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LIFE11 NAT/IT/069/ Med Wolf Best practice actions for wolf conservation in Mediterranean-type areas CORSO DI FORMAZIONE PER L'ACCERTAMENTO DEI DANNI AL BESTIAME DOMESTICO E PER LA GESTIONE DEL CONFLITTO ALLEVATORI/PREDATORI

Accertamento dei danni da predatori sul patrimonio zootecnico: elementi di diagnostica cadaverica. Simone Angelucci Medico Veterinario, Ente Parco Nazionale della Majella simone.angelucci@parcomajella.it


Il sopralluogo tecnico: elementi concettuali


“Truth, or the nearest reasonable approach to it that is possible from what is observed, is the aim of forensic necropsy� (Knight, 1991)


Let the body speak !


Le lesioni intra vitam sono la risultanza anatomopatologica delle interazioni che si realizzano tra predatore, preda e ambiente prima della morte dell’animale.


Interazioni

predatore/preda/ambiente

• Il predatore: tecnica predatoria, bilancio energetico, caratteristiche fisiologiche; • La preda: comportamento e capacità antipredatorie, caratteristiche fisiche; • L’ambiente: caratteristiche in grado di influenzare sia il predatore che la preda, nonchè la loro dinamica di interazione.


Interazioni predatore/preda /ambiente

• Lesioni dirette, conseguenza del contatto diretto tra preda e predatore; • Lesioni indirette, si verificano in un particolare contesto in seguito ad una particolare dinamica di interazione tra predatore e preda.


- eventi traumatici - malattie “gestionali� - malattie infettive - lesioni indotte i.v. e p.m. (frodi) - predazioni


Traumatologia medico legale La traumatologia ML ha come scopo fondamentale non solo quello di identificare l’esatta natura di una lesione, ma anche di dedurre i diversi elementi che possono consentire l’identificazione del mezzo che l’ha generata. All’identificazione della natura della lesione e del mezzo che l’ha provocata, consegue la qualificazione dell’azione traumatica


Approccio investigativo supportato dal dato anatomopatologico


L’indagine necroscopica consente di ricostruire gli eventi fisiopatogenetici verificatisi nell’animale prima della morte


1. 2. 3. 4. 5. 6. 7.

Sequenza comportamentale di una predazione

Stimolo della fame Ricerca della preda Localizzazione Inseguimento Cattura Uccisione Consumo

Segni di presenza

Lesioni I.V. Lesioni P.M.


Comportamento predatorio lupo – cane


• Vasodilatazione generalizzata conseguente a iperstimolazione barocettoriale (inibizione del centro vasocostrittore indotta dalla stimolazione dei barocettori carotidei • Bradicardia riflessa conseguente a iperstimolazione vagale


Inattivazione funzionale della preda


Assenti altre lesioni vitali

Economia della predazione


Minimo dispendio energetico nell’acquisizione di cibo • Il lupo riesce in questo tipo di approccio estremamente efficiente/conveniente se – È in grado di affiancarsi alla preda e di accedere con il morso a livello di testa/collo – Se è in grado di esercitare nelle aree vitali un’azione di pressione/chiusura del morso, con assi dei canini il più possibile perpendicolari (e non tangente) al piano cutaneo – È in grado di afferrare la preda e trattenerla almeno per qualche istante


Altre reazioni patogenetiche possono essere dedotte dalle lesioni rilevate


• Perdita di continuità dei piani muscolari • Rottura cartilagini • Fratture ossee


Cavità e organi interni • Congestione polmonare • Iperemia o stasi venosa periferica • Emorragie, rotture


Reazioni locali Reazioni sistemiche


Approcci “insoliti”

ANTI ECONOMICI ? APPROCCI “DA CANE” ? 


Grossi animali


WOLF PREDATION


Attacchi da parte di cani


LESIONI DA ARMA BIANCA

Le ferite da punta, da taglio, da punta e da taglio e da fendente. Sia lesioni prodotte da armi vere e proprie che da altri strumenti atti ad offendere.


LE FERITE DA PUNTA Quelle prodotte da oggetti che hanno un estremo acuminato. Ferite a “fondo cieco”: assenza di un foro di uscita. Ferite “trapassanti”: presenza di un foro di uscita. Ferite “penetranti”: quando raggiungono le cavità interne (pleura,pericardio, paritoneo…)


LE FERITE DA TAGLIO Le ferite prodotte da strumenti taglienti, ossia dotati di una qualche loro parte poco spessa o con margine sottile, affilato e lineare. “Codette�.


Le codette rappresentano dei prolungamenti superficiali del taglio nei punti in cui la lama penetra ed esce dalla cute sfiorando l’epidermide.


CLOSTRIDIOSI


•Sangue schiumoso dalle narici, macchie emorragiche sulla congiuntiva. •La carcassa si gonfia rapidamente. •Edema gelatinoso emorragico nei tessuti sottocutanei e nelle fasce muscolari, con bolle di gas. •Muscoli crepitano alla pressione e lasciano fuoriuscire essudato.


ENTERITI

•E. Coli. •Salmonelle. •Clostridi. •Chlamydiae. •I.B.R. •Coronavirus. •Rotavirus.


METEORISMO

•Lesioni anatomo patologiche dell’asfissia: •sangue nero mal coagulato; •congestione polmoni, intestino tessuti; •petecchie sulle diverse sierose; •retto prolassato.


•Lesioni anatomo patologiche dell’asfissia: •sangue nero mal coagulato; •congestione polmoni, intestino tessuti; •petecchie sulle diverse sierose; •retto prolassato.


•Lesioni anatomo patologiche dell’asfissia: •sangue nero mal coagulato; •congestione polmoni, intestino tessuti; •petecchie sulle diverse sierose; •retto prolassato.


•Lesioni anatomo patologiche dell’asfissia: •sangue nero mal coagulato; •congestione polmoni, intestino tessuti; •petecchie sulle diverse sierose; •retto prolassato.


•Lesioni anatomo patologiche dell’asfissia: •sangue nero mal coagulato; •congestione polmoni, intestino tessuti; •petecchie sulle diverse sierose; •retto prolassato.


•Lesioni anatomo patologiche dell’asfissia: •sangue nero mal coagulato; •congestione polmoni, intestino tessuti; •petecchie sulle diverse sierose; •retto prolassato.


Dolore addominale acuto


TRAUMI


CONSIDERAZIONI •STATO DI NUTRIZIONE, ETA’, PATOLOGIE CONCOMITANTI


CONSIDERAZIONI •STATO DI NUTRIZIONE, ETA’, PATOLOGIE CONCOMITANTI


•UBICAZIONE DELLE CARCASSE


•DIFFERENTE TEMPO DI MORTE


Intervallo post-mortale


Distribuzione delle misure delle distanze tra canini superiori nei cani CANI Canini superiori 30

20

Std. Dev = ,63 Mean = 4,04 N = 111,00

0 2,14 2,43 2,71 3,00 3,29 3,57 3,86 4,14 4,43 4,71 5,00 5,29 5,57 5,86 6,14 6,43 6,71 7,00 7,29 7,57 7,86

Frequenza

10

Distanza tra le cuspidi (cm)


Distribuzione delle misurazioni delle distanze fra i canini superiori nei lupi LUPI Canini superiori 30

20

Std. Dev = ,36 Mean = 4,17 N = 72,00

0 2,14 2,43 2,71 3,00 3,29 3,57 3,86 4,14 4,43 4,71 5,00 5,29 5,57 5,86 6,14 6,43 6,71 7,00 7,29 7,57 7,86

Frequenza

10

Distanza tra le cuspidi (cm)


LUPI Canini superiori 30

20

10 Std. Dev = ,36 Mean = 4,17 N = 72,00

CANI

2,14 2,43 2,71 3,00 3,29 3,57 3,86 4,14 4,43 4,71 5,00 5,29 5,57 5,86 6,14 6,43 6,71 7,00 7,29 7,57 7,86

0

Canini superiori

Distanza tra le cuspidi (cm)

30

20

Std. Dev = ,63 Mean = 4,04 N = 111,00

0 2,14 2,43 2,71 3,00 3,29 3,57 3,86 4,14 4,43 4,71 5,00 5,29 5,57 5,86 6,14 6,43 6,71 7,00 7,29 7,57 7,86

Frequenza

10

Distanza tra le cuspidi (cm)


CANI

LUPI

CANINI

superiori

inferiori

superiori

inferiori

N

111

112

72

84

Media

4,04

3,58

4,17

3,90

SE

0,06

0,05

0,04

0,03

DS

0,63

0,54

0,36

0,26

Minimo

2,71

2,10

3,30

3,23

Massimo

7,81

6,17

5,00

4,69

Il campione è composto da 126 cani e 134 lupi di varie classi di sesso ed età (AD = adulto, C = cucciolo, JUV = giovane, SA = subadulto) sui quali sono stati rilevate le distanze tra cuspidi dei canini superiori e inferiori

statistiche descrittive relative al campione di cani e di lupi adulti su cui sono stati rilevate le distanze tra le cuspidi (in cm) nei canini superiori e inferiori.


Tabella riassuntiva relativa alle diverse tipologie di lesioni riscontrate sugli animali predati nelle aree di studio considerate

Tipologia delle lesioni sugli animali predati di cui è noto il predatore

Area di studio

Isola d’Elba (cani) Abruzzo (lupi e cani) Totale

Lesioni riferibili a un morso letale localizzato esclusivamente nella regione retromandibolare [n° casi]

Totale

Lesioni riferibili a morso localizzate in varie parti del corpo [n° casi]

0

14

14

8

7

15

8

21

29


Il sistema accertamento-indennizzoprevenzione-mitigazione 1.

Analisi del fenomeno predazioni su scala locale a. b. c.

2.

3. 4. 5.

Monitoraggio popolazione predatore Status animali domestici Conoscenza caratteristiche ecologiche predatore e dinamiche locali

Sistema di accertamento e raccolta dati standardizzato Valutazione variabili che possono influenzare il fenomeno Valutazione specifica delle vulnerabilitĂ locali/aziendali e connessione ai dati su predatori Output gestionale


...un lavoro di squadra


Il contributo dei segni di presenza e del monitoraggio faunistico


A10 presentazione angelucci 1 elementi diagnostica  
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