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PERIODICO DI INFORMAZIONE DI CONFCOMMERCIO FAM DELLA PROVINCIA DI MODENA n°

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Marzo 2020 NUMERO 31 ANNO IV

COVID-19

Basta allarmismi, torniamo alla normalità 1


informativa COVID-19

I CONSUMATORI MODENESI NON CAMBINO LE PROPRIE ABITUDINI L'Istituto Superiore di Sanità ha rilevato, nell'ultimo monitoraggio, che nella 6^ settimana dell'anno sono decedute in Italia 217 persone per la normale influenza stagionale. Il Coronavirus, che è divenuto una urgenza sanitaria nazionale perché la ricerca medico-scientifica non è ancora in grado di individuarne una cura, ha causato fino ad oggi un numero esiguo di decessi. Non pensiamo certo che il problema rappresentato dal Coronavirus sia da sottovalutare e riteniamo che tutte le misure adottate sul piano nazionale e dalla Regione Emilia Romagna vadano nella giusta direzione di arginare la potenziale diffusione del virus. Riteniamo, però, che sia necessario contrastare l'idea che si sta facendo strada nell'opinione pubblica, secondo cui saremmo non già di fronte ad una infezione, ma ad una pandemia letale. Si tratta di una china collettiva pericolosa, che potrebbe modificare gli stili di consumo e che rischia di costare un prezzo molto caro a dei pezzi importanti dell'economia nazionale e locale, per giunta in concomitanza con un ciclo economico contrassegnato da indicatori non particolarmente positivi. Confcommercio Modena e Famiglia Artigiana Modenese, che rappresentano migliaia di imprese attive nei comparti più esposti - il settore alimentare, il commercio ambulante, la ristorazione, il turismo, la piccola distribuzione, l'intrattenimento, la moda, l'artigianato - e che danno lavoro a decine di migliaia di addetti, lanciano un appello perché i consumatori modenesi non vengano indotti a cambiare le proprie abitudini dall'ondata allarmistica generatosi attorno al Coronavirus. Chiediamo poi alle Amministrazioni locali che, nell'assolvimento del primario compito di salvaguardare la salute pubblica, si facciano carico del nostro appello e diano vita a forme di condivisione o addirittura ad una regia provinciale partecipata dalle Associazioni di Categoria perché i provvedimenti da varare e le linee interpretative delle misure decise via via dal Governo e della Regione abbiano un carattere uniforme e non siano dettate da estemporaneità. Dalla piena riconduzione del Coronavirus nell'alveo di un problema sanitario gestibile con gli strumenti ed i mezzi ordinari nelle mani delle nostre Istituzioni, passa anche la sopravvivenza di tante imprese, di tanti imprenditori, di tante famiglie che con quelle imprese vivono e garantiscono futuro, sicurezza, benessere, presidio sociale alle nostre comunità.

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coronavirus@confcommercio.it


Il Punto

Economia al collasso, necessarie misure urgenti e fare sistema

L

a diffusione del coronavirus e lo stop alle attività che ne è conseguito rischia di costare carissimo alla nostra economia. Secondo una stima di Ref Ricerche, potrebbe portare a una diminuzione del pil italiano compresa tra -1% e -3% nel primo e secondo trimestre 2020: una perdita secca compresa tra 9 e 27 miliardi di euro. A livello locale, il contesto nel quale si sono ritrovate nel giro di pochi giorni le imprese del commercio, dell’artigianato e soprattutto del turismo e della ristorazione, come leggerete nelle interviste al Presidente provinciale di Confcommercio Tommaso Leone ed al Presidente provinciale di Federalberghi Amedeo Faenza, è da allarme rosso. Non è questa la sede per mettere sul banco degli imputati, con nomi e cognomi, chi, nel mondo politico e soprattutto mediatico, ha contribuito a generare un simile disastro agitando lo spet-

tro della pandemia letale in presenza di un virus, pur temibile. Pensiamo per un attimo, però, agli effetti devastanti che possono aver prodotto, su piani differenti, l’”insegnamento” di Barbara D’Urso a milioni di italiani di come ci si lava le mani o le dirette Facebook in mondovisione del governatore della Lombardia effettuate con la bocca coperta dalla mascherina. Di fronte ad una situazione sfuggita di mano, le Associazioni di categoria hanno in questo momento il compito primario di indicare con ogni mezzo alla politica l’emergenza di trovare soluzioni concrete, urgenti e mirate per salvaguardare il nostro tessuto produttivo. Senza certo smettere di sottovalutare il profilo sanitario del Covid-19, l’economia del Paese e dei nostri territori deve diventare senza indugio la prima preoccupazione di chi ci governa: sono a rischio centinaia di migliaia di imprese che danno lavoro a milioni di lavoratori. Le misure contenute nell’ultimo decreto legge del Governo sono solo

in parte sufficienti a dare ossigeno alle imprese modenesi, che non hanno sede nelle cosiddette zone rosse. E che ben presto non avranno più la liquidità per pagare stipendi, rate di mutui, tributi, cartelle previdenziali e contributive, bollette, canoni di affitto e di leasing. Bisogna quindi fare in fretta e bene per allargare e snellire l’accesso a forme di ammortizzazione esistenti (FIS, Enti Bilaterali, ad esempio), prevederne di nuove, tagliare tributi e tariffe locali e sospendere ogni aumento previsto. Ed è necessario che Istituzioni, Associazioni di categoria, Sindacati, Banche, Fondazioni, Camere di Commercio facciano sistema. Perché la sopravvivenza di tante imprese, di tanti imprenditori, di tante famiglie che con quelle imprese vivono e garantiscono futuro, sicurezza, benessere, presidio sociale alle nostre comunità, è la priorità assoluta. E le nostre aziende sono un patrimonio troppo importante perché possa essere sopraffatto dalla paura. Alberto Crepaldi Segretario Generale Confcommercio Modena

LE SEDI SUL TERRITORIO PERIODICO DI INFORMAZIONE DI CONFCOMMERCIO FAM MODENA Direzione, redazione e amministrazione Via Antonio Begarelli, 31 - Modena Telefono 059.7364211 E-mail: info@confcommerciomodena.it www.confcommerciomodena.it Direttore editoriale: Tommaso Leone Direttore responsabile: Alberto Crepaldi Impaginazione grafica: Fabrizio Annovi In redazione: Alberto Crepaldi Hanno collaborato: Elisa Bertoni, Cristina Baraldi, Loretta Camol, Giuseppe Ricci, Barbara Sighinolfi, Ufficio stampa Enasco, Giulio Verrecchia

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MARANELLO FIORANO FORMIGINE Piazza Falcone Borsellino, 29 Spezzano 059 7364681

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Economia locale CONFCOMMERCIO HA TRACCIATO UNA PRIMA FOTOGRAFIA DELLE CONSEGUENZE SULL’ECONOMIA LOCALE PRODOTTE DAL CORONAVIRUS

