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PROFESSIONE

la VETERINARIA A.N.M.V.I.

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

36 2009

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Anno 6, numero 36 dal 26 ottobre al 1 novembre 2009 Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

INTERVISTA A CARLA ROCCHI

VETERINARI SSN TRASPARENZA E PRIVACY

LA SIVE GUARDA ALLA RETE RESPE.NET

QUANDO OSPEDALIZZARE IL GATTO?

CONFERENZA OIE SULLA FORMAZIONE ACCADEMICA

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BREVI

L’ECONOMIA NON RITARDI LA PREVIDENZA

DDL FRATTINI È stato trasmesso alla Camera dei Deputati il Ddl "Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno". Il Ministro Frattini ha sollecitato l’approvazione entro Natale. BSE In seguito al secondo (probabile) caso di Creutzfeldt-Jakob variante diagnosticato in Italia il 22 ottobre, il Ministero della Salute e il Mipaaf giudicano le attuali misure normative e di gestione idonee a garantire la sicurezza degli allevamenti italiani e hanno dichiarato di ritenere “non opportuno dover assumere nuove misure precauzionali”. OMS L'Organizzazione mondiale della sanità ha istituito due gruppi di lavoro per sorvegliare l'andamento del virus dell'influenza A/H1N1 e intercettare sul nascere eventuali mutazioni. Nel gruppo di indirizzo strategico dell'Oms, per la prima volta, è entrato un medico veterinario: l'italiana Ilaria Capua. DECONTAMINANTI È stata definitivamente accantonata la proposta della Commissione UE tendente a legittimare, anche in Europa, l'uso di trattamenti con sostanze chimiche decontaminanti. I Ministri dell'Agricoltura hanno adottato il nuovo Regolamento sulla commercializzazione delle carni di pollame, in base al quale l'unico trattamento consentito per la loro conservazione resta il trattamento del freddo. FISE Il 20 ottobre il Consiglio della Fise ha deliberato le nuove norme di attuazione dello Statuto Federale, approvate il 21 ottobre con delibera CONI. Il documento è disponibile nella sezione on line della Federazione “federazione/statuto e regolamenti”. ENCI Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha approvato il regolamento per il riconoscimento delle Delegazioni Enci nelle Regioni in cui l'Ente non è presente con propri uffici territoriali. Le Delegazioni si occuperanno della raccolta e dell’informatizzazione dei dati del Libro Genealogico del Cane di Razza.

ANMVI 1999

ASSICURAZIONI

In Fondo c’è la salute… Da nove anni il Fondo Sanitario ANMVI è una garanzia di assistenza sanitaria A PAGINA 3

Entro novembre le casse di previdenza dei professionisti devono approvare i bilanci preventivi e dal primo gennaio scatta l’obbligo di redigere bilanci attuariali a 30 anni. Si capisce quindi “che senza riforme gli equilibri delle casse non potranno che essere seriamente minati”. A ribadirlo è Antonio Pastore, vice presidente dell’Adepp, l’associazione degli enti di previdenza dei liberi professionisti. Le casse che hanno già presentato un piano di riforma hanno fretta e mal sopportano lo stallo in cui si trovano. Il presidente dell'Enpav, Gianni Mancuso, ha scritto al Vice Ministro all'Economia e Finanze, Giuseppe Vegas, chiedendo "una pronta risposta istituzionale da parte del Dicastero dell'Economia, senza la quale non possono essere avviati né le riforme elaborate dagli Enti né il percorso degli stessi verso quell'orizzonte di sostenibilità che le norme impongono". Il Ministero del Lavoro ha annunciato il proprio fermo intendimento a dare celeri risposte agli Enti interessati avviando un tavolo tecnico di confronto al quale dovrà prendere parte necessariamente anche il Ministero dell'Economia.

Secondo l’Enpav, i ritardi che si vanno accumulando nell'esame della riforma rischiano di compromettere il percorso virtuoso che è stato prefigurato. Nella lettera a Vegas, il Presidente Mancuso puntualizza: "Diventa dunque a questo punto essenziale - sottolinea Mancuso - acquisire tempestivamente le valutazioni del Ministero dell'Economia, sinora silente, sulle riforme già da tempo in attesa di approvazione, affinché le stesse divengano pienamente operative e siano significativi i nuovi Bilanci Tecnici che le Casse dovranno elaborare sulla base dei dati aggiornati al 31.12.2009. È inoltre indispensabile ricevere un riscontro in tempi brevi anche per consentire agli Enti di elaborare il Bilancio Preventivo per l'esercizio 2010, che deve essere ultimato entro il mese di novembre 2009, tenendo conto degli interventi di riforma proposti". Le riforme sono state adottate con l'obiettivo, da un lato di assicurare la stabilità finanziaria di lungo periodo e dall'altro lato di assicurare la stabilità sociale attraverso l'erogazione di trattamenti previdenziali rispettosi del principio costituzionale dell’adeguatezza. ■

CONCILIAZIONE OBBLIGATORIA TENTARE LA CONCILIAZIONE DIVENTERÀ UN OBBLIGO. SE NON SI SARÀ PRIMA ESPERITO LA MEDIAZIONE FINALIZZATA ALLA CONCILIAZIONE NON SI POTRÀ INIZIARE UNA CAUSA. È quanto prevede il decreto legislativo voluto dal governo sulla mediazione e conciliazione delle controversie civili e commerciali attuativo della legge 62/2009. Il procedimento obbligatorio della conciliazione, per evitare possibilmente migliaia di cause che si trascinano poi per anni intasando l’attività dei tribunali, si allarga così a molte liti fra cui il risarcimento da responsabilità medica. Il decreto prevede fra l’altro incentivi e sanzioni per indurre fortemente le parti ad accordarsi: premi fiscali sotto forma di esenzioni da bollo e riduzioni dell’imposta di registro; sanzioni sotto forma di condanna a pagare le spese di giudizio e penali per il rifiuto di una proposta congrua di accordo. Gli avvocati dovranno sostenere i clienti verso la conciliazione egli ordini professionali e le camere di commercio dovranno prevedere organismi di conciliazione per arrivare alla composizione bonaria della lite. Il testo del decreto arriva ad imporre agli avvocati, nel primo colloquio con l’assistito, di informarlo per iscritto delle possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione e delle relative agevolazioni fiscali. La cosa importante sarà comunque sempre avere una buona assicurazione di responsabilità civile. Se poi si vorrà rifiutare ogni accordo e proseguire a tutti i costi con una causa civile sarà solo per una questione di “principio”.

DIECI ANNI AL SERVIZIO DEI MEDICI VETERINARI

2009 ANMVI


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Fondo Sanitario ANMVI Anmvi Informa

VETERINARIA 36 | 2009

Fondo Sanitario Anmvi: soddisfatti e rimborsati Le quote e le coperture del 2010 stanno per essere definite con il broker Marsh a nove anni il Fondo Sanitario Anmvi assiste e rimborsa 957 nuclei familiari, corrispondenti ad altrettanti medici veterinari e ai loro 2.248 familiari. Il Fondo Sanitario Anmvi è il primo, storico, Fondo di assistenza sanitaria integrativa pensato per la categoria dei medici veterinari e che propone “quote familiari”. Con una sola quota annuale, viene infatti ricompreso nelle coperture sanitarie tutto il nucleo familiare, senza limiti numerici e compresi i conviventi e i figli a carico. Nel mese di novembre, come ogni anno, l’Assemblea dei Soci del Fondo sarà convocata per gli adempimenti statutari e per fare il punto sull’andamento finanziario.

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547.000 EURO Nell’anno in corso sono state rimborsate spese sanitarie per un totale di 547.000 euro (dato gennaio-ottobre 2009) con uno spettro di copertura che va dagli interventi chirurgici alle cure dentarie, dal parto alle malattie professionali, dalle visite specialistiche al day hospital. Le spese sanitarie sostenute dagli iscritti continuano ad essere detraibili - secondo quanto previsto dal Fisco - ancorché rimborsate dal Fondo. Per questo motivo non è detraibile la quota annuale. A conti fatti, per chi ha dovuto ricorrere alle copertura la detrazione della spesa e non della quota si rivela più conveniente.

NON CONTRAENTI MA SOCI L’ingresso nel Fondo sanitario non richiede altro requisito che l’essere medico veterinario e l’uscita (fatto non comune nel panorama delle assicurazioni) può essere decisa in qualunque momento: sono i vantaggi di un Fondo di categoria dove non si paga un premio da contraenti, ma dove si è soci a tutti gli effetti con la possibilità di gestire con la massima flessi-

bilità la partecipazione alle coperture assicurative. Il rapporto che lega il Fondo al socio è quindi di tipo associativo e non contrattuale.

UN FONDO FLESSIBILE Un altro fattore di flessibilità è l’ingresso graduale: si può entrare partendo dai piani di copertura più bassi per poi verificare nel tempo l’opportunità di avvalersi di piani di assistenza sanitaria più ampi. Nel corso di nove anni di vita del Fondo si è avvalso di questa facoltà circa il 20% dei soci/nuclei. Da quando nel 2004 è stata introdotta l’opzione intermedia, che copre tutte le situazioni di ricovero con intervento chirurgico, la propensione a richiedere coperture più estese si è accentuata sia fra i soci con opzione minima (solo grandi interventi chirurgici) sia fra i soci di prima iscrizione che hanno subito optato per l’ingresso con opzione intermedia.

LO STATO DI RISCHIO Il rimborso reso al socio bisognoso rimane però legato alla consistenza dei fondi esistenti. L’unico limite alla flessibilità è quindi dato dalla necessità di garantire che lo stato di rischio non sia compromesso: chi esce dal Fondo non può più rientrare e chi sceglie un’opzione superiore non può retrocedere ad una inferiore. La stabilità dello stato di rischio è un fattore di responsabilità, determinante per garantire ai colleghi soci che le spese sostenute siano rimborsate. E in nove anni di storia, il Fondo ha sempre soddisfatto e rimborsato.

UN AIUTO ALLA CONTABILITÀ FAMILIARE Anche per il 2010, il Fondo Sanitario Anmvi manterrà la possibilità di rateizzare la quota. Le rateizzazioni consentono di spalmare il costo della quota annuale su 6 o 12 mesi. Sono

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numerosi i nuclei familiari che si avvalgono di questa opportunità, preferendola alla soluzione unica di pagamento. Qualunque sia l’ opzione sottoscritta il Fondo riconosce la facoltà di versare la quota con rateizzazioni, senza interessi, di 6 o 12 mesi. Si può accedere alla rateizzazione attraverso: la Carta di Credito ANMVI-VISA o il Credito al Consumo (Finanziamento a Tasso Zero anche senza Carta di Credito ANMVI), semplici da richiedere e da utilizzare. Attraverso queste forme di pagamento, richiedibili on-line, è possibile ridurre sensibilmente, l’incidenza del costo delle coperture sanitarie, sulla propria contabilità familiare. I Soci che si sono avvalsi della rateizzazione hanno potuto abbattere significativamente il costo delle coperture, fino ad un impegno di spesa di 10,83 euro mensili. In considerazione della congiuntura economica, il Fondo Sanitario Anmvi riproporrà le condizioni di rateizzazione agevolata già sperimentate con soddisfazione nel corso di quest’anno.

I PARTNER DEL FONDO Il Fondo Sanitario Anmvi non si sostenta da solo, ma è inserito in un contesto assicurativo di prim’ordine per il tramite del più importante broker internazionale: Marsh. La mediazione di Marsh consente al Fondo di contrattare con Assidim Assistenza (Generali) le condizioni di copertura. Per il 2010 il Fondo sta valutando le quote e le opzioni sanitarie e renderà note le condizioni finanziarie nei tempi utili per entrare in copertura a far data 1 gennaio 2010. È Assidim Assistenza che gestisce l’assistenza diretta i soci del Fondo e tratta le loro pratiche di rimborso fino alla liquidazione. Per conoscere l’andamento delle pratiche il Fondo chiede ai Soci una copia della domanda della domanda di rimborso (non la documentazione sanitaria) anche ai fini di monitoraggio dei tempi di versamento delle liquidazioni. I singoli

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Soci possono attraverso una procedura on line monitorare in qualsiasi momento, di persona e in forma riservata lo stato delle proprie pratiche.

SENZA FRANCHIGIE E SENZA SCOPERTI I soci del Fondo Sanitario ANMVI possono usufruire delle garanzie di ricovero - con o senza intervento chirurgico - senza l’applicazione di franchigie o scoperti (ovvero di forme di abbattimento della somma rimborsabile). L’abolizione di queste penalità vale per coloro che ricorrono all’assistenza diretta, ovvero alla Rete convenzionata di Assidim Assistenza. Si tratta di una Rete di strutture sanitarie ed equipe mediche convenzionate che sostengono direttamente le spese sanitarie del Socio, senza che questi debba attivare alcuna procedura di rimborso.

FILO DIRETTO CON I SOCI La Segreteria del Fondo Sanitario ANMVI è sempre a disposizione, per dare chiarimenti utili ad usufruire pienamente dei servizi di copertura assicurativa, ai seguenti recapiti: tel. 0372/403536 e-mail: fondosanitario@anmvi.it. ■

CHIEDI LE CONDIZIONI DEL 2010 l Fondo Sanitario ANMVI, offre a tutti i medici veterinari la possibilità di aderire alle coperture sanitarie scegliendo fra quattro diversi piani di assistenza. MINIMA(L): Grandi interventi chirurgici; INTERMEDIA(Y): Grandi interventi chirurgici, parto, protesi, ricoveri; MEDIA(O): Grandi interventi chirurgici, parto, protesi, ricoveri, visite specialistiche, extraospedaliere; MASSIMA(P): Grandi interventi chirurgici, parto, protesi, ricoveri, visite specialistiche, extraospedaliere e cure dentarie; Le relative quote saranno rese note ai soci già iscritti entro l’anno, con tempi e modalità utili a garantire la continuità di copertura e la possibilità di scelta. Chi non è ancora iscritto può già prendere contatti con la Segreteria del Fondo per chiedere informazioni e modulistica.

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4 Intervista Veterinari e animalisti

VETERINARIA 36 | 2009

I tempi sono maturi per affrontare il randagismo con responsabilità Carla Rocchi, Presidente dell’Enpa: credo nella veterinaria di base convenzionata scali per spese veterinarie e pet food, né tantomeno ridotto l’IVA. L’Enpa intende pretendere iniziative a questo riguardo? Tranne la modesta possibilità di detrazione di fondi per spese veterinarie prevista dalla Legge il Ministero delle Finanze è rimasto sordo alle esigenze di un comparto importante e fondamentale per l’economia nazionale quale quello che comprende le spese per gli animali. La riduzione dell’Iva rappresenta ormai un obiettivo irrinunciabile anche per coerenza con situazioni analoghe in Europa. L’Enpa continua il pressing già intrapreso a riguardo.

