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Notiziario trimestrale delle Sezioni del Club Alpino Italiano di Alessandria, Acqui Terme, Casale Monf., Ovada, San Salvatore Monf., Tortona, Valenza Autorizzazione Trib. di Casale n. 155 del 27.2.1985 - Direttore Responsabile Diego Cartasegna - Direzione e Amministr. Via Rivetta, 17 Casale Monferrato Redazione Stampa Tipografia Barberis snc San Salvatore Monferrato “Spedizione in a. p. art. 2 comma 20/c legge 662/96 - Filiale di Alessandria” Anno XXIII - Num. 2 - APRILE 2012 __________________________________________________

PROTOCOLLO DI INTESA TRA PROVINCIA DI ALESSANDRIA E CAI

Il 14 marzo scorso a Palazzo Ghilini è stato firmato il rinnovo del protocollo di intesa tra Provincia di Alessandria e Club Alpino Italiano - Regione Piemonte per la manutenzione e segnalazione dei sentieri inseriti nel catasto regionale. “È un utile strumento per tenere in ordine la rete dei sentieri della Provincia di Alessandria, che conta più di 1350 km di sentieri - ha detto Carlo Massa, Assessore ai Parchi e Aeree protette - per la cui segnalazione e manutenzione sono stati presentati progetti dalla Provincia stessa e dagli enti “aggregati” del territorio. L’accordo con il CAI permette di attivare una collaborazione tra i volontari dell’associazione e l’Assessorato Parchi e Sentieristica per monitorare la Rete e aggiornarla con l’implementazione di nuovi sentieri e percorsi. Il Presidente del CAI regionale Gino Geninatti ha suggellato con la firma del protocollo di intesa un periodo che ha visto il CAI assumere un ruolo importante in Piemonte, proprio per i finanziamenti che hanno consentito di far confluire fondi per il potenziamento della rete sentieristica regionale, con la creazione di nuovi posti tappa, la sistemazione di molti tratti franati, la creazione dei sentieri accessibili ai disabili e la pubblicazione di guide escursionistiche e carte dei sentieri, come la guida “Nelle Terre del Drago” edita dalla Provincia di Alessandria.

Lo scandalo in una società che fonda tutto sulla sicurezza

ALPINISMO: RISCHIO O PERICOLO?

Rischi e pericoli dell’alpinismo in una società fondata sulla sicurezza e sulla prevedibilità tecno-scientifica, questo è il tema dibattuto al Palamonti di Bergamo nel novembre 2011. Organizzato dalla C.N.S.A.S.A. e dal C.A.A.I., sono intervenuti numerosi relatori di spicco, quale Bernard Amy, Spiro dalla Porta Xidias, Erik Svab e il past President Annibale Salsa, il cui intervento mi è parso molto interessante. Cercherò di rielaborarlo e di riassumerlo nelle sue linee essenziali. Per rispondere all’interrogativo del titolo, farò un’analisi condotta sulla base di una griglia socioantropologica che rifletta sulle parole; queste in sé hanno un peso, non sono una semplice flactus vocis, una semplice emissione di voce, non sono una semplice convenzione. Rimandano a precisi concetti, i quali rimandano a loro volta a delle pratiche vissute. In primo luogo dobbiamo prendere coscienza in quale tipo di società ci troviamo attualmente. Sappiamo tutto sulla legislazione e che si legifera molto in materia di sicurezza perché oggi noi siamo in una società che pone al suo centro la sicurezza totale. E la pone perché in una società fondata sull’ideologia della scienza (non sulla scienza che è un’altra cosa) e sulla ideologia della tecnica, diventa scandaloso non riuscire a regolarizzare e a prevedere. Ecco l’altro concetto, a prevedere, termine che in greco è l’etimologia di matematica, il sapere previsionale. La nostra è quindi una società previsionale, ha l’esigenza di prevedere tutto e nulla le può sfuggire. Se così non fosse rimanderebbe alla società premoderna che era una società magico-religiosa, dove non tutto poteva essere previsto e quindi rimandava alla dimensione del magico, del religioso, del divino. Questo è il salto che ha come punto di separazione cronologico l’illuminismo, rappresentante la modernità, e l’alpinismo è figlio dell’illuminismo perché, ad esempio, la salita al Monte Bianco è stata dettata da una volontà di conoscenza in senso oggettivo. Questo è il modello culturale dominante, egemone della società contemporanea. Non se ne può uscire soggettivamente e, provandoci, ci si pone fuori dalla cultura dominante che è quella della società securitaria dove non è ammesso, anzi diventa

scandaloso, il fatto di non prevedere sempre quello che si va a fare. Ecco perché genera scandalo l’incidente in montagna, ecco perché suscita scandalo l’incidente alpinistico: l’alpinismo è una delle pratiche sociali che sfugge al paradigma della società securitaria, perché nell’alpinismo non tutto può essere previsto. Il modello securitario nasce nel momento in cui nasce il sistema assicurativo. Le assicurazioni rappresentano il salto di paradigma da una società non assicurata e quindi non prevedibile, ad una società della sicurezza totale. Le merci che allora viaggiavano nell’oceano potevano essere esposte a delle insidie, nasceva l’esigenza di prevedere tutto e se le merci non arrivavano a destinazione, si cominciava a pagare. Il modello assicurativo è quindi figlio della cultura della sicurezza e quindi della cultura del rischio. Alla luce degli studi e delle ricerche contemporanee, nelle scienze sociali e cioè nella sociologia, nell’antropologia e nella psicologia sociale, il concetto di rischio non si abbina più col concetto di pericolo. Il concetto di rischio è il rovescio della medaglia della sicurezza, tanto è vero che i sociologi definiscono la nostra società, società della sicurezza o del rischio, non più del pericolo, perché quest’ultima è una società premoderna. Qual è allora la differenza tra rischio e pericolo? Gli antropologi e i sociologi l’hanno posta all’attenzione della comunità scientifica. Il rischio si collega alla concezione della sicurezza calcolata, al calcolo matematico, al calcolo statistico e quindi il rischio è sempre calcolato. Tradotto in termini alpinistici o arrampiSegue a pag. 3

