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709 FABBRICA IL TUO 4.0

MAGGIO GIUGNO 2017

MAGAZINE UFFICIALE ANIMA | CONFINDUSTRIA

Speciale finitura Tecnologia: le novità a SPS 2017 Nasce il portale www.i4punto0.it Classificazione doganale: cosa cambia da quest’anno Certificati bianchi, 8 novità da sapere

All’interno: Listino prezzi materiali di interesse per la meccanica varia n.715 Costo orario medio dell’operaio n.23 Rilevazioni statistiche prestazioni di personale gennaio 2017


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709 FABBRICA IL TUO 4.0

MAGGIO GIUGNO 2017

MAGAZINE UFFICIALE ANIMA | CONFINDUSTRIA

SPECIALE FINITURA TECNOLOGIA: LE NOVITÀ A SPS 2017 NASCE IL PORTALE I4PUNTO0.IT

Fabbrica il tuo 4.0

L’Industria Meccanica - Pubblicazione bimestrale di ANIMA/Confindustria Registrazione Tribunale di Milano N. 427 del 17.11.73 Direttore responsabile Giuseppe Bonacina - bonacina@anima.it Direttore editoriale Alessandro Durante - durante@anima.it

CLASSIFICAZIONE DOGANALE: COSA CAMBIA DA QUEST’ANNO CERTIFICATI BIANCHI, 8 NOVITÀ DA SAPERE

All’interno: Listino prezzi materiali di interesse per la meccanica varia n.715 Costo orario medio dell’operaio n.23 Rilevazioni statistiche prestazioni di personale gennaio 2017

Sembrano le istruzioni di un gioco: “Fabbrica il tuo 4.0”. Se un gioco effettivamente non è, di sicuro la rivoluzione 4.0 sta cambiando il modo di pensare la produzione. Grazie all’internet delle cose e alla digitalizzazione ognuno di noi – dall’imprenditore, all’ingegnere, al cittadino – si sta trasformando nel “piccolo Einstein” che abbiamo disegnato al centro della copertina di questo numero, capace di fabbricare su misura tutti gli oggetti che desidera tagliati su misura per sé. Trasposto in un’industria meccanica significa sviluppare tutte le dinamiche di interconnessione, realtà aumentata, robotica collaborativa e di cyber security che rendono il processo flessibile ed efficiente. Così, anche scherzandoci un po’, in copertina ci siamo immaginati il motore di questo impianto esagerato come un “Doc” Brown di Ritorno al futuro o un Rick di Rick and Morty, capace di gestire la complessità da un unico touch screen. E che invece di produrre macchine del tempo o armi laser, fabbrica gli oggetti della vita quotidiana. E a dirla tutta le innovazioni che descriviamo nella pagine di questo numero sembrano già di per sé futuristiche: vi raccontiamo il revamping di un impianto di furgoni, la produzione di biscotti “smart”, un’applicazione che archivia i volumi di una biblioteca universitaria, impianti gestiti da smart watch, manutenzione predittiva su un sistema di riempimento di flaconi di mascara. E poi un intero Speciale dedicato al trattamento delle superfici, per scoprire come gli impianti di finitura siano in piena evoluzione 4.0. E tante anticipazioni di tecnologie presenti alla fiera Sps di Parma, dedicata all’automazione industriale. Ma Industria 4.0 significa anche incentivi: da pochi giorni è attivo il portale di Anima, Icim e Ucimu dedicato all’iperammortamento, e ne descriviamo qui il funzionamento. Come in ogni numero trattiamo poi i diversi temi utili per migliorare il business delle imprese. Facciamo chiarezza sulle nuove linee guida del meccanismo dei certificati bianchi, importante strumento per sostenere l’efficienza energetica. Parliamo di export, per capire le ultime novità legate ai dazi doganali. Continua inoltre l’approfondimento sulle normative legate allo smaltimento dei Raee. E nella sezione dedicata alla logistica scopriamo un metodo per capire come scegliere una scaffalatura portapallet sicura, anche senza essere degli esperti del settore, grazie a uno schema di qualità appena riconosciuto da Accredia. Approfondimenti tecnici e recensioni completano questo numero dell’Industria Meccanica.

Comitato editoriale Michele Bendotti, Giuseppe Bonacina, Sandro Bonomi, Maurizio Brancaleoni, Alberto Caprari, Alessandro Durante, Paola Ferroli, Andrea Orlando, Mario Salvi Comitato tecnico-scientifico Pierangelo Andreini, Antonio Calabrese, Roberto Camporese, Pietro Luigi Cavallotti, Alessandro Clerici, Rodolfo De Santis, Marco Fortis, Ennio Macchi, Giovanni Riva, Pietro Torretta, Giuseppe Zampini Redattore Carlo Fumagalli - fumagalli@anima.it Segretaria di redazione Cinzia Alchieri - alchieri@anima.it - Tel. 02 45418.211 Hanno collaborato a questo numero: Laura Aldorisio, Franco Canna, Alessandro Fontana, Dante Ghisi, Paolo Gianoglio, Luca Lavazza, Marta Macchi, Irene Nava, Francesco Pizzo, Mara Portoso, Valentina Rubello, Michele Strozzi, Sabrina Suardi. Impaginazione Abc Production Fabio Lunardon - lunardon@anima.it Responsabile della pubblicità Mario Salvi - salvi@anima.it Direzione e Redazione ANIMA Federazione delle Associazioni Nazionali dell’Industria Meccanica Varia e Affine Via Scarsellini 13 - 20161 Milano | Tel. 02 45418.500 - Fax 02 45418.545 www.anima.it - anima@anima.it Online: www.industriameccanica.it | Twitter: @IndMeccanica Gestione, amministrazione, abbonamenti e pubblicità A.S.A. Azienda Servizi ANIMA S.r.l. Via Scarsellini 13 - 20161 Milano - Tel. 02 45418.200 Abbonamento annuo (6 numeri) Italia 80 euro - Estero 110 euro Si comunica ai Sigg. abbonati che, avvalendosi del contenuto dell’art. 74 lettera C del D.P.R. 26.10.1972 N. 633 e del D.M. 28.12.89, A.S.A. S.r.l. non emetterà fatture relative agli abbonamenti Progetto editoriale e grafico ANIMA - L’Industria Meccanica Stampa Bonazzi Grafica - Sondrio - www.bonazzi.it

È vietata la riproduzione di articoli e illustrazioni de “L’Industria Meccanica” senza autorizzazione e senza citarne la fonte. La collaborazione alla rivista è subordinata insindacabilmente al giudizio della Redazione. Le idee espresse dagli autori non impegnano né la rivista né ANIMA e la responsabilità di quanto viene pubblicato rimane degli autori stessi.

Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana ROC N. 4397

La Redazione - @IndMeccanica

l’industria meccanica 709 | 6


10 RUBRICA | Donne e uomini al timone

44 Nasce il portale “Industria 4.0 e iperammortamento” di Anima, Icim, Ucimu

13 RUBRICA | i 400 caratteri

46 RUBRICA | SPS Innovation Hub

Brevi dal mondo dell’industria

16 MOCA, materiali a contatto con gli alimenti: nuove sanzioni amministrative per chi non è a norma

46 Know How 4.0: come 5 applicazioni industriali cambiano la fabbrica di Franco Canna

18 Approfondimenti tecnici

52 Cosa vedere a SPS 2017? 67 Ansia organizzativa, come prevenirla? di Dante Ghisi

20

68 RUBRICA | i 400 caratteri Brevi dal mondo dell’industria

70 Climatizzazione, prodotti a espansione diretta tornano a livelli pre-crisi di Mara Portoso

LOGISTICA&MOVIMENTAZIONE 22 Scegliere una scaffalatura: dall’Italia lo schema di qualità riconosciuto da Accredia di Irene Nava

26 Il Libro Bianco delle scaffalature fa un’analisi del settore

76

di Laura Aldorisio

28 Dall’industria ceramica alla gestione degli archivi: l’innovazione “reale” cambia lo smart manufacturing

EXPORT&MERCATI

di Michele Strozzi

32

SOMMARIO N. 709

AUTOMAZIONE&PRODUZIONE 34 Finitura 4.0 42 Investire in Industria 4.0: l’importanza di un’analisi dell’impatto sui processi di Paolo Gianoglio, Icim

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Dove tuona un fatto, siatene certi, ha lampeggiato un’idea. (Ippolito Nievo, Le confessioni d’un italiano)


78 Classificazione doganale delle merci: cosa cambia dal 2017 di Valentina Rubello, Easyfrontier

82 FLASH INTERNAZIONALIZZAZIONE 84 Dazi doganali: la parola d’ordine è pianificazione di Luca Lavazza e Francesco Pizzo, PwC

87 Se le strade italiane non sono al passo con le aziende di Alessandro Durante

88 SICUREZZA&AMBIENTE 90 Pile e batterie: tipologie e modalità di riciclo di Marta Macchi e Sabrina Suardi, Gruppo Safe

94 EFFICIENZA&ENERGIA

SOMMARIO N. 709

96 Certificati bianchi, tutte le novità in 8 punti di Alessandro Fontana

98 Ivs, la fiera delle valvole industriali raddoppia spazi ed espositori 100 RUBRICA | Recensioni 102 ELENCO | In questo numero 104 ABBONAMENTI 105 TABELLE ANIMA – BIANCHE, BLU, ARANCIO

Sognate e mirate sempre più in alto di quello che ritenete alla vostra portata. Non cercate solo di superare i vostri contemporanei o i vostri predecessori. Cercate, piuttosto, di superare voi stessi. (William Faulkner, Sartoris)

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Davide Suppia

RUBRICA | Donne e Uomini al timone

è il nuovo business development manager per il mercato italiano di Data4 Data4 ha scelto Davide Suppia come business development manager per il territorio italiano. Nel proprio ruolo si occuperà di proporre a cloud provider, aziende di servizi digitali e a grandi e medie imprese i vantaggi della piattaforma multiservizi di Data4 per l’hybrid It, in grado di favorire un accesso rapido, sicuro e iper-connesso alle risorse informatiche. Con un’esperienza manageriale nel settore delle telecomunicazioni, Davide Suppia approda al Gruppo francese dopo aver svolto il ruolo di direttore vendite in Supernap Italia.

Toni Cavalcante

è il nuovo presidente Unac L’assemblea dei soci Unac (associazione costruttori di infissi motorizzati e automatismi per serramenti in genere) ha eletto lo scorso 6 aprile il nuovo presidente e il consiglio direttivo. Toni Cavalcante succede a Stefano Bonan di Came SpA. Cavalcante è socio fondatore di Topp Srl, azienda che si occupa di automazioni per porte e finestre. Il nuovo Presidente Unac ha ringraziato Bonan per l’impegno durante il suo mandato.

Claudio Marenzi

nominato presidente Confindustria Moda Nasce Confindustria Moda, la nuova federazione della moda, tessile e accessorio. Confindustria Moda raggruppa le imprese associate a Smi e a Fiamp, che a sua volta riunisce gli occhiali di Anfao, Assocalzaturifici, Federorafi e le associazioni Pellettieri e Pellicceria. Claudio Marenzi, dal 2013 presidente di Smi, è stato eletto primo presidente della nuova federazione, mentre Cirillo Marcolin, presidente di Fiamp e di Anfao, è il nuovo vicepresidente.

Sebastiano Cerullo

è il nuovo direttore generale FederlegnoArredo Giovanni De Ponti lascia la carica di direttore generale della Federazione per nuove esperienze professionali, passando il testimone a Sebastiano Cerullo. “Sarà nostro compito continuare ad essere al servizio delle imprese dando nuovo corso alle direzioni indicate dalla neo presidenza” – afferma Sebastiano Cerullo, direttore generale FederlegnoArredo.

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Donne e Uomini

Giovanni Ferrero

nuovo executive chairman

Lapo Civiletti

nuovo chief executive officer di Ferrero Giovanni Ferrero, imprenditore e Ceo del Gruppo Ferrero, assumerà il ruolo di executive chairman a partire dal 1° settembre 2017. Come tale, guiderà il Gruppo concentrandosi sullo sviluppo di strategie, indirizzi di business e innovazione. Giovanni Ferrero ha deciso di affidare il ruolo di chief executive officer (Ceo) a Lapo Civiletti, manager Ferrero con una consolidata esperienza caratterizzata da eccellenti risultati.

Francesco Bergomi

è il nuovo direttore di Assoposa Francesco Bergomi, è il nuovo direttore di Assoposa (associazione professionale dei posatori e dei rivenditori specializzati nella posa della ceramica). Dopo una lunga esperienza nel sistema di Confindustria, dal 1° marzo è passato alle dipendenze di Assoposa e ne è stato nominato direttore. Assoposa, l’associazione professionale dei posatori e dei rivenditori specializzati nella posa della ceramica, è stata costituita in occasione di Cersaie 2013 allo scopo di qualificare la posa italiana.

11 | MAGGIO GIUGNO 2017


ANIMA PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE: UN SERVIZIO DI SUPPORTO QUALIFICATO PER LE AZIENDE NEL PROPRIO BUSINESS ESTERO PRESENTA

FOCUS PAESE 2017: PER TROVARE LE RISPOSTE CHE CERCHI

Federazione Anima a supporto delle Aziende del comparto, presenta i nuovi incontri di approfondimento su alcuni Mercati Esteri selezionati per aree di prospettico sviluppo e interesse per la filiera meccanica, con l’obiettivo di dare strumenti e orientamenti concreti ai problemi che le imprese si trovano ad affrontare nella loro attività di estensione delle opportunità commerciali all’estero.

NUOVI PAESI - NUOVE DATE 2017

Perché lo sviluppo Export di qualunque azienda necessita sempre più di CONOSCENZA e STRATEGIA su mercati, opportunità e nuove dinamiche.

17 MAGGIO => RUSSIA

RELATORI DEI FOCUS: ICE + collegamento Skype con corrispondenti Locali | Studi Legali internazionali | Istituti Bancari internazionali | Professionisti Sviluppo Business Estero | Esperti in tematiche doganali | Consolati e Ambasciate

PARTECIPANTI DEI FOCUS: Responsabili Export, amministrativi, imprenditori e manager, direttori marketing/vendite, in generale tutti coloro che si trovino ad essere coinvolti nell’internazionalizzazione d’impresa. I FOCUS SI RIVOLGONO: sia aziende in fase di start up sui Paesi, sia coloro che già vi svolgono una attività, ma desiderino implementarla, modificarla o abbiano specifiche problematiche da affrontare. I Focus Paese ANIMA non sono convegni generalisti, ma incontri specialistici concreti, volutamente riservati a massimo 20 partecipanti, per favorire l’interazione e il confronto diretto tra aziende e relatori, professionisti autorevoli in ambito internazionale.

8 FEBBRAIO => CINA 22 MARZO => IRAN 10 MAGGIO => USA new

14 GIUGNO => DUBAI - EMIRATI 28 GIUGNO => MESSICO 5 LUGLIO => VIETNAM

new

20 SETTEMBRE => IRAN post elezioni new 11 OTTOBRE => MAROCCO 8 NOVEMBRE => ARGENTINA LO SAPEVI? LA PARTECIPAZIONE AI FOCUS PAESE ANIMA PUO’ ESSERE FINANZIATA A FONDO PERDUTO ATTRAVERSO I FONDI INTERPROFESSIONALI PER LA FORMAZIONE CONTINUA. INFORMATI O CHIEDI ASSISTENZA SULL'UTILIZZO DI FONDIMPRESA A internazionalizzazione@anima.it

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i 400 caratteri

satelliti

La startup che pulisce lo spazio La spazzatura spaziale rischia di saturare le orbite, impedendo il lancio di nuovi satelliti in futuro. La startup italiana D-Orbit progetta dispositivi che rimuovono a fine vita i satelliti su cui sono installati, e prodotti per rimuovere i resti dei razzi vettori che trasportano i satelliti nell’orbita di parcheggio. L’obiettivo è che ogni nuovo satellite sia in grado, fin dal momento del lancio, di rimuoversi da solo alla fine della missione.

FOTOSINTESI

russia

imballaggi

Pulire l’aria imitando le piante

Collaborazione per la tecnologia Esp

Un premio per la sostenibilità ambientale

Una macchina imita la fotosintesi delle piante: assorbe l’anidride carbonica, ma il prodotto è energia pulita. I ricercatori dell’Università della Florida centrale, guidati dal professor Fernando Uribe-Romo, sono riusciti a innescare una reazione chimica in un materiale sintetico che scompone l’anidride carbonica in composti organici non dannosi. Tra i possibili obiettivi, ridurre l’impatto dei gas serra e ottenere carburanti non inquinanti.

Giovanni Arvedi, presidente dell’omonimo gruppo siderurgico, e Andrey I. Rudskoy, rettore del Politecnico di San Pietroburgo, hanno firmato un accordo di collaborazione per l’ottimizzazione della tecnologia di processo Esp. Alcuni giovani ricercatori dell’ateneo russo studieranno i sistemi di ottimizzazione della tecnologia di colata e laminazione continue del processo Esp, facendone oggetto anche di tesi di laurea.

Il bando Conai per la prevenzione nell’edizione 2017 ha stanziato 400mila euro di cui 7 premi speciali da 10mila euro ciascuno. Verrà premiata la sostenibilità ambientale degli imballaggi immessi dai consorziati nel 2015/2016. Quest’anno potranno partecipare non solo le evoluzioni di progetto, ma anche soluzioni nuove. Lo strumento utilizzato per l’analisi dei casi sarà validato da un ente terzo di certificazione.

13 | MAGGIO GIUGNO 2017


i 400 caratteri aeronautica

big data

FORMAZIONE

Nuovi materiali per ridurre le emissioni

Un software riconosce i geni associati al cancro

Competenze digitali nel manifatturiero

Un’innovativa tecnologia, chiamata Net shape hot isostatic pressing, è servita per realizzare un casing di turbina aeronautica utilizzando una superlega di nichel. Il progetto europeo, coordinato da un’unità di ricerca del Politecnico di Torino, ha vinto il terzo premio nella competizione per ridurre le emissioni e migliorare le prestazioni dei motori aeronautici promosso dal programma europeo Jti Clean Sky 1.

Tra gli oltre 20 mila geni che compongono il genoma umano, il 70% non ha una relazione conosciuta con il cancro, mentre il restante 30% per cento sì. Utilizzando i big data, OncoScore classifica i geni in base alla loro associazione con questa malattia. Lo strumento, sviluppato da un gruppo di ricerca guidato da un professore dell’Università di Milano-Bicocca, si aggiorna continuamente da solo sulla base della letteratura biomedica.

Formare 150mila dipendenti in tutto il mondo e prepararli al lavoro digitale industriale. Questo l’obiettivo del progetto “Brilliant Learning”, lanciato da General Electric per colmare il gap di competenze tecnologiche creatosi con lo sviluppo delle nuove soluzioni di Industria 4.0. Verranno approfondite le pratiche legate alla lean manufacturing e alla manifattura avanzata e additiva, oltre ad altre tecnologie digitali.

milano

Luci per Porta Genova Telmotor ha contribuito alla realizzazione della nuova passerella di Porta Genova a Milano, fornendo soluzioni illuminotecniche realizzate su misura. La passerella ha sostituito l’antico Ponte degli Artisti, ed è costituita da un doppio percorso, pedonale e ciclabile, largo quasi cinque metri. Realizzata dalla Quadrio Gaetano Costruzioni, permette di attraversare la stazione di Porta Genova tra via Tortona e via Ventimiglia. WEARABLE TECHNOLOGIES

Indossare la sicurezza Un operatore di impianti e cantieri che lavora in un ambiente rumoroso con le cuffie di protezione in caso di emergenza potrebbe non sentire il segnale di allarme né vedere il pericolo. Safety++ è un outfit composto da maglia, giacca, moschettone e scarpe realizzato da Eni in collaborazione con il Mobile Experience Lab del Mit che tramite sensori all’occorrenza avverte della situazione critica con una pacca artificiale sulla spalla e sulla gabbia toracica.