Messi in ginocchio dal coronavirus

di Vincenzo Malara *

I

l Coronavirus mette in ginocchio il tessuto economico locale. La conferma arriva dall’indagine realizzata in questi giorni da Confcommercio Modena che ci consegna una fotografia allarmante: crollo drastico degli affari, fuggi fuggi dei turisti, chiusure di negozi e disdette nei ristoranti. E la situazione, se dovesse perdurare, non può che degenerare con effetti devastanti sul Pil modenese e la sopravvivenza di svariate aziende del territorio. «Il quadro che ci consegna il primo monitoraggio effettuato nell’ultima settimana sulle categorie che la nostra Associazione rappresenta è a dir poco desolante», spiega Tommaso Leone, presidente provinciale di Confcommercio. «Parliamo di un calo drammatico di clienti negli hotel per effetto della riduzione fortissima dei viaggi d’affari e di piacere individuali e soprattutto di gruppi da Italia e dall’estero, oltre che per lo spostamento di manifestazioni fieristiche; ristoranti che accusano una riduzione media del 50% del proprio volume di affari, senza considerare che alcune attività etniche, peraltro molto apprezzate dai modenesi, hanno deciso di chiudere temporaneamente; bar e caffetterie che denunciano cali dal 40% al 60%; nei mercati che si sono svolti negli ultimi giorni il crollo di fatturato per gli operatori non è stato inferiore al 70% e se le sospensioni di alcuni mercati locali decise da alcuni Comuni dovessero avere un effetto domino a livello procinciale, il danno sarebbe ancora più importante. E in più - prosegue Leone - molte agenzie di viaggi stanno ricevendo da giorni massicce disdette dalla clientela che aveva prenotato a breve- medio termine in Italia ed all’estero». «Diversa la fotografia per i market, oltre che per il Mercato Albinelli, vista la corsa in atto all’accaparramento di beni alimentari, ma ai nostri impren-

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ditori non sfugge che siamo di fronte a consumi anticipati e solo in minima parte aggiuntivi rispetto a quello che sarebbero avvenuti in un lasso di tempo maggiore; per le discoteche, poi, a cui è stata imposta la chiusura, i ricavi si sono azzerati». Al contempo Leone è chiaro: «Non pensiamo certo - precisa - che il problema rappresentato dal Coronavirus sia da

sottovalutare, ma pensiamo che sia necessario contrastare l’idea che si sta facendo strada nell’opinione pubblica, secondo cui saremmo non già di fronte ad una infezione, ma ad una pandemia letale: una china collettiva pericolosa, che potrebbe modificare gli stili di consumo e che rischia di costare un prezzo molto caro a dei pezzi importanti dell’economia nazionale e locale, per giunta in concomitanza con un ciclo economico contrassegnato da indicatori non particolarmente positivi». *articolo tratto dal Resto del Carlino, edizione di Modena


Turismo AMEDEO FAENZA, PRESIDENTE DI FEDERALBERGHI, FA IL PUNTO SULLE CONSEGUENZE DEL CORONAVIRUS

Hotels, raffica di disdette

I

l turismo scappa dallo spettro del Coronavirus. E il sistema ricettivo modenese (ma non solo) va in ‘profondo rosso’. Fa il punto della situazione Amedeo Faenza, presidente di Federalberghi- Confcommercio di Modena, reduce da una riunione con tutti gli albergatori modenesi e da un incontro con albergatori e Sindaci della montagna. Sono già iniziate le disdette? «Purtroppo sì e in misura pesante. Se fino alla scorsa settimana avevamo un 90% di camere occupate, ora siamo scesi al 20% per effetto della rinuncia di tantissimi lavoratori del comparto manifatturiero che alloggiavano in città e provincia. Siamo molto preoccupati per le conseguenze devastanti su tantissime attività del settore ricettivo, per non parlare della stagione in Appennino che subirà un’ ulteriore debacle». E i turisti? «Il calo c’è, seppur in maniera meno clamorosa per ora: siamo nell’ordine di un 10% di disdette per i visitatori stranieri che volevano godersi la nostra città. Grazie al lavoro dell’amministrazione e la collaborazione sinergica con gli albergatori, negli ultimi due anni siamo riusciti ad aumentare le presenze sul territorio e questa battuta d’arresto non ci voleva. Se l’emergenza proseguirà, c’è

di Vincenzo Malara *

il rischio di compromettere un percorso importante, che era pronto a rafforzarsi nei prossimi mesi con eventi di grande richiamo». C’è poi la questione fiere che vedeva gli hotel modenesi in prima linea in fatto di ospitalità, vero? «Il rinvio del Cosmoprof a Bologna e probabilmente di altri appuntamenti rappresentano un danno enorme. La nostra città viene da sempre scelta da tantissimi addetti e visitatori delle varie kermesse come base di partenza». Cosa auspicate adesso? «Siamo consapevoli della fase difficile e che le autorità istituzionali e sanitarie stanno facendo un lavoro immenso per proteggere i cittadini e noi le sosterremo in ogni modo. Bisogna però essere consapevoli che un intero settore soffrirà contraccolpi pesantissimi e ci aspettiamo forme di aiuto dirette e indirette per sostenere il comparto ricettivo. Ne abbiamo parlato anche col presidente Bonaccini, con cui inizierà un tavolo di confronto costante. Speriamo che già dalla prossima settimana si possa intravedere il superamento della fase più acuta. Pasqua arriverà in un attimo e gli alberghi hanno disperato bisogno di recuperare ». *articolo tratto dal Resto del Carlino, edizione di Modena

Amedeo Faenza

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Indagini PRESENTATI I DATI DELL’ANALISI SULL’EVOLUZIONE DELLA DEMOGRAFIA D’IMPRESA IN CENTRO STORICO

Riccardo Pisani

Centro storico, soffre il commercio ma brilla la ristorazione

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offre più che negli altri capoluoghi emiliano-romagnoli il commercio sotto la Ghirlandina, che nel suo centro storico ha perso 95 attività dal 2008; va decisamente bene, invece, il comparto ristorativo-alberghiero, con un incremento di 76 imprese, percentualmente maggiore di quello medio registrato a livello regionale. E’ quanto emrge, in sintesi, dall’analisi condotta dall’ufficio studi di Confcommercio sull’andamento della demografia d’impresa nel centro storico dal 2008 al 2019.

storico sono diminuite del 9,8%.

