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Iniziazione Cristiana

“CANTIERE APERTO” Nello scorso anno abbiamo descritto la Comunità ecclesiale come “GREMBO CHE GENERA ALLA FEDE” con l’impegno di chiarire il senso profondo della INIZIAZIONE CRISTIANA che non consiste in questioni tecniche ed organizzative, ma nel riscoprire il Mistero che la abita e di cui è portatrice ogni comunità. Ogni Parrocchia è chiamata a rinnovare se stessa per annunciare Gesù Cristo, per comunicare il suo vangelo e condividerlo in un contesto che attende e invoca orizzonti di speranza più ampi e affidabili. A tutto questo fa da sfondo e accompagna il cammino di fede l’immagine del “CANTIERE APERTO” significato dal disegno di cui proponiamo una spiegazione : “Adulti di varie età – papà, mamma, nonni, figli, educatori, catechisti- con un adolescente e una ragazza formano un gruppo che fa pensare ad una

comunità. E’ una Comunità che, nello stringersi attorno alla ragazza e nel gesto di una mamma che consegna il vangelo, esprime tutto il suo affettuoso coinvolgimento e capacità di condivisione. Nel gesto della consegna c’è il compito di ogni cristiano adulto chiamato a trasmettere gli insegnamenti di Gesù alle nuove generazioni. La consegna della Parola non avviene in un modo freddo e staccato. I loro sguardi, la loro posizione, il braccio attorno alla spalla della ragazza, esprimono vicinanza e affetto e la disponibilità a camminare insieme. Ill gesto della consegna del Vangelo diventa simbolo di una consegna più grande: ai più giovani vengono trasmesse non solo le conoscenze, ma la stessa vita della comunità; una vita cristiana fondata sulla Parola ascoltata, narrata, celebrata attraverso i Sacramenti e testimoniata nella carità.” Don Franco

Gita - Pellegrinaggio “Amici” di Respice Stellam Domenica 2 ottobre si terrà come ogni anno la tradizionale Gita Pellegrinaggio per gli “amici” di Respice Stellam. Quest’anno la destinazione sarà il Santuario Beata Vergine delle Grazie di Mantova. Per chi fosse interessato la partenza sarà domenica 2 ottobre alle ore 7.30 presso lo stadio Vallini. La quota di partecipazione è di €55 a persona e comprende: viaggio in pullman G/t + pranzo in ristorante + visita guidata alla città di Mantova. Per ulteriori informazioni è possibile contattare Olindo Zagolin al num. 3409404997

III


Il personaggio

Mario Dezuani: Valore di un sorriso “Non pensavo sarebbe finita così!” sono le parole che in questi giorni risuonano nelle nostre menti perse in un dolore così acuto da provocare un male quasi fisico. Per superare questa perdita, la tua perdita, caro Mario, avremmo ancora bisogno di te, di quel sorriso aperto, avvolgente e contagioso, della tua incrollabile forza fisica e morale ... e della tua fede. Eppure non avresti voluto vederci persi nello sconforto tu che, anche in questi ultimi difficili anni, hai affrontato con dignità, coraggio e grande positività le avversità. Allora vogliamo imparare da te, tentando di non lasciarci andare a questa grande infinita tristezza, arrabbiandoci perché te ne sei andato anzitempo. Vogliamo dirti grazie perché ci sei stato. E la tua presenza, caro, carissimo Mario, ha toccato le corde più profonde dei nostri cuori oggi fragili e sanguinanti, ma domani caldi e fecondi nel ricordo di te che sapevi amare e farti amare. E non è così scontato saperlo fare con la tua intensità.

Scrive Gianni: “ Ci è stato donato Mario, un uomo buono: un amico per me e per quanti lo hanno incontrato perché Mario era amico di tutti, con il suo sorriso contagioso, la sua ironia, il suo spirito e la sua forza d’animo. Ci è stato donato un cuore grande: un cuore dove hanno trovato posto, oltre alla sua famiglia, la comunità parrocchiale. Il suo impegno civile e il suo impegno missionario. Ci è stata donata la sua forza di lottare contro le ingiustizie e di adoperarci per le cose buone. Ci è stato donato il suo esempio di coraggio nell’affrontare gli impegni. Anche nell’ultima prova contro la malattia ha prevalso il suo spirito di maratoneta, mai arrendevole e sereno fino all’inverosimile.” Un gruppo di amici che hanno condiviso con Mario un’esperienza missionaria in Guinea Bissau testimonia così: “ La tua presenza nel gruppo è stata sicuramente solida e determinante; di te non dimenticheremo la volontà di lavorare, il sorriso e la battuta pronta, la voglia di stare in mezzo agli altri in allegria, ma anche di saperti mettere in gioco nei momenti di confronto. Soprattutto non dimenticheremo un cuore grande, generoso, attento e sensibile a farsi prossimo di chi si trova nel disagio, un cuore che sicuramente non attende alcun ritorno per poter dare. Anche quando la malattia ha rallentato i tuoi modi di fare, non è mancata in te la volontà di farti carico di situazioni di miseria e sofferenza, consapevole dell’importanza di far diventare dono l’amore che Dio ti aveva riservato.” Frate Michael ci svela il segreto della grandezza di Mario: la fede. Egli scrive:” Ho saputo che hai sempre vissuto eroicamente anche questa fase inaspettata della tua vita, soprattutto dopo la trasformazione degli ultimi anni, trasformazione a cui ho partecipato e “visto” coi miei occhi e contemplato. Sei diventato un altro uomo dopo Medjugorje. Ma eri già rinato, quella rinascita che Dio ci chiede negli inizi del Vangelo di San Giovanni (Nicodemo). Ora occupi un posto di quelli preparati da Dio per i giusti e per i

IV


Il personaggio buoni, per quelli come te.” Mario era davvero ”speciale” anche nella quotidianità. Giuseppe Rofilio ce lo testimonia così: “Carissimo Mario, ti ho conosciuto quando eri in servizio negli uffici Enel di Piove di Sacco; già da allora avevo visto in te una persona eccezionale, sempre cordiale, gentile, cortese ed estremamente competente nel proprio lavoro. Passati diversi anni ti ho rincontrato quando sono venuto ad abitare ad Arzerello ed è stato un vero piacere. E’ nata da allora un’amicizia che è durata, purtroppo, fino a questa tragica interruzione. Da te ho imparato tante cose semplici, ma estremamente importanti: l’amore per la famiglia, l’amicizia, la semplicità e chiarezza nei rapporti interpersonali e non ultima la passione per la corsa che ci ha ulteriormente legati. Il tuo modo di vivere è sempre stato per me motivo di ammirazione: frequentavi la chiesa, la parrocchia, trovavi il tempo di dedicarti al volontariato senza trascurare i tuoi doveri di marito e padre e alla fine di nonno. Gli altri erano per te una priorità su tutto: fino alle ultime ore di vita hai sempre cercato di risolvere i vari problemi che tante persone ti proponevano senza mai avere atteggiamenti di fretta, di impazienza o, tanto meno, di scortesia. Quando si è scoperto la presenza della malattia, io ho provato un senso di disperazione e di sfiducia. Tu, invece, presane coscienza, hai combattuto fino alla fine con una fiducia incredibile, dando, oltretutto, coraggio a quelli che ti stavano intorno. Nonostante le cure molto pesanti a cui dovevi sottoporti, appena in piedi tornavi a correre e frequentavi la comunità sempre con il tuo eterno sorriso sulle labbra. Per me e per tutti noi sei una luce che ci rischiara il cammino nei momenti di incertezza. A te penseremo quando le avversità sembreranno sommergerci e non lasciarci via di scampo. In ogni difficoltà, con un po’ del tuo coraggio e con il ricordo del tuo sorriso, cercheremo di fare del nostro meglio”. Anche Zita Chinaglia scrive: “Voglio ringraziarti per quello che hai fatto per me e per tanti altri. La tua generosità senza fine, la discrezione nell’offrire il tuo aiuto, il sorriso che ci hai sempre donato anche nei momenti difficili, la fede che hai sempre manifestato con orgoglio hanno fatto di te la persona che tutti vorrebbero avere come padre, come marito, come fratello o come amico. Io ho avuto la fortuna di godere della tua amicizia e di quella di Teresa e te ne sarò sempre grata. Ora ho la gioia di ricordare il tuo sorriso e la tua serenità che resteranno per sempre in me.” Particolarmente preziosa è la testimonianza della figlia Alessandra: “Caro papà, sei sempre stato un esempio di amore e di gioia. La tua vita è stata ricca di entusiasmo e grinta anche nelle difficoltà. Hai affrontato la malattia come un dono di Dio, non ci sono stati momenti di rabbia e di sconforto; anzi la forza che ti ha contraddistinto ti ha permesso di dimostrare tenacia in ogni istante ed estremo attaccamento alla vita. Noi che abbiamo vissuto questo percorso con te abbiamo potuto capire i veri valori in cui tu credevi: l’amore, la pace e la fede. Ti sei affidato completamente a Dio e alla Madonna diventando uno strumento nelle loro mani. Questo