15 | MAGGIO GIUGNO 2017

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MOCA, materiali a contatto con gli alimenti: nuove sanzioni amministrative per chi non è a norma

RUBRICA | Approfondimenti tecnici

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e sanzioni amministrative, previste per la violazione delle norme sui materiali a contatto con gli alimenti (cd Moca) dal D.lgs. 29/2017, si aggiungono alla tutela prevista dal diritto civile e penale, per le possibili conseguenze che siano attribuibili al trasferimento di sostanze pericolose per la salute negli alimenti. La pubblicazione del D.lgs. 29/2017 ha sollecitato l’attenzione degli operatori sulle norme relative ai Moca, che sono applicabili anche nell’ambito della fabbricazione di macchinari per la trasformazione degli alimenti e ai componenti che siano destinati al contatto con gli alimenti, per esempio, valvole, tubi, pompe dosatrici. La norma principale è il regolamento CE 1935/2004, il quale costituisce tuttavia una “norma quadro”, la cui applicazione deve essere integrata con le norme specifiche previste per alcuni materiali e con le norme nazionali. Le norme nazionali entrano in gioco solo nel caso in cui non sia prevista, dalla Ue, una norma specifica relativa al materiale regolato dalla norma nazionale. È il caso, quest’ultimo, del DM 21/3/1973, che si applica ai materiali a contatto con gli alimenti non già normati da regolamento specifico Ue. Sono quindi complementari all’applicazione del regolamento 1935/2004, vale a dire che l’applicazione di quest’ultimo non esclude affatto l’applicazione di ulteriori e specifici regolamenti, previsti proprio in attuazione del regolamento 1935/2004, i seguenti:

• il Regolamento (UE) n. 10/2011 definisce norme specifiche per i materiali e gli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari; • il Regolamento (UE) n. 284/2011 stabilisce condizioni particolari e procedure dettagliate per l’importazione di utensili per cucina in plastica a base di poliammide e di melammina originari della Repubblica popolare cinese e della regione amministrativa speciale di Hong Kong, Cina, o da esse provenienti;

• il Regolamento (CE) n. 450/2009 stabilisce i requisiti per l’immissione sul mercato dei materiali e degli oggetti attivi ed intelligenti destinati a venire a contatto con gli alimenti; • il Regolamento (CE) n. 282/2008 disciplina in modo speciale i materiali e gli oggetti di plastica riciclata destinati al contatto con gli alimenti. Uno dei principi fondamentali sottolineati da queste norme è la necessità di mantenere la tracciabilità dei Moca, per consentire una efficace attività di controllo delle autorità competenti. Per questo sono espressamente previste dai regolamenti dettagliate dichiarazioni di conformità di ciascun materiale. Il Decreto in oggetto, all’articolo 6, comma 1, prevede l’obbligo per gli operatori economici dei Moca di comunicare gli stabilimenti in cui vengono esercitate attività di cui al regolamento (CE) 2023/2006. Tale obbligo, considerata l’esplicita menzione del regolamento (CE) n. 882/2004, sembra circoscritto a quelle imprese che ricadono anche nel campo di applicazione di quest’ultimo, ovvero che abbiano come oggetto la produzione di alimenti e mangimi. Le imprese che devono adempiere l’obbligo di comunicazione previsto dal D.lgs. 29/2017, articolo 6, comma 1, sono quelle che applicano sia il regolamento (CE) n. 882/2004 e il regolamento (CE) 2023/2006, escluse quelle che applicano solo quest’ultimo. Non ci risulta possibile dare una diversa spiegazione della citazione nell’articolo 6, comma 1, del regolamento (CE) n. 882/2004. Su questa applicazione della norma abbiamo già trasmesso un quesito al ministero della Salute, che lo prenderà in considerazione insieme ad altri, inoltrati da diversi soggetti interessati alla corretta applicazione del decreto. Ci auguriamo di ricevere un riscontro quanto prima.

l’industria meccanica 709 | 16


Legislazione, Direttive

La Commissione europea ha pubblicato uno studio sui materiali a contatto con l’acqua potabile

RUBRICA | Approfondimenti tecnici

Sono state pubblicate la versione finale dello studio della Commissione europea sui materiali a contatto con l’acqua potabile e una guida europea destinata agli utilizzatori di materiali e prodotti a contatto con l’acqua potabile.

Foto © Toshiba

l’industria meccanica 709 | 18

Lo studio sui materiali è stato effettuato per sostenere la preparazione dell’impact assesment, nel contesto della revisione della Direttiva 98/83/ CE “Concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano”, con preliminari raccomandazioni politiche. Lo studio mira a valutare il problema dei materiali e dei prodotti che possono influire sulla qualità dell’acqua potabile secondo quanto previsto all’articolo 10 della Direttiva 98/83/CE. Lo studio riconosce inoltre che non c’è un meccanismo di effettivo riconoscimento reciproco dei materiali/prodotti idonei tra gli Stati membri. Nello studio trovano spazio: un’ana-


approfondimenti tecnici lisi dei tre principali tipi di materiali con cui i prodotti sono realizzati e del loro impatto sulla qualità dell’acqua potabile; una considerazione sullo stato di riconoscimento reciproco di materiali e sulla flessibilità concessa agli Stati membri per l’attuazione dei requisiti minimi citati nell’articolo 10 “Garanzia di qualità del trattamento, delle attrezzature e dei materiali” della Direttiva 98/83/CE; alcune possibili opzioni nell’ambito della revisione della Direttiva 98/83/CE e i loro eventuali impatti. Legislazione, Ambiente

F-Gas, in corso la revisione della normativa nazionale Il 23 marzo il ministero dell’Ambiente ha organizzato un incontro sulla revisione della normativa nazionale in materia di F-Gas, durante il quale è stato presentato e illustrato lo schema del nuovo decreto nazionale che sostituirà l’attuale DPR 43/2012. Tra le principali novità in discussione, si segnala in particolare l’istituzione di un nuovo registro telematico relativo alla vendita di gas e di apparecchiature e impianti non ermeticamente sigillati contenenti gas fluorurati a effetto serra (Art. 16). Nelle prossime settimane sono previsti ulteriori incontri con il ministero dell’Ambiente, con l’obiettivo di finalizzare il testo del nuovo decreto. Si ricorda che, in attesa di ulteriori sviluppi, la dichiarazione F-Gas 2016, contenente le informazioni riguardanti la quantità di emissioni in atmosfera di gas fluorurati per le apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento, pompe di calore e impianti fissi antincendio con una carica di refrigerante pari o superiore ai 3 kg, dovrà essere inoltrata all’Ispra, attraverso il portale Sinanet entro il 31 maggio 2017.

Legislazione, Direttive

Incertezze sull’accordo di reciproco riconoscimento tra Svizzera e Ue Un accordo di reciproco riconoscimento (Arr) tra l’Unione europea e la Svizzera, in vigore dal 2002, facilita il commercio di macchine e apparecchi per la concessione di mutuo riconoscimento in materia di valutazione della conformità. In seguito all’allineamento al New Legislative Framework di diverse direttive chiave dell’Ue (ad esempio la direttiva ATEX, la direttiva GAD Gas Appliances Directive, la direttiva PED - Pressure Equipment Directive, la Direttiva SPVD - Simple Pressure Vessels Directive), e in seguito all’equivalente aggiornamento delle relative ordinanze svizzere, la Commissione europea non ha ancora approvato la corrispondente modifica dell’Arr. Questa incertezza giuridica è di ostacolo all’Arr, e potrebbe creare ostacoli tecnici al commercio: ad esempio, una dichiarazione di conformità Ue emessa da un organismo di valutazione della conformità Ue potrebbe non essere legalmente riconosciuto in Svizzera (e viceversa). La Federazione Anima, grazie al supporto di Orgalime, chiede alla Commissione di agire rapidamente per elaborare la modifica dell’Arr e salvaguardare la competitività delle industrie europee.

della Commissione europea, che si occupa di approvare le linee guida delle Direttive PED e SPVD. Questo gruppo di lavoro è formato dai rappresentanti degli Stati membri e dai rappresentanti delle federazioni europee, organismi notificati e CEN, ed è presieduto da un rappresentante della Commissione europea. La Federazione Anima partecipa attivamente ai lavori e riporta un breve stato dell’arte. - Direttiva 2014/68/UE (PED): i temi attualmente in discussione riguardano la corretta interpretazione dell’“installation” e del relativo “own use” che in alcuni Stati membri stanno creando problemi. Un altro tema importante è la corretta interpretazione della terminologia utilizzata nella Direttiva PED nel definire la “Analysis of the hazards” e la “Analysis of the risks”. Infine, sono state approvate due nuove linee guida PED (legate all’aggiornamento al New Legislative Framework della Direttiva), e a breve saranno disponibili sul sito della Commissione europea. - Direttiva 2014/29/UE (SPVD): è necessario avviare i lavori di revisione delle linee guida SPVD. Queste, oltre all’aggiornamento editoriale dei riferimenti al nuovo testo della direttiva, necessitano di una verifica del campo di applicazione della direttiva e dei riferimenti agli standard esistenti. Sul fronte normativo, sono attualmente in revisione la norma EN 286 parte 2 e la EN 286 parte 3, con l’obiettivo di conferire la presunzione di conformità a tali standard.

Legislazione, direttive

Linee guida Direttive PED e SPVD: aggiornamenti dal Wgp Il 21 marzo 2017 si è svolta la riunione del Working Group Pressure

19 | MAGGIO GIUGNO 2017

Contenuti a cura dell’area tecnica Anima Per iscriversi alla newsletter: tecnico@anima.it


LOGI CA & MOVI MENT


ISTI& ITA-


LOGISTICA&MOVIMENTAZIONE

Scegliere una scaffalatura: dall’Italia lo schema di qualità riconosciuto da Accredia Una doppia garanzia per la conformità secondo la norma di progetto UNI EN 15512

Di Irene Nava

l’industria meccanica 709 | 22


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ateriale dei componenti, movimentazione, urti, carichi previsti e prevedibili come la neve, scosse sismiche, luogo di installazione: la sicurezza di una scaffalatura portapallet dipende da numerosi fattori. Al momento dell’acquisto, quali sono gli elementi che è necessario considerare, e, soprattutto, le certificazioni che garantiscono la qualità di ciò che il fornitore propone? Il primo requisito da richiedere ai potenziali fornitori è che la scaffalatura sia conforme alla UNI EN 15512, ai cui contenuti si riferisce anche la UNI EN 16681 per la progettazione di scaffalature in zona sismica: questi sono i due riferimenti essenziali per avere garanzie sulla qualità e sulla sicurezza del prodotto. Per progettare secondo la UNI EN 15512, una norma di progetto del 2009, il costruttore è obbligato a condurre una significativa sperimentazione, i cui risultati permettono il cosiddetto design by testing: la progettazione assistita da prove sperimentali. La norma prevede che le prove sperimentali siano condotte e certificate da laboratori ufficiali. Inoltre, essa impone che vengano correttamente impiegati i procedimenti di calcolo indicati e che vengano utilizzati solo acciai strutturali, idonei alla fabbricazione delle scaffalature: tutti aspetti che determineranno la sicurezza effettiva della scaffalatura in condizioni di uso. Esiste però un modo per accertarsi della conformità del prodotto che si intende acquistare senza essere esperti di scaffalature. In primo luogo, si può fare riferimento alle certificazioni secondo UNI EN 15512 che i più importanti enti di certificazione rilasciano ai fabbricanti. In più, recentemente si è registrata anche una importante novità in fatto di normativa certificata: lo schema messo a punto dall’Istituto Italiano di Garanzia di Qualità per la certificazione del prodotto “scaffalatura portapallet” secondo la norma UNI EN 15512:2009 è stato riconosciuto ufficialmente da Accredia secondo la delibera del comitato settoriale di accreditamento, certificazione e ispezione del 15 febbraio 2017. In questo modo, il certificatore è a sua volta controllato da un ente superiore, e questo rappresenta una garanzia doppia per chi sceglie un prodotto certificato secondo lo schema riconosciuto da Accredia, che avvalora la dichiarazione di qualità e conformità della certificazione. «La certificazione di prodotto è volontaria, e ha un valore più o meno elevato a seconda di come è controllata: il fatto che sia accreditata significa che è a sua volta certificata», afferma Dario Agalbato, direttore di Igq. E prosegue: «Accredia in Italia è l’ente designato come ente unico, ma la certificazione è riconosciuta a livello internazionale,

grazie al mutuo riconoscimento degli enti di accreditamento dei vari paesi». Questo passo costituisce anche un momento importante per il confronto a livello europeo tra costruttori di scaffalature: da oggi in poi si può essere più certi che un ente che rilascia una certificazione EN 15512 deve confrontarsi con lo schema italiano, essendo lo schema di certificazione di prodotto di Igq il primo accreditato in Europa. Ma cosa garantisce, in pratica, la conformità del prodotto alle prescrizioni della norma EN 15512? Stefano Incrocci, certificazioni di prodotto e ispezioni di Igq, spiega che uno degli aspetti di cui viene certificata la conformità è il materiale con cui vengono costruiti i singoli componenti delle scaffalature portapallet: «Tali materiali devono essere scelti tra quelli previsti dagli Eurocodici (EN 1991-1-1 ed EN 1993-1-3) o dalla legislazione nazionale vigente». Inoltre, durante il processo di certificazione la scaffalatura viene sottoposta a verifica della progettazione. Essa comprende una verifica delle capacità di carico dato dalle merci stivate, tenendo in conto degli aspetti peculiari delle scaffalature e quindi delle possibili imperfezioni locali, delle tolleranze di montaggio, dei contatti involontari dovuti alla movimentazione delle merci stesse, dei carichi di tipo ambientale dovuti a vento o neve in caso di impianti all’esterno. Inoltre si verifica che in sede di progettazione si tenga conto anche delle condizioni di installazione, «ad esempio la pavimentazione, o la temperatura di esercizio», prosegue. Un altro elemento importante per la sicurezza è la verifica del manuale di installazione e manutenzione. «L’ente di certificazione verifica che nel suo manuale l’azienda abbia previsto tutte le prescrizioni di norma», conclude Incrocci.

La UNI EN 15512 è il riferimento essenziale per chi fa scaffalature portapallet

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LOGISTICA&MOVIMENTAZIONE

Il Libro Bianco delle scaffalature fa un’analisi del settore Commissionato da Aisem e dalla fiera Intralogistica Italia a tre università

di Laura Aldorisio

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Export: solo il 2% negli Stati Uniti per difficoltà legate alle normative locali

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uarantadue realtà italiane produttrici di scaffalature metalliche. È questo l’oggetto del Libro Bianco commissionato dall’associazione Aisem e dalla fiera Intralogistica Italia a tre università, Politecnico di Milano, Cattolica del Sacro Cuore e Bocconi, con il coordinamento dell’Ufficio studi Anima. Metà delle aziende coinvolte nell’analisi ricopre uno spettro produttivo allargato quali scaffalature industriali, leggere e commerciali. Il comparto delle scaffalature è molto diversificato in termini di famiglie di prodotto realizzato. L’obiettivo dello studio è delineare i tratti principali di un settore industriale così variegato. «L’indagine analizza le imprese sulla base delle combinazioni prodotto-mercato descrivendo le forme organizzative e produttive tipiche», ha commentato Paolo Galloso, responsabile ufficio studi della Federazione Anima. «Analizziamo la strategia imprenditoriale, la domanda e il contesto di riferimento in termini di suddivisione delle quote di mercato, del trend storico e delle previsioni circa i principali dati economici aggregati di settore». La presentazione di alcuni temi nel corso del lancio di Intralogistica Italia 2018 Sono dati che aiutano a valutare le prospettive del comparto anche attraverso la discussione degli indicatori economico-finanziari rilevanti per individuare la performance delle aziende. Giancarlo Giudici e Andrea Boaretto del Politecnico di Milano, assieme a Paolo Galloso, hanno illustrato in anteprima alcuni temi della ricerca durante il lancio della prossima edizione della fiera Intralogistica. In primo piano i flussi commerciali delle scaffalature, i principali paesi di destinazione, le imprese che vi operano e le strategie adottate. Le normative sono un fattore abilitante ma impongono una gestione oculata È emerso che il 76% delle esportazioni di queste aziende è concentrato in Europa e solo il 2% negli Stati Uniti, considerato il mercato con maggiori potenzialità ma con

difficoltà legate alle normative locali. Gli elementi critici che accomunano gli imprenditori sono la mancanza di forza del brand, problematica non condivisa dalle multinazionali che rappresentano il 20% del fatturato sul mercato, l’alto livello di burocrazia che opprime il mercato italiano e le molte normative che guidano la produzione del prodotto. «Da una parte, le attuali normative spingono verso una logica d’innovazione e rappresentano un fattore abilitante per lo stimolo alla domanda e alla personalizzazione», ha commentato Andrea Boaretto del Politecnico di Milano. «Dall’altra portano a un aumento dei costi e all’esigenza di una gestione oculata, a causa della diversificazione delle normative a livello locale e regionale». Personalizzare il prodotto: una leva commerciale alternativa al prezzo Il mercato offre una domanda molto frammentata a causa della presenza di numerose aziende di piccole dimensioni, una peculiarità che spesso obbliga a personalizzare il prodotto per ciascun cliente e, di conseguenza, a razionalizzare la catena produttiva e distributiva. «La personalizzazione del prodotto è una delle alternative valide per evitare che il prodotto venga percepito come una commodity e, di conseguenza, che il prezzo venga considerato come l’unica leva commerciale», ha proseguito Boaretto. «È fondamentale incrementare i servizi post-vendita, a partire dall’installazione e manutenzione, nonché perseguire l’integrazione con l’automazione nei magazzini e la contaminazione con il comparto del sollevamento».

Gli elementi critici: mancanza di forza del brand, burocrazia, numerosità delle normative di produzione

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LOGISTICA&MOVIMENTAZIONE

Dall’industria ceramica alla gestione degli archivi: l’innovazione “reale” cambia lo smart manufacturing. Intervista a Franco Stefani, Presidente e Fondatore del Gruppo System

di Michele Strozzi

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Gruppo System: siamo di fronte a un cambiamento profondo, le tecnologie digitali sono sempre più integrate nei processi industriali

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el panorama manifatturiero attuale, hardware e software si fondono sempre più tra di loro per ottenere processi di automazione industriale all’avanguardia. System da anni progetta e realizza sistemi e processi, in cui la separazione netta tra hardware e software è oramai superata, per favorire la messa a punto di soluzioni di motion control a elevate prestazioni in grado di soddisfare un mercato mondiale sempre più esigente a cui fa da ombrello il paradigma Industria 4.0. Un approccio molto diverso che deve necessariamente trovare riscontro da parte degli utilizzatori ai quali, rispetto al passato, non si chiede solo la lungimiranza di investire in nuove tecnologie, ma soprattutto un cambio di passo culturale che, seppure già visibile nella vita di tutti i giorni, in ambito industriale stenta a manifestarsi. A Franco Stefani, presidente e fondatore del Gruppo System, abbiamo rivolto alcune domande per illustrarci, dal suo privilegiato punto di osservazione, qual è la filosofia che anima l’azienda in questo contesto. Dopo anni di incontri, previsioni sul futuro, inviti a prepararsi a una nuova era industriale, Industria 4.0 è entrata con forza nelle fabbriche italiane. A tutta una serie di tecnologie abilitanti, l’automazione rimane uno dei punti cardine di questo nuovo paradigma industriale. «La digitalizzazione della fabbrica è un’evoluzione annunciata che porterà a cambiare in profondità l’approccio manifatturiero e che aprirà nuovi scenari produttivi con

particolare riferimento all’internazionalizzazione» dice Franco Stefani, «Come gruppo internazionale ci confrontiamo con il mondo già dagli anni ’80: rispetto al passato, possiamo dire, per noi non è cambiato molto. Siamo sempre stati ammirati per la nostra esperienza e per la nostra tecnologia, e ci hanno sempre apprezzato come soluzionisti. Per trovare le giuste soluzioni partiamo da profonde analisi di processo: produciamo innovazione reale». Ma quali sono le peculiarità nel progettare e realizzare impianti in ottica 4.0? «L’approccio verso una manifattura digitale è uno scenario che va raccontato e descritto tenendo ben presente l’aspetto culturale, poiché il passaggio da fabbrica tradizionale a fabbrica digitalizzata, racchiude in sé anche una mutazione di pensiero da parte di tutti gli attori che fanno parte del mondo industriale. Questa evoluzione di processo richiede una presa di coscienza della reale volontà di acquisire questo cambiamento, di interpretarlo e successivamente di venderlo come valore al proprio mercato alla luce delle strategie commerciali. Già da diversi anni noi siamo impegnati in questo processo di trasformazione. Ci troviamo di fronte a un cambiamento profondo, che prevede l’integrazione sempre più stretta delle tecnologie digitali nei processi industriali manifatturieri. Mettiamo a disposizione la nostra conoscenza, che è fatta di tecnologie, pacchetti di analisi e applicativi oltre a sistemi di intercomunicazione alle macchine. Realizzare una fabbrica digitale significa modificare le procedure pre-esistenti a favore di sistemi digitali. Questo passaggio non sarebbe possibile se al centro del nostro agire, non mettessimo l’analisi dei processi per capire e comprendere dove siamo e dove vogliamo arrivare. System rappresenta uno dei più importanti player a livello internazionale nell’automazione industriale per il settore ceramico e questo lo dobbiamo alla nostra capacità di saper trovare soluzioni radicali, alla nostra capacità di fare squadra, alla volontà di affermarci e alla prontezza al cambiamento. La fabbrica ceramica rappresenta uno tra i processi manifatturieri più spinti. Smistare e confezionare: il metodo meccatronico Un esempio di realizzazione di System nell’industria ceramica è il Multigecko Special, un sistema automatico di smistamento e confezionamento, alla cui base vi è un approccio meccatronico. I processi di confezionamento e di imballaggio sono tra-

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Prime è la piattaforma di servizi software in grado di controllare la capacità produttiva di interi stabilimenti

sversali rispetto a molteplici settori industriali e si sono arricchiti di ruoli aggiuntivi rispetto alla sola funzione di contenimento, diventando fondamentali anche per scopi di comunicazione. Multigecko Special si inserisce in questo nuovo scenario, al cui centro ci sono soluzioni di automazione performanti, che garantiscono un elevato grado di flessibilità e di grande velocità. L’hardware si fonde al software per dare vita a un processo interconnesso in cui la tecnologia garantisce flessibilità e velocità dai piccoli ai medi formati. Magazzini verticali automatici per gestire un archivio Un altro esempio di applicazione del Gruppo System in un ambito totalmente diverso ci viene fornito dalla biblioteca di Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia, intitolata a Enzo Ferrari, facoltà frequentata da studenti da tutto il mondo, che da diversi anni utilizza il magazzino automatico verticale a cassetti di Modula per gestire il grande patrimonio librario. Il mondo dell’intra-logistica e dell’automazione industriale non riguarda solo il settore manifatturiero. Ci sono soluzioni all’avanguardia di stoccaggio verticale automatico che vengono scelte in ambienti come quello delle università per rendere ancora più veloce ed efficiente la gestione delle biblioteche con il loro archivio di testi che ogni ateneo deve gestire con particolare attenzione. Il vantaggio principale che ne deriva dall’ausilio di magazzini verticali automatici a cassetti, è dato dalla possibilità di liberare spazio prezioso per collocare le nuove acquisizioni

e/o di conservare in luogo più idoneo materiale stoccato in luoghi inadatti all’uso di magazzino e difficilmente gestibili per i servizi. Fabbrica intelligente: la macchina comunica con il processo Tornando al tema della fabbrica intelligente, all’atto pratico un’azienda deve essere attrezzata con determinate specifiche per definirsi davvero digitalizzata. «Per poter attuare questo tipo di fabbrica» spiega Stefani, «un’azienda deve avere tutti i beni strumentali che possano dialogare con un sistema operativo che abbia la capacità di poter connettersi alle macchine, di poter ricevere e trasmettere dati a sua volta. La macchina deve comunicare il processo che sta eseguendo, deve avere l’intelligenza di fare autodiagnostica e trasmettere i dati ad un unico database per poter concludere e portare a termine le richieste. Si tratta quindi di un’evoluzione anche del processo produttivo che deve essere progettato in funzione del proprio parco macchine. Noi ad esempio» conclude Franco Stefani, «abbiamo cambiato i nostri beni strumentali per poter ospitare questa filosofia. Questa nuova manifattura consente di avere una grande flessibilità e metodologie completamente nuove dove il progetto è quello che conta. Gli incentivi possono aiutare le imprese che decidono di intraprendere questo cammino, tenendo comunque presente che ci vuole un cambio culturale e importanti investimenti che permettano di rivedere l’intero processo industriale. Bisogna saper leggere il cambiamento e saperlo sollecitare».

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Il successo mette in moto nuove idee.

Buyer esteri

Unica vetrina espositiva del settore in Italia

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AUTOMAZIONE&PRODUZIONE

Come trattare una superficie nel 2050. Oggi. La rivoluzione dell’Industria 4.0 non è più alle porte ma è già entrata a far parte dei processi aziendali. A raccontarlo sono le imprese della finitura italiana, un settore che produce 650milioni di euro in tecnologie e impianti che esporta per il 69%. Verniciatura, granigliatura, sabbiatura sono alcune delle lavorazioni che fanno di queste aziende un denominatore comune dell’industria manifatturiera. I prodotti delle industrie hanno bisogno della finitura. Ad alcune aziende abbiamo domandato quali siano i vantaggi delle soluzioni 4.0 per la produzione, per i propri fornitori e per i clienti. Ecco quello che ci hanno risposto.

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FINITURA 4.0

Formazione e analisi del settore: le attività di Ucif L’associazione Ucif, unione dei costruttori di impianti di finitura, assieme a Poliefun, l’associazione che raccoglie le aziende del settore del trattamento delle superfici e il mondo universitario, ha pubblicato l’indagine di settore sulla filiera della finitura, che presenta un’analisi sia qualitativa che quantitativa dei diversi operatori della filiera del trattamento delle superfici. Personalità di spicco del mondo accademico si confrontano con i professionisti della ricerca industriale avanzata. Ucif favorisce la formazione continua delle aziende proponendo alle aziende del comparto le giornate di formazione. I temi dei prossimi appuntamenti tendono ad approfondire la gestione del rischio per gli impianti di finitura e l’eco-progettazione di un impianto. Per info e iscrizioni: www.ucif.net

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FINITURA 4.0

Impianti automatizzati: la digitalizzazione su misura Imf Engineering fa impianti di verniciatura su commessa, studiati per richieste specifiche. «Da anni ormai abbiamo introdotto tecnologie 4.0», racconta Marco Leva, amministratore delegato dell’azienda. Gli impianti di verniciatura dei cerchi in lega delle auto, ad esempio, sono progettati in modo che tutte le fasi del processo siano automatizzate e interconnesse. Il robot che carica la ruota all’ingresso dell’impianto riceve un input da un operatore, che gli comunica il modello di ruota e il tipo di verniciatura da applicare a quel lotto: a quel punto sa che tipo di processo deve mettere in atto. «L’operatore carica una “ricetta” la prima volta; se bisogna richiamare la stessa produzione si utilizza un codice», spiega Leva. Per esempio, l’impianto riceve un colore in funzione del codice di riferimento di quel lotto. Con le dovute differenze, il sistema viene applicato in altri tipi di impianti: ad esempio nella finitura delle pastiglie per i freni. Queste devono essere passate in un forno di trattamento termico. Nel Plc vengono inseriti dei codici associati a un profilo termico, perché le curve di temperatura da eseguire sono in funzione del modello di pastiglia. i.n.

Reparto finitura? Ora si gestisce da smart watch Come dobbiamo immaginarci la programmazione e la gestione di processi e lavorazioni da parte di un operatore di un nuovo reparto di finitura 4.0? Semplice e interattiva secondo Rollwasch, che sta sviluppando una serie di App con opzioni di spunta sul pannello di controllo dispositivi modulari, scalabili e indipendenti. L’hanno chiamata “Wi-Finishing”, ed è una vera e propria strategia per produrre soluzioni modulari di controllo dei propri macchinari, dispositivi e accessori. «Parte della tecnologia è già una realtà progettuale compiuta e preventivata, ora in fase prototipale» spiega Paolo Redaelli, Ceo di Rollwasch, «mentre un’altra tecno-

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Tour virtuali per ottimizzare l’esecuzione del progetto

logia, gestita da un App per smart watch, è ora in attesa di una software house che la realizzi». La sfida è portare le dinamiche 4.0 in applicazioni standard e comunemente diffuse nei contesti impiantistici di finitura delle superfici moderni, come ad esempio vibrofinitura o burattatura. «Vorremmo che l’applicazione si integrasse con la macchina fornendo solo sintesi essenziali» continua Paolo Redaelli, «ad esempio vibrazione e count down di fasi da supervisionare o fasi critiche (limitate), temperature, tempi ciclo mancanti alla fine, cicli effettuati e da effettuarsi, così come consumi energetici, consumi idrici, o di composti chimici». c.f.

Una fabbrica “smart” implica una riprogettazione dei principali processi aziendali nonché un cambiamento organizzativo e di formazione del personale a cui sono richieste nuove skill. È questa la strategia di Verind (gruppo Dürr) che progetta soluzioni eco-tecnologie per processi di verniciatura, rivestimento di superfici e trattamento delle acque. «Attraverso l’innovazione creiamo per i nostri clienti incentivi a investire. Ci impegniamo ad assicurare che tutti i nuovi prodotti e le soluzioni contribuiscano a diminuire i costi unitari di produzione incrementandone l’efficienza», dice Alessandro Soba, New Business and Plants Sales Manager. «Noi definiamo Industry 4.0 come la rete di connessione digitale intelligente dei sistemi di produzione e processo di verniciatura, così come l’automatica ottimizzazione degli impianti basata sull’analisi dei big data ricavati dalle informazioni dei processi produttivi». La base delle attività è riassunta da tre pilastri. Smart Products: prodotti evoluti capaci di auto-regolarsi, di rilevare ordini di produzione flessibili e di avvisare preventivamente il bisogno di interventi di manutenzione; Smart Services: utilizzo di internet per analizzare e manutenere online gli equipaggiamenti dei clienti; Smart Processes: utilizzo di software evoluti con funzioni di simulazioni per ottimizzare l’esecuzione di un progetto/ordine, questi includono il commissioning virtuale, i tour virtuali dei l.a. modelli produttivi e di processo.

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FINITURA 4.0

Automotive, l’impregnazione è la tecnologia 4.0 su cui investire Monitorare il livello di umidità in un impianto di verniciatura industriale, e poterlo correggere. Rilevare durante la fase di verniciatura la formazione di eventuali scarti. Analizzare l’efficienza e la resa di un impianto e poter correggere i parametri di processo. «Nella verniciatura e nel lavaggio industriale siamo “4.0” da anni» dice Paolo Vaccari responsabile Tecnologie di Tecnofirma, «grazie a specifici sistemi di supervisione mettiamo a disposizione dei clienti archivi di dati e parametri per consentire l’analisi della qualità e della produttività dell’impianto». In questo modo è possibile intervenire anche da remoto in maniera correttiva e poter programmare interventi di manutenzione preventiva, riducendo costosi fermi

produzione. «Nel settore automotive» continua Paolo Vaccari, «l’80% degli utilizzatori di impianti richiede la possibilità di attivare uno scambio di dati». Una tecnologia su cui oggi l’azienda di Monza sta investendo molto è l’impregnazione degli avvolgimenti dei motori elettrici. « È un settore che avrà sempre più esigenza di verificare i dati di processo» spiega Vaccari, «abbiamo già prodotto numerosi impianti e stiamo lavorando molto per sviluppare questa tecnologia in ottica 4.0». c.f.

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Soluzioni per semplificare il processo «L’Industria 4.0 per noi è già il presente», dice Enzo Dell’Orto, presidente di Omsg-Officine Meccaniche San Giorgio SpA. «Abbiamo identificato un pacchetto di dispositivi in ottica 4.0: componenti per un sistema di controllo dotato di Plc, sistema di gestione di codici tramite barcode, teleassistenza, sensori di controllo su alberi di rotazione e sistemi di misura di controllo. Abbiamo adottato una serie di dispositivi per la manutenzione preventiva nell’ottica di rendere più agevole e intuitivo , il lavoro dell’operatore». Soluzioni che aiutano ad automatizzare e rendere più semplice il processo. La gestione dei codici dei pezzi con barcode e così la parametrizzazione del prodotto in in-

gresso sono molto utili. Soprattutto chi gestisce tanti componenti diversi con codici differenti ha l’esigenza di una taratura automatica dell’impianto a seconda del pezzo che deve essere lavorato. La rivoluzione 4.0 nel caso di Omsg «coincide con quello che stiamo già facendo. I finanziamenti per la ricerca e sviluppo di questi dispositivi non li abbiamo richiesti. Abbiamo anticipato i tempi. Lavoriamo molto con il mercato tedesco e in particolare nel comparto automotive: il 4.0 era già la parola d’ordine qualche anno fa». l.a.

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FINITURA 4.0

Ordini personalizzati: la risposta è il riconoscimento automatico Sat SpA produce impianti di finitura nel settore dell’alluminio e dei profili estrusi. Il trend di richiesta, spiega Andrea Trevisan, global sales manager dell’azienda, è quello di sistemi ad alta automazione. Gli ordini infatti sono sempre più personalizzati, «perciò dobbiamo garantire la tracciabilità del prodotto lungo tutto il processo», afferma. «Da circa due anni abbiamo realizzato un sistema che riconosce automaticamente il profilo caricato. Il cliente ha un database con tutti i profili a catalogo caricato sul nostro impianto, che fa un match tra la sagoma e il database. Per ogni profilo possono essere eseguite delle ricette in automatico: ad esempio con variazioni della temperatura, del numero di pompe, fino ad arrivare al controllo automatico delle pistole a polvere, a seconda della superficie e della tipologia del profilo caricato: l’esperienza che prima era dell’operatore viene trasferita nel sistema», continua. L’interconnessione viene utilizzata nella logistica: permette di sapere quanti profili sono stati caricati e quanto alluminio (in termini di peso e superficie) è stato verniciato. «In base a queste informazioni so quanta polvere ho utilizzato. In questo modo è possibile una conoscenza dei costi molto approfondita, così da fare al cliente un’offerta competitiva», conclude Trevisan. i.n.

Un progetto smart per gestire al meglio l’impianto Realizzare un impianto in cui il dialogo tra l’uomo e la macchina sia il motore di tutto: è l’obiettivo di Geico che nel 2017 realizza il “Smart Paintshop” in veste di Industria 4.0. Connessione e interconnessione sono i protagonisti con il guadagno di una migliore gestione dell’impianto, di un’azione preventiva su possibili errori e di un miglioramento della qualità del prodotto e del livello di sicurezza dell’operatore. «Ci siamo inizialmente concentrati sulla razionalizzazione e analisi di quanto avevamo già portato avanti in questo campo per poi definire una road-map che traghetti la società verso il futuro prossimo», commenta Paolo Colombaroli, Senior Executive Director Research & Development.

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Gestione dati, dalla logistica alla verniciatura

Il progetto dello Smart Paintshop ha le sue radici nello Smart Design, che deriva dalla fase di ingegneria, sviluppo, strumenti e software di lavoro più idonei e dallo scambio di informazioni tra i vari uffici che collaborano alla realizzazione del progetto. «La progettazione degli impianti di verniciatura si focalizzerà sulle soluzioni che saranno progressivamente implementate. L’obiettivo sarà quello di dotare gli stabilimenti produttivi di tutti gli strumenti e dispositivi necessari a raccogliere, fornire e condividere le informazioni sullo stato di salute degli stessi, sulla capacità produttiva e sul controllo dei parametri di funzionamento che condizionano la qualità della produzione», chiude Colombaroli. l.a.

In casa madre hanno coniato il termine Digital@Dürr, utilizzato in tutta l’attività di sviluppo. La digitalizzazione, insomma, è oggi per Dürr il trend più importante nell’innovazione intesa come utilizzo di prodotti intelligenti, creazione di reti digitali di impianti di produzione, e ottimizzazione automatica del sistema basata sull’analisi di grandi quantità di dati di produzione (Big-Data acquisiti “ovunque”, ma non ancora sufficientemente utilizzati). Un passo importante in chiave industry 4.0 è stato l’acquisizione, due anni fa, dell’azienda specializzata nello sviluppo di software Itac, attiva nell’area delle piattaforme IoT (internet of things). Da questa unione è nata la piattaforma Itac IoT Suite, «la cui architettura» spiegano dall’azienda, «è la base per i prossimi grandi progetti di dati e applicazioni cloud in tutti gli impianti di produzione, nel caso dell’auto dallo stampaggio, alla saldatura alla verniciatura e al montaggio finale». In Italia, nello specifico, «Olpidürr offre questa expertise nella gestione dei dati di produzione fino all’area individuabile tecnicamente con il middleware» spiega Flavio Bodini, senior sales manager dell’azienda, «anche in altre aree produttive partendo dalla logistica a monte e valle dell’impianto di verniciatura». i.n.

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AUTOMAZIONE&PRODUZIONE

Investire in Industria 4.0: l’importanza di un’analisi dell’impatto sui processi Affidarsi a un ente di certificazione può essere un vantaggio soprattutto per le Pmi di Paolo Gianoglio, direttore relazioni esterne Icim SpA

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l Piano nazionale Industria 4.0 è ormai avviato, con l’obiettivo di aiutare le imprese italiane a rilanciare la propria capacità competitiva e di far ripartire l’economia. Sono state chiarite anche le regole che gli imprenditori dovranno seguire per effettuare gli attesi investimenti in ottica 4.0. Cresce, al contempo, il dibattito intorno a un tema fondamentale: ci si chiede se la semplice introduzione di nuovi macchinari – per quanto intelligenti e connessi – sia sufficiente a trasformare il funzionamento delle aziende e delle filiere produttive, o se non siano da ripensare i processi per favorire l’interconnessione e amplificare la capacità di miglioramento della produttività stessa. Ci si domanda anche se il piano favorirà le aziende di grandi dimensioni lasciando indietro le Pmi, meno pronte a coglierne le opportunità. La cosiddetta quarta rivoluzione industriale è sicuramente un tema vasto e complesso. Tuttavia è ovvio che, in questa fase, grande enfasi venga posta sugli strumenti di incentivazione come il nuovo iperammortamento al 250%, la proroga di un anno delle agevolazioni per gli ammortamenti al 140% e gli altri interventi che riguardano, ad esempio, le startup, come la detrazione fiscale al 30% per investimenti fino a un milione. Perché affidare l’analisi dei nuovi investimenti a un ente di certificazione Proprio per non ridurre il tema Industria 4.0 al mero acquisto di nuovi macchinari, può essere opportuno affidare l’analisi tecnica dei nuovi investimenti – nel Piano consigliata come opportuna per importi di qualsiasi entità, per evitare rischi di contenziosi futuri – a un ente di certificazione, che può offrire competenze multidisciplinari e valutare l’impatto

L’ente di certificazione costituisce una garanzia per tutti gli attori dell’industria 4.0 delle nuove macchine sui processi aziendali, mettendo in evidenza l’eventuale necessità di specifiche risorse, esaminando l’adeguatezza delle competenze messe in campo dall’impresa e suggerendo eventuali aree di miglioramento. In generale, l’ente di certificazione, essendo un soggetto terzo, costituisce una garanzia per tutti gli attori dell’industria 4.0: le imprese, i soggetti finanziatori e lo Stato, il quale eroga importanti benefici fiscali. Nel dettaglio, l’ente di certificazione è, innanzitutto, il soggetto deputato dalla legge al rilascio dell’attestazione di conformità obbligatoria per investimenti superiori ai 500mila euro: l’attestazione non è una semplice verifica rispetto ai macchinari inclusi nel beneficio ma fa riferimento a conoscenze specifiche dei beni oggetto dell’investimento e dei diversi settori industriali, in particolare per poter valutare all’interno di impianti e processi complessi la prevista interconnessione delle macchine e del software al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, una conditio sine qua non

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per poter godere del beneficio dell’iper-ammortamento. L’ente di certificazione offre copertura assicurativa anche per investimenti minori È opportuno sottolineare subito che l’ente di certificazione offre ampie coperture assicurative a tutela dei clienti che dovessero avere contestazioni del beneficio fiscale goduto: una garanzia di assunzione di responsabilità che riguarda anche i soggetti finanziatori come banche e società di leasing, che dai potenziali contenziosi vedrebbero aumentare il rischio di recupero del proprio capitale. La copertura assicurativa per eventuali danni recati da una non corretta attività di valutazione è inclusa anche nelle analisi tecniche di investimenti per importi contenuti, come quelli messi in campo dalle Pmi: a loro, soprattutto, è destinato il piano Industria 4.0, data la loro rilevanza numerica nel paese, così come al segmento che ha più difficoltà ad abbracciare la digital transformation. L’ente di certificazione può dunque giocare un ruolo importante a sup-


porto delle micro, piccole e medie imprese, che sovente non hanno al loro interno competenze specialistiche – negli ambiti della digitalizzazione, della gestione dei big data, dell’Internet of Things e della manifattura additiva – necessarie a distinguere un investimento di Industria 4.0 da un investimento in tecnologia tradizionale, e anche a valutarne i rischi intrinseci. L’ente di certificazione accreditato impiega infatti risorse selezionate, e può contare sull’esperienza nei processi industriali grazie all’attività per la certificazione dei medesimi processi secondo le norme internazionali di riferimento. A ciò aggiunge la garanzia di imparzialità e il controllo per l’omogeneità dei propri valutatori, che sono inoltre tenuti alla massima riservatezza. Investire in nuovi macchinari e dotazioni, infatti, è una scelta strategica che può diventare un vantaggio competitivo sul mercato. Per concludere, gli enti di certificazione accreditati offrono, per loro stessa costituzione, importanti garanzie all’intero sistema: conformità, competenza, multidisciplinarietà, esperienza, omogeneità di valutazione e assunzione di responsabilità, tutti elementi fondamentali per il successo del meccanismo di valutazione. Evitano che siano destinate risorse economiche a investimenti non coerenti con gli obiettivi di Industria 4.0 e, nel contempo, forniscono maggiore sicurezza al settore delle imprese e del credito contro il rischio di eventuali successivi controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate che potrebbe ritenere non giustificato il beneficio fiscale. In termini più generali, contribuiscono a generare un meccanismo di fiducia che genera benefici per le imprese e accelera lo sviluppo del paese.

i4punto0.it, nasce il portale “Industria 4.0 e iperammortamento” di Icim, Anima e Ucimu.

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È

interamente dedicato a Industria 4.0 il nuovo portale messo a punto da Icim, ente di certificazione indipendente, insieme ad Anima, Federazione delle associazioni nazionali dell’Industria Meccanica di Confindustria e a Ucimu-Sistemi per produrre, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot, automazione e relativi prodotti. Il portale Industria 4.0 e iperammortamento, a cui si accede dai siti www. anima.it, Icim e Ucimu, nasce con l’intento di fornire alle imprese italiane, di qualsiasi settore e dimensione, un sito completo di tutti gli elementi per potersi informare sulle opportunità e gli adempimenti previsti dal piano, porre domande specifiche, richiedere preventivi, gestire lo scambio on line di documenti necessari per la verifica dell’analisi tecnica. Il portale è diviso in 4 sezioni: Industria 4.0 e iperammortamento - informazioni e documentazione aggiornata a cominciare dalle normative di riferimento (leggi e circolari del Mise), articoli, commenti e case histories ma anche le varie possibilità di finanziamento; Domande e risposte – dove trovare riscontri o porre nuovi quesiti sul proprio caso specifico in totale privacy; Come usufruire dei benefici fiscali. I servizi Icim - modalità di accesso alle agevolazioni e come trovare il servizio Icim adeguato alle proprie necessità; e Area riservata alle aziende clienti Icim - con la possibilità di caricare in completa sicurezza informatica i propri progetti di innovazione 4.0 e richiedere a Icim un’offerta per la valutazione tecnica e il rilascio dell’attestazione di conformità. Per rispondere ai quesiti, Icim, Anima e Ucimu mettono in campo un team

Il portale nasce con l’intento di fornire alle imprese italiane un sito completo di tutti gli elementi per potersi informare sulle opportunità e gli adempimenti previsti dal piano 4.0 di esperti in grado di esprimere le migliori competenze per la corretta applicazione dei criteri della legge di bilancio 2017 e della relativa linea guida del ministero Sviluppo economico. Possono accedere alle funzionalità del portale tutte le aziende che intendono valutare l’opportunità di investimento nel 2017 in ottica Industria 4.0. Grande spazio viene dato, naturalmente, allo strumento cardine del Piano, l’iperammortamento al 250%: per beneficiarne le aziende devono fornire garanzia che il bene possa rientrare nell’agevolazione, con l’obbligo di una attestazione di parte terza per beni di valore superiore a 500.000 euro. La recente circolare dell’Agenzia delle Entrate precisa che l’attestazione di terza parte è sempre possibile anche per beni di valore inferiore, e consiglia di affiancare all’attestazione l’analisi tecnica, un documento di dettaglio che descrive il rispetto dei requisiti e ha l’obiettivo di evitare possibili contenziosi in futuro. A tal proposito Icim, quale organismo di certificazione accreditato, offre ampie coperture assicurative a tutela

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dei clienti che dovessero avere contestazioni del beneficio fiscale goduto e competenze multisettoriali di processo, impianti e sistemi aziendali. All’interno del portale vengono illustrate anche le altre misure di incentivazione e sostegno previste dal piano nazionale Industria 4.0, come la proroga del superammortamento e le agevolazioni a supporto delle Pmi. Alla voce finanziamenti spicca, inoltre, un progetto di sistema di Anima, nato per diversificare le tradizionali fonti di finanziamento del debito bancario: è Meccanica bond, studiato insieme al Politecnico di Milano, per consentire alle imprese di ottenere il capitale necessario per finanziare progetti di investimento di mediolungo termine in tecnologie 4.0 per acquisire nuovi impianti, fare ricerca e sviluppo, investire in brevetti o acquisire altre imprese. Si può accedere al portale tramite l’indirizzo: www.i4punto0.it


RUBRICA

SPS INNOVATION HUB

Know How 4.0: come 5 applicazioni industriali cambiano la fabbrica

Dopo il successo dell’edizione 2016, torna anche quest’anno dal 23 al 25 maggio a SPS Italia, nel padiglione 4 di Fiere di Parma, l’area Know How 4.0. Coordinata da Giambattista Gruosso del Politecnico di Milano, questa iniziativa è, di fatto, una enorme vetrina interattiva nella quale i visitatori potranno toccare con mano e comprendere le dinamiche della fabbrica 4.0 e il nuovo modo di produrre che si concretizza. In questo spazio troveranno spazio decine di demo funzionanti di applicazioni che mostreranno ai visitatori come la giusta integrazione di tecnologie abilitanti possa dar luogo ad applicazioni realmente 4.0. A presentarle le aziende più all’avanguardia nel panorama dell’automazione industriale, che le hanno realizzate in collaborazione con system integrator e utilizzatori finali. L’area Know How 4.0 si troverà nella stessa zona della fiera nella quale saranno collocati – in un’ottica di sistema – i principali player del mondo IT, che hanno scelto SPS come piattaforma per incontrare il mondo manifatturiero, e lo sportello informativo “Pronto 4.0“, realizzato in collaborazione con Anie Automazione e PwC.

di Franco Canna

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showcase 1

In fiera il revamping dell’impianto Iveco di Suzzara

L

o showcase di Ifm nell’area Know How 4.0 si focalizza sul tema del monitoraggio dei consumi e sulla manutenzione predittiva. Un video mostra l’intervento di revamping operato nella fabbrica di Suzzara (Mn) di Iveco dove si produce il furgone Daily. Qui, grazie all’aggiunta di sensori IOLink su una serie di punti critici maggiormente soggetti a usura meccanica, vengono oggi raccolte informazioni su vibrazioni, flusso e portata del liquido di refrigerazione dei robot e pressione d’impianto. I dati raccolti dai sensori sono poi gestiti da un master intelligente che è in grado di trasmetterli sia al controllore di linea sia direttamente al sistema in Cloud Linerecorder SmartObserver, consentendo a Iveco di implementare logiche di manutenzione basata sulla reale condizione degli asset. Lo sdoppiamento del percorso del dato verso Plc e Cloud viene definito “Y path” e sarà spiegato in un pannello dimostrativo dedicato. Un altro video presenta alcune schermate del software Linerecorder SmartObserver che offrono le informazioni relative ai dati provenienti dai sensori che Ifm utilizza nei propri stabilimenti in tutto il mondo. I dati arriveranno in tempo reale anche da una macchina per la serigrafia di pen drive che si troverà presso lo stand Ifm in fiera.

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showcase 2

RUBRICA

A

Sps Italia, nell’area Know How 4.0, Mitsubishi Electric esporrà una demo che vedrà protagonista una porzione di una macchina realizzata da Idm Automation in grado di eseguire in maniera completamente automatica il riempimento e la chiusura dei flaconi contenenti prodotti cosmetici (mascara). La parte della macchina esposta mostrerà un robot Scara Mitsubishi che esegue il caricamento dei flaconi su una giostra nella quale avvengono riempimento, controllo di presenza, chiusura del flacone e controllo finale con verifica finale sulla qualità del prodotto. Cuore della macchina è la piattaforma iQ di Mitsubishi Electric, che garantisce l’ottimizzazione del processo produttivo. Inoltre, mediante il modulo MES integrato, i dati di produzione della macchina sono trasferiti verso il sistema informativo aziendale, database o Cloud, per migliorare la tracciabilità del sistema e implementare strategie di manutenzione predittiva. La piattaforma iQ realizza in tal modo l’automazione integrata perseguendo tutti i canoni di Industria 4.0. Sui monitor alle spalle della macchina gireranno dei video che mostreranno il concetto di e-F@ctory di Mitsubishi Electric e la macchina in funzione presso alcuni clienti.

Prodotti cosmetici in cloud

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showcase 3

Smart cookie, il 4.0 “dolce”

N

el progetto “Smart Cookie Manufacturing” proposto da Schneider Electric e sviluppato in collaborazione con Auteco Sistemi, viene proposta una linea di produzione di biscotti stilizzata completa di tutte le principali fasi di lavorazione: dosaggio, impasto, cottura e packaging; è prevista anche una riproduzione della control room dell’impianto. La demo dimostra come l’utilizzo di prodotti connessi, associato all’impiego di piattaforme di controllo evolute e all’integrazione mediante software adeguati, possa permettere di rendere gli impianti produttivi più efficienti e produttivi e maggiormente in grado di adeguarsi alle richieste dei clienti. Le macchine e i software utilizzati sono inoltre ammissibili agli incentivi di super e iper ammortamento previsti dal piano Nazionale Industria 4.0. Oltre alla gestione manuale o automatica degli ordini del cliente e a quella degli ordini di produzione, la demo mostra come ottimizzare le fasi di dosaggio e cottura mettendo in correlazione i diversi dati provenienti dal campo. Nella fase del packaging viene mostrato come gestire in modo efficace un fermo-linea, dirottando la produzione su un’altra linea in modo completamente automatico. Spazio anche alle interfacce operatore mobili (tablet). Sui monitor della demo è possibile visualizzare lo storico di produzione della giornata, con focus sulla tracciabilità dei singoli lotti di biscotti, un sinottico della linea e una schermata dedicata alla manutenzione predittiva.

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showcase 4

RUBRICA

N

ell’area Know How 4.0 Sew-Eurodrive presenta una soluzione innovativa di logistica smart adatta alla gestione di magazzini automatici di nuova generazione. Il sistema utilizza un nuovo concetto di prelievo e stoccaggio dei materiali che sfrutta la collaborazione tra un Transfer Shuttle e una navetta Agv dotata di tecnologia di alimentazione contactless e un modulo Energy Buffer a supercondensatore. Una unità mobile si sposta in modo indipendente sui diversi livelli del magazzino automatico grazie a un elevatore che permette il prelievo e il posizionamento di cassette contenenti confezioni di caramelle, che l’utente può liberamente selezionare tramite appositi visualizzatori touchscreen. La navetta Agv si coordina con il Transfer Shuttle per la presa e la consegna del prodotto. Il cuore del sistema è una soluzione che integra i componenti meccanici ed elettronici in un pacchetto completo che si compone di Logistic Controller, Hmi, azionamenti, motoriduttori e di un sistema di alimentazione induttivo senza contatto. La soluzione è dotata anche di tutti i dispositivi di sicurezza necessari a garantire l’incolumità delle persone che operano nell’area di azione dell’Automated Guided Vehicles.

Logistica smart: quando lo Shuttle incontra l’Agv

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showcase 5

Il robot che si controlla dal Plc

N

ell’area Know How 4.0 Yaskawa proporrà Motologix, la nuova generazione di interfacce per il controllo completo dei robot tramite Plc. Finora la programmazione di un robot richiedeva competenze nei linguaggi dedicati che l’ingegnere di automazione doveva adattare alla tipologia di robot in uso. Nello sviluppo di una linea di automazione nella quale coesistono robot e sistemi controllati da Plc oggi questo, grazie a Motologix, non è più un limite, perché programmazione e gestione di applicazioni complesse rimangono in capo al Plc: i tecnici possono infatti utilizzare i linguaggi standard di programmazione previsti dalla normativa IEC 61131-3 anche per il controllo e il comando dei robot, senza l’utilizzo della tradizionale tastiera: il programma robot viene infatti creato e strutturato all’interno del Plc. In tal modo la gestione del robot e dell’attrezzatura completa che lo circonda avvengono nello stesso ambiente di sviluppo. Motologix è una libreria di Function Block che può essere integrata nei Plc Vipa, Siemens, Rockwell Automation o B&R. La cinematica dei movimenti è calcolata all’interno del controller del robot Dx200, mentre punti, frame e tool sono definiti e storicizzati all’interno del Plc. Questa innovativa soluzione si presta ad applicazioni di pick and place, packaging e pallettizzazione, cioè a tutte quelle attività solitamente eseguite da un robot a inizio linea, in linea o a fine linea.

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Cosa Ecco una selezione in vedere a anteprima dei prodotti SPS 2017? presenti in fiera RUBRICA

Le schede complete su www.industriameccanica.it

Un trasporto industriale per la mass customization Un sistema di trasporto intelligente costruito per resistere ad alte velocità per lunghi cicli ininterrotti in condizioni ambientali difficili: SuperTrak è stato progettato per garantire una facile manutenzione, con l’elevata disponibilità e la flessibilità necessarie per la produzione personalizzata di massa. Ottimizza i tempi di commutazione necessari per i diversi prodotti fabbricati sulla stessa linea. I tempi di fermo per il cambio di guide e altre parti meccaniche sono ridotti o del tutto eliminati. www.br-automation.com

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In alto Un servomotore fonte di Big Data Motori sincroni Ms2N: con questa serie creata da Bosch Rexroth i dati di ogni singolo motore, compresa la caratteristica coppia-corrente, sono depositati in una memoria interna ed elaborati automaticamente dagli azionamenti IndraDrive. Risultato? Maggiore precisione di coppia e performance di controllo. La serie copre un range di coppia da 0,8 Nm fino a 350 Nm con aumento di densitĂ di potenza e di efficienza energetica. www.boschrexroth.com

A sinistra Sicurezza in automazione e intralogistica Uno scanner laser di sicurezza memorizza l’ambiente sicuro in applicazioni quali celle robotizzate, macchine per la protezione perimetrale, protezioni di apertura della macchina, trasportatori, oppure veicoli a guida automatica e carrelli elevatori. Laser sentinel, soluzione sviluppata da Datalogic, è capace di gestire fino a 3 aree simultaneamente. www.datalogic.com

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RUBRICA

In alto Connettività 4.0 a bordo macchina Un access point wireless progettato per essere montato su una macchina o su un quadro elettrico: Anybus Wireless Bolt di Hms Industrial Networks, di cui Efa Automation è distributore per l’Italia, è in grado di fornire un collegamento wireless tramite rete wlan, bluetooth o bluetooth low energy. Tale collegamento permette di eseguire la configurazione mediante un normale tablet o smartphone o di collegarsi ai servizi cloud. www.efa.it A destra Connessioni in aree pericolose A 6 anni dalla prima soluzione wireless, HMS Industrial Networks presenta la nuova versione aggiornata dell’Anybus Wireless Bridge. Il nuovo Bridge ha una maggiore capacità di collegarsi via wireless (fino a 400 metri) e una più potente antenna wireless integrata. Collegando i dispositivi industriali e le reti via wireless, è di aiuto nel creare connessioni in aree pericolose, difficili da raggiungere, o su installazioni in movimento, dove i cavi non sono ben accetti. www.hms-networks.com

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Più sensori in uno spazio ridotto La serie di sensori realizzati da Panasonic si chiama EX-Z: è pensata per rispondere innanzi tutto alle esigenze di integrazione in macchina, dove in uno spazio sempre più ridotto è richiesto un numero di controlli sempre maggiore. La precisione e il tempo di risposta sono caratteristiche distintive di questo sensore che non necessita alcuna regolazione: massima semplicità. www.panasonic-electric-works.it

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RUBRICA

In alto Sistemi di cablaggio customizzati Nel 1957 Oskar Lapp creava Ölflex, il primo cavo flessibile prodotto industrialmente nel mondo. Oggi, per adattarsi a svariati campi di applicazione, la multinazionale di Stoccarda ha creato la linea di cavi precablati Ölflex Connect. Si tratta di una soluzione completa end to end di cavi precablati custom, cavi per servomotori o cavi precablati in catene portacavo integrando tra loro cavi, pressacavi, connettori e altri prodotti. www.lappitalia.com

A destra Sicuri da ogni punto di vista Nasce dall’esperienza di Pizzato Elettrica la nuova serie NS di interruttori di sicurezza con elettromagnete. Gli interruttori serie NS sono in tecnopolimero e sono adatti per applicazioni medio-leggere. Si azionano senza contatto con utilizzo della tecnologia RFID e garantiscono massima sicurezza. È possibile ruotare di 90° in 90° i moduli ottenendo così con lo stesso articolo ulteriori configurazioni differenti. www.pizzato.com

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Luminoso, sicuro, compatto, duraturo Il sistema di sicurezza per ripari mobili PSENmlock di Pilz Italia riunisce le funzioni di interblocco e bloccaggio di sicurezza in un unico prodotto. È una soluzione adatta in particolar modo per le macchine con un’inerzia pericolosa, dove è richiesto un interblocco sicuro. È di dimensioni compatte, dotato di LED posizionati su 3 lati della custodia ed è garantito un lungo ciclo di vita. www.pilz.it

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Il domani più veloce e flessibile iTrak e MagneMotion di Rockwell Automation rappresentano le soluzioni di motion control del futuro. I tradizionali sistemi di trasporto meccanici che regolano la movimentazione sono sostituiti da profili software semplici ed efficaci che ridefiniscono i concetti di velocità e flessibilità nell’automazione. Ideali per applicazioni automotive, di assemblaggio, di packaging e di dispositivi medicali. www.rockwellautomation.com

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In alto Doppiamente sicura Azm400 è la nuova elettroserratura di sicurezza di Schmersal. La soluzione garantisce il massimo delle prestazioni di sicurezza con un principio di azionamento bistabile, dotata di perno di blocco servoassistito. Azm400 prevede un’elevata protezione contro la manomissione grazie al sensore Rfid codificato. www.schmersal.net

A sinistra Meno costi, minor tempo, più veloce Il nuovo variatore di velocità Altivar Machine ATV340 di Schneider Electric è pensato per le applicazioni che richiedono un controllo rapido e dinamico. Uno strumento che riduce i tempi di consegna e i costi per i costruttori di macchine. Adatto a settori quali packaging, movimentazione, sollevamento e lavorazione materiali. www.schneider-electric.com

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Sopra Servo-azionamenti per l’automazione La piattaforma di servo-azionamenti di Siemens Sinamics S210 e motori brushless Simotics 1FK2 è pensata per le soluzioni di automazione evoluta. Tra le caratteristiche, ci sono elevate prestazioni dinamiche e di regolazione, connettività evoluta e sicurezza integrata tramite Profinet/Profisafe, web server integrato e Tia Portal che ne facilitano l’utilizzo. www.siemens.it

A destra Automazione di macchina tutto in uno Movi-C di Sew Eurodrive è una piattaforma per l’automazione di macchina articolata in quattro moduli: il software di ingegnerizzazione, la tecnologia di controllo che permette la gestione centralizzata dei dati e la funzione di auto reload in caso di sostituzione degli assi, la tecnologia inverter, con cui gestire motori sincroni, asincroni e lineari, con o senza encoder, e la tecnologia di azionamento. www.sew-eurodrive.it

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Un software per la visione industriale AppSpace è composto da AppStudio, un ambiente di sviluppo per la creazione di applicazioni, e da sensori programmabili per l’elaborazione immagini, l’identificazione e la misura. Permette l’esecuzione delle applicazioni direttamente sugli hardware predisposti, e comprende il modulo ViewBuilder per la creazione grafica di interfacce utente. Ideale per packaging, automotive e logistica. www.sick.it

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RUBRICA

Robot per filling, test e montaggio Il robot cooperativo a doppio braccio Duaro di Tiesse Robot è progettato per operazioni di filling, test e montaggio. L’applicazione prevede la simulazione di montaggio di valvola pneumatica e il controllo dimensionale dello spool con robot montato su carrello mobile Agv, localizzato in area Industria 4.0. www.tiesserobot.it

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In alto Condizionatori ad alta efficienza Condizionatori per armadi elettrici indoor e outdoor. Con questa nuova serie Protherm particolarmente compatta si può ottenere, attraverso le logiche dello smart energy management, un risparmio energetico fino al 23% rispetto ai modelli precedenti, associato ad un incremento di potenza di raffreddamento del condizionatore. www.stulz.it

A sinistra Access Point di nuova generazione Nuovi Access Point per la rete wireless sWave. NET. Tra le novità: consumo energetico ridotto, adattatore Wi-Fi integrato, tensione d’ingresso variabile da 12 a 24 V DC e antenne esterne. L’Application Server non è più necessario, poiché i segnali wireless vengono inviati direttamente all’infrastruttura IT del cliente; inoltre soddisfano gli standard in Europa, Nord America, Australia e Giappone. www.steute.it   

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MIX

COM UNI C A ZI O NE

-

M I

La tua idea di automazione, le nostre competenze e soluzioni

23-25 Maggio 2017, Parma Pad 3, Stand F004

A Camozzi Group Company

www.camozzi.com


Contenuto Redazionale

La Cyber Security e le altre tecnologie abilitanti di Industry 4.0

La Cyber Security compare tra le nove tecnologie abilitanti di Industry 4.0, indicate nel quadro complessivo del Ministero dello Sviluppo Economico. Se la Cyber Security è fondamentale in quanto consente alla fabbrica connessa di operare in sicurezza da attacchi che ne compromettano la continuità operativa, è la combinazione integrata di tutte le nove tecnologie, adattata al caso della singola azienda, che realizza il vantaggio competitivo digitale. Il potenziale innovativo della trasformazione digitale dei processi produttivi viene di norma associato a guadagni in termini di efficienza, costi, time to market, qualità, ecc. e può realizzarsi sia per mezzo di soluzioni verticali e dedicate alla specifica esigenza sia tramite interventi di tipo trasversale, comune ai diversi settori, quali ad esempio la manutenzione predittiva. Luca Bolognini è il Direttore della Divisione Applied Innovation di aizoOn; gli abbiamo chiesto di spiegarci come si affronta Industry 4.0 in un’azienda meccanica, da dove si parte? Si parte da una necessità specifica, che il più delle volte risponde a un’esigenza economica (ad esempio la riduzionecosti o l’aumento di produttività) ma che in molti casi

risponde ad un’esigenza di profonda trasformazione del business model (ad esempio la produzione personalizzata). Occorre poi contestualizzare l’intervento al livello di maturità tecnologica dell’azienda; nel caso ad esempio in cui sia già presente un sistema MES (Manufacturing Execution Systems) può essere conveniente condividere con l’azienda l’opportunità di integrare ed arricchire il MES, piuttosto che sviluppare in parallelo una catena IoT dedicata ad un problema specifico. Secondo la nostra visione, una parte sostanziale della creazione di valore passa attraverso l’adozione di un processo produttivo data driven, realizzato da tre passi fondamentali: misura sperimentale – comprensione del fenomeno – azione. Questa catena di conoscenza attiva si realizza attraverso l’integrazione di sensori innovativi, industrial internet, modellazione numerico-statistica avanzata e controllo adattativo (Industrial Internet of Things). Industry 4.0 permette la riduzione dei difetti, questo in qualunque sistema produttivo, ci fa qualche esempio di casi dalla vostra esperienza? La riduzione dei difetti o, più in generale, la capacità di produrre nel rispetto di parametri qualitativi desiderati è ele-

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mento centrale di Industry 4.0. Citiamo la richiesta di nuovi strumenti per la misura delle proprietà fisiche del materiale prodotto nel settore minerario, per l’identificazione di impurezze ed alterazioni nella materia prima nel settore alimentare e della gomma così come l’esigenza, comune a diversi settori, per nuove soluzioni modellistiche che consentano di porre in relazione la qualità di un prodotto con l’ ensemble dei dati di processo, di contesto e di materia prima. Ciò consente di “progettare e pianificare” la qualità tramite strumenti avanzati di supporto alla decisione (simulazione scenari, pianificazione ed ottimizzazione).

Contenuto Redazionale

Perché la Cyber Security è un anello di congiunzione fondamentale tra le tecnologie abilitanti? La Cyber Security è fondamentale sia perché consente di affrontare in sicurezza le nuove tecnologie, che sistematicamente si presentano sul mercato soprattutto a livello di architetture edge o di prossimità, sia perché il paradigma IoT, basato sul collegamento peer-to-peer tra oggetti e sistemi, richiede che il concetto di sicurezza vada portato a livello di singolo apparato, diversamente da un approccio classico a rete.

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Ansia organizzativa, come prevenirla? Un buon HR interviene sulla struttura e sui ruoli di Dante Ghisi

È

davvero raro incontrare organizzazioni con una struttura ben definita e con obiettivi ben determinati e condivisi da tutti. Perché? Perché, per fortuna, le organizzazioni sono fatte dalle persone che le compongono e che le rendono dinamiche, instabili, in continua evoluzione. Tutta la vita organizzativa è percorsa da “ansietà”: vi troviamo ansie determinate da azioni e da decisioni, da relazioni con i colleghi, con i superiori, con i collaboratori. Viviamo oggi immersi in una idea del lavoro come costante preoccupazione per la sopravvivenza dell’organizzazione stessa. Sembra infatti essere stata soppiantata l’idea del lavoro come produzione di beni o servizi che possono essere considerati utili. Siamo circondati da ansietà, talvolta non nostre, ma di altri, che ci contagiano. Il senso di incertezza che può accompagnare lo svolgimento dei compiti di lavoro non sfugge quasi mai alla “compagnia” dell’ansia. Le principali fonti di ansia sono tre. I confini organizzativi: quando i limiti sono mal tracciati o mal gestiti possono creare stress e quindi ansietà, perché viene a mancare la barriera protettiva all’incertezza e alla turbolenza esterna. L’esercizio del potere: ogni tipo di lavoro ne è caratte-

rizzato. La dinamica di ruolo: l’incertezza può indurre a sottovalutarsi oppure ad attribuire ad altri il ruolo di persecutori. Una situazione di stress o di ansia, prolungata nel tempo, non solo aumenta il logoramento individuale, che va ovviamente prevenuto, ma produce anche danni funzionali e strutturali. Fra i compiti di un buon Hr business partner (così da qualche tempo si chiamano i responsabili del personale) vi è anche quello di prevenire gli eventi stressogeni e ansiogeni. Come? Evidenziamo prima come non farlo, ossia evitando di avvalersi di tecniche motivazionali, che hanno sulle persone un iniziale effetto euforico e generano facilmente dipendenza. Agiscono sui sintomi, non sulle cause. Il modo migliore, peraltro più semplice e più efficace, per prevenire e combattere l’ansia di cui abbiamo parlato è quello di intervenire sulla struttura organizzativa, concentrando l’attenzione sui ruoli e sulle interconnessioni funzionali e gerarchiche dei medesimi, senza dimenticare che i ruoli sono agiti da persone. Un buon Hr business partner ha sicuramente letto e approfondito Sigmund Freud e Carl Gustav Jung. Non è un caso che la Olivetti dei tempi migliori annoverasse al proprio interno un centro di psicologia a connotazione psicoanalitica freudiana.

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RUBRICA | i 400 caratteri

SOFTWARE

CONSULENZA

Siemens acquisisce Mentor Graphics

Bonfiglioli Consulting acquisisce il 10% di Octagona

Siemens ha acquisito Mentor Graphics Corporation, operante nel campo dei software di automazione della progettazione elettronica, che entra nella divisione dedicata al software per la gestione del ciclo di vita dei prodotti. Siemens è un fornitore di software industriale per attività di progettazione, simulazione, verifica, collaudo e produzione, cui ora si aggiungono le tecnologie di Mentor, sia per circuiti integrati che per sistemi elettronici.

Bonfiglioli Consulting, società di consulenza specializzata nell’approccio manageriale lean thinking e lean world class, acquisirà una quota di minoranza pari al 10% di Octagona, società di consulenza specializzata nell’implementazione dei processi d’internazionalizzazione. Con questo accordo crescono le risorse condivise, arrivando a 80 professionisti, e i presidi delle due società nel mondo diventano nove.

ENERGIA

GESTIONE DEI MAGAZZINI

Una centrale ibrida per il Burkina Faso

Toyota Industries acquisisce Vanderlande

Wärtsilä fornirà una centrale elettrica solare Pv da 15 MWp a Essakane Solar Sas. Sarà la più grande centrale ibrida in Africa, in Burkina Faso. La centrale raggiungerà la sua piena operatività alla fine del 2017, e servirà a fornire energia elettrica ventiquattr’ore su ventiquattro alla miniera d’oro off-grid, posta 330 km a nord-est della capitale Ouagadougou, che produce oltre 11mila kg d’oro all’anno.

Toyota Industries Corporation ha firmato con Npm Capital, attuale società proprietaria, un accordo per l’acquisizione di Vanderlande, con l’intenzione di aumentare la propria presenza nella automazione logistica dei magazzini. Fondata nel 1949 con sede a Veghel, Olanda, Vanderlande si occupa di ottimizzare i processi logistici, tramite la fornitura di sistemi innovativi, software intelligenti e la relativa manutenzione.

CALIFORNIA

AUTOMAZIONE

Un viaggio per imparare dalla Silicon Valley

Integrare software e robotica

Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour è un corso di formazione insolito per imprenditori, manager e studenti. Lo scopo è apprendere modelli avanzati di gestione e di tecnologia che hanno origine nella Silicon Valley, per poi trasferirli in Italia. Dal 2011 ci sono state 31 edizioni del tour, della durata di una settimana, a cui hanno partecipato oltre 500 fra studenti e professionisti italiani.

Abb acquisisce B&R, specializzata in automazione di macchina e di fabbrica. B&R ha più di 3mila dipendenti con un fatturato di oltre 600 milioni di dollari nel mercato dell’automazione. I prodotti, software e soluzioni di B&R si uniranno così all’offerta di Abb nella robotica, nell’automazione di processo, nella digitalizzazione e nell’elettrificazione. Il quartier generale di B&R a Eggelsberg, Austria, diventerà il global center di Abb per l’automazione.

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i 400 caratteri

LOGISTICA

L’inventario sarà fatto da un drone Flybox è un prototipo realizzato da Linde Material Handling insieme a Balyo. Con sei rotori, una videocamera, uno scanner di codici a barre e un telemetro, il drone fotografa ogni posizione di stoccaggio dei pallet e registra i codici a barre. Viene guidato da uno

CLASSIFICHE

stoccatore automatico Linde, e dopo aver scansionato tutte le posizioni della scaffalatura torna al punto di atterraggio. Il lancio sul mercato è previsto non prima del 2018.

FILIALI

IoT

Una crescita Varvel apre del 703%: tra le una sede negli Usa prime mille aziende in Europa

Collaborazione per applicazioni cloud-based

Enegan si è posizionata al posto 166, il primo come trader di luce e gas, tra le 1.000 aziende che hanno raggiunto la crescita maggiore e più rapida in termini di fatturato in tutta Europa. Il Financial Times ha stilato la classifica a partire da più di 50mila aziende analizzate. L’azienda tra il 2012 e il 2015 ha registrato una crescita del 703%, dando lavoro a 160 dipendenti e oltre 1.000 consulenti commerciali.

Schneider Electric, specializzata nella gestione dell’energia e nell’automazione, collabora con Microsoft per accelerare lo sviluppo di applicazioni IoT aperte: ora è possibile accedere a numerose applicazioni cloud-based incluse nell’architettura EcoStruxure di Schneider Electric che utilizzano tutte le funzionalità della piattaforma cloud Azure. Inoltre sono disponibili nuove funzioni, come la mixed reality.

Nato nel 1955 a Bologna e specializzato in sistemi di trasmissione di potenza, il gruppo Varvel inaugura una filiale negli Stati Uniti. Varvel Usa Llc si trova a Peachtree Corners, Norcross, vicino ad Atlanta in Georgia, un importante centro logistico per il Nord America. In oltre 4.500 metri quadrati hanno sede l’amministrazione, le attività commerciali e la gestione dell’azienda. Dalla nuova sede verranno gestite tutte le attività post-vendita negli Stati Uniti.

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Climatizzazione, prodotti a espansione diretta tornano a livelli pre-crisi Secondo l’indagine di Assoclima il trend è positivo nella prima metà del 2016, segue un rallentamento

di Mara Portoso

I

l mercato dell’efficienza energetica dal 2012 al 2015 ha fatto segnare un tasso di crescita medio del 14%, partendo dai 3,8 miliardi di euro di investimenti complessivi registrati nel 2012 fino ad arrivare a oltre 5,6 miliardi di euro nel 2015. «Se si spacchetta questo mercato nei tre principali ambiti (industriale, terziario e uffici, residenziale) si scopre che la fetta più consistente è nel contesto residenziale, e che nel 2015 si è registrato un vero e proprio boom di installazioni di pompe di calore, il cui volume d’affari è aumentato di oltre il 50% arrivando a toccare 1,1 miliardi di euro», spiega Federico Frattini dell’energy & strategy group del Politecnico di Milano.

Nel 2016 leggero incremento della produzione nazionale, +28% di fatturato

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I climatizzatori multisplit superano le performance dei monosplit: il valore sale del +41% Espansione diretta: risultati trainati dall’onda di caldo del 2015 I dati rilevati da Assoclima sui prodotti e i componenti per sistemi di climatizzazione indicano un leggero incremento della produzione nazionale (+3,5%) nel 2016 rispetto al 2015, anno in cui già si era verificata una ripresa del settore, a fronte di un deciso aumento del fatturato Italia (+28%), che nel 2016 ha raggiunto il valore di 1.384.028.000 euro. Tra i prodotti a espansione diretta sono significativi i risultati dei climatizzatori multisplit che, con un +41% a valore e un +49% a quantità, superano le performance dei monosplit, per i quali si registrano comunque incrementi di tutto rispetto: +23% a valore e +42% a quantità. «L’heat wave del luglio 2015 ha trascinato il risultato

Unità terminali 17%

Chiller condensati ad acqua 10%

Chiller condensati ad aria 55%

€ 669.101.000 +3,5%

Altro 18%

estremamente positivo nel primo semestre del 2016», precisa Giorgio Fontana di Mitsubishi Electric Europe. «Il ricordo dell’estate lunga e calda del 2015 ha spinto gli utenti a non farsi trovare impreparati e a fare acquisti non dettati dall’urgenza. Questo atteggiamento spiega i risultati dei multisplit, cresciuti nel 2016 più dei monosplit», aggiunge. Si conferma per il secondo anno consecutivo la crescita dei sistemi Vrf (+17% a valore e +21% a quantità), guidata principalmente dalle applicazioni nel settore light commercial o residential, ossia per potenze al di sotto dei 16 kW. «Difficile dare una spiegazione a questi dati. Probabilmente su questi risultati hanno influito le ristrutturazioni e le detrazioni fiscali, che hanno avuto il loro peso, e la ciclicità dovuta a un’economia che ripar-

RILEVAZIONE 2016 FATTURATO PRODUZIONE NAZIONALE - U.T.A. 6% - Packaged e roof top 5% - Condizionatori di precisione 5% - Condizionatori monoblocco 1% - Aerotermi 1%

71 | MAGGIO GIUGNO 2017


RILEVAZIONE 2016 - FATTURATO ITALIA Variazioni unità %

Var. ricavi vendita %

Climatizzatori d’ambiente

+18,7

+24,6

Mono split

+42

+23

Multisplit

+49

+41

VRF

+21

+17

Roof-top

+34

+39

Chiller condensazione aria

+14

+9

Chiller condensazione acqua

-12

-6

0

+2

PRODOTTO

Terminali

te. Da notare che per tutte e tre le tipologie di prodotti (monosplit, multisplit e Vrf) si è praticamente tornati a livelli di fatturato pre-crisi. È un dato positivo, che va preso però con le dovute cautele perché influenzato da fattori importanti», commenta Fontana. Nel comparto idronico cresce l’aria, scende l’acqua Segno positivo nel 2016 anche per le apparecchiature idroniche con condensazione ad aria, che si confermano un prodotto a elevato tasso di crescita in termini di fatturato: +22% a valore e +21% a quantità per potenze inferiori a 17 kW, e +17% e +12% nella fascia di potenza da 101 a 200 kW. Meno positivo il dato della produzione, che rileva un aumento dell’importazione rispetto alla produzione nazionale. Segnano decisamente una battuta di arresto le macchine con condensazione ad acqua: salvo per alcune fasce di potenza si registrano decrementi sia per le macchine per solo raffrescamento (-6% a valore e -12% a quantità) sia per quelle a pompa di calore (-12% a valore e a quantità). Per Massimiliano Venturi di Clivet questi decrementi «potrebbero esseri legati al miglioramento delle efficienze delle macchine

NOTA

Nei sistemi VRF la crescita è soprattutto nei settori light commercial o residential

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condensate ad aria. Altro aspetto da considerare sono i numeri in gioco: quello delle macchine condensate ad acqua è un mercato piuttosto contenuto, legato soprattutto alle aree geografiche in cui è presente e facilmente utilizzabile la sorgente acqua». Anche per quanto riguarda il comparto idronico con condensazione ad aria il settore trainante è quello residenziale, grazie a conto termico, ecobonus e tariffa elettrica D1.

c’è stato un incremento del 19% per i ventilconvettori senza mantello. Il comparto dei terminali a cassette è risultato abbastanza in linea con il 2015, mentre per gli hi-wall si rileva un incremento (+24% a valore e +29% a quantità), quasi certamente legato all’andamento del settore delle pompe di calore idroniche. L’hi-wall è una tipologia di prodotto adatta alle ristrutturazioni leggere abbinata a impianti radianti con pompe di calore», afferma. Importante per le unità di trattamento aria è stata l’introduzione della direttiva ErP, che dal 1 gennaio 2016 ha obbligato a variazioni sostanziali di queste apparecchiature dal punto di vista progettuale. «Queste variazioni hanno portato a un incremento del valore unitario del prodotto, che trova conferma nella rilevazione di Assoclima», conclude Prendin.

Un anno stabile per i terminali di impianto Per quanto riguarda il fatturato Italia, il 2016 è stato un anno di sostanziale stabilità per il comparto delle unità terminali (+2% a valore e 0% a quantità). «La sensazione generale è purtroppo di delusione: l’inizio dell’anno era partito con buone aspettative, che sono però sfumate nella seconda parte dell’anno», chiarisce Leonardo Prendin di Irsap Group. «A livello di produzione nazionale

845.867

€ 1.384.028.000 +28,1%

800.000

Split e multisplit +31% Chiller condensati ad aria +9% Vrf +17% Unità terminali +2%

600.000

400.000

1 2

Condizionatori di precisione +28% Monoblocco e trasferibili +20%

3 4 5 6

Packaged e roof top +39% Chiller condensati ad acqua -5%

7 8

U.T.A. +15% Aerotermi +10%

9 10

215.799

200.000

145.843 56.883

32.523

31.728

27.362

26.773

24.189

5

6

7

8

9

0

1

2

3

4

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4.482

10


Sfide ambientali per le imprese Europee nel quadro della nuova direttiva sull’Economia Circolare Danilo Bonato Direttore Generale Consorzio Remedia

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Contenuto Redazionale

A poco più di quindici mesi dalla pubblicazione del pacchetto sull’economia circolare da parte della Commissione Europea, il Parlamento Europeo ha formalizzato le proprie proposte emendative, innalzando i target di riciclo dei rifiuti urbani dal 65% al 70% entro il 2030. Nel suo insieme, l’economia circolare sarà un fattore importante per modernizzare l’economia europea e le aziende industriali sono chiamate fin da subito a confrontarsi con un nuovo quadro legislativo che assicurerà interessanti opportunità di business ma potrebbe portare con sé impatti non indifferenti. Remedia sta seguendo direttamente questi interessanti sviluppi, al fine di supportare i Produttori associati nel prepararsi in modo adeguato a gestire questi cambiamenti. Il piano d’azione adottato dalla Commissione ha già introdotto misure importanti, come ad esempio quella che istituisce, di concerto con la Banca europea per gli investimenti, una piattaforma per il sostegno finanziario all’economia circolare che riunirà investitori e innovatori. La piattaforma permetterà di rafforzare il collegamento tra gli strumenti esistenti, quali il Fondo europeo per gli investimenti strategici (EFSI) e l’iniziativa InnovFin - Finanziamento dell’UE per l’innovazione finanziata da Orizzonte 2020 ed eventualmente mettere a punto nuovi strumenti finanziari per progetti nell’ambito dell’economia circolare. La piattaforma riunirà la Commissione, la BEI, le banche nazionali di promozione, gli investitori istituzionali e altri portatori di interessi, farà conoscere le opportunità di investimento nell’economia circolare e diffonderà le migliori pratiche presso possibili promotori, analizzandone i progetti e le esigenze finanziarie e fornendo consulenze sulla strutturazione e le possibilità di finanziamento. Ma la Commissione è intervenuta anche sulla gerarchia della gestione dei rifiuti, pubblicando orientamenti per gli Stati membri su come convertire i rifiuti in energia. La comunicazione della Commissione sul ruolo dei processi “dai rifiuti all’energia” nell’economia circolare, presentata a gennaio 2017, dovrebbe permettere di massimizzare i benefici di questa piccola ma innovativa componente del mix energetico nazionale, ricercando il giusto equilibrio nelle capacità di termovalorizzazione e mettendo in luce il ruolo della gerarchia dei rifiuti che classifica le opzioni di gestione dei rifiuti in funzione della loro sostenibilità e che assegna assoluta priorità alla prevenzione e al riciclaggio. Inoltre, per quanto riguarda i prodotti a elevato contenuto tecnologico, è stata proposta una evoluzione della legislazione relativa a determinate sostanze pericolose presenti

nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Infatti, il pacchetto adottato dalla Commissione contiene una proposta per aggiornare la direttiva RoHS, atta a favorire la sostituzione dei materiali pericolosi al fine di rendere più conveniente il riciclaggio dei componenti. I cambiamenti proposti puntano a facilitare le operazioni sul mercato dell’usato e la riparazione delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. La Commissione UE stima che tali misure consentiranno di evitare la produzione di più di 3.000 tonnellate di rifiuti pericolosi per anno nell’UE e di risparmiare energia e materie prime. Aspettiamoci dunque in futuro un quadro normativo più ricco e articolato ma, auspichiamo, anche più armonico e razionale, con misure importanti adottate in ambiti quali i rifiuti, la progettazione ecocompatibile, i rifiuti alimentari, i fertilizzanti organici, le garanzie per i beni di consumo, l’innovazione e gli investimenti. Dobbiamo essere consapevoli che i principi dell’economia circolare verranno gradualmente integrati, negli appalti verdi, nell’uso dei fondi della politica di coesione, nei settori idrico e delle costruzioni e, più in generale, nelle migliori pratiche dell’industria.

Le imprese sono chiamate a confrontarsi con un nuovo quadro legislativo

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EXPO & ME CATI l’industria meccanica 709 | 76


ORT ERI 77 | MAGGIO GIUGNO 2017


EXPORT&MERCATI

Classificazione doganale delle merci: cosa cambia dal 2017 Il 1° gennaio è entrato in vigore il Regolamento di esecuzione che ha modificato la nomenclatura combinata

di Valentina Rubello, Easyfrontier

l’industria meccanica 709 | 78


P

er gli operatori economici che importano o esportano, la classificazione doganale delle merci è un passaggio obbligato, a cui sono collegati adempimenti doganali, misure di politica commerciale, barriere tariffarie e non. Soprattutto, dalla classificazione dipendono le regole di attribuzione dell’origine che, se opportunamente sfruttate, possono consentire diversi vantaggi in termini di agevolazioni daziarie. Le conseguenze di un’errata classifica doganale, per converso, si ripercuotono direttamente sulle aziende, che potrebbero vedere bloccate nei porti di destinazione le proprie merci in esportazione. Oppure potrebbero trovarsi a fronteggiare contestazioni da parte della dogana per le merci importate, con il rischio di sanzioni anche molto gravi che, con le dovute accortezze, si sarebbero potute evitare. Il Sistema armonizzato, la base per dazi e statistiche sul commercio internazionale Per classificare correttamente le merci è necessaria, oltre alla completa conoscenza del bene da classificare, anche la conoscenza dei principi e delle regole alla base del principale, anche se non unico, sistema di codifica delle merci: il Sistema armonizzato.

Il Sistema armonizzato codifica più del 98% dei beni che circolano nel mondo 79 | MAGGIO GIUGNO 2017


Il Sistema armonizzato (Sa o Hs, Harmonized system) è un sistema di nomenclatura internazionale delle merci sviluppato dall’Organizzazione mondiale delle dogane (World customs organization, Wco), in vigore nella Ue dal 10 settembre 1987. Nato con lo scopo di armonizzare la classificazione delle merci e di agevolare così gli scambi internazionali, permette di classificare le merci utilizzando sei cifre, di cui le prime quattro assumono la denominazione di voce doganale. Il sistema viene utilizzato, a oggi, da 207 paesi, ed è alla base dell’applicazione dei dazi e delle statistiche sul commercio internazionale: più del 98% dei beni che circolano nel mondo viene codificato attraverso il Sa. Dal 1o gennaio 2017 sono entrate in vigore 233 modifiche al Sistema armonizzato decise dal comitato del Sistema armonizzato nel giugno 2015, anche per effetto dell’allargamento del numero di prodotti inclusi nell’“accordo sulle tecnologie dell’informazione”. Nel complesso, le modifiche apportate hanno toccato maggiormente i settori agricolo, chimico, del legno, tessile, meccanico e dei trasporti, e sono state pensate per recepire i cambiamenti più recenti avvenuti in campo tecnologico e per estendere la varietà di specie animali e di legno coperte dal Sistema armonizzato. Nell’Unione europea il codice di Sa è integrato da due ulteriori cifre che danno vita alla Nomenclatura combinata - Nc (codice a otto cifre complessive utilizzato per l’export e per gli scambi intraunionali). La Nc viene ulteriormente dettagliata aggiungendo due cifre: il codice a dieci cifre così risultante prende il nome di Taric (Tariffa integrata comune) e viene utilizzato per individuare i prodotti in importazione. Naturalmente, le modifiche al Sa si sono ripercosse sulla Nc e sui codici Taric, portando a più di 1.000 le modifiche complessivamente intervenute. Per evitare, pertanto, problemi connessi all’errata classificazione, le imprese dovrebbero innanzitutto verificare se i cambiamenti impattano sui prodotti che trattano.

Interpretare il Sistema armonizzato: alcuni strumenti di supporto L’identificazione del corretto “codice delle merci” da assegnare non sempre è immediata, e può suscitare degli interrogativi cui il comitato per il Sistema armonizzato (Wco) e il legislatore unionale cercano di rispondere con diversi strumenti. Un primo aiuto all’interpretazione ufficiale del Sistema armonizzato viene fornito dalle note esplicative del Sa: veri e propri “glossari intelligenti”, curati dalla Wco, che analizzano, sulla base delle loro caratteristiche specifiche, tutti i codici Sa, riportando esempi ed elenchi di merci da includere o escludere dai singoli codici. Vi sono poi i numerosi “pareri di classifica” (classification decisions) emessi dalla Wco e i regolamenti di classificazione della Commissione europea. Lo strumento più efficace a disposizione dell’operatore economico, però, resta l’Itv (Informazione tariffaria vincolante - Binding tariff information, Bti). L’Itv è una decisione amministrativa, emessa dalle autorità doganali degli Stati membri, che assegna a un determinato bene, su domanda dell’operatore e autoritativamente, il suo specifico codice delle merci (Sa, Nc o Taric). Le procedure per l’ottenimento dell’Itv sono descritte nel sito dell’Agenzia delle dogane, da cui può essere scaricato anche il modulo per la domanda che potrà essere inviata, anche via Pec, all’ufficio centrale competente. Come classificare correttamente le valvole e le parti di ricambio Individuare le valvole all’interno della tariffa doganale è relativamente semplice: sono comprese nel super capitolo 84, che – insieme all’85 – include il complesso dei macchinari costruiti e immessi sul mercato dall’industria meccanica. L’intera voce doganale 8481 è dedicata alla valvola. Un possibile caso di classifica è quello di una valvola di intercettazione pneumatica che trasmette un fluido motore

Dal 1o gennaio 2017 sono entrate in vigore 233 modifiche al Sistema armonizzato l’industria meccanica 709 | 80


in un sistema idraulico. Le valvole di intercettazione derivano il loro nome dalla loro principale funzione, ovvero quella di intercettare il flusso dei fluidi consentendone il passaggio o l’arresto, e hanno come caratteristica principale quella di essere aperte o chiuse, non consentendo il regolamento del flusso. La descrizione commerciale del prodotto – valvole di intercettazione – non trova corrispondenza diretta con le voci della tariffa doganale. In questo caso, è necessario affidarsi alla logica e all’ausilio delle note esplicative, che per la sottovoce 8481 20 specificano: «le valvole di trasmissione oleoidrauliche o pneumatiche […] di qualsiasi tipo (di scarico, regolatrici di pressione, di ritegno ecc.) […] sono utilizzate specificatamente per la trasmissione di un “fluido di motore” in un sistema idraulico o pneumatico». Considerata la natura delle valvole da classificare e la loro funzione principale, corrispondente a quella specificata nel testo delle Ne, il dubbio di classifica è risolto ed è possibile procedere con l’attribuzione del codice di Nomenclatura combinata (export) o del codice Taric (import). Per molte aziende della meccanica, la rivendita e l’acquisto di pezzi di ricambio rappresentano il core business aziendale. In questo caso si parla di “parti di valvole”, la cui classifica segue regole peculiari.

di ricambio vengono spediti separatamente rispetto alla valvola. In sostanza, qualora un’azienda esporti o importi una valvola smontata, la sua classifica doganale non è costituita dalle parti che la compongono, ma quella della valvola stessa. Tale principio è esplicitato nella regola 2 (a) delle Regole generali per l’interpretazione della Nomenclatura combinata (Regolamento di esecuzione (UE) 2016/1821) che afferma: «Qualsiasi riferimento ad un oggetto nel testo di una determinata voce comprende questo oggetto anche se incompleto o non finito purché presenti, nello stato in cui si trova, le caratteristiche essenziali dell’oggetto completo o finito, o da considerare come tale per effetto delle disposizioni precedenti, quando è presentato smontato o non montato». Tale principio è fondamentale e ha lo scopo di evitare l’attuazione, da parte degli operatori economici, di strategie per aggirare le misure daziarie e di politica commerciale gravanti su un determinato prodotto.

Pezzi di ricambio: la regola della spedizione separata Nel caso specifico delle parti di valvole, qual è la corretta classifica? A un primo sguardo inesperto, l’operatore economico che intende importare o esportare parti di ricambio per le proprie valvole, dopo aver individuato la voce doganale corrispondente (che, come visto in precedenza è la 8481), potrà facilmente individuare la sottovoce “parti”: 8481 90. Ma davvero è possibile che qualsiasi componente della valvola, pur avendo una natura ben definita e una propria voce doganale, rientri sempre in “parti”? La risposta a questo interrogativo si trova scorrendo con attenzione il testo delle note al capitolo e alla sezione. Le note 1 e 2 della sezione XVI (per specifiche ulteriori, si rimanda al Regolamento di esecuzione (UE) 2016/1821) escludono esplicitamente e in dettaglio tutti quegli oggetti che, pur rappresentando di fatto parti di ricambio o parti di valvole, hanno una voce specifica che le definisce nel sistema armonizzato. Nella nota 2, il legislatore precisa che qualsiasi oggetto, anche se parte di valvola, che abbia una voce specifica all’interno dei capitoli 84 e 85 va classificato secondo la propria voce. Tale regola di classifica ha validità, però, quando i pezzi

Se si esporta o importa una valvola smontata la sua classifica doganale è quella della valvola stessa

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flash interna

FIERE INTERNAZIONALI: Le collettive di Anima Per fornire alle aziende supporto e promozione sui mercati esteri, la Federazione Anima ha in programma una partecipazione organizzata in collettive di aziende, una soluzione per quanti vogliano ricercare nuove opportunità di business all’estero con un investimento contenuto, senza doversi occupare di problemi logistici e della fornitura di tutti i servizi necessari. Settore Oil&Gas: IVS Industrial Valve Summit (Bergamo, 24-25 maggio 2017) Food Tech: Iran Food & Bev Tec 2017 (Teheran, 22-25 maggio 2017) Comfort & Building Technologies: Mce Asia (Singapore, 14-17 settembre 2017) e Iran Hvac & R Tehran (Teheran, 18-21 ottobre 2017). (Fonte: Anima)

KAZAKHSTAN: Esposizione Universale Astana (10 giugno al 10 settembre 2017) L’Esposizione Internazionale 2017 – che si colloca tra le due Expo Universali di Milano (2015) e Dubai (2020) – avrà luogo ad Astana, capitale del Kazakhstan, dal 10 giugno al 10 settembre 2017 sul tema “L’Energia del futuro”. L’evento, sulla scia dell’Accordo di Parigi sul clima e dell’Agenda 2030 di Sviluppo Sostenibile adottati dalle Nazioni Unite, costituirà una vetrina globale delle più avanzate tecnologie e politiche volte a ridurre le emissioni di CO2, aumentare l’efficienza energetica e promuovere le fonti alternative. Hanno aderito a Expo Astana oltre 110 Paesi. L’Italia vi partecipa con un ampio ventaglio di soggetti, coordinati dal ministero degli Affari esteri (che esprime il commissario generale di Sezione, l’ambasciatore ad Astana Stefano Ravagnan), dal ministero dello Sviluppo economico e da Ice/Agenzia in qualità di ente gestore. Al padiglione italiano prenderanno parte fra gli altri il

ministero dell’Ambiente, l’Enea, la maggioranza delle regioni italiane e oltre 20 grandi e medie imprese del settore dell’energia. Il padiglione italiano, contiguo a quelli di Regno Unito, Lituania, Ungheria e Finlandia, avrà una superficie espositiva principale di 895 mq, più ulteriori 700 mq al piano superiore per servizi commerciali, incontri imprenditoriali e ristorante. (Fonte: Istituzioni)

EMIRATI ARABI: ADIPEC - Abu Dhabi International Petroleum Exhibition and Conference (13 / 16 novembre 2017) Uno dei più rilevanti eventi a livello mondiale per il settore dell’Oil&gas. Adipec comprende una piattaforma espositiva di migliaia di aziende e una convegnistica che ospita centinaia di relatori di alto livello ed esperti di fama internazionale. Federazione ANIMA sarà presente, come nelle due precedenti edizioni, con una superficie espositiva propria. (Fonte: Istituzioni)

MONGOLIA: Ulan Bator - esito Commissione Mista italo-mongola Il 6 aprile si è svolta la seconda Commissione Mista intergovernativa italo-mongola a Ulan Bator guidata dal sottosegretario al Mise, Ivan Scalfarotto, cui ha partecipato per Confindustria la Presidente del Gruppo Tecnico Internazionalizzazione dei Territori, Ilaria Vescovi, ed un rappresentante di Unic oltre al sottosegretario al ministero dei Beni, attività culturali e turismo, Dorina Bianchi, Sace e il Presidente di Cna Federmoda. I temi della collaborazione sono stati meglio declinati durante la Commissione Mista, nella quale si è specificatamente fatto riferimento alla necessità mongola di: incrementare la produzione e sviluppare la trasformazione delle proprie materie prime per l’export; miglio-

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zionalizzazione rare gli standard qualitativi dei prodotti di derivazione della carne e della lavorazione delle pelli e del cachmere; implementare la formazione della manodopera nel settore tessile, conciario e alimentare. Da parte del nostro ministero dello Sviluppo economico si è data ampia disponibilità ad attivare le istituzioni nazionali ed enti competenti, che avevano già mostrato interesse, per avviare collaborazioni relativamente a: coltivazioni biologiche; settore caseario; energie rinnovabili; efficienza energetica negli edifici pubblici e nelle fabbriche; smaltimento rifiuti industriali e urbani; gestione risorse naturali. Altrettanto interessante, è stato l’intervento di un rappresentante del ministero dello Sviluppo dei trasporti in merito alla collaborazione su alcuni progetti evidenziati da parte mongola ed altri sui quali è stato richiesto un approfondimento da parte italiana, tra cui: la ristrutturazione di un aeroporto, la costruzione di un parcheggio portuale al confine con la Russia ed un progetto di cabinovie per collegare la periferia di Ulan Bator con il centro città. (Fonte: Comunità Affari Internazionali Confindustria)

LIBANO: anteprima grandi progetti per 300 milioni di dollari Il Parlamento libanese ha ratificato una serie di accordi di finanziamento del valore di 303 milioni di dollari destinati alla realizzazione di progetti infrastrutturali in tutto il paese. Il finanziamento è offerto dalla Islamic Development Bank (IDB). Il primo progetto riguarda l’esecuzione di una parte dell’autostrada della costiera sud. Il prestito di 26,7 milioni di dollari sarà pagato nel corso di un periodo di 12 anni, con un periodo di grazia di tre anni. Esso riguarderà la costruzione di una strada di tre chilometri tra le città Burj Rahhal e Abbasieh e comprende la creazione di un cavalcavia, un sottopassaggio e un incrocio.