PUBBLICI ESERCIZI (bar, ristoranti, alberghi) Diverso l’andamento per i pubblici esercizi, che hanno visto nel centro di Modena un’importante crescita: +76 attività, pari a quasi il 30%, percentuale doppia rispetto al dato positivo medio registrato nei centri storici dei capoluoghi emiliano-romagnoli (15,79%). La positività è sottolineata anche dal confronto con gli esercizi del centro storico di Parma: qui l’aumento è stato solo del 14,93%. In questo comparto hanno certamente inciso i cambiamenti negli stili di vita, Demografia d’impresa nel centro storico comune di Modena COMMERCIO con del la conseguenza di un sempre più Il commercio, passato da 731 a 626 im- cospicuo numero di consumatori orienprese, ha perso dunque quasi 100 atti- tati a consumare pasti fuori casa, ma Commercio al dettaglio vità negli ultimi anni (2008-2019), che soprattutto il notevole incremento del esercizi non11specializzati prodotti alimentari, bevande pari turismo, di cui la nostra città ha beneequivalgono ad una contrazione tabacchi al 13,08%. Una percentuale, carburante per autotrazionequesta, ficiato negli ultimi anni. app. informatiche, in esercizi specializzati maggiore rispetta alla telecomunicazioni media regionale (ict) Quest’ultimo aspetto è confermato analtri prodotti per uso domestico in esercizi del 10,4%. chespecializzati dal fatto che, nel confronto con la articoli culturali e ricreativi in esercizi specializzati Illuminante, in talin senso, confronto media regionale, ristoranti e bar al di altri prodotti eserciziilspecializzati con farmacie Parma, città con caratteristiche fuori del centro storico crescono percommercio al dettaglio ambulante demografiche a quellealdidiModena centualmente di meno, solo 8,15% a commerciosimili al dettaglio fuori di negozi, banchi e mercati e dove nel medesimo periodo conside- Modena, rispetto all’11,88% della media Alberghi, bar, ristoranti rato alberghi le attività commerciali nel centro regionale. bar, ristoranti

Elaborazione Centro Studi Confcommercio su dati SI.Camera

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STRATEGIE SU COMMERCIO E TURISMO “La fotografia del quadro sul commercio evidenzia, una volta di più – puntualizza Riccardo Pisani, presidente Confcommercio città di Modena - la necessità di mettere in campo politiche ed azioni mirate, per favorire, da un lato la riqualificazione ed innovazione delle attività, dall’altro la riduzione del peso originato dalla fiscalità locale, come potrebbe essere, ad esempio, il varo di una IMU agevolata per i commercianti che sono proprietari dei negozi in cui operano, e nel contempo per chi li loca a canone calmierato. Misura, questa, che potrebbe portare alla diminuzione del numero di negozi sfitti”. Serve poi, secondo Confcommercio, un blocco pluriennale del costo dei parcheggi, misure per incentivare l’uso della bicicletta, un piano strutturale di rilancio del trasporto pubblico locale, che abbia nell’accessibilità al centro storico uno dei suoi perni, e, nel complesso, la messa in campo di proget2008valorizzino 2016il commercio 2020 come parte integrante dello ti che n° imprese n° imprese n° imprese sviluppo e dell’identità urbana, secondo logiche di co-proget726 647 631 13,03 % - perdita di 95 tazione 34 della città. 39 48 76ci danno60 62 “I dati ragione – conclude Pisani - come sostenia37 38 35 mo da4 anni, che il1 turismo può rappresentare un formidabile 0 11 economia: ora serve un salto driver7di sviluppo8 della nostra 77 e, analogamente 64 55 di qualità a quanto ha fatto Bologna, è fon53 42 39 damentale dar318 vita ad una 364 298struttura operativa provinciale, 12 regia, partendo 13 18 solide basi di Modenatur, su un’unica dalle 56 47 41 cui concentrare pubbliche e private per raggiun6 18le risorse25 gere241 con le nostre i mercati 290 invidiabili 317eccellenze -31,50 % - 76 mondiali del 12 17 22 turismo”. 229

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Bonus facciate, chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate Istituito incentivo “Io lavoro” Niente rinvio per l’obbligo di tracciabilità degli oneri detraibili Credito d’imposta pubblicità sui media, entro il 31 marzo la comunicazione Fatture tax free - Chiarimento Agenzia Entrate Appalti, nuovi obblighi

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Supplemento al periodico L’Osservatorio d’Impresa Marzo 2020 Anno IV - n°31

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Notiziario Flash Bonus facciate, chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate L’Agenzia delle Entrate con la circolare 2/E/2019 del 14 febbraio 2020 ha fornito alcuni chiarimenti ed indicazioni operative riguardanti il nuovo “bonus facciate”. Si ricorda che il “bonus facciate” è stato introdotto con la Legge di bilancio 2020 ed è un bonus fiscale volto ad agevolare e incentivare gli interventi sugli immobili, al quale viene attribuita una misura di “recupero fiscale” del costo molto significativa, visto che la detrazione è fissata in una misura pari al 90% della spesa sostenuta dal contribuente, beneficio che comunque va ripartito su 10 anni con rate di pari importo. A differenza della detrazione relativa al risparmio energetico degli edifici, in base alla quale sono fissati dei limiti massimi alla spesa agevolabile, per il bonus facciate l’intero costo sostenuto può dare diritto al beneficio fiscale. Le spese agevolabili sono quelle relative ad interventi finalizzati a recuperare la facciata esterna degli edifici che si trovino nelle zone urbanistiche A e B (così come indicate nel D.M.

1444/1968) o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali. Il bonus compete a tutti i contribuenti che detengono l’immobile a qualunque titolo, siano essi proprietari o titolari di altri diritti reali, così come ai familiari conviventi di questi (purché si tratti di immobili nei quali si esplichi la convivenza, quindi non locati o concessi in comodato a terzi); l’agevolazione è riconosciuta anche a chi detiene l’immobile in forza di un altro titolo di utilizzo, come inquilini e comodatari (in possesso di contratti registrati e con autorizzazione dei lavori da parte del proprietario dell’immobile). Per quanto riguarda il requisito soggettivo, i soggetti beneficiari dell’agevolazione possono essere persone fisiche e soggetti equiparati (società semplici ed enti), così come professionisti (anche associati) o soggetti titolari di redditi d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali). Gli interventi agevolati sono quelli che

riguardano “l’esterno” dell’immobile, quindi non solo la “facciata” in senso stretto, ma ogni lato che sia visibile dalla strada pubblica o suolo pubblico. A tale proposito si evidenzia che il bonus non spetta per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio, se non visibili dall’esterno. La detrazione spetta per gli interventi di sola pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache della facciata, su balconi, ornamenti o fregi, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura, sulle strutture opache della facciata influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio. Viene precisato che il bonus compete per interventi finalizzati al consolidamento, al ripristino e al miglioramento delle caratteristiche termiche anche in assenza dell’impianto di riscaldamento e il rinnovo degli elementi costitutivi della facciata esterna dell’edificio, che costituiscono esclusivamente la struttura opaca vertica-

le, nonché la sola pulitura e tinteggiatura della superficie. Inoltre sono agevolabili gli interventi di consolidamento, ripristino, compresa la sola pulitura e tinteggiatura della superficie, o il rinnovo degli elementi costitutivi dei balconi, ornamenti e dei fregi. Analogamente l’agevolazione compete per i lavori riconducibili al decoro urbano quali quelli riferiti alle grondaie, ai pluviali, ai parapetti, ai cornicioni e alla sistemazione di tutte le parti impiantistiche che insistono sulla parte opaca della facciata. Da evidenziare che sono escluse le spese sostenute per sostituire vetrate, infissi, portoni e cancelli. Agli interventi che non siano di sola pulitura o tinteggiatura esterna, ma siano anche influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% per cento dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, si applicano le stesse procedure e gli stessi adempimenti previsti ai fini del c.d. “ecobonus”.

Istituito incentivo “Io lavoro” L’ANPAL ha pubblicato il Decreto Direttoriale n. 52 del 11 febbraio 2020, con cui è stato istituito “l’Incentivo Lavoro” denominato “IO Lavoro”. L’incentivo spetta ai datori di lavoro privati che assumono, tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2020, persone disoccupate, di età compresa tra i 16 e i 24 anni oppure con soggetti con 25 anni di età e oltre, privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi. In ogni caso, i soggetti non devono avere avuto un rapporto di lavoro negli ultimi sei mesi con il medesimo datore di lavoro. L’incentivo deve essere fruito, a pena di decadenza, entro il 28 febbraio 2022. L’incentivo è riconosciuto ai datori di lavoro che assu-

mano i soggetti di cui sopra, con contratto a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione oppure con contratto di apprendistato professionalizzante. L’incentivo è riconosciuto anche in caso di lavoro a tempo parziale oppure in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a tempo determinato. In questo caso, non è richiesto il requisito della condizione di disoccupazione del lavoratore. L’incentivo è escluso in caso di assunzioni con contratto di lavoro domestico, lavoro occasionale o lavoro intermittente. L’importo dell’incentivo è pari alla contribuzione previdenziale a carico del dato-

re di lavoro (100% dei contributi previdenziali), con esclusione di premi e contributi dovuti all’INAIL, per un periodo di 12 mesi a partire dalla data di assunzione, nel limite massimo di 8.060 euro annui per lavoratore assunto. Il datore di lavoro potrà fruire dell’incentivo “IO Lavoro”, nel rispetto dei limiti del regime “de minimis”. L’incentivo è cumulabile con l’incentivo per l’assunzione di beneficiari del Reddito di Cittadinanza e con altri incentivi di natura economica introdotti e attuati dalle Regioni, nei limiti massimi di intensità di aiuto previsti dai regolamenti europei in materia di aiuti di stato.

Niente rinvio per l’obbligo di tracciabilità degli oneri detraibili La legge di conversione del Milleproroghe non prevede, salvo modifiche dell’ultimo minuto, la proroga dell’obbligo di pagamento con strumenti tracciabili degli oneri che consentono di beneficiare della detrazione fiscale del 19%. Gli emendamenti presentati, che avevano come obiettivo il differimento al 1 aprile 2020, non sono stati approvati. Dal 1 gennaio 2020 quindi, è possibile fruire della detrazione IRPEF del 19% degli oneri indicati nell’art. 15 del TUIR e in altre disposizioni normative soltanto se il pagamento è avvenuto con: • Bonifico bancario 2a

• Altri sistemi di pagamento tracciabili, quindi diversi dal contante, come per esempio carte di credito, debito, carte prepagate, assegni bancari e circolari. La detrazione non si perde se non sono pagate in modalità tracciabile (quindi pagate con contanti) le spese sostenute per: l’acquisto di medicinali, dispositivi medici, le prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche, le prestazioni sanitarie rese da strutture private accreditate al SSN. Tutte le altre tipologie di spesa che non rientrano fra quelle sopraelencate vanno pagate con strumenti “tracciabili”. A titolo esemplificativo e non esaustivo vi rientrano:

• le spese relative ai certificati di buona e robusta costituzione rilasciati dai medici di famiglia; • le spese per visite specialistiche eseguite da medici che esercitano la libera professione (dentisti, dermatologi, pediatri ecc..); • le spese funebri; • le spese per l’istruzione; • i premi di assicurazione; • le spese per la pratica sportiva dilettantistica; • le spese per l’abbonamento ai servizi di trasporto pubblico; • le spese per asili nido.


Notiziario Flash Credito d’imposta pubblicità sui media, entro il 31 marzo la comunicazione Si avvicina la scadenza del 31 marzo per presentare la domanda per la concessione di incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali Il beneficio, riconosciuto sotto forma di credito d’imposta, riguarda gli investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, anche on-line, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, effettuati o da effettuare per l’anno 2020 dal 1° gennaio , il cui valore superi di almeno l’1 per cento gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente (in mancanza di costi del medesimo tipo sostenuti nel 2019 non è possibile avere alcun credito di imposta). Si illustrano, di seguito, le principali disposizioni: 1. Soggetti beneficiari . Possono beneficiare dell’agevolazione in parola, concessa in regime de minimis, le imprese o lavoratori autonomi, nonché gli enti non commerciali. Il credito d’imposta riconosciuto è pari al 75 per cento del valore incrementale degli investimenti effettuati. 2. Investimenti ammissibili Gli investimenti incrementali ammessi al credito d’imposta sono quelli riferiti all’acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali, effettuati esclusivamente su giornali quotidiani e periodici, pubblicati in edizione cartacea ovvero editi in formato digitale, ovvero nell’ambito della programmazione di emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali. Gli investimenti pubblicitari ammissibili al credito d’imposta devono essere effettuati su emittenti radiofoniche e televisive locali iscritte presso il Registro degli operatori di comunicazione e su giornali iscritti presso il competente Tribunale o presso il menzionato Registro degli operatori di comunicazione. Sono escluse dal credito d’imposta le spese sostenute per l’acquisto di spazi nell’ambito della programmazione o dei palinsesti editoriali per pubblicizzare o promuovere televendite di beni e servizi di qualunque tipo-

logia nonché quelle per la trasmissione o per l’acquisto di spot radio e televisivi di inserzioni o spazi promozionali relativi a servizi di pronostici, giochi o scommesse con vincite di denaro, di messaggeria vocale o chat-line con servizi a sovrapprezzo. Ai soli fini dell’attribuzione del credito di imposta, le spese per l’acquisto di pubblicità sono ammissibili al netto delle spese accessorie, dei costi di intermediazione e di ogni altra spesa diversa dall’acquisto dello spazio pubblicitario, anche se ad esso funzionale o connessa. 3. Limiti e condizioni dell’agevolazione concedibile L’agevolazione è concessa nel rispetto del limite delle risorse di bilancio annualmente stanziate, che costituisce il tetto di spesa da ripartire . Nel caso di insufficienza delle risorse disponibili rispetto alle richieste ammesse, si procede alla ripartizione delle stesse tra i beneficiari in misura proporzionale al credito di imposta astrattamente spettante, (per l’anno 2018 la percentuale effettiva del credito è stata pari al 40%). Il credito d’imposta è alternativo e non cumulabile, in relazione a medesime voci di spesa, con ogni altra agevolazione prevista da normativa statale, regionale o europea, ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione, dopo la realizzazione dell’investimento incrementale. Ai fini dell’utilizzo del credito di imposta, il modello F24 deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate. 4. Procedura di accesso all’agevolazione Per accedere al credito d’imposta, per l’anno in corso i soggetti interessati, nel periodo compreso dal 1° marzo al 31 marzo, devono presentare un’apposita comunicazione telematica con le modalità definite con provvedimento amministrativo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri. La comunicazione, inoltre, deve essere sottoscritta, dal legale rappresentante dell’impresa, dell’ente non commerciale o dal lavoratore autonomo e deve contenere:

• gli elementi identificativi dell’impresa, dell’ente non commerciale o del lavoratore autonomo, ivi compreso il codice fiscale; • il costo complessivo degli investimenti pubblicitari effettuati o da effettuare; • la misura percentuale e l’ammontare complessivo dell’incremento dell’investimento pubblicitario realizzato o da realizzare con il raffronto con l’anno precedente; • l’ammontare del credito di imposta richiesto. Entro il 30 aprile di ciascun anno, il menzionato Dipartimento forma un elenco dei soggetti richiedenti il credito d’imposta, con l’indicazione dell’importo teoricamente fruibile da ciascun soggetto dopo la realizzazione dell’investimento incrementale, e dispone, con successivo provvedimento, l’ammontare del credito effettivamente fruibile dopo l’accertamento in ordine agli investimenti effettuati. Il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa ai periodi d’imposta di maturazione del credito a seguito degli investimenti effettuati e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi di imposta successivi fino a quello nel corso del quale se ne conclude l’utilizzo. L’effettività delle spese sostenute dovrà risultare oltre che dalle fatture anche da un apposita attestazione rilasciata da commercialisti abilitati o revisori dei conti. La dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati nell’anno 2020 dovrà poi essere presentata, obbligatoriamente, dal 1° al 31 gennaio dell’anno 2021. 5. Controlli e cause di revoca Le verifiche sul possesso dei requisiti e sul rispetto delle condizioni previste dalla legge per beneficiare dell’agevolazione sono effettuate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il credito d’imposta è revocato nel caso in cui venga accertata l’insussistenza di uno dei requisiti previsti ovvero nel caso in cui la documentazione presentata contenga elementi non veritieri o risultino false le dichiarazioni rese.

Fatture tax free - Chiarimento Agenzia Entrate Con la risposta n. 13 del 24 gennaio 2020, l’Agenzia delle Entrate fornisce alcuni chiarimenti in ordine agli adempimenti (registrazione dei corrispettivi e liquidazione dell’IVA) cui sono tenuti gli operatori commerciali che emettono fatture tax free. Al riguardo, col documenti di prassi viene precisato che, al fine di fruire dell’agevolazione prevista dalla normativa di riferimento, il corrispettivo deve essere certificato tramite l’emissione della fattura tax free: quindi, non occorre procedere alla memorizzazione elettronica e trasmissione telematica del corrispettivo e all’emissione del documento commerciale. I due documenti sono tra loro alternativi e non concor-

renti. Secondo l’Agenzia, tuttavia, laddove il cedente, oltre ad emettere la fattura tax free, dovesse memorizzare elettronicamente e trasmettere telematicamente all’Agenzia delle entrate il dato del corrispettivo giornaliero, ed emettere quindi il documento commerciale, in tale ipotesi, al fine di dare evidenza, in caso di controllo, che si tratta di una duplicazione della documentazione del medesimo corrispettivo, potrebbe essere utile conservare copia della fattura tax free, sulla quale annotare il riferimento del documento commerciale emesso per certificare la medesima cessione, nonché tenere memoria del citato documento in un apposito registro.

Appalti, nuovi obblighi L’art. 17-bis, D.Lgs n. 241/1997 stabilisce, a decorrere dal 1° gennaio 2020, nuove regole riguardanti le ritenute e le compensazioni in appalti e subappalti. Le nuove regole trovano applicazione se: il committente è un sostituto di imposta residente nel territorio dello Stato, il committente ha affidato il compimento di un’opera o più opere o di uno o più servizi di importo complessivo annuo superiore a 200.000 € a un’impresa e l’affidamento del compimento di un’opera o più opere o di uno o più servizi avviene tramite contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati, caratterizzati dal prevalente utilizzo di manodopera, presso le sedi di attività del committente con l’utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest’ultimo o ad esso riconducibili in qualunque forma. In presenza di tutti i suddetti presupposti, il committente deve richiedere all’impresa appaltatrice e alle imprese subappaltatrici, obbligate a rilasciarle, copia dei mod. F24 relativi al versamento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente/assimilati e dell’addizionale regionale/comunale IRPEF trattenute dall’impresa appaltatrice e dalle imprese subappaltatrici ai lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera/servizio. 3a


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Anteprima Motor Valley Fest PRESENTATA LA II^ EDIZIONE DEL MOTOR VALLEY FEST

Motor Valley Fest, si parte il 14 maggio

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resentata negli scorsi giorni la seconda edizione del Motor Valley Fest, il festival diffuso della Terra dei Motori emiliano romagnola che si svolgerà a Modena dal 14 al 17 maggio 2020. Quattro giorni intensi, ricchi di adrenalina con un programma di eventi per tutti: per le famiglie e per i turisti - italiani e provenienti dal resto del mondo - per chi ama oltre alle auto sportive, la storia, il collezionismo a due e quattro ruote, l’arte, la cultura e il buon cibo. Motor Valley Fest celebra un’intera città, Modena, e torna ad essere il palcoscenico prestigioso per raccontare l’automobile, annunciando due nuove preziose collaborazioni, quella con la Federazione Motociclistica Italiana FMI e con ACI Italia che - assieme ad Apt Servizi Emilia Romagna - svilupperà la promozione congiunta della Motor Valley con iniziative sportive nei circuiti motoristici regionali e mostre nei musei d’impresa. La Quattro Giorni dei motori si aprirà il 14 maggio con il taglio del nastro in un evento riservato ai media internazionali e agli addetti ai lavori. Il tutto con la collaborazione di Massimo Bottura, lo chef più premiato al mondo, patron dell’Osteria Francescana di Modena. Previsto per il 14 maggio - come lo scorso anno - anche il talk inaugurale al Teatro Comunale Luciano Pavarotti organizzato da Meneghini & Associati e realizzato in collaborazione con McKinsey.

