolutely. My father brought me pensando che tutto è possibile. E a pensare fuori dagli up to believe that everything was possible. And to think schemi. Mi diceva, “tu buttati, che poi voli”. Egli, originaoutside of the box. He used to tell me: “have a go, and rio della Valle d’Aosta, mi portava ad arrampicare sulle then you’ll fly”. He came from Valle D’Aosta originally, montagne facendomi percorrere il sentiero più difficile. and he used to take me climbing in the mountains, Camminavamo e sudavamo per mezza giornata, poi making me take the most difficult routes all the time. arrivavamo alla meta e scoprivamo che c’era una straWe used to sweat and strain for half a day, and then da comodissima. Una volta, protestai e mi disse: “Vedi we’d get to our destination and discover there had Kuki la vita è così, c’è sempre un altro modo per fare le been a much easier route all along. Once, when I arcose” ». gued with him about this, he said to me: “Look Kuki, life Ha vissuto in tutto il mondo: dove è casa per lei? is like this, there’s always another way to do things” ». « In Kenya. Credo che il mal d’Africa nasca dalla nostra You have lived all over the world: where is your? esigenza di tornare alle nostre origini. In fondo l’uma« Kenya. I think that Africa’s troubles come from our nità è nata lì. Non vedo l’ora di tornare dai miei storni. need to return to our roots. In the end, humanity was Vivono nel mio giardino, mi volano in mano, e si appolborn there. I can’t wait to return to my starlings. They laiano persino sul computer quando scrivo. È come se live in my garden, sit on my hand, and even come and questi piccoli uccelli, nel tramonto della mia vita, avesperch on my computer when I’m working. It is as if sero capito che si possono fidare ». these little birds have discovered, in the twilight of my life, that they can trust me ».

Sara Tieni, 36 anni, giornalista professionista. Ha collaborato con le testate nazionali Anna, Donna Moderna, Grazia. Dal 2006 lavora al magazine Vanity Fair e dal 2010 alla testata online del giornale, VanityFair.it. Grande appassionata di enogastronomia segue la sezione VanityFood.

Sara Tieni, 36 years old, is a professional journalist. She has written for national titles such as Anna, Donna Moderna and Grazia. Since 2006 she has worked for Vanity Fair magazine, and since 2010 for the online version, VanityFair.it. She is a great food and wine enthusiast and manages the VanityFood section.

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PREMIO MASI MASI PRIZE

“LA MUSICA DEVE RIUSCIRE A TRASMETTERE STUPORE” “MUSIC MUST SUCCEED IN CONVEYING WONDER” di Gianfranco Fabi

Battistoni nel 2013 festeggerà il centenario dell’Arena e i 200 anni di Verdi Battistoni will celebrate the Arena’s centenary and 200 years of Verdi in 2013 « Avvicinare la musica ai giovani è un dovere per un ar«Getting young people interested in music is a duty for tista e per questo è importante anche portare la musiperformers, and part of this involves taking music out ca fuori dai teatri tradizionali e dalla sale da concerto, e of its usual concert hall context and performing it in difandare in luoghi diversi, magari dove di solito si ascolta ferent places, perhaps even places where youngsters musica rock, oppure in posti come l’Arena di Verona go to listen to rock music, or to places like the Arena dove le opere liriche si vivono con grande emozione ». in Verona where opera is such an exciting experience». Andrea Battistoni, classe 1987, diAndrea Battistoni, class of 1987 rettore d’orchestra ormai afferbut already an established intermato a livello mondiale, Premio national orchestral conductor in Masi “Civiltà Veneta” per il 2012, his own right, Masi Civiltà Veneta ha la passione della musica nel Prize 2012, has a passion for musangue e, come tutte le vere sic in his blood, and just like all passioni, non può che cercare di enthusiasts, he can’t wait to tell condividerla in ogni occasione. you all about it. He talks about Sul podio da direttore innanzihis work as a conductor, above tutto, interpretando con grande all, interpreting the most intricate personalità le partiture più diffiand emotion-laden music. But cili e dense di tensione emotiva. he also talks about music and Ma anche parlando di musica e musicians, and composers and musicisti, di autori e di strumeninstruments, convinced of the “È decisivo avvicinare la ti, convinto del fatto che avefact that the possession of a talmusica ai giovani” re un talento impone anche la ent implies a responsibility to talk “It‘s crucial to bring music responsabilità di comunicarlo e about it and share it. condividerlo. « Ho avuto la fortu«I was lucky enough», says Batto young people” na – afferma Battistoni – di natistoni, «to have been born in a 10


“Il direttore d'orchestra scere in una famiglia dove family where music was dev’essere fedele e originale” la musica è sempre stata always an important part “A conductor must be both faithful importante, ma nei primi of life, but when I was and original” anni non avevo l’intenzioyoung I had no intention ne di fare il musicista. Ho of becoming a conductor. I studiato violoncello, ma studied the ‘cello, but then ho presto scoperto l’orcame a fascination for the chestra, dapprima suowhole orchestra, first of all nandoci e poi avendo playing in it, and then getl’occasione di dirigerla. Sul ting the chance to conpodio ho sentito che quelduct. I learned that this was lo era il modo di concethe real way to understand pire la musica: il direttore music. An orchestral cond’orchestra ha un grande ductor has the great and vantaggio, paradossalmenparadoxical advantage of te quello di non suonare. not having to play an inAntonello Piroso e Andrea Battistoni sul palco del Teatro Filarmonico Cantare o suonare è molstrument. Singing or perper il Premio Masi. Sotto, il pubblico. to più difficile che dirigere forming with an instrument Antonello Piroso and Andrea Battistoni on stage at the Teatro Filarmonico for the Masi Prize. Below, the public. un orchestra ». are much more difficult Ma il direttore d’orchestra activities than directing an ha una precisa responorchestra». sabilità: deve essere l’interprete autorevole, fedele ma In fact, the conductor has a very particular role to play: insieme originale, di quello che i grandi musicisti del he must be the faithful interpreter of what the great passato hanno voluto esprimere. « Anche perché – sotcomposers of the past intended to express, faithful but tolinea Battistoni – i compositori ci hanno lasciato solo original at the same time. «Also because what they left dei fogli. È compito di chi interpreta cercare di far vivere us was just sheets of paper. It’s the conductor’s job to quello che si crede pensasse l’autore. Dobbiamo cercabring what he thinks the composer intended to life. Just re di riappropriarci di quello che gli autori volevano dire. think of Beethoven’s rages. Every man is alone, every

Pensiamo alla rabbia di Beethoven. Ogni uomo è solo, man is an island. But when you listen to music you reogni uomo è un un’isola. Nel momento in cui si ascolalise that we all have the same concerns and the same ta la musica ci si rende conto che si possono vivere le emotions; and consequently we feel less alone when stesse ansie, le stesse emozioni e così ci possiamo senconfronted with our daily travails». tire meno soli nella nostra difficile realtà ». Una realtà in Music thus becomes a sort of universal language, not cui la musica si inserisce come linguaggio universale, just an expression of beauty through the harmony of non solo come passione estetica per il bello, per l’armoits sounds and its rhythms and tonality. It says somenia dei suoni, per i ritmi e le tonalità che parlano insiething to the heart and the mind at the same time, also me al cuore e alla ragione, ma anche e forse soprattutto and above all because it’s always the manifestation perché è sempre l’espressione of someone’s personality, with di una personalità, con la propria a unique history, feelings and “Di Beethoven devo provare sensibilities. storia, le proprie sensazioni, i prola sua stessa rabbia” pri sentimenti. In a “magical” place like the AreIn un luogo “magico” come l’Ana at Verona such sensations “I need to experience rena di Verona queste emozioni are at their most vivid. This year Beethoven’s rage” trovano una delle espressioni più maestro Battistoni has conductforti. Quest’anno all’Arena il maeed Puccini’s Turandot there, and stro Battistoni ha diretto la Turannext year it will be La Traviata, dot di Giacomo Puccini e nel 2013 celebrating both 100 years of the dirigerà la Traviata festeggiando Festival and 100 years since Giinsieme i cent’anni del Festival e useppe Verdi’s birth. di duecento anni dalla nascita di Battistoni’s links with Verona reGiuseppe Verdi. Il legame con Vemain very strong. «Verona is imrona resta molto forte. « È una città bued with art. The Arena has immersa nell’arte. L’Arena – afferalways been an exciting place ma il maestro – è stato un teatro for me», says the maestro, «and che mi ha sempre dato grandisI have been there to experience sime emozioni da quando, fin da opera ever since I was a child. In Andrea Battistoni con Massimilla Serego Alighieri. bambino, andavo per vivere l’opethe Arena you don’t listen to an Andrea Battistoni with Massimilla Serego Alighieri. ra. Perché all’Arena le opere non si opera, you live it». Especially if the ascoltano, si vivono ». Soprattutto conductor is capable of commuse il direttore sa comunicare la sua grande passione. nicating his great passion for it. Una passione che Battistoni ha trasmesso anche in un This year, Battistoni has given voice to his passion for libro scritto quest’anno e che ha un titolo molto signimusic in a book with the telling title Non è musica per ficativo: Non è musica per vecchi. Raccogliendo una vecchi (“This isn’t music for old people”). The chalsfida: quella di superare il modo formale, e molto speslenge is to get past the formal, but often unregulated, so improvvisato, con cui si insegna la musica. Perché la way music is taught today. Music is not just a technical musica non è solo tecnica, ma è soprattutto emozione. achievement, it’s also an emotional experience. And E la musica nella scuola, così come nella vita di oggi, the music to be found in today’s classrooms needs deve ritrovare la capacità di trasmettere un perenne to rediscover a capacity for transmitting a sense of stupore. wonder.

Gianfranco Fabi, giornalista, è stato dal 1987 al 2009 vice-direttore al Sole 24 Ore e dal 2008 al 2010 direttore di Radio24. Insegna economia al Master di comunicazione dell’Università cattolica.

Gianfanco Fabi – journalist. Deputy manager of Sole 24 Ore from 1987-2009 and director of Radio24 from 2008-2010. Teaches Economics as part of the Masters in Communication at the Università Cattolica.

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PREMIO MASI MASI PRIZE

“L’ISTRIA È UN PEZZO D’ITALIA: DA SEMPRE” “ISTRIA IS A PART OF ITALY: AND ALWAYS HAS BEEN”

di Sergio Frigo

Giovanni Radossi: “La Patria non deve dimenticare questa terra” Giovanni Radossi: “The motherland must not forget this area” « Io ricordo sempre che l’equilibrio dell’Istria si regge sulla formula dell’acqua: due parti di idrogeno, i croati e gli sloveni, e una parte di ossigeno, noi italiani; e senza la “O” non è che ci sia meno acqua, ma l’acqua proprio non c’è ». Con questa metafora Giovanni Radossi, 76 anni, il “Guardiano dell’Istria”, premiato con il Masi per la Civiltà Veneta, illustra efficacemente la sua idea di convivenza fra le diverse etnie nella “Soglia della Serenissima”: « A chi pensa che la nostra presenza qui sia l’eredità degli ultimi, infausti periodi della storia, replichiamo che in Istria l’Italia c’è da sempre. Croati e sloveni sono quello che sono anche grazie al nostro retaggio: proprio come l’ossigeno che unito all’idrogeno dà origine all’acqua ». Nonostante gli anni, le vicissitudini subite, la facilità di commuoversi, Radossi è tenace e solido come le querce che nella sua terra resistono al tempo e agli elementi. Con il suo “Centro di Ricerche Storiche di Rovigno” ha difeso per tutta la vita non delle anacronistiche pretese irredentiste, ma il diritto di una comunità a vedere tutelata la propria identità, a preservare le proprie radici e la propria autonomia nella pacifica integrazione con le altre etnie. Era una comunità fiorente, che – come mostrano le mappe di inizio Novecento – era insediata soprattutto nelle città, e quindi nelle zone più ricche e popolose, 14

«I always say that Istria’s make-up is like the chemical formula for water: two parts of hydrogen (the Croats and the Slovenes) to one part of water (us Italians), and if the “O” part is missing it’s not that there’s less water, it’s no longer water at all». This is the metaphor that 76-year-old Giovanni Radossi, the “Guardiano dell’Istria” and winner of the Masi Civiltà Veneta Prize, uses to illustrate his idea of the shared heritage of the different ethnic groups who live on the “Threshold of the Serenissima”: «To those who say that we are here thanks to a particularly unedifying episode in history we reply that Istria has always been part of Italy. The Croats and the Slovenes live peaceably here thanks to us too: we are the oxygen that combines with hydrogen to make water». Despite his age, and all he’s lived through, and the ease with which emotions overcome him, Radossi is as strong and solid as an oak planted to outface the weather and the elements in his land. He and his “Centro di Ricerche Storiche di Rovigno” have tried all their lives not to defend an illusory and anachronistic irredentism, but the right of a community to see its identity upheld and to preserve its roots and independence in peaceful integration with other ethnic groups. Once upon a time, it was a flourishing community – as early twentieth century maps show – with the Italian popula-

Demetrio Volcic, presidente onorario della Fondazione Masi, consegna sul palco del Teatro Filarmonico di Verona una bottiglia di Amarone, simbolo del premio, a Giovanni Radossi. Demetrio Volcic, honorary president of the Masi Foundation gives a bottle of Amarone, the Masi Prize symbol, to Giovanni Radossi at the Teatro Filarmonico in Verona.


Accanto, i cinque premiati assieme a Sandro Boscaini e Isabella Bossi Fedrigotti. Al centro, il conte Pieralvise Serego Alighieri con Giovanni Radossi e Marino Budicin, vicesindaco di Rovigno. A sinistra, Marzio Breda, giornalista che ha condotto l’incontro con la stampa, con Radossi e Gian Antonio Stella. Immediately left, the five prize winners with Sandro Boscaini and Isabella Bossi Fedrigotti. Centre, Count Pieralvise Serego Alighieri with Giovanni Radossi and Marino Budicin, deputy mayor of Rovigno. Left, Marzio Breda, who conducted proceedings with the journalists, and Radossi with Gian Antonio Stella.

mentre sloveni e croati occupavano soprattutto la camtion occupying the towns, the richest and most populous pagna. Via via il prevalere dei diversi nazionalismi, gli areas, while the Slovenes and Croats were to be found scontri interetnici e le massicce ondate dell’esodo hanmostly in the countryside. Little by little, as other nationno ridotto gli italiani a minoranza (anche se Radossi non alities gained the upper hand, and as inter-ethnic clashama questo termine che allude inevitabilmente a uno es and mass emigration have reduced the Italians who stato di minorità), e solo la tenacia di coloro che sono remain to a minority (even if Radossi is uneasy with a rimasti – scontrandosi dolorosamente anche con amici term that implies a permanent reduction in status), it is e parenti che nel dopoguerra se ne sono andati a cenonly the tenacity of those who remain – a sad contrast tinaia di migliaia – ha salvaguardato le vestigia culturali, with the friends and relatives who emigrated in their artistiche, linguistiche, dell’Italianità. Cita il poeta Vencehundreds of thousands immediately after the war – that slao Krizmanich, Radossi: “Sono rimasto con Te, / perché has preserved the Italian cultural, artistic and linguistic sono in me / tutti i tuoi ieri, / i tuoi domani”. heritage of the area. Radossi quotes the poet Venceslao « Senza mai essermi spostato da Rovigno – racconta lo Krizmanich: “I have stayed with you / because in me studioso – sulla mia testa ho visto sventolare, in periodi there are / all your yesterdays, / all your tomorrows”. diversi, sette bandiere: a spostarsi sono stati i confini. A «Without ever leaving Rovigno – Radossi says – I have chi ci accusa di aver abbandonato l’Italia, noi rispondiaseen seven different flags fly over the town: it’s the bormo che è stata l’Italia ad abbandonare noi. Per questo ders that have moved. To those who accuse us of abancrediamo ora di avere il diritto di chiedere un sostegno doning Italy, we reply that it was Italy that abandoned alla nazione madre: impresa più difficile in questi temus. This is why we believe we now have the right to ask pi, in cui al contrario la finanziaria italiana the mother country to make it easier for prevede dei tagli a questi trasferimenti ». businesses to come here in these diffi“A Rovigno ho Non si tratta neanche di ottenere delle cult times, rather than to cut the financial visto sventolare leggi di tutela (che in parte già ci sono), support for such business transfers, as e neppure solo di farle applicare (« Quanthe plan seems to be at the moment». sette bandiere” do qualcuno se ne dimentica l’autorità It is not that special laws would have to be “I’ve seen seven interviene: il fatto che la Croazia sia in created (partly, they already exist), and it’s national flags flying not that these laws need to be activated lista d’attesa per entrare in Europa ci aiu-

ta e ci fa sentire meno soli »). Quello che Radossi chiede soprattutto a noi, suoi connazionali, è di guardare all’Istria con occhio diverso, quello che si riserva a una parte della propria patria: « Vorrei che non vi limitaste a venire in Istria a fare i bagni al mare – dice – ma che imparaste a conoscerla e ad apprezzarla tutta, con la sua natura, la sua arte, la sua storia. Mi piacerebbe che invece di innamorarvi e poi portare in Italia le nostre ragazze, vi fermaste a vivere da noi: c’è la crisi, ma ci sono anche delle opportunità ». Ma Radossi non si limita ad un appello ai sentimenti: se il Centro di Ricerche ogni anno ospita un migliaio di studenti e 800 giovani ricercatori internazionali, la sua ultima proposta è la creazione di un’Agenzia per l’immigrazione che promuova queste idee sul campo, illustrando come si vive in Istria, quali opportunità di lavoro e di investimento vi siano, e come si fa a venirci ad abitare. Non per favorire un esodo al contrario, ma radicare ancor più una presenza veneta e italiana che qui è come una pianta autoctona.