Carla Rocchi. Antropologa, professore di ruolo all'Università di Roma “La Sapienza” insegna fino al 1993 quando, eletta in Parlamento, va in congedo per mandato parlamentare. Al Governo dal 1996 al 2001 è Sottosegretario alla Sanità con delega alla veterinaria. Attualmente Presidente Nazionale dell'Enpa.

di MARCO MELOSI Carla Rocchi, a suo parere qual è lo stato dell’arte dei rapporti fra animalisti e veterinari? Considero il momento presente come quello massimamente collaborativo tra i due soggetti. Gli animalisti hanno riconosciuto l’apporto professionalmente insostituibile dei veterinari e i veterinari hanno compreso che la sensibilità animalista è la molla per definire un animalismo al tempo stesso più consapevole e più partecipato a livello sociale. Ci vuol parlare del progetto che state realizzando all’Isola d’Elba e che si candida a progetto pilota per tutte le piccole realtà insulari? L’Isola d’Elba ha raccolto con sensibilità e responsabilità l’offerta dell’Ordine dei Veterinari di Livorno per la sterilizzazione delle colonie feline. Si tratta di un momento esemplare che, nell’applicare la legge ai livelli più alti, si pone come esperienza pilota da estendere alle piccole isole. Si è già avuta una prima risposta con la disponibilità della Asl e del Sindaco di Ventotene. Si sta affermando a vari livelli nelle amministrazioni pubbliche l’idea di una medicina veterinaria di base convenzionata con i liberi professionisti. In altri termini, il progetto Leavet, che l’Anmvi presentò 6 anni fa nello stupore o nell’indifferenza generale, si sta rivelando quasi profetico. Cosa ne pensa l’Enpa? Ho sempre creduto nella efficacia della medicina veterinaria di base convenzionata. I principi contenuti nel progetto Leavet dell’Anmvi sono talmente condivisibili - e l’Enpa li ha ritenuti tali fin dal primo momento - da essere stati inseriti, per iniziativa del tavolo di consulenza che opera al Ministero della Salute, nel disegno di legge di riforma della L. 281/91. Inseriti ed ampliati al pronto soccorso degli ani-

mali infortunati e all’assistenza delle persone meno abbienti che detengono animali. Si tratta di costruire una rete solida e ampia e mi auguro che il Parlamento voglia confermare tale proposta trasformandola in legge. Fin d’allora denunciavamo anche la cattiva gestione dei finanziamenti che una volta destinati dall’amministrazione centrale si inabissavano nei rivoli periferici delle amministrazioni territoriali. Non crede che il randagismo sia un fenomeno che per troppo tempo ha fatto il gioco di chi alimentava inefficienze per inerzia o peggio per convenienza? La cattiva gestione dei finanziamenti da parte delle Amministrazioni periferiche ha costituito un freno e in certe parti del paese uno scandalo rallentando e talvolta vanificando l’applicazione della legge. Far diventare i fondi a sostegno della L. 281/91 una posta fissa del bilancio dello Stato è stata una mia personale battaglia che ha consentito di superare l’angoscia che ogni anno richiedeva una legge di spesa per l’utilizzazione dei fondi stanziati in finanziaria. E tuttavia dispiace notare che in molte regioni tali fondi sono serviti per mille altre finalità - acquisto computer, scaffalature, pagamento arretrati e quant’altro - piuttosto che non all’applicazione della legge. Addirittura in molti casi si è preferito non spendere piuttosto che affrontare la fatica e l’impegno di pianificare gli interventi che la legge prevedeva a favore degli animali. Inerzia, inefficienza o convenienza hanno avuto una grossa parte nel ritardo dell’attuazione della legge. Adesso dopo quasi vent’anni, forse i tempi sono maturi per una consapevolezza responsabile da parte delle Amministrazioni locali. Mentre si ratifica solennemente la Convenzione di Strasburgo, assistiamo alla totale inerzia del Ministero delle Finanze che, in questa come nelle passate legislature non ha né aumentato la detrazioni fi-

Siamo molto soddisfatti dell’ultima ordinanza ministeriale che ha finalmente introdotto la figura del veterinario nei canili. Come commenta questa svolta gestionale? La presenza del veterinario nei canili era già prevista ma non completamente attuata. L’ordinanza ministeriale che la impone in maniera netta richiama le istituzioni e i gestori delle strutture ad un obbligo al tempo stesso sanitario e di civiltà. Agli animali infatti va garantita l’assistenza sanitaria tanto quanto la buona conduzione della gestione della loro vita quotidiana. Per finire qualche “botta e risposta”: si fa largo una certa diffidenza verso forme di animalismo che appaiono integraliste. Secondo l’Enpa si può dire che ci siano degli eccessi in certe politiche animaliste? Il profondissimo convincimento ed impegno nella difesa dei diritti degli animali fa si che la politica dell’Enpa sia del tutto coerente ed in-

transigente. Forte di tale convincimento l’Enpa non sente la necessità di assumere all’esterno posizioni integraliste, consapevole che la propria storia, l’ampiezza di diffusione sul territorio, l’alta qualità dei propri interventi e delle persone che li attuano, dichiarino nei fatti e non a parole la profondità dell’impegno. Al tempo stesso l’Enpa ritiene che ogni associazione sia libera di scegliere i modi del proprio agire. La considerazione è semmai sull’efficacia che ogni modalità riesce ad ottenere. E per contro: quali sono le aspettative dell’Enpa nei riguardi della professione veterinaria? L’Enpa si aspetta molto dai veterinari pubblici e privati tanto da avere da tempo coinvolto tali figure professionali nelle proprie strutture e dallo sperimentare per tali figure anche nuovi orizzonti: le più recenti modalità comportamentali, le esperienze più avanzate di pettherapy e, come avviene nella nostra struttura di Perugia, convenzioni con la facoltà di veterinaria per specifiche applicazioni quali l’odontoiatria rivolta agli animali. Se dovesse lanciare un appello cosa direbbe ai nostri colleghi? L’appello da rivolgere ai veterinari è quello di confermare la professionalità e, al tempo stesso, non dimenticare mai che tale professionalità non può e non deve limitarsi ad una pur alta modalità tecnica. Così come oggi si afferma l’approccio olistico nella medicina umana ritengo che tale approccio possa costituire - nel tener conto delle necessità fisiche ed etologiche dell’animale - la nuova affascinante frontiera per la professione veterinaria. ■

CUCCIOLI DALL’ESTERO: I PROTOCOLLI VACCINALI SONO UN PUNTOFERMO a Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario ha steso una nota di precisazioni sugli scambi comunitari di cuccioli, in cui rileva "l'inopportunità dei tentavi di interpretazione delle indicazioni sanitarie che possono determinare, anche non volendo, la predisposizione di comunicati inesatti e fuorvianti". Il riferimento è esplicitamente rivolto a comunicazioni di Federfauna per le quali la Lega Anti Vivisezione aveva ritenuto di interessare il Ministero. Con la nota del 13 ottobre, la Direzione ministeriale conferma le indicazioni a cui ci si deve attenere per la corretta interpretazione delle norme di legge in materia. Le indicazioni sanitarie in questione riguardano "specificamente l'esecuzione di controlli a seguito di precedenti riscontri di non conformità circa gli esiti delle titolazioni degli anticorpi post vaccinali nei confronti del virus della rabbia: ossia riguardano soltanto le azioni da espletare in riferimento all'applicazione dell'articolo 14 bis del decreto legislativo 28/93 con riferimento ai 5 successivi controlli per

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le stesse provenienze". "È palese - prosegue la nota - che le indicazioni di cui trattasi non intendono, né potrebbero, entrare nel merito delle modalità degli scambi e non pregiudicano in alcun modo le attività dei controlli fissati al di fuori dello specifico contesto rappresentato. Resta fermo pertanto - e rientra precipuamente, ai sensi della normativa comunitaria, nelle responsabilità delle Autorità dei Paesi speditori dei cuccioli - che tali animali destinati ad essere introdotti in Italia devono essere stati sottoposti all'intero protocollo vaccinale nei confronti della rabbia, debitamente attestato nelle documentazioni di scorta, prima della loro movimentazione". "Resta altrettanto ferma- conclude la Direzione Generale - la possibilità da parte delle Autorità sanitarie competenti di programmare e predisporre controlli a sondaggio (non sistematici e non discriminatori) per quelle partite di cuccioli per le quali sia attestata, nella documentazione di scorta, la esaustiva esecuzione dei protocolli vaccinali".


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6 Legale Leggi e sentenze

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VETERINARIA 36 | 2009

Il consenso informato e la responsabilità del professionista Non è tassativa la forma scritta. Le complicanze di un intervento si possono dettagliare a voce on solo il consenso informato del paziente non deve avvenire «tassativamente» in forma scritta, ma l’obbligo di acquisirlo non rappresenta neanche una «regola cautelare»: la sua inosservanza da parte del medico, in caso di intervento che abbia prodotto lesioni al paziente, non può costituire «un elemento per affermare automaticamente la responsabilità a titolo di colpa» del professionista. La quarta sezione penale della Cassazione (Sentenza n. 3787512009, depositata il 25 settembre) è tornata a ribadire il principio “garantista” già sancito nel 2008 (sentenza n.

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37077). Esprimendosi sul contenzioso riguardante tre medici di una casa di cura romana, i giudici hanno ribadito che il consenso informato può benissimo essere verbale: il consenso a voce “non può ritenersi escluso da alcuna norma di legge”. Ma c’è di più, se nel modulo scritto non ci sono i dettagli sulle possibili complicanze dell’operazione, la Cassazione dice che “deve ritenersi meramente integrativo di un consenso liberamente formato e già espresso verbalmente dalla paziente”. Un altro principio affermato dalla Cassazione è che l’obbligo di acquisire il consenso informato non è una regola cautelare, se il medico non lo rispetta non va considerato automaticamente responsabile del reato di cui viene accusato. ■

L’ISCRIZIONE ALL’ORDINE NON BASTA PER IMPORRE L’IRAP n consulente iscritto a un ordine professionale protetto non paga necessariamente l’Irap.Anche nel caso dei consulenti a fare da ago della bilancia sulla discussa Irap, ha chiarito la Corte di cassazione con la sentenza n. 21989 del 16 ottobre 2009, è il requisito dell’autonoma organizzazione, al di là dell’iscrizione “a un ordine professionale protetto”. “In tema di Irap - ribadisce la sezione tributaria - la iscrizione ad un ordine professionale protetto non comporta l’esenzione dalla imposta dei soggetti esercenti professioni intellettuali, ma non costituisce neppure presupposto sufficiente ai fini dell’assoggettamento ad imposizione, occorrendo, alla stregua delle modifiche introdotte dal d.lgs. 137 del ’98 e dal d.lgs. n. 446 del ’97, che l’attività del professionista sia autonomamente organizzata, cioè presenti un contesto organizzativo esterno anche minimo, derivante dall’impiego di capitale e lavoro altrui, che potenzi l’attività intellettuale del singolo: il valore aggiunto che costituisce oggetto della imposizione deve infatti derivare dal supporto fornito alle attività del professionista dalla presenza della struttura riferibile alla composizione di fattori produttivi, funzionale all’attività del titolare”.(fonte: cassazione.net)

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Trasparenza e privacy dei veterinari SSN

comportamenti e a fatiche insopportabili per le loro caratteristiche etologiche». Fatti, per il pm, aggravati in quanto da tale comportamento «derivava la morte degli astici». Il caso milanese, è uno dei primi se non il primo, per il quale si è tenuto un dibattimento. Dibattimento che si è concluso con l’assoluzione dei due ristoratori e di questo metodo di conservazione degli astici. (fonte: La Stampa)

Corte UE: legittimo l’interesse privato del sanitario

Bilanciare le esigenze di trasparenza con il diritto alla riservatezza a pubblicazione dei dati relativi al personale sul sito internet delle amministrazioni pubbliche non può riguardare informazioni che non siano funzionali alla finalità di trasparenza. È questo il parere dei legali del Sivemp che hanno analizzato le implicazioni della norma sul piano della privacy. Nel dare attuazione a quanto disposto dall’articolo 21 della legge 69, occorrerà che le amministrazioni, si legge nel parere, si attengano ad alcuni principi, sia per quanto riguarda la fase di raccolta dei dati che la loro “diffusione”. L’operazione trasparenza voluta dal Ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, che dispone la pubblicazione delle retribuzioni annuali, i curricula vitae, gli indirizzi di posta elettronica e i numeri telefonici professionali dei dirigenti nonché i tassi di assenza e presenza del personale, aveva suscitato non poche perplessità, soprattutto in riferimento al suo coordinamento con il Codice della privacy. Il parere legale commissionato dal Sivemp dà le indicazioni per la raccolta e la pubblicazione dei dati per bilanciare le esigenze di trasparenza con il diritto alla riservatezza e alla dignità della persona. I dati pubblicati sul sito internet dell’amministrazione non devono essere reperibili utilizzando qualsiasi motore di ricerca, bensì facendo ricorso esclusivamente a quello interno al sito in questione. Questa soluzione è stata espressamente indicata dal Garante in quanto assicura accessi maggiormente selettivi e mirati a conoscere i soli dati personali coerenti con gli scopi della norma. I dati relativi alle assenze del personale dovranno essere indicati “in forma aggregata” per ogni ufficio o unità organizzativa di livello dirigenziale. Il dato relativo alla retribuzione dei dirigenti de-

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ichiarando la legittimità della legge tedesca, che affida solo ai farmacisti abilitati e iscritti all’albo la proprietà delle farmacie, la Corte ha affermato il valore della riserva professionale, della deontologia e dato una importante legittimazione all’interesse privato del professionista. I professionisti, in virtù delle regole su formazione e responsabilità alle quali offrono garanzie a tutela della collettività che possono giustificare non solo le riserve di competenze, ma anche restrizioni all’accesso al mercato. Ed così che giustifica e si stempera l’interesse privato del professionista ( nel caso di specie a gestire una farmacia): “in quanto farmacista professionista, si presuppone che non gestisca la farmacia con obiettivi meramente economici, bensì anche in un’ottica professionale. Il suo interesse privato relativo alla realizzazione di utili si trova quindi temperato dalla sua formazione, dalla sua esperienza professionale e dalla responsabilità che gli spetta dato che un’eventuale violazione delle regole normative o deontologiche metterebbe a repentaglio non solo il valore del suo investimento, ma anche la sua esistenza professionale”. È una risposta indiretta alle tesi dell’Antitrust nazionale che ha sempre interpretato le norme deontologiche come incompatibili con leggi comunitarie sulla concorrenza. Il Garante Catricalà, infatti, ha ribadito anche di recente che i professionisti fanno un uso incongruo della deontologia, “adoperata piuttosto che per fornire una guida alle questioni di ordine etico legate all’esercizio della professione, come strumento di disciplina dei profili di natura economica dell’attività professionale”. ■

D Non è reato tenere gli astici vivi sul ghiaccio onservare astici vivi adagiati sul ghiaccio per poi cucinarli non è reato. Lo ha stabilito il Tribunale di Milano che ha assolto con formula piena un ristoratore milanese e la moglie finiti sotto processo per maltrattamento di animali in quanto avevano esposto, in una delle sale da pranzo, alcuni dei prelibati crostacei su un letto ghiacciato prima di farli finire, ancora in vita, in pentola. Il giudice monocratico della quarta sezione penale ieri mattina, scagionando i due perché il fatto non costituisce reato, ha accolto le tesi del difensore, l’avvocato Luca Giuliante, secondo il quale «la consuetudine gastronomica prevede che la cottura avvenga quando l’astice è ancora vivo». A chiedere il rinvio a giudizio, con citazione diretta dei due titolari di un noto ristorante che si trova nelle vicinanze del Duomo, è stato il pm Giulio Benedetti, magistrato specializzato, tra l’altro, nei reati che riguardano il settore degli alimenti. Nel decreto di citazione a giudizio il magistrato ha contestato il maltrattamento di animali: gli astici sono stati tenuti «vivi a diretto contatto con il ghiaccio - questo il capo di imputazione - e senza necessità», sono stati sottoposti a «sevizie» e «a

C ve riguardare esclusivamente gli emolumenti percepiti - secondo le diverse voci di cui la retribuzione si compone - in forza del solo contratto individuale di lavoro. Così anche la voce “altro”, contenuta nel modello allegato alla circolare ministeriale 3/2009, va riferita a emolumenti comunque compresi nel contratto individuale. I curricula raccolti dall’amministrazione devono contenere informazioni pertinenti all’incarico svolto dal dirigente e devono essere, in ogni caso, esposti in forma “sintetica”, non eccedenti cioè rispetto il fine della norma. Infine, il parere legale sottolinea “l’opportunità che l’amministrazione provveda a segnalare l’ipotesi in cui l’interessato abbia esplicitamente negato (in base all’articolo 23 del Codice della privacy) il proprio consenso al trattamento da parte di terzi di dati personali pubblicati sul sito dell’amministrazione. ■


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8 Dalle Associazioni SIVE

VETERINARIA 36 | 2009

Epidemiosorveglianza: la SIVE a Deauville (CREDITO: LARVA WND FOTO IZSVE)

La rete francese respe.net è un network di veterinari “sentinella”

di PAOLA GULDEN n coda all’ultimo meeting dell’AVEF (Association Vétérinaire Equine Française) è stato presentato il sistema di controllo delle malattie infettive francese (RESPE), proponendone la connessione internazionale a livello europeo. Organizzato dall'AVEF stessa, l’associazione degli allevatori purosangue francesi (FTBA), e la Federazione Europea degli allevatori purosangue (EFTBA), sono stati invitati rappresentati del settore veterinario e allevatoriale da tutta Europa. Per l’Italia ha partecipato la sottoscritta in rappresentanza della Sive e dell'ANAC, non potendo essere presente il presidente, Franco Castelfranchi. Molto sinteticamente, possiamo dire che il sistema è gestito dall'AVEF con la collaborazione degli enti allevatoriali e dall'autorità sanitaria, ed è al servizio dell'industria del cavallo. Si basa sull'idea che la responsabilità dell'aspetto sanitario dell'industria del cavallo da corsa è della stessa industria, idea condivisa da altri Paesi (es. Irlanda); è un network costituito da veterinari “sentinella”, comunica con tutti tramite e-mail di allerta, website (www.respe.net) e newsletters. Non da ultimo: opera in tempo reale.

