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Agricoltura • Agroalimentare • Turismo RURALE

N° 15 • 1 SETTEMBRE 2019

LE CERTEZZE NEL VINO, LE SPERANZE NELL’OLIO Bene vendemmia in Puglia mentre arriva primo “oro giallo” da ulivi resistenti a xylella agricoltura Arif, si dimette il commissario

agroalimentare Gdo, crescono i ricavi ma scendono gli utili

turismo rurale Puglia: bene estate ’19 per masserie e borghi


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ditoriale

GDO, CRESCONO I RICAVI MA SCENDONO GLI UTILI

1 settembre 2019 - n.15 - Anno 14

Quindicinale di Agricoltura Agroalimentare Turismo RURALE

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Iscritto all’Albo Cooperative a Mutualità Prevalente N.A182952 Editrice

G.Ed.A. Giovani Editori Associati Soc. Coop. Via Alcide De Gasperi 11/13 - 70015 - Noci (BA) Direttore responsabile Vito Castellaneta Grafica e impaginazione G.Ed.A. Giovani Editori Associati Hanno collaborato Donato Fanelli, Antonio Resta, Rocco Resta, Nicola Trisolini, Paola Dileo, Nica Ruospo, Rino Pavone, Donatello Fanelli Pubblicità G.Ed.A Rino PAVONE r.pavone@foglie.tv 380 6328672 Stampa Grafica 080 - Modugno (BA) Registrato al Registro Nazionale della Stampa Tribunale di Bari N. 61/06 del 15/11/2006 www.foglie.tv redazione@foglie.tv 347 9040264 Iscritta al Registro Operatori Comunicazione ROC n.26041 TESTATA GIORNALISTICA ACCREDITATA

l mondo della grande distribuzione non vive un momento felicissimo, e corre ai ripari. Come? Tramite fusioni ed acquisizioni. In un articolo di approfondimento Firstonline parla della relativamente nuova tendenza nella gdo, dovuta a un’avvisaglia di crisi, che però sembra paradossale visti i dati del 2018 raccolti dall’Area Studi di Mediobanca, che evidenziano una crescita dei ricavi delle grandi catene di supermercati presenti in Italia (+2,2%), pur in un contesto di economia ferma, sull’orlo della recessione. Nell’indagine, che prende in considerazione i gruppi con almeno mezzo miliardo di fatturato e specializzati in una distribuzione “a prevalenza alimentare” (quindi sostanzialmente i noti big, da Esselunga a Conad, dalla Coop al Carrefour), viene fuori che la concorrenza dei discount inizia ad essere spietata, il che sta già innescando una corsa alla diminuzione dei prezzi e di conseguenza un “ritorno sull’investimento” per i grandi gruppi che è in calo da ormai tre anni consecutivi. In soldoni: nel 2015 le principali catene avevano realizzato profitti per 722 milioni di euro, tre anni dopo, messe insieme,

sono scese sotto i 300 milioni. Di contro i ricavi, complessivamente, sono stati pari l’anno scorso a 56,4 miliardi e questo dato è invece in aumento rispetto ai 51,5 miliardi del 2015. Le prospettive inoltre non sono esattamente incoraggianti: secondo quanto emerge da un’inchiesta pubblicata su Affari&Finanza, nel 2019 saranno stati aperti in Italia altri 150 discount, e altri 200 arriveranno nel 2020. La soluzione è dunque rappresentata da fusioni e acquisizioni. Già chiusa l’operazione Conad-Auchan, con il gruppo italiano che rileva i punti vendita della catena francese e che di conseguenza si rafforzerà molto in tre regioni chiave del Nord Italia, dove fino ad oggi non era particolarmente presente: Piemonte, Veneto e soprattutto Lombardia. Grandi manovre anche in casa Coop, alle prese con la ristrutturazione, e Esselunga, dove è ancora da sciogliere il nodo dell’eredità del patron storico Caprotti prima di definire le nuove strategie. Il gruppo più in difficoltà è il francese Carrefour, che nel 2018 in Italia ha segnato un -4,4% delle vendite: per ora però non ci sono fusioni in vista ma i transalpini hanno già annunciato 590 esuberi e l’apertura di negozi più piccoli.


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ommario

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26 OSSERVATORIO CIBI TERRITORI

riceviamo e pubblichiamo

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editoriale GDO

Crescono i ricavi ma scendono gli utili

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Incontra la Basilicata nel Parco della Grancìa

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AGRINSIEME Le proposte anti- xylella

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AGRICOLTURA

9 FUNGHI

La mostra di Monopoli

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13 CENTINAIO

18 VALLE D’ITRIA ENOICA

14 VENDEMMIA

24 MELAGRANE

“Firmati decreti Expo Dubai”

Puglia al top nazionale

19 ARIF

Si dimette il commissario

ex ilva Genitori tarantini contro Di Maio turismo rurale

PUGLIA 20 Bene estate 2019 per masserie e borghi

agroalimentare

10 XYLELLA

Primo olio da ulivi resistenti

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PREMIO NEGROAMARO L’ 11^ edizione La mostra pomologica

Accordo per aumento produzione

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MARGHERITA DI SAVOIA Le saline passano ai francesi

30 zootecnia INTESA UE - MERCOSUR 30 Prevede aumento import carni dal Brasile


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iceviamo e

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ubblichiamo

dall’ Associazione Genitori tarantini – Ets

Lettera aperta a Di Maio su Taranto e ex Ilva

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ignor Luigi Di Maio, “anche il più misero tra gli uomini ha qualcosa di prezioso, qualcosa che non può essere ceduto, messo in vendita, macchiato. E’ il nome che il proprio padre e prima ancora il nonno e le generazioni precedenti gli hanno regalato. E’, questo, un valore non negoziabile, un impegno a vivere con la schiena dritta. Perduto questo valore, si cessa di essere Uomini.” Questo le dicemmo, durante l’incontro da lei voluto, a Roma, con le associazioni tarantine, aggiungendo, in quel pomeriggio del 19 giugno 2018, che l’interesse pubblico non può prescindere da quelli che sono i diritti “fondamentali” dell’individuo (salute e salubrità dell’ambiente). Giusto quello che l’Avvocatura di Stato, da lei interpellata a riguardo, le rispose nelle proprie conclusioni, il 5 settembre dello stesso anno. Lei è andato avanti per la sua strada, calpestando i dettami costituzionali e le sue stesse promesse e macchiando il suo nome come i melanomi macchiano, aggredendola, la pelle. Nell’affannosa rincorsa al consenso, lei ha colpevolmente perso di vista, tra le altre cose, la necessità (che è un “dovere” della Repubblica italiana, art. 32 della Costituzione) di tutelare la salute e la salubrità dell’ambiente. Il suo movimento sì è fatto fagocitare dalla Lega, che ha vestito i panni del leone che mangia i cuccioli della propria specie, ma non i propri figli. In perfetta sintonia e continuità con i governi precedenti, lei ha preferito la “produzione” alla “salute”, scegliendo, tra la vita e la

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morte, quest’ultima. Apprendiamo dagli organi di informazione che lei non ha passato il ferragosto al mare o in montagna o in visita a qualche museo. No, lei ha utilizzato il 15 agosto per colpire ancora una volta a tradimento il popolo tarantino. Lei ha chiesto al suo complice di governo di approvare il “decreto Imprese” per tutelare, afferma, anche i lavoratori dell’ex Ilva di Taranto. Un tentativo piuttosto maldestro di fare ricadere le colpe su chi di colpe ne ha già tantissime, ma non questa. L’unico responsabile dell’affaire Ilva è lei, signor Di Maio. L’unico! L’unico che sarà responsabile, qualora i ministri in forza alla Lega dovessero firmare, delle “misure inderogabili” per l’ex-Ilva, che prevedono un’intesa tra il governo e ArcelorMittal sull’immunità penale entro il 5 settembre. Quell’immunità penale che sarebbe stata cancellata (parole sue, retoricamente interpretate come un piccolo attore in una recita scolastica di fine anno, proprio a Taranto). Purtroppo, lei confonde il “lavoro come garantito dalla Costituzione italiana” con il lavoro che viene offerto, pari, quest’ultimo, alla schiavitù, visto che i lavoratori dell’ex-Ilva vengono impiegati senza un minimo di rispetto per la dignità, la sicurezza, la salute e la salubrità dell’ambiente. Quello che lei vuole salvaguardare, signor Di Maio, non è “lavoro”! Ripetemmo questo concetto anche al ministro della Salute, Giulia Grillo (in forza al suo movimento), il 4 settembre, per sentirci rispondere, candidamente che purtroppo ci sono le aziende e i poteri forti… (con buona

