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“POSTE ITALIANE SPA – SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE – D.L.353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1. COMMA 2, NE PD”

SOTTOMARINA IN TANDEM. IL SEMINATORE USCÌ. RIFLESSIONI SULLA PAROLA DI VITA DI NOVEMBRE 2017. UNA LETTURA NUTRIENTE. MADONNA DELLA SALUTE.

Anno LXIII -09

Novembre 2017


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SOMMARIO

ECO DEL SANTUARIO DELLE GRAZIE PERIODICO DI CULTURA E DEVOZIONE MARIANA Anno LXIII - n. 09 Novembre 2017

Sottomarina in Tandem (Don Giovanni Battista) III° I Frutti promessi (Carla Tiengo) III° -------------------------------------------------------------------------------Il Seminatore uscì a seminare (Don Franco Callegari) IV°- V° -------------------------------------------------------------------------------Riflessioni sulla Parola di Vita di Novembre 2017 (Luisa Boaretto ) VI° -------------------------------------------------------------------------------Pagine centrali a cura ed. Paoline

-------------------------------------------------------------------------------Una lettura Nutriente (Susanna Zancanaro) VII° -------------------------------------------------------------------------------Madonna della Salute (Maurizio Pengo) VIII°- IX° -------------------------------------------------------------------------------Cronache in Santuario X° --------------------------------------------------------------------------------

Orario delle celebrazioni in Santuario

S.MESSA:

• • • •

La Madonna delle Grazie del Bellini (1430-1516) - Particolare

Direzione e Amministrazione: SANTUARIO DELLE GRAZIE Piove di Sacco (Padova) C.C.P. 92805332 Telefono 049 5840327

www.madonnadellegraziepiovedisacco.it

S. ROSARIO

mail: scrivi@madonnadellegraziepiovedisacco.it Santa Messa in diretta via internet, tutte le domeniche alle ore 8,00 e alle 11,00 www.madonnadellegraziepiovedisacco.it

OFFERTE PER ABBONAMENTO: D’amicizia Sostenitore Estero Una copia Arretrati

€ 20,00 € 30,00 € 35,00 € 2,00 € 2,50

Direttore Capo Redattore: Don Battista Crivellaro Direttore Responsabile Don Gino Brunello

Impaginazione, Grafica e design Federico Meneghello

Autorizzazione Trib. PD n. 188 del 7/7/1960

Finito di stampare in Piove di Sacco il 20.11.2017 2

CONFESSIONI

Giorni festivi 8,00 - 11,00 - 16,00 Festiva al sabato ore 18 (17 inv.) Giorni feriali ore 17 (16 inv.) Al giovedì ore 20.30 Al primo Sabato del mese ore 7,30

• ogni giorno prima delle S. Messe • ogni domenica ore 15.30 prima della S.Messa delle ore 16,00 • durante il mese di Maggio ogni sera alle ore 20.30 eccetto sabato e domenica (in Cappellina) • ogni giorno mezz’ora prima e dopo la S. Messa • al sabato mattina e pomeriggio • alla domenica mezz’ora prima della S. Messa • in altri momenti della giornata richiedendo al Sacerdote

S.Messa in diretta su internet www.madonnadellegraziepiovedisacco.it

tutte le domeniche ore 8,00 - 11,00


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Sottomarina in tandem!!! ura iale a c L’editor Battista di Don

Si viaggia in due con un

grande desiderio di ammirare il sorgere del sole all’orizzonte oltre il mare, prima che s’innalzi e cominci a scaldare e ad abbagliare. Sembra vicino e dà l’impressione che nasca dall’acqua come tutti gli esseri umani, sembra che sia una creatura generata dalla madre terra: uno spettacolo del litorale di Sottomarina che incanta e fa pensare. Volevamo aggiungere questa soddisfazione alle tante che abbiamo avuto in questi sei anni e mezzo del nostro camminare insieme. Siamo saliti in tandem e ciascuno ha impiegato le sue energie e le sue qualità, lasciando trasparire anche limiti e difetti. Non è stata una corsa facile, non si pedalava tutti e due allo stesso ritmo, e non tutti e due potevamo guardare avanti: uno prediligeva integralmente il vangelo e il rapporto con Gesù nella preghiera, nella meditazione, l’altro considerava di più la realtà concreta e la vita della gente; uno lasciava le cose come venivano, l’altro preferiva l’ordine

e la precisione; riguardo poi alla puntualità, chi arrivava in anticipo e chi all’ultimo minuto e sulle cose da decidere chi aspettava l’occasione e chi era sbrigativo. E nei poveri che bussano alla porta, tutti e due vediamo in loro Gesù, ma con loro si può usare comprensione e benevolenza e accondiscendere all’elemosina oppure orientarli alle organizzazioni preposte e all’impegno in qualche attività. Don Franco è eroico nella pazienza, io fremo e mi agito. Possiamo dire che ci sono tutti i presupposti perché ognuno vada per la sua strada.