Sergio Frigo, laureato in lingue e letterature straniere, è capo servizio a Il Gazzettino, dove si occupa di cultura. Ha fondato la rivista di relazioni interculturali Cittadini dappertutto, è direttore responsabile dei periodici Parliamo Africa e Il paginone e collabora con la rivista Nordesteuropa. Fa parte del Comitato scientifico del Centro Studi Dino Buzzati. Ha scritto il libro Noi e loro (ed. Canova) e “Caro Zaia, vorrei essere leghista ma proprio non ci riesco” (ed. Biblioteca dell’Immagine).

(«When they are needed the authorities intervene: the fact that Croatia is on the waiting list for membership of the EU is a great help for us and makes us feel less alone»). What Radossi asks us, his co-nationals, to do most of all is to look at Istria in a different way, in the same way as we would look at a part of our homeland: «I would like you to come to Istria not just to have a beach holiday – he says – but to get to know it and appreciate it better, its nature, its art and its history. Instead of coming here and falling in love with the place and taking our young women back to Italy, I’d like you to stay and live with us here: yes, we’re in crisis, too, but there are opportunities here as well». Radossi doesn’t limit himself to words either. His Centro di Ricerche hosts a thousand students and 800 young international researchers every year, and his latest proposal is for an immigration agency to promote the idea in the field, explaining how one lives in Istria, what work is available, what financial support can be found, and how to come and live there. Not to start any kind of exodus, but on the contrary, to root the native plant that is a Venetian and Italian presence in the are even more firmly in the soil.

With a degree in languages and foreign literature, Sergio Frigo is the head of the culture section at Il Gazzettino. Founder of the crosscultural relations magazine Cittadini dappertutto and managing director of the periodicals Parliamo Africa and Il paginone. Contributor to the magazine Nordesteuropa. Part of the scientific committee of Centro Studi Dino Buzzati. Author of the book Noi e loro (pub. Canova) and “Caro Zaia, vorrei essere leghista ma proprio non ci riesco”” (pub. Biblioteca dell’Immagine).

over Rovigno” 16

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PREMIO MASI MASI PRIZE

STELLA: “LA FORZA TRANQUILLA DEL NORDEST LO FARÀ RIPARTIRE” STELLA: “THE QUIET STRENGHT OF THE NORTH-EAST WILL START IT UP AGAIN” Ilvo Diamanti e Gian Antonio Stella al Filarmonico. Ilvo Diamanti and Gian Antonio Stella at the Filarmonico.

di Antonio Di Lorenzo

“Dopo l’ubriacatura degli anni passati, le Venezie hanno ritrovato se stesse” “After the drunkenness of recent years, the Venetian region has found itself again” È ritenuto un maestro indiscusso dell’intervista. Ne ha scritte centinaia in quarant’anni di carriera. Gian Antonio Stella, Premio Masi per la Civiltà Veneta, iniziò a scrivere su una rivista sportiva vicentina da studente in seconda liceo classico. Chi intervistò? Ezio Vendrame, giocatore del Lanerossi Vicenza per “Sport 70” di Franco Mognon ed Enzo Bordin. L’intervista più divertente? Quella a Giovanni Leone. L’ex presidente della Repubblica era già anziano. Mi accolse con un cardigan color panna che gli arrivava alle ginocchia. Mi mise in mano dei fogli spiegandomi in napoletano: “Aggio faticato pure per lei”. Era l’intervista già pronta: aveva scritto domande e risposte. Naturalmente la mise da parte. Certo. Iniziammo a chiacchierare. Dopo mezz’ora finalmente si accorse che il registratore era acceso. Si infuriò. Chiamò al telefono un certo Gaetano: “Mi hanno mandato un fetentone”. Mi passò il telefono. Era Afeltra: “Tranquillo, poi gli passa”. Uscii, andai a cena. Non c’era copertura del telefonino. Quando lo riaccesi trovai sette, dico sette, messaggi in segreteria: “Stella, sono Leone… facimmo ‘a pace”. L’intervista più importante? 18

He is regarded as the undisputed maestro of the interview, and he’s carried out hundreds of them in his forty-year-career. Gian Antonio Stella, Masi Civiltà Veneta Prize winner, began his career with a student sports publication in Vicenza when he was still at high school. Who did you interview first? Ezio Vendrame, the Lanerossi Vicenza player, for Franco Mognon and Enzo Bordin’s “Sport 70”. Who was your most amusing interview? Giovanni Leone. The former President of the Republic, who was already an old man. He greeted me in a cream-coloured cardigan that reached down to his knees and thrust some papers into my hand, saying, in Neapolitan dialect, that he’d done something for me: “Aggio faticato pure per lei”. He’d given me the interview readymade, with questions and answers written out. Naturally, you put it to one side. Of course. We began to chat straight away. After half an hour he finally realised that my tape recorder was running. He flew into a rage and telephoned someone called Gaetano: “They’ve sent me a real shit”. He passed me the phone. It was Afeltra: “Don’t worry, he’ll get over it”. I finished, and went out to dinner. I couldn’t get any signal on my mobile. When I got it working again there were seven, repeat seven, answerphone messages: “Stella, it’s Leone… let’s make peace”.

Nelle cantine di Masi, Gian Antonio Stella (come tutti gli altri premiati) firma la botte di Amarone. Nelle pagine successive, la visita alla Cantina e un’immagine del pubblico alla cerimonia del Premio al Teatro Filarmonico. Like all the other prize winners, Gian Antonio Stella autographs the Amarone barrel in the Masi cellars. Overleaf, visiting the cellars and a view of the public at the Masi Prize awards ceremony in the Teatro Filarmonico.


Quella a Ratzinger poco prima che diventasse papa. Mi Your most important interview? colpì la sua casa stracolma di libri. E badi che io sono With Ratzinger just before he became pope. His house cresciuto in una casa piena di libri: papà li metteva was stuffed full of books. It made a real impression dappertutto, anche in bagno, si faceva costruire delle on me. And I came from a house of books: father put micro-librerie appositamente. Ma Ratzinger ne aveva them everywhere, even in the bathroom, there were di più. collections all over. But Ratzinger had more. Che impressione ebbe di Ratzinger? What was your impression of Ratzinger? Ho avuto la fortuna di dare la mano a due papi. Seguii I have been fortunate enough to shake the hand of Giovanni Paolo II in vacanza a Lorenzago. Aspettantwo popes. I followed John Paul II on holiday in Lorendo l’elicottero ci salutò tutti. Gli strinsi la mano. O mezago. While waiting for the helicopter he shook everyglio, me la strinse lui: aveva il polso di uno scaricatore one’s hand. I took his hand. Or rather, he seized mine: del Volga. Era una stretta molto maschia, robusta, forte he had the grip of a Volga boatman. It was a very rocome la sua personalità. Mi colpì molto. bust and masculine grip, as strong as his personality. It E quella di Ratzinger? impressed me greatly. Dà la mano in modo opposto: educato, debole, insomAnd Ratzinger? ma era una stretta diversa. L’altro era un camallo, queHe shook hands in quite the opposite way: educated, sto un professore di latino. weak, totally different. The first pope was a horse, this L’intervista impossibile? one is a Latin teacher. A Mina. L’ho chiesta più volte. Niente da fare. Ha un Your dream interview? fascino enorme. È una donna intelligente. Non è la With Mina. I have asked her many times. But there’s nothmia cantante preferita ma è bravissima. Mi incuriosiing doing. She is really fascinating. An intelligent woman. sce il fatto che abbia vissuto tante vite sovrapposte: She’s not my favourite singer, but she’s very good. I’m scrive benissimo, è intelligente, arguta, vive il diviintrigued by the fact that she lives so many overlapping smo (perché lei lo è, una diva) restando una persolives: she writes well, she’s intelligent, she’s witty, and she na tranquilla e semplice. Capisco anche perché lei si lives like a diva, because that’s what she is, while remaindifenda. ing a calm and uncomplicated person. I also understand Qual è il segreto di un’intervista riuscita? why she rebuts the interview. Che bisogna essere in due. Non è una battuta. Se il What’s the secret of a good interview? grande intervistatore parla con un citrullo o uno sciocIt takes two to do it. Which is not a joke. If a great inco intervista Greta Garbo, nell’uno e nell’altro caso terviewer tries it with a fool, or an idiot interviews Greta non esce niente. Serve Garbo, the result will be a uno che ponga le domandisaster, in both cases. de giuste e un altro che The interviewer needs to ask deve dire qualcosa. Mathe right questions, and the gari delle scemenze, ma interviewee needs to have qualcosa. Se no neanche something to say. Even if it’s Montanelli ci riuscirebbe. rubbish, but something inMi viene in mente Arnaldo teresting nonetheless. And Forlani… if not, not even Indro MonPerché? tanelli could make it work. Durante un’intervista il granI remember the case of Arde Emmanuele Rocco lo innaldo Forlani… terruppe e gli disse: “Si renWhy? “L’intervista dei sogni? de conto che non sta diHe was being interviewed by Non ho dubbi: con Mina” cendo niente? ” E lui: “Potrei the great Emmanuele Roc“Your dream interview? andare avanti per ore…”. co, who interrupted him and Lei ha visto da vicino ansaid: “Do you realise that No doubt about it: with Mina” che Cossiga. you’re not actually saying 20

Con lui portavi sempre a casa qualcosa: una battuta, una provocazione. Quando Luigi Pintor pensava di liquidarlo dandogli dell’ex Presidente, Cossiga rispose: “Lui è un ex sardo”. Terribile. Anche Andreotti era un battutista notevole Ho visto assieme a lui “Il “Con Andreotti ho gobbo di Nôtre Dame” e sulla gobba” poi gli ho fatto un’inter“An interview with vista sulla gobba. Mi raccontò che durante una hunchbacks” vacanza in Egitto la moglie aveva organizzato una gara di gibbosità tra il marito, le dune e il cammello. “Vinse il cammello”, ricordò sorridendo Andreotti. Com’è il suo rapporto col vino? Mi piace molto, ma non posso dire di essere un intenditore. Ne bevo pochissimo perché non me lo posso permettere. Mi alzo alle cinque e mezzo e poi lavoro. Magari un bicchiere alla sera. Due. Vivo bevendo acqua, ma non sono astemio. Mi consola il fatto che Garibaldi fosse astemio totale. Diciassette anni dopo “Schei”, com’è il Nordest? Allora era ubriaco di se stesso, convinto che nessuno in tutto il pianeta fosse all’altezza dei veneti e che in fondo anche i cinesi, rispetto a uno di Montecchio o Ponzano, fossero un po’ lavativi. Fece danni seri, quella ciucca. E l’unica cosa forse positiva di questa crisi è che stiamo tornando alla sobrietà. Necessaria per ripartire. Dopo di che, torneremo ad alzare il calice. Senza esagerare: meglio un calice di vino buono che un bottiglione da sbronza…

Antonio Di Lorenzo, giornalista, è caporedattore de Il Giornale di Vicenza. Ha scritto vari libri su argomenti di storia locale, economia, architettura e gastronomia. È stato direttore tecnico del “Master in Giornalismo” all’università di Padova.

anything?” The reply was: “I could go on for hours…” You had some close encounters with Cossiga. You always got something out of him: a joke or a dig in the ribs. When Luigi Pintor thought he had him by calling him an ex-President, Cossiga replied: “He’s an ex-Sardinian”. Fantastic. fatto un’intervista Andreotti liked a good joke too. Andreotti about I saw a performance of “The Hunchback of Nôtre Dame” with him, and then I interviewed him about his own hunchback. He told me that when he was on holiday in Egypt his wife had organised a hunchback race, between her husband, the dunes and a camel. “The camel won”, said Andreotti, with a big smile. What are you like with wine? I like it a lot, but I can’t say I’m a connoisseur. I drink very little, because I can’t take it. I get up at half past five and start work. Perhaps I have a glass in the evening. Maybe two. I drink a lot of water, but I’m not teetotal. I’m comforted by the fact that Garibaldi was completely teetotal. Seventeen years after “Schei”, what is the North East like? Back then we were like drunkards, convinced that noone on the whole planet could come near the achievements of the people of the Veneto, and that even the Chinese were a bit lazy when compared to someone from Montecchio or Ponzano. The hangover from that drinking session caused serious damage. Perhaps the only good thing to come out of this crisis is that we are sobering up again. Which we need to do before having another drink. And then we’ll start again. Let’s not joke about it, it’s better to drink one glass of good wine that a whole bottle of plonk…

Antonio Di Lorenzo, journalist, is the editor of Il Giornale di Vicenza. Author of various books on local history, economics, architecture and gastronomy. Past technical director of the “Master in Giornalismo” at Padua University.