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Sentieristica


2 L’evento si svolgerà dal 17 al 22 aprile prossimi

IL CAI ALESSANDRIA A LIBRINFESTA Alla 9a edizione di Librinfesta (17-22 aprile), il tradizionale appuntamento letterario per i ragazzi delle scuole alessandrine, la sezione alessandrina del CAI sarà protagonista della serata di gala durante la quale presenterà la videoproiezione realizzata in occasione della spedizione in Perù nel 2008. Infatti quest’anno la manifestazione ha come paese ospite proprio il Perù e l’organizzatore, l’associazione culturale “Il Contastorie”, ha chiesto la partecipazione della sezione che ha aderito in modo entusiasta visto il valore dell’iniziativa. Sarà anche l’occasione di salutare l’amico Edgar Roca, la guida andina della spedizione Perù 2008, che sarà presente alla serata di venerdì 20 aprile 2012. La presidentessa de Il Contastorie, Rosalba Malta, ci racconta i particolari della manifestazione. “Librinfesta, (festival della letteratura per bambini e ragazzi di Alessandria), è la più importante manifestazione relativa alla letteratura per ragazzi della provincia di Alessandria e rappresenta uno degli eventi più seguiti (oltre 4.000 presenze nei sette giorni dell’ultima edizione) nell’ambito della diffusione della cultura letteraria. L’obiettivo

primario del Festival è diffondere i temi della letteratura per ragazzi attraverso la condivisione, la comunicazione e la partecipazione attiva agli eventi. Il Festival si è contraddistinto sin dalla sua prima edizione per la creazione di un modello di sostenibilità economica in grado di costruire e mantenere negli anni solide partnership con istituzioni pubbliche e imprese private. La prossima edizione del Festival, che avrà il patrocinio del Salone Internazionale del Libro di Torino, si svolgerà dal 17 al 21 aprile. Il Festival ha scelto per la sua 9a edizione il titolo significativo “Dalla Terra alla Luna e ritorno” per parlare di Scienza e Fantascienza. Il programma del Festival prevede, oltre a conferenze divulgative, mostre scientifiche, tavole rotonde e caffè letterari, spettacoli teatrali e laboratori, un’iniziativa dal titolo “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, con la partecipazione di autori e illustratori. Saranno presenti, tra gli altri, Anna Lavatelli, Bruno Tognolini, Pino Pace, Andrea Valente, Annalisa Strada, Guido Sgardoli, Guido Quarzo, Simone Frasca, Emanuela Bussolati, Sofia Gallo, Francesca Ruggiu Traversi. Inoltre la mani-

Referendum caccia

CAI Casale Monferrato

IL TAR Piemonte, accogliendo la richiesta di referendum per modificare le norme che regolano l’attività venatoria, ad opera di associazioni ambientaliste che hanno raccolto 60.000 firme, ha invitato la giunta regionale di fissarne la data (sarà domenica 3 giugno). Si spera tuttavia che la Giunta Regionale provveda a modificare l’attuale legge impedendo la caccia ad animali in via di estinzione, e impedisca lo sperpero dei 20 milioni necessari allo svolgimento del referendum. Tuttavia, qualora ciò non si verificasse, riteniamo che il CAI, almeno a livello provinciale, debba essere in prima linea nel promuovere il buon esito della consultazione. Ricordiamo che il nostro statuto recita all’articolo 1 che il CAI “ha per scopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale”. Chiediamo pertanto all’Intersezionale di prendere contatto con le associazioni promotrici del referendum per intraprendere iniziative comuni. Enrico Bruschi

Si intensifica l’attività di alpinismo giovanile della sezione, che vede ormai in pieno svolgimento le attività programmate per i diversi gruppi. Primo ad iniziare l’attività il gruppo Guide (16 iscritti delle scuole medie inferiori) con le escursioni con ciaspole di gennaio e febbraio, la cui attività prevede uscite di escursionismo, arrampicata, ferrate, che si protrarranno fino ad ottobre. A fine febbraio è iniziata anche l’attività del gruppo Esploratori (34 iscritti di 1a, 2a e 3a elementare) con le escursioni alla scoperta dei segreti delle colline del Monferrato e del gruppo Pionieri (42 iscritti di 4a e 5a elementare), con le uscite di febbraio e marzo sull’Appennino Ligure. A febbraio è iniziato anche il corso di AG per il gruppo Trekker (14 iscritti delle medie superiori) con le lezioni di meteorologia e sulla realtà del CAI e con la salita con ciaspole al rifugio Jervis in Valle dell’Orco. A questo corso collaborano anche gli AAG Egisto Massarotto, Sezione S. Salvatore e Giulio Salini, Sezione Alessandria, a testimonianza dell’utilità di una collaborazione tra le Sezioni della Provincia, che auspichiamo possa ulteriormente rafforzarsi. Accanto alle già numerose attività previste dal programma 2012 il gruppo AG di Casale Monferrato ha avviato altri due progetti significativi: il progetto “Crescita equilibrata”, in collaborazione con il servizio di dietologia dell’ASL AL ed un progetto di ripristino di sentieri nella zona delle Cinque Terre, in collaborazione con la Sezione di La Spezia. Il primo progetto, che coinvolge le terze classi elementari di due scuole casalesi e tre di paesi limitrofi, ha visto una prima fase in cui la responsabile del servizio di dietologia Dr.ssa Caprino, accompagnata dai responsabili CAI dell’iniziativa, ha effettuato incontri informativi con insegnanti e genitori e la valutazione antropometrica, tramite impedenziometria, di tutti gli alunni partecipanti. Inizia ora un ciclo di otto escursioni, con partenza dalle scuole,

festazione avrà ospite il prof. Carlo Alberto Redi, accademico dei Lincei Mananging Editor Histochemistry, membro del Comitato Nazionale Biosicurezza, Biotecnologie e Scienze della vita, laboratorio di Biologia dello Sviluppo - Dipartimento di Biologia e Biotecnologie Lazzaro Spallanzani. Il professore presenterà il suo ultimo libro “Il Biologo furioso”. Il Paese ospite di quest’anno sarà il Perù, con i suoi autori, le leggende, le tradizioni letterarie e non. Grazie alla consulenza della scrittrice Anna Lavatelli, che ha con il Perù un rapporto privilegiato, sono state organizzate due giornate peruviane. Alla presenza del Console Peruviano a Torino, autori ed ospiti ci condurranno in un viaggio virtuale alla scoperta del panorama letterario (e non solo) del Perù. E a proposito di viaggi, non potrà mancare, nella serata del 20 Aprile, il racconto della spedizione andina condotta nell’estate del 2008 dalla sezione di Alessandria del CAI. Attraverso immagini e testimonianze, in pieno spirito contastorie, raggiungeremo la vetta a cui è stato attribuito il nome della città di Alessandria.