Troveremo un I giorno I T T U le parole mancanti R F echeggianti I S ES nei giardini del Cielo PROM

dove con merito camminano i Santi. Troveremo la certezza

Invece siamo stati uniti e ci siamo voluti bene, abbiamo vissuto l’uno per l’altro superando le differenze. Possiamo dire che nella casa di Maria abbiamo trovato l’atmosfera che ha forgiato i nostri caratteri e ci ha fatto camminare nella stessa direzione. In questi sei anni, vivendo in unità con Don. Franco, ho riscoperto me stesso riacquistando fiducia e dando il meglio. Io non mi sono mai sentito allo scoperto, d. Franco mi ha sostenuto; così credo che d. Franco abbia trovato in me appoggio e un sicuro riferimento.

di un vivere eterno costruita con passi sicuri lungo la via del perdono. Troveremo la meraviglia di un mondo diverso intriso d’amore

Don Giovanni Battista

e di chiarezza là raccoglieremo i frutti promessi maturati nei tempi d’attesa.

Carla Tiengo

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CI’ leggere le testimonianze S U E R O T A riportate nel librone IL SEMIN sempre a disposizione nel … E R A N I primo banco davanti all’altare di A SEM Il personaggio

Ho iniziato il mio servizio di

sacerdote in Santuario l’8 dicembre 1992, cioè 25 anni. Vedo questi 25 anni vissuti con voi come una seminagione; siamo chiamati a seminare. Il vangelo riporta chiaramente una bellissima parabola per farci capire cosa vuol dire EVANGELIZZARE e come tutti siamo chiamati ad essere quel seminatore che è GESU’. La sua Parola è il seme che, una volta messo nel campo che è il mondo, che è la parrocchia, che è ogni famiglia, che è ciascuno di noi, deve germogliare e portare il suo frutto. “Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo, se invece muore produce molto frutto “. Assieme abbiamo man mano capito che quel morire è il morire al nostro io, a noi stessi in tutte quelle forme del possedere, primeggiare, prevalere, avere ragione sempre in tutto, l’essere attaccati al denaro, mentre la nostra vita non dipende dai beni … Praticamente ci siamo aiutati a mettere in pratica il VANGELO. Come è importante seguire il vangelo! Tenerlo caro specialmente per le circostanze faticose, difficili, quando ci accorgiamo che da soli non ce la facciamo,“Senza di Te non possiamo far nulla”. Le parole del vangelo sono parole vive, sono quelle di Gesù capaci di trasformare la nostra esistenza. Ma 4

è facile dimenticarle e così abbiamo cercato di sceglierne una vivendo la quale implicitamente si viveva anche le altre. E’ stato l’impegno più sentito che ci ha fatto tante volte uscire di casa, magari stanchi per il lavoro, a volte con tante preoccupazioni, ma l’incontrarsi con gli altri è stato quello che ci ha fatto sentire la gioia nel cuore sempre pronti a RICOMINCIARE e a ricordarci che dovevamo NON TEMERE di nulla; Dio non ci abbandona mai, dobbiamo essere sicuri di Lui, avere tutta la fiducia come ha fatto Lui sulla croce “PADRE NELLE TUE MANI AFFIDO IL MIO SPIRITO” Abbiamo un Padre che ci ama immensamente. Sono forti le mani di Dio, non ci lasciano mai, vincono ogni male, ogni tentazione; Sono mani che accarezzano e sostengono e con tenerezza ci sono fonte di gioia. Quante volte ce lo ricordavamo a vicenda, Dio è fedele alle sue promesse ... Ci è vicino, ci accompagna. Avere quella fiducia che nel 1631 hanno avuto i cittadini di Piove di Sacco nel chiedere per intercessione della Madonna la grazia della guarigione dalla peste! Ho partecipato a 25 feste del VOTO e ogni volta rimanevo meravigliato del clima di fede che si respirava. Era un giorno speciale che si prolungava nell’affetto e nelle continue preghiere spesso esaudite, basta

Maria. Piccole grazie, ma che sono sempre grazie. Anch’io in tante occasioni mi affidavo a Lei e questo mi portava ad un amore più grande

Don Franco nella S.Messa del Pranzo

verso Il Signore.