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PREMIO MASI MASI PRIZE

“QUALITÀ E IDENTITÀ DEL VINO: È LA RICETTA DEL SUCCESSO” “QUALITY AND IDENTITY: THE RECIPE FOR SUCCESS FOR WINE” di Ian d’Agata

Lynne Sherriff indica la strada ai produttori e mette in guardia dai rischi Lynne Sherriff points out the road ahead for producers and warns against some risks Lynne Sherriff è una bella signora gentile e pacata, Lynne Sherriff is a lady, and she replies to questions che risponde alle domande solo dopo attenta riflesin a very courteous and lady – like manner, after due sione, evitando polemiche stucchevoli e mantenendo consideration – so awkwardness is avoided and a very un aplomb very British (è di origine sudafricana, ma British sense of aplomb upheld (in fact, she’s South Afin fondo, sempre di Commonwealth si tratta). Lynrican, but that’s still a member of the Commonwealth, ne è la outgoing chairman dell’Institute of Masters of after all). Lynne is the outgoing Chairman of the InstiWine, ente no profit che gioca un ruolo fondamentale tute of Masters of Wine, a non-profit organisation that nel determinare gli standard qualitativi dei professioplays a fundamental role in setting the standards for nisti del settore. I MW sono una élite di palati e conoindustry professionals in the wine business. scitori, veri e propri leader nel mondo enologico. Con MWs are the elite in the world of wine tasting and Lynne, la prima donna a diventare chairman dell’Instiwine knowledge, real leaders in the oenological world. tute, l’ente è cresciuto sino ai 300 diplomati attuali e, Lynne is the first woman to be the Institute’s chairman, più importante ancora, per la prima volta nella storia and her term of office has seen the number of MWs dell’Institute sono più gli studenti che i diplomati. Non rise to 300 worldwide and, even more significantly, the solo: le iscrizioni all’esame sono oggi ai massimi stonumber of students grow to be even greater than the rici. Tutti meriti che la modesta Lynne number of accredited Masters of Wine non ascrive a se stessa, ma al gran lafor the first time in its history. Currently, “Diversità e voro di tutta la sua squadra. the number of students registered for individualità punti Cosa significa per lei avere vinto il the Institute’s examination is at an all Premio Masi? time high. Modestly enough, Lynne di forza dell’Italia” Si tratta di un onore davvero straorattributes these achievements not to “Diversity and dinario, a livello personale ma anche herself, but to the hard work of all her individuality, the in rappresentanza dell’Institute of Mateam members. sters of Wine. Ritrovarmi premiata in What does winning the Masi Prize Italian strengths” un gruppo che include anche Kuki Gallmean to you? 22


“Orgogliosa del Premio Masi

man, mi lascia senza parole: è fonIt’s a real honour, not only perin un gruppo con Kuki” te non solo di grande orgoglio, ma sonally, but also as the rep“Proud to win the Masi Prize di ispirazione vera. resentative of the Institute of Cosa pensa di “Valpolicella” Masters of Wine. To find that in the same group as Kuki” e “Amarone”? Come possono I’m a prize winner in the same essere migliorati, o vanno già group of people that includes bene così? Kuki Gallmann, for example, Tutti e due questi vini hanno dei leaves me quite speechless. It’s caratteri particolari che li rendono not only a source of great pride, altamente “individuali”, e questo, but also great inspiration. in un mondo dove molti vini sono What do you think of Valpolistandardizzati nel profilo organocella and Amarone? Can they lettico, può anche presentare delle be improved or are they alLynne Sherriff alla conferenza stampa del Premio. difficoltà. Continuare a migliorare ready fine as they are? Lynne Sherriff at the Masi Prize press conference. la qualità intrinseca dei prodotti in Both these wines have particular vendita, rimanere fedeli a se stessi characteristics that make them è il modo migliore per avere successo; e credo che così highly “individual”, and in a world where many wines facendo non sbaglierete. have a standardised organoleptic profile, this can also Quali forze e debolezze presentano i vini italiani? create difficulties. Even so, just continuing to improve L’Italia ha dei grandi punti di forza: diversità, individualithe basic quality of the wine on sale and remaining tà (ad esempio, la Sicilia è come una nazione a parte). faithful to the product itself is the best route to success; Il fatto di lavorare sia su uve autoctone che internazioand I don’t think you will go wrong by doing that. nali vi rende più appetibili, comprensibili e interessanti. What are the strengths and weaknesses of Italian Detto questo, penso anche che sia un danno che tante wines? carte dei vini all’estero siano dominate da “Pinot Grigio” Italy has enormous strengths, such as diversity and inspesso di dubbio valore. Da un lato vi aiuta perché tutdividuality (Sicily, for example, is a complete nation of ti vi identificano subito con un vino che vende bene e its own). The fact that you use both native and interche “grida” subito Italia, ma dall’altro, quando cambierà national grapes makes you more exciting, understandil vento o il gusto del mercato, avrete non pochi probleable and interesting. Having said that, though, I think it mi. È quanto sta succedendo con il “Sauvignon” della damages the image of Italian wines that so many wine Nuova Zelanda. Una volta era l’oggetto del desiderio di lists abroad are dominated by Pinot Grigio, often of dututti, ora… meno. Un altro vostro importante punto di bious quality. On the one hand this is a great help beforza è la grande capacità di invecchiamento di alcuni cause you are identified with a wine that sells well and vini rossi. shouts “Italy” immediately, but on the other Dove possiamo migliorare hand, when fashions and tastes change you il nostro vino in modo will be left with a not inconsiderable probtale da aiutare le nolem, exactly what’s happening now with stre aziende a vendeSauvignon Blanc from New Zealand. Once re di più? everyone wanted it, now… not so much. Another great strength you have is your great skill in ageing certain red wines. How can we Italians improve our Ezio Rivella consegna la wines so as to help us sell more? bottiglia di I think you need to use the screwAmarone. Receving the cap closure much more for white Amarone wines and for simple reds. And from Ezio Rivella. when it comes to wines that need 24

Penso che dobbiate usare molto di più il tappo a vite corks, use corks that are much better quality than at per vini bianchi e rossi semplici e delicati. Nei vini per the moment. I often find inferior corks, even in some of i quali si prevede il sughero, è opportuno usare tappi Italy’s finest wines. And you’ve really got to do somedi qualità molto migliore dell’attuale, che spesso trovo thing about your back labels: the examples that are scadente anche in alcuni vostri vini importanti. E dovete around today are almost invariably useless at helping davvero decidervi a fare qualcosa per le retro-etichette: the consumer make a decision. You need clear and oggi come oggi non aiutano quasi mai il consumatore simple information about grape varieties, the use of a prendere una decisione. Inwood or not, and descriptions formazioni chiare e semplici of tastes and aromas written “In molti casi servono siti migliori quali la varietà di uva, la prein an understandable way… degli attuali” senza di legno o meno, gli these are absolute musts. Imaromi e i sapori scritti in maproving this would be a great “Better websites are needed niera comprensibile… sono leap forward for Italian wines. in many cases” cose imprescindibili. SarebAnd your company web sites be davvero un grande passo need to be much better and avanti per il mondo del vino much more up-to-date, writitaliano. Anche i vostri siti web ten in much better English aziendali devono essere di than you find at the moment. sicuro molto migliorati e agEither you get the text written giornati; e soprattutto, scritti in by someone in the wine field un inglese molto migliore di whose first language is Engquello che spesso vedo usalish, preferably, or you get an to. O vi fate scrivere i testi da Italian to do it who speaks reun professionista del vino, ally good English, not somepreferibilmente di madrelinone who found it difficult at gua inglese, o da un italiano school. You’ll never be very che parla davvero un inglese successful if you don’t do this, Lynne Sherriff assieme a Isabella Bossi Fedrigotti. corretto, non da uno che lo especially in the Asian marLynne Sherriff together with Isabella Bossi Fedrigotti. ha imparato a fatica a scuokets where English is now the la. Altrimenti non avrete mai official language of business. grande successo, soprattutto con il mercato asiatico This autumn there will be a new Chairman for the dove ormai l’inglese è la lingua ufficiale. MWs, Jean-Michel Vallette, from America. A new In autunno le subentrerà il nuovo chairman dei MW, phase is starting in your career, what are you going l’americano Jean-Michel Vallette. Quindi, lei cosa fato concentrate on? rà da grande? Jean-Michel is now the third non-English Chairman in a Con Jean-Michel siamo ormai al terzo chairman nonrow, a sign that the MWs really have become an interinglese di fila, segno ormai che i MW sono una realtà innational organisation to all intents and purposes. As far ternazionale a tutti gli effetti. In quanto a me, ho ancora as I’m concerned, I’ve got lots to do, and I’ve already tantissimo da fare: e ho già iniziato, perché continuerò started, travelling the world in an advisory capacity for a viaggiare, svolgendo attività di consulenza per molte numerous wine companies. aziende in giro per il mondo.

Ian d‘Agata, esperto enogastronomo e promotore della “Guida ai migliori vini d’Italia” con il collega Massimo Comparini, scrive sul vino italiano per International Wine Cellar di Stephen Tanzer, è Regional Co-chairman per la Decanter World Wine Awards. Insegna cultura enogastronomica italiana nel Master’s Program di Food Sciences della New York University.

Ian D‘Agata is a wine and food expert, as well as co-author of the “Guide to Italy's best wines” with Massimo Comparini. He writes on Italian wines for Stephen Tanzer‘s International Wine Cellar and is Regional Co-chairman for Italy for the Decanter World Wine Awards. He teaches Italian food and wine culture at the New York University.

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VENEZIE ART DE VIVRE VENETIAN ART DE VIVRE

IL BACCALÀ È IL BIGLIETTO DA VISITA DELLE VENEZIE BACCALÀ THE CALLING CARD OF THE VENETIAN REGIONS di Alvise Zorzi

Sei secoli di una storia affascinante che lega la Norvegia alla “Serenissima” Six centuries of fascinating history linking Norway to the “Serenissima” I poeti non cantano soltanto, come l’Ariosto, “le donne, With the exception of Ariosto, poets have more to euloi cavalier, l’arme, gli amori ”. Tra noi veneti c’è stato chi, gise than “women, knights, weapons and love”. At least come Lodovico Pastò, ha cantato la polenta, ghiotta prohere in the Veneto there are those like Lodovico Pastò tagonista anche di una scena voluttuosa della Donna di who have sung the praises of polenta, which was afgarbo di Carlo Goldoni. Due Servi di Dio, con tanto di ter all the subject of a gluttonous episode in Carlo Golprocesso di beatificazione in corso, i fratelli Antonangelo doni’s “Donna di garbo”. Two “Servants of God” indeed, e Marcantonio Cavanis, hanno cantato le delizie gastroeven if they have a long way to go before beatification, nomiche della zucca. E un musicista, Luigi Plet, maestro the brothers Antonangelo and Marcantonio Cavanis, di cappella della basilica di San Marco, ha celebrato in have even sung the gastronomic praises of the pumpkin. ottave altisonanti, un po’ meno di duecent’anni fa, il There was also a musician called Luigi Plet, choirmaster baccalà. at the Basilica of Saint Mark, who celebrated baccalà in A leggere il suo poema si incontra una quantità di ricethigh-flown octaves, just less than two hundred years ago. te nelle quali la gloriosa pietanza è ammannita “in turHis poem refers to various recipes where the glorious bante, in trippa, con l’acciuga, in baffetta, in addobbo” dish is served “in a turban”, “with tripe”, “with anchovies”, e in una quantità d’altre maniere. Oggi, tranne il baccalà “in baffetta”, or dressed up “in addobbo”, as well as in in insalata, diffuso negli spacci di vino, various other ways. Today, apart from le delizie degli amatori si dividono qua“baccalà in insalata”, which is found in La ricetta vicentina si esclusivamente fra il baccalà mantewine bars, the choice is almost excluha formaggio cato, a Venezia, e quello alla vicentina, sively restricted to either “baccalà manirradiato da Vicenza in buona parte del tecato” (“creamed baccalà”), in Venice, e acciughe Veneto dove ha elaborato varianti auor the Vicenza-style version, which has The version from toctone a Treviso, a Verona e persino now spread throughout the Veneto with Vicenza adds cheese local variations in Treviso, Verona, and nei boschi del Montello. Ma c’è chi ama anche il baccalà alla cappuccina, even in the Montello woods. But there and anchovies che prevede cipolle e uva sultanina e are those who like “baccalà alla cap26

non si trova molto facilmente; mentre rari palati privipuccina”, which is difficult to find and involves the addilegiati possono gustare, se fortunati, il baccalà “dogale”, tion of onions and sultanas, and there are the lucky few celebrato dal gastronomo Giampiero Rorato, nel quale who know how to find “baccalà dogale”, celebrated by figurano tra l’altro, ricordo del monopolio europeo delthe food writer Giampiero Rorato, which uses pepper le spezie gestito per secoli dalla Serenissima, pepe e and cinnamon in a reference to the European spice mocannella. nopoly enjoyed by the Serenissima for centuries. A portare nelle nostre terre quello che noi veneti chiaIt was a high-born Venetian from the illustrious Querini miamo baccalà, che è poi lo stoccafisso, è stato alla family who first brought us the stockfish that we call bacmetà del Quattrocento, un veneziano, un patrizio dell’ilcalà in the mid-fifteenth century. He had come across it lustre famiglia Querini il quale, when sailing to England as his ship sbattuto da un fortunale con la sua was driven onto the Lofoten Islands C’è quello alla cappuccina near Norway where he discovered nave, diretta in Inghilterra, nelle isoe quello “dogale” le Lofoten, al largo della Norvegia, big chunks of fish hung out to dry vi fece la scoperta di quei grossi in the wind and storms of the reThere’s a “cappuccina” pesci appesi a seccare tra i venti e gion until they became “as hard as style and a “dogale” one le tempeste boreali così da divenwood”. This is what he took back to tare “duri come legno” e li portò a Venice, then the capital of a vast Venezia, allora capitale di un vasto state on land and sea where the Stato di terra e di mare, dove ne fugastronomic delights of baccalà rono scoperte le delizie mascherate were revealed with the aggressive da quella parvenza ostile, da bause of a stick to beat it into shape. stone caudato. Ancora sconosciute At the time, this was a novelty for da noi, anche se, a quanto pare, us, despite the trade contempogli isolani ne facevano gran comrary Venetians seemed to have had mercio con i paesi scandinavi e le with the Scandinavian countries repubbliche anseatiche della Gerand with the Hanseatic League in mania settentrionale. northern Germany. I veneziani di allora, gran navigatori The Venetians of the time were e gran buongustai, fecero buon viso great navigators and great trenchalla nuova leccornia, ma i vicentini, ermen, and they seized on the anch‘essi grandi viaggiatori e semnew delicacy with a passion; their pre curiosi di nuove delizie per il compatriots from Vicenza, who palato, non furono da meno. Così were also great travellers and eachi scrive ha visto fin da bambino, a ger gastronauts, were not slow in Raffaele e Massimiliano Alajmo: Venezia, le spoglie scheletriche dei imitating them. I myself have seen nel loro locale di Sarmeola di Rubano cucinano anche il “baccalà Mantegnato”, merluzzi boreali appoggiate ai piloni the skeletal windswept cod carpresentato nella pagina successiva. d’ormeggio di navi e barconi, sulla cases being beaten with weighted Raffaele and Massimiliano Alajmo offer “baccalà Mantegnato” as one of the dishes riva delle Zattere o su quella degli wooden staves on the navigationat their Sarmeola di Rubano establishment Schiavoni, venire ammorbidite a al posts in the lagoon and on the see the next pages for more details. suon di bastonate con mazzuoli di sides of the Zattere and Schiavoni legno: energica cura che si riflette embankments, thus causing me in un vecchio antipaticissimo proverbio secondo il quato reflect on the unpleasant old proverb that declares: le “done, cani e bacalà / no xe bon se no xe ben pestà”. “done, cani e bacalà / no xe bon se no xe ben pestà” Ma spettacoli simili avrebbe potuto vedere un mio coeor “women, dogs and baccalà / are no good if not well taneo vicentino sotto le arcate della meravigliosa Basilibeaten”. Similar scenes would also have been familiar ca costruita da Andrea Palladio in piazza dei Signori. to my contemporaries in Vicenza under the arcades La ricetta del baccalà mantecato prevede che la polpa of Andrea Palladio’s marvellous “Basilica in piazza dei del pesce, dopo quella tale energica cura, venga ulSignori”. 27


teriormente pestata in un mortaio, assieme a un po’ d’aglio, con una benefica doccia d’olio vergine d’oliva: ne riesce una crema, una spuma di baccalà, senza bisogno di aggiungere latte o, addirittura, panna, sullo schema della “brandade de morue” francese, come fa qualche cuoco meno rispettoso delle regole tradizionali. Più elaborata la ricetta del baccalà alla vicentina, dov’entrano anche spezie e formaggio parmigiano; utilizzato il primo, freddo e spalmato su crostoni di polenta leggermente abbrustolita, come antipasto, più spesso imbandito il secondo come piatto forte, anche qui con l’accompagnamento di fette di polenta abbrustolita o, meglio ancora, appena scodellata e affettata con lo spago, come piace a noi veneti. La tradizione vuole che il baccalà si accompagni con i robusti vini rossi veneti o friulani, compreso quel delizioso “Tocài” che una recente sentenza internazionale ha privato del nome, in omaggio ad uno storico vino ungherese. L’ideale sarebbe accompagnarlo anche con la lettura delle ottave del maestro Plet, magari la ricetta di un baccalà en croute che doveva essere una meraviglia, con burro, funghetti, sardelle salate, pignoli e cedrini: un trionfo dei sapori dolce-forti tanto cari al mondo veneziano.

