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Professione Veterinaria 39:Professione 39-2009

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la VETERINARIA

PROFESSIONE

A.N.M.V.I.

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

39 2009

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Anno 6, numero 39 dal 16 al 22 novembre 2009 Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

LA CITOLOGIA VOLA IN RETE

CERTIFICAZIONE IL REGOLAMENTO DI CSQA

L’ARTICOLO 81 RESTA COSÌ

PEC NESSUNA SANZIONE

DIRIGENTI SSN INTRA ED EXTRA MOENIA

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BREVI

L’OBBLIGO È TUTTO DA DIMOSTRARE

RIFIUTI ELETTRONICI È in arrivo il regolamento che manderà a regime il ritiro “uno contro uno”, previsto dal Dlgs 151/2005 sui rifiuti elettronici: sarà obbligatorio per i distributori di apparecchi elettrici ed elettronici garantire, al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura, il ritiro gratuito di quella usata, a condizione che sia di tipo equivalente.

IRPEF “Finalmente il Governo si è accorto di noi”. Confprofessioni commenta soddisfatta il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri che riduce l'anticipo dell'Irpef di fine anno. La percentuale dell'anticipo, in scadenza il 30 novembre, viene infatti ridotta del 20% passando dal 99% al 79%. Per i professionisti che avessero già versato l’anticipo a giugno, il versamento di novembre è ridotto al 39%.

BC4Z Il progetto "Buon cittadino a quattro zampe BC4Z" è stato presentato a Pescara nella sede dell'amministrazione provinciale. L'iniziativa, promossa da SISCA e ANMVI Abruzzo si affianca alla campagna "Un cane per tutti" per l'incentivazione alla sterilizzazione. Il Presidente della Provincia, Guerino Testa, ha invitato i Comuni del pescarese ad aderire.

MINSAL Via libera definitivo della Camera allo scorporo del Ministero della Salute dal superdicastero del Welfare. Il Vice Ministro Fazio: "Serviranno almeno tre settimane per la nomina del nuovo ministro della Salute". Critiche dall'Udc: niente più che un ministero "della veterinaria".

CENTRO STUDI EV

Come cambia la didattica La tecnologia e le nuove metodologie migliorano l’efficacia dell’apprendimento

CODE Dopo tre giorni di dibattito, la Camera ha rimandato in Commissione Giustizia il Disegno di Legge per la ratifica della Convenzione europea per la protezione degli animali. Iter bloccato per dissensi sull’articolo 3 e sul taglio della coda non terapeutico.

RANDAGISMO Durante la discussione sulla Legge Finanziaria 2010, dodici senatori hanno lamentato la carenza di fondi per la lotta al randagismo e firmato un ordine del giorno per impegnare il Governo "a reperire le risorse necessarie". Il programma Prevenzione e assistenza veterinaria "reca una riduzione di spesa - rispetto alle previsioni assestate per il 2009 di 6 milioni di euro". La Commissione Bilancio non ha approvato.

laPROFESSIONE VETERINARIA

ANMVI 1999

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UN PAESE DI MATTI SIAMO CERTAMENTE UNO STRANO PAESE DOVE ACCADONO COSE CHE NEPPURE NEL BURUNDI (povero Burundi sempre preso ad esempio e magari anche senza motivo) si potrebbero immaginare. Forse aveva veramente ragione Basaglia quando diceva che i veri matti, almeno quelli pericolosi, non erano negli ospedali psichiatrici (manicomi). Da anni in Italia abbiamo una situazione di inaccettabile ed insostenibile disoccupazione nel settore veterinario. Perché? Ci sono troppi veterinari. Perché? Ci sono troppi iscritti al Corso di Laurea in Medicina Veterinaria, e quindi va rivisto il numero programmato riducendolo di almeno un 40/50%. Come si può fare? L’unico modo è quello di ridurre il numero delle Facoltà visto che ne abbiamo 14, numero che corrisponde alla somma di quelle di Francia, Germania, Gran Bretagna, Belgio, Olanda, ecc. Sono d’accordo tutti: ANMVI, FNOVI, Conferenza dei Presidi e, soprattutto, il Ministero dell’Università. Tutto a posto quindi? Mica tanto. Il Comune di Anagni ha intenzione di acquistare dal demanio un ex deposito militare, circa 187 ettari di terreno più diverse costruzioni. Per farne cosa? Molti hanno pensato ad un bel parco verde, ad un’area con strutture sportive, a zona residenziale. Niente di tutto questo: “la realizzazione di un polo universitario di agraria o veterinaria”. In effetti se ne sentiva la mancanza. Basaglia, cosa possiamo fare?

Come fa ad esserci prima l’obbligo della norma? L’inversione cronologica e di logica è un’altra delle meraviglie del mondo ECM, per cui ci chiediamo: a cosa siamo obbligati? Il nuovo sistema di formazione continua in medicina è stato approvato dalla Conferenza delle Regioni e il Ministero ha pubblicato il testo definitivo che, nelle ultime pagine (di per sé sintomatico), si occupa dei liberi professionisti. Per l'ANMVI l'indeterminatezza del capitolo sui liberi professionisti è tale da non poter ritenere vincolante per questi operatori sanitari il conseguimento dei crediti ECM. L'Associazione ribadisce in un comunicato che "senza garanzie normative e fiscali, l'obbligo ECM dei professionisti privati è tutto da dimostrare". Del resto, il nuovo sistema di educazione continua in medicina dovrà essere tradotto dalla Commissione ECM nei relativi regolamenti attuativi. Andiamo con ordine. Il testo “definitivo”, lascia molti interrogativi aperti. Nel testo si legge che i liberi professionisti sono "destinatari" della formazione continua e che "sono impegnati ad assolvere l'ob-

bligo, essendo eguali le loro responsabilità deontologiche e legali nei confronti dei pazienti e della qualità delle prestazioni erogate". Poi l’obbligo diventa “eventuale”: “È evidente come ogni eventuale obbligo per i liberi professionisti debba fondarsi su alcune precise garanzie normative e individuare agevolazioni sui costi sopportati; parimenti potrebbe essere diversamente individuato il debito complessivo dei crediti e la composizione del Dossier formativo". Le agevolazioni non sono state definite e siamo nel campo delle ipotesi (studio di settore?), per il debito formativo è prevista, ma non si sa come, “la possibilità di una diversa individuazione del debito complessivo dei crediti”, salvo ravvisare la necessità di privilegiare la modalità blended (diversificare la tipologia degli eventi). Per la contabilità, si annoti che sono stati confermati i 150 crediti da acquisirsi dal 2008 al 2010 sulla base di 50 ogni anni (minimo 25, massimo 75). Per questo triennio possono essere considerati nel calcolo del 150 crediti, anche 60 crediti acquisiti negli anni precedenti. Anche qui la chiarezza fa difetto. ■

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Aggiornamento permanente Dalle Associazioni

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“Coinvolgimi e imparerò”: nuove strategie didattiche Bruno Peirone: le metodologie più efficaci richiedono il superamento della docenza tradizionale NON FAR SUBIRE IL CORSO Le strategie più avanzate che Bruno Peirone riassume nella filosofia del “coinvolgimi e imparerò”, prevede relazioni più corte, più parti interattive, momenti di laboratorio, applicazioni pratiche in corso di apprendimento, test di autovalutazione immediata. Spiega Peirone: “non si deve subire, ma crescere durante le lezioni. Il messaggio didattico arriva in maniera più diretta ed efficace se c’è coinvolgimento attivo dell’uditorio, più che con la tradizionale lezione frontale diretta in cui il partecipante subisce l’apprendimento. Si può pensare ad esempio di inserire dei casi che possano stimolare una discussione, una rielaborazione, cosa certamente più complicata e impegnativa, ma il messaggio didattico è certamente più efficace”. La comunicazione del relatore deve essere, per linguaggio e contenuti, modulata e rispondente all’uditorio che sia ha di fronte. uesta volta a sedersi fra i banchi saranno i relatori. Il corso pratico “Strategie didattiche e di comunicazione” che la SCIVAC terrà nel marzo del 2010 è sintomatico della costante evoluzione della formazione continua offerta dal Centro Studi EV di Palazzo Trecchi. Un’evoluzione che non attiene solo ai contenuti scientifici ma anche alle metodologie didattiche e che testimonia della costante qualificazione dei programmi di continuing education proposti da EV, in ossequio anche ai dettami della certificazione ISO 9001: 2000. Non deve quindi stupire che per “insegnare a insegnare”, la SCIVAC abbia chiamato un docente teatrale come il torinese Giacomo Volpengo, organizzatore di percorsi di formazione per aziende sanitarie, enti pubblici e organizzazioni private, specialista anche in telecomunicazioni. Il suo approccio si basa sulle tecniche attive d’aula, tecniche che la SCIVAC sta incoraggiando da tempo, proponendo corsi ad alto contenuto di interazione e partecipazione diretta. L’esempio più recente si è avuto con l’AO Master Class Course on Advance corrective Ostheotomies, durante il quale i partecipanti hanno messo subito in pratica quanto appreso. “Ritengo che un corso intensivo debba essere congegnato in modo tale da obbligare il partecipante ad imparare il know how da portarsi poi subito a casa per applicarlo commenta Aldo Vezzoni, Course Chair - avevano tutti degli esercizi da fare di misurazioni e di planning guidati dagli istruttori, ma obbligati a farli subito in modo da memorizzare quanto appreso. Avevo poi previsto una piccola pausa di studio prima di riprendere nel pomeriggio ed avevo poi dato anche dei compiti a casa, da fare alla sera. In effetti è stato impegnativo - chiosa Vezzoni - ma alla fine erano tutti molto contenti”.

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INSEGNARE A INSEGNARE Il senso dell’iniziativa di marzo del 2010, “Strategie didattiche e di comunicazione”, che sarà a numero chiuso, è ben spiegato da Bruno Peirone, direttore del corso: “un pa-

trimonio della SCIVAC è il suo parco relatori e per essere competitivi e migliorare l’aggiornamento bisogna aggiornare la didattica con le nuove strategie”. Spesso, relatori molto preparati, “non hanno una formazione per la didattica e magari dispongono di una casistica magnifica - prosegue Peirone - ma non hanno gli strumenti per trasmettere la loro esperienza clinica in maniera efficace”. Il punto è questo: l’apprendimento efficace da mettere subito in pratica e da applicare proficuamente al rientro in ambulatorio. Tutto questo passa attraverso una metodologia didattica consapevole e innovativa. “L’obiettivo del corso - spiega il suo Direttore - è di consentire a ciascun relatore di fare una valutazione di partenza sull’efficacia del suo messaggio didattico e, dopo aver intrapreso delle azioni di miglioramento, viene filmato durante una performance didattica, in modo da poter vedere la differenza tra un prima e un dopo”.

LA CHIRURGIA IN DIRETTA E la videoconferenza? Bruno Peirone è stato un pionere delle webconference sperimentali di EV live: “Da un punto di vista dell’efficiacia la videoconfernza può diventare più appetibile se interattiva tra il docente e il pubblico, quasi un talk show”. Al riguardo interviene Fulvio Stanga, Direttore Scientifico di EV: “La FAD o Formazione A Distanza fino ad ora solo testata da EV SCIVAC con teleconferenze di relazioni potrebbe facilmente diventare interattiva attraverso vari strumenti quali la chat o l’intervento in diretta

Bruno Peirone assiste i partecipanti dell’“AO Master Class Course”

telefonica. Sono strumenti semplici, ma che permettono all’utente delocalizzato di intervenire con domande da rivolgere presso la sede dove si sta svolgendo in diretta l’evento trasmesso in teleconferenza. Un’opportunità simile l’avranno anche i partecipanti al Primo Corso dell’Itinerario di Chirurgia previsto in sede SCIVAC a Cremona il prossimo 11 Dicembre durante il quale si assisterà in diretta ad un intervento chirurgico che si svolge a distanza in una struttura veterinaria presso la quale il chirurgo e un moderatore commenteranno l’intervento e risponderanno alle domande dei corsisti in sala. Un nuovo strumento didattico e un nuovo passo avanti verso la formazione a distanza. Le idee corrono mentre noi possiamo rimanere fermi”.

L’INGLESE NELLA DIDATTICA Da qualche tempo, la SCIVAC propone corsi avanzati in lingua inglese. “La lingua inglese è un obbligo oggi per chi vuole trarre vantaggio del progresso scientifico in campo medico - dichiara Aldo Vezzoni - solo usando una sola lingua ci si può scambiare le esperienze e le conoscenze e trarre vantaggio da tutto quanto viene prodotto a livello mondiale. Per quanto uno possa essere un genio, la sua intelligenza non potrà mai essere superiore alla somma di tutte le intelligenze”. ■

ORGANIZZARE LA DIDATTICA Quali sono i limiti che si incontrano più frequentemente nella didattica? “La tendenza da parte dei relatori è quella di proporre tanti casi, forse troppi, con presentazioni troppo dense e con troppi contenuti - risponde Peirone - mentre invece è importante identificare 4 o 5 messaggi didattici principali che l’allievo è in grado di recepire”. Ma l’obiettivo del corso è anche di “aiutare i relatori ad organizzare la didattica e i contenuti delle relazioni, in maniera da trasmettere i contenuti essenziali. Il relatore infatti - sottolinea il collega deve avere bene in testa i learning objectives, gli obiettivi educazionali della relazione, non deve essere un personal show, una performance fine a se stessa, ma qualcosa di progressivo, che coinvolge l’allievo e che alla fine gli dà la sensazione che anche lui riuscirà a fare la stessa cosa, a mettere in pratica ciò che gli viene insegnato. Vorremmo insegnare a preparare delle presentazioni semplici, che non devono distrarre, senza l’uso di troppi aspetti speciali e con un uso logico dei colori e delle animazioni, ad esempio, con equilibrio tra parte scritta e parte grafica, tra note e iconografia”.

L’ETICA DEI CORSI SCIVAC

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elle comunicazioni brevi del 64° congresso SCIVAC (5-7 marzo 2010) avrete letto che “i lavori devono basarsi su principi etici. Pertanto, devono essere evitate per quanto possibile le procedure sperimentali e le inutili sofferenze su animali vivi. I lavori che non rispettano tali principi sono respinti automaticamente”. Questo principio, spiega Fulvio Stanga, Direttore Scientifico di EV, si applica già in tutte le attività didattiche della SCIVAC. Non provocare inutili sofferenze negli animali e arrivare ad evitare di usare animali porta progressivamente all’impiego di manichini, modelli e preparati anatomici che spesso si rivelano più efficaci dell’animale stesso. Non solo perché la didattica ne è agevolata - conclude Stanga - ma anche perché l’approccio del discente è più rilassato”.


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Bonfanti 1531: la citologia vola in rete

l penultimo appuntamento della fase sperimentale delle videoconferenze di EV ha registrato un consistente aumento degli spettatori (più di 1500), a testimonianza che la formula della diretta web di un evento scientifico è una forma di comunicazione ormai matura dal futuro pieno di aspettative. La relazione del dr. Bonfanti sulla citologia del sedimento urinario (più di un’ora) ha evidenziato come l’esame citologico del sedimento urinario e di lesioni vescicali rappresenti ormai un approfondimento diagnostico

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relativamente diffuso in ambito veterinario. Sono stati trattati i più comuni reperti citologici che si possono riscontrare all’esame del sedimento urinario o che si ottengono campionando direttamente ispessimenti o neoformazioni vescicali. Dopo una breve parte introduttiva relativa alle tecniche di prelievo e ad eventuali rischi connessi, sono state prese in considerazione le varie componenti del sedimento, con la descrizione degli elementi organizzati e non organizzati. Tra i primi, in particolare, maggiore interesse citologico rivestono gli elementi cellulari presenti all’interno del lume vescicale in condizioni di normalità, infiammazione, iperplasia/displasia e neoplasia. Sono stati inoltre illustrati diversi quadri citologici riferiti a campionamento diretto di alterazioni della parete vescicale e di neoformazione intraluminali. Dal punto di visto tecnico lo streaming web si è rivelato impeccabile per tutta la durata della lezione, anche in virtù del fatto che la piattaforma di trasmissione consente di servire più di 10.000 contatti contemporaneamente senza alcuna perdita di qualità video, che an-

CAB ABSTRACTS VETMED RESOURCE nche per il prossimo anno SCIVAC ha rinnovato per i propri iscritti l’abbonamento annuale a Cab Abstracts - Vet-Med Resource. VetMed Resource è un motore di ricerca basato sul Veterinary Science Database, un sottoinsieme del CAB Abstracts Database, il database bibliografico più grande al mondo nel settore della medicina veterinaria. Circa il 90% dei records contiene un abstract e il database è stato migliorato con link automatici dal record al full-text dell’articolo originale. L’accesso a CAB Abstracts - VetMet Resource è un servizio offerto in esclusiva ai soci SCIVAC ed ai soci delle Società Specialistiche SCIVAC in regola con il pagamento della quota associativa per l’anno in corso. Per accedere al servizio è necessario entrare nella propria pagina di ego al sito http://ego.evsrl.it tramite le user name e password stampate su tutte le ricevute di iscrizione o versamento di caparre rilasciate da EV.