Sarà dedicato ad un’analisi generale dei macro-trend del settore. La parte espositiva dell’evento sarà ancora una volta il filo conduttore di tutte le iniziative in calendario. Palazzo Ducale, sede dell’Accademia Militare di Modena ospiterà il villaggio Motor Valley Fest con l’esposizione al pubblico dei brand della Motor Valley e dei quattro autodromi regionali; in piazza Roma ci saranno Ferrari, Maserati e Lamborghini; in piazza Grande Pagani e il villaggio della Polizia di Stato. Uno dei gioielli architettonici di Modena, la chiesa della Madonna del Voto, restaurata dopo il terremoto del 2012, sarà invece la lo-

Gian Carlo Muzzarelli

Sarà un festival diffuso. Abbiamo presentato a Milano alla stampa nazionale la II edizione del Motor Valley Fest che si terrá dal 14 al 17 maggio a Modena. Saranno giorni importanti per la nostra città e per i modenesi, non solo gli appassionati ed imprenditori del settore delle due e quattro ruote ma per tutto il sistema economico ed imprenditoriale, della ricettività e del commercio. Sarà un Festival diffuso in tutta la città, come e piú dello scorso anno, dal Cortile d’Onore dell’Accademia con il villaggio Motor Valley, alle Piazze con la presenza delle principali case automobilistiche (Piazza Grande, Mazzini, Matteotti, Roma, XX Settembre, San Giorgio), ai Larghi della Città (Sant’Agostino, San Francesco), i Teatri (Comunale, Storchi), i Parchi (Ferrari, Novi Sad), e tanti altri luoghi (tra i quali ovviamente l’autodromo). E poi alcuni cortili storici, mostre nella ex Chiesa di San Carlo e nella Chiesa del Voto riaperta da pochi mesi, la Camera di Commercio, il villaggio elettrico al PalaMolza, la zona dell’ex Manifattura, gli spazi di Ago - Fabbriche culturali...Il Motor Valley Fest rappresenta per noi la valorizzazione e la promozione di ciò che questo territorio è stato ed è, ma è anche un momento per immaginare e costruire ciò che saremo nei prossimi anni: giornate di festa, di riflessione, di energia.

cation della mostra evento dal titolo “La Famiglia Schedoni: da 140 anni artigiani del cuoio”. Motor Valley Fest porterà in largo Porta Sant’Agostino, Dallara e il villaggio Innovation & Talents, mentre in largo San Francesco in collaborazione con il Maserati Club del Giappone, ci saranno l’esposizione del leggendario tour mondiale Modena - Tokyo realizzato nel 1996 e l’esposizione ‘Jay the duck’ dedicata alla speciale storia della Lamborghini Miura Jota. Nella centralissima piazza XX Settembre, sarà invece allestita una mostra dedicata a Mauro Forghieri, l’ingegnere nel cuore di tutti gli appassionati del Cavallino Rampante. Saranno esposte alcune delle sue vetture la Ferrari GTB stradale, la Lamborghini Formula 1, la Bugatti 110. Il MEF Museo Enzo Ferrari ospiterà al proprio interno un’area family dedicata ai kids 0-17 anni con simulatori; Il Parco Ferrari, tra via Italia e viale Emilia, dal 16 fino al 17 maggio ospiterà il Villaggio Due Ruote e una mostra dedicata a Vespa e Lambretta. Al Palamolza, in un’area di oltre 2 mila mq, ci sarà la seconda edizione del Motor Sim Show, con i simulatori di F1, GT, Rally e Moto GP dedicati alle gare, non mancheranno gli sport games. 11


Focus Appennino RETE IMPRESE AREA FRIGNANO APPREZZA L’ASSEGNAZIONE DI UNA DELEGA SULLA MONTAGNA NELLA GIUNTA REGIONALE

Rete Imprese indica l’agenda per la Montagna

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“La nomina della nuova delega alla Montagna con un Assessore che cominci subito a lavorare alle tematiche relative all’Appennino è un’ottima notizia. La montagna è un valore aggiunto per la Regione Emilia Romagna, ed è fondamentale contribuire al suo sviluppo: perché questo avvenga al meglio, occorre anche che sia siglato un vero e proprio Patto, analogo a quello stabilito nel 2014 per il lavoro, coinvolgendo tutte le componenti istituzionali, sociali ed economiche, per moltiplicare le forze e le energie che si possono mettere in campo”. Rete Imprese del Frignano commenta così la decisione di assegnare una delega specifica alla Montagna, sollecitata dalle stesse Associazioni. Più nello specifico Rete Imprese ha individuato una serie di tematiche su cui la Regione, tutte le parti sociali e le

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componenti della società regionalesi dovrebbero impegnare: infrastrutture e viabilità in primis. E’ evidente come l’inadeguatezza della rete viaria dell’Appennino e dei collegamenti tra il territorio montano e la pianura, unita all’insufficiente manutenzione delle strade, pesino sulla possibilità di garantire mobilità a persone, imprese e merci. Altro punto che si chiede di trattare con urgenza è il tema della Altro punto che si chiede di trattare con urgenza è il tema della fiscalità locale e di vantaggio. L’abbattimento dell’Irap per le imprese montane, così come i bandi regionali messi in campo in questi anni sono stati provvedimenti preziosi, tuttavia non sufficienti: perché le imprese possano continuare a garantire lavoro e benessere e recuperino, almeno in parte, il deficit competitivo di cui soffrono, sono indispensabili scelte ancora più coraggiose e, in particolare, l’istituzio-

ne di un piano organico pluriennale di defiscalizzazione delle imprese montane che faccia del nostro Appennino una sorta di “zona franca”, oltre all’erogazione di contributi con misure di vantaggio sulla fiscalità locale per il commercio e i pubblici esercizi che, per il ruolo anche sociale che svolgono e rivestono, costituiscono un vero argine allo spopolamento e abbandono delle aree montane. Sul turismo sono poi necessari interventi e misure di sostegno per la riqualificazione delle strutture ricettive e per l’innovazione dei servizi offerti ai turisti. Altra tematica da trattare con urgenza è anche la digitalizzazione. L’Appennino infatti sconta un ritardo digitale che inficia la capacità competitiva delle imprese che lo popolano, oltre alla possibilità di adempiere a obblighi normativi: si pensi alla notifica delle persone alloggiate, alla fatturazione elettronica, ai corrispettivi telematici. Serve, più che mai, un piano di digitalizzazione ad hoc fondato su risorse adeguate e tempi certi di realizzazione delle necessarie infrastrutture telematiche. Infine occorre garantire servizi a cittadini e imprese: ospedale, Agenzia delle Entrate e Giudice di Pace costituiscono solo alcuni esempi di servizi imprescindibili per cittadini e imprese.