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SANITÀ E INDUSTRIA Ciò che è emerso è che il problema sanitario si estende trasversalmente oltre i confini geografici e andrebbe affrontato armonizzando i metodi di lavoro dei laboratori e le regole da seguire. Il Code of Practice (codice volontario sottoscritto da Inghilterra, Irlanda, Francia

e Italia, che regolamenta sulle principale malattie trasmissibile del cavallo) potrebbe rappresentare un punto di partenza, ma va completato comprendendo non solo gli aspetti legati ai purosangue ma anche le altre tipologie di cavalli. La Sive ha fatto presente, per esempio, come la circolazione del seme e prossimamente quella degli embrioni vadano considerati di pari passo alla movimentazione degli equini. L'obiettivo condiviso dai veterinari di tutta Europa è quello di attuare sistemi che mirino a tutelare e a salvaguardare l'industria del cavallo, quindi non restrizioni sui movimenti ma, all'opposto, norme che rendano il mercato più sicuro ma al tempo stesso, ne garantiscano la fluidità. L'industria del cavallo si basa sul mercato, sugli spostamenti e sugli scambi tra i diversi paesi. Se tutto ciò viene in qualche modo ostacolato, l'industria muore.

L’ITALIA L’Italia dovrebbe guardare al modello dei colleghi francesi e come più volte auspicato dalla Sive rendere partecipi gli ippiatri del sistema di epidemiosorveglianza. Certamente andrà valutato il coinvolgimento delle associazioni allevatoriali nazionali per far comprendere l’importanza della sanità animale per l’industria del cavallo e altrettanto opportunamente andrebbe favorita la formazione veterinaria e incoraggiata l’adozione di buone pratiche trasparenti. È fondamentale che l'informazione si abbia in tempo reale, perché solo questo consente l'attuazione di programmi di prevenzione e il riconoscimento di situazioni patologiche “anomale” (vedi EIA 2006, WND 2008 ecc.). Infine, l’Italia potrebbe fornire delle linee guida sulla circolazione del seme, e magari degli embrioni. ■

Le sostanze proibite nel cavallo da corsa Sive al convegno internazionale organizzato da Unirelab artedì 10 novembre, al Visconti Palace Hotel di Roma, l’Unirelab organizzerà il convegno internazionale Medicazione e controllo delle sostanze proibite nel cavallo da corsa in Italia - Medication and prohibited substances control in Italian racehorses. L’appuntamento è patrocinato dalla Sive e sarà moderato dal Presidente della Società, Marco Livini. Il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini aprirà i lavori, di particolare importanza per il settore in vista della disciplina del cosiddetto “doping e antidoping”. Al convegno dell’Unirelab saranno messe a confronto le esperienze di altri Paesi europei, in particolare quella scandinava e quella francese e si affronterà il tema della contaminazione da alimenti e farmaci. Si parlerà degli International Screening Limits, dell’organizza-

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zione del laboratorio di riferimento dell’Unire, dell’Accordo Internazionale delle Autorità Ippiche e dei principi del EHSLC (European Horserace Scientific Liason Commitee). Paolo Strappo (ANVU) tratterà dei controlli veterinari negli ippodromi italiani, mentre Paolo De Iuliis presenterà una disamina delle sostanze riscontrate dal laboratorio nei campioni delle corse-anno 2009. Marco Salvadori affronterà

WDN: STESSO VIRUS DEL 2008 l Centro di Referenza Nazionale sulle Malattie Esotiche dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo ha comunicato che le analisi eseguite sul virus West Nile isolato nel 2009 da animali infetti indicano che l’epidemia di quest’anno è probabilmente causata dallo stesso ceppo virale responsabile dell’epidemia del 2008. Ciò significa che, con ogni probabilità, il virus ha utilizzato specie autoctone per superare la stagione invernale e non è stato reintrodotto con i flussi migratori di uccelli. Le analisi finora eseguite presso il laboratorio di Teramo hanno evidenziato mutazioni che sono da ricondurre alla normale “evoluzione” del virus e non sembrano in grado di determinare modifiche della sua capacità di diffusione. Tali risultanze rendono evidente la necessità di continuare a tenere alto il livello di attenzione per il prossimo anno, anche rafforzando l’attività di ricerca e la collaborazione tra i laboratori medici e veterinari. (fonte: Izsve)

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il tema della professione veterinaria in ippodromo ed il controllo delle sostanze proibite. Attualmente, l’Ordinanza concernente la disciplina di manifestazioni popolari pubbliche o private nelle quali vengono impiegati equidi, al di fuori degli impianti e dei percorsi ufficialmente autorizzati vieta il trattamento degli equidi con sostanze che esplicano azione dopante. Sarà il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali ad approntare apposite linee guida per l’individuazione delle sostanze ad azione dopante, da emanarsi entro sei mesi dall’entrata in vigore dell’Ordinanza, il 7 settembre. ■

ANMVI INTERNATIONAL IN BIELORUSSIA: UN PAESE CHE CERCA CONTATTI NMVI International ha visitato la Bielorussia ed ha raccolto la loro richiesta di vistare stabilmente Palazzo Trecchi, come ponte tra i due Paesi. È questa in estrema sintesi il risultato di una quattro giorni di visite ed incontri che dal 13 al 16 Ottobre si sono svolti a Vitebsk, una rigogliosa città a Nord del Paese, sulla direttrice Minsk-Mosca, dove ha sede una delle due facoltà di Medicina Veterinaria di questa repubblica dell’est europeo, ancora a larga influenza russa ma fortemente incuriosito da tutto ciò che avviene in Occidente. ANMVI, presentando il suo sistema professionale al corpo accademico della Facoltà, ha rappresentato anche uno spaccato del Sistema Italia, visto dal versante della professione del Medico Veterinario del nostro Paese. Un Paese, la Bielorussia, grande

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quasi come l’Italia ma popolato da soli 10 milioni di abitanti, con una stragrande componente economica legata all’agricoltura. Un paio di migliaia di aziende agricole, pochi ma grandi impianti alimentari, tre milioni e mezzo di capi di bestiame bovino, soprattutto, ma con una crescita lenta e graduale del settore suino, sono gli assi portanti del Paese. Il medico veterinario è una figura professionale di tutto rispetto: impegnato nella stragrande maggioranza dei casi negli allevamenti agricoli, ancora inquadrato come funzionario di stato, è tuttavia un professionista con una preparazione assolutamente di rispetto, se pur rapportata a quel sistema-paese. Curiosità non trascurabile, in questo momento di messa in discussione del nostro sistema universitario: a tutti gli studenti sono assegnati i casi cli-

nici o le ricerche analitiche, in collaborazione ai docenti, e tutte le imprese del circondario hanno l’obbligo di fornire i casi clinici o analisi di laboratorio all’Università! Uno spaccato interessante per chi sostiene che l’Università si “alimenta” col territorio su cui insiste! Il futuro delle relazioni tra ANMVI e Bielorussia, ora, è improntato alla capacità di entrambi di sostenere mutui scambi professionali. Nei prossimi mesi è in programma il primo di questi, che fa seguito ad un’ospitalità che palazzo Trecchi ha offerto nella primavera scorsa a due docenti a Cremona, per uno stage di una settimana, nell’ambito del progetto Lombardia e condotto con visite allo Zooprofilattico di Brescia, all’Università di Milano ed a diverse realtà agro zootecniche ed alimentari del territorio.


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10 Dalle Associazioni SIVAR

VETERINARIA 36 | 2009

Seme sessato: dalla teoria alla realtà Siamo agli albori di una nuova frontiera della selezione in allevamento. Galli (Aventea): con questa tecnica nati già oltre due milioni e mezzo di vitelli tivato 4 laboratori di fecondazione in vitro (1 in Brasile e 3 negli USA) che utilizzano seme sessato e, che producono diverse migliaia di embrioni all’anno con la tecnica dell’Ovum Pick Up e fecondazione in vitro. Anche ad Avantea stiamo utilizzando per la fecondazione in vitro il seme sessato sempre più di frequen-

te con risultati in termini di fertilità sovrapponibili al seme non sessato. Inoltre, per quanto riguarda la specie equina, lo scorso anno in collaborazione con l’Università di Bologna abbiamo ottenuto dei puledri nati con la tecnica della fecondazione intracitoplasmatica (ICSI) con seme sessato. ■

Sivar 2010 di MEDARDO CAMMI

a veterinaria italiana sta assistendo agli albori di una nuova frontiera tecnologica, paragonabile per impatto ed importanza alla fecondazione artificiale. La Sivar vi ha dedicato una sessione di approfondimento scientifico il 22 ottobre scorso, in occasione della 64° edizione della Fiera internazionale del bovino da latte di Cremona. L’aumento della frequenza del turnover delle bovine da latte e la diminuzione della longevità rende desiderabile un sistema alternativo della gestione dell’aumento del tasso di rimonta. Un modo per aumentare il numero delle manze disponibili è l’utilizzo del seme sessato. Questa efficiente tecnologia può produrre oggi il 90% di vitelli di sesso femminile per l’industria del bovino da latte. Si tratta di una imminente rivoluzione per la selezione in allevamento che, come tutte le grandi innovazioni, presenta problematiche ancora a esplorare, sotto il profilo della fertilità, dei costi e delle tecniche di selezione. Tuttavia, l’allevamento del bovino da latte sta andando incontro ad una nuova frontiera nella riproduzione che avrà importanti ripercussioni anche sul lavoro del medico veterinario aziendale. Con il contributo di relatori stranieri si è parlato dello sviluppo del seme sessato negli anni e della sua gestione economica, ad iniziare dal momento dell’inseminazione sino a concludersi nei 300 giorni successivi alla nascita di un vitello. Due i relatori, Juan Moreno di Sexing Technologies (la società americana che detiene il brevetto sul sessaggio del seme) che ha presentato gli aspetti tecnici e il Prof. Everett della Cornell University che ha affrontato gli aspetti economici. Moreno è partito dalla storia della tecnologia per sottolineare che ci sono voluti tra i 20 e 30 anni di sperimentazione per avere i risultati odierni. Per quanto riguarda gli aspetti economici il secondo relatore, il Prof Everett ha indicato nella percentuale di gravidanza il fattore di gran lunga più importante nel determinare l’economicità del seme sessato nella inseminazione artificiale, seguito dal il grado di accuratezza nel sesso del vitello nato. Per quanto riguarda la tipologia di allevamento la massima redditività la si ottiene poi nell’allevamento bovino da latte.

ari colleghi, siamo al termine di un altro anno di lavoro ricco di impegni che come sempre ha coinvolto intensamente sia il Consiglio Direttivo che la Segreteria SIVAR. La fatica è stata ampiamente ricompensata dall’interesse dimostrato dai partecipanti e dal notevole afflusso riscontrato a tutti gli eventi organizzati. Mi riferisco in modo particolare all’incontro sulla fertilità di Padenghe sul Garda (Brescia, Aprile 2009), al convegno nazionale inerente i suini tenutosi nell’ambito della Rassegna Suinicola (Reggio Emilia, Aprile 2009) ed al Congresso Nazionale Multisala dello scorso 8-9 Maggio. Le due iniziative portanti dell’imminente autunno sono i due convegni nazionali SIVAR presenti alla Fiera Internazionale del Bovino da Latte di CremonaFiere e la Giornata Interregionale SIVAR Puglia del 21 Novembre. Ricordo con orgoglio che nel corso degli anni tali iniziative sono diventate punti di riferimento per l’aggiornamento di tutti i veterinari pratici operanti nel settore degli animali da reddito, proponendo temi di forte attualità e richiamo inerenti i rispettivi settori. Desidero aggiungere che in un momento di grave crisi economica che ha visto coinvolgere anche tutto il settore zootecnico, è importante investire nella nostra preparazione per meglio supportare il ruolo di professionista garante anche della salute pubblica. Unitamente al Consiglio Direttivo che presiedo, stiamo lavorando con grande impegno alla programmazione delle prossime attività per l’anno 2010, che ci vedrà già dal mese di Febbraio presenti nell’ambito di FIERAGRICOLA International Agri - business show di Verona- Fiere con due convegni nazionali inerenti la buiatria. Sono inoltre sul tavolo di lavoro le bozze per l’allestimento di corsi di formazione di cui verranno rese successivamente informazioni specifiche. Come di consuetudine, stiamo ultimando la preparazione del 12° Congresso Nazionale Multisala che si terrà a Cremona presso Palazzo Trecchi il 7 e 8 Maggio 2010 ed ospiterà, come sempre, numerosi esperti di fama internazionale. Per facilitare il contatto con i nostri soci, compatibilmente con i mezzi a disposizione, cercheremo di incentivare attività locali, al fine di consentire una più ampia e agevole presenza. Inoltre, dato il successo ottenuto, attiveremo ulteriori percorsi formativi a distanza (FAD). Prosegue inoltre l’attività di aggiornamento scientifico proposta da LARGE ANIMAL REVIEW, indicizzata su Science Citation Index - Journal Citation Reports / Science Edition e CAB ABSTRACT. La rivista presenta testi scientifici elaborati sia da medici veterinari liberi professionisti che docenti universitari e riporta i full papers delle relazioni degli eventi SIVAR che si tengono durante l’anno (congresso nazionale, rassegne zootecniche ed incontri d’aggiornamento). Nel corso dell’anno SIVAR ha svolto un’azione importante di critica e stimolo all’interno di ANMVI nei rapporti con le istituzioni, in particolare sulle problematiche professionali che hanno coinvolto la categoria quali la normativa sul farmaco veterinario e sul trasporto animale. Questo lavoro di relazione, che difficilmente traspare alla maggior parte dei soci, richiede notevole impegno, sacrificio, dedizione e molta pazienza da parte di chi lo esegue ed è raramente ricompensato dai risultati ottenuti. SIVAR è stata e rimane, negli ormai undici anni di attività, una società scientifica relativamente giovane e sempre “aperta“ a chiunque voglia fornire contributi sia di idee che di partecipazione; è in questa peculiarità, unita alla dedizione di tutte quelle persone interne ed esterne, che hanno creduto e continuano a credere nel manifesto di fondazione della SIVAR, la chiave del successo. www.sivar.net

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CESARE GALLI

IL RUOLO DI AVANTEA “Questo la dice lunga su quanto costi la ricerca e l’innovazione- ha commentato il Prof. Cesare Galli, presente al convegno - che però, poi soprattutto in momenti di difficoltà come gli attuali, sono fondamentali gli aspetti che danno per avere un vantaggio competitivo non indifferente. Oggi - ha proseguito - il sessaggio del seme è una realtà commerciale di nicchia nella specie bovina, ma in continua crescita grazie ai continui progressi tecnologici e di macchine sempre più efficienti. Sebbene il seme sessato abbia dei limiti legati alla minore fertilità (soprattutto sulle vacche mentre migliori risultati si ottengono sulle manze), ha anche ma i vantaggi sono incontestabili per l’ allevamento da latte moderno ed efficiente che tenga conto dell’ambiente e del benessere animale. Attualmente oltre due milioni e mezzo di vitelli sono già nati con questa tecnica nel mondo e questo ci conforta sul fatto della sua riproducibilità e sicurezza. Molte sono le specie, oltre al bovino, in cui il sessaggio del seme è stato sperimentato. In particolare, oltre ai cavalli dove sono in corso progetti pilota in Nuova Zelanda per la specie equina. Nel nostro paese, ci sarebbe nel nostro paese un enorme interesse (e benefico) se il sessaggio del seme fosse sviluppato anche nel bufalo dove lo scarto di valore tra maschi e femmina è decisamente notevole”. E sul ruolo di Avantea, Cesare Galli spiega: “il nostro laboratorio Avantea, in collaborazione con CoFa, sta prendendo accordi con il Dr. Moreno per effettuare una sperimentazione proprio sul bufalo. C’è da sottolineare che oltre all’impiego per l’inseminazione artificiale un notevole valore aggiunto viene anche dall’uso di seme sessato per la produzione di embrioni con la fecondazione in vitro. Infatti, Sexing Technologies sta operando ha già at-


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Eventi Veterinari

VETERINARIA 36 | 2009

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC FRIULI VENEZIA GIULIA L’ESAME ENDOSCOPICO IN GASTROENTEROLOGIA E PNEUMOLOGIA Cervignano del Friuli (UD), 29 Novembre 2009 OBIETTIVI L’indagine endoscopica è divenuta negli ultimi anni un ausilio diagnostico anche in medicina veterinaria, seppur le potenzialità di questa tecnica siano ancora poco sfruttate. Questa giornata si propone di illustrare quando e come utilizzare l’endoscopia nella diagnosi di patologie croniche sia dell’apparato gastroenterico che di quello respiratorio. Parte della giornata verrà dedicata all’endoscopia operativa nel trattamento di patologie comuni quali asportazione di corpi estranei, trattamento delle stenosi esofagee e rinofaringee, asportazione di polipi, esecuzione dei lavaggi bronco-alveolari etc… La giornata si propone inoltre di evidenziare come l’endoscopia non debba sostituirsi al ragionamento diagnostico quanto piuttosto farne parte integrante.