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zi potrebbe essere impostata su HD, soluzione che al momento EV preferisce rimandare a un prossimo futuro (penalizzerebbe gli utenti con connessioni ADSL più lente). Qualche appunto ci è stato mosso circa la qualità delle immagini fisse, soprattutto a riguardo della scarsa leggibilità dei caratteri; tale inconveniente sarà risolto già dalla prossima videoconferenza, in quanto i relatori adegueranno la grafica delle diapositive a semplici linee guida emanate da EV. Quindi appuntamento a venerdì 11 Dicembre 2009, ore 12:00-13:00 gmt:+01 per l’ultima videoconferenza dell’anno, con la quale si chiude il ciclo sperimentale. È ormai aperta la strada verso la creazione di un canale televisivo permanente con tanto di palinsesto ed eventi speciali dal vivo. Il pensiero corre al marzo 2005, quando pubblicammo il primo programma FAD in vista della definitiva approvazione del piano ECM. Dopo 5 anni abbiamo la TV veterinaria, ma dell’ECM si sono perse le tracce. ■ Enrico Febbo, Responsabile sistemi informativi EV srl

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ECM: In fase di accreditamento DIRETTORE Margherita Gracis, Med Vet, Dipl AVDC, Dipl EVDC, Milano

VISITA OCULISTICA E ANATOMIA. PATOLOGIE DELLA ORBITA, SCLERA, CORNEA ED ANNESSI Cremona, 30 Marzo – 2 Aprile 2010 Centro Studi SCIVAC ECM: In fase di accreditamento

Language: English

DIRETTORE Alberto Crotti, Med Vet, Genova

REGISTRATION FEE: EAVDI, ESVN, SVIDI or SINVET members: € 800,00 + VAT 20% SCIVAC members and foreign delegates: € 900,00 + VAT 20% Not members: € 1.000,00 + VAT 20%

RELATORI Alberto Crotti, Med Vet, Genova Adolfo Guandalini, Med Vet, Dipl ECVO, Roma Claudio Peruccio, Med Vet, Dipl ECVO, Torino Antonella Vercelli, Med Vet, Torino ISTRUTTORE Cristina Giordano, Med Vet, Torino ISCRIZIONE Partecipazione a numero chiuso (36) QUOTE Soci SCIVAC: € 650,00 + IVA 20% Non soci: € 850,00 + IVA 20%

RELATORI ED ISTRUTTORI Stefano Bo, Med Vet, Dott Ric, Torino Dea Bonello, Med Vet, Spec Rad Vet, Dipl EVDC, Torino Alessandro De Simoi, Med Vet, Dipl EVDC, Feltre (BL) Margherita Gracis, Med Vet, Dipl AVDC, Dipl EVDC, Milano ISCRIZIONE Partecipazione a numero chiuso (24) QUOTE Soci SCIVAC: € 650,00 + IVA 20% Non soci: € 850,00 + IVA 20%


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Traguardi Intervista

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Chiara Valtolina prima diplomata italiana ACVECC La medicina d’urgenza e la terapia intensiva sono discipline giovani. Andare all’estero è quasi inevitabile. Siamo bravi, ma per noi italiani dimostrarlo è sempre un po’ più difficile di FULVIO STANGA Direttore Scientifico SCIVAC hiara Valtolina è la prima diplomata italiana al College di Medicina d’urgenza ACVECC. La notizia del prestigioso traguardo è del 2 novembre e ci siamo affrettati a congratularci e a scambiare due chiacchiere. Chiacchiere si fa per dire, naturalmente, perché chi l’ha sentita parlare agli appuntamenti scientifici della SCIVAC, per esempio all’ultimo seminario di Padova (Seminario nazionale sulla ospedalizzazione del paziente felino organizzato da SCIVAC, in collaborazione con SIMEF e SINUV, v. Professione Veterinaria n. 36 ndr), ne conosce la preparazione e le qualità di relatrice.

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Chiara Valtolina Chiara, cosa vuol dire per te fare medicina d’urgenza e terapia intensiva? La medicina d’urgenza e terapia intensiva è una disciplina meravigliosa. Si lavora sempre a contatto con gli animali più critici e ogni decisione deve essere presa velocemente, perché anche la minima esitazione può a volte influenzare la stabilizzazione del paziente. Il criticalista deve infatti avere una ottima nozione della fisiologia, patofisologia delle principali patologie mediche e chirurgiche, delle tecniche diagnostiche e delle terapie a disposizione e deve sapere utilizzare al meglio tutte queste informazioni, adattandole alle diverse condizioni del paziente. Queste ampie conoscenze fanno del criticalista ed emergentista un clinico ad ampio spessore. È una specialità difficile e a volte frustrante, specialmente quando i nostri sforzi non sono servititi a stabilizzare o a migliorare le condizioni cliniche del paziente, ma è anche piena di grandi soddisfazioni e piccole vittorie. Che differenza c’è tra fare medicina d’urgenza in Italia e all’estero? Credo non di essere la persona più adatta alla quale rivolgere questa domanda, perché ormai manco dall’Italia da sei anni. Quando me ne sono andata solo poche strutture, per lo più private, avevano cominciato ad occuparsi di terapia intensiva e medicina d’urgenza in modo serio. Mi sono però resa conto che molte cose sono e stanno cambiando nel modo di lavorare e di vedere la disciplina della medicina d’urgenza e terapia intensiva in Italia, sopratutto da parte dei veterinari più giovani e di alcune strutture veterinarie. Sono rimasta positivamente colpita dal numero di colleghi italiani che ho incontrato agli ultimi convegni SCIVAC, che si dedicano con entusiasmo e in modo fantastico alla medicina d’urgenza e terapia intensiva e che hanno tanta voglia di migliorare e di imparare cose nuove. Purtroppo in Italia rimane il problema che questa disciplina non viene ancora riconosciuta pienamente come specialità. Non viene considerata importante dalle Università, che non la incorporano nel curriculum degli studenti in medicina veterinaria, né da una buona parte delle strutture veterinarie, che ancora utilizzano neolaureati senza molta esperienza o training per gestire le emergenze,

anche quelle più complesse. Per la mia esperienza, non tutto “l’estero” è poi così diverso dall’Italia. Non ho mai lavorato negli Stati Uniti, dove questa disciplina è parte integrante degli insegnamenti universitari da decenni, e la maggior parte delle strutture universitarie e private riconoscono l’importanza di persone dedicate ed esperte nel campo della medicina d’urgenza e della terapia intensiva per una migliore gestione dei pazienti. In Inghilterra soprattutto, dove ho svolto il mio residency, viene dato molto spazio ed una sempre crescente importanza a questa specialità; gli studenti ricevono un buon insegnamento sia teorico che pratico nelle università e molte strutture - private ed universitarie - ricercano specialisti e sono pronte ad investire risorse ed energie nella medicina d’urgenza e terapia intensiva. È un diverso atteggiamento mentale da parte dei colleghi universitari e che lavorano nel privato e dei proprietari; i veterinari riconoscono la presenza di specialisti in questo settore e non hanno problemi a riferire i pazienti più critici a clinici con maggiori capacità ed esperienza, ed i proprietari sono disposti a spendere soldi, quando è necessario, per avere il loro animale trattato in terapia intensiva. Perché non ci sono specialisti diplomati in Italia e tu che sei l’unica italiana vivi all’estero? La ragione per la quale io sono, per ora, l’unica DACVECC italiana è perché la medicina d’urgenza e terapia intensiva è, come dicevo prima, una specialità nascente nella maggior parte dell’Europa ed in Italia non esiste nessuna struttura che offra la possibilità di un programma di residency. Quindi la scelta di andare e vivere all’estero inizialmente è stata forzata dalla mancanza in Italia, della possibilità di fare un percorso formativo in questa disciplina. La scelta di rimanere all’estero, almeno per il momento, è dovuta ad una prestigiosa offerta sia da un punto di vista lavorativo, sia per la mia carriera ricevuta dall’Università di Utrecht. Perché non esiste il college europeo, ma solo quello americano? Il college Americano è un college giovane, se

paragonato alle altre specialità più conosciute e rionosciute (chirurgia e medicina interna), ma ormai quasi tutte le strutture universitarie e molte private hanno specialisti che sono in grado di offrire un programma di training. In Europa ci sono, al momento, solo tre Università dove è possibile fare un programma di residency (Royal Veterinary College di Londra, l’Università di Medicina Veterinaria di Glasgow in Scozia e l’Università di Medicina Veterinaria di Berna, in Svizzera) e tutte hanno cominciato meno di 10 anni. Non ci sono molti specialisti in emergenza e terapia intensiva in Europa e quindi il college Europeo al momento non esiste. La società europea di emergenza e terapia intensiva (EVECCS) sta però da tempo, lavorando alla costituzione di un college Europeo, ma probabilmente ci vorranno ancora molti anni prima di poterne vedere la sua realizzazione. Quali sono gli sbocchi professionali della medicina d’urgenza in Italia e all’estero? Non conosco bene quali siano le possibilità professionali in Italia; devo dire che all’estero (parlo sempre di Olanda ed Inghilterra che sono i due paesi che conosco meglio), criticalisti ed emergentisti sono sempre ricercati almeno nelle strutture private. Specialisti in questa disciplina sono e diventeranno, sempre più richiesti dalle Università che stanno sempre più riconoscnedo l’impotanza di questa specialità. È una disciplina in continua evoluzione ed espansione. Quale è stato il tuo iter formativo per arrivare al diploma? Il mio iter formativo per arrivare al diploma è stato lungo e non sempre facile. Dopo la laurea, ho lavorato per quattro anni come dottoranda di ricerca in università a Milano. In quel periodo mi ero già appassionata di terapia intensiva e medicina d’urgenza, ma purtroppo ero conscia che per poter imparare questa disciplina e migliorare come veterinario avrei dovuto andare all’estero. Quindi con una borsa di studio per giovani laureati all’estero, avevo preso contatto con il dr. Robben, responsabile della terapia intensiva all’Università di Medicina Veterinaria di Utrecht, in Olanda. Sono rimasta a lavorare in Olanda per

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due anni esclusivamente in ICU come parte dello staff, con piena responsabilità nella gestione dei pazienti e nella stesura dei protocolli clinici. Quei due anni mi sono stati rionosciuti come externship specialistica e mi hanno permesso di venire considerata per il residency in Emergency and Critical Care al Royal Veterinary College di Londra. Nel maggio del 2006 mi è stata offerta la posizione di residency al Royal Veterinary College, dove per i successivi tre anni (2006-2009) ho svolto il mio programma di training. Nel Settembre 2009 ho sostenuto l’esame di specialità per il college americano e dopo averlo passato, ho ottenuto il mio diploma. Lo consiglieresti ad un neolaureato? È una bella domanda. Spesso ho ripensato se rifarei lo stesso percorso un’altra volta, sapendo a cosa sono andata incontro e la mia risposta è sempre: probabilmente sì! Mi sono però resa conto di una cosa importante in questi anni passati all’estero, ed è che come veterinari laureati italiani, non veniamo molto riconosciuti ed apprezzati all’estero e per questo motivo, se vogliamo andare avanti e competere con i colleghi stranieri, purtroppo dobbiamo lavorare 10 volte più duramente per dimostrare quanto valiamo e la strada per noi è sempre più lunga. Quindi questo percorso lo consiglierei decisamente ad un neolaureato che ha tanto entusiasmo, che vuole imparare questa nuova disciplina, che non ha timore di lasciare l’Italia, amici e famiglia per un lungo periodo di tempo, che non ha paura di lavorare duramente e tanto e che non si fa fermare davanti, almeno inizialmente, a porte chiuse. Quali vantaggi pratici ti aspetti nella carriera professionale e nel quotidiano clinico? Non saprei cosa rispondere adesso a questa domanda, visto che ho ottenuto da pochissimo il mio diploma... credo che nel quotidiano clinico il vantaggio è una migliore gestione dei miei pazienti e la possibilità di offrire loro il migliore trattamento possibile e la possibilità di insegnare agli studenti, agli interns e residents olandesi questa meravigliosa disciplina. Per quanto riguarda la mia carriera professionale, la possibilità di poter lavorare ed insegnare in una delle migliori università europee è già per me un successo, e spero di poter continuare ad insegnare alle persone interessate con i corsi post laurea e tramite i congressi. Nel futuro, spero non troppo lontano, c’è anche l’idea di cominciare in Olanda un programma di Residency in Emergency and Critical Care! Come vedi ho appena cominciato, le idee sono tante, la strada davanti a me è ancora lunga e molte cose possono e devono ancora ■ succedere.

http://acvecc.org/


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6 Anmvi Informa 22 gennaio 2010

VETERINARIA 39 | 2009

Il Regolamento di CSQA per la certificazione BPV Dall’audit iniziale all’audit di sorveglianza: la conformità allo standard BPV non è definitiva, ma un impegno da mantenere l processo di certificazione delle Buone Pratiche Veterinarie in struttura per animali da compagnia segue un iter definito dal CSQA in un apposito Regolamento. Gli step sono noti: si parte dal Disciplinare (Manuale) dell’ANMVI e dalla sua attuazione in struttura per poi arrivare ad un audit (verifica ispettiva) che porterà, o meno, al rilascio del certificato di conformità (certificazione).

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ANMVI: LA CONSULENZA La prima fase, quella dell’applicazione del Disciplinare BPV, è seguita dall’ANMVI che, non solo ha realizzato il Manuale, ma ne ha anche curato il materiale documentale seguendo i principi e le procedure dei sistemi di qualità. È la fase dell’avviamento alla certificazione, il cui prossimo appuntamento è fissato al 22 di gennaio e consiste in una giornata di consulenza in cui i titolari di struttura personalizzano il Disciplinare e impostano le procedure da seguire nella propria struttura. Un anno di consulenza a distanza (anche meno per chi ha già qualche dimestichezza con i sistemi di qualità) garantisce una attuazione guidata delle BPV. Fin qui le Buone Pratiche sono una questione veterinaria che si sposa ad una razionale organizzazione della loro attuazione.

CSQA: IL REGOLAMENTO La seconda fase, dalla domanda di certificazione all’eventuale rilascio del certificato di conformità, è esclusivamente curato dal CSQA. È questo l’ente terzo, indipendente, che, in base ad una convenzione con ANMVI (solo gli enti di certificazione che hanno almeno 7 accreditamenti 45011 e che hanno firmato un contratto con i proprietari dello standard possono condurre audit in conformità allo standard BPV), sottopone ad audit le strutture veterinarie. Il Regolamento di certificazione descrive l’insieme di regole, procedure ed attività svolte dall’Organismo di Certificazione (il CSQA), per l’attestazione della conformità al Manuale BPV. Altri documenti applicabili sono: il Regolamento per la certificazione di prodotto, il Regolamento per l’uso del marchio di CSQA (“bollino di qualità”), il Codice deontologico Fnovi. Su richiesta, la struttura veterinaria può chiedere ad ANMVI di essere affiancata da un consulente anche in questa fase. Il consulente ANMVI tuttavia non potrà esprimersi sul rilascio (o mancato rilascio) della conformità.

VALIDITÀ QUADRIENNALE La certificazione che è rilasciata dall’ODC ha validità quadriennale. È applicabile a qualunque struttura rientri tra le seguenti: Studi veterinari, Studi veterinari associati, Ambulatori veterinari, Cliniche veterinarie, Ospedali veterinari, Laboratorio veterinario di analisi. Il campo di applicazione del certificato deve essere dichiarato dalla struttura richiedente e riferibile alle prestazioni sanitarie erogate nella stessa, tra le seguenti: area medica, area chirurgica e anestesiologica, diagnostica per immagini, laboratorio analisi interno alla struttura, medicina d’urgenza/terapia intensiva, ricovero e degenza.

Lo standard si applica quando la struttura che chiede la certificazione effettua direttamente o tramite l’ausilio di liberi professioni-

sti i servizi dichiarati in una apposita “carta dei servizi”. Il campo di applicazione dell’audit deve essere concordato fra struttura ed ente certificatore prima dell’audit. Il campo di applicazione verrà formulato in maniera

A.N.M.V.I.

QUALITALIA®

CAMPO DI APPLICAZIONE DELL’AUDIT

chiara e priva di ambiguità nel contratto tra struttura e CSQA, nel rapporto di audit e nel certificato. L’audit e di conseguenza il certificato, è specifico della struttura. Nel caso che la stessa struttura richiedente abbia unità operative differenti con differenti servizi erogati, l’audit dovrà essere effettuato presso tutti i siti e il certificato potrà essere unico e riportare tutte le unità operative. Quando si conduce un audit BPV l’auditor valuta se i vari elementi del sistema qualità strutturale sono documentati, implementati, mantenuti e costantemente perfezionati. Gli aspetti di assicurazione qualità ritenuti applicabili da tutte le strutture e che l’auditor dovrà esaminare sono quelli descritti nello

ANMVI SERVIZI BPV

ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

GIORNATA DI AVVIAMENTO ALLA CERTIFICAZIONE BPV DOMANDA DI PARTECIPAZIONE DA INVIARE ENTRO IL 20 DICEMBRE 2009 al fax 0372/40.35.26 o in busta chiusa: ANMVI Via Trecchi 20 - 26100 Cremona o via posta elettronica all’email info@anmvi.it

IL SOTTOSCRITTO COGNOME ...................................................................................................... NOME ............................................................................................................ VIA ........................................................................................................................................................................................ CAP. ......................................... CITTÀ .................................................................................................................................................................................... PROVINCIA ............................. TEL. ............................................................... CELL. ............................................................... EMAIL ................................................................................... CODICE FISCALE ........................................................................................... ORDINE DEI VETERINARI DI ......................................................................... CHIEDE DI ISCRIVERSI ALLA ❑ GIORNATA DI AVVIAMENTO ALLA CERTIFICAZIONE BPV - venerdì 22 gennaio 2010 VERSANDO LA QUOTA DI 600,00 EURO + IVA (20%) (N.B. comprensiva di un anno di assistenza a distanza, del Manuale ANMVI per le BPV e del Sistema Documentale) E REGOLA LA QUOTA DI ISCRIZIONE TRAMITE: ❑ VAGLIA POSTALE intestato a EV Soc. Cons. a r.l. - Via Trecchi, 20 - 26100 Cremona. Causale del versamento: Avviamento alla certificazione. Si prega di allegare copia del versamento alla presente scheda di iscrizione ❑ CARTA DI CREDITO ❍ CARTA SI

❍ MASTERCARD

❍ VISA

(non sono accettate carte di credito elettroniche)

NUMERO DELLA CARTA

SCADENZA (MESE E ANNO)

FIRMA PER L’ADDEBITO .......................................................................................................................

 AVVERTENZA: I partecipanti possessori di CARTA DI CREDITO ANMVI-VISA possono richiedere la rateizzazione (finanziamento a tasso zero) del pagamento. ❑ PAGAMENTO RATEIZZATO TRAMITE CARTA DI CREDITO ANMVI-VISA (Finanziamento a TASSO ZERO) mediante: ❍ 6 rate mensili, senza interessi ❍ 12 rate mensili, senza interessi NUMERO DELLA CARTA DI CREDITO ANMVI-VISA

SCAD. (MESE E ANNO)

CVV2 (NUMERO DI 3 CIFRE RIPORTATO SUL RETRO DELLA CARTA) TITOLARE CARTA (NOME / COGNOME) ............................................................................................................................................................................... DATA DI NASCITA (GIORNO / MESE / ANNO) ........................................................................................................................................................................ FIRMA PER AUTORIZZAZIONE ALL’ADDEBITO CON RATEIZZAZIONE .......................................................................................................................... FATTURAZIONE (indicare i dati per l’intestazione) .................................................................................................................................................................. PARTITA IVA ................................................................................................................................................ (per i non titolari vale il Codice Fiscale sopra riportato)

DATA ............................................................................................

FIRMA ..........................................................................................................................

ACCOGLIMENTO DELLE DOMANDE - La Segreteria dei corsi accoglierà le domande nell’ordine cronologico di ricezione e fino ad esaurimento dei posti disponibili, il numero dei quali è stabilito dalla Direzione dei corsi nel numero di 25, sulla base delle esigenze didattiche e dell’ ottimizzazione delle risorse logistiche. La Segreteria non considera vincolanti eventuali espressioni di interesse alla frequenza, scritte o verbali, ma considererà valide solo le domande di iscrizione regolarmente pervenute. RINUNCE ED ESUBERI - Le richieste di rinuncia verranno totalmente rimborsate solo se pervenute entro 5gg dalla data di attivazione del corso. Per le domande in esubero non si procederà all’addebito della carta di credito e all’iscrizione. CONFERMA - Agli iscritti ammessi alla frequenza della giornata di consulenza verrà inviata una comunicazione di conferma della partecipazione. PRIVACY - Ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (G.U. 29 luglio 2003, Serie generale n. 174, Supplemento ordinario n. 123/L), il sottoscritto consente al trattamento dei dati sopra indicati, consapevole che l’esecuzione dei servizi richiesti non può avere luogo senza le comunicazioni dei dati personali all’ANMVI e/o ai soggetti a cui la stessa deve rivolgersi. FIRMA ………………………………………………………………………………

Centro Studi Veterinari E.V. Soc. Cons. a r.l. - Via Trecchi, 20 - 26100 Cremona - Tel. 0372/40.35.37- anmviservizibpv@anmvi.it

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8 Anmvi Informa Attualità e iniziative standard di riferimento come obbligatori. In fase di verifica l’ispettore potrà acquisire tutti i documenti previsti dal manuale BPV. Tutti i processi e le procedure dovranno essere comprensibili e il personale responsabile dovrà avere una chiara comprensione dei principi del sistema di qualità.

AUDIT INIZIALE Un audit iniziale è il primo audit di una struttura basato sul manuale BPV. Viene eseguito nell’orario e nella data convenuta tra ente di certificazione e struttura. Nel corso di tale audit l’intera struttura viene sottoposta ad audit, sia in relazione alla sua documentazione, sia in relazione ai processi. Durante l’audit, l’auditor provvederà a valutare tutti requisiti BPV. Qualora vi sia un audit preliminare, l’auditor che lo esegue potrà essere lo stesso auditor che esegue l’audit iniziale. In fase di certificazione deve essere sottoposto ad audit il 100% delle strutture richiedenti la certificazione da parte di ODC.

AUDIT DI FOLLOW UP In una situazione specifica in cui i risultati dell’audit sono stati insufficienti per consentire il conferimento del certificato si rende necessario un audit di follow up. Nel corso di questo tipo di audit l’auditor si concentra sull’implementazione delle azioni messe in atto al fine di correggere le non conformità individuate nel corso del precedente audit. L’audit di follow up dovrà essere eseguito entro un periodo di 6 mesi dalla data del precedente audit. Se dopo 6 mesi non è stato fatto l’audit di follow up si rende necessario un nuovo audit completo. Nel caso in cui l’audit di follow up abbia un esito negativo si rende automaticamente necessario un nuovo audit.

AUDIT DI SORVEGLIANZA L’audit di sorveglianza viene effettuato - nel quadriennio di validità del certificato - sul 100% delle strutture certificate al fine di va-

lutare il mantenimento dei requisiti di certificazione. Annualmente il CSQA sceglie il campione da sottoporre ad audit. Il campione viene scelto in modo casuale ma considerando almeno numero e tipo di non conformità emerse in occasione dell’audit iniziale. Viene data precedenza alle strutture che in fase di audit iniziale hanno dimostrato un minore grado di conformità allo standard.

LE FASI DI CERTIFICAZIONE La certificazione BPV prevede i seguenti step: 1. sottoscrizione contratto quadro fra ANMVI e OdC 2. invio richiesta di certificazione a CSQA tramite ANMVI 3. sottoscrizione accordo contrattuale fra OdC e struttura richiedente (validità 4 anni) 4. verifica di certificazione 5. emissione del certificato di conformità (validità 4 anni) 6. verifica di sorveglianza 7. rinnovo del certificato di conformità

VALORE AGGIUNTO Il Regolamento descrive le procedure che devono essere osservate nelle strutture soggette ad audit e chiarisce perché vi sia interesse a sottoporle ad audit Il valore aggiunto è costituito dal fatto che la struttura veterinaria che aderisce al Manuale BPV ha uno strumento che è in grado di permetterle di confrontare e migliorare (ove carenti) le proprie prestazioni sanitarie e risorse rispetto ad uno standard minimo condiviso. Altro valore aggiunto è costituito dal fatto che la corretta applicazione o meno delle Buone Pratiche Veterinarie (di seguito BPV) è valutata e certificata da un ente terzo, cioè non è soggettiva ma oggettiva. Infine la certificazione ottenuta offre alla struttura veterinaria per animali da compagnia maggiore visibilità nei confronti dell’utente finale. ■

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Riformare le professioni, non solo gli Ordini ANMVI: i liberi professionisti hanno bisogno di politiche economiche a riforma delle professioni dovrebbe essere varata con una Legge quadro di indirizzo generale, con esplicito rinvio all’adozione di un ordinamento di dettaglio lasciato per le singole professioni che, nella fattispecie delle professioni sanitarie, è il Settore Salute del Ministero. È la prima delle considerazioni generali trasmesse da ANMVI a Confprofessioni per il documento che la Confederazione delle libere professioni ha trasmesso all’On Maria Grazia Siliquini, relatrice per la riforma alle Commissioni riunite Giustizia e Attività Produttive. Nel testo di riforma, è il parere dell’ANMVI. si dovrebbe leggere l’espressa esclusione (come già nella “direttiva servizi”) delle professioni sanitarie dalle norme che disciplinano la concorrenza e il mercato (cfr Sentenza della Corte di Giustizia Europea - Grande Sezione - 19 maggio 2009), in netta rottura e discontinuità con le interpretazioni del Trattato Europeo fornite dall’Antitrust nazionale e presenti nella Legge Bersani. Il testo dovrebbe espressamente differenziare il ruolo e le competenze della rappresentanza istituzionale delle professioni (riforma degli Ordini) e della rappresentanza sindacale (riforma delle professioni). Il testo dovrebbe anche prevedere che quest’ultima sia sempre consultata dalle Pubbliche Amministrazioni, in tutte le sedi, nazio-

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nali regionali e provinciali, ogniqualvolta siano in atto modifiche dell’ordinamento professionale e che la consultazione avvenga, quando opportuno, per gruppi omogenei professionali (area sanitaria). La riforma, infine, dovrebbe escludere la questione del “sistema duale” e correggere l’errato recepimento della direttiva, qualifica che in sede nazionale ha confuso le professioni regolamentate con le associazioni delle professioni non regolamentate. La relatrice della riforma delle professioni, On Maria Grazia Siliquini, a sua volta firmataria di uno dei migliori progetti di legge per il riordino della materia, ha rinnovato la sua posizione favorevole al ripristino delle tariffe minime.

MINIMI INDEROGABILI A margine delle audizioni parlamentari per lo svolgimento di una indagine conoscitiva sulle professioni intellettuali, la parlamentare ha dichiarato, infatti, “noi siamo per il ritorno ai minimi tariffari, siamo d’accordo con gli Ordini che dicono che l’abolizione delle tariffe ha fatto perdere qualità alla prestazione professionale e danneggiato i clienti”. L’On Siliquini ha aggiunto che quando il Parlamento concluderà i lavori per la riforma si tornerà ai minimi tariffari obbligatori aboliti nel 2006 dalle liberalizzazioni di Bersani. Le Commissioni riunite Giustizia e Attività produttive hanno ascoltato il Cup e alcuni Ordini aderenti, fra cui la Fnovi. ■

LE NOSTRE RICHIESTE

Scorte in allevamento: l’articolo 81 resta così L’incompatibilità è un punto fermo

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’ANMVI aveva firmato con la FNOVI una lettera alle competenti autorità ministeriali e parlamentari sulla tenuta delle scorte di farmaci in azienda. La nota esprimeva la preoccupazione di eventuali modifiche sulla norma che regola la gestione delle scorte di farmaci in allevamento stabilendo che i veterinari che ne sono responsabili “non possono svolgere incarichi di dipendenza o collaborazione presso enti o strutture pubbliche, aziende farmaceutiche, grossisti o mangimifici”. L’iniziativa ha suscitato le critiche dell’associazione OMNIVET, pubblicate da 30giorni con una risposta del Presidente della FNOVI in cui si legge che “l’incompatibilità è un istituto giuridico e deontologico, non è un’offesa, non nasconde retropensieri o secondi fini e non è nemmeno una dichiarazione di ostilità”. Affermare il principio dell’incompatibilità nella gestione delle scorte di farmaci in allevamento significa, puntualizza la Federazione “raffor-

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zare l’affidabilità del medico veterinario che, delimitando il proprio campo d’azione, offre garanzie di indipendenza e di imparzialità. L’incompatibilità, in ultima analisi, qualifica l’operato del medico veterinario rispetto al fine ultimo del Legislatore e della sua stessa missione professionale”. Per l’ANMVI il principio dell’incompatibilità “deve restare un punto fermo, contro i conflitti di interesse che squalificano la professione veterinaria, non solo in campo zootecnico ma in tutti i settori professionali”. ■

Consultazione della rappresentanza sindacale delle professioni liberali ai tavoli di programmazione universitaria (accesso alla professione) Regolamentazione del praticantato post-laurea e post abilitazione, con agevolazioni e sostegno ai veterinari/strutture che ospitano praticanti Riconoscimento del ruolo di formazione e aggiornamento permanente delle Scuole e Società scientifiche e professionali Ripristino delle tariffe minime obbligatorie e inderogabili nel settore libero-professionale, riconosciute per decreto dal ministero della salute Adeguamento della disciplina Iva sulle prestazioni veterinarie al principio europeo dell’armonizzazione delle aliquote e della libera circolazione dei professionisti Riconoscimento del modello contrattuale che regola i rapporti di lavoro fra liberi professionisti come definito da Confprofessioni, in quanto parte sociale riconosciuta, e della disciplina dei rapporti di lavoro (subordinato-parasubordinato - di collaborazione, ecc.) Società tra professionisti veterinari (STP) che abbiano la maggioranza del capitale, nel Cda e nella responsabilità gestionale; ammessi i soci di capitale, anche non professionisti, purché in quota di minoranza oppure si all’ingresso di soci di capitale ma la governante in mano ai professionisti


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Quattro proposte per la missione Outreach Il veterinario di fiducia nella filiera. Benessere animale: eccessi idealistici sul dato scientifico n qualità di stakeholder, ANMVI ha partecipato il 9 novembre scorso alla "missione Outreach", una iniziativa promossa da Dg Sanco ed FVO per fare il punto su alcuni temi della politica comunitaria: pacchetto igiene, nuove strategie per la salute e il benessere animale e revisione della legislazione comunitaria relativa all'importazione di animali e alimenti. Le autorità europee hanno scelto l'Italia per realizzare la "missione" anche per comprendere meglio aspetti nazionali come ad esempio le relazioni tra lo Stato e le Regioni. Quattro i punti affrontati da ANMVI nel documento consegnato alle autorità ministeriali, nel quale si sottolinea come nel nostro Paese, aspetti organizzativi ed istituzionali propendono per una integrazione dei settori della veterinaria pubblica e privata, sulla base di sinergie unitarie che l'Associazione auspica e incoraggia.

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BIOSICUREZZA 1. La Biosicurezza e l'attività convenzionata stanno dimostrando che le due branche (pubblico e privato) possono e devono lavorare insieme. ANMVI è convinta che la Sicurezza Alimentare e la Nutrizione dei cittadini hanno beneficiato di questo connubio perché solo così si può raggiungere la copertura igienica e sanitaria dell'intera filiera produttiva. Quindi sì al veterinario d'azienda, come veterinario di fiducia inserito in una vera e propria responsabilità di filiera.

ciazione, il Ministero e gli organismi regionali e periferici. Il legame odierno (costruito sul coinvolgimento, su audizioni e su pareri condivisi) ha già dato i suoi frutti, specie nell'ambito della Sanità Animale; ANMVI auspica altrettanto in quello della Sicurezza Alimentare, col coinvolgimento dei Medici veterinari clinici nella prima fase della produzione e quelli igienisti nel sistema di Autocontrollo, oltre a quello strutturato della Veterinaria Pubblica.

PACCHETTO IGIENE

BENESSERE ANIMALE

ANMVI, ribadendo la posizione della Medicina Veterinaria nell'ambito delle discipline mediche del nostro Paese, propone un legame ancora più saldo tra la nostra Asso-

Anche in FVE e UEVP, con riferimento alle strategie di benessere animale e all'approccio del Legislatore comunitario, ANMVI sottolinea la necessità di conciliare una visione

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etica dell'animal welfare con la più efficace ricaduta pratica dei principi di benessere animale sulle attività produttive, anche in termini di costi, senza eccessi idealistici sul dato scientifico, sanitario, produttivo ed economico.

SALUTE E AMBIENTE Non da ultimo, ANMVI ritiene che le nuove politiche ambientali debbano stabilmente coinvolgere la medicina veterinaria per l'evidente intreccio tra ambiente, animali e alimenti (cfr. One health policy). Lo stesso orizzonte allargato e interdisciplinare non potrà trovare impreparati i medici veterinari del futuro sul piano delle biotecnologie applicate alla zootecnia e all'alimentazione. ■

DALLA UEVP

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i sono svolti il 12 novembre scorso i lavori dell'assemblea dell'UEVP a Bruxelles con il nuovo Board al tavolo. La Romania era presente come membro osservatore e, come tale, rimarrà per due anni, dopo di che potrà essere parte della Unione o uscire. Il questionario sulla Blue Tongue, promosso dall’Unione dei veterinari pratici ha messo in evidenza la prevalenza dei sierotipi 8 e 1 in Europa con 12 paesi che vaccinano su 22 che hanno risposto al test. In 10 Paesi la vaccinazione è obbligatoria in 2 facoltativa (UK e NL) e nei 10 rimanenti non si vaccina. In 9 Paesi è lo Stato a pagare il vaccino. Preoccupante la situazione della Q Fever in Olanda dove, nel 2005 si sono verificati 10 casi di malattia nell'uomo, ma nei primi nove mesi del 2009 si è già raggiunto quota 2236! Da settembre vaccinazione è obbligatoria per le capre, che rappresentano il serbatoio della malattia, monitoraggio bimensile sul latte e isolamento delle aziende infette. Ad oggi non esiste vaccino per l'uomo che, comunque, può assumere senza richio il latte. Naturalmente i risultati del programma si avranno nel 2011. In entrambe le patologie sono i i veterinari che vaccinano! All'interno del capitolo che portava alla ribalta la diminuzione del lavoro in Europa (- 40% settore cavalli, -32% bovini, 26% animali da compagnia, -15% suini), ho ancora una volta perorato la causa dell'armonizzazione dell'IVA in Europa con scarsa solidarietà: la nostra causa viene vista solo come richiesta di diminuzione di una tassazione che porterebbe ad un aumento in altri Paesi e neanche lo spostamento di professionisti all'interno dell'UE viene considerato, in Parlamento, una buona ragione per la richiesta. Mi sto rendendo conto che l'IVA diviene sempre più intoccabile! Dal 1° novembre in Norvegia si microchipperanno anche i gatti e solo i vets potranno farlo. Ultimo capitolo interessante, la Farm Visitation System applicata in Slovenia. Giuliano Lazzarini


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Eventi Veterinari

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SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA REDDITO SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI ESOTICI SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

CONVEGNI NAZIONALI L’INCIDENZA DELLE MASTITI CLINICHE: ANALISI PRODUTTIVA ED ECONOMICA L’IMPIEGO DEI FANS NEL TRATTAMENTO DELLE PATOLOGIE RESPIRATORIE BOVINE Veronafiere - Centro Congressi Giovedì 4 Febbraio 2010 OBIETTIVI In questo convegno verranno presentate elaborazioni di dati rilevati in alcuni allevamenti del Nord Italia nel periodo Aprile 2008Settembre 2009 sull'incidenza delle mastiti cliniche e sulle ripercussioni di queste sulle produzioni. Attraverso l'analisi delle curve di produzione effettive e stimate (EVM) sono state valutate le perdite in latte e le relative perdite economiche. Negli ultimi anni l’approccio terapeutico alle malattie polmonari nel settore bovino ha visto l’introduzione – oltre ai farmaci antimicrotici – dei FANS, il cui utilizzo sta sempre più riscontrando i favori dei veterinari pratici. La comprensione dei meccanismi d’azione di questi farmaci ed il loro reale campo di attività costituisce sicuramente un aspetto fondamentale nell’aggiornamento dei veterinari impegnati su campo.

L’INCIDENZA DELLE MASTITI CLINICHE: ANALISI PRODUTTIVA ED ECONOMICA

RELATORI Norma ARRIGONI (IZSLER sede di Piacenza) Valerio BRONZO (Facoltà Medicina Veterinaria di Milano) Marco COLOMBO (Medico Veterinario LP, Milano) Chairman: Gaddo VICENZONI 9.15 Registrazione partecipanti e verifica presenze 9.30 Saluto del Moderatore ai partecipanti ed inizio lavori 9.40 Mastite bovina: focus sui principali agenti eziologici e sui problemi emergenti Norma Arrigoni 10.10 Incidenza della mastite clinica sulle produzioni nelle stalle italiane Valerio Bronzo 11.00 Pausa 11.30 Analisi delle curve di lattazione effettive e previste Valerio Bronzo 12.10 I costi della mastite clinica nella realtà italiana Marco Colombo 12.40 Discussione 13.00 Termine lavori

L’IMPIEGO DEI FANS NEL TRATTAMENTO DELLE PATOLOGIE RESPIRATORIE BOVINE

Giovanni RE (Facoltà Medicina Veterinaria di Torino) Chairman: Alberto CASARTELLI 14.15 Saluto del moderatore ai partecipanti ed inizio lavori 14.30 Farmacologia dei FANS ed implicazioni cliniche nel bovino da carne Giovanni Re 15.15 Discussione 15.30 Pausa 15.45 I vantaggi dell’uso dei FANS nel trattamento della BRD nel bovino da carne Pierre Lekeux 16.30 Nuovi risultati relativi all’eziologia della patologia polmonare del bovino adulto Pierre Lekeux 17.30 Discussione 18.00 Questionario apprendimento ECM, consegna attestati e termine giornata ISCRIZIONE Iniziative riservate a laureati e studenti in Medicina Veterinaria. L’iscrizione ai convegni dà diritto a: • Atti delle relazioni • Traduzione simultanea • Attestato di frequenza • Attestato crediti formativi ECM SEDE Veronafiere - Viale del Lavoro, 8, Verona

PER INFORMAZIONI SIVAR - Paola Orioli Tel. 0372 - 40.35.39, Fax 0372 - 40.35.54 E-mail: info@sivarnet.it Website: http//www.sivarnet.it

IN FASE DI ACCREDITAMENTO

RELATORI Pierre LEKEUX (Facoltà di Liège, Belgio)

CORSO TEORICO PRATICO RAPTOR BIOMEDICINE: LA MEDICINA VETERINARIA E LA FALCONERIA “ARTI A CONFRONTO” Palazzo Trecchi, Cremona, 22-24 Gennaio 2010 OBIETTIVI Negli ultimi anni la falconeria, sia come sport che come attività lavorativa con dimostrazioni di volo e allontanamento di volatili nocivi a mezzo falchi, ha subito un enorme sviluppo in Italia, tale da richiedere sempre più prestazioni di qualità sui rapaci impiegati in questa disciplina. L’obiettivo della giornata è quello di fornire tutte le informazioni utili alla pratica quotidiana nella Medicina dei Rapaci con conoscenze tecniche, mediche, chirurgiche e legislative indispensabili a chiunque desideri fornire un servizio Medico Veterinario di qualità per il cliente falconiere.

PROGRAMMA VENERDI 22 GENNAIO 2010 9.00 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze LA MEDICINA VETERINARIA E L’ARTE DELLA FALCONERIA 9.30 La Falconeria: L’ultima Delle Antiche Arti Medievali 10.15 La Gestione Dei Rapaci In Clinica E In Ambiente Controllato 11.00 Pausa MEDICINA DEI RAPACI 11.30 La Visita Clinica Nei Rapaci Ad Alte Prestazioni 12.15 Medicina Preventiva Nei Rapaci: Screening Stagionali,C. Peccati 13.00 Pausa Pranzo 14.00 Principali Malattie Infettive Ed Infestive Dei Rapaci: Come Raggiungere La Diagnosi 14.45 La Gestione Sanitaria Dei Rapaci In Un Centro Di Recupero: Cosa Fare E Cosa Non Fare 15.15 Pausa ESERCITAZIONI 16.30 Gestione Dei Rapaci In Clinica, Contenzione Dei Rapaci Ed Esecuzione Di Una Visita Clinica Corretta 17.15 Esercitazione Batteriologia E Micologia 18.00 Gestione E Principali Patologie Trasmissibili Dalle Prede: Come Far Mangiare Sani I Rapaci 18.30 Termine della giornata SABATO 23 GENNAIO 2010 CHIRURGIA (M. Bedin, T. Collarile, C. Peccati, L. Crosta) 9.00 Le piume, fragili e indispensabili: Le tecniche dell’imping 9.30 L’occhio, un potente mezzo nella mani del falconiere: Oftalmologia nei Rapaci 10.00 L’ala, battiti potenti verso la preda: l’ortopedia nei Rapaci 10.30 Pausa 11.00 Il piede, arma letale: il bumblefoot e la chirurgia del piede nei rapaci DIAGNOSTICA COMPLEMENTARE NEI RAPACI 11.30 Ematologia e diagnostica di laboratorio nei Rapaci 12.00 Radiologia ed Ecografia nei Rapaci

12.30 Pausa Pranzo 13.30 Endoscopia ed Anestesiologia nei Rapaci PARTE PRATICA 14.30 Dimostrazione di volo 15.15 Pausa 15.45 Imping e tecniche ortopediche 16.30 Tecniche di esecuzione di prelievi ematici, posizionamento RX 17.15 Tecniche anestesiologiche ed Endoscopia nei Rapaci 18.00 Termine della giornata 20.30 CENA IN UN RISTORANTE A Cremona o dintorni (tutti i partecipanti e i falconieri sono invitati) DOMENICA 24 GENNAIO 2010 ALIMENTAZIONE DEI RAPACI (T. Coll. Peccati) 9.00 L’alimentazione nei Rapaci: differenti richieste per differenti momenti fisiologici 9.30 Patologie alimentari e gestionali dei Rapaci LEGISLAZIONE 10.00 CITES: documenti necessari alla corretta detenzione dei rapaci. Obblighi legislativi per il proprietario ed il Medico Veterinario 10.30 Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale DALLA TEORIA ALLA PRATICA Dalle 11.30 al tramonto Dimostrazione pratica di falconeria in un’azienda faunistico venatoria nei pressi di Cremona: Un pomeriggio con i Falconieri SEDE Cremona, Centro Studi SCIVAC, Via Trecchi 20, Cremona NUMERO PARTECIPANTI: 36 LIMITE ISCRIZIONE: 1 Gennaio 2010 ESTRATTI: previsti su cartaceo e CD-Rom FORMAZIONE A DISTANZA FAD: Febbraio 2010 - Maggio 2010 QUOTE: Soci SIVAE - SCIVAC € 650 + IVA Non Soci € 900 + IVA

PER INFORMAZIONI: Elisa - info@sivae.it Tel. 0372/40.35.00 - Fax. 0372/45.70.91

IN FASE DI ACCREDITAMENTO

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC MOLISE DERMATOFITOSI E DERMATITE ATOPICA: COME GIUNGERE AD UNA CORRETTA DIAGNOSI ED EFFETTUARE UNA ADEGUATA TERAPIA Campobasso, 29 Novembre 2009 OBIETTIVI Lo scopo della giornata è di fornire elementi conoscitivi concreti per la gestione e risoluzione di due malattie dermatologiche frequenti nella pratica ambulatoriale: la dermatofitosi e la dermatite atopica. Per ogni argomento verranno trattati l'eziologia e la risposta dell'organismo alla malattia, le differenze di specie, le manifestazioni cliniche comuni e quelle inusuali. L'approccio diagnostico più idoneo verrà spiegato tramite un review degli esami complementari e delle diagnosi differenziali da formulare al momento della visita clinica. Infine si darà ampio spazio alle attuali strategie di trattamento ed alle novità farmacologiche e non. La giornata sarà completata da casi clinici interattivi con approccio POA ed il test di valutazione finale.

RELATORE Luisa Cornegliani

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PROGRAMMA 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione del relatore ed inizio dei lavori 9.30 Dermatofitosi: eziopatogenesi, manifestazioni cliniche e diagnosi nelle diverse specie; strategie di trattamento 11.00 Pausa 11.30 Dermatite atopica: eziopatogenesi,

13.00

13.30 14.30 15.30 16.00 17.00

manifestazioni cliniche e diagnosi nelle diverse specie; strategie di trattamento Spazio per eventuale relazione commerciale (nel caso non si svolga la relazione il programma nel pomeriggio sarà anticipato di mezz'ora) Pausa Casi clinici interattivi Pausa Casi clinici interattivi Test di valutazione dell'apprendimento e discussione finale

Società federata ANMVI

17.30 Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata

SEDE Hotel don Guglielmo, Rione San Vito, 15/B 86100 Campobasso

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VETERINARIA 39 | 2009

SOVI

SOCIETÀ DI OFTALMOLOGIA VETERINARIA ITALIANA

Società federata ANMVI

AGGIORNAMENTI IN PATOLOGIA COMPARATA DELL’APPARATO LACRIMALE Palazzo Trecchi, Cremona, Sabato 28 e Domenica 29 Novembre 2009

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC LAZIO FACILE COME RESPIRARE? UN VIAGGIO FRA I FATTI E I MISFATTI DELL’APPARATO RESPIRATORIO Pomezia, 13 Dicembre 2009 OBIETTIVI La funzione principale dell’apparato respiratorio consiste nello scambiare, a livello degli alveoli polmonari, ossigeno con anidride carbonica. Questo evento, di vitale importanza per l’organismo, è associato alla costante lotta per impedire ad elementi estranei di qualsiasi natura di penetrare a livello alveolare. Sono numerosissimi ed apparentemente perfetti i sistemi di difesa dell’apparato respiratorio ma esistono molteplici cause che possono alterare, a vari livelli, il funzionamento di questo complesso meccanismo difensivo. Le relazioni di questa giornata hanno l’intento di illustrare, in primis, i vari sistemi di difesa dell’apparato respiratorio superiore e inferiore (i “fatti”) e le conseguenze derivanti dalla inattivazione di uno o più di questi meccanismi difensivi (i “misfatti”). Verrà illustrato come, in presenza di elementi patogeni della più svariata natura, le difese possono diventare inefficaci e come questo si possa manifestare clinicamente con una o più alterazioni all’attività respiratoria normale. Numerosi casi clinici, inseriti nelle relazioni, avranno lo scopo di illustrare al clinico quali indagini diagnostiche possono essere messe in atto per individuare le alterazioni a carico delle difese dell’apparato respiratorio nonché le principali opzioni terapeutiche per tentare di ripristinare, quando possibile, le funzioni difensive alterate

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nizio dei lavori Le difese dell’apparato respiratorio in salute e malattia: i possibili punti deboli di un sistema difensivo apparentemente perfetto Pausa Misfatti delle vie aeree superiori Spazio per eventuale comunicazione commerciale Pausa Misfatti delle vie aeree inferiori Pausa Alcuni misfatti molto complessi Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata

SEDE

RELATORE

Hotel Selene Via Pontina km 30 - 00040 Pomezia (Roma)

Davide De Lorenzi

PROGRAMMA 3 CREDITI

8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione del relatore ed i-

PARTECIPAZIONE La partecipazione agli incontri delle Delegazioni Regionali è riservata ai Soci SCIVAC, indipendentemente dalla regione di appartenenza, in regola con la quota associativa dell’anno in corso. I Soci SCIVAC possono partecipare a qualsiasi incontro regionale organizzato da SCIVAC in qualsiasi regione e a titolo gratuito (portare con sé la tessera SCIVAC con il bollino dell’anno in corso). PER INFORMAZIONI Segreteria SCIVAC, Monica Borghisani Tel. 0372403506 - delregionali@scivac.it

OBIETTIVI Le problematiche a carico della produzione, distribuzione, persistenza e drenaggio delle varie componenti del film lacrimale sono delle entità patologiche di frequente riscontro nella pratica clinica, sia in ambito medico umano che veterinario. Non di rado però non sono correttamente inquadrate e diagnosticate e di conseguenza non vengono trattate in maniera idonea. La scelta dell’approccio comparato al problema in varie specie animali ed il confronto con la realtà della medicina umana consentono ai partecipanti di acquisire maggiori conoscenze e competenze specifiche e di avere inoltre un’anteprima sulle future frontiere della medicina veterinaria in ambito oculistico.

RELATORI Adolfo Guandalini, Roma - Federica Maggio, Walpole, Massachusetts (USA) - Riccardo Stoppini, Brescia - Fausto Trivella, Med Chir, Pisa

PROGRAMMA SABATO 28 NOVEMBRE 2009 8.30 Registrazione dei partecipanti 8.55 Saluto del chairman ai partecipanti 9.00 Embriologia, anatomia, fisiologia e patologie dell’apparato lacrimale secretore nell’uomo - F. Trivella 9.45 Stato dell’arte sulle terapie mediche e chirurgiche dell’apparato lacrimale secretore nell’uomo - F. Trivella 10.45 Discussione 11.00 Pausa 11.15 Anatomia, fisio-patologia e terapia dell’unità funzionale lacrimale nel cane e nel gatto - F. Maggio 12.30 Pausa pranzo 14.00 Embriologia, anatomia, fisiologia e patologie dell’apparato lacrimale escretore nell’uomo - F. Trivella 14.45 Stato dell’arte sulle terapie mediche e chirurgiche dell’apparato lacrimale escretore nell’uomo - F. Trivella 15.45 Discussione 16.00 Pausa 16.30 Anatomia, fisio-patologia e terapia

17.00

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della componente escretoria dell’apparato lacrimale nel cane e nel gatto - A. Guandalini Accenni anatomici, fisio-patologici e terapeutici dell’apparato lacrimale nel cavallo - R. Stoppini Discussione Termine dei lavori Assemblea Soci SOVI

DOMENICA 29 NOVEMBRE 2009 8.30 Casi clinici presentati dai soci SOVI 10.30 Pausa 11.00 Casi clinici presentati dai soci SOVI 13.00 Valutazione dell’apprendimento, consegna degli attestati e chiusura dei lavori

ISCRIZIONE L’incontro è gratuito per tutti i soci SOVI in regola con l’iscrizione 2009. Non è necessaria la pre-iscrizione. Presentarsi in sede congressuale per la registrazione. Quote di partecipazione (verrà rilasciata una ricevuta fiscale per la quota versata): Soci SOVI: Gratuito Soci SCIVAC: € 50,00 Non Soci: € 100,00

PER INFORMAZIONI Segreteria Società Specialistiche SCIVAC Tel. 0372 403509 - Fax 0372 457091 Email: socspec@scivac.it Web:www.scivac.it

IN FASE DI ACCREDITAMENTO

SINVET

SOCIETÀ ITALIANA DI NEUROLOGIA VETERINARIA

SIMUTIV

CHIRURGIA INTRACRANICA: oci ai S erto UTIV DALL’ANESTESIA AL MONITORAGGIO p a SIM ntro Inco ATAV e POST-OPERATORIO SI Palazzo Trecchi, Cremona, Sabato 28 e Domenica 29 Novembre 2009

SOCIETÀ DI ITALIANA DI MEDICINA D’URGENZA E TERAPIA INTENSIVA VETERINARIA

LA VENTILAZIONE POLMONARE IN PRONTO SOCCORSO E TERAPIA INTENSIVA Palazzo Trecchi, Cremona, Domenica 29 Novembre 2009 OBIETTIVI La ventilazione meccanica non deve essere considerata una disperata ed ultima alternativa alla terapia medica su pazienti con problemi respiratori. Alcune patologie acute non responsive alla terapia medica come l’edema polmonare, contusione polmonare cardiogeno e non, stato epilettico, hanno come unica alternativa terapeutica questa procedura, la quale deve essere considerata una vera e propria scelta terapeutica a disposizione del medico veterinario. La giornata avrà come scopo quello di fornire le informazioni necessarie per decidere quale ventilatore acquistare, quando e come utilizzarlo posizionando la ventilazione meccanica tra le naturali scelte terapeutiche a nostra disposizione. Nel pomeriggio verranno presentati casi clinici gestiti da emergenzisti front office fino alla decisione di passare il paziente ad anestesisti esperti per la gestione della meccanica ventilatoria.

RELATORI Valerio Di Marzio, Med. Vet. - Roma Paolo Gaglio, Med. Vet. - Roma Enrico Stefanelli, Med. Vet. - Ferrara Chiara Valtolina, DVM, Dottore di Ricerca, MRCVS - Hatfield, UK

PROGRAMMA 8.30 Registrazione partecipanti 9.00 Tecniche di ventilazione polmonare - Chiara Valtolina 10.00 Quale ventilatore acquistare? - Enrico Stefanelli 11.00 Pausa 11.30 Ventilazione del polmone traumatizzato - Chiara Valtolina 12.30 Pausa pranzo 14.30 Esempi di ventilazione polmonare, presentazione di casi clinici videofilmati (sistema trigger e Peep) - Enrico Stefanelli e Paolo Gaglio 15.30 Esempi di ventilazione polmonare,

presentazione di casi clinici videofilmati (ipercapnia permissiva) Paolo Gaglio e Valerio Di Marzio 16.30 Valutazione dell’apprendimento, consegna degli attestati e chiusura dei lavori

ISCRIZIONI L’incontro è gratuito per tutti i soci SIMUTIV/SIATAV (SIARMUV 2009) in regola con l’iscrizione 2009. Non è richiesta la preiscrizione. Presentarsi in sede congressuale per la registrazione. Quote di partecipazione (verrà rilasciata una ricevuta fiscale per la quota versata): Socio SIMUTIV/SIATAV (SIARMUV 2009): gratuito Socio SCIVAC: € 50,00 Non Socio: € 100,00

PER INFORMAZIONI Segreteria Società Specialistiche SCIVAC - Tel. 0372/403509 - Fax 0372/457091 Email: socspec@scivac.it

IN FASE DI ACCREDITAMENTO

OBIETTIVI Il congresso SINVet di Novembre chiude in ogni senso il 2009 anno che è stato in gran parte dedicato alle patologie oncologiche del sistema nervoso. In Marzo il congresso di apertura ci ha introdotti all’argomento affrontando il discorso dal punto di vista clinico con particolare riferimento alle nuove conoscenze acquisite nel settore della diagnostica per immagini avanzata ed alle possibilità di poter confermare i sospetti effettuando esami bioptici. A Novembre la diretta conseguenza non poteva essere che un congresso di chiusura dedicato agli aspetti terapeutici chirurgici e non chirurgici. Le relazioni stabilite vogliono innanzitutto chiarire in quali casi i pazienti vadano indirizzati ad una terapia chirurgica ed in quali casi ad una chemioterapia o ad una radioterapia. Le relazioni ad argomento chirurgico affrontano le principali tecniche e gli approcci standard in relazione alle neoplasie ma anche ad alcune patologie non neoplastiche. Particolare attenzione è stata data alla preparazione preoperatoria ed al monitoraggio intraoperatorio e postoperatorio dei pazienti. Le relazioni di Domenica mattina affrontano invece il discorso da un punto di vista medico, con ampie informazioni sulle reali possibilità di successo attraverso l’impiego di chemio o radioterapia. Sia Sabato che Domenica sarà lasciato spazio sufficiente per la presentazione di casi clinici attinenti all’argomento e non da parte dei soci.

RELATORI Massimo Baroni, Pistoia - Federico Corletto, Cambridge (UK) - Alberto Franzin, Milano - Stefania Gianni, Milano - Barbara Kaser-Hotz, Zurigo (CH)

PROGRAMMA SABATO 28 NOVEMBRE 2009 9.00 Registrazione dei partecipanti 9.30 Indicazioni per la chirurgia intracranica - Stefania Gianni 10.15 Approccio anestesiologico al paziente intracranico - Federico Corletto 11.15 Pausa 11.30 Chirurgia dei tumori intracranici Massimo Baroni 12.30 Discussione 13.00 Pausa pranzo 14.30 Chirurgia dei tumori intracranici in medicina umana - Alberto Franzin 15.15 Monitoraggio postoperatorio - Federico Corletto

16.00 Pausa 16.30 Casi clinici 18.00 Assemblea annuale SINVet DOMENICA 29 NOVEMBRE 2009 9.30 Chemioterapia dei tumori del sistema nervoso - Barbara Kaser-Hotz 10.15 Radioterapia dei tumori del sistema nervoso - Barbara Kaser-Hotz 11.00 Pausa 11.30 Casi clinici 13.00 Valutazione dell’apprendimento, consegna degli attestati e chiusura dei lavori

ISCRIZIONE Previsto il servizio di traduzione. È necessario compilare il modulo di pre-iscrizione e inviarlo alla Segreteria entro il 15 novembre 2009. È possibile scaricare il modulo dal sito www.scivac.it sezione SOCIETÀ SPECIALISTICHE oppure richiederlo direttamente alla Segreteria al n. 0372/40.35.09 Quote di partecipazione (verrà rilasciata una ricevuta fiscale per la quota versata): Soci SINVET/SIATAV/SIMUTIV: € 50,00 Soci SCIVAC: € 100,00 Non Soci: € 150,00

PER INFORMAZIONI Segreteria Società Specialistiche SCIVAC Tel. 0372 403509 - Fax 0372 457091 Email: socspec@scivac.it

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IRPEF ed IRAP - Acconti di novembre Acconti IRPEF ridotti di 20 punti di GIOVANNI STASSI Dottore Commercialista, Torino ntro il prossimo 30 novembre 2009 tutti i contribuenti interessati saranno chiamati al versamento del secondo acconto delle imposte dirette IRES, IRPEF ed IRAP nonché dei contributi INPS artigiani e commercianti e dei contributi INPS ex Legge 335/95 (gestione separata). Nel presente articolo ci occuperemo solamente degli acconti IRPEF ed IRAP che interessano i professionisti che svolgono la loro attività in forma individuale o sotto forma di associazioni professionali. I termini di versamento non sono variati rispetto allo scorso anno. La misura dell’acconto IRPEF è stata variata dal recente Decreto Legge (ancora in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale). Rimangono invariate le percentuali di acconto ai fini IRAP ed IRES (società di capitali). Si ricorda che gli acconti di novembre non possono essere rateizzati diversamente dagli acconti di giugno/luglio che invece potevano essere pagati in unica soluzione oppure ratealmente. In linea teorica tutti coloro che hanno presentato il modello Unico 2008 sono tenuti in al versamento degli acconti d’imposta.

E

IRPEF Sono tenuti al pagamento dell’acconto IRPEF i soggetti che hanno presentato (o che avrebbero dovuto presentare) il modello UNICO 2009 PF (persone fisiche) con l’indicazione al rigo RN 31 di un importo pari o superiore a 52,00 Euro. Misura dell’acconto L’acconto IRPEF per il 2009 è pari al 79% (la precedente misura era del 99%) dell’imposta complessivamente dovuta per il periodo d’imposta precedente, indicata al rigo “RN 31 - Differenza” del predetto modello UNICO 2009. Importo da versare Il recente decreto legge non ha modificato le regole per il calcolo degli acconti, ha solamente differito al momento di versamento del saldo delle imposte dovute per l’anno 2009 il pagamento del 20% (99% - 79%) dell’IRPEF dovuta a titolo di acconto. Nulla viene regalato al contribuente; viene solamente spostato il momento dell’incasso. Nel caso in cui l’importo complessivo dell’acconto (rigo RN 31 x 99%) sia inferiore o uguale ad Euro 103,00 il versamento dovrà essere effettuato in unica soluzione entro il 30 novembre nella misura del 79% di quanto indicato al rigo RN31 del Modello Unico PF 2009. Nel caso in cui l’importo dell’acconto (rigo RN 31 x 99%) sia superiore a 103,00 Euro il versamento dovrà essere effettuato come segue: • la prima rata, pari al 40% dell’acconto come sopra calcolato (rigo RN 31 x 99%), entro il termine previsto per il versamento del saldo dovuto in base alla dichiarazione relativa all’anno d’imposta precedente, cioè, di norma, entro il 16 giugno di ciascun anno (o entro il 16 luglio con maggiorazione dello 0,40%). • la seconda rata (che prima del D.L. risulta-

va pari al 60% dell’acconto totale dovuto calcolato in misura pari al 99% di rigo RN31) verrà invece determinata come segue ed andrà versata entro il 30 novembre 2009: • acconto totale ricalcolato pari al 79% di rigo RN31; • dall’acconto ricalcolato si toglie l’importo della prima rata di acconto versata a giugno/luglio 2009; • alternativamente il calcolo potrà essere effettuato calcolando il 39,4% dell’importo indicato al rigo RN31. Facciamo un esempio: Importo risultante al rigo RN31 pari ad euro 1.000 Prima rata di acconto pari al 40% del 99% di rigo RN31 e quindi pari ad euro 396 (1.000x99%x40%). Seconda rata di acconto pari al 79% di rigo RN31 meno l’importo versato come prima rata e quindi pari a euro 394 (1000x79%-396). La seconda rata si può più facilmente calcolare applicando la percentuale del 39,4% all’importo che compare nel Rigo R31 (1.000 x 39,4% = 394) Credito d’imposta L’articolo 1, comma 2 del citato Decreto Legge stabilisce che ai contribuenti che alla data di entrata in vigore del Decreto hanno già provveduto al pagamento dell’acconto, senza avvalersi della riduzione di cui sopra, compete un credito d’imposta in misura corrispondente alla riduzione di cui avrebbero potuto usufruire, da utilizzare in compensazione ai sensi dell’art. 17 del D. Lgs. 9 luglio 1997, n. 241 (in altre parole in compensazione sul modello F24). Si segnala che la data di entrata in vigore del Decreto sarà lo stesso giorno della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Soggetti esclusi dal versamento dell’acconto Sono esclusi dal versamento dell’acconto: i soggetti che non hanno avuto redditi nell’esercizio precedente; • i soggetti che non hanno presentato la dichiarazione modello UNICO 2009 in quanto non erano tenuti a farlo (ad esempio coloro i

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quali erano titolari nell’anno 2008 solamente di redditi di lavoro dipendente oltre a redditi derivanti dal possesso dell’abitazione principale); i soggetti che al rigo RN 31 del modello UNICO 2009 hanno evidenziato un’imposta di importo inferiore a 52,00 Euro; i soggetti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi nell’anno 2009 (per il 2008) per l’ultima volta in quanto ad esempio hanno cessato l’attività nel corso dell’anno 2008 e nel 2009 non hanno conseguito redditi da dichiarare nel modello UNICO 2009; gli eredi dei soggetti deceduti fra il 1°gennaio ed il 30 novembre del 2009; i soggetti che hanno evidenziato nel modello UNICO 2009 un credito d’imposta IRPEF (rigo RX 1), non utilizzato in compensazione con altri tributi, di importo pari o superiore all’acconto dovuto; i soggetti che hanno dichiarato nel modello UNICO 2009 solamente redditi di lavoro autonomo o di impresa soggetti all’imposta sostitutiva prevista dall’articolo 13 della Legge 388/2000 (nuove iniziative produttive); i soggetti che presumono di non dover pagare imposte per l’anno 2009 (dichiarazione da presentare nell’anno 2010); i soggetti che per la prima volta nel 2009 percepiscono redditi assoggettabili ad IRPEF; i soggetti falliti.

Soggetti che hanno aderito al regime dei minimi Coloro che hanno aderito al regime dei minimi (introdotto dall’articolo 1, commi da 96 a 117 della Legge 24.12.2007) sono comunque tenuti al versamento dell’acconto secondo le normali regole: • Nel caso in cui l’importo complessivo dell’acconto (rigo CM15 x 99%) sia inferiore o uguale ad Euro 103,00 il versamento dovrà essere effettuato in unica soluzione entro il 30 novembre. • Nel caso in cui l’importo dell’acconto (rigo CM15 x 99%) sia superiore a 103,00 Euro il versamento dovrà essere effettuato come segue: • la prima rata, pari al 40% dell’acconto come sopra calcolato, entro il termine previsto per il versamento del saldo dovuto in base

alla dichiarazione relativa all’anno d’imposta precedente, cioè, di norma, entro il 16 giugno di ciascun anno. • la seconda rata, pari al 60% dell’acconto come sopra calcolato, entro il 30 novembre 2009. Dalla lettura del Decreto Legge non sembra infatti che la riduzione della misura della seconda rata di acconto possa essere applicabile anche all’imposta sostitutiva dovuta dai contribuenti minimi. L’articolo 1 del Decreto Legge in corso di pubblicazione fa infatti esclusivo riferimento alla “imposta sul reddito delle persone fisiche”. Sul punto si è in attesa di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. L’articolo 1, comma 105 della Legge 244/2007 dispone infatti che per il versamento dell’imposta sostitutiva eventualmente dovuta dai contribuenti minimi, si osservino le disposizioni in materia di versamento dell’imposta sui redditi delle persone fisiche. Naturalmente ove il contribuente minimo abbia dichiarato altri redditi nel 2008 e nel rigo RN31 del Modello Unico PF 2009 compaiano importi dovuti, per l’acconto IRPEF si potranno applicare, per quanto riguarda il versamento dell’acconto IRPEF, le norme agevolative di cui al citato Decreto Legge. Per il versamento dell’acconto dell’imposta sostitutiva, come chiarito dalla circolare Agenzia Entrate n. 13 del 26.02.2008, è escluso il ricorso al metodo previsionale (di cui si dirà in seguito). Metodo previsionale Ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del Decreto Legge 2 marzo 1989 n. 69 il contribuente ha la facoltà di non utilizzare il metodo “storico” per il calcolo degli acconti ma di ridurli od anche annullarli basandosi sul cosiddetto “metodo previsionale”. In altre parole il contribuente che prevede per l’anno 2009 di realizzare ad esempio un reddito inferiore a quello dell’anno precedente o che abbia avuto nell’anno 2009 maggiori oneri deducibili o maggiori spese che consentano detrazioni d’imposta, potrà calcolare l’imposta presunta dovuta per l’anno 2009, al netto degli oneri deducibili o detraibili e delle ritenute subite in corso d’anno, e, sulla base di tale calcolo, determinare gli acconti da versare. Naturalmente eventuali errori nella determinazione dell’imposta presunta comporteranno l’irrogazione delle sanzioni previste nei casi di insufficiente versamento. In ogni caso eventuali errori di stima nel versamento degli acconti potranno essere sanati ricorrendo all’istituto del ravvedimento operoso di cui si dirà in seguito, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale la violazione è stata commessa e cioè entro il 30 settembre 2010.

IRAP Le modalità di determinazione degli acconti IRAP seguono le normali regole stabilite per l’IRPEF sia per quanto riguarda la misura dell’acconto sia per quanto riguarda i termini previsti per il versamento. Misura dell’acconto L’acconto IRAP per il 2009 è pari al 99% dell’imposta dovuta per il 2008, indicata al rigo “IR 22 - Totale imposta” del modello IRAP 2009


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me per l’IRPEF.

SANZIONI Le sanzioni che si applicano agli omessi, insufficienti o ritardati versamenti di acconti, sia IRPEF che IRAP, sono quelle stabilite dai decreti legislativi numero 471 e 472 del 18 dicembre 1997. In caso di omesso, insufficiente o ritardato versamento degli acconti si applicano: • la sanzione amministrativa del 30% dell’importo non versato o versato in ritardo; • l’interesse annuo del 3,5% previsto dall’articolo 20 del D.P.R. 602/73 calcolato per i giorni di ritardo.

RAVVEDIMENTO OPEROSO

Persone fisiche o del modello IRAP 2009 Società di persone. Importo da versare Nel caso in cui l’importo dell’acconto (rigo IR 22 x 99%) sia inferiore o uguale ad Euro 103,00 il versamento dovrà essere effettuato in unica soluzione entro il 30 novembre 2009. Nel caso in cui l’importo dell’acconto come sopra calcolato sia superiore a 103,00 Euro il versamento dovrà essere effettuato come segue: • la prima rata, pari al 40% dell’acconto come sopra calcolato, entro il termine previsto per il versamento del saldo dovuto in base alla dichiarazione relativa all’anno d’imposta precedente, cioè di norma entro il 16 giugno di ciascun anno (o entro il 16 luglio con maggiorazione dello 0,40%). • la seconda rata, pari al 60% dell’acconto come sopra calcolato, entro il mese di novembre. Soggetti esclusi dal versamento dell’acconto Sono esclusi dal versamento dell’acconto: • i soggetti che non hanno presentato la dichiarazione modello IRAP 2009 in quanto non erano tenuti a farlo (ad esempio coloro i quali nell’anno 2008 non svolgevano alcuna attività soggetta a tale imposta); • i soggetti che al rigo IR 22 del modello IRAP 2009 hanno evidenziato un’imposta di importo inferiore a 52,00 Euro; • i soggetti che hanno presentato la dichiarazione IRAP nell’anno 2009 per l’ultima volta (ad esempio coloro i quali nel corso del 2008 hanno cessato l’attività imprenditoriale o di lavoro autonomo); • gli eredi dei soggetti deceduti fra il 1°gennaio ed il 30 novembre del 2009; • i soggetti che hanno evidenziato nel modello IRAP 2009 un credito d’imposta IRAP (rigo IR 33), non utilizzato in compensazione con altri tributi, che copre tutto l’acconto dovuto; • i soggetti che presumono di non dover pagare IRAP per l’anno 2009 (dichiarazione da presentare nell’anno 2010); • i soggetti falliti. Metodo previsionale Anche per la determinazione dell’acconto IRAP è consentito utilizzare il metodo previsionale coCodice tributo 4033 4034 1798 1799 3812 3813 8901 8907 1989 1993

Ai sensi dell’articolo 13 del Dlgs. n. 472 del 18 dicembre 1997 il contribuente può provvedere al versamento delle somme dovute e non versate nei termini, pagando contestualmente la sanzione ridotta e gli interessi. Il termine “contestualmente”, secondo la circolare dell’Agenzia delle Entrate 10 luglio 1998, n. 180/E, “.... non deve essere inteso nel senso che tutte le incombenze previste ai fini del ravvedimento (rimozione formale della violazione e pagamento delle somme dovute) debbano avvenire nel medesimo giorno ma, com’è logico che sia, entro lo stesso limite temporale (trenta giorni, un anno, eccetera) previsto dalla norma”. La misura della sanzione è diversa a seconda che il versamento venga effettuato entro trenta giorni dal termine di legge oppure oltre i trenta giorni ma entro il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale la violazione è stata commessa: • versamento effettuato entro 30 giorni dal termine ordinario: sanzione pari ad un dodicesimo del minimo e cioè in misura pari al 2,5% (30% diviso 12); • versamento effettuato oltre 30 giorni dal termine ordinario: sanzione pari ad un decimo del minimo e cioè in misura pari al 3% (30% diviso 10). Oltre alle sanzioni il contribuente dovrà versare gli interessi di mora calcolati al tasso legale (pari al 3% annuo) per i giorni di ritardo. Ravvedimento operoso nel caso di presentazione di dichiarazione integrativa Ci sembra doveroso segnalare il parere dell’Agenzia delle Entrate espresso nella circolare numero 47/E del 18 giugno 2008. Al punto 4.2 della predetta circolare l’Agenzia afferma infatti che ove il contribuente abbia presentato una dichiarazione integrativa a suo sfavore, maggiorando quindi uno o più redditi e ricalcolando maggiori imposte dovute, dovrà anche provvedere ad utilizzare il ravvedimento operoso per gli insufficienti versamenti calcolati con il metodo storico. Codici tributo per il versamento delle imposte, delle sanzioni e degli interessi Nella tabella seguente si riportano i codici tributo per il versamento degli acconti IRPEF, IRAP, delle relative sanzioni in caso di ravvedimento e degli interessi. ■

Descrizione IRPEF - acconto prima rata IRPEF - acconto seconda rata Imp. sost. L. 244/2007 - acc.to prima rata Imp. sost. L. 244/2007 - acc. seconda rata IRAP - acconto prima rata IRAP - acconto seconda rata Sanzione pecuniaria IRPEF Sanzione pecuniaria IRAP IRPEF - Interessi su ravvedimento IRAP - Interessi su ravvedimento

Periodo di riferimento 2009 2009 2009 2009 2009 2009 2009 2009 2009 2009

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Zoonosi emergenti: implicazioni per la sanità pubblica Focus su epatite E, Circovirus, Torque Teno Virus, virus influenzali, PERV e arbovirus in un convegno organizzato dall'IZSLER di MARIA GRAZIA MONZEGLIO e implicazioni per la sanità pubblica delle zoonosi emergenti son state il tema di una giornata di studio e aggiornamento organizzata dall’IZSLER (Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna) a Brescia (9 ottobre 2009).

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EPATITE E La giornata è stata inaugurata da un argomento di estrema attualità e poco conosciuto: l’epatite E. Il Prof. Ostanello, la dott.ssa Romanò e il dott. Lombardi hanno presentato un chiaro stato delle arti in campo umano e veterinario per questa patologia. Da queste presentazioni è emerso che il virus dell’epatite E (HEV) è il maggior responsabile delle epatiti nonA/nonB a trasmissione enterica (via oro-fecale). L’agente eziologico di questa patologia è un virus ad RNA che può infettare uomo, suini, cinghiali e volatili. Recenti studi hanno evidenziato la presenza di RNA virale nel 20-30% degli allevamenti intensivi suini. Nei Paesi in via di sviluppo il virus può facilmente contaminare l’acqua potabile e gli alimenti che diventano quindi importanti veicoli di trasmissione. Data la termo-resistenza (1 h a 56 °C) del virus e l’assenza di studi che ne evidenzino l’inattivazione in seguito a lavorazione delle carni, una delle cause di malattia potrebbe essere proprio l’assunzione di prodotti suini poco cotti, come già evidenziato nei paesi asiatici. Le caratteristiche cliniche dell’epatite acuta E nell’uomo sono simili a quelle dell’epatite A. L’epatite E è una malattia che si autolimita senza cronicizzare; la sovrainfezione con altri virus epatitici può tuttavia aggravare il quadro clinico. Se l’infezione è contratta in gravidanza (specialmente nel 3° trimestre) la malattia è spesso letale, con tassi di mortalità fino al 30%. Nei Paesi industrializzati la prevalenza di anti-HEV varia dall’1 al 6 % in donatori di sangue, con valori più elevati tra tossicodipendenti (soprattutto se HIV+), emofilici, emodializzati, omosessuali e pazienti con epatite C cronica. La diagnosi di malattia nel suino può essere effettuata al macello mediante isolamento del virus dalla bile, oppure in allevamento valutando la presenza di anticorpi nel siero o di virus nelle feci. Le stesse metodiche possono essere impiegate nell’uomo. La prevenzione dell’epatite E è affidata alle misure generali volte al controllo delle infezioni a trasmissione enterica, quali il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie e il controllo delle acque potabili.

VIRUS A DNA CIRCOLARE Dopo questa prima parte dedicata alla valutazione delle problematiche legate all’insorgenza di epatite E nei suidi ed i conseguenti rischi per la salute umana, la dott.ssa Kekarainen ed il dott. Maggi hanno esposto le attuali conoscenze sui virus a DNA circolare. Questi virus furono isolati per la prima volta nel suino. Oggi sappiamo che questi possono infettare piante (Geminiviridae, Nanoviridae), batteri (Inoviridae, Microviridae) ed animali (Circoviridae, anellovirus). Nell’ultimo decennio, hanno suscitato notevole interesse i virus appartenenti alla famiglia circoviridae, in particolare Porcine circovirus 2 (PCV2) e Torque Teno Virus (TTV), appartenenti ri-

spettivamente ai generi circovirus ed anellovirus. Questi virus sembrano essere in grado di modulare la risposta immunitaria, rendendo gli animali più sensibili ad altri patogeni. PCV-2, virus ubiquitario nei suini domestici e nei cinghiali, è responsabile di una sindrome multisistemica che colpisce il suino dopo lo svezzamento (PMWS). L’associazione del virus all’insorgenza di patologia e la sua correlazione alla PMWS è un evento recente (1998). La PMWS è una patologia multifattoriale che determina gravi perdite economiche negli allevamenti. I suini colpiti da questa malattia presentano deplezione linfocitaria, infiammazione granulomatosa e sono maggiormente esposti ad infezioni secondarie, probabilmente a causa della presenza di virus nelle cellule del sistema immunitario (S.I.). Lo stato del S.I al momento dell’infezione è fondamentale per lo sviluppo della malattia; infatti animali che presentano una risposta efficace avranno un’evoluzione sub-clinica della malattia, mentre soggetti con una risposta inadeguata svilupperanno la PMWS. Il tipo di risposta è correlato alle lesioni a carico del sistema immunitario che il virus è in grado di determinare. Uno studio in vitro ha evidenziato come PCV-2 sia in grado di incrementare la risposta in Interleuchina (IL)-10 e conseguentemente ridurre la produzione di interferone (IFN)-alfa, IFN-gamma ed IL-2. Inoltre, è stato dimostrato che la modulazione della risposta immunitaria è attribuibile al DNA virale e non alle proteine, come inizialmente supposto. Per quanto concerne i TTV, furono isolati per la prima volta nell’uomo nel 1997, successivamente virus simili furono descritti nel suino, nel cane, nel gatto ed in altre specie animali. Sono attualmente conosciuti due genogruppi di TTV suini, che sembrano essere coinvolti nell’insorgenza di patologie suine non direttamente ma indirettamente. Studi recenti, infatti, indicano un possibile coinvolgimento di TTV nella modulazione delle difese del sistema immunitario innato, in modo similare a PCV2. La modulazione del sistema immunitario può rendere poi gli animali più sensibili ad altri agenti patogeni. Pertanto, virus che non sono direttamente considerati agenti eziologici di malattia, ma ritenuti in grado di modulare la risposta del sistema immunitario dell'ospite, devono essere considerati e oggetto di una certa attenzione.

I VIRUS INFLUENZALI Ovviamente, come evidenziato dal dott. Terregino, vi sono altri virus che pur non avendo un’azione immuno-modulatoria sul S.I. devono essere oggetto di una certa attenzione, primi tra tutti i virus influenzali. I virus umani pandemici identificati fino ad oggi appartengono ai sottotipi H1, H2 e H3, tali sottotipi sono stati isolati anche nel suino (H1 ed H3), nei volatili (H1), nel cavallo (H3) e nei mammiferi acquatici (H1, H3). È quindi evidente che questi virus possono infettare ospiti diversi, anche se i ceppi aviari richiedono recettori alfa 2-3, i ceppi umani recettori alfa 2-6, mentre i ceppi suini si adattano ad entrambi i recettori. Studi recenti, tuttavia, hanno evidenziato la presenza di recettori di tipo alfa2-6 anche nei volatili e recettori alfa 2-3 nell’uomo, con la conseguente possibilità che ceppi umani possano infettare gli avicoli e viceversa. Questo crea non pochi problemi correlati soprattutto alla capacità di riassortimento di questi virus, infatti quando due diversi

virus influenzali infettano la stessa cellula vi può essere riassortimento virale ed un’eventuale pandemia. A tale proposito, sono esempi calzanti l’influenza aviaria e suina: il primo di questi virus a tutt’oggi sta circolando nelle popolazioni di volatili domestici in Asia, Medio Oriente e Africa e probabilmente anche in alcune popolazioni di uccelli selvatici del continente Euroasiatico. Attualmente il tasso di mortalità negli esseri umani infettati dal virus è pari al 50%; il virus è divenuto letale anche per uccelli acquatici, sia domestici che selvatici, e ha colpito anche altri ospiti atipici, quali felini e cani. Le comunità scientifiche medica, veterinaria e agraria devono fronteggiare un virus che si muove in modo tridimensionale, che si modifica adattandosi alle diverse specie e si ricombina con altri virus influenzali contagiando nuove specie.

PERV Se virus influenzali hanno sicuramente suscitato l’interesse dell’opinione pubblica e dei media, tale successo non è stato però ancora raggiunto dai PERV (retrovirus endogeni del suino). Questi virus, come chiaramente esposto dal dott. Villa, sono attualmente poco conosciuti tuttavia, sono noti a causa della loro possibile implicazione nella trasmissione di patologie ai soggetti sottoposti a xenotrapianto. È interessante rilevare che la presenza di retrovirus endogeni nelle varie specie animali risale a ben 25-30 milioni di anni fa, come rilevato nelle scimmie sia del vecchio che del nuovo mondo. Peraltro i PERV paiono favorire sia la riproduzione dei mammiferi, sia la loro protezione verso gli analoghi retrovirus esogeni. Ciò non esclude comunque la loro rilevanza e potenziale pericolosità nel caso degli xenotrapianti. Attualmente, sono scarse le conoscenze relative alla presenza e alle caratteristiche di retrovirus endogeni in specie domestiche di interesse zootecnico deputate alla produzione di alimenti destinati al consumo umano. Al fine di acquisire maggiori conoscenze in questo settore, il dott. Villa ed i suoi collaboratori si sono preposti di mettere a punto un metodo di identificazione di sequenze retrovirali in campioni di latte di origine animale e, in caso di positività, di saggiare l’eventuale presenza di attività enzimatica retrotrascrittasica. Le prove effettuate hanno permesso di mettere a punto una reazione in Real-Time PCR diretta ad una regione conservata della polimerasi. Con tale metodica, si è rilevata la costante presenza dei retrovirus endogeni nei campioni di latte suino, successivamente identificati tramite PCR tradizionale come appartenenti alle classi A, B e C. L’indagine è stata quindi estesa a campioni di latte bovino, di capra e di bufala, provenienti da allevamenti convenzionali, rilevando anche in questi campioni la presenza dei retrovirus. I risultati ottenuti hanno suggerito la necessità di valutare un ulteriore aspetto: l’indagine in varie tipologie di latte commerciale (liofilizzato, pastorizzato, fresco, a lunga conservazione). Anche le analisi condotte su questi tipi di campione hanno evidenziato la presenza di retrovirus, ma solo nei campioni non sottoposti a trattamenti termici uguali o superiori alla pastorizzazione. Prove mirate alla ricerca di attività enzimatica hanno successivamente confermato la presenza di retrotrascrittasi attiva nelle tipologie di latte non sottoposte a trattamento termico. Tale risultato evidenzia la termolabilità dei retro-

virus, mentre trattamenti con tripsina e pH acido (mimanti il processo digestivo) non inattivano il virus, che mantiene la sua capacità di trasmissione a cellule umane in coltura.

INSETTI NON PIÙ ESOTICI Nella parte finale di questa giornata è stato affrontato un problema che ha acquisito notevole rilevanza negli ultimi anni. Le variazioni climatiche e i conseguenti cambiamenti negli ecosistemi hanno portato alla diffusione nei nostri territori di insetti un tempo definiti esotici. Il dott. Dottori e la dott.ssa Maioli hanno chiaramente illustrato le possibili patologie causate da questi insetti, prestando particolare attenzione alle patologie trasmesse da zanzare e zecche. Oggi conosciamo molte specie di zanzare capaci di trasmettere arbovirus. In Europa alcuni di questi virus si presentano ciclicamente e possono definirsi autoctoni, altri possono essere introdotti casualmente ed endemizzarsi in paesi normalmente indenni. All’origine di quest’ultimo fenomeno, si collocano i cambiamenti climatici e la globalizzazione; tuttavia la presenza degli arbovirus trasmessi da culicidi non sempre risulta evidente. Spesso tali virus sono coinvolti solo in cicli silvestri ed i loro effetti non si evidenziano nell’uomo o negli animali. In alcuni casi le specie di vertebrati coinvolte (serbatoi o ospiti a fondo cieco) non manifestano sintomi di malattia, pertanto non è semplice organizzare e predisporre monitoraggi sierologici. Un problema analogo è dato dalle malattie trasmesse da zecche. In natura, le zecche vengono considerate parassiti di animali selvatici e solo il 10% delle specie conosciute è ben adattato agli animali domestici. Attualmente le infestazioni umane vengono considerate un evento accidentale, conseguente a condizioni ambientali e culturali generate dall'uomo stesso. Negli ultimi cinquant'anni, soprattutto nel nord Italia, i cambiamenti dei sistemi di allevamento e il progressivo abbandono delle zone rurali hanno determinato una diminuzione dell'incidenza delle malattie trasmesse da zecche negli animali da reddito. Tuttavia le zecche sono possibili vettori di agenti zoonosici e affinché la trasmissione dell’agente patogeno abbia luogo, è necessario che si verifichino tre eventi: 1. L’ospite vertebrato deve sviluppare infezione trasmissibile durante il pasto di sangue; 2. La zecca deve acquisire il patogeno e riuscire a ritrasmetterlo a un altro ospite vertebrato; 3. Deve essere presente un adeguato numero di ospiti vertebrati suscettibili. Recentemente zoonosi trasmesse da questi parassiti (TBE, Malattia di Lyme, Rickettsiosi, Febbre Q) hanno subito un incremento nell’incidenza. Le cause però sono ancora da verificare e la comunità scientifica si sta preoccupando del rischio di introduzione di altre gravi malattie, come la Crimean Congo Haemorragic fever. Il moderatore della giornata prof. Poli ha evidenziato come il 70% delle malattie trasmissibili emergenti è di origine animale. Si rende pertanto necessario uno sforzo collaborativo, in un ambiente scientifico trasparente, tra veterinari e medici per poter ottenere dati e soluzioni che contribuiscano in maniera efficace alla salvaguardia della salute animale ed umana. ■


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Abilitazione Riflessioni

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Eliminiamo l’esame di Stato A cosa serve un esame se tutti sono promossi?

di ANTONIO MANFREDI ’esame di Stato, per essere abilitati alla professione di Medico Veterinario e potersi quindi iscrivere all’Ordine e svolgere la professione, dovrebbe essere selettivo, nel senso che dovrebbe veramente valutare se il giovane laureato esaminato ha effettivamente acquisito, attraverso il Corso di laurea ed il tirocinio, le nozioni teoriche e pratiche che gli permettano di iniziare un’attività professionale come Medico Veterinario. Siamo sinceri, l’esame di Stato non è questo. Quello che oggi dovrebbe essere il momento di controllo delle capacità del laureato per poter iniziare un’attività professionale in totale autonomia non è assolutamente questo. Ho l’impressione che a volte ci sfugga che superato questo esame il giovane veterinario potrà svolgere qualsiasi attività veterinaria. Siamo certi che bastino 5 anni di studi e qualche mese di tirocinio durante il Corso di laurea, spesso svolto all’interno dell’Università, per poter fare il veterinario? Non credo che questa preparazione, soprattutto teorica, metta in grado un giovane, sia pure appassionato, serio ed impegnato, di svolgere le più ampie e diverse attività previste nella professione. Pensate che sia in grado di fare una diagnosi su un cane? Un intervento su una bovina? Curare una colica ad un cavallo o controllare la qualità di prodotti alimentari? Forse a volte sfugge che il Medico Veterinario è un Medico, un operatore sanitario al massimo livello, dal quale possono dipendere la vita o la morte di molti animali e non solo. O non è così? Si parla sempre di qualificare la figura del Medico Veterinario, ma il primo passo di questa qualificazione è proprio il controllo per l’accesso agli Ordini. Sono anni che l’ANMVI chiede un esame di Stato serio e che

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Anno 2007 Veterinario Farmacista Odontoiatra Biologo Medico Chirurgo Dottore Commercialista Geologo Consulente del Lavoro Avvocato Notaio

candidati abilitati

a questo si possa accedere solo dopo un periodo di pratica post laurea svolta nel mondo professionale. Ho sempre pensato che il Corso di Laurea in Medicina Veterinaria, pur essendo una laurea specialistica, fosse in realtà un percorso formativo molto, se non troppo, generico. Rispetto a Medicina mancano infatti indirizzi e specializzazioni e questo credo che sia un limite già in partenza. L’esame di Stato finisce per subire questo peccato originale, diventa generico, non potendo approfondire niente, e quindi superficiale abilitando a tutto. Non sarebbe più logico che abilitasse a precisi settori della veterinaria, prevedendo magari già nel corso di laurea, nel tirocinio e, soprattutto nel praticantato, l’indirizzo o il settore in cui si vuole svolgere la propria attività? Un esame di Stato che promuove tutti, il 99,40% dei candidati, ed è più o meno così da sempre, perdonatemi, ma è inutile farlo, se non altro si risparmia, tempo e soldi. Non è credibile che tutti i laureati in Medicina Veterinaria, indipendentemente dalla Facoltà presso la quale si sono laureati, siano tutti dei fenomeni. È vero che ci sono altre professioni che hanno percentuali molto elevate di abilitati, ma quelle con cui possiamo rapportarci, quelle sanitarie (Odontoiatria 96%, Medico Chirurgo 95%) hanno percorsi formativi diversi e fortemente specialistici. Questi dati si riferiscono al 2007 ma da quanto sappiamo nulla è cambiato nel 2008 o nell’anno corrente. È solo calato il numero totale di abilitati (nel 2007 1136) perché è leggermente diminuito il numero dei candidati. Mi rendo conto che la mia proposta di eliminare l’esame di Stato possa sembrare solo una provocazione, ma non vi è dubbio che la riforma delle Professioni, che forse sarà affrontata dal Parlamento nei prossimi mesi, dovrà tenere conto che un esame di Stato fatto in questo modo e senza un periodo di praticantato è veramente del tutto inutile. ■ tasso % di successo

differenza % con il 2006

1143 4304 1127 2727 7146

1136 4177 1084 2594 6780

99 97 96 95 95

invariato 1 -4 3 -3

10388 816

5195 347

50 43

6 -8

4065 40936 2970

1272 9905 230

31 24 7

-5 -15 2

(per i notai i dati si riferiscono al concorso iniziato nel 2005)

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18 Legale Posta Elettronica Certificata

PEC: nessuna sanzione ma averla è meglio I veterinari devono avere una casella di posta elettronica certificata. Obblighi, conseguenze e vantaggi di MARIA TERESA SEMERARO Avvocato, Bologna a P.E.C. (Posta Elettronica Certificata) è stata introdotta ed istituita nel nostro ordinamento con il D.P.R. N° 68 del 11.02.2005 (“Regolamento recante disposizioni per l´utilizzo della posta elettronica certificata”). In termini alquanto sintetici si può dire che la P.E.C. consiste in una e-mail sostitutiva di una raccomandata a/r, purché anche l’indirizzo del destinatario sia di P.E.C. e purché vengano rispettati ulteriori requisiti e presupposti, che vengono assicurati dal provider al quale ci si rivolge per acquisire la casella. Il D.L. 29.11.2008 N° 185 (convertito in Legge N°2 del 28.01.2009) ha stabilito all’art.16, comma 7 che “I professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato comunicano ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di posta elettronica [certificata, nds] entro un anno dalla data di entrata in vigore

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del presente decreto”, vale a dire entro il 29.11.2009 essendo il decreto de quo entrato in vigore il 28.11.2008, Ciò significa che, entro il 29.11 p.v. anche i medici-veterinari (in quanto professionisti iscritti ad un Ordine) dovranno comunicare al proprio Ordine di appartenenza il proprio indirizzo di P.E.C. In realtà è consigliabile che il veterinario si rivolga al proprio Ordine anche per avere lumi sulla ditta di software alla quale richiedere una casella di P.E.C. (tanto più che molti Ordini professionali hanno stipulato delle convenzioni con ditte specializzate allo scopo di ottenere costi più favorevoli per gli iscritti). Non è nemmeno da escludersi che anche gli ordini dei Medici-Veterinari abbiano stabilito (come altri Ordini professionali) l’acquisizione e la distribuzione gratuita della casella di posta certificata ai propri iscritti. Nella legislazione vigente, all’oggi non si ravvisano sanzioni a carico del professionista che, entro il 29.11.2009, non comunichi il proprio indirizzo di P.E.C. al proprio Ordine professionale, né sussiste un obbligo, per il professioni-

sta, di dotarsi di casella di P.E.C. e quindi nemmeno di computer (nella poco verosimile ipotesi che ancora esistano professionisti non dotati di pc). La situazione legislativa va comunque monitorata, allo scopo di verificare che non vengano promulgate leggi che stabiliscano sanzioni a carico di chi non adempie all’obbligo de quo. In ogni caso, tali eventuali sanzioni non sarebbero retroattive. Non vi sono dunque conseguenze per il professionista che, entro il suddetto termine, non si sia dotato di una casella di P.E.C. Mi sento però di affermare che tale mancanza determini una conseguenza negativa di tipo professionale, nel senso che il veterinario (ed in generale il professionista) che non sia fornito di indirizzo di Posta Elettronica Certificata e riceva una mail da un indirizzo di P.E.C. non potrà usufruire di tale sistema “rapido” di acquisizione di una raccomandata a/r, né potrà “spedire” un’e-mail con valore di raccomandata a/r:

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al professionista la scelta se utilizzare o meno uno strumento che, comunque, nel tempo è presumibilmente destinato a diffondersi nei rapporti con i clienti e con i colleghi. Diversa è la casella di P.E.C. attribuita dalla Pubblica Amministrazione ai privati cittadini che ne facciano richiesta (D. Lgs. 07.03.2005 n° 2005 e DPCM 06.05.2009), che è gratuita e consente, in alcuni casi, l’utilizzo della posta elettronica nei rapporti tra P.A. e cittadini con effetto equivalente alla notificazione di atti a mezzo posta. In questo caso, in mancanza di una richiesta alla P.A., da parte del cittadino “professionista”, dell’attribuzione di una casella di P.E.C. per le notifiche, gli atti saranno comunicati nelle forme consuete (a mani dell’ufficiale giudiziario e/o per posta). Ulteriormente diversa è, infine, la firma digitale, che ha l’obiettivo di trasferire il concetto di firma autografa nel mondo dell’informatica, laddove la posta certificata ha lo scopo di sostituire la raccomandata A/R con un mezzo più moderno ed efficiente. In realtà i due strumenti possono essere utilizzati insieme, formando una raccomandata A/R con firma autografa. ■

LA FNOVI: NON È UN OPTIONAL

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’introduzione dell’obbligo per i professionisti iscritti agli Ordini e Collegi di dotarsi di una casella di Posta Elettronica Certificata (PEC) è ormai prossimo alla scadenza (29 novembre p.v.). La Federazione, dopo aver provveduto a dotare di una casella PEC gli Ordini provinciali, e dopo aver contribuito a fornire gli stessi di strumenti con i quali raggiungere ciascuno i propri iscritti per l’attivazione delle caselle di PEC a costi contenuti, è tornata in argomento per illustrare i compiti e le responsabilità che sono in capo agli Ordini professionali. Con una nota trasmessa in questi giorni (Circolare n. 4/2009) ha spiegato che l’introduzione della PEC obbligatoria per i professionisti iscritti all’Albo coinvolge anche gli Ordini professionali che dovranno istituire un “elenco telematico delle PEC”. L’art. 16, comma 7, della legge n. 2 del 2009 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 28 gennaio 2009) recita testualmente: “I professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato comunicano ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata o analogo indirizzo di posta elettronica di cui al comma 6 entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Gli ordini e i collegi pubblicano in un elenco riservato, consultabile in via telematica esclusivamente dalle pubbliche amministrazioni, i dati identificativi degli iscritti con il relativo indirizzo di posta elettronica certificata”. Al fine di gettare le basi per una pubblicazione uniforme dei dati, non rimessa alle interpretazioni dei singoli Consigli Direttivi, la Federazione ha informato di aver provveduto ad inserire nel software di gestione degli iscritti all’Albo presente sul proprio portale - nell’area riservata agli Ordini - un apposito campo destinato agli indirizzi PEC degli iscritti. La nota trasmessa dalla FNOVI si chiude con l’invito di rendersi parte diligente non solo nel divulgare presso tutti gli iscritti la notizia dell’introduzione dell’obbligo di PEC, ma anche nel raccogliere gli indirizzi dei professionisti. L’auspicio è che la suddetta operazione possa completarsi entro la fine del mese di novembre. (fonte: fnovi.it)


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Zoonosi Info Regioni

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Estesa al Veneto la prevenzione della rabbia Vaccinazione precontagio per cani, gatti e furetti diretti in Friuli e a Belluno on solo Udine, ma anche le altre Provincie del Friuli Venezia Giulia e la Provincia di Belluno devono attenersi alle disposizioni sulla vaccinazione antirabbica precontagio, previste dall’Ordinanza ministeriale 12 ottobre 2009: Misure urgenti per la prevenzione del contagio da rabbia negli animali al seguito di persone dirette nella provincia di Udine. (GU n. 262 del 10-112009 ). “Preso atto della evoluzione della diffusione della malattia nei territori delle rimanenti provincie della Regione Friuli Venezia Giulia”, la Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario ha disposto che le misure previste dall’Ordinanza “siano applicate anche nei territori delle Province di Trieste, Gorizia e Pordenone“. Inoltre, “considerata che la localizzazione più a ovest dei casi evidenziati coincide con il Comune di Travesio (PN) e che nel raggio di 40 chilometri misurati a partire da detto Comune rientra anche parte della Provincia di Belluno si dispone, nelle more dell’emanazione di misure specifiche da parte della Regione Veneto, che quanto previsto alla citata O.M. sia applicato anche alla provincia di Belluno”. L’e-

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maco Veterinario, in considerazione dell’evoluzione della situazione epidemiologica nella regione Friuli-Venezia Giulia. Il Ministero ha ritenuto necessario limitare il più possibile il rischio di diffusione del contagio. Pertanto, i cani, i gatti e i furetti al seguito di persone dirette nel territorio delle province di Udine, Trieste, Pordenone e Belluno devono essere sottoposti a vaccinazione antirabbica precontagio, secondo le istruzioni del produttore del vaccino utilizzato, almeno ventuno giorni prima dell’arrivo nella provincia medesima e da non oltre undici mesi. I costi relativi alla vaccinazione sono a carico dei proprietari degli animali.

OBBLIGHI E DIVIETI L’introduzione nel territorio delle province indicate di cani, gatti e furetti che non sono stati preventivamente sottoposti alla vaccinazione antirabbica precontagio è vietata. L’Ordinanza prevede anche l’obbligo di conduzione al guinzaglio o comunque di contenimento degli animali, che devono essere tenuti sempre sotto sorveglianza, in particolare nell’ambito di zone silvestri e montane. Nei territori interessati dall’Ordinanza, è anche vietato avvicinare animali selvatici e in qualsiasi modo venire a contatto con essi, in particolare con volpi. stensione delle misure di prevenzione è stata comunicata il 13 novembre in una nota della Direzione ministeriale in cui si raccomanda “la più scrupolosa applicazione” delle misure previste dall’ordinanza (in vigore dall’11 novembre) “e di tutte le disposizioni impartite dalle autorità sanitarie regionali”. La vigilanza è as-

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anniversario

in collaborazione con

PRONTUARIO TERAPEUTICO VETERINARIO 5a Edizione

sicurata dai Servizi veterinari dell’Azienda sanitaria locale territorialmente competente.

VACCINAZIONE Le misure previste dall’ordinanza 12 ottobre 2009 erano state preannunciate dalla Direzione Generale della Sanità Animale e del Far-

CACCIA Le pratiche venatorie che prevedono l’impiego di cani, nell’ambito del territorio a cui si applica l’ordinanza, sono consentite solo con animali vaccinati secondo le modalità stabilite dall’Ordinanza (fatto salvo quanto disposto dall’art. 90 del Regolamento di polizia veterinaria). ■

I nuovi iscritti SCIVAC e SIVAE 2010 potranno acquistare il Prontuario Terapeutico allo speciale prezzo di euro 30 (comprese spese di spedizione)

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20 Info Regioni Sanità e Formazione

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Malattie notificabili: aggiornate le procedure, l’elenco e la modulistica In Sardegna l’obbligo è soddisfatto presentando la denuncia al Servizio Veterinario debiti informativi a carico dei servizi veterinari locali e regionali non possono essere soddisfatti in modo efficiente con la modulistica del vigente Regolamento di Polizia Veterinaria. Inoltre, gli uffici periferici dei servizi veterinari delle ASL non sono ancora uniformemente attrezzati alla gestione completamente informatizzata dei debiti informativi. Pertanto, la Regione Sardegna ha ritenuto necessario "aggiornare e razionalizzare la modulistica e le procedure di notifica delle malattie infettive e contagiose degli animali, in modo armonico con lo sviluppo contemporaneo e la diffusione dei nascenti sistemi informativi informatizzati". Con il Decreto per la notifica delle malattie infettive e trasmissibili degli animali, l'Assessorato regionale alla sanità ha disposto che l'obbligo di denuncia di malattia infettiva, a cui sono tenuti ai sensi dell'art. 2 del Regolamento di Polizia Veterinaria tutti i veterinari ed i proprietari o detentori pubblici e privati di animali, è considerato soddisfatto anche me-

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diante la presentazione della denuncia medesima al competente Servizio Veterinario. Il Servizio Prevenzione attua opportune iniziative di informazione e aggiornamento continuo sulla notifica delle malattie e sul sistema di epidemiosorveglianza nei confronti del personale dei Servizi Veterinari, dell'Istituto Zooprofilattico, dei veterinari dipendenti di Enti pubblici e privati e dei veterinari liberi professionisti. Il Servizio Prevenzione, i Servizi Veterinari, l'Istituto Zooprofilattico, i veterinari liberi professionisti o dipendenti pubblici e privati, i Comuni, le Forze dell'Ordine e gli allevatori, ciascuno per la parte di propria competenza, sono incaricati di rispettare e far rispettare il presente Decreto, "che entra immediatamente in vigore". L'elenco delle malattie degli animali notificabili è aggiornato ed integrato nella lista unica allegata al Decreto. Allegati anche i modelli aggiornati per la notifica di malattia infettiva o trasmissibile e per la revoca di misure sanitarie (notifica di estinzione e notifica esclusione di malattia infettiva o trasmissibile). ■

Un polo universitario ad Anagni? “

entre da una parte si ragiona per ridurre il numero programmato c'è da augurarsi che dall'altra non ci sia una moltiplicazione di sedi, non sarebbe coerente con gli indirizzi del tavolo avviato con il Ministero dell'Università e nemmeno con la riforma Gelmini". Carlo Scotti, Presidente Senior di Anmvi, commenta con preoccupazione la notizia di una possibile sede universitaria in Lazio. Il consiglio comunale di Anagni ha infatti deciso di acquisire per 6 milioni di euro la proprietà dell'ex deposito militare sito nei pressi della stazione ferroviaria cittadina. La zona era stata offerta in acquisto dal Demanio il 23 ottobre scorso. Si tratta di circa 187 ettari di

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terreno più diverse costruzioni. Vari progetti sono allo studio per la valorizzazione della zona. Tra gli altri, si legge sulla stampa locale, "la realizzazione di un polo universitario di agraria o veterinaria". Il Comune di Anagni pagherebbe l'acquisto con un mutuo di 28 anni, a 400.000 euro l'anno, a partire dal 2011. Il Demanio aveva offerto al comune di Anagni la possibilità di acquistare la zona esercitando questa opzione entro il 7 novembre scorso, diversamente tutta l'area sarebbe finita all'asta a dicembre. Acquisiti i pareri tecnico legali e valutati i vincoli di bilancio, il Sindaco ha convocato il Consiglio Comunale che il 5 novembre ha deliberato l'acquisto, sulla base di dichiarazioni consiliari favorevoli al rilancio del territorio. ■

IZSVE: INTITOLATA A VINCENZI LA SEZIONE DI VERONA

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el corso delle celebrazioni per gli 80 anni dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, la nuova sezione in provincia di Verona è stata dedicata a Giovanni Vincenzi, per oltre vent'anni al vertice dei Servizi veterinari della Regione del Veneto. Igino Andrighetto, direttore generale dell'IZSVe: “Abbiamo avviato diversi progetti fra cui la costruzione della nuova sezione di Verona nel comune di Buttapietra e una nuova collaborazione con l'Università di Verona per sviluppare ricerche nel settore della nanomedicina”. Stefano Marangon, direttore sanitario dell'IZSVe: “L'Istituto sta puntando su sicurezza alimentare e lotta alle malattie emergenti, con particolare attenzione all'impatto di queste tematiche a livello globale; in questo senso, le attività svolte nella sezione IZSVe di Verona hanno sempre rappresentato un criterio di misura per testare interventi a livello nazionale e internazionale”.


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Governo clinico Parlamento

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Dirigenti SSN: libera professione intra ed extra moenia Le nuove regole approvate in Commissione Affari Sociali ’esclusività del rapporto e l’attività libero-professionale dei dirigenti medici e sanitari del Servizio sanitario nazionale è stata riscritta in Commissione Affari Sociali della Camera, nel corso dell’iter di esame del DDL sul Governo delle attività cliniche. Viene di fatto eliminato qualsiasi ostacolo all’esercizio della libera professione per la dirigenza SSN che potrà svolgere attività privata anche in strutture non convenzionate con il servizio pubblico. Le procedure per lo svolgimento della libera professione saranno disciplinate dalle Regioni che dovranno salvaguardare “il ruolo istituzionale del servizio svolto dall’azienda, diretto ad assicurare l’accessibilità alle cure sanitarie necessarie a chiunque ne faccia richiesta secondo i principi di universalità e di equità che regolano il SSN”. Il Disegno di Legge sul “governo clinico”, all’esame del Parlamento stabilisce che chi ha scelto di mantenere il rapporto in esclusiva - e la relativa indennità - potrà dedicare alla libera professione un impegno orario massimo pari al 50% di quello prestato in azienda; il dettaglio delle modalità sarà fissato con atto aziendale dal direttore generale. La norma sulla libera professione “sarà certamente impugnata dalle Regioni” osserva l’ex Ministro Livia Turco. “Va nella direzione indicata dal Vice Ministro Ferruccio Fazio” affermano il Presidente della XII Commissione, Giuseppe Palumbo, e il relatore del Ddl, On Domenico Di Virgilio.

L

L’ARTICOLO 9 Esclusività del rapporto e attività libero-professionale dei dirigenti medici e sanitari del Servizio sanitario nazionale. 1 Le Regioni disciplinano l’attività libero-professionale dei dirigenti medici e sanitari del Servizio sanitario nazionale nel rispetto dei seguenti princìpi fondamentali: a) il dirigente medico e sanitario dipendente del Servizio sanitario nazionale intrattiene con lo stesso un unico rapporto di lavoro. Tale rapporto è incompatibile con ogni altro rapporto di lavoro dipendente, pubblico o privato, e con altri rapporti, anche di natura convenzionale, con il Servizio sanitario nazionale; b) l’esercizio dell’attività libero-professionale del dirigente medico e sanitario dipendente del Servizio sanitario nazionale è compatibile con il rapporto unico d’impiego, purché sia espletato fuori dell’orario di lavoro all’interno delle strutture sanitarie o all’esterno delle stesse, con esclusione di strutture private convenzionate con il Servizio sanitario nazionale; c) il dirigente medico e sanitario dipendente del Servizio sanitario nazionale può svolgere l’attività libero-professionale nelle seguenti forme: con rapporto non esclusivo; con rapporto esclusivo e attività liberoprofessionale intramuraria; con rapporto esclusivo e attività libero-professionale intramuraria allargata; d) il dirigente medico e sanitario dipendente del SSN esercita il suo diritto allo svolgimento dell’attività libero professionale in una delle forme predette mediante apposita opzione; d-bis) salvaguardando il ruolo istituzionale del servizio svolto dall’Azienda diretto ad assicurare l’accessibilità alle cure sanitarie necessarie a chiunque ne faccia richiesta secondo i princìpi di universalità ed equità che regolano il Servizio sanitario

nazionale. 2. Le modalità di esercizio dell’attività liberoprofessionale sono definite dalle Regioni nel rispetto dei seguenti princìpi: a) i volumi prestazionali di attività libero-professionale non devono comportare, per ciascun dipendente, un volume di prestazioni superiore a quello assicurato per i compiti istituzionali nonché un impegno orario superiore al cinquanta per cento di quello di servizio richiesto all’azienda per i compiti istituzionali, al fine di assicurare un corretto ed equilibrato rapporto tra attività istituzionale e attività libero-professionale, anche al fine di concorrere alla riduzione progressiva delle liste di attesa, nel rispetto dei piani di attività previsti dalla programmazione regionale e aziendale; b) la tariffa professionale per l’attività liberoprofessionale è definita, previo accordoquadro aziendale con le organizzazioni sindacali della dirigenza sanitaria firmatarie del contratto collettivo nazionale di lavoro, dal singolo dirigente, d’intesa con l’azienda; c) è facoltà dell’azienda non attivare, o attivare solo parzialmente, la libera professione intramuraria. In caso di attivazione, la stessa sarà gestita dall’azienda mediante un Centro unico prenotazioni, con spazi e liste separati e

distinti tra attività istituzionale e attività liberoprofessionale e con pagamento delle prestazioni e ripartizione dei proventi secondo modalità e termini fissati da linee guida regionali; d) l’esercizio dell’attività libero-professionale svolto all’esterno delle strutture aziendali non deve comportare oneri per l’azienda né per il professionista nei confronti dell’azienda stessa. Detta attività è consentita presso studi professionali privati, anche in forma associata tra più sanitari dipendenti del Servizio sanitario nazionale, oppure presso strutture private non convenzionate con il Servizio sanitario nazionale; e) la Regione, anche avvalendosi dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), svolge attività di monitoraggio e di controllo sullo svolgimento della libera professione in termini di tempi e di prestazioni per garantire il rispetto dei princìpi di cui alla lettera a); f) ai dirigenti con rapporto di lavoro esclusivo è attribuita un’indennità di esclusività nella misura prevista dai contratti collettivi di settore. Tale indennità non è revocabile, se non in caso di opzione per il rapporto non esclusivo, e non è destinabile dalle Aziende ad altre funzioni; g) le modalità di svolgimento dell’attività libero-professionale sono stabilite dal diret-

tore generale con apposito regolamento aziendale, in conformità alle linee guida regionali e alle previsioni dei contratti collettivi nazionali di lavoro. ■

I VETERINARI SSN SCELGONO L’INDENNITÀ DI ESCLUSIVA

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ono 541 i veterinari dirigenti a rapporto esclusivo con incarico di struttura complessa; nessuno fra questi è a rapporto non esclusivo. Per quanto riguarda gli incarichi di struttura semplice, i veterinari SSN a rapporto esclusivo sono 1089 contro 2 senza esclusiva. A rapporto esclusivo anche 4.048 veterinari con altri incarichi professionali e 84 fra questi a rapporto non esclusivo. Sono dati pubblicati dal Sole 24 Ore Sanità e riferiti al 2007, che fotografano anche l’età anagrafica dei veterinari del SSN: su 5.790 totali, 245 superano i 60 anni di età. Il Parlamento ha passato un colpo di spugna sulla “rottamazione”, confermando l’età pensionabile a 70 anni.


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22 Calendario attività Dal 29 novembre al 7 febbraio Per visualizzare i programmi degli eventi di tutte le società clicca su www.evsrl.it/eventi

29 NOV 29 NOV 29 NOV 29 NOV

INCONTRO SIMUTIV INCONTRO REGIONALE SCIVAC MOLISE INCONTRO REGIONALE SCIVAC FRIULI VEN.GIULIA CORSO ANMVI

Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni

9 - 12 DIC

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti.

2° IT. CHIRURGIA: I PARTE - CHIRURGIA 1 - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 29 Crediti Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

SEMINARIO SIVE

4TH SKIVE RESORT MEETING - Corvara / Colfosco (BZ) - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it

INCONTRO REGIONALE SCIVAC LAZIO

FACILE COME RESPIRARE? UN VIAGGIO FRA I FATTI E MISFATTI DELL’APPARATO RESPIRATORIO - Hotel Selene - Pomezia - ViaPontina km 30 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

CORSO SCIVAC Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti.

CORSO DI MEDICINA D’URGENZA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 33 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

CORSO SIVE

CORSO AVANZATO “ECOGRAFIA TENDINEA E ARTICOLARE DEL CAVALLO” - Centro Internazionale del Cavallo, Venaria (TO) - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it “RAPTOR BIOMEDICINE: LA MEDICINA VETERINARIA E LA FALCONERIA: “ARTI A CONFRONTO” - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - Email: info@sivae.it GIORNATA DI AVVIAMENTO ALLA CERTIFICAZIONE BPV Centro Studi EV- Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 Per informazioni: Segreteria ANMVI - Tel. +39 0372 403547 - E-mail: info@anmvi.it ALL ABOUT CRUCIATE - CRANIAL CRUCIATE INTERNATIONAL WORKSHOP - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Crediti non previsti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

14 - 18 DIC 18 - 19 DIC 22 - 24 GEN 22 GEN 25 - 28 GEN 29 - 31 GEN 30 - 31 GEN 30 - 31 GEN 31 GEN 4 - 6 FEB 4 FEB 6 - 7 FEB 7 FEB 7 FEB 7 FEB 7 FEB 10 - 12 FEB 13 - 14 FEB 13 FEB 14 FEB

CORSO SIVAE

CORSO ANMVI

CORSO SCIVAC

CONGRESSO SIVE

XVI CONGRESSO MULTISALA SIVE - CarraraFiere - Marina di Carrara - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it

CORSO SCIVAC / SIDEV

CORSO AVANZATO SIDEV - AGGIORNAMENTI E PROTOCOLLI TERAPEUTICI BASATI SULL’EVIDENZA IN DERMATOLOGIA VETERINARIA - Centro Studi E.V. - Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accr. - Per info: Erika Taravella - Segr. Soc. Spec. SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it PATOLOGIE TRAUMATICHE DELLO SCHELETRO APPENDICOLARE - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

INCONTRO REGIONALE SCIVAC CAMPANIA

INCONTRO REGIONALE SCIVAC LOMBARDIA

QUANDO LA CHIRURGIA DIVENTA INTRIGANTE - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

CORSO SCIVAC

EMATOLOGIA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

SEMINARIO NAZIONALE SIVAR

FIERAGRICOLA INTERNATIONAL AGRI - BUSINESS SHOW - AGGIORNAMENTI IN BUIATRIA:”L’INCIDENZA DELLE MASTITI CLINICHE: ANALISI PRODUTTIVA ED ECONOMICA” - “L’IMPIEGO DEI FANS NEL TRATTAMENTO DELLE PATOLOGIE RESPIRATORIE BOVINE”. - VeronaFiere - Auditorium Verdi, Verona - Viale del Lavoro, 8 - ECM: Rich. Accr. - Per info: Paola Orioli - Segreteria SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it

INCONTRO SCVI

CHIRURGIA PERINEALE, ANALE E PERIANALE - Centro Studi E.V. - Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it NASCITA, INFANZIA, ADOLESCENZA, VECCHIAIA E MORTE: L’IMPIEGO DELL’OMEOPATIA NEI DUE ESTREMI DELLA VITA, CON NOTE DI MATERIA MEDICA - Centro Studi EV - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Rich. Accr. - Per info: Erika Taravella - Segr. Soc. Spec. SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it IL LINFOMA FELINO: SIMILITUDINI E DIFFERENZE CON QUELLO CANINO - Centro Studi E.V. - Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it ANESTESIA TOTALMENTE INTRAVENOSA: PROSPETTIVE IMMEDIATE E FUTURE IN ANESTESIA VETERINARIA - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it COSA C’È DI NUOVO NELLA DIAGNOSI PROGNOSI E TERAPIA DEI DISORDINI INFIAMMATORI CRONICI DELL’APPARATO GASTROENTERICO DEI PICCOLI ANIMALI - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Del. Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it 2° IT. CARDIOLOGIA: II PARTE - PRINCIPI DI ELETTROCARDIOGRAFIA, DIAGNOSI E TERAPIA DELLE ARITMIE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CHRONIC KIDNEY DISEASE: QUANDO L’EZIOLOGIA È NOTA. PARLIAMO DI DIAGNOSTICA - Centro Studi E.V. - Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it IMMUNOLOGIA CLINICA - Centro Studi E.V. - Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 E-mail: socspec@scivac.it NEUROLOGIA ED ORTOPEDIA FELINA: COME AFFRONTARE AD ARMI PARI UNA SFIDA CLINICA QUOTIDIANA ED USCIRNE POSSIBILMENTE VINCITORI - Centro Studi E.V. - Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Rich. Accr. - Per info: Erika Taravella - Segr. Soc. Spec. SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it

INCONTRO SIMVENCO INCONTRO SICIV / SIONCOV / SIMEF

INCONTRO SIATAV INCONTRO REGIONALE SCIVAC TRENTINO ALTO ADIGE ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC INCONTRO SINUV

INCONTRO SIMIV INCONTRO SIMEF

la VETERINARIA

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La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore

30 NOV - 1 DIC

13 DIC

VETERINARIA 39 | 2009

LA VENTILAZIONE POLMONARE IN PRONTO SOCCORSO E TERAPIA INTENSIVA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it DERMATOFITOSI E DERMATITE ATOPICA - Campobasso - Hotel Don Guglielmo - RIONE SAN VITO 15/B ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it L’ESAME ENDOSCOPICO IN GASTROENTEROLOGIA E PNEUMOLOGIA - Hotel Internazionale - Cervignano del Friuli - Via Ramazzotti, 2 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CORSO DI FORMAZIONE PER ADDETTI ALLA PREVENZIONE INCENDI, LOTTA ANTINCENDIO E GESTIONE DELL’EMERGENZA - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 3 Crediti Per informazioni: Segreteria ANMVI - Tel. +39 0372 403536 - E-mail: info@anmvi.it CORSO AVANZATO INTENSIVO - CHIRURGIA DELL’ORECCHIO (TECALBO E BULLECTOMIA) - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 9 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

CORSO SCIVAC Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti.

10 - 12 DIC

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Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it

Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV Soc. Cons. a r.l., Cremona marketing@evsrl.it Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it

Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27-02-2004 N. 46) art. 1, comma 1 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl Cusago (MI) Professione Veterinaria pubblica notizie d'attualità e di rassegna i cui contenuti non rispecchiano necessariamente il pensiero della Testata. Interventi e opinioni attribuibili a Professione Veterinaria e/o all'ANMVI vengono esplicitamente indicate come tali. Chiuso in stampa il 16 novembre 2009

SOLUZIONI

Risposta corretta: a) Congresso SIVAE: “Aggiornamento in medicina degli animali esotici” Cremona, Marzo 2006

QUIZ 1

a Ginseng b Cardo mariano c Zenzero d Tarassaco e Agno casto

QUIZ 2

a Fattori immunosoppressivi di varia natura b Vicinanza industrie chimiche c Vicinanza deposito cereali d Stagione anormalmente calda e Stagione anormalmente fredda

2. Quale fitoterapico può essere utile nel trattamento delle patologie metaboliche dell’Iguana?

Risposta corretta: d) Congresso SIVAE: “Aggiornamento in medicina degli animali esotici” Cremona, Marzo 2006

1. L’Aspergillosi degli uccelli è favorita da:


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SOCIETÀ CULTURALE ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA COMPAGNIA

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certificata ISO 9001:2008

SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

il paziente ospedalizzato dalla terapia intensiva alla riabilitazione

MILANO ATA QUARK HOTEL, 5-7 MARZO 2010 Per informazioni: Segreteria SCIVAC - Via Trecchi, 20 - 26100 Cremona Tel. 0372-403508 - Fax 0372-403512 - info@scivac.it - www.scivac.it


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Professione Veterinaria, Anno 2009, Nr 39