The recipe for “baccalà mantecato” involves the reconstituted fish flakes being further crushed in a mortar and pestle after their energetic initial beating together with garlic and olive oil, thus making a type of fish-paste without needing to add any milk or cream, in the same way as the French make “brandade de morue”, which is what some of our less rigidly conformist cooks like to do too. The recipe for “baccalà alla vicentina” is more elaborate, involving the addition of spices and parmesan cheese. The “mantecato” version is eaten cold, spread on lightly grilled slices of polenta as an antipasto, while the “vicentina” version is usually made into a rich dish in its own right, again served with grilled polenta, or even better, with polenta straight from the pan sliced with a cord, as we prefer it in the Veneto. Tradition dictates that baccalà should be eaten with a strong red wine from the Veneto or Friuli, including the delicious local Tocai that has recently had its name taken away in favour of the eponymous historic wine from Hungary. Ideally it should also be accompanied by a reading from maestro Plet’s octaves. The ultimate would be “baccalà en croute”, which must be a real wonder, with mushrooms, salted sardines, pine-nuts and verbena: a triumph of the sweet-and-sour dishes beloved in the Venetian world.

BACCALÀ CON STRINGHE DI PEPERONI GIALLI E VERDI E CAVIALE DI POMODORO BACALAO WITH GREEN AND YELLOW PAPRIKA JULIENNE AND TOMATO CAVIAR Johann Ingi Reynisson Rica Seilet Hotel, Molde, Norway


BACCALÀ MANTEGNATO (Dedicato al Mantegna)

BACCALÀ ALLA VICENTINA

Massimiliano Alajmo

Enrico Liberalesso

“Gran Caffé Quadri”, Venezia, Ristorante “Le Calandre”, Sarmeola

Trattoria alla Madonna, Venezia

Per 4 persone Per la polentina di grano: ½ l acqua, 30 g farina, 20 g farina di grano arso, sale, zucchero quanto basta, pepe nero di Sarawak quanto basta, pochissimo anice stellato in polvere, poco olio delicato. Preparazione: Formare una polentina, cuocerla per bene e stamparla in cerchi di acciaio oleati del diametro di 5 cm e alti circa 1 cm. Lasciare raffreddare per bene una notte, passare nel pane grattugiato e friggere in padella da ambo i lati, facendo attenzione ad eliminare attorno la polentina le briciole di pane. Asciugare con carta assorbente. Deve risultare molto croccante ai lati e morbida al centro. Per il baccalà mantecato: 600 g di baccalà ammollato, 180 g di olio di semi di vinacciolo, 68 g di olio extravergine di oliva, 45 g di acqua di cottura del baccalà, 13 g di olio all’aglio, 9 g di sale, 2 g di zucchero, 2 g di salsa di soia, ½ spicchio di aglio. Preparazione: Porre il baccalà ammollato in un doppio sacchetto per cottura con lo spicchio di aglio, il sale e un bicchiere d’acqua. Cuocerlo immerso in acqua a 95°C per 2 ore e mezza circa. Scolarlo conservando il liquido di cottura. Montare il baccalà con la foglia incorporando gli oli a filo. Unire lo zucchero, la salsa di soia, l’aglio e il sale ed emulsionare con l’acqua di cottura. Dovrà risultare una crema spumosa. Unire un pizzico di anice stellato, una macinata di pepe nero di Sarawak e poca misticanza erbacea. Per la misticanza erbacea: tritare al coltello acetosella, rucola, poco radicchio di Chioggia, pochissime uvette di Zibibbo senza i semi. Mescolare bene. Montaggio: cospargere su un coccio fondo freddo 3 cucchiaini abbondante di misticanza erbacea, porre un disco da 5 cm di diametro alto 1 cm circa di baccalà mantecato caldo, coprire con il disco di polentina di grano appena fritta. Servire subito suggerendo di degustare con il cucchiaio assaporando i 3 strati assieme. For 4 people Ingredients for the whole wheat flour polenta: ½ l water, 30 g flour, 20 g whole wheat flour, salt, sugar, to taste, black pepper from Sarawak, to taste, a pinch of powdered star anise, a little light oil. Preparation: Make the polenta, cook it well and press it out in rounds using 5 cm diameter / 1 cm high oiled stainless steel rings. Leave to cool overnight before dusting with breadcrumbs and frying on both sides. Brush off any surplus breadcrumbs and dry off any surplus oil on kitchen towel. The resulting polenta discs should be crunchy on the outside and soft in the centre. For the creamed baccalà: 600 g reconstituted baccalà, 180 g grape seed oil, 68 g extra-virgin olive oil, 45 g cooking water for the baccalà, 13 g garlic infused olive oil, 9 g salt, 2 g sugar, 2 g soy sauce, ½ garlic clove. Preparation: Cook the softened baccalà in a sous-vide pouch with the garlic, salt and a glass of its pre-cooking water. Cook the pouch in water at 95°C for about two and a half hours. Drain it, keeping aside the cooking water in the pouch. Blitz the baccalà and blend it slowly with the oils. Add the sugar, soy sauce, garlic and salt and emulsify with the reserved cooking water. The result should be a frothy cream paste. Season with the pinch of star anise, a grind of Sarawak black pepper and a small amount of the chopped leaves. Ingredients for the chopped leaves mixture: chop together sorrel, rocket, a little Chioggia radicchio, and a few seedless Zibibbo raisins. Mix well. Presentation: on a bed of 3 heaped teaspoons of chopped leaves, place one 5 cm diameter / 1 cm high disc of hot creamed baccalà, and cover with a freshly-fried disc of whole wheat polenta. Serve immediately, recommending the use of a dessert spoon to taste the three layers at the same time.

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BACCALÀ AFFOGATO-POACHED BACALAO Esteban Villalpando Lofoten Fiskerestaurant, Oslo, Norway

Ingredienti: baccalà bagnato, olio di oliva, burro, farina 00, prosecco, cipolla, acciughe, capperi, prezzemolo, pane grattato, latte, formaggio grana, sale e pepe. Preparazione: fare cuocere in un pentolino per 2 minuti la cipolla tritata, l’olio d’oliva, i capperi, le acciughe tritate, un bicchiere di prosecco una noce di burro e un pizzico di pepe. Tagliare il baccalà a liste alte circa 2 cm, salare, pepare e infarinare. Prendere una teglia da forno, mettere mezzo preparato del pentolino, mettere il baccalà non disteso ma messo a lato partendo dai lati fino ad arrivare al centro, aggiungere un po‘ di prezzemolo una manciata di formaggio grana e mettere il restante del pentolino; scaldare il tutto a fuoco lento per 2 minuti, coprire il baccalà con il latte fatto bollire in precedenza; cospargere con 2 manciate di grana alternando con 1 di pane grattugiato. Infornare a 140 gradi per 2 ore nel forno in precedenza. scaldato.

Ingredients: reconstituted baccalà,olive oil, butter, 00 type flour, prosecco, onion, anchovies, capers, parsley, breadcrumbs, milk, grana cheese, salt and pepper. Preparation: soften the onion for two minutes in olive oil in a saucepan with the capers, chopped anchovies, a glass of prosecco, a knob of butter and a twist of pepper. Slice the baccalà into strips about two cm wide, season with salt and pepper, and dust with flour. Take an oven-proof dish and put half the contents of the saucepan in it, then arrange the strips of bacccalà closely packed together in single layer in the dish. Sprinkle with parsley and grated grana cheese. Add the rest of the mixture in the saucepan and gently heat the dish for two minutes. Add boiling milk to cover the preparation and layer two handfuls of grated grana with one handful of breadcrumbs to form a crust. Bake at 140°C for two hours in a pre-heated oven.

KLIPPFISH (BACCALÀ) A LA RICA PARKEN HOTEL Ragnar - André Grønbech - Rica Parken Hotel, Kristiansund, Norway

BACCALÀ MANTECATO Ingredienti: baccalà bagnato, latte, acqua del baccalà da cotto, olio di semi, qualche goccia di olio profumato di aglio, sale e pepe. Preparazione: eliminare tutte le lische, tagliare grossolanamente il baccalà, farlo bollire per 10 minuti in abbondante acqua. Scolarlo dall’acqua, premunirsi di 2 mestoli della stessa, metterlo in una planetaria, cominciare a frullarlo aggiungendo l’olio a filo fino ad ottenere un composto cremoso, mettere il latte, un po’ di acqua del baccalà, l’olio insaporito con l’aglio, il sale, il pepe e frullare finché diventi bianco e cremoso. P.S. Anche per il baccalà alla Vicentina vanno tolte le spine. Ingredients: reconstituted baccalà, with its cooking water, milk, vegetable oil, garlic flavoured olive oil, salt and pepper. Preparation: pick out all the fish bones, chop the baccalà into chunks and boil for 10 minutes in plenty of water. Drain off the cooking water, keeping two ladles-worth aside. Put the fish in a mixer and whizz with vegetable oil to make a creamy paste. Add the milk, a little of the reserved water, the garlic flavoured olive oil, salt and pepper, and whizz until the mixture is white and creamy. P.S. The fish bones are also removed for “Baccalà alla Vicentina”.

PRALINE CROCCANTI DADINI DI ZUCCA ARROSTO E NUVOLA DI PATATE CRUNCHY BACCALÀ PRALINES WITH ROAST PUMPKIN CUBES AND CREAMY POTATO MASH by Tommaso Pardo - Antico Martini - Venezia

Alvise Zorzi, veneziano di “casa vecchia”, è presidente del Comitato per la pubblicazione delle “Fonti per la storia di Venezia” e dei Comitati privati internazionali per la sua salvaguardia. Studioso della storia e della cultura veneziana, ha pubblicato numerosi libri di successo tra i quali ricordiamo: Venezia scomparsa (1972), Vita di Marco Polo Veneziano (1982), Il Doge (1994), Napoleone a Venezia (2010) e saggi dedicati ad artisti veneziani. È membro della commissione Civiltà Veneta del Premio Masi.

Alvise Zorzi comes from an ancient Venetian family. He is president of the committee for the publication of the sources for the history of Venice and of various private international committees for its safeguard. A scholar of Venetian history and culture with many successful books, including: Venezia scomparsa (1972), Vita di Marco Polo Veneziano (1982), Il Doge (1994), Napoleone a Venezia (2010) together with essays on Venetian artists. Member of the Masi Civiltà Veneta Prize awards jury.

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IL MESTIERE DEI CAMPI E DELLA CANTINA THE ART OF CULTIVATION AND OF THE CELLARS

COSÌ SI COSTRUIVANO LE BOTTI NELLA FRANCIA DEL SETTECENTO HOW WINE BARRELS WERE MADE IN 18TH-CENTURY FRANCE di Mario Bagnara

L’Enciclopedia di Diderot & D’Alembert racconta mestieri e tradizioni Tradition and artisanal expertise in the Encyclopédie Diderot & D’Alembert Mentre nelle aree temperate dell’emisfero settentrionale la maggior parte dei vini va maturando nella silenziosa quiete delle cantine, la consultazione di qualche libro antico, soprattutto se artisticamente illustrato, può offrire affascinanti testimonianze sulla vendemmia dei secoli passati. Dopo le opere in latino del Cinquecento e di parte del Seicento (fondamentale è l’enciclopedia, di piccolo formato, ma di quasi 800 pagine del medico-naturalista tedesco Philipp Jacob Sachs, Lipsia 1661, in cui, già nel titolo, compare per la prima volta il termine greco “Ampelographia”, descrizione della vite), la successiva bibliografia si arricchisce di pubblicazioni in tutte le principali lingue europee. A impreziosirne il contenuto scientifico, il testo è corredato da un apparato iconografico di particolare pregio artistico, costituito soprattutto da incisioni su rame. Ne è conferma anche la semplice consultazione del catalogo informatico della Biblioteca “La Vigna” di Vicenza (www. lavigna.it) in cui sono notevoli i testi in lingua francese da cui sono tratte le immagini riprodotte in queste pagine. Fra i più importanti, anche riguardo alla vendemmia, è il voluminoso trattato Le nouveau théâtre d’agriculture et ménage des champs (Il nuovo teatro dell’agricoltura e di conduzione dei campi) di Louis Liger, edito a Parigi nel 1713, nel quale una tra le più affascinanti incisioni su rame (sono 29 in tutto) illustra proprio la vendemmia (les vendanges). 32

While most wines in the temperate zones of the northern hemisphere are ageing in the silent calm of the cellars, a glance at antique books of instruction can give a fascinating insight into the harvests of times past, especially if they are also well illustrated. In the sixteenth and seventeenth-century works such as the small format, almost 800-page, viticultural encyclopaedia by the German naturalist-doctor Philipp Jacob Sachs (Leipzig 1661), where the Greek term “Ampelograhia” appears in the title for the first time, were in Latin. Subsequent books on wine are published in all the principal European languages. Texts are scientific in nature, but often enhanced with highly artistic illustrations, above all in the form of copper-plate engravings. A quick glance at the catalogue information of Vicenza’s Biblioteca “La Vigna” (www.lavigna.it) is enough to confirm contemporary predominance of the French-language publications whose illustrations are used as part of this feature. One of the most important works to deal with the harvest is the extensive treatise entitled Le nouveau théâtre d’agriculture et ménage des champs (The new theatre of agriculture and field management) by Louis Liger, published in Paris in 1713. Interestingly, one of the most fascinating copper-plate engravings in this work (there are 29 in all) is a detailed illustration of harvest time (les vendanges).

Tavola calcografica n. XIV tratta da Le nouveau théâtre d’agriculture et ménage des champs a cura di Louis Liger, Parigi 1713, libro IV, cap. XXVIII. Engraving no. XIV: Le nouveau théâtre d’agriculture et ménage deschamps by Louis Liger, Paris 1713, book IV, chapter XXVIII. Pagina a fianco. Particolare. Antiporta calcografica dell‘Ampelographia sive vitis viniferae eiusque partium consideratio Physico-PhilologicoHistorico-Medico-Chymica di Philipp Jacob Sachs, Lipsia 1661. Facing page: detail from frontispiece engraving in Ampelographia sive vitis vinifera e eiusque partium consideratio Physico-Philologico-HistoricoMedico-Chymica by Philipp Jacob Sachs, Leipzig 1661.