UN APPELLO AL CAI ALPINISMO GIOVANILE

Sezione di Valenza

NUOVO DIRETTIVO

Nel corso dell’Assemblea Generale dei soci è stato eletto il nuovo Consiglio Direttivo che guiderà il sodalizio nel triennio 20122014. Sono stati eletti: Maria Bajardi, Emilio Buzio, Fausto Capra, Marilena Dealessi, Enzo Francescato, Pergiorgio Manfredi, Ermes Moraglio, Giovanni Omodeo, Alberto Piacentini, Giovanni Sisto e Stefano Sisto. Nel corso della stessa Assemblea è stato nominato il Collegio dei revisori dei conti composto da Marco Demartini, Giorgio Indri e Mario Zannoli. Durante la prima riunione del nuovo organismo dirigente sono stati riconfermati Fausto Capra, Giovanni Omodeo, Giovanni Sisto, Alberto Piacentini rispettivamente nelle cariche di Presidente, Vice Presidente, Segretario e Tesoriere.

volte a trasmettere la necessità di associare l’attività fisica, in particolare il cammino, ad una corretta alimentazione, per ottenere una “crescita equilibrata”. Il secondo progetto è partito sabato 11 e domenica 12 marzo con il ripristino di due sentieri, il n° 58/c dal comune di Pignone alla frazione di Casale, devastata dall’alluvione dello scorso ottobre e del sentiero n° 6 che da Pignone porta al monte Malpertuso, sul crinale che sovrasta Monterosso, effettuato da cinque accompagnatori di AG e cinque studenti, armati di motoseghe, falcetti, pale e picconi, con un risultato estremamente soddisfacente. Alessandro, Davide, Mario, Stefano, della V scientifico e Suria, ultimo anno della scuola orafa, si sono rapidamente adattati a estirpare rovi e a ripristinare con piccone e pala i tratti franati, ottenendo risultati positivi al di là delle aspettative. Il risultato del loro lavoro, ha avuto come riscontro la calorosissima accoglienza della pro loco di Casale, che ha festeggiato il gruppo con un’abbondantissima e ottima cena, gratificandoli, a detta loro, molto più del sabato sera in discoteca. Anche il potente russare di un accompagnatore, che li ha costretti nottetempo a spostare le brandine, è stato vissuto come un gioco divertente. L’ultima gratificazione, domenica pomeriggio dopo tanta fatica, un fresco pediluvio sulla spiaggia di Monterosso.


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ALPINISMO: RISCHIO O PERICOLO?

catori, una salita legata alla cultura del rischio è la salita plasir, con spits ravvicinati, o il free climbing. L’alpinismo classico, quello trad, spesso estremo, al quale noi ci richiamiamo idealmente ed emotivamente non può essere legato alla cultura del rischio (che è la cultura securitaria), ma alla cultura del pericolo. Mentre il rischio è legato alla prevedibilità degli eventi, secondo il modello di riferimento logico-matematico-statistico, il pericolo no. Il pericolo è legato a una dimensione che la modernità rifiuta, è legato alla dimensione della fatalità e di fronte alla fatalità nulla si può fare. I meccanismi di attenuazione del pericolo sono meccanismi di tipo fideistico, invocazione al divino, la preghiera per il credente, non sono la misura della società calcolata e calcolante tecnocratica. Ecco perché i mezzi di comunicazione di massa si scandalizzano quando scrivono che l’alpinismo genera vittime o si scandalizzano addirittura della caduta delle crode dolomitiche o dei Drus. L’alpinismo non può essere soggetto della società moderna, al lessico computazionale e assicurativo. Ecco perché crescono anche le esposizioni delle assicurazioni quando devono pagare, perché sono realtà che non si coniugano facilmente tra loro. Lasciare all’alpinismo un margine di pericolosità è incompatibile con la cultura dominante, con la cultura egemone, ecco perché genera scandalo. Le leggi sulla sicurezza addirittura impediscono di andare a mangiare la polenta ad un rifugio se il terreno è innevato! L’alpinismo è quindi pertanto fuorigioco nella società moderna, mentre l’arrampicata sportiva è in linea con la società dominante, con la società securitaria che deve e vuole prevedere tutto.

L’imprevedibilità degli eventi è esclusa, poiché non sempre è possibile trovare il capro espiatorio. Diceva una grande antropologa inglese, Mary Douglas, che con la cultura del rischio qualcuno deve sempre pagare. Se si stabilisce l’equazione sicurezza-rischio, cioè se il rischio è il rovescio della medaglia della sicurezza, allora si deve sempre andare a ricercare il colpevole. Il pericolo è figlio del modello feudale, del modello premoderno, ha in sé l’imprevedibilità dell’evento, non sempre si trova il colpevole. Un alpinista può essere il più bravo, una guida la più brava, ma di fronte all’imprevedibilità dell’evento non c’è bravura che tenga. E questo è scandalo. Siamo quindi in una società che monetizza tutto, è una società calcolante e, da Cartesio in poi, vale il modello calcolante-

computazionale. Quando la società si trova dei modelli che le sono oppositivi grida allo scandalo. Ecco perché i giornali gridano allo scandalo quando cade un alpinista, quando cade una guida o quando uno speleologo non esce dalla grotta. Si deve sempre cercare il responsabile, che può essere l’alpinista; costui come si permette di andare negli spazi liberi? Perché va a cacciarsi nei guai? Perché ripete vie sulle grandi pareti con roccia non sempre buona e poco chiodata? Noi enunciamo un concetto di libertà, ma la libertà si può coniugare in modi diversi: può essere libertà di… o libertà da… Riflettiamo su questi concetti. Noi invochiamo la libertà di… La montagna è sempre stata quasi del tutto luogo della libertà di… Ancora un concetto. Noi oggi parliamo sempre di più e a sproposito di limite. La massima ideologia contemporanea spinge nella direzione di una società off-limits e verso una società no-limits. C’è da dire che oggettivamente non si può stabilire un limite in quanto questo è un fatto soggettivo: dove posso arrivare io non può arrivare un altro o qualcun altro può arrivare oltre il mio limite. Il limite viene sempre riscritto, ma ci deve essere. La cultura del limite ha sempre fatto parte della cultura alpinistica ed è sempre stata introiettata dagli alpinisti attraverso un processo di autoformazione educativa. La società dominante predica come paradigma culturale il no-limits, diseducativo per i giovani di oggi, per il mondo della scuola come metodo di riferimento. Si manifesta quindi questa grande contraddizione. Da una parte il rischio calcolato, dall’altra il no-limits. Noi oggi ci troviamo ad oscillare tra questi due poli. Ed è proprio per queste ragioni che l’alpinismo fa scandalo per la post-modernità. Gianni Ghiglione - CAAI