Focus Antiquariato BILANCIO DELLA XXXIV^ EDIZIONE DI MODENANTIQUARIA

Modenantiquaria conferma la sua leadership

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er Modenantiquaria è stata l’edizione delle conferme e del consolidamento della leadership a livello nazionale. I numeri confermano le attese: la manifestazione si conclude in serata a ModenaFiere e gli organizzatori sottolineano che i visitatori sono in linea con lo scorso anno ma con un sensibile aumento degli stranieri e un incremento delle vendite. Soddisfazione, dunque, per l’incontro tra il pubblico di appassionati provenienti da tutte le regioni d’Italia e dall’estero, le gallerie di Modenantiquaria e di Petra, che per nove giorni sono riuscite a riunire gli antiquari più importanti e le loro proposte: da 30 espositori nel 1987 su 1.500 metri quadri, a 180 gallerie tra le più prestigiose sul mercato, su un’area espositiva di oltre 15.000 metri quadri. “Modenantiquaria ha portato a Modena in questi nove giorni il meglio dell’antiquariato italiano con i suoi collezionisti più importanti: la manifestazione cresce di anno in anno in qualità – sottolinea Marco Momoli, direttore generale di ModenaFiere – Quello che mi rende particolarmente fiero di questa edizione è il debutto della collaborazione con le

Pietro Cantore

istutuzioni museali, fondamentale per tessere una relazione vivace e creativa con la città. Costruire un programma di appuntamenti che facciano sentire la Fiera parte integrante del territorio che la ospita è il mio obiettivo anche a Modena, come già succede a Bologna per Artefiera col vasto cartellone di ArtCity. Quest’anno abbiamo posato un primo tassello e il pubblico ha risposto benissimo: per la prossima edizione cominciamo a lavorare con questa consapevolezza”. “L’apertura serale di ieri di Palazzo dei Musei – in collaborazione con Modenantiquaria – è stato un vero successo: centinaia di persone hanno approfittato dell’iniziativa per visitare i Musei Civici, la Galleria Estense e tutti gli altri istituti culturali che hanno sede qui e ascoltare musica d’altri tempi, eseguita dal vivo con strumenti d’epoca – conferma Francesca Piccinini, direttrice dei Musei Civici di Modena – Grazie a ModenaFiere abbiamo dato vita a un piccolo “fuori salone”: è solo l’inizio di una sinergia che sono sicura diventerà sempre più proficua, per valorizzare al meglio i tesori che offre la nostra città anche in occasione delle manifestazioni fieristiche”. La XXXIV Edizione di Modenantiquaria si è chiusa confermando le più rosee previsioni. Grande soddisfazione c’è stata tra i più di 170 espositori suddivisi tra Modenantiquaria, Excelsior e Petra, che si sono detti appagati sia per aver partecipato alla mostra di antiquariato più importante d’Italia, sia per le numerose vendite portate a compimento nel corso della manifestazione. Prosegue la stretta collaborazione della manifestazione con l’Associazione Antiquari Modenesi e Confcommercio Modena, con cui la mostra è nata. Gli antiquari del nostro territorio anche quest’anno si sono distinti tra i maggiori antiquari italiani per la qualità degli oggetti esposti. Si stringe sempre di più il rapporto tra Modenantiquaria e la città: dopo la scelta del Busto di Francesco I del Bernini della Galleria Estense come simbolo della mostra - gesto d’amore nei confronti del sistema museale cittadino - quest’anno si è voluto rinforzare questo sodalizio con la straordinaria apertura serale di tutto il Palazzo dei Musei, che si è tenuta sabato 15 febbraio. Modenantiquaria che ha già raggiunto un ottimo livello, ha sicuramente ancora margini di crescita notevoli che saranno raggiunti già nella prossima edizione del 2021..

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People Mover, dal 7 marzo rivoluzione al via

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l 7 marzo sarà finalmente operativo il “People Mover” Bologna la navetta che collegherà la Stazione di Bologna Centrale all’Aeroporto Marconi di Bologna. 7 minuti il tempo del viaggio con partenze ogni 4 minuti. Il biglietto ordinario costerà 8,70 euro, andata e ritorno scontati a 16 euro, forse un po’ caro rispetto alla media europea. Quali opportunità ci sono dietro questa novità attesa da anni? Il dato sicuramente certo è che aumenterà il numero di passeggeri in transito sull’aeroporto bolognese oltre ad un possibile potenziamento dell’apparato economico che ruota attorno alla struttura, come riferisce il Comandante carpigiano di AirDolomiti Federico Verrini. “Più un aeroporto è fruibile meglio funziona tutto il resto. Quindi aumentando il numero di passeggeri cresce tutto l’indotto di servizi che ruotano intorno al Marconi. Un Aeroporto si configura come uno Stargate, ben vengano quindi i miglioramenti alle infrastrutture, come il People Mover, per raggiungere lo scalo emiliano più importante. Maggiore è la sua fruibilità maggiore sarà il numero di passeggeri e merci movimentato. I benefici ad attività commerciali e culturali come ristoranti, hotel, negozi, musei, enti fieristici ed a servizi quali Taxi, Bus, noleggio auto sono evidenti ed in continuo aumento. Anche i settori edile, industriale e turistico della regione spingono affinché si abbia un aeroporto sempre più importante, efficiente e facilmente raggiungibile.” I veicoli che porteranno le persone dalla stazione centrale all’aeroporto sono dotati di ruote gommate, corrono su sede propria a un’altezza media dal piano di campagna di circa 6-7 metri. Ogni veicolo ha una capacità di 50 passeggeri. Il sistema, nell’attuale configurazione con 3 veicoli, in ora di punta riesce a trasportare 560 passeggeri all’ora per direzione. Vi è inoltre la possibilità di introdurre un quarto veicolo per adattarsi all’eventuale crescita della domanda. Bologna diventerà concorrenziale anche con gli aeroporti di Milano, basti pensare che dalla città della

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Madonnina prendendo il treno Alta Velocità più il “People Mover” in 1 e 30 si potrebbe arrivare all’aeroporto di Bologna. Data per scontata la crescita di traffico di persone, Bologna ne guadagnerà anche in turismo perché le persone facilmente potrebbero raggiungere la Stazione Centrale e di conseguenza il centro cittadino, decidere di fermarsi una notte in città prima di raggiungere le mete turistiche più famose d’Italia. Ci sarà la tanto attesa esplosione di FICO ad esempio? Compito di Bologna e di altre città limitrofe sarà quello di fare in modo che le attrazioni locali facciano da volano per il turismo. Sempre più persone decideranno di utilizzare l’hub di Bologna per recarsi coi mezzi nelle località più vicine; a questo proposito sarà fondamentale attrarre i visitatori e per riuscire in questo intento saranno necessarie attrazioni, come appunto il Museo Ferrari e simili. Da Carpi partendo alle 6.31 con il Freccia Argento si arriva a Bologna Centrale alle 7.07 e col “People Mover”, considerando anche l’attesa, si potrebbe essere in aeroporto alle 7.19, mica male, senza pensieri per l’auto. La cosa vale anche al contrario ovviamente, arrivando la sera al Marconi di Bologna in 50 minuti si può essere a Carpi senza auto a noleggio, taxi e pullman. L’unico problema ad oggi è dato dalla scarsità di collegamenti diretti Carpi - Bologna, che potrebbe impattare in maniera negativa sull’esperienza di viaggio in caso di ritardo o coincidenze sfasate.


Enasco News RIVALUTATE LE PRESTAZIONI AGLI INVALIDI CIVILI: ECCO I NUOVI IMPORTI

Invaldità civile, pochi euro per tutti A cura di Gianni Tel

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ivalutate anche questo nno le prestazioni agli invalidi civili. Il tasso provvisorio di perequazione per il 2020, rilevato dall’istat, si è attestato allo 0,40% per la gran parte dei pensionati. Ma c’è una particolarità: l’indice di rivalutazione non è unico. In particolare, alle prestazioni che sono denominate “pensioni” si applica il tradizionale tasso di inflazione Istat (Indice delle famiglie di operai e impiegati - Foi), mentre ad alcune indennità ed assegni si applica il tasso di variazione delle retribuzioni del settore industriale (Indice di dinamica salariale), pari quest’anno allo 1,07% sia per gli assegni che per le indennità. La tabella che si riporta, dunque, indica il quadro aggiornato delle prestazioni e dei limiti di reddito per il 2019 e il 2020. Per quanto riguarda i requisiti, per acquisire il diritto all’invalidità e all’assegno di accompagno, la legge istitutiva considera invalidi tutti coloro affetti da menomazioni di vario tipo non riconducibili a causa di guerra, di servizio e di lavoro, che appartengono ad una delle seguenti categorie: i cittadini di età compresa tra i 18 e i 65 anni affetti da menomazioni congenite o acquisite che comportano una riduzione della capacità di lavoro non inferiore ad 1/3; i minori di 18 anni con difficoltà persistenti a svolgere compiti e funzioni proprie dell’età; i cittadini con più di 65 anni non autosufficienti. In base al grado d’invalidità riconosciuto si

• • •

possono ottenere i seguenti benefici:

• il 33,33% (un terzo) è la soglia minima per essere considerato invalido ed avere diritto alle prestazioni protesiche e ortopediche; • il 46% consente all’invalido di ottenere l’iscrizione nelle liste speciali del collocamento obbligatorio; • il 74% è la soglia invece per ottenere l’assegno economico men-

50&Più è un grande Sistema Associativo e di Servizi, nato e cresciuto all’interno di Confcommercio, che offre servizi e consulenze in materia pensionistica, previdenziale, assistenziale e fiscale e opera come Patronato e Caaf Contatti:

via Begarelli, 31 - Modena sile di assistenza. 059.7364203 Va evidenziato, poi, che a decorrere dal 1° gennaio 2019 il requisito enasco.mo@enasco.it anagrafico minimo previsto per il conseguimento delle prestaziowww.50epiu.it - ww.spazio50.org ni di assegno sociale, assegno sociale sostitutivo della pensione di inabilità civile, assegno mensile di assistenza agli invalidi parziali, assegno sociale sostitutivo della pensione non reversibile ai sor- che detto limite reddituale non venga modi, è stato innalzato ad anni 67 rispetto ai 65 previsti dalla legge dificato dalla legge e resti sempre riferito istitutiva. Pertanto, per effetto dell’incremento della aspettativa solo al titolare della pensione e non anche di vita, le prestazioni su indicate possono essere concesse solo al al coniuge. L’indennità di accompagno compimento dei 67 anni. L’assegno di assistenza Questa prestazione è un sostegno ecoAgli invalidi con età tra i 18 e 67 anni ed un grado di invalidità com- nomico che viene erogato alle persone preso tra il 74 e il 99%, spetta un assegno mensile di assistenza che non sono in grado di camminare o per 13 mensilità. Per fruire dell’assegno - pari quest’anno a € 286,81 di compiere autonomamente gli atti mensili - l’invalido deve essere disoccupato, residente in Italia e quotidiani della vita (mangiare, lavarsi, avere un reddito annuo personale (quello del coniuge non conta) vestirsi, ecc.). L’importo dell’indennità, LE PRESTAZIONI ASSISTENZIALI: IMPORTI E LIMITI DI REDDITO che non superi un determinato limite (€ 4.926,35 per il 2020). In pari aANNO € 2020 520,29 mensili, viene erogato ANNO 2019 CATEGORIE Importo mensile Limite di reddito Importo mensile Limite di reddito presenza di queste condizioni, anche i cittadini stranieri, per 12 mensilità. annuo personalecomannuo personale Invalidi cilili € 285,66 € 4.906,72 € 286,81 € 4.926,35 presi extracomunitari se titolari di carta di soggiorno, possono È importante ricordare che detta preAssegnogli di assistenza Indennità di frequenza minori quest’anno i titolari € 285,66 di detta prestazione € 4.906,72 € 286,81 ottenerlo. Anche debbono stazione viene concessa a€ 4.926,35 prescindere Pensioni di inabilitàl’apposito modello on-line € 285,66 tramite il Caf, in €cui 16.814,34 presentare debbono dall’età€ 286,81 e dalle condizioni€ 16,982,49 economiche SORDOMUTI Pensione € 285,66 € 16.814,34attività € 286,81 dichiarare, sotto la propria responsabilità, di non svolgere dell’interessato. Possono€ 16,982,49 ottenerla a Indennità di comunicazione 285,66* € 258,81* Nessun Limite lavorativa. La dichiarazione va €inviata all’Inps entro Nessun il 28Limite febbraio qualsiasi età, sia le persone meno abCIECHI CIVILI Pensione ciechiproroga) assoluti € 308,93 € 16.814,34 310,17 i benestanti. Non € 16,982,49 prossimo (salvo ed è essenziale per conservare il diritto bienti €che è legata alla CIVILI Pensione ciechi parziali € 285,66 € 16.814,34 € 286,81 € 16,982,49 all’CIECHI assegno. composizione del nucleo familiare, non ventesimisti di inabilità € 210,61* Nessun Limite € 212,43* Nessun Limite LaIndennità pensione è reversibile, e non è incompatibile con Assegno decimisti € 212,01riconosciuta un’abilità € 8.083,89 € 212,86 € 8.164,73 Spetta agli invalidi ai quali sia stata lavorati- lo svolgimento di attività lavorative. DI ACCOMPAGNAMENTO € 517,84* Nessun Limite € 520,29* Nessun Limite vaINDENNITA totale È cumulabile con la pensione d’inabiliInvalidi totali e permanente del 100%. L’importo è pari a quello stabilito CIECHI Nessun Limite se al € 930,99* Limite per l’aASSOLUTI ssegno di assistenza, ma le€ 921,13* condizioni di accesso anche tà e con altre prestazioniNessun spettanti per NOTA: gli invalidi totali, i ciechi assoluti e i sordomuti, con almeno 60 anni di età hanno diritto ad un aumento che porta l’assegno di pensione a 651,50 euro al mese se hanno un reddito annuo inferiore a 8.469,63 euro, momento più* Alle facili, ine assegni quanto il limite reddito annuo peraltre minorazioni ai ciechi e ai elevato a 14.447,42restano euro, se coniugati. indennità (evidenziati in rosso) èdi stato applicato il tasso di variazione delle retribuzioni del settore industriale pari quest’acivili, nno a + 1,07%. sonale è molto più elevato (€ 16.982,49 per il 2020), c’è da augurarsi sordomuti.

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Osservatorio d'Impresa Confcommercio - Marzo 2020  

House organ Confcommercio Modena - Marzo 2020

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