V


Il personaggio ti ha permesso di trasmetterci serenità e sostegno fino a quando è giunto il momento di lasciarci. Papà, vogliamo ringraziarti per averci dato la forza di vivere con relativa normalità questo momento di malattia. La semplicità delle tue idee e l’affetto per la tua famiglia ti hanno reso così importante nei nostri cuori. Hai avuto sempre un amore incondizionato verso il tuo prossimo e hai dimostrato disponibilità smisurata nei confronti di tutte le persone che ti hanno conosciuto; ma proprio questo tuo atteggiamento così aperto nei confronti degli altri ha permesso il verificarsi di un nuovo miracolo: tutta quella disponibilità ti è stata restituita moltiplicata mille volte da parte di ogni persona che ti è stata vicina. E anche a noi hai insegnato a mostrare sempre generosità e recare felicità al prossimo: il tuo sorriso resterà per sempre impresso nelle nostre menti e nei nostri cuori. Pur continuando a restare padre forte e punto di riferimento per noi, la tua famiglia, hai sempre saputo dimostrare il tuo affetto anche in maniera tenera e dolce. Quante coccole e baci ci hai dato! Papà, ancora voglio ringraziarti per il grande amore e per il rispetto che sempre hai avuto nei confronti della mamma. Questo amore negli anni non si è mai affievolito, è sempre stato ricco e vivo, coltivato con attenzione giorno per giorno. Papà, le ultime parole sono state rivolte e noi quattro, le tue donne, con un “vi voglio tanto bene” e noi adesso vogliamo dirti “papà, ti vogliano tanto, tanto, tanto bene!”. Chissà quante altre persone vorrebbero lasciare una traccia scritta della loro ammirazione per questo grande uomo! Chissà quanti vorrebbero ringraziarlo per l’esempio che ci ha offerto! Credo che lui sarebbe felice se imparassimo a volerci più bene, a sorridere di più perchè “Donare un sorriso rende felice il cuore. Arricchisce chi lo riceve senza impoverire chi lo dona. Non dura che un istante, ma il suo ricordo rimane a lungo. Nessuno è così ricco da poterne far a meno né così povero da non poterlo donare.”

www.madonnadellegraziepiovedisacco.it Visita il sito e segui anche tu la S. Messa in diretta ogni domenica direttamente a casa tua!

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La pagina dei giovani

CAMPOSCUOLA M.d.G. MALGA PECCA 2011: DIVERTIMENTO ALLO STATO PURO!! Quest’estate dal 18 al 24 luglio si è tenuto il camposcuola parrocchiale per bambini e ragazzi dagli 8 ai 15 anni presso Malga Pecca, a Montecorno di Lusiana. L’idea è nata da alcuni animatori l’inverno scorso, è stata poi sostenuta dal parroco, dal consiglio pastorale e da diversi genitori. L’idea di proporre un campo scuola parrocchiale è nata con lo scopo di creare qualcosa di nuovo per i nostri giovani, offrire loro del puro divertimento anche nel contesto parrocchiale. Durante il campo le attività svolte sono state di vario genere: gioco, servizio, riflessione, preghiera, escursioni, ecc... i ragazzi sono stati seguiti da 4 animatori e da 3 aiuto animatori, due gentilissimi cuochi hanno allietato i pasti e i due sacerdoti - don Matteo e don Battista- hanno guidato il campo sotto il profilo spirituale. Il campo scuola è stato come un tuffo alla scoperta di noi stessi, è stato il punto di partenza per un nuovo anno, un anno in cui desideriamo che la nostra parrocchia si faccia casa e comunità per tutti, non solo per i grandi, ma anche per chi è ancora alla scoperta del mondo: i ragazzi. È stata una bella sfida, un impegno sotto molti punti di vista, ma poi le soddisfazioni hanno ripagato ogni fatica, hanno messo in luce un grande desiderio di unità, condivisione e di voglia di stare insieme. Questo campo scuola ha trasmesso la voglia di riproporre l’esperienza anche in futuro, non vediamo l’ora infatti di darci di nuovo da fare perchè il campo scuola si ripeta! Erica

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Dal Santuario

Un nuovo volto per la facciata del Santuario L’affresco dell’Immacolata È da più di dieci anni che la parrocchia discute sulla possibilità di rifare, ad affresco o a mosaico, l’immagine dell’Immacolata Concezione nel riquadro della facciata della chiesa. La presenza di un dipinto è solo una vaga memoria delle persone non più giovanissime, che hanno visto, negli anni, sbiadire sempre più l’immagine, fino alla sua totale scomparsa. Si trattava di una immagine dipinta da Oreste da Molin intorno al 1861, e più precisamente una copia dell’Immacolata di Gianbattista Tiepolo, pala d’altare conservata ai musei civici di Vicenza. Dopo un lungo iter, fatto di bozzetti, prove, domande e discussioni, la parrocchia ha affidato l’incarico alla pittrice vicentina Annamaria Trevisan, che si è orientata sulla scelta dell'affresco, e la Soprintendenza ha imposto la tecnica del monocromo, tecnica certamente congeniale all’artista, e che meglio si adatta alla facciata della nostra chiesa, tutta pietra di Vicenza e marmorino. L'artista ha proposto la Madonna Immacolata in atteggiamento misericordioso con gli elementi iconografici di questa immagine tradizionalmente presenti nel corso della storia dell'arte: il mondo, il serpente, la veste azzurra, la corona di dodici stelle. I colori sono trasparenti e delicati come la tecnica dell'affresco prevede, soprattutto in questo caso in cui i pigmenti, per maggiore resistenza nel tempo, non devono fare il minimo spessore, ma penetrare in profondità nella calce fresca. Le dimensioni della figura, le proporzioni ed i colori utilizzati nel bozzetto sono stati studiati in funzione della facciata, dei suoi colori e materiali, e risulta un ottimo inserimento contemporaneo in una facciata che ha un secolo e mezzo, che ne conferisce qualità e bellezza. Il dipinto è stato infine protetto con la stesura di un prodotto consolidante e di un impermeabilizzante, questo per dare all’opera maggiore garanzia di durata nel tempo. L’affresco è stato accolto con molto interesse ed è subito piaciuto molto; chiunque si avvicini al santuario, e si fermi un istante nel sagrato ad ammirare la facciata, incontra Maria, che lo accoglie nella sua Casa, lo invita ad entrare per trovare un momento di pace e di serenità. Proveremo a leggere la simbologia racchiusa in quest’immagine in un prossimo articolo, nel frattempo anticipiamo che l’artista è stata felice di regalare alla Parrocchia i bozzetti dell’affresco, dai quali ricaveremo una bella serigrafia, che sarà disponibile all’inaugurazione dei lavori di restauro e adeguamento liturgico del santuario. Davide

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Mettiamo l’accento su...

Associazione di promozione sociale “Madonna delle Grazie” L’associazione di promozione sociale “Madonna delle Grazie” è nata da una idea di un gruppo di persone (che sono i soci fondatori) per una maggiore collaborazione con il nostro santuario con degli obiettivi ben precisi. Infatti lo statuto prevede la valorizzazione, la tutela e la conservazione del santuario e delle opere d’arte; promuovere occasioni di incontro e di aggregazione tra le persone e le famiglie; promuovere attività culturali in genere, la pubblicazione di libri, i pellegrinaggi e l’accoglienza dei pellegrini; visite guidate per far conoscere il santuario; collaborare con la pubblicazione della rivista mariana Respice Stellam. E’ nata il 29 gennaio del 2007, è stata iscritta nel Registro comunale delle associazioni di Piove di Sacco e nel del Registro regionale delle associazioni di promozione sociale e le è stato attribuito il codice fiscale n. 92194490287. La presidenza è stata assegnata a Don Franco Callegari che sarà coadiuvato da una vice presidente (Erika Duranti), dal tesoriere (Paolo Benesso) e dal segretario (Berti Vittorino) e da alcuni consiglieri. Le attività fino ad ora proposte, hanno ottenuto sempre un buona partecipazione: attività di incontro con le famiglie (vedi una pizza per tutti dello scorso 17 giugno); attività culturali (vedi la pubblicazione del curioso poster di Fabio Vettori, rappresentazioni teatrali ecc.); le feste dei Giò Madonnari, le rievocazioni storiche in costume sulla storia del santuario, la partecipazione al 5 per mille. Prossimamente l’associazione sarà impegnata alla fiera delle associazioni del 18 settembre in centro storico a Piove di Sacco per far conoscere l’associazione; sta organizzando un corso per preparare delle guide per le visite guidate del santuario, e i festeggiamenti per presentare gli ultimi lavori completati nel santuario (battistero, affresco, ecc. ecc.) presumibilmente per il compleanno della parrocchia: l’8 dicembre prossimo. Zita

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Padre Ilario: 50 anni di devozione a Maria Domenica 3 luglio 2011, la messa delle 11 in santuario è stata presieduta da padre Ilario Contran ofm, che ha festeggiato il 50° di ordinazione sacerdotale insieme ai suoi fratelli, parenti e amici della famiglia Contran.Nato il 27 giugno 1933, a Vigorovea di S. Angelo di Piove, dopo essere entrato nella famiglia dei frati minori francescani, viene ordinato sacerdote il 25 giugno 1961. Compie il suo servizio pastorale in tre importanti parrocchie: Cordenons (UD), Treviso e Marghera (VE). Il 21 gennaio 1972 giunge in Centro America, più precisamente in El Salvador. Nel 1987, dopo essere stato rettore del seminario minore, diventa la guida della parrocchia dedicata a S. Antonio. In tutta la sua vita di preghiera e predicazione occupa un posto di rilievo la devozione alla Madre di Gesù, tanto da portarlo a fondare “Radio Maria” per l’El Salvador e ad esserne direttore. Queste sono le parole di ringraziamento della sorella, sr. Maura, delle suore Salesie di Padova. Padre Ilario insieme alla sorella sr. Maura, «In questo momento di intimità con il Signore desidero al pronipote Giuseppe, al nipote Adriano ofm essere voce di tutta la nostra famiglia per rendere grae a Don Franco. zie al nostro Dio per il dono di Padre Ilario, nostro fratello, che oggi festeggia il 50° anniversario del suo sacerdozio. Essere sacerdoti significa essere il prolungamento della mano di Dio, significa donarsi a Lui senza limiti, lasciare che Lui agisca in te, perché Lui, il Signore della vita, ti ha scelto. La nostra famiglia ha risposto alla chiamata del Signore con molta generosità e sembra che Cristo quasi si diverta con noi, perché la chiamata e la risposta non ha ancora trovato la parola “fine”. Tu, caro Ilario, che sai bene quanto Dio sia grande nell’amore ma esigente nelle risposte, prega per i più giovani, perché portino a termine ciò che Dio vuole da loro. E ora un grazie a te, per la tua risposta d’amore, per il tuo dono incondizionato anche in terra di missione, per il tuo essere sacerdote secondo il cuore di Cristo, ossia pastore buono che sa portare la pecorella sulle spalle per ricondurla all’ovile, la Chiesa. Ti sappiamo amante di Maria, tanto da portare in terra di missione la voce di “Radio Maria” perché tutti possano conoscere e amare Maria. Sia lei il tuo conforto, il tuo sostegno, la tua forza e la sicurezza per tutto il bene che fai e che farai. Da questo santuario, amato da tutti noi, sia Lei a concederti la sua più materna benedizione, Padre Ilario insieme al fratello, alle sorelle e ai parenti. mentre a te chiediamo la tua benedizione per ognuno di noi». Giuseppe

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Respice Stellam Agosto