Da qui è nata la scelta di rappresentare MARIA NEI VANGELI. Per ben 10 volte è andata in scena in parrocchie diverse. Il clima di aiuto reciproco e di armonia che si è creato tra i componenti della Compagnia ha contribuito a un notevole successo. L’amore a Maria ha toccato il cuore di tanti suscitando il desiderio di poterla imitare specialmente nella


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sua disponibilità alla volontà di Dio espressa in quella parolina che riassume tutto lo stile di Maria: ECCOMI ! Chi non lo conosce ? Qualcuno non è riuscito a percepirne la bellezza: ECCOMIsono la serva del Signore! Si tratta di dire SI alla volontà di Dio

mi offende, mi tratta male: ECCOMI, e rispondo ricambiando con il bene, amando; di fronte alla violenza e alla divisione cerco di promuovere il DIALOGO, di costruire ponti e non mura. Il Signore non ha mancato anche di metterci alla prova: la tentazione di

Pranzo sul Viale

Don Franco nella veste di Vescovo in una rievocazione storica

Don Franco agli inizi della Missione Cittadina, Germe dell’Unità Pastorale di Piove di Sacco

Don Franco in Maria nei Vangeli

sicuri che egli vuole il nostro bene sia nella gioia sia nel dolore; Egli ci è sempre accanto e ci sprona all’amore vicendevole, al perdono, alla comunione, all’accoglienza, all’umiltà. E’ come il RAGGIOdi sole che rende luminosa la vita! Quante volte ce lo siamo ricordato: quando c’è un ammalato o una persona sola o qualcuno che è nel bisogno … ECCOMIvado io ! Al lavoro qualcuno

dividerci, una malattia improvvisa, lo scoraggiamento nelle difficoltà: insieme ci siamo sostenuti fidandoci di Lui. Siamo stati creati uno accanto all’altro, fratelli e sorelle e così contribuire nel mondo alla fratellanza universale. Siamo tutti figli dello stesso Padre, fratelli in Gesù. Egli è presente in ogni persona “Qualunque cosa avete fatto a uno di questi fratelli più piccoli,

LO AVETE FATTO A ME”. Siamo riusciti anche a realizzare con questo spirito il PRANZO SUL VIALE coinvolgendo le parrocchie vicine, con la partecipazione di quasi 2000 persone che hanno corrisposto all’accoglienza calorosa. I molti volontari reclamizzavano nella maglietta di servizio lo slogan della festa: SERVIRE E’ AMARE. Gioia per chi amava servendo e per chi era servito. Don Franco Callegari 5


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Riflessioni sulla Parola di vita di Novembre

“CHI TRA VOI È PIÙ GRANDE SARÀ VOSTRO SERVO” (Mt 23,11)

Mentre leggo questa parola di vita e cerco di trovare qualche cosa di valido da scrivere, mi faccio queste domande: ma noi personalmente come consideriamo la grandezza di una persona? Tra le persone che conosco ci sono persone che considero grandi e come faccio a valutarlo? Come penso sia l’“essere

grandi”, e io come mi considero? Noi siamo abituati a giudicare una persona da come si presenta, da come si veste, dal portamento, dalla cultura, dall’educazione, stimiamo chi ha successo, chi ha lo yacht o altri beni di lusso… Anche se diciamo che non ci interessa, di fatto guardiamo a questo. Io mi considero grande perché ho queste cose o, perché non le ho, mi sento piccolo e bisognoso? Gesù in questo mese con la frase di Matteo mi sembra proprio ci chieda di riesaminare la nostra logica di catalogare le persone e di rivedere le relazioni che abbiamo con gli altri, di guardarli/di guardarci con occhi nuovi. Il Signore non ci ha detto di non essere grandi, ma di vivere con quell’atteggiamento tipicamente cristiano che ci sprona quotidianamente a mettere questa nostra grandezza al servizio dei fratelli.