L’iniziative della Sezione di Ovada

30 VETTE PER IL TRENTENNALE

Per festeggiare adeguatamente i 30 anni di fondazione, la sezione CAI di Ovada ha deciso una serie di iniziative. La più rilevante è “Trenta vette per il Trentennale”, in programma nel prossimo autunno, in una data compresa tra il 23 settembre e il 14 ottobre. Nella giornata prescelta i soci, suddivisi in “squadre”, saliranno contemporaneamente su trenta cime situate sull’Appennino, tutte nei dintorni di Ovada (con ovvio sconfinamento anche in territorio ligure) e si ritroveranno ad un’ora prestabilita sulle vette, con ovvi saluti reciproci, sia “a vista” (ove possibile) sia per mezzo del telefono. La scelta è stata dettata dalla volontà di coinvolgere il maggior numero di iscritti in questi festeggiamenti e proprio nei luoghi più frequentati durante le escursioni organizzate dalla sezione in area “ovadese”. Il Tobbio, il Tugello, il Figne, la Colma, il Pracaban, il Poggio, la Costa Lavezzara, il Pavaglione sono alcune delle cime prescelte, tra quelle “note”. Ma nell’elenco ci sono anche altri rilievi “minori” e meno conosciuti: tra questi anche le Ciazze,

un’altura di poco superiore ai 730 metri, che tuttavia rappresenta la massima elevazione presente sul territorio comunale di Ovada. E poi ci sono ancora il Bric dei ladri, il Bric degli Alberghi, il Saliera ed altre montagne modeste e semisconosciute della zona. La festa del Trentennale sarà l’occasione di salire su di esse e magari di scoprire, a due passi da casa, delle “minivette” che offrono panorami interessanti. Il materiale fotografico raccolto sarà poi inserito nella mostra in programma a dicembre, negli spazi espositivi di piazza Cereseto ad Ovada, dove gli artisti (di arti figurative) che sono iscritti alla sezione presente-

ranno le loro creazioni, nelle quali utilizzeranno diverse tecniche e diversi materiali. Insomma, un programma per il Trentennale centrato sul territorio, sulla sua valorizzazione e, accanto a questa, sulla valorizzazione delle risorse umane interne alla sezione, nelle loro più svariate forme. Diego Cartasegna


4 Sezione di Casale Monferrato, con le ciaspole

ALLA SCOPERTA DELLA VAL CLARÉE Stiamo camminando, ciaspole ai piedi, tutti in fila, verso il culmine dell’ampia sella nevosa del Col des Thures, completamente priva di vegetazione. La neve è crostosa, molto lavorata dai venti che abitualmente spazzano questo brullo vallone sospeso, formato durante l’ultima glaciazione dalle spinte contrapposte dei due ghiacciai che occupavano completamente la val Clarée e la valle Stretta. Per arrivare fino qui partendo da Roubion abbiamo percorso una stretta valle dominata da curiose formazioni calcaree, dove la nostra guida, Luc, un simpatico brianconnais che parla italiano come l’ispettore Clouseau, ci ha fatto notare le tracce lasciate sulla neve dagli scoiattoli e dalla lepre variabile. Poi abbiamo risalito una ripida pineta, affrontando un impegnativo traverso

cio con gli oltre 40 km di piste ben preparate che offre la valle, ma, invece di raccontarci com’era la qualità della neve, quali paraffine utilizzate o la difficoltà delle piste, ci descrivono con entusiasmo quello che hanno mangiato o bevuto alla birreria du Chevalier Barbut. Insomma, la vacanza sarà breve e bisogna gustarla in fretta! La sera ci sistemiamo al confortevole albergo Les Charmottes, a Roubion, e l’appetito conseguente alla lunga giornata ci fa rendere onore anche a uno spezzatino di tacchino che in altre occasioni sarebbe stato sicuramente lasciato raffreddare al centro del tavolo. Le porzioni di dolci che vediamo asportate dal buffet ci rendono sicuri che domani tutti avranno le energie necessarie per affrontare l’attività preferita. Il Sabato si annuncia con un’alba radiosa e

Verso il Col des Thures

ghiacciato poco prima di approdare al bordo inferiore del vallone sospeso. Ci segue, a pochi minuti di distanza, un altro gruppo di ciaspolatori che procede esattamente sulla nostra traccia. Siamo arrivati a Nevache due giorni fa, Venerdì 19 Febbraio, con il pullman organizzato, come ogni inverno, dalla commissione di sci di fondo e escursionismo invernale della sezione di Casale Monferrato del CAI, con l’indispensabile supporto del segretario. Posti esauriti come ogni anno, e il gruppo di sci alpinisti che si è aggregato, che già conosceva le potenzialità escursionistiche della selvaggia e immensa val Clarée, ha dovuto spostarsi con tre macchine. Il Venerdì, guidati da Antonio, il nostro Presidente, che non segue gli amici sci alpinisti a causa di un forte raffreddamento che lo affligge da alcuni giorni, dopo aver percorso a lungo il fondovalle puntiamo decisamente a Sud per risalire il Vallon de Chardonnet, fino all’omonimo rifugio. Qui la maggior parte degli escursionisti, considerato che la sveglia questa mattina è suonata alle quattro e mezza, si dichiara soddisfatta, mentre un gruppo di irriducibili vuole sfruttare fino in fondo la magnifica giornata di sole e si avvia alla volta del Col de Chardonnet. Rientrati a Nevache, ritroviamo gli amici fondisti, che hanno avuto un buon approc-

un cielo completamente sgombro da nubi. Il gruppo degli sci alpinisti, arricchito dall’arrivo degli amici di Gabiano e di Stefano con la sua tavola, si dirige verso la testata della valle, i fondisti aspettano che le piste siano invase dal sole (di freddo ne abbiamo avuto abbastanza a casa), e gli escursionisti

Il gruppo al Col des Thures

si dirigono al vallon de Buffere. Raggiunto, dopo ripida risalita in un bosco misto di conifere, il Refuge de Buffere, alcuni decidono di provarne la cucina. Gli altri si dividono in due gruppi: uno che raggiungerà il Col de Buffere con lunga risalita di questo ampio vallone pieno di sole, e un altro che raggiungerà la sommità della Crete de Baude, a circa 2600 m, con percorso più breve ma decisamente più ripido. Qui, sugli ultimi duecento metri di dislivello, Edo ci mette tutti in fila, facendo valere i suoi tredici anni per 38 chili. Al ritorno al rifugio ci concediamo una birra che consideriamo assolutamente meritata, (per la mamma di Edo: lui ha bevuto coca-cola, non preoccuparti), poi di corsa giù illuminati dagli ultimi raggi di sole. Al rientro in albergo ci attende un’amara sorpresa, che avrebbe piegato uomini meno duri di noi: non funzionano né la Jacuzzi né la sauna! Incassato questo duro colpo, ci consoliamo con un’ottima e abbondante cena. La domenica si apre nuovamente con il cielo terso. Antonio si dichiara guarito e si aggrega al gruppo degli sci alpinisti, i fondisti si preparano a percorrere per l’ultima volta queste belle piste e gli escursionisti, calzate le ciaspole a pochi minuti dall’albergo, divisi in due gruppi, accompagnati da due guide salite da Briancon, si avviano verso il Col des Thures. Quando raggiungiamo la palina segnaletica che indica il colle, ammiriamo davanti a noi la mole del Monte Thabor, che chiude la Valle Stretta. Attendiamo l’arrivo del secondo gruppo, scattiamo le rituali foto di gruppo indugiando con lo sguardo sui valloni che abbiamo risalito i giorni precedenti, poi scendiamo verso l’alpe di Thures per consumare uno spuntino. Il vento freddo che si alza improvvisamente ci ricorda che l’inverno non è finito e ci invita a rivestirci e a scendere senza fermarsi ancora. Tornati a Roubion, crepes e birra, e cominciamo già a chiederci dove andremo il prossimo inverno. Non lo sappiamo ancora, tenete d’occhio il programma del CAI di Casale Monferrato. Claudio Ferrando


