FitMed n°6/2012: ankle, injuries and rehabilitation

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Fit med focus

online

Anno 4 numero 6 - giugno

La rivista online per i professionisti del settore

CAVIGLIA Introduzione Recuperare dopo una distorsione InstabilitĂ cronica di caviglia nello sportivo Rottura del tendine d'Achille

Il benessere del futuro

Campagna anti-obesitĂ = campagna anti-fumo?


ANNO 4 N°6 GIUGNO 2012

WWW.PROFESSIONEFITNESS.COM Fitmed online è una rivista mensile di aggiornamento che si rivolge a imprenditori, manager, opinion leader, professionisti che operano nel mondo del fitness, benessere, prevenzione e salute. Propone articoli riguardanti metodiche di allenamento, rieducazione funzionale, alimentazione, prevenzione e benessere, marketing e management. Editore Alea Edizioni di Alessandro Lanzani via G. Sapeto, 5 - 20123 Milano Redazione e uffici via P. Orseolo, 3 - 20144 Milano tel. 0258112828 - fax 0258111116 fitmed@professionefitness.com redazione@professionefitness.com Direttore responsabile Alessandro Lanzani alanzani@professionefitness.com Redazione Mia Dell’Agnello mia@professionefitness.com - int. 212 Progetto grafico Stefano Frattallone Impaginazione Anita Lavoce Pubblicità Alessandro Lanzani alanzani@professionefitness.com Hanno collaborato a questo numero Angelo Vetralla, Rosario D’Onofrio, Riccardo Gambaretti, Corrado Ceschinelli Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 578 del 20.12.93. L’Editore e l’autore non potranno in alcun modo essere responsabili per incidenti o danni provocati dall’uso improprio delle informazioni o delle immagini contenute nel materiale ricevuto; inoltre non necessariamente le opinioni pubblicate rispecchiano il pensiero dell’editore. Il materiale (testi, immagini e disegni) pervenuto in redazione non verrà restituito, anche se non pubblicato e viene considerato libero da diritti. La riproduzione del materiale apparso su Fitmed online in qualsiasi forma e per qualsiasi scopo non è consentita se non dietro richiesta scritta e firmata dal direttore responsabile e dall’editore. Per eventuali controversie il Foro di competenza è quello di Milano.

Alea edizioni è una casa editrice specializzata in libri di finess, benessere e rieducazione funzionale, con più di 50 titoli a catalogo.

Da oltre 25 anni la Scuola di Professione Fitness con i suoi corsi, master e stage ha contribuito alla formazione e all’aggiornamento di migliaia di operatori del settore, mettendo a loro disposizione un corpo docente selezionato e altamente qualificato. Rilascia diplomi e attestati di partecipazione accredidati dall’UISP Milano, ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI.

Gestione dati digitali Lidia Di Giovanni ldigiovanni@professionefitness.com - int. 218 Amministrazione Luciana Iritano liritano@professionefitness.com - int. 219 La Scuola di Professione Fitness Francesco Capobianco fcapobianco@professionefitness.com - int. 217

LE AZIENDE CHE HANNO PARTECIPATO ALLA REALIZZAZIONE DI QUESTO NUMERO Tram edizioni

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Sommario

Sommario

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CORSI DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

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NOTIZIE IN BREVE

COMMUNITY BUSINESS 4

CAMPAGNA ANTI-OBESITÀ = CAMPAGNA ANTI-FUMO? a cura della redazione

FOCUS: CAVIGLIA 8

INTRODUZIONE. a cura della redazione

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RECUPERARE DOPO UNA DISTORSIONE. Mobilità, forza e ginnastica propriocettiva di Angelo Vetralla

14

INSTABILITÀ CRONICA DI CAVIGLIA NELLO SPORTIVO. Concettualità e management funzionale di Rosario D’Onofrio

18

ROTTURA DEL TENDINE D'ACHILLE di Riccardo Gambaretti

ALIMENTAZIONE 28

sommario

RUBRICHE

IL BENESSERE DEL FUTURO: mentalità vincente ed eccellenze nutraceutiche di Corrado Ceschinelli


CON LINK DI APPROFONDIMENTO

community business

= Campagna anti-obesità campagna anti-fumo?

=

a cura della redazione

USA Today, il giornale che contende con The Wall Street Journal la posizione di quotidiano a maggior diffusione negli Stati Uniti, ha recentemente pubblicato un articolo molto interessante riguardo al problema dell’obesità. I dirigenti sanitari della nazione più grassa del mondo, constatando la lentezza dei progressi per arginare quella che ormai, con licenza di termini, è da tutti definita “epidemia”, sostengono che, per ottenere dei risultati sensibili, è necessario attuare una campagna massiccia, del tutto simile a quella portata avanti dal movimento anti-tabacco. In effetti le due sfide di sanità pubblica presentano, nei numeri, lo stesso livello di gravità: anzi, in termini di costi sanitari, l'obesità è ormai la preoccupazione più grande, con i suoi 190 miliardi di dollari in spese annuali, rispetto ai 96 miliardi dollari per il tabacco.

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community business

opo decenni di cause legali, di rapporti schiaccianti circa i danni causati dal fumo, di campagne intensive per smettere di fumare, il numero di fumatori è crollato: da un picco massimo del 42% degli adulti nel 1965 a poco più di 19% di oggi. Nel frattempo, a partire dal 1980, l'obesità è andata aumentando e solo l'anno scorso ha raggiunto un arresto, anche se gli esperti dicono che potrebbe essere temporaneo. Attualmente, 45 milioni di adulti americani sono fumatori, mentre 78 milioni di adulti e quasi 13 milioni di giovani sono conteggiati come obesi.

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FUMO E OBESITÀ: QUALI ANALOGIE RESPONSABILITÀ COLLETTIVA "Guardando ciò che sta succedendo con l'obesità, non posso che ricordare quello che successe con il tabacco negli anni '50, '60 e '70, quando si dava molta enfasi alla responsabilità personale e all’autoregolamentazione", ha detto Stanton Glantz, direttore del Center for Tobacco Control Research ed Education presso l’Università di California, San Francisco. Quell’approccio, ricorda Glantz, non ha funzionato, e gli sforzi per ridurre il numero di fumatori non hanno avuto molto successo finché gli attori delle campagne non hanno spostato l’accento dalla responsabilità individuale alla comunità, cominciando a ritenere i produttori di sigarette direttamente responsabili per i prodotti nocivi. Molti esperti credono che un cambiamento simile sia necessario oggi nella lotta contro l’obesità in America. L'obesità non deve essere affrontata come una questione personale, ma è necessario ridefinirla come una sfida dell’intera comunità, che richiede un'azione collettiva e cambiamenti di vasta portata politica e sociale: dalle etichette informative sugli alimenti, ai limiti di commercializzazione per i bambini, alle imposte sui prodotti non salutari. Ma ci sono molti ostacoli, perché la

dimensione del problema è molto più vasta rispetto al tabacco e riguarda tutti, nessuno escluso: riguarda il cibo che mangiamo, le bevande che beviamo, la televisione che guardiamo, le attività sedentarie che pratichiamo, le attività sportive che non pratichiamo, il modo in cui sono state progettate le nostre città e altro ancora. A livello politico sono state fatte diverse proposte di cambiamento, ma non si è ancora concretizzata la volontà politica di attuarle, anche perché, sostiene William Dietz (direttore della divisione di nutrizione, attività fisica e obesità presso il Centro statunitense per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione) "la gente non percepisce ancora una minaccia significativa personale". I BAMBINI AL CENTRO La stragrande maggioranza dei fumatori prende l'abitudine da adolescente; secondo la Campagna Tobacco-Free Kids, un terzo dei ragazzi fumatori morirà prematuramente per malattie legate al tabacco. L'impatto dell’obesità sulla salute è simile. Bambini gravemente sovrappeso sono a maggior rischio di sviluppare una moltitudine di problemi di salute: diabete, malattie del fegato, malattie cardiache, problemi articolari, asma. La letteratura scientifica ha inoltre dimostrato che un bambino sovrappeso avrà più probabilità di diventare un adulto obeso: per questo la prevenzione è un obiettivo centrale di entrambe le campagne, anti-tabacco e anti-obesità. David Ludwig, esperto di obesità infantile presso la Harvard Medical School, sostiene che il primo passo da fare è preservare la salute dei propri figli, limitando nella loro dieta quei cibi e bevande eccessivamente calorici che i ragazzi consumano in abbondanza e che minano la loro salute, tracciando errati percorsi biologici per la regolazione dell'appetito e del peso corporeo. CAMBIARE LE NORME SOCIALI Il divieto di fumare nei luoghi pubbli5

ci ha fortemente contribuito alla riduzione del numero di fumatori. Lo stesso cambiamento nelle norme sociali è chiesto - e raggiungibile quando si tratta di obesità infantile: "I nostri gusti in materia di alimentazione e attività motorie, le nostre preferenze, i nostri comportamenti sono appresi e possono essere modificati", ha dichiarato David Katz, direttore del Yale University Prevention Research Centre. Non sarà facile e non sarà veloce, ma "abbiamo a che fare con una popolazione che vorrebbe essere più magra e, in questo, opera in nostro favore".

FUMO E OBESITÀ:QUALI DIFFERENZE Non possiamo limitarci a dire di no al cibo. Il tabacco può essere definitivamente eliminato dalle nostre abitudini: non ne abbiamo bisogno. Lo stesso non può dirsi per il cibo e questo rende la lotta contro l'obesità un problema molto più complicato. Il messaggio per i bambini e per le loro famiglie non può essere "fermo! non farlo!", ma deve essere "fai le scelte giuste, usa la moderazione”, un messaggio che è molto più difficile da trasmettere. Inoltre, mentre fumare crea un'elevata dipendenza, le risposte biologiche collegate al mangiare sono ancora più profondamente radicate, avendo a che fare con l'evoluzione della specie: gli esseri umani vivevano in un ambiente dove il cibo era scarso e difficile da ottenere; per questo si sono biologicamente specializzati a immagazzinare calorie e a custodirle, una volta assunte. Per questo motivo Stephen Daniels, presidente del dipartimento di Pediatria presso l'University of Colorado School of Medicine, sostiene che, in un certo senso, si potrebbe dire che, nel caso di persone sovrappeso e obese, la nostra biologia è il nostro peggior nemico. LA VARIETÀ DI PRODOTTI È MAGGIORE Il tabacco è una sostanza unica, con un insieme circoscritto e ben definito di aziende che producono sigarette e prodotti correlati. Al


contrario, l'industria alimentare è enorme, con una vasta gamma di prodotti offerti praticamente ovunque: casa, ristorante, negozi, distributori automatici… Questo rende la lotta contro l'obesità molto più difficile della lotta contro il tabacco. NON ESITE IL DANNO DA “CIBO PASSIVO” L’opinione pubblica si è molto allarmata quando ha appreso che anche il fumo passivo era pericoloso, e questo è stato di fondamentale importanza per accelerare l'intolleranza delle persone al fumo e la loro volontà di vedere il governo di agire. Non esiste un equivalente nella lotta contro l'obesità: l’essere obeso è solo un problema altrui. Il miglior argomento per coinvolgere la collettività po-

trebbe essere che l'obesità consuma enormi risorse sanitarie, spingendo al rialzo il costo delle cure mediche per tutti. Secondo molti, tuttavia, si tratta di un concetto troppo astratto, che non scatenerà mai lo stesso senso di indignazione e coinvolgimento personale. IL RUOLO DELL'INDUSTRIA È MENO CHIARO Nella lotta anti-fumo è stato facile dipingere le aziende del tabacco come il nemico disposto a mentire e manipolare l'opinione pubblica americana per il bene dei profitti. Rispetto all’industria alimentare, il rapporto è molto più sfumato: non è possibile demonizzare, ma è necessario lavorare in cooperazione con l'industria per aiutare il cambiamento dei gusti e delle

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abitudini dei consumatori.

CONCLUSIONI L’argomento è chiaramente ancora aperto e siamo ben lungi da una soluzione, ma questo articolo ci sembra molto interessante perché, mai come ora, lo scenario si apre ad ambiti operativi molto più vasti. Finalmente la lotta all’obesità esce dagli stretti confini della medicina e della farmacologia per entrare, è il caso di dire ‘pesantemente’, in uno spazio giurisdizionale ben più vasto che coinvolge l’educazione, l’urbanistica, la produzione industriale, il mondo del lavoro come quello della scuola. Il richiamo a un cambiamento culturale e sociale forte in cui tutti siamo coinvolti, ognuno per la sua parte, nessuno escluso.


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I QUADERNI DI 19 - Allenamento

I QUADERNI DI 20 - Allenamento

Sull’apprendimento motorio degli esercizi di Body-building di JIMMY PEDEMONTE Impugnare gli attrezzi tradizionali del Prof. ANGELO CASTIGLIONI Il principio dell’adattamento progressivo di NUCCIO RUBERA Analisi di tre aspetti importanti della forza del Prof. ARMANDO FUCCI L’allenamento isometrico del Prof. ARMANDO FUCCI Deadlift di NICOLA CAMERA Il sistema a frequenza multipla di FRANCESCO CURRÒ Body-building & allungamenti miofasciali di NICOLA DACOMO

I QUADERNI DI n° 7 - Allenamento Le colonne d’Ercole di MARCO NERI e ARMANDO DEFANT Srl Andrea’s biceps Editrice di TIBERIO FRANCHI Tricipiti da bovi di ANGELO GIORNO Push it! di PIERO NOCERINO Tom Platz e i suoi pettorali di MARCO BECHINI L’allenamento del petto di EROS SAMMARTINO Rock Hard Abdominals di ALESSANDRO PELLACANI e COSTANTINO BERTUCELLI Addominali e falsi miti di VANNI SACCON Ciao deltoide di ANGELO GIORNO Come costruire dei deltoidi vincenti del Dott. MASSIMO SPATTINI Dorsali a volare del Dott. MARCO NERI I dorsali. Proposta d’allenamento per atleti hard-gainers avanzati di MARCO BECHINI

TRAM

I QUADERNI DI 21 - Biomeccanica

War of delts di RAFFAELE MORANDINI Il successo sta sulle spalle di JIMMY PEDEMONTE Il muscolo più amato dagli italiani di COSTANTINO BERTUCELLI e ALESSANDRO PELLACANI Allenamento della schiena di MAURO SARNI Allenamento della schiena di ENZO FERRARI Bicipiti come colline di GINO BARZACCHI Fast Abs di RAFFAELE MORANDINI Sù le gambe di CRISTIANA CASONI In gamb...issima! di FRANCESCO CURRÒ Come costruire un quadricipite fantastico senza lo squat di JOHNNY BLOISI Rocky Calves di RAFFAELE MORANDINI

21 26 34

I QUADERNI DI n° 8 - Allenamento

39 44

3 8 9 13 15 18 19 22 25 30 32 35

I QUADERNI DI 23 - Alimentazione

I QUADERNI DI 22 - Dossier

I QUADERNI DI 24 - Medicina dello sport

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DOSSIER NATURAL “Super sostanze” e “Psyco-Muscle Training” del Dott. ALESSANDRO GELLI Questione di personalità del Dott. FRANCESCO TODDE Una preparazione H/P del Prof. ROBERTO CALCAGNO DOSSIER INVERNO Che la “massa” sia con noi di MARCO NERI e MAX MAFFUCCI Inverno vs. Termogenesi del Dott. ALESSANDRO VIANELLO Manualetto su come... perdere le gare di CLAUDIO CARELLA DOSSIER ESTATE Sole, mare e ... adipociti di VANNI SACCON Muscoli in ferie di RAFFAELE MORANDINI L’estate a tavolaGli errori più comuni nelle del Dott. ALESSANDRO VIANELLO del Prof. MASSIMO GUGLIELMI

8

Azione muscolare concentrica del Prof. ARMANDO FUCCI Parola di Verchoshansky di ANGELO GIORNO Difetti intrinseci delle presse nell’uso per il potenziamento degli arti inferiori del Prof. ANGELO CASTIGLIONI BIOMECCANICA IN PALESTRA Pre-allungamento e pre-accorciamento di DARIO SORARÙ L’angolo di lavoro di DARIO SORARÙ Il lavoro negli esercizi monoarticolari di DARIO SORARÙ Il lavoro negli esercizi poliarticolari di DARIO SORARÙ Le macchine semplici di DARIO SORARÙ Le macchine isotoniche di DARIO SORARÙ

11 15 17 20 25 29 32 36 41

The “Heavy-duty” System di FRANCESCO CURRO’ Heavy Duty 2 Srl PORTA di FAUSTO Siamo proprioEsicuri allenare? 3 d i tTeoria r i di c e saperci dell’allenamento di MARCELLO MORMINO di MARCELLO MORMINO Come e perché ci si con le superserie 6 Il allena blocco ipertrofia di EMILIO THEY del Prof. ARMANDO FUCCI Viaggio intorno alla forza ipertrofia con tecniche 11 Il blocco intensive di ARMANDO FUCCI del Prof. ARMANDO FUCCI L’allenamento della forza Intensità per gli atleti intermedi 14 di ENZO FERRARI di ANGELO GIORNO Criteri metodologici per lo sviluppo della forza massimale 18 di COSTANTINO BERTUCELLI e ALESSANDRO PELLACANI Caffé per una lezione intensa 22 del Dott. FILIPPO MASSARONI Come ottenere l’ipertrofia muscolare 30 di ARMANDO FUCCI Peaking 32 di PIER ANTONIO DELL’AMICO 3+1 35 di ANGELO GIORNO “Titan System” 39 di NICOLA CAMERA

TRAM

I QUADERNI DI n° 1 - Allenamento

Nozioni di base sulla teoria dell’allenamento sportivo del Prof. ARMANDO FUCCI Norme per l’allenamento giovanile nel body building di JIMMY PEDEMONTE La programmazione del lavoro per i principianti del Prof. ARMANDO FUCCI Fondamenti metodologici della periodizzazione dell’allenamento di JIMMY PEDEMONTE

3 8

I QUADERNI DI n° 14 - Allenamento

I QUADERNI DI n° 13 - Allenamento

3 13 17

3

7

I QUADERNI DI n° 9 - Allenamento

19 23 28 33 37 42

La scheda di allenamento di RICCARDO UBALDINI Terminologia chinesiologica di MARCELLO Srl MORMINO in pratica 11 E dL’allenamento itrice del Prof. ROBERTO CALCAGNO Settembre andiamo, 21 tempo di “ingrossare”… del Prof. MASSIMO GUGLIELMI 36 Periodizziamo la massa Come migliorare del le aree carenti GUGLIELMI 3 Prof. MASSIMO 43 di PIERLUIGI FASSETTA Duri a morire 5 di ANGELO GIORNO I veri esercizi base 8 di JIMMY PEDEMONTE Riflessioni su temi di ipertrofia muscolare 12 di ALESSANDRO AMMASSARI Processi di recupero e rigenerazione nell’allenamento 18 di PIER ANTONIO DELL’AMICO Occhio al tempo! 25 di ARMANDO FUCCI Training program Overtraining 30 di COSIMO ARUTA di RICCARDO UBALDINI Allenamento Dimagrire con dieta e peri-muscolare pesi. MARCELLO MORMINO Facile adidirlo, difficile a farlo 40 di ARMANDO FUCCI

3 6

TRAM

I QUADERNI DI n° 2 - Allenamento

Il carico di allenamento nel body building di SAMUELE MARCORA

Attenzione al concetto di “serie” di MASSIMILIANO MENCHI

3 8

I QUADERNI DI n° 10 - Alimentazione

10 17 28 32

36 39 44 palestre italiane 3

Facciamo chiarezza del Prof. ARMANDO FUCCI Noterelle di MARCELLO MORMINO La tecnica dell’esercizio nell’esercizio Srl 25 EdidJIMMY i t r i c ePEDEMONTE Tecniche di recupero nel body-building di ALESSANDRO PELLACANI 40 e del Prof. COSTANTINO BERTUCELLI La ruota del successo 44 Proteine: digestione di VANNI ed SACCON assorbimento 3 Un allenamento ciclico di RAFFAELE MORANDINI di PAOLO IANNETTONE Il ruolo degli aminoacidi a catena ramificata nella regolazione del metabolismo umano 13 del Dott. FULVIO FIORINI Il ruolo dei carboidrati come necessità energetica nell’attività fisica 20 del Prof. GIACOMO ZACCONE Il ruolo delle vitamine più importanti per il body-builder 27 di DANIELE RIZZO E la frutta quando? Sempre 31 di ANNA BARTOLINI 3 Fattori alimentari anti-tumore 38 di NICOLA CAMERA Il body-builder in off-season: 9 alimentazione e supplementazione 44 del Dott. MASSIMO MUSUMECI 3

18

TRAM

I QUADERNI DI n° 3 - Allenamento

6 14 20 25 29 44

14

High Intensity di UGO PERALDO

19

1a parte: Principi generali 2a parte: Braccia 3a parte: Torace 4a parte: Quadricipite femorale 5a parte: Dorsali

3 13 17 25 33

High Intensity & Big Wave di NICOLA CAMERA

42

Serie: proposte del Dott. FILIPPO MASSARONI

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21

Periodizzazione dell’allenamento di LUCIO LANDUZZI

32

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Ciclizzazione funzionale nel body building di JIMMY PEDEMONTE

35

L’apporto calorico – Strategie & sinergie 3 di NICOLA CAMERA 7 chili in 7 mesi 16 di MARCELLO MORMINO Attenti alla fibra 21 di MARCO CERIANI A proposito di zuccheri 25 di MARCELLO MORMINO Master Aminoacid Pattern 29 di FILIPPO FORTUNA 2 mesi senza carne 36 Comportamento alimentare del Dott. ALESSANDRO GELLI di NICOLA CAMERA Allergie alimentari 40 Concetti di termochimica alimentare di NICOLA CAMERA del Dott. THEODORE J. BREMBOS e del Dott. MARCO DALLAPICCOLA Dieta: chiariamoci le idee di PIERLUIGI FASSETTA L’integrazione alimentare per Srl del pattern ormonale l’ottimizzazione d i t MASSIMO rice delEDott. MUSUMECI Alta definizione: i segreti di una dieta riuscita del Dott. PHILIPPE MORET La “qualità”Integrazione muscolare vincente 3 di RICCARDO UBALDINI di VITTORIO SCIALDONE La dieta pre-gara body-building Le prove di valutazione fisica:nel i test 8 del PELLACANI Prof. ROBERTO CALCAGNO di ALESSANDRO e COSTA BERTUCELLI Gli esami ematochimici 12 di PIERLUIGI FASSETTA Lo stress 15 di NICOLA CAMERA La ritenzione idrica 23 di PIER ANTONIO DELL’AMICO Funzione e metabolismo dell’Ormone dieta metabolica dellaLa crescita 26 delGIACOMO Dott. M. BRIGATTI del Prof. ZACCONE GH-peak 33 La dieta su misura del Dott. MASSIMO MUSUMECI di PIERLUIGI FASSETTA Aspetti attuali dell’iperplasia muscolare: miogenesi e fattori 38 Perfect diet di crescita del Dott. MASSIMOCOLOMBO SPATTINI di RENATO e del Prof. GIACOMO ZACCONE

I QUADERNI DI n° 11 - Medicina dello sport

3

Illustrazioni di VANNI SACCON

TRAM

I QUADERNI DI n° 4 - Alimentazione

Dentro le fibre 3 del Prof. GIACOMO ZACCONE I sistemi pilota nello sviluppo organico 8 di NICOLA CAMERA Cellule satellite & miogenesi 13 di NICOLA CAMERA Tante contrazioni un solo obiettivo 21 del Dott. ALESSANDRO LANZANI Il Principio di Henneman 25 di RICCARDO UBALDINI Biogenetica muscolare 31 di BRUNO DAVIDE BORDONI e IGOR FERRARINI Stimolazione e inibizione degli ormoni in rapporto all’esercizio intenso 35 del Prof. MASSIMO GUGLIELMI Ormoni: che cosa realmente sono? 40 Body-building & vitamine del Dott. TOMASO LEDER del Prof. MASSIMO GUGLIELMI Fenomenologia dell’ormone somatotropo 43 i no delle vitamine e dei minerali del Dott. ALDOTutti E. CALOGERO del Dott. ANDREA MARLIANI L’apporto del potassio per i culturisti di PIERLUIGI FASSETTA L’acqua del Prof. ROBERTO CALCAGNO FitnesStyle: 3 Srl& Fitness La Body-building ricarica dei carboidrati 5 E dROBERTO i t rVita i c e CALCAGNO del Circuiti Prof. 8 Le Estate acque minerali L’allenamento 10 di NICOLA CAMERA in casa La Mountain Bike 12 Il frullato di CRISTINAdiTEDESCHI MARCELLO MORMINO Creatine approach Pesi & fitness: il “circuit training” in palestra del Dott. MASSIMO MUSUMECI di LUCIO LANDUZZI 14 Schede di allenamento: il seno 17 di ANTONELLA LIZZA L’estate addosso 21 di ANTONELLA LIZZA Sudare fa bene 29 di MONICA ALBERTI Le bevande isotoniche 35 di MARCO CERIANI 25 modi per ottimizzare la vostra dieta 39 di SILVIA ZANET Come realizzare il “rimbalzo glucidico” Disintossicarsi a tavola 42 Dott. PHILIPPE a cura del di “MEDI INFO” MORET Per imparare un nuovo modo Il riequilibrio idro-salinico nello sport di alimentarsi basta una settimana 45 di PIER ANTONIO DELL’AMICO a cura di “MEDI INFO”

I QUADERNI DI n° 17 - Alimentazione

I QUADERNI DI n° 16 - Alimentazione

I QUADERNI DI n° 15 - Allenamento

15

3 12 19 25 29 33 40

3 6 12

Dieta e body building di NICOLA CAMERA

18

Questione di metabolismo del Dott. MARCO NERI e del Dott. ANTONIO PAOLI

31

Il metabolismo dei muscoli del Dott. ANDREA DEFANT e del Dott. MARCO DALLAPICCOLA

35

Metabolismo e bioenergetica muscolare di NICOLA CAMERA

38

Massa muscolare: pianificare la dieta di PIERLUIGI FASSETTA

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I QUADERNI DI n° 12 - Fitness TRAM

I QUADERNI DI n° 5 - Alimentazione

Diuresi e ricambio idro-elettrolitico di NICOLA CAMERA

I QUADERNI DI n° 18 - Medicina dello sport Risposta adattativa del muscolo all’esercizio fisico: nuovi risultati sperimentali 3 del Prof. GIACOMO ZACCONE La fatica nel body-building: sue basi e significati 8 di JIMMY PEDEMONTE L’indolenzimento muscolare ad insorgenza ritardata 11 di RICCARDO UBALDINI Le patologie muscolari (1) Sintomi, diagnosi e terapia 18 del Dott. STEFANO TRICARICO Le patologie muscolari (2) Cause e riabilitazione 24 del Prof. FRANCESCO TODDE La visualizzazione 30 del Dott. GIUSEPPE ROMBOLA’ Visualizzazione & “ferro” 34 di ENZO FERRARI Il paradosso “mente-corpo” alla base della performance vincente 37 di NICOLA CAMERA Mente: la risorsa inestinguibile 41 del Dott. VINCENZO CAPRIOLI

3 13 16 19 24 29

I QUADERNI DI n° 6 - Medicina dello sport

35 39

I muscoli 3 8 15

La ricostruzione del glicogeno nel muscolo scheletrico negli esercizi di potenza 21 del Prof. GIACOMO ZACCONE “Ricaricare” senza problemi di PIERLUIGI FASSETTA

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Integrare o non integrare? di MASSIMO GUASCO

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Via degli acidi tricarbossilici o “Ciclo di Krebs” di RICCARDO UBALDINI

35

3

Il sistema muscolare del Dott. ANDREA MARLIANI Morfologia muscolare e sviluppo differenziato del Prof. ANGELO CASTIGLIONI Body building tra morfologia e fisiologia di MARCO CERIANI

9

15 20

Biochimica dell’attività muscolare nel body builder del Dott. LUIGI BUTTURINI

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Analisi approfondita della contrazione muscolare del Prof. ARMANDO FUCCI

29

Esercizio fisico e risposta ormonale del Prof. GIACOMO ZACCONE La conduzione dell’impulso nervoso ai muscoli del Dott. MASSIMO MUSUMECI

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NUOVO LISTINO PREZZI BUONO D’ORDINE

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di MARA BESACCHI e PIER VENTURATO

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Focus: caviglia

Introduzione a cura della redazione

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Focus: caviglia

a caviglia, considerati i molteplici ruoli che svolge all’interno della macchina uomo (cerniera fra gamba e piede, scarico del peso del corpo a terra, garante di mobilità ma anche di stabilità) è caratterizzata da un “design” unico, costituito dall’assemblaggio diverse strutture.

L

OSSA E ARTICOLAZIONI L'articolazione della caviglia, o tibiotarsica, è una troclea che unisce l’estremità inferiore della tibia e della fibula con la parte superiore dell'astragalo. La tibia e la fibula hanno il compito di dirigere il peso del corpo e le sollecitazioni all’astragalo, che quindi ripartisce queste compressioni lungo tutta la superficie plantare del piede. Le superfici articolari sono ricoperte da cartilagine articolare, un tessuto connettivo di sostegno che consente alle ossa di muoversi agevolmente una contro l'altra. LEGAMENTI E TENDINI Il legamento mediale o deltoideo è un legamento robusto che sostiene la caviglia mediale. Ha origine dall’apice del malleolo e si suddivide in quattro fasci: due anteriori (ti-

bionavicolare e tibioastragaleo anteriore), uno medio (tibiocalcaneale) e uno posteriore (tibioastragaleo posteriore). Il legamento laterale è formato da tre fasci che sostengono la caviglia lateralmente: fascio anteriore (fibuloastragaleo anteriore), fascio medio (fibulocalcaneale) e fascio posteriore (fibuloastragaleo posteriore). L'articolazione della caviglia è supportata anche dai tendini vicini: il tibiale anteriore, l'estensore lungo delle dita, l'estensore lungo dell’alluce, il tibiale posteriore, il flessore lungo delle dita, il flessore lungo dell'alluce, il peroneo breve, il peroneo lungo e il grande tendine calcaneale (di Achille). Questo è il tendine più importante della deambulazione e fornisce l’inserzione del tricipite della sura (gastrocnemio e soleo). MUSCOLI La maggior parte dei movimenti della caviglia sono determinati dai forti muscoli della gamba i cui tendini passano per la caviglia e si col9

legano al piede. I muscoli posteriori della gamba (soleo e gastrocnemio, che formano il tricipite surale) sono responsabili della flessione plantare; il tibiale anteriore della dorsiflessione; i muscoli peronieri (breve e lungo) dell’eversione o pronazione; il muscolo tibiale posteriore della supinazione o inversione. L’articolazione tibiotarsica consente fondamentalmente movimenti di flessione ed estensione. L’asse di rotazione della caviglia non è fisso e questo porta a un cambiamento costante e completo del range di mobilità; questa variabilità nella range di mobilità dei movimenti di flessione plantare e dorsale è spesso dovuto alla morfologia delle ossa che compongono l’articolazione.


Focus: caviglia

Recuperare dopo una

distorsione mobilità, forza e ginnastica propriocettiva di Angelo Vetralla

La distorsione di caviglia è un evento traumatico di frequente riscontro, soprattutto in soggetti praticanti attività sportive, generalmente causato da abnormi escursioni articolari che, essendo ovviamente impreviste, colgono impreparata la struttura muscolo-scheletrica. Possono avvenire sia in ambito sportivo (contrasti violenti con avversari, repentini cambiamenti di direzione...) sia nel comune gesto quotidiano della deambulazione, per esempio quando il terreno risulta sconnesso o si portano calzature con tacchi alti. L’evento distorsivo è dovuto a forze esterne che sovraccaricano nelle posizioni estreme le strutture osteo-legamentose che vigilano sulla stabilità articolare. 10


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Focus: caviglia

a lesione può avvenire per sollecitazione in forzato varismo e supinazione del piede, con conseguente interessamento del compartimento esterno; oppure in valgismo e pronazione del piede, con conseguente interessamento del compartimento interno. La casistica riporta più frequente la prima ipotesi di lesione, che porta quindi a un interessamento dell’apparato legamentoso ester no: subiscono maggior stress di rottura i legamenti peroneo-calcaneare, peroneo-astragalico anteriore e peroneo-astragalico posteriore. A seconda della gravità e dei legamenti interessati, le lesioni vengono classificate dal grado 0, ovvero la semplice elongazione del legamento peroneo-astragalico anteriore, al grado 3, in cui si riscontra la totale rottura del legamento peroneoastragalico anteriore, del legamento peroneo-calcaneare e del legamento peroneo-astragalico posteriore.

L

PROTOCOLLO DI LAVORO L’evento traumatico subìto e l’attività sportiva svolta possono aiutare nella formulazione di un protocollo di recupero adeguato e quanto mai soggettivo, affinché la lesione acuta non si trasformi in instabilità cronica. I punti essenziali da rispettare per un corretto piano di lavoro sono tre: 1) recupero della fisiologica mobilità articolare, 2) ripristino del tono muscolare, 3) ginnastica propriocettiva. Andranno così proposti, con lo stesso ordine sopra citato, proprio perché senza mobilità articolare non si potrà lavorare adeguatamente sul tono muscolare e senza un corretto tono muscolare non si potranno effettuare in modo esauriente i lavori più complessi di propriocettiva, per esempio quelli in appoggio monopodalico. È chiaro che questi tre obiettivi si intrecceranno più volte nel corso della seduta, ma per far sì che la propriocettiva, sicuramente la parte più im-

portante del lavoro, possa essere effettuata nel modo più completo e complesso possibile, le altre due componenti dovranno essere già sviluppate. Si interverrà quindi con una rieducazione e un recupero sia dei riflessi propriocettivi sia degli eventuali deficit muscolari incorsi a seguito dell’infortunio. Un corretto approccio nel rispetto delle caratteristiche morfologiche del soggetto e dei tempi biologici di guarigione porteranno al pieno recupero dell’articolarità e della funzionalità della caviglia. Al contrario, un trattamento scorretto o incompleto potrà portare al verificarsi di un'instabilità cronica e quindi all’instaurarsi di un quadro patologico difficilmente recuperabile.

GINNASTICA PROPRIOCETTIVA Oltre ad avere la funzione di dispersione di energia e di accelerazione del corpo nello spazio durante la deambulazione, il piede è un organo sensibile con enormi possibilità percettive. I recettori propriocettivi sono stimolati dallo stesso movimento corporeo: presenti nei legamenti, nella capsula articolare, nella membrana sinoviale e all’interno dei muscoli, inviano moltissimi segnali (informazioni afferenti circa la forza, la velocità, la direzione dei movimenti) elaborati poi dai centri d’integrazione e ne determinano l’adeguata risposta efferente muscolare. Da questi recettori partono le fibre della sensibilità propriocettiva, che viaggiano lungo il cordone posteriore della sostanza bianca del midollo, quindi, sia attraverso il meccanismo dell’arco riflesso sia con quello d'integrazione proprio dei centri superiori, viene elaborato il corretto piano motorio, cui corrisponde la corretta sinergia, a livello muscolare, del distretto interessato. Da qui parte la corretta risposta motoria alla variazione spaziale avvertita dai propriocettori.

IN PALESTRA CHE FARE Quando un soggetto arriva in palestra e riferisce di aver avuto una di11

storsione alla caviglia, la prima cosa da fare sarà osservare come cammina per capire quale tipo di intervento dobbiamo proporre al cliente. Se la deambulazione apparirà corretta e con una normale distribuzione del peso durante il passo, sapremo con quasi assoluta certezza che non sarà necessario proporre il lavoro di mobilizzazione, ma si potrà cominciare fin da subito con esercizi di potenziamento dell’arto inferiore in toto e con gli esercizi di propriocettiva. Al contrario, se il soggetto denuncia qualche difficoltà nella deambulazione, il tono e la propriocettiva andranno proposti più gradualmente, mentre avranno più importanza esercizi di stretching e mobilizzazione. La bike, anche in versione recline, per esempio, utilizzata nel riscaldamento iniziale, riesce già a creare un minimo effetto mobilizzante. Con lo step si ottiene un effetto ancora maggiore; se poi durante l’esecuzione si farà sollevare il tallone nel momento in cui il pedale è in salita, si starà mobilizzando al massimo la flessione plantare e al contempo non si sovraccaricherà l’articolazione, perché il carico in questo momento sarà sull’arto controlaterale. Tale variante è da proporre solo nel caso in cui il soggetto non denunci dolore o marcata ipomobilità. Il potenziamento deve coinvolgere non solamente la muscolatura legata alla caviglia perché, nel momento del trauma e della temporanea impossibilità di un appoggio corretto del piede, hanno perso tono non soltanto i muscoli soleo, gastrocnemio, tibiali, ma anche il quadricipite, il gluteo e i femorali. Andranno così proposti esercizi quali leg extension, leg curl e gluteus machine, insieme a tutti gli esercizi di rinforzo del polpaccio, prima a corpo libero e poi con gli attrezzi isotonici (calf machine in piedi e da seduto). Da scartare in questa fase esercizi come squat o pressa perché richiedono l’appoggio e il completo coinvolgimento della caviglia. Non va dimenticato che il soggetto


Focus: caviglia

arriva in palestra dopo un trauma e che quindi non è in grado di spostare grossi carichi. Andrà dunque privilegiata la forza resistente e quindi l’esecuzione di numerose ripetizioni, da un minimo di 15 a un massimo di 30. Per quanto riguarda la ginnastica propriocettiva, oggi si possono trovare in commercio svariati attrezzi, tutti validi, perché aggiungono una variabile di instabilità che difficilmente si può racchiudere in un’unica tavoletta propriocettiva. È possibile lavorare, per esempio, con le tavolette chiamate surf o ufo (bipodalica prima e monopodalica poi), con vesciche di plastica colme d’aria, con tavolette basculanti ecc.

Solitamente, durante l’esercizio, la richiesta è quella di cercare di mantenere il più possibile la stabilità e come parametro di lavoro può essere corretto utilizzare il tempo: si potrà chiedere di svolgere più ripetizioni da un minuto, in cui il soggetto dovrà cercare di rimanere immobile sulla tavola. Sarà questo il punto fondamentale sul quale focalizzare l’attenzione di tutto il lavoro di recupero funzionale, con la proposta di esercizi di ginnastica propriocettiva, dal più facile al più complesso. In ultima analisi, dunque, bisognerà aumentare e sviluppare il tono di tutto l’arto inferiore per stabilizzare e rendere più forte il com12

partimento del piede, ma soprattutto “sensibilizzare” i propriocettori dell’articolazione in modo da renderla pronta al lavoro in qualsiasi condizione e in maniera idonea, attraverso l’interiorizzazione di schemi motori corretti.

ANGELO VETRALLA Laureato in Scienze Motorie all’Università degli Studi di Milano, chinesiologo iscritto alla UNC (Unione Nazionale Chinesiologi), osteopata, laureando in Medicina e Chirurgia.


CASI cliniciin palestra Capita spesso che in palestra si presentino all’attenzione dell’istruttore o del personal trainer dei casi particolari, in cui il soggetto è portatore di patologie che in palestra devono essere affrontate con particolare cautela e solide conoscenze. Il lavoro dell’operatore, in questi casi, senza avere alcuna connotazione riabilitativa, si carica comunque di responsabilità. VOLUME 1. Sindrome della schiena dritta e scoliosi – Spondilolisi con listesi – Agenesia del pettorale – Lussazione acromion claveare – Cifosi e petto carenato e altri 9 casi Alessandro Lanzani - 1994 pag. 128 euro 21 VOLUME 2. Calcificazione del tendine del sovraspinato - Correzione di varismo tibiale Grave artrosi vertebrale - Strabismo di rotula Ernia del disco in un culturista - Periartrite scapolo omerale e altri 10 casi Alessandro Lanzani - 1997 pag. 128 euro 21

Per questo è importante stabilire un metodo di studio e lavoro che consenta di affrontare con serenità e competenza anche le situazioni più complesse, individuando nel contempo i propri ambiti d’intervento e i limiti operativi. I casi sono analizzati con un metodo standard: anamnesi, descrizione della patologia, esame motorio, obiettivi e linee guida del protocollo, con gli esercizi consigliati e quelli da evitare, controllo finale.

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VOLUME 3. Rottura del menisco del ginocchio - Weight lifters syndrome - Condropatia di rotula - Lombalgia in discopatia L5-S1 - Rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio e altri 10 casi Riccardo Gambaretti - 1998 pag. 128 euro 21

VOLUME 4. Doppia frattura vertebrale da schiacciamento - Frattura con deformazione a cuneo di L1 - Rachischisi cervicale Emilombarizzazione subtotale di S1- Rottura e sintesi del tendine rotuleo e altri 10 casi Edoardo Lanzani - 1998 pag. 128 euro 21

VOLUME 5. Concussione coxofemorale e postumi da trauma - Calcificazione sottodeltoidea in periartrite scapolo omerale - Degenerazione del sovraspinato Frattura tipo colles di radio e altri 12 casi D. Fogliadini, A. Lanzani - 2005 pag. 128 euro 21 VOLUME 6. Distorsione di ginocchio nello

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Focus: caviglia

Instabilità cronica di

caviglia nello

sportivo

Concettualità e management funzionale di Rosario D’Onofrio r.donofrio@alice.it

L’articolazione della caviglia è una delle articolazioni maggiormente interessate a eventi traumatologici lesivi durante la pratica sportiva. Queste lesioni interessano, in particolar modo, il complesso legamentoso laterale, con un range percentuale pari, approssimativamente, all’85-95% di tutte le distorsioni della caviglia. L’instabilità cronica, caratterizzata da dolore, gonfiore e instabilità funzionale, interessa circa il 40% degli atleti che incorrono in una distorsione in inversione. Questa alterazione della meccanica articolare è stata definita come una tendenza al “give way” durante l’attività sportiva. La maggior parte degli studi sull’instabilità cronica di caviglia si sono concentrati nell’enfatizzare il ruolo di propriocezione e della funzione muscolare all’interno dei programmi riabilitativi. 14


Focus: caviglia

l meccanismo eziopatogenetico più comune di lesione che interessa il complesso articolare della caviglia è ricollegabile a un trauma varizzante, ovvero: 1. flessione plantare tibio-tarsica; 2. varismo sotto-astragalica; 3. rotazione interna medio-tarsica. Nella sua complessità, questo movimento, in una situazione di over stress dinamico, dà luogo a una lesione ai legamenti laterali della caviglia. Clinicamente, queste lesioni capsulo-legamentose in supinazione sono state classificate in tre gruppi, in base alla loro severità. 1° GRADO: la lesione comporta uno “stiramento” del legamento senza una evidenza macroscopica della lesione, poco gonfiore, nessuna perdita funzionale e nessuna instabilità meccanica dell’articolazione. 2° GRADO: è una lesione parziale, con un’evidenza lesiva macroscopica del legamento, con dolore moderato, gonfiore e debolezza sulle strutture colpite. Si verifica perdita del movimento e una moderata instabilità dell’articolazione. 3° GRADO: c’è una rottura completa del legamento con gonfiore severo, emorragia, debolezza e rigidità. È presente una perdita dell’abilità di sopportare il peso del corpo sul piede, funzione limitata, movimento articolare anormale e instabilità della articolazione. Nel dettaglio clinico, si può affermare che la lesione del legamento peroneo astragalico anteriore avviene prima, seguita da una rottura della capsula antero-laterale. Con un’ulteriore stress in inversione, il legamento peroneo calcaneare sarà in lesione. Di seguito, in relazione all’importanza dell’evento lesivo, sarà interessato il legamento peroneo astragalo posteriore. Vista la vulnerabilità del legamento peroneo

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astragalico anteriore nella flessione plantare, esso rappresenta il primo legamento “leso” in un trauma distorsivo. In termini di percentuale dal 20 al 25%, troviamo una rottura combinata tra il legamento peroneo astragalico anteriore e il legamento peroneo calcaneare. Altre lesioni legamentose isolate sono relativamente non comuni. Il legamento peroneo astragalico posteriore, per citare un esempio, è un legamento molto forte e viene coinvolto raramente, eccetto in un trauma severo e importante della caviglia. L’estensione del gonfiore post trauma non dipende solamente dall’importanza della lesione lega-

mentosa, ma anche dal trattamento iniziale. Un gonfiore esteso come l’entità dell’ematoma è un fattore predittivo di rottura legamentosa. La limitazione del range articolare è determinata principalmente dalla gravità del dolore e non differisce tra le semplici distorsioni e rotture legamentose. Il quadro clinico può essere confermato dopo 4 - 5 giorni, quando l’ematoma a localizzazione laterale e un segnale di cassetto positivo possono fotografare una lesione legamentosa nel 95% dei casi. Chiaramente, un test del cassetto negativo indica sempre un legamento intatto. 15

CONCETTUALITÀ E MANAGEMENT Dal punto di vista della progressione didattica riabilitativa, solo al momento della scomparsa dei segni clinici, come gonfiore e dolore, possono iniziare movimenti attivi terapeutici a full range of motion (ROM). Per Jackson [1] il trattamento funzionale, che prevede tra l’altro un carico immediato, è oggi il trattamento di elezione per le distorsioni di caviglia di 1° grado. Nel caso di un’entità lesiva di 2° grado, le strategie d’intervento terapeutico sono conclamate, più protettive, valutabili per tempistiche e indirizzi in relazione al quadro clinico. Per quanto riguarda le lesioni inquadrabili come di 3° grado, è aperto il dibattito in letteratura sulle scelte terapeutiche, ovvero la “questions” è: il trattamento deve essere di tipo conservativo o chirurgico? La maggior parte degli atleti che incorrono in distorsioni in inversione della caviglia recuperano, se riabilitati efficacemente, senza effetti collaterali. Altri atleti, per trattamenti terapeutici impropri, sviluppano dolore cronico e stiffness, gonfiore e distorsioni ricorrenti, con un’instabilità della stessa articolazione. L’incidenza di sintomi persistenti dopo un episodio iniziale di lesione della caviglia, varia dal 10% al 60% e per una durata di circa 2 anni dall’episodio iniziale. Gli studi disponibili riguardo la riabilitazione delle instabilità croniche della caviglia si concentrano su una larga varietà di esercizi e programmi, ma anche sulla differenziazione tra instabilità funzionale e instabilità meccanica. Studi presenti in letteratura hanno evidenziato aspetti multifattoriali che concorrono a un’instabilità cronica. Alcuni ricercatori si sono concentrati sui


Focus: caviglia

deficit di forza presenti nei muscolo peroneali o sui deficit propriocettivi; altri hanno identificato deficit del picco di momento di forza concentrica ed eccentrica dei muscoli eversori. Altri ancora hanno riscontrato un deficit della flessione plantare e dorsale. In ogni caso, è vero che i muscoli eversori possono contrastare uno stress in varo, così come una stabilizzazione dinamica può essere realizzata solamente attraverso una contrazione coordinata di tutti i muscoli circostanti. Questa coordinazione comporterebbe l’intervento di regimi di contrazione concentrica, eccentrica e isometrica, attraverso un movimento sinergico di tutte le

unità di muscolo-tendine circostanti al complesso articolare della caviglia. Training propriocettivi sono, nella pratica clinica, la primaria strategia riabilitativa proposta nella gestione delle instabilità croniche. Vista la variabilità delle strategie terapeutiche proposte, è nostra opinione che un programma di recupero funzionale individualizzato non possa essere istituito senza conoscere la storia clinico-riabilitativa precedente.

IL RUOLO ECCENTRICO DEI PERONEI NELLE INSTABILITÀ DI CAVIGLIA Bonnin [2] nel 1950 fu il primo a indicare che la frequenza di distorsio16

ni di caviglia dipende da un alterato controllo neuromuscolare, così come Cyriax [3] è uno degli autori che identifica nella debolezza dei muscoli peronieri la causa ricorrente di distorsioni di caviglia. Risulta chiaro, nel ragionamento terapeutico, che i “riflessi peroneali” sono considerati i primi meccanismi di protezione dinamica del movimento di inversione: in uno studio di Bosein [4], su 133 distorsioni di caviglia, venne riportato che una debolezza dei legamenti peroneali era il fattore più significativo, predittivo, di incidenza a ulteriori distorsioni ricorrenti. Questo, secondo l’autore, evidenziò che la restrizione delle abilità di controllo era il risultato di un overstretching dei muscoli peroneali, e/o atrofia da disuso, o entrambi. Kaminski [5] e altri riscontrarono un decremento dei livelli di forza eccentrica del gastrosoleo. Stessa cosa riscontrò Schrader [6], che evidenziò come, nel movimento di dorsi-flessione in atleti con caviglia instabile, fosse presente un deficit del picco di forza. Il decremento di questi livelli di espressività muscolare potrebbe essere il risultato di un’inibizione del gruppo gastrocnemio-soleo durante la fase acuta della distorsione, o di una deafferentazione successiva, recettoriale e persistente del complesso muscolo tendineo, dovuta all’instabilità. Studi elettromiografici evidenziano come, durante attività sportive (running, cutting, jump’s), l’attività eccentrica svolga un importante ruolo di “modulatore propriocettivo”, atto a minimizzare le forze tra il terreno e il complesso struttura cavigliapiede. I livelli di forza eccentrica del peroneo lungo e breve sono estremamente importanti nell’assorbire lo stress, in inversione, durante le gestualità tecnico sportive. Il mantenimento di questi livelli post-trauma diventa essenziale sia per le strategie preventive che per mantenere le abilità tecnico-atletiche specifiche. È utile anche ricordare


Focus: caviglia

che una stabilizzazione dinamica articolare della caviglia è realizzata attraverso una co-contrazione dei muscoli che circondano l’articolazione, così come l’utilizzo di esercizi con elastic tubing può stimolare una maggiore attività eccentrica e una maggiore attività stabilizzatrice rispetto ad altre esercitazioni. Di conseguenza, atleti che presentano un’inabilità nella co-contrazione muscolare possono essere suscettibili a ulteriori inabilità, elevando i rischi di lesioni. Questa incidenza risulta consequenziale anche a un decremento dell’attività coordinativa intermuscolare. Su questo substrato, lo stress eccessivo legato alla ripetitività gestuale tecnico-atletica, predispone l’atleta spesso a ulteriori lesioni. La valutazione dei rapporti tra agonista e antagonista sono enfatizzati per rispondere a una valutazione funzionale della disabilità e comparare l’equilibrio e/o disequilibrio all’interno di una valutazione clinica e funzionale più ampia. Ovvero: la determinazione dei valori isocinetici di picco di forza può indicare report funzionali sullo status del complesso muscolare dell’arto inferiore e in particolar modo della gamba. Questo permette di fare una diagnosi funzionale per poter stabilire le strategie di mantenimento all’interno degli allenamenti quotidiani. A tal proposito, una varietà di lavori funzionali/sportivi sono stati sviluppati per simulare, in un ambiente controllato, le azioni e forze imposte sull’articolazione della caviglia durante attività agonistiche. In particolare, “Agility Test” può offrire una valutazione quantitativa relativa alla performance funzionale; “Co-contraction Test” esalta l’abilità nel controllare le forze rotazionali sulla caviglia, presenti durante manovre di cutting; “Shuttle Run” riproduce le abilità atletiche di accelerazione e decelerazione presenti in tutti gli sport, così come “Agility hop test” stimola i processi propriocettivi e di coordinazione.

CONCLUSIONI I traumi distorsivi della caviglia rimangono per incidenza al primo posto in numerosi sport. La necessità di una rapida ripresa sportiva, spesso comporta trattamenti e strategie clinico terapeutiche accelerate, che possono confluire in esiti spesso estremamente invalidanti per l’espressività tecnico atletica. Molti ricercatori hanno esaminato gli effetti di vari regimi di training sulle instabilità croniche di caviglia, concentrandosi su una varietà larga di esercizi e programmi. Molti esperti hanno esaltato l’importanza dei training propriocettivi/coordinativi, riscontrando significativi miglioramenti sulla forza e sulla modulazione della stessa. Altri hanno enfatizzato il ruolo eccentrico dei peronieri e la loro importanza sia nella prevenzione che nella gestione terapeutica delle instabilità croniche della caviglia. L’associazione tra training propriocettivi in combinazione con abbinate strategie di forza dei muscoli della gamba, può supportare l’atleta con un’instabilità cronica della caviglia.

BIBLIOGRAFIA 1. Jackson DW, Ashley RL, Powell JW. Ankle sprains in young athletes. Relation of severity and disability. Clin Orthop 1974 2. Bonnin, J G. Hafner Publishing Co; Darien, CT: 1950. Injuries to the Ankle 3. Cyriax, J. 8th ed. VOL. Bailliere Tindall; London, UK: 1982. Textbook of Orthopedic Medicine: Diagnosis of Soft Tissue Lesions 4. Bosien W R, Staples S, Russell S W. Residual disability following acute ankle sprains. J Bone Joint Surg Am. 5. Thomas W. Kaminski and Heather D. Hartsell† Factors Contributing to Chronic Ankle Instability: A Strength Perspective J Athl Train. 2002 Oct-Dec 6. Schrader, J. Concentric and Eccentric Muscle Function in Normal and Chronically Sprained Ankles: Prevention Implications [dissertation] Bloomington, IN: Indiana University; 1993.

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ROSARIO D’ONOFRIO Dottore fisioterapista, diplomato ISEF, Master in Posturologia presso l’Università La Sapienza di Roma, è stato fisioterapista della Nazionale Italiana di Pallamano Senior A maschile e della Nazionale Italiana di Basket Femminile senior A. Preparatore atletico e allenatore, è responsabile recupero atleti infortunati della SS Calcio Napoli. Ha pubblicato a oggi oltre 146 lavori scientifici, su riviste nazionali di interesse specifico nel campo della rieducazione e riabilitazione dello sport e della preparazione atletica; su questi stessi temi ha relazionato a oltre 60 Congressi Nazionali e a 13 Congressi Regionali, come “Invited Lecture”. È professore a contratto, docente di Riprogrammazione Motoria e Performance Sportiva, CdL Magistrale in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate, Corso di Laurea in Scienze Motorie, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Roma Tor Vergata.


Focus: caviglia

Rottura del tendine d'Achille di Riccardo Gambaretti tratto da “Casi clinici in palestra - 3° serie”

Capita spesso che in palestra si presentino all’attenzione dell’istruttore o del personal trainer dei casi particolari, in cui il soggetto è portatore di patologie che in palestra devono essere affrontate con particolare cautela e solide conoscenze. Il lavoro dell’operatore, in questi casi, senza avere alcuna connotazione riabilitativa, si carica comunque di responsabilità. Per questo è importante stabilire un metodo di studio e lavoro che consenta di affrontare con serenità e competenza anche le situazioni più complesse, individuando nel contempo i propri ambiti d’intervento e i limiti operativi. 18


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tendini sono dei trasduttori di forza che trasferiscono la contrazione muscolare all’osso determinandone il movimento. Il tendine ha capacità elastiche abbastanza limitate e possibilità di rinnovamento relativamente ridotte rispetto ad altre strutture dell’apparato locomotore, a causa della peculiare vascolarizzazione. Alcuni tendini (capo lungo del bicipite, cuffia dei rotatori, achilleo) sono maggiormente soggetti a usura nel corso degli anni, in seguito all’uso che ne viene fatto (lavoro, sport). Si ritiene che un tendine non degenerato (non invecchiato) non sia soggetto a rottura, salvo che in seguito a trauma diretto. Nel caso dell’achilleo, a volte succede che lo sforzo del tricipite surale in fase di spinta produca una tensione superiore a quella sopportabile dalle fibre tendinee e l’achilleo cede. Da questo momento in poi la flessione plantare è impossibile, così come lo è camminare in punta di piedi. La diagnosi è sostanzialmente clinica poiché, oltre all’anamnesi, si può palpare un’interruzione del tendine d’Achille nel punto in cui si è rotto. Nell’immediato, un’ecografia confermerà il sospetto. Alla riparazione chirurgica tramite intervento di tenorrafia (sutura del tendine), segue un periodo di riposo con uno speciale tutore per diverse settimane; quindi viene concessa la mobilizzazione della caviglia e l’appoggio del piede nel cammino con l’aiuto delle stampelle. In genere, dopo un paio di mesi dall’intervento, si abbandonano le stampelle. In questa fase la caviglia è quasi rigida e il polpaccio diminuito di diametro, soprattutto se, alla rimozione del tutore, non si esegue nessuna riabilitazione specifica.

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INFORMAZIONI NECESSARIE PER TRATTARE IL CASO È importante valutare alcuni parametri prima di intraprendere qualunque esercizio: 1. la motilità della caviglia è completa? 2. se è limitata, di quanto?

3. esiste un margine di recupero della motilità e della muscolatura? Per riuscire a sviluppare il tricipite surale dobbiamo avere una completa flessione plantare del piede. A seguito dell’intervento il tendine d’Achille è relativamente più corto e più spesso; pertanto può essere relativamente meno elastico. Questo può compromettere un recupero muscolare non solo dell’achilleo, ma anche degli estensori del piede (tibiale anteriore, estensore proprio dell’alluce e comune delle dita). La valutazione del deficit di flessione plantare e di flessione dorsale deve essere effettuata sia mediante un goniometro articolare, sia in confronto con l’altra caviglia, al fine di annotarne le differenze. Bisogna inoltre stabilire le dimensioni del polpaccio mediante la misura del suo diametro rispetto al controlaterale. Solitamente, si prende come punto di riferimento l’apofisi tibiale anteriore e si segna un punto con la penna come riferimento a 5 cm da essa, in direzione della caviglia: questo è il repere a livello del quale andrà eseguita la prima misurazione e tutte quelle successive.

Immagine anatomica della zona posteriore di una gamba destra. Sono evidenziati i muscoli che formano il tricipite della sura costituito dal muscolo soleo sul piano profondo e dai muscoli gemelli, o gastrocnemi, sul piano superficiale. Fra questi due piani scorre il tendine del muscolo plantare gracile, visibile in figura. Tutti i muscoli nominati confluiscono nel tendine d’Achille.

OBIETTIVI Gli obiettivi sono: - restituire motilità alla caviglia; - restituire elasticità al tendine d’Achille; - restituire forza e tono al polpaccio. La riduzione di escursione della caviglia impedisce un movimento completo del passo, causando spesso zoppia. Il passo è composto da tre fasi: 1. appoggio del calcagno; 2. appoggio del bordo laterale della pianta; 3. spinta dell’alluce. La diminuzione di efficacia delle fasi 1 e 3 determina zoppia. Non bisogna dimenticare che si tratta di un tendine riparato chirurgicamente. Pertanto, non si devemai forzare, ma sempre assecondare il soggetto che indicherà l’eventuale insorgenza di dolore. Lo stretching è importante, ma non va 19

Immagine schematica di una rottura del tendine d’Achille o tendine calcaneale. Esso risulta dalla fusione dei tendini del muscolo soleo, dei gemelli e del muscolo plantare gracile. A seguito della rottura del tendine d’Achille non è più possibile la flessione plantare del piede, azione principale del tricipite della sura che, grazie alla biarticolarità dei gastrocnemi, è anche flessore della gamba sulla coscia.


Focus: caviglia

basso carico. La corsa è permessa dopo un totale recupero della forza e della motilità della caviglia e non prima di 3-4 mesi dall’intervento. Infine, può essere utile l’uso delle tavolette da propriocettiva, quando residuino segni di instabilità della caviglia. Esercizi sconsigliati sono sostanzialmente quelli che sottoporrebbero a grossi carichi il tendine d’Achille e la caviglia, quali: - pressa con spinta finale per i tricipiti; - calf in piedi; - squat.

CONTROLLO DEGLI OBIETTIVI

spinto ai limiti poiché il tendine potrebbe reagire con un’infiammazione e diventare difficile da allenare.

ESERCIZI CONSIGLIATI E SCONSIGLIATI Il recupero della motilità della caviglia può avvenire passivamente, utilizzando una corda o un telo passato intorno alla punta del piede e stimolando il soggetto a tirare verso di sé. Al termine della fase di trazione, si stimola a spingere contro il telo effettuando una piccola resistenza con lo stesso. Oppure, si può utilizzare la cyclette abbassando la sella in modo da forzare l’uso in flessione della caviglia. In questa fase iniziale non ha importanza né la corretta esecuzione della pedalata, né la forza espressa nella pedalata, bensì l’escursione della caviglia che deve avvenire senza compensi

da parte del ginocchio e dell’anca. Se questi si manifestano, è necessario modificare l’altezza della sella fino a escluderli. In una fase più avanzata è possibile utilizzare gli elastici a tensione graduata per gli esercizi di spinta e di trazione del piede. Lo stretching dovrebbe essere utilizzato in fase centrale e finale (a muscolo caldo) della tabella; deve essere delicato, senza strappi e continuo superando, anche se di poco, la soglia del dolore. Il potenziamento muscolare avviene in principio con la cyclette, permettendo una pedalata in punta di pedale. Con particolari accorgimenti (per esempio una staffa sul pedale) è possibile eseguire un movimento asimmetrico, stimolando maggiormente il lato ipotrofico. Lo stesso può essere eseguito mediante il calf seduto a 20

Il controllo degli obiettivi avviene misurando l’escursione della caviglia con il goniometro, in relazione alla misurazione d’ingresso. A questo proposito è opportuno segnalare che non sempre si è in grado di recuperare totalmente la differenza tra le caviglie: quando tale differenza persiste per 2 mesi, è da considerarsi stabilizzata. La misurazione del polpaccio darà l’esatta dimensione del recupero muscolare oggettivo. Quello soggettivo è rappresentato da una maggiore sicurezza nell’uso della caviglia a tal punto da iniziare a forzare a nostra insaputa.

CASI CLINICI IN PALESTRA VOL. 3 Come l’istruttore deve affrontare le patologie che gli si possono presentare in palestra. Una serie di 5 volumi in cui i casi più frequenti sono analizzati con un metodo standard: anamnesi, descrizione della patologia, esame motorio, obiettivi e linee guida del protocollo, con gli esercizi consigliati e quelli da evitare, controllo finale. Nel volume 3, di Riccardo Gambaretti, medico ortopedico: frattura di omero in un bodybuilder, pubalgia, rottura del menisco del ginocchio, instabilità di spalla, piede piatto e 10 altri casi. Alea Edizioni


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CORSI 1° livello FITNESS TRAINER Iscrizioni Quanto costa: 479 euro entro il 30 giugno; 519 euro entro il 31 luglio; 559 euro entro il 30 settembre; 599 euro per iscrizioni successive. Prezzi Iva inclusa. La quota è comprensiva di: - 30 euro di iscrizione alla scuola (validità annuale) - accesso alle lezioni - materiale didattico, dispense ad ogni lezione - esame per il conseguimento della certificazione di Istruttore di Fitness Trainer - nel caso la certificazione non venga conseguita al primo esame è previsto un secondo esame gratuito alla sessione successiva. Modalità di pagamento - Versamento postale: Conto corrente postale n° 26993204 Intestato ad Alea Edizioni, via Sapeto, 5 20123 Milano - Bonifico bancario: CC 48054 intestato a: Alea Edizioni Banca Popolare di Milano Ag. 7 Codice IBAN: IT 43 Q 05584 01607 000000048054 Inviare via fax al n°0258111116, o via mail a infoscuola@professionefitness.com, la fotocopia della ricevuta del versamento con il nome dell´iniziativa scelta e i dati personali completi di un recapito telefonico e un'e-mail (codice fiscale e/o partita IVA obbligatori).

Milano, da sabato 20 ottobre a sabato 9 febbraio 13 giornate a tempo pieno 58esima edizione del corso che più di tutti ha consolidato negli anni l’immagine della Scuola di Professione Fitness. Su una base di conoscenza completa e polivalente, costruisce gli strumenti per affrontare la realtà diversificata delle attività in palestra.

A chi è rivolto? A tutti gli appassionati di fitness. Sempre più numerosi i diplomati ISEF e i laureati in scienze motorie scelgono questo corso per il completamento della loro preparazione specifica in ambito fitness.

PROGRAMMA Parte teorico-scientifica - Anatomia umana dell’apparato locomotore - Anatomia funzionale - Fisiologia della contrazione muscolare e metabolismo energetico - Biomeccanica del movimento - Biomeccanica irrazionale - Studio degli attrezzi e delle loro modalità di utilizzo - Analisi dei frequentatori del club - Tecniche e metodologie d’allenamento - I paramorfismi - Alimentazione - Doping - Anamnesi motoria - Il recupero funzionale dell’atleta infortunato

Laboratori di anatomia e seminari tecnici con la visione di supporti video. Come lavorare su: - addominali e paravertebrali - cingolo scapolare - pettorali e dorsali - arti superiori - arti inferiori - Cenni di ginnastica correttiva, antalgica e stretching - Come costruire un programma d’alle-

namento - Allenamento cardiovascolare - Esame obiettivo motorio

Durata del corso Il corso è articolato in 13 incontri di una giornata ciascuno, con lezioni teoriche, laboratori di anatomia e seminari tecnici con l'utilizzo di supporti multimediali. Le lezioni si svolgono sempre di sabato, a partire da sabato 20 ottobre, con cadenza settimanale. È necessario frequentarne almeno l'80% per poter accedere all'esame di fine corso per conseguire la certificazione di Istruttore di Fitness Trainer. Orari - inizio lezioni ore 10 - break di dieci minuti ore 11,30 - pausa pranzo di 30 minuti ore 13 - fine lezione ore 17. Dove: Milano, Sala De Amicis Via De Amicis, 17 . Via de Amicis 17 è in zona centrale a 600 m. da piazza del Duomo. Si consiglia di venire con i mezzi pubblici, eventualmente parcheggiando l'auto presso una fermata qualsiasi del metro. linea metro 2 verde : fermata Sant'Ambrogio. Esame: sabato 16 febbraio; quiz a risposta multipla, colloquio orale e prova pratica.

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PERSONAL TRAINER

CORSI 2° livello Iscrizioni

Milano, da sabato 20 ottobre a domenica 16 dicembre. 7 weekend a tempo pieno Il personal trainer come operatore motorio, referente psicologico e imprenditore. Il corso, giunto alla 32° edizione, affronta argomenti tecnici, comunicativi, gestionali e di marketing. L’obiettivo è ottimizzare le risorse personali per gestire con successo una moderna libera professione.

A chi è rivolto? A tutti i diplomati ISEF, i laureati in scienze motorie o fisioterapia con esperienza di istruttori e a tutti gli istruttori e preparatori atletici con un diploma valido rilasciato da una federazione.

PROGRAMMA Definizione e ambito di lavoro Caratteristiche personali, target di riferimento, qualificazione professionale, gestione del tempo. Come operare nei club e nelle abitazioni private. Aspetti chinesiologici e posturali Basi scientifiche della chinesiologia e dell’analisi posturale. Valutazione e impostazione di un protocollo di lavoro tipo. Composizione corporea, antropoplicometria Cos’è l’antropoplicometria. Procedura delle misurazioni plicometriche. Rilevazioni e descrizione delle circonferenze. Body Mass Index (BMI). Body Fat Index (BFI) Indice Globale di Rischio (GRI) Basic Life Support (BLS) Modalità di primo soccorso, manovre di salvataggio e prove pratiche. Educazione alimentare Il principio biologico della regolazione: l’omeostasi come legge del vivente. Un’alimentazione a basso indice e carico glicemico. Malattie metaboliche e malattie infiammatorie. Alimentazione e fabbisogni specifici. L’educazione alimentare e le linee guida generali. Test di valutazione funzionale I nuovi FIX metabolici. Controindicazioni e limiti Protocolli di intervento in presenza di ipertensione, cardiologia, diabete, asma. Strategie di marketing Proposte pratiche per mettere sul mercato il servizio di personal training. Strumenti di fitness marketing di base,

passaparola organizzati, analisi del mercato, ricerca della clientela, comunicazione e rapporto cliente-trainer, capacità di autopromozione. Aspetti fiscali e legali Il libero professionista, apertura della partita IVA, tenuta dei libri contabili, pagamento delle tasse. Responsabilità professionale e legale, assicurazione.

Durata del corso Il corso è articolato in 7 incontri di una giornata ciascuno, con lezioni teoriche e pratiche, ragruppati in tre fine settimana, a partire da sabato 20 ottobre. È necessario frequentare almeno l'85% delle lezioni per poter accedere agli esami di fine corso per la qualifica di Personal trainer. Orari - inizio lezioni ore 10 - break di dieci minuti ore 11,30 - pausa pranzo di 30 minuti ore 13 - fine lezione ore 17. Dove: Milano, Sala De Amicis Via De Amicis, 17. Via de Amicis 17 è in zona centrale a 600 m. da piazza del Duomo. Si consiglia di venire con i mezzi pubblici, eventualmente parcheggiando l'auto presso una fermata qualsiasi del metro. Linea metro 2 verde: fermata Sant'Ambrogio. Esame: sabato 12 gennaio; quiz a risposta multipla e discussione della tesi.

Quanto costa: 479 euro entro il 30 giugno; 519 euro entro il 31 luglio; 559 euro entro il 30 settembre; 599 euro per iscrizioni successive. Prezzi Iva inclusa. La quota è comprensiva di: - 30 euro di iscrizione alla scuola (validità annuale) - accesso alle lezioni - materiale didattico, dispense ad ogni lezione - esame per il conseguimento della certificazione di Personal Trainer - nel caso la certificazione non venga conseguita al primo esame è previsto un secondo esame gratuito alla sessione successiva. Modalità di pagamento - Versamento postale: Conto corrente postale n° 26993204 Intestato ad Alea Edizioni, via Sapeto, 5 20123 Milano - Bonifico bancario: CC 48054 intestato a: Alea Edizioni Banca Popolare di Milano Ag. 7 Codice IBAN: IT 43 Q 05584 01607 000000048054 Inviare via fax al n°0258111116, o via mail a infoscuola@professionefitness.com, la fotocopia della ricevuta del versamento con il nome dell´iniziativa scelta e i dati personali completi di un recapito telefonico e un'e-mail (codice fiscale e/o partita IVA obbligatori).

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OPERATORE DI FITNESS METABOLICO

Iscrizioni Quanto costa: 720 euro Iva inclusa. La quota comprende: - l'iscrizione alla scuola - l'opera completa - 1 Workshop tecnico - l'esame finale (a Milano) per conseguire la certificazione. È possibile ottenere più certificazioni con la stessa opera. Per qualsiasi ulteriore informazione contattare la segreteria corsi al numero 02.58112828 Esame: colloquio orale. Modalità di pagamento - Versamento postale: Conto corrente postale n° 26993204 Intestato ad Alea Edizioni, via Sapeto, 5 20123 Milano - Bonifico bancario: CC 48054 intestato a: Alea Edizioni Banca Popolare di Milano Ag. 7 Codice IBAN: IT 43 Q 05584 01607 000000048054 Inviare via fax al n°0258111116, o via mail a infoscuola@professionefitness.com, la fotocopia della ricevuta del versamento con il nome dell´iniziativa scelta e i dati personali completi di un recapito telefonico e un'e-mail (codice fiscale e/o partita IVA obbligatori).

Corso a distanza. L'apprendimento è supportato da un servizio di assistenza on line e completato da una giornata di Workshop tecnico Questo corso permette di raggiungere obiettivi operativi altamente specialistici, fornendo le basi necessarie teoriche e pratiche per realizzare percorsi motori personalizzati in sicurezza per la sindrome metabolica. Il corso si sviluppa in un'opera composta da un volume + 8 DVD multimediali con contributi tecnici: - audio mp3 con registrazioni e approfondimenti verbali; - video con filmati didattici e tecnici; - immagini a supporto dei testi; - testi con documenti interi o recensiti; - presentazioni con grafici e tabelle. Docente: Alessandro Lanzani

A chi è rivolto? A tutti i diplomati ISEF, i laureati in scienze motorie o fisioterapia con esperienza di istruttori e a tutti gli istruttori e preparatori atletici con un diploma valido rilasciato da una federazione.

CONTENUTI Strumenti tecnici - Accreditamento istituzionale. - I soggetti metabolici: definizione delle principali parole chiave; sedentarismo e malnutrizione da eccesso, stili di vita. - Alfabetizzazione motoria, Fitness metabolico e Fitness terapia: tre livelli per un nuovo stile di vita. - Equilibrio funzionale, allenamento funzionale: la gara della vita quotidiana. - Fitness metabolico e diabete. - Fitness metabolico e obesità, sovrappeso, anoressia e bulimia (strategie integrative nel centro fitness). - Fitness metabolico e ipertensione, malattie cardiovascolari. - Fitness metabolico e apparato locomotore: artrosi e osteoporosi. - Classificazione, approccio psicologico e fidelizzazione del soggetto metabolico. - Classificazione e approccio dei soggetti sedentari, motori, sportivi, e agonisti. - Selezione e abstract della più recente bibliografia scientifica internazionale sul fitness metabolico. - Aspetti di marketing e gestionali: co-

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me si vende il fitness metabolico e con quali “pacchetti servizio”. - Formazione per lo staff di vendita: inquadramento generale.

Step operativi - Inquadramento del soggetto e anamnesi metabolica: un metodo di sicurezza per l'operatore e il soggetto metabolico; - gli strumenti di misura: dai test tradizionali dello sport ai Fix metabolici specifici; il tempo zero; - le misure sicure per la gestione dei metabolici; - strumenti di lavoro e unità motorie metaboliche; - programmazione dell'attività motoria; - insegnamento dell'attività motoria; - strumenti di fidelizzazione: il passaporto metabolico;

Esempi pratici - Come strutturare le prime ore di lavoro con i soggetti metabolici - Monitoraggio e verifica dei risultati - Codice deontologico - Manifesto del fitness metabolico.

ATTENZIONE: I DVD SONO FRUIBILI SOLO SU PERSONAL COMPUTER E NON SU MACINTOSH

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MASTER PER OPERATORE DI FITNESS METABOLICO

workshop tecnico Iscrizioni

Padova: 1, 15 e 29 giugno Milano: 8, 22 giugno e 6 luglio Master di 3 giorni. È possibile partecipare anche alla singola giornata Partendo dalla revisione e dall’aggiornamento del corso a distanza, proponiamo, come novità assoluta, il Master per operatore di Fitness Metabolico, che consente di conoscere e acquisire questa metodica operativa con una modalità meno impegnativa rispetto al corso integrale. Il Master si sviluppa su tre incontri monografici di tre ore ciascuno, svolte di pomeriggio; è possibile partecipare anche a un singolo incontro, ma solo chi segue il percorso completo riceverà l’attestato di partecipazione.

A chi è rivolto? A tutti gli operatori del settore fitness, istruttori e personal trainer, che abbiano consolidato una buona esperienza lavorativa, a laureati in Scienze Motorie e fisioterapisti.

PROGRAMMA Prima giornata - La sindrome metabolica: differenze fisiologiche correlate all’attività fisica dei soggetti affetti da sindrome metabolica. La curva di regressione delle qualità motorie Diabete, Obesità, ipercolesterolemia, Ipertensione. - I compiti e i limiti dell’operatore di fitness metabolico. - Le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. - Anamnesi metabolica, il metodo e l’applicazione; la suddivisione in classi di rischio e la somministrazione dei carichi di lavoro appropriati.

Seconda giornata - Dai test ai fix metabolici : dai test performanti ai fix qualitativi e relazionali. - I fix cardiovascolari: il punto zero, la sicurezza la ripetibilità nel tempo. - I fix di forza: forza assoluta e forza relativa; gli obiettivi di forza nel soggetto metabolico; ambiente motorio, imprevisto motorio. Successo motorio. - I fix di mobilità e i fix di coordinazione. - Strumenti per la gestione e la definizione degli obiettivi: Il body max index, il body fat index, il GRI (Global Risk Index).

Terza giornata - Le unità motorie per la gestione del tempo motorio. - Il metodo di applicazione e lo start up con il soggetto metabolico. - Obiettivi controllo dei dati: il passaporto metabolico. - Elementi di marketing per il centro fitness e per i personal trainer. - La gestione del rapporto con i medici.

Quanto costa: 100 euro per la singola giornata; 270 euro per le tre giornate. Prezzi Iva inclusa. La quota è comprensiva di: - accesso alle lezioni - materiale didattico - attestato di partecipazione (solo per chi acquista il pacchetto completo di tutti e tre gli incontri). A tutti gli iscritti al master verrà fatto omaggio di una card di 20 crediti per l’accesso ai contenuti professionali della piattaforma web: www.fitmededu.com Modalità di pagamento - Versamento postale: Conto corrente postale n° 26993204 Intestato ad Alea Edizioni, via Sapeto, 5 20123 Milano - Bonifico bancario: CC 48054 intestato a: Alea Edizioni Banca Popolare di Milano Ag. 7 Codice IBAN: IT 43 Q 05584 01607 000000048054 Inviare via fax al n°0258111116, o via mail a infoscuola@professionefitness.com, la fotocopia della ricevuta del versamento con il nome dell´iniziativa scelta e i dati personali completi di un recapito telefonico e un'e-mail (codice fiscale e/o partita IVA obbligatori).

Durata del corso Il Master si sviluppa su tre incontri monografici di tre ore ciascuno. È possibile partecipare anche a un singolo incontro, ma solo chi segue il percorso completo riceverà l’attestato di partecipazione. Orari - dalle 15,00 alle 18,00 Dove: Busa di Vigonza (Padova), presso la palestra Emmecento, via Regia, 88 Milano, Via Orseolo, 3 presso la sede della Scuola di Professione Fitness. Linea metro 2 verde: fermata Sant'Agostino

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master e stage

MASSAGGIO SPORTIVO MASSAGGIO MIOFASCIALE MASSAGGIO SPORTIVO

Iscrizioni Quanto costa: 319 euro entro il 30 giugno; 359 euro entro il 31 luglio; 399 euro entro il 30 settembre; 439 euro per iscrizioni successive. Prezzi Iva inclusa. La quota è comprensiva di: - 30 euro di iscrizione alla scuola (validità annuale) - accesso alle lezioni - materiale didattico - attestato di partecipazione Modalità di pagamento - Versamento postale: Conto corrente postale n° 26993204 Intestato ad Alea Edizioni, via Sapeto, 5 20123 Milano - Bonifico bancario: CC 48054 intestato a: Alea Edizioni Banca Popolare di Milano Ag. 7 Codice IBAN: IT 43 Q 05584 01607 000000048054 Inviare via fax al n°0258111116, o via mail a infoscuola@professionefitness.com, la fotocopia della ricevuta del versamento con il nome dell´iniziativa scelta e i dati personali completi di un recapito telefonico e un'e-mail (codice fiscale e/o partita IVA obbligatori).

Milano, sabato 27 ottobre, sabato 10 e 24 novembre - 3 giornate a tempo pieno Master di tre giorni, accessibile preferibilmente a personal trainer, diplomati Isef e laureati in Scienze Motorie, fisioterapisti e medici. Questo master fornisce tutte le conoscenze necessarie per ottimizzare la prestazione attraverso il massaggio e per guidare l’atleta verso il pieno recupero funzionale da eventi traumatici acuti e cronici.

A chi è rivolto? Accessibile preferibilmente a personal trainer, diplomati Isef e laureati in scienze motorie, fisioterapisti e medici.

PROGRAMMA

Durata del corso

- Aspetti fisiologici e meccanismo d’azione del massaggio. - Indicazioni e controindicazioni. - Periodizzazione e finalità del massaggio sportivo. - Esame del paziente - Tecniche del massaggio - Trattamento del rachide cervicale, del tronco, del bacino e degli arti.

Il corso è articolato in 3 incontri di una giornata ciascuno, con lezioni teoriche e pratiche. Le lezioni si svolgono sempre di sabato, nelle date: 27 ottobre, 10 e 24 novembre Orari - inizio lezioni ore 10 - break di dieci minuti ore 11,30 - pausa pranzo di 30 minuti ore 13 - fine lezione ore 17.

MASSAGGIO MIOFASCIALE Milano, sabato 1 dicembre una giornata a tempo pieno Questo stage di una giornata fornisce tutte le conoscenze necessarie per ottimizzare la prestazione attraverso il massaggio e per guidare l'atleta verso il pieno recupero funzionale da eventi traumatici acuti e cronici.

A chi è rivolto? Accessibile preferibilmente a personal trainer, diplomati Isef e laureati in scienze motorie, fisioterapisti e medici.

PROGRAMMA

Durata del corso

- Anatomia e topografia della fascia. - Fisiologia, patologia e sintomatologia della fascia. - Tecniche di base, trattamento preliminare, globale, segmentario. - Tecniche avanzate di detensionamento miofasciale, i punti trigger, tecniche profonde e traverse, tecniche combinate.

Il corso si svolge in una giornata Orari - inizio lezioni ore 10 - break di dieci minuti ore 11,30 - pausa pranzo di 30 minuti ore 13 - fine lezione ore 17.

Iscrizioni Quanto costa: 139 euro entro il 30 giugno; 179 euro entro il 31 luglio; 219 euro per iscrizioni successive. Prezzi Iva inclusa. La quota è comprensiva di: - 30 euro di iscrizione alla scuola (validità annuale) - accesso alle lezioni - materiale didattico - attestato di partecipazione Modalità di pagamento - Versamento postale: Conto corrente postale n° 26993204 Intestato ad Alea Edizioni, via Sapeto, 5 20123 Milano - Bonifico bancario: CC 48054 intestato a: Alea Edizioni Banca Popolare di Milano Ag. 7 Codice IBAN: IT 43 Q 05584 01607 000000048054 Inviare via fax al n°0258111116, o via mail a infoscuola@professionefitness.com, la fotocopia della ricevuta del versamento con il nome dell´iniziativa scelta e i dati personali completi di un recapito telefonico e un'e-mail (codice fiscale e/o partita IVA obbligatori).

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master e stage

VALUTAZIONE POSTURALE

COMPOSIZIONE CORPOREA E ANTROPOPLICOMETRIA

VALUTAZIONE POSTURALE Iscrizioni Quanto costa: 139 euro entro il 30 giugno; 179 euro entro il 31 luglio; 219 euro per iscrizioni successive. Prezzi Iva inclusa. La quota è comprensiva di: - 30 euro di iscrizione alla scuola (validità annuale) - accesso alle lezioni - materiale didattico - attestato di partecipazione Modalità di pagamento - Versamento postale: Conto corrente postale n° 26993204 Intestato ad Alea Edizioni, via Sapeto, 5 20123 Milano - Bonifico bancario: CC 48054 intestato a: Alea Edizioni Banca Popolare di Milano Ag. 7 Codice IBAN: IT 43 Q 05584 01607 000000048054 Inviare via fax al n°0258111116, o via mail a infoscuola@professionefitness.com, la fotocopia della ricevuta del versamento con il nome dell´iniziativa scelta e i dati personali completi di un recapito telefonico e un'e-mail (codice fiscale e/o partita IVA obbligatori).

Milano, domenica 21 ottobre, una giornata a tempo pieno Saper analizzare e comprendere la postura di un soggetto è la tappa obbligata per elaborare un programma di allenamento davvero “personal”. Con questo stage vi impadronirete di uno strumento pratico di grande accuratezza, con uno sguardo alla psicologia.

A chi è rivolto? A tutti gli operatori del settore fitness. Personal Trainer, Laureati in scienze motorie, diplomati ISEF, Massofisiote-rapisti e istruttori di Fitness.

PROGRAMMA

Durata del corso

- Dal neonato all’anziano: la formazione e l’evoluzione delle curve rachidee. - La postura fisiologica del soggetto - Appoggio plantare ed effetti posturali. - Gli effetti del sistema muscolo-connettivale sull’apparato scheletrico. - Individuare le asimmetrie mediante la valutazione posturale. - Contrazione, contrattura e retrazione muscolare. I test. - Muscoli agonisti, antagonisti e sinergici. - Esercitazioni pratiche di gruppo.

Il corso è articolato in 3 incontri di una giornata ciascuno, con lezioni teoriche e pratiche. Le lezioni si svolgono sempre di sabato, nelle date: 27 ottobre, 10 e 24 novembre Orari - inizio lezioni ore 10 - break di dieci minuti ore 11,30 - pausa pranzo di 30 minuti ore 13 - fine lezione ore 17.

COMPOSIZIONE CORPOREA e ANTROPOPLICOMETRIA Milano, sabato 17 novembre una giornata a tempo pieno Obiettivo della giornata di formazione è di fornire i contenuti pratici e teorici della misurazione corporea. La valutazione della composizione corporea è uno strumento utile per programmare e monitorare il lavoro fisico e gli obiettivi. È anche uno strumento di fidelizzazione perché aiuta il personal trainer a instaurare una relazione professionale di credibilità ed efficienza con i propri assistiti.

A chi è rivolto? A tutti gli operatori del settore fitness. Personal Trainer, Laureati in scienze motorie, diplomati ISEF, Massofisiote-rapisti e istruttori di Fitness..

PROGRAMMA

Durata del corso

- Cos’è l’antropoplicometria. - Procedura delle misurazioni plicometriche; rilevazioni e descrizione dei punti di repere per le pliche. - Rilevazioni e descrizione delle circonferenze. - Body Mass Index (BMI).

Il corso si svolge in una giornata Orari - inizio lezioni ore 10 - break di dieci minuti ore 11,30 - pausa pranzo di 30 minuti ore 13 - fine lezione ore 17.

Iscrizioni Quanto costa: 139 euro entro il 30 giugno; 179 euro entro il 31 luglio; 219 euro per iscrizioni successive. Prezzi Iva inclusa. La quota è comprensiva di: - 30 euro di iscrizione alla scuola (validità annuale) - accesso alle lezioni - materiale didattico - attestato di partecipazione Modalità di pagamento - Versamento postale: Conto corrente postale n° 26993204 Intestato ad Alea Edizioni, via Sapeto, 5 20123 Milano - Bonifico bancario: CC 48054 intestato a: Alea Edizioni Banca Popolare di Milano Ag. 7 Codice IBAN: IT 43 Q 05584 01607 000000048054 Inviare via fax al n°0258111116, o via mail a infoscuola@professionefitness.com, la fotocopia della ricevuta del versamento con il nome dell´iniziativa scelta e i dati personali completi di un recapito telefonico e un'e-mail (codice fiscale e/o partita IVA obbligatori).

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LA SCUOLA DI PROFESSIONE FITNESS DIPLOMI E ATTESTATI

MODALITÀ DI ISCRIZIONE

Ogni corso prevede un esame finale al quale potrai accedere frequentando almeno l’80% delle lezioni teoriche. Il voto che otterrai sarà espresso in centesimi: 60/100 è la votazione minima necessaria per ottenere il diploma rilasciato da Professione Fitness e riconosciuto da Uisp sport per tutti, comitato di Milano, ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI. A ogni master, frequentando almeno l’80% delle lezioni, otterrai un attestato di partecipazione rilasciato da Professione Fitness e riconosciuto da Uisp sport per tutti, comitato di Milano, ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI. Ogni stage è un’iniziativa monotematica di una giornata al termine della quale otterrai un attestato di partecipazione rilasciato da Professione Fitness e riconosciuto da Uisp sport per tutti, comitato di Milano, ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI.

La quota di partecipazione ai corsi comprende il materiale didattico, l’accesso alle lezioni e il diploma o attestato di partecipazione. Per iscriverti puoi venire di persona presso la nostra sede amministrativa in via Orseolo n°3 a Milano, oppure puoi scegliere una tra le seguenti modalità: • Versamento sul conto corrente postale n°26993204 intestato ad Alea Edizioni - via Sapeto 5, 20123 Milano • Bonifico bancario sul conto corrente n°48054 intestato ad Alea Edizioni- Banca Popolare di Milano Ag. 7 –IBAN IT 43 Q 05584 01607 00000 0048054; in entrambi i casi è necessario inviare via fax la fotocopia del versamento postale o del bonifico bancario segnalando il nome dell’iniziativa scelta, i dati personali, il codice fiscale, un recapito telefonico ed e-mail al fax n° 02.58111116. • Assegno bancario non trasferibile intestato ad Alea Edizioni, da inviare, unitamente al nome dell’iniziativa scelta, i dati personali, il codice fiscale, un recapito telefonico ed email, tramite posta prioritaria a Professione Fitness via Orseolo 3 - 20144 Milano.

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA Per ogni informazione la nostra segreteria organizzativa è sempre a tua disposizione. Ci trovi presso Professione Fitness in via Orseolo, 3 Milano. Il nostro numero di telefono è 0258112828, fax 0258111116, e-mail infoscuola@professionefitness.com. La fermata più vicina della metropolitana è MM S. Agostino sulla linea verde. Ci trovi dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 18.00

ANNULLAMENTI E RINUNCE La Scuola di Professione Fitness si riserva il diritto di annullare le iniziative in programma qualora non si raggiunga il numero minimo di iscritti, provvedendo in tal caso al rimborso totale delle quote già corrisposte. In caso di rinuncia, la Scuola di Professione Fitness provvederà al rimborso parziale della quota corrisposta secondo le modalità indicate nel sito www.professionefitness.com

I NOSTRI DOCENTI Alessandro Lanzani Direttore scuola Francesco Capobianco Responsabile scuola Davide Fogliadini Massofisioterapista, personal trainer Edoardo Lanzani Medico ortopedico, esperto in rieducazione funzionale Davide Girola Medico, esperto in riabilitazione cardiologica Roberto Dagani Laureato in scienze motorie, massofisioterapista Andrea Scala Laureato in scienze motorie, personal trainer,

Serenella Lattanzio Avvocato, esperta in normative tributarie Luca Mazzotti Dottore commercialista Andrea Medici Preparatore atletico, esperto in osteopatia Gianni Montagna Trainer, esperto in alimentazione e integrazione Andrea Gianesella Laureato in scienze motorie, Presenter di discipline musicali Francesca Degasperi Presenter di discipline musicali Corrado Ceschinellli Sociologo, naturopata, preparatore atletico ed esperto in comportamenti alimentari

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I CASI ANALIZZATI IN QUESTO VOLUME Distorsione di ginocchio nello sportivo Frattura di clavicola Rottura del legamento crociato posteriore Instabilità di rotula Sublussazione recidiva del capo lungo del bicipite brachiale Lussazione recidiva di spalla Osteoporosi in soggetto anziano Lassità legamentosa in giovane sportiva Ernia cervicale con limitazione funzionale Meniscectomia selettiva menisco mediale Instabilità minore di spalla Frattura terzo distale di tibia e perone

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La sesta serie di “Casi clinici in palestra” prosegue una delle collane di maggior successo del fitness professionale. Capita spesso che in palestra si presentino all’attenzione dell’istruttore o del personal trainer dei casi particolari, in cui il soggetto è portatore di patologie che in palestra devono essere affrontate con particolare cautela e solide conoscenze. Il lavoro dell’operatore, in questi casi, senza avere alcuna connotazione riabilitativa, si carica comunque di responsabilità. Per questo è importante stabilire un metodo di studio e lavoro che consenta di affrontare con serenità e competenza anche le situazioni più complesse, individuando nel contempo i propri ambiti d’intervento e i limiti operativi. I casi sono analizzati con un metodo standard: anamnesi, descrizione della patologia, esame motorio, obiettivi e linee guida del protocollo, con gli esercizi consigliati, quelli da evitare e il controllo finale. Casi clinici in palestra. Sesta serie – 12 nuovi casi Autori: Alessandro Lanzani e Michele Pitti Alea edizioni, maggio 2012 21 euro, 128 pagine

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alimentazione

Il benessere del futuro:

mentalità vincente ed eccellenze nutraceutiche di Corrado Ceschinelli www.corradoceschinelli.com

È sorprendente quanto l’uomo sia lontano dalla ragionevolezza del vivere, dalla realtà dei fenomeni; ed è altrettanto inimmaginabile quanto la conoscenza di cui disponiamo oggigiorno potrebbe restituirci in poco tempo benessere e vitalità. La ricerca ci sta riportando verso questa considerazione affermando l’importanza dello stile di vita; torna a parlare di unità e di interazioni e individua sempre più le condotte, le linee guida, gli alimenti, le molecole che magnificano la potenzialità biologica e l’espressione genica. Capisce che le malattie sono, nella generalità dei casi, la risultante di abitudini inadeguate; che sovrappeso e obesità sono una condizione innaturale e quindi uno stato di sofferenza; che l’attività fisica è una prerogativa vitale e che per questa ragione la sedentarietà debilita molte funzioni… e così via per gli stati ansiogeni, le malattie metaboliche e quelle croniche-degenerative. 30


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e nuove scienze sono i pezzi di un unico puzzle; ci spiegano la complessità e l’interazione, ma ci parlano anche della potenzialità biologica. Offrono uno spunto di comprensione, di riflessione, ma ci danno anche indicazioni pratiche per l’impostazione di uno “stile di vita” coerente con la nostra natura, informazioni fondamentali per modificare scelte e comportamenti e per ottimizzare lo stato di efficienza generale: per capire come mangiare, come “pensare” e come e quanto doversi muovere. Nel campo della nutrizione si afferma l’idea di imparare a mangiare; si chiariscono le regole generali da rispettare e si scoprono gli alimenti e le sostanze naturali con funzioni di eccellenza. Bilanciare i pasti tra i macronutrienti (proteine, carboidrati, grassi), organizzare una corretta distribuzione, razionalizzare le scelte verso materie prime più bio-compatibili e nel rispetto dei sistemi di regolazione; tenere sotto controllo la glicemia, ridurre le calorie, abbassare l’infiammazione: sono le linee guida e i presupposti per rimanere sani, magri e vivere a lungo. La nutraceutica in particolare (dalla parola “nutrizione” e “farmaceutica”) è quella branca della ricerca che si occupa di individuare e scoprire le proprietà p i ù

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funzionali delle sostanze e delle molecole. Per questo ho pensato a un articolo sulle eccellenze nutraceutiche: per tenere in primo piano quegli alimenti sui quali gli studi sperimentali non lasciano dubbi sulle proprietà “speciali” per garantire la migliore risposta biologica e quindi le migliori condizioni di salute.

GLI ALIMENTI PIÙ FUNZIONALI SEMI DI LINO (OLIO). È l’olio con il più elevato contenuto di omega-3 (2 cucchiaini al giorno di olio di semi di lino, oppure 1 cucchiaio di semi macinati e 30 grammi di noci assicurano il corretto apporto quotidiano). Può contribuire a ridurre la pressione sanguigna e ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo; inoltre ha proprietà di protezione contro il cancro, interrompendo lo sviluppo nella fase iniziale e la nascita stessa di nuovi tumori. SEMI DI GIRASOLE. Presente la vitamina B12 (rara nel mondo vegetale), sono ricchi di vitamina B1, buon apporto di vitamina A, D, E e PP. Discreta presenza di acido clorogenico, che svolge una preziosa azione come antibatterico e antinfettivo, oltre che come agente anti-

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tumorale e antimutageno. SEMI DI ZUCCA. Presentano un elevato contenuto di ferro, zinco e fosforo e sono ricchi di cucurbitina che, secondo alcuni ricercatori, avrebbe un’azione anticancro nei confronti dell’ipertrofia della prostata. SEMI DI SESAMO. Cotti e tostati (max 3 o 4 cucchiai al giorno), sono una “pillola” vitaminica e minerale straordinaria. Contengono: calcio, fosforo, disinfiammanti, tranquillanti, acido linoleico e linolenico, vitamine B, E, T (che aumenta le piastrine ematiche) e vitamina D. Sono presenti tre antiossidanti naturali: sesamina, sesamolina e sesamolo. Mandorle. Aiutano a combattere la stitichezza; sono ricche di potassio, di magnesio, ferro, calcio e fosforo. Noci. Ricche di ferro, calcio, magnesio, potassio, fluoro, rame, zinco, fosforo, risultano utili per fissare il calcio nelle ossa e danno energia in maniera molto rapida. Contengono vitamine del gruppo B e sono piuttosto ricche di acido alfa-linoleico (ALA), un precursore degli omega-3 di origine vegetale. Sono inoltre ricche di antiossidanti e dell’aminoacido arginina, che trasformato in nitrossido aiuta a prevenire e contrastare l’arteriosclerosi.


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NOCCIOLE. Ricchissima fonte di vitamina A, contiene vitamina E, selenio e flavonoidi (azione antinfiammatoria, antivirale e aiuta a prevenire l’insorgenza dei tumori). Contengono anche fitosteroli (per la prevenzione cardiovascolare, abbassano il colesterolo LDL e i trigliceridi). Sono inoltre presenti anche omega-3. CURRY. Il suo ingrediente principale è la curcuma. Il curry è una miscela ad alto potere antiossidante contenente anche peperoncino, aglio, paprika e noce moscata. Ha spiccate virtù antinvecchiamento, purifica il sangue, ostacola lo sviluppo dei tumori e protegge il fegato; frena la crescita delle cellule “malate” e ne provoca la morte (apoptosi). ZENZERO. Contiene ginestrolo, una sostanza antinfiammatoria capace

mi, vitamine A, B1, B2, PP, C, sali minerali, oligoelementi. Elemento principale è l’allicina, un tiosulfonato (contiene zolfo) che è un potente battericida naturale. Ha azione ipotensiva e di protezione cardiovascolare; è antisettico, antibiotico e inoltre ipoglicemizzante, migliora cioè le condizioni dei diabetici arginando i livelli di glucosio nel sangue. Aiuta le arterie a restare pulite e prive di placche grazie a una sostanza chiamata “ajoene”; sembra funzionare come fluidificante naturale. CIPOLLA. Il suo principio attivo più presente è il disolfuro di allilpropile, un glicoside solforato. Le sostanze solforate presenti nella cipolla hanno la capacità di abbassare i trigliceridi, il colesterolo e combattono l’aggregazione piastrinica, riducendo il ri-

lattie neurologiche quali l’Alzheimer e il morbo di Parkinson. Uno studio americano ha dimostrato una riduzione del 35% del rischio di cancro alla prostata per uomini che consumavano 10 o più porzioni di derivati del pomodoro a settimana. L’assorbi-mento del licopene aumenta con la cottura in quanto, con l’aumentare della temperatura, aumenta la sua bio-disponibilità. CAVOLI E BROCCOLI. Tutti i cavoli contengono quantità significative di vitamina C, acido folico, fibra, potassio e alcune sostanze particolari come i tioossazolidoni, con effetto antitiroideo, e il sulforafano che, assieme agli isotiocinati, si ritiene abbia un effetto protettivo contro i tumori intestinali. Tra le verdure, il cavolo e la gran parte delle crucifere sono an-

di fermare l’azione di un enzima responsabile dell’infiammazione, chiamato ciclossigenasi 2 (cox 2). Grazie a questo è da annoverare tra le piante con efficaci proprietà anticancro. PEPERONCINO DI CAYENNA. Il principio attivo si chiama capsicina e ha un alto potere di difesa di molte malattie intestinali. Ricco di vitamina C, vitamina A, tiamina, riboflavina, acido pantotenico, acido folico, vitamina E, scioglie i coaguli del sangue e allontana quindi il rischio di malattie cardiovascolari. È un espettorante, decongestionante e aiuta a prevenire l’enfisema, la bronchite e le ulcere allo stomaco. Agisce anche contro psoriasi, stitichezza, vene varicose, cellulite, emicrania, obesità, acne giovanile, tosse e raffreddori. AGLIO. Vanta differenti proprietà ed effetti benefici grazie al selenio; ha un elevata quantità di potassio, enzi-

schio cardiovascolare. Contiene enzimi che stimolano la digestione e il metabolismo, inoltre ferro, potassio, magnesio, fluoro, calcio, manganese e fosforo, vitamine A, complesso B, C, E, flavonoidi dall’azione diuretica. Ricca di quercetina e di glucochinina, un ormone vegetale dall’azione diabetica ormai documentata dalla ricerca, è anche un forte ipotensore, diuretico, depurativo. Stimola la funzione metabolica e disintossicante del fegato e previene il cancro del colon e del retto. POMODORO (meglio se cotto). Ha il più alto contenuto di licopene, un potente antiossidante utile per combattere l’invecchiamento cellulare, le malattie cardiovascolari e alcune forme tumorali come il cancro alla prostata, dell’apparato digestivo, della cervice o collo dell’utero, della mammella. Protegge l’organismo da ma-

che le più ricche di calcio. Sono capaci di ridurre lo stress ossidativo e combattere l’azione dei radicali liberi. Accanto alle crucifere (cavoli e broccoli in primis) gli alimenti con elevato potere antiossidante sono: porri, rapa, verza, radicchio rosso, ravanelli, cipolla rossa, tè verde, uva rossa, fragole, mirtilli, lamponi, ciliegie, aglio, curcuma, olio extravergine di oliva, pomodori (cotti), asparagi, pompelmo, arance, limoni, peperoni rossi. CILIEGIE, MIRTILLI, MORE, RIBES E FRAGOLE. Sono grandi alleati per la salute, il benessere e la bellezza. Oltre a contenere minerali e vitamine di vario genere, sono un concentrato di polifenoli, sostanze naturali capaci di proteggere dall’attacco dei radicali liberi. Occorre ricordare che il nostro corpo è capace per sua natura di combattere i radicali liberi, ma

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un’eccessiva esposizione al sole, l’abuso di farmaci, un’alimentazione povera di frutta e verdura e lo stress possono favorirne l’accumulo, con tutta la degenerazione che comporta verso molte strutture e sostanze. Questi frutti contengono inoltre un’elevata quantità di fibra detta “insolubile” che favorisce il transito intestinale contro la stitichezza. Ultime ricerche dimostrano la presenza di acido ellagico, un composto fenolico dotato di spiccata attività antitumorale e antiossidante. Le antocianine contenute hanno effetto antinfiammatorio e contribuiscono a bloccare l’accumulo di depositi di grasso nelle arterie. ARANCE, MANDARINI E LIMONI. Sono i frutti più ricchi di vitamina C, tra i

LE SOSTANZE PIÙ FUNZIONALI

più importanti antiossidanti e nutraceutici. Utile per la salute e per le difese immunitarie, difendono l’organismo dalle malattie da raffreddamento e sono un valido aiuto per mantenere elastica e giovane la pelle. Coloro che fanno uso di molti agrumi sono meno esposti al rischio di tumori, soprattutto dello stomaco e dell’esofago, grazie al contenuto elevato di polifenoli e terpeni che hanno la capacità di bloccare la crescita di cellule tumorali. Sono ricchi di pectina, una sostanza che aiuta a mantenere basso il colesterolo cattivo e svolgono un’azione rinforzante per i capillari venosi e le pareti cellulari, favorendo la circolazione. Il limone è anche conosciuto anche per le sue proprietà astringenti ed è ottimo in caso di diarrea e per eliminare i dolori derivati.

QUERCETINA. È una particolare sostanza naturale che svolge azione protettiva nei confronti delle cellule del nostro organismo contro la degenerazione neoplastica. Capperi, uva rossa (e vino rosso), cipolla rossa, tè verde e mirtilli ne sono particolarmente ricchi. RESVERATROLO. Presente particolarmente nell’uva, ma anche nelle more e nelle arachidi, rallenta il decadimento fisico-mentale dovuto all’invecchiamento e ha proprietà anticancerogene e cardio-protettive. FALCARINOLO. È una sostanza anticancro contenuta nella verdura. Di recente scoperta, ha spiccate qualità antitumorali; si trova nelle carote, nel sedano e nel prezzemolo, ma solo se crudi. FITOESTROGENI, LIGNANI, INDOLI, CUMESTANI. Sono molecole non ste-

OMEGA-3. Hanno un'azione protettiva sull'apparato cardiocircolatorio, prevenendo depositi di colesterolo "cattivo", di trigliceridi e di coaguli nel sangue, e sono fondamentali componenti e mediatori del sistema nervoso, fornendogli anche protezione. Mantengono elastica e permeabile la membrana cellulare, conservano l'apparato dermico in buono stato e mediano la produzione di altre sostanze indispensabili al funzionamento e al benessere organico. Gli Omega-3 e 6 sono detti anche “vitamina F” e sono presenti in cibi come crostacei, frutta secca, legumi, olio di fegato di merluzzo, olio si semi di lino, pesce, semi oleosi, ribes, uova, uva, zafferano, verdure a foglia verde.

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roidee che si legano al recettore degli estrogeni imitandone e modulandone l’azione; esercitano un interessante e protettivo effetto biologico sul nostro corpo. Regolano lo scambio di calcio attraverso le membrane cellulari e costituiscono un vero e proprio strumento di prevenzione e riduzione dei sintomi menopausali, prevenzione e riduzione del rischio cardio-vascolare, del rischio osteoporotico, del cancro mammario e dell’endometrio. Sono contenuti in: soia (per eccellenza), rucola, cereali integrali in genere, lenticchie, fagioli, ceci, fave, piselli, semi di lino, semi di zucca, semi di girasole, cavoli e broccoli e ancora, cipolla, aglio, lamponi e more.

C O R R A D O CESCHINELLI Sociologo e Naturopata, consulente Nutrizionale, esperto in comportamenti e disturbi alimentari, si occupa di Educazione Alimentare e più nello specifico di Ri-Educazione a stili di vita biologicamente sostenibili. Da anni svolge attività di docenza, scrive per autorevoli riviste del settore wellness ed è relatore in molti contesti informativi. È ideatore dei progetti Mangia InForma.to e InForma Pizza: una modalità per fare CulturAlimentare e promuovere Educazione Alimentare (www.informapizza.it). Ha pubblicato “Il Benessere Possibile” (Alea Edizioni 2008) e “Io Vivo e Mangio InForma...to” (Vitagen Edizioni 2010).


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foto by runandsee

SIGHTRUNNING SIGHTJOGGING SIGHTWALKING Deriva dall’unione della parola sightseeing (visita turistica) e walking, jogging o running ed è un nuovo modo di visitare le città d’arte, senza auto, pulmann o mezzi pubblici, anche uscendo dai percorsi tradizionali per scoprire i luoghi più affascinanti e caratteristici di ogni città. Per chi vuole cimentarsi in totale autonomia sono sufficienti un paio di scarpe da corsa e una mappa della città, ma chi desidera usufruire di un servizio strutturato, con tanto di personal trainer esperti d’arte, può avvalersi della collaborazione di organizzazionii nate ad hoc, che negli anni hanno raffinato e moltiplicato le loro proposte. L’esordio in Europa (nel 2005) è stato in Germania, che oggi è la regina indiscussa del sightrunning: visite di corsa o a passo veloce sono proposte ormai in quasi tutte le città, con guide professioniste che parlano almeno una lingua straniera. Le agenzie propongono diversi itinerari, in base alle zone che si vogliono visitare, ma anche ai chilometri e alla difficoltà del percorso. Si può inoltre scegliere se partecipare a un gruppo, piuttosto che avere un personal a propria completa disposizione: in questo caso si potrà anche decidere per un itinerario personalizzato. Sono anche molto richiesti i tour notturni e le gite fuori porta. Il costo del servizio per un’ora di sightrunning si aggira sui 20 euro. Oltre che in Germania, è possibile praticare questa forma di turismo anche in altri paesi europei. A Vienna gettonatissimo è il Ring, un percorso di 8 chilometri che passa per i monumenti più importanti del centro storico. A Parigi, decisamente impegnativo, è Le Circuit de la Révolution française, 20 km che si snodano fra il Louvre, Place de la Concorde, gli Champs Elysées, il Bois de Boulogne, il parco di Saint Cloud fino ad arrivare alla reggia di Versailles. Chi vuole visitare Madrid, può scegliere fra tour da 4 fino a 80 km: dalle stradine della Madrid antica fra tapas bar e locali di flamenco, fino ad arrivare ai boschi e alle montagne che circondano la città. L’andatura consigliata è di 5-6 km/h, ma è possibile richiedere sedute individuali più performanti; il costo per un tour breve (3/5 km circa, per 30 - 45 min.) è di 15 euro, per uno lungo (15/22 km circa) è di 45 euro. Anche in Italia il sightjogging comincia a prendere piede. A Firenze è direttamente l’amministrazione comunale a proporre Firenze the walking city, sei percorsi jogging che attraversano i posti più belli e caratteristici del centro storico fino ad arrivare sui colli che circondano la città, differenziati per difficoltà e lunghezza e in grado di soddisfare ogni esigenza. A Verona è possibile appoggiarsi a un’organizzazione che mette a disposizione i propri personal trainer, meglio se prenotati con 24 ore di anticipo, per tour individuali o di piccoli gruppi. A Roma si può scegliere fra diverse opzioni. Il turista fai-da-te può praticare sightrunning in totale autonomia, percorrendo uno dei quindici percorsi che si snodano fra le vie della capitale, tra cui uno strutturato per persone disabili e quindi senza barriere architettoniche. Chi risiede in alberghi di alto livello può

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scegliere fra quelli che offrono questo servizio ai loro ospiti, come L’Hotel de Russie, che propone percorsi di Art Running o Art Biking. È possibile scegliere fra l’itinerario “green” e il “monumental”, da svolgersi in seduta singola o in piccoli gruppi; dura all’incirca un’ora per i joggers (quota individuale 100 euro) e 2 ore per i bikers (quota individuale 160 euro). Infine, è sempre possibile affidarsi a un’organizzazione specializzata in grado di offrire trainer altamente competenti nel settore del fitness, che parlino almeno una lingua straniera e con le necessarie conoscenze per fornire notizie sui siti di maggiore interesse che si trovano lungo il percorso. Il cliente può scegliere fra diversi itinerari, in base al grado di difficoltà e alla tipologia del percorso (storico, artistico o naturalistico). Una di queste associazioni è la Sightjogging, che fa parte del Global Running Tours, un'organizzazione mondiale che riunisce le aziende di sightrunning di tutto il mondo. Nel sito è possibile vedere dove questo servizio è attivo e prendere contatti con le singole aziende.

ATTIVITÀ RIEDUCATIVA IN ACQUA: CORSO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE Il Corso di formazione residenziale per l’attività rieducativa in acqua con persone con disabilità fisica, psichica e sensoriale è un corso teorico e pratico volto a sviluppare competenze tecniche, metodologiche e relazionali per poter svolgere in modo efficace e sicuro proposte di attività fisica in acqua insieme a persone con gravi disabilità. È rivolto a studenti e laureati in scienze motorie, psicologia, fisioterapia, neuro psicomotricità dell’età evolutiva, educatori, volontari e operatori. Si sviluppa in una settimana di lavoro, con lezioni teoriche e attività in acqua volte ad approfondire i seguenti argomenti: classificazioni e tipologie della disabilità; disabilità e attività fisica; i benefici dell’attività in acqua; metodologia didattica; prevenzione e sicurezza; ascolto attivo e comunicazione produttiva; la relazione di “facilitazione”; progettare in funzione della persona. Parte integrante del percorso formativo è il contatto diretto e continuo con gli ospiti della struttura lungo tutta la giornata, pasti compresi. Questo rende l’esperienza formativa ogni volta unica e irripetibile. Quando: 1° turno - da sabato 21 luglio a sabato 28 luglio; 2° turno - da sabato 28 luglio a sabato 4 agosto. Dove: Casa di Vacanze Isola Rossa, Trinità D’Agultu, (Olbia Tempio), Sardegna. Docenti: Luigi Vecchio e Silvia Fagioli, già docenti del Corso di laurea in Educazione Motoria Preventiva e Adattata, Università degli Studi di Pavia. Organizzazione: Blu Pavia Ssd (Piscina Idea Blu), Pavia con il patrocinio del Corso di laurea in Educazione Motoria Preventiva ed Adattata, Università degli Studi di Pavia e di UNITALSI Sarda Nord. Quota di partecipazione: 350 euro per il corso completo (1 settimana); 300 euro quota riservata a studenti e laureati Scienze Motorie e volontari UNITALSI. Nessuna quota aggiuntiva per due settimane di corso. Vitto e alloggio sono esclusi dal prezzo. È possibile prenotare presso l’Hotel Isola Rossa oppure in altri Alberghi o appartamenti a quote convenzionate assolutamente di favore. Crediti formativi: ai partecipanti iscritti al Corso di Laurea in Educazione Motoria Preventiva ed Adattata o Educazione Motoria e Tecnica Sportiva, e relativi corsi specialistici, sono riconosciuti 4 crediti formativi Contatti informazioni e iscrizioni: Piscina Idea Blu, 0382.461172, piscinaideablu@gmail.com www.ideablu.com

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STRETCHING Non più allungamento muscolare, ma miglioramento della mobilità di tutte le componenti dell’apparato locomotore. Partendo da questa convinzione gli autori riprendono i principi teorici dello stretching, propongono test di valutazione e una lunga serie di esercizi suddivisi per attività sportiva. Francesco Capobianco Alessandro Lanzani, Alea Edizioni - pag. 224 Euro 21

ALLENAMENTO ESTETICO Rivolto a quanti vogliono programmare un’attività finalizzata al miglioramento dell’aspetto, fornisce metodi d’allenamento, suggerimenti alimentari e di postura, consigli estetici. Ogni nozione è basata su uno studio approfondito e sul continuo confronto con l’applicazione pratica.

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Per la corretta applicazione dell’elettrostimolazione è fondamentale conoscere con precisione e accuratezza i punti motori. Avere una mappa precisa permette un allenamento senza effetti collaterali non solo nei distretti più conosciuti, ma anche a livello di tibiali, peronei, trapezi, obliqui e cuffia dei rotatori.. Alessandro Lanzani Alea Edizioni 1999 Pag. 128 - E 20,66

ELETTROSTIMOLAZIONE NUOVE FRONTIERE

PREPARAZIONE ATLETICA IN PALESTRA Come effettuare all’interno del centro fitness una preparazione atletica che miri non soltanto al benessere fisico, ma che proponga esercizi con i sovraccarichi per la muscolatura specifica dello sport, con un occhio particolare all’esecuzione e alla richiesta energetica il più possibile simili al gesto sportivo. Maurizio Fanchini Alea Edizioni 1999 Pag. 192 - Euro 25,82

Il volume mette in risalto le metodiche di allenamento con l’utilizzo dell’elettrostimolazione, facendo riferimento alle variazioni metaboliche, agli indici di fatica ed alla modulazione dei parametri che condizionano l’allenamento. Sono inserite un’ampia parentesi sulla riabiltazione associata all’elettrostimolazione e una valutazione sulle possibili utilizzazioni nell’immediato futuro. Fabio Aprile - Fabio Perissinotti Alea Edizioni 2001 Pag 144 - E 20,66

FREE METHOD BIKE

CROSS TRAINING

Il free method bike è una metodica di allenamento su bicicletta stazionaria che ha come obiettivo principale il voler dare strumenti e mezzi per programmare e arricchire nel tempo un’attività motoria clinica. L’intento è quello di guidare i lettori ad un uso razionale dell’attività, adattandola a tutte le età, per il raggiungimento del benessere psico-fisico.

L’analisi del cross training, degli effetti e delle sue potenzialità, potrebbe costituire la nuova frontiera dello sport di vertice e dello sport sociale. La sfida è lanciata, l’avventura comincia, sperando di ritrovarci numerosi su questo percorso.Cos’è il cross training? I diversi tipi di allenamento incrociato e gli adattamenti.

Roberto Carminucci , MariaLuisa Quinci Alea Edizioni 2001 Pag. 144 - Euro 20,66 -

Simone Diamantini Alea Edizioni 1999 pag. 128 Euro 16

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Salute e rehab

LIBRI SALUTE E REHAB - LIBRI SALUTE E REHAB - LIBRI SALUTE E REHAB - LIBRI SALUTE

CASI CLINICI IN PALESTRA

MAL DI SCHIENA

In ognuno dei 5 volumi si inquadrano le principali patologie dell’apparato locomotore. Per ognuna di esse sono de-scritti anamnesi ed esame obiettivo motorio, sono individuati i traguardi da raggiungere, sono tracciate le linee gui-da del protocollo di lavoro attraverso gli esercizi consigliati e quelli da evitare

Il volume affronta il tema del mal di schiena in modo davvero esaustivo. Nella prima sezione guida il lettore al corretto utilizzo della colonna nella vita quotidiana e nella pratica sportiva. La seconda parte raccoglie invece approfondimenti sulle patologie e sui meccanismi del dolore lombare.

VOLUME 1: Sindrome della schiena dritta e scoliosi – Spondilolisi con listesi – Agenesia del pettorale – Lussazione acromion claveare – Cifosi e petto carenato – Petto scavato – Paralisi ostetrica – Poliomielite – Frattura di calcagno – Frattura di gomito – schiacciamento di un disco intervertebrale – Artrosi d’anca – Lussazione di spalla – Rottura del retto femorale Alessandro Lanzani - 1994

VOLUME 2: Calcificazione del tendine del sovraspinato - Correzione di varismo tibiale Grave artrosi vertebrale - Strabismo di rotula Ernia del disco in un culturista - Periartrite scapolo omerale - Artrosi di spalla grave Lombarizzazione della 1° vertebra sacrale Rifrattura di gamba - Dismetria degli arti inferiori - Rettificazione del tratto cervicale - Ginocchio recurvato - Ernia discale intraspongiosa - Piede cavo - Artrosi d’anca - Pseudoartrosi

Alessandro Lanzani - 1997

VOLUME 3: Rottura del menisco del ginocchio - Weight lifters syndrome - Condropatia di rotula Lombalgia in discopatia L5-S1 - Rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio - Recidiva di distorsione della caviglia - Pubalgia - Instabilità di spalla - Postumi di frattura di gomito - Distorsione della colonna cervicale - Frattura di omero in un body builder - Piede piatto - Lombarizzazione della 1° vertebra sacrale - Rottura del tendine d’Achille - Calcificazioni della tibiotarsica

Claudio Corno Alea Edizioni 2001 pag. 256 - Euro 26

IL DOLORE CERVICALE Il manuale offre un’ampia panoramica delle patologie più comuni nell’individuo adulto: la cervicalgia. Il volume è diviso in tre parti: la prima, dedicata all’anatomia, alla fisiologia articolare e alla biomeccanica del tratto cervicale. La seconda, dedicata alle sindromi dolorose più comuni. Infine la terza parte che comprende alcune schede pratiche di utilizzo in palestra contenenti gli esercizi più idonei in relazione alla sintomatologia dolorosa. Claudio Corno Alea Edizioni 2003 pag. 128 Euro 21

IL CORPO INDIVISIBILE

Riccardo Gambaretti - 1998

La vecchiaia non è una malattia. La ginnastica per anziani non è uno sport. L’autore psicomotricista Giovanni Ghidini illustra come strutturare un corso di ginnastica per la terza età muovendosi fra fisiologia ed emotività, anatomia e psicologia motivazionale, rieducazione funzionale e programmazione dell’attività.

VOLUME 4: Doppia frattura vertebrale da schiacciamento - Frattura con deformazione a cuneo di L1 - Rachi-schisi cervicale Emilombarizzazione subtotale di S1- Rottura e sintesi del tendine rotuleo - Doppia spondilolistesi con artrosi vertebrale - Grave artrosi di ginocchio - Ipertrofia reattiva delle spine tibiali Rettificazione cervicale con grave artrosi - Lacerazione del tendine distale del bicipite brachiale Frattura di clavicola - Conflitto subacromiale in donna anziana - Rifrattura di ulna - Osteotomia di bacino in artrosi d’anca - Lesione dei legamenti della caviglia

Giovanni Ghidini e Alessandro Lanzani Alea Edizioni pag. 112 – Euro 21

Edoardo Lanzani - 1998

CRESCERE CON LO SPORT

VOLUME 5: Concussione coxofemorale e postumi da trauma - Calcificazione sottodeltoidea in periartrite scapolo omerale - Degenerazione del sovraspinato -Frattura tipo colles di radio Protrusione discale L5 - S1 - Rettificazione del tratto lombare in soggetto giovane - Ernia espulsa L3 - L4 - Frattura comminuta di tibia Polifrattura costale e frattura clavicolare Sindrome cervicale del manager stressato Frattura del malleolo esterno - Spalla del tennista - Modificazione a cuneo del passaggio lombosacrale - Frattura esposta di gamba - Os acetaboli - Pinzatura del tendine del sovraspinato

Davide Fogliadini, Alessandro Lanzani - 2005

Le attività fisiche praticate in età giovanile contribuiscono allo sviluppo armonico dell’organismo, a patto che l’attività mo-toria sia corretta e adeguata alle caratteristiche psicofisiche del ragazzo e alla sua particolare fase evolutiva. Il volume vuole essere un supporto a completamento del bagaglio tecnico e professionale di ciascun operatore sportivo che si trova a contatto con la realtà dell’allenamento giovanile. Antonio Maone Alea Edizioni 2000 Pag. 160 - Euro 26

Pag. 128 Euro 21 ogni volume Offerta: tutta la seria (5 volumi) a 84 Euro

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LIBRI SALUTE E REHAB - LIBRI SALUTE E REHAB - LIBRI SALUTE E REHAB - LIBRI SALUTE Vuoi consultare il sommario e leggere il primo capitolo? Clicca sul libro che ti interessa! IL TAPING KINESIOLOGICO NELLA TRAUMATOLOGIA SPORTIVA Manuale di applicazione pratica Questo manuale fornisce gli elementi necessari per realizzare le più svariate applicazioni specifiche per i traumi sportivi e aiuta a fornire le competenze necessarie per svolgere la corretta applicazione del bendaggio in una visione neuromuscolare. Un libro pratico, chiaro, sintetico e facilmente comprensibile, corredato da oltre 500 illustrazioni a colori. Uno strumento fondamentale per i professionisti che lavorano nella riabilitazione funzionale, prevenzione e trattamento degli infortuni sportivi. R. Bellia e F. Selva Sarzo , Alea Edizioni 2011 - Pag. 218 - Euro 60

CARDIOLOGIA E FITNESS Partendo dai fondamenti della fisiologia cardiovascolare, l’autore accompagna il lettore dalla pratica clinica alla valutazione funzionale e psicosomatica del cardiopatico e alla periodizzazione dell’allenamento, spiegando con precisione gli effetti della terapia farmacologica sulla performance.

Davide Girola Alea Edizioni pag. 248 - Euro 31

FISIOLOGIA APPLICATA AL FITNESS

MASSAGGIO SPORTIVO

Il manuale affronta in maniera concisa ma esaustiva la fisiologia del corpo umano, con particolare riferimento all’influenza dell’esercizio fisico su organi e apparati. Il manuale è anche uno strumento didattico e di autovalutazione per il professionista del fitness e costituisce strumento fondamentale per la programmazione del training.

Il testo propone tecniche manuali per il trattamento efficace della micro-traumatologia dei tessuti molli nello sportivo. I capitoli a carattere puramente pratico descrivono la conformazione dei tessuti connettivi, le interazioni tra il danno tessutale, l’infiammazione e gli eventi riparativi. Roberto Dagani Alea Edizioni 2002 pag. 128 - Euro 21

Davide Girola Alea Edizioni 2003 pag. 160 - Euro 23

100 QUIZ – 2 VOLUMI

TRATTAMENO MIOFASCIALE PER LO SPORTIVO

Un metodo che consente di appropriarsi della materia trattata in modo veloce, coerente e duttile allo stesso tempo, attraverso domande diversificate, piccoli trabocchetti logici, immagini con didascalie incomplete. Un efficiente mezzo di verifica che, dove evidenzia lacune di conoscenza, permette subito di colmarle, grazie alle informazioni mirate e accurate che corredano le risposte. In ogni volume: 100 quiz di anatomia e biomeccanica dell’apparato locomotore, 400 risposte e 400 commenti alle risposte.

Il manuale espone in maniera chiara ed esaustiva le tecniche manuali per il detensionamento miofasciale a indirizzo sportivo. L’ampia documentazione iconografica chiarisce ogni dettaglio di posizionamento e intensità del massaggio. Roberto Dagani Alea Edizioni 2005 pag. 128 - Euro 21

FITNESS TERAPIA - 2 VOLUMI Il movimento è un farmaco naturale contro molte patologie cronico-degenerative. Partendo da questa convinzione i volumi propongono protocolli di lavoro e metodi di allenamento adeguati ai soggetti affetti dalle più comuni patologie. VOLUME 1: Ipertensione Patologie respiratorie ostruttive croniche - Low back pain - Obesità Patologie cardiache infantili VOLUME 2: Coronaropatie - Artrite reumatoide - Patologie renali Gravidanza - Fibrosi cistica Alea Edizioni 1999/2000 - pag. 144 Ogni volume Euro 24

OFFERTA: 2 VOLUMI A 36 EURO

Alessandro Lanzani e Laura Boggero Alea Edizioni 2005 pag. 112 – Euro 21

L’ESERCIZIO ISOCINETICO Il manuale dopo alcuni cenni di anatomia e fisiologia muscolare, analizza i vari tipi di contrazione e tutti gli aspetti dell’esercizio isocinetico con i relativi protocolli di test e allenamento nel soggetto sano, nell’atleta e nel soggetto patologico, sia a scopo valutativo che rieducativo, con esemplificazioni riportate in appendice. G. S. Roi, S. Respizzi, P. Buselli Alea Edizioni 2a edizione 1998 - Pag. 160 - Euro 26

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EDITORIA MULTIMEDIALE E MARKETING - EDITORIA MULTIMEDIALE E MARKETING

FITNESS METABOLICO L'opera, su cui è strutturato il corso di formazione a distanza per operatore di fitness metabolico, fornisce le basi necessarie per organizzare percorsi motori personalizzati per la sindrome metabolica: ipertensione e malattie cardiovascolari, soprappeso e obesità, diabete, artrosi e osteoporosi. Step operativi: - inquadramento del soggetto e anamnesi metabolica; - gli strumenti di misura, i Fix metabolici; - le unità motorie metaboliche come strumenti di lavoro; - la programmazione e l'insegnamento dell'attività motoria; - gli strumenti di fidelizzazione; - come strutturare le prime ore di lavoro con i soggetti metabolici; - monitoraggio e verifica dei risultati; - codice deontologico. Si compone di un volume + 8 DVD multimediali con contributi audio, video, immagini, testi e presentazioni con grafici e tabelle. I DVD sono fruibili solo su personal computer, non su Macintosh. Alessandro Lanzani Alea Edizioni 2008 Euro 480

ANATOMIA DELL'APPARATO LOCOMOTORE Anatomia in 3D con animazioni, filmati. Lo strumento per visualizzare, imparare e approfondire l'anatomia funzionale in modo semplice, facile e intuitivo. È indirizzato a medici, fisiokinesiterapisti, studenti e laureati in Scienze Motorie, istruttori di fitness, personal trainer e operatori sanitari in genere. Un'opera che si compone di tre CD, acquistabili separatamente (compatibile con i sistemi Macintosh e Microsoft Windows):

FITNESS COACHING Il coaching è un nuovo modello per la gestione e la cura di ciascun cliente. Il volume propone strategie e tecniche di acquisizione e fidelizzazione del cliente, suggerendo basi tecniche, metodologiche e operative con un nuovo modo di concepire ed erogare il fitness. IL DVD Permette di integrare con efficacia e immediatezza i contenuti del libro, partecipando a lezioni frontali dell’autore. Domenico Nigro Alea edizioni anno 2008 pag. 176 libro Euro 35 - Libro + dvd Euro 70 Domenico Nigro Alea edizioni anno 2008 pag. 176 libro Euro 35 - Libro + dvd Euro 70

BUSINESS FITNESS Investire le proprie risorse mentali ed economiche in una nuova impresa nel fitness rappresenta oggi una sfida difficile e stimolante allo stesso tempo che, condotta con i mezzi adeguati e con un buon grado di buon senso, può garantire piena soddisfazione personale ed economica. Il manuale illustra in forma semplice ed efficace metodi e procedure per avviare e gestire con successo l’impresa fitness, fornendo suggerimenti diretti e immediati, relativi a ogni area e ogni fase della vita di un Fitness Club. Luca Mazzotti Alea Edizioni 2008 - pag. 128 Euro 20

FITNESS MARKETING Libro di riferimento per gli imprenditori di centri fitness, propone gli studi, le strategie e le metodologie più aggiornate per la fidelizzazione e l’acquisizione dei clienti, la gestione dell’offerta, il management del personale, le strategie di comunicazione. Alain Ferrand e Marco Nardi Alea Edizioni 2005 pag. 264 Euro 36

Francesco Bettinzoli Ghedinimedia Editore Euro 45,45 per ogni CD

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