RELATORE Enrico Bottero

11.30 Quando, come e perché utilizzare l’endoscopia per la diagnosi ed il trattamento delle più comuni patologie respiratorie 13.00 Pausa 14.00 Rigurgito, vomito, diarrea, tenesmo, ematochezia: casi clinici 15.00 Pausa 15.30 Stertore, scolo nasale, tosse, dispnea: casi clinici. 16.30 Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale 17.00 Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata

PROGRAMMA 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione del relatore ed inizio dei lavori 9.30 Quando, come e perché utilizzare l’endoscopia per la diagnosi ed il trattamento delle più comuni patologie gastroenteriche. 11.00 Pausa

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC MOLISE DERMATOFITOSI E DERMATITE ATOPICA: COME GIUNGERE AD UNA CORRETTA DIAGNOSI ED EFFETTUARE UNA ADEGUATA TERAPIA Campobasso, 29 Novembre 2009 OBIETTIVI Lo scopo della giornata è di fornire elementi conoscitivi concreti per la gestione e risoluzione di due malattie dermatologiche frequenti nella pratica ambulatoriale: la dermatofitosi e la dermatite atopica. Per ogni argomento verranno trattati l'eziologia e la risposta dell'organismo alla malattia, le differenze di specie, le manifestazioni cliniche comuni e quelle inusuali. L'approccio diagnostico più idoneo verrà spiegato tramite un review degli esami complementari e delle diagnosi differenziali da formulare al momento della visita clinica. Infine si darà ampio spazio alle attuali strategie di trattamento ed alle novità farmacologiche e non. La giornata sarà completata da casi clinici interattivi con approccio POA ed il test di valutazione finale.

RELATORE Luisa Cornegliani

SEDE Hotel Internazionale Via Ramazzotti, 2 Cervignano del Friuli (UD)

IN FASE DI ACCREDITAMENTO

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PROGRAMMA 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione del relatore ed inizio dei lavori 9.30 Dermatofitosi: eziopatogenesi, manifestazioni cliniche e diagnosi nelle diverse specie; strategie di trattamento 11.00 Pausa

11.30 Dermatite atopica: eziopatogenesi, manifestazioni cliniche e diagnosi nelle diverse specie; strategie di trattamento 13.00 Spazio per eventuale relazione commerciale (nel caso non si svolga la relazione il programma nel pomeriggio sarà anticipato di mezz'ora) 13.30 Pausa 14.30 Casi clinici interattivi 15.30 Pausa 16.00 Casi clinici interattivi 17.00 Test di valutazione dell'apprendimento e discussione finale 17.30 Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata

SEDE Hotel don Guglielmo, Rione San Vito, 15/B 86100 Campobasso

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Società federata ANMVI Società Italiana di Riproduzione Equina

In fase di accreditamento

Società Italiana di Ortopedia e Chirurgia Equina

Università di Perugia • 20-21 Novembre 2009 20 NOVEMBRE 2009 GIORNATA APERTA ANCHE AGLI STUDENTI (INGRESSO GRATUITO) 14.30 16.00 16.30 17.15 18.00

Malattie di interesse chirurgico del piccolo intestino - Valerio Serata Pausa Tecniche di refrigerazione e congelamento del seme equino - Denis Necchi Preparazione della fattrice vuota alla stagione di monta - Maria Pia Pasolini Chiusura dei lavori

APPROCCI PRATICI E REVISIONE DELLE PIÙ RECENTI ACQUISIZIONI NELLA GESTIONE DI PATOLOGIE DI FREQUENTE RISCONTRO IN RIPRODUZIONE EQUINA

IL CARPO: GIORNATA DI APPROFONDIMENTO

21 NOVEMBRE 2009

21 NOVEMBRE 2009 INCONTRO RISERVATO AI SOCI SIOCE IN REGOLA CON L’ISCRIZIONE 2009

9.00 Registrazione dei partecipanti 9.25 Apertura dei lavori e saluto del coordinatore SIRE 9.30 La citologia in riproduzione equina: uso clinico nella fattrice e nel puledro Orlando Paciello 10.30 Lo stato dell’arte nella terapia delle endometriti - Giovanna Romano 11.30 Pausa 12.00 Cosa c’è di nuovo in bibliografia scientifica? - Cesare Morandi, Denis Necchi, Maria Pia Pasolini 12.45 Discussione 13.15 Pausa pranzo 14.30 Presentazione dei casi clinici dei partecipanti 15.15 CASI CLINICI 16.00 Pausa 16.20 CASI CLINICI 18.00 Discussione e valutazione dell’apprendimento 18.30 Chiusura lavori e consegna degli attestati

LA VISITA CLINICA E LA MEDICINA COMPORTAMENTALE: CONSIGLI PRATICI PER MIGLIORARE L’APPROCCIO CLINICO NEL CANE E NEL GATTO Palermo, 15 Novembre 2009 OBIETTIVI

INCONTRO RISERVATO AI SOCI SIRE IN REGOLA CON L’ISCRIZIONE 2009

Moderatore: Prof. Maurizio Monaci

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC SICILIA in collaborazione con l’Ordine dei Medici Veterinari di Palermo

Moderatore: Dott. Rodolfo Gialletti 9.00 Registrazione dei partecipanti 9.25 Apertura dei lavori e saluto del coordinatore SIOCE 9.30 Anatomia del carpo - Giorgio Ricardi 10.15 Radiologia ed ecografia del carpo Barbara Riccio 11.00 Pausa 11.30 Principali patologie Marco Pepe 12.15 Terapia e chirurgia artroscopica Fernando Canonici 12.45 Discussione 13.15 Pausa pranzo 14.30 Cosa c’è di nuovo in letteratura scientifica? - Iacopo Secco 15.15 CASI CLINICI 16.00 Pausa 16.20 CASI CLINICI 18.00 Discussione e valutazione dell’apprendimento 18.30 Chiusura lavori e consegna degli attestati

SEDE Università di Perugia - Facoltà di Medicina Veterinaria - Via S. Costanzo, 4 - Perugia ISCRIZIONE Il seminario è gratuito per tutti i soci SIRE e SIOCE in regola con l’iscrizione 2009. Non è richiesta la pre-iscrizione. Gli interessati possono iscriversi direttamente in sede congressuale presentandosi alle ore 8.30 presso la segreteria del Seminario. PER INFORMAZIONI Segreteria SIVE (Elena Piccioni) - Palazzo Trechi - Via Trecchi, 20 - 26100 Cremona Tel. 0372 403502 - Fax 0372 457091 - E-mail: info@sive.it - Web: www.sive.it

Fornire mezzi pratici che permettano di migliorare l'approccio al paziente, la degenza e la visita clinica del cane e del gatto. Offrire una base di conoscenze adatta a rispondere alle numerose domande dei proprietari sul comportamento di queste specie. Fornire inoltre i mezzi per riconoscere precocemente anomalie comportamentali e per offrire consigli utili a prevenire problemi comportamentali in queste specie. Ciascuna relazione verrà accompagnata da filmati che mostrano sia la visita clinica nel rispetto delle esigenze etologiche del paziente che alcune tecniche di educazione di base.

14.30 15.30 16.00

17.00 17.30

RELATORE

trizionale allo stress e all’ansia V. Manganiello Tecniche educative di base effettuabili in corso di visita clinica Pausa Le classi di cuccioli e i kitten party, un modo divertente per educare cani, gatti e proprietari Test di valutazione dell'apprendimento e discussione finale Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata

Marzia Possenti

SEDE PROGRAMMA 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione del relatore ed inizio dei lavori 9.30 La visita clinica del cane: come gestirla nel rispetto del paziente e che consigli offrire al proprietario sull'educazione e la prevenzione delle patologie del comportamento 11.00 Pausa 11.30 La visita clinica del gatto: come gestirla nel rispetto del paziente e che consigli offrire al proprietario sull'educazione e la prevenzione delle patologie del comportamento 13.00 Relazione commerciale a cura di Royal canin: CALM la soluzione nu-

Ordine dei Medici Veterinari di Palermo AUSL 6- Sala Convegni

PARTECIPAZIONE L'incontro è libero e gratuito per tutti i Medici Veterinari interessati, i Medici Veterinari che non sono Soci SCIVAC devono inviare conferma di partecipazione entro il 6 novembre 2009 al numero 0372/40.35.06 o all'email: delregionali@scivac.it

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PARTECIPAZIONE La partecipazione agli incontri delle Delegazioni Regionali è riservata ai Soci SCIVAC, indipendentemente dalla regione di appartenenza, in regola con la quota associativa dell’anno in corso I Soci SCIVAC possono partecipare a qualsiasi incontro regionale organizzato da SCIVAC in qualsisi regione e a titolo gratuito (portare con sé la tessera SCIVAC con il bollino dell’anno in corso).

PER INFORMAZIONI Segreteria SCIVAC, Monica Borghisani Tel. 0372403506 - delregionali@scivac.it


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12 Eventi Veterinari

VETERINARIA 36 | 2009

GRUPPO DI STUDIO DI FISIOTERAPIA RIABILITAZIONE

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METODICHE MANUALI: COSA C’È DI NUOVO? Cremona, 14-15 Novembre 2009 RELATORE Dr. Caroline Adamson Adrian SABATO 14 NOVEMBRE 2009 9.00 Registrazione dei partecipanti 9.25 Saluto ai partecipanti, presentazione della relatrice ed inizio dei lavori 9.30 Metodiche avanzate per il trattamento dei pazienti neurologici 10.15 L’importanza della biomeccanica per la riabilitazione veterinaria 11.00 Pausa 11.30 L’approccio con il paziente anziano 12.15 Domande e discussione 12.30 Pausa pranzo 13.30 Lesioni e trattamento dei tessuti molli 14.15 Stato dell’arte in fisioterapia veterinaria: metodiche avanzate di idroterapia 15.00 La propriocezione come chiave per la guarigione: perché, quando e come 16.00 Pausa 16.30 Casi clinici a cura dei soci del Gruppo di Studio di Fisioterapia e Riabilitazione 18.00 Termine dei lavori del primo giorno

12.15 Domande e risposte: il futuro per la fisioterapia veterinaria 13.00 Valutazione dell’apprendimento, consegna degli attestati e chiusura dei lavori

TRADUZIONE È previsto il servizio di traduzione simultanea.

ISCRIZIONI Quote di partecipazione (verrà rilasciata una ricevuta fiscale per la quota versata): Socio GRUPPO DI STUDIO DI FISIOTERAPIA: € 50,00 Socio SCIVAC: € 100,00 Non Socio: € 150,00 È necessario compilare il modulo di preiscrizione e inviarlo alla Segreteria entro il 13 Novembre 2009. È possibile scaricare il modulo dal sito www.scivac.it sezione Società Specialistiche/Gruppo di Studio di Fisioterapia oppure richiederlo direttamente alla Segreteria al n. 0372/40.35.09

SEDE Cremona, Palazzo Trecchi

DOMENICA 15 NOVEMBRE 2009 9.00 Trattamento del dolore in fisioterapia 10.00 Riabilitazione del cane atleta 11.00 Pausa 11.30 Aggiornamento su ortesi, tutori, sostegni e altri dispositivi

INFORMAZIONI Segreteria Società Specialistiche SCIVAC Erika Taravella Tel. 0372 403509 - Fax 0372 457091 E-mail: socspec@scivac.it

SOCIETÀ ITALIANA DI SCIENZE COMPORTAMENTALI APPLICATE

BAMBINI E ANIMALI: LA ZOOANTROPOLOGIA DIDATTICA TRA I RUOLI DEL VETERINARIO Cremona, 22 Novembre 2009 OBIETTIVI La zooantropologia è una disciplina che nasce negli anni Ottanta in Europa e negli Stati Uniti d'America, grazie ai contributi dell'etologo Konrad Lorenz e dell'antropologo Claude Lévi-Strauss, proprio per dare una risposta al bisogno crescente di impostare un corretto rapporto con l'animale e per sensibilizzare la comunità scientifica e la ricerca psico-pedagogica sull'importanza di tale relazione per il benessere dell'uomo. Questa disciplina, nella sua applicazione didattica, si pone l'obiettivo di colmare il divario di conoscenze dei ragazzi ed offrire una conoscenza della morfologia degli animali domestici e una elementare grammatica relazionale interspecifica. La zooantropologia didattica, inoltre, intende recuperare le valenze referenziali della relazione interspecifica ovvero quei contenuti pedagogici legati alla relazione e ai processi di socializzazione del bambino agli altri esseri viventi. La figura del medico veterinario assume una valenza fondamentale nella programmazione e realizzazione di progetti di zooantropologia didattica essendo stereotipo di portatore di conoscenze sul mondo animale e, pertanto, può rivestire un ruolo importante di promotore e mediatore nella relazione bambino - animale. L'incontro intende offrire una formazione di base sulla zooantropologia didattica nonché un aggiornamento su progetti realizzati in numerose scuole del territorio nazionale.

RELATORI

Per maggiori dettagli sul programma e per scaricare la scheda d'iscrizione, collegarsi al sito www.scivac.it sezione Società Specialistiche. La Segreteria rimane a disposizione per ulteriori informazioni al n. 0372-40.35.09

Maria Chiara Catalani, Ancona Roberto Marchesini, Bologna

In collaborazione con le Delegazioni Regionali SIVAR Puglia e Basilicata OBIETTIVI Verranno affrontate due importanti problematiche buiatriche: la gestione della fertilità e la dislocazione abomasale destra e sinistra. Nella prima parte del convegno il Dr. Mauro Casalone focalizzerà l'attenzione sulla gestione della fertilità illustrando i possibili strumenti di analisi dei parametri riproduttivi, la valutazione statistica dei risultati ottenuti e la scelta dei protocolli terapeutici per migliorare l'efficienza riproduttiva aziendale. Nella seconda il Dr. Enrico Chiavassa affronterà il problema della dislocazione abomasale nelle due varianti destra e sinistra analizzando i fattori predisponenti, la sintomatologia, la diagnosi e le possibili tipologie di risoluzione della patologia.