5 Sezione “Nanni Zunino” di Acqui Terme

CINQUE TORRI: DECIMA EDIZIONE Siamo arrivati alla Decima edizione del Giro delle Cinque Torri. L’appuntamento è per il 22 Aprile a Monastero. La Manifestazione è cresciuta di anno in anno sino a diventare la più importante manifestazione Escursionistica del territorio delle Langhe Astigiane. Questa edizione ha il Patrocinio del CAI Regionale che ne ha riconosciuto l’importanza inserendola fra le Manifestazioni di importanza Regionale. La Manifestazione è gestita dalla Sezione del CAI di Acqui in collaborazione con i Comuni, le Pro Loco e la Protezione Civile di Monastero, S. Giorgio Scarampi, Olmo Gentile, Roccaverano. Come da tradizione è possibile la scelta fra due percorsi di pari bellezza che si differenziano solo per i tempi di percorrenza .

Il tracciato classico ha la partenza da Monastero, in Piazza Castello, alle ore 8 con percorrenza di circa 8 ore . Il tracciato breve inizia con un trasferimento in pullman alle ore 8.30 da Monastero a San Giorgio Scarampi e di qui partenza a piedi con una percorrenza di circa 5 ore. Due le novità per la Decima edizione . La prima è che prenderà il via la prima edizione del “5 T Bike” escursione non competitiva in Mountain-Bike con partenza alle ore 7.45. Il tracciato, che presenta una salita piuttosto lunga ed alcune discese tecniche, è pertanto consigliato a ciclisti di buona capacità. L’altra novità è che il percorso della Cinque Torri è stato scelto per una uscita del 2° Corso di Alpinismo Giovanile delle Sezioni di Novi, Ovada ed Acqui. È un riconoscimento importante per un Sentiero che ha l’ambizione di rappresentare qualcosa di più di una camminata. La Sezione di Acqui ringrazia la Direzione del Corso. Per tutti il ritrovo è nella Piazza del Castello di Monastero alle ore 7.00 per l’iscrizione (a pagamento) entro le ore 7.30. Durante il percorso sono previsti dei posti sosta e all’arrivo la tradizionale polenta finale. Il Sentiero delle Cinque Torri è costituito da un percorso ad anello che partendo da Monastero collega le Torri medioeva-

li di Monastero, San Giorgio Scarampi, Olmo Gentile, Roccaverano, Vengore. Durante il percorso sono visibili anche le torri di Perletto, Denice e Castelletto d’Erro. Tutte queste Torri costituivano la linea di difesa della Marca dei Marchesi del Carretto che in quei tempi controllavano buona parte delle Langhe e dell’Appennino Ligure. Percorrere il percorso delle Cinque Torri, oltre che una piacevole escursione , è anche rivivere la storia del territorio che ospita la camminata. La Sezione di Acqui ringrazia le Sezioni del CAI che hanno messo in calendario la manifestazione e tutti coloro che vorranno partecipare e si augura, complice il bel tempo, di superare, con questa “speciale” edizione, il numero di partecipanti, già importante, delle passate manifestazioni.

Un corso organizzato dalle sezioni di Acqui Terme, Novi Ligure e Ovada

A Valenza il 21 Aprile prossimo

ALPINISMO PER I GIOVANI Le sezioni CAI di Ovada, Acqui Terme e Novi Ligure organizzano un corso di alpinismo giovanile aperto a tutti, anche a chi muove i primi passi in montagna. L’iniziativa è rivolta a ragazze e ragazzi dagli 8 ai 17 anni. Sono previste escursioni (suddivise per fasce omogenee di età) ed attività teoriche. L’alpinismo giovanile vuole far vivere la montagna in modo gioioso e soprattutto in sicurezza ed il CAI ritiene che l’ambiente montano sia il più idoneo a realizzare esperienze formative che aiutino i giovani a crescere sotto il profilo tecnico, culturale, umano e spirituale. Per partecipare al corso non è necessario possedere doti particolari: basta avere voglia di camminare, osservare, divertirsi e condividere coi compagni il piacere di andare per i monti. I temi principali che saranno trattati sono i valori e la cultura della montagna, il movimento (camminare e arrampicare), l’orientamento, l’ambiente e la sicurezza. La quota di partecipazione comprende l’iscrizione al CAI, l’assicurazione, il materiale didattico e l’uso del materiale tecnico comune. Il corso si svolgerà indicativamente da marzo fino ad ottobre di quest’anno. Le lezioni saranno tenute nelle sezioni di Ovada, Novi Ligure ed Acqui Terme il sabato pomeriggio e le escursioni si svolgeranno di norma di domenica.

Per informazioni rivolgersi alle sezioni, dove è disponibile il programma dettagliato del corso: Sezione di Ovada - via Gilardini 9 - tel. 0143822578 - email ovada@cai.it - aperta il mercoledì e venerdì sera. Sezione di Novi Ligure - via Cavallotti 65A tel. 01432510 - email noviligure@cai.it aperta il mercoledì e venerdì sera. Sezione di Acqui Terme - via Monteverde 44 - tel. 014456093 - email caiacquiterme@alice.it - aperta il giovedì sera. Il Direttore del corso, che è stato approvato dall’organo tecnico territoriale di competenza, la commissione interregionale di Alpinismo Giovanile di Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta, è Gian Carlo Berchi (tel. 3356402369).

RESPONSABILITÀ DEL CAPO GITA

A Valenza, nei locali della Sezione del CAI, sabato 21 Aprile a partire dalle ore 9 si terrà un incontro di approfondimento su: Responsabilità del Capo Gita, la Copertura Assicurativa del CAI, sentieristica, approfondimenti normativi. Alla riunione, organizzata dal Coordinamento Sezioni Provincia di Alessandria, sono invitati i Presidenti delle Sezioni, i membri dei Consigli e i responsabili di gita. L’incontro ha l’obbiettivo, utilizzando il parere di esperti, di chiarire i dubbi sugli argomenti oggetto della discussione e creare uniformità di comportamenti da parte delle Sezioni del territorio. Alla riunione, introdotta da Valentino Subrero, presidente del Coordinamento Sezioni Provincia di Alessandria, saranno presenti in qualità di esperti Franco Degiovanni, Consigliere GR Piemonte, che tratterà la “Responsabilità del Capo Gita”, il Dott. Giancarlo Spagna, broker assicurativo, che parlerà della “copertura assicurativa nel CAI” ed infine Gino Geninatti, Past-President GR Piemonte, che relazionerà su alcuni approfondimenti normativi inerenti la sentieristica. L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di informazione-formazione sui vari aspetti della vita del nostro sodalizio con l’obbiettivo di far crescere quello spirito di volontariato professionale che deve caratterizzare le nostre attività nei confronti dei Soci e dei territori che ci ospitano. Coord. Sezioni Provincia di Alessandria


6 CAI Alessandria

CONSIDERAZIONI DI UN AEI Viviamo in un periodo dove una delle parole più usate è “concorrenza” cioè essere in competizione per affermarsi e aumentare la propria quota di mercato. Tutte le Sezioni devono fare i conti con il numero dei soci che tendenzialmente è in progressivo calo; associazioni, cooperative e altro offrono i nostri stessi servizi, senza complicazioni burocratiche che al CAI sembrano proliferare ogni anno. Una cosa però le Sezioni e i soci che lavorano in esse possono dare in più, e non è una cosa da poco: la formazione. Il successo di una Sezione non è portare nell’anno centinaia di soci in gita sociale come i turisti giapponesi, ma “formare” un socio e renderlo consapevole che vivere la montagna va oltre la semplice gita. Se poi si tratta di ambiente innevato, la cosa diventa, come tutti sappiamo, ancor più complicata; per questo negli ultimi anni oltre alla figura dell’AE è stata istituita

quella dell’AEI. La nostra sezione ha deciso di effettuare quest’inverno, se non il primo, uno dei primi corsi per escursionismo in ambiente innevato all’interno dell’LPV. Abbiamo deciso di seguire in buona parte, adattandolo alle esigenze escursionistiche, il programma di corso di scialpinismo. In comune ci sono state le lezioni su ARTVA, meteo, valanghe, primo soccorso e orientamento. Sul campo, nelle uscite pratiche, si è avuta la dimostrazione che, effettuando ogni volta la ricerca simulata di travolti da valanga, i tempi di ricerca si accorciano notevolmente. Man mano i corsisti hanno appreso come affrontare pendii ripidi sia in salita sia in discesa, a riconoscere i vari tipi di valanga, a creare la traccia di salita migliore restando in sicurezza e a leggere il bollettino valanghe. Alcuni non avevano mai calzato le racchette e la preparazione fisica non era ottimale; nell’ultima uscita

abbiamo raggiunto il Col Serena, con 881 m di dislivello e sono arrivati tutti, magari stanchi ma soddisfatti ed è a loro che vanno i miei complimenti maggiori. Questo primo corso come AEI mi ha dato tanto, ho avuto allievi motivati che hanno abbinato la voglia di imparare con il “fare gruppo”. Voglio terminare ringraziando tutti coloro che con l’adesione, la collaborazione a condurre il gruppo e le lezioni teoriche hanno dato la possibilità di effettuare questo primo corso. Ferruccio Fei AE AEI Sez di Alessandria

PROGRAMMA ATTIVITAʼ ACQUI TERME ESCURSIONISMO 22 APRILE 5-6 MAGGIO 20 MAGGIO 23 GIUGNO 24 GIUGNO 8 LUGLIO

GIRO DELLE CINQUE TORRI (10a edizione) ACQUI - MADONNA DELLA GUARDIA sentiero 531 GITA INTERSEZIONALE - CAI Ovada RIFUGIO PASTORE Gita Regionale CAI Piemonte MONTE BARONE TRAVERSATA DAL VALLONE DI TESINA S. BERNOLFO

MTB 1 APRILE 22 APRILE 13 MAGGIO

GIRO DEL GORREI GIRO DELLE CINQUE TORRI (10a edizione) SUI CALANCHI DI MERANA

FERRATA 27 MAGGIO

FERRATA CAPRIE

ALPINISMO 14-15 LUGLIO

RIFUGIO REGINA MARGHERITA m 4554

SAN SALVATORE ESCURSIONISMO 1 APRILE 15 APRILE 22 APRILE 25 APRILE 6 MAGGIO 20 MAGGIO 17 GIUGNO 1 LUGLIO 7-8 LUGLIO 22 LUGLIO

RIFUGIO FORTE DEI MARMI Ferrata facoltativa Monte Procinto, m 1039 FORTI DI GENOVA (T) GIRO DELLE CINQUE TORRI (10a edizione) (E) Org. CAI Acqui Terme SENTIERO DEI SANTUARI San Salvatore - Crea, km 39 (T) RAMA - Via normale SENTIERO DEGLI ALPINI (E) RIFUGIO SELLERIES m 2030 (E) BECCA DʼAVER m 2469 (E) RIFUGIO CARESTIA - CORNO BIANCO (EE/F) RIFUGIO MEZZALAMA m 3036 (E-EE)

ALPINISMO 1 APRILE 6 MAGGIO 3 GIUGNO 17 GIUGNO 7-8 LUGLIO

FERRATA MONTE PROCINTO RAMA - Vie di arrampicata FERRATA DEL REOPASSO (A) MONTE CRISTALLIERA m 2801 dal Rifugio Selleries m 2030 (A) RIFUGIO CARESTIA - CORNO BIANCO (EE/F)

TO R TO N A ESCURSIONISMO 22 APRILE 13 MAGGIO 14-15 LUGLIO

VIA FRANCIGENA (MORTARA-GARLASCO) SELVAPIANA-CAPANNE DI COSOLA TUTTI INSIEME AL RIFUGIO ARP m 2446 Brusson (Estoul)

MTB 15 APRILE 20 MAGGIO 17 GIUGNO 14-15 LUGLIO

BONASSOLA VAL CURONE - SENTIERO DELLE GINESTRE VALLE GESSO (In alternativa Monte Spineto da Tortona e ritorno, con sosta gastronomica al Santuario) TUTTI INSIEME AL RIFUGIO ARP m 2446 Brusson (Estoul)

ARRAMPICATA 14-15 LUGLIO

TUTTI INSIEME AL RIFUGIO ARP m 2446 Brusson (Estoul)

APERTURA SEDI ACQUI TERME Via Monteverde, 44 Giovedi 21,00 - 23,00 ALESSANDRIA Via Venezia, 9 - Tel. 0131 254104 alessandria@cai.it www.caialessandria.it Martedi, Venerdi 21,30 - 23,00 Mercoledi e Venerdi 18,30 - 19,30 CASALE MONFERRATO Via Rivetta 17 - Tel. 0142 454911 www.monferrato.net/cai/ Giovedi 21,30 - 23,00 NOVI LIGURE Corso Marenco 21 Mercoledi e Sabato 18 - 19,30 Venerdi 21,00 - 23,00