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Già allora protagoniste della vendemmia erano le donne Women already played an important part in the harvest

Nella parte descrittiva della monografia, sono puntuali le indicazioni anzitutto sul periodo della vendemmia, dalla fine di settembre a tutto il mese di ottobre, quando “il grappolo è giunto alla sua maturazione perfetta”. Accurati devono essere quindi i preparativi degli attrezzi e dei contenitori. Precise le istruzioni sulla selezione delle uve, sul loro trasporto, sulla pigiatura e sui processi produttivi dei vari tipi di vini, compreso il claretto (vin paillet), pronto per essere bevuto. Il tutto alla fine è sintetizzato in una tavola ove i numeri rinviano a puntuali didascalie. Sull’ampio e suggestivo sfondo paesaggistico che si apre oltre il grande arco centrale, creato, più che per separare per unire l’interno con l’esterno, campeggia un vigneto rigoglioso, animato da numerosi vendemmiatori e trasportatori di gerle di uva (in buon risalto le donne) la quale, versata nei tini, viene pigiata con i piedi. Il ciclo produttivo, con la rappresentazione di un carro che, trainato da un cavallo, trasporta cinque tini/botti di notevoli dimensioni, continua nella parte interna ove è in azione un torchio. In bella evidenza poi, oltre a vari strumenti, alcune botti di legno nelle quali con l’impiego di un grande imbuto, pure di legno, viene versato il mosto o il vino. In scena, ben caratterizzati anche dall’elegante abbigliamento, sedici attori perfettamente organizzati. Fra le apparecchiature, predominano tini e botti di varia dimensione. E sulla loro fabbricazione da ammirare sono le otto accurate tavole in grande formato (planches) che, relative all’arte del bottaio (tonnelier), sono contenute nel ventiduesimo volume dell’Encyclopédie diretta da Dident e d‘Alembert Diderot & D’Alembert (1751-1772). La prima, riprodotta nella pagina accanto, offre in alto la visione di un atelier ospitato in una elegante struttura architettonica e animato da otto artigiani. Nella sezione mediana e bassa della calcografia è illustrato il processo di lavorazione, dallo stato grezzo dei componenti lignei alla botte finita con le doghe tenute ben strette da cerchi di ferro. A riprova del rigore scientifico la scala metrica a pié di pagina. Sono immagini che, messe a confronto con le tecnologie delle cantine moderne, possono far sorridere, ma questo non ne sminuisce la valenza storica e documentaria.

Tavola calcografica n. XIV tratta da Le nouveau théâtre d’agriculture et ménage des champs a cura di Louis Liger, Parigi 1713, libro IV, cap. XXVIII. Engraving no. XIV: Le nouveau théâtre d’agriculture et ménage deschamps by Louis Liger, Paris 1713, book IV, chapter XXVIII.

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Mario Bagnara, presidente della Biblioteca Internazionale «La Vigna» di Vicenza. È stato docente e preside nei licei statali, assistente universitario, assessore alla cultura nel Comune di Vicenza e presidente dell’Associazione nazionale delle città e siti Unesco italiani. È pubblicista e saggista, autore di varie monografie di carattere storico e scientifico.

In the text itself, instructions about the vintage are particularly clear, dealing with the period from the end of September to the end of October, when “grape bunches reach optimum ripeness”. The work on equipment and barrels must also be very thorough. Instructions about the grape picking, transport, pressing and the production methods for the different types of wines, including “claret” (vin paillet), for early drinking, are similarly detailed. In conclusion, all the processes are summarised on an engraving with a detailed legend and numbers corresponding to captions. An attractive countryside background can be seen beyond the big central arch, designed more to separate than unite the proceedings outside with those inside. Outside, a jolly vineyard scene is enlivened with numerous grape-pickers and grapepannier carriers (most prominently women). Grapes are tipped into vats and pressed with bare feet. The production cycle continues with a horse-drawn cart transporting five large vats or barrels inside the building, where there is a screw-press in action. Notable among the various items of equipment on display, are the wooden barrels, into which the must or wine is being poured with the aid of a big funnel, also made of wood. Sixteen participants in this drama are perfectly organised and dressed in elegant clothes and the most obvious items of equipment are variously-sized vats and barrels. Barrel-making, in fact, is the subject of eight detailed large-format engravings (planches) dealing with the art of the tonnelier (barrel-maker), to be found in the twentysecond volume of the Encyclopédie Diderot & D’Alembert (1751-1772). The first engraving, reproduced in this feature, shows a barrel workshop in an attractive building and staffed by eight artisan barrel-makers in its upper section, while the middle and lower sections of the engraving show the manufacturing process for barrels, from the stage of working on the raw wood to the fitting of iron hoops to keep the staves together. Scientific accuracy is proclaimed with measuring scale drawn out at the foot of the page. The comparison with modern technology might make one smile, but the historical and documentary value of such images is none the less valid.

Mario Bagnara is president of the Biblioteca Internazionale « La Vigna ». His career includes posts as a lecturer, school head, university assistant, town councillor for culture in Vicenza and president of the Association of Italian unesco Cities and Sites. He is a publicist and writer, as well as the author of various historical and scientific monographs.

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IL PERSONAGGIO FEATURED PERSONALITY

GIANFRANCO DE BOSIO PROTAGONISTA: PREMIO “EUROPEO” E L’“AIDA” DEL CENTENARIO FOCUS ON GIANFRANCO DE BOSIO: “EUROPEAN” PRIZE AND CENTENARY FOR “AIDA”

Nella prossima stagione il regista propone all’Arena l’edizione del 1913 The 1913 production of Aida to be revived in the next season at the Arena Ha ottenuto un premio al suo lavoro poetico ed euroHe has been awarded a prize for his pro-European popeo intitolato “Paradossi del tempo”. È tra i protagonisti etic work called “Paradossi del tempo” (“Paradoxes of del festival della poesia che si terrà a Verona su D’AnTime”). And he is one of the performers in the festival nunzio in primavera. Nella prossima stagione si terrà to be dedicated to D’Annunzio’s poetry in Verona this all’Arena di Verona, la festa del centenario per l’Aida: spring. The next opera season at Verona’s Arena will sarà lui a curare la riedizione dell’opera messa in scena celebrate the centenary for Aida: he will be in charge nel 1913. Gianfranco De Bosio, uno degli illustri intelletof editing this work, first put on in 1913. Gianfranco De tuali ad aver ottenuto il Premio Masi, a Roma ha ricevuBosio, one of the most illustrious intellectuals to have to un altro riconoscimento di alto livello, il won the Masi Prize, has been awarded “Premio Matteotti” istituito dalla Presidenanother distinguished prize in Rome: the I za del Consiglio. La scelta del lavoro di De “Premio Matteotti”, set up by the Italian Bosio, centrato sull’Europa, ha un signiGovernment. The choice of De Bosio, ficato particolare, nell’anno in cui è stato whose work is Europe-centred, has a assegnato il Nobel per la pace proprio particular significance in a year in which all’Unione Europea. “Si tratta di un’opera the Nobel Peace Prize has been given to – come ha spiegato il regista a Gianni Vilthe European Union. “De Bosio’s work lani – che descrive i drammatici momenti – as film director Gianni Villani explains Conferenza vissuti dall´Europa, dalla guerra di Spagna, – describes dramatic moments from di Giordano alla Seconda Guerra Mondiale, compreso the history of Europe, beginning with l’Olocausto e poi il suo faticoso rinascethe Spanish Civil War, then the Second Bruno Guerri re fino alla sua unione comunitaria, un World War, including the Holocaust, and Conference cammino premiato ora con il Nobel per then the difficult rebirth of Europe up by Giordano la pace. I testi sono scritti esclusivamenuntil the establishment of the European te attraverso il racconto dei poeti euroCommunity, a path which has now been Bruno Guerri pei, partendo da Eschilo fino ad arrivare garlanded with the Nobel Peace Prize. 36

ai nostri tempi. Un materiale ricchissimo De Bosio’s text is drawn exclusively from di contenuti che sarà cantato nella lingua European poets, from Aeschlyus to the Il “festival della originale in cui è stato composto. Si chiupresent. A rich source of material which poesia” dedicato de con un magnifico discorso sulla pace will be recited in the language it was a D’Annunzio di Erasmo da Rotterdam”. “È un monito composed in. It finishes with a magnifi“Festival della per i nostri giorni, perché bisogna essere cent eulogy to peace by Erasmus of Rotcontinuamente vigili per favorire la pace, poesia” dedicated terdam”. “It’s a warning for our times, anche se perseguirla a volte sembra inubecause we must always be vigilant to D’Annunzio tile. La presenza strisciante della violenza in the preservation of peace, even if it è sempre in agguato”. sometimes seems a vain task. Creeping Sul fronte teatrale, spiega De Bosio che violence is always waiting in ambush”. “l’edizione con cui si aprirà la prossima As far as the stage is concerned, De Bostagione in Arena, quella con la compasio explains that “the next season in the gnia catalana de La furas dels baus, è inArena opens with the Catalan theatre teressantissima per alcuni colpi di teatro company La furas dels baus, which will geniali e spettacolari. Per l’edizione stoput on some amusing and spectacular rica dell’Aida del 1913, che partirà invece performances. The historic 1913 production dal 10 agosto, sono stati già apportati alof Aida, which starts on 10th August, has a cuni accorgimenti importanti che riguarfew tweaks to make it shorter. The opera dano la sua durata. Aida avrà solo due will have just two intervals, compared to grandi intervalli, contro i tre dell´edizione di quest´anno. the three of this year’s performance, one after the triumUno, dopo la scena del trionfo del secondo atto, e l´altro phal scene in the second act, and the other at the end al termine del terzo. Altri piccoli cambi di scena sono of the third act. Scene changes will also be briefer, previsti fra i diversi quadri, con un oscuwith the lights out just for a few minutes. This ramento delle luci di pochissimi minuti. should shorten the opera quite considerably”. Questo dovrebbe accorciare, e anche di Gianfranco De Bosio is also one of the permolto, la lunghezza dell’opera”. formers at the “Festival della poesia” which


UN VINO UNA STORIA WINE STORIES La consegna a Gianfranco De Bosio, a palazzo Chigi del “Premio Matteotti” da parte del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà. È stato premiato il suo lavoro poetico “Paradossi del tempo”. Sotto, il manifesto dell‘Aida del 1913. Nella pagina precedente, l‘Aida di tre anni fa all‘Arena di Verona. Gianfranco De Bosio receiving the “Premio Matteotti” from under-secretary to the Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, at Palazzo Chigi. The prize was awarded in recognition of his poetic work “Paradossi del tempo”. Below, the 1913 poster for Aida. Previous page, Aida three years ago at the Arena in Verona.

LA GRANDE ORIGINALITÀ DELLE BOLLICINE DEL TRENTINO THE GREAT ORIGINALITY OF SPARKLING WINES FROM TRENTINO La cantina Bossi Fedrigotti a Rovereto, storici produttori di spumante trentino. The Bossi Fedrigotti winery in Rovereto, historic Trentino sparkling wine producers.

Gianfranco De Bosio è anche uno dei protagonisti del takes place in Verona from 18-23 March 2013, in conjunc“festival della poesia” che si terrà a Verona tra il 18 e il tion with World Poetry Day on the 21st. The Verona festi23 marzo 2013, in concomitanza con la val is dedicated to Gabriele D’Annunzio, giornata mondiale della poesia, il 21. Il to celebrate the 150th anniversary of festival sarà dedicato a Gabriele D’Anhis birth. Giordano Bruno Guerri, presinunzio, in occasione del 150° anniverdent of the “Il Vittoriale degli Italiasario della nascita. Lunedì 18 Giordano ni” Foundation, will give the opening Bruno Guerri, presidente della Fondaspeech on Monday 18 March. Other zione “Il Vittoriale degli Italiani”, terrà notable events in the programme inl’orazione inaugurale. Tra gli eventi in clude a recital of D’Annunzio’s poetry programma, da ricordare che nelle sale in the rooms of the Biblioteca Civica della Biblioteca civica gli attori del “Picby the actors from the “Piccolo” theacolo” di Milano leggeranno le poesie di tre in Milan and a screening of LuchiD’Annunzio: è prevista anche la proieno Visconti’s film “L’innocente”. Verona zione del film “L’innocente” di Luchino University will also hold a two-day conVisconti. L’università di Verona dedicheference on D’Annunzio, organised by rà a D’Annunzio due giorni di conveRaffaella Bertazzoli, lecturer in Italian gno, coordinato da Raffaella Bertazzoli, Literature, with the participation of the docente di letteratura italiana, con inleading D’Annunzio experts, and parterventi dei maggiori studiosi dell’opera ticular attention will be given to the podannunziana; particolare rilievo verrà et’s links with the city of Verona, where dato al legame con la città di Venezia, he stayed for six years during the First dove il poeta soggiornò per sei anni, World War. Così nel 1913 si durante la Prima Guerra Mondiale. The concluding evening of the festival presentava Aida La serata conclusiva delle manifestawill take place at Gargagnago with an a Verona zioni si svolgerà a Gargagnago, in colevent based on the relationship belaborazione con la Fondazione Masi: e tween D’Annunzio and the culture of How Aida was tratterà del rapporto tra D’Annunzio e la wine organised in collaboration with presented at cultura del vino. the Masi Foundation.

Verona in 1913

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di Enzo Vizzari

I prodotti non sono mai appiattiti sul cosiddetto gusto internazionale Wines that have never been compromised by a search for the so-called international taste Per qualche misterioso motivo, in Italia non si riesce a For some mysterious reason it has been impossible to trovare un termine che designi i vini “mossi” in grado find a generic word for sparkling wines in Italy that is di mettere d’accordo produttori, appassionati e critici. agreed upon by producers, wine lovers, and critics. For Da anni ci si accapiglia sulla validità di definizioni quayears, the value of words such as “spumanti” or “metodo li “spumanti” o “metodo classico”. La parola “bollicine” classico” has been a matter of dispute. The word “bolsembra ed è un compromesso piuttosto sbiadito. Non licine” (“bubbles”) seems to be, and is, a pretty faded parliamo poi della confusione generata dalle iniziative compromise. Let’s not even start talking about the terms isolate prese nel corso del tempo da gruppi di produtadopted by groups of producers over the years, such as tori con proposte quali Talento o il cacofonico Classimo. Talento or the strident Classimo. To cut things short, it is A tutt’oggi manca insomma un nome che possa rapstill true today that we lack a universal name to give conpresentare unitariamente e plasticamente, nella consumer recognition to an entire category of wine in the siderazione dei consumatori, un’intera tipologia, come same way as Cava does in Spain, for example. avviene ad esempio in Spagna con il termine Cava. The solution? Relate the name to the territory. Thus, in Soluzione? Ancorarsi al territorio. Così, in assenza di the absence of any single nationally recognised name, una parola riconoscibile a livello nazionale, ha un senso it makes sense to use the name of the individual armettere in evidenza l’area di produzione: eas of production: Alta Langa, Oltrepò, Alta Langa, Oltrepò, Franciacorta, TrenFranciacorta, and Trento. Of these deI caratteri: intensità to. Tra queste denominazioni, Trento ha nominations, Trento is without doubt the aromatica senza dubbio una rilevanza particolare most prominent and most important. e un posto di assoluto rilievo. Se infatti If it’s true that Franciacorta, as an area e grinta va ascritto alla Franciacorta, intesa come rather than in the shape of any single Characteristics: area complessiva e non come exploit wine-producing company, has the credit Intensity, full della singola casa vinicola, il merito stofor making our sparkling wines famous rico di aver fatto conoscere anche all’eabroad, it is also true that Trento wines aromas, verve stero i nostri spumanti, dai vigneti trentini stand out for their originality and have 39


Il brut millesimato Conte Federico è una novità che nasce dalla passione della famiglia Bossi Fedrigotti e dall‘esperienza Masi. Le viti dei terreni vicino a Rovereto forniscono le uve Chardonnay e Pinot nero per questo Metodo Classico Trento doc prodotto in 5.800 bottiglie. Al palato il perlage è delicato, l‘acidità sostenuta: in ottimo equilibrio con sentori di mela e pesca. The Conte Federico vintage brut is a new sparkling wine born out of dedication from the Bossi Fedrigotti family and expertise from Masi. Vineyards near Rovereto provide Chardonnay and Pinot Noir grapes for the 5,800 bottles of this Metodo Classico Trento doc produced. Delicate perlage on the palate with good backing acidity, all in excellent balance with its hints of apple and peach. Nella pagina precedente. La coltivazione di Chardonnay e Pinot Nero in Valdadige nel Trentino. Preceding page. Chardonnay and Pinot Noir vineyards in Trentino‘s Valdadige. Nicole Segala, testimonial delle bollicine “Conte Federico” fotografata da Francesco Dalla Pozza. Nicole Segala enjoying a glass of “Conte Federico” sparkling wine, photographed by Francesco Dalla Pozza.

arriva oggi un prodotto di grande originalità, mai appiattito in un modello standardizzato, mai passivamente allineato al cosiddetto gusto internazionale. Altrove si fanno quasi sempre spumanti che tendono a imitare lo stile delle cuvées non millesimate della grandi maisons della Champagne: preminenza della tecnica di elaborazione sulla qualità delle uve e sulla valorizzazione delle peculiarità del terroir, irreprensibile precisione esecutiva, percettibile (quando non generoso) dosaggio degli zuccheri. In Trentino invece, che si tratti di grandi strutture 42

never dumbed down to become standardised followers of the so-called international taste. Elsewhere sparkling wines tend to be made in the same style as a non-vintage wine from one of the great Champagne houses: concentrating on the production technique rather than the quality of the grapes or the differences of terroir to make technically unimpeachable wines with a noticeable, sometimes even very generous, sugar dosage. In Trentino however, where the wine industry is made up of huge co-opera-

cooperative o soprattutto di piccoli vignerons, l’accento è tives and one-man vignerons together, the stress is on sulla personalità della vigna, del cru, quindi sulla qualità the personality conferred by the vineyard, the cru, and della materia prima. La tecnica viene quasi sempre dopo, therefore the quality of the raw material. Elaboration ed è al servizio di un’espressività decisa. Caratteri precipui technique is a secondary consideration, and is used to di un buon Trento appaiono infatti l’intensità aromatica, la accentuate character. So a good Trento wine has fine grinta gustativa, la “presa” al palato, la persistenza. aromatic qualities, character on the palate, or “grip” as In questo senso, senza enfasi retorica ma in maniera it’s called, and good length. del tutto aderente al dato reale, il vertice della gamThis is why it is no empty boast to say that the top ma di spumanti del Trento è all’avanguardia a livello sparkling wines in the Trento range are leaders on the planetario: nella stessa, celebrata area sciampagnotta, world stage. In the Champagne area itself, the best i migliori produttori si stanno infatti producers are ridding themselves of svincolando dal cliché che vede negli the habit of making “class A” ChamUrgente la necessità Champagne vini di serie A nati da uve pagne out of “class B” grapes (“golddi far conoscere di serie B (“vini d’oro da uve d’argenen wines out of silver grapes”, as Gino to”, diceva Gino Veronelli), per porre Veronelli put it) in order to pay more questi vini sempre più attenzione alla maturità e attention to the ripeness and qualTelling the world alla pienezza della componente del ity of the grapes. So less alchemy – about these wines is clever though it is – and more work in frutto. Meno alchimia – sia pure raffinatissima – e più lavoro in vigna, inthe vineyards. Just like the best Trento an urgent necessity somma. Proprio come nelle migliori wines. espressioni del Trento. Just like any other Italian doc region, Come in tutte le altre Doc italiane, esistono ovviamente more commercial Trento wines with standardised soft bottiglie di livello più corrente e dalla silhouette più banaland uninteresting profiles do exist. But this doesn’t take mente dolce e normalizzata. Ciò non toglie che i migliori away the fact that the best of them stand out from Trento si distinguano da altri – pur ottimi – spumanti per other types of sparkling wine, even the good ones, beuno stile unico. Difficile trovare tra i Trento vini “teneri”, cause of their unique style. It is difficult to find flabby or, molli, o peggio troppo boisé. Più comune trovare nel even worse, over-oaked, Trento wines. More often, you bicchiere vini reattivi, dinamici, sostenuti da una vibrante find dynamic, lively wines, sustained by vibrant acidity acidità e resi complessi da sfumature aromatiche lontane and made complex by aromas than are a thousand mille miglia dalle solite analogie “lieviti/crosta di pane/limiles away from the usual “yeasty / bready / lemony / almone/mandorla” declinate dagli spumanti più comuni. mondy” descriptives that apply to the more commonly Molti punti di forza, insomma, ma anche alcune debofound sparkling wines. lezze. La prima delle quali è una evidente difficoltà a far Lots of plus points, then, but some weaknesses too. conoscere e apprezzare a un numero ampio di consuForemost of which is a lack of work in bringing the submatori, in particolare stranieri, questi caratteri tanto aftle character and different nature of this wine to the atfermati e non ovvi. Quasi nessuna area vitivinicola del tention of consumers, especially foreigners. Almost no nostro Paese ha capacità brillantissime di autopromowine-producing area in our country is brilliant at selfzione, ma il Trento – che in un mercato sempre più alla promotion, but Trento, which has wines that would be ricerca di vini non prevedibili sarebbe ben apprezzato highly sought after by the most demanding wine lovers dagli enofili più esigenti – sembra ancora più esitante in a market like today’s that values originality, seems nel farsi conoscere per i suoi meriti. Sveglia! backward in coming forward in this respect. Wake up!

Enzo Vizzari, laureato in Legge, critico enogastronomo del settimanale L’Espresso e opinionista del quotidiano La Repubblica. Dal 2001 è Direttore dell’Area Guide del Gruppo Editoriale L’Espresso, curatore delle guide ai Vini d’Italia e agli Alberghi e Ristoranti d’Italia. Membro permanente del Grand Jury Européen du Vin. Come miglior giornalista ha ricevuto i premi “Oscar del vino 2005” dell’AIS e “Luigi Veronelli 2007 alla carriera”.

Enzo Vizzari’s degree is in Law. Food and wine critic of the weekly publication L’Espresso as well as a columnist for the daily newspaper La Repubblica. Director of Gruppo Editoriale L’Espresso’s “Area Guides” since 2001 and editor of the Vini d’Italia guide and the Alberghi and Ristoranti d’Italia guides. Standing member of the Grand Jury Européen du Vin. Awarded the “Oscar del vino 2005” prize by AIS and the “Luigi Veronelli career award 2007”.

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VITE E VINO NELLE VENEZIE VINES AND WINE IN THE VENETIAN AREA

CHE SORPRESA! LA VECCHIA PERGOLA DÀ UVE MIGLIORI WHAT A SURPRISE! THE OLD PERGOLA PRODUCES THE BEST GRAPES La pergola veronese nei vigneti “Campofiorin”, Valle di Marano. Veronese pergola at “Campofiorin” vineyards, Marano valley.

di Andrea Gabbrielli

Tecnici e produttori riscoprono i vantaggi di questo sistema veronese Viticulturists and producers rediscover the merits of this Veronese system In epoca antica la potatura è stato uno dei passaggi fondamentali per arrivare alla moderna viticoltura. La vite, infatti, senza il taglio mirato dei tralci, si comporterebbe come una liana in crescita disordinata alla ricerca di un tutore cui aggrapparsi. I fattori climatici e la corretta gestione del vigneto, d’altra parte, sono alla base della produzione dei vini di qualità. Per questo nel corso dei millenni sono state elaborate forme di allevamento diverse che sono diventate parte integrante

In the old days pruning was one of the fundamental steps to modernise viticulture. In fact, if shoots aren’t lopped off vines in a systematic manner they tend to behave like manic jungle creepers in search of a beanpole to climb up. After all, weather conditions and the correct management of vineyards are at the heart of the production of quality wines. Which is why different methods of vine training have been developed over the millennia to form an integral part of the agri-

del paesaggio agrario. La “pergola cultural landscape. The “Pergola Veveronese” è una di queste. Consironese” is one of them. Once con“C’è più sole? derata superata, oggi viene rivalutasidered old fashioned, it is coming La pergola garantisce ta perché risponde alla domanda di back into use now as the source of protezione” uve più equilibrate rispetto a quelle better balanced grapes than the ‘With more sunshine ottenute dai sistemi a parete (spalliemore modern espalier training sysra). Ne abbiamo parlato con Raffaele tems. We talked about this to Rafpergolas provide Boscaini, coordinatore del Gruppo guaranteed protection” faele Boscaini, co-ordinator of the tecnico Masi che ha sostenuto le riMasi Technical Group, which has cerche sulla pergola di Diego Tomasi assisted in the research carried out del Centro di ricerca per la viticoltura on the pergola system by Diego To(Cra-Vit) di Conegliano. masi of the Centre for Viticultural ReMasi può vantare oltre due secoli search (Cra-Vit) in Conegliano. di viticoltura nel veronese e nelMasi can boast more than two la Valpolicella. Quali sono stati i centuries of viticultural history in passaggi che hanno portato a non the Verona area and in Valpolicella. Diego Tomasi del Cra-Vit di Conegliano. considerare più la pergola come How did the pergola come to fall Diego Tomasi of Cra-Vit from Conegliano. unica forma di allevamento? out of use? «Nelle nostre aree i vigneti sono semIn our area vineyards had always pre state allevati a pergola perché garantiva alte rese e been trained in the pergola fashion, since it guarannecessitava di poca manutenzione: non vi era, quindi, teed high yields and needed little upkeep: so there motivo di abbandonarla. Le prime esigenze di cambiare weren’t any primary reasons to abandon it. Change si avvertono dalla seconda metà del secolo scorso quanbegan to happen in the second half of the last cendo cambia il ruolo del vino: non più alimento quotidiano tury when wine changed from being a daily food, to da consumare in quantità ma bevanda edonistica e per be consumed in quantity, and acquired the role of a certi versi esclusiva, basata sulla qualità. Conseguentehedonistic drink implying exclusivity in some senses, mente anche l’interesse per le alte rese e quindi per la and based on quality. So the desire for the high yields pergola, cala mentre cresce per i sistemi a spalliera – difof the pergola system waned at the same time as the fusi anche a causa dell’introduzione dei vitigni internamuch easier to work espalier systems for the training zionali – più facili da lavorare. Oggi però le condizioni of international grapes were introduced. Today things generali sono cambiate e guardiamo alla pergola con athave changed again and we are looking at the pergola tenzione diversa». with renewed attention.


Da sinistra: il Gruppo Tecnico Masi; le pergole del vigneto “Campolongo” a Torbe; una pergola degli anni ‘50. Dopo anni di abbandono si stanno riscoprendo i vantaggi che il sistema porta all‘uva e al vino. From the left: Masi Technical Group; the pergola at “Campolongo” vineyard at Torbe; a pergola in the Fifties. After years, of decline, the many advantages of the system for both grapes and wine are being rediscovered.

Dottor Tomasi, il cambiamento delle condizioni Dr Tomasi, climate changes involving heat and climatiche (caldo / siccità) sta ponendo degli indrought are bringing the modern espalier systems terrogativi sui sistemi di allevamento a parete, of cultivation into question, as they are more intentroppo contenuti, rivalutando quelle tradizionali, sive than the expansive traditional systems. What più espansi. Qual è il punto della vostra ricerca in has your research shown in this respect? proposito? Beginning with the hot summer of 2003, Cra-Vit « A partire dalla calda estate 2003, il Cra-Vit ha iniziato started a programme of research, still active today, una sperimentazione, ancora in atto, che ha confermato which showed that both white grapes and red grapes che le uve sia bianche che rosse ottenute con la pergogrown in the pergola system are richer in varietal la sono più ricche in composti aromaaromatic compounds, with higher tici varietali, con più alte dotazioni di amounts of colour and less sugar, “Risponde all’esigenza than grapes grown on the espalier sostanze coloranti e un minor tenore zuccherino rispetto ai sistemi a paresystems. This is because they have di ottenere uve te. Ciò deriva dalla maggior proteziogreater protection from the sun and equilibrate” ne dall’insolazione che il tetto orizzonbecause the horizontal roof of a per“Pergolas provide tale consente ai grappoli che si vengola provides a microclimate better gono a trovare in un microclima più well-balanced grapes” suited to the more delicate metaboconsono ai metabolismi più fini della lisms of grape ripening. To get these maturazione. Per ottenere tali risultapositive results though, the perti è comunque necessaria una gestione molto accuragola must be extremely carefully managed, to avoid ta del carico produttivo, del quale la pergola è spesso over-production. generosa ». Today, demand is growing for wines that are less Oggi sta aumentando la richiesta di vini meno structured and less concentrated than in the past. strutturati e meno concentrati rispetto ad un reHow can the Pergola Veronese help with this? cente passato. La pergola veronese, da questo Pergolas produce white wines that are less alcoholic punto di vista, in che modo può dare delle rispo(1-1·5 degrees less on average), fresher (because of ste a questa esigenza? greater acidity in the grapes), with bouquets character46

« La pergola consente di ottenere vini bianchi meno alised by the aromas of ripe fruit and flowers (terpenic colici (mediamente 1/1.5 gradi in meno), più freschi substances), and which therefore turn out to be finer (per una maggior acidità delle uve), con aromi maggiorand more delicate. The red grapes are generally better mente orientati verso la frutta fresca e i coloured, with a better balance of sugfiori (sostanze terpeniche), quindi più ar and acids, producing wines that are Vini bianchi meno delicati e fini. Le uve rosse sono geneless structured but more complex. Traralmente più colorate, con un miglior dition has got a lot to teach us, even in alcolici, uve rosse equilibrio zuccheri/acidi, permettendo the future. più colorate vini meno strutturati ma più complessi. Dr Boscaini, what conclusions can Less alcoholic La tradizione ha ancora molto da dire, be drawn from experiments in reanche in futuro ». cent years? white wines, better Dott. Boscaini, quali conclusioni si coloured red grapes The pergola system was abandoned a possono trarre dalle esperienze eflittle too hastily, and at the very least, fettuate negli ultimi anni? never evaluated in its totality. In fact, « L’abbandono della pergola forse è stato un po’ frettolotraining systems should always be assessed according so o per lo meno non correttamente calcolato nella sua to the vineyard, the terrain and its exposition, as well interezza. Infatti è sempre opportuno valutare la forma as according to the desired end result in winemaking di allevamento da utilizzare considerando il vigneto, il terms. terreno e l’esposizione anche in funzione degli obiettivi enologici che si vogliono raggiungere ».

Andrea Gabbrielli, romano, giornalista, collabora con le più importanti testate di enogastronomia. Nel 1990 ha vinto il Premio Letterario Barbi Colombini per un servizio sul Brunello. Autore di varie pubblicazioni sul vino, ha scritto Il Vino e il Mare - Guida alla vite difficile delle piccole isole.

Andrea Gabbrielli, from Rome, is a journalist who contributes to the most important publications in the wine and food field. In 1990, he won the Premio Letterario Barbi Colombini for his work on Brunello. He is the author of several books on wine, including Il Vino e il Mare - Guida alla vite difficile delle piccole isole.

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VITE E VINO NELLE VENEZIE VINES AND WINE IN THE VENETIAN AREA

L’AMARONE MASI AL BANCHETTO DEL RE DI SVEZIA A STOCCOLMA MASI AMARONE ON THE KING OF SWEDEN’S TABLE IN STOCKHOLM La mostra “Amore Amarone” a Millesgården. The “Amore Amarone” exhibition at Millesgården Museum.

a cura di Dora Stopazzolo

Il vino veronese è stato l’unico rosso alla cena di gala del “Polar Music Prize” This wine from Verona was the only red at the gala dinner for the “Polar Music Prize” Gli svedesi sono un popolo particolarmente innamorato The Swedes are particularly fond of Amarone. Its comdell’Amarone. Complessità, suadenza e calore sembrano plexity, smoothness and body succeeds in delighting rallegrare e riscaldare anche le tavole più raffinate e i coneven the most refined palates and lending lustre to the testi più esclusivi, come quelle del banchetto regale del most exclusive occasions, such as the royal banquet for “Polar Music Prize”, il Nobel della muthe “Polar Music Prize”, founded by sica istituito nel 1989 da Stig Anderpop music legend Stig Anderson in Il Premio Golden Glass son, leggenda della musica popolare, 1989, and given this year to singer di “Allt om Mat” e assegnato quest’anno dal re Carlo Paul Simon and cellist Yo-Yo Ma by Gustavo di Svezia al cantante Paul King Carl Gustav of Sweden. Guests assegnato a Masi Simon e al violoncellista Yo-Yo Ma. at the dinner included the royThe Golden Glass prize Insieme alla famiglia reale e alle magal family, state dignitaries, leading was given to Masi giori cariche dello stato, il mondo delmembers of the music world, the la musica, la stampa internazionale e international press, and the elite by Allt om Mat l’élite economico-culturale del paese of the world of commerce and the hanno gustato il Costasera Amarone arts – all of whom had the chance di Masi, scelto come unico vino rosso to taste Masi’s Amarone Costasera, per il ricevimento al Grand Hotel di chosen as the only red wine in Stoccolma, cui partecipano circa 400 the reception party in Stockholm’s ospiti. È un onore per Masi essere Grand Hotel for about 400 guests. presenti da anni con un vino diverso Masi is privileged to have been per ogni edizione del Polar Prize. present with a different wine eveLa stessa città ha voluto ospitare una ry year for the “Polar Music Prize” Sandro Boscaini premiato da Jan Holmström singolare mostra sull’appassimento e awards ceremony. e Mona Johansson, direttore di Allt om Mat. l’amarone, dall’evocativo titolo “AmoStockholm is also the location for Sandro Boscaini receives the award by Jan Holmström and Mona Johansson, re Amarone”, aperta al pubblico da an unusual exhibition, open from

ottobre 2012 a gennaio 2013 presso il Museo Millesgården. Grande interesse e partecipazione di pubblico e stampa all’inaugurazione, che ha avuto come ospite d’onore Raffaele Boscaini, in rappresentanza dell’unica azienda vinicola coinvolta nell’esclusivo evento, Masi Agricola, accompagnato dai manager dell’azienda che distribuisce i suoi vini in Svezia, PhilipsonSoderberg. Selezionata proprio per la sua expertise nel processo dell’appassimento, Masi e il suo Gruppo Tecnico hanno contribuito all’allestimento della mostra con documentazione tecnicofotografica sulla viticultura e l’enologia in Valpolicella, sull’appassimento e sull’Amarone in particolare. Ha fornito vere “arele” di bambù con le uve Corvina, Rondinella, Molinara e Oseleta, e carotaggi di terreni delle più prestigiose terre dell’Amarone, che hanno suscitato grande curiosità nei visitatori. Il pubblico potrà vedere le uve durante l’appassimento come in un normale fruttaio della Valpolicella fino alla chiusura della mostra, il 13 gennaio 2013. Infine, Masi ha ricevuto il “Golden Glass”, il più prestigioso wine award del paese scandinavo, annualmente consegnato “al produttore che più ha contribuito con il suo stile e la sua gamma di vini ad arricchire il mercato svedese”. L’autorevole panel dei giudici è costituito dai giornalisti ed opinion maker della famosa rivista di enogastronomia “Allt om Mat”. I reali di Svezia, che hanno brindato con l‘Amarone Masi, assieme ai premiati di questa edizione del “Nobel della musica”. The Swedish royal family – all of whom were offered Masi Amarone – at this year’s “Nobel of Music Prize”.

October 2012 to January 2013 at the Millesgården Museum, and dedicated to the themes of Appassimento and Amarone with the evocative title “Amore Amarone”. There was great interest from the public and the press alike at the opening ceremony, which had as its guest of honour Raffaele Boscaini, representing Masi Agricola, the only wine producing company to be involved in this exclusive event. Raffaele was accompanied by the managing director of Masi’s distribution company in Sweden, Philipson Soderberg. Selected for its expertise in the Appassimento process, Masi and its Technical Group contributed to the exhibition with photographs and documents about viticulture and winemaking in Valpolicella, and about the techniques for making Amarone in particular. Masi also supplied real bamboo “arele” and samples of Corvina, Rondinella, Molinara and Oseleta grapes, with soil samples from the most prestigious Amarone growing sites, which were very popular with the exhibition visitors. Grapes can be seen laid out, as if in a normal Valpolicella drying loft, until the exhibition closes on 13 January 2013. Lastly, Masi has recently been awarded the “Golden Glass”, the Scandinavian world’s most prestigious wine prize, given annually to “the producer who has enriched the Swedish market the most with his wine style and his range of products”. The authoritative prize jury is made up of journalists and opinion leaders from the famous food and wine magazine Allt om Mat.

editor of Allt om Mat.

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VITE E VINO NELLE VENEZIE VINES AND WINE IN THE VENETIAN AREA

MASI AL QUADRATO UN LEGAME DI VITA DAL SUDAMERICA ALLA VALPOLICELLA MASI SQUARED THE LINK BETWEEN SOUTH AMERICA AND VALPOLICELLA di Lucio Bussi

Assegnata al venezuelano Giovanni Masi la targa “Giorgio Boscaini” The “Giorgio Boscaini” award goes to Giovanni Masi, from Venezuela Chi meglio di Masi potrebbe importare e rappresentare in Venezuela i vini Masi? La sintonia che parte dal nome, passa anche dalle radici comuni nel Bel Paese tra l’azienda di Gargagnago e quella della famiglia Masi che oggi è di Caracas, ma due generazioni fa partì dalla Basilicata per cercare fortuna in Sud America. E questa sintonia, che dura da vent’anni, passa pure dalla scelta condivisa di puntare sulla qualità, con prezzi superiori a quelli medi di mercato e quindi non facili da far capire al consumatore. Ma le sfide vanno colte e, con determinazione e coraggio, si possono vincere. I tre fratelli Masi, Franco Giovanni e Vittorio, quando nel 1985 avviano la società di import di vini Di Masi C.a., non immaginano certo che troveranno qualche anno dopo il marchio perfetto per loro: Masi. Proprio come il loro cognome. Come accade? Un giorno Franco, in visita a un cliente, vede su Wine Spectator per la prima volta etichetta e marchio Masi: sono innovativi con la fascia nera e il nome in grande evidenza. « Abbiamo visto il marchio e abbiamo detto: è nostro! », racconta Giovanni, a Gargagnago in occasione del Premio Masi per ritirare la targa « Giorgio 50

Who better than a Masi to import and represent Masi wines in Venezuela? The fellow feeling that begins with the name includes a common heritage in Italy, both for the Masi company in Gargagnago and the Masi family which now lives in Caracas, but which has its origins in Basilicata two generations ago when the family left to find its fortune in South America. This particular fellow feeling may have begun twenty years ago, but it has also survived decisions about concentrating on quality, and selling wines at prices higher than the market average, which were therefore not the easiest to propose to the consumer. A difficult challenge, but determination and courage have won the day. When the three Masi bothers: Franco, Giovanni and Vittorio, founded their wine import company, Di Masi C.a., in 1985 they had no idea that they would find “Masi”, the perfect brand for them to represent some years later. Their name exactly. How did it happen? Franco was visiting a client one day when he happened to see the Masi label reproduced in Wine Spectator – the black background and the prominent type-face of the name stood out. « We saw the name and we said: that’s

Boscaini » che l’azienda conferisce ai suoi più fedeli us! », said Giovanni, when he came to Gargagnago importatori. during the Masi Prize to receive the « Giorgio Boscaini » Il brand Masi è un obiettivo « irrinunciabile » per i tre award that Masi gives to its best importers. fratelli e in corsa ci sono altri due importatori veneThe Masi brand became a “must have” for the three zuelani che stanno corteggiando l’azienda. « Non vobrothers, at a time when there were two other Venezuelevamo farci soffiare l’opportunità e così all’inizio del lan importers courting the company. «We didn’t want to 1992, dopo alcuni contatti, ablose the opportunity, so, after a biamo preso un volo per l’Italia couple of enquiries, Vittorio and All’azienda di Caracas l’Oscar e ci siamo presentati, io e VitI got on a flight to Italy in 1992 degli importatori torio, ai cancelli della Masi ». È il and presented ourselves at Maprimo incontro tra i due fratelli si’s front gate». This was the first The “Importers’ Oscar” goes venezuelani e il numero uno meeting between the two brothto a company from Caracas della Masi, Sandro Boscaini che, ers from Venezuela and Masi’s racconta Giovanni, « ci fece asnumber one, Sandro Boscaini, saggiare i vini classici di questa who, Giovanni says, «made us zona: Valpolicella, Soave, Bartaste the classic wines of the redolino ». Il primo ordine di quel gion: Valpolicella, Soave and Bar1992 è di 400 cartoni, ricorda, « e dolino». The first order in 1992 non avevamo nemmeno chiesto was for 400 cases, and, as Gioil prezzo: a noi interessava sovanni recalls, «we didn’t even ask prattutto il marchio ». Fu un po’ the price. We wanted the brand, un azzardo, perché sul mercaabove all». This was a bit of a to si trovavano vini più a buon risk, since the market was full of mercato. Che fare? « Ci siamo cheaper wines. What would they consultati con Sandro e poi abdo? «We talked to Sandro and we I tre fratelli dell'azienda familiare Masi. biamo deciso: il nostro era vino made a decision: our wine was The three Masi brothers from the family firm. di qualità, da ristorazione; bisoa quality wine, for restaurants; gna farlo capire e conoscere ai we had to make consumers unconsumatori con degustazioni guidate, coinvolgendo i derstand this, with guided tastings, involving the restaulocali. Il mercato ha capito ». rants. The market responded favourably». Piano piano i vini Masi si fanno largo e a metà deSlowly but surely Masi wines got a wider distribution, gli anni Novanta arriva anche la prima spedizione di and half way through the 1990s came the first shipAmarone, le prime bottiglie del grande rosso veroments of Amarone, the first bottles of Verona’s great nese in Venezuela, e a seguire tutta la gamma delle red wine to reach Venezuela, soon followed by the etichette del gruppo. Oggi, con 60 mila bottiglie imcomplete range of wines from the Masi group. Today, portate l’anno, compreso il Tupungato prodotto da the challenge set twenty years ago has been met, with Masi in Argentina, la sfida di 20 anni fa è vinta, ma 60,000 bottles of Masi wine, including Tupungato wine deve continuare. from Argentina, imported into Brazil every year. And it’s not finished yet.

Lucio Bussi, giornalista del quotidiano L’Arena di Verona dal 1990, responsabile del settore Economia / Interni ed Esteri. Laureato in Scienze agrarie e autore di pubblicazioni sul settore del vino. Ha collaborato con quotidiani nazionali e periodici specializzati di Economia. All’Università di Verona ha tenuto corsi di comunicazione nel settore enologico.

Lucio Bussi, has been a journalist with L’Arena, Verona’s daily newspaper, since 1990. In charge of the Domestic and Foreign Economics section. He has a degree in Agricultural Sciences and is the author of books on the wine sector. He has worked with national daily newspapers and specialised financial publications. Lecturer on communications in the wine world at the University of Verona.

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INIZIATIVE DI FONDAZIONE FOUNDATION INITIATIVES

“L’IRONIA DI DIO” PER RISPONDERE AGLI INTERROGATIVI SU FEDE E VITA “L’IRONIA DI DIO” AN ANSWER TO QUESTIONS ABOUT FAITH AND LIFE di Franco Ruffo

Presentato il libro di Giuseppe Brugnoli per iniziativa della Fondazione Masi Giuseppe Brugnoli’s book is given its launch by the Masi Foundation Giuseppe Brugnoli è un cronista attento anche all’evoGiuseppe Brugnoli is a writer whose interests include luzione delle anime, con una forte componente relithe evolution of the soul, and who has a strong religiosa anche in famiglia. Ed è questo risvolto della sua gious background in his own family. This is the side personalità che si approfondisce nel of his personality seen in the book libro L’ironia di Dio: quasi un romanL’ironia di Dio: quasi un romanzo zo, Angelo Colla Editore, presenta(“The irony of God: almost a novel”), to recentemente per iniziativa della published by Angelo Colla Editore. Fondazione Masi, che ha messo il voA launch presentation for the book lume al centro di una tavola rotonda was recently organised by the Masi sul tema “Tra fede e ragione: la via Foundation in the form of an open della letteratura”, introdotta dal saluto debate on its central theme entitled: di Daniela Brunelli, presidente della “Between faith and reason: the role Società Letteraria. of literature”, with an introduction Da una parte il quasi romanzo brufrom Daniela Brunelli, president of gnoliano, scritto venti anni fa ma the Società Letteraria. pubblicato su insistenza dell’editore Brugnoli’s “quasi-novel” was actually solo ora, che narra di un giovane prowritten twenty years ago, and comes fessore universitario, scontento delout now at the insistence of the publa vita, che per sfida intraprende un lishers. It tells of a young university viaggio a Lourdes, vuol dimostrare professor, who is unhappy with his Un cronista attento che i miracoli non esistono. Invece, life and undertakes the journey to anche all‘anima dopo un viaggio in treno quasi roLourdes, as a bet. He wants to prove A writer whose cares cambolesco e la breve esperienza that miracles don’t exist. But in fact, di barelliere nella cittadina francese, after an almost surreal train journey include the soul si accorge che i miracoli avvengono and a brief experience as a stretcher52

nella vita di tutti i giorni. Brugnoli, quindi, invita a riflettebearer in Lourdes it soon becomes clear to him that mirre sulla natura della fede e sull’intervento di Dio nel noacles actually do happen every day as part of normal life. stro quotidiano. Consequently, Brugnoli invites us to reflect on the nature Dall’altra, ma in stretta connessione, lo svilupparsi delof faith and on the intervention of God in our daily life. la tavola rotonda tra credenti e laici: lo Closely related to the book in theme, the stesso Brugnoli, il vicepresidente della ensuing debate had contributions from the L‘incontro Letteraria Ernesto Guidorizzi e il diretlaity and clergy alike and saw the discustore del settimanale diocesano “Verona sion developed by Brugnoli himself and by organizzato dalla Fedele” Alberto Margoni, moderata da Alberto Margoni, the editor of the diocesan Fondazione Masi Marco Vigevani dell’omonima agenzia weekly paper “Verona Fedele”. ProceedMeeting letteraria milanese (una delle più imporings were moderated by Marco Vigevani, tanti in Italia). I grandi temi della ragione organised by the from the eponymous literary agency in e della fede sono stati toccati in modo Milan (one of Italy’s finest). The important Masi Foundation lieve e ironico, prendendo spunto dalle themes of reason and faith were discussed irrequietezze del protagonista del quasi in a light-hearted and humorous way, takromanzo e dei sei casuali compagni di viaggio, magiing a lead from the doubts displayed by the protagonist of stralmente e ironicamente dipinti dall’autore, con uno this “quasi-novel” and his six assorted travelling companstile quasi chestertoniano che un po’ ricorda il giallo a ions, as related so fluently and so comically in an almost sorpresa. Chestertonian suspense-thriller style by the author himself.

Un‘immagine dell‘incontro alla Società Letteraria per la presentazione del libro di Giuseppe Brugnoli. Nella pagina accanto, l’autore firma una copia. Giuseppe Brugnoli‘s book launch at the Società Letteraria. Topo left, opposite, an autograph from the autor.

Franco Ruffo, veronese, giornalista per passione, lavora con Alberto Cavallari al Gazzettino, poi diventa responsabile delle redazioni di Verona e Trento. Per Confindustria Verona, ha fondato e diretto per anni la rivista Verona Manager. Collabora nel Triveneto per Il Sole 24 Ore e Agrisole, per Verona con la Rai, La Stampa e L’Arena.

Franco Ruffo, from Verona, is a dedicated journalist who helped Alberto Cavallari at the Gazzettino before running the Verona/Trento department. He founded and ran Verona Manager for years for Confindustria Verona. Triveneto correspondent for Il Sole 24 Ore and Agrisole, Verona correspondent for rai, La Stampa and L’Arena.

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VITA NELLE VENEZIE: FATTI E APPUNTAMENTI LIFE IN THE VENETIAN AREA: NOTES AND EVENTS

I DALMATI ASSEGNANO A ZORZI IL “PREMIO TOMMASEO” I dalmati italiani nel mondo si sono ritrovati alla fine di settembre a Senigallia per il loro 59° raduno. In questa occasione hanno assegnato il “Premio Tommaseo” allo scrittore veneziano Alvise Zorzi. “Il mio cognome già dice molto – spiega lo storico e scrittore – La mia è una famiglia veneziana da sempre, con legami forti, non con il retroterra veneto ma proprio con le terre oltremarine, in particolare la Dalmazia dove il mio cognome è stato spesso presente in vari periodi a segnare un percorso comune”.

DALMATIA GIVES ZORZI THE “PREMIO TOMMASEO” The 59th reunion of the worldwide Italian Dalmatian community was held in Senigallia at the end of September. During the course of the event, Venetian writer Alvise Zorzi was honoured with the award of the “Premio Tommaseo”. “Just my name says a lot – Zorzi explains – I come from a Venetian family with strong links not to the Veneto landward side, but to the coastal lands by the sea, particularly Dalmatia, where my surname often figures in the history of the region”.

DIAMANTI: TEMPI STRANI, MA APERTI AL CAMBIAMENTO “Viviamo in un’epoca strana, dai contorni indefiniti, ma proprio per questo aperta al cambiamento”. È il messaggio lanciato da Ilvo Diamanti nel suo ultimo libro Tempi strani: un nuovo sillabario edito da Feltrinelli. “Questi sono tempi in cui non siamo più e non siamo ancora, sostiene il politologo vicentino. Proprio perché la storia della nostra attualità è un libro dalle pagine ancora bianche, possiamo essere noi protagonisti del cambiamento e non solo agìti dagli eventi”.

DIAMANTI: STRANGE TIMES, BUT OPEN TO CHANGE “We live in strange times, full of uncertainty, but therefore also open to change”. This is Ilvo Diamanti’s message in his latest book, Tempi strani – Un nuovo sillabario (“Strange times: A new handbook” (Feltrinelli). “We live in a moment of transition, we’re no longer in one place and not yet in another – says Diamanti, the political scientist from Vicenza - the history of our present is not yet written, which means we can be agents of change and not just buffeted by events”.

APPUNTAMENTI EVENTS

17 DICEMBRE 2012 PREMIO OIV AL VOLUME SUI TERROIR DELLE VENEZIE Sandro Boscaini partecipa personalmente alla cerimonia di consegna del premio internazionale “Prix de l’oiv” a Parigi, nell’ambito del quale il volume “Le Venezie: le diversità di terroir riflesse nel bicchiere”, edito dalla Fondazione Masi e a cura di Attilio Scienza, Diego Tomasi, Adriano Garlato e Gruppo Tecnico Masi, ha ricevuto una menzione speciale tra le numerose pubblicazioni nella categoria vini e territori.

18-23 MARZO 2013 SETTIMANA DELLA POESIA DEDICATA A D’ANNUNZIO L’Istituto Internazionale per l’Opera e la Poesia celebra il 150esimo anniversario della nascita di Gabriele D’Annunzio con un fitto programma di letture, convegni, concerti e film, proposti in collaborazione con Università di Verona, Biblioteca Civica, enti culturali, scuole e teatri, con il patrocinio della Regione Veneto, del Comune di Verona, della Fondazione Vittoriale degli Italiani e in collaborazione con la Fondazione Masi.

17 DECEMBER 2012 OIV PRIZE FOR BOOK ON VENETIAN TERROIR Sandro Boscaini went in person to the “Prix de l’oiv” international awards ceremony in Paris where the book “The Venetian Regions: differences in terroir as seen in the glass”, published by the Masi Foundation with contributions from Attilio Scienza, Diego Tomasi, Adriano Garlato and the Masi Technical Group, received a “special mention” in the company of numerous books in the wine and territory category.

18-23 MARCH 2013 D‘ANNUNZIO POETRY WEEK The International Institute for Opera and Poetry celebrates the 150th anniversary of the birth of Gabriele D’Annunzio with a packed programme of lectures, conferences, concerts and films, in collaboration with Verona University, the Civic Library, cultural organisations, schools and theatres. The festival is supported by Regione Veneto, Comune di Verona, the Fondazione Vittoriale degli Italiani, and the Masi Foundation.

BENETTON: FEDELTÀ AL VENETO E CAPACITÀ DI INNOVAZIONE Ugo Volli e Piero Leodi hanno curato Benetton: l’impresa della visione. È una storia globale dell’avventura Benetton e degli innumerevoli campi nei quali ha impresso il suo marchio: nell’arco di oltre mezzo secolo ha interpretato ogni volta le attese e i desideri del mercato in una sintesi originale e sempre ridefinendoli. Il libro considera l’intreccio di idee, interessi, interventi e azioni Benetton nel segno dell’innovazione consapevole e della fedeltà al territorio veneto.

BENETTON: FAITHFUL TO THE VENETO AND TO A CAPACITY FOR INNOVATION Ugo Volli and Piero Leodi are the editors of the book Benetton, l’impresa della visione (“Benetton the business of vision”). This is the story of the Benetton adventure in the many markets where the brand has been established. In the space of more than half a century Benetton has succeeded in satisfying the desires and expectations of every market in an original way, tailored to each opportunity. The book explores the weave of ideas, interests, actions and reactions of the Benetton company in the search for intelligent innovation combined with faithfulness to its Venetian origins. 54 Villa Serego Alighieri, sede della Fondazione Masi - Villa Serego Alighieri, the Masi Foundation headquarters


LA FONDAZIONE MASI THE MASI FOUNDATION La Fondazione Masi è impegnata a promuovere e valorizzare il territorio, la popolazione, il patrimonio culturale, le grandi capacità dell’ingegno e produttive della Civiltà Veneta. Particolare attenzione è riservata alla cultura e alla produzione vitivinicola, che rappresentano caratteri peculiari del territorio veneto. Le finalità sono perseguite operando a livello nazionale e internazionale anche in collaborazione con Amministrazioni, Enti pubblici e privati, Fondazioni e altri organismi italiani e stranieri. La Fondazione Masi nasce nel 2001 dall’esperienza ventennale del Premio Masi, del quale intende assicurare la continuità e l’indirizzo, affiancandolo con una serie di iniziative in ambito culturale e ampliando così la propria attenzione a tutto quel mondo che ha fatto dei valori della civiltà veneta motivo ispiratore e stimolo per un progresso produttivo, culturale e civile su scala internazionale. Il 16 aprile 2007 la Regione Veneto ha conferito alla Fondazione Masi personalità giuridica, riconoscendone i valori e le finalità statutarie. The Masi Foundation has as its aim the promotion and development of the territory, the population and the cultural inheritance of the Venetian territories, as well as the skill and productive capabilities that are part of the civiltà veneta (Venetian culture). Particular attention is given to the art of winemaking, which is a special characteristic of the Venetian regions. The Masi Foundation acts at both national and international levels in collaboration with governments, public and private institutions, foundations and other Italian and foreign entities. The Masi Foundation was established in 2001 as a product of twenty years experience with the Masi Prize to guarantee the continuity of the Prize. At the same time it began a cultural programme to highlight the values of the civiltà veneta that are the inspiration behind manufacturing, cultural and civil progress on an international scale. On 16th April 2007 the Masi Foundation was given official status as a legal entity by Regione Veneto, with full recognition of its values and statutory aims. 56

ALBO D’ONORE DEL PREMIO MASI MASI PRIZE ROLL OF HONOUR 1981 Civiltà Veneta ELIO BARTOLINI BIAGIO MARIN GIULIO NASCIMBENI ALVISE ZORZI

1982 Civiltà Veneta I SOLISTI VENETI UTO UGHI

1983 Civiltà Veneta CASA MARZOTTO BRUNO VISENTINI

1996 Civiltà Veneta IVANO BEGGIO DON ANTONIO MAZZI PIERRE ROSENBERG

Civiltà del Vino PHILIPPINE DE ROTHSCHILD

1997 Civiltà Veneta ENZO BETTIZA PIERRE CARDIN FEDERICO FAGGIN

Grosso d’Oro Veneziano

Grosso d’Oro Veneziano

MILAN KUCAN

LUIGI LUCA CAVALLI-SFORZA

2004 Civiltà Veneta FERRUCCIO DE BORTOLI NADIA SANTINI ETTORE SOTTSASS

2010 Civiltà Veneta FRANCESCO TULLIO ALTAN DIANA BRACCO DE SILVA MARIO BRUNELLO

Civiltà del Vino

Civiltà del Vino

ANDREA MUCCIOLI E LA COMUNITÀ DI SAN PATRIGNANO

SERGI DI NEKRESI

Grosso d’Oro Veneziano PETER ESTERHAZY

2005 Civiltà Veneta 1984 Civiltà Veneta ANTONIO CIBOTTO GIANFRANCO DE BOSIO ANNA PROCLEMER

1986 Civiltà Veneta CASA BENETTON OTTAVIO MISSONI LUCIANO VISTOSI

I Colli Euganei visti dalla laguna di Venezia, foto Fulvio Roiter Archivio Masi, tratto da “Masi, valori veneti”, Artegrafica. The Colli Euganei (Paduan hills) seen from the Venetian lagoon, photo from Fulvio Roiter, Archivio Masi, taken from “Masi, valori veneti”, Artegrafica.

1987 Civiltà del Vino ANGELO BETTI

1988 Civiltà Veneta GAETANO COZZI GIANCARLO LIGABUE PILADE RIELLO FULVIO TOMIZZA

1989 Civiltà del Vino

Presidente Isabella Bossi Fedrigotti Presidente Onorario Demetrio Volcic

EMILE PEYNAUD

1990 Civiltà Veneta CLAUDIO MAGRIS ZORAN MUŠIC HUGO PRATT

1991 Civiltà del Vino ZELMA LONG

Vicepresidente Sandro Boscaini Consiglieri Francesco Benedetti Bruno Boscaini Giuseppe Brugnoli Pieralvise di Serego Alighieri Maurizio Marino Giuseppe Nicolò Ezio Rivella Marco Vigevani Revisore Giovanni Aspes

1992 Civiltà Veneta FERNANDO BANDINI GIUSEPPE GOZZETTI DEMETRIO VOLCIC

1993 Civiltà del Vino HUGH JOHNSON

1994 Civiltà Veneta PIER GIUSEPPE CEVESE RENATO OLIVIERI ERMANNO OLMI APOLLINARE VERONESI

1998 Civiltà Veneta CARLO GUARIENTI PAOLA MALANOTTE LUIGI MENEGHELLO

ISABELLA BOSSI FEDRIGOTTI CECILIA DANIELI PAUL GIROLAMI LUCIA VALENTINI TERRANI GIUSEPPE ZIGAINA

NORIS SILIPRANDI

GIUSEPPE BATTISTON ARRIGO CIPRIANI MASSIMO MARCHIORI

Civiltà del Vino

Civiltà del Vino

Civiltà del Vino

FEDERICO CASTELLUCCI

JACQUES ORHON

1999 Civiltà Veneta TULLIO KEZICH CLETO MUNARI GIORGIO ZANOTTO

Civiltà del Vino MONDAVI & FRESCOBALDI [LUCE JOINT VENTURE]

2000 Civiltà Veneta FONDAZIONE GIORGIO CINI TOMMASO PADOA-SCHIOPPA MARCO PAOLINI GIUSEPPE SINOPOLI

Grosso d’Oro Veneziano

Grosso d’Oro Veneziano

VARTAN OSKANIAN

MONS. LUIGI MAZZUCATO

2006 Civiltà Veneta PINO CASTAGNA FONDAZIONE CARIVERONA MARSILIO EDITORI

2012 Civiltà Veneta ANDREA BATTISTONI GIOVANNI RADOSSI ANTONIO STELLA

Civiltà del Vino

Civiltà del Vino

ANTONIO CARLUCCIO

LYNNE SHERRIFF

Grosso d’Oro Veneziano

Grosso d’Oro Veneziano

ALVISE ZORZI

KUKI GALLMANN

2007 Civiltà Veneta Civiltà del Vino SIRIO MACCIONI

2001 Civiltà Veneta MARIO RIGONI STERN RENZO ROSSETTI WOLFGANG WOLTERS ANDREA ZANZOTTO

Civiltà del Vino

ANTONIA ARSLAN GIANNI BERENGO GARDIN MILO MANARA

Civiltà del Vino PETER HAYES

Grosso d’Oro Veneziano HANS-DIETRICH GENSCHER

FRATELLI TORRES

2008 Civiltà Veneta 2002 Civiltà Veneta SILVIO BERTOLDI ILVO DIAMANTI FULVIO ROITER SUSANNA TAMARO

BEPI DE MARZI LIONELLO PUPPI GIOVANNI MARIA VIAN

Civiltà del Vino DONALD ZIRALDO

Civiltà del Vino 2003 Civiltà Veneta GABRIELLA BELLI NOVELLO FINOTTI CESARE MONTECUCCO

NICOLÒ INCISA DELLA ROCCHETTA

Commissione del Premio Masi per la Civiltà Veneta DEMETRIO VOLCIC – relatore FERNANDO BANDINI GABRIELLA BELLI ULDERICO BERNARDI ISABELLA BOSSI FEDRIGOTTI MARZIO BREDA GIUSEPPE BRUGNOLI PIERALVISE DI SEREGO ALIGHIERI ILVO DIAMANTI MASSIMO FERRO STEFANO LORENZETTO PILADE RIELLO MARCO VIGEVANI STEFANO ZECCHI ALVISE ZORZI

Grosso d’Oro Veneziano SANJIT BUNKER ROY

Civiltà del Vino Civiltà del Vino

2011 Civiltà Veneta

EZIO RIVELLA

FAMIGLIA KRUG

1995 Civiltà Veneta

GUIDO BERTOLASO GILLO DORFLES FRANCESCO MACEDONIO ALESSANDRO MAZZUCCO

2009 Civiltà Veneta LINO DAINESE CARLO MAZZACURATI PAOLO RUMIZ

Civiltà del Vino GEORGE SANDEMAN

Commissione del Premio Internazionale Masi per la Civiltà del Vino EZIO RIVELLA – relatore PIERO ANTINORI FEDERICO CASTELLUCCI ANGELO GAJA FRANK PRIAL JENS PRIEWE DEMETRIO VOLCIC

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A CAMPAIGN FINANCED ACCORDING TO EC REGULATIONS N. 1234/07

Villa Serego Alighieri in Valpolicella 37015 Gargagnago - Verona - Telefono +39 045 6832511 www.fondazionemasi.com 路 www.premiomasi.com 路 www.premiomasi.it IV

Le Venezie, Cultura e Territorio - December 2012  

The Masi Foundation has published its own bilingual (Italian and English) journal since 2005. This is the house-organ of the Foundation and...

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