pace del governo del cambiamento). La politica del suo movimento, portata avanti da dilettanti quali voi siete, ha fatto ingrassare di consenso solo la pancia del suo complice di contratto, sbaragliando solo il popolo italiano e facendo perdere di credibilità agli occhi dell’intero pianeta l’intera nazione. Lei ha perduto il suo nome per sempre, signor Di Maio. Nel quartiere Tamburi, che di altra fama dovrebbe essere vestito, è stata affissa una targa, quasi venti anni fa. NEI GIORNI DI VENTO NORDNORD/OVEST VENIAMO SEPOLTI DA POLVERI DI MINERALE E SOFFOCATI DA ESALAZIONI DI GAS PROVENIENTI DALLA ZONA INDUSTRIALE “ILVA” PER TUTTO QUESTO GLI STESSI “MALEDICONO” COLORO CHE POSSONO FARE E NON FANNO NULLA PER RIPARARE. Noi ci uniamo a loro per condividere questo pensiero. Lei è tra quelli che potevano fare. Lei è tra quelli che noi malediciamo. Ed è in ottima posizione di classifica, di sicuro è già sul podio. Vorremmo concludere con una frase in dorico antico, la lingua degli Spartani che fondarono Taranto: “Acquà n’amɘ ruttɘ dɘ pruca’ lɘ fìgghiɘ nuèstrɘ e dɘ mure’ pɘ arrɘcchèscɘrɘ ‘u rèstɘ dɘ ‘sta cazzɘ dɘ naziónɘ”. Quello che vogliamo dire è di facile interpretazione. Tuttavia, se lei dovesse avere qualche difficoltà, può interpellare gli iloti tarantini eletti in Parlamento con il Movimento 5 stelle. E’ possibile che questi, alla fine della loro breve quanto inutile esperienza parlamentare, ritrovino finalmente la parola per tradurle il tutto. Almeno questo dovrebbero saperlo fare.

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gricoltura

In esposizione 170 specie di provenienza alpina

Funghi in mostra a Monopoli a cura dell’Associazione “U Paprazz”

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di Paola DILEO

el pieno della calura estiva, in un centro storico brulicante di turisti, quello monopolitano, hanno fatto il loro spavaldo affaccio i primi funghi freschi di bosco: cadeau dell’ Associazione “U Paprazz” di Monopoli, che ha scelto un periodo inedito, le ferie agostane, per allestire la tradizionale mostra micologica, giunta alla V edizione. Una scelta non casuale, anzi strategica a sentire il micologo dell’ Ass. Vito Giliberti “Si perché sebbene la raccolta fungina nel sud Italia è prevalentemente autunnale, è micologo monopolitano coadiuvato da Gianni Labbate e Stefano Giagulti - rispettivamente presidente e segretario dell’ Associazione - si sono soffermati su alcune specie mortali, in particolare l’ amanita virosa, il cortinarius speciosissimus, il cortinarius orellanus; tra quelle velenose ma non mortale, il tricholoma pardinum, una specie molto pericolosa perché scambiata con alcune del genere russula. Meritevole d’attenzione

fra le specie commestibili, il gomphus clavatus, anche detto “fungo della carne”, dalle qualità molto pregiate. E sempre nell’ottica di un servizio di prevenzione sanitaria e alimentare, di conoscenza micologica, nonché di approfondimento delle regole vigenti, l’ Ass. U Paprazz ha inaugurato il due settembre, il primo corso per il rilascio o rinnovo dell’attestato d’idoneità alla identificazione delle specie fungine.

molto frequente per gli amanti della natura, un’escursione in montagna anche d’estate, dove è facile trovare una serie di esemplari, che naturalmente sono alieni ai nostri habitat, ma possono ugualmente esseri scambiati per alcuni nostrani”. Quindi la parola d’ordine dell’esperto è: “massima prudenza” prima di portare nel piatto un fungo trovato nel bosco o comunque non identificato con certezza. Esortazioni potate all’attenzione di un vasto pubblico, nella gremitissima Piazzetta Garibaldi, per lo scorso week end del 24-25 agosto, dove passanti, curiosi, turisti, hobbisti, raccoglitori abituali sono stati attratti da uno stand coloratissimo di 170 esemplari, raccolti nell’areale alpino. Il N° 15 - 1 settembre 2019

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gricoltura

SPERANZA SALENTO

XYELLA: ECCO PRIMO OLIO DA ULIVI RESISTENTI

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na speranza per il futuro arriva dal primo olio ottenuto dalle olive raccolte dagli ulivi immunizzati dalla Xylella che ha devastato 21 milioni di piante deturpando il patrimonio paesaggistico e mettendo in ginocchio il settore olivicolo del Salento. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione della spremitura delle prime olive ottenute grazie all’innesto di piante malate con varietà resistenti di Leccino che dopo tre anni sono tornate a produrre in Salento a Gagliano del

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Capo, dove grazie al clima c’è stata una molitura anticipata. “Un segnale di rinascita per la provincia di Lecce che grazie alle varietà resistenti alla Xylella e agli innesti dovrà recuperare un patrimonio inestimabile, andato perso per colpa di ritardi, scaricabarile e della mancata volontà di affrontare con determinazione la lotta al batterio che ha già causato un danno stimato per difetto di 1,2 miliardi di euro”- ha spiegato Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia - La prima spremitura di

olive ha aperto idealmente la raccolta di olive in Puglia, dove si produce oltre la metà dell’ olio Made in Italy, con la produzione regionale di extravergine stimata nel 2019 in aumento del 70-80% - spiega Coldiretti - dopo il drastico crollo registrato l’anno scorso a causa delle calamità, con una ripresa straordinaria delle aree di Bari, BAT e Foggia con quantità tornate nella media e qualità eccellente, ottime performance di Taranto e Brindisi al netto degli ulivi improduttivi per la Xylella, con un aumento produttivo che oscilla

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a macchia di leopardo tra il 40 ed il 60%. Incontrovertibile lo scenario produttivo a Lecce, dove si stima un calo del 90-95% rispetto alle medie storiche, perché sia nell’area Ionica che nell’Adriatica la produzione di cellina e ogliarola è azzerata e risultano produttive solo le piante di leccino”. “Il consorzio olivicolo Unaprol consegnerà ad ottobre 200mila piante di ulivo leccino resistenti alla Xylella che verranno affidate ai nostri olivicoltori, un impegno per non condannare alla

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desertificazione l’area infetta che riguarda 183mila ettari” ha annunciato il presidente dell’Unaprol David Granieri. A causa della Xylella fastidiosa sono andate perse quasi 3 olive su 4 in provincia di Lecce con il crollo del 73% della produzione di olio di oliva nell’ ultimo anno, secondo un’analisi elaborata da Coldiretti Puglia sulla base dei dati del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) che non sarà certamente recuperata nell’annata 2019 –

2020. L’ avanzata della malattia ha lasciato milioni di ulivi secchi dietro di sé, molti dei quali monumentali, mano mano che la Xylella avanzava sul territorio spostandosi verso nord a una velocità di più 2 chilometri al mese con conseguenze economiche, produttive e sociali: 5mila posti di lavoro persi nella filiera dell’olio extravergine di oliva con i frantoi svenduti a pezzi in Grecia, Marocco e Tunisia. Un trend che rischia di diventare irreversibile.