RELATORI Mauro Casalone (Medico Veterinario Libero Professionista, Torino) Enrico Chiavassa (Medico Veterinario Libero Professionista, Cuneo)

MODERATORE Canio Buonavoglia (Preside Facoltà Medicina Veterinaria di Bari)

PROGRAMMA 9.30 Registrazione partecipanti, saluto del rappresentante SIVAR ed inizio lavori 9.45 Introduzione ai lavori Canio Buonavoglia 10.00 Gestione della fertilità nell'allevamento della vacca da latte ad alta produzione (Prima Parte) Mauro Casalone

11.00 Coffee break 11.30 Gestione della fertilità nell'allevamento della vacca da latte ad alta produzione (Seconda Parte) Mauro Casalone 13.00 Light lunch 14.00 Chirurgia addominale: dislocazione abomasale destra e sinistra Enrico Chiavassa 16.00 Discussione 16.30 Questionario apprendimento ECM 17.00 Elezioni Delegati Regionali e termine lavori

SEDE Hotel Svevo, Gioia del Colle (Bari)

PARTECIPAZIONE Iniziativa gratuita rivolta a tutti i Medici Veterinari

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA SIVAR - Paola Orioli Tel. 0372/40.35.39 info@sivarnet.it, www.sivarnet.it

3 CREDITI

SEDE Palazzo Trecchi, via Trecchi 20, Cremona

PARTECIPAZIONE L'incontro è gratuito per tutti i soci SISCA in regola con l'iscrizione 2009. Non è richiesta la pre-iscrizione. Quote di partecipazione (verrà rilasciata una ricevuta fiscale per la quota versata): Socio SISCA: gratuito Socio SCIVAC: € 50,00 Non Socio: € 100,00

INFORMAZIONI Segreteria Società Specialistiche SCIVAC Erika Taravella Tel. 0372 403509 - Fax 0372 457091 E-mail: socspec@scivac.it

PROGRAMMA 8.30 Registrazione dei partecipanti 9.00 L'importanza della relazione bambi-

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

SIRVAC

SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA REDDITO SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

GIORNATA INTERREGIONALE SIVAR PUGLIA Gioia del Colle (BA), 21 Novembre 2009

no - animale - Roberto Marchesini 9.45 Valenze referenziali della pet relationship - Roberto Marchesini 10.30 Pausa 11.00 Le valenze educative della referenza animale - Roberto Marchesini 11.45 Le valenze didattiche della referenza animale - Roberto Marchesini 12.30 I progetti di zooantropologia didattica - Maria Chiara Catalani 13.30 Pausa pranzo 14.30 Presentazione di progetti di zooantropologia didattica Maria Chiara Catalani - Gruppo SISCA - Sicilia Progetto SIUA - Lav 17.30 Valutazione dell'apprendimento, consegna degli attestati e chiusura dell'incontro

SOCIETÀ ITALIANA DI RIPRODUZIONE VETERINARIA PER ANIMALI DA COMPAGNIA

APPROCCIO CLINICO E CHIRURGICO ALLE PRINCIPALI PATOLOGIE ONCOLOGICHE DELL'APPARATO RIPRODUTTORE FEMMINILE DEL CANE E DEL GATTO

Incontro aperto ai Soci SCVI Cremona, 22 Novembre 2009 OBIETTIVI

SEDE

In questa giornata lo scopo è quello di cercare di focalizzare una linea di gestione corretta delle patologie neoplastiche più frequenti riguardanti l'apparato riproduttore femminile, nel cane e nel gatto. La scelta di tale argomento nasce dalla sempre più frequente incidenza di pazienti neoplastici e della volontà di dare un contributo professionalmente valido ad assicurare una buona qualità della vita dei nostri pazienti.

Palazzo Trecchi, via Trecchi 20, Cremona

RELATORE Marina Martano, Med. Vet. Torino

PROGRAMMA 8.30 Registrazione partecipanti 9.00 Tumore mammario nel cane e nel gatto da un punto di vista clinico 10.00 Pausa 10.30 Tumore mammario nel cane e nel gatto 12.00 Discussione 12.30 Pausa pranzo 13.30 Tumore dell'utero, vagina e vulva 14.15 Discussione 14.45 Casi clinici 16.30 Valutazione dell'apprendimento, consegna degli attestati e chiusura dei lavori

PARTECIPAZIONE L'incontro è gratuito per tutti i soci SIRVAC in regola con l'iscrizione 2009. L'incontro è aperto a tutti i soci SCVI in regola con l'iscrizione 2009. Non è richiesta la pre-iscrizione. Quote di partecipazione (verrà rilasciata una ricevuta fiscale per la quota versata): Socio SIRVAC/SCVI: gratuito Socio SCIVAC: € 50,00 Non Socio: € 100,00

INFORMAZIONI Segreteria Società Specialistiche SCIVAC Erika Taravella Tel. 0372 403509 - Fax 0372 457091 E-mail: socspec@scivac.it

RICHIESTO ACCREDITAMENTO


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SCIVAC - SIVAE Dalle Associazioni

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Arezzo: buona la prima! La SCIVAC ha cambiato sede, lasciando Perugia

di ANTONIO MANFREDI opo tanti anni, se ben ricordo 10, che riferimento della SCIVAC per il Congresso Nazionale del centro Italia è sempre stato Perugia, quest’anno è stato deciso di trasferirlo ad Arezzo. Cambiare sede non è mai semplice. I rischi sono sempre tanti. Lasciare una città che ha sempre dato alla SCIVAC ottimi ritorni di iscritti, dagli ottocento ai mille, con grande soddisfazione delle aziende, era certamente un grosso rischio. Allora perché cambiare? Purtroppo la struttura “Centro Congressi Quattrotorri” negli anni si era dimostrata sempre più inadeguata e gli scarsi interventi di manutenzione l’avevano resa abbastanza inutilizzabile. Negli ultimi anni di fronte alla nostre lamentele la stessa proprietà aveva ammesso che la struttura non era più adatta ad un evento come il Congresso Nazionale SCIVAC, sia per numero di partecipanti che di stand. Abbiamo allora cercato un’alternativa sempre su Perugia ma purtroppo una struttura che possa soddisfare le nostre esigenze (facile da raggiungere, sala da 1200 posti, spazio espositivo per almeno 65/70 stand, servizi di ristorazione, parcheggio, alberghi, di diverse categorie, nelle vicinanze, ed infine, molto importante, con costi per noi abbordabili) non siamo proprio riusciti a trovarla in tutta l’Umbria. D’altra parte le lamentele che continuavamo a ricevere dagli iscritti e dalle

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aziende per l’inadeguatezza della struttura dovevano per forza essere ascoltate. Se devo essere sincero sono sempre stato fortemente contrario a lasciare il Centro Quattrotorri. Ho sempre pensato che se Perugia continuava comunque a funzionare forse non era il caso di cambiare. Del resto, negli anni, avevamo sopportato situazione non certo facili. Siamo riusciti a proporre congressi su più sale e siamo anche arrivati ad avere quasi 1100 iscritti. È vero che con 1100 iscritti ci eravamo sentiti qualche arrabbiatura ed era più o meno impossibile muoversi fra gli stand, al punto che alcune aziende, cosa incredibile, si erano lamentate per la troppa partecipazione, ma, comunque, bene o male, la struttura aveva tenuto. Poi anch’io alla fine mi sono arreso e devo dire che la goccia che ha fatto traboccare il vaso e mi ha fatto decidere ad abbandonare Perugia è stato quanto accaduto durante l’ultima edizione del congresso, quella del 2008. Le gocce in verità sono state più di una. Ci erano stati promessi interventi che in realtà si erano poi rivelati minimi e per noi inutili, si sono verificati alcuni furti dalle auto nel parcheggio, ed il grave problema accaduto nella giornata di Venerdì nella sala Connettivo, quella stretta e lunga a piano terra. Chi è stato a qualche congresso SCIVAC a Perugia si ricorderà di certo che per dare posto a tutti gli iscritti siamo sempre stati costretti ad utilizzare più sale contemporaneamente. Per sopperire alle nostre esigenze il centro Congressi ne aveva sostanzialmente costruita una nuova da circa 200 posti rica-

vata da un ampio passaggio, la sala Connettivo, appunto. Questa sala ha sempre dato problemi di coibentazione e riscaldamento. Problemi che i congressisti hanno sempre più o meno sopportato stoicamente, ma lo scorso anno, dopo circa un’ora dall’inizio dei lavori, la sala si è riempita di un forte ed insopportabile odore di fogna. Si erano rotti gli scarichi di un palazzo vicino. Potete immaginarvi la situazione. La direzione del Centro Congressi subito avvertita ci ha informati dopo qualche minuto che non si poteva intervenire sino alla sera, nel frattempo hanno spruzzato in sala un deodorante alla menta. La giornata in questa sala è quindi proseguita fra odori di fogna e di menta alternati ed anche sovrapposti. Nonostante questo la sala è rimasta piena di congressisti che non hanno comunque voluto perdersi neppure un minuto di relazione. Ce ne scusiamo ancora con tutti. Quanti crediti ECM può valere un simile stoicismo? Abbiamo quindi deciso di lasciare Perugia, ma per andare dove? Per restare nel centro Italia le alternative erano varie. Scartate Roma e Firenze per i costi, Fiuggi perché la struttura non dava garanzie, Montecatini perché un po’ troppo a nord, e Montesilvano che è un bellissimo centro Congressi, ma troppo verso Rimini, e che sarà comunque riconsiderato in futuro, restava Arezzo che presentava alcuni vantaggi: facile da raggiungere, sala grande, spazio espositivo ottimo, grande parcheggio, ristorante, bar, ecc. E così il 63° Congresso Nazionale SCIVAC “Traumatologia dei tessuti molli” si è tenuto dal 16

David Spreng

al 18 ottobre ad Arezzo. Parlando con i congressisti e con le aziende presenti ci sembra che tutti siano stati abbastanza soddisfatti. Tutti hanno apprezzato la scelta fatta anche se abbiamo dovuto raccogliere qualche lamentela soprattutto per la bassa temperatura della sala, problema tecnico legato ad alcuni lavori in atto, e la scarsa recettività del bar che ha costretto a qualche minuto di coda. Per il resto ci sembra che tutto sia andato bene e con questa prima esperienza le cose possano anche migliorare. Aggiungiamo solo qualche informazione: la sala aveva disponibili 1000 sedie ed i presenti sono stati in totale 890, un po’ meno dello scorso anno a Perugia (920), differenza comunque non significativa. La parte scientifica è stata molto apprezzata, sia i relatori stranieri che quelli italiani hanno avuto ottimi riconoscimenti dalla platea. Buona la prima, quindi? Diciamo certamente di sì anche se qualche miglioria dovrà essere prevista. ■

ECOGRAFIA NEGLI ANIMALI ESOTICI omenica 18 ottobre presso il centro studi di Palazzo Trecchi si è tenuto un seminario SIVAE dal titolo Ecografia negli animali esotici. Relatori della giornata Maria-Elisabeth Krautwald-Junghanns Prof Dr med. vet., Dr med. vet. habil., Dipl ECAMS Lipsia, Germania - Federica Rossi, Med. Vet., Spec. Rad. Vet., Dipl. ECVDI BO, Paolo Selleri., Med Vet Roma e moderatore della giornata Lorenzo Crosta Med Vet Como. L’obiettivo principale della giornata è stato quello di aggiornare la conoscenze dell’ecografista specialista e di fornire una panoramica della possibilità applicative e diagnostiche al medico veterinario che si occupa di animali esotici. Avvalendosi di sonde specifiche è quindi possibile valutare ecograficamente sia le specie più grandi che quelle di piccole dimensioni e specie in cui tradizionalmente l’ecografia sino ad oggi non ha trovato ampio utilizzo come gli uccelli.

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Da sinistra: Maria-Elisabeth KrautwaldJunghanns, Paolo Selleri, Federica Rossi, Lorenzo Crosta

L’ecografia inoltre risulta essere di valido aiuto nell’esecuzione di prelievi bioptici per la valutazione del fegato e la corretta diagnosi di patologie epatiche che spesso affliggono gli animali esotici da compagnia.

DELEGAZIONI SCIVAC: LE PROSSIME DATE • 25 ottobre Delegazione SCIVAC Valle D’Aosta - Villair di Quart (AO) Emergenza o non emergenza - Paolo Gaglio • 8 Novembre delegazione SCIVAC Calabria - Rende - Cosa c’è di Nuovo nella diagnosi prognosi e terapia dei disordini infiammatori cronici dell’apparato gastroenterico dei piccoli animali - Ugo Lotti • 8 Novembre Delegazione Regionale SCIVAC Abruzzo - Città Sant’angelo (PE) - Diagnosi e prevenzione della FIP - Saverio Paltrinieri • 15 Novembre Puglia - Bari Elementi per un corretto approccio clinico e terapeutico della malattia cardiovascolare - F. Migliorini • 15 Novembre Sicilia - Palermo - La visita clinica e la medicina comportamentale Marzia Possenti • 15 Novembre Veneto - Monastier (TV) - Ematologia un gioco di luci e colori - Silvia Tasca


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Università Riflessioni

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Veramente tanti i veterinari in Italia Il problema del numero programmato troppo elevato non è solo nazionale ma anche locale

di ANTONIO MANFREDI ell’ultimo articolo su questo tema, apparso sul n° 35 di questa rivista, eravamo arrivati ad un punto fermo, sia pure solo punto di partenza. Il Tavolo tecnico permanente costituito presso il Ministero (FNOVI, ANMVI, Università, rappresentanti del ministero della salute oltre, ovviamente, a quelli del MIUR) nella sua prima riunione a settembre ha concluso unanimamente che il numero programmato di accessi al Corso di Laurea in Medicina Veterinaria è troppo elevato e deve essere rivisto, certamente sotto i mille. La FNOVI e l’ANMVI hanno chiesto 600/700 per non superarre i 600 laureati, l’Università un numero più alto e verso i mille, ma comunque tutti d’accordo che deve essere ridotto. Credo, anche se forse è solo una mia impressione, che finalmente si possa trovare un incontro sul numero, il problema è come arrivare a questo numero. Avevamo già visto nell’articolo precedente che ripartirlo equamente fra tutte le Facoltà sarebbe veramente assurdo, ma che la suddivisione debba avvenire sulla base di parametri ripresi da quelli previsti a livello europeo per il riconoscimento EAEVE. Sappiamo benissimo che questo metodo porterebbe alcune facoltà ad un numero estremamente basso di iscritti che non giustificherebbe la stessa sopravvivenza della facoltà e che alcune, quelle più lontane dia parametri europei, dovranno per forza chiudere. Non sarà facile ma siamo certi che la riduzione del numero delle facoltà sia l’unica soluzione, 14 sono veramente un numero spropositato. Fra l’altro questo permetterebbe di recuperare finanziamenti per sostenere le facoltà migliori. Certamente in queste valutazione si dovrà tenere conto delle diverse realtà regionali. Anche se abbiamo già scritto che in alcuni casi, visto il numero limitato di iscritti, sarebbe molto più conveniente mantenere gli studenti presso un’altra facoltà più accreditata, comprendiamo bene che non sia semplice chiudere i Corsi di Laurea presenti in alcune regioni. Mi permetto di fare alcuni esempi del tutto ipotetici e senza cha abbiano alcun significato di valutazione delle Facoltà citate, valutazione che non compete a noi direttamente ma agli organismi del Ministero ed in particolare al Comitato di valutazione. Ammettiamo, come speriamo da tempo, che Catanzaro chiuda, e questo deve per forza accadere per il bene della veterinaria e soprattutto per il futuro di quei pochi e sfortunati studenti che vi sono iscritti e che si trovano a seguire un Corso di Laurea senza avere le strutture necessarie e neppure i docenti. Sulla chiusura di Ca-

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tanzaro penso che non ci sarebbero grandi proteste, forse neppure da parte della stessa Università che incomincia a rendersi conto che è ora che questa agonia arrivi alla fine, eutanasia autorizzata dallo stato di grande sofferenza. Detto questo proviamo a supporre, e ripeto sono valutazioni di esempio e senza alcun significato reale, che il Comitato di valutazione o la recentemente costituita Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario (ANVUR) che dovrà valutare la qualità degli atenei, ritenga che la Facoltà di Messina non rispetti i parametri previsti e che non abbia la possibilità di raggiungerli nel giro di 5 anni, quindi debba interrompere la sua attività. Pensate che sia logico? Che sia possibile? Chiusa Catanzaro, Messina coprirebbe un area molto vasta (Sicilia e buona parte della Calabria) e soprattutto è una realtà territoriale in una Regione a statuto speciale, in più isola con tutte le attenzioni che questa condizione merita. Sinceramente credo che pensare di chiudere Messina indipendentemente dalle sue condizioni attuali, che sinceramente non conosco, sia del tutto impensabile. Un altro esempio, sempre del tutto ipotetico. In Emilia e Romagna abbiamo due Facoltà di ve-

terinaria. È l’unica regione che si trova in queste condizioni. Intorno all’Emilia ci sono altre regioni con realtà universitarie significative: Padova (Veneto), Milano (Lombardia) e Pisa (Toscana). Indipendentemente dal livello qualitativo e dalla storia importante che entrambe rappresentano, ha senso che ci siano due Facoltà dovendo contrarre in modo drastico il numero degli iscritti? Se passerà l’idea, come ci sembra logico, che per ridurre il numero degli scritti ad un livello accettabile per le esigenze del mercato, si debba ridurre il numero delle facoltà, non vi è dubbio che questa domanda saranno in molti a porsela. Da questi due esempi mi sembra evidente che la soluzione del problema, l’unica soluzione a nostro avviso, sarà comunque traumatica. Ovviamente ci saranno anche altri parametri che dovranno essere considerati a livello territoriale: la realtà zootecnica (purtroppo abbastanza in crisi ovunque), la popolazione regionale, il numero di animali da compagnia presenti sul territorio, il reddito procapite, l’atteggiamento culturale della popolazione verso gli animali, per citare solo quelli più immediati. E questi diversi valori potranno incidere in modo significativo sulla valutazione che dovrà fare il Ministero di fronte alla decisione di ridurre il numero di facoltà. Per capirci, anche a parità di popolazione, un forte sviluppo zootecnico, una presenza di animali da compagnia nelle famiglie superiore alla media nazionale (circa 33%), un maggior reddito procapite, di una regione rispetto ad un’altra, potrebbe rendere obbligatoria la scelta. Tutti dati, quindi, che dovranno essere rilevati e considerati con estrema attenzione.

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Noi per ora ci fermiamo qui in questa analisi anche perché alcune di queste informazioni non le abbiamo ancora disponibili, ma credo che sia già molto interessante valutare dei dati molto semplici da recuperare, ma nello stesso tempo anche piuttosto significativi. Abbiamo provato per alcune regioni a calcolare il rapporto fra popolazione e numero di veterinari presenti. Ha un significato abbastanza limitato, non essendo corretto da tutti gli altri indici o indicatori che di cui abbiamo parlato prima, ma comunque abbastanza interessante. In Umbria, ad esempio, abbiamo un veterinario ogni 927 abitanti, il numero più basso in assoluto, in Puglia, al contrario, abbiamo il numero più alto, 3.185. Cosa significa questo? Che abbiamo troppi veterinari in Umbria e troppo pochi in Puglia? In verità, secondo le nostre indagini, non sono pochi in Puglia dove hanno già superato a nostro avviso il numero massimo sostenibile, e sono veramente in numero fuori da ogni logica accettabile quelli dell’Umbria. Da cosa dipende questa enorme differenza? In entrambe le regioni esiste una Facoltà di medicina Veterinaria (Perugia e Bari), ed allora? Quali sono i diversi parametri che hanno portato a questa differenza di numeri o che la giustificano? Sarebbe interessante ricevere un commento dai veterinari che vivono queste due realtà. Chiudiamo questa seconda puntata evidenziando i numeri di qualche altra regione: vicino ai temila troviamo Liguria (3001), Sicilia (2989), Lazio (2845), Trentino Alto Adige (2841), Campania (2799) e Calabria (2748), mentre vicino ai mille abbiamo solo la Sardegna (1229) e la Val D’Aosta (1279). L’Umbria resta proprio un caso a parte. ■


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16 Vet Journal Attualità scientifica

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Quando ospedalizzare il paziente felino? A Padova un seminario dedicato a day-hospital, degenza e terapia intensiva del gatto del paziente tenendolo lontano da rumori, cani, evitando l’uso di gabbie di contenzione e premiando l’animale con del cibo quando è possibile. È inoltre molto importante istruire il proprietario su come dovrà comportarsi per reintrodurre il gatto in casa in particolare se sono presenti altri animali.

AGGRESSIVITÀ

di MARIA GRAZIA MONZEGLIO l day-hospital, la terapia intensiva e la necessità di ospedalizzazione del paziente felino sono stati il tema di un Seminario nazionale organizzato da SCIVAC in collaborazione con SIMEF e SINUV che si è tenuto a Padova il 3 e 4 ottobre scorsi. Il programma scientifico prevedeva, nella prima giornata, l’approfondimento della gestione del ricovero del paziente felino sia in day-hospital che durante la lungodegenza; la seconda giornata è stata interamente dedicata alle patologie dell’apparato urinario.

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LO STRESS DEL GATTO La giornata si è aperta con la relazione della Dott. Clara Palestrini (Med Vet, PhD, Spec Etologia Applicata e Benessere Animale, Dipl ECVBM-CA, Milano) in cui è stato approfondito il concetto di stress come un meccanismo adattativo per la sopravvivenza dell’animale. La fonte dello stress è definita “stressore”. La risposta di un organismo ad uno stressore dà l’avvio a cambiamenti fisiologici (aumento dell’attività del sistema autonomo simpatico e diminuzione del parasimpatico) e cambiamenti comportamentali (fight, flight, freeze) che hanno lo scopo di predisporre l’organismo e massimizzare l’abilità dell’animale nella risposta al cambiamento. Quando l’animale non riesce a sottrarsi alla fonte di stress questo diventa cronico, ed i comportamenti anormali possono rapidamente diventare una risposta appresa allo stressore o a stimoli che lo presagiscono. Uno stress incontrollato può determinare lo sviluppo di attività di sostituzione (continuo leccamento e grooming) e di comportamenti compulsivi, (fobie, aggressività, il perpetuarsi di risposte fisiologiche correlate allo stress) che possono avere effetti deleteri o patologici sull’organismo, come l’aumento continuo della cortisolemia o lo sviluppo della cistite idiopatica felina. Indubbiamente una delle situazioni più stressanti che un animale, in particolare il gatto, può vivere, sono l’ospedalizzazione ed il rientro a casa dopo una lunga degenza. Il compito del veterinario è quindi di ridurre il più possibile gli eventi stressanti durante il ricovero

La seconda relazione della giornata, esposta dal Dott. Giuliano Ravasio (Med Vet, Dottore di Ricerca, Milano), ha affrontato il tema del paziente felino aggressivo e della sua contenzione farmacologica. La scelta del protocollo anestetico da utilizzare, afferma il Dott Ravasio, deve essere effettuata in base allo stato clinico del paziente, al temperamento, al tipo di procedura da effettuare e alla sua durata, e deve garantire un adeguato controllo del dolore pre- e postoperatorio. Generalmente è consigliato utilizzare categorie farmacologiche differenti che svolgono un’azione sinergica tra loro, in modo da limitare i dosaggi e gli effetti collaterali dei farmaci ed aumentando l’efficacia d’azione. La contenzione farmacologica si rende necessaria ogni qualvolta la manipolazione dell’animale, in particolare nei pazienti “inavvicinabili”, porti ad una condizione stressante, in grado di mettere in pericolo la vita del paziente stesso. Nell’ottica dell’anestesia multimodale si possono utilizzare associazioni a bassi dosaggi di oppioidi (effetto sedativo e analgesico), benzodiazepine (effetto miorilassante e ipnotico) ed alfa 2 agonisti (effetto sedativo, analgesico e miorilassante). Si dovrà porre particolare attenzione ai pazienti con dubbia funzionalità cardiocircolatoria.

IL GATTO ANORESSICO Le tre relazioni seguenti sono state presentate dalla Dott.ssa Chiara Valtolina (Med Vet, Dottore di Ricerca, MRCVS, Londra (UK)). Con la prima è stato discusso il tema della nutrizione del gatto anoressico, rispondendo al quesito quando e come iniziare il supporto nutrizionale. Il “digiuno da stress”, infatti, porta allo sviluppo di uno stato catabolico, caratterizzato da un’alterazione del metabolismo energetico basale, compromissione della funzionalità immunologica, perdita di massa magra e diminuita capacità riparativa tissutale. Inoltre, nella popolazione felina, l’anoressia prolungata può portare allo sviluppo della lipidosi epatica. Il supporto nutrizionale, quindi, deve essere iniziato non appena l’animale è stabilizzato dal punto di vista emodinamico ed elettrolitico ed in tutti i pazienti che sono anoressici/disoressici da tre o quattro giorni. La scelta può ricadere sulla nutrizione enterale o parenterale. La prima scelta dovrebbe essere sempre la nutrizione enterale, perché è la più fisiologica. Vengono utilizzati a tale scopo il sondino naso-esofageo, la sonda esofagea, il tubo gastrostomico e il sondino digiunostomico. La nutrizione parenterale è invece indicata quando vi sono specifiche controindicazioni all’utilizzo dell’apparato gastroenterico, ad esempio vomito continuo, pancreatite, malassorbimento. Viene suddivisa in totale (copre il 100% del fabbisogno calorico giornaliero)e periferica o parziale (apporta solo il 40-60% del fabbisogno). La nutrizione paren-

terale totale, utilizzando soluzioni con un’osmolarità molto elevata rispetto a quella del plasma, necessita di un catetere venoso centrale; la nutrizione periferica invece può essere somministrata attraverso un catetere venoso periferico. Le soluzioni utilizzate contengono amminoacidi, destrosio in diverse concentrazioni e lipidi. Le complicazioni associate possono essere meccaniche, settiche e metaboliche, tra queste la sindrome da rialimentazione (diminuzione delle concentrazioni plamatiche di K e P data da un eccessivo aumento di insulina) e iperglicemia.

FLUIDOTERAPIA La dott.ssa Valtolina ha proseguito trattando l’argomento della fluidoterapia, mettendo a confronto le varie vie di somministrazione e dando indicazioni sulle possibili soluzioni da infondere. Ha inoltre sottolineato che la fluidoterapia è da considerarsi come un farmaco, quindi i suoi effetti devono essere costantemente monitorati per apprezzarne i benefici e le possibili complicazioni ad esso associate, e di conseguenza per modificare e riadattare il piano terapeutico alle esigenze del paziente. Per pianificare correttamente la fluidoterapia è estremamente importante apprezzare la differenza tra ipoperfusione e disidratazione. L’ipoperfusione si riferisce ad un deficit circolatorio, che risulta in un’inadeguata distribuzione di ossigeno e nutrienti ai tessuti (shock ipovolemico e distributivo). In questo caso è necessario intervenire somministrando dei boli di fluido (cristalloidi, colloidi o prodotti ematici) in un breve periodo di tempo, per ripristinare la volemia. La disidratazione, invece, è una riduzione dell’acqua libera nell’organismo, o la perdita di acqua e soluti in eccesso. A seconda della percentuale di disidratazione i pazienti mostreranno segni clinici diversi, fino allo shock ipovolemico quando la percentuale supera il 12-15%. In questo caso le soluzioni di prima scelta sono le soluzioni cristalloidi bilanciate per ripristinare la concentrazione di fluidi nei comparti intracellulare e interstiziale. La quantità di fluido da infondere viene calcolata usando la formula: (peso corporeo (Kg) x percentuale di disidratazione (deficit)) + estimate perdite (ml) + fluido di mantenimento (ml) = ml totali, da somministrare in 12-36 ore. Le vie a disposizione sono: la via orale, che è la più fisiologica ma può essere utilizzata solo per il mantenimento quando il paziente è stabile; la via sottocutanea, utilizzata solo per il mantenimento e in casi di disidratazione lieve; la via endovenosa, che è la prima scelta nel paziente critico perché dà la possibilità di infondere grandi quantità di fluidi con un rapido assorbimento; la via intraossea, da utilizzare solamente nei cuccioli. Le soluzioni utilizzate sono: le soluzioni cristalloidi isotoniche, che si distribuiscono rapidamente nello spazio interstiziale; le soluzioni colloidali, che rimangono a lungo nello spazio vascolare, utili quando i cristalloidi non sono sufficienti per ristabilire l’equilibrio emodinamico; le soluzioni saline ipertoniche, che non devono essere utilizzate in pazienti disidratati, ma possono essere utili nel trattamento dello shock quando sussiste un trauma cranico.

CHETOACIDOSI DIABETICA La terza relazione della dott.ssa Valtolina è stata dedicata alla gestione della chetoacidosi diabetica, una delle emergenze endocrinologiche più comuni nel gatto. I segni clinici associati sono letargia, anoressia, vomito, poliuria e polidipsia, perdita di peso e alle volte è possibile apprezzare un forte odore di acetone nell’expirium. La chetoacidosi diabetica può essere diagnosticata tramite l’esame fisico e con esami di laboratorio di base che confermino la presenza di iperglicemia, acidosi metabolica e presenza di chetoni nel siero e nelle urine (utilizzando il dipstick urinario). La terapia d’elezione è quella con insulina, ma è importante valutare le alterazioni elettrolitiche e correggerle prima di impostarla. Alcuni pazienti, infatti, possono presentarsi ipercaliemici o ipernatremici, altri iopcaliemici e ipofosfatemici e sviluppare anemia. Il trattameno medico si deve inizialmente concentrare sulla correzione delle alterazioni emodinamiche e della disidratazione, sulla correzione delle alterazioni elettrolitiche e sulla somministrazione di insulina. Poiché la risposta dell’animale all’insulina è varia, è consigliato utilizzare quella ad effetto breve. Quando l’animale ha superato la crisi, è negativo ai chetoni ed è in grado di assumere spontaneamente l’alimento, è possibile passare all’insulina ad azione prolungata. In emergenza vi sono due protocolli per la somministrazione di insulina, iniezioni intramuscolari ogni ora o in infusione continua. Inoltre dovrebbero essere utilizzati antibiotici ad ampio spettro, antiemetici se necessario, e il supporto nutrizionale tramite sonda.

IL DOLORE La giornata si è conclusa con la relazione del dott. Giuliano Ravasio: “Terapia del dolore nel paziente felino: complessità della valutazione del dolore e sua gestione farmacologica”. Il controllo del dolore è di fondamentale importanza, in quanto è in grado di influenzare il normale comportamento dell’animale portando ad anoressia/disoressia, aggressività, depressione, alterazione della minzione e della defecazione, alterazione dei rapporti con l’uomo e con altri animali. Dal punto di vista fisiopatologico, il dolore aumenta l’attività del sistema nervoso simpatico, favorendo la liberazione di catecolamine, e predisponendo a tachicardia ed ipertensione. Inoltre il dolore cronico altera il normale metabolismo e l’attività neuroendocrina. Tutto questo risulta in uno stress continuo per l’animale. Il dott. Ravasio si è inoltre soffermato sul concetto di allodinia, ovvero lo sviluppo di memoria del dolore, che si crea quando il dolore è cronico, ed è sufficiente uno stimolo minimo per scatenare una risposta dolorifica importante. Molti interventi di routine, come l’ovarioisterectomia, vengono sottovalutati sotto questo punto di vista. Il dolore postoperatorio dipende dall’abilità del chirurgo e dalla sede dell’intervento. Ad esempio il dolore più intenso è provocato da interventi a livello di addome superiore, un dolore più lieve ma più duraturo è provocato da interventi all’addome inferiore, mentre un dolore di media entità è provocato da interventi ad arti e colonna.


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I farmaci che più frequentemente vengono utilizzati per il controllo del dolore sono gli oppiacei, soprattutto quelli a durata maggiore e gli alfa 2 agonisti. I FANS possono essere utilizzati nel gatto, ma con alcune precauzioni e associati ad anti H2. Molto efficaci sono anche alcuni oppioidi di sintesi.

CKD 4° STADIO La seconda giornata è stata aperta dalla Prof.ssa Paola Scarpa (DVM, PhD, SCMPA, Milano) con l’argomento “CKD 4° stadio”. Il paziente uremico: valutazione clinica e di laboratorio sino alla proposta di ricovero”. La Prof.ssa Scarpa ha riportato la stadiazione della CKD proposta dall’IRIS (nternational Renal Interest Society), secondo la quale la CKD consiste in un danno renale persistente da almeno 3 mesi con o senza riduzione della velocità di filtrazione glomerulare, oppure in una riduzione della stessa di oltre il 50% che persiste da più di 3 mesi. Nel 4° stadio il soggetto sviluppa uremia, ed è nella fase più critica, in un conclamato stato di insufficienza renale, con valori di creatinina sierica > 5,0 mg/dl. Il 30% di questi pazienti ha circa 15 anni di età. I tempi di sopravvivenza si allungano quanto più precocemente è stata fatta la diagnosi e iniziata la terapia medica. Quest’ultima è volta a preservare l’equilibrio idro-elettrolitico e acido-base del paziente e ad ostacolare l’insorgenza di iperparatiroidismo, ipertensione e proteinuria. Il trattamento per questi pazienti prevede un adeguato apporto nutrizionale, la somministrazione di chelanti il fosforo in caso di iperfosforemia persistente, di amlodipina in caso di ipertensione arteriosa e di ace-inibitori in presenza di proteinuria. Il rilievo di vomito, disoressia, anemia microcitica, potrebbe suggerire la presenza di una gastroduodenite emorragica, quindi è consigliata la somministrazione di antistaminici anti-H2; l’eritropoietina viene presa in considerazione in presenza di un’anemia normocromica normocitica non rigenerativa e di un PCV minore di 20. Quando è necessaria l’ospedalizzazione? Nelle prime fasi, in presenza di gastrite uremica o anemia il trattamento può essere fatto dal proprietario “at home”. In 4° fase, quando compaiono ipertensione, acidosi metabolica, debolezza muscolare data da ipopotassiemia e letargia, il ricovero è necessario, in quanto il paziente deve essere costantemente monitorato e la terapia deve essere modificata in base alle risposte dello stesso. La richiesta del ricovero, nonostante i soggetti siano affetti da patologia cronica progressiva ed irreversibile, è legato alla necessità di correggere gli squilibri idro-elettrolitici e acido-base e ad evitare la malnutrizione.

IL PAZIENTE UREMICO Successivamente la Dott.ssa Chiara Valtolina ha approfondito l’argomento affrontando la terapia e la gestione del paziente uremico. Gli animali con insufficienza renale che non manifestano segni clinici gravi, vengono gestiti a casa dal proprietario con l’ausilio di diete specifiche renali, fluidi sottocute e supplementazione di potassio e controllo dell’ipertensione con amlodipina. Altri animali vengono portati alla visita in stato di scompenso acuto dell’insufficienza renale cronica. L’esame obiettivo generale e un’attenta valutazione dell’apparato cardiocircolatorio sono il passo iniziale nella gestione di questi pazienti. Alcuni, infatti, possono presentare una patologia cardiaca sottostante, data dall’ipertensione sistemica, dall’anemia cronica, o da patologie cardiache primarie, ed essere predisposti a scompenso durante la fase di re-idratazione, sviluppando edema polmonare ed effusione pleurica. Il passo successivo è effettuare gli

www.vetjournal.it Vet Journal esami di laboratorio, che devono comprendere: profilo biochimico ed ematologico, valutazione degli elettroliti, dell’emogas venoso, esame biochimico e microbiologico delle urine, valutazione dl rapporto proteine urinarie e creatinina urinaria. La fluidoterapia, sempre per via endovenosa, è la parte iniziale del trattamento e deve essere regolata e modificata in base alla produzione urinaria. La correzione della disidratazione deve essere effettuata in 12-24 ore, con soluzione fisiologica di sodio cloruro o di Ringer lattato, oppure con il giudizioso utilizzo di ipotoniche associate a quelle isotoniche. La correzione può essere fatta in modo più conservativo nei soggetti cardiopatici. Se sono evidenti segni di ipervolemia o di scompenso cardiaco o se la produzione urinaria rimane inferiore ai 0,5 ml/Kg/h, si utilizzano diuretici d’ansa o mannitolo. L’acidosi metabolica può essere corretta con la sola fluidoterapia e reidratazione, ma alcuni animali (Ph< 7,2 dopo fluidoterapia) richiedono la somministrazione di bicarbonato. Il potassio può essere integrato aggiungendo potassio cloruro alla fluidoterapia assicurandosi che la velocità di somministrazione non superi i 0,5 mEq/L/h. Se è presente una severa anemia, tale da causale alterazione della volemia, deve essere presa in considerazione una trasfusione di sangue oppure il trattamento con eritropoietina se l’ematocrito è inferiore al 20%. Per controllare la gastrite uremica si somministrano antiemetici, inibitori della pompa protonica e/o antistaminici. In caso di anoressia è raccomandato posizionare una sonda esofagea.

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INSUFFICIENZA RENALE ACUTA La Dott.ssa Valtolina ha proseguito con la relazione “Trattamento dell’insufficienza renale acuta nel gatto”. Le tre forme di più comune riscontro nel gatto sono l’insufficienza pre-renale, secondario ad ipoperfusione, intrinseca, causata da nefrotossine o da ischemia, e post-renale, da ostruzione del flusso urinario. La procedura da seguire per arrivare alla diagnosi è quella già descritta per il paziente in crisi uremica. Il trattamento iniziale del paziente deve essere volto a ristabilire e a mantenere l’euvolemia; la diuresi chimica, od osmotica, non dovrebbe mai essere iniziata in un animale disidratato o ipovolemico, anche se la produzione urinaria è bassa. La soluzione da infondere è cristalloide isotonica e la velocità dipende dalla percentuale di disidratazione. Il paziente deve essere continuamente monitorato, per evitare complicazioni associate all’ipervolemia; i gatti sono soggetti a sviluppare sovraccarico idrico, specialmente se oligo-anurici. Si procede quindi con la correzione degli squilibri acido-base ed elettrolitici. Nei soggetti in cui la produzione urinaria è normale o aumentata e nei soggetti in cui si è ottenuta la risoluzione dell’oligo-anuria in poliuria, la fluidoterapia deve essere reinstaurata e continuata fino alla risoluzione dell’azotemia. Quando la terapia medica risulta inadeguata o insufficiente al miglioramento della condizione del paziente e la prognosi diventa grave, l’eutanasia dovrebbe essere discussa con i proprietari. Tuttavia, animali in queste condizioni potrebbero beneficiare della dialisi peritoneale.

La dialisi peritoneale è considerata come una procedura di salvataggio, atta a sostituire la funzionalità escretoria del rene nei casi in cui l’animale non risponde alla terapia medica aggressiva. Permette l’eliminazione dalla circolazione di soluti e sostanze tossiche azotate accumulate durante l’insufficienza renale acuta, attraverso il peritoneo che funziona come membrana semipermeabile tra la circolazione sistemica e una soluzione elettrolitica fisiologica contenente destrosio introdotta in cavità addominale. Questo avviene grazie al movimento dinamico di fluidi e soluti tra il compartimento extracellulare, la membrana peritoneale e la soluzione introdotta, mediante il processo di diffusione, convenzione e ultrafiltrazione. La dialisi peritoneale è una tecnica che richiede un lavoro intenso ed un coinvolgimento continuo da parte del medico veterinario, una buona collaborazione del paziente ed il proprietario deve essere pronto ad impegnarsi sia economicamente che emotivamente senza la garanzia di un risultato po-


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sitivo. Per questi motivi è necessario effettuare un’accurata selezione del paziente. La procedura si basa sull’inserimento di un catetere in cavità peritoneale (con posizionamento percutaneo o chirurgico) collegato a un sistema a “Y” o ad un sistema di drenaggio attivo intermittente. La soluzione di dialisi è una soluzione cristalloide contenente 1,5% di destrosio. Si possono utilizzare soluzioni ipertoniche al 2,5% o al 4,5% ma per brevi periodi di tempo perché possono causare disidratazione. Il volume da infondere per ciclo è di 15-20 ml/Kg nelle prime 24 ore e 30-40 ml/Kg nei giorni successivi. Il trattamento continua fino a che la produzione di urina aumenta e l’animale è in grado di mantenere l’equilibrio idro-elettrolitico con la sola terapia medica. Sussistono però numerose complicazioni, come l’ostruzione dl catetere, formazione di un edema sottocutaneo, ipoalbuminemia e squilibri idro-elettrolitici secondari. Inoltre, è di fondamentale importanza il mantenimento di una costante asepsi per diminuire l’insorgenza di complicanze settiche.

ANESTESIA La sessione pomeridiana si è aperta affrontando il tema dell’anestesia del paziente felino nefropatico, con il Dott. Giuliano Ravasio che ha mostrato le linee guida per un corretto approccio anestesiologico anche nei pazienti critici. L’insufficienza renale, infatti, influenza in modo considerevole l’anestesia. L’emivita plasmatica dei farmaci e dei loro metaboliti escreti per via renale può aumentare e l’uremia e l’acidemia alterano il legame farmaco-proteico, risultando in un aumento della concentrazione ematica rispetto al paziente normale. È bene quindi utilizzare una dose inferiore di farmaco in modo che il suo effetto non sia prolungato. Molto importante è la stabilizzazione del paziente prima di iniziare qualunque procedura. La premedicazione non deve essere eccessiva, evitare la ketamina in quanto porta all’aumento delle catecolamine circolanti e all’aumento delle resistenze periferiche e i metaboliti attivi sono escreti per via renale. Evitare anche gli alfa2 agonisti, poiché aumentano l’escrezione di potassio e la diuresi, ed hanno attività antinsulinica. Molto utilizzati sono invece gli oppioidi. Per quanto riguarda l’induzione è consigliato l’uso di propofol ad effetto. Tutti i farmaci anestetici diminuiscono la velocità di filtrazione glomerulare, pertanto durante l’anestesia è importante mantenere la pressione intorno ai 70-80 mmHg, usando eventualmente dopamina o dobutamina. È anche molto utile cateterizzare il paziente per monitorare la quantità di urina prodotta.

IL PAZIENTE NEFROPATICO Successivamente la Dott.ssa Silvia Chinosi (Med Vet, PhD, Milano) ha affrontato l’argomento del paziente felino nefropatico dal punto di vista dell’ecografista. Ma quali indicazioni può dare questo tipo di procedura? Innanzitutto consente una valutazione completa del soggetto, e in caso di iperazotemia pre-renale è possibile effettuare una valutazione ecocardiografica per verificare la presenza di patologie cardiache sottostanti. Inoltre si possono riscontrare eventuali trombi all’interno dei vasi renali o di masse extravascolari. La valutazione ecografica è molto utile in quanto permette di indirizzare il medico veterinario verso un approccio di tipo medico o di tipo chirurgico. Nel primo caso troviamo soggetti con iperazotemia renale primaria che possono essere affetti da riacutizzazione di patologie croniche, presentando un quadro ecografico indicativo di nefropatia cronica, che può variare da una semplice iperecogenicità corticale fino ad un aspetto a “rene grinzo” o rene policistico; oppure soggetti con nefromegalia ed ecogenicità corticale variabile dove è possibile sospettare patologie infiltrativi come il linfoma. L’approccio chirurgico, invece, può essere indicato in soggetti con una massa a carico di uno dei due reni, in presenza di urolitiasi, ostruzioni extra o intra-luminali o dalla rottura delle vie escretrici.

STABILIZZARE IL PAZIENTE Le due relazioni successive, che hanno chiuso il seminario, sono state entrambe presentate dal Dott. Ravasio e dalla Dott.ssa Valtolina. Nella prima relazione sono state date le linee guida per stabilizzare il paziente felino ostruito prima di “bussare alla porta del chirurgo”. L’ostruzione uretrale nel gatto è, infatti, una delle condizioni più comuni che il medico veterinario deve affrontare. È una patologia critica ma potenzialmente trattabile e la percentuale di successo dipende da una rapida e meticolosa valutazione delle condizioni cliniche del paziente e dalla corretta stabilizzazione del paziente prima di procedere con l’anestesia e alla disostruzione uretrale. In un recente studio retrospettivo, a proposito dell’ostruzione uretrale nel gatto, emergeva che il 12% dei soggetti presenta alterazioni elettrolitiche (concentrazione di potassio sierico >8mEq/L) e metaboliche gravi (Ph < 7,2). Inoltre, una temperatura di 35-35,9°C e una frequenza cardiaca inferiore a 120 bpm, avevano una specificità del 100% per la presenza di ipercaliemia grave. In questo caso la valutazione ECG e degli elettroliti è importante. Se l’ECG mostra severe alterazioni della morfologia del ritmo cardiaco, la correzione di

quest’ultimo deve avere la precedenza su ogni altro trattamento. Per stabilizzare il paziente è importante ottenere l’accesso venoso e cominciare la fluidoterapia preferibilmente con Ringer lattato, inizialmente tramite boli di 10 ml/Kg in 20 minuti. Nei gatti con compromissione cardiovascolare è fondamentale somministrare calcio gluconato per proteggere il miocardio dagli effetti tossici dell’ipercalcemia. Quando la fluidoterapia non è sufficiente a diminuire la concentrazione plasmatica del potassio, si può ricorrere alla somministrazione di insulina e destrosio. È importante monitorare e correggere la temperatura corporea e somministrare un analgesico, ideale una bassa dose di oppioide. La cistocentesi è raramente necessaria ed è associata a complicazioni gravi. La procedura d’elezione è la cateterizzazione uretrale, che deve essere fatta con l’animale anestetizzato e rispettando le regole dell’asepsi. Una volta posizionato il catetere in vescica, è bene raccogliere un campione di urina per le analisi, lavare accuratamente la vescica con soluzione fisiologica sterile e lasciare il catetere in situ collegato ad un sistema di raccolta chiuso.

IL PAZIENTE OSTRUITO A seguire, la seconda ed ultima relazione della giornata: “ Il paziente ostruito, tutto ciò che dovete sapere e fare dopo che il paziente è uscito dalla sala operatoria”. Il gatto disostruito richiede un costante monitoraggio per almeno 24-48 ore successive alla procedura, in quanto l’azotemia “post renale” persiste per almeno 12-24 ore dopo la disostruzione. Il catetere urinario deve essere mantenuto per almeno 24-72 ore e deve essere collegato ad

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un sistema chiuso e mantenuta la sterilità. L’utilizzo dell’antibiotico ad ampio spettro non è raccomandato come pratica routinaria, a meno che l’antibiogramma non evidenzi un’infezione già in atto, in quanto aumenta la possibilità di sviluppo di infezioni batteriche resistenti. Molta attenzione deve essere posta ad un fenomeno chiamato diuresi post-ostruttiva, causa comune di poliuria (la produzione urinaria può aumentare fino a 20 ml/Kg/h). Le tre cause principali, che contribuiscono a questo fenomeno, sono: alterata funzionalità del tubulo prossimale del rene, alterata risposta del tubulo collettore distale all’ormone antidiuretico e lo sviluppo di una diuresi osmotica. La diuresi post-ostruttiva può portare a severe alterazioni dell’equilibrio idrico e a grave disidratazione. Per questo motivo è fondamentale monitorare nelle 2448 ore post disostruzione la quantità di urina prodotta dal paziente, per poter regolare la quantità di fluidi da infondere. L’analgesia dell’animale è di fondamentale importanza. Sono utilizzati principalmente oppioidi come la buprenorfina o il metadone che vengono ben tollerati dal paziente felino. Se l’infiammazione uretrale è molto grave, è possibile la somministrazione di FANS, e se la minzione risulta difficoltosa è consigliato l’utilizzo di farmaci che diminuiscono il tono della muscolatura uretrale, come dantrolene e fenossibenzamina. È molto importante avvisare il proprietario che il gatto potrebbe andare incontro a nuovi episodi di ostruzione uretrale, quindi è consigliata una dieta specialistica e aumentare la quantità d’acqua nel cibo. Si ringrazia Lucia Parena, Med Vet, libero professionista di Torino per i dati forniti. ■

VIRUS A/H1N1: L’INFEZIONE DEL FURETTO NON DEVE SORPRENDERE a trasmissione del virus H1N1 dall’uomo a un furetto non deve sorprendere e sottolinea una ben nota realtà scientifica: i virus influenzali A possono avere numerosi ospiti a sangue caldo, sia animali sia umani, e si spostano tra di essi nel tempo. È quanto li legge nel commento della International Society for Infectious Disease alla notizia di un furetto infettato dal virus H1N1 trasmesso dal suo proprietario. Era stata diffusa martedì (20 ottobre) la conferma del primo animale domestico positivo al virus H1N1: negli Stati Uniti, a Portland (Oregon), un furetto, il cui proprietario mostrava sintomi influenzali, è risultato positivo al test per la diagnosi del virus A/H1N1. Lo ha comunicato il Servizio di Sanita’ veterinaria dell’Oregon che ha effettuato la diagnosi, successivamente confermata dal Dipartimento dell’Agricoltura. L’animale mostrava gravi problemi respiratori e sintomi influenzali, come febbre, tosse, raffreddore e debolezza. II Laboratorio di analisi veterinarie della Oregon State University ha effettuato la PCR sulle secrezioni nasali dell’animale, confermando il sospetto del veterinario curante di infezione da virus H1N1. Come si legge in un articolo sulla sorveglianza dei virus influenzali negli animali pubblicato su Vaccine, i virus influenzali di tipo A, B e C appartengono tutti alla famiglia Orthomyxoviridae e condividono

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quindi molte proprietà biologiche. La differenza chiave tra di essi è il loro range di ospiti in vivo: mentre i virus influenzali di tipo B e C sono principalmente patologi umane che sono stati isolati anche rispettivamente nella foca e nel suino, i virus influenzali di tipo A sono stati isolati da molte specie incluso l’uomo, il suino, il cavallo, i mammiferi marini e un’ampia varietà di uccelli domestici e selvatici. Per questo, il primo caso di identificazione del virus H1N1 in un furetto non deve sorprendere completamente. Per citare l’esempio del virus dell’influenza aviaria H5N1, nel corso dell’evoluzione dell’infezione esso è stato identificato nei gatti domestici, nella tigre, nello zibetto e recentemente nel pica cinese (lagomorfo). Poiché spesso è l’uomo a trasmettere il virus a nuove specie animali sensibili, più persone saranno infettate dal virus H1N1 e più spesso ci accadrà di osservare la sua “prima volta in una nuova specie”. I furetti sono sensibili ai virus influenzali di tipo A. Cani e gatti non sono considerati sensibili al virus H1N1. Come conclude l’articolo su Vaccine, benché sia virtualmente impossibile prevenire nuove epidemie influenzali umane e animali, la sorveglianza globale dei virus influenzali negli animali gioca un ruolo chiave nell’identificazione precoce delle nuove minacce. (M.G.M)


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Prima conferenza mondiale sulla formazione veterinaria L’OIE chiede una formazione accademica adeguata alle nuove sfide internazionali. Ne parliamo con il Prof. Gualtiero Gandini

Parigi, nella prestigiosa Maison de la Chimie si è svolta dal 12 al 14 Ottobre la prima conferenza mondiale dedicata alla formazione veterinaria dal titolo ‘Evolving veterinary education for a safer world’ organizzata dall’OIE (Organization International des Epizoozies, ora denominata World Organization for Animal Health). La conferenza, supportata dall’adesione di più di 400 tra presidi e direttori di istituzioni per la formazione veterinaria, aveva il chiaro proposito di affrontare le differenze tra i piani di studio delle diverse scuole veterinarie e le loro importanti ripercussioni in un mondo (e un sistema) sempre più globale che richiede non solo unitarietà in tema di “trading”, di procedure e normative, ma anche di formazione dei futuri veterinari. I lavori sono stati aperti dall’intervento dell’on. Francesca Martini, sottosegretario alla salute con delega alla veterinaria e sono proseguiti articolandosi in diverse sessioni che hanno affrontato l’argomento secondo le diverse specificità e prospettive. Il target della conferenza erano proprio le istituzioni preposte alla formazione del medico veterinario, cioè le Facoltà rappresentate dai presidi e dai direttori dei diversi istituti di formazione. Nel corso degli interventi, più volte è stato ribadito il concetto-slogan di “One world - One health”, così come più volte è stato posto l’accento sul fatto che la preparazione del futuro medico veterinario debba rimanere al passo con la spedita evoluzione delle necessità mondiali che prevedono, nel giro di pochi anni, una popolazione di circa 8 miliardi di individui e stimano il concomitante raddoppio del fabbisogno di proteine animali. Il direttore generale dell’OIE, dr. Bernard Vallat, riconoscendo che circa l’80% delle nuove malattie potenzialmente pericolose per l’uomo deriva dagli animali, ha affermato nel suo intervento che “è di importanza cruciale che i piani di studi veterinari a livello mondiale includano opportunità di training nella gestione del riconoscimento precoce dei rischi di epidemie di malattie infettive e nella capacità di impostare risposte rapide e adeguate a questi eventi”. Sempre citando Vallat, “nella necessità di prevenire e controllare le malattie sull’intero pianeta, i medici veterinari devono ricevere una formazione e un training che li renda in grado non solo di acquisire una professionalità eccellente ma, dal momento che sono direttamente coinvolti negli organismi nazionali di tutela della salute, anche una preparazione che conferisca loro una migliore padronanza dei meccanismi legislativi, di management e di comunicazione sia a livello nazionale che internazionale”.

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Dagli interventi succedutisi, sono scaturite diverse esigenze condivise, tra cui la necessità di: • definire un piano di studi (curriculum) minimo garantito per tutti i veterinari, indipendentemente dalle istituzioni nazionali preposte alla formazione pre-laurea; • programmare, strutturare e rendere obbligatori quei meccanismi necessari a migliorare la qualità e i contenuti della didattica veterinaria, come ad esempio quelle istituzioni che, come EAEVE e AVMA, sono preposte al controllo e alla certificazione della qualità della didattica universitaria; • scambiare opinioni sulle priorità dei contenuti dei corsi accademici, con la chiara finalità di raggiungere un consenso su un adeguato curriculum veterinario da raccomandare alla comunità internazionale; • assicurare che il futuro laureato sia sempre più in grado di lavorare in un contesto internazionale, avendo acquisito la capacità di applicare procedure standard internazionali di sanità pubblica per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive, la sicurezza alimentare e il benessere animale; • coinvolgere gli Ordini Professionali nell’armonizzazione delle procedure di riconoscimento delle Facoltà di Medicina Veterinaria. Per l’Italia alla conferenza hanno partecipato, tra le altre, le rappresentanze del Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti, della FNOVI, e di alcune Facoltà di Medicina Veterinaria. Abbiamo posto alcune domande al prof. Gualtiero Gandini, Presidente della Commissione Didattica della Facoltà di Bologna, rappresentante assieme al preside, prof. Santino Prosperi, della Facoltà emiliana. PV: Quale è stata la sua impressione della conferenza? Prof. Gualtiero Gandini: A mio avviso il fatto che la conferenza sia stata fatta è di per sé già un grande successo, perché stigmatizza la necessità di linee guida operative comuni presenti già nella fase di formazione del futuro laureato in medicina veterinaria. Ancor più importante il fatto che questa non sia una necessità astratta, ma tragga motivazione da esigenze “globali” di sicurezza e tutela della salute. Sicuramente l’idea è ambiziosa in quanto le realtà mondiali sono estremamente diverse e difficilmente armonizzabili, ma la conferenza è un primo passo che credo avrà importanti sviluppi futuri. PV: Lei è intervenuto nella discussione. Vuole spiegarci il contenuto del suo intervento? Prof. Gandini: È presto detto: io mi considero uno che lavora “in trincea” nel settore della formazione. Durante tutta la conferenza, la domanda che mi girava per la testa era. come fare a raggiungere, da un punto di vista pratico e operativo, questi obiettivi che tutti convengono essere di estrema importanza….. Come fare? Nel mio intervento ho semplicemente sottolineato la necessità che l’OIE si facesse portatore presso le Istituzioni governative nazionali e internazionali della necessità di operare cambiamenti, a volte anche radicali, nel settore della formazione del laureato in Medicina Ve-

terinaria. In parole povere, che facesse pressione sui governi affinché certi cambiamenti possano avvenire. Provocatoriamente ho aggiunto che in molti Paesi le Università non sono il luogo del rinnovamento delle diverse forme del sapere, bensì quello della loro mera preservazione …. la mia esperienza mi porta a dire che le Università non sempre si rinnovano spontaneamente, anzi … a volte hanno bisogno di una spinta! PV: Cioè? Prof. Gandini: Guardi la situazione Italiana: le Facoltà laureano compulsivamente ancora un numero esorbitante di veterinari se rapportato a quello dei paesi che consideriamo “nostri pari”, come Francia e Germania. Il tema della qualità della formazione, inevitabilmente imperniato su numeri inferiori di studenti, per quanto sia una realtà evidente delle migliori situazioni europee, è ancora colpevolmente poco riconosciuto in molti ambiti accademici nazionali. Ma le pare che nel 2009 ci sia ancora qualcuno che invoca il libero accesso alle Facoltà? Sono affermazioni irresponsabili che non colgono la drammatica necessità di una programmazione armonica in sintonia con le esigenze del Paese. Una rilevante percentuale di veterinari ha una percezione totalmente negativa dell’ambiente universitario in cui si sono formati, che viene spesso definito come autoreferenziale, non al passo con i tempi, avulso dalle reali necessità del tessuto sociale: questo non le pare significativo? PV: Cosa si aspetta dal mondo della professione? Prof. Gandini: Alcune cose importanti: su tutte, che impari a distinguere tra le diverse realtà accademiche italiane e che aiuti quelle che perseguono un percorso reale e non millantato di qualità su standard europei, come quelli richiesti dalla EAEVE e, nella formazione postlaurea, dalla EBVS (European Board of Veterinary Specialization) e dai diversi College Europei. Vede, la situazione accademica, per quanto riguarda la medicina veterinaria, è in questi anni particolarmente fluida, contraddittoria e per questo interessante: rispetto all’immobilismo che è durato per decenni, adesso si ha la netta percezione che il vecchio sistema (organizzativo, didattico, ma anche di potere) non funzioni più, ma che il nuovo non sia ancora effettivamente nato o che debba ancora dimostrare di essere migliore del precedente. È una fase di interregno in cui coesistono grandi contraddizioni e che forse sta durando un po’ troppo… del resto non si può dire che, per quanto l’Europa vada in una direzione, l’Italia proceda di buon grado nella medesima! Ho visitato molte Facoltà estere e la percezione è che tra l’efficacia della loro didattica e la nostra, ci sia ancora un abisso! Credo che ci sia una grande necessità di programmazione condivisa di obiettivi ma, forse ancora di più, della definizione delle modalità con cui raggiungerli… PV: In sintesi? Prof. Gandini: Per tornare alla domanda, ritengo che il mondo della professione possa fare moltissimo per il mondo della formazione. All’interno delle Università esistono realtà estremamente interessanti che premono per a-

L’INSEGNAMENTO VETERINARIO È UN BENE PUBBLICO na formazione e un aggiornamento adeguato hanno un impatto diretto sui risultati della veterinaria pubblica e privata. Per questo l’OIE, l’organizzazione mondiale della sanità animale considera la formazione permanente un obiettivo prioritario e incoraggia i propri membri al rafforzamento delle politiche per la formazione. Una veterinaria, pubblica e privata, adeguatamente preparata è indispensabile al perseguimento degli obiettivi di miglioramento mondiale della sanità animale. Si punta ad un curriculum di studio armonizzato a livello internazionale per il rilascio di una qualifica riconosciuta nel mondo. Intervenuta alla sessione inaugurale, Francesca Martini, Sottosegretario alla Salute, ha sottolineato che “la formazione veterinaria rappresenta un pilastro fondamentale della Sanità Pubblica, della Salute degli Animali e del loro Benessere e da un impatto dirompente alla Sicurezza Alimentare. In questo senso l’insegnamento veterinario è da considerarsi un bene pubblico e non commerciale, sia per i professionisti che operano nelle strutture di Governo e di controllo ufficiale, sia per quelli che garantiscono la salute ed il benessere degli animali da compagnia o accompagnano le attività private nei settori dell’allevamento e delle produzioni agroalimentari’’. “È fondamentale - ha proseguito Martini - che attraverso le scuole di veterinaria i medici veterinari sentano profondamente l’appartenenza ad una professione che contribuisce allo sviluppo del loro Paese ed alla salute ed al benessere dei cittadini in un mondo globalizzato’. È inoltre “da ritenersi strategico che la vigilanza sulla qualità e sugli obbiettivi dell’insegnamento veterinario sia mantenuta dagli Organi di Governo ai massimi livelli e che si realizzi una sinergia con i rappresentanti del corpo docente per assicurare un’elevata valorizzazione ed impiego dei professionisti laureati dalle scuole di veterinaria’’.

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ver voce e meritano di essere ascoltate e aiutate. Senza ricadere nella logica del “muro contro muro”, che ha imperato fino a poco tempo fa, con il solo risultato di allineare i due eserciti su posizioni nette e contrapposte, eliminando tutte le sfumature e le possibili convergenze. Si tratta semplicemente di distinguere tra chi lavora per porsi in una dimensione Europea e chi per mantenere uno status quo. È davvero tempo di avere meno studenti e meglio preparati, ma anche fondi adeguati per una didattica di qualità, non distribuiti a pioggia ma sulla base delle certificazioni raggiunte. E, non da ultimo, programmi didattici misurati sulle esigenze che il mondo della professione individua e condivide con l’università: non è questo in fondo il senso della Conferenza promossa dalla OIE? ■


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Lavoro e Qualità: il 21 novembre si riunisce il Consiglio Nazionale ANMVI Convocazione allargata ai vertici dei Consigli Regionali el decimo anniversario dalla fondazione dell'Anmvi, il Consiglio nazionale si riunirà a Cremona il 21 novembre per parlare di "Lavoro e Qualità". L'organo assembleare dell'Anmvi, che riunisce i presidenti delle Associazioni federate, sarà allargato alla dirigenza regionale

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dell'Associazione. Sono stati invitati i Presidenti, Vice Presidenti e Segretari dei Consigli Regionali ANMVI. Per la delicatezza e l'attualità dei temi in programma il Presidente dell'Anmvi Sandro Barbacini ha chiesto la presenza dei vertici delle rappresentanze istituzionali della professione: i presidenti di Fnovi ed Enpav e il Capo Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterina-

ria, la Nutrizione e la Sicurezza degli Alimenti, Romano Marabelli. È stato invitato anche il Presidente di Confprofessioni, la confederazione dei liberi professionisti a cui aderisce Anmvi.

ASSEMBLEE La prossima Assemblea Nazionale dei Delegati ENPAV si terrà invece nella mattinata di

sabato 28 Novembre, nella città di Pescara, presso l'Auditorium "Leonardo Petruzzi" del Museo delle Genti d'Abruzzo. Nel pomeriggio, i Delegati Nazionali e i Presidenti di Ordine sono invitati al Convegno, organizzato congiuntamente da ENPAV e FNOVI, dal titolo "Una nuova gestione del farmaco cambierà la professione". Il giorno seguente, 29 Novembre, nella stessa sede si svolgerà il consiglio Nazionale FNOVI, alla cui partecipazione sono chiamati i Presidenti di Ordine. La Federazione ha programmato presso il Museo delle Genti d'Abruzzo i lavori del prossimo Consiglio Nazionale che, come accaduto anche in precedenti edizioni, si articolerà su più giorni. Ai lavori di domenica 29 potranno assistere i Delegati Enpav, in virtù delle rilevanti problematiche in discussione che affiancheranno la trattazione di argomenti di più stretto carattere istituzionale. ■

APPUNTAMENTO CON IL CVB ell’ambito dell’attività di aggiornamento il Circolo Veterinario Bolognese organizza il 29 novembre un incontro dedicato alla gastroenterologia dal titolo "Aggiornamenti sulle malattie del pancreas esocrino e loro correlazioni con le enteropatie croniche". Relatore sarà il Dottor Ugo Lotti. La domanda di iscrizione va inviata entro il 26/11/2009. La sede è la sala conferenze del Novotel, Via Villanova, 31, Villanova di Castenaso (Bo). Le malattie più importanti che coinvolgono il pancreas esocrino sono l’insufