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PORTRAITS

CRISTINA CALORI

«LE SFIDE MI FANNO SENTIRE VIVA» È partita nel 1982 facendo scouting di brand internazionali ispirati al workwear da portare in Italia e non solo. Dal 1984 crede e investe su Woolrich di cui oggi, con la nascita di Woolrich International, è diventata socia di maggioranza, facendolo diventare un marchio “italiano”. La descrivono come una donna con un fiuto incredibile per gli affari, ma è anche mamma e nonna

• Nel 1984 la sua società inizia a distribuire Woolrich nel nostro Paese • Nel 1985 viene fondata W.P. Lavori in Corso e apre il primo WP Store a Bologna • Nel 1998 la compagnia diventa licenziataria dei prodotti Woolrich, prima per l’Italia e poi per tutta l’Europa e l’Asia • Nel 2000 diventa presidente e direttore generale di W.P. Lavori in Corso al posto del padre, dopo esserne stata direttore marketing e comunicazione • Nel 2016 dalla fusione tra Woolrich Inc. e Woolrich Europe nasce Woolrich International, di cui il gruppo bolognese controlla l’80%

DI ELENA AZZOLA

In 1982, she began scouting for international brands inspired by workwear, that she could take to Italy and beyond. Since 1984 she has believed and invested in Woolrich, of which today, with the foundation of Woolrich International, she has become majority shareholder, turning it into an “Italian” brand. They describe her as a woman with amazing business acumen, but she is also a mother and grandmother.

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ristina Calori si dice «molto orgogliosa del percorso fatto». Grazie a lei, il marchio americano Woolrich è diventato un po’ più italiano, senza tradire ovviamente la sua lunga storia, che parte in Pennsylvania nel 1830 per opera di John Rich, che dette vita al più antico lanificio a ciclo integrato degli Stati Uniti, ancora oggi funzionante. Per la verità, la sua W.P. Lavori in Corso è partner di Woolrich dal 1984, inizialmente come distributore e dal 1998 come licenziatario per il design, la produzione e la distribuzione, dapprima in Italia e successivamente in tutta Europa e in Asia. Ora un passo ancora più importante: la nascita della nuova Woolrich International, in cui si fondono Woolrich Inc. e Wo-

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• Nel 1982, dopo gli studi al liceo artistico, va all’estero con Andrea Canè (attuale direttore creativo di Woolrich) alla ricerca di nuovi marchi di abbigliamento e accessori da portare in Italia

olrich Europe e di cui W.P. Lavori in Corso detiene la quota di maggioranza dell’80%. «È stata un’evoluzione credo davvero unica - riconosce Cristina Calori -. Da distributore a licenziatario e, ora, socio di maggioranza. Io e il mio team abbiamo sempre creduto in Woolrich, lavorando con passione e visione. Penso sia uno dei marchi con maggiore potenziale sul mercato: condensa 186 anni di storia americana, rappresenta valori senza tempo ma allo stesso tempo contemporanei». «Il piano industriale che abbiamo elaborato è sfidante - prosegue - ma sono certa che porterà grandi soddisfazioni». La nuova Woolrich International parte con un fatturato 2016 di 170 milioni di euro e una forza lavoro di 300 persone. In cinque anni punta a raggiungere 266 milioni di euro di ricavi, 500 dipendenti e a investire 45 milioni di euro per portare avanti tre linee di sviluppo: espansione geografica, negozi monomarca (destinati a salire da 25 a 60) e implementazione del marchio Woolrich John Rich&Bros, oltre a una rivisitazione di Woolrich Outdoor. Nei piani anche la quotazione in una Borsa internazionale. Una bella scommessa, ma chi conosce bene Cristina la descrive come una donna con un fiuto per gli affari incredibile. Del resto, dopo gli studi al liceo artistico, la sua carriera si è giocata tutta sulla ricerca e la selezione di marchi di abbigliamento in tutto il mondo e il loro sviluppo in Italia e all’este-

ro. In un’intervista rilasciata lo scorso anno in occasione dei 30 anni di W.P. Lavori in Corso (fondata nel 1985, ndr) così lei stessa descrive gli esordi: «Nel 1982 partimmo in tre: io, Andrea Canè (attuale direttore creativo delle collezioni Woolrich) e mio padre. A mio padre Giuseppe, che aveva un’azienda di lubrificanti, proposero infatti di partecipare a una nuova avventura imprenditoriale: trovare all’estero nuovi marchi di abbigliamento da portare in Italia. Lui finanziò, noi cominciammo a viaggiare. Scovammo etichette come Parashute, Avirex, Paraboot, Vans e Barbour». Cristina e i suoi collaboratori sono stati pionieri nel portare nella Penisola un nuovo modo di vestire ispirato al workwear. Nel 1985 apre il primo WP Store a Bologna. Si trattava di una delle prime formule di negozio in cui trovare un po’ di tutto: marchi di abbigliamento e accessori di ricerca, arredamento e cosmesi. «Mi piacciono le sfide e i progetti nuovi: mi fanno sentire viva», afferma. L’intensa carriera in giro per il mondo non ha preculso a Cristina le gioie della famiglia. Ha due figlie («Sono il mio grande amore») e ora due nipotini («Meravigliosi, mi hanno fatto tornare indietro di 30 anni»). Quanto al futuro, fa sapere che le sue giornate le passerà tra Bologna e New York. «In ogni città mi aspetta una scrivania» conclude, cosciente dell’impegno e della responsabilità che si è assunta.  ■

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