Perché “Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo”. La grandezza è mettere al servizio degli altri, della salvaguardia del creato i propri talenti. Ognuno di noi quando ama è grande e spontaneamente offre la sua opportunità di servizio. Possiamo offrire l’esperienza sul lavoro, la sensibilità artistica, la nostra cultura, ma anche, semplicemente, la capacità di sorridere e di far sorridere, il nostro consolare e incoraggiare, ecc. Possiamo offrire il nostro tempo per ascoltare chi è nel dubbio o nel dolore. Possiamo mettere a disposizione le energie della giovinezza, ma anche la forza della preghiera quando quella fisica viene a mancare. Essere grandi allora è servire, certo questo non è facile, ma si inscrive nella logica dell’Amore, nella logica di colui che “è venuto per servire e non per essere servito”. È avere un amore evangelico e disinteressato che prima o poi accende nel fratello lo stesso desiderio di condivisione che rinnova tutti i rapporti tra i figli di un unico Padre. Luisa

Ritorna“Maria nei Vangeli” 16 Dicembre 2017 ore 20,45 in Santuario

Spettacolo recital teatrale interamente basato sulle note del Vangelo, sulla Vita di Maria, dall’annunciazione alla discesa dello Spirito Santo. Sarà un’occasione veramente imperdibile e unica per poter assistere veramente ad una rievocazione fedele agli atti del Vangelo, Per informazioni e/o Tel. 335 7408696 6

” issà i mo Ult !!! “Ch olo tac t e Sp

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Una lettura nutriente Una lettura nutriente Ho letto un libretto di Paolo Scquizzato,

“Ancor meglio tacendo”, sulla preghiera,

mia vita”; è nostro perché coinvolge in una relazione; non “Padre mio”, ma di tutta l’Umanità, di tutti noi fratelli,

la cui dedica mi ha subito sollecitata: “A mia madre, che m’insegnò a pregare”. Vorrei condividere con voi quello che ho colto di questa lettura, in particolare per la parte dedicata alla preghiera di Gesù, il “Padre nostro” che viene ripreso frase per frase dall’autore. Così, Dio è Padre con ciò che “ha compiuto e continua a compiere nella

uomini, donne, creature sotto lo stesso cielo… una preghiera splendidamente ecumenica. È un Padre che è nei cieli, nel cielo interiore di ognuno, nel proprio cuore, nel proprio essere profondo ma anche oltre “al di là di ogni pensiero, immaginazione, idea e possibilità di servirsene”. Il Suo nome è santificato

quando concretamente riusciamo a vivere le nostre relazioni nella benevolenza, il non giudizio, la gratuità sebbene con i nostri limiti: è in questo modo che viene il Suo regno, attraverso la nostra Umanità, i nostri doni naturali, il bello di Dio in noi. Allora può crescere la gioia, la libertà, la felicità, il Suo regno appunto. E la volontà del Padre è che facciamo fiorire questa nostra Umanità, rendendola feconda, generativa, seguendo la nostra coscienza profonda. L’autore, Don Paolo Scquizzato dice: “Non esiste alcuna “volontà di Dio” eteronoma ossia esterna all’uomo, cui bisogna corrispondere per avere la vita felice”. È riconoscendo e accogliendo l’Amore in noi ed incarnandolo con la nostra modalità più libera e vera di amare che possiamo percepire il cielo e la terra uniti. Le nostre relazioni da persona a persona sono anche il pane quotidiano, per amare e lasciarsi amare. Relazioni umane che possono portare alla Relazione con l’Eterno in noi, per cui “entro in contatto con Lui che si è fatto Pane, mi sfamo, la mia vita cresce, si compie e io divento veramente me stesso”. Tutto questo non possiamo tenerlo solo per noi stessi; quello che riceviamo e accogliamo dell’Amore del Padre, va condiviso, donato in famiglia, in comunità, nella società, come “pane spezzato”. E in questo cammino interiore e concreto, bisogna accettare di lasciarsi anche potare, come una pianta, affinché salga la linfa. Infine cercare il modo di elaborare in noi il male invece di riversarlo sugli altri, capire per perdonare e pregare perché “non abbiamo il potere di liberarci dalle strutture del male da soli”. Abbiamo fiducia, “Gesù è venuto a dirci che il Padre è più forte del male”, e con Lui, guardiamo anche a Maria, la Madre di Dio. Susanna Zancanaro

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T U L A S A L L E D A N N O D A M 21 NOVEMBRE – Presentazione della Beata Vergine Maria al Tempio

Se è vero che la Basilica di San Marco

è senza dubbio la chiesa più conosciuta di Venezia, è altrettanto vero che la Madonna della Salute è il santuario mariano più importante e amato della città. È una delle opere più fantasiose e raffinate del barocco italiano e si inserisce perfettamente nello straordinario contesto della città lagunare. La chiesa è sorta per volontà del governo della Serenissima per adempiere ad un voto fatto durante la peste del 1630. Il Senato Veneto ne affidò la costruzione a Baldassarre Longhena che così creò il suo capolavoro. La chiesa, posta all’imbocco del Canal Grande, offre agli occhi del viandante uno degli scorci più caratteristici e scenografici di Venezia. Ma il vero tesoro della basilica è costituito dall’immagine mariana che in esso si conserva e dalla spiritualità che in questo tempio si respira. Nel corso dell’anno la chiesa è immersa in un irreale silenzio che invita alla contemplazione. Solo nelle festività la basilica si anima di canti e di preghiere e in particolare il 21 novembre, festa della Madonna della Salute, e nei giorni precedenti, diventa la meta di una processione ininterrotta di pellegrini festanti che raggiungono il sacro tempio per offrire a Maria una candela di cera in segno di omaggio, affetto e riconoscenza e per invocarne ancora salute, serenità e pace. Dopo la peste del 1630 questa divenne la celebrazione mariana principale di tutto il Veneto Dominio e sicuramente per Venezia la ricorrenza religiosa più sentita dalla popolazione insieme alla festa del Redentore. E come avviene per il 8

Basilica Madonna della salute a Venezia Redentore, anche per la Madonna della Salute, per raggiungere più

agevolmente la basilica e consentire il passaggio della processione ufficiale


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U TE

delle Autorità civili, del Patriarca con il clero e degli innumerevoli devoti, viene

costruito un suggestivo ponte di barche tra le due rive del Canal Grande. È una tradizione che si rinnova ogni anno da più di tre secoli e una festa fra le più caratteristiche di Venezia. La maestosa basilica fu consacrata con rito solenne dal Patriarca di Venezia nel 1687 e sopra l’altare maggiore venne collocata la venerata immagine di Maria, una icona bizantina del XIII secolo giunta da Candia nel 1670 in attuazione del trattato di pace che consegnava l’isola di Creta in mano ai Turchi. Questa icona era denominata significativamente la “Mesopanditissa” cioè “Colei che si incontra prima” per essere poi guidati da Lei all’incontro con Cristo. La chiesa è dedicata alla “Presentazione della B.V. Maria al Tempio” la cui memoria liturgica ricorre proprio il 21 novembre ed è l’ultima festa mariana dell’anno liturgico. Inoltre è la terza festa del ciclo mariano: 8 settembre la Natività di Maria, 12 settembre il Santissimo Nome di Maria, impostole dopo la nascita, e 21 novembre appunto la Presentazione al Tempio di Maria, ancora in tenera età, per una sua singolare consacrazione a Dio. I suoi genitori Gioacchino ed Anna, infatti, dopo avere ardentemente desiderato e atteso a lungo la sua nascita, offrirono la loro bambina a Dio, nel Tempio di Gerusalemme, fin dall’infanzia. Ed ella ebbe il privilegio di nascere senza macchia e piena di grazia e di condurre una vita irreprensibile in attesa del compimento di un sublime destino, quello di diventare la Madre del Figlio di Dio. Giustamente, pertanto, il 21 novembre si celebra la festa di tutti i consacrati e in particolare delle Claustrali che sono dedite all’adorazione del Signore. Gli anni dell’infanzia di Maria Santissima furono silenziosi come la sua umiltà e i Vangeli mantengono il silenzio fino al momento dell’Annunciazione. La pietà popolare, però, ispirandosi ad alcuni passi dell’Antico e del Nuovo Testamento, elaborò ben presto alcuni

semplici racconti. Il primo testo che riguarda l’infanzia della Vergine si trova nel Protovangelo di Giacomo, uno scritto apocrifo del secondo secolo. Ma non si tratta di pura fantasia, perché è davvero plausibile che Maria sia stata presentata al Tempio, così come anche Maria e Giuseppe hanno portato il bambino Gesù al Tempio per presentarlo al Signore e fare l’offerta prescritta dalla legge (Vangelo di Luca, capitolo secondo). Il 21 novembre 543 a Gerusalemme la chiesa di Santa Maria Nova fu dedicata proprio alla Presentazione di Maria al Tempio. In seguito la festa si propagò in tutto l’Oriente e dal XIV secolo, per intervento dei Papi, venne estesa anche all’Occidente. Questo per evidenziare non solo che Maria, la serva del Signore, era ricolma di grazia e di bellezza, nell’anima e nel corpo, in tutto l’arco della sua vita, dalla sua immacolata concezione alla sua gloriosa assunzione, ma che tutto questo era per il Signore. Tutto in Maria era orientato a Cristo. Maria conosceva bene la Legge Mosaica e le profezie che annunciavano l’avvento del Salvatore, ascoltava le parole della Sacra Scrittura e le meditava nel suo cuore. La festa della Presentazione di Maria è l’espressione dell’appartenenza esclusiva della Madonna a Dio, della dedizione di tutta se stessa al mistero della salvezza. Al centro del grande disegno pavimentale della Basilica della Salute c’è la seguente scritta latina “Unde origo inde salus”. Essa sta a significare che da Maria ebbe origine Venezia (fondata secondo la tradizione il 25 marzo 421, festa dell’Annunziazione), da Maria ottenne salvezza Venezia nel 1630 dalla più terribile pestilenza della sua storia. A Maria ci rivolgiamo fiduciosi anche noi per implorare la salute del corpo e la salvezza dell’anima. Maurizio Pengo Novembre 2017

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Cronache in Santuario Simone e Martina Trolese Domenica

24 Settembre 2017 festeggiano il battesimo del figlio Manuel

Enrico e Serena Sorgato Domenica 1 Ottobre 2017 Festeggiano il battesimo della figlia Emma. Clemente Mattia e Casotto Elena Domenica 22 Ottobre 2017 festeggiano il battesimo della figlia Nina

Silvia Bortolami e Cristiano Bergo Domenica 22 Ottobre 2017 festeggiano il battesimo del figlio Edoardo.

Sabato 11 Novembre festa del Patrono S. Martino, Don Franco e Don Battista per il loro 50°mo di ordinazione sacerdotale, hanno presieduto la concelebrazione. Mentre Don Battista ha svolto la funzione di celebrante principale, Don Franco ha tenuto l’omelia nella quale ha voluto raccontare lo spirito con cui ha vissuto i cinquant’anni di sacerdozio: i suoi punti fermi sono l’amore reciproco, il senso vivo della presenza di Gesù nell’Eucaristia e nel fratello, il sì alla volontà di Dio come Maria e come Gesù nell’abbandono in croce. 10


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“CHI CREDE IN ME,ANCHE SE MORTO, VIVRÀ”. GV. 11, 25

Se conoscessi il mistero immenso del Cielo dove ora vivo, questi orizzonti senza fine, questa luce che tutto investe e penetra, non piangeresti, se mi ami! Sono ormai assorbito nell'incanto di Dio nella sua sconfinata bellezza. Le cose di un tempo sono così piccole al confronto! Mi è rimasto l'amore di te, una tenerezza dilatata che tu neppure immagini. Vivo in una gioia purissima. Nelle angustie del tempo pensa a questa casa ove un giorno saremo riuniti oltre la morte, dissetati alla fonte inestinguibile della gioia e dell'amore infinito. Non piangere se veramente mi ami!

(Sant’Agostino)

Maria Colomba Pittarello 06.09.1906-03.11.1994

02.07.1942-13.11.2000

Alfredo Luise

Domenico Polimeni

Pengo Gianfranco

09.07.1936 -12.01.2015

18.11.1968-03.04.2016

Mansour Dott.Fadil nato. a Tiberiade (Palestina) 17.04.1944 - 13.10.2017 Dolo (VE)

Marco D'Ambrosi

07.09.1980-01.05.2017

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È entrato nel mondo”

L’altare dedicato a Maria

“Da Nazaret di Galilea, per un centinaio di kilometri verso sud, a piedi e umile mezzo, giungono a Betlemme di Giudea, nel mite inverno e provati dal viaggio, una giovane donna incinta, presto mamma, Maria, assieme al suo sposo, di nome Giuseppe. Cercano un posto accogliente e riparato, per il prossimo nascituro. Cercano con fiducia, pazienza, forse anche preoccupati in questi giorni affollati del censimento di Cesare Augusto. Chiedono alloggio in più parti, quando per Provvidenza, trovano appartata una stalla con semplici elementi: qualche animale, paglia a sufficienza, una mangiatoia di legno amorevolmente sistemata. E l’evento, straordinariamente naturale, della nuova prima Creatura, il Cristo Vivente che entra nella storia, splendente d’Amore, Pace, Luce, nella notte di un mondo salvato sotto lo sguardo pienamente amorevole e tenero di Maria.

L’interno del Santuario

L’entrata dal Chiostro

Susanna Zancanaro

Vista Esterna del Santuario

La Chiesa prima degli anni 50

Il Chiostro interno

Vista esterna del Santuario negli anni 60

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