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gricoltura

“Mentre il Pd delira su poltrone”

Centinaio: “Firmati decreti partecipazione a Expo Dubai e incentivi giovani agricoltori”

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l Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio ha firmato alcuni importanti decreti che prevedono lo stanziamento di un milione di euro per la partecipazione del Mipaaft all’evento ‘Expo 2020 Dubai’; le ‘disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare’ e l’aumento della percentuale da destinare al pagamento del premio ai giovani agricoltori, adeguando l’ammissibilità ai pagamenti diretti delle superfici a bosco cedo a rotazione rapida per assicurare un maggior contrasto alla diffusione di specie esotiche invasive. “Confermiamo l’attenzione del Ministero per facilitare il ricambio N° 15 - 1 settembre 2019

generazionale in agricoltura e per contrastare la diffusione di specie esotiche invasive alla tutela delle specie autoctone e dell’equilibrio ambientale – sottolinea il Ministro Centinaio - Il decreto aumenta al 2% la percentuale del massimale nazionale dei pagamenti diretti da destinare al finanziamento del premio per i giovani agricoltori, assicurando così lo snellimento delle relative procedure burocratiche da parte di Agea e degli organismi pagatori regionali. Viene inoltre esclusa l’Acacia saligna dalle specie comprese nella definizione di bosco ceduo a rotazione rapida, adeguando tempestivamente la normativa nazionale all’elenco di specie soggette a restrizione a livello europeo, a tutela dell’equili-

brio ambientale del nostro Paese. Si definiscono poi le modalità di funzionamento del Fondo per la tutela della biodiversità di interesse agricolo e alimentare e individuano le azioni di tutela della biodiversità da sostenere; mentre con lo stanziamento ad Expo 2020 Dubai - aggiunge - ci apriamo all’agricoltura del futuro promuovendo il modello italiano in campo agroalimentare. Si tratta di un appuntamento fondamentale per valorizzare il comparto, che sempre più dovrà andare nella direzione dello sviluppo tecnologico e della sostenibilità. Lavoriamo fino alla fine per il bene del Paese e per la valorizzazione del nostro made in Italy mentre il Pd delira su poltrone”, conclude Centinaio.

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gricoltura

AL VIA LA RACCOLTA

VENDEMMIA 2019 IN PUGLIA: -15% MA SEMPRE AL TOP CLASSIFICA NAZIONALE

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l via con la corsa alla raccolta dei grappoli bianchi di uve di Chardonnay e basi spumante la vendemmia 2019 in Puglia, partita con circa 10 giorni di ritardo, che si stima tra i 9 e i 10 milioni di ettolitri, con quantità dunque nella media e qualità ottima. “A dispetto del clima impazzito dei mesi scorsi e facendo i debiti scongiuri rispetto all’andamento climatico delle prossime settimane, le previsioni della vendemmia 2019 sono ottime, con una produzione nella norma e qualità straordinaria, in calo generalizzato del 15% rispetto al 2018. Nutriamo forti aspettative, considerato che l’export è cresciuto in valore di un ulteriore 6,7% nel 2018, con un aumento del 5% per i vini Doc, per le IGP del 4% e del 6% per gli spumanti”, rende noto Coldiretti Puglia. La mappa provincia per provincia conferma l’annata vendemmiale positiva nella norma, con una produzione in calo del 15% rispetto al 2018 in Valle d’Itria per l’andamento climatico anomalo, in provincia di Foggia risulta nella norma, in Salento nell’area del Negroamaro si stima un calo del 15% a causa del clima pazzo e degli sbalzi termici, fino al lieve calo nelle province di Bari e BAT che non dovrebbe superare il 5%. A spingere il successo del vino italiano sono proprio le etichette che occupano i primi dieci posti della bottiglie che hanno fatto registrare il maggior incremento dei consumi in valore durante l’anno, con 2 vini pugliesi nelle prime 4 posizioni. Nel tempo della globalizzazione, gli italiani bevono “patriottico” come dimostra il fatto che al secondo posto c’è il Primitivo pugliese (+21%) e al quarto posto il Negroamaro pugliese con un aumento del 15%. “Il successo dei vini di Puglia è il risultato di un mix vincente di fattori che partono dalle potenzialità del terroir

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di Rino PAVONE

e delle varietà autoctone – spiega il presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele, responsabile del settore vitivinicolo di Coldiretti Puglia - passando per le capacità imprenditoriali dei vitivinicoltori pugliesi che hanno portato al boom dei rosati pugliesi, che con un balzo del 17% risultano i più venduti, al secondo posto della classifica di gradimento, seguono solo i rosè della Provenza. La Puglia si sta imponendo anche con gli spumanti, dove grande è la capacità di innovazione dei produttori pugliesi che hanno puntato, soprattutto, sulla distintività e sul legame con il terri-

torio e la cultura locale per vincere la competizione sul mercato globale, facendo concorrenza a territori storicamente imbattibili. La popolarità anche internazionale di eccellenze varietali uniche quali Primitivo, Negroamaro, Susumaniello e Nero di Troia, con il successo di vini DOP quali il Primitivo di Manduria, il Salice Salentino e il Castel del Monte, per citarne solo alcuni, hanno fatto del settore vitivinicolo pugliese il riferimento per vocazione, capacità di raccontare e promuovere al meglio il territorio, innovazione e grande propensione all’internazionalizzazione”. www.foglie.tv


Grande exploit della Puglia dei rossi, degli spumanti e dei vini rosati che in 3 anni registrano un balzo record del + 122%, rappresentando il 40% della produzione nazionale totale dei rosati con oltre 1 milione di bottiglie l’anno. In sintesi quasi 2 bottiglie su 4 di rosé ‘Made in Italy’ è pugliese e sempre i rosati fanno registrare una crescita dei consumi superiore al 13%. Sotto il profilo occupazionale, è la provincia di Foggia la seconda in Italia per ore di lavoro create nel settore del vino. Il Puglia Igt crea 16,5 milioni ore di lavoro all’anno subito dopo il Montepulciano d’Abruzzo DOC, che segnala il ruolo del settore vitivinicolo per l’economia e il lavoro nel Mezzogiorno e in Puglia, con un altro vitigno pugliese al decimo posto della top ten nazionale, il Castel Del Monte Doc, con 9,4 milioni di ore lavorate nella provincia di Bari. Grande successo anche del biologico dove 1 ettaro su 8 di vigneto è biologico in Puglia, la seconda regione italiana con 10900 ettari nel segmento del vino bio, con una spiccata attenzione anche all’ambiente, testimoniato dall’utilizzo del ‘tappo bio’, la chiusura innovativa “carbon neutral”, riciclabile al 100% e realizzata con materiali rinnovabili d’origine vegetale. Innumerevoli le opportunità di lavoro per chi è impegnato direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell’indotto che si sono estese negli ambiti più

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diversi, dall’industria vetraria a quella dei tappi, dai trasporti alle assicurazioni, da quella degli accessori, come cavatappi e sciabole, dai vivai agli imballaggi, dalla ricerca e formazione alla divulgazione, dall’enoturismo alla cosmetica e al mercato del benessere, dall’editoria alla pubblicità, dai programmi software fino alle bioenergie ottenute dai residui di potatura e dai sottoprodotti della vinificazione. Secondo uno studio della Coldiretti, la raccolta di un grappolo alimenta

opportunità di lavoro in ben 18 settori: 1) agricoltura, 2) industria trasformazione, 3) commercio/ristorazione, 4) vetro per bicchieri e bottiglie, 5) lavorazione del sughero per tappi, 6) trasporti, 7) assicurazioni/credito/ finanza, 8) accessori come cavatappi, sciabole e etilometri, 9) vivaismo, 10) imballaggi come etichette e cartoni, 11) ricerca/formazione/divulgazione, 12) enoturismo, 13) cosmetica, 14) benessere/salute con l’enoterapia, 15) editoria, 16) pubblicità, 17) informatica, 18) bioenergie.

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groalimentare

Celebrato il vitigno principe del Salento

Undicesima edizione del Premio Terre del Negroamaro di Rino PAVONE

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ndicesima edizione del Premio “Terre del Negroamaro” nel centro storico di Guagnano, vera e propria roccaforte del vitigno principe del Salento con ben otto cantine a produrlo e diffonderlo nelle sue varie espressioni. L’evento si è tenuto in piazza Madonna del Rosario con la serata clou del riconoscimento, organizzato dal Comune di Guagnano, dal Comitato tecnico organizzativo del Premio presieduto da Viviana D’Amico e da Vinoway Italia. E proprio al presidente di WI Davide Gangi è stato affidato il ruolo di direttore tecnico dell’iniziativa, che nasce con l’obiettivo di celebrare e valorizzare il vitigno autoctono del Salento per antonomasia e i produttori salentini impegnati in un percorso virtuoso che ha reso celebre il Negroamaro in tutto il mondo. Una valorizzazione che si esprime già nella scelta di premiare ogni anno personalità internazionali del mondo enologico. Quest’anno il Premio alla Cultura

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del Vino è andato infatti a Luca Gardini, “Miglior Sommelier del Mondo 2010”, autore della guida “I 100 migliori vini e vignaioli italiani”, ideatore del TWS_Best Italian Wine Award, e Marco Sabellico, curatore della Guida “Vini d’Italia” del Gambero Rosso. L’edizione 2019 di “Terre del Negroamaro” ha previsto anche altri riconoscimenti: a Mino Ianne, docente universitario e storiografo dell’olio e del vino, il premio “Radici”; il premio come “Ambasciatore del Negroamaro” è andato al sommelier Gilles Coffi Degboe; il premio alla Comunicazione a Enzo Magistà, direttore di TG Norba. Due inedite menzioni speciali - per la valorizzazione della gastronomia del territorio e per la competenza e dedizione nella divulgazione dell’enogastronomia pugliese – hanno riguardato rispettivamente la chef Alessandra Civilla e il giornalista Pasquale Porcelli. Premio “Terre del Negroamaro”, infine, al presidente del Gal Terra d’Arneo Cosimo Durante. A presentare la se-

rata Chiara Chiriatti, volto noto di Telenorba. L’esibizione musicale è stata affidata a Tony Esposito e dell’Ensemble Terre del Negroamaro, secondo il progetto triennale “IL SUONO ILLUMINATO”, che nasce all’interno dell’Unione dei Comuni del Nord Salento e coinvolge cinque realtà che condividono obiettivi e orizzonti di sviluppo. Il progetto interessa Guagnano, Salice, Surbo, Squinzano e Trepuzzi come capofila. Le feste e gli eventi di ciascun paese, infatti, rappresentano un importante volano per la destagionalizzazione e l’internazionalizzazione dei territori, pur nelle diverse specificità, ma anche per la promozione di eventi legati appunto quella cultura immateriale che si esprime attraverso la ritualità delle feste patronali e delle bande da giro. Il progetto è finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito dell’Avviso pubblico per lo spettacolo e le attività culturali FSC 2014/2020 -Patto per la Puglia. www.foglie.tv


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groalimentare

Il percorso di valorizzazione

Mostra Pomologica per la Valorizzazione della Valle d’Itria Enoica

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l percorso di valorizzazione dei 4 regimi di qualità Locorotondo DOP, Martina Franca DOP, Salento IGP e Valle d’Itria IGP partito già dal mese di agosto con serate dedicate a degustazioni guidate nel centro storico di Cisternino, giunge al culmine con la mostra pomologica dei vitigni autoctoni realizzata nell’ambito della prossima edizione Sagra dell’Uva di

Casalini di Cisternino. La Cantina UPAL di Cisternino si è fatta promotrice della promozione dei 4 Regimi di qualità con un progetto denominato La Valorizzazione della Valle d’Itria Enoica giunto alla sua seconda edizione. La Sagra dell’Uva che si è tenuta lo scorso week end è stata l’occasione per sensibilizzare e conoscere le pro-

duzioni vitivinicole a marchio nella piazza centrale della contrada con una mostra pomologica alla presenza di esperti che hanno illustrato le caratteristiche dei vini e dei vitigni autoctoni. Il progetto è finanziato nell’ambito del PSR Puglia 2014/2020 Misura 3.2 Sostegno per attività di informazione e promozione, svolte da associazioni di produttori nel mercato interno.

La seconda edizione

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Destinazione Primitivo - Porsche Only

a seconda edizione di Destinazione Primitivo – Porsche Only torna nel segno di “Matera 2019” Capitale Europea della Cultura e vede quale soggetto proponente il CJVAS i Delfini di Taranto, club federato ASI, associazione culturale senza fini di lucro. Fondato nel 1990 da una iniziativa di 7 appassionati tarantini di motorismo ed in particolare di veicoli storici, il Club Jonico Veicoli Amatoriali e Storici, per l’appunto C.J.V.A.S. I Delfini, dopo i tanti successi ottenuti con la partecipazione a molti raduni di auto che hanno visto la partecipazione di innumerevoli appassionati di veicoli storici, ha ottenuto il tanto ambito riconoscimento di essere federato all’ASI, Ente morale in ambito nazionale, impegnato a tutelare il patrimonio motoristico, attraverso la

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sensibilizzazione delle istituzioni locali e centrali. La Città di Taranto ha finalmente un proprio Club di appassionati di veicoli storici federato all’ASI che quindi non dovranno più “migrare” nei club già in attività in alcune cittadine limitrofe e potranno avere la possibilità di confrontare la loro comune passione per i veicoli storici. Il sodalizio persegue il fine di diffondere la pratica, la ricerca, il restauro nonché l’uso di veicoli d’epoca mediante la già rodata capacità di organizzare manifestazioni, concorsi di eleganza e gite sociali. Il Club Jonico Veicoli Amatoriali e Storici (CJVAS) I Delfini, ha inteso promuovere l’organizzazione di tanti raduni per gli appassionati di veicoli storici della città di Taranto, che hanno trovato il consenso di altri Club già federati ASI con i quali si è

creato un affetto di notevole entità che ha portato ad una fattiva collaborazione finanche per l’organizzazione, di concerto, di alcune manifestazioni. Il nome “I Delfini” è stato scelto in ossequio alla Scuderia “I Delfini Jonici” che negli anni ’60 con i suoi valentissimi piloti ha raccolto una serie di successi a livello nazionale. Constatata la necessità di dare anche alla città di Taranto un Club federato ASI, nel 2003 fu presentata formalmente l’istanza all’ASI per ottenere la tanto ambita ammissione come Club federato. Importanti risultati sono stati ottenuti dal Club nell’ultimo decennio. Su tutti spiccano i cinque riconoscimenti “Manovella d’Oro” del 2011, 2014, 2015, 2017, 2018 che la manifestazione “Sulle Rive Dell’Alto Jonio” ha ottenuto direttamente dall’ASI. www.foglie.tv


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gricoltura

“Impossibile operare”

Xylella, Arif: si dimette il commissario

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l commissario dell’Arif, Oronzo Milillo, sbatte la porta e se ne va. In una lettera inviata ad Emiliano dà dimissioni «irrevocabili» a far data dal 29 agosto. Nelle motivazioni della sua decisione, Milillo sottolinea che «atteggiamenti e azioni di alcuni settori della Regione non permettono di operare serenamente e nei tempi necessari ad esplicare diverse attività fondamentali per l’Arif e per il territorio». «Inoltre - aggiunge - sarebbe stata gradita una interlocuzione in merito ad alcune notizie di stampa al fine di poterla informare di eventuali incompatibilità (...avrà sede a Lecce la task force che istruirà le domande di reimpianti con la collaborazione di personale Arif e del sub commissario Francesco Ferraro, ex sindaco di Acquarica del Capo cui sarà conferita apposita delega...)». Nella lettera, Milillo allega anche alcuni risultati raggiunti negli ultimi mesi, da maggio ad agosto. FITTO: DA EMILIANO DANNI INENARRABILI- Il presidente del gruppo europeo Ecr: Fdi, Raffaele Fitto precisa che “Le dimissioni del commissario straordinario dell’ARIF, Oronzo Milillo, certificano (semmai ce ne fosse stato bisogno) il totale fallimento delle Politiche Agricole della Regione Puglia. Dopo l’assessore Leo Di Gioia, anche l’agronomo sbatte la porta e contesta la gestione e l’invaden-

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za del presidente Michele Emiliano, che recita tutti i ruoli della Giunta regionale facendo danni inenarrabili. Le accuse lanciate dal commissario sono inequivocabili e gravissime». CONFAGRICOLTURA: SIAMO ALL’ENNESIMA CRISI - Per ConfagricolturaPuglia, l’annuncio delle dimissioni di Milillo è giunto inaspettato. Per il Presidente Luca Lazzaro «Siamo di fronte all’ennesima crisi della gestione del settore agricolo della Regione Puglia. Oggi è inimmaginabile che l’azione dell’Arif si blocchi. Anche perché l’Arif stava cominciando a camminare bene, dopo uno sforzo riorganizzativo significativo da parte di Oronzo Milillo. Questo stop potrà provocare soltanto rallentamenti agli interventi di contrasto e monitoraggio alla Xylella». M5S: CONFERMA CHE L’ARIF E’ UN CARROZZONE - «A soli tre mesi dalla nomina il Commissario dell’Arif Milillo ha rassegnato le dimissioni irrevocabili con motivazioni pesantissime. Dimissioni che seguono la rinuncia all’incarico da parte del professor Selicato, inizialmente indicato dalla Giunta alla guida dell’Agenzia. L’ennesima prova di come alla politica faccia comodo che l’Arif resti un carrozzone utile per le campagne elettorali e chiunque provi a fare una seria programmazione e a mettere ordine si trovi davanti a un muro». Lo dichiarano

i consiglieri del M5S in seguito alle dimissioni del Commissario dell’Arif dott. Oronzo Milillo. «Queste dimissioni - aggiungono - testimoniano ancora una volta quanto è chiaro ormai da tempo: la totale mancanza di programmazione per il futuro dell’Arif da parte del presidente / neoassessore all’Agricoltura Emiliano e l’abbandono in cui è stata lasciata l’Agenzia. Al prossimo commissario vanno i nostri migliori auguri: ne avrà bisogno». FDI E DIT: AGRICOLTURA ALLO SBANDO - Parlano di «agricoltura allo sbando» i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia e Direzione Italia che chiedono a Emiliano di riferire in aula. «Ha resistito fin troppo - scrivono - da tecnico pensava di dover ricoprire il suo ruolo in piena autonomia - nell’interesse del settore agricolo – e, invece, nello svolgimento delle sue funzioni si è dovuto scontrare con l’ingombrante presenza di un presidente di Regione che non delega, che straborda dal suo ruolo di indirizzo e punta, attraverso le Agenzie, alla gestione. Doveva essere il commissario, successivamente alla nomina da parte della Giunta Regionale dei sub commissari, ad affidare loro le deleghe e questi a lui dovevano rispondere, ma ben presto Milillo si è reso conto non solo che le decisioni le prendeva Emiliano, ma che lui stesso era costretto ad apprenderle dai giornali.

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T R urismo

urale

Crescono le presenze in agriturismo nell’estate 2019

Puglia delle masserie e dei borghi rurali al top

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rescono le presenze in agriturismo nell’estate 2019 spinte dal turismo verde a contatto con la natura, ma anche di quello enogastronomico con la capacità di mantenere inalterate le tradizioni culinarie nel tempo che è la qualità più ricercata e grazie all’offerta di servizi per il tempo libero. Regina della ricettività agrituristica e dell’ospitalità in campagna, rileva Coldiretti Puglia, si conferma la provincia di Lecce, con 313 le strutture agrituristiche, sulle 752 totali autorizzate in tutta la regione, seguita da Bari con 143 agriturismi, 113 a Foggia, 94 a Brindisi, 69 a Taranto e 20 nella BAT, secondo i dati ISTAT. «La Puglia delle masserie e della bellezza dei borghi rurali è meta anche nell’estate 2019 di vip, dai coniugi Beckham a Paul Wesley, protagonista di “The Vampire Diares”, dalla top model Kate Moss alla bellissima attrice Naomi Watts, fino ai fascinosi attori Richard Madden,

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Brandon Flynn e David Hasselhoff. Il brand Puglia ha un grande appeal sui turisti italiani e stranieri, grazie anche al clamore suscitato dagli acquisti dei vip di masserie storiche prestigiose in Salento, le aree rurali sono tra le mete favorite grazie al buon cibo, alla tranquillità e alla bellezza del paesaggio che va salvaguardato e ‘rigenerato’ oggi più che mai. Non è un caso che abbiamo vicini di casa del jet set nazionale e internazionale, colti dal colpo di fulmine proprio per il nostro straordinario paesaggio, come Raul Bova, Donadoni, Helen Mirren, Francis Ford Coppola e Meryl Streep. E ancora, tra Salento e Valle d’Itria, anche Gerard Depardieu, Mickey Rourke, John Malkovich, Taylor Hackford e Ferzan Ozpetek», dice Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. Si tratta di un aumento sostenuto dalla qualificazione dell’offerta con gli agriturismi italiani che - sottolinea la Coldiretti - offrono servizi innovativi per sportivi, nostalgici,

curiosi e ambientalisti, come l’equitazione, il tiro con l’arco, il trekking o attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici, ma anche corsi di cucina e wellness. Tra le motivazioni non manca - aggiunge Coldiretti - la spinta alla ricerca di tranquillità per le paure dopo i recenti episodi internazionali che condiziona la scelta delle vacanze di molti italiani. Sono il cibo e la molteplicità di attività possibili per trascorrere la giornata ad attirare i turisti stranieri e italiani negli agriturismi del tacco d’Italia, aggiunge Coldiretti Puglia, dall’equitazione, alle escursion, dalle osservazioni naturalistiche al Trekking alla mountain bike. «Nel dettaglio gli agriturismi salentini offrono alloggio, ristorazione, ma anche degustazioni e attività ludiche, ricreative e sociali. Dall’agri-campeggio all’agri-relax, dalla semplicità dell’accoglienza rurale ai buffet con i prodotti dell’orto, alle passeggiate ritempranti nella natura, sono alla base del gradiwww.foglie.tv


mento in crescita dei turisti rispetto al paesaggio e all’enogastronomia (rispettivamente giudizi 4,6 e 4,4 su un massimo di 5. E’ aumentata anche la richiesta di pernottamento e di attività ricreative per trascorrere i 2/3 giorni in armonia con la natura, imparando i segreti della vita in campagna. Il successo degli agriturismi del Salento continua a ruotare attorno all’enogastronomia, con gli agrichef di Campagna Amica, i cuochi contadini che preparano piatti della tradizione con mirabile maestria», aggiunge il presidente di Terranostra Puglia, Filippo De Miccolis Angelini. Oltre al relax ritemprante nel verde, lontano dal traffico delle città, oggi chi sceglie l’agriturismo cerca anche una serie di attività sportive per rendere ancora più ricca la vacanza, i giochi per bambini, ma anche corsi di cucina e intrattenimenti culturali, le aree per campeggi fino agli agri-trattamenti di bellezza. Gli Agriturismi di Campagna Amica continua Coldiretti Puglia - mettono a disposizione anche spazi attrezzati per pic-nic all’aria aperta che rispettano le esigenze di indipen-

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denza di chi ama dedicarsi alla cucina in piena autonomia, ricorrendo eventualmente solo all’acquisto dei prodotti aziendali. Grandi opportunità anche dalla vendita diretta, con il 40% delle aziende regionali che vendono prodotti propri ed il 20% prodotti biologici. La gita in agriturismo è, infatti, anche l’occasione per far conoscere,

soprattutto ai bambini, gli animali di fattoria galline, mucche, cavalli, asinelli, assistere alla mungitura, alla posa delle uova od imparare a fare il formaggio o la pasta fatta in casa ed anche per vedere affascinanti strumenti di lavoro ed attrezzature agricole, moderne e del passato, dal vecchio aratro ai potenti trattori, conclude Coldiretti Puglia.

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groalimentare

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Aumenta produzione melagrane

’azienda pugliese Masseria Fruttirossi, già leader nazionale nella produzione di melagrane con oltre 300 ettari dedicati a questa coltivazione, ha siglato un importante accordo con la società cooperativa agricola Agromea di Grottaglie. Quest’ultima si impegna a conferire tutte le sue produzioni di melagrana allo stabilimento agroalimentare Masseria Fruttirossi di Castellaneta (Taranto), noto già per le sue performance di carattere produttivo e qualitativo. Si tratta di circa 700 tonnellate di melagrane che andranno a integrarsi con le oltre 2.000 prodotte già oggi da Masseria Fruttirossi; una produzione che, nel giro di un biennio, quando saranno produttivi anche i nuovi impianti, raggiungerà 12.000 ton, rappresentando così un vero e proprio primato a livello nazionale.

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Accordo tra due aziende pugliesi

L’accordo è stato raggiunto dopo aver verificato che nelle piantagioni di Agromea siano stati applicati gli stessi rigorosi disciplinari agronomici che caratterizzano le produzioni di Masseria Fruttirossi, al fine di garantire qualità e salubrità al consumatore finale, sempre più attento a questi fattori. “Un accordo importante, teso a valorizzare gli sforzi anche dei piccoli produttori che ora possono identificarsi e far parte di un progetto di filiera più ampio e organizzato. La verticalizzazione della produzione consentirà al melograno a alle sue innumerevoli proprietà benefiche di essere più alla portata dei clienti e sotto varie forme, dal frutto fresco agli arilli pronti al consumo, succhi ed estratti a freddo di alta qualità tutta italiana e disponibili tutto l’anno”, così spiega a FreshPlaza

Dario De Lisi, sales manager di Masseria Fruttirossi, il quale poi aggiunge: “Abbiamo avviato numerosi contatti con i vari player della GDO e Normal Trade che confidiamo di concretizzare in accordi di fornitura nei prossimi giorni. Oggi la commercializzazione dei prodotti di Masseria Fruttirossi è curata, con il brand “Lome Super Fruit”, dalla B&B Frutta di Bussolengo (Verona)”. L’accordo siglato da Agromea e Masseria Fruttirossi, foriero di altri a livello meridionale e nazionale, raggiunge quindi un obiettivo multiplo: da una parte la qualità e la salubrità garantite ai consumatori, dall’altra la concentrazione dell’offerta e la riduzione dei costi di produzione, senza tralasciare l’eticità del lavoro agricolo che è alla base della stessa organizzazione aziendale di Masseria Fruttirossi.

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gricoltura

Secondo Behrens la ricerca darà occasione di abbattere l’uso di sostanze chimiche

I vaccini per proteggere il pomodoro dai virus saranno una realta’

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ombinazioni di lettere come CMV, TYLCV, ToMV, ToMMV, TSWV terrorizzano i produttori di pomodoro. Esse rappresentano infatti gli acronimi di alcuni dei virus che devastano le coltivazioni sia in serra che in pieno campo. I produttori spendono gran parte dei loro investimenti per controllare la diffusione dei virus nelle serre e nei campi mediante l’impiego massivo di pesticidi e il controllo degli insetti vettore. In un prossimo futuro, però, le cose potrebbero cambiare. Semplice, veloce e flessibile: sono le parole d’ordine per una vaccinazione delle piante contro i virus patogeni. Gli scienziati dell’Università Martin Luther di Halle-Wittenberg (MLU, Institute of Biochemistry and Biotechnology), del Leibniz Institute of Plant Biochemistry (IPB, Department of Molecular Signal Processing) e del Consiglio Nazionale delle Ricerche in Italia (CNR, Institute for Sustainable Plant Protection) hanno presentato le loro scoperte sulla rivista “Nucleic Acids Research, Oxford Academic”. Sven Berhens, biochimico del MLU che ha diretto le ricerche ha affermato che “gli easiRNAs selezionati hanno una migliore affinità per gli N° 15 - 1 settembre 2019

AGO. Inoltre, gli easiRNAs sono capaci di riconoscere i punti deboli del genoma virale meglio degli altri. L’efficacia degli easiRNAs è stata dimostrata in planta vaccinando piante di tabacco (Nicotiana benthamiana) infettate da un virus modello, il Tomato bushy stunt virus (TBSV, virus patogeno anche del pomodoro). Il risultato è sorprendente: dopo sei settimane, il 90% delle piante vaccinate non mostra alcun segno d’infezione, mentre tutte quelle non trattate sono state uccise dal virus”. “Se il virus cambia – afferma lo scienziato tedesco - il metodo di screening consente di identificare rapidamente le molecole di RNA idonee per combattere il nuovo invasore. Ciò significa che possiamo essere molto flessibili quando si tratta di combattere nuovi parassiti”. Intanto, è stata già presentata una domanda di brevetto per il metodo rivelato dai ricercatori. Gli RNA sono molecole naturali largamente presenti in natura. I pomodori che arrivano sulle nostre tavole sotto forma di prodotto fresco o come conserve, già contengono tali RNA. Se consideriamo che l’uso dei vaccini ad RNA è potenzialmente efficace per controllare i funghi patogeni del pomodoro

e anche agenti dannosi in post-raccolta, ne cogliamo tutte le potenzialità. Adesso il gruppo di ricerca continuerà a esplorare e migliorare il metodo di screening messo a punto. Le ricerche cercheranno di chiarire le modalità di applicazione e la persistenza sulle piante trattate. Ulteriori studi dimostreranno come i vaccini possano essere prodotti in quantità maggiori e a costi sostenibili. Anche le modalità e l’efficienza di assorbimento dei vegetali vaccinati saranno oggetto di studio. Secondo Behrens è concepibile che la ricerca in tale direzione crei l’occasione di abbattere l’uso di sostanze chimiche in agricoltura, con conseguente vantaggio per l’ambiente, per i consumatori, per i produttori e per tutta la filiera alimentare in aderenza agli obiettivi dell’Agenda Globale per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. La ricerca è stata finanziata dalla Deutsche Forschungsgemeinschaft (DFG, Fondazione tedesca per la ricerca) nell’ambito del Center of Collaborative Research 648 e dal Programma di priorità di ricerca dello Stato della Sassonia-Anhalt. Anche l’OCSE ha contribuito a finanziare la mobilità dei ricercatori.

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groalimentare

Di Uci, Eurispes, Universitas Mercatorum

L’ Osservatorio Cibi Produzioni Territori incontra la Basilicata nel Parco della Grancìa

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sperti di ambiente e territorio, sociologi, ricercatori e agricoltori “riscoprono” il valore dell’identità territoriale tra i “briganti” del Parco Nazionale della Grancia, il più grande Parco Storico Rurale e Ambientale d’Italia, che si estende su una superficie di 50 ettari alle spalle di Brindisi Montagna, borgo storico della Basilicata. Nell’ambito del Festival che, nei mesi estivi, richiama l’attenzione di migliaia di persone, l’Osservatorio Cibi Produzioni Territori di Uci, Eurispes, Universitas Mercatorum, organizza una giornata di seminari, incontri e percorsi enogastronomici, sabato 7 settembre, a partire dalle ore 10,00, presso il Castello Fittipaldi-Antinori a Brindisi Montagna, in provincia di Potenza. L’iniziativa è patrocinata dalla Regione Basilicata. Il programma prevede, dalle 10,00 alle 13,00, lo svolgimento del seminario dedicato a “Identità territoriale, agricoltura e mercati”. A partire dalle ore 14,00 fino alle 23,00, sono previsti laboratori, spettacoli, percorsi ludici ed enogastronomici per conoscere il Parco storico e rurale della Grancia. La giornata terminerà con “La storia bandita”, il più grande spettacolo di teatro popolare in Italia, un affresco storico che ripropone in chiave epica il periodo delle Insorgenze e del Brigantaggio post-unitario nel Sud Italia. Sono previsti i saluti di Vito Bardi, Presidente della Regione Basilicata; Francesco Fanelli, Assessore all’Agricoltura della Regione Basilicata; Gerardo La-

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rocca, Sindaco di Brindisi Montagna; Gian Maria Fara, Presidente dell’Eurispes. Intervengono: Nicola Manfredelli, Presidente del Parco della Grancia e Presidente regionale Uci Basilicata; Giovanni Cannata, Presidente dell’Osservatorio e Magnifico Rettore dell’Universitas Mercatorum; Alberto Mattiacci, Direttore dell’Osservatorio e Presidente del Comitato Scientifico dell’Eurispes; Ettore Bove, Professore Ordinario di Economia e Politica Agroalimentare presso l’Università della Basilicata; Pino Aprile, giornalista e scrittore. Conclude: Mario Serpillo, Presidente Uci Nazionale e Componente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio. Giovanni Cannata, Presidente dell’Osservatorio spiega: «Mai come oggi, in un mondo globalizzato e ipertecnologico, l’agricoltura fornisce generi alimentari, disegna produzioni, valorizza territori. Mai come oggi, l’agricoltura esprime dei valori fondamentali per la competitività dell’Italia nel mondo: identità, qualità, stile, salute, benessere, cultura. Mai come oggi, il Paese deve essere attento all’agricoltura, alle sue esigenze, ai suoi problemi, alle sue peculiarità». Secondo i primi risultati di un’indagine sui consumi degli italiani che verrà presentata nel corso dell’evento, due responsabili d’acquisto su dieci sono attenti ai richiami territoriali sui packaging, espressi sotto forma di immagini paesaggistiche, abiti e attrezzi della tradizione italiana: sono richiami che hanno un forte potere evocativo, molto

più profondo del generico Made in Italy, proprio perché connesso alla memoria profonda di un Paese, come l’Italia, a vocazione contadina. Gian Maria Fara, Presidente dell’Eurispes dichiara: «L’Italia è un Paese che ha una formidabile potenza di fuoco inespressa. Facciamo una straordinaria fatica a tradurre questa potenza in atto: un esempio di questa condizione è il paesaggio che le aree naturali italiane da sempre generano. Una potenza che dobbiamo far esprimere a beneficio di tutti». Mario Serpillo, Presidente UCI e componente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio asserisce: «Parlare di territorio oggi è riduttivo. Noi volgiamo il nostro sguardo su qualcosa di più ampio, di metafisico. Territorio, produzioni, cultura e persone sono aspetti diversi di un medesimo concetto, l’identità. Che è fenomeno complesso, costituito su vari livelli, che parte da lontano nel tempo. Siamo qui per ricordarlo e celebrarlo, consapevoli del fatto che può essere proprio questa la nostra forza, il nostro tratto distintivo. Noi vogliamo ricordare per innovare, sviluppare e celebrare. Credo che il compito dell’Osservatorio debba essere questo». La giornata terminerà con il Cinespettacolo “La storia bandita”, sinergico connubio tra musical, cinema e teatro, costituisce la prima grande opera di teatro popolare realizzata nel Mezzogiorno, che negli ultimi 20 anni ha portato quasi 500mila visitatori nel Parco Nazionale della Grancia.

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Concepito per rappresentare in chiave moderna la dimensione sociale, culturale e storica della civiltà rurale, “La Storia Bandita”, con la collaborazione del maestro Carlo Rambaldi, vincitore di tre premi Oscar e la regia di Vittorio Rambaldi, è prodotto dal Consorzio ETI (Eccellenze Turistiche Italiane), con il contributo della Regione Basilicata, del Comune di Brindisi Montagna e dell’Associazione di volontari “Amici della Grancia”. La storia è narrata dalle voci di Michele Placido, Orso Maria Guerrini, Lina Sastri e Paolo Ferrari. Le musiche sono state composte da Lucio Dalla, Antonello Venditti, Eddy Napoli e dal maestro Di Giandomenico. Una narrazione spettacolare della du-

rata di 1 ora e mezza, animata da 300 figuranti che interagiscono su un’area di scena di oltre 25mila mq., con 500 effetti pirotecnici, 400 fari teatrali e ci-

nematografici, un impianto sonoro immersivo multitraccia con 12 sorgenti, proiezioni di grandi immagini sulla roccia e su schermo d’acqua.

Il concorso Wiki Loves Monuments

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PIU’ DI 10.000 MONUMENTI ITALIANI DA FOTOGRAFARE PER ILLUSTRARE WIKIPEDIA

al 1 al 30 settembre il concorso Wiki Loves Monuments, promosso da Wikimedia Italia. La competizione internazionale entrata nel Guinness dei Primati per numero di scatti raccolti in tutto il mondo giunge alla sua ottava edizione italiana. La partecipazione è aperta a tutti i cittadini. Da quest’ anno un concorso regionale anche in Puglia. Wiki Loves Monuments (WLM) è il concorso fotografico internazionale che invita tutti gli amanti della fotografia, professionisti e non, a immortalare i beni culturali e condividerli con tutto il mondo attraverso Wikimedia Commons, l’archivio di immagini liberamente riutilizzabili connesso a Wikipedia. La competizione, giunta alla sua ottava edizione in Italia, è aperta a tutti coloro che vorranno cimentarsi a fotografare gli oltre 10.000 monumenti autorizzati quest’ anno dai numerosi enti pubblici e privati che hanno deciso di aderire al concorso, concedendo ai cittadini la possibilità di caricare sulle piattaforme wiki le loro fotografie con licenze libere Creative Commons. Wiki Loves Monuments ha una particolare rilevanza nel nostro Paese, dove le norme relative ai beni culturali e del paesaggio e l’assenza di libertà di panorama prevedono il divieto di N° 15 - 1 settembre 2019

scattare e pubblicare foto di monumenti che chiunque possa ri-utilizzare - a patto di indicarne l’autore - se non si possiede una precisa autorizzazione da parte degli enti pubblici o privati che hanno in consegna tali beni. Il concorso rappresenta dunque un’occasione unica per valorizzare le bellezze nazionali, anche quelle meno conosciute, condividendole con una platea globale attraverso le piattaforme Wikimedia. La competizione ha inoltre una significativa valenza civica, poiché fa riflettere le organizzazioni pubbliche e private coinvolte in merito ai diritti di pubblicazione delle immagini, proponendo un modello virtuoso di gestione consapevole. I dieci scatti migliori dell’edizione 2019, selezionati da una Giuria composta da fotografi professionisti ed esperti wikipediani, saranno premiati con buoni regalo e concorreranno a far parte della classifica internazionale del concorso, insieme ai vincitori degli oltre 40 Paesi partecipanti alla competizione. Wiki Loves Monuments Italia 2019 è promosso da Wikimedia Italia, associazione impegnata dal 2005 a diffondere la conoscenza libera, con il supporto di BASE Milano, FIAF, ICOM Italia, Fondation Grand Paradis, Touring Club Italiano e la media partnership di Iger-

sItalia. Una delle novità di quest’anno per la Puglia è ¨ il concorso locale Wiki Loves Puglia, che affiancherà gli altri otto concorsi regionali organizzati dai soci Wikimedia Italia in Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Abruzzo, Basilicata, Provincia di Como e Lazio. Wiki Loves Puglia è organizzato in collaborazione con l’associazione cine-fotografica Kaleidos; in palio per i primi tre classificati premi in buoni regalo, del valore di 70 euro per il primo classificato, 50 euro per il secondo e 30 euro per il terzo. Nel mese di settembre, in cui si svolge il concorso, verranno organizzate sul territorio pugliese delle wikigite, safari fotografici per immortalare i monumenti partecipanti: il calendario sarà diffuso sul sito https://wikilovesmonuments.wikimedia.it/wikigite e sulla pagina Facebook del concorso regionale, Puglia.wiki. La premiazione dell’edizione regionale si terrà il 21 dicembre presso la Sala del Colonnato della città metropolitana di Bari, cui seguirà l’inaugurazione della mostra fotografica delle foto vincitrici del concorso, che durerà fino al 31 gennaio 2020. Per partecipare, visita il link: https://wikilovesmonuments.wikimedia.it/partecipa e seguire le istruzioni sul sito.

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Incontrata assieme al Presidente Puglia Emiliano

XYLELLA, LE PROPOSTE DI AGRINSIEME PUGLIA AL MINISTRO LEZZI

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l coordinamento di Agrinsieme Puglia, che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, ha partecipato all’incontro in prefettura a Lecce con il Ministro per il Sud Barbara Lezzi ed il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano per fare il punto sull’emergenza Xylella. Durante il confronto Agrinsieme Puglia, rappresentata dal coordinatore Tommaso Battista, ha ha presentato un “piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia” partendo dal recente “decreto legge emergenze” di cui è essenziale attuare con tempestività il decreto attuativo, necessario per lo sviluppo e la riconversione delle zone interessate da Xylella che comprenda misure concepite secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi. Secondo il coordinamento di Agrinsieme risulta necessario prevedere una ripartizione delle risorse tra le

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varie misure che privilegi in maniera determinante quelle destinate alle imprese agricole in forma singola e associata ed in particolare indirizzate a sostenere la liquidità delle imprese agricole colpite dalla patologia compensando le perdite di reddito subite e riducendo gli oneri finanziari di qualsiasi natura su di esse gravanti. Occorre – ha sostenuto il coordinamento di Agrinsieme – favorire gli investimenti nelle aziende agricole colpite coprendo i costi di espianto e reimpianto degli oliveti con cultivar tolleranti. Dovranno costituire spese ammissibili tutte le spese connesse a tali riconversioni, ivi compreso lo smaltimento del legno ottenuto. Per tali interventi occorrerà garantire un tasso di cofinanziamento il più elevato possibile in base alle normative comunitarie e valutando anche di negoziare con le istituzioni comunitarie apposite deroghe ai principi in materia di aiuti di stato considerando la particolare situazione.

Inoltre è necessario potenziare le forme di incentivo in vigore per l’insediamento di nuove imprese agricole ed il subentro ad aziende che non intendono proseguire l’attività, finanziare l’attività di formazione e informazione agli olivicoltori tramite le organizzazioni agricole di rappresentanza in maniera da aumentare le conoscenze sulle misure di contrasto e prevenzione della diffusione del batterio nonché le possibilità di finanziamento accordate alle imprese, varare con le risorse residue una misura indirizzate ai frantoi dell’area infetta per la perdita di fatturato subita rispetto agli anni precedenti a parziale indennizzo una tantum del decremento di fatturato ed in base alla normativa del “de minimis”. Per Agrinsieme, inoltre, è importante promuovere la filiera legno-energia e della coltivazione di specie legnose sulla base di una adeguata pianificazione territoriale ed infine superare i vincoli paesaggistici non disciplinati dall’art. 8 del decreto emergenze. www.foglie.tv


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venti

Tra gli ospiti Alessandro Greco e Francesco Scimeni

’83esima Fiera del Levante: calendario ricco di eventi

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li eventi e gli spettacoli della Campionaria Generale Internazionale 2019 rappresentano una grande novità, e per certi versi anche un cambio di passo nell’organizzazione generale di questa 83esima edizione. Non solo esibizioni da palcoscenico, ma anche live show e attrazioni itineranti suggestive e coinvolgenti. Artisti nazionali e internazionali intratterranno il pubblico tra musica, comicità, cabaret, magia, moda ed esibizioni uniche, regalando forti emozioni e suggestioni. Come l’originale spettacolo di luci e musica firmato da Mariano Light. Le luminarie saranno collocate in viale Boscolo dove, per tre volte al giorno si replicherà uno spettacolo irripetibile. Non mancheranno poi spettacoli itineranti come quello del magico Carillon vivente che si esibirà domenica 15 e lunedì 16. Si tratta di un’idea semplice, geniale e suggestiva nata dalla fantasia dell’artista ravennate Mauro Grassi: un pianoforte meccanico munito di ruote e motore che vaga sulle note musicali guidato da un settecentesco pia-

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nista/pilota mentre un’eterea ballerina balla sulle punte in tutù. Sempre domenica 15 si esibirà alle 20,30 sul palcoscenico antistante l’ingresso monumentale Alessandro Greco con un musical anni ’80 e ’90. Il conduttore radiotelevisivo tarantino tra i più apprezzati del settore terrà uno spettacolo che è un vero e proprio salto all’indietro in quei favolosi anni dove si balla e si canta dall’inizio alla fine. Martedì 17 e mercoledì 18 sarà la volta di Andreanne Thiboutot con Hoopelaï dove l’artista canadese farà girare i suoi hula hoops in una performance di magia ed emozioni. Con un ricco curriculum internazionale tra cui il “Cirque de Soleil”, alternando estroversione e timidezza Andreanne Thiboutot incanta il pubblico e lo fa viaggiare nel cuore di una dolce e sottile leggerezza piena di tenerezza e prodezze. Giovedì 19 e venerdì 20 la Campionaria ospita Francisco Rojas, acrobata cileno professionista che da 18 anni si esibisce in manifestazioni ed eventi di livello mondiale. Da qualche anno dedica la sua esperienza professionale al mondo della

Rue Cyr, con la quale presenta il suo show mondiale. La performance è un misto di processi tecnici, di fusione tra l’artista e l’estensione del suo corpo, che prende vita nella ruota, e con essa si muove e gira nello scenario. Con un controllo perfetto dell’attrezzo, gira nello spazio a 360°, eseguendo figure acrobatiche e di ballo sorprendenti. Sempre sabato 21 sul palco alle 20,30 grandi risate con Francesco Scimeni, il comico ed intrattenitore fuori dagli schemi, un inventore che grazie ai suoi strabilianti giochi di prestigio diverte e trascina. Scoperto da Pippo Baudo ha partecipato a numerose trasmissioni televisive, sia in Italia che all’estero tra cui Zelig. Nel suo spettacolo “Magicomio” si fondano magia,cabaret, intrattenimento. I suoi giochi sono una straordinaria sintesi di prestidigitazione e comicità in cui in un ritmo velocissimo e senza tregua coinvolge il pubblico di ogni età. Agli appuntamenti fin qui elencati se ne aggiungeranno degli altri a sorpresa, che per il momento sono top secret.

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G7, Confagricoltura

“Intesa Ue-Mercosur prevede anche aumento import carni avicole dal Brasile” Cambiamenti climatici, deforestazione in Amazzonia, transizione ecologica e scambi commerciali: sono alcuni dei punti discussi al G7 recente di Biarritz.

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el corso del summit, tra l’altro, l’aumento degli incendi in Amazzonia ha riportato l’attenzione sull’accordo di massima raggiunto a fine giugno tra la Commissione UE e i rappresentanti dei Paesi che aderiscono all’area Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay). In particolare, l’attenzione si è concentrata sul previsto aumento delle importazioni di carni bovine sul mercato dell’Unione, per un ammontare di 99mila tonnellate nell’arco di cinque anni a partire dalla data di entrata in vigore dell’accordo che non è ancora stata definita. In ambito europeo, lo schema di intesa dovrà ottenere il formale via libera da parte del Parlamento e del Consiglio. La UE, fa notare Confagricoltura, già importa un quantitativo di carni bovine dai Paesi Mercosur di circa 200mila tonnellate l’anno, di cui 120 in arrivo dal Brasile. E’ anche previ-

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sta l’apertura di un contingente, pari a 180mila tonnellate, di importazioni a dazio zero di carni di pollo che andranno ad aggiungersi alle 400mila che già arrivano ogni anno dal Mercosur sul mercato Ue. I produttori europei saranno sottoposti a una pesante pressione competitiva, con possibili effetti in termini di riduzione dei prezzi. “Il Brasile – evidenzia Giansanti – è anche il secondo fornitore di semi di soia del mercato europeo, con una percentuale di oltre il 20% sul totale delle importazioni. Al primo posto, gli Stati Uniti con più del 70%”. Secondo i dati diffusi di recente dall’Isaa, il Servizio internazionale sulla commercializzazione dei prodotti agricoli biotecnologici, Stati Uniti e Brasile sono al primo e al secondo posto nella classifica dei cinque Paesi nei quali si concentra più del 90% delle colture Ogm a livello mondiale. Le coltivazioni di soia, sempre se-

condo l’Isaa, coprono da sole il 50% dell’intera superficie investita. Lo scorso anno le superfici destinate alle colture Ogm si sono ridotte in ambito europeo (due soli Stati membri interessati, Spagna e Portogallo), ma sono invece aumentate a livello internazionale. La crescita complessiva è stata di 1,9 milioni di ettari, raggiungendo così un totale di oltre 191 milioni di ettari nel mondo. “Tra le prime iniziative che chiederemo alla nuova Commissione, c’è il varo di un piano per l’aumento della produzione europea di proteine vegetali. Le nostre imprese agricole potranno giocare un ruolo di assoluto rilievo – sottolineato il presidente di Confagricoltura – Ridurre la dipendenza dalle importazioni è una questione di valenza strategica per l’agricoltura e per la zootecnia nell’Unione, tanto più nell’attuale fase di crisi del sistema multilaterale di regolazione degli scambi commerciali”. www.foglie.tv


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AVVENUTA NEL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI ITALIANE E PUGLIESI

SALINE DI MARGHERITA DI SAVOIA ACQUISITE DAI FRANCESI

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e Saline di Margherita di Savoia, le più grandi d’Europa, non producono solo sale, non sono solo un’azienda: sono un patrimonio anche paesaggistico della Puglia e della Bat. Non solo, ma sono patrimonio di tutti gli italiani, perché il ‘Sale” è di proprietà dello Stato e sapere che ora tutto questo sarà nelle mani di una società francese deve far riflettere. Sono state infatti acquisite da poco da una società francese , vendita che è avvenuta nel silenzio delle istituzioni italiane e pugliesi. L’acquisizione della francese Salins du Midi non è avvenuta improvvi-

N° 15 - 1 SETTEMBRE 2019

samente, si sapeva dell’interesse del colosso del sale d’Oltralpe ed in molti speravano che il Presidente della Puglia, Michele Emiliano, facesse pressioni sul premier, Giuseppe Conte, sul Ministro allo Sviluppo Economico, Luigi Di Maio e sul Ministro del Sud, Barbara Lezzi, per evitare che i francesi comprassero all’asta del Monte dei Paschi di Siena i debiti deteriorati che la società italiana, l’Atisale, aveva accumulato. Di quante vertenze abbiamo sentito aperte al MISE? Tante, ma questa acquisizione è avvenuta quasi sotto traccia, in un silenzio spaven-

toso di tutte le Istituzioni italiane, dal Demanio, alla Regione Puglia; le domande sono: quante società hanno partecipato all’asta? E cosa accadrà ora agli oltre 150 lavoratori, sono stati garantiti i loro diritti acquisiti? E la concessione demaniale è valida fino al 2029? E dopo? Il Sale è un prodotto strategico sul piano nazionale e la Puglia ne possedeva la produzione e la gestione… Ora veniamo colonizzati da potenze straniere. Che tutto questo avvenga nel silenzio o peggio menefreghismo di chi dovrebbe tutelare il Made in Italy è abbastanza preoccupante.

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FOGLIE n.15/2019  

AGRICOLTURA AGROALIMENTARE TURISMO RURALE

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