OVADA Via Gilardini, 9 - Tel. 0143 822578 Mercoledi e Venerdi 21,00 - 23,00 SAN SALVATORE Piazza Carmagnola, 2 info@caisansalvatore.it www.caisansalvatore.it Martedi 21,00 - 23,00 TORTONA Via Trento 31 (Palestra F. Coppi) - C.P. 153 info@caitortona.net www.caitortona.net Giovedi 21,00-23,00 VALENZA Giardini Aldo Moro Tel. 0131 945633 - 340 9882624 cai@valenza.it Martedi e Venerdi 21,00 - 23,00


PROGRAMMA ATTIVITAʼ ALESSANDRIA ESCURSIONISMO 15 APRILE

22 APRILE 27 APR-1 MAGG 20 MAGGIO 3 GIUGNO 17 GIUGNO

23 GIUGNO

29 GIU/1 LUGL 8 LUGLIO

14-15 LUGLIO

SASSO DEL FERRO m 1062 - Lago Maggiore Traversata da Cittiglio a Laveno (E) D.G. Penna, Tibaldi GIRO DELLE CINQUE TORRI (E) (10a edizione) Org. CAI Acqui Terme TREKKING SUI MONTI LATTARI Penisola Sorrentina - D.G. Penna GRIGNA MERIDIONALE m 2177 dal Pian dei Resinelli (EE) - D.G. Penna, Torti OROPA ferrata e sentiero (EEA/E) - D.G. Moscato, Torti ROCCA DELLʼABISSO m 2755 dal Colle di Tenda m 1871 - Val Vermenagna (E) - D.G. Barbieri, Moscato RIFUGIO PASTORE m 1575 Alagna - Valsesia Gita indicata alle famiglie con bambini. Escursione regionale CAI Piemonte. (E) - D.G. Avalle TREKKING DELLE ALPI LIGURI (EE) - D.G. Fei, Mandirola BREITHORN OCCIDENTALE m 4165 da Plateau Rosà m 3455 - Valtournenche (F) - D.G. Avalle PUNTA GNIFETTI, CAPANNA REGINA MARGHERITA m 4554 dal Rifugio Gnifetti m 3647 - Val di Gressoney (F) - D.G. Avalle, Salini

CASALE ESCURSIONISMO 1 APRILE

RAPALLO - ZOAGLI - CHIAVARI Sentiero verde-azzurro (E) Org. Piotto, Rossi 15 APRILE LAVAGNA - MONTE CAPENARDO - SESTRI L. (E) Org. Piotto, Rossi 22 APRILE GIRO DELLE CINQUE TORRI (E) Org. CAI Acqui 28 APR-1 MAGG COSTA AZZURRA - MASSICCIO DELLʼESTEREL Org. CAI Valenza 30 APR-6 MAGG TREKKING IN SARDEGNA Sulcis tra miniere, mare e dune. Org. Barbano 6 MAGGIO DA OMEGNA A ORTA Sullʼanello azzurro (E) Org. Piotto, Rossi 19 MAGGIO GITA - PELLEGRINAGGIO Varzi, Monte Penice, Castello Malaspina, Basilica di San Colombano, Bobbio. Org. Padre Angelo 20 MAGGIO MONTE CUCETTO - PUNTA DELLA MERLA (E) Org. Leporati 3 GIUGNO LA VALLE DEI PRINCIPI (E) Org. Piotto, Rossi 7-10 GIUGNO ISOLA DI PONZA Org. Capra, Scarrone 24 GIUGNO PUNTA FETITA DA CHALLANCIN (E) Org. Leporati 8 LUGLIO LAGO PERRIN IN VAL DʼAYAS (E) Org. Piotto, Rossi

SCIALPINISMO 14-15 APRILE

GRAN ZEBRUʼ m 3859 - (OSA) Org. Pesce

CULTURA DELLA MONTAGNA 2012

ALPINISMO

13 APRILE 27 APRILE

2-3 GIUGNO 16-17 GIUGNO

CANNABIS ROCK - Documentario. THE WILDEST DREAM - CONQUEST OF EVEREST. Un film di Antony Geffen. 4 MAGGIO CORSICA HARD 2010. Immagini del trek. 18 MAGGIO ORIENTAMENTO E GPS. Aggiornamento a cura di Roberto Mandirola, ISA. 8 GIUGNO K2 - SOGNO E DESTINO. Film documentario di Kurt Diemberger. 22 GIUGNO 127 ORE. Un film di Danny Boyle. Le proiezioni in sede sono gratuite e limitate esclusivamente ai soci.

OVADA ESCURSIONISMO 9 APRILE 22 APRILE 29 APRILE 4-6 MAGGIO 20 MAGGIO 8-9 GIUGNO 23 GIUGNO 23-24 GIUGNO

7-8 LUGLIO 14-23 LUGLIO

PASQUETTA CON IL CAI (E) Org. Cons. Dir. GIRO DELLE CINQUE TORRI (10a edizione) (E) Org. CAI Acqui Terme PARCO DEL BEIGUA, ACQUABIANCA (E) Org. Piccardo, Alloisio MAREMMA, VAL DI CORNIA (E) Org. Bruzzone, Caneva INTERSEZIONALE AL MULINO NUOVO (E) Org. Consiglio Direttivo PASSO DELLO SPLUGA Val Chiavenna (EE) Org. Bruzzone RIFUGIO PASTORE m 1575 (E) Org. Consiglio Direttivo RIFUGIO CHABOD m 2750 Con possibilità di salita al Gran Paradiso m 4061(EE/F+) Org. Ferrando, Vitale, Rolando WE IN VAL VARAITA Pernottamento al posto tappa di Chianale (EE) Org. Cartasegna TUTTI IN BAITA VAL VENY Org. Icardi, Stiber

ALPINISMO 13 MAGGIO

23-24 GIUGNO

CANALE DEI CAMPANILI Valle Po, Viso Mozzo m 3019 (PD) Org. Paravidino, Timossi RIFUGIO CHABOD - GRAN PARADISO m 4061(F+) Org. Ferrando, Vitale, Rolando

30 GIU/1 LUGL 15 LUGLIO

MONTE GRANERO (F) Org. Mazzuccato GRANDE ASSALY dal Rifugio Deffeyer (PD) Org. Zavattaro LA GRANDE CASSE dal Rifugio Vanoise (PD+) Org. Mazzuccato PELVO DʼELVA (F) Org. Mazzuccato

ALPINISMO GIOVANILE Gruppo esploratori 15 APRILE I FOSSILI DI VALLANDONA 29 APRILE VEZZOLANO E LA SUA ABBAZIA 13 MAGGIO VERRUA SAVOIA, UNA FORTEZZA SUL PO 27 MAGGIO BARAGGIA DI CANDELO E LA SAVANA 10 GIUGNO MARENGO, UN VERO CAMPO DI BATTAGLIA Gruppo pionieri 22 APRILE BIELLESE E IL GIOCO DELLʼARRAMPICATA 20 MAGGIO CASA DI CACCIA DI ORVIELLE 10 GIUGNO COLLE DELLA CROCE Gruppo guide 15 APRILE PONTEY, IL GIOCO DELLʼARRAMPICATA 20 MAGGIO LAGO DJUAN, VALSAVARANCHE 10 GIUGNO BECCA PUGNENTA - LA THUILE

VALENZA ESCURSIONISMO 1 APRILE 9 APRILE 19 APRILE 22 APRILE 28 APR - 1 MAGG 13 MAGGIO 27 MAGGIO 10 GIUGNO 24 GIUGNO 30 GIU - 5 LUGL 30 GIU - 1 LUGL 6-9 LUGLIO 15 LUGLIO

CASTELLERMO (ALBENGA) BICICLETTATA (LAGO DʼORTA) CAMMINATA SULLE NOSTRE COLLINE VIA FRANCIGENA ESTEREL (FRANCIA) SELVAPIANA - BRUGGI RIFUGIO ROSALBA (PIAN DEI RESINELLI) MONTE MEABEʼ (TORGNON) LAGHI DEL LONGET (CHIANALE) DOLOMITI: MADONNA DI CAMPIGLIO UNA NOTTE IN RIFUGIO DOLOMITI: DA RIFUGIO A RIFUGIO MONTE MALAMOT (MONCENISIO)


8 Una giornata, una vetta…

MONTE PELATO

m 2741

Val Chisone - Parco Naturale Regionale della Val Troncea A chi risale la val Troncea a piedi o con gli sci da fondo non passerà certo inosservata, sul lato orientale del solco vallivo, una bella montagna dalle forme morbide ed invitanti: dal fondovalle la cima, sormontata da un cippo in pietra, appare più importante e distinta di quanto sia poi in realtà; si tratta del monte Pelato, una delle sommità della cresta che si distacca dalla linea spartiacque con la val Germanasca in prossimità di un secondo punto culminante denominato Pra Crò. La cima, che si innalza nel cuore del Parco Naturale della val Troncea, è un ottimo punto panoramico sulla vallata omonima, che rappresenta di fatto la parte alta della val Chisone: dalla vetta si gode un'ottima visione sul colle del Bet e sulla punta che porta lo stesso nome (talvolta denominata Bric di Mezzogiorno) e, naturalmente, sul Bric Ghinivert, montagna simbolo della zona. Imponente appare inoltre verso ovest la punta Rognosa (m 3280), oltre la quale, in direzione dello Chaberton (facilmente individuabile per la presenza di un enorme forte costruito proprio sulla vetta) fanno capolino i ghiacciai della regione di Briançon; ben visibili anche il monte Barifreddo, alla testata della val Troncea e, nella direzione opposta, le morbide cime poste lungo lo spartiacque tra le valli Chisone e Susa oltre le quali spuntano le aspre vette del versante settentrionale del solco vallivo segusino. La presenza di numerosi camosci e le testimonianze della ormai abbandonata attività mineraria costituiscono altri motivi di interesse offerti dall'escursione. Interessante è pure la risalita della val Troncea, cuore della zona protetta, dove un’abbondante cartellonistica fornisce numerose informazioni sulla geologia, sulla flora e sulla fauna della zona, nonché interessanti informazioni storiche e narrazioni di antiche leggende. Caratteristiche Tecniche Dislivello: 1130 m circa; È possibile organizzare l’escursione su due giorni, pernottando al rifugio Troncea (dislivello: primo giorno 300 m, secondo giorno 830 m). Chi lo desidera può rag-

giungere l’accogliente rifugio utilizzando le navette in partenza dal parcheggio (stagionali). Esposizione: fondovalle fino al bivio per La Tuccia, quindi prevalentemente ovest. Difficoltà: E+ (parzialmente su sentieri non segnati o fuori sentiero). Descrizione del percorso Lasciata l’auto a valle del ponte Daz Itrei (1615 m circa), si attraversa il torrente e si sale lungo la strada sterrata, che presto passa in prossimità della borgata Laval. Continuando lungo il fondovalle, superata un’area attrezzata, si prosegue lungo la carrareccia fino al bivio Seytes, (1690 m), dove a sinistra ha il sentiero che sale direttamente al rifugio Troncea. Conviene seguire il più agevole sterrato: tenendosi in destra idrografica, si passa presto accanto ad un minuscolo laghetto, poco oltre il quale si lascia a destra la stradina che si allunga verso La Tuccia, exfrantoio del minerale estratto dalle miniere del Bet. Oltre il bivio, si incomincia a salire: lasciata a destra la carrareccia per l’alpe Mey, si raggiungendo finalmente Troncea (m 1915) e l’omonimo rifugio. Dall’antica borgata, si raggiunge la lunga stalla posta nella parte più alta dell'abitato, oltre la quale si individua facilmente un sentiero evidente ma non segnato. Il tracciato sale subito con decisione; si ignora una deviazione che si stacca sulla sinistra a circa 2060 metri di quota e, tenendo la destra, si arriva a 2110 m in prossimità di un guado: si attraversa il torrentello e si piega subito a sinistra seguendone il corso, su evidente sentiero, fino a 2145 m; soltanto dopo avere raggiunto tale quota ci si inoltra con decisione in un boschetto di larici sempre su percorso evidente. In breve si oltrepassa il bosco per uscire su ampi prati in pieno sole: si prosegue in costa salendo dolcemente fino a 2210 m circa, dove si incontra un evidente canalone che scende dal colle del Bet, attraversato il quale il sentiero si perde un poco; non si entra nel bosco ma si sale con decisione per la massima pendenza (è

Il Monte Pelato visto dal sentiero che sale da Troncea

presente una traccia) fino a quota 2270 m circa, in prossimità della quale si interseca un evidente sentiero che proviene dal versante sud della cima del Bet (Bric di Mezzogiorno). Si svolta a destra seguendo l'evidente tracciato che conduce ad un secondo canalone, il fondo del quale è percorso da un torrente: si attraversa il corso d'acqua e, trascurando una traccia che si stacca sulla destra, si prende l'evidente sentiero che sale in ombra sul versante settentrionale del monte Pelato. Dopo breve percorso il tracciato abbandona il pendio esposto a nord e si inoltra in costa su pendii rivolti a occidente: si lascia quasi subito l'evidente sentiero (quota 2340-2350 m circa). Occorre non abbandonare il percorso principale né troppo presto (inoltrandosi lungo la cresta nord-ovest, che risulterebbe troppo ripida), né troppo tardi (si finirebbe troppo oltre la cima); in pratica volgendo a sinistra al secondo canalone che segna il versante occidentale del monte, si arriva facilmente sulla vetta, individuata da un cippo in pietra: gli ultimi 300 metri di dislivello si superano con percorso libero attraverso faticosi pendii erbosi. Claudio Trova claudiotrova@alpioccidentali.it Dalla vetta verso la Punta Rognosa


Alpennino 2012 n 2