Il secondo progetto è destinato a lavori per l’aumento della capacità dell’impianto di trattamento delle acque reflue del fiume Al Ghadir. La capacità dell’impianto aumenterà a 140.000 metri cubi di acque reflue dagli attuali 50.000 metri cubi. L’impianto sarà inoltre migliorato dal suo stato di pre-trattamento a un impianto di trattamento primario. L’impianto copre la zona di Greater Beirut. Il prestito avrà un valore di 87,5 milioni di dollari. Il terzo progetto prevede un prestito del valore di 128 milioni per sviluppare la parte restante della diga di Bisri. La costruzione della diga comprende una centrale idroelettrica e collegamenti d’acqua e di acque reflue. Il quarto progetto riguarda la fornitura di acqua potabile per la Regione di Jabal Amel prevede un prestito finanziato dalla Idb e approvato dal Parlamento libanese del valore di 61 milioni di dollari e sarà utilizzato per installare 8.000 collegamenti idraulici domestici, ridurre spreco dal 52% al 20% ed offrire acqua per tutto il giorno a 300.000 individui. Il progetto copre le aree di Marjayoun, Hasbaya, Bint Jbeil e Tyr. (Fonte: Ice)

LIBANO: Gara Internazionale per l’installazione di sistema di pompaggio Gara Internazionale per l’installazione di sistema di pompaggio ad energia solare presso i laghi collinari Jbaa El Chouf. La gara è gestita dall’Economic and Social Fund for Development (ESFD). Obiettivo della gara è la fornitura e l’installazione di due sistemi di pompaggio di (60KW) e (30KW) ad energia solare, in sostituzione di due generatori elettrici che forniscono energia alle pompe idriche dei due laghi della zona di Jbaa El Chouf.

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(Fonte: Ice)


EXPORT&MERCATI

Dazi doganali: la parola d’ordine è pianificazione La conoscenza delle regole vigenti nei paesi di importazione è strategica per le scelte imprenditoriali

di Luca Lavazza e Francesco Pizzo, PwC Tax and Legal Services

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L

’esplosione dei volumi di beni scambiati a livello globale ha reso sempre più evidente, negli ultimi anni, quanto sia rilevante il tema della fiscalità doganale per le aziende che esportano i loro prodotti. L’impatto che, in termini daziari, deriva dall’importazione di un bene in un paese terzo non può più essere considerato un aspetto marginale, relegato a mera conseguenza di una movimentazione di beni attraverso i confini di due o più paesi. È strategico per le imprese conoscere in anticipo quali siano le regole che ciascun paese di importazione applica per determinare gli oneri doganali correlati all’introduzione di beni nel proprio territorio. Ormai è noto come la poca familiarità con le regole di compliance doganale vigenti nei paesi di importazione porti inevitabilmente le aziende, oltre che al pagamento di oneri daziari a volte non necessari, a fronteggiare situazioni quali, ad esempio, ritardi nelle procedure di sdoganamento, costi aggiuntivi per la custodia di merce in attesa dello svincolo delle dogane, spedizioni urgenti a causa di controlli che bloccano le consegne ai clienti, pagamento di ammende di importo anche significativo e, nei casi più gravi, la definitiva confisca dei beni per violazione della normativa locale (si pensi ai ben noti temi di etichettatura, attestazioni di conformità, nulla osta sanitari, ecc.). Con riferimento all’onere daziario correlato all’importazione di merce in un dato paese, nella maggior parte dei casi esso dipende da fattori che possono essere conosciuti in anticipo dall’azienda esportatrice, quali la classificazione doganale del prodotto, la sua origine, intesa come paese di produzione, e il valore da utilizzare come base imponibile per il calcolo dei dazi.

Con riferimento all’origine dei prodotti, ad esempio, è fondamentale conoscere eventuali “Free Trade Agreement” stipulati dal paese di importazione al fine di valutare se sia possibile ottenere una riduzione degli oneri daziari in considerazione del luogo ove quel dato prodotto è stato realizzato. Allo stesso modo, per i dazi cosiddetti “ad valorem”, ovvero quelli determinati in proporzione al valore del bene importato (sono la maggior parte e si distinguono, per lo più, dai dazi determinati su quantità o peso), è necessario comprendere quale sia il corretto valore da dichiarare in dogana. Non necessariamente, infatti, il valore indicato sulla fattura di vendita è quello da prendere a riferimento per le operazioni di importazione. Si renderà necessario aggiungere o sottrarre al valore di transazione alcuni elementi (royalties, costi di trasporto e assicurazione, commissioni di acquisto, ecc..) sulla base della normativa doganale vigente in ciascun paese. Non solo. Spesso la normativa doganale contempla particolari regimi premiali, in termini di impatto daziario, il cui fine è di incentivare la produzione e/o il commercio di uno o più prodotti in un dato paese. Si pensi, ad esempio, ai regimi di perfezionamento o all’utilizzo di bonded warehouse o di free trade zone appositamente istituiti per agevolare il commercio internazionale di beni. È chiaro, quindi, che l’approccio dell’azienda che intende esportare i propri prodotti all’estero deve evolversi ed essere più accorto e informato. L’obbiettivo non deve essere rimediare ex post ma prevenire e pianificare mediante un’adeguata conoscenza della normativa locale, avvalendosi del supporto di professionisti specializzati nel settore del

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commercio estero e della compliance doganale. Le statistiche ufficiali rese note dall’Agenzia delle Dogane, del resto, lo confermano. Se si escludono i flussi commerciali con la Svizzera, i principali Paesi verso i quali l’Italia ha esportato beni nel corso del 2016 sono stati gli Stati Uniti e la Cina. Sono legittime le preoccupazioni di chi percepisce le politiche daziarie aggressive in questi paesi come una reale minaccia per l’export italiano. Tuttavia, è proprio l’esigenza di non perdere opportunità di business che deve spingere maggiormente ad una gestione oculata della compliance legata al commercio estero. La sfida del futuro per le nostre aziende sarà affrontare ancora una volta le difficoltà che emergono da una crescente competitività dei mercati globali come un’occasione di crescita. Una trasformazione che non potrà avvenire se non si prende atto del ruolo strategico che ricopre la fiscalità doganale negli scambi internazionali di merci.

L’esigenza di non perdere opportunità di business spinge a una gestione oculata della compliance legata al commercio estero


Contenuto Redazionale

Progetto Dogana Facile: consulenza e semplificazioni doganali per le imprese

Il Progetto Dogana Facile prevede consulenza su ogni questione doganale e affine. Ad esempio: Classifica doganale Quali sono i rischi di una inesatta codifica? Strumenti e metodologie per la corretta identificazione e gestione dei propri codici doganali. Origine delle merci • Origine preferenziale e dichiarazione dei fornitori (Long Term Declaration): come comportarsi? Come evitare le sanzioni civili e penali? Come sfruttare le agevolazioni daziarie? • Etichettatura “MADE IN”: Come ottenerla? Come evitare il sequestro della merce in dogana e le sanzioni penali?

in collaborazione con

Dazi: il supporto di Dogana Facile Il Progetto Dogana Facile di Anima è in grado di supportarvi sia nelle azioni preventive di analisi del contesto, rilievo di barriere tariffarie e non tariffarie, nella gestione accorta e metodologica dell’origine (preferenziale e non), nell’ottenimento di semplificazioni doganali, sia in caso di azioni correttive in occasione di verifiche in essere e/o in caso di contenzioso doganale. In riferimento allo specifico aspetto dei dazi, suggeriamo per meglio sfruttare gli accordi di libero scambio tra l’Ue e gli altri paesi, di dotarvi dello status di esportatore autorizzato.

Export Control Quali sono i regimi di export control sulle esportazioni della tua azienda? Verificali per tutelarsi da qualsiasi rischio, limitazione e sensazione. Contenzioso doganale Assistenza e patrocinio con professionisti abilitati presso tutti gli organi della Pubblica Amministrazione e Giustizia Tributaria. Incoterms Corretta applicazione delle regole del commercio internazionale e assistenza in fase di stipula dei contratti

Dual use - Prodotti a duplice uso Quando necessita la relazione tecnica? Un prodotto riconosciuto come “dual use” può essere esportato?

Semplificazioni doganali • Autorizzazione AEO • Sdoganamento c/o i propri magazzini • Status di esportatore autorizzato Come si ottengono? Come si gestiscono? Quale valore aggiunto?

Licenze dual use Assistenza per la presentazione alle Autorità competenti per l’ottenimento di ogni tipologia di autorizzazione all’esportazione.

Formazione doganale Certificata dalI’ International Network of Customs Universities su tutti i temi sopra riportati

l’industria meccanica 709 | 86


Se le strade italiane non sono al passo con le aziende

Operatori del settore e ingegneri sanno trovare soluzioni per alcuni passaggi anche di 200 tonnellate. Ma non è sempre possibile.

Manufatti di peso e misura (veramente) eccezionali: serve una via sicura tra Torino e Porto Marghera.

dovuto essere trattati in modo speciale, ovviamente con tragitti ad hoc, preferibilmente in ore notturne, scortati da team di ingegneri per un costante monitoraggio di strade, ponti e carico oltre alla scorta della polizia. Purtroppo in questa complessità perfettamente gestita si è inserito un elemento nuovo: l’incertezza sull’effettiva portata di ponti e cavalcavia. Così, preventivamente, il limite è stato abbassato al minimo per tutti. Giustamente, data la situazione. Ma ora come facciamo? Gli operatori del settore e gli ingegneri sono bravissimi a trovare soluzioni per alcuni passaggi anche di 200 tonnellate purché sviluppati su una lunghezza significativa (diverse decine di metri). Purtroppo non è possibile in tanti altri casi. La questione può sembrare un fatto isolato ad alcuni episodi, ma il numero in realtà è significativo. Soprattutto questa vicenda apre un tema molto più ampio e delicato: le infrastrutture in Italia sono adeguate alla capacità produttiva, di oggi e di domani, delle nostre aziende? I fatti ci dicono di no.

di Alessandro Durante

C’

era una volta un ponte. O meglio, c’erano una volta i ponti che collegavano l’operoso Piemonte e la ricca Lombardia con Porto Marghera, principale approdo adriatico per l’industria pesante dell’Italia settentrionale. Da dicembre 2016 i ponti della Pianura Padana, improvvisamente, non sono più in grado di reggere molti dei trasporti eccezionali. Certo sono carichi non comuni, da 150 tonnellate in su, ma che hanno sempre e comunque viaggiato seguendo tutte le indicazioni dell’Anas e degli enti preposti per salvaguardare carico e viabilità. Seppur complessi, questi trasferimenti di enormi manufatti italiani invidiati e ricercati da ogni angolo del mondo, marciavano con efficacia e precisione. Fino a dicembre 2016. Da quando è crollato il cavalcavia sulla S.S. 36 non è più possibile trasportare manufatti di dimensioni e peso “eccezionali”. Gli enti proprietari di strade, Comuni, Province, Regioni, società autostradali, Anas ecc. da un giorno all’altro hanno abbassato la portata di cavalcavia e ponti a 88 tonnellate. Sufficienti per i trasporti “quotidiani” ma non per quelli “eccezionali”. Questi ultimi proprio per la loro natura “fuori misura” hanno sempre

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SICU REZZ AMB TE


ZA E IEN-


SICUREZZA&AMBIENTE

Pile e batterie: tipologie e modalità di riciclo Gli obblighi normativi per le aziende e i potenziali impatti ambientali di Marta Macchi, Sabrina Suardi – Gruppo Safe Consorzi Ecoped, ecoR’it, Ridomus ed Ecopower per la gestione di Raee, pile e accumulatori esausti

l’industria meccanica 709 | 90


P

ile, portatili, non portatili, accumulatori, batterie. Confusione? Quando l’argomento è così delicato non è facile venirne a capo. Allora facciamo un po’ di chiarezza. È contenuta in molte delle apparecchiature di cui ogni giorno facciamo uso: sveglie, rasoi, orologi, mouse e tastiere wireless, cordless, telecomandi, smartphone, computer portatili e molto altro ancora. No, non è un indovinello. Stiamo parlando della pila portatile, dispositivo che genera corrente attraverso la trasformazione dell’energia chimica in energia elettrica e, a differenza dell’accumulatore, non è ricaricabile ed è perciò definita anche generatore elettrochimico primario, mentre l’accumulatore si distingue per il fatto di essere ricaricabile (secondario) e, solo dopo numerosi processi di scarica e carica, si consuma e diviene rifiuto. Composizione chimica ed esigenze di trattamento: le tipologie secondo la norma La normativa italiana prevede diverse tipologie di pile e accumulatori portatili, suddivise in base alla loro composizione chimica e alle diverse esigenze di trattamento e riciclo; per questa ragione la raccolta avviene in modo differenziato anche a seconda della tipologia: � pila Zinco Carbone; � pila Zinco Cloruro; � pila Alcalina; � pila al Litio; � pila Zinco Aria; � pila Zinco Argento; � accumulatori al Piombo; � accumulatori Nichel Cadmio; � accumulatori Nichel Idruri Metallici; � accumulatori al Litio; altro.

La raccolta di pile e accumulatori portatili si differenzia anche a seconda della tipologia del rifiuto Altro discorso per quanto riguarda le batterie che invece vengono definite dalla norma accumulatori industriali o per veicoli: quelle installate su droni, automobili, muletti e non solo. Le batterie sono molto diffuse perché comprendono sia gli accumulatori che consentono l’avviamento di auto, moto e imbarcazioni, sia quelli utilizzati per scopi industriali. Gli accumulatori per veicoli sono utilizzati per l’avviamento, l’illuminazione e l’accensione dei veicoli (automobili, camion, veicoli per uso militare, moto, camper e imbarcazioni). Gli accumulatori industriali si dividono, invece, principalmente in due categorie: • quelli che forniscono energia per la trazione di veicoli a motore elettrico, come ad esempio i carrelli elevatori, le golf car, le macchine di pulizia e i veicoli elettrici in genere; • quelli che alimentano gruppi di continuità, come ad esempio le luci di posizionamento, le cabine elettriche sulle reti che trasportano energia, i pannelli elettronici di segnalazione presenti lungo le autostrade.

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Perché riciclare è fondamentale per l’ambiente Al di là della difficoltà di definizione, su una cosa non vi è dubbio: se non riciclate correttamente, pile, accumulatori e batterie sono altamente inquinanti per l’ambiente e per le persone. Questo perché contengono metalli pesanti come il piombo, il cromo, il cadmio, il rame, lo zinco e, soprattutto, il mercurio che è particolarmente pericoloso. Basti pensare che una singola pila, ad esempio, contiene circa 1 grammo di mercurio; pochissimo se ci pensate, ma quel singolo grammo è capace di inquinare fino a 1.000 litri di acqua. Nelle batterie oltre al piombo è poi presente l’elettrolita, ossia l’acido solforico, una componente liquida altamente corrosiva. La contaminazione ambientale legata a queste tipologie di rifiuto, soprattutto per quel che concerne acqua e suolo, si verifica in assenza di controllo della filiera di riciclo quando pile, accumulatori e batterie vanno ad alimentare discariche a cielo aperto, vengono gettate nella raccolta indifferenziata o abbandonate liberamente. È quindi indispensabile cooperare affinché pile e accumula-


tori esausti seguano un processo di trattamento controllato e adeguato. Cosa dice la normativa in materia? Cooperazione abbiamo detto, ed è proprio questa la parola d’ordine che fa da cardine alla normativa vigente in materia. Il principale riferimento è costituito dal D.lgs. 188/2008, che, al fine di evitare e/o contenere il rischio di inquinamento ambientale, regola in Italia l’intero sistema pile e accumulatori, dall’immissione sul mercato allo smaltimento del rifiuto. Il suo campo di applicazione si estende a tutte le pile e agli accumulatori portatili, per veicoli o industriali (tranne quelli contenuti in armi, munizioni, materiale bellico e in apparecchiature destinate ad essere inviate nello spazio, per i quali lo smaltimento incontrollato non dovrebbe – dovrebbe! – essere un problema). Di recente poi, il Decreto legislativo 27/2016, frutto del recepimento in Italia della Direttiva europea 2013/56/UE, ha introdotto interessanti novità. Il nuovo testo normativo estende il divieto di immissione sul mercato (già previsto per le pile o gli accumulatori contenenti più di 0,0005 per cento di mercurio in peso e per quelli contenenti più dello 0,002 per cento di cadmio) a: • pile a bottone con un tenore di mercurio fino al 2% in peso; • pile e accumulatori portatili destinati a essere utilizzati in utensili senza fili. Quali sono gli obblighi per chi produce o importa pile e accumulatori? Come per il sistema gemello dei Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), il legislatore attua il principio della responsabilità estesa del produttore, che è quindi chiama-

Una pila contiene circa un grammo di mercurio: abbastanza per inquinare 1.000 litri d’acqua to a finanziare la gestione dei rifiuti derivanti dal proprio business. Ma cosa si intende per produttore? E per immissione sul mercato? È considerato produttore chiunque immetta, a titolo professionale, per la prima volta sul mercato nazionale pile o accumulatori, compresi quelli incorporati in apparecchi o veicoli e a prescindere dalla tecnica di vendita utilizzata. Per determinare l’immissione, invece, è sufficiente la messa a disposizione a prescindere che ciò avvenga a titolo oneroso o gratuito. Rispettati i divieti e compresa l’applicazione della normativa, quindi, quali sono gli obblighi previsti per chi produce o importa pile e accumulatori? L’obbligo più importante riguarda l’iscrizione al Registro nazionale, individualmente o tramite un sistema collettivo abilitato, comunicando annualmente, in genere entro il 31 marzo, l’immesso sul mercato italiano dell’anno precedente; ed è proprio sulla base di questa dichiarazione che avviene il calcolo dell’onere per il produttore. In un’ottica di promozione di una migliore efficienza ambientale, il Parlamento europeo il 14 marzo 2017 ha dato il via al “Pacchetto economia circolare” che prevede modifiche alle direttive in tema di gestione dei rifiuti, di apparecchiature elettriche ed elet-

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troniche e di pile in particolare, con lo scopo di ridefinire il concetto di responsabilità estesa del produttore. Differenti e molteplici sono le novità attese per il prossimo futuro, soprattutto alla luce delle ultime disposizioni a livello europeo che, a settembre 2016, hanno ridefinito l’obiettivo di raccolta innalzandolo al 45% dell’immesso sul mercato. Una sfida importante, alla quale sarà necessario presentarsi preparati se si vorrà garantire un futuro più sostenibile al nostro pianeta.

L’obbligo più importante per produttori o importatori è l’iscrizione al Registro nazionale


EFFICIEN ENER l’industria meccanica 709 | 94


ZA & RGIA 95 | MAGGIO GIUGNO 2017


EFFICIENZA&ENERGIA

Certificati bianchi, le novità in 8 punti La revisione del meccanismo dei titoli di efficienza energetica ha raggiunto un traguardo importante con la pubblicazione delle nuove linee guida di Alessandro Fontana

D

opo un lungo iter, partito nell’estate 2015, è stato pubblicato il decreto che regola il meccanismo dei certificati bianchi/titoli efficienza energetica e fissa gli obiettivi di risparmio energetico per il quadriennio 2017-2020. Si tratta del Decreto 11 gennaio 2017 “Determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico che devono essere perseguiti dalle imprese di distribuzione dell’energia elettrica e il gas per gli anni dal 2017 al 2020 e per l’approvazione delle nuove linee guida per la preparazione, l’esecuzione e la valutazione dei progetti di efficienza energetica”. La revisione del meccanismo dei certificati bianchi origina dalla direttiva europea 2012/27/CE “Energy Efficiency Directive” dove all’articolo 7 è chiesto agli Stati Membri di adottare un meccanismo obbligatorio di sostegno agli interventi di efficientemente energetico. La direttiva è stata recepita in Italia con il decreto legislativo 102/14, dove il meccanismo dei certificati bianchi è indicato all’articolo 7 come strumento di supporto preferenziale per gli obblighi posti dalla direttiva stessa e sul quale si punta a ottenere almeno il 60% del target di risparmio energetico nazionale al 2020. Sono numerose le differenze tra nuove e vecchie regole (indicate nella delibera dell’AEEGSI EEN 9/11).

l’industria meccanica 709 | 96


1. Rivisto il metodo di valutazione standardizzato, confermato quello a consuntivo (denominati “progetti a consuntivo” e progetti standardizzati”); abolizione del metodo analitico

2. Abolizione del coefficiente di durabilità “tau” che anticipava temporalmente i flussi di cassa rispetto agli effettivi risparmi energetici conseguiti: ora la vita tecnica torna a coincidere con la vita utile dell’intervento, limitata a massimo dieci anni

3. Sono rivisti gli interventi di efficientamento che possono accedere al meccanismo. è previsto un allargamento degli ambiti di applicazione

Le prossime tappe della revisione del meccanismo prevedono: la pubblicazione del contratto tipo entro trenta giorni dalla pubblicazione del DM (art 5, c.3) e l’emissione entro sessanta giorni da parte di Enea-Rse di una guida operativa (art. 15, c.1 come già fat-

8 4.

Revisione delle baseline con cui valutare i risparmi energetici, confermato il criterio dell’addizionalità dei risparmi energetici

5. L’accesso al meccanismo è previsto tramite stipulazione di un “contratto tipo” con il GSE, (da pubblicarsi entro trenta giorni dal decreto)

to per le precedenti versioni dei CB/ TEE). È prevista anche la revisione delle guide settoriali. Le vecchie linee guida si applicheranno ancora per sei mesi ai progetti che dal 4 aprile hanno raggiunto la soglia minima di progetto (art. 16, c.1). Resta, infine il dub-

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6. È introdotta la corresponsabilità tra titolare del progetto (che effettua l’investimento) e proponente (es. una ESCo), a cui potranno essere riconosciuti direttamente i CB/TEE

7. Si riducono le taglie minime dei progetti: 5 Tep/anno per i PS e 10 Tep/anno per i PC

8. Sono ridotti a quattro i diversi tipi di CB/TEE: Tipo I (elettricità), II (ga), III (altre energie), IV (trasporti)

bio sulle schede tecniche esistenti: le vecchie schede si potranno applicare ancora per sei mesi ai progetti che hanno raggiunto le dimensioni minime, dovranno però essere emesse le schede per i nuovi interventi, schede non presenti nel DM 11 gen 2017.


P

iù di 200 espositori, 10000 metri quadrati di superficie. La seconda edizione di Ivs - Industrial valve summit, ha raddoppiato i suoi numeri. A Bergamo il 24 e il 25 maggio, la fiera promossa da Confindustria Bergamo ed Ente fiera Promoberg si conferma un evento di primo piano nel settore delle valvole industriali e delle soluzioni di flow control.

Ivs, la fiera delle valvole industriali raddoppia spazi ed espositori A Bergamo il 24 e il 25 maggio la seconda edizione

Una scelta naturale quella di Bergamo come teatro di questo appuntamento: nel Nord Italia i produttori di queste tecnologie sono oltre 100, e possono contare su una filiera di oltre 400 aziende. In particolare, secondo i dati esposti durante la presentazione della fiera, il 75% dei produttori sono concentrati in Lombardia e nei suoi 6 distretti (Bergamo, Brescia, Lecco, Milano, Pavia, Varese). Mentre come ha spiegato il direttore generale di Confindustria Bergamo Tiberio Tesi, «Il 12% della produzione di valvole e indotto sul totale nazionale si attesta proprio nel bergamasco». Nel mercato complessivo la componente valvole e rubinetti vale 8,4 miliardi di euro come valore di produzione (di cui il 7,6% è il valore dell’industria meccanica) in un comparto oil&gas che espone un fatturato complessivo di 3,5 miliardi di euro. Sono 8000 i visitatori attesi quest’anno a Ivs, provenienti da circa 50 paesi in tutti e 5 i continenti, a dimostrazione del taglio prettamente internazionale dell’evento. Non è un caso che durante il convegno di apertura, oltre alla pubblicazione di uno studio di settore realizzato da Confindustria Bergamo e Prometeia, sia in programma la presentazione di un’analisi redatta in partnership con l’Ice dedicata agli scenari dei mercati internazionali. Uno studio che, come ha spiegato Enrico Barbieri, responsabile delle regioni del Centro Nord in Ice, ha due obiettivi: «Presentare una visione di insieme del commercio mondiale del valvolame da raccordo» e concentrarsi poi «in particolare sui mercati di Russia, Oman ed Emirati Arabi, per aiutare le aziende a conoscere meglio le realtà di questi paesi». Focus della manifestazione è un congresso internaziona-

Attesi visitatori provenienti da 50 paesi l’industria meccanica 709 | 98


le in cui saranno presentate 51 memorie tecnico-scientifiche. Saranno articolate in 12 sessioni congressuali: valve materials and design; new trends in valve sealing, end user’s expertise, failure analysis and manteinance, coating and design outlooks for valve technologies; development in actuator’s design; valve standards; advanced surface technologies; communication and actuation developments; advanced sealing solutions; sharing experience to define the total cost of ownership; fugitive emissions; strategies for operational excellence through standardization; end user’s expertise and performance monitoring. Nel corso della manifestazione sarà inoltre resa disponibile la seconda edizione del manuale tecnico redatto dall’associazione Avr (produttori di valvole e rubinetti all’interno della Federazione Anima) dedicato al settore delle valvole industriali. Stampa 3D e Cyber security, Tecnologia 4.0 nelle valvole industriali Le tecnologie dell’industria 4.0 sono protagoniste anche nel settore delle valvole industriali. In particolare le stampanti 3D, che impiega strumenti sempre più accessibili anche per le Pmi per costi e qualità si è ritagliata uno spazio consistente nel settore. «La manifattura

additiva può trovare applicazione in primo luogo per realizzare componenti da utilizzare come elementi di sostituzione» spiega Maurizio Brancaleoni, presidente del comitato scientifico di Ivs, «ma si tratta di una tecnologia che può ottenere sempre più spazio, in modo analogo a quanto sta avvenendo nell’aerospace» dove la stampa additiva viene già impiegata nella realizzazione di pale per reattori. Non è un caso che fra le sessioni tecniche di Ivs 2017 siano in programma alcuni interventi dedicati alla stampa 3D, come il contributo di Orion Valves con l’Università di Trieste durante la sessione 4, e a seguire l’intervento di Omb Valves con il Politecnico di Torino incentrato su materiali e design. «Un altro aspetto in crescita nel campo dell’automazione delle valvole» continua Brancaleoni, «è legato alla necessità di conoscere i dati e alla relativa cyber security». Si sicurezza dei dati nel campo dello sviluppo degli attuatori si parlerà durante la sessione 8, dove sono previsti, fra gli altri, gli interventi di Flowserve Limitorque e di Emerson Automation Solution, e nella sessione 5 in cui troverà spazio un intervento di Auma e un interessante confronto fra due sistemi di attuazione (elettrici e pneumatici) a cura dell’Università di Pisa e del consorzio degli utilizzatori di automaizone Clui As. c.f.

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recensioni

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RUBRICA | Recensioni

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Maggiori informazioni sul sito www.anima.it/convenzioni-anima


In questa pagina pubblichiamo un indice analitico in ordine alfabetico di persone, aziende ed enti citati in questo numero della rivista. Non sono compresi i nomi degli autori di articoli o interviste, già presenti nel colophon a pagina 6.

ELENCO | In questo numero

Nomi

Pagina

Nomi

Abb

68

Accredia

24

Adipec Agalbato Dario Agenzia delle dogane Agenzia delle Entrate Aisem Aizoon Anfao Anie Automazione Arvedi Giovanni Assocalzaturifici Assoclima Assoposa Auma Auteco Sistemi Avr B&R Balyo Banca europea per gli investimenti Barbieri Enrico Bergomi Francesco Bianchi Dorina Boaretto Andrea Bodini Flavio Bolognini Luca Bonan Stefano Bonato Danilo Bonfiglioli Consulting Bosch Rexroth Brancaleoni Maurizio Büchi Giacomo Came SpA Cavalcante Toni Cerullo Sebastiano Civiletti Lapo Clivet Clui As Cna Federmoda Colombaroli Paolo Comitato europeo di normazione Commissione europea Conai Confindustria Confindustria Bergamo Confindustria Moda Consorzio Remedia Cugno Monica Dario Flaccovio Editore

82 24 80, 85 44 27 65 10 46 13 10 70 11 99 49 98 51, 52, 68 69 75 98 11 82 27 41 65 10 74 68 53 99 100 10 10 10 12 72 99 82 40 19 18, 75, 80 13 82 98 10 75 100 100

Data4 Datalogic De Ponti Giovanni Dell’Orto Enzo D-Orbit Dürr Easyfrontier Economic and Social Fund for Development Efa Automation Emanuele Orsini Emerson Automation Solution Enea Enegan EnergyEne Eni Ente fiera Promoberg Esposizione Internazionale 2017 Essakane Solar Sas FederlegnoArredo Federorafi Ferrari Enzo Ferrero Ferrero Giovanni Fiamp Fiere di Parma Financial Times Flowserve Limitorque Fontana Giorgio FrancoAngeli Frattini Federico Galloso Paolo Geico General Electric Gentili Veronica Gestore dei servizi energetici Giudici Giancarlo Gruosso Giambattista Gruppo System Hms Industrial Networks Ice Icim SpA Idm Automation Ifm Imf Engineering Incrocci Stefano Intralogistica Iran Food & Bev Tec Iran Hvac & R Irsap Group

l’industria meccanica 709 707 | 102

Pagina 10 54 10 39 13 37 86 83 55 10 99 82, 97 69 13 15 98 82 68 10 10 30 11 12 10 46 69 99 71 100 70 27 40 15 100 96 27 46 29 55 82, 98 42 48 47 36 24 27 82 82 73


Nomi Islamic Development Bank Ispra Istituto Italiano di Garanzia di Qualità iTac Software Ag Iveco Ivs - Industrial Valve Summit Lapp Leva Marco Linde Material Handling Lombardo Salvatore Marcolin Cirillo Marenzi Claudio Mce Asia Mentor Graphics Corporation Microsoft Ministero degli Affari esteri Ministero dei Beni, attività culturali e turismo Ministero dell’Ambiente Ministero della Salute Ministero dello Sviluppo dei trasporti Ministero dello Sviluppo Economico Mit Mitsubishi Electric Modula Npm Capital Octagona Olpidürr Omb Valves Omsg Orgalime Orion Valves Orizzonte 2020 Panasonic Electric Works Parlamento europeo Pilz Italia Pizzato Elettrica Poliefun Politecnico di Milano Politecnico di San Pietroburgo Politecnico di Torino Prendin Leonardo Prometeia PwC Quadrio Gaetano Costruzioni Ravagnan Stefano Redaelli Paolo Rockwell Automation Rollwasch Romenti Stefania

Pagina 83 19 24 41 47 82, 98 56 36 69 100 10 10 82 68 69 82 82 19, 82 16 82 42, 65, 82 15 48, 71 30 68 68 41 99 39 19 99 75 56 75, 91 57 56 35 27, 42, 46, 70 13 15, 99 73 98 46 15 82 36 51, 58 36 100

103 | MAGGIO GIUGNO 2017

Nomi

Pagina

Rudskoy Andrey I. Sace Sat SpA Scalfarotto Ivan Schiavo Stefano Schmersal Schneider Electric Sew Eurodrive Sick Siemens Smi Soba Alessandro SPS Italia Stefani Franco Steute Supernap Italia Suppia Davide Tecnofirma Telmotor Tesi Tiberio Tiesse Robot Topp Srl Toyota Industries Corporation Trevisan Andrea Ucif Ucimu-Sistemi per produrre Unac Unic

13 82 40 82 100 59 49, 59, 69 50, 60 61 51, 60, 68 10 37 46 29 63 10 10 38 15 98 62 10 68 40 35 45 10 82 16, 19, 75, 80 27 27 13 15

Unione europea Università Bocconi Università Cattolica del Sacro Cuore Università della Florida centrale Università di Milano-Bicocca Università di Modena e Reggio Emilia Università di Pisa Università di Trieste Uribe-Romo Fernando Vaccari Paolo Vanderlande Varvel Venturi Massimiliano Venturi Vincenzo Verind Vescovi Ilaria Vipa Wärtsilä World customs organization Yaskawa

30 99 99 13 38 68 69 72 100 37 82 51 68 80 51


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INSERTI ECONOMICI Listino prezzi materiale di interesse della meccanica varia Computo costo orario medio di un operaio del settore della meccanica generale

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(disponibili anche in inglese) Listino prezzi materiale di interesse della meccanica varia | Tabella arancio ultimo aggiornamento n. 715 - 1^ Quindicina di aprile 2017 - pubblicata su questo numero Computo costo orario medio di un operaio del settore della meccanica generale | Tabella azzurra ultimo aggiornamento n. 23 - 31 gennaio 2017 - pubblicata su questo numero | Tabella bianca per la produzione di energia” - pubblicata su questo numero


TABELLA GENNAIO 2017 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni di personale

IN ITALIA

SETTORE INDUSTRIA MECCANICA VARIA ED AFFINE January 2017

Statistical survey on average tariff quotation for staff â&#x20AC;&#x2122;s services in Italy Sector mechanical and engineering industries

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81 | gennaio febbraio 2017


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lâ&#x20AC;&#x2122;industria meccanica 707 | 82

Edizioni: A.S.A. S.r.l. - Via A. Scarsellini 13 - 20161 Milano - tel. +39 0245418.200 - fax +39 0245418.240 | Direttore Responsabile: dott. Giuseppe Bonacina | Riproduzione vietata - Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 334.1981.

TABELLA GENNAIO 2017 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni di personale in Italia


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83 | gennaio febbraio 2017

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TABELLA GENNAIO 2017 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni di personale in Italia


TABELLA GENNAIO 2017 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni di personale

ALL’ESTERO

SETTORE INDUSTRIA MECCANICA VARIA ED AFFINE January 2017

Statistical survey on average tariff quotation for staff ’s services abroad Sector mechanical and engineering industries

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TABELLA GENNAIO 2017 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni di personale allâ&#x20AC;&#x2122;estero


TABELLA GENNAIO 2017 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni di personale

nei Paesi europei ed extra europei

SETTORE IMPIANTI E COMPONENTI DI GRANDE DIMENSIONE PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA January 2017 Statistical survey on average tariff quotation for staff services in Europe and outside Europe Sector energy generation plants and large components

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TABELLA GENNAIO 2017 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni personale nei Paesi europei ed extra europei


TABELLA GENNAIO 2017 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni personale nei Paesi europei ed extra europei

Janvier 2017

Enero 2017

Relevés statistiques des cotations moyennes des tarifs pour les prestations du personnel en europe et en dehors de l’europe Secteur installations et composants de grandes dimensions pour la production d’energie Estudio estadìstico de las cotizaciones medias de las tarifas por prestaciones del personal en europa y fuera de europa Sector instalacionesy grandes componentes para la producción de energía

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TABELLA GENNAIO 2017 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni personale nei Paesi europei ed extra europei

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89 | gennaio febbraio 2017


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TABELLA N. 22 - 14 GENNAIO Costo| orario di un operaio del settore della meccanica generale TABELLA N. 22 - 2016 GENNAIO| 2016 Costo medio orario medio di un operaio del settore della meccanica generale


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TABELLA N. 22 - GENNAIO 2016 | Costo orario medio di un operaio del settore della meccanica generale


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TABELLE 1^ QUINDICINA DI DIAPRILE 2017| Listino | Listino Prezzi Materiali di Interesse Meccanica Varia N. 715 (Piazza di Milano) TABELLE 1^ QUINDICINA APRILE 2017 Prezzi Materiali di Interesse delladella Meccanica Varia N. 715 (Piazza di Milano)

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TABELLE 1^ QUINDICINA DI APRILE 2017 | Listino Prezzi Materiali di Interesse della Meccanica Varia N. 715 (Piazza di Milano)


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TABELLE 1^ QUINDICINA DI APRILE 2017 | Listino Prezzi Materiali di Interesse della Meccanica Varia N. 715 (Piazza di Milano)

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TABELLE 1^ QUINDICINA DI APRILE 2017 | Listino Prezzi Materiali di Interesse della Meccanica Varia N. 715 (Piazza di Milano)


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l'Industria Meccanica 709 - maggio-giugno 2017  
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Pubblicazione bimestrale tecnico-economica per gli atti dell'ANIMA, Federazione delle Associazioni Nazionali della Industria Meccanica Varia...