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LA NUOVA VIA DELLA SETA #2


Continuando ad esplorare la Nuova Via della Seta, Oriente Occidente 2019 si proietta dall’Italia verso Est con occhio vigile sull’attualità e sulle tematiche più discusse. Dalle nuove rotte commerciali capaci di incentivare scambi culturali al dibattito sui cambiamenti climatici passando per la spinosa questione dei flussi migratori e il tiepido disgelo politico con la Corea del Nord - da parte della Corea del Sud ma anche del mondo intero fino alle gabbie psicologiche e sociali del mondo moderno, la 39ª edizione del Festival si muove in un pluralismo di visioni poetiche contemporanee. Lo scopo? Permeare lo spettatore di emozioni, di immagini potenti, di visioni estetiche, instillando il seme del dubbio e della curiosità. Rappresenta la Cina la più antica compagnia di danza moderna del paese, la Guangdong Modern Dance Company con un lavoro della direttrice artistica Liu Qi sulle relazioni umane (Sumeru). Dalla provincia cinese di Henan arrivano i diciannove Monaci Guerrieri del Tempio di Shaolin protagonisti di uno dei lavori più apprezzati del coreografo belgamarocchino Sidi Larbi Cherkaoui: Sutra, un viaggio di un uomo occidentale nell’universo spirituale buddista e nella fisicità più estrema della pratica delle arti marziali, parte integrante della dottrina dei Monaci Shaolin. Dopo il successo della scorsa edizione, torna al Festival la sudcoreana Eun-Me Ahn con il nuovissimo North Korea Dance, coloratissima esplorazione delle similitudini e delle differenze artistiche tra il suo Paese e la Corea del Nord, di cui poco si conosce ad eccezione delle imponenti parate militari per il dittatore. Il fascino incommensurabile dell’Oriente mal si associa con la nomea del continente di ‘grande inquinatore’, sebbene dati recenti sugli investimenti nel settore dell’energie rinnovabili testimonino la volontà di cambiamento di rotta soprattutto da parte del governo cinese. Ma intanto gli artisti denunciano l’autodistruzione del pianeta. Accade anche nell’opera dei due designer cinesi realizzata per la scenografia multimediale di Frozen Songs della norvegese Ina Christel Johannessen, spettacolo sulla fragilità dell’ecosistema terrestre, spunto da cui Oriente Occidente intende partire per approfondimenti e laboratori realizzati in collaborazione con il MUSE di Trento e il Museo Civico di Rovereto. Non meno attuale il tema dell’esilio affrontato dal coreografo brasiliano, attivo in Belgio, Claudio Bernardo nell’articolato progetto artistico intorno alle Troiane di Euripide di cui Oriente Occidente ospita il debutto mondiale della terza tappa, #Frontiera. Un filo rosso lega il passato delle donne di Troia con le donne di oggi, in attesa sul bordo del mare di un destino migliore, accompagnate nello spettacolo dai cori in greco antico vagamente liturgici composti da Giovanna Marini. Un focus sull’evoluzione e gli sviluppi della coreografia tra Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia porta al Festival la fisicità spinta di Pál Frenák, che nel suo Birdie indaga i muri e le barriere psicologiche, fisiche, storiche e sociali e i possibili modi per superarle. Insieme a lui, le esperienze coreografiche dei giovani Martin Talaga - al Mart con la performance Soma - e

Beatrix Simkó, autrice di un intrigante duetto con la finlandese Jenna Jalonen sul tema delle origini e dell’isolamento in Europa dei loro paesi, Long time no see!. Molte le coproduzioni realizzate con partner internazionali e sempre in primo piano resta l’attenzione nei confronti della nascente generazione autoriale italiana. Tre gli “artisti associati” al Festival 2019: la new entry Luna Cenere presenta Zoè | Appunti sulla nuda vita, primo step del progetto Genealogia, il pugliese Davide Valrosso con l’assolo Who is Joseph? e il napoletano Pietro Marullo con la nuova creazione HIVE - our hydrological need of cosmic lines. Punta di diamante del panorama coreutico italiano, Aterballetto debutta al Festival con Dreamers, un trittico che unisce l’israeliano Ohad Naharin alla giapponese Rihoko Sato e al sempre più promettente coreografo interno alla compagnia Philippe Kratz. Altra eccellenza nazionale, habitué del Festival, Michela Lucenti ospite con due diversi lavori: la prima assoluta di Madre dove si mettono in discussione la forza dei legami ancestrali e la capacità di districarsi nel rapporto magmatico con la propria origine, e l’assolo Concerto Fisico. Ospiti del progetto di residenze KOMM TANZ avviato dalla compagnia Abbondanza/ Bertoni di stanza a Rovereto, Tommaso Monza e Claudia Rossi Valli debuttano con Annotazioni per un Faust / Sabba ed Evocazioni, un progetto di studio intorno all’incontro e alla necessità di dialogo umano nella società. Apertura con un nome di assoluto rilievo del panorama internazionale all’insegna dell’hip hop colto e “contaminato”, Mourad Merzouki, indiscusso protagonista della scena francese, primo direttore di un Centro Coreografico Nazionale proveniente dall’ambito della danza urbana. Nel suo ultimo e sorprendente Vertikal esplora nuove prospettive sfatando il mito del suolo e della gravità con dieci virtuosi hip hopper pronti a spiccare il volo. Negli spazi cittadini, en plein air, la danza incontra poi l’acrobazia, il nuovo circo e il parkour. Maestri del trampolino e del palo cinese i quattro intrepidi ragazzi franco-svizzeri di Cirque La Compagnie terranno il pubblico con il fiato sospeso mentre i funamboli di Cirque Rouages lo trasporteranno in atmosfere “altre”. Il parkour di matrice francese incontra il teatro fisico nel pirotecnico lavoro di The Urban Playground Team e la danza di Stopgap Dance Company intreccia forza e vulnerabilità umane con realismo poetico. Infine, per Progetto Manifattura, la conferma delle increspature del tessuto spazio-tempo teorizzate da Einstein, le onde gravitazionali, visualizzate nello spettacolo aereo e multimediale della compagnia francese Retouramont. Il presidente Paolo Baldessari Il direttore artistico Lanfranco Cis


THE NEW SILK ROAD #2


While continuing to explore the New Silk Road, Oriente Occidente 2019 looks eastwards from Italy with a vigilant eye on current affairs and the most pressing issues of today. This year, the 39th edition of the Festival, is characterised by a pluralistic approach to contemporary poetic visions that touches upon a host of topics, from the new commercial routes that open up to cultural exchanges, to the question of climate change and the thorny issue of migration; from South Korea’s gentle political thaw with North Korea, embraced by the world at large, to the psychological and social cages of our modern world. And the aim of all this? To instill the audience with emotions, powerful images and aesthetic visions while at the same time planting a seed of doubt and curiosity. The Guangdong Modern Dance Company, the oldest modern dance company in the country, represents China with a piece about human relationships - Sumeru - by the artistic director of the company Liu Qi. Nineteen monks from the Shaolin Temple in Henan province, China, perform in one of Belgian-Moroccan choreographer Sidi Larbi Cherkaoui’s most successful works, Sutra. It is the journey of a western man in the universe of Buddhist spirituality and the most extreme physicality of martial arts which represents an integral part of the Shaolin Monks’ doctrine. After her success in last year’s Festival, the South Korean choreographer Eun-Me Ahn makes a return with the brand new North Korea Dance in a brilliantly colourful exploration of the artistic similarities and differences between her country and North Korea, of which so little is known, except for the grandiose military parades in honour of the dictator. The extraordinary fascination that the Orient wields, sits uncomfortably with China’s reputation as the “great polluter” but recent data has shown that investment in renewable energy is witness to a change of direction, especially on the part of the Chinese government. Nevertheless, artists are still determined to expose humanity’s destruction of the planet and this is clear too in the work that two Chinese designers have created for the multi-media set design of Frozen Songs by the Norwegian artist Ina Christel Johannessen, a pièce dealing with the fragility of the earth’s ecosystem. And it is this topic that Oriente Occidente has chosen as starting point for a series of workshops and investigations in partnership with MUSE of Trento and the Museo Civico of Rovereto. No less relevant today is the topic of exile addressed by the Brazilian choreographer who works in Belgium, Claudio Bernardo. The third stage of his complex artistic project around Euripides’ Trojan Women, entitled #Frontiera, will have its world premiere this year at Oriente Occidente. There is a subtle connection between the women of Troy of the past and today’s women, waiting on the seashore in the hope of a better future and, in this performance, accompanied by Giovanna Marini’s vaguely liturgical musical chorus in ancient Greek. In focusing on the evolution and development of choreography in Hungary, the Czech Republic and Slovakia, this year’s Festival hosts the daring physicality of Pál Frenák. In his work Birdie, the artist investigates the idea of walls and barriers, both psychological and physical, historical and

social, and the possible means of overcoming them. Then comes the choreography of two young artists, the Slovak, Martin Talaga, with his performance Soma at the Mart and Beatrix Simkó’s intriguing duet, performed together with the Finnish artist Jenna Jalonen around the theme of origins and the isolation of their two countries within Europe, Long time no see!. This year’s Festival boasts many co-productions with international partners but, as usual, the up and coming new generation of Italian artists takes the forefront. The 2019 Festival welcomes three “Associated artists”: new entry Luna Cenere presents Zoé | Appunti sulla nuda vita, first step of the project Geneologia; Davide Valrosso, from Puglia, performs his solo piece Who is Joseph? And the Neapolitan Pietro Marullo presents his new creation HIVE – our hydrological need of cosmic lines. At the cutting edge of the Italian dance scene, Aterballetto makes its debut at the festival with Dreamers, a triptych starring the Israeli Ohad Naharin, together with Japanese Rihoko Sato and the ever more promising Philippe Kratz, the company’s internal choreographer. Yet another national excellence, Michela Lucenti, habitué of the Festival, returns this year with two very different pièces: the first ever performance of Madre investigates the strength of ancestral connections and the ability to shake free from the magmatic ties with one’s origins, and a solo performance Concerto Fisico. The residence project KOMM TANZ, started by the Rovereto dance company Abbondanza/ Bertoni, is this year host to Tommaso Monza and Claudia Rossi Valli whose debut performance entitled Annotazioni per un Faust / Sabba ed Evocazioni expresses the need for meeting and dialogue in human society. With Mourad Merzouki the Festival opens onto the international panorama of an “ennobled and contaminated” hip hop associated with this highly acclaimed artist who remains unrivalled on the French scene. He is the first artist emerging from the urban dance scene to become director of a National Choreographic Centre and in his latest, startling work Vertikal, the choreographer explores new perspectives, exploding the myth of gravity and the ground, with ten intrepid hip hoppers ready to take flight. Dance and acrobatics, new circus and parkour come together this year en plein air in the city streets and squares. Outstanding both on the trampoline and the vertical pole, the four intrepid French- Swiss artists of the Cirque La Compagnie will have the public wide-eyed with wonder, while the funambulists of Cirque Rouages transport spectators into another sphere. French parkour meets physical theatre in The Urban Playground Team’s pyrotechnical creation and Stopgap Dance Company’s dance interweaves human strength and vulnerability with poetic realism. And finally, for the Progetto Manifattura, the French Compagnie Retouramont confirms Einstein’s theory of gravitational waves made visible in their multi-media aerial performance. Chairman Paolo Baldessari Artistic director Lanfranco Cis


TEATRO ALLA CARTIERA H 20.30 In collaborazione con / In collaboration with KOMM TANZ Compagnia Abbondanza/Bertoni

Ideazione e coreografia / Concept and choreography Tommaso Monza, Claudia Rossi Valli Musica originale / Original music Giorgio Mirto Eseguita dal vivo / Performed live by Coro S. Ilario di Rovereto diretto dal M° Federico Mozzi Scenografia / Scenic design Tommaso Monza Costumi / Costumes Claudia Rossi Valli Danzatori / Dancers Samuele Arisci, Marco Bissoli, Laura Lorenzi, Ludovica Messina, Claudia Rossi Valli Durata / Duration 45’ natiscalzidt.it

Ph. Claudia Rossi Valli

Gratuito su prenotazione / Free. Advanced booking required


24/8

NATISCALZI DT ITALIA / ITALY

ANNOTAZIONI PER UN FAUST / SABBA ED EVOCAZIONI

Oriente Occidente 2017 i coreografi Tommaso Monza e Claudia Rossi Valli, uniti nel nome della compagnia Natiscalzi DT, avevano ripensato a un grande classico del repertorio ballettistico in chiave contemporanea, Lo Schiaccianoci, rielaborando con ardore moderno l’originale di Petipa-Ivanov-Cajkovskij. Ora i due autori, dal passato comune come interpreti di spicco della compagnia Abbondanza/Bertoni, lavorano a un progetto articolato intorno alla figura di Faust. Dopo Schiaccianoci, Black Lights, Gabriel e Le Ragazze, tocca all’alchimista invocatore del diavolo narrato dal sommo poeta tedesco Goethe ispirare i due giovani autori per il progetto, Annotazioni per un Faust, da cui scaturiranno le nuove tappe presentate a Oriente Occidente dal titolo Sabba ed Evocazioni. Simbolo di crisi e rivoluzione, oscillante tra l’umano e il divino, Faust è la visione di transizione da un ordine a un altro, è colui che in nome del sapere, distrugge tutto per poi ricostruirlo sulle macerie. “Faust è plurale – dichiarano gli autori – come la società contemporanea bulimica di simboli, sempre più frammentata al suo interno e desiderosa di incontri e relazione umana”. Da qui gli autori sono partiti per ideare le due partiture coreografiche nelle quali tornano al rito del sabba, la danza mefistofelica che travolge Faust. Ma il rito del sabba ha, in questo caso, un risvolto positivo: è una danza che evoca e possiede la capacità di ribaltare il tracciato aprendo nuove traiettorie e nuove conoscenze. Il gruppo danzante cercherà queste traiettorie attingendo alla memoria del luogo di rappresentazione e alle radici, abbinando memorie perse e dimenticate di ciascuno, costruendo una narrazione di corpi, immagini e voci maschili.

A

ommaso Monza and Claudia Rossi Valli’s performance Sabba ed Evocazioni is inspired by the endlessly fascinating figure of Goethe’s Faust, a symbol of crisis and revolution that wavers between the human and the divine. In the performance, the artists have created two choreographic scores around the rite of the witches’ sabbath dance. The satanic dance opens up to new trajectories, evoking memories that are strictly connected to the place of representation, but also to lost memories that need to be reclaimed. T

ANTEPRIMA / PREVIEW

TOMMASO MONZA & CLAUDIA ROSSI VALLI


TEATRO ZANDONAI H 20.30

6

Prima nazionale / Italian premiere

Ph. Gilles Aguilar Ph. Anja Meyer

Biglietti / Ticket da / from 14 € a / to 22 € Under 26 con / with Oriente Occidente Emozioni 5 €


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MOURAD MERZOUKI

CENTRE CHORÉGRAPHIQUE NATIONAL DE CRÉTEIL ET DU VAL-DE-MARNE COMPAGNIE KÄFIG FRANCIA / FRANCE

VERTIKAL

29/8


ccncreteil.com

Ph. Laurent Philippe

Ideazione e coreografia / Concept and choreography Mourad Merzouki Assistente alla coreografia / Choreography assistant Marjorie Hannoteaux Musiche / Music Armand Amar Disegno luci / Light design Yoann Tivoli, Nicolas Faucheux (assistente / assistant) Scenografia / Scenic design Benjamin Lebreton Costumi / Costumes Pascale Robin, Gwendoline Grandjean (assistente / assistant) Spazio scenico aereo / Aerial scene Fabrice Guillot Cie Retouramont Montaggio spazio scenico aereo / Assembly aerial scene Yves Fauchon Formazione aerea / Aerial Training Isabelle Pinon Danzatori / Dancers Francisca Alvarez, RÊmi Autechaud, Kader Belmoktar, Sabri Colin, Nathalie Fauquette, Pauline Journe, Vincent Lafif, Maud Payen, Manon Payet, Teddy Verardo Durata / Duration 70’


o desiderio di esplorare un nuovo spazio, quello della verticalità”. Così parlava alla vigilia della nascita dello spettacolo Vertikal Mourad Merzouki, direttore del Centre chorégraphique national de Créteil et du Val-de-Marne, ‘padre putativo’ dell’hip hop teatrale francese e di una progettualità artistica che dallo specifico linguaggio della danza urbana crea una pluralità di visioni estetiche. Sin dalla nascita della sua compagnia Käfig, avvenuta nel 1996, e successivamente con la direzione del CCN di Créteil, Merzouki ha incrociato altri mondi e discipline: il circo contemporaneo, le arti marziali, la danza contemporanea, la musica classica, le tecnologie interattive, di volta in volta messe in dialogo con l’hiphop nei suoi spettacoli. Percorso dettato indubbiamente da un’inesauribile curiosità artistica ma soprattutto dalla volontà di asserire un concetto: sradicare lo sguardo sociale sull’hip hop e su chi lo pratica in termini di ghettizzazione e minoranze, a favore di un rinnovato valore estetico della disciplina. Cercando ancora una volta nuove strade, con il suo più recente progetto Vertikal è arrivato persino ad allontanarsi dal suolo su cui solitamente i virtuosismi hip hop si definiscono. Coadiuvato da un esperto del settore, il climber Fabrice Guillot, fondatore della compagnia di danza aerea Retouramont, ha ideato uno spettacolo nel quale “tutto sembra possibile, la caduta come l’elevazione”. Qui il rapporto con il suolo è totalmente modificato, come spiega il coreografo: “I giochi di contatto tra gli artisti vengono scompigliati: il danzatore è di volta in volta porteur o volteggiatore, marionetta animata dai contrappesi dei suoi partners al suolo”. Sulla musica avvolgente del fedele collaboratore Armand Amar, noto per le musiche da film, Merzouki delinea un racconto crepuscolare in cui dieci danzatori - cinque donne e cinque uomini - non scalano impervie pareti bensì galleggiano a pochi centimetri dal suolo. Esseri acquatici in assenza di gravità che incantano rimanendo in una dimensione sospesa tra il terreno e l’aereo, l’atletico e la delicatezza del “ralenti” e della sospensione.

Ph. karo Cottier

“H

ertikal, a tribute to the aerial world, is the latest creation of Mourad Merzouki a choreographer whose journey began with hip hop and whose work is defined by his endless invention of hybrid artistic disciplines. With ten dancers of his company Käfig, Merzouki explores the theme of flight. With ropes playing a central role in the performance, the choreographer gets his intrepid hip hoppers to swoop high in the air and then skim close to the ground, exploding the myth of gravity and ground for dance. The virtuosity and poetry of the performance are set against the delicate, original musical score by Armand Amar. V


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PIAZZA MALFATTI H 16 - H 18 Prima nazionale / Italian premiere

Ph. Matthew Andrews

Gratuito / Free

MIRANDA HENDERSON & MALIK DIOUF THE URBAN PLAYGROUND TEAM REGNO UNITO / UNITED KINGDOM

ZOO HUMANS Direzione e coreografia / Direction and choreography Malik Diouf, Miranda Henderson Musiche / Music Chris Umney Danzatori / Dancers Alister O’Loughlin, Tim Merrifield, Grace Sellwood Durata / Duration 25’ prodigalupg.com


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30/8

l pluripremiato collettivo inglese Prodigal Theatre spazia con disinvoltura dal racconto intimo alla rielaborazione site specific di testi classici, dalla danza al teatro fisico al parkour a tutta velocità e altezza. Fondato dalla danzatrice inglese Miranda Henderson e dall’attore Alister O’Loughlin, Prodigal Theatre ha assunto la direzione del Nightingale Theatre di Brighton dal 2002 al 2010, anni in cui sono nati oltre cento pezzi di teatro e danza e durante i quali hanno fondato una seconda compagnia, The Urban Playground Team, i cui spettacoli sono particolarmente apprezzati dai giovanissimi. Si tratta del primo team al mondo a unire la danza urbana e il teatro fisico all’autentico parkour di matrice francese. La disciplina metropolitana, nata agli inizi degli anni Novanta, consiste nell’eseguire un percorso superando qualsiasi genere di ostacolo con la maggiore efficienza, velocità e semplicità di movimento possibile, adattando il proprio corpo all’ambiente circostante, naturale o urbano attraverso corsa, salti, equilibrio, scalate. Tra i membri di The Urban Playground Team anche il co-creatore del parkour, Malik Diouf che firma con Henderson gli spettacoli del gruppo. A Rovereto approda il loro Zoo Humans, brano ispirato a Kafka e a The Human zoo di Desmond Morris, testo nel quale l’autore sostiene che gli esseri umani moderni assomiglino ad animali

I

allevati in cattività, separati dal loro ambiente naturale eppure guidati da istinti animaleschi. Ma c’è un ulteriore dato, statistico e concreto, a monte di questo spettacolo: in UK, nel 2017, un terzo dei bambini trascorreva meno tempo all’aria aperta di un carcerato. Da qui il lavoro open air Zoo Humans, dove tre esseri umani sembrano sul punto di non ricordarsi più come ci si muova. Sono in gabbia e devono prendere una decisione: abbandonare oppure no la propria zona di comfort? Accompagnati da una colonna sonora elettronica originale firmata da Chris Umney, lo spettacolo sembra raccogliere le suggestioni tipiche dei celebri documentari naturalistici di David Attenborough per la BBC e le atmosfere kafkiane per lanciare con umorismo una proposta di nuova via facendo riscoprire la necessità di “riprendere a muoversi”. he UK’s The Urban Playground Team were the first company to combine urban & contemporary dance with authentic French parkour. One of the members of the group is, in fact, co-creator of parkour Malik Diouf. In Zoo Humans, a group of people are forgetting how to move. As they become aware of their artificial environment they must decide whether to escape or remain in the comfort of a cage. T


Prima assoluta / World Premiere Coproduzione / Co-produced by Oriente Occidente

Biglietti / Ticket da / from 10 € a / to 14 € Under 26 con / with Oriente Occidente Emozioni 5 €

Lo spettacolo contiene scene di nudo / Nude scenes included

Idea, coreografia e regia / Concept, choreography and direction Pietro Marullo Paesaggio sonoro / Soundscape Jean Noel Boissé Paesaggio luminoso / Lightscape Ryoya Fudetani Sculture e costumi / Sculptures and costumes Pietro Marullo, Diana Ciufo Costruzioni sceniche / Scenic constructions Atelier Théâtre Varia de Bruxelles, Didier, Bertrand Nodet Angeli, animali e metafore / Angels, animals and metaphores Maria Barreto, Ines Carijo, François Delcambre, Paola Madrid Garcia, Vasco Pedro Merine, Aki Nishio In alternanza con / in alternance with Marianna Cifarelli, Adrien Desbons, Elda Gallo Con il corpo-mente complice di / With the complicity of Marianna Cifarelli Durata / Duration 50’ pietromarullo.com

econda apparizione a Oriente Occidente di Pietro Marullo, artista associato del Festival dal 2017, dopo il sorprendente WRECK – List of extinct species (Relitto - lista delle specie estinte) ispirato alle opere di Giuseppe Penone, e definito “danza della materia”, da allora in tournée internazionale grazie al network Aerowaves. L’eclettico artista napoletano presenta ora il nuovo HIVE - our hydrological need of cosmic lines (alveare/comunità), un progetto che mette al centro la riflessione sull’essenza della specie umana. Detonatore dell’immaginario è, questa volta, il celebre dipinto di Michelangelo La Sacra Famiglia su cui il gesto iconoclasta di Marullo si scaglia per aprire dimensioni riflessive che toccano la cosmogonia, l’antropologia, la sociologia e il movimento. Si tratta di un quadro “coreografico” che marca la fine di un’epoca, del Rinascimento, ed i cui vettori e sguardi, e le cui forze e torsioni dei corpi, cercano di cogliere quell’angoscia della perdita del contatto con il suolo, con la Terra/Madre. Una struttura cubica in metallo evolve nello spazio scenico. Si tratta di un oggetto simbolico in cui è possibile riconoscere l’immagine dell’alveare, la trama delle relazioni umane, la frontiera tra interno e esterno; o ancora un’allegoria del Potere, della Tecnica, della Religione. La forma geometrica si impone come un totem creando una connessione tra i corpi dei danzatori. Questi sono catapultati in una dinamica conflittuale dove le forze disgregatrici interne, portate da ogni membro, sono pronte a prendere il sopravvento e nuocere alla vita stessa della sacra famiglia. HIVE mette in scena una comunità che fa fronte per la prima volta alla possibilità di auto-disintegrarsi.

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ietro Marullo is an eclectic artist whose visionary works combine the plastic arts with sound and dance. His latest production HIVE - our hydrological need of cosmic lines - takes its inspiration from Michelangelo’s Tondo Doni, a representation of the Holy Family, going on to develop a powerful aesthetic and anthropological reflection. The performance digs deeply into the unfathomable concept of the family and, in a dream-like atmosphere, extends the search to the concept of mankind itself. The stage set is a cubic structure, wrapped in coloured material which seems to represent a knot that has yet to be untied. P

Ph. Diana Ciufo

AUDITORIUM MELOTTI H 20.30


ITALIA-BELGIO / ITALY-BELGIUM

HIVE - OUR HYDROLOGICAL NEED OF COSMIC LINES

30/8

ARTISTA ASSOCIATO / ASSOCIATED ARTIST

PIETRO MARULLO


ZOÉ | APPUNTI SULLA NUDA VITA Primo studio / Studio Coproduzione / Co-produced by Oriente Occidente

Biglietti / Ticket da / from 10 € a / to 14 € Under 26 con / with Oriente Occidente Emozioni 5 €

Lo spettacolo contiene scene di nudo / Nude scenes included

Ideazione e coreografia / Concept and choreography Luna Cenere Musiche / Music Gerard Valverde Ros / Mika Vainio Disegno luci / Light design Gianni Staropoli Danzatori / Dancers Luna Cenere, Lucas Delfino, Daria Menichetti, Ilaria Quaglia, Davide Tagliavini Durata / Duration 30’

ecente rivelazione della scena nazionale, Luna Cenere è artista associata a Oriente Occidente da quest’anno. Napoletana, dopo gli studi alla Salzburg Experimental Academy of Dance lavora come danzatrice in alcune compagnie internazionali e poi a Firenze con Virgilio Sieni. Kokoro, il suo primo assolo, l’ha portata alla ribalta nell’ambito del network di operatori nazionali Anticorpi XL e le è valso il Premio Migliore Coreografia al Concorso Solocoreografico 2017. Nel 2018 è la rete internazionale Aerowaves ad annoverarla tra le promesse della coreografia europea divulgando il suo lavoro a compratori internazionali. Impegnata con il Festival nei prossimi due anni, Cenere svilupperà un progetto di ricerca intorno al tema della vita, Genealogia, la cui prima tappa Zoé – dal greco ζωη, vita – verrà presentata quest’anno. L’idea complessiva è di costruire un alfabeto di segni con danzatori professionisti da trasmettere poi, nell’evoluzione del lavoro, a un gruppo di amatori reclutati sul territorio per lavorare sul concetto relazionale di comunità, di gruppo che si fa espressione e luogo. Zoé | Appunti sulla nuda vita è lo studio di natura installativa – cifra peculiare dell’autrice – che mira alla costruzione di questo alfabeto da trasformare in linguaggio coreografico. Corpi che giacciono in condizione di nudità da cui far emergere il potenziale metafisico, animale e sociale, a partire dal grado zero della vita. La coreografia è una scrittura sui corpi e dei corpi che diventa declinazione delle forme e significati della loro nuda vita. Emergono domande di tipo politico, sociale, culturale strettamente legate al tema del corpo contemporaneo alle quali però il processo non ha il compito di rispondere. “A oltre 40 anni dalla rivoluzione culturale – spiega Luna Cenere – con le sue istanze di rivendicazione rispetto al corpo e alle sue libertà, il mondo dell’arte contemporanea si sta riappropriando del ruolo della nudità riservando un ruolo altro rispetto alla pornografica ostentazione o alla pudica vergogna”. E a tale proposito il pensiero di Giorgio Agamben risulta illuminante per l’artista: “Le arti che noi chiamiamo performative costituiscono l’esempio di un’azione umana che sembra sfuggire alla categoria di finalità”. Un atto di umanità di una comunità che si interroga su se stessa nel momento in cui agisce, si muove insieme e si sostiene nella ricerca di gesti essenziali con un ritmo condiviso che la rende in grado di pensare se stessa come un unico organismo generatore, in rapporto osmotico con la natura circostante.

R

real discovery on the Italian dance scene, the Neapolitan artist Luna Cenere will be associated with the Festival from now on for two years. Here in Rovereto she will develop the project entitled ‘Genealogy’ which investigates the theme of the body as a landscape and a place of living, as the Greek word (ζωη) indicates in the title of this first step. A study conducted in nudity according to a canon that is now distinctive of the artist’s poetics; five dancers will explore the zero level of life, of the invisibility, of the mystery inscribed in every birth. A

Ph. Vantees

TEATRO ALLA CARTIERA H 22


ITALIA / ITALY

ZOÉ | APPUNTI SULLA NUDA VITA

30/8

ARTISTA ASSOCIATA / ASSOCIATED ARTIST

LUNA CENERE


Ideazione e coreografia / Concept and choreography Davide Valrosso Musiche / Music Ryoji Ikeda Headphonics Danzatore / Dancer Davide Valrosso Durata / Duration 30’ davidevalrosso.com

oreografo associato al Festival Oriente Occidente, tra i nomi più interessanti dell’emergente scena nazionale, Davide Valrosso è anche interprete di grande carisma. Diplomato alla classicissima English National Ballet School, si è successivamente votato alla carriera nell’ambito della danza contemporanea lavorando stabilmente per cinque anni con la compagnia di Virgilio Sieni e altri autori. Da un lustro è concentrato sulla carriera autoriale sviluppata per se stesso o per compagnie come il Balletto di Roma di cui è coreografo residente, occupandosi parallelamente del tutoraggio e del coordinamento del C.I.M.D., incubatore per futuri coreografi. Nel suo ultimo assolo, Who is Joseph?, l’azione coreografica è il frutto di una ricerca biennale dell’artista pugliese intorno a una serie di domande poste sul proprio passato, sul presente e sul futuro alla scoperta di una memoria incisa nel corpo. Nelle tre tappe site specific che hanno preceduto Who is Joseph? - racchiuse nel titolo Biografia di un corpo Valrosso cercava l’essenza del corpo, esplorava gli elementi evanescenti della mente, quelle memorie sconosciute, quei ricordi latenti contenuti nel suo corpo esposto sulla scena nella totale nudità. Ora con Who is Joseph? prova a indirizzare quella memoria in elementi più concreti costruendo una serie di figure gestuali capaci di evocare un susseguirsi di immagini forti. Diviso in tre quadri coreografici distinti, rispettivamente intitolati Soglia, Conflitto e Resilienza, Valrosso si presenta in scarpe da tennis con un look total black e il viso coperto da un berretto. Avvolto nella dimensione musicale elettronica di Ryoji Ikeda e Alessandro Cortini, dispiega una danza dapprima controllata poi via via più istintiva e lirica, coadiuvato nella parte centrale da un oggetto: una lunga asta di metallo con cui lottare, difendersi. “Who is Joseph? è un invito a riflettere – spiega Valrosso - su quali risposte si potrebbero dare alle molteplici domande incarnate da un’ombra, che scolpisce sul suo corpo l’iconicità di un tempo alla deriva. Un passato da interrogare, sviscerare, da provare a rindossare, per sentire sulla propria pelle il vigore del confine che diventa accoglienza, del conflitto che diventa resilienza”.

C

avide Valrosso’s point of departure is the reflection by philosopher Giorgio Agamben on the nature of contemporary life, with the last two years seeing the choreographer concentrating on sitespecific work around the biography of the body. In his latest solo Who is Joseph? a series of silhouetted gesticulating figures conjure up a stream of images. The solo performance of the choreographer/ performer is divided into three separate choreopgraphic pictures - Threshold, Conflict, Resilience - with each one expressing the artist’s desire to question the past, the present and the future. The questions become gestures, giving voice to “that vivid silence” which forms the background of our contemporary lives. D


WHO IS JOSEPH? Prima assoluta / World premiere Coproduzione / Co-produced by Oriente Occidente

Biglietti / Ticket da / from 10 € a / to 14 € Under 26 con / with Oriente Occidente Emozioni 5 €

DAVIDE VALROSSO ITALIA / ITALY

WHO IS JOSEPH?

30/8

ARTISTA ASSOCIATO / ASSOCIATED ARTIST

TEATRO ALLA CARTIERA H 22


MART H 19

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Creazione site-specific / Site-specific creation

Ph. Michal Hancovský

Biglietto unico / Ticket 10 € Under 26 5 €


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MARTIN TALAGA

REPUBBLICA CECA / CZECH REPUBLIC

SOMA

31/8 1/9


Ideazione e coreografia / Concept and choreography Martin Talaga Musiche / Music Myko Disegno luci / Light design Karlos Šimek Danzatori / Dancers Radim Klásek, Anton Eliaš, Marek Menšík 31/8 con / with i partecipanti a “Soma Workshop” / the participants to the “Soma Workshop” Durata / Duration 35’


21

ell’ambito del focus del Festival dedicato alle attuali esperienze coreutiche dei Paesi dell’Europa dell’Est, fa capolino al Mart Martin Talaga. Classe 1989, Talaga si è formato in Slovacchia alle danze folk prima di approdare all’Accademia delle Arti dello Spettacolo di Praga dove ha studiato coreografia. Come interprete ha lavorato nel teatro con la celebre compagnia Lanterna Magica e con Spitfire Company, attiva nell’ambito del teatro fisico. Poi ha fondato con Marek Zelinka la compagnia [PLAY]Boyz impegnata a 360 gradi nell’indagine della bellezza umana contrapposta alla fragilità. Un ‘teatro dell’umanità’ l’hanno definito, da cui sono nati diversi spettacoli. Con la performance Soma, ospitata all’interno delle sale del Mart e realizzata con tre danzatori professionisti e un nutrito numero di volontari scelti sul territorio e preparati tramite workshop, Talaga indaga ‘glorie e bruttezze’ del corpo maschile. “Accendere le luci sulle imperfezioni del corpo – spiega Martin Talaga – ci permette, rispetto ad esempio a un oggetto industriale privo di difetti, di rimanere vigili su cosa ci renda umani, rinunciando forse alla perfezione e all’eccesso di velocità ma ricordando la vera essenza e la bellezza interiore”. Con un retro pensiero edenico, rintracciabile anche nei corpi seminudi dei partecipanti, Talaga costruisce uno spettacolo di sculture viventi. Si tratta di sculture prive di perfezione estetica che ricordano però nelle loro pose statuarie molta iconografia rinascimentale, dal David di Michelangelo all’Uomo Vitruviano di Leonardo. In un ambiente neutro, privo di qualsiasi orpello, si vedono corpi che si “risvegliano” abitando l’ambiente espositivo; si muovono lentamente, assumono pose senza che le emozioni trapelino. Eppure sono umani, come testimoniano l’incedere e i movimenti per nulla seriali né meccanici delle loro braccia. Ognuno si mostra con un gesto precipuo, con unicità, tanto da costringere lo sguardo dello spettatore a vagare in continuazione da un corpo all’altro. Un’esperienza di movimento visivo e concettuale su un substrato sonoro diffuso ed enigmatico che richiama a uno stato naturale primordiale.

N

his site-specific dance Soma, by the Slovak choreographer Martin Talaga, is performed by three professional dancers and a large number of locally chosen volunteers who were previously trained in workshops. In this work, the choreographer aims to probe into the ”glory and ugliness” of the male body. In an atmosphere reminiscent of the garden of Eden, human sculptures come to life where these bodies appear to be awoken by the surrounding environment. The background music to this conceptual piece is enigmatic and subtle, evoking the primordial state of nature. T


TEATRO ZANDONAI H 20.30

22

Prima nazionale / Italian premiere

Ph. Tan Wei

Biglietti / Ticket da / from 14 € a / to 22 € Under 26 con / with Oriente Occidente Emozioni 5 €


23

LIU QI

GUANGDONG MODERN DANCE COMPANY CINA / CHINA

SUMERU

31/8


Coreografia / Choreography Liu Qi Musiche / Music Kung Chi Shing, Tom Lee Pettersen Disegno luci / Light design Low Shee Hoe Costumi / Costumes K@FingPop Danzatori / Dancers Chen Baiyu, Guo Fan, Li Jiahao, Miao Jiawei, Zhang Long, Wang Meizhi, Peng Mi, Li Siyu, Fang Suying, Liu Xichao, Lee Ya-Jui, Zhang Yan, Zhang Yuting, Belinda Zhang Durata / Duration 60’ gdmdc.com


a una storia piuttosto recente la danza contemporanea in Cina, ma se si cerca il nome di una compagnia pioniera, quello da citare è indubbiamente Guangdong Modern Dance Company. Nata nel 1992 in seno alla Guangdong Dance Academy di Guangzhou, la GMDC è la prima compagnia di danza moderna del Paese costituita a termine del primo triennio di formazione in tecniche modern americane voluto dall’allora direttore Yang Meiqi. Tra i membri fondatori della Guangdong Modern Dance Company anche il neo diplomato Shen Wei, che farà poi strada come artista indipendente negli States. Caratteristica della Guangdong Modern Dance Company è da sempre la compenetrazione degli stilemi della danza occidentale con le tradizioni e l’identità cinese. Così, in quasi trent’anni di attività, ha conquistato il globo portando alla ribalta coreografi ‘nazionali’ dalla cifra stilistica originale. Tra questi spicca il nome di Liu Qi, oggi direttrice artistica della GMDC, con un passato da danzatrice e insegnante nella compagnia. Coreografa principale, ha costruito un vasto repertorio per l’ensemble attualmente composto da quattordici danzatori, eccellenti nella tecnica quanto pregnanti interpreti. Sumeru, tra i suoi lavori più recenti, dal nome del Monte Sumeru, montagna al centro della cosmologia buddista, rievoca una massima dell’Illuminato: “un piccolo seme può rivelare tutte le meraviglie del mondo”. La danza per Liu Qi è questo seme, portatrice di infinite sfaccettature che si rivelano a coloro che sanno osservare con attenzione, dispiegata nello spettacolo attraverso un gioco di interazioni, connessioni di corpi e geometrie spaziali nette. Lo spazio è spoglio, il tappeto danza è solcato da grandi linee che si intersecano definendo forme geometriche irregolari, illuminate alternatamente da diversi colori. La fluidità delle luci rispecchia quella del movimento, dei rapporti interpersonali che si delineano e si stratificano senza soluzione di continuità.

Ph. Tan Wei

H

iu Qu is the artistic director and choreographer of the Chinese Guangdong Modern Dance Company. Sumeru takes its name from the mountain at the centre of Buddhist cosmology and its creative idea from one of Buddha’s maxims: “a tiny seed can reveal all the wonders of the world”. Dance for Liu Qi is this seed, bringer of infinite facets that are revealed to those who know how to observe with attention, dance which unfolds in a game of interaction, bodily connections and spatial geometry of adamantine quality. L


AUDITORIUM MELOTTI H 20.30

26

Prima nazionale / Italian premiere

Ph. György Jökúti

Biglietti / Ticket da / from 10 € a / to 14 € Under 26 con / with Oriente Occidente Emozioni 5 €


27

PÁL FRENÁK COMPAGNIE PÁL FRENÁK

UNGHERIA / HUNGARY

BIRDIE

1/9


frenak.hu

Ph. György Jökúti

Ideazione e coreografia / Concept and choreography Pál Frenák Musiche / Music Norman Levy Suono / Sound András Horváth Disegno luci / Light design Máté Vajda Costumi / Costumes Pál Frenák Scenografia / Scenic design Dániel Lakos - Tervhivatal / Planbureau, Gyula Majoros Assistente palco / Stage assistant György Zoltai Danzatori / Dancers Gábor Halász, Emma Lörincz, Milán Maurer, Silviu Mititelu, Latasha Pugh, Kristóf Várnagy Violoncello / Cello Endre Kertész Durata / Duration 60’


ál Frenák, coreografo ungherese appartenente alla prima generazione di autori ‘contemporanei’ del paese, ha a lungo vissuto in Francia, dove nella seconda metà degli anni Ottanta ha conosciuto le tecniche Cunningham e Limón nonché la futura moglie, l’architetta Catherine Frenák. Da lei, e dalla sua rete di conoscenze, ha ricevuto molte influenze sull’uso innovativo dello spazio scenico poi applicato alle composizioni coreografiche. Conosciuto per il suo stile di danza unico che integra la mimica, la lingua dei segni (i genitori di Pál erano sordi) e il linguaggio del corpo con elementi provenienti tanto dalla danza quanto dal nuovo circo e dal teatro, Frenák, oggi sessantaduenne, continua a stupire con i suoi lavori. Come scrive la teorica della danza Lívia Fuchs “sul palco di Frenák non si può solo vedere il movimento delle gambe, delle braccia, dei volti e degli occhi ma il movimento dell’intera macchina–corpo: tutto si muove, le ossa, i muscoli. La sua è una coreografia di carne e sangue, e questa armonia robusta dà vita a una straordinaria composizione che affascina la mente e il cuore di chi guarda”. In Birdie il coreografo vuole indagare i muri, le barriere psicologiche, fisiche, storiche e sociali e il modo per superarle. Cosa ci confina o ci separa dagli altri? Cosa può abbattere le barriere? Quale potere ha l’immaginazione? Come costruiamo nuove realtà parallele al fine di rendere il nostro presente vivibile? A queste domande risponde con questo spettacolo nato da studi sul tema del volo – ricorrente nella sua poetica – e da suggestioni del film di Alan Parker Birdy-Le ali della libertà (1984) da cui mutua il titolo. Inseriti in una singolare scenografia una grande e leggera piramide metallica evocante la grafica 3D che funziona come un labirinto disegnata dallo studio di architettura PlanBureau – sei danzatori di varia nazionalità e formazione eclettica lottano fra loro e con se stessi, cercano vie di fuga, fragili e possenti come sono, ma tornano poi sempre nella loro gabbia. Un ritratto dei sentimenti umani sulla musica elettroacustica del compositore berlinese Norman Levy eseguita live dal violoncello di Endre Kertész.

Ph. Katalin Bobál

P

he choreography by the Hungarian artist Pál Frenák is one of flesh and blood and the imposing stage setting where the dance takes place emphasizes further the remarkable physical quality of this performance. Inspired by the theme of flight and Alan Parker’s film Birdy, this creation investigates the idea of walls and barriers, both psychological and physical, historical and social and the possible means of overcoming them. The performance takes place in a large metal pyramid that works as a labyrinth where six dancers fight each other and themselves as they try to find a way out. These fragile yet powerful dancers are accompanied by the electroacoustic music of Norman Levy, performed live on the cello. T


TEATRO ALLA CARTIERA H 22

30

Prima nazionale / Italian premiere

Biglietti / Ticket da / from 10 € a / to 14 € Under 26 con / with Oriente Occidente Emozioni 5 €

Ideazione, coreografia e danza / Concept, choreography and dance Beatrix Simkó, Jenna Jalonen Suono / Sound Ábris Gryllus Testo / Text András Vinnai Disegno luci / Light design Krisztián Balázs, Daniel Dömölky Costumi / Costumes Emese Kasza Scenografia / Scenic design Daniel Dömölky Durata / Duration 60’ simkobeatrix.hu/ longtimenosee

Ph. Daniel Dömölky

Lo spettacolo contiene scene di nudo / Nude scenes included


31

BEATRIX SIMKÓ / JENNA JALONEN

1/9

UNGHERIA-FINLANDIA / HUNGARY-FINLAND

LONG TIME NO SEE!

eatrix e Jenna sono nate in due Paesi europei diversi e in qualche modo ‘isolati’ all’interno del continente: l’Ungheria e la Finlandia. Sono diverse nell’aspetto fisico. Beatrix è mora, Jenna biondissima, ma forse hanno qualcosa in comune. Ed è ciò che vogliono scoprire nel loro recente duetto dal titolo curioso, Long time no see! (È molto tempo che non ci si vede!), già balzato all’attenzione della critica grazie alla partecipazione nel 2018 al celeberrimo Festival d’Avignon (sezione Les Sujets à Vif) e ora inserito tra le venti produzioni selezionate della piattaforma internazionale Aerowaves Spring Forward twenty19. Andando alla ricerca delle radici comuni, affrontando il tema dell’isolamento, delle somiglianze e delle proprie peculiarità, Beatrix e Jenna partono da un semplice assunto per costruire il loro lavoro congiunto, domandandosi: “potremo reciprocamente comprenderci? Attraverso le parole, la lingua oppure ricorrendo a una metacomunicazione?” L’idea di lavorare insieme è venuta ai tempi del loro incontro come danzatrici nell’ungherese Eva Duda Dance Company, ma è stata realizzata solo lo scorso anno dopo che entrambe avevano intrapreso strade autonome: Jenna trasferendosi a Bruxelles, Beatrix ad Amburgo. Long time no see! è una piccola perla il cui discorso coreografico e verbale non stanca mai di intrigare lo spettatore. L’incontro tra Beatrix Simkó e Jenna Jalonen in scena è molto divertente e muove dal fatto che le loro lingue hanno una radice comune: sono le uniche due lingue ugrofinniche in Europa. Da questo fondamentale comune denominatore partono per esplorare similitudini e lontananze. Dapprima concentrandosi sulle origini a partire dalle danze popolari, poi approdando nude in una cabina di sauna (altro punto di raccordo culturale). Attraverso i gesti e i modelli di movimenti, coadiuvate da scrittori, artisti visivi e sound designer, Beatrix e Jenna traslano le regole grammaticali in azione creando ponti socio-linguistici di corpi e menti, ergendosi a simbolo di un’Europa che a distanza di anni dall’unificazione ancora stenta a sentirsi unita.

B

eatrix and Jenna were born in isolated European countries. They have the same amount of muscles and bones. They are movers, acrobatics, comfortable with steam and water. Women of the Y-generation. Blonde and brunette. Nordic and Central-European. One drinks pálinka the other one Koskenkorva. Almost sisters. Not quite. Long time no see! is a research project about common roots and isolation, nearness and distance, understanding and misunderstanding. A performance by a Finnish and a Hungarian artist that explores the unfamiliar and familiar aspects of two cultures that used to be related. B


TEATRO ZANDONAI H 20.30

32

Prima nazionale / Italian premiere

Ph. Jean Marie Chabot

Biglietti / Ticket da / from 14 € a / to 22 € Under 26 con / with Oriente Occidente Emozioni 5 €


33

EUN-ME AHN

EUN-ME AHN COMPANY COREA DEL SUD / SOUTH KOREA

NORTH KOREA DANCE

2/9


Durata / Duration 75’

Ph. Jean-Marie Chabot

Ideazione e coreografia / Concept and choreography Eun-Me Ahn Musiche / Music Young-Gyu Jang Disegno luci / Light design Jinyoung Jang Scenografia e costumi / Scenic design and costumes Eun-Me Ahn Video Jinwon Lee Danzatori / Dancers Eun-Me Ahn, Donghun Go, Jihye Ha, Jaeyun Lee, Jeeyeun Kim, Hyekyoung Kim, Seunghae Kim, Eisul Lee, Hyunwoo Nam, Sihan Park, Juyoung Shim Musicista / Musician Soona Park


orna a Oriente Occidente dopo il successo ottenuto nella scorsa edizione Eun-Me Ahn, coreografa e danzatrice sudcoreana internazionalmente acclamata, con la sua ultima creazione dal forte sapore ‘politico’. Un lavoro sulle danze della Corea del Nord pensato da chi con quella metà del paese non ha niente a che fare da oltre sessant’anni. Dal 1953, infatti, anno in cui fu firmato l’armistizio di Panmunjeom che metteva fine al conflitto fratricida (3 milioni di vittime civili e militari), la penisola coreana fu divisa in due parti: la Corea del Nord e la Corea del Sud. Da allora nessun contatto tra i due Paesi. Per i sudcoreani è impossibile ottenere l’autorizzazione del governo per attraversare la frontiera: Seoul, come tutto il resto del mondo, conosce di Pyongyang solo gli eccessi del suo dittatore e la sfrenata corsa al nucleare. Ma a Eun-Me Ahn interessava sapere qualcosa di più sullo stato dell’arte e la cultura nel Nord. Aiutata da internet, dove ribollono video di danze tradizionali con ventagli e di massive parate militari coreografate con gesti virili e danze acrobatiche super virtuose, Ahn costruisce il suo North Korea Dance. Un susseguirsi di coloratissimi quadri, sospesi tra il minimalismo e gli eccessi, il folclore e le ultime tendenze in cui emergono similitudini e differenze con le danze del Sud. “Condividiamo le stesse radici, le stesse tradizioni – spiega Eun-Me Ahn – ma da quando la Corea è stata divisa l’arte della danza ha conosciuto un’evoluzione diversa da un lato all’altro del confine. Certamente anche il contesto ideologico ha influito molto e le differenze sono evidenti, ma abbiamo dei punti in comune: è giunto il momento di conoscerci meglio!”. Con assoluta leggerezza e tocchi di humor in North Korea Dance la coreografa costruisce un’incalzante sequenza di danza spettacolare dove gli unisoni mozzano il fiato. La musica è quella tradizionale, simbolo di un linguaggio universale contro le divisioni politiche con il gayageum (strumento musicale tipico) a farla da padrone fino a quando i bassi elettrici non prendono il sopravvento. I dieci danzatori sul palcoscenico appaiono in danze che ricordano le celeberrime parate militari in onore del dittatore, ma anche in deliziosi balli con ventagli sgargianti e pon pon multicolori, in più sobrie danze di coppia. In mezzo a loro, Eun-Me Ahn si ritaglia un delicato assolo in cui la sua androgina silhouette da sciamano pacificatore definisce micromovimenti di grande fascino.

Ph. Jean-Marie Chabot

T

gainst today’s political climate of a gentle thaw between the two Koreas, the internationally acclaimed South Korean choreographer and dancer Eun-Me Ahn launches an optimistic message of cultural and artistic sharing. Unable to cross the border to learn about the state of the art in the north of the country, she relies on the internet to find common roots and differences. Seduced by the quantity of videos of traditional dances with fans and massive military parades in honour the dictator, she composes a performances of pictures in an exhibition in which folklore, tradition and the latest trends burst out. Stunningly colourful and breathtaking. A


36

PIAZZALE CADUTI SUL LAVORO H 18

Ph. Françoise Lison / Journal L’Avenir

Gratuito / Free

CIRQUE LA COMPAGNIE FRANCIA / FRANCE

L’AVIS BIDON - FACE A Ideazione e coreografia / Concept and choreography Cirque La Compagnie Sguardo esterno / Friendly look Alain Francoeur Assistenza tecnica / Technical assistance Clément Fodella Performers Zackary Arnaud, Baptiste Clerc, Boris Fodella, Charlie Mach Durata / Duration 40’ cirquelacompagnie. wixsite.com


37

3/9 4/9

l loro motto è: “ci muoviamo, saltiamo, cadiamo per produrre adrenalina pura!”. Zackary Arnaud, Baptiste Clerc, Charlie Mach, Boris Fodella sono quattro intrepidi circensi franco-svizzeri che, a seguito del loro incontro all’École National du Cirque de Montréal (Canada), hanno deciso di lavorare insieme. Nel 2014 fondano il circo La Compagnie, collettivo nel quale il mutuo scambio e la condivisione sono parole d’ordine insieme all’acrobazia più spinta. Zackary e Boris sono fuoriclasse della planche coréenne (il trampolino basculante in cui due o più persone usando il peso corporeo si lanciano alternativamente in aria), Baptiste del mât chinois (il palo verticale), Charlie sviluppa un tipo di acrobazia con le sedie, ma in realtà tutti sanno fare tutto quello che l’arte del circo richiede con assoluta maestria. I loro

I

spettacoli sono frutto di tutte queste abilità, tanto spiccate da averli portati nell’Olimpo mondiale delle discipline. Ma ciò che li caratterizza è la costruzione drammaturgica, la voglia di narrare, intrattenere e raccontarsi al di là del semplice numero virtuosistico circense, grazie allo sguardo esterno di Alain Francoeur - attore, danzatore, regista e consigliere artistico della Scuola di Circo di Montréal - che li segue da sempre nella messa in scena. In L’avis bidon - Face A -, proposto a Rovereto nella versione en plein air, al gioco di abilità si alternano canzoni da loro interpretate e momenti di condivisione con il pubblico in un set realizzato con grandi bidoni blu, strutture metalliche verticali con piattaforma d’atterraggio in cima, una planche coréenne e delle sedie. Tra voli in aria e capriole, gag, acrobazie intorno e sopra i pali, i quattro impavidi ragazzi terranno a bocca aperta grandi e piccini.

heir motto is: “we move, we jump, we fall to produce pure adrenalin!” Zackary Arnaud, Baptiste Clerc, Charlie Mach and Boris Fodella are four French-Swiss circus artists who decided to work together after all studying at the École National du Cirque de Montréal. Outstanding both on the trampoline and vertical pole, these fearless young artists will have the public, both young and old, wide-eyed with wonder at their aerial flights and somersaults, gags and acrobatics. T


AUDITORIUM MELOTTI H 20.30

38

Prima assoluta / World premiere Coproduzione / Co-produced by Oriente Occidente

Ph. Claudioi bernardo

Biglietti / Ticket da / from 10 € a / to14 € Under 26 con / with Oriente Occidente Emozioni 5 €


39

CLAUDIO BERNARDO AS PALAVRAS BELGIO / BELGIUM

#FRONTIERA

3/9


Ideazione e coreografia / Concept and choreography Claudio Bernardo Assistenti alla coreografia / Choreography assistants Marie Bach, Anne-Cécile Massoni Musiche / Music Dorian Baste, Giovanna Marini (canzoni composte per / songs composed for Les Troyennes, Thierry Salmon) Costumi / Costumes Chiara Defant, Agnès Dubois, Hélène Lhoest Video Claudio Bernardo, Cristina Dias Danzatori / Dancers Elise Gabële, Gabriella Iacono, Cécilia Kankonda, Carmela Locantore, Tijen Lawton, Maria Grazia Mandruzzato, Johanne Saunier, Fatou Traoré Live Cameraman Maxime Jennes Durata / Duration 50’ aspalavras.org


ome è diversa Itaca da Lampedusa. Itaca è il ritorno di un uomo solo, Lampedusa è lo sbarco di milioni, di cui uno su due si perde e non sarà contato, né sarà cantato in un poema”. Queste parole estratte dal discorso tenuto da Erri de Luca alla Giuria dell’European Book Prize nel 2015 calzano a pennello per Claudio Bernardo, coreografo brasiliano dalla metà degli anni Novanta attivo in Belgio. Impegnato da due anni nel progetto coreografico D’Après les Troyennes, che a oggi ha conosciuto due esiti spettacolari - Apoxyomenos con diciassette danzatori del Balletto del Teatro Nazionale della Croazia e #Exil al Teatro Greco di Siracusa – a Oriente Occidente presenta la terza tappa intitolata #Frontiera, preludio all’ultima creazione che sarà presentata al Teatro di Liegi nell’autunno 2020. Sensibile ai tragici fatti degli attuali flussi migratori, mosso dallo studio delle Troiane di Euripide nonché affascinato dai ricordi del celeberrimo allestimento teatrale che ne fece Thierry Salmon nel 1988, Claudio Bernardo riprende la tragedia antica per affrontare il tema dell’esilio, tracciando anche un filo nella memoria con l’illustre precedente teatrale. “Le Troiane – spiega Bernardo – sono un requiem sulla guerra cantato da voci femminili mitologiche: Ecuba, Elena, Cassandra, Andromaca. Divenute schiave dei greci vincitori, uniche sopravvissute al massacro, si ritrovano unite nella prospettiva di una imminente partenza verso le terre dei vincitori, piangono il tempo perduto e un avvenire incerto. Questa guerra che oppose la Grecia all’Asia Minore è stata la prima guerra emblematica della storia occidentale e costituisce – al di là del suo carattere mitologico – un archetipo della guerra di conquista. L’originalità di Euripide risiede, oltre che nella parola poetica, nella denuncia del comportamento barbaro dei suoi compatrioti, e nel richiamo al risveglio delle coscienze dei suoi contemporanei”. Da qui muove nella costruzione di #Frontiera, spettacolo nel quale fa confluire nove interpreti, alcuni già collaboratori di Thierry Salmon, e le musiche composte da Giovanna Marini proprio per quell’occasione: percussioni rudi, ma soprattutto canti, cori in greco antico vagamente liturgici e somiglianti a musiche popolari. Un film, girato nell’antico teatro greco di Catania, testimonia poi l’esodo personale e artistico degli interpreti che, incarnando i personaggi di Euripide, saranno come loro costretti a partire, abbandonando il teatro che li accoglie.

“C

his is the third stage of the choreographer’s complex project inspired by Euripides: After the Trojan Women. In this working step called #Frontiera, Claudio Bernardo revisits the ancient Greek tragedy and the question of exile and in so doing reminds the viewer of Thierry Salmon’s illustrious theatrical precedent of 1988. From Salmon’s original creation, Bernardo borrows Giovanna Marini’s original soundtrack – songs and choirs in ancient Greek, vaguely liturgical and reminiscent of folk music – and some of the original protagonists who make up the company of nine performers on stage. A wakeup call for the collective conscience of the savagery of today and of the past. T


PROGETTO MANIFATTURA H 20.30

42

Creazione site-specific / Site-specific creation

Ph. E+N

Biglietto unico / Ticket 10 € Under 26 - 5 € Under 12 - gratuito / free


43

AURÉLIEN PROST CIRQUE ROUAGES FRANCIA / FRANCE

…SODADE…

4/9


44

Ideazione e coreografia / Concept and choreography Aurélien Prost Direttore di scena / Scene director Julien Athonady, Christian Lucas Sguardo esterno / Friendly look Claude Krespin, Nina Enfaque Morer Suono / Sound Clément Agate Voce fuoricampo / Voice-over Facundo Diab Disegno luci / Light design Rémi Athonady, Sarah Sankey (filmer) Costumi / Costumes Laure Hieronymus, Camille Lacombe Scenografia / Scenic design Serge Calvier (Nil Obstrat)

Realizzazione scenografia / Scenography construction Clément Agate, Alain Kolpak, Laurent Patard, Michael Person, Aurélien Prost, Eric Sabre Assistenza tecnica / Technical assistance Loïc Lambert, Thomas Ménoret Allenatore / Trainer Rosa Aguilera, Léa Fabre, Fausto Lorenzi, Camille Menei Performers Sarah Babani (trapezista/ trapezist), Anouk Germser (voce e musica/voice and composition), Jordi Montmany (trapezista/ trapezist), Mariona Moya (funambola/tightrope walker), Aurélien Prost (funambolo/ high wire walker), Hugo Riviere (bassista/bass) Durata / Duration 50’ cirquerouages.wixsite.com/ cirquerouages


Ph. Solveig de la Hougue

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o spettacolo di nuovo circo …Sodade… nasce da un’idea del funambolo Aurélien Prost. Con lui a rendere concreto il progetto i dieci membri – artisti di circo e musicisti ma anche tecnici e costruttori – che compongono il collettivo Cirque Rouages, nato sotto uno chapiteau a Bar-le-Duc, Francia, nel 2007. Allargatosi a nuove collaborazioni, nel 2015 Cirque Rouages produce …Sodade… e Zorro, grandi successi di pubblico che attirano l’attenzione sulla compagnia anche oltre confine. Due lavori in cui la direzione di ricerca attorno a una scenografia al centro della creazione diviene dominante nonché cifra stilistica del gruppo che ama utilizzare anche la musica live negli spettacoli. In …Sodade… il grande décor è il mezzo mediante cui si racconta questo sentimento (la saudade, simile alla malinconia, alla nostalgia) tanto caro alla cultura brasiliana. La struttura scenica si compone di due grandi ruote di oltre due metri di diametro che girano verticalmente e fanno muovere un cavo lungo 21 metri. Un sartiame per equilibristi e funamboli capaci di viaggiarci sopra a 3 o 5 metri dal suolo. Il tutto somiglia a un grande proiettore Super 8 utilizzato ai tempi dei film in pellicola, attraverso il quale si sviluppa la storia, tra sogni di speranza e ricordi di qualcosa che non c’è più. L’idea della fragilità del funambolo sul filo infinito si incarna nella narrazione aerea di quattro corpi (due funamboli e due trapezisti) che anche contemporaneamente – e questa è un’eccezione – scorrono sul filo in equilibrio, intenti a intraprendere le loro evoluzioni. La struttura è un foglio bianco sul quale i corpi sospesi, appesi, nel loro andare e venire ripropongono il flusso dei sentimenti “come le onde di un tempo passato che ritorna e riparte senza fermarsi mai” spiega Aurélien Prost. …Sodade… però si colora anche del racconto sonoro live: il contrabbasso e il canto jazz donano spessore a questa favola “a grandi altezze”.

Ph. E+N

L

odade…, a new circus performance with live music, is the creation of funambulist Aurélien Prost, co-founder of the collective Cirque Rouages. The set is reminiscent of a large Super 8 projector with enormous wheels which between them hold a wire taut. A few metres above the ground, …Sodade… releases a flow of emotions with acrobats and funambulists travelling along the wire. The suspended bodies of the artists fly from one side to the other of the wire, like waves from the past that come and go while never stopping. …S


5/9 PIAZZA URBAN CITY H 18

6/9 PIAZZA MALFATTI H 16 - H 18

FROCK FRIPPERY Prima nazionale / Italian premiere

FROCK

46

Gratuito / Free

Ph. Dougie Evans

Gratuito / Free


47

LUCY BENNETT

STOPGAP DANCE COMPANY REGNO UNITO / UNITED KINGDOM

FROCK FRIPPERY

5/9 6/9


FROCK Ideazione e coreografia / Concept and choreography Lucy Bennett Musiche / Music Hannah Miller Costumi / Costumes Martina Trottmann Assistente prove / Rehearsal assistant Siobhan Hayes Responsabile accessibilità / Access worker Amelia Clark Danzatori / Dancers Christian Brinklow, Jannick Moth, KJ Mortimer, Nadenh Poan, Hannah Sampson, Alice Shepperson Durata / Duration 25’ FRIPPERY Ideazione e coreografia / Concept and choreography Lucy Bennett Musiche / Music Preservation Hall Jazz Band, Dougie Evans Costumi / Costumes Martina Trottmann Assistente prove / Rehearsal assistant Siobhan Hayes Responsabile accessibilità / Access worker Amelia Clark Danzatori / Dancers Christian Brinklow, Jannick Moth, KJ Mortimer, Nadenh Poan, Hannah Sampson, Alice Shepperson, Amelia Clark con i partecipanti a “Frippery Workshop” / with the participants to “Frippery Workshop” Durata / Duration 20’ stopgapdance.com

EBA Europe Beyond Access Moving beyond isolation and towards innovation for disabled artists and European audiences La prima tappa del progetto europeo quadriennale che ha come obiettivo quello di abbattere l’isolamento degli artisti con disabilità ampliando i loro orizzonti e promuovendo il loro sviluppo creativo, presentandone i lavori più rilevanti e innovativi al pubblico europeo. This is the first phase of a four year European project whose aim is to overcome the isolation of disabled artists, widening their horizons and promoting creative development by presenting their most relevant and innovative works to European audiences.


ompagnia britannica guidata da Bennett, Stopgap Dance Company dichiara i propri intenti nel nome: stop gap, ovvero senza differenze, senza divisioni. Integrando artisti disabili e non disabili, Stopgap si impegna in produzioni in cui l’interdipendenza, la forza e le vulnerabilità umane si intrecciano con il realismo poetico. Coreografia inclusiva affidata a danzatori che lavorano insieme da oltre un decennio, affiancati da nuove ‘leve’ al fine di superare il concetto di compagnia di repertorio e affrontare sempre nuove sfide artistiche per il palcoscenico o per gli spazi outdoor. “Lavorare insieme attraverso una danza integrata - spiega Lucy Bennett - significa scoprire nuovi vocaboli di danza. Usiamo le nostre diverse fisicità, esperienze e modalità di apprendimento per trovare strade alternative di espressione e movimento, consapevoli che le differenze sono i nostri mezzi e il nostro metodo”. Al Festival Oriente Occidente, da anni sensibile e impegnato nelle proposte di spettacoli e laboratori in cui la danza inclusiva è protagonista, presentano Frock, lavoro creato nel 2019 per spazi all’aperto definito dalla coreografa un “pezzo per sei danzatori capaci di rivendicare la propria libertà e identità nel XXI secolo. Uno scontro tra ere, una collisione tra partner di lavoro e miscela di genere. Un invito allo spettatore a superare i pregiudizi inconsci sull’identità personale e le apparenze”. La danza dei sei qui è sorprendente, virtuosistica, esaltata dalla colonna sonora di Hannah Miller del gruppo inglese art rock Moulettes. Insieme a Frock, la compagnia si fa promotrice di un progetto comunitario più ampio, Frippery, in cui l’esperienza professionale dei suoi danzatori incontra un gruppo del territorio di amatori con abilità differenti e intergenerazionale. A seguito di incontri intensivi condotti dai danzatori di Stopgap con il gruppo locale nascerà una performance unica per Oriente Occidente che non lascerà indifferenti né il pubblico, né tantomeno i professionisti e coloro i quali hanno scelto di mettersi in gioco in questa esperienza.

Ph. Dougie Evans

C

topgap is a British company who make exhilarating dance productions with exceptional disabled and non disabled artists. In Frock, six dancers collide in an uplifting dance riot set to an exclusive art rock soundtrack by Hannah Miller of Moulettes. In this quirky dance piece watch playful observations of past years explode into a celebration of individuality. In Frippery, the company works in collaboration with a group of disabled and non-disabled local dancers to bring to life a parade of diversity. S


5/9 MADRE AUDITORIUM MELOTTI H 20.30

6/9 CONCERTO FISICO MART H 17 - H 20

Prima assoluta / World premiere

Prima assoluta / World premiere Creazione site-specific / Site-specific creation

Biglietti / Ticket da / from 10 € a / to 14 € Under 26 con / with Oriente Occidente Emozioni 5 €

50

Gratuito su prenotazione / Free. Advanced booking required

Ph. Donato Aquaro

L’incasso dello spettacolo sarà devoluto all’Associazione Arte Sella per far fronte alla ricostruzione dopo la tempesta dell’autunno 2018


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MICHELA LUCENTI BALLETTO CIVILE ITALIA / ITALY

MADRE CONCERTO FISICO

5/9 6/9


52

MADRE Ideazione e coreografia / Concept and choreography Michela Lucenti Assistente all’ideazione / Concept assistant Maurizio Camilli Assistente alla regia / Direction assistant Enrico Casale Suono / Sound Tiziano Scali Disegno luci / Light design Stefano Mazzanti Costumi / Costumes Chiara Defant Installazione idrofonica / Hydrophonic installation Guido Affini Consulenza drammaturgica / Dramaturgy assistant Carlo Galiero, Attilio Caffarena Fondale / Backdrop Keiko Shiraishi Danzatori / Dancers Alessandro Pallecchi Arena, Monica Bianchi, Faustino Blanchut, Maurizio Camilli, Ambra Chiarello, Demian Troiano Hackman, Michela Lucenti, Filippo Porro, Emanuela Serra, Giulia Spattini Durata / Duration 65’ CONCERTO FISICO Ideazione e coreografia / Concept and choreography Michela Lucenti Assistente alla regia / Direction assistant Maurizio Camilli Disegno sonoro live / Live sound design Tiziano Scali, Maurizio Camilli Performer Michela Lucenti Durata / Duration 35’ ballettocivile.org


Ph. Donato Acquaro

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ollettivo nomade di performer, Balletto Civile rappresenta un unicum nel panorama della scena italiana. Guidato con mano ferma da Michela Lucenti, mosso da un senso etico oltre che estetico, Balletto Civile ha ideato spettacoli singolarissimi nei quali i confini tra danza, teatro e canto si dissolvono. Sfaccettato e polimorfo, osmotico nell’integrare di produzione in produzione nuovi elementi, il gruppo sa reinventarsi ogni volta. Oriente Occidente quest’anno lo accoglie con due creazioni: il nuovissimo Madre, in prima assoluta al Melotti, e Concerto Fisico nelle sale del Mart. Madre, per dieci interpreti, nasce da un confronto con il drammaturgo e poeta tedesco Heiner Müller, in particolare dall’incontro con due dei suoi drammi: Medea e Descrizione di un quadro. Per Lucenti il poeta “spacca il testo e lavora sull’inconscio”, punto da cui partire per riflettere sulla forza dei legami ancestrali e sulla capacità di districarsi nel rapporto magmatico con la propria origine. Con lente cinematografica – nella colonna sonora ma anche nella regia che ricorda un montaggio filmico con zoomate e campi lunghi – Lucenti definisce in Madre un percorso tra parola e movimento capace di svelare una babele di suggestioni e di immagini forti. Concerto Fisico è invece un solo interpretato da Michela Lucenti, che attraverso la sperimentazione del rapporto tra corpo e suono produce un dialogo continuo tra l’interprete e la creazione sonora live di Tiziano Scali e Maurizio Camilli. Si tratta di una partitura fisica e vocale che ripercorre e ridisegna la storia di Balletto Civile, compagnia nata all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Udine, uno dei centri dove Franco Basaglia ha rivoluzionato il concetto di pazzia. La poetica di Michela è scaturita in quel luogo, isolato dal mondo e allo stesso tempo al centro del suo fuoco bruciante.

Ph. Francesco Mazzola

C

nomadic collective of performers, the Balletto Civile is unique on the Italian dance scene today. The company has been hosted several times by Oriente Occidente and this year returns with two new pieces. Ten dancers interpret Madre, a visionary performance which questions ancestral ties and the ability to free oneself from the chaos of one’s origins. The second piece, a solo performed by Michela Lucenti entitled Concerto fisico, is an investigation for body and voice where a furious musical narrative retells the story of fifteen years of the history of the Balletto Civile. A


TEATRO ZANDONAI H 20.30

54

Prima assoluta / World premiere Coproduzione / Co-Produced by Oriente Occidente

Biglietti / Ticket da / from 14 € a / to 22 € Under 26 con / with Oriente Occidente Emozioni 5 €

ph. Alice Vacondio

Lo spettacolo contiene scene di nudo / Nude scenes included


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PHILIPPE KRATZ / RIHOKO SATO / OHAD NAHARIN FONDAZIONE NAZIONALE DELLA DANZA / ATERBALLETTO ITALIA / ITALY

DREAMERS

CLOUD | MATERIA / TRACES / SECUS

6/9


ph. Alice Vacondio

CLOUD | MATERIA Nuova produzione Coreografia / Choreography Philippe Kratz Musiche / Music Borderline Order Disegno luci / Light design Carlo Cerri Costumi / Costumes Costanza Maramotti Danzatori / Dancers Noemi Arcangeli, Saul Daniele Ardillo, Damiano Artale, Estelle Bovay, Martina Forioso, Clément Haenen, Arianna Kob, Ina Lesnakowski, Grace Lyell, Ivana Mastroviti, Giulio Pighini, Roberto Tedesco, Diego Tortelli, Hélias Tur – Dorvault, Serena Vinzio Durata / Duration 28’ Intervallo / Intermission 15’

TRACES Nuova produzione Coreografia / Choreography Rihoko Sato Costumi, scene e luci, music collage / Costumes, set and light design, music collage Rihoko Sato Danzatori / Dancers Noemi Arcangeli, Saul Daniele Ardillo, Philippe Kratz, Ina Lesnakowski, Ivana Mastroviti, Giulio Pighini, Roberto Tedesco, Hélias Tur-Dorvault, Serena Vinzio Durata / Duration 20’ Intervallo / Intermission 15’

SECUS Riallestimento per Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto Coreografia / Choreography Ohad Naharin Assistente alla coreografia / Choreography assistant Rachael Osborne, Ian Robinson Musiche / Music Chari Chari, Kid 606 + Rayon (mix: Stefan Ferry), AGF, Chronomad (Wahed), Fennesz, Kaho Naa Pyar Hai, Seefeel, The Beach Boys Suono / Sound design & editing Ohad Fishof Disegno luci / Light design Avi Yona Bueno (Bambi) Costumi / Costumes Rakefet Levy Danzatori / Dancers Noemi Arcangeli, Saul Daniele Ardillo, Damiano Artale, Estelle Bovay, Martina Forioso, Clément Haenen, Arianna Kob, Philippe Kratz, Ina Lesnakowski, Grace Lyell, Ivana Mastroviti, Giulio Pighini, Roberto Tedesco, Diego Tortelli, Hélias Tur – Dorvault, Serena Vinzio Durata / Duration 30’


un debutto quello che Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto riserva a Oriente Occidente. La produzione 2019 della compagnia, punta di diamante del panorama coreutico italiano, è un trittico dal titolo Dreamers che riunisce le firme di Philippe Kratz, Rihoko Sato e Ohad Naharin. E se per il pezzo di Ohad Naharin, Secus, si tratta di un ingresso in repertorio, i restanti due lavori sono creazioni originali. Cresciuto come autore in seno ad Aterballetto, Philippe Kratz è danzatore di grande presenza da oltre dieci anni in compagnia. Kratz, alla sua settima creazione, si è fatto ispirare da Anni Albers, esponente del Bauhaus tedesco, movimento di cui ricorrono i cento anni dalla fondazione. In cloud|materia, per quindici suoi colleghi, l’artista-tessitrice Albers permette a Kratz di tornare al concetto di materia, da sperimentare prima di qualsiasi teoria. “L’atteggiamento pragmatico di Albers – spiega Kratz – mi ha guidato nella composizione. Era solita dire che è necessario tuffarsi dentro la materia per plasmarla e reinterpretarla. È lo stesso principio che regola la mia professione di ballerino, e il mio lavoro quotidiano come coreografo. Da qui sono partito insieme a un discorso sull’origine della danza”. Sulla musica elettronica originale di Borderline Order, cloud|materia promette sorprese anche nell’apparato visivo con i costumi firmati da Costanza Maramotti. Rihoko Sato è conosciuta a livello planetario quale meravigliosa interprete, nonché musa, di Saburo Teshigawara. Invitata a creare dal direttore della Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto Gigi Cristoforetti, l’artista giapponese si misura per la prima volta con una coreografia di gruppo in Traces, un brano per otto danzatori in cui dispiega il suo immaginario, il suo sentire in cerca di tracce fondanti del passato che possano rimanere indelebili nel presente. All’ensamble reggiano, il coreografo della Batsheva Dance Company e inventore del metodo Gaga Ohad Naharin affida la terza parte del suo spettacolo Three nato in Israele nel 2005: Secus, che si adagia su un collage musicale tra insoliti stili elettronici e seducenti melodie indiane. Qui i corpi (secus in latino significa sesso ma anche diversamente) si abbracciano e si sciolgono in un continuum di pose che la pratica Gaga rende unici. Si vedono coppie, poi gruppi, poi di nuovo coppie senza condizionamenti di genere; danzatori avvinghiati l’un l’altro dopo un improvviso blackout di luce che poi sfilano uno a uno in proscenio per mostrare la loro verità e nudità chiamando il pubblico a condividere con loro questo momento sulle note di You’re welcome dei Beach Boys.

ph. Alice Vacondio

È

he latest production Dreamers by the Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto, premieres this year at Oriente Occidente. It is a triptych bearing the illustrious signatures of Ohad Naharin, Rihoko Sato and the company’s increasingly promising internal choreographer Philippe Kratz. It really is an unmissable chance to watch these extraordinary dancers at work in three very different styles, from the materialistic approach of Philippe Kratz to the airy, impalpable style of the Japanese Rihoko Sato, and finally to the visceral performance of Gaga by Ohad Naharin. T


AUDITORIUM MELOTTI H 20.30

58

Ph. Antero Hein

Biglietti / Ticket da / from 12 € a / to 18 € Under 26 con / with Oriente Occidente Emozioni 5 €


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INA CHRISTEL JOHANNESSEN ZERO VISIBILITY CORP. NORVEGIA / NORWAY

FROZEN SONGS

7/9


60

Coreografia / Choreography Ina Christel Johannessen Multimedia Feng Jiangzhou, Zhang Lin, Sifenlv New Media Musiche / Music Frederik Meulyzer and Koenraad Ecker, Stray Dogs Scenografia / Scenography Kristin Torp, Graa Hverdag AS Costumi / Costume design Kathrine Tolo, Norsk Kunststoff AS Disegno luci / Light design Nico Benz Danzatori / Dancers Line Tørmoen, Pia Elton Hammer, Ole Kristian Tangen, Valtteri Raekallio, Fan Luo, Anton Borgström Testo / Text Oda Fiskum Voce / Singer Aksel Rykkvin Foto / Photographer film sequence/photos Yaniv Cohen Video / Video technique Magnar Mork Tecnico luci / Light Technique Daniel Kolstad Gimle Suono / Sound Morten Pettersen Durata / Duration 90’ zerovisibility.no


Ph. Antero Hein

61

na Christel Johannessen è artista di riferimento della scena norvegese da quando nel 1996 ha fondato la sua compagnia Zero Visibility Corp. Irrequieta, impegnata, ambigua – nel senso che ama portare in scena gli opposti per mettere in discussione tematiche ed esseri umani – Johannessen ama ribadire che “la sua ambizione è suscitare nel pubblico sensazioni contrapposte: voglio che sia intrattenuto ma al tempo stesso stimolato attraverso immagini perturbanti. La bellezza deve trascolorare nel brutto o nel pericoloso: è ciò che succede anche a noi essere umani”. Una cifra stilistica distintiva quella di Johannessen che l’ha portata a collaborare fuori dal suo gruppo con compagnie internazionali prestigiose come Les Ballets de Monte-Carlo, la City Contemporary Dance Company di Hong Kong e il Cullberg Ballet. Frozen Songs, sua ultima creazione, muove da una riflessione sulla fragilità dell’ecosistema del pianeta. Lo spunto è il Deposito Globale di Sementi nelle isole Svalbard (The Global Seed Vault) a 1.200 chilometri dal Polo Nord, una sorta di caveau del patrimonio genetico delle sementi istituito per contrastare la perdita botanica accidentale, voluto e finanziato dal governo norvegese sotto la direzione dell’ONU. Lì, in quelle 90.000 porzioni di differenti sementi, il mondo preserva il suo futuro. Ma la sopravvivenza sembrerebbe non dipendere soltanto da questo caveau. Come si vede nello spettacolo, i sei danzatori cercano una strada per far fronte alla distruzione. Dietro di loro in apertura di sipario una grande parete è ricoperta di sacchi di cellophane. Immagine potente che rimanda inevitabilmente alle fotografie scattate nei mari terrestri dove isole di plastica troneggiano. Sebbene questi sacchi a un tratto spariscano, sono le ciminiere a fare capolino alle loro spalle prima di rigogliose piantine verdi in un susseguirsi di immagini realizzate dall’estro degli artisti cinesi Feng Jiangzhou e Zhang Lin. Davanti a questi scorci di natura e industrializzazione scorre la danza, viscerale e potente di Johannessen e dei suoi sei danzatori impegnati in una sopravvivenza affettiva e biologica sulla musica battente del duo belga Stray Dogs.

Ph. Antero Hein

I

na Christel Johannessen has been a benchmark choreographer for the Norwegian dance scene since 1996 when she founded the Zero Visibility Corp. Restless, committed and ambiguous - in the sense that her work centres on opposites in order to challenge issues and people - in Frozen Songs she reflects on the fragile nature of the earth’s ecosystem. Against a background of cellophane sacks, images from the natural world and smoking chimneys, six dancers express their affective and biological struggle to survive, accompanied by the driving beat of the Belgian duo Stray Dog. I


PROGETTO MANIFATTURA 7/9 H 22.30 8/9 H 21

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Prima nazionale / Italian Premiere Creazione site-specific / Site-specific creation

Ph. Gilles Dufour

Gratuito su prenotazione / Free. Advanced booking required


63

FABRICE GUILLOT COMPAGNIE RETOURAMONT FRANCIA / FRANCE

LES ONDES GRAVITATIONNELLES

7/9 8/9


Ideazione e coreografia / Concept and choreography Fabrice Guillot Tecnico e sicurezza / Technician and security Olivier Penel Video e luci / Video and light Pierre Galais Scultore e tecnico del suono / Sculptor and acoustician Vincent Brédif Danzatori / Dancers Magdalena Bahamondes, Olivia Cubero, Cybille Soulier Durata / Duration 40’ retouramont.com

EBA Europe Beyond Access Moving beyond isolation and towards innovation for disabled artists and European audiences Alcuni strumenti specifici renderanno lo spettacolo accessibile a un pubblico di sordi. Il progetto è una sperimentazione del Festival e ENS – Ente Nazionale Sordi Trento The show will be accessible to an audience of deaf people. The project is a first attempt by the Festival and ENS - Ente Nazionale Sordi Trento


Ph. Rebecca Pinos

ioniera della pratica della danza verticale, la Compagnie Retouramont è punto di riferimento internazionale della disciplina. Fabrice Guillot – fondatore, alpinista, coreografo, ideatore di sorprendenti strutture aree – ha portato la compagnia, e la danza aerea in generale, verso nuove frontiere, esplorando territori inediti in relazione ad altre discipline artistiche e trasformando lo spazio urbano - piazze, facciate di edifici storici o modernissimi – in esperienze estetiche-sensoriali. Per Progetto Manifattura, Fabrice Guillot allestisce uno dei suoi più avveniristici spettacoli, mai presentato in Italia: Les Ondes Gravitationnelles, un trio in cui la coreografia, il suono registrato in tempo reale e immagini proiettate sulla facciata diventano un tutt’uno. L’allestimento ideato con l’apporto fondamentale dello scultore, compositore francese Vincent Brédif prevede una scultura, fatta di linee che si intersecano, sospesa davanti alla facciata dell’edificio su cui i performer agiscono. La struttura dona nuova profondità alla parete che ospita anche proiezioni in 3D con cui le danzatrici si relazionano. Si delinea così un nuovo spazio: una scultura abitata che a sua volta abita uno spazio architettonico preesistente, determinante tanto per la coreografia che per la colonna sonora. Amplificato e spazializzato, il rumore delle corde, dei passi, delle evoluzioni in aria dei performer invade lo spazio della rappresentazione permettendo al pubblico di condividere la stessa sensazione di ribaltamento dei piani vissuta dalle interpreti nelle loro evoluzioni verticali in uno spazio aperto a tutte le dimensioni possibili.

P

he undisputed pioneer of vertical dance, Fabrice Guillot, has created one of his most futuristic performances for the Progetto Manifattura entitled Les Ondes Gravitationnelles. The aerial choreography of this performance with its trio, sound recorded in real time and projected images are all merged together as one. Thanks to a crisscross structure of poles, forming a huge sculpture which is suspended in front of the building, the pre-existing architectural space takes on a new, magical appearance. T


TEATRO SOCIALE TRENTO H 20.30

66

Ph. Andree Lanthier

Biglietti / Ticket da / from 14 € a / to 22 € Under 26 con / with Oriente Occidente Emozioni 5 €


67

SIDI LARBI CHERKAOUI

ANTONY GORMLEY SZYMON BRZÓSKA WITH MONKS FROM THE SHAOLIN TEMPLE SADLER’S WELLS LONDON SUTRA

8/9


68

Regia e coreografia / Direction and choreography Sidi Larbi Cherkaoui Creazione plastica e design / Visual creation and design Antony Gormley Musiche / Music Szymon Brzóska Durata / Duration 60’ sadlerswells.com


69

alito con prepotenza alla ribalta a soli 24 anni, Sidi Larbi Cherkaoui, coreografo belga marocchino oggi quarantatreenne, ha realizzato un voluminoso corpus di opere nel quale si dispiega il suo realismo magico, la sua forma immaginativa e la sua poesia. Spirito inquieto e curioso, Cherkaoui ha indagato negli anni altri mondi artistici realizzando collaborazioni con Akram Khan, María Pagés, Shantala Shivalingappa e i Monaci Shaolin per Sutra, successo planetario riproposto ora a undici anni dalla sua creazione avvenuta al Sadler’s Wells di Londra nel 2008. Rappresentato in 31 paesi del mondo, dopo dieci anni di assenza dall’Italia, approda a Oriente Occidente con tutta la sua incommensurabile energia. In scena diciannove monaci buddisti del Tempio di Shaolin, situato nella provincia cinese di Henan, di età compresa tra gli 8 e i 26 anni, maestri della disciplina e virtuosi di arti marziali. Nato da un soggiorno di diversi mesi del coreografo nel loro tempio, dove Cherkaoui ha incontrato la pratica quotidiana del Kung fu e del Tai chi chuan, parte integrante della rigorosa dottrina buddista dei monaci Shaolin, lo spettacolo è una trasposizione tanto personale quanto ammaliante di quell’esperienza. Coadiuvato dall’artista britannico Antony Gormley – autore della sorprendente scenografia costituita da ventuno parallelepipedi di legno chiaro che si trasformano in scatole, trampolini, giacigli, muri e domino giganti – e dal compositore polacco Szymon Brzóska, Sidi Larbi Cherkaoui crea il suo capolavoro. In scena un viandante alla scoperta del mondo dei monaci, archetipo occidentale del ‘turista curioso’ che prova a insinuarsi in una profondità che non gli appartiene. Sin dal primo dialogo con il piccolo monaco che lo accoglie all’inizio dello spettacolo si capisce che il suo è uno sforzo senza speranza. Questa incapacità vela di humor tutto lo spettacolo, sessanta minuti di raro incanto dove virtuosismo acrobatico, precisione, rigore, disciplina assoluta incontrano l’umano e la spiritualità. Un viaggio multiculturale tra Oriente e Occidente sui “Sermoni di Buddha” – questo significa il titolo in lingua P li – accompagnato dalla musica live per piano, percussioni e archi dall’orchestra che si intravede, misteriosa, dietro un telo.

Ph. Hugo Glendinning

S

utra, the award-winning collaboration between choreographer Sidi Larbi Cherkaoui, sculptor Antony Gormley and 19 Buddhist monks from the Shaolin Temple in China, is a breathtaking spectacle of athleticism which explores the philosophy and faith behind the Shaolin tradition and its relationship with kung fu within a contemporary context. S


Ph. Sarah Melchiori

UNA CITTÀ PER BALLARE

70


31/8

PIAZZA CESARE BATTISTI PIAZZA ERBE PIAZZA MALFATTI PIAZZA CESARE BATTISTI - H 16 TERANGA Coreografia di Solò Diedhiou

PIAZZA ERBE - H 17 ORO D’ORE Coreografia di Silvia Bertoncelli

PIAZZA MALFATTI - H 18 DANCING AROUND YOU Coreografia di Michele Merola MM Contemporary Dance Company

Gratuito / Free

na grandiosa maratona di danza attraverso le strade e le piazze di Rovereto. Una città per ballare, metterà in dialogo i luoghi storici della città con una straordinaria varietà di stili di danza e di inediti momenti performativi. Un percorso composto da tre tappe in altrettante piazze simbolo della città di Rovereto, delineando un imponente viaggio nelle possibilità del linguaggio coreografico e nelle architetture cittadine. La conclusione in Piazza Malfatti sarà dedicata a un momento coreografico collettivo per celebrare l’universalità del movimento in cui i protagonisti saranno proprio gli spettatori guidati dai danzatori di MM Contemporary Dance Company.

U

grand dance marathon through Rovereto’s streets and squares; Una città per ballare – literally “a City to Dance” – connects the historical sites with a variety of dance styles and original performances. There are three parts to the marathon dance in the same number of distinctive squares of Rovereto. It is an impressive tour, both in terms of choreographic language and city architecture. The finale, in Piazza Malfatti, is devoted to a performance that celebrates the universality of movement, and in which the main characters are the audience, guided by the MM Contemporary Dance Company dancers. A


WORK SHOP / MASTER CLASS 27-30/8 CID CENTRO INTERNAZIONALE DELLA DANZA H 14-18

SOMA WORKSHOP in collaborazione con Mart

Durante Oriente Occidente il CID Centro Internazionale della Danza propone occasioni per avvicinarsi o approfondire diversi stili coinvolgendo i coreografi e i danzatori ospiti del Festival. During Oriente Occidente the CID Centro Internazionale della Danza proposes many occasions through which get closer or get to know more in depth different dance styles, thanks to the involvement of the Festival guest choreographers and dancers. Posti limitati / Limited availability INFO 0464 431660 cid@centrodelladanza.it centrodelladanza.it

30/8

CID CENTRO INTERNAZIONALE DELLA DANZA H 10-12

GUANGDONG DANCE WORKSHOP

31/8

CID CENTRO INTERNAZIONALE DELLA DANZA H 10-13

BIRDIE WORKSHOP

EXPRESS YOURSELF BY EXPLORING YOUR ORGANIC MOVEMENTS

1-4/9 CID CENTRO INTERNAZIONALE DELLA DANZA H 10-13 14-17

FRIPPERY WORKSHOP

6-8/9 CID CENTRO INTERNAZIONALE DELLA DANZA H 10-13 14-16

AZIONE DANZATA. LABORATORIO DI TEATRO FISICO


H 10

Introduzione / Introduction

Maria Luisa Buzzi

Giornalista e critica / Journalist and critic Danza&Danza

CREATIVITÀ E LIBERTÀ NELL’EUROPA CREATIVITY AND DELL’EST FREEDOM Quanto la produzione artistica è influenzata IN EASTERN dalla situazione sociale, EUROPE economica e politica dei territori in cui gli artisti nascono, vivono e lavorano? Come lavorano gli artisti dei Paesi dell’Est Europa? Da quali suggestioni sono guidate le loro creazioni? Cosa caratterizza la produzione della danza contemporanea in Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia? Di cosa si occupano i festival in questi Paesi? Cosa lega in modo tanto indissolubile i concetti di libertà e creatività? Da queste domande prende il via la riflessione del FOCUS #1, un momento di approfondimento dedicato alla produzione e diffusione della danza contemporanea nei Paesi dell’Est Europa. Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia saranno al centro del dibattito grazie alla partecipazione di alcuni importanti rappresentanti del panorama culturale di questi Paesi. A guidare i lavori Maria Luisa Buzzi, direttrice di Danza&Danza.

How far is artistic production influenced by the social, political and economic situation of the territory where artists are born, live and work? How do artists in Eastern Europe work? What sparks off their creativity? What characterizes dance production in the Czech Republic, in Hungary and Slovakia? What issues do festivals in these countries deal with? And what links the concepts of freedom and creativity so indissolubly? These questions form the starting point for reflection in FOCUS #1, an indepth analysis dedicated to the production and spread of contemporary dance in Eastern European countries. The Czech Republic, Hungary and Slovakia will be at the centre of the debate, thanks to the participation of several important representatives of the cultural scene in these countries. The director of Danza&Danza Maria Luisa Buzzi chairs the appointment.

H 10.15 Gyuri Szabó Direttore artistico Trafó Budapest / Artistic director Trafó Budapest La danza contemporanea in Ungheria Case study: Trafó Budapest / Contemporary dance in Hungary Case study: Trafó Budapest Maja Hriešik PLAST Piattaforma della danza contemporanea slovacca / Platform of contemporary Slovakian dance La danza contemporanea in Slovacchia Case study: PLAST / Contemporary dance in Slovakia Case study: PLAST

Markéta Perroud

Yvona Kreuzmannová

H 11

Co-direttrice artistica Tanec Praha / Artistic co-director Tanec Praha Fondatrice e direttrice artistica Tanec Praha / Founder and director of Tanec Praha La danza contemporanea in Repubblica Ceca Case study: Tanec Praha / Contemporary dance in the Czech Republic Case study: Tanec Praha

Coffee Break

H 11.30 Il contesto / The context

H 12

Orsoloya Bàlynt Giornalista e critica / Journalist and critic La scena contemporanea nell’Europa dell’Est: trend, compagnie, danzatori e performer / The contemporary scene in Eastern Europe: trends, companies, dancers and performers

Luisa Chiodi Direttrice OBC Transeuropa (CCI) / Director OBC Transeuropa (CCI) Arte e politica, creatività e libertà / Art and politics, creativity and freedom

Q&A


LIN GUA GGI

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SALA CONFERENZE MART H 17.30

LUCIANO CANFORA LE TROIANE SALA CONFERENZE MART H 17.30 DI EURIPIDE: TINO MANTARRO UNA TRAGEDIA NOSTALGISTAN CONTEMPOGli spazi sterminati dell’Asia centrale RANEA hanno sempre rappresentano un

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passaggio obbligato tra il nostro Occidente e il lontano Oriente. Un tempo ricche carovane si incrociavano sulla Via della Seta, ma oggi? Attratto dall’estetica dello sfascio post sovietico e affascinato dalla desolata bellezza ricca di storie sepolte, Tino Mantarro in Nostalgistan (edito da Ediciclo) compie un viaggio per vedere cosa rimane di un mondo un tempo florido: trova luoghi caotici e spazi deserti, persone ospitali e doganieri corrotti, paradossi e contraddizioni. Un viaggio emozionale per una rotta che si disegna passo dopo passo.

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SALA CONFERENZE MART H 17.30

Linguaggi apre lo sguardo oltre i palcoscenici del Festival per affrontare un percorso di testimonianze e riflessioni su frontiere e confini, geopolitici e naturali. Una serie di appuntamenti per indagare alcuni dei temi più attuali: le potenzialità umane e culturali di nuove strategie di dialogo internazionale e il controverso rapporto tra uomo e ambiente. Ingresso gratuito su prenotazione

GRAMMENOS MASTROJENI EFFETTO FARFALLA

L’idea di un ciclo costruttivo fra benessere umano e del pianeta – ovvero l’ecologia integrale – comincia ad essere applicata dalla politica nei grandi accordi internazionali. Ora deve entrare a far parte delle nostre vite, del nostro quotidiano perché senza ognuno di noi tutto è perduto. L’ecosistema non reagisce ai trattati, alle leggi, ai tassi di interesse; reagisce a concreti comportamenti di ognuno di noi. Noi, gente comune, siamo la soluzione. E se decidiamo di impegnarci, abbiamo tutto da guadagnare.

Euripide reagisce alla tremenda repressione da parte dell’impero ateniese all’isola di Melo con Le Troiane, facendo emergere il tema della prigionia. Personaggio centrale del dramma è Andromaca, che, come tutte le donne rimaste vedove dopo la caduta di Troia, viene assegnata come schiava a uno dei vincitori. Andromaca - animo libero che male sopporta la schiavitù - si fa portavoce di una lucida descrizione del meccanismo che porta lo schiavo alla sottomissione: Euripide offre così un contributo fondamentale allo studio della psicologia della schiavitù. Un’esperienza antica chiave per intendere l’odierno rapporto tra i nuovi schiavi e l’Occidente opulento, fonte ipocritamente retroscenica dei conflitti che sono all’origine delle nuove schiavitù.

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SALA CONFERENZE MART H 17.30

FEDERICO PETRONI ALL’ARTICO FA CALDO

Il riscaldamento del pianeta dischiude un nuovo mare nell’Artico. I cambiamenti climatici e gli appetiti per le ricchezze energetiche scatenano una vera e propria febbre polare. Ma a dettare la linea sarà la competizione fra Usa, Cina e Russia, che si sta estendendo anche al Grande Nord.


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SALA CONFERENZE MART H 11

COSTANTINO BONOMI URBAN CENTER H 19 LE BANCHE DEI SEMI: ANDREA UNA RISERVA PORCHEDDU DI SICUREZZA ALTRI CORPI/ NUOVE DANZE CONTRO L’ESTINZIONE Un libro a più voci che intende avviare

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SALA CONFERENZE MART H 17.30

una riflessione anche in Italia per investigare le nuove espressioni della danza contemporanea: corpi diversi, fisicità extra-ordinarie, la disabilità e le nuove possibilità che può dare alla creazione artistica. Edito da Cue Press e curato dal critico Andrea Porcheddu, il volume si avvale delle riflessioni di studiosi, critici, operatori, aprendosi anche alle considerazioni di antropologi, filosofi, pedagoghi. Si affiancano testimonianze dirette e interviste con danzatori e coreografi italiani e internazionali. Arricchito da un impianto iconografico e da una teatrografia ragionata, il libro è uno sguardo sulle frontiere possibili della danza contemporanea.

GIORGIO CUSCITO LA CINA, IL TEMA DEL CAMBIAMENTO SALA CONFERENZE MART H 17.30 CLIMATICO E LA RICONVER- LUCIO CARACCIOLO SIONE ENERGETICA STATI UNITI La prorompente crescita della E CINA: Repubblica Popolare Cinese negli UNA LOTTA ultimi quarant’anni ha prodotto gravi danni ambientali: erosione del suolo, PER IL PRIMATO deforestazione, inquinamento dei fiumi

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e dei laghi, che impattano direttamente sulla vita della popolazione cinese. Tuttavia per Pechino, assicurarsi che “i cieli siano blu, l’acqua pulita e le montagne verdi” è essenziale per assicurarsi nel lungo periodo la stabilità dell’Impero del Centro e quindi la sovranità del Partito comunista. Per questo il governo cinese vuole abbattere l’utilizzo del carbone e puntare su fonti energetiche meno inquinanti, ma questo significa intaccare reti di potere e trovare un nuovo equilibrio tra crescita economica e qualità della vita.

Il mondo è oggi segnato dalla competizione fra Stati Uniti e Cina per il primato globale. In questa sfida entrambi i protagonisti investono su paesi da portare dalla propria parte, per vie visibili o invisibili. In questo rapporto a due si inserisce un terzo elemento: il rapporto fra Cina e Russia, due paesi che diffidano da sempre l’uno dell’altro ma che sono uniti dal fatto di dover entrambi fronteggiare la sfida americana. Quali sono le strategie che guidano i protagonisti e come si riflettono sull’Europa e sull’Italia?

I semi possono essere considerati le capsule di sopravvivenza delle piante. Contengono un embrione quiescente che ha acquisito la capacità di resistere all’essiccazione e può sopravvivere in condizioni che solitamente non sono compatibili con la vita. Sfruttando questa capacità innata dei semi, le banche innalzano l’aspettativa di vita delle sementi fino a parecchie migliaia di anni. Si viene così a costituire una biblioteca vivente capace di riportare in vita le specie che si dovessero malauguratamente estinguere. Un po’ come un’assicurazione sulla vita, per proteggerci in caso di incidente…

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SALA CONVEGNI MUSEO CIVICO H 17

SERENA GIACOMIN CAMBIAMENTI CLIMATICI, IL FUTURO È OGGI Troppo spesso si associa al cambiamento climatico il concetto di futuro, quando invece gli effetti del riscaldamento globale sono evidenti già oggi. I dati lo dimostrano e descrivono un Pianeta in affanno: la scienza ci sta dando tutti gli strumenti necessari per capire, analizzare il problema e, soprattutto, per cercare di risolverlo. Sotto la spinta di risultati scientifici sempre più allarmanti anche l’opinione pubblica si sta movimentando riunita dal nome del Friday For Future. Cosa manca per far sì che il mondo cambi davvero e in meglio?


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SATURDAY FOR FUTURE TRA SCIENZA E ARTE

I cambiamenti climatici sono le variazioni del clima della Terra, conseguenze di un progressivo riscaldamento del nostro pianeta. Si tratta di un fenomeno già in atto: le temperature sono in aumento, il livello dei mari si sta alzando, i ghiacci si stanno sciogliendo. E secondo gli esperti l’umanità è esposta a rischi enormi. Un’intera generazione guidata dalla giovanissima Greta Thunberg è scesa in piazza per rivendicare il diritto ad avere un futuro, chiedendo maggiore responsabilità a tutti, governi e cittadini. Oriente Occidente dedica un’intera giornata al tema del cambiamento climatico, tra approfondimenti, laboratori, una divertente parata che riempirà le strade della città e uno spettacolo.

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CENTRO PER LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE H 9-13 14-17 PROPOSTA FORMATIVA PER INSEGNANTI (SCUOLE DELL’INFANZIA E PRIMO GRADO)

CCI

EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA GLOBALE E CAMBIAMENTI CLIMATICI Uno dei compiti dell’Educazione alla Cittadinanza Globale è quello di rendere consapevoli gli studenti e le studentesse degli effetti dei cambiamenti climatici e di come intervenire anche singolarmente per contribuire a ridurli. La scuola deve avere un ruolo attivo in questa presa di coscienza: la giornata ha l’obiettivo di fornire strumenti e conoscenze utili a portare in classe questi temi in modo efficace. Info: Annalisa Pischedda annalisa.pischedda@cci.tn.it 0461 1828639

3-7/9

ORATORIO ROSMINI H 13.30-17.30 LABORATORIO CREATIVO

RUGGGE

ANIMALI MUTANTI IN UN CLIMA CHE CAMBIA Animali strani, bestie scomposte, mostri divertenti. Sono gli animali mutanti che si evolvono in stravaganti creature a causa dei cambiamenti climatici. Ruggero Asnago dà loro nuova vita, insieme a bambini e bambine di ogni età, durante il laboratorio di costruzione con materiali di scarto e di recupero che ognuno potrà portare con sé. Stendardi, marionette giganti, maschere e costumi che si riuniranno nella parata del tardo pomeriggio. Gratuito

7/9

INTANTO AL MUSE...

6/9 7-8/9 H 14 E 16

H 10.30, 12.30, 14, 16 E 18 TALK SCIENTIFICO

OCEANI E CLIMA Talk scientifico, legato ai temi di COP21 – la Conferenza sul clima di Parigi, che attraverso esperimenti interattivi indaga le complesse relazioni tra i nostri oceani e il clima. L’attività verrà svolta alla sfera interattiva del MUSE, sviluppata dai ricercatori della NOAA - National Oceanic and Atmospheric Administration - per illustrare la scienza del sistema Terra attraverso video in tempo reale e immagini animate. Attività compresa nel biglietto di ingresso al museo.

CENTRO STORICO H 18.30

RUGGGE

MUTANT ANIMALS PARADE Una città invasa da creature bizzarre che riempiranno le strade e sfileranno per mettersi in mostra: gli animali mutanti, le stravaganti creature dei cambiamenti climatici, invaderanno le strade della città, con la musica di The Dirty Krcma. Gratuito

7/9

AUDITORIUM MELOTTI H 20.30

INA CHRISTEL JOHANNESSEN ZERO VISIBILITY CORP. FROZEN SONGS

6-7/9 H 15, 16 E 17

VISITA ALLA SEED BANK

DIETRO LE QUINTE DELLA CONSERVAZIONE Visita alla banca dei semi del MUSE, uno spazio solitamente non accessibile al pubblico, che raccoglie e conserva i semi di piante spontanee e delle varietà locali delle piante coltivate esclusive del territorio trentino. La flora trentina è, infatti, particolarmente meritevole di tutela per l’alto numero di specie che la caratterizza. Al termine della visita verranno preparati dei semi da spedire alla Svalbard Global Seed Valut, la seed bank norvegese riserva di sicurezza e conservazione globale contro la perdita accidentale del “patrimonio genetico tradizionale”. Attività gratuita, prenotazione obbligatoria su eventbrite.it.


PROGETTI INTERNAZIONALI INTERNATIONAL PROJECTS

a danza contemporanea esplora nuove forme espressive del corpo, si nutre attraverso le commistioni e le contaminazioni dei generi, abbraccia la tecnologia. Può includere corpi diversi, oltre il limite. Può spostare il confine della ricerca. Il Festival Oriente Occidente dal 2016 porta avanti un’indagine sulla ricchezza estetica e artistica che la diversità può offrire alla scena. Grazie a una rete di 15 partner internazionali – per due progetti finanziati da Creative Europe (Europe Beyond Access e ImPArt) e un progetto finanziato da Pro Helvetia (Spark) – il Festival vuole diventare un punto di riferimento in Italia per artisti e istituzioni e farsi facilitatore di nuove reti e opportunità condivise. Oriente Occidente coordina inoltre il progetto sull’accessibilità Movimento Libero per Matera Capitale Europea della Cultura 2019 in partenariato con Fondazione Matera Basilicata 2019 e British Council.

L

ontemporary dance explores new forms of bodily expression, feeding from the mixture and crosspollination of genres and embracing technology. It can include all manner of bodies, even beyond the limits, often shifting the boundaries of research. Since 2016, the Oriente Occidente festival has promoted research into the rich aesthetic and artistic variety that diversity can offer audiences. Thanks to a network of 15 international partners, involved in two projects financed by Creative Europe (Europe Beyond Access and ImPArt) and a further project financed by Pro Helvetia (Spark), the Festival aims to become a point of reference in Italy for artists and institutions alike and to facilitate new networks and inclusiveness. Oriente Occidente is coordinator of the accessibility project Movimento Libero (Free Movement) for Matera 2019 European Capital of Culture, in partnership with Fondazione Matera Basilicata 2019 and British Council.

Ph. Nicol Gonçalves

C


Moving beyond isolation and towards innovation for disabled artists and European audiences L’obiettivo progettuale è di abbattere l’isolamento degli artisti con disabilità ampliando i loro orizzonti, promuovendo il loro sviluppo creativo, presentandone i lavori più rilevanti e innovativi al pubblico europeo. Scambio fra artisti, laboratori internazionali, residenze creative, la creazione una piattaforma digitale di scambio, commissioni artistiche, co-produzioni, presentazioni pubbliche e tournée, aiuteranno a sviluppare la visibilità e l’interesse verso un campo dello spettacolo considerato ancora “di nicchia”. Le finalità del progetto sono dunque quelle di favorire la mobilità internazionale, promuovendo la formazione, la sensibilizzazione del pubblico e la realizzazione di focus tematici per ogni gruppo coinvolto: dagli artisti ai professionisti, dai programmatori al pubblico. The project objective is to break down the isolation of disabled artists, to extend their horizons and promote their creative development, presenting their most relevant and innovative works to the European public. A series of international laboratories, artist residencies, commissions and performances plus a digital exchange platform will help to develop visibility and interest in a field of entertainment still considered as “niche”. The aims of the project are to increase the international mobility, promoting the education, the public awareness and the implementation of thematic focus for each group involved: from artists to professional, from programmers to the public. @europebeyondaccess

Ph. Sarah Marchiori

Ph. Chris Parkes

EUROPE BEYOND ACCESS 2018-2022

IMPART 2018-2020

Performing Arts redesigned for a more immediate accessibility Il progetto imPArt porta il tema dell’accessibilità un passo in avanti. Diventa una fonte di ispirazione ed incoraggia le sperimentazioni. I quattro partner del progetto, dalla Germania, Grecia, Italia e Armenia, si incamminano in un cammino di ricerca con artisti internazionali con e senza disabilità, provenienti da vari background che svelano, attingono da e rendono tangibile il potenziale artistico dell’arte realmente accessibile, sia ad un piano teorico che pratico. Workshop, masterclass, simposi internazionali, meeting e laboratori internazionali che aprano nuove strade per l’inclusione delle arti. ImPArt ci permette di ripensare il palco, di sperimentare con pensieri e approcci. Questa spedizione si concluderà trovando la sua espressione artistica in tre performance interdisciplinari che gireranno l’Europa. The project ImPArt takes accessibility a step further. It becomes a source of inspiration and encourages experiments. The four project partners from Germany, Greece, Italy and Armenia set out on an expedition with international artists with and without disabilities from various backgrounds that uncovers, taps into and makes tangible the artistic potential of truly accessible art at the theoretical and practical level. Workshops, masterclasses, international symposia, international summits and international labs breaking new ground for inclusion in the arts. ImPArt enables us to re-think the stage, and to experiment with thoughts and approaches. This expedition will result and find its artistic expression in three interdisciplinary performances, which will be touring around Europe.

Co-funded by the Creative Europe Programme of the European Union

Co-funded by the Creative Europe Programme of the European Union


NUOVI SGUARDI PER LA DANZA 30/8-1/9

Ph. Patrik – Gunnar Helin

CID CENTRO INTERNAZIONALE DELLA DANZA E MART

SPARK 2019-2020 Spark riunisce quattro leader della danza professionale inclusiva e due rinomati festival di danza di sei paesi europei. Il progetto mira a rafforzare una rete già esistente, a conoscere metodi di lavoro specifici e approcci coreografici nella danza inclusiva, indaga la mobilità dei danzatori con disabilità attraverso l’aumento dei partner e le possibilità di distribuzione di spettacoli con artisti con disabilità. Spark brings together four leading companies of professional inclusive dance and two renowned dance festivals from six European countries. The aims for the project are to strengthen the existing network, share knowledge of specific working methods and choreographic approaches in inclusive dance, increase the mobility of disabled dancers between partner’s and improve the touring possibilities for inclusive dance pieces.

CID Centro Internazionale della Danza e Armunia, organizzano un percorso formativo d’approfondimento dedicato a giovani coreografi. Esperti di diverse discipline riflettono sulla creazione coreografica e la contaminazione attraverso nuove visioni. Arte figurativa, scienza e cinema. Coreografia e potenza delle immagini Enrico Pitozzi, studioso di estetica e filosofia del Teatro e della Danza, in collaborazione con Denis Isaia, curatore d’arte, affronta la relazione tra la scena coreografica e il mondo delle immagini in un dialogo aperto con 15 giovani artisti. CID Centro Internazionale della Danza and Armunia organize a training course dedicated to young choreographers. Experts from different disciplines reflect on choreographic creation and contamination through new visions. Figurative art, science and cinema. Choreography and power of images. Enrico Pitozzi, scholar of aesthetics and philosophy of Dance and Theatre, in collaboration with Denis Isaia, art curator, deals with the relationship between the choreographic scene and the world of images in an open dialogue with 15 young artists.

SPARK LAB 4-8/9 CID CENTRO INTERNAZIONALE DELLA DANZA E MART Nell’ambito del progetto internazionale Spark, Roberto Fratini Serafide, drammaturgo e teorico della Danza, conduce 20 artisti abili e con disabilità provenienti da 7 nazioni in un viaggio nella creazione del senso, della drammaturgia e della poetica usando il programma del Festival come punto d’inizio. As part of the international Spark project, Roberto Fratini Serafide, playwright and theorist of Dance, leads 20 able and disabled artists from 7 countries on a journey into the creation of meaning, dramaturgy and poetics using the Festival program as starting point.


Ph. Chris Parkes

CROSSING THE SEA 2019

MOVIMENTO LIBERO 2019 Movimento libero è un progetto che esplora la relazione tra l’arte e le diverse abilità con particolare attenzione al tema dell’accessibilità. Matera 2019 e il British Council, in partenariato con Oriente Occidente, promuovono un percorso in tre tappe che evidenzi il ruolo delle persone con disabilità quali agenti di cambiamento. Uno stimolo per ridisegnare un mondo più accessibile sia dal punto di vista fisico che artistico, considerando la diversità come motore per la creatività. Movimento libero is a project that investigates the relationship between art and different abilities with a special focus on accessibility. Matera 2019 and British Council in partnership with Oriente Occidente are promoting a threepart project which highlights the role of people with disabilities as agents of change. It is an incentive to design a more accessible world, both from a physical and an artistic viewpoint, whereby diversity can drive creativity.

Crossing the Sea è un progetto di internazionalizzazione dello spettacolo dal vivo per creare e consolidare collaborazioni tra Italia, Medio Oriente e Asia, realizzato grazie a una rete di sette partner italiani e dieci internazionali con il supporto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali all’interno del bando Boarding Pass Plus. Un processo di internazionalizzazione finalizzato a promuovere occasioni di networking e condivisione di buone pratiche, favorire coproduzioni internazionali e scambi bilaterali, permettere la conoscenza diretta del pubblico di diverse aree geografiche da parte degli artisti e incentivare la partecipazione a piattaforme asiatiche e meeting internazionali. Crossing the Sea is a program to create and consolidate collaboration between Italy, the Middle-East and Asia, set thanks to a network of seven Italian partners and ten international ones founded by Italian Ministry for Culture and Heritage on Boarding Pass Plus grant. An internationalization process focused on networking, sharing of information, understanding of different audiences, coproductions, artistic residencies, participation at Asiatic platforms, hosting of meeting and shows.


CREDITI CREDITS JENNA JALONEN & BEATRIX SIMKÓ LONG TIME NO SEE! TOMMASO MONZA & CLAUDIA ROSSI VALLI NATISCALZI DT ANNOTAZIONI PER UN FAUST / SABBA ED EVOCAZIONI Prodotto da / Produced by Natiscalzi DT Coprodotto da / Coproduced by Teatro di Anghiari, Compagnia Abbondanza/Bertoni, Anghiari Dance Hub, Kanterstrasse, Tendance Festival, Compagnia Scena Nuda di Reggio Calabria Con il supporto di / With the support of Archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano

MOURAD MERZOUKI CENTRE CHORÉGRAPHIQUE NATIONAL DE CRÉTEIL ET DU VAL-DE-MARNE COMPAGNIE KÄFIG VERTIKAL Prodotto da / Produced by Centre chorégraphique national de Créteil et du Val-de-Marne / Compagnie Käfig Coprodotto da / Coproduced by Biennale de la danse de Lyon 2018, Scène nationale du Sud-Aquitain, Maison des Arts de Créteil Con il supporto di / With the support of la Comédie de Valence, Centre dramatique national, Drôme-Ardèche Grazie a / Thanks to Denis Welkenhuyzen

MIRANDA HENDERSON & MALIK DIOUF THE URBAN PLAYGROUND TEAM ZOO HUMANS Prodotto da / Produced by The Urban Playground Team Con il supporto di / With the support of Arts Council England & The Hall for Cornwall

PIETRO MARULLO HIVE - OUR HYDROLOGICAL NEED OF COSMIC LINES Produzione / Production Teresa Gentile Prodotto da / Produced by INSIEME IRREALI asbl Coprodotto da / Coproduced by Oriente Occidente Dance Festival, «Vetrina delle idee per produzioni culturali originali», Théâtre Varia de Bruxelles, La Coop asbl, Federation Wallonie-Bruxelles, WpZimmer, IF Barcelona Festival, Tax Schelter Con il sostegno di / With the support of IntercettAzioni - Centro di Residenza Artistica della Lombardia (un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, Zona K), Sala Hiroshima of Barcellona, Wallonie-Bruxelles International, Service Public Francophone Bruxellois Accolto e supportato da / *Supported by Scenario Pubblico / Compagnia Roberto Zappala di Catania, Arts Printing House di Vilnius, Derida Stage Center di Sofia, Sala Hiroshima di Barcellona e Moving Borders di Mexico City

LUNA CENERE ZOÉ | APPUNTI SULLA NUDA VITA Prodotto da / Produced by Compagnia Körper Coprodotto da / Coproduced by Oriente Occidente Dance Festival Produzione e distribuzione / Production & Distribution Domenico Garofalo Con il supporto di / With the support of L’Arboreto - Teatro Dimora di Mondaino e Teatro Petrella di Longiano, AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali e Armunia/ Festival Inequilibrio all’interno di ResiDance XL 2018 – luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche, azione della Rete Anticorpi XL – Network Giovane Danza d’Autore

DAVIDE VALROSSO WHO IS JOSEPH? Coprodotto da / Coproduced by Oriente Occidente Dance Festival Con il supporto di / With the support of Fondazione Fabbrica Europa, Atelier delle Arti di Livorno, Festival Armunia e Attakkalari centre of Movement and art Bangalore

MARTIN TALAGA SOMA Prodotto da / Produced by Dominika Skálová In collaborazione con / In collaboration with Mart

LIU QI GUANGDONG MODERN DANCE COMPANY SUMERU Prodotto da / Produced by Guangdong Modern Dance Company Con il supporto di / With the support of China National Arts Fund

PÁL FRENÁK COMPAGNIE PÁL FRENÁK BIRDIE Prodotto da / Produced by Fruzsina Moricz - Artender Coprodotto da / Coproduced by Spring Festival Budapest and Hungarian National Dance Theatre Con il supporto di / With the support of NKA, EMMI, Budapesti Tavaszi Fesztivál – Nemzeti Táncszínház

Manager di produzione / Production management Brigitta KOVÁCS Produzione / Creative management Let it Be! art agency Con il supporto di / With the support of National Cultural Fund, Life Long Burning, Théâtre National Wallonie-Bruxelles, Finnish Cultural Institute for the Benelux, Trafó House of Contemporary Arts, Creative Europe program of the European Union as part of the SOURCE project In collaborazione con / In collaboration with Workshop Foundation, Ultima Vez, Rakastajat Teatteri Pori, Balassi Institute Helsinki, Suomi 100, Studio Latéral 19, Let it Be! art agency, deephoto, PUR E, Mei Kawa, SÍN Arts and Culture Centre

EUN-ME AHN EUN-ME AHN COMPANY NORTH KOREA DANCE Prodotto da / Produced by Eun-Me Ahn Coprodotto da / Coproduced by Ministery of Culture, Sports and Tourism, Korean Traditional Performing Arts Foundation, Théâtre de la Ville-Paris Sponsorship: Arts Council Korea, Dancers’ Career Development Center

CIRQUE LA COMPAGNIE L’AVIS BIDON – FACE A Prodotto da / Produced by Cirque la Compagnie Con il supporto di / With the support of Archaos - Pôle National des Arts du Cirque Méditerranée / CIRCa - Pôle National Cirque, Auch Gers Occitanie / Piste d’Azur - Centre Régional des Arts du Cirque PACA / École de Cirque de Bordeaux - Centre Culturel des Arts du Cirque / Circosphère - Centre des Arts de Cirque de Delémont, Jura Suisse / LéVA L’Espace Vent D’autan, Auch / La Gare à Coulisses


INA CHRISTEL JOHANNESSEN ZERO VISIBILITY CORP. FROZEN SONGS Produttore esecutivo / Executive producer Kirsti Ulvestad Produzione / Production team Kirsti Ulvestad, Inger Buresund, Fabrizio Massini Ideazione / Original idea Inger Buresund, Artistic director, The Arctic Theatre Prodotto da /Produced by Zero Visibility Corp, The Arctic Theatre, Ibsen International Coprodotto da / Coproduced by Dansens Hus, Oslo, La Briqueterie, Paris, Arts Printing House, Vilnius Zero Visibility Corp is supported by the Norwegian Arts Council

CLAUDIO BERNARDO AS PALAVRAS #FRONTIERA Prodotto da / Produced by Xavier Melis Distribuzione / Distrubution Tristan Barani Coprodotto da / Coproduced by Charleroi Danse (Be), Théâtre de Liège(Be), Fondation INDA Italie et le Festival Teatro Antico de Siracusa (It), Théâtre Varia (Be), Oriente Occidente Dance Festival (It), DC&J Creation (Be), Tax Shelter du Gouvernement Fédéral Belge (Be) Con il supporto di / With the support of Ministère de la Fédération Wallonie-Bruxelles – Service de la Danse, du Tax Shelter du gouvernement fédéral belge, National Choregraphic Center Scenario Pubblico/, Wallonie-Bruxelles Théâtre/ Danse, SACD Belgium, Théâtre Varia, Centre dramatique de Bruxelles, Charleroi Danse(Be), National Choreographic Center Scenario Pubblico/Catania (It), Oriente Occidente Dance Festival (It), Téâtre Varia (Be), Catania, Catania tango club, Wakko Kapper

AURÉLIEN PROST CIRQUE ROUAGES …SODADE… Prodotto da / Produced by Julie Lumier Distribuzione / Distribution Océane Wagio Coprodotto da / Coproduced by Association Cirque En Lorraine, Théâtre Transversales, Nil Obstrat, Parc du hautfourneau U4/Communauté d’agglomération du Val de Fensch Con il supporto di / With the support of Conseil Régional de Lorraine et du Conseil Général de la Meuse La Verrerie d’Alès/ Pôle National Cirque LanguedocRoussillon, Cie Azimuts/CCOUAC – Ecurey Pôles d’avenir, Théâtre Europe-PNAC Méditerranée, Collectif Zo Prod

LUCY BENNETT STOPGAP DANCE COMPANY FROCK Produttore esecutivo / Executive producer Sho Shibata Prodotto da / Produced by Dougie Evans Con il supporto di / With the support of Without Walls, Arts Council England, and Salisbury Festival, Hat Fair Festival and Stockton International Riverside Festival

PHILIPPE KRATZ / RIHOKO SATO / OHAD NAHARIN FONDAZIONE NAZIONALE DELLA DANZA / ATERBALLETTO DREAMERS

FRIPPERY

CLOUD|MATERIA

Produttore esecutivo / Executive producer Sho Shibata Prodotto da / Produced by Dougie Evans

Prodotto da / Produced by Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto Coprodotto da / Co-produced by Oriente Occidente Dance Festival, Les Halles de Schaerbeek, Malraux scène nationale Chambéry Savoie Con il sostegno di / With the support of Bayer Culture Engagement (Philippe Kratz è “member of stARTacademy of the Bayer Arts & Culture”)

MICHELA LUCENTI BALLETTO CIVILE MADRE Prodotto da / Produced by Balletto Civile, Festival Resistere e Creare-Fondazione Luzzati Teatro della Tosse, Fondazione TPE Teatro Piemonte Europa In collaborazione con / In collaboration with Teatro LaCucina-Olinda Onlus, Dialoghi - Residenze delle arti performative a Villa Manin, Oriente Occidente Dance Festival - Rovereto Con il supporto di / With the support of MiBAC Grazie a / Thanks to Fondazione Teatro Due Parma

CONCERTO FISICO Prodotto da / Produced by Balletto Civile e Festival Resistere e Creare Con il supporto di / With the support of UFO - Residenze d’arte non identificate, MiBACT In collaborazione con / In collaboration with Mart

TRACES Prodotto da / Produced by Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto Coprodotto da / Co-produced by Oriente Occidente Dance Festival, Les Halles de Schaerbeek, Malraux scène nationale Chambéry Savoie

SECUS Prodotto da / Produced by Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto Coprodotto da / Co-produced by Oriente Occidente Dance Festival, Les Halles de Schaerbeek, Malraux scène nationale Chambéry Savoie Creazione per Batsheva Dance Company (all’interno di Three, 2005)

FABRICE GUILLOT COMPAGNIE RETOURAMONT LES ONDES GRAVITATIONNELLES Coprodotto da / Coproduced by Stockton International Riverside Festival/UK, Abattoir / CNAR in Chalon-sur-Saône, Espace des Arts/SN of Chalon, Atelier 231 / CNAR in Sotteville-lès-Rouen, La Paperie / CNAR in Angers, Citron Jaune / CNAR in Port St Louis du Rhône, La Boyauderie de Poitiers/ Usines Boinot / CNAR in Niort, Theatre of Cachan, with the support of Ferme du Buisson/ Noisiel and Historical Service of Defence Con il supporto di / With the support of CNC/Dicréam, Ministry of Culture and CommunicationDRAC IDF, County Council conseil général du Val-de-Marne, IN SITU network, European Commission (DGEAC - Culture Programme)

SIDI LARBI CHERKAOUI, ANTONY GORMLEY SZYMON BRZÓSKA WITH MONKS FROM THE SHAOLIN TEMPLE SADLER’S WELLS LONDON SUTRA Prodotto da / Produced by Sadler’s Wells London Production Coprodotto da / Coproduced by Athens Festival, Festival de Barcelona Grec, Grand Théâtre de Luxembourg, La Monnaie Brussels, Festival d’Avignon, Fondazione Musica per Roma and Shaolin Cultural Communications Company


LA NOSTRA STORIA OUR HISTORY Oriente Occidente è nato nel 1981 in Trentino a Rovereto, dove si svolge ogni anno nella prima metà di settembre. Rappresenta uno dei più importanti Festival europei di danza contemporanea e negli anni ha ospitato - quasi sempre con produzioni inedite o prime europee o nazionali - compagnie e artisti tra i più influenti e significativi del panorama della danza internazionale. Oriente e Occidente sono intesi come poli di un percorso ideale di scambi e incroci non solo tra culture che si influenzano a vicenda, ma anche tra generi e linguaggi della scena contemporanea. Il Festival diventa così un viaggio circolare tra teatro e danza, ricerca e tradizione, identità e innovazione. Oriente Occidente was born in 1981 in Rovereto, a city in Trentino Alto Adige region in Italy open wide to the taste of modern, of cultural research and of new tendencies. This Festival is indeed a research centre where East and West are intended as poles of an ideal route of exchanges and cross-roads not only between cultures but also between genres and languages of the contemporary scene. Since 39 years Oriente Occidente is one of the most important European Festivals of contemporary dance and has always hosted first nights of important artists and companies from all over the world.

INCONTRI INTERNAZIONALI DI ROVERETO ORIENTE OCCIDENTE Presidenza / Chairman Paolo Baldessari Direzione artistica / Artistic direction Lanfranco Cis Direzione amministrativa / Administrative management Dario Piconese Organizzazione e progetti internazionali / Organization and international projects Anna Consolati Organizzazione e gestione attività CID / Organization and CID activities Gloria Stedile Produzione ed eventi esterni / Production and outdoor events Laura Marongiu Assistenti alla produzione e segreteria organizzativa / Production and organisation Diana Anselmo, Lucrezia Gabrieli e Ada Keller Sezione Linguaggi / Linguaggi section Giulio Menegoni e Veronica Stigliani Tirocinanti curriculari / Trainees Melissa Cattiaux, Lucrezia Stenico, Giulia Gai, Federico Gazza, Angela Onorati, Noemi Brundu e Alessia Ceola Volontari Servizio Civile / Civil Service Volunteers Emanuela Iossa e Fiammetta Nebl Biglietteria / Ticket office Angelica Dallapè e Eleonora Forti Ufficio stampa e comunicazione / Press office and communication Susanna Caldonazzi

Oriente Occidente è ideato, pianificato e realizzato in modo da rendere minimo l’impatto negativo sull’ambiente. Tra i suoi obiettivi c’è la volontà di lasciare una eredità positiva alla comunità che lo ospita.

Video Camilla Spagni Foto / Photo Sarah Melchiori Grafica / Graphic design Alessio Periotto, Designfabrik

Questa edizione è certificata col marchio di qualità ambientale Eco-Eventi Trentino.

Testi / Texts Maria Luisa Buzzi

L’energia utilizzata per la realizzazione degli eventi è proveniente da fonti rinnovabili e certificata “100% Energia Pulita Dolomiti Energia”.

Traduzioni / Translations CLM Rovereto Materiale a stampa / Printed material Edizioni Osiride Coordinamento tecnico / Technical direction Denis Frisanco

INFO 0464 431660 H 10-18 festival@orienteoccidente.it orienteoccidente.it

SIMBOLI ICONS

Attività accessibile a persone con disabilità / Accessible activity

Spettacolo adatto alle famiglie / Family-friendly show

Staff tecnico / Technical staff Martina Ambrosini, Alessandro Baldo, Luca Bortolotti, Stefano Capasso, Simone Cetto, Michele Cumer, Federico Dorigatti, Alberta Finocchiaro, Giovanni Gislimberti, Gianluca Leonesi, Leonardo Liberi, Nilo Santoni, Luca Scotton, Timmi Sefa, Lucio Zandonati Guido Girardi e Lorenzo Simoncelli dell’Ufficio Cultura del Comune di Rovereto Personale tecnico del Centro Servizi Culturali Santa Chiara Personale tecnico di Maffei Service Personale tecnico di Gulliver Studio


Enti sostenitori / Supported by

Comunità della Vallagarina

BIM

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Bacino Imbrifero Montano Consorzio dei comuni della provincia di Trento

Main sponsor

Sponsor ®

Main partner

Partner culturali / Cultural partners

f

CENTRALE FIES ART WORK SPACE

Patrocinio / Patronage

dell’Adige

Bacino Imbrifero Montano

dell’Adige

Consorzio dei comuni della provincia di Trento


Ph. Massimo Giovannini

BEVI ROTARI RESPONSABILMENTE!

Metodo Classico. Emozione Contemporanea. www.rotari.it -

Profile for Festival Oriente Occidente

Oriente Occidente Dance Festival 2019 catalogue  

Oriente Occidente Dance Festival 2019 catalogue  

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