Contributo Ass. Reg. Veneto al Sociale e alla Casa Paola Roma
I progetti di ATER Treviso
“Formelle d’artista”
Fotonotizia
Udienza in Vaticano
Testi a cura dell’Ufficio Stampa e Relazioni esterne di Federcasa
Direzione creativa e progetto grafico MF
Giada di Miceli
Responsabile relazioni esterne e dell’ufficio segreteria
Editoriale
Ben trovati a tutti, questo primo numero del 2026 è dedicato ad Ater Treviso: un’azienda al servizio dei cittadini, una realtà capace di tessere legami con il territorio per creare progetti che guardano all’innovazione e al futuro.
L’azienda veneta presieduta da Mauro Dal Zilio interviene su tutto il territorio della provincia, per un totale di 94 comuni, attraverso attività di progettazione, costruzione, acquisto, ristrutturazione e gestione di edilizia residenziale sovvenzionata, agevolata e convenzionata, contribuendo a creare offerta abitativa in favore di cittadine e cittadini che non hanno possibilità di rivolgersi al libero mercato. L’Ater gestisce oggi un patrimonio di oltre 5.200 alloggi distribuiti su tutto il territorio provinciale. Negli ultimi quattro anni gli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica assegnati sono stati 1.192, gli alloggi sfitti riattati sono stati 707, mentre sono 132 quelli di nuova realizzazione. Nell’ultimo quadriennio ATER Treviso ha promosso e sottoscritto con i Comuni della provincia 88 convenzioni per la concessione di alloggi da destinare a progetti socioassistenziali, con il supporto della Regione del Veneto.
Come di consueto all’interno del numero troverete anche un’intervista al Presidente Dal Zilio, che illustra gli obiettivi che sta’ cercando di portare a buon fine, vi consiglio un’attenta lettura; di seguito un’intervista a Paola Roma, nuova Assessora al Sociale e alla Casa della Regione del Veneto nella
giunta del nuovo presidente Alberto Stefani.
Fra gli appuntamenti di federcasa non potevamo mancare di documentare l’incontro in Vaticano con Sua Santità Papa Leone XIV che in una freddissima giornata di dicembre ha ricevuto una delegazione di Federcasa in Udienza a San Pietro.
Lunedì 19 gennaio invece, la federazione ha ospitato una rappresentanza di Housing Europe in sede prima e in Senato per aggiornare le priorità del comparto casa in Europa.
Purtroppo nei giorni scorsi è mancata una colonna portante di Federcasa che ha ricoperto il ruolo di Direttore Tecnico della federazione per 30 anni: Architetto Anna Maria Pozzo. Fra i fondatori di Cecodhas, oggi Housing Europe, la Pozzo ha lasciato il segno anche in giro per l’Europa, tutti la ricordano come una professionista attenta e scrupolosa.
Tutti i tuoi colleghi di Federcasa la ricordano affettuosamente e conserveranno sempre il suo sorriso. Buona lettura e buon anno a tutti!
Invito tutti gli associati a consultare il Sito di Federcasa, sempre aggiornato con tutte le informazioni che riguardano la Federazione e vi ricordo di segnalarmi tutte le notizie che vorreste evidenziare inviandole all’indirizzo dimiceli@federcasa.it. Per restare sempre aggiornati sulle nostre pubblicazioni seguiteci su: issuu.com/federcasa.
Buon anno alle Aziende associate
Con l’inizio del nuovo anno desidero rivolgere a tutte le aziende della Federazione un sincero augurio di buon lavoro e di un 2026 proficuo, ricco di sfide ma anche di nuove opportunità per il nostro settore.
La Legge di Bilancio appena approvata dal Parlamento non ha purtroppo accolto integralmente le richieste avanzate da Federcasa.
In particolare, a fronte della nostra proposta di azzeramento della pressione fiscale, abbiamo ottenuto la conferma dell’attuale imposizione IRES.
Un risultato che, pur non pienamente soddisfacente, consente di scongiurare una modifica normativa che avrebbe rischiato di eliminare la riduzione prevista per l’edilizia residenziale pubblica, con effetti fortemente penalizzanti per le nostre aziende. Tale conferma è arrivata anche a seguito di un impegno formale assunto dal Governo, che continueremo a monitorare e sollecitare con attenzione.
Il nuovo anno si apre anche con un bilancio preventivo che vede la Federazione impegnata su molteplici fronti strategici. Prosegue il lavoro congiunto con il GSE per l’attuazione della Misura 7 del PNRR, fondamentale per sostenere i processi di efficientamento energetico del patrimonio pubblico. Allo stesso tempo, è intensa l’attività svolta insieme ad ANCI e MEF per giungere a una soluzione definitiva della questione IMU sugli immobili sociali, tema cruciale per garantire certez-
za normativa e sostenibilità economica al sistema ERP. Un ruolo sempre più centrale sarà svolto dall’Europa. Le opportunità offerte dal nuovo Piano europeo richiedono una presenza attiva e qualificata della nostra Federazione. Per questo sono in corso incontri e confronti con la task force della Commissione europea e con i Paesi partner del Sud Europa, con l’obiettivo di promuovere misure concrete e dedicate a favore dell’edilizia residenziale pubblica.
Parallelamente, la raccolta dei dati per il nuovo Osservatorio consentirà di rappresentare in modo
puntuale e aggiornato il quadro reale delle esigenze del settore, fornendo ai Ministeri competenti uno strumento solido e affidabile per orientare le future politiche abitative. A tal proposito abbiamo avviato un’interlocuzione con l’ISTAT, in modo da rendere i nostri dati più corretti e utili possibili. Il 2026 sarà inoltre l’anno del varo del decreto “Piano Casa Italia”. Le nostre aziende dovranno essere coinvolte a pieno titolo nella gestione e nella destinazione dei fondi. Sarà indispensabile prevedere maggiori risorse e nuovi investimenti, in particolare per la ristrutturazione degli alloggi di risulta oggi non utilizzati.
Il Governo ha annunciato un piano da 100.000 alloggi destinati al ceto medio: come sistema dovremo chiedere con determinazione che una quota significativa sia riservata anche all’edilizia residenziale pubblica, al fine di rispondere in maniera concreta alle lunghe liste d’attesa delle graduatorie comunali. Questi sono alcuni dei principali temi che ci attendono. Federcasa continuerà a svolgere il proprio ruolo di rappresentanza e di interlocuzione istituzionale, mantenendo un dialogo costante con le aziende associate, che saranno come sempre informate attraverso la rivista, i convegni, le agorà e le circolari tecniche.
Buon lavoro a tutti e, ancora una volta, buon anno.
Marco Buttieri Presidente Federcasa
Meno burocrazia, più sostanza
La nuova rotta di Federcasa
Siamo sempre più vicini alla scadenza di Giugno 2026. Questo ci pone davanti alla capacità di rispettare tempi e progettualità. Come un mantra ormai consolidato diventato uno stereotipo sappiamo che lo Stato non ha le risorse per soddisfare o meglio arginare e contenere l’emergenza casa. Le aziende Ex IACP che noi rappresentiamo sostengono da tempo la necessità di accedere a finanziamenti strutturali che consentano di agire attraverso una programmazione.
I fondi possono arrivare dall’Europa ma siamo adeguatamente pronti per accedervi? Le nostre Aziende Associate combattono una battaglia quotidiana contro le infinite problematiche che la gestione dell’edilizia residenziale pubblica pone. Mancanza di fondi, aumento delle richieste di alloggi, aumento della povertà, morosità incolpevole, oneri quali IMU e IRES sono alcune di queste. Le nostre Aziende sono in grado, hanno gli strumenti adeguati a vincere anche la sfida di accedere e acquisire quei fondi? Penso che bisognerebbe modulare e sostenerle ampliandone le struttura operative interne, offrendo gli strumenti tecnici e normativi necessari.
In questo ambito Federcasa dovrebbero dare servizi di sostegno soprattutto alle Aziende medio piccole che più di altre soffrono queste mancanze. Adoperarsi per creare una struttura che sia in grado di intervenire e sostenerle nelle fasi importanti del processo di richiesta dei finanziamenti.
Una Task Force che davvero possa aiutare lo sviluppo dell’iter burocratico e tecnico.
Chiedere anche correttivi normativi che possano agevolare questo percorso.
D’altronde l’Edilizia Residenziale Pubblica ha una funzione non solo abitativa ma anche e ormai soprattutto di carattere sociale. Quindi perché non pretendere una legislazione che agevoli e semplifichi le azioni? In questo periodo si parla spesso di Europa come se fosse la panacea di tutti i nostri problemi. Vero in parte ma non in tutto. Il patrimonio pubblico è per definizione di Proprietà Pubblica quindi le responsabilità devono anche essere in capo al Pubblico, cioè lo Stato. Questo non significa demandare tutto ma almeno pretendere che lo Stato si faccia carico di modificare e semplificare un quadro normativo adatto a risolvere i nostri problemi. Molto si parla e si discute dell’emergenza abitativa correlata a tutta una nuova serie di esigenze, studenti, giovani coppie, turismo (anche questo ha bisogno di case), molto si dibatte sui termini quali Social Housing e Edilizia Residenziale Sociale. Le varie definizioni sono certamente utili a rendere più larga possibile l’offerta. Bisogna però tenere presente che una fetta di persone non hanno la possibilità alcuna di scegliere un’abitazione. Quindi censire questa parte di popolazione diventa necessario per perimetrare e identificare a chi il Servizio Pubblico deve garantire il diritto alla
casa. Per il resto aprendosi ad un mercato privato ma calmierato sarà possibile distribuire, al tempo stesso, le risorse e pretendere affitti più adeguati. Federcasa cosa può o come può agire in questa direzione?
Bisogna ricordarsi che la Federazione deve tutelare i propri associati e portare avanti istanze a favore del miglioramento delle condizioni abitative pubbliche. Deve proporre modifiche, interventi formulare proposte e essere presente su tutti i Tavoli istituzionali.
Porsi obiettivi con vari livelli temporali:
- Contribuire ad una programmazione pluriennale per ripensare, costruire le basi per una nuova politica abitativa.
- Contrastare aumenti che incidono sulla gestione e le manutenzioni.
- Ridurre gli oneri concordando che alcuni di questi possono essere incentivi da ridistribuire sul territorio.
- Preparare una serie di riforme per il nostro ambito da proporre al settore legislativo.
- Studiare forme giuridiche delle Aziende più agili.
- Semplificare gli strumenti normativi consentendo una accelerazione dei vari iter amministrativi e burocratici.
Difendere il diritto alla casa da parte delle persone fragili, avere al centro l’interesse della persona e contribuire a rafforzare la presenza di Federcasa nel dibattito politico istituzionale ha diritto di
asilo nel nostro DNA. Focalizzarci e portare avanti battaglie con questi interessi da un senso a tutti di appartenenza, non disperde energie e risorse in elementi formali ma ricerca la sostanza.
Dare un senso anche alla nostra capacità organizzativa e operativa può contribuire a raggiungere i traguardi che le persone che con dignità accettano la loro condizione di disagio si aspettano da noi.
Patrizio Losi
Direttore Federcasa
ATER Treviso
Un’azienda al servizio dei cittadini
L’Azienda Territoriale di Edilizia Residenziale della provincia di Treviso (ATER Treviso) è un ente pubblico economico strumentale della Regione del Veneto, che opera nel settore dell’edilizia residenziale pubblica, dotato di personalità giuridica e di autonomia organizzativa, patrimoniale e contabile. ATER Treviso interviene su tutto il territorio della provincia, per un totale di 94 comuni, attraverso attività di progettazione, costruzione, acquisto, ristrutturazione e gestione di edilizia residenziale sovvenzionata, agevolata e convenzionata, contribuendo a creare offerta abitativa in favore di cittadine e cittadini che non hanno possibilità di rivolgersi al libero mercato. La sua principale mission sociale è garantire il diritto fondamentale a una casa dignitosa e accessibile per chi si trova in condizione di fragilità economica e sociale, promuovendo così il benessere collettivo.
Non solo. L’Azienda progetta programmi di recupero e riqualificazione urbana ed esegue opere infrastrutturali con attenzione non solo alle marginalità economiche e sociali, ma anche all’edilizia scolastica e culturale.
La storia di ATER Treviso
La storia dell’ATER affonda le radici nel 15 dicembre 1914, quando su iniziativa del Comune di Treviso e della Cassa di Risparmio della Marca Trevigiana nasce il Comitato promotore per l’Istituto Autonomo per le case popolari “Luigi Luzzati”, che
l’anno successivo diventa Ente morale. Nel corso degli anni l’Istituto attraversa diverse trasformazioni. Nel 1937 abbandona le sue caratteristiche comunali per diventare un ente provinciale. Una svolta significativa arriva nel 1975, quando assume una natura interamente pubblica.
Il passaggio più importante si compie nel 1995, quando la Regione Veneto trasforma gli Istituti Autonomi per le Case Popolari (IACP) in Aziende Territoriali per l’Edilizia Residenziale (ATER). L’assetto attuale prende forma nel 2017, quando l’ATER viene definita come ente pubblico economico stru-
alloggi ERP
interventi urgenti
1.192 5.448 707
alloggi sfitti riattati
nuovi alloggi
mentale della Regione, con sede nel capoluogo di provincia e operante sull’intero territorio provinciale.
I numeri di ATER Treviso
I dati offrono una dimostrazione concreta delle attività di ATER Treviso nel territorio, in coerenza con gli obiettivi dell’azienda. L’azienda gestisce oggi un patrimonio di oltre 5.200 alloggi distribuiti su tutto il territorio provinciale. Di questi, oltre 4.300 sono di proprietà diretta dell’Azienda, mentre circa 950 sono gestiti per conto di altri enti pubblici. Una rete capillare che tocca praticamente tutti i comuni della provincia, dai centri più grandi come Conegliano, Oderzo e Vittorio Veneto, fino alle realtà più piccole, garantendo risposte concrete al bisogno abitativo delle famiglie in difficoltà economica. Negli ultimi quattro anni gli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica assegnati sono stati 1.192. Gli al-
loggi sfitti riattati sono stati 707, mentre sono 132 quelli di nuova realizzazione. Particolarmente intensa l’attività di manutenzione e pronto intervento: nel quadriennio i costi di manutenzione sono ammontati a 7.059.214 euro, mentre il numero di lavori di pronto intervento eseguiti è stato di 5.448 interventi.
Fare rete nel territorio
Nell’ultimo quadriennio ATER Treviso ha promosso e sottoscritto con i Comuni della provincia 88 convenzioni per la concessione di alloggi da destinare a progetti socio-assistenziali, con il supporto della Regione del Veneto. Nell’ambito dell’Accordo per la promozione di una politica unitaria dell’Abitare, nel 2025 l’Azienda ha firmato, insieme all’Associazione Comuni e al Centro Studi Amministrativi della Marca Trevigiana, una convenzione finalizzata ad avviare un percorso di formazione degli enti del terzo settore e dei volontari, da destinare all’accompagnamento e all’educazione all’abitare degli utenti. Da questo accordo è scaturito il finanziamento del progetto da parte di ATER a riprova dell’impegno in prima linea nella risoluzione dei disagi abitativi. Sempre nel 2025 ATER ha siglato due accordi, con l’ULSS2 Marca Trevigiana e con Caritas Opitergina, per la concessione di un alloggio in favore di ciascuno degli enti, destinati ad accogliere persone in difficoltà temporanea. Dal 2022 ATER Treviso sostiene i progetti di inclusione sociale attraverso la concessione gratuita di uno spazio nel Comune di Treviso chiamato “Spazio Bisciò”, luogo di incontro ludico e educativo per bambini e ragazzi, realizzato da Fondazione Zanetti ETS e coordinato dalla cooperativa La Esse. Nell’ambito di questa collaborazione ATER ha contribuito con interventi e risorse per soddisfare le esigenze e i bisogni della comunità.
ATER
Treviso e la sostenibilità ambientale
Oltre ai numerosi interventi di riqualificazione energetica negli edifici del territorio, buona parte dei quali realizzati grazie ai fondi del Fondo complementare al PNRR “Sicuro verde e sociale”, nel 2025 ATER Treviso ha ottenuto un importante riconoscimento da parte della Regione Veneto nell’ambito del “Forum Acquisti Verdi Veneto 2025”, tenutosi a settembre 2025, venendo premiata per la particolare attenzione posta al rispetto dei Criteri Ambientali Minimi nell’ambito dei propri affidamenti. Questi risultati testimoniano come ATER Treviso continui a evolversi e a rispondere alle sfide contemporanee, mantenendo saldo il proprio impegno sociale. L’attenzione alla sostenibilità ambientale, la collaborazione con il territorio e l’innovazione nei servizi rappresentano i pilastri su cui l’Azienda costruisce il proprio futuro: un futuro in cui il diritto all’abitare si intreccia con la qualità della vita, la tutela dell’ambiente e la coesione sociale, confermando ATER Treviso come punto di riferimento per le politiche abitative della provincia.
L’intervista
Mauro Dal Zilio
Presidente ATER Treviso
Presidente Dal Zilio, quali obiettivi sta perseguendo ATER Treviso nella definizione delle convenzioni con i Comuni della provincia?
“La nostra Azienda ha intrapreso una strategia di collaborazione con gli Enti locali che va oltre la semplice gestione del patrimonio abitativo: abbiamo firmato numerose convenzioni con i Comuni della provincia per destinare alloggi a progetti socio-assistenziali, con l’obiettivo di dare risposte concrete alle persone in difficoltà. Queste intese non si limitano alla concessione di immobili, ma rappresentano percorsi condivisi con le amministrazioni comunali e con la Regione Veneto per affrontare situazioni di fragilità attraverso un approccio integrato tra servizi sociali, assistenziali e abitativi.”
Quali risultati concreti può citare il Consiglio di Amministrazione 2021-2025?
“I numeri parlano da soli: in questo mandato abbiamo assegnato 1.192 alloggi ERP, eseguito 5.448 interventi di pronto intervento, sostenuto oltre 7 milioni di euro in manutenzione ordinaria, riattato 707 alloggi sfitti, realizzato 132 nuovi alloggi e firmato 88 convenzioni con i Comuni. Questi dati rappresentano l’impegno quotidiano dell’Azienda, che non si limita alla semplice erogazione di un servizio, ma agisce per aumentare e migliorare l’offerta abitativa, per ridurre i tempi delle assegnazioni e per intervenire con tem -
pestività e qualità in favore delle famiglie e delle persone in condizioni di fragilità. Abbiamo inoltre portato avanti progetti PNRR e PINQUA per oltre 30 milioni di euro che ci porteranno a realizzare più di 80 nuovi alloggi, senza dimenticare gli oltre 200 appartamenti riattati ogni anno. ”
Nel maggio 2025 ATER Treviso ha sottoscritto una convenzione con l’Associazione Comuni e il Centro Studi Amministrativi. Qual è la portata di questo accordo?
“Si tratta di un’iniziativa di grande valore simboli -
co e operativo. La convenzione firmata il 28 maggio 2025 ha avviato un percorso di formazione rivolto agli enti del Terzo settore e ai volontari con lo scopo di promuovere competenze specifiche sull’“educazione all’abitare”. Questo percorso è fondamentale per supportare chi vive un disagio abitativo e favorire il corretto utilizzo degli alloggi pubblici. ATER ha finanziato il progetto con un contributo di 15.000 euro, perché riteniamo che prevenire situazioni critiche sia tanto importante quanto intervenire in caso di emergenza. Il nostro impegno si estende anche alla creazione di strumenti culturali e formativi, poiché la casa non è solo un luogo fisico, ma anche un contesto di relazioni e di regole condivise, come dimostrano le attività sui cosiddetti “corsi di buon abitare” che abbiamo promosso per contenere gli sprechi e favorire il rispetto del bene pubblico.”
La collaborazione con Ulss2 e Caritas rientra nello stesso approccio?
“Sì, esattamente. Il 23 maggio 2025 abbiamo siglato un accordo con l’Ulss 2 Marca Trevigiana per concedere un alloggio ERP sfitto in Viale Nazioni Unite a Treviso da destinare alle emergenze familiari e sociali. La concessione ha durata quinquennale, rinnovabile, e si inserisce nell’ambito dei “Progetti di Vita” dell’Ulss dedicati all’inclusione e al supporto delle persone in difficoltà, in coordinamento con i servizi socio-sanitari. Si tratta di un modello di collaborazione “pubblico-pubblico” che valorizza le competenze di ciascun soggetto per offrire soluzioni abitative temporanee e di accompagnamento. In parallelo, un altro accordo con Caritas Opitergina prevede la destinazione di un alloggio per persone in difficoltà temporanea, un esempio ulteriore di come il patrimonio ERP può essere utilizzato per finalità sociali oltre l’assegnazione tradizionale.” ATER Treviso è anche impegnata in progetti di inclusione sociale rivolti ai giovani e alle fa -
miglie. Ci parla di “Spazio Bisciò”?
“Dal 2022 ATER Treviso supporta “Spazio Bisciò”, uno spazio ludico ed educativo per bambini e ragazzi allestito in viale Francia a Treviso in collaborazione con la Fondazione Zanetti ETS e coordinato dalla cooperativa La Esse. Mettere a disposizione uno spazio gratuito per attività formative e ricreative dimostra la nostra visione dell’abitare come elemento che si intreccia con la vita di comunità. In questo progetto ATER non si è limitata alla concessione dell’immobile, ma ha contribuito con interventi e risorse per rispondere alle esigenze della comunità, affermando il ruolo dell’Azienda come attore sociale e non solo come gestore del patrimonio immobiliare.”
Oltre all’attenzione sociale, ATER Treviso è stata premiata per il suo impegno in sostenibilità ambientale. Qual è il significato di questo riconoscimento?
“Il premio ricevuto dalla Regione Veneto al Forum Acquisti Verdi Veneto 2025 sottolinea l’attenzione con cui ATER ha adottato i Criteri Ambientali Minimi (CAM) nei propri affidamenti. Questo significa che nelle procedure di acquisto e nei lavori che assegniamo poniamo un’enfasi particolare alla sostenibilità, alla riduzione degli impatti ambientali e all’efficienza energetica. È un riconoscimento importante perché evidenzia come l’Azienda abbia voluto integrare valori ambientali nei processi di gestione e rinnovamento del patrimonio, coerentemente con gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni e miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici.”
In ambito edilizio, ATER Treviso ha anche ampliato l’offerta di alloggi e promosso interventi di rigenerazione urbana. Ci può dare qualche esempio?
“Certamente. ATER è protagonista di importanti piani di rigenerazione in città come Treviso,
soprattutto nei quartieri di Monigo e via Feltrina, dove sono in corso progetti che prevedono la costruzione di nuovi alloggi ERP con altissimi standard energetici (classe A4), grazie ai fondi PINQuA e altri investimenti strategici. Entro la fine del 2025 sono attesi oltre 80 nuovi appartamenti in queste aree, con ulteriori piani che prevedono la demolizione di edifici obsoleti per far posto a complessi moderni e sostenibili entro il 2030. Questi interventi non puntano solo a creare nuovi alloggi, ma anche a rigenerare l’urbanistica dei quartieri, integrando spazi verdi e soluzioni infrastrutturali per migliorare la qualità complessiva dell’abitare.”
Quali iniziative sono in corso per aumentare ulteriormente la disponibilità di alloggi?
“Oltre alla costruzione di nuovi edifici, stiamo anche esplorando opportunità di acquisizione di immobili sul mercato privato da destinare all’edilizia residenziale pubblica: abbiamo stanziato circa 1,5 milioni di euro per l’acquisto di fabbricati che soddisfino criteri di efficienza e di disponibilità immediata per l’ERP. Questo approccio rappresenta un canale aggiuntivo per ampliare l’offerta di abitazioni e rispondere rapidamente alle domande presenti nelle graduatorie.”
Da segnalare un dato in controtendenza: la riduzione della morosità, quasi dimezzata dal 2022 ad oggi. Com’è possibile questo risultato?
“Dal 2022 la morosità da canoni si è sensibilmente ridotta. Alla fine del 2022, infatti, si registrava una morosità di competenza di 1.040.866,45 euro, ridottasi a 996.561,94 euro nel 2023, per poi dimezzarsi nel 2024 fino a raggiungere l’importo di 573.489,27 euro e il trend si è confermato nel 2025. La riduzione costante della morosità è una vittoria per il nostro ente ma anche per tutta la comunità, perché se la morosità si riduce, maggiori sono gli investimenti che possia -
mo fare e i benefici per inquilini e chi cerca casa. ATER Treviso ha investito tanto, riattando più di 200 alloggi all’anno, e grazie al grande lavoro dei nostri dipendenti, a un dialogo costante e alla ricerca di soluzioni con i nostri inquilini, abbiamo visto che la morosità si è ridotta del 50% in soli 3 anni. Confidiamo di poter proseguire in questo trend e continuare a investire”.
Guardando al futuro, quali sono le priorità di ATER Treviso?
“La nostra visione resta saldamente ancorata alla centralità della persona e della comunità. Continueremo a investire sul patrimonio esistente, ampliarlo con nuove costruzioni sostenibili, rafforzare le collaborazioni con terzo settore, enti pubblici e partner socio-sanitari e promuovere interventi formativi come quelli sul “buon abitare”. Il nostro impegno è offrire non solo una casa, ma un contesto abitativo dignitoso, sostenibile e integrato nella comunità.”.
Il Contributo Paola Roma
Assessora al Sociale e alla Casa della Regione Veneto
Paola Roma, nuova assessora al Sociale e alla Casa della Regione del Veneto nella giunta del nuovo presidente Alberto Stefani. Quali saranno le direttrici del suo mandato?
“Sociale, Casa, Sport. Le tre deleghe principali che il presidente Alberto Stefani mi ha assegnato riguardano la sfera delle persone e della nostra comunità. La mia esperienza da sindaco, da presidente dell’Associazione Comuni e da presidente della Conferenza dei Sindaci delle Ulss mi ha dato una visione globale su questi temi e metterò in campo tutta la mia energia per seguirli. Iniziando chiaramente dalle politiche per la natalità, a partire dai sostegni previsti dalla legge regionale 20 del 2020. E poi la costruzione di un ecosistema integrato di servizi per la fascia dagli zero ai sei anni, mirando al percorso scolastico unico”.
Qualche esempio di iniziativa che state studiando?
“Accompagnamento alla maternità, a partire dalla prevenzione della depressione post partum. Rette per gli asili più leggere, bonus nidi, sostegni alle famiglie numerose o fragili. Sistemi di welfare aziendale per conciliare vita e lavoro tramite smart working e flessibilità oraria. Serve una visione integrata”.
Accanto all’inverno demografico c’è un altro fenomeno, che corre parallelo: l’invec -
chiamento della popolazione. Complici, ed è una buona notizia, i progressi della medicina. Quali interventi?
“Ne abbiamo in programma moltissimi. Gli assistenti di quartiere ne sono un esempio. E poi vogliamo puntare sugli stili di vita più sani. E sull’invecchiamento attivo: associazionismo, volontariato e reti di assistenza. Poi, vogliamo spingere su telemedicina e diagnostica di prossimità, riducendo gli accessi ai pronto soccorso e pure le liste di attesa; molti anziani, se non seguiti, alla fine chiedono visite specialistiche che magari non
servono. E poi attivare i point of care delle case di riposo, puntare sul telemonitoraggio domiciliare, dopo aver consegnato i device anche a domicilio. In sintesi, riorganizzare la sanità territoriale. E poi dobbiamo lavorare per la sfida degli ATS che ci attende”. La casa è un altro dei temi fondamentali: “Per iniziare, abbiamo messo sul tavolo 50 milioni di euro, rivolti in primis agli inquilini delle case popolari. Parte di questi fondi sarà destinata all’efficientamento energetico degli edifici, per evitare gli sprechi e ridurre le bollette. E poi pensiamo all’housing sociale e alle persone che, pur con un reddito, non riescono a trovare un alloggio: infermieri, operatori socio-sanitari, vigili del fuoco, forze dell’ordine, ma anche studenti, giovani coppie, genitori separati e persone che arrivano da altri territori”.
Non solo emergenze abitative, c’è anche il ceto medio che necessità di affitti calmierati. C’è un progetto specifico per l’Abitare?
“Il presidente Alberto Stefani ha lanciato “Generazione Casa” che ha un obiettivo: dare un’abitazione a chi lavora ma non può permettersi affitti sul mercato privato e non rientra nelle graduatorie dell’edilizia pubblica. E, contemporaneamente, reperire risorse per iniziare a recuperare gli 8.800 alloggi popolari oggi sfitti che necessitano di riqualificazioni o ristrutturazioni. Un nuovo piano regionale che trasforma l’emergenza abitativa in
un’opportunità di sviluppo e che prevede la revisione della legge regionale 39/2017, recante norme in materia di edilizia residenziale pubblica. Con la riprogrammazione dei fondi comunitari approvata dalla Regione, che consentirà di finanziare il già citato piano casa con 50 milioni di euro, è solo l’inizio di un ampio e innovativo spettro di interventi per andare incontro alle necessità di fasce della popolazione particolarmente in difficoltà. Giovani, ai caregiver, anziani e coppie che faticano ad ottenere un mutuo o a pagare un affitto. Non si tratta solo di una scelta di equità ma anche di una leva di sostenibilità per le ATER regionali, che contribuirà al processo di manutenzione del nostro patrimonio abitativo e di recupero di quello esistente e abbandonato. Ecco perché è necessario invertire la rotta e intervenire per risolvere una situazione per cui aumentano le case sfitte e cresce la dipendenza da contributi regionali e statali delle persone in stato di necessità. Generazione Casa va in questa direzione e si propone di ampliare e migliorare la qualità dell’offerta di edilizia pubblica, attivando una nuova forma di social housing”.
I progetti di ATER Treviso
Nuovi alloggi ERP tra fondi PNRR e Piano PINQuA
L’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale della provincia di Treviso ha portato a compimento durante l’ultimo triennio una serie di progetti di grande rilievo finanziati con fondi europei del PNRR – Next Generation EU e nell’ambito del Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PINQuA), integrando questi investimenti con risorse proprie per rafforzare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e migliorare la qualità dell’abitare sul territorio provinciale. Nel Comune di Treviso, in Strada La Bassa, sono stati realizzati due edifici da 24 nuovi alloggi ERP ciascuno grazie a un investimento complessivo di € 10.914.543,2, un intervento che ha dato concreta risposta alla domanda di casa, favorendo l’accesso ad alloggi moderni e confortevoli per famiglie in condizioni di fragilità economica. Sempre nel capoluogo, in via Feltrina, è stata completata la costruzione di 32 nuovi alloggi per un valore di € 12.268.204,21, mentre nella stessa area di via Feltrina e via Castagnole è stata ultimata un’ulteriore palazzina comprendente 32 abitazioni per un importo di € 10.601.100,00. Questi interventi rientrano nel più ampio progetto di rigenerazione urbana dell’area di Monigo-San Paolo-San Liberale che ha visto la demolizione di edifici obsoleti e la ricostruzione di nuovi fabbricati ad alta efficienza energetica, alcuni già consegnati e altri in avanzata fase di realizzazione. Nel complesso il progetto di via Feltrina, portato avanti anche con
la collaborazione del Comune di Treviso e con l’uso di fondi PNRR e PINQuA, prevede la riqualificazione o la ricostruzione di oltre 160 alloggi, con abitazioni in classe energetica A4 e spazi accessibili, contribuendo alla rigenerazione di un’area urbana strategica per la città.
Accanto a queste nuove costruzioni, ATER Treviso ha realizzato importanti interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti grazie alle risorse del PNRR (Fondo complementare – “Sicuro, Verde e Sociale” D.M. n. 52/2022) per un totale di oltre € 10 milioni di finanziamenti complessivi.
Nel Comune di Treviso, in via Irlanda n. 10/12, sono stati riqualificati 12 alloggi per un investimento di € 2.791.862,53, con interventi che comprendono il miglioramento dell’isolamento termico e l’adeguamento degli impianti.
Interventi simili sono stati eseguiti a Conegliano, in via De Nicola n. 2/4, dove 14 alloggi sono stati oggetto di efficientamento energetico per € 796.207,35, così come a Villorba, in via del Dominicale n. 45/47, dove 18 alloggi sono stati riqualificati per un importo di € 1.126.333,58. Nel Comune di Vittorio Veneto, in via Buozzi n. 21/23/25/27,
la riqualificazione di 33 unità abitative ha comportato un investimento di € 2.048.294,39, valorizzando edifici ERP con soluzioni volte alla riduzione dei consumi e al miglior comfort per gli inquilini.
Anche nel Comune di Gaiarine, in via Pieralunga n. 3/5, sono stati riqualificati 12 alloggi con € 844.565,48 di risorse destinate a miglioramenti energetici e strutturali, e nel Comune di Oderzo, in via Toniolo n. 34, altri 6 alloggi sono stati oggetto di lavori per € 813.206,28, con interventi che riducono significativamente i consumi e innalza -
no la classe energetica degli immobili. Nel capoluogo, in Viale Francia n. 7, 18 alloggi sono stati riqualificati con un investimento di € 1.721.181,55, completando così il quadro di interventi di efficientamento che interessano diverse aree della provincia grazie alle risorse comunitarie stanziate. Questi progetti si inseriscono in un quadro strategico più ampio di rinnovamento dell’edilizia residenziale pubblica promosso da ATER Treviso, che combina la realizzazione di nuovi alloggi con la riqualificazione di quelli esistenti per rispondere alla domanda abitativa contemporanea, migliorare l’efficienza energetica del patrimonio immobiliare e contribuire alla sostenibilità ambientale. Il ricorso ai fondi europei del PNRR e alle risorse del PINQuA ha permesso di accelerare interventi significativi che non solo aumentano il numero di alloggi disponibili, ma puntano anche alla qualità dell’abitare attraverso soluzioni con standard elevati di prestazione energetica, spazi condivisi e accessibilità. Il piano di investimenti complessivo, che supera i 46 milioni di euro tra nuove costruzioni, riqualificazioni energetiche e iniziative correlate, rappresenta un forte impegno dell’Azienda a favore della coesione sociale e della rigenerazione urbana in tutta la Marca Trevigiana, confermando l’importanza di una progettazione attenta alle esigenze delle comunità locali e orientata alla sostenibilità.
Se desideri, posso anche arricchire ulteriormente l’articolo con una sezione finale sulle ricadute sociali e ambientali di questi progetti per il territorio di Treviso.
“Formelle d’artista”
Riscopriamo la storia in collaborazione con il Liceo Artistico di Treviso
Si chiamano formelle, sono realizzate in ceramica e sono ancora visibili quali “targhe identificative” in alcuni edifici di edilizia residenziale pubblica della città. Un elemento a tutti gli effetti artistico, la cui storia inizia nei primi anni del dopoguerra, per poi interrompersi fino quasi a perdersi completamente con il passare del tempo. Un progetto di ATER Treviso, che ha coinvolto il Liceo Statale di Treviso, punta ora a riscoprire questo elemento, portando i giovani a realizzare nuove formelle per poi applicarle alle nuove abitazioni di edilizia residenziale pubblica in costruzione nella in provincia di Treviso. Per riscoprire e rilanciare un perfetto binomio tra arte ed edilizia pubblica come lo era in passato.
Il progetto “Formelle d’artista per ATER” dunque nasce dalla volontà di far rivivere proprio questa pratica artistica, e vede coinvolta l’Azienda Territoriale di Edilizia Residenziale della provincia di Treviso e il Liceo Artistico Statale di Treviso. L’obiettivo è riproporre la formella come elemento distintivo, di decoro, oltre che indice di qualità dell’abitare, nei nuovi edifici realizzati nella Marca Trevigiana da ATER. Gli studenti del Liceo hanno partecipato al progetto durante l’ultimo anno scolastico, attraverso un laboratorio multidisciplinare, con visite guidate e lezioni di storia dell’arte, dell’architettura e dell’urbanistica, per arrivare ad elaborare e realizzazione con le proprie mani una formella in ceramica smaltata. Tutte le ope -
re realizzate sono state valutate nell’ambito di un apposito concorso da una commissione dedicata. Mercoledì 20 novembre 2024 la commissione si è riunita per visionare le proposte. Questi i componenti dell’organo valutativo: Luciano Longo, scultore; Francesco Stefanini, pittore; Marco Varisco, maestro vetraio; Marco Pagani, architetto presidente dell’Ordine degli Architetti di Treviso; Sandra Messina, dirigente scolastico del Liceo Artistico Statale di Treviso, Francesca Pileio, architetto responsabile dell’Ufficio patrimonio di ATER Treviso. Si è così potuto toccare con mano il lavo -
ro degli studenti. Sono state selezionate le migliori 40 formelle, su una base di oltre 60 realizzate dagli studenti, che saranno a breve installate negli edifici ATER di nuova realizzazione, a partire dagli alloggi ristrutturati e realizzati con i fondi PNC e PNRR, tra cui il PINQUA di Treviso, per un totale di 200 appartamenti del valore di 46 milioni di euro. “Le formelle impreziosivano le case popolari di quegli anni, per questo è nata l’idea di riproporle - spiegano dal CDA di ATER Treviso il Mauro Dal Zilio, presidente di ATER Treviso, Marina Bonotto, vicepresidente di ATER Treviso, e Oscar Borsato, consigliere di ATER Treviso –. Quali migliori interlocutori a cui rivolgersi se non gli artisti di domani? Per questo abbiamo coinvolto i giovani studenti del liceo artistico, attraverso la formazione e stimolandone la creatività. Perché queste nuove abitazioni di edilizia residenziale pubblica, oltre che sicure, tecnologiche, a risparmio energetico, ed accoglienti, possono e devono anche essere belle, per il benessere di chi andrà ad abitarle”. Accolta con grande entusiasmo, la proposta di ATER Treviso ha rappresentato uno stimolo importante per gli studenti del Liceo Artistico, portandoli a completare una produzione davvero originale. “Hanno partecipato al progetto studentesse e studenti di discipline pittoriche, di scultura, di architettura e ambiente, che pur appartenendo a classi diverse si sono ritrovati a riflettere insieme per progettare, elaborare e realizzare il prodotto finale in un clima di contaminazione artistica motivante e competitiva – spiega la dirigente scolastica del Liceo Artistico, Sandra Messina – un’esperienza sicuramente utile per il loro personale orientamento futuro”. Le 40 formelle saranno installate nei prossimi mesi, riportando a nuova vita una produzione artistica quasi dimenticata, e al tempo stesso impreziosendo con le abitazioni di edilizia residenziale pubblica di ultima generazione presenti nel territorio trevigiano.
fotonotizia
Ater Treviso finanzia l’educazione all’abitare
Ater Treviso ha promosso e sottoscritto con i Comuni della provincia diverse convenzioni per la concessione di alloggi, da destinare a progetti socio-assistenziali, con il supporto della Regione Veneto.
Nell’ambito dell’Accordo per la promozione di una politica unitaria dell’Abitare, siglato il 19 dicembre 2023 congiuntamente agli altri attori coinvolti, pubblici e privati, il 28 maggio 2025 l’Azienda ha sottoscritto, assieme all’Associazione Comuni ed al Centro Studi Amministrativi della Marca Trevigiana, una convenzione finalizzata ad avviare un percorso di formazione degli enti del terzo settore e dei volontari, da destinare all’accompagnamento e all’educazione all’abitare degli utenti. Da questo accordo è scaturito il finanziamento del progetto da parte di Ater, con un contributo di Euro 15.000,00, a riprova della volontà di assumere un impegno in prima linea nella risoluzione dei disagi abitativi.
Udienza in Vaticano
In un clima di profonda spiritualità, accentuato dalle celebrazioni per la festa di Santa Lucia, il 13 dicembre scorso una delegazione di Federcasa è stata accolta tra le mura del Vaticano per un momento di alto valore simbolico. Ricevuti in udienza privata da Papa Leone XIV, il primo Pontefice statunitense della storia, noto per la sua attenzione ai temi dell’equità sociale e dell’abitare, i rappresentanti dell’organizzazione hanno potuto condividere le sfide e i progetti legati al diritto alla casa. L’incontro si è concluso con un gesto di profonda vicinanza pastorale: il Santo Padre ha impartito la sua benedizione apostolica a tutti i presenti, estendendo il suo pensiero alle famiglie e alle comunità che l’ente rappresenta quotidianamente.
Al lavoro per un piano edilizio europeo
Il dialogo sulle frontiere dell’abitare sociale si è spostato nel cuore delle istituzioni italiane lunedì 19 gennaio, in un doppio appuntamento che ha visto protagonisti i vertici dell’edilizia residenziale pubblica. La giornata si è aperta presso la sede di Federcasa per poi proseguire nella solenne cornice della Sala della Barberia al Senato della Repubblica, dove i delegati di Housing Europe e dell’Union Sociale pour l’Habitat (USH) si sono riuniti per definire una strategia comune sul nuovo Piano Europeo per l’Edilizia Abitativa. A dare il via ai lavori è stato Marco Corradi, Presidente di Housing Europe, che ha tracciato il solco del confronto ponendo l’accento sulla necessità di un coordinamento sovranazionale. L’obiettivo è ambizioso: armonizzare i sistemi di social housing di Italia e Francia, creando un fronte compatto capace di rispondere con efficacia alle direttive di Bruxelles. Al tavolo del confronto, Federcasa ha schierato i suoi massimi rappresentanti: dal Presidente Marco Buttieri al Direttore Patrizio Losi, affiancati da Antonio Prolini (Presidente di Eurhonet) e dal Vice Presidente Leonardo Impegno, a testimonianza della centralità dell’ente italiano nel ridisegnare il futuro dell’abitare accessibile in Europa.”.
Dott. Emiliano Cardia - Ufficio Europa Federcasa GM di StartHub Solutions - Strategic Planning & Development Services
In diretta dall’Europa
Una nuova centralità europea
per l’abitare: dall’emergenza al piano.
La crisi abitativa che investe il continente europeo non è più un problema locale, né tantomeno una somma di difficoltà nazionali isolate: è un fenomeno stratificato, transnazionale e sistemico, che mette in discussione la coesione sociale, l’accesso ai diritti fondamentali e la competitività delle nostre economie.
È per questo che, negli ultimi mesi, l’Unione Europea ha portato l’affordable housing e l’housing sociale al centro del dibattito politico e istituzionale, segnando una svolta significativa nella sua agenda. La presentazione del primo European Affordable Housing Plan della Commissione europea, avvenuta a dicembre 2025, è forse la prova più evidente di questa trasformazione. Per la prima volta Bruxelles non si limita a osservare dall’esterno, ma propone un pacchetto di misure strategiche per aumentare l’offerta di alloggi accessibili, sostenere l’innovazione nel settore delle costruzioni, semplificare procedure e mobilitare risorse pubbliche e private in modo più efficace.
I dati alla base di questa iniziativa sono significativi: negli ultimi anni i prezzi delle case in Europa sono cresciuti a ritmi senza precedenti e il numero di alloggi a prezzi accessibili è stagnante o in diminuzione; nel frattempo, fenomeni come
l’espansione delle locazioni brevi aggravano ulteriormente la scarsità di offerta.
Si tratta di un intervento che rompe con una lunga tradizione, secondo la quale le politiche abitative sarebbero affare quasi esclusivo degli Stati membri. La creazione di una delega commissariale specifica all’housing, affidata al primo Commissario europeo per l’abitare, è la cornice politica di questo cambio di passo: una figura chiamata non solo a coordinare le iniziative, ma a proporre strumenti di governance e investimento a livello europeo.
Una delle questioni più rilevanti sollevate dal piano riguarda la revisione delle norme sugli aiuti di Stato per facilitarel’accesso a finanziamenti pubblici nei progetti di housing, sociale e accessibile. Questo elemento rappresenta una rottura rispetto alle regole tradizionali che hanno finora limitato la capacità degli Stati membri di sostenere direttamente la costruzione di case a prezzi calmierati. Il piano non si ferma però ai confini dell’UE: la Banca Europea degli Investimenti sta potenziando i finanziamenti destinati all’housing accessibile, con l’obiettivo di raggiungere 6 miliardi di euro entro il 2026, grazie a un’azione congiunta con la Commissione per tradurre gli impegni in progetti sul terreno.
È in questo contesto che va letto anche il lancio della Pan-European Housing Investment Platform, un’iniziativa concepita per aggregare inve -
stimenti pubblici e privati in progetti abitativi su scala europea, offrendo strumenti informativi, casi di best practice e modelli finanziari innovativi. Accanto alla dimensione economica e finanziaria si sviluppa poi la dimensione sociale e dei diritti. Organismi consultivi e istituzionali, come il Comitato Economico e Sociale Europeo, hanno richiamato l’attenzione sull’urgenza di garantire l’inclusione delle persone con disabilità e altri gruppi vulnerabili, sottolineando l’esigenza di politiche che non si limitino all’offerta quantitativa, ma puntino alla qualità, all’accessibilità e all’equità. Queste dinamiche tracciano una linea di azione in cui l’UE non si limita a coordinare strategie nazionali, bensì prova a diventare protagonista attiva nel promuovere un diritto all’abitare che contempli sostenibilità, innovazione e rispetto delle diversità sociali.
Tuttavia, l’ambizione si scontra con sfide profonde: l’attuale assetto normativo europeo non conferisce piena competenza nel settore, e le misure concrete, come la regolazione delle locazioni brevi o la gestione degli investimenti privati, richiederanno negoziati lunghi e compromessi politici. Anche il Parlamento Europeo, sta chiedendo un’espansione massiccia dell’housing sociale come diritto fondamentale, mettendo in luce la tensione tra approcci più ambiziosi e la realtà delle alleanze politiche. Risulta quindi evidente che l’Europa è di fronte a un bivio: potrà limitarsi a rivestire
In diretta dall’Europa
di retorica una questione sociale di grande impatto, oppure riuscirà a trasformare strumenti politici, finanziari e normativi in azioni concrete, che riducano realmente la vulnerabilità abitativa di milioni di cittadini.
La via intrapresa suggerisce che l’UE stia scegliendo la seconda strada, ma la sostenibilità di questo processo dipenderà dalla capacità di coinvolgere in modo strutturale degli Stati membri, delle autorità locali, degli investitori e della società civile.
La casa non è più percepita solo come un bene privato o come un asset speculativo: sta emergendo, nelle politiche europee, la consapevolezza che l’accesso a un alloggio decente e sostenibile sia un elemento fondamentale di coesione sociale e stabilità democratica.
Se la politica europea saprà tradurre questa visione in risultati tangibili, l’housing potrebbe diventare una delle frontiere più significative della costruzione europea nel XXI secolo.
Per raccogliere questa sfida, Federcasa partecipa con assiduità a tutti gli incontri sul tema, organizzati a Bruxelles, piuttosto che in altre sedi istituzionali, dove è invitata a portare la nostra voce: lo faremo anche nei primi giorni di febbraio a Roma in occasione della missione della Commissione Europea di confronto con gli stakeholder, che avremo modo di ospitare.
Dott.ssa Elisabetta Maggi Responsabile Rapporti Istituzionali presso ISPRO Istituzioni e Progetti S.r.l.
L’Agenda parlamentare
Quadro di sintesi delle misure
contenute nella legge di bilancio 2026 che hanno un impatto sul mondo dell’edilizia residenziale pubblica.
La legge di bilancio 2026 approvata in via definitiva dal Parlamento lo scorso 30 dicembre è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 301 del 31 dicembre 2025 (legge n. 199/2025) ed è entrata in vigore dal 1° gennaio 2026. Il provvedimento contiene disposizioni di sicuro interesse per l’edilizia privata e sulle politiche per la casa, con interventi volti a contrastare il disagio abitativo. Si riporta, di seguito, una sintetica scheda delle misure più significative per il mondo dell’edilizia residenziale pubblica, partendo proprio da quelle di maggior impatto:
Piano Casa Italia (art.1, commi 783-784): viene modificata ed integrata la disciplina introdotta dalle precedenti Leggi di Bilancio in materia di “casa accessibile”. In particolare, le modifiche vanno ad incidere sulla legge n. 213/2023 che prevede l’adozione delle Linee Guida per la sperimentazione di modelli innovativi di edilizia residenziale e pubblica ed edilizia sociale e sulla Legge n. 207/2024 che prevede l’adozione del Piano nazionale per l’edilizia residenziale e sociale pubblica denominato «Piano casa Italia». Nel dettaglio:
• dal punto di vista procedurale è stato stabilito che il DPCM attuativo del Piano Casa Italia dovrà essere adottato con il concerto obbligatorio del MEF, oltre che del MIT e della Conferenza Unificata e che lo stesso definirà anche le linee guida per modelli innovativi di edilizia sociale;
• per quanto attiene agli interventi finanziabili che saranno meglio definiti con un successivo decreto attuativo, è stata prevista la possibilità di recupero e realizzazione di alloggi ERP e sociali a canone agevolato, contratti di godimento con futura alienazione (rent to buy pubblico) e co housing e unità per anziani con possibili permute immobiliari;
• sui destinatari, il Piano viene esplicitamente rivolto a giovani e giovani coppie, genitori separati ed anziani;
• in materia di risorse utilizzabili, la legge di bilancio 2026 parla di 200 milioni di euro nel biennio 2026 2027, 100 per ciascun anno. È poi stato previsto un collegamento tra il Piano Casa Italia e i fondi strutturali europei 2021-2027 che hanno incluso il tema della casa accessibile tra le priorità verso le quali riprogrammare le risorse europee. Inoltre, il comma 782 stabilisce che il Piano Sociale per il Clima potrà destinare le proprie risorse alla sperimentazione di modelli innovativi di edilizia pubblica e sociale e all’attuazione del Piano Casa Italia. Lo stanziamento complessivo di 100 milioni di euro (50 milioni per il 2027 e 50
L’ Agenda parlamentare per il 2028) previsto per l’attuazione delle linee guida (ex lg di bilancio 2024) è stato assegnato direttamente al Piano Casa Italia. Tutto ciò va ad aggiungersi a quanto già precedentemente previsto: 560 milioni di euro, di cui 150 per l’anno 2028, 180 per l’anno 2029 e 230 per l’anno 2030.
Fondo rotativo morosità incolpevole (art.1, commi 759-761): è stato istituito un Fondo rotativo da 5 milioni di euro annui per il periodo 2027-2031 per supportare gli inquilini in condizione di morosità incolpevole. La misura serve per coprire il rischio di mancato pagamento e il deposito cauzionale nei casi in cui l’inquilino non possa adempiere al contratto per cause di morosità incolpevole. La natura rotativa permette il subentro nei diritti del locatore.
Rifinanziamento fondo morosità incolpevole (art. 1, comma 908): la legge di bilancio 2026 ha rifinanziato il fondo per gli inquilini morosi incolpevoli con uno stanziamento di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.
Norme trasversali che assumono rilievo anche per l’ERP:
• Bonus edilizi e rigenerazione urbana: è stato confermato il bonus ristrutturazioni 50% sulla prima casa e 36% sugli altri immobili e l’ecobonus (art. 1, comma 22) e le altre misure per la riqualificazione energetica degli edifici. Per quanto attiene al superbonus, la legge di bilancio 2026 sancisce la fine del Superbonus 110% ordinario,
sostituito da detrazioni ridotte al 65% per i condomini che hanno deliberato i lavori entro ottobre 2024 e presentato la CILAS entro dicembre 2024. Sulla base della precedente normativa resta prorogata la misura del 110% al 31 dicembre 2026 solo per interventi in Comuni colpiti da eventi sismici dal 2009. Infine la legge di bilancio 2026 prevede che le misure incentivanti per la riqualificazione delle aree urbane si applicano anche agli edifici che hanno conseguito il condono edilizio ai sensi delle Leggi 47/1985, 724/1994 e del decreto-legge 269/2003 (art. 1, comma 23).
• Cedolare secca e locazioni brevi (art. 1, comma 17): la manovra di bilancio 2026 prevede la possibilità di applicare il regime della cedolare al 21% solo sul primo immobile, mentre dal secondo immobile si applica l’aliquota del 26% e dal terzo immobile l’attività è considerata impresa.
• Revisione ISEE (art. 1, comma 208): la soglia del valore della prima casa escluso dall’ISEE sale da 52.500 a 91.500 euro, fino a 120.000 euro nelle città metropolitane). La ratio della norma è quella di consentire a più famiglie di rientrare nelle fasce per l’accesso per gli alloggi ERP, i contributi per la casa, i canoni concordati ed i bonus abitativi.
Federazione italiana per le case popolari e l’edilizia sociale Via Napoleone III, 6 - 00185 Roma telefono 06 888 117 20 e-mail federcasa@federcasa.it website federcasa.it