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Prospettive del

ACRI - Museo MACA Palazzo Sanseverino Falcone 9 dicembre 2017 < 25 febbraio 2018

A cura di Giorgio Di Genova Enzo Le Pera

Edizioni Romano


2017-2018


Prospettive del terzo millennio museo maca - Acri 2017-2018

Volume a cura di Giorgio Di Genova Enzo Le Pera Commissione critica Giorgio Di Genova Enzo Le Pera Tiziana Todi Maurizio Vitiello Progetto grafico e impaginazione Stefania Maranzano estefian@libero.it con la collaborazione della Galleria d’Arte Il Triangolo viale Alimena 31 d - 87100 Cosenza galleriailtriangolo.com - info@galleriailtriangolo.com Si ringraziano gli artisti per aver fornito i testi e provveduto a realizzare le foto delle proprie opere

© 2017 Grafiche ROMANO Srl Viale Don Mottola - Cas. Post. 33 89861 TROPEA (VV) Tel.: +39 0963 666424 Fax. +39 0963 666907 www.romanoartigrafiche.it info@romanoartigrafiche.it Misure espresse altezza x base è vietata la riproduzione non autorizzata anche se parziale


Prospettive del terzo millennio museo maca - Acri 2017-2018

SOMMARIO

Giustificazione di Enzo Le Pera

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Testi critici Una prima paradigmatica risposta di Giorgio Di Genova

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Incontriamoci ad Acri di Maurizio Vitiello

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Elenco Artisti

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OPERE E Artisti

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Ringraziamenti

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Prospettive del terzo millennio

Enzo Le Pera, Castelsilano (KR) 1940

Via C. Levi 16 - Mendicino (Cs) / tel. 338.2892515 enzolepera.it / enzolepera40@gmail.com

Studi al liceo Telesio di Cosenza e laurea in giurisprudenza a Napoli; ha avuto esperienze come avvocato e come professore nelle scuole pubbliche. Nel 1973 ha fondato a Cosenza la Galleria d’arte Il Triangolo, a cui è subentrato il figlio Giorgio. Ha organizzato e curato oltre 270 mostre dei più grandi artisti italiani e stranieri. Membro o presidente di giuria di vari premi d’arte (Premio Pandosia; Premio Capizzano; Premio Sulmona; Bene-Biennale Benevento; Premio Internazionale Limen Arte). Ha pubblicato: Periscopio sull’arte in Italia (a cura),con Giorgio Di Genova, Romano 2016; Percorsi d’arte in Italia (a cura), con G. Di Genova, Rubbettino 2015, 2016, 2017; Percorsi d’arte in Italia (a cura), Rubbettino 2014; Gli artisti della Calabria, e-book Pellegrini 2013; Mappa degli esperti d’arte e cataloghi generali, Le Nuvole 2006 e successive edizioni in proprio; Enciclopedia dell’Arte di Calabria, Ottocento e Novecento, Rubbettino 2008; La Calabria e l’arte, Dizionario degli artisti calabresi dell’Ottocento e del Novecento, Gazzetta del Sud 2005; Arte di Calabria tra Ottocento e Novecento, Rubbettino 2001; Catalogo degli artisti calabresi dell’Ottocento, Val 1997.

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L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni. Pablo Picasso

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giustificazione

La città di Acri mi è molto cara; ho insegnato in una scuola pubblica per dodici anni, fin quando non ho chiesto di andare in pensione. Viaggiavo da Cosenza con alcuni colleghi e altri, meravigliosi, ne trovavo nelle varie classi. Gli anni di Acri sono parte intergrante e fondamentale della mia vita; e il ricordo è fermo e indelebile. Questa rassegna continua la serie di mostre che sto curando, assieme a Giorgio Di Genova, e con la collaborazione di Maurizio Vitiello e di Tiziana Todi, in Calabria negli ultimi anni, in spazi istituzionali. L’ultima delle quali al Castello Ducale di Corigliano, Periscopio sull’arte in Italia. é da tempo che rivolgo lo sguardo ad artisti che ritengo essere parte integrante dell’attuale sistema dell’arte, artisti che si spendono e che coltivano quella che è certamente una delle massime espressioni dell’uomo, produrre arte. Ma produrre arte che sia tale, che cioè sia riconosciuta dal sistema. E con questo assunto, assieme a Di Genova, ma anche ad altri amici critici, tanti sono gli artisti invitati ai vari premi, da Sulmona al Limen Arte di Vibo Valentia, alla BeneBiennale di Benevento, a Cosenza; come anche alle varie rassegne che hanno fatto seguito alle presentazioni dei quattro volumi di Percorsi d’arte in Italia, dallo stesso team di critici curati per le edizioni Rubbettino. Ricordo in particolare le due mostre presentate al Mitreo Miside di Roma, a cura di Monica Melani, negli anni 2015 e 2017 con le opere di alcuni artisti presenti nelle suddette pubblicazioni; e quella alla Galleria Vittoria di Roma del 2014. Quando, a seguito di uno scambio di idee con Silvio Vigliaturo, direttore artistico del Maca, si è determinata l’occasione di potere organizzare una rassegna al Museo, subito ho colto la palla al balzo; e, nonostante il breve tempo a disposizione, credo che il risultato possa ritenersi più che soddisfacente. Oggi il Maca di Acri è una realtà importante in Calabria. Molte le mostre che si sono susseguite; da citare Nel blu dipinto di blu... da Yves Klein, la magia

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di un colore nell’arte contemporanea; Vasarely-Fontana. Due mondi, due culture, due scuole a confronto; Pop Art a Torino; Da De Chirico a Schifano; Hans Richter. Dada fino all’ultimo respiro; Astratto-Concreto, il Gruppo degli Otto; Francesco Guerrieri. Dal polimaterico all’essenza della struttura; Arte interattiva. Lo spettatore in gioco, dall’azione dell’occhio all’interazione robotica; e altre ancora della stessa qualità e di grande interesse che danno il senso di una conduzione eccellente. Espongono in parete e negli spazi museali e nella Sala delle Colonne del Comune circa 100 artisti, di varie regioni italiane e di varie tendenze, opere di pittura, scultura, grafica, fotografia, nonché installazioni a parete o ambientali di soggetto libero, realizzate dopo l’anno 2000. In questi spazi ci nutriamo delle creazioni degli artisti, del loro mondo poetico di uomini e donne che si muovono in zone temporali e atemporali e appaghiamo così la nostra voglia d’arte e di cultura; ed anche di economia, perchè la cultura produce certamente economia, essendo non scindibili i due termini. La cultura, assieme al turismo, in mancanza di industrie, dovrebbe essere l’asse portante del sistema Calabria. Qui al Maca osserviamo l’arte dei nostri giorni, del nostro tempo, da quando cioè l’Orinatoio di Duchamp ha cambiato il corso della storia dell’arte. Buona mostra.

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2017-2018 TESTI CRITICI


Prospettive del terzo millennio

Giorgio Di Genova, Roma 1933

Via A. De Berti 15 - 00143 Roma / tel. 06.5010522 - 339.7855831 giorgiodigenova@gmail.com

Laureato in Lettere alla Sapienza di Roma, dove ha frequentato la Scuola di Perfezionamento in Storia dell’arte. Ha svolto un’intensa attività di critico su quotidiani (l’Unità, Paese Sera, Mondo Nuovo), settimanali (Nuova Generazione, Vie Nuove) e di saggista. Ha insegnato Storia dell’ Arte contemporanea nelle Accademie di BBAA di Catania, Napoli, Roma e ha tenuto conferenze sull’arte in Italia ed all’estero. Commissario per il Padiglione italiano alle Biennali di Venezia nel 1984 e nel 2011. Ha curato numerose personali ed antologiche di artisti italiani e stranieri. Dal 1972 ha firmato più di 20 monografie e diversi volumi, tra cui Periplo delle peripezie del cosiddetto Ente autonomo la Biennale (Roma, 1972), Il fantastico erotico (Bologna, 1983); e ha scritto diversi saggi sul Futurismo. Dal 1990 ha pubblicato con le Edizioni Bora di Bologna la monumentale Storia dell’arte italiana del ‘900, per generazioni, in 10 tomi.

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testi critici

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UNA PRIMA PARAdiGMATICA RISPOSTA Sin dall’inizio, e mi riferisco al tremendo attentato che l’11 settembre del 2001 a New York portò al crollo delle Torri Gemelle ed alle tre migliaia circa di vittime, il presente millennio non è stato promettente. Negli anni successivi la situazione internazionale è andata sempre più peggiorando: i conflitti tra Occidente e Oriente sono aumentati, le guerre hanno generato esodi, riversando folle di immigranti, provenienti soprattutto dalla Siria e dell’Africa, sulle coste italiane, greche e spagnole e l’attuale aborto dell’Unione Europea resta a guardare, eccetto alcuni paesi, tra cui Ungheria e Austria, che hanno vigliaccamente chiuso le frontiere. I populisti sono proliferati, portando ad uno spostamento verso destra di molti paesi, con rigurgiti autoritari, come quelli di Erdogan in Turchia, per non dire di Donald Trump negli Stati Uniti. Al grido di “Allah Akbar” sono stati compiuti attacchi assassini da fanatici dell’ISIS. Neanche l’arte e gli amanti dell’arte sono stati risparmiati (vedi l’attentato criminale attuato nel Museo Nazionale del Bardo di Tunisi), alle distruzioni di opere d’arte in Iraq (Mosul, Ninive e Hatra) e in Siria (colonne di Palmira), tanto per citarne alcune. Insomma le prospettive del Terzo Millennio non sono proprio rosee. E già che abbiamo accennato alle opere d’arte, è lecito chiedersi quali sono le Prospettive del Terzo Millennio per quanto riguarda l’arte. Come una cartina al tornasole, la presente rassegna può fornirci una prima risposta, seppur in forma ridotta e paradigmatica. è più che ovvio che la produzione artistica di questi iniziali anni del XXI secolo non può che essere una prosecuzione di quanto realizzato negli ultimi decenni del secolo precedente. E tuttavia, come noteremo, qualche novità, gravida di futuro, non manca. Intanto va notato che tra le persistenze linguistiche ereditate dal secolo passato quella dominante è proprio il linguaggio più rivoluzionario del ‘900, cioè l’Informale, acutamente definita art autre dal critico francese Michel Tapié. Qui, infatti, sono una ventina di pittori a praticarlo, naturalmente con inflessioni e declinazioni diverse, che vanno dal materismo corroso di Luciano Astolfi, di impallidito vangoghismo, a quello di Roberta Papponetti e di Alessandra Spizzo, che mescola rete ai pigmenti, dall’abstraction lyrique atmosferica del triestino Roberto Tigelli a quella liquida di Monica Melani, ottenuta con il suo metodo melAjna, consistente nel far gocciolare colore su uno strato d’acqua, dall’e-

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spressionismo astratto frastagliato come intonaco corroso da muffe di Alessandro Piccinini a quello nervosamente ramificato della venezuelana Yajaira M. Pirela. Ovviamente non mancano le declinazioni segniche, a cui è giunto, dopo registrazioni degli sbalzi di superfici rocciose, Giovanni Stella nella sua sorta di anomala ragnatela, severo contraltare del grafismo testuale di Maria Camilla Pallavicini, la cui luminosità dei colori delicati è costellata di ombre. Altre soluzioni gestuali ci offrono Loriana Valentini nell’aggregazione caotica di ampie e drammatiche pennellate e Roberto Melfi con istintuali trame lineari giustapposte, a cui contrasta il bianconero espressionismo autre di Alessandro Maio, parzialmente incorniciato da una grande rossa L rovesciata, ed ancora le superfici tendenti al monocromo azzurro di Carmine Galiè, che non disdegna sottintesi paesistici, come Liliana Condemi, che dalla fluidità informe sa passare a larvali morfologie. Sempre sullo stesso versante Maria Luisa Casertano coniuga i suoi sapidi frastagliamenti cromatici, restando lontana dai cromatici grovigli lineari della esasperantista Carma, a cui si possono contrapporre l’essenzialità lirica di Marina Baciocchi e di Etty Bruni, la quale tuttavia riesce anche a ottenere, attraverso il suo fare impostato sul metamorfismo, una sorta di ossificazioni. Il metamorfismo sostanzia altri discorsi pittorici, nella fattispecie quelli di Pino Giuffrida, che ha fatto anche esperienze di scenografia teatrale, di Claudio Stefanelli, di Mario Vitolo e di Daniele Bongiovanni. Se il primo coniuga forme geometriche e organiche nel suo acrilico Opera 5, metamorfismo (2017), il secondo con una sussurrata pittura di color ruggine elabora una sorta di panneggi dell’immaginazione che assumono delicate quanto variate conformazioni di indubbie sottigliezze espressive, come testimonia Forma sensibile a variazioni di color ruggine del 2003. Per quanto riguarda Vitolo le ridondanti trasformazioni visive avvengono tutte nell’ambito delle zone rosa con trapassi nel rosso sia in Mexicanismo che in Le due Frida con un sapiente uso della fotografia, di cui è molto esperto. Il trapasso dai volti ai merletti ed ai veli rosa-rossi è sempre coinvolgente, soprattutto per i giochi che duplicano i risultati in enantiomorfismi ora orizzontalmente (Le due Frida, 2015), ora anche verticalmente, oltre che orizzontalmente (Mexicanismo, 2015). Bongiovanni è più essenziale. Il suo volto reiterato con pochi dettagli nei suoi giochi visivi è chiaramente un derivato dell’ottica fotografica, ma con variazioni nella sequenza che ricordano quelle di Andy Warhol, seppur spolpate e ridotte all’osso iconico. A queste soluzioni possono essere accostate altre opere, in cui, seppur non assunta appieno, la lezione dell’informale in qualche modo contribuisce linguisticamente o addirittura si riverbera. Nel caso dell’armena Angela Asatryan, ella con un empito espressivo tipico dell’informale per la sovrapposizione di

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gestuali pennellate gialle, chiaramente tendenti al monocromo (e scrivo tendenti, perché il fitto tessuto di giallo ha vari strappi, che lasciano intravedere una retropittura) ha realizzato nel 2016 l’acrilico Geografie spirituali, a cui fa da controcanto il monocromo azzurro Centralità labirintica, dipinto un anno dopo da Anna Seccia, opera che non è fuori luogo asserire non sarebbe stato concepibile in un periodo anteriore all’avvento dell’informale, che s’è imposto nell’immediato secondo dopoguerra. Ed altrettanto va detto per il tondo Pozzi di marea di Luciano Pea, per Caos 32 di Edoardo Stramacchia, il quale ha portato al ruolo di protagonismo le sue macchie, che in onore del suo cognome precedentemente utilizzava per cancellare personaggi disneyani e nel contempo con opportuni accostamenti cromatici ricostruirli. Così è per ambedue le opere paesaggistiche dell’iraniano Hassan Yazdani, pervase di memorie sacre del suo Paese d’origine, per Attimi fuggenti di Stefania Chiaraluce, nonostante i riaffioranti motivi geometrici, per l’intervento ad olio su Mediterraneo, foto stampa inkjet su carta cotone di Patrizia Molinari, ed anche per le due Metamorfosi figurative su polietere bianco e nero di Vittorio Guarnieri, le cui superfici movimentate con tagli a pettinatura si contrappongono a quelle del placido acquarello Lago di Anna Kapp ed al movimentato acquarello e tecnica mista Dopo il frangente di Laura Mascardi, ambedue opere del 2017. In realtà si possono segnalare altri lavori con debiti verso l’informale coniugato a parziali recuperi di altre tendenze, quali l’impressionismo, il cubismo ed addirittura del dadaismo. Per quanto attiene al connubio col dadaismo, esso è evidente nel libro-oggetto Il dolce naufragar di Ilaria Occhigrossi, come nella Notte incantata di Eliana Noto è rintracciabile una particolare declinazione del pointillisme in versione appunto autre, che ritroviamo, ma in altre soluzioni prossime ai pixel, nelle profilature allusive di edifici emergenti nelle mosse fasce sostanzialmente aniconiche di Grattastelle: miraggio di ogni notte della spagnola Victoria Villar, mentre diversi accenti sostanziano i dipinti Filosofeggiando al tramonto tinto in giallo e To My Dear Hilton Dog di Mario La Carrubba: la ricchezza del levitante ed onirico linguaggio di ambedue non si comprenderebbe senza tener conto di contaminazioni surrealistiche e concretiste, nonché di sviluppi delle scomposizioni delle forme cubiste, come invece fotoelaborazione digitale del 2088 Lacerti di un giorno passato di Franco Gordano si colgono, tra l’altro, echi dei Mobiles di Calder. Basterebbero questi ultimi esempi a far comprendere quanto l’informale sia penetrato nell’elaborazione dei linguaggi collaterali ed anche contrari. Chi conosce il mio pensiero, sa che io considero un’astrazione qualsiasi espressione artistica. E per tale motivo aborro la vecchia distinzione tra figurazione e astrazione, che considero anacronistica, in quanto, essendo tutta l’arte un’astrazione, prediligo

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definizioni in cui questa specificità risulti. Pertanto da tempo utilizzo definizioni quali astrattismo iconico, astrattismo aniconico ed astrattismo meticciato. A quest’ultimo versante appartengono gli artisti ultimamente considerati, tuttavia ad essi vanno aggiunti molti altri che sono presenti in questa rassegna. La solitudine dell’anima di Maria Sommario, opera, in cui mezzo volto definito presenta l’altra metà obnubilata da un intervento informale, credo chiarisca appieno il concetto di meticciamento, molto più dell'altro suo lavoro. Vi rientra anche Lucia Paese, sostenitrice della causa del popolo tibetano, con Chi salverà la mia terra? (con ovvio sottinteso riferimento al Tibet), in cui dietro un’inferriata ha sistemato due maschere bianche su un fondo rosso-bruno occhieggiante. Causa di meticciamento è anche lo slittamento verso la sfocatura d’immagine della testa di Etica del lavoro di Antonio D’Amico, risultato che è tuttavia più evidente nella tecnica mista Il blu racconta di Patrizia D’Andrea, così come lo è per l’eterogeneità degli elementi suddivisi in due spazi contigui in Tempus fugit dell’abruzzese Concetta Daidone, nonché della sua cognomina, la napoletana Maria Pia Daidone, la quale combina elementi informi dentro, dietro e sopra le caselle quadrate di una perfetta griglia nella tecnica mista Aurum 12, che ha un contraltare più franto sia negli elementi geometrici che nei particolari anatomici del carboncino e sanguigna Memories di Marco Giacobbe. Per altri motivi appartengono a questo versante espressivo la tecnica mista Ritratto afono giallo del 2017 di Luciano Puzzo, che ha voluto presentare il coevo Ritratto afono in nero, ambedue su alfabeti afoni accorpati e tecnicamente simili, ma con varianti di grandezza degli elementi iconici e gestuali. Altri esempi sono l’acrilico Città del cielo, in cui la pugliese Rosy Daniello fa convivere la carovana di silhouettes su un’invasiva altura marcata da tessiture segniche e gestuali di diversa struttura, e la tecnica mista Must Be Love di Laura Amato, la quale in aggiunta alla differenza di stesura del bianco per corpo e mani e delle grafie nere per la capigliatura costella il fondo giallo di gocce di cristallo. Come per i precedenti esempi, presenta elementi espressivi desunti dall’informale, quali le venature cromatiche sulla prima montagna, anche Vesuvius-Frenesie di Carlo Cottone, paesaggio che si distingue per la tavolozza mediterranea da quella dalle tonalità pressoché serotine del piccolo olio Lago del Salto, dipinto otto anni fa da Patrizia Ciuffo, nonché dal rosso acceso degli alberi controluce di Nuovo sole, opera di ottica pressoché secessionista di Carlo Errico. Con questi lavori siamo entrati nel versante iconico, anch’esso molto vario nelle inflessioni e soluzioni individuali. Se i due ragazzi di Annaluce Aglietto corrono nel dilatato paesaggio in ambedue i dipinti su tela (Corsa I, Corsa II, 2016) fissando un aspetto della vivacità giovanile, la staticità della giovane donna di spalle con tra le braccia la figlia av-

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vinghiata a lei, realizzata con combustioni in olio misto a pvc e resina dal medico anestesista Anna Lisa De Marco, tornata nel 2014 alla pittura, ci restituisce l’assolutezza del sentimento materno, la staticità delle Forme arcaiche, messe in posa da Rita Mazza, forse per proporre una personale risposta alle dubbiose (solo sul piano ontologico) Nature morte di Giorgio Morandi, esibendo la sua ferma convinzione della concretezza oggettuale dei tre personaggi ritratti, risposta ben differente per pregnanza da quella che Emidio Mastrangioli con Natura viva intende dare al grande pittore bolognese, anche nel titolo, semplicemente torcendo il collo di una bottiglia. La limpidezza dell’immagine di questo olio è addirittura superiore a quella del Giovanni Agnelli nel presente, improprio décollage di Lucio Monaco, il quale utilizza la stessa tecnica di Mimmo Rotella, ma equivocando, in quanto la sua ordinata composizione è formata da piccoli strappi di vari manifesti relativi alla Juventus ed alla FIAT, ma riuniti a collage. Del tutto disordinata, per un tentativo di rappresentare più aspetti diversi insieme, è la tecnica mista Lampedusa di Luciana Mascia. Con la singola figura del giovinetto, dipinta come al solito su una porta di legno, sulla cui base è la scritta FONTANA, titolo che dichiara l’appartenenza dell’opera al ciclo dedicato a Lucio Fontana, Angela Consoli, giocando sul nome-titolo raffigura il personaggio, quasi fosse fratello maggiore dell’enfant qui pisse di Bruxelles e figlio di uno dei due uomini della fontana Piss Sculpture di Praga, in un atto non proprio celebrativo. Se lo statunitense Massimiliano Kornmuller con il suo encausto su tavola Il mago Ostane, circondato da demoni astrali, ci introduce nell’ambito, seppur simbolico, del ritratto, lasciando intravedere scritte in greco nel volto e sul petto del mago, Mimmo Emanuele in Pensiero pasoliniano, in tecnica mista e collage propone tre ritratti disegnati di Pasolini su un fondo realizzato a mo’ dei Poesia Visiva, con ritagli di giornali ben evidenti, che dichiarano “Pasolini è il nostro futuro”. Con quest’opera siamo entrati nelle opere con scritture ed insieme nell’ambito della pittura caratterizzata dai temperamenti grafici, che si contrappongono a quelli pittorici, a cui appartengono Cecilia Dionisi con la rigogliosa sinfonia di colori di Angolo di giardino n. 18, Salvatore Pepe con il suo monocromatico (e stavo per scrivere bicromatico) in verde compatto ed in nero movimentato da pennellate interne, nonché Fabio Santoro col suo Non cercare ciò che hai, con cui apre il sipario su una modalità del discorso iconico, di stilizzazione dell’immagine fino a ridurla a silhouette. Marisa Lelii predilige questo modo di raffigurare le immagini, come ben dichiarano i suoi Adamo ed Eva, che in questo caso l’artista di Nereto, dopo aver disegnato con fil di ferro diverse immagini ed aver dipinto in acrilico, ritagliato in cartoncino le sagome dei nostri biblici progenitori, in ottemperanza all’intima mobilità sperimentale

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che le è propria, li ha ritagliati in plexiglas. Ed è un ulteriore modo di declinare il temperamento grafico, che altri esprimono con la pittura o tout court con il disegno. A questo versante appartengono Alessandro Cignetti, Davide Ferro, Mauro Molinari e Franco Pivetti e, per certi versi, Daniele Bongiovanni. E pure Renato Tagliabue, artista impegnato. Egli, infatti, realizza le sue opere di denuncia intervenendo con acrilici e pastelli su elaborazioni digitali, senza dubbio un modo di fare pittura che può divenire una prospettiva, assieme ad alcune altre, che vedremo. Nelle due opere qui proposte Tagliabue vuol dimostrare la sofferenza e l’umiliazione dei migranti, accostando scene del mondo d’oggi a immagini di famiglie di migranti. Se ne Il supplizio di Tantalo il riferimento è all’alimentazione, che riempie le vetrine e che l’emaciata madre non potrà mai dare ai figli, in Belli, puliti, profumati il riferimento è allo status sociale degli emigranti, i quali non hanno la possibilità di poter usare ciò che il manifesto alle loro spalle dichiara: quindi il titolo risuona come uno schiaffo esistenziale dato alla povere famiglie rappresentate. Più manifestamente dichiarata è la predilezione per il disegno da Alessandro Cignetti in Cuore di melograno e Fuga, in cui l’intervento di colore è, come nell’altra opera, discreto per uniformarsi all’atmosfera creata dal disegno nello spazio vuoto della tela. Mauro Molinari realizza sempre scene molto sapide con il suo stile fondamentalmente grafico, vuoi facendo levitare figure nello spazio, vuoi facendole affacciare da un bordo del quadro o riducendo le dimensioni di una di esse, com’è in Primavera 1 del 2017. In lui anche il colore è graficizzato, per così dire, e non va mai fuori le immagini. Invece in Franco Pivetti non solo il colore è insito al disegno, ma non di rado si libera in totale autonomia, addirittura contrapponendosi alle immagini con colore come avviene nell’acrilico del 2010 Le figlie di Orio, a conferma dell’afflato fantastico tipico alla visione pivettiana, che è all’opposto di quella di Davide Ferro, le cui scene popolate da immagini stilizzate secondo un’ottica infantile, ma nient’affatto ingenua, si fanno illustrazioni pressoché fiabesche, appunto in virtù di una precisa distinzione dei disegni di fattura elementare e delle campiture del colore à plat che li riempiono. Passando a considerare le opere in cui compaiono scritte, è del tutto ovvio che esse possano essere inserite nel suo Migranti, realizzato nel 2017 in Giclée da Salvatore Oppido, che ha alle spalle anni di insegnante di grafica, nonché molte collaborazioni con editori. La suddivisione in tre verticali comparti delle sue iterazioni di sagome di pesci assume precisi valori decorativi, così come il differenziato comparto intermedio e l’inserimento delle righe di scrittura nel terzo comparto hanno un’impostazione da copertina di libro. Parole scritte sono vergate da Elena Di Felice sul fondo rosa dei tre fiori in nero di Bouquet n.1 e nel coevo Bouquet n. 2, su fondo nero su cui spiccano i tre fiori in rosso. In queste due opere del 2017 l’artista romana ha messo a confronto la versione in negati-

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vo e la versione in positivo dei due similari dipinti, investendo ovviamente pure le scritte sui fondi, in alcuni casi illustrate con disegni, com’è per “Non buttare il tuo cuore nel cesso” della seconda opera. Anche Puzzo, come già accennato, nei suoi due lavori ha inserito blocchi di alfabeti afoni, visivamente semispenti, così non sono le scritte a mano con cui Rita D’Emilio in Qui cum papam ha circondato le rosse pantofole papali e le due parti terminali della stola, su cui appaiono sfumati due busti, con sottintesa allusione all’attuale situazione del Vaticano, in cui vivono l’ex papa Benedetto XVI e Francesco. Comunque la più particolare scritta è quel GAS dell’installazione a parete di Danilo Sergiampietri, il quale ama procedere con serialità, ora con 11.000 puntine da disegno rosse, 11 puntine da disegno bianche in 11 pannelli di faesite (Sant’Orsola ed il martirio delle undici vergini, 2006), ora con sassi bianchi e sassi neri numerati (Every Grain of Sand, 2007; Every Grain of Sand, 2009), ora con 999 biscotti per cani (Index des reliquies, 2009), per non dire delle opere con chiodi. Al centro dei pannelli in zinco che coprono i contatori di gas compare un volto, ottenuto per mezzo di piccole traforazioni, che sono più grandi per la parola GAS. I volti sono quelli di vittime dell’Olocausto, ripresi da fotografie da Sergiampietri, il quale rievoca insieme da un lato le vittime delle camere a gas e i contatori degli erogatori di questa sostanza aeriforme usata criminalmente nei lager nazisti. Anche il versante dell’aniconismo è molto vario e articolato, infatti si va dal geometrico euclideo all’architettonico, dai linearismi cromatici all’essenzialità assoluta ed alla pattern art giù fino all’arte digitale. In verità di opere di essenzialità assoluta ce n’è una sola, ed è Superficie HK3 di Alfredo Celli, così è per la pattern art, che è presente con Senza titolo, opera su stoffa più pittura dell’acrese Emilio Servolino, il quale con interventi pittorici ha modificato il disegno della stoffa appositamente scelta. Invece l’arte digitale è praticata da vari artisti. Oltre al già considerato Oppido, c’è Gustavo Pozzo, napoletano come lui e per di più cogenerazionale, arrivato alla digital art tramite la fotografia. Tuttavia egli elabora strutture visive più variate cromaticamente e mosse fino all’accartocciamento, che potremmo definire di elastica geometria: ed infatti l’artista battezza Panneggio la sua opera. Anche Pippo Spina modula morfologie ondulate, sovrapponendole in modo da ottenere suggestive e piacevolissime Trasparenze per la delicatezza dei verdi, gialli e aranci. Chissà se sia questa un’altra delle prospettive più fertili per il Terzo Millennio? Lo sarà di sicuro, invece, il fascinoso Bio-sovvertimento, proiezione cinetica: base pexiglas - vetro di Murano con interazione della mano dell’artista, realizzato nel 2016 da Teresa Vella. Altre sinfonie di colorate morfologie curvilinee Rena Saluppo ha visto recentemente Oltre l’orizzonte, fissandole ad olio su tela, a dimostrazione che la tanto osteggiata da Mondrian linea curva attrae oggi più di un artista. Ovviamente anche la linea retta è praticata dagli artisti aniconici. Soprattutto da

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coloro che s’affidano alla geometria euclidea. Mi riferisco a Renzo Eusebi, uno dei pilastri del Gruppo Aniconismo Dialettico, il quale da qualche anno ha cominciato ad inserire anche forme in legno nei suoi fraseggi euclidei, in cui Neoplasticismo e Suprematismo, seppur sostanzialmente traditi, sono riecheggiati, com’ evidente in Opera n. 4 del 2013. è questa una strada che viene percorsa, seppur con esiti diversissimi, da Myriam Risola, la quale giustappone ed aggrega verticalmente cromatiche forme geometriche, che hanno per controcanto lettere dell’alfabeto, con un’appendice quadrata agganciata in basso, com’è appunto Algebra della forma del 2017. Diversamente da lei Giovanna Perillo da anni costruisce nello spazio fitti poliedri con aculei bicromatici (Times, 2017), che talora riduce di numero e inserisce, come intrappolati, nelle fitte trame di tese linee sia gialle che verdi (Ambivalenza, 2017). Effetti molto differenti dà il cromaticamente delicato coagulo di variate forme geometriche, che Renato Marini estrae per transustanziazione geometrica di aspetti paesistici (Frammenti di paesaggio, 2013). Nell’olio Analogico - Buchi neri di Francesco Varlotta le schematiche forme geometriche riacquistano la loro netta evidenza unitamente alle aggiunte anti-euclidee, immaginativamente escogitate. Dal suo canto Barbara Giacopello dà un’ulteriore valida prova di stenografia geometrica con i vortici in nero (più ancora una singola svirgolata rossa), vera e propria riduzione pittografica ai minimi termini dell’essenzialità dei ritmi, colti per sottrazione, di una madre con il bambino (Mater#1, 2017). La Giacopello riduce a segni le immagini, cercando di restituire gli echi almeno delle masse, ciò che invece non interessa minimamente ai linearisti, per così definirli, sia l’architetto Arturo Baldan che Carmen Novaco, la quale da poco ha concluso il suo transito nell’arte Madì. Il primo ci offre del 2016 due prove delle sue tessiture lineari di colori differenti, inserite in apposite teche trasparenti, a cui ha posto per titolo il termine greco Philos (= amore in forma di amicizia). Di tali tessiture una è a linee verticali la cui percezione viene come scheggiata, per una sovrapposta superficie con una rottura dai contorni a punte aguzze, ed una è a linee orizzontali convergenti verso il centro come se si trattasse di pagine di un libro aperto. La Novaco invece traccia nel 2016 le sue policrome linee orizzontali all’interno di un cubo aperto in virtù di una rottura a scalini, quasi il suo Cubo n. 1 voglia abbracciare lo spazio. Tagli diversi propone Lauro Lessio. Egli, dopo aver portato avanti lavori basati sulla teoria gestaltica, senza mai dimenticare i suoi interessi per l’architettura contemporanea, ha trovato nelle straordinarie architetture di Rotterdam fertile terreno per i suoi lavori di Glocal Decostructive Painting Architectonic, di cui qui presenta due tecniche miste dagli scorci di forte ascensionalità accentuata dalle contrapposte posizioni in diagonale, come se lo sguardo del fruitore le vedesse da sotto. Del resto lo stesso fotografo Maurizio Schâchter Conte mostra

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di prediligere i tagli visivi nel suo Giardino verticale del 2015, che ha simili diagonalità, parzialmente riequilibrate da quella sorta di gabbia di rette ortogonali nel precedente scatto Attraverso Manhattan (2013). Per rimanere nell’ambito dei fotografi Daniele Bilotto si distingue non solo per il suo scatto in bianco e nero, ma anche per il soggetto, che vuole rappresentare la Vita, attraverso il nudo femminile appoggiato ad un muro accanto ad una pianta, scena che fa l’effetto di un bassorilievo e che l’autore ha posto su banner autoportante per scopi di pubblicità culturale. Con Donna luna realizzata dall’acrese Leonardo Corina nel 2001 in marmo bianco di Carrara entriamo nei territori della scultura. Curiosamente questa opera è l’unica scultura in marmo, essendo le altre in bronzo o in diversi materiali, tra cui il deformato cerchio in legno lamellare laccato Fuoco-Forza-Forma 3 (2016) di Walter Giancola e la grottesca testa polimaterica su scheletro di elementi in ferro trouvés della danese Elisabeth Tronhjem, abile riciclatrice di scarti. In bronzo sono le sculture che Marco Manzo, affermato tatuatore di artistici motivi ornamentali, espone in un’installazione corredata da fotografie di Valter Sambucini e Artur Czerwinski, sempre utili a far comprendere il rapporto tra sculture e tatuaggi, com’è la prima foto con la modella di spalle con le braccia sopra le sculture. Alcune di queste opere sono già state esposte in occasione di una performance nel Padiglione dell’Armenia alla 57^ Biennale di Venezia, come le teste lo sono state nel Villino Corsini di Roma in dialogo con Back Music ed in altre occasioni, in tutte le quali sono intervenute le modelle, come si pensa sarà anche al MACA. Invece l’installazione L’aspetto dell’attesa, ultima opera del ciclo sugli extraterrestri dell’estroso Vito Sardano, già sbarcati a Vibo Valentia e Sulmona, questa volta per il loro primo sbarco sulla Terra hanno scelto Acri. Nel ‘900 l’arte è diventata onnivora, come diverse opere già citate attestano, in taluni casi la realtà oggettuale ha sostituito la pittura. Ed appunto questa è l’intenzione di Anna Donati Iskra, che nel suo 359 mette sul telaio una tela non tesa con sottile gesto concettuale per rappresentare un panneggio. Come suo uso Morgan Zangrossi recupera meccanismi già usati e rugginosi per metterli sotto plexiglas. Altri usano corde, terracotta e rame, come fa Daniela Loi per evidenziare gli infiniti legami della maternità. Mario Naccarato, invece, fa dialogare due dipinti con legno, radici e vetro. Infine, dulcis in fundo Marina Parentela assieme a gomma ed altri materiali nelle due coppie di occhioni su bicchieri, l’una con folte ciglia, l’altra con occhialoni, invita a guardare l’arte. Come non darle ragione?

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Maurizio Vitiello, Napoli 1951

Piazza IV Giornate 64 - 80128 Napoli/ tel. 324.8477078 - 339.6950302 mauriziovitiello@gmail.com

Laureato in Sociologia, entrato nel 1976 nell’Amministrazione Statale e oggi, nel MiBACT, da Funzionario Bibliotecario, collabora all’Ufficio Documentazione del Patrimonio Artistico del Museo e Real Bosco di Capodimonte. Da libero articolista ha scritto una lunga serie di riflessioni, articoli, asterischi, saggi, note e considerazioni su varie riviste, settimanali, periodici, quotidiani locali e a diffusione nazionale. Ha curato oltre 400 personali, collettive e rassegne in tutt’Italia; programmi radiofonici (dal 1976) e televisivi (dal 1980) in emittenti libere; e convegni, dibattiti, seminari; ha tenuto cicli di conferenze e ha moderato presentazioni di libri e incontri culturali. Membro del Direttivo Regionale dell’Associazione Nazionale Sociologi-Dipartimento Campania e Responsabile alla Cultura e alle Arti Visive, nonché Docente alla Fondazione Humaniter di Napoli. Nel 2004 ha vinto il Premio Sulmona, per la sezione Giornalismo e Critica d’Arte. Fotografia di Lucia Gangheri

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itiello

Incontriamoci ad Acri Il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri - www.museomaca.it/), inaugurato nel giugno del 2006, ospita, in 11 delle sue 30 sale, la collezione delle opere dell’artista e maestro del vetro Silvio Vigliaturo. Si tratta di 237 lavori donati dall’artista alla città di Acri. Le opere sono l’esito di una selezione della produzione di Vigliaturo, dal 1961 al 2004, e segnano le tappe fondamentali della sua ricerca artistica, dagli esordi pittorici sino alla raffinata elaborazione delle sue scenografiche e variopinte sculture in vetro. Le restanti diciannove sale del bel Palazzo Sanseverino Falcone ospitano, periodicamente, mostre, incontri, workshop e interessanti iniziative didattiche dedicate all’arte contemporanea. Un accenno merita la location: il Palazzo Sanseverino Falcone appartenne alla potente famiglia calabrese dei Sanseverino principi di Bisignano e feudatari di Acri, edificato nel XVII secolo venne ristrutturato nel 1720 dal maestro Vangerio di Rogliano su commissione di Leopoldo Sanseverino. Si erge su quattro livelli, in pianta quadrangolare con un grande cortile centrale, i primi due piani erano utilizzati dalla guardie, mentre l’ultimo dalla servitù e dalle cucine, solo il secondo piano era residenza della nobile famiglia e si componeva di diverse sale. Nella sala d’ingresso sono visibili affreschi di significato criptico e alchemico, probabilmente legati alla storia personale dei committenti, tra i maggiori si evidenziano quelli realizzati tra il 1714 e il 1718 dall’artista napoletano Donato Vitale: l’Allegoria del tempo e il Ratto di Proserpina. Il MACA annovera nella sua collezione permanente, inoltre, una serie di 66 opere grafiche di grandi nomi del ‘900 italiano (tra gli altri: De Chirico, Schifano, Morlotti, Scanavino e Nespolo), frutto della donazione del collezionista Germano Patrito, un’opera dello scultore Dorino Ouvrier e un’opera pittorica per ciascuno dei seguenti artisti: Giovanni Cataldi, Luigi Le Voci, Francesco Guerrieri, e Fritz Baungartner. Queste ultime opere sono state donate al museo dagli artisti stessi o dai loro eredi. So che operatori e operatrici si sono dati convegno, di nuovo, per incrociarsi in Calabria, dopo la rassegna Periscopio sull’arte in Italia 2016, allestita al Castello Ducale di Corigliano Calabro (CS), e oggi, a inizio dicembre 2017, si ritrovano al MACA, per la rassegna Prospettive del Terzo Millennio a cura di Giorgio Di Genova ed Enzo Le Pera, con cui, da tempo, collaboro per rassegne d’arte e per operazioni editoriali, e, quasi, si coglie la palpabile necessità di riunirsi per discutere d’arte, per mettersi in discussione e per confrontarsi, quindi, e, poi, per poter concorrere per assicurarsi una posizione di merito. Si ha voglia d’incontrarsi in giro per il Bel Paese, che merita di essere visto e visitato. Pittori, scultori, designers, fotografi, grafici, … sono qui in Calabria convenuti con diverse opere e si propongono, senza problemi; e ciò ci fa intendere che si ha voglia di un confronto aperto, senza questioni inespresse. Il lusso dell’incontro e la consistenza dello scontro motivano presenze di rispetto. L’importante, per chi opera nel mondo delle arti visive, è profilare nei nuovi segmenti interpretativi centralità di ricerca e d’indagine. Il linguaggio dell’arte si sviluppa con uno studio attento della sua semantica. L’arte vive d’arte, l’arte sviluppa l’arte, la coscienza del sé artistico riesce ad alimentare i tracciati di nuove condizioni analitiche e riuscire a programmare una

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nuova frontiera visiva dipende, non soltanto, ma anche, da un concorso di considerazioni e di osservazioni. Conosco artisti e artiste che dal figurativo simbolico e/o sul terreno delle radici etniche sono passati a consegne astratte, da visioni romantiche sono passati ad acuminate soglie astratte, da plurime e parallele implementazioni linguistiche hanno ristretto il campo indagato in esplorazioni segniche; c’è sempre voglia di cambiare il senso della propria partecipazione all’arte e mi rendo conto che in una vita possono cambiare prospettive e funzioni. L’importante è la tensione creativa, il senso del futuro nelle opere attuali, il peso cognitivo nelle capacità estroflessive delle opere. Questo momento espositivo ad Acri invita a un approfondimento sui sentieri dell’arte contemporanea; insomma, gli artisti hanno voglia di superare il momento di forte crisi e manifestano un forte interesse. Inquadrature, campiture, segnature, segni, segnacoli, sottolineature, incisioni, luci, tagli di riflessione, angolazioni nuove, motivi disparati, mille ragioni s’affollano. Le varianti portano al dialogo, alla conversazione, al confronto serrato, nonché positivo. Sociologicamente la gara è vita; la contesa diventa un apporto alla creatività di forte respiro di questi protagonisti. Quest’occasione permette la lettura delle produzioni ultime e di considerare il contributo sull’arte odierna nelle diverse declinazioni e, quindi, di conoscere e valutare un ventaglio del mondo. L’arte può attivare la capacità di stimolare la parte sensitiva e istintiva delle persone e aumentare la sensibilità mentale della lettura critica e su questa base si comprende che l’arte può farci meglio conoscere il mondo e quello che ci circonda. Ogni lavoro mira all’impatto sociale, ogni opera offre, principalmente, interpretazioni, più che rappresentazioni. Acri alimenta e corrobora il circuito comunicativo tra istituzioni e pubblico, anche in ottica di rendere fruibile a tutti l’arte e il suo portato culturale. Sicuramente, la coscienza analitica con la possibilità di sviluppare la propria sensibilità, raggiungere autonomia e capacità critica nell’osservare, leggere e trasformare il mondo circostante non si ottiene con un solo episodio espositivo, ma con una lunga teoria di piccole, medie e grandi esposizioni di italiani e stranieri. Il prendere insieme e con sé, grazie ai sensi e al pensiero, vissuto estetico e, nel contempo, sociale suggerisce un percorso creativo volto a rinnovare, modificare, se non a riformulare, la capacità interpretativa del proprio sguardo sul mondo, lontano e vicino. Strumenti critici e operativi potranno far vivere la bellezza e aiutare i giovani a sviluppare sensibilità nella lettura delle opere d’arte contemporanee e, una volta divenuti adulti, consentirà loro di essere cittadini consapevoli e attenti al proprio patrimonio culturale, alla contemporaneità artistica, alla conservazione dei beni culturali, oggi a una svolta epocale. Anche un solo quadro è un viaggio alla scoperta del mondo, oltre a essere una disciplina utile a far acquisire contenuti di conoscenza; le opere d’arte sono utili strumenti per catturare il senso del mondo, che da sempre è fondo e patrimonio di musei. I musei sono di guida certa per chi ha voglia di affrontare l’arte per conoscere il mondo, per conoscersi e per sviluppare ragionate riflessioni a beneficio di tutti. I linguaggi presenti nei musei possono incidere un solco attivo della proiezione di una dimensione creativa. I sentieri culturali meritano di essere seminati. Gli artisti operano anche in forti momenti di crisi e palesano un interesse incredibilmente gladatorio per organizzare percorsi. Nelle manifestazioni correnti

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le arti visive contemporanee non perdono peso, ma, invece, si corroborano e prendono quota; c’è tanta voglia di esprimersi, di esserci, di discutere; sembra che l’arte sia un salvacondotto per la bellezza, un passepartout perché qualcosa si salvi da un naufragio incombente o da uno zunami incontrollabile, eccezionalmente repentino e acutamente inarrestabile. è sentimento di difesa ad oltranza, direi; insomma, si cerca di preservare, fermamente, il giudizio critico dell’idea che si fa immagine, al di là di qualsiasi clima politico e di rovescio epocale. Oggi abbiamo bisogno di bellezza e di sogni, nonostante tutto. “La bellezza salverà il mondo” afferma il principe Miškin nell’Idiota di Dostoevskij e “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” scrive il grande Shakespeare, nella sua opera La tempesta; sogniamo, allora, di far saltare alla bellezza questi periodi bui; potremmo, cosi, intimamente, rallegrarci. La sociologia permette, attraverso una pluralità di indagini, di conoscere un ventaglio del mondo e l’arte aiuta a conoscere sempre forme nuove e caratteri del reale in modo creativo e originale. Con la sociologia e l’arte possiamo operare analisi sul mondo circostante e su noi stessi. L’arte ha sempre, ovviamente, nei capitoli alti dei capolavori, una forte valenza sociale dati i riflessi che nutrono la coscienza individuale e collettiva. L’arte può attivare la capacità di stimolare la parte sensitiva e istintiva delle persone e aumentare la sensibilità mentale della lettura critica. La base interpretativa del fenomeno artistico deve legarsi all’analisi del contesto sociale. Comprendere, cioè prendere insieme e con sé, grazie ai sensi e al pensiero, vissuto estetico e, nel contempo, sociale suggerisce un percorso creativo volto a rinnovare, se non a riformulare, la capacità interpretativa del proprio sguardo verso la realtà circostante. Le giovani generazioni migliorano se saranno sensibili al proprio patrimonio, tanto da proteggerlo, custodirlo e valorizzarlo, a prescindere da imperiose promozioni di carattere privatistico, che s’avvertono anche nello Stato. Se saranno stati dotati di adeguate chiavi di lettura e comprensione e di strumenti critici e operativi potranno vivere la bellezza. Aiutare i giovani a sviluppare sensibilità nella lettura delle opere d’arte contemporanee, una volta divenuti adulti, consentirà loro di essere cittadini consapevoli e attenti al proprio patrimonio culturale, alla contemporaneità artistica, alla conservazione dei beni culturali e alla bellezza. Comprendere l’arte significa stringere la vita. Viviamo in una società sempre più complessa, dove tutto è amplificato e dove le informazioni si moltiplicano senza fine, cerchiamo sempre lo straordinario e non badiamo più al quotidiano; insomma, non riusciamo più a interrogare l’abituale, non sappiamo più meravigliarci, né stupirci. La didattica dell’arte, attraverso la sociologia dell’arte e la critica dell’arte, quindi, diviene un viaggio alla scoperta del mondo, oltre a essere una disciplina utile a far acquisire contenuti di conoscenza. Le opere d’arte sono veri e propri strumenti, nonché utili dispositivi visivi, per esplorare l’identità del mondo, per cribrare le cognizioni del sé e, inoltre, classificano secoli. In conclusione, le più qualificate immagini diventano icone del tempo e del pensiero umano.

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2017-2018 Elenco artisti


Prospettive del terzo millennio

elenco artisti

Annaluce aglietto Laura AMATO Angela Asatryan Luciano astolfi Marina Baciocchi Arturo Baldan Daniele BILOTTO Daniele BONGIOVANNI Etty bruni carma Maria L. CASERTANO Alfredo Celli Stefania CHIARALUCE Alessandro CIGNETTI Patrizia ciuffo Liliana CONDEMI Angela Consoli Leonardo CORINA Carlo COTTONE Concetta DAIDONE Maria Pia DAIDONE Antonio D’AMICO Patrizia D’Andrea Rosy DANIELLO Anna Lisa De Marco Rita D’EMILIO

Elena Di Felice Cecilia Dionisi Anna donati ISKRA Mimmo Emanuele Carlo Errico Renzo Eusebi Davide FERRO Jacopo Fonte Carmine Galiè Marco GIACOBBE Barbara Giacopello Walter Giancola Pino GIUFFRIDA Franco Gordano Vittorio GUARNIERI Anna Kapp Massimiliano KORnMULLER Mario La Carrubba Marisa LELII Lauro Lessio Daniela LOI Alessandro Maio Marco Manzo Renato marini Laura Mascardi Luciana MASCIA 26


Prospettive del terzo millennio

elenco artisti

Emidio MASTRANGIOLI Rena SALUPPO Rita Mazza Fabio Santoro Monica melani Vito Sardano Roberto melfi Maurizio C. Schächter Mauro Molinari Anna SECCIA Patrizia MOLINARI Danilo Sergiampietri Lucio MONACO Emilio Servolino Mario Naccarato Maria Sommario Eliana NOTO Giuseppe Spina Carmen NOVACO Alessandra Spizzo Ilaria OCCHIGROSSI Claudio STEFANELLI Salvatore Oppido Giovanni Stella Angela PAESE Edoardo Stramacchia Lucia Paese Renato TAGLIABUE Maria C. Pallavicini Roberto Tigelli Roberta Papponetti Elisabeth Tronhjem Marina PARENTELA Loriana VALENTINI Luciano Pea Francesco VARLOTTA Salvatore PEPE Teresa Vella Giovanna perillo Victoria Villar Alessandro PICCININI Mario VITOLO Yajaira M. Pirela Hassan YAZDANI Franco pivetti Morgan Zangrossi Gustavo Pozzo Luciano PUZZO Myriam Risola 27


2017-2018 opere e Artisti


opere e artisti

Prospettive del terzo millennio

Annaluce Aglietto Torino 1965 Via Leonina 26, 00184 Roma / tel. 348.4119043 / annaluceaglietto@gmail.com / www.annaluceaglietto.com

Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Venezia, nel corso di scenografia tenuto dal maestro Giovanni Soccol. In seguito lavora intensamente e per oltre vent’anni nella progettazione scenografica, sia per il teatro che per il cinema. Già sullo sfondo della sua carriera professionale la pittura diviene ad oggi l’interesse principale del suo lavoro. Corsa II 2016 Olio su tela cm 45 x 85 x 2

Corsa I 2016 Olio su tela cm 45 x 40 x 2

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Corsa I e Corsa II sono unâ&#x20AC;&#x2122;opera unica. Un trittico con un bambino che entra di corsa come planando e un bambino in primo piano, forse lo stesso, sempre di corsa e con aria sognante, entrambi collocati in uno spazio neutrale e indefinito. Tra di loro una tela monocroma, raffigurante una campagna ariosa e luminosa, come fosse sognata, immaginata e con un piccolo aereo in volo. Aria e movimento animano la composizione.

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Prospettive del terzo millennio

Laura Amato Roma 1964 Via Filolao, 14 - Roma / tel. 339.1566700 / lamato2002@libero.it / www.lauramato.com

La sua evoluzione come pittrice si deve alla combinazione tra lo studio personale e la grande passione e curiosità per l’arte: la sua ricerca artistica si focalizza nell’esigenza di comunicare attraverso l’espressività del corpo. Il suo stile si distingue per l’uso di vari media che includono il collage e i colori acrilici. Colori vividi per comunicare emozioni intime, senza uso del pennello, solo il suo corpo a dare forma alle figure umane delle composizioni. La particolare cura nella selezione dei materiali utilizzati diventa parte integrante delle sue opere: corallo, cristalli, sete, piume sono solo alcuni dei materiali più disparati che si fondono intorno alle figure nella composizione artistica. Come frammenti di un puzzle, questi piccoli oggetti si raccontano nel loro simbolismo, diventando fondamentali per la decodifica delle tematiche introspettive rappresentate ancorando al mondo reale la visione artistica. Must be love 2014 - Tecnica mista: Assemblage acrilico e cristalli su tela cm 70 x 56 x 4

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Le sue opere sono state recentemente esposte a Roma, Basilea e Sulmona.


Prospettive del terzo millennio

opere e artisti

Angela Asatryan Yerevan (Armenia) 1981 Via del Torrente 390 - Cesena / tel. 388.9820584 / www.angelaasatryan.com / angelaasatryan93@gmail.com

Da molti anni vive e lavora a Cesena. La sua prima formazione artistica avviene nella sua città natale dove frequenta l’Accademia di Belle Arti. In Italia stringe amicizia con alcuni dei più importanti artisti del panorama italiano e, assieme a loro, inizia ad esporre in Italia e all’estero in mostre collettive e personali. Ultime esposizioni: Personale Forvm Artis Musevm, Montese; Collettiva Forvm Artis Musevm, Ex Convento dei Servi di Maria, Sabbioneta; 2015, Galleria FaroArte, collettiva finalisti Premio Internazionale pittura, Marina di Ravenna; Paratissima, Torino Esposizioni; BAF, Bergamo Arte Fiera; Arte Piacenza; Generazioni a Confronto, Palazzo Sforza Cesarini, Genzano; 2016, Donostiartean Contemporary Art Fair, San Sebastian, Spain; BAF, Bergamo Arte Fiera; Paratissima, Torino; Personale al Museo Michelangiolesco, Palazzo Clusini, Arezzo; 2017, Antiques, Art Fair Luxembourg.

Geografie spirituali 2016, acrilico su tela cm 100 x 80

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Luciano ASTOLFI Cellino Attanasio (TE) 1960 Via Thaulero, 30 – Cellino A. / tel.340.2240726 / www.lucianoastolfi.com / lucianoastolfik@gmail.com

Diplomatosi all’Accademia di BB.AA., Aquila con G. Marotta, ha partecipato con realizzazione scenica e allo spettacolo teatrale di Fabio Mauri Gran serata Futurista, nei teatri di Milano, Roma, Aquila; al film Una città per la musica di B. Vespa e M. Warren e nel 1985 ha diretto la performance Immagine e suoni nella Villa comunale di Roseto. Finalista al Premio Lubian, nel ‘79 ha vinto il primo premio di grafica al premio G. D’Annunzio. é autore della scultura La Rosa d’Oro assegnata a personaggi dello sport, e cultura. Presente a molte fiere d’arte, ha esposto nei musei: Ugo Guidi e Gilardi, Forte dei Marmi; Michetti, Francavilla; Barbella, Chieti; Palazzo Bastogi, Firenze; Castello Estense, Ferrara, Fortezza, Civitella; Musei Colonna e Aurum, Pescara; Hotel de Paris, Montecarlo; Palazzo Bramante, Roma. Nel 2011, ‘16 e ‘17 invitato al Premio Sulmona. Partecipazioni: Casa d’aste Picenum Cingoli, Circolo Aternino Pescara, Collegio Raffaello Urbino, Piccole cisterne romane Fermo, Palazzo dei Consoli Gubbio, Palazzo dei Capitani Ascoli P., Palazzo dei Sangallo Tolentino, Castel dell’Ovo Napoli. Pensiero corroso 2016 - tecnica mista e ossido su tela cm 120 x 80

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opere e artisti

Marina Baciocchi Roma 1953 Via A. Millevoi 35 - Roma / tel. 339.8996183 / www.marinabaciocchi.net / marina.baciocchi@libero.it

Segno, gesto, colore, materia, in foggia di pensiero tramutato in una privazione della forma tout court per lasciar spazio ad immagini profonde, emerse dalla profondità dell’anima. Dall’espressionismo astratto all’astrattismo informale, dal colore puro alla materia. La sua ricerca incessante sulla linea, colore e movimento. Linea come separazione ma anche come scrittura, come prima espressione dell’uomo, come immagine; colore come rapporto, come interazione di sentimenti, come emozione, come contrasto/incontro tra caldo e freddo, tra diversi modi di sentire. Nell’opera esposta l’artista abbandona la materia e continua a fluire verso nuovi orizzonti di ricerca. Lo squarcio sulla superficie liscia della tela lascia intravedere un rosso vivo lampeggiante, illuminato da una striscia led, per raccontare, raccontarci intense emozioni vissute. Il battito del cuore con particolare acceso/spento 2017 - taglio su tela, acrilici e led telecomandato cm 120 x 80 x 4

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Arturo Baldan Dolo (VE) 1964 ViaMartiridiMarzabotto69-Mestre/tel.041.5440664-333.6519563/info@arturobaldan.com/www.arturobaldan.com

Philos 2016 - Assemblaggio su teca crash cm 30 x 30 x 6

La ricerca di Arturo Baldan si muove lungo una linea di coerenza che attraversa ben definiti punti della storia dell’arte contemporanea (nell’alveo di una generale predominanza concettuale emergono apporti minimalisti, spazialisti e allusività cinetiche), mantenendo peraltro viva la dichiarazione di appartenenza a un mondo interiore, sommosso da numerosi sussulti culturali. Pertanto Baldan crea i presupposti di un movimento che dall’apparente freddezza razionale del lavoro arriva ogni volta ad approdi di sorprendente novità. Pittura e scultura vengono sintetizzate dall’artista nelle istallazioni, dove la serialità degli elementi costitutivi, disposti in serie modulare, produce una singolare traduzione iconica della realtà della comunicazione digitale odierna. La stesura investe ogni singolo componente, che poi viene assemblato in un complesso che seziona lo spazio, la superficie virtuale. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni. Mostre personali in location di pregio e museali ne documentano il percorso artistico.

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Philos 2016 - Assemblaggio su teca crash cm 30 x 30 x 6

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Prospettive del terzo millennio

Daniele Bilotto Cosenza 1967 Via Gacci, 17 - CS / tel. 380.7449624 /bilotto.daniele@libero.it

La passione per la fotografia nasce nella natura incontaminata dell’Appennino paolano sin da bambino, dove incontrava i sogni e le speranze per l’avvenire. Poi il primo workshop con Roberto Rocchi nel 1993. Subito dopo con Giuliana Traverso. Vivere a stretto contatto con la maestra ha significato scoprire nuove mete e modificare la sua rotta vitale a tal punto da trovare l’essenza della materia e dello spirito, l’IO delle persone, l’arcobaleno, il nero e il bianco.

Vita 2016 Fotografia su banner autoportante cm 200 x 80 x 10

A seguire ecco l’importanza del messaggio pubblicitario interpretandolo come uno strumento per veicolare la cultura e la storia a un pubblico più vasto (vedi opere per M. Sposato, B. G. Spadafora, D. Stancati). Oggi ha riscoperto l’eros e attraverso una serie di mostre e convegni ha presentato la mostra dedicata alla bellezza e all’eros perduto, ottenendo significativi successi. Il suo impegno comprende anche l’organizzazione di workschop finalizzati a svelare il filo sottile che lega l’idea, la realizzazione, la stampa e la lettura di uno scatto, trasmesso nella propria verginità e liberato dagli inganni visivi della postproduzione.

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opere e artisti

Daniele Bongiovanni Palermo 1986 Via Polara, 42 - Palermo / tel. 340.7882 884 / camilla@cdarts.ch / www.danielebongiovanni.com

Ha studiato Arti Visive laureandosi presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo. Opera tra Palermo, Torino e Lugano. Con all’attivo più di 80 mostre in tutto il mondo, si ricordano istituzioni come: MACIA - Museo d’Arte Contemporanea Italiana in America di San Josè, Moreland City Council di Melbourne, Dublin City University, Porter County Museum di Valparaiso (IN), LCB Depot di Leicester, Centro Documentazione ‘’Amedeo Modigliani’’ di Siena, MACRO - Museo d’Arte Contemporanea di Roma, Centro Svizzero di Milano, Museo Riso di Palermo, ecc. Ha esposto nelle principali manifestazioni di arte contemporanea, tra cui due edizioni della Biennale d’Arte di Venezia.

Il trittico esposto, eseguito con china su carta preparata, ha come soggetto una mimesi di volti che vuole indagare sul fenomeno del tempo e della sua sottoposta e mutevole materia (l’uomo).

Mood 03 (Trittico) 2017 - China su carta cm 30 x 60

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Etty BRUNI Melissa (KR) 1943 Viale Parioli 180, Roma / tel. 3391433873 / ettybruni@gmail.com

Magmatica 2014 - tecnica mista su tela - cm 100 X 100

Dopo gli studi con Claudio Spada ha frequentato l’Accademia di Belle Arti, Roma, University of Fine Art con Lino Tardia, sperimentando tutte le tecniche pittoriche e migliorando la sua innata espressione artistica. Fa parte di A.R.A., Associazione Romana Acquarellisti. Numerosi critici si sono interessati del suo lavoro. Esposizioni all’estero: New York, Arte Expò; Miami, Spectrum; Londra, Dame Art Gallery; West Lake Art Fair, Hangzhou, China.

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Paesaggio fantastico n. 1 2011- tecnica mista su tela - cm 100 X 100

Esposizioni in Italia: Roma, Galleria La Tartaruga, Galleria Consorti, Galleria L’Agostiniana, Complesso Monumentale dei Dioscuri al Quirinale, Galleria Monogramma, Conservatorio di Santa Cecilia, Galleria Angelica, Galleria Coronari 111, Galleria L’Angelo Azzurro, Galleria Il Saggiatore; Grottaferrata, Biblioteca del Monumento Nazionale; Gubbio, Galleria degli Arconi; Castelvetro, Castello di Levizzano Rangone; Genzano, Palazzo Sforza Cesarini; Sant’ Oreste, Museo Caccia Canali. Fiere e Premi: Artexpò Arezzo, Fiera Immagina Reggio Emilia, XLI Edizione Premio Sulmona, Rassegna Internazionale di Arte Contemporanea, IV Edizione Premio Torretta Ponte Milvio, Affordable Art Fair Milano.

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Prospettive del terzo millennio

CARMA Sesto Campano (IS) 1952 Via 24 maggio, 135 - Isernia / tel. 347.5705905 / carmaonline@gmail.com / www.carmaonline.com

Inizia a dipingere sin dalla giovane età e l’incontro con l’uomo che sarà suo compagno nella vita e nell’arte favorisce lo sviluppo e l’approfondimento dello studio della pittura. Contribuisce nel 1988 alla nascita del Gruppo Spazio-forma che ha lo scopo di accertare e autenticare nel solidale confronto dei linguaggi e delle esperienze individuali il rapporto intellettuale ed umano con la realtà di origine, con gli altri, con se stessi. Nel 2007 entra a far parte del movimento Esasperatismo. Dal 2008 è attiva nell’associazione culturale l’Incontro degli Artisti di Montesilvano. Consegue numerosi riconoscimenti per la pittura e la poesia. Partecipa costantemente a rassegne nazionali ed internazionali d’Arte Contemporanea, tra cui il Premio Sulmona, il premio Termoli, Premio città di Fondi (LT). Le sue opere sono in collezioni pubbliche e private.

Al di là dei limiti temporali 2015 - Acrilico su tela - cm 70 x 100

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Prospettive del terzo millennio

opere e artisti

Maria Luisa CASERTANO Napoli 1941 Via Sanità, 141 - NA / tel. 081.297833 - 339.1057297 / marialuisacasertano@alice.it

Deflagrazione 2010, Acrilici su tela cm 140 x 100

La sua attività pittorica si realizza nell’autonomia di un linguaggio aniconico, privo di riferimento alle immagini della realtà; tuttavia le superfici sono impegnate di senso tattile, come la terracotta, e producono una luminosità latente. Sono opere intessute di macchie di colori, qui trasparenti, là opache e terrose, che tendono ora allo stato liquido ora allo stato solido. Il dato cromatico-materico, che impregna il cammino di masse definite ed in movimento, trasferito sulla tela rileva l’intreccio tra spazio e tempo producendo un inesauribile ritmo cromatico sempre in sintonia con il suo io interiore.

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Prospettive del terzo millennio

di Maria Luisa Casertano Abissi dell’anima 2000 - Acrilici su tela cm 120 x 100

Ha partecipato a molteplici rassegne d’arte e mostre personali, l’ultima delle quali si è tenuta al Castel dell’Ovo in Napoli. Sue opere sono in permanenza in diverse pinacoteche comunali.

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opere e artisti

Afredo Celli Tortoreto (TE) 1958 Via Libertà, 45 – Tortoreto Lido / tel. 347.7884177 / alfredo.celli@libero.it

Superficie HK3 2014 - tecnica mista su mdf - cm 70 x 100 x 4

Maturità d’Arte Applicata, Laurea in Architettura. All’apprensione tattile e vibrante dell’immagine, si accosta il dettato costruttivo-decostruttivo di Alfredo Celli, autore di teoremi in cui si eseguono il progetto compositivo e la sua puntuale esecuzione. La visione così redatta invoca la sua parzialità come ritaglio compiuto sulla pienezza dell’essere. Rappresentare diventa prima di tutto un alludere ad altre incommensurabili verità, di cui sono battistrada le contrastanti coppie visive del piano e del concavo, del chiaro e dello scuro, del pieno e del vuoto. Alcune partecipazioni questi ultimi anni: Icone dell’Invisibile, Galleria Marchetti, Roma 2013; Il Metaformismo, Palazzo Isimbardi, Milano 2014; Atomosfera.7 Aurum, Pescara 2016; Astrazioni Parallele Museo La Civitella, Chieti 2017. Inoltre le rassegne: 54^ Biennale di Venezia, Padiglione Italia, Viterbo 2011; Premio Vasto, 2010 e 2013; Rassegna d’Arte “G.B. Salvi”, Sassoferrato 2013 e 2014; PescarArt 2016, Pescara 2016; Premio Sulmona 2012, 2014, 2016 e 2017.

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Stefania CHIARALUCE Todi (PG) 1962 Perugia / email: stefania.chiaraluce@gmail.com

Attimi fuggenti 2017 - Acrilico su tela - cm 60 X 80 X 4

Vive immersa nel verde dell’Umbria. Figlia d’Arte, cresciuta nella bottega di suo padre pittore e scultore giovanni Chiaraluce da Todi, è oggi un’artista poliedrica, le sue opere traspirano di solare energia e ciò che rappresenta va oltre l’immagine visiva. “… Tento semplicemente di esprimere le mie Emozioni attraverso la materia ed i colori”… S. Chiaraluce - Citazione dell’Enciclopedia dell’Arte Italiana Ritengo sia importantissimo coltivare le proprie passioni e non dovremmo rinunciarci mai. Per me dipingere e creare è vitale. Dipingo da oltre 30 anni e ad Agosto sono stata onorificata dalle Autorità del Comune di Cefalà Diana (Pa)della Benemerenza Artistica. Considero questa mia passione artistica un grande dono ed attraverso essa cerco di esprimere emozioni con la speranza di riuscire anche a donarne. Con questa mia opera ho voluto rappresentare quegli attimi della nostra vita che pur scorrendo celeri lasciano il segno in noi”.

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Alessandro CIGNETTI Roma 1943 Via Poli 53 - Roma / alessandro.cignetti@tin.it / tel. 345.7693261

Sin dall’età di 15 anni si interessa di arte e disegno in maniera del tutto autonoma, negli anni sessanta frequenta il Caffe Greco da illustre sconosciuto assistendo agli incontri culturali di artisti gia famosi uno su tutti De Chirico, approfondendo questa innata passione artisitica. Prosegue questo destino favorevole al Bar Rosati di Piazza del Popolo dove usa riunirsi la Scuola Romana. A quel punto decide di sperimentare l’arte attiva in propio,essendo già un profes-

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a sinistra

di Alessandro Cignetti Cuore di melograno 2011 - tecnica mista su tela cm 100 x 100

Nella pagina precedente

Fuga 2010 - tecnica mista su tela cm 100 x 100

sionista con studio proprio, è un Medico, non potendo frequentare il Liceo Artistico decide di prendere lezioni da artisti e docenti di arte nel proprio studio, i quali lo instradano sulla via gia intrapesa. Dal 1980 produce lavori sia su tela che su carta,e pubblica  presso la casa editrice Bora il volume Astratto Concreto con il critico D’Arte Luigi Tallarico nel 2009. Altro volume edita nel 2016 presso la casa editrice Gangemi Editore il volume Alessandro Cignetti opere dal 2000 al 2015 Critico D’arte Mariano Apa. A tutt’oggi prosegue il suo lavoro artistico presso il proprio studio producendo lavori sia astratto che figurativi.

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Patrizia Ciuffo Roma 1958 Via Rosa Raimondi Garibaldi, 50 - Roma / tel. 347.1214207 / patrizia.ciuffo@hotmail.it

Lago del Salto 2009, Olio su tela, cm 20 x 40

“I paesaggi sembrano ondeggiare nella loro maggior naturalezza ritmata da piani in sequenza che sovrastano montagne e colline, guidando l’occhio in un altrove misterioso che non viene mai svelato. L’autrice affascinata da questo spettacolo se ne innamora perpetuando un concetto del bello, reale e concreto, che rimane alla base di un qualsiasi sapore estetico.” Giovanni Papi

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Liliana CONDEMI Condofuri (RC) 1949 Via Milite Ignoto - Brancaleone (RC) / tel.340.9332288 / l.condemi@libero.it / www.lilianacondemi.it

Equilibrio instabile 2016 Tecnica mista su tela cm 80 x 80 x 3,5

Dopo la Maturità d’Arte Applicata si è Diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti. Dal 1980 è presente alla vita artistica nazionale e internazionale con opere astratto-surreali ispirate alla natura, alla realtà e al suo mondo interiore. Nel corso degli anni il lavoro è stato notato da critici e appassionati d’arte ed ha avuto numerosi riconoscimenti. L’attività è documentata da quotidiani, cataloghi, tv locali e regionale e riviste del settore. Le opere presentate a questa Mostra trattano di un periodo esistenziale critico, ma con possibilità di rinascita.

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Come araba fenice 2017 Olio su tela cm 80 x 80 x 3,5

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Angela Consoli Locorotondo (BA) 1973 Contrada Fogge di Barnaba 85 - Martina Franca (TA) / tel. 328.1235328 / angelaconsoli@hotmail.com

Fontana 2016 tecnica mista su porta di legno 65 x 90 cm

Artista polimaterica e concettuale, sviluppa la sua ricerca nella rivitalizzazione di oggetti in disuso, vecchie porte, persiane, cassetti, pezzi di legno, un tempo appartenuti al quotidiano di qualcuno. Questi contenitori di memoria sono recuperati nei pressi di luoghi legati alla tradizione rurale del territorio pugliese. Attraverso alchimie con altri oggetti di uso comune, fotografie, giochi di parole, messaggi verbali e lacerazioni nella stessa materia, con una visione intensa e contemporanea Angela Consoli rimette in gioco questi pezzi di vita. Fontana è un omaggio a Lucio Fontana. Fa parte di una serie di opere (porte e finestre) dedicate a grandi artisti del passato. Il titolo e lâ&#x20AC;&#x2122;immagine giocano, con ironia ed irriverenza, con il cognome del grande artista.

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opere e artisti

Leonardo CORINA Acri (CS) 1961 Via Pablo Picasso, 30 - 87041 Acri (CS) / tel. 039.3405572206 / corinaleonardo@gmail.com

Realizza le sue opere sin da quando ha memoria. Ha esposto in vari luoghi e in diversi tempi negli ultimi 40 anni, il tutto cancellato dalla memoria, non per rinnegare un passato sofferente, ma per una proiezione futuribile del fare. Ha realizzato opere in marmo, legno, bronzo, resine, gesso, terracotta. La sua ricerca è rivolta principalmente ai materiali ed alle relative tecniche di lavorazione. Cerca la libertà di espressione al di là dei luoghi e della forma che di volta in volta afferma la figura e nello stesso tempo la distrugge. La scultura esposta rappresenta la relazione amorosa nel desiderio dell’uomo tra la realtà dell’essere e la realtà del desiderare: un grande amore che va oltre il tempo, il luogo, la persona. Dove l’oggetto del desiderare è l’amore in sé.

Donna luna 2001 scultura in marmo bianco Carrara Altezza cm 100

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Prospettive del terzo millennio

Carlo COTTONE Napoli 1949 Via S. Altamura, 2 NA / tel. 0815797172 - 347 3831579 / lucianama@libero.it / fb: lucianamascia e carlocottone

Vesuvius - Frenesie 2007 Olio su tela cm 70 x 7 0

Artista napoletano, docente, pittore, esperto nella lavorazione del legno, realizza opere plastico/pittoriche, di scenografie e di oggetti. Vanta una carriera densa di mostre e eventi, in diversi paesi del mondo. Presente alla 47esima edizione del Premio Sulmona. Nel 2015 una personale al Circolo della Stampa di Avellino, è al Mitreo Iside di Roma. Nel 2016 alla Bene Biennale di Benevento; a Settembre una personale a Villa Farsetti, Venezia, al Castello di Corigliano Calabro, al Museo Diocesano di Napoli per il Giubileo. è socio UCAI. Da gennaio 2016 a maggio2017 con Arteuropa le sue opere dedicate a Totò sono state esposte in sedi prestigiose in tutta Italia e a Napoli, a Castel dell’ovo. A marzo per Scambi di Confine/1 a Benevento e a Perugia. è nelle edizioni 2015/1617 di Percorsi d’Arte in Italia. Nella Biblioteca Nazionale di Cosenza e nel Museo LIMEN di Vibo Valentia sono in esposizione permanente sue opere. Recente la serie Vesuvius, dedicata a Napoli e ai suoi colori a volte inquietanti.

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opere e artisti

Concetta Daidone Pineto (TE) 1962 Via Garibaldi, 56 - Pineto / tel. 328.0085929 / daidoneconcetta@libero.it

Tempus fugit 2017 - Acrilico su tela - cm 70 x 100

Ha tenuto numerose personali, tra le più recenti si segnalano: Galleria d’arte Il Trittico a Roma, Museo Barbella a Chieti, Museo delle Genti d’Abruzzo a Pescara e Museo Ugo Guidi a Forte dei Marmi. Tra le collettive: Il Cantico delle Creature ad Assisi e la mostra presso la Fortezza di Civitella del Tronto nel 2014, prima classificata alla rassegna d’arte per il cinema di Roma, premio della critica al trofeo La Vela d’oro per l’arte a Cesenatico e seconda classificata al concorso di pittura S. Pasquale Baylòn a Chieti nel 2015. I suoi quadri sono stati presentati dall’emittente locale Rete 8. Sue opere sono esposte presso le più importanti sedi espositive d’Abruzzo ed a Urbino, Roma, Zurigo. Tempus Fugit è curato dal critico d’arte Massimo Pasqualone e riflette sul tempo e le sue dimensioni dell’anima L’uomo viaggerà alla velocità della luce, ma questo interessa poco a chi come noi sta ancora cercando di raggiungere la velocità del tempo. La farfalla non conta mesi ma momenti e ha tempo a sufficienza.

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Prospettive del terzo millennio

Maria Pia Daidone Napoli 1947 P.za IV Giornate, 64 – NA / tel. 081.0502188 - 339.6166373 / info@mariapiadaidone.it / www.mariapiadaidone.it

Lavora tra Londra, Napoli e Cantalupo nel Sannio. 2013-17: Incendium e Napoli per Gabo, PAN, NA; Subjetividade feminina e  emancipação pe la arte, Salão Negro, Congreso Nacional, Brasilia;  Un ECO per tutti, Museo Archeologico, NA;  Quintessenze Tivoli 2016, Scuderie Estensi, Tivoli (RM);  Periscopio sull’arte in Italia 2016, Castello Ducale, Corigliano (CS);  Scambi di Confine/1, Arte-Studio Gallery, BN; Matronei, Reggia, CE;  Razionale e Irrazionale nelle Percezioni Visive, Spazio 121, PG; Donne nell’arte, PAN, NA; SOS Partenope, 100 artisti per il libro della città, Castel dell’Ovo e Basilica di San Giovanni Maggiore, NA; Omaggio a Mondrian, MA, NA; Cromatismi Mediterranei, Museo Civico U. Mastroianni, Marino (RM); Cognizioni Misteriche tra Napoli e Parigi, Institut Français, NA; I Misteri di Napoli e Parigi, Castel dell’Ovo, NA. 

Aurum 12 2017 - tecnica mista su tela - cm 80 x 40

Maurizio Vitiello scrive: “Con  la serie Aurum precetta impianti finemente investiti dalle qualità cromatiche dell’oro.”

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opere e artisti

Antonio D’Amico Rossano (CS) 1961 C.da Petraro 43 - Rossano / tel. 328.3619845 / iydamic@inwind.it / pittoreantoniodamico.blogspot.com

Etica del lavoro 2017 Olio, resina, combustione, acido su metallo cm 50 x 50

“Etica del lavoro, un pensiero, un bisogno, il titolo di un’opera d’arte che ne riflette il senso. E l’etica del lavoro è esattamente quello a cui pensa l’artista Antonio D’Amico, dando forma ad un’impellenza, alla necessità di confrontarsi su un tema così carico di stati d’animo, di pathos. Il lavoro, questo sconosciuto, direbbe qualcuno cercando, con un pizzico di ironia, di alleggerire il peso di qualcosa che è stato e che ora non è più, un fare virtuoso dissoltosi con il passare del tempo… Un volto stanco, affranto. Un volto segnato, consunto seppur fiero, si fa testimone di ciò che prima gli era strumentale e ora, invece, nella sua assenza ne diviene trappola, in grado di privare l’uomo della libertà di scegliere il luogo in cui nascere ed il luogo in cui porre le proprie radici. Il lavoro, o la negazione di esso, come pluralità di aspetti che coinvolge l’intera sfera del vivere umano. Un tema sociale, quello affrontato dall’artista, su cui ogni giorno centinaia di menti riflettono, nel tentativo di dare un senso o una forma a ciò che un senso e una forma ha perduto”… Loredana Barillaro

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Patrizia D’andrea Penne (Pe) 1959 Largo della Vittoria 1 - Pineto (TE) / tel. 333.9633991 / p.dandrea@yahoo.it / www.patriziadandrea.com

Il blu che racconta 2014 - Tecnica mista su tela - cm 80 x 90

“Nell’opera di Patrizia D’andrea è la figura femminile ad essere protagonista come donna audace e decisa, dea moderna di un confuso mondo contemporaneo, il cui sguardo dà la forza direzionale del dipinto. Una pittura che potremmo definire in un certo senso fragorosa come il suono di una grande cascata che suggerisce profonde voci interiori, echi di sofferenze e gioie mai espresse esaustivamente. L’artista plasma con lucidità l’elemento caldo del colore e della materia dando vita ad una pittura del ricordo, che fa pensare alla concezione heideggeriana del tempo come sostanza dell’esistenza, e le sue tele, ricche di voci e di suggestioni, finiscono col rappresentare il diario pittorico di un animo libero da infingimenti. La sua arte sembra caricarsi a volte di un potere magico e incantatorio, sembra diventare ‘ladra di fuoco’ e accendere e illuminare i colori, spesso scelti tra i primari e accostati in un dialogo polisemico.” Marialuisa De Santis

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opere e artisti

Rosy DANIELLO Cerignola (FG) 1944 Via Luigi Rovelli 45 - Foggia / tel. 339.1990471 / rosydaniello@libero.it

L’opera esposta racconta l’ansia, la fatica e la speranza dei migranti, figurine variamente colorate in fila obliqua, in marcia verso un paese dove tutto è possibile, una città invisibile, lontana come un sogno. Al centro campeggiano grandi alcune parole tratte dall’opera di Italo Calvino.

Città del cielo 2006 - acrilico su tela - cm 100 x 100

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Prospettive del terzo millennio

Anna Lisa De marco Wanne-Eickel (Germania) 1964 Via Marco De Simone - Rossano Calabro (CS) / tel. 338.3575123 / annalisade@yahoo.it

Amore infinito 2016 Olio, pvc, resina, combustione su tavola con cornice invasa cm 75 x 55 x 5

Anna Lisa attualmente svolge la professione di Medico Anestesista Rianimatore. Dopo una lunga interruzione legata agli studi universitari ed alla famiglia, riprende a dipingere nel 2014. Ama riprodurre i colori della natura e riportare le sue emozioni sulla tela; lâ&#x20AC;&#x2122;Arte figurativa con tendenza allâ&#x20AC;&#x2122;innovazione, utilizza e sperimenta materiali come polveri naturali e resine che con il processo della combustione, dove i colori e le forme si fondono, crea effetti particolari.

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Prospettive del terzo millennio

opere e artisti

Novembre 2017 Olio, trucioli di legno, resina e combustione su tela con cornice invasa cm 50 x 80 x 5

Mostre e partecipazioni recenti: 2017 Festival Deod Art Strasburgo 2017 Biennale della Sibaritide Corigliano Calabro: Premio della critica per lâ&#x20AC;&#x2122;originalitĂ e particolaritĂ  della tecnica.

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opere e artisti

Prospettive del terzo millennio

Rita D’EMILIO Manoppello (PE) 1958 Via Mazzini, 62 - San Giovanni Teatino (Ch) / tel. 331.4775543 / arteritademilio@live.it

L’opera esposta ci interroga sull’attuale momento storico-religioso in cui la chiesa vive 2 Pontefici.

Qui cum papam 2017 olio su tela cm 70 x 70

Consegue la maturità all’Istituto d’Arte di Chieti, sez. Ceramica; e studia lettere. Nel 1990 frequenta il Laboratorio Cembalo di vetrate artistiche legate a piombo, apprendendo l’ antica tecnica di pittura a grisaglia e la piombatura del vetro, portando avanti la pittura a olio e acrilico. Nel ‘95 apre un suo Atelier. Allestisce mostre al Museo Cerio, Capri; Villa Fiorentina, Sorrento; Arsenale, Amalfi; Fiera d’Arte Moderna, Reggio Emilia; Collegio Raffaello, Urbino; Biennale, Roma, sale del Bramante; Ex Aurum, Pescara; Bottega d’Arte, Chieti; Fondazione Abruzzo, Pescara; Museo Mumi, Francavilla. Sue opere sono state scelte per importanti premi letterari, concorsi pianistici e per gli scenari dei concerti del Teatro Marrucino, Chieti. Nel 2011 è seconda classificata al Premio D’Annunzio, sez. scultura; nel ‘12 seconda classificata alla sez. Pittura, nel 2013 partecipa alla collettiva di Baden Baden, Germania, recensita sulla rivista Italia Arte, Effetto Arte. Di lei hanno scritto: Strozzieri, G. Bacci, B. Paglialonga, A. Cirillo, P. Di Biase, G. Ciaffarini, A. Piccinini. Una sua opera è inserita nel Kanstmuseum di Basilea.

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Prospettive del terzo millennio

opere e artisti

Elena DI FELICE Roma 1961 Via Flaminia Romana, 1151 – Narni (TR) / tel. 335.7117048 / eledifelice@libero.it

A Viterbo frequenta i corsi di pittura all’Accademia di Belle Arti con il prof. L. Boille. Dal 1986 ha esposto in oltre cento mostre in Italia e all’ estero. Tra le rassegne più recenti ricordiamo il Padiglione Italia 2011, a cura di V. Sgarbi presso il Palazzo Collicola di Spoleto, la Triennale di Roma 2017, Museo Crocetti, a cura di A. B. Oliva. Tra le mostre personali: Paginette, Rocca Albornoz, Narni, 2010; EAU, Galleria Mazzoleni, Alzano Lombardo, 2011; Body and Soul Galleria Astrolabio, Roma 2012; Sociopolitica, Galleria Ghigi, Viterbo 2015; Sale del Bramante, 2017. Hanno scritto del suo lavoro: I. F. Federici, F. Pone, S. Busnelli, F. Calzavacca, M. Duranti, M. Valeri, G. Di Genova, G. Perretta, M. Ferloni.

Bouquet n.1 2017 tecnica mista su carta applicata su tela cm 100 x 150  

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opere e artisti

Prospettive del terzo millennio

di Elena Di Felice Bouquet n.2 2017 - tecnica mista su carta applicata su tela - cm 100 x 150  

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Prospettive del terzo millennio

opere e artisti

Cecilia Dionisi Leonessa (RI) 1952 Grottammare (AP) / tel. 340.4279250 / giarmando.dimarti@gmail.com

Laureata in Legge, da giovanissima si è esercitata nel disegno e nelle tecniche pittoriche. Cultrice della Storia dell’Arte, ha frequentato ateliers di valenti maestri, approdando ad un suo stile capace di coniugare l’osservazione minuziosa dei fioristi italiani del 700 all’amore per il colore vibrato di un neoespressionismo riscritto in maniera cognitiva e simbolica insieme. Dopo il complesso periodo della figura umana e del paesaggio, che le ha conferito padronanza segnica e colorica, la nuova dimensione del suo spazio reale e virtuale insieme, quello degli Angoli di giardino, è sentito come necessità di reperire un più intimo rapporto col naturale, oggi degradato e manomesso, e ricomporne le interne emozioni. Così la natura, restituita al ruolo insostituibile di mater, è chiamata ad esprimere tutta la sua forza vitale nell’incorrotto fervore di bellezza. Le sue opere fanno parte di collezioni private in numerose città italiane ed estere.

Angolo di giardino n. 18 2005 Pittura su tavola cm 65 x 65

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opere e artisti

Prospettive del terzo millennio di Cecilia Dionisi Angolo di giardino n. 21 2006 - Pittura su tavola - cm 75 x 50

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Prospettive del terzo millennio

opere e artisti

Anna DONATI, Iskra Potenza Picena (Mc) 1951 Corso Garibaldi 23 – Civitanova Marche (MC) / tel. 339.7439458 / iskra@donatianna.it / www.donatianna.it

Iskra, Anna Donati, studia all’istituto d’Arte e si perfeziona all’Accademia Belle Arti di Macerata. Dopo il diploma, lavora nella moda e collabora con l’architetto Aldo Tomassini Barbarossa. Nei primi anni Novanta si dedica solo all’arte. Suoi Maestri sono gli antesignani del Futurismo, Klee e Kandinskij. Con il nome Iskra partecipa a più di 80 personali e 85 collettive in Italia e in paesi esteri. Sue opere sono presenti in molti musei e luoghi pubblici. Dal 2006 organizza i Martedì dell’Arte, incontri su personaggi e movimenti artistici. Nel 2012 fonda l’Associazione Arte. Iskra è inserita nell’Atlante degli Artisti marchigiani pubblicato nel 2007. Armando Ginesi, Marisa Vescovo, Luca Beatrice, Alvaro Valentini, Giorgio Di Genova, Stefano Papetti, Luigi Dania, Nino Ricci, Carlo Melloni, Leo Strozzieri, Lucio Del Gobbo e Leonardo Mancino firmano la sua V monografia. Nel 2011 vince il premio di scultura E. Mannucci; nel 2014 i premi Sinestesie, Amici dell’Arte e il S. Graziosi.

359 2017 - tecnica mista su legno cm 74 x 64 x 10

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opere e artisti

Prospettive del terzo millennio

Mimmo EMANUELE Ofena (AQ) 1950 Via Ettore Moschino, 16 - L’Aquila / tel. 349.7772002 / mimmo.emanuele@gmail.com

Pensiero pasoliniano 2016 tecnica mista e collage - cm 45 x 65 x 5

La ricerca di Mimmo Emanuele, ispirata e mai banale, accattivante, calda, amica e modellata in chiave intimista, racconta la perenne metamorfosi di ogni cosa esistente, dove i luoghi di intervento entrano in relazione con il fruitore in modo attivo. La realtà è uno di quegli aspetti prioritari del suo modo di essere artista e di fare arte, dove si sovrappongono forme, dettagli, emozioni. La storia, con i personaggi della nostra cultura più densa, più umana, in questo caso Pier Paolo Pasolini, appare come complesso labirinto simbolico, struttura privilegiata della sua ricerca figurativa, utilizzata per dare parola alle suggestioni ed alle emozioni e ridisegnare percorsi, generalmente personali. La presenza poi di un nucleo centrale è ben rappresentata dalla intensa immagine dello scrittore friulano in cui si coniugano laicità e fede.

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Prospettive del terzo millennio

opere e artisti

Carlo Errico Napoli 1941 Piazzetta Aniello Falcone, 1 - Napoli / tel. 348.342 68 54 / dittacarloerrico@libero.it

Si è formato presso quella fucina di talenti che fu l’Istituto Statale d’Arte 'F. Palizzi' di Napoli dove nell’anno 1961 si diplomò nel corso di Magistero. Dopo la maturità ha continuato la sua formazione presso gli studi di noti maestri come: lo scultore P. Monaco, il grafico V. Frascione, i pittori Chiancone e Striccoli, il pittore e incisore A.G. Cesareo apprendendo da essi le tecniche della scultura, della pittura e della grafica incisoria. Contemporaneamente agli studi artistici, frequentò il laboratorio paterno apprendendo e poi praticando le tecniche e i segreti del restauro. Nuovo sole 2016 - Digital Art-giclée, tela su tavola cm 150 x 100

Ha partecipato a numerose mostre nazionali ed internazionali fra cui l’ultima nel mese di settembre 2014 alla IX Edizione del Concorso Nazionale Biennale di Grafica Incisoria presso la Galleria On The Road Art Gallery di Gallarate conseguendo il 1° premio; 2015 2° Global Print Douro Portogallo; 2016 8° Biennal Internacional de Gravura Douro Portogallo; 2016 XLIII Premio Sulmona. Inserito nel catalogo nazionale edito da Rubbettino editore Percorsi d’Arte in Italia per gli anni 2015 e 2016. Ha sempre operato sia come artista che come restauratore.

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opere e artisti

Prospettive del terzo millennio

Renzo eusebi Patrignone di Montalto (Ap) 1946 Via Pietro Ghitti, 14 Montalto Marche (AP) / tel. 335.5471517 / info@renzoeusebi.com / ww.renzoeusebi.it

Opera n°4 2013 tecnica mista smalto su tavola cm 80 x 80

Le sue mostre sia personali che collettive sono oltre 150. Importante e nettamente tangibile appare la crescita e la maturazione artistica della tecnica che oggi è capace di elaborare e rielaborare supporti e smalti in costrutti tridimensionali di imponente prestanza visiva a cognitiva. La sicurezza esecutiva del maestro Eusebi rappresentata uno dei punti principali e più importanti della sua personalità, libera e autonoma da influenze e preconcetti accademici, autentica nella modalità di espressione. La sua pittura è chiarezza e logica insieme mentre la sua poetica è fatta di toni e forme. Il fare arte di Renzo Eusebi riflette una combinazione di concetti. La natura materiale della pittura, come l’osservatore ne coglie la superficie, l’astrazione, la rappresentazione e la tecnica.

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Prospettive del terzo millennio

opere e artisti

Davide ferro Pavia 1963 Via Luigi Orione, 15 - 27100 Pavia / tel. 331/8070731 - 329/0653084 / Davide.ferro@comune.pv.it

Consegue il diploma di Maturità Artistica presso l’Istituto d’Arte Michelangelo di Pavia, il diploma accademico in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti Europea dei Media di Milano, il Workshop Scrivere, divulgare e comunicare l’Antichità ed i Beni Culturali organizzato dall’Università degli Studi di Ferrara e dalla Rai. Dal 1979 ha effettuato esposizioni personali e collettive in spazi istituzionali pubblici e privati. Ha una propria opera presso: il Museo dei Lumi di Casale Monferrato, il Museo Parisi Valle di Maccagno (Va), Emergency di Gino Strada, la Libreria Bocca di Milano, il Collegio Universitario Lorenzo Valla di Pavia, il Museo Galleria Premio Suzzara, la Collezione artisti Premio Centro di Bomarzo (Vt) e la casa museo Sartori di Castel d’Ario (Mn). Testi critici: Rossana Bossaglia, Jacqueline Ceresoli, Bruno Bandini, Edoardo di Mauro, Giorgio di Genova, Arturo Schwarz, Claudio Rizzi, Martina Corgnati, Chiara Argenteri, Francesca Porreca. L’albero dell’amore - 2015 - Olio su tela - cm 80 X 100

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Carmine GALIé Giulianova (Te) 1955 Via Sette Fratelli 11 – Giulianova / tel. 3494633065 / cargaliec@virgilio.it

Laureato in Medicina e Chirurgia , inizia la sua attività artistica giovanissimo. Il suo cammino artistico discreto ma ricercato, dopo gli avvii di carattere figurativo, culminano nell’informale, esprimendo il suo genio creativo attraverso un’esplosione di colori che suscitano nello spettatore sensazioni profonde e inquietanti. La dimensione di Galiè è quella onirica, costantemente sospesa tra sogno e realtà, con una pittura fortemente dinamica che nasce da un io sensibile, muovendosi tra le metamorfosi dell’anima. Un atto di pura pittura che si esprime nelle alchimie cromatiche, divenendo espressione di una energia tendente ad un suo spazio vasto.

Direzione opposta 2016 - acrilico su tela cm 70 x 90

Riflessi 2016 - acrilico su tela cm 50 x 70

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Marco GIACOBBE Genova 1964 Via del Campo Salino, 1008 - Maccarese (RM) / tel. 3395821647 / crismark.mg@gmail.com / IG: marcogiacobbe64

“Gli interventi dell’artista riescono a provvedere alla sua fantasia, sempre ben bilanciata ad esprimere riflessi di un intimo sentire...Nell’organicità della sua pittura entra il sole dell’amore, che traspare convinto dalle ombre.....le sue declinazioni serene ci raccontano il getto consapevole e misurato dell’anima.” Maurizio Vitiello Illustratore (Easy Ulysses) J. J. Savelli editore c/o Shakespeare & Co - Parigi. Già rappresentato da Romero Britto Gallery di San Paolo del Brasile, ha partecipato di recente con un suo ciclo personale al D.U.M.B.O. Art Festival di New York. Tra gli eventi più recenti: 2017 - Mostri e mostruosità di oggi, Palazzo Orsini, a cura di Giorgio Di Genova; 2015 - Nam Visual Art Obliterazioni, Torino; 2013 - Galleria Altrarte Mail Art, Roma; 2012 - Padiglione Arte Contemporanea Milano, Active partecipation in The Abramovic Method, creato dall’artista Marina Abramovic.

Memories a sinistra particolare

2016 - Carboncino e sanguigna su carta intelata cm 100 x 70

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Barbara giacopello Roma 1969 Via delle Sette Chiese, 5 - Roma / tel. 327.6160971 / www.barbaragiacopello.com / bgiacopello@libero.it

Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma. Opera per lungo tempo nel campo pubblicitario e si dedica anche all’insegnamento di discipline artistiche e storia dell’arte. La sua opera Marosi #1 è presente nella collezione d’arte moderna della Camera di Commercio di Vibo Valentia. Alcune sue opere sono presenti nella collezione Archivio Sartori di Mantova. Viene inserita in Percorsi d’Arte in Italia (edizioni 2015-‘16-‘17). Al XLII° Premio Sulmona, la sua opera Sintesi analitica #2 riceve una segnalazione dalla Commissione critica. Nel 2016 la sua opera Sintesi di segni e colore #14 viene premiata nel la prima edizione del premio La fragolina d’oro a Nemi (Rm) a cura di Di Genova. Mater#1 2017- Acrilico su tela, cm 70 x 50 x 4

Scrive di lei G. Di Genova: “Dinamica e sciolta sul bianco della tela è l’opera di Barbara Giacopello che scandisce visivamente la superficie con morfologie curve nere, che sembrano voler ora arpionare lo spazio ed ora ricompattarsi per formare vortici, nonostante l’elemento rosso, che, anziché ostacolarlo, arricchisce l’insieme di un trillo pittorico…”

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Walter GIANCOLA Belante (TE) 1949 Via G. Leopardi, 25 - Sant’Agapito (IS) / tel. 0865.234299 - 339.7932611 / waltergiancola@alice.it

Fuoco-Forza-Forma 3 2016 legno lamellare laccato cm 90 x 32 x 29

La sua formazione avviene a Isernia e Napoli, prima all’Istituto d’Arte, poi all’Accademia di Belle Arti, dove impara la tecnica della scultura. All’inizio il tema prevalente è quello dell’oggettistica in metallo. Progressivamente, scopre la scultura in  pietra; nella sua produzione la scultura assume un  ruolo preponderante, scegliendo come unico soggettola figura umana e in particolare il volto, nei momenti di quotidianità del mondo femminile,  interpretato con uno stile informale-figurativo. In seguito l’interesse si allarga alla scultura in generale, modellando nuovi materiali. La passione per l’arte lo porta a visitare le mostre in Italia e all’estero. La partecipazione a concorsi e mostre con le sue opere sono state numerose iniziando dai tempi della formazione scolastica.

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Pino GIUFFRIDA Trieste 1947 Via Zanetti, 6 - Fiumicello (Udine) / tel. 3208346250

Opera numero 5, metamorfismo 2017 acrilici su tela cm 100 x 96

Pino Giuffrida inizia la sua attività nel 1968. Ha frequentato un corso di incisione a Trieste, presso la Scuola Sbisà e a Venezia presso la Scuola Internazionale di grafica. Nel ‘73 inizia il discorso di ricerca sull’uomo leggendo i volumi di Jean Paul Sartre. Nel ‘75 soggiorna a Parigi e conosce Licata e nello stesso anno è accettato con una tela al Salon d’Automne du Graind Palais, e con alcune opere anche al Salon de la figuration critique. Ha esposto in Italia ed all’estero ed ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 2011. Nel 2103 ha donato un’opera a Papa Francesco. Ha collaborato inoltre, come aiuto scenografo, al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste. L’opera presentata fa parte di una nuova ricerca che può sviluppare un mondo di immagini in un metamorfismo anche formale.

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Franco Gordano Cosenza 1948 Via Popilia 71 - Cosenza / tel. 0984.413830 - 338.7761018 / francogordano@libero.it

La sua attività visiva che risale agli anni ‘90 del ‘900 col poemetto-visivo Il treno blu e con la presenza alla mostra La balbuzie degli occhi, trova una personale cifra negli anni 2000 col digitale (Museo Sibaritide, Ophen Virtual Salerno, Galleria Naz. Cosenza, Percorsi d’arte in Italia 2015, Periscopio sull’ARTe in Italia 2016, varie edizioni di Tornare@Itaca tra Cosenza, Grimaldi e Milano, ultima del 2017). Nel 2015 gli vengono dedicate due serate al MAM di Cosenza, dove presenta 30 foto Poeti del Novecento. Nel 2016, allo stesso MAM, ripresenta Il treno blu.

Lacerti di un giorno passato 2008 fotoelaborazione digitale stampata su carta fotografica cm 45,6 x 30,4

Poeta–poetavisivo–scrittore. Libri di poesie: La Stanza del Poeta (a cura di); Lo sguardo del pittore; Silica Glass. Plaquettes poetiche: Anime; Quella strana traccia; nihil; Morte per acqua. Racconti: La Fontana. Due sue opere si trovano al Casale della cinematografia di Marzi. Nel 2017 esce l’ulteriore raccolta poetica La curva linea della mela.

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Vittorio Guarnieri Sabbioncello San Vittore (FE) 1946 Piazza della Pace, 4 - BO / tel. 051.6141484 - 328.1311186 /
vittorio.guarnieri@hotmail.com / www.guarnierivittorio.it

Si diploma all’Istituto d’Arte di Ferrara e all’Accademia di Belle Arti di Bologna; ha insegnato nell’Istituto d’Arte e nel Liceo Artistico di questa città. Dal 1970 il suo curriculum è caratterizzato da mostre personali, collettive, in Italia e all’estero; da articoli pubblicati sui cataloghi e in varie riviste d’arte che accompagnano e motivano il lavoro di ricerca estetica condotto negli anni. L’interesse dell’autore è indagare sulla significanza del colore, nel suo apparire mono e policromatico, e nella forza vitalistica del segno che coglie l’essenza di un mondo figurale che sta oltre l’esperienza. Il colore, la luce e la percezione sono i termini dominanti la ricerca per una pittura monocromatica, tendente verso il bianco, il nero, il grigio, in cui indaga le possibilità espressive del monocromatismo policromatico. Fra il 1964 e il 1965, con precisi interventi segnici interni alle superfici di gommapiuma, ottiene le prime risultanze estetiche. È il tema delle Metamorfosi Figurative in cui l’immagine, liberata dalla rigidità della forma, si autoriflette in una più profonda e suggestiva essenza, tramite la meditata vitalità di un atto ritemperato e rigenerato che, a tratti, si fa ora più incisivo, or più penetrante. Metamorfosi figurative - inv.n°231 2014 - Polietere cm 120 x 60 x 4

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Metamorfosi figurative inv.n°222 2016 - Polietere - cm 120 x 60

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Anna Kapp (Anna Capparelli) Lattarico (CS) 1946 Via F. Giuliani, 39 S. Lucido/ tel. 0982.848336 - 393.479161787 - 347.6900073 / capparellianna@yahoo.it

Acquerellista, vive ed opera sul Tirreno cosentino. Inserita in circuiti regionali ed extra regionali. Personali: San Lucido 2015, 2016 , 2017; Paola 2017; Rassegne: Periscopio sull’ arte in Italia 2016, a cura di G. Di Genova, E. Le Pera; Premio Sulmona 2016; Donna, Museo del Presente Rende, a cura di R. Sottile; Geni comuni, Museo del Presente, Rende, a cura di R. Sottile. Recensioni: Maria Rosaria Gallo, Enzo Le Pera. Acquerellista nel senso più classico, Anna Kapp esprime la sua sensibilità per la luce, per la natura e per il paesaggio che la circonda con grande spontaneità e raffinatezza. La varietà esplorativa della sua produzione denota un susseguirsi variegato di approcci alla tecnica usata, con la quale Anna Kapp si misura ora elaborando minuziosi scorci urbani e rurali, ora abbandonandosi all’intimità dell’improvvisazione, restituendo di volta in volta scene di spazi immobili e atemporali, o puri e irripetibili attimi di luce, in cui la percezione sensoriale, nell’immagine, si traduce in vibranti stati d’animo. Maria Rosaria Gallo Lago 2017 Acquerello cm 28 X 37

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Massimiliano KORnMULLER Allegheny - Pennsylvania (USA) 1964 Via di San Crisogomo, 32 - Roma / tel. 339.3634204 - 06.5817778 / mkornmu@tin.it

L’opera tratta dalla mostra personale Magi et Sibyllae, 2009 rappresenta un ritratto ideale del mago Ostane, circondato da demoni astrali e posseduto dal suo daimon composto da lettere che traspaiono dal volto, omaggio al surrealismo (Art Magique di Breton) da parte dell’autore, che si muove su posizioni non molto distanti dalla transavanguardia.

Il mago Ostane 2009 Encausto su tavola intonacata cm 100 x 80 x 2

Accademia Albertina di Belle arti, Premio aequa potestas Accademia di San Luca 2001, XXXVI e XXXVII Premio Sulmona 2009 e 2010, LIV Biennale di Venezia 2011, Triennale di Roma 2014. Principali personali: Magi et Sibyllae, Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, Roma, presentazione di Di Claudio Strinati con testo di Lorenzo Cantatore, catalogo De Luca Editore, 2009; Ego nolo Caesar esse, il mito dei poeti Novelli nelle tavole dipinte di Massimiliano Kornmuller, Antiquarium di Villa Adriana, Tivoli (RM), catalogo e presentazione a cura di Floriano De Santi, Edizioni De Luca, 2006

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Mario La Carrubba Roma 1944 Via Carlo Caneva 58, Roma / tel. 06.4390784 - 388.6565773 / mariolina44it@yahoo.it / www.webalice.it/linartista

Da sempre immerso in un atmosfera artistica,figlio d’arte, il padre Osvaldo e lo zio Roberto, furono ottimi pittori, pertanto era ineluttabile frequentare l’Istituto d’arte poi l’Accademia di belle Arti di Roma. Sin dall’inizio si addentrò nella visione fantastica, i suoi modelli furono i surrealisti, tant’è vero che nella personale del 1972 tenuta nella galleria d’arte Il Trifalco, curata da una sensibile e raffinata gallerista Giannina Angioletti, il critico d’arte Duilio Morosini nell’articolo scritto sul Messaggero, titolò la sua recensione Mario La Carrubba - il nipote dei surrealisti. Seguirono contatti che si tramutarono in una serie di Collettive e Personali, fatte sia in Italia che all’estero. La sua ricerca artistica si evolveva in visione dualistica, creando un contrasto visivo tra il dato surreale e gli elementi riconducibili a realtà quotidiana, ricavando così, una nuova visione dell’essere immaginifica. Filosofegiando al tramonto tinto di giallo 2016 - Olio su tela cm 70 X 50

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To my dear Hilton dog 2017 - Olio su tela cm 140 X 120

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Marisa Lelii Nereto (TE) 1945 Via xxv aprile 15/7- Nereto (TE) / tel. 0861.856007 - 338.8996913 / marisa.lelii@virgilio.it

“La mia arte si inserisce nell‘attualità dell’epoca post-moderna in quanto vive e accompagna di pari passo gli eventi del contesto umano e ambientali di questi anni, con un approccio attento e critico in tematiche più possibile vicine all’universo femminile. Essa vuole mantenere elementi tradizionali quali ad esempio quelli presenti nell’espressionismo affianco a elementi di carattere più sperimentali quali per esempio quelli dell’arte-istallazione, arte-performance, arte concettuale ecc... Tuttavia la mia arte si libera dei canoni classici rappresentativi, per assumere il gesto della concettualità. Quello che io tendo a mettere nell’opera è la volontà di esprimere i concetti e le tematiche secondo la loro attualità del momento. Attraverso una volontà introspettiva l’intento è di cogliere l’essenza di un’emozione, con una tecnica che tende a una purezza del disegno, spogliando il reale di orpelli e trucchi per presentare una realtà nella sua nudità e semplicità.”

Adamo 2015 Plexiglas cm 195 x 75 x 5

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Eva 2015 Plexiglas cm 195 x 88 x 5

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Lauro Lessio Cavarzere (VE) 1942 Via delle Alpi, 6 - 10138 Torino / tel. 011.4342846 - 338.4655119 / laurolessio@libero.it / www.laurolessio.it

GDPA Rotterdam skyline N.2 2011 Tecnica mista cm 70 x 70

Dopo aver frequentato l’Istituto Tecnico di Adria nel ‘59 si trasferisce a Torino. I suoi primi lavori risalgono agli inizi degli anni sessanta. Dopo una prima fase di credo naturalistico, approda ad interessi plastico formali, con la conoscenza della teoria gestaltica. Fin dall’inizio degli anni ‘70 il suo interesse artistico è rivolto all’archittettura moderna che analizza indagandola attraverso un lavoro di decostruzione dell’immagine. Nei primi anni duemila concentra l’analisi sugli impianti sportivi e le opere realizzate in occasione delle olimpiadi di Torino 2006, dando vita ad un nuovo ciclo tematico, fluttuante ed aperto (GDPA - Glocal Decostructive Painting Architectonic). Successivamente ha prodotto lavori sugli skyline di Rotterdam e Milano. Vive e opera a Torino e Bene Vagienna (CN). Personali a Torino, Milano, Venezia, Firenze.

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GDPA Rotterdam skyline N.3 2011 Tecnica mista cm 70 x 70

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Daniela loi Cagliari 1965 Tel. 329.9260853 / www.danielaloi.it / danielaloi@ymail.com

Inizia a dipingere sin da bambina, per poi appassionarsi sia alla pittura che alla moda, unendo così all’attività pittorica la creazione di collezioni di strutture tessili e abbigliamento. Frequenta l’atelier del praghese Michal Stupka, artista di grande vaglia prematuramente scomparso. Dal 2001 espone in numerose mostre collettive, in ambito regionale, nazionale ed internazionale. Dal 2005 fa parte dell’Associazione culturale Il Caffè dell’Arte, Cagliari. Nel 2010 tiene la sua prima personale presso la Galleria Oldrado da Ponte, Lodi. Dal 2011 fa parte dell’Associazione culturale Holos Accademia Dialetti Visivi, Bolzano. Le opere degli ultimi anni, dipinti e sculture, sono frutto della ricerca sulla figura mitologica della Dea Madre, archetipo di grande e ambivalente potenza, che racchiude in sè il mistero della nascita, della morte e della rigenerazione, non solo della vita umana, ma di tutta la vita sulla Terra, e addirittura dell’intero cosmo.

Infinitum mater 2017 tecnica mista terracotta, corde, rame cm 60 x 60

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Alessandro Maio S. Marco d’Alunzio (Me) 1966 Via Nazionale, 212 - Torrenova (Me) / tel. 320.7828578 / alm8203@libero.it / fb: Alessandro-Maio-Pittura

Frequenta l’ateliér del maestro John Picking. Ha esposto in diverse collettive ottenendo riconoscimenti e apprezzamenti dalla critica. Hanno scritto di lui: Alessandro Celli, Gianluca Covelli, Giorgio di Genova, Enzo Le Pera, Felicia Lo Cicero, Giuseppe Possa, Paolo Levi, Daniele Radini Tedeschi, Vittorio Sgarbi. “Attraverso i miei dipinti intraprendo un viaggio fantastico all’interno della materia. Le velature sovrapposte suggeriscono, che quanto di visivo viene percepito dai nostri sensi, non corrisponde all’effettiva realtà. Con il puro gesto istintivo, l’utilizzo dei colori e la razionalità delle velature geometriche intendo rendere l’idea di un ordine implicito superiore dove avrebbe dimora il tutto. L’ipotesi di esistenza di altri universi o altre dimensioni viene proposta seriamente dalla fisica moderna”. Iside 2014 - Acrilico su Tela - cm 120 x 80

Principali Mostre Collettive: PALERMO - Porto Franco - a cura di Vittorio Sgarbi - Luglio 2014. ROMA - Triennale di arti visive - padiglione nazionale università La sapienza - a cura di Daniele Radini Tedeschi - inaugura Achille Bonito Oliva giugno 2014. XLIII PREMIO SULMONA 2016 – invito rassegna internazionale d’arte contemporanea a cura di Giorgio Di Genova ed Enzo Le Pera Novembre 2016.

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Marco MANZO ROMA 1968 Via I. Piccagli, 3 - RM / tel. 06.30311710 - 337.743304 / marcomanzotattoo@hotmail.com. / marcomanzo.com

Si diploma come geometra e giovanissimo, data la passione per il disegno, inizia a tatuare con strumenti di fortuna. Venticinque anni fa apre il primo studio di tatuaggi di Roma nord, il Tribal Tattoo. Oggi è considerato il precursore dello stile Ornamentale. Docente nei corsi professionali di tatuaggio e Piercing italiani e sperimentali Europei sin da quando sono stati istituiti. Vincitore di 70 premi, tra cui quelli di Berlino, Londra, Parigi, New York. Le sue opere sono pezzi unici, nati dai disegni della sua compagna Francesca Boni, studiati appositamente per ogni singola persona. I suoi tatuaggi sono entrati all’interno dei Musei di Arte Contemporanea, tra i quali Il MAXXI di Roma, il Macro Testaccio e la Gagosian Gallery di New York. Inoltre ha esposto la moto BMW Nine-T con la sua personale customizzazione all’interno della galleria Benucci di Roma. A Marco Manzo si deve l’ingresso del tatuaggio nell’arte contemporanea. Negli ultimi, anni si dedica a una serie di sculture tatuate denominate arte nell’arte, sulle quali incide, con la medesima tecnica riservata al tatuaggio, ornamenti e decorazioni che caratterizzano il suo stile.

Pagina a fronte

il tatuaggio del terzo millennio evoluzione di un uomo tatuato Installazione foto a destra Particolare

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opere e artisti

Lâ&#x20AC;&#x2122;installazione è composta da: 2 teste scultoree nate dalla collaborazione tra Manzo e Marcello Simonetti, sulle quali sono stati incisi, dallo stesso Manzo, elementi ornamentali come foglie di acanto, utilizzando le stesse tecniche previste per lâ&#x20AC;&#x2122;esecuzione di un tatuaggio; 1 busto di donna con incisi motivi ornamentali mediante la penna cheyenne gold; 4 foto ritraenti modelle che indossano tatuaggi di Manzo scattate dai fotografi Valter Sambucini ed Artur Czerwinski

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Prospettive del terzo millennio

Renato MARINI Larino (CB) 1955 Via Alessandro Volta 3 - Campomarino (CB) / tel. 333.2678508 / centroculturaleilcampo@yahoo.it

Frammenti di paesaggio 2013 - t.m. su tela cm 60 x 60

Vive ed opera a Campomarino (CB). Inizia l’attività a metà anni ‘70; nel ‘90 fonda il Centro Culturale il Campo che opera nel panorama artistico nazionale ed internazionale. Promotore culturale, organizza eventi artistici; da ricordare la mostra omaggio al maestro Christo e sua moglie Jeanne Claude al Campo, in occasione del ventennale dalla fondazione del Centro. Ha partecipato a diverse esposizioni tra le quali: 52a Biennale d’arte di Venezia (eventi collaterali); molte edizioni del Premio Sulmona (premiato anche con targa d’argento); alcune edizioni Premio Termoli; Premio Valle Roveto; Premio G. B. Salvi di Sassoferrato. Le sue opere sono in Musei, Gallerie e spazi pubblici. Diversi critici e storici dell’arte di sono interessati alla sua ricerca artistica. La sua tecnica originale stacca la sua pittura da una pura rappresentazione del paesaggio e le permette un’interpretazione intensa. Vittorio Sgarbi Oltre alla pittura pratica anche la poesia. La sua è una pittura di gioia, evidentemente aiutato in questo anche dalla sua vena lirica. Magnifico interprete del paesaggio molisano, filtrato attraverso gli occhi della sua sensibilità e reso fin quasi al limite dell’astrazione. Enzo Le Pera

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Laura Mascardi Genova 1955 Via Teodoro II° di Monferrato 2 - 16156 Genova / tel. 340.1684201 / laura.mascardi@libero.it

Dopo il frangente 2017 Acquerello tecnica mista cm 70 x 70

Laura ha cominciato a dipingere giovanissima nello studio della mamma, l’artista Anna Ramenghi. Negli anni ha partecipato a varie rassegne d’arte ottenendo sempre apprezzamenti per l’originalità della tecnica: l’uso dell’acquerello su carte di grandi dimensioni e su tela. La prima mostra personale è del 1985, l’ultima Odore di rose e di salsedine tenuta a Castel San Pietro Terme (BO) nel 2016, dove ha esposto assieme ai lavori di Anna Ramenghi. L’opera qui esposta fa parte di una nuova ricerca tecnica ed espressiva dove Laura cerca di lasciare libero il pensiero nella rapidità del gesto, ottenendo risultati di trasparenze e corposità che bene si addicono al soggetto che predilige da sempre, il mare. La fluidità del frangente sferzato dal vento, dove tutto si fonde in allegoria come percezione della forte spinta vitale delle maree, è l’alfabeto col quale esprimere tutte le sfaccettature del vissuto. Quello che oggi in questo lavoro emerge, dopo lo squasso del frangente che tutto ha sconvolto e sommerso, è il riaffiorare lento della serenità lambita da bianchi bagliori come i ricordi che sempre accompagnano ogni attimo del vivere.

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Luciana MASCIA Napoli 1948 Via Saverio Altamura, 2 - NA / tel. 081.5797172 - 338.5952356 / lucianama@libero.it / fb: luciana mascia

Lampedusa 2016 - T. m. su tela - cm 60 x 80

Artista napoletana, educatrice impegnata nel sociale, è vicepresidente della sezione napoletana dell’UCAI. Sin dagli anni ’70 partecipa a importanti mostre ed eventi in Italia e all’estero. Dal 2004 porta l’arte contemporanea nell’Istituto Alfonso Casanova, che dirige, dove le opere degli artisti sono rimaste in esposizione permanente. Nel 2009 è in Cina, per una mostra internazionale. Partecipa alla 47-esima edizione del Premio Sulmona e al Mitreo di Roma, nel 2016, espone per Eros, su invito di Giorgio di Genova. Nel 2016 alla Bene Biennale di Benevento e, poi, a Villa Farsetti, Venezia, alla Sesta Biennale, con una personale; al Castello di Corigliano Calabro per Periscopio sull’arte e al Museo Diocesano di Napoli per il Giubileo delle Arti. Da gennaio 2016 segue, in Italia, l’Omaggio a Totò di Arteuropa, presentando l’evento in molte sedi prestigiose e a maggio 2017 cura la mostra, a Castel dell’Ovo, a Napoli. A marzo, per Scambi di Confine, espone a Benevento e a Perugia. è presente nelle edizioni 2015-16.17 di Percorsi d’Arte in Italia. A marzo, per Scambi di Confine, curata da Maurizio Vitiello, espone a BN e a PG. é presente nelle edizioni 2015-16-17 di Percorsi d’Arte in Italia.

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opere e artisti

Emidio MASTRANGIOLI Popoli (PE) 1988 Via W. Kaden, 46 - Sulmona (AQ) / Tel. 086456460 - 338.1423514 / www.emidiomastrangiolipittore.it

Natura viva 2017 olio su tela cm 70 x 55

Studia all’Istituto d’arte della sua città. Negli anni attraversa molti periodi di passaggio stilistici, per poi approdare alle sue nature vive, caratterizzate da bottiglie e oggetti stilizzati e alterati che sono il sigillo stilistico dell’artista. Opere nelle quali il segno discontinuo ma autonomo, come se fosse inciso nella tela, può presentarsi come un’entità più complessa e caratteristica ma proprio per questo dotato di nuove valenze allusive e di imprevedibili capacità evocatrici. Dal 2005 ha al suo attivo diverse personali e collettive. Partecipa su invito al XXXIX, XLIII, XLIV Premio Sulmona, oltre a numerose esposizioni a rassegne d’arte in varie città italiane ed estere ricevendo premi e riconoscimenti.

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Rita MAzza Roma 1953 Via Appia Antica, 228 - Roma / tel. 339.4936612 / rita-mazza@tiscali.it

Ha studiato pittura con Giovanni Arcangeli, scultura con Giovanni Meloni. In primo luogo paesaggista, ha comunque dedicato gran parte del suo lavoro alla pittura sacra. Un altro tema privilegiato è quello dell’antichità classica, in cui trovano spazio sculture, frammenti, anfore; un ciclo pittorico rivolto principalmente alle realtà museali del Lazio: i Musei Archeologici di Lavinium, di Lanuvio, di Fara Sabina, e di Alatri.

Forme arcaiche 2009 Olio su tela cm 60 x 70

è nel gruppo di lavori che rappresentano dei vasi antichi che l’artista svela anche la sua anima di modellatrice della forma, dove gli oggetti, vere e proprie sculture finiscono per acquistare sembianze umane. I vasi dipinti sono nature morte che contengono la vita nella sua estensione. Giovanni Papi

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opere e artisti

Monica Melani Roma 1960 Via Poggio Verde, 40 Rm / tel. 393.9593773 / info@monicamelani.org / monicamelani.org / metodomelajna.it

Aprirsi alla Realtà dell’Anima II 2011/2017 - Acquarello metodo melAjna® cm 35 x 50

Le opere della serie Aprirsi alla Realtà dell’Anima sono il frutto di due o più incontri in cui l’artista guida chi desideri guardarsi dentro e realizzare un’opera personalizzata con il metodo melAjna®. Dopo un breve colloquio, si lasciano cadere sul foglio bagnato, come fosse uno specchio, gocce di colore con un pensiero/intenzione al centro del cuore: ne derivano, per interferenze d’onda, forme altrimenti invisibili agli occhi, memorie, talenti e tracce di vita che appartengono alla Realtà dell’Anima, al di là di spazio e tempo. Un viaggio interiore, in sintonia con Se’ stessi e con quell’Energia che é in tutto, come peraltro sperimenta la fisica quantistica. Un modo per liberare la Fonte della Vera Conoscenza da gabbie, condizionamenti, convenzioni e strutture create dalla mente, poiché tutto è interconnesso - Entangled dice la scienza - e l’essere umano, l’osservatore che scegliendo attiva una delle tante possibilità quantiche. Un modo concreto per ricordare che siamo co-creatori della nostra realtà.

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opere e artisti

Prospettive del terzo millennio

Roberto MELFI Isernia 1963 Via L. Testa, 13 - Isernia / tel. 08 65411942 - Mobile 335.6863190 / roberto@melfiprogetti.it

Senza Titolo (7.002) 2008 - acrilico su cartone cm 150 x 100

Si laurea presso l’università La Sapienza di Roma. Sulla lezione degli artisti informali, gestuali e di quelli astratti, la sua pittura è segnica e informale anela al richiamo di una pittura primitiva. Attraverso l’utilizzo di poche forme si possono descrivere concetti reali, sono le forme che cerchi una vita intera ma che restano sempre celate nel fascino dell’irrisolutezza. Non siamo davanti all’arte come pittura eseguita, ma come atto dell’eseguirla, è il gesto che la rende concreta; ricerca della apparente casualità, riflessione sul segno che diventa azione. Ha esposto in personali ed ha partecipato a mostre collettive. Presente in Percorsi d’Arte in Italia, anno 2016 e anno 2017, a cura di Giorgio di Genova e Enzo Le Pera, Rubbettino Editore. Si sono interessati alla sua opera: Gioia Cativa, Antonio Zimarino, Maurizio Vitiello, Giorgio Grasso, Antonio Picariello, Tommaso Evangelista, Ferdinando Creta, Paola Viola, Giorgio Berchicci.

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Prospettive del terzo millennio

opere e artisti

Mauro molinari Roma 1942 Via Paolina, 25 - Velletri (Rm) / tel. 328.6947561 - 06.9634072 / arte@mauromolinari.it / www.mauromolinari.it

Primavera1 2017 - acrilico su tela cm 110 x 90 x 6

La sua lunga ricerca artistica è contrassegnata da cicli diversi, come quelli dedicati alla pittura scritta, ai libri d’artista, alla reinterpretazione degli antichi motivi tessili, e nell’ultimo decennio al racconto della città e della sua caotica umanità. Ha esposto in innumerevoli mostre personali e collettive, in musei e gallerie in Italia e all’estero. Si è avvalso dell’apprezzamento e della presentazione di noti critici. “La qualità smagliante della tecnica rende questa immagine cristallina e luminosa, come un cielo primaverile. Un uomo sorride sognante, una donna occhieggia, un omino più piccolo porta un alberello. Tutti i colori e il simbolismo della scena contribuiscono a creare l’emozione della primavera - un altro inizio - imminente.“ Emanuela Carone

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opere e artisti

Prospettive del terzo millennio

Patrizia MOLINARI Senigallia (AN) 1948 Via Dei Serpenti, 74 - Roma / tel. 335.1047062 / patriziamolinari12@gmail.com / www.patriziamolinari.com

Mediterraneo 2017 - foto stampa inkjet su carta cotone e olio - cm 50 x 100

Laureata in Lettere all’Università di Bologna; Corso di specializzazione in Storia dell’Arte all’Università di Urbino; Prof. emerito di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti; membro del comitato d’onore della Fondazione Dià Cultura e della Commissione nazionale A.O.N.I. Ha iniziato a dipingere nel 1974 con una ricerca sul bianco e sul monocromo, studiando le interazioni con la luce. Ha realizzato: opere pubbliche, come l’obelisco Verso Lo Spazio a Roma, sculture in fibre ottiche e pietre per il Parco di Capo Colonna a Crotone, Senigallia, Delfi e sculture di vetro sul Lungo Tevere a Roma; grandi progetti in vetro per Venezia Aperto Vetro, 1998 e per la Biennale di Venezia, 2001. Le sue opere sono presenti in numerosi musei. Ha vinto tre primi premi in concorsi nazionali con progetti di fontane. Ha esposto in Italia, Europa, Emirati Arabi, Bangladesh e Stati Uniti; e partecipato a conferenze e seminari di Storia dell’Arte in Italia, Europa, Emirati Arabi, Oman e Bangladesh.

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Prospettive del terzo millennio

opere e artisti

Lucio monaco Mosciano Sant’Angelo (TE) 1957 Via Che Guevara, 20 - Mosciano (TE) / tel. 329.4248125 / luis.monaco@alice.it

Gianni Agnelli nel presente 2017 - decollage su tavola cm 40 x 40

Compie gli studi artistici presso l’Istituto d‘arte ‘San Berardo’ di Teramo e nel 1975 consegue il diploma. Nel 1980 si trasferisce in Lombardia e inizia a prendere lezioni di figura dal vero dai Maestri Comaschi. Ha allestito mostre personali e partecipato a Collettive Nazionali e a concorsi di pittura ottenendo. I suoi dipinti e decollages sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private. La sua ricerca mostra qualche riferimento alla Pop Art americana; ha, però, un’evoluzione molto personale, che rende immediatamente identificabili le sue opere. La sua maniera artistica può, a prima vista, essere accostata a quella di Mimmo Rotella, soltanto per superficiale valutazione: Rotella usa frammenti di immagini strappate da manifesti pubblicitari, immagini fredde e d’impiego cerebrale, poi collocate nelle tele secondo le varie tecniche della Pop americana; Monaco segue invece sensazioni interiori, particolarmente legate alla sua emotività suscitate in lui specialmente da pellicole di film celebri, che sono alla base della storia del cinema internazionale, che lo portano a realizzare opere dai forti connotati sociali.

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Prospettive del terzo millennio

Mario NACCARATO Cosenza 1956 C.da Cavaglioti, 28 - CZ / tel. 333.7432291 / manotracciaora@gmail.com / www.marionaccarato.altervista.org

Il periodo del Liceo Artistico, vissuto in coincidenza con il fermento artistico, politico e culturale degli anni â&#x20AC;&#x2DC;70, rappresenta quello del perfezionamento della tecnica figurativa, ma anche del suo definitivo abbandono, siccome attratto da nuove forme di sperimentazione e dalle avanguardie. La ricerca di tecniche espressive nuove ed originali si evolve e si affina negli anni, studia allâ&#x20AC;&#x2122;Accademia di Belle Arti di Catanzaro conseguendo, il titolo accademico del corso di studi in Scenografia; consegue la laurea specialistica in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo presso la stessa accademia.

Dalle origini al futuro 2017 tecnica mista, legno vetro, radici, tela, pigmento cm 100 x 70 x 30

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opere e artisti

Eliana NOTO Catanzaro 1980 E-mail: elinoto1980@gmail.com / Facebook: ElinArt

Svolge la sua professione di farmacista a Rossano dal 2004. Sin dall’infanzia ha avuto uno spiccato senso artistico che l‘ha portata ad avere dei riconoscimenti già in giovane età. Attratta dal figurativo, negli ultimi tempi sta riscoprendo un forte senso di appartenenza verso l’informale che la stimola a ricercare nuovi materiali e forme di espressione.

Notte Incantata 2017 olio, acrilico, polveri di legno, resine, combustione su tela cm 80 x 60 

Tra le partecipazioni più importanti menzioniamo: 2016 - collettiva Libera Ispirazione, complesso S. Sofia, Salerno, a cura di S.Pasquali. 2017 - mostra itinerante Stars Of Art, Roma, Bologna, Parma, Praga, a cura dell’associazione galleria d’arte Il collezionista. 2017 - collettiva contro il razzismo al CAM - museo di Casoria. 2017 - partecipazione al festival Deod Art, Strasburgo. 2017 - premiata alla Biennale della Sibaritide, castello ducale di Corigliano. 2017 - concorso/mostra Geni Comuni, Museo del Presente a Cosenza.

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Prospettive del terzo millennio

di Eliana Noto: Percezioni 2017 - Acrilico, resine, combustione su tela con cornice invasa - cm 75 x 55Â

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Prospettive del terzo millennio

opere e artisti

Carmen NOVACO Portici (NA) 1948 Via Salute, 51 – 80055 Portici (Na) / tel. 335.5751959 / carmennovaco@hotmail.it

Cubo n.1 2016, t.m. cm 80 x 83 x 87

Ha manifestato sin dalla giovane età una spiccata creatività ed il suo interesse verso la scultura, la pittura ed il design coinvolgendola per oltre un decennio nel mondo della moda e del design realizzando importanti progetti nello scenario nazionale ed internazionale, fin quando nel 2013 espone per la prima volta i suoi lavori che evidenziano la sua propensione per l’arte geometrica e sperimentale. La particolarità che emerge dalle sue opere sono riscontrabili negli effetti ottici derivanti dalle forme e dai colori, che contribuiscono ed esaltare la precisione del taglio pulito dei materiali impiegati. I giochi di luce e i riflessi da essi propagati, coinvolgono pienamente il fruitore, il quale anch’esso si sente protagonista in questo gioco ludico di colori. Opere in esposizione permanente al Geometric end Madi Museum di Dallas ed in Casa Museo Sartori di Mantova.

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Prospettive del terzo millennio

Ilaria Occhigrossi Roma 1969 via Latina, 33 - Roma / tel. 349.6121213 - 06.7857173 / ilariaocchigrossi@yahoo.it / fb: IlaBigeyes

Cresciuta nell’ambiente artistico della madre, Gisella Meo, dalla quale ha appreso l’amore per la materia e per i supporti, è attiva soprattutto nell’ambito della poesia visiva e della poesia concreta. Ricorre alla fotografia e alla scrittura come mezzi di trasfigurazione della realtà. Utilizza le tecniche dell’assemblaggio e del collage, e predilige la poetica dell’objet trouvé. Agli studi politici e all’esperienza nel campo della solidarietà internazionale deve l’interesse per le problematiche sociali, e a se stessa la malizia e l’autoironia nell’osservare ciò che la circonda. Nel lavoro Il dolce naufragar gioca con l’eterno mistero del mare, inteso come infinito spaziale ma anche temporale nel quale abbandonarsi e naufragare dolcemente. Riprende la riflessione sull’Infinito leopardiano, avviata negli anni ‘90, per esprimere l’idea di poter regalare all’oceano il proprio pensiero inespresso, affidandone ai suoi flutti la deriva perpetua o un futuro approdo, senza la certezza di chi e come potrà raccoglierla.

Il dolce naufragar 2017 - Tecnica mista, libro-oggetto - cm 25 x 34

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opere e artisti

Salvatore Oppido Napoli 1945 Via Torquato Tasso, 169/c - 80127 Napoli / tel. 338.7610363 / soppido@libero.it

Maestro riconosciuto per l’uso sapiente e raffinato delle tecniche incisorie, che affida ad una delicata introspezione il senso della propria azione orientata a valorizzare il ruolo e la destinazione della manualità artistica in un contesto sovrannazionale e capace di non disperdere, anche in termini formali, il valore eterno della cultura. Ha esposto a più riprese in tutta Italia e all’estero dall’edizione del 1966 della Biennale dell’incisione per giovani in Tolentino (MC) fino al 2° Global Print 2015 a Douro in Portogallo. Il suo lavoro viene seguito con attenzione ed interesse dalla critica ed in particolare suscita consenso la sua capacità di disporre con sapienza delle diverse tecniche. Per questa sua maestria, unanimamente riconosciuta è stato invitato nel 1986 ad esporre presso le Nations Unies a Ginevra e nel 1989 alla School of Art presso la Northern Illinois University di Chicago. Ha insegnato per molti anni grafica presso diversi Istituti d’Arte e ha collaborato con diverse stamperie ed editori, tra cui Il Laboratorio, L’Arco e L’Arca in Nola, le edizioni Il Cammello in C.mare di Stabia, L’Aquila di mare in Napoli realizzando per essi molte edizioni.

Migranti 2017 - Digital Art Giclèe cm 160 x 100

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Prospettive del terzo millennio

Lucia Paese S. Pietro in Guarano (CS) 1954 Via Pastrengo, 130 – Acri (CS) / tel. 347.1878377 – 0984.954551

Pittrice figurativo-espressionista, performer e fotografa, è impegnata, oggi, in percorsi sperimentali dell’Arte contemporanea in una nuova espressività che prende il nome di LocusArs…, movimento artistico culturale nato in seno al programma CERTIS (Centro Eccellenze regionali Territoriali Integrate Sostenibili). Per la qualità e l’interesse suscitato dai suoi lavori le sono stati conferiti riconoscimenti artistici, culturali e premi di notevole prestigio. Da anni sostiene la causa del popolo tibetano attraverso gli eventi nazionali ed internazionali del Padiglione Tibet a cura di R. Maggi (Venezia, 2013, 2015, 2017) e Biennale del Fin del Mundo, Buenos Aires–Argentina. Chi salverà la mia terra? 2017 - tecnica mista su tela - cm 150 x 100

è stata presente alla Biennale di Venezia, 12. Mostra Internazionale di Architettura, con l’evento Oltre il Giardino - Un giardino Globale con testimonianza critica di Gillo Dorfles; alla 54. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, Padiglione Italia, a cura di Vittorio Sgarbi; alla 15. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia con l’evento Without Land/ Senza Terra a cura di Boris Brollo.

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opere e artisti

Maria Camilla Pallavicini Roma 1940 Via XXIV Maggio, 43 - Roma / Tel 06. 83467000 / mcp@pallavicini.it

Nata a Roma dove vive e lavora, ha frequentato negli anni sessanta a Salisburgo la Scuola del Vedere di Oscar Kokoshka a cui deve la sua prima formazione. In seguito ha visitato la Spagna lavorando a fianco del paesaggista Benjamin Palencia. Tornata in Italia ha vissuto varie esperienze pittoriche, intercalate da altre attività. Ha esposto nel 1982 a Venezia alla Galleria Graziussi e nel 1983, 1985 e 1987 a Roma, allo Studio S di Carmine Siniscalco, nel 1986 a Palazzo Massari a Ferrara, nel 1991 all’Associazione A.S.C.B.E. di Strasburgo in Francia, nel 1992 a New York presso la Nour Foundation e nel 1998 a Roma all’Istituto Internazionale per l’Arte Contemporanea. Oltre ad aver partecipato negli ultimi anni ad alcune collettive la sua più recente personale si è svolta presso la Galleria d’Arte il Triangolo a Cosenza con la mostra Geometrie 2016-2017 in occasione della quale è stato pubblicato il catalogo Opere 2017-1962 a cura di Giorgio Di Genova ed edito dalla Gangemi Editore. L’intera produzione di Maria Camilla Pallavicini è una narrazione per segni e colori di stati d’animo. Ogni opera è una pagina di diario, che nel suo insieme può essere considerato una metafora visiva di un’autobiografia coscienziale, in cui ogni segno ed ogni colore esprimono aspetti momentanei della propria sensibilità interiore, in cui le apparenze perdono oggettività per farsi essenze. Giorgio Di Genova Labirinto per il ritorno alla luna 2017 - Pittura su tavola cm 65 x 65

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Prospettive del terzo millennio di Maria Camilla Pallavicini Cantano la brina e i cristalli 2017 - Pittura su tavola - cm 75 x 50

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Prospettive del terzo millennio

opere e artisti

Roberta Papponetti Francavilla a Mare (Ch) 1966 Strada S. Elena 5b, Francavilla / tel. 392.6564964 / papponettiroberta@gmail.com/ FB: Roberta Papponetti

Artista poliedrica, pittrice e scultrice, è presente nel palcoscenico artistico da 30 anni in qualità di artista e di organizzatrice di eventi. Presente nel Premio Gabriele D’Annunzio, Pescara; Premio Arte, Salerno; Triennale di Arti Visive nell’Altare della Patria, Roma, a cura di Gianni Dunil, selezionata da Achille Bonito Oliva; prima e seconda Biennale, Palermo, selezionata da Sandro Serradifalco. Ha esposto presso: Galleria La Pigna, Roma, selezionata da Carlo Caraffa; Centro d’Arte San Vidal, Venezia; Royal Arcade Gallery, Londra. Collabora con la Casa Editrice Alessandro Costanza, Caltanissetta. La sua voce è presente in cataloghi d’arte: Percorsi d’arte in Italia, 2017, Rubbettino Editore; Dizionario degli Artisti, 2014, a cura di Alessandro Costanza; Catalogo della Triennale di Arti Visive, Roma, con prefazione di Vittorio Sgarbi. Molteplici le personali, su invito anche di Enti Pubblici.

Laguna 2017 Tecnica mista olio cm 100 x 100

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Prospettive del terzo millennio

Marina PARENTELA Roma 1942 Pieve D’Agnano, 14 - SS 219, Km. 41 - Gubbio (PG) / tel. 347.9245433 / marina.parentela@gmail.com

Allieva dello scultore Pericle Fazzini ha frequentato l’Accademia di Belle Arti. Ha insegnato presso i licei Artistici di Roma. Ha vinto selezioni di opere d’arte nelle opere pubbliche collocando le sue sculture presso varie regioni d’Italia. Dal 1962 ad oggi ha partecipato a varie esposizioni in Italia e all’Estero. è stata inserita nei Volumi: Achivio Storico degli artisti, Italia ‘900, Anno 1999; Opere d’Arte nelle Opere Pubbliche, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma; Percorsi d’Arte in Italia 2016, Rubbettino editore; Italiani, Dalla Figurazione al Concettuale, 2017; Enciclopedia dei Poeti Italiani Contempornei.

In alto e a fianco

Guardami 2010 Scultura: Gomma e materiali vari cm 100 x 100 x 50

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Prospettive del terzo millennio

opere e artisti

Luciano PEA Gottolengo (BS) 1961 Via F. Carini, 4, Brescia / st. Via A. Gallo 5 / tel.339.2152577 / info@pealuciano.com / www.pealuciano.com

Si è formato all’Accademia di Belle Arti di Brera. Docente di incisione e tecniche pittoriche alla Libera Accademia di Belle Arti (L.A.B.A.) di Brescia. Attivo con esposizioni in ambito nazionale dalla fine degli anni ’80. Ha partecipato a esposizioni e manifestazioni internazionali, fornisce contributi artistici per eventi culturali. Numerose pubblicazioni di opere su cataloghi e libri d’arte, ricordiamo in particolare quelle per le Edizioni l’Obliquo. L’opera presentata fa parte di una serie che indagano la concentrazione cromatico-materica in spazi geometricamente definiti. Evocano concrezioni naturali che il tempo sedimenta in ogni luogo. Strutture minimali, residuali che l’occhio coglie nei luoghi di deposito della materia. Recensioni da: Paolo Bolpagni, Simona Bartolena, Mauro Corradini, Pia Ferrari, Giorgio di Genova, Anna Lisa Ghirardi, Giampiero Guiotto, Araxi Ipekjian, Fausto Lorenzi, Franco Migliaccio, Carmela Perucchetti, Marcello Riccioni, Vanda Sabatino, Maurizio G. M. Vicari, Mariella Segala, Maria Zanolli.

Pozzi di marea 2017 T. m. su tavola cm 75X75

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opere e artisti

Prospettive del terzo millennio

Salvatore Pepe Praia a Mare (CS) 1962 Studio in Via P. Lanza 5 - Praia a Mare (Cs) / tel. 391 739 0840 / salvatorep62@libero.it

Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Roma. Docente nei Licei. Del 1988 è la sua prima personale al Palazzo dei Priori di Perugia. Seguiranno: Centro Di Sarro, Roma; Centro l’Idioma, Ascoli Piceno; Casa di Giorgione, Castelfranco Veneto; Artoteca Alliance, Bari; Casa delle Culture, Cosenza; Galleria Qal’At, Caltanisetta; UNICAL, Rende; Casa degli Artisti Gallipoli; Palazzo della Regione, Trento; MA.CO. Maratea e nel 2016 M.A.M., Cosenza.

Luoghi del tempo/03-1 2017 Tecnica mista su tela cm 120 x 80

Si esprime con un’arte polimaterica, geometrica, rigorosa e minimale e si occupa di installazioni multimediali. é stato invitato a rassegne in Italia, USA, Israele, Malta, Turchia, San Marino, Spagna, Inghilterra e Polonia. Nel 2014 gli è stato conferito il Premio Limen Arte 2013-Artisti calabresi. Nel 2017 partecipa a Ponte di conversazione con Paolo Aita al Complesso San Giovanni, Catanzaro. Ha curato i video Nato Frascà - L’Arte all’ombra di un’altra luce e L. Pignotti e la poesia visiva. Hanno scritto di lui: P. Aita, P. Balmas, A. D’Elia, G. Mayaud, A. Masi, T. Sicoli, M. Vinella. Articoli su Flash Art, Segno, Juliet, Repubblica, La Nazione. Un suo monumento, La porta del Sole, 2000, sul lungomare di Praia. Sue opere al Maon di Rende e in collezioni pubbliche e private.

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Prospettive del terzo millennio

opere e artisti

Giovanna perillo Napoli 1948 Via Courmayer 95 - Roma / Tel. fax: 06 3057994 / mobile 340.9677235

Times 2017 Gesso e acrilico su tela cm 70 x 7 0

Sin dall’adolescenza si occupa di arte. Frequenta il liceo artistico, che abbandona per seguire i corsi di disegno al museo di Napoli. Nel ‘69 si trasferisce a Roma, segue la Scuola Libera del Nudo e prende lezioni private di prospettiva e di pittura. Dopo un breve periodo surreale, approda all’oggetto geometrico inventato, decostruttivo-costruttivo e presupponendo la spazialità delle tele come cosmica, dette immagini aniconiche in dinamismo ma bloccate in una frazione infinitesimale di tempo-spazio. Mostre: Roma: Studio del Canova; Spazio visivo; Palazzo Valentini; Galleria L’Ariete; Galleria Vittoria; Arte Expo, Palazzo delle Civiltà del Lavoro; Studio Logos, Galleria d’arte e design; Archivio Quadriennale Palazzo delle Esposizioni; Casina Giustiniani; Viterbo: Rassegna nazionale Nuove tendenze; Venezia: Le Zitelle; Venturina: Fiera Etruria arte; Perugia: Premio Trevi Flash art museum; Firenze: Premio Firenze; II Biennale internazionale d’arte contemporanea Fortezza da Basso; Montecarlo: Quadriennale, Premio Oscar; Riccione: New art promotion; Padova: Fiera; Ferrara: Galleria Alba; New York, Arte Expo; Vicenza: Casa Real de Saxe Coburgo Braganza; Padova: Fiera; Reggio Emilia: Fiera; Riccione, Arte e motori.

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opere e artisti

Prospettive del terzo millennio

di Giovanna Perillo Ambivalenza 2017 - Gesso e acrilico su tela cm 70 x 70

Mostre: Roma: Studio del Canova; Spazio visivo; Palazzo Valentini; Galleria L’Ariete; Galleria Vittoria; Arte Expo, Palazzo delle Civiltà del Lavoro; Studio Logos, Galleria d’arte e design; Archivio Quadriennale Palazzo delle Esposizioni; Casina Giustiniani; Viterbo: Rassegna nazionale Nuove tendenze; Venezia: Le Zitelle; Venturina: Fiera Etruria arte; Perugia: Premio Trevi Flash art museum; Firenze: Premio Firenze; II Biennale internazionale d’arte contemporanea Fortezza da Basso; Montecarlo: Quadriennale, Premio Oscar; Riccione: New art promotion; Padova: Fiera; Ferrara: Galleria Alba; New York, Arte Expo; Vicenza: Casa Real de Saxe Coburgo Braganza; Padova: Fiera; Reggio Emilia: Fiera; Riccione, Arte e motori.

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Prospettive del terzo millennio

opere e artisti

Alessandro Piccinini L’Aquila 1943 Via Giuseppe Marcotti, 18 – Roma / tel. 06.4391575 - 348.2343394 / alpiart.presenteismo@gmail.com

Quel che resta 2017 acrilico su tela cm 60 x 60

Ha frequentato l’Accademia di BBA di Roma. Ideatore del Presenteismo, movimento artistico incentrato sul tema di un eterno presente della coscienza, è anche ideatore ed organizzatore di eventi tematici, come il Premio S. Quasimodo , L’Arte per la salvezza di Villa Carpegna (Roma), Giuseppe Verdi Forever e L’Aquila Forever... è il quadro della natura, lo specchio dove gli elementi si fanno confusi ma riconoscibili, si aprono al valore primordiale del colore e dell’amalgama e si diffondono puri e genuini in un ambiente frastagliato e drammatico. Assistiamo, grazie alla pittura, ad un processo di metamorfosi nel quale il paesaggio, in questo caso il Monte Morrone, si spegne lentamente e scompare sotto la luce di un tragico agosto. Spiritualità e riflesso, più antichi della terra di Abruzzo, sono ambedue presenti nel dipinto Quel che resta come misura in cui vengono a svanire i riferimenti della forza e della gentilezza cantati nella poesia e nella musica. Alessandro Piccinini

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opere e artisti

Prospettive del terzo millennio

Yajaira M. PIRELA M. Caracas (Venezuela) 1964 V.le A. Ottaviani 107 - 00126 Roma / tel. 338.6816014 / yajaira_pirela@hotmail.com / www.yajaira-pirela.com

Ha compiuto gli studi classici in Spagna e negli anni ‘90 ha frequentato l’Accademia d’Arte di Spagna. A Roma. In tutto il suo processo pittorico l’accenno ad una figura è puramente casuale e non voluto, ma può approdarvi in virtù del sapiente accostamento dei colori e di un impianto pittorico votato al tachisme, che elimina la linea destinando il soggetto ad una chiara interpretazione astratta, pur indagando la dimensione del volume e della profondità. I soggetti sono figure che si celano nel colore. é una pittura intima, di un vissuto che afferra grazie alla tecnica del tachisme, capace di riprodurle artisticamente per il suo carattere veloce e immediato, come le emozioni che vanno e vengono in un brevissimo istante. Nei suoi quadri Yajaira non ricerca la forma quanto l’anima e l’essenza delle cose. Presente nei circuiti internazionali in collezioni pubbliche e private è artista riconosciuta Aiapi-IAA/AIAP-UNESCO.

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Il canto divino delle sirene 2017 olio a spatola 70 x 100


Prospettive del terzo millennio

opere e artisti

Papillone 2016 - olio a spatola 50 X 60

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Prospettive del terzo millennio

Franco Pivetti Cavezzo (MO) 1936 Via G. Benuzzi, 3 - Dro (Tn) / Tel. 339.4373735 / francopivetti@tin.it / www.francopivetti.it

Le figlie di Orio 2010 - acrilico su tela cm 70 x 50

Pivetti va deciso a rebours in quella preistoria mitologica in cui lâ&#x20AC;&#x2122;uomo graffiava con la selce le rocce per consegnarsi, fatto segno, allâ&#x20AC;&#x2122;eternitĂ . Nei suoi disegni circolano quegli antichi geroglifici e quegli scarabocchi che il bambino traccia ancora con suprema perizia, affascinando gli artisti del novecento, da Paul Klee alla transavanguardia. Giorgio Celli

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Prospettive del terzo millennio

opere e artisti

Gustavo Pozzo Napoli 1941 Salita Cariati, 8 - NA / tel. 333.2971783 / pozzogustavo@yahoo.it

Panneggio 2017 Digital Art-Glicée, Tela su tavola cm 100 x 100

Si laurea in giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli per poi formarsi in pittura, grafica e fotografia negli studi dei maestri Mario Fortunato e Salvatore Oppido con cui coltiva conoscenze e amore per l’arte. La sua ricerca artistica nasce soprattutto dalla passione per la fotografia i cui soggetti, come paesaggi e oggetti insoliti, vengono prelevati dalla realtà attraverso la macchina fotografica per poi essere liberamente rielaborati secondo i criteri della digital art e successivamente realizzati con la tecnica del giclée. Ciò allo scopo di valorizzare forme e colori sospese nel tempo e nello spazio quasi a suscitare scenari e significati a volte lontani dal soggetto iniziale. Pozzo si esprime quindi stando al passo con i temi di una società abituata ad una cultura della fruizione rapida e veloce, ma soprattutto globale. Ha aderito al gruppo LAB con il quale è impegnato nella ricerca e nelle applicazioni delle tecniche incisorie e digitali. Numerose sono le sue partecipazioni alle esposizioni più importanti sia in Italia che all’estero.

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opere e artisti

Prospettive del terzo millennio

Luciano Puzzo Siracusa 1946 Via Angelo Emo, 147 – Roma / Tel. 347 .1212200 – 06 .9750312 / lucianopuzzo@libero.it / www.lucianopuzzo.it

Nasce a Siracusa, dove vive fino all’età di 17 anni. Da più tempo vive e lavora a Roma. Dal 1975 all’82 si dedica a tempo pieno alla pittura, partecipando con le sue opere a numerose mostre e rassegne italiane ed estere. Dopo un’assenza durata molti anni, nel 2010 risente forte la necessità di pensare arte e inizia una lunga e intensa ricerca fotografica tesa a indagare nell’ambito sociale, ecologico, ambientale e dell’etica comportamentali realizzando 5 Operelibro. Nel 2014 realizza un ciclo di opere ispirato ai migranti del Mediterraneo, coniugando immagini fotografiche e alfabeto afono, moltiplicato nero su nero, a interventi pittorici via via sempre più presenti. La sua ricerca artistica attuale lo vede impegnato ad approfondire e sviluppare il concetto di afonia intesa come metafora ineluttabile della società contemporanea. Inserendo forti accelerazioni di segni, attraverso cui manifesta il suo dissenso urlato, intende segnalare l’urgenza di contrastare la tendenza alla rassegnazione nei confronti delle problematiche contemporanee.

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Prospettive del terzo millennio

opere e artisti

Ritratto

in alto Ritratto afono in giallo 2017 Acrilici su alfabeto afono e stampa fotografica. Supporto in Forex cm 70 x 100 x 3

Luce di occhi e sguardi smarriti mi giungono improvvisi raccontano storie che non so ascoltare. Se riuscissi a vedere la loro luce e se la comprendessi quella luce sarebbe il mio ritratto.

a fronte Ritratto afono in nero 2017 Acrilici su alfabeto afono e stampa fotografica. Supporto in Forex cm 70 x 100 x 3

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Prospettive del terzo millennio

Myriam risola Bari 1954 Via Tanzi, 8 - (BA) / tel. 080.5542984 - 339.6503837 / miryam.risola@libero.it

Myriam Risola è stata più volte presente nei miei volumi Percorsi d’Arte in Italia, ha partecipato alla quadriennale di Roma e alla Biennale di Venezia nel 2016. Ha vinto BeneBiennale di Benevento. La sua è una pittura che vorrei dire “letteraria” (?!), e non perché appartenga alla letteratura ma perché su un ampio sfondo colorato sistema le lettere dell’alfabeto, oltre a figure geometriche. Sono lettere che non hanno un significato definito, ma servono all’artista per la stesura dell’opera, che servono quindi solo ed esclusivamente come colore nel colore. Le opere della Risola hanno pur sempre un’aderenza alla realtà nel momento in cui dalla realtà estrapola la lettera dell’alfabeto. Cioè il mezzo che consente la scrittura e il dialogo tra gli esseri umani. Myriam Risola crea le sue opere combinando testo, lettere e colore e quant’altro per dare vita alla sua idea, al suo immaginario, al suo essere donna-artista. Enzo Le Pera

Algebra della forma 2017 Acrilici su 2 tele e metallo cm 30 x 106

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Rena Saluppo Pescara 1967 Viale S. Antonio, 1 - Sulmona (AQ) / tel. 338.5061490 - 3385061490 / renasaluppog@tiscali.it

Oltre l’orizzonte 2017 - Olio su tela cm 80 x 80

Formata artisticamente a Pescara, vive ed opera a Sulmona, seconda e decisiva culla del suo percorso pittorico. Diplomatasi nel Liceo Artistico pescarese sotto la guida di Alfredo Del Greco, si laurea in architettura pur non abbandonando mai la sua passione per l’arte che dà luogo alle prime personali all’Aquila presentate da Leo Strozzieri. È a Sulmona che il suo linguaggio, tradizionalmente figurativo con tecnica pittorica ad acrilico giunge nel 2013 a produrre opere astratte, totalmente inedite nei colori e nelle tecniche, esposte nella mostra personale curata da Duccio Trombadori nel dicembre di quell’anno. Scrive Italia Gualtieri: “La sua scrittura pittorica è inconfondibile: articolati incroci di linee curve continue a generare sulla tela molteplici ininterrotte porzioni di superficie che poi si colorano di tinte e forme diverse. La creazione pittorica come libera rivelazione di sentimenti, ma, pure, del potere magico e svincolato del segno, dell’assoluto della forma e del colore che investe l’occhio di altre suggestioni.”

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Fabio SANTORO Roma 1981 Via Bartolomeo Platina 3 - Roma / tel. 339.5093054 / santorofabio1@gmail.com / www.fabiosantoro.net

Non cercare ciò che hai 2016 - tecnica mista su tela - cm 70 x 100

Frequenta il terzo Liceo Artistico alla scoperta di ciò che lo affascina: i colori. Continua la sua ricerca all’Accademia delle Belle Arti di Roma, specializzandosi nel 2005 in decorazione. Il continuo mischiare i colori lo porta ad una forma di libertà artistica, dimostrando con la propria tecnica che il suo mondo può coesistere con quello reale fino a fondersi insieme, dando vita alle emozioni. Hanno scritto testi critici su di lui: Tiziana Todi per la personale Equilibrio Tra Sogno e Realtà del 2015 e Sabine Oberti per la personale Hypnos del 2016. Nell’opera esposta si può notare un uomo col suo telescopio intento a cercare la sua adorata luna. La ricerca diventa ossessiva proprio perché non riesce a trovarla. Capita ad ognuno di noi, nella nostra vita, di ricercare qualcosa che poi ci rendiamo conto che è sempre stata lì; proprio come l’uomo rappresentato col telescopio con la luna sotto i suoi piedi.

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Vito Sardano Monopoli (Ba) 1948 Via Sereno 13 - Monopoli (BA) / Tel. 080.808004 - 347.7156095 / sardanovito@gmail.com / sardanovito.com

Il linguaggio di Sardano, con alle spalle studi di disegno industriale, è originalmente nuovo, ottenuto con oggetti cercati e selezionati nell’ambito del suo lavoro di progettista industriale, come è stato definito da Giorgio Di Genova. Per le composizioni multimediali si può parlare, a buon diritto, di poesia dell’oggetto. Così Pierre Restany: “Ho vissuto in prima persona, con il Nouveau Réalisme, il fenomeno capitale del ventesimo secolo, l’affermazione della valenza auto espressiva dell’oggetto industriale e della sua virtù concettuale. Non posso quindi che essere particolarmente sensibile all’attuale percorso creativo di Vito Sardano, poiché esso s’inserisce nel cuore della più attuale e scottante problematica della nostra cultura in totale mutazione; attraverso il trattamento dell’oggetto, è del destino dell’immagine e del ruolo dell’arte nella nuova civiltà emergente che si tratta.” Giorgio Di Genova, Storia dell’Arte del ‘900 - Generazioni Anni Quaranta (pag. 515 - 519), ediz. Bora

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In questa pagina e nella precedente di Vito Sardano Lâ&#x20AC;&#x2122;aspetto dellâ&#x20AC;&#x2122;attesa 2016 - Installazione - cm 130 x 200 x 200

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Maurizio Schächter Conte Napoli 1952 Contrada Pisciarelli, 37, Pozzuoli (NA) / tel. 348.6500815 / maurizio52s.conte@gmail.com

Dopo quarant’anni di riservata ricerca fotografica, sollecitato da operatori e critici del settore a dare autonomia a questa forma espressiva, l’autore ha esordito nel giugno 2016 con una apprezzata personale dal titolo Molteplici Orizzonti a cura di Mimma Sardella, cui sono seguite numerose collettive. “Nel mio lavoro luce, ombra, materia, colore, volume, ritmo, geometria, provano a trovare sintesi nella bellezza capace di ospitare, parlare, ed aspirare. Ogni scatto, che pure mostra l’apparente visibile, esprime la tensione verso sconosciuti orizzonti, alla ricerca della ragione di sé in un luogo del mondo e del proprio tempo. Con tutto questo si confrontano visioni ed aspirazioni straniere di ogni singolo fruitore che prova a tramutarsi in silenzioso compagno di viaggio. Quello scatto rappresenta l’ebbrezza della verità dell’istante e la compresenza di altre non percepibili nascoste tra le pieghe del possibile, tra ciò che può essere stato e l’intravisto accadimento futuro”.

Giardino verticale Milano 2015 Fotografia digitale f/14 – 1/2 sec. – ISO - 200 cm 150 x 100

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di Maurizio Schächter Conte Attraverso Manhattan New York 2013, Fotografia digitale f/9,5 – 1/500 sec. – ISO - 200 - cm 150 x 100

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Anna seccia Ortona (CH) 1945 Via Regina Margherita, 59 - Pescara / tel. 3387518834 / info@annaseccia.it / www.annaseccia.it

Pittrice ed artista relazionale, fin dal 1994 crea un progetto di Arte sociale pittorica, collaborativa e partecipata, denominato La Stanza del Colore, legato alla pratica relazionale, a partire da una concezione dell’arte come attivazione di processi. Ha svolto un’intensa attività espositiva in musei e spazi pubblici fin dal 1960. La sua pittura è considerata nel secondo tomo di Generazione anni Quaranta, vol.6° della Storia dell’Arte Italiana del ‘900 di Giorgio Di Genova. Invitata alla 54° Biennale di Venezia Pad.Italia/Abruzzo, realizza un’Opera aperta che vede il coinvolgimento degli abitanti di diversi paesi abruzzesi ed inoltre, durante la 55° Biennale di Venezia, selezionata dal Macia Museo di Costarica, nel Palazzo Merati a Venezia coinvolge artisti e visitatori nella realizzazione dell’Opera corale condivisa, durante la mostra.

Centralità labirintica 2017 - Acrilico cm 80 x 80

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Danilo Sergiampietri Castelnuovo Magra (SP) 1964 Via XXVII Marzo, 1 - La Spezia / tel. 333.4383403 / danilosergiampietri@libero.it

Gas Nella pagina a fronte e a sinistra un particolare 2011/2016 Lamiera zincata traforata e ossidata cm 183 x 200

Dopo aver conseguito il diploma presso il Liceo Artistico di Carrara lavora per alcuni anni nel campo del restauro. Nel 1989 si laurea in architettura a Genova. Dal 2001 vive e lavora alla Spezia, dove ha fondato lo Studio di Architettura A2D2, occupandosi parallelamente di architettura e di arte. “Danilo Sergiampietri è un architetto che porta nell’operare artistico tutta la complessità del pensiero razionale e progettuale, proprio perché la sua cifra linguistica abita il confine fra pittura e architettura.”

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Tra il 2011 e il 2016 Sergiampetri realizza una serie di ritratti di vittime della Shoah. I ritratti sono realizzati sugli sportelli in lamiera zincata comunemente utilizzati per proteggere i contatori del gas per uso domestico e sono ottenuti sia attraverso la realizzazione di centinaia di fori che corrodendo chimicamente la lamiera. La mostra che li raccoglie, intitolata GAS, è stata proposta, nelle sue varie versioni, sia in Italia che allâ&#x20AC;&#x2122;estero.Â

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Emilio Servolino Acri (CS) 1957 Via E. Berlinguer, 133 – 87041 Acri (Cs) / tel. 329.7329169 / emilioservolino@hotmail.com

Senza Titolo 2017 Stoffa più pittura cm 45 x 45

“L’occhio dello spettatore scorre sui ripetuti ornamenti damascati senza mai soffermarsi, come sottoposto ad una sorta di ipnosi percettiva. Quest’ultima è rotta solo dall’intervento dell’artista che, volutamente, altera la monotonia della trama elaborando uno slittamento dell’ordito o frastagliando il profilo dei tessuti con una giustapposizione irregolare di frammenti. Tali opere delineano i contorni di uno spazio autonomo, libero dai patemi della rappresentazione, in cui il colore valorizza gli incidenti pittorici ed esalta la ricchezza delle forme. È soprattutto in queste circostanze che Servolino riesce nell’intento di neutralizzare gli elementi soggettivi trascritti nel dipinto e di ridurre la tela in una matrice da incidere e stratificare, nel luogo fisico e mentale dove ogni possibilità comunicativa attende di essere testata. Un simile risultato caratterizza ulteriormente l’identità di una pittura che non cerca nel confronto con altri media la soluzione ai propri enigmi, ma che al contrario instaura un dialogo, fatto perlopiù di corrispondenze estetiche e formali, con la storia artistica passata e suoi sedimenti culturali.” Gregorio Raspa

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Maria Sommario Cariati (CS) 1981 Via Luca de Rosis, 36 - Rossano (Cs) / tel. 328.4187666 - 340.4146319 / msimons.81@hotmail.it

Disegna e dipinge fin dall’adolescenza. Lascia la pittura nel periodo universitario durante il quale si dedica completamente agli studi per la laurea prima in medicina e poi la specializzazione in chirurgia plastica. La materia diventa per l’artista elemento cardine attraverso il quale interviene sulla tela mediante un gesto pittorico forte e concreto. Lo spazio dell’opera viene concepito come un sistema organico, vivo, da utilizzare completamente dal quale estrapolare un’immagine, una storia un concetto. I lavori diventano opere tridimensionali capaci di assumere una terza dimensione per la presenza di materia che, strato su strato, disegna e modella la forma. Una forma che si trasfigura come nell’opera la solitudine dell’anima o che diventa vigorosa e forte come nell’opera Dante. Roberto Sottile

Negli ultimi anni diverse le partecipazioni ad esposizioni e concorsi. Tra i più importanti due edizioni di Geni Comuni e la rassegna Donna presso il Museo del Presente di Rende.

La solitudine dell’anima 2016 Olio, acrilico glitterato, resina su PVC incollato su tavola cm 66,5 x 70

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di Maria Sommario Dante 2017 Olio, vinilica, polvere di legno, resina, combustione su tavola cm 82,5 x 79 x 3,2

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opere e artisti

Giuseppe (Pippo) SpinA Ionia (CT) 1942 Via Ungheria 8, Rende (CS) / tel. 0984.446204 - 349.5827391 / pippo.spina@gmail.com

Artista digitale, uno fra i primi ad introdurre l’informatica nella scuola di appartenenza (Liceo Artistico di Cosenza), realizzando un laboratorio per l’applicazione alle discipline artistiche. Oggi Spina è un vero Digital Workers , un artefice dell’arte digitale. Organizza mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Collabora in tutte le dinamiche organizzative con l’Associazione Culturale Art Study Space - Diffusione arti visive a Rende , e con tanti altri centri per la divulgazione artistica. Il suo lavoro è presente in collezioni pubbliche e private. “... la potenza cromatica che riempie lo sguardo e smarrisce allo stesso tempo, la luce diffusa che unisce le parti,sono segni distintivi dell’arte di P. Spina. Spazi che si aprono improvvisi come rappresentazione dell’intuizione umana, anch’essa improvvisa e inattesa. Opere suggestive, che orientano verso un impercettibile surrealismo, metafore di un universo inconscio tutto da indagare. Un simbolismo cromatico ancestrale e intelligente, che legge dentro l’Essere delle cose, trasfigurandolo sulla tela...” M. F.

Trasparenze 2017 Arte digitale, stampa su tela cm 100 x 70 x 4

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Alessandra Spizzo Udine 1959 Via Gorizia ,94 - Udine / tel. 347.3391356 / alespizzo@alice.it

Ti parlo ma tu non ascolti 2017 - acrilico, ruggine, cera e rete su tela - cm 100 x 100

Udinese, è un’artista versatile e performer, laurea specialistica in storia dell’arte, ha frequentato la scuola d’arte Giovanni da Udine e la scuola internazionale di grafica di Venezia. Sensibile al sociale, conduce Atelier artistici animati da persone autistiche; in qualità di operatrice culturale cura eventi. Progetta bijoux e illustra favole; collabora per L’Arte Non Mente, evento inserito nelle iniziative sostenute da DSM ASUIUD. é un’artista di Aura e coadiuva la Galleria Seghizzi di Gorizia. Il suo lavoro ha una matrice esistenziale, che la porta ad entrare il relazione con il sé. Vuole trasformare il tempo da frazionabile e astratto a un tempo qualitativo, che valorizza la vita, dilatandosi o comprimendosi nell’esprimere pensieri e pulsioni. Ogni opera, che rievoca l’esistenza assecondando il mito dell’eterno ritorno (Mircea Eliade, 1975), è costruita come un percorso di vita per via di stratificazioni, eliminazioni e tensioni. Lei esprime il suo mondo.

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Claudio Stefanelli Tuglie (LE) 1949 Via dei Cardellini, 10 - Pescia / tel. 329.0028433 / claudio.stefanelli49@gmail.com

Diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze seguendo i corsi dei professori Breddo e Loffredo. Ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento di materie artistiche. è risultato vincitore del primo premio nazionale de La Tavolozza d’Oro, Oscarmuvin e G.L.C. Byron di Terni. L’artista ha effettuato numerose mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero, fra le quali ricordiamo quella alla Fondazione Museo Remo Brindisi, la partecipazione alla prima Biennale Città di Gallipoli e la collettiva della Giovane Arte Italiana a Lido di Spina. Negli anni Novanta le opere che hanno caratterizzato il suo ventennale percorso artistico, hanno costituito una mostra itinerante dal titolo Dalle nature morte alle forme che è stata ospitata in varie città tedesche della Westfalia a partire da Unna (Hellweg Museum) poi a Munster (Geleria Horten) poi a Ludenscheid, Bochum, Bielefeld ecc. La stessa mostra, rientrata in Italia, è stata ospitata nel suggestivo scenario del Castello di Buggiano in Toscana. Dal 1983 al 1992 ha alternato la sua attività artistica con l’incarico presso il Comune di Pescia di Conservatore dei Civici Musei e dal 1992 al 2015 con la funzione di Direttore.

Forma sensibile a variazioni di color ruggine Particolare - 2003 - tecnica mista cm 190 x 95

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Prospettive del terzo millennio

di Claudio Stefanelli Forma sensibile a variazioni di color ruggine 2003 - tecnica mista cm 190 x 95

Fra le sue recenti esposizioni sono da ricordare la personale alla Gold Smith Gallery USA (Boston), quelle virtuali organizzate da Web Art Magazine e ART-ARTE, la partecipazione a Opeen Art Code presso lâ&#x20AC;&#x2122;Auditorium Ranieri III di Montecarlo Principato di Monaco, quella presso la Galleria OXO di Londra, ultimamente a Bruxelles presso la Galleria Napiorkowsca e alla Pinacoteca Civica di Vignole Borbera.

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Giovanni STELLA Monterosso Almo (RG) 1935 info@giovannistella.it / stella.giovanni35@gmail.com

Percorsi 2017 Acrilico su multistrato cm 80 x 80

Ha compiuto gli studi classici e universitari tra Ragusa, Vittoria e Catania. A Roma ha seguito il corso libero di nudo all’Accademia di Belle Arti di via Ripetta e il corso completo d’incisione all’accademia di San Giacomo, conseguendone il diploma. Dal 1963 vive e lavora ad Anagni, dove ha svolto attività didattica, politica, culturale e artistica, con incursioni, negli ultimi anni, nella critica d’arte, con all’attivo la cura di importanti mostre monografiche e collettive. La sua attività artistica ha trovato spazio in varie città italiane e in qualificate gallerie d’arte con mostre personali e collettive. In particolare: Roma: Palazzo Esposizione; Galleria San Giacomo; Galleria Sirio; Galleria Alzaia. Verona: Galleria Scudo di Francia. Viareggio: Galleria La Navicella. Catania: Galleria L’Angolo. Busto Arsizio: Galleria Il Punto 7. Novara: Galleria La Riseria. Gaeta: Porticato Gaetano, XXVII - XXVIII -XXVIX edizione. L’Aquila: Galleria La Sonda. Vittoria: Teatro Comunale. Bari: Expo Arte. Fiuggi: Officina della memoria e dell’immagine.

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Edoardo STRAMACCHIA Anfo (BS) 1949 via Luigi Basiletti, 23 - Brescia / edoardo.stramacchia@virgilio.it / edoardostramacchia.carbonmade.com

Caos 32 2017 Acrilico su tela cm 80 x 80

Inizia l’attività artistica nel 1971. Nel 1975 fa parte del gruppo Sincron diretto da Armando Nizzi, grazie al quale entra in contatto con grandi artisti come Julio le Parc e Bruno Munari. Nel 1980 fonda con Bonetti e Tancredi il gruppo Trea, con cui espone in varie gallerie italiane, tra cui Vismara a Milano, Artstablead Amsterdam e a vari Salon al Grand Palais di Parigi. Nel 1984 avviene la svolta nella sua produzione artistica con l’abbandono delle esperienze costruttiviste e quelle legate alla poesia concreta. Dopo una lunga maturazione torna ad esporre attivamente a partire dal 1991, proponendo con successo i collages realizzati con frammenti di fumetti, in cui convergono anche i risultati delle esperienze degli anni della formazione. Tra le numerose esposizioni ricordiamo: 1993, Fumagalli, Bergamo; castello di Montese; 1997, varie presenze al MIART col Milan art Center; 2002, Galleria Bertrand Kass, Innsbruk; 2006, Personale, Fortezza del Girifalco, Cortona; Castello di Mirandola; 2007, Biennale di Venezia, con l’evento collaterale Camera 312; 2010, Personale Museo Crocetti, Roma; 2012, Antologica Galleria Zamenhof, Milano; 2016, Personale Castel dell’Ovo, Napoli; 2017, Personale Museo Diocesano, Gubbio.

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opere e artisti

Renato tagliabue Milano 1940 Via Piercecchi, 27 - Giulianova / tel. 085.8004992 - 339.7929413 / info@renatotagliabue.com

I quadri che presento alla rassegna di Acri riprendono alcuni dei temi che più mi stanno a cuore: l’immigrazione e la fame nel mondo, temi che ho voluto in questo caso trattare in chiave ironica al fine di evidenziare il contrasto tra queste tristi realtà e quelle da soap opera, dove tutti sono belli, puliti e profumati e possono disporre di ogni bendidìo. Sfortunatamente troppi sono, come Tantalo, nell’impossibilità di raggiungerli anche in quella minima parte che consentirebbe loro di vivere. Come avviene in tutta la mia produzione, non faccio quadri per abbellire pareti, ma per tentare di esprimere ciò che penso.

Belli, puliti, profumati 2017, acrilici e pastelli su elaborazioni digitali, cm 75 x 104

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Prospettive del terzo millennio

di Renato tagliabue Il supplizio di Tantalo 2017, acrilici e pastelli su elaborazioni digitali, cm 100 x 70

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Prospettive del terzo millennio

opere e artisti

Roberto tigelli Trieste 1950 Via N. degli Aldegardi, 8 (TS) / tel. 393.3138589 / robertotigelli@gmail.com / www.robertotigelli.altervista.org

Luce 2013 - tecnica mista su tela cm 80 x 60

Discendente da un’antica famiglia della Baviera, Tichtl de Tutzingen, italianizzata in Tigelli, frequenta l’Istituto d’Arte della propria città con Miela Reina e Dino Predonzani, e l’Accademia di BBAA di Venezia con Saetti e Zotti. Nel ‘76 studia a Parigi e allestisce una mostra alla Camera di Commercio Italiana con il patrocinio del Console Generale d’Italia. Invitato da Giorgio di Genova alla Sesta Triennale d’arte sacra di Lecce, Premio Paolo VI riscuote enorme consenso. Lascia segno del suo passaggio ai posteri, presso il Museo Regionale di Arte sacra contemporanea del Friuli Venezia Giulia. Vicepresidente dell’Accademia Scuola del Vedere in Trieste; Accademico tiberino; ha esposto in Fiere Internazionali d’Arte tra cui la prestigiosa Basilea. Molte sue opere in collezioni pubbliche e private in Stati Uniti d’America, Cina, Francia, Gran Bretagna, Belgio, Austria, Svizzera, Germania, Slovenia, Croazia, Serbia, Polonia, Guatemala, Canada, Brasile, Principato di Monaco. Degna di nota la sua presenza a Villa Pisani XLVI Biennale d’Art International of Venice - Memorie e Attese 1895/1995, in occasione del centenario della stessa e alla LIV Biennale di Venezia invitato da V. Sgarbi su segnalazione di G. di Genova. Bibliografia: Catalogo dell’Arte Moderna Mondadori, Comanducci, Maestri del paesaggio protagonisti del Novecento in F.V.G., I Maestri del Novecento in Friuli Venezia Giulia.

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Prospettive del terzo millennio

di Roberto Tigelli Risveglio di luce 2015 - tecnica mista su tela - cm 120 x 80

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opere e artisti

Elisabeth Tronhjem Heldum Lemvig (Danimarca) 1956 Via F. Solidati Tiburzi , 22 - Contigliano (RI) / tel. 331.758368 / aetronjhem@gmail.com / www.elisabethhjtronhjem.com

Laureata presso la Reale Accademia di Belle Arti di Copenaghen, vive e lavora tra Palma di Majorca e l’Italia. Elisabetta ha il pregio di avere un’acuta sensibilità nel trovare oggetti desueti carichi di espressività. La sua maestria consiste nel creare composizioni equilibrate ed intense, ricche di potenza espressiva. La magia del suo fare arte sta proprio in questo: saper creare casa, spazio, accoglienza di oggetti scolpiti e fissati nella loro essenzialità. Sidival Fila

Acuta fragilità a destra particolare 2016 - Pietra, ferro, alluminio policromo, legno cm 63 X 19 X 19

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Prospettive del terzo millennio

Loriana Valentini Morro d’Oro (Te) 1956 Via B. Cascella, 19 - Roseto degli Abruzzi (Te) / tel. 333.9296144 / loriana.valentini@hotmail.it

Senza titolo 2016 Acrilico su tela cm 120 x 100

Caos ordinante. I caratteri dell’arte postmoderna della pittrice Loriana Valentini, ottenuti attraverso una ricerca autonoma, documentano un cambiamento linguistico che mostra i segni di un profondo rinnovamento epocale. La trasversalità, la perdita del centro e del fondamento, il caos organizzante, non sono aspetti applicabili ma riscontrabili in un’analisi fenomenologica per ricerca di senso, iniziando con l’individuare i caratteri di un linguaggio contemporaneo rinnovato. Sembra che l’artista estenda alla propria opera una possibilità di autodeterminarsi, nascendo nei suoi quadri un richiamo inconscio alla fenomenologia heideggeriana. Loriana trae l’ordine dal caos, inserendo con forza sulla tela sia la sua parte nascosta che introduce al buio, sia la sua parte trasparente che si articola in mille direzioni di tracciati, solo apparentemente simili, al punto da manifestare una compatta e invasiva circolarità di fondo, che risolve ogni opposizione in una unità armonica rasserenante. Nerio Rosa

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opere e artisti

Francesco VARLOTTA Rionero In Vulture (PZ) 1938 Piazza Fiamme gialle 8 - Roma Lido (RM) / tel. 349.6858262 - 06.56386862 / francesco.varlo@libero.it

L’opera esposta, nel suo rigore sintetico, nella precisione costruttiva-strutturale e nella disposizione e scansione del colore, denota un contenuto allusivo e ambiguo degli spazi siderei , esteticamente surreali e misteriosi; il linguaggio formale è spiccatamente geometrico. Ha insegnato disegno e storia dell’arte nelle scuole pubbliche medie e superiori. Inizialmente la sua pittura è figurativa, memore di cadenze neo cubiste, poi attraversa temperie avanguardistiche: Pop Art, New Dada,Informale; in seguito fa esperienze espressive legate ad un mondo immaginario più Formale ed aniconico per approdare infine in un immaginario geometrico in una espressione non rappresentativa, antinaturalistica, non descrittiva L’Astrazione. Attualmente la sua espressione pittorica, nella Forma-Colore-Spazio Timbrica-Atonale, è di una assoluta autonomia, di forte profilo teorico e mentale, sensitiva e costruttiva, nella sua poetica artistica privilegia due fattori importanti l’Estetica e la forma.

Analogico-Buchi Neri 2017 - Olio su tela cm 90 x 90

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Teresa Vella Maglie (LE) 1959 Via Concetta Annesi, 40 – Maglie / tel. 339.7109252 / vellateresa@libero.it / www.teresavella.com

Vive tra Maglie e Milano. Laureata al D.A.M.S. di Bologna, frequenta la Domus Academy di Milanofiori - Corso post-universitario di Car Design tenuto da Rodolfo Bonetto. Collabora con Bruno Munari nei laboratori presso il Museo Civico di Storia Naturale di Milano. Riceve l’attestato di Graphic Design per il Corso di G. Anceschi e T. Maldonado presso la facoltà di Architettura di Milano. Ottiene l’Attestato di formazione professionale della Provincia di Lecce Con gli occhi dei bambini. Artista e designer, espone, organizza mostre e progetta stand fieristici in Italia e all’estero per note Aziende. Bio-Sovvertimento, installazione-video, comunica attraverso la proiezione della mano dell’artista, il proprio NO al Progetto di un futuro sofisticato, unicamente tecnologico e senza anima votato al profitto. L’incanto dell’aurora boreale avvolge un pianeta ancora ignoto. Ma cosa cerchiamo?

Bio-sovvertimento 2016 - Proiezione cinetica: base plexiglas - vetro Murano, interazione mano dell’artista - cm 100 x 177

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opere e artisti

Victoria Villar Lugo (Spagna) 1973 Via Cervantes 2 , 4°L (Foz) - Lugo / tel. 0034.638158021 / victoriavillarsan@gmail.com

Nell’opera esposta l’espressionismo astratto ci porta verso un paesaggio stellato dove cielo e terra vorrebbero fondersi nella stessa cosa, liberi dalle barriere che tante volte intralciano il cammino-pellegrinnaggio della vita. Le sfumature calde in basso a sinistra profilano un possibile deserto, reale o metaforico, da dove l’esperanza appare subito fra i griggi d’una città intuita, sia oasi o miraggio notturno. I grattastelle, geometricamente diversi, si alzano così come parte centrale di questa finestra aperta allo spettatore, specchio fra miraggio e realtà dove proiettare i propri desideri. Le aspettative di questo sguardo vengono raccolte da un’atmosfera mai divisa o lontana, ma sottile e balsamica come stelle facilmente raggiungibili e sparse dappertutto.

Grattastelle: miraggio di ogni notte 2016 - tecnica mista- cm 80 x 60

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Prospettive del terzo millennio

Mario Vitolo Bari 1953 Corso V. Veneto 8 - Bari / tel. 328.9781250 / www.saluteamica.altervista.org / mariovitolo.foto@gmail.com

Da sempre sedotto dalle arti figurative, inizia ad accumulare premi e riconoscimenti sin dagli anni ‘70, sia come pittore che come fotografo. Ama immortalare ciò che lo emoziona, con precisione chirurgica, riprendendo soggetti e dettagli raffinati e mai scontati. Numerose le mostre personali e collettive sia di pittura che di fotografia, in Italia e all’estero.

Mario Vitolo-Tribute To Frida Kahlo - 2016

Progetto Fotografico di Mario Vitolo, Annapaola Vitolo, Lucia Prudente. Questo lavoro fotografico rende omaggio alla grande pittrice messicana Frida Kahlo (19071954) che, nella metà del secolo scorso, rivoluziona con la sua pittura e la sua vita trasgressiva ed emancipata, il concetto e la rappresentazione della Donna Messicana. Il suo Mexicanismo, caratterizzato da forza, passione e desiderio, attraverso un duro processo di crescita interiore e culturale, spesso segnato da sofferenze e vessazioni personali, permette l’entrata di diritto nella vita sociale messicana a tante donne, mogli e madri, sino ad allora vissute nell’ignoranza e nell’emarginazione.

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Prospettive del terzo millennio

opere e artisti

Mexicanismo 2015 - fotografia cm 95 x 75

Nella pagina a fronte

Le Due Frida 2015 - fotografia - cm 55 x 75

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opere e artisti

Prospettive del terzo millennio

Hassan Yazdani (Hassanski) Tabriz (Iran) 1956 Via Marco Barbato, 3 - Sulmona (AQ) / tel. 333.2660119 - 086434034 / hassanski56@gmail.com

Hassanski è nato in Iran dove frequenta il Liceo Artistico Mirak assorbendo la lezione di M. Fassounaki di cui è tra i migliori allievi. Trasferitosi in Italia, frequenta l’Accademia di Belle Arti a Firenze e poi a Roma dove, sotto la guida di Alessandro Trotti, si diploma in Pittura nel 1980. Il calore della luce e le stesure materiche del colore sono i caratteri estetici che definiscono la sua particolare figurazione in cui l’albero è ininterrotta presenza, richiamo di valori sacri e di vissuti. In La collina, l’amalgama dei pigmenti costruisce volumi e geometrie inventando immagini dall’inconscio e dal ricordo degli altipiani innevati dell’Iran, terra nel cuore e nella memoria creativa dell’artista. Allo stesso modo, il colore è realtà della forma e sostanza della rappresentazione in Una delle due gemelle, dove la vicenda di un arbusto sopravvissuto è pretesto di indagine sul perpetuo dinamismo della materia e del profondo.

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Prospettive del terzo millennio

opere e artisti

Nella pagina a fronte

La collina 2015 Olio su tela cm 50 x 70 x 3

a destra

Una delle due gemelle 2009 Olio su tela cm 100 x 50 x 4

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opere e artisti

Prospettive del terzo millennio

Morgan Zangrossi Rovigo (RO) 1974 Via G. Marconi, 18 - Gavello (RO) / tel. 348.7321581 / mzangrossi@libero.it / www.morganzangrossi.it

La sua ricerca lo ha condotto fin dall’inizio, a inserire nelle sue opere oggetti multimediali vecchi o in disuso, a ricoprirli di ruggine vera, che l’artista ottiene con delle particolari vernici e degli speciali reagenti; oggetti quasi sempre in plastica, che vengono sottoposti a un processo di invecchiamento e di corrosione che non gli apparterrebbe ma che è provocato dall’artista. Ha all’attivo parecchie mostre personali e le sue opere sono esposte in gallerie e musei italiani e in collezioni private. Ha esposto in importanti manifestazioni collettive in Italia (Firenze, Roma, Milano, Napoli, Vibo Valentia) e all’estero (Barcellona), conta numerose partecipazioni a prestigiosi concorsi, vincendo il Premio Ora 2017, giungendo in finale al Premio Ghidoni 2015, al Premio Marchionni 2016 e al Premio Limen 2016, selezionato per i Saloni Regionali del Premio Lynx 2017.

Senza titolo Serie homo digitalis 2017 Tecnica mista Plexiglas, hardware, ruggine vera cm 31 x 19 x 9

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Prospettive del terzo millennio museo maca - Acri 2017-2018

RINGRAZIAMENTI

Si ringraziano: Avv. Pino Capalbo, Sindaco del Comune di Acri; Dott.ssa Maria Mascitti, Assessore alla Cultura del Comune di Acri; Arch. Francesco Cilento, Presidente del comitato di gestione del Museo Maca; il personale del Museo Maca; Oesum Led Icima; ODE; Fondazione PADULA, UNICAL, AIAP, ROTARY International , CITTĂ DEL CRATI, fotoMILIZIAacri Special thanks to Gioielleria Scintille Montesanto Degustazione di vini e prodotti calabresi courtesy Agroalimentare Assolac, Ippolito 1845, Giraldi&Giraldi, OP Sibarit, Panificio San Luigi Collaborazione

Galleria dâ&#x20AC;&#x2122;arte Il Triangolo Cosenza

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Galleria Vittoria Roma


Prospettive del terzo millennio

2017-2018

â&#x201A;Ź 25,00

Edizioni Romano

isbn

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Prospettive del terzo millennio  

rassegna d'arte contemporanea_Acri_Museo MACA

Prospettive del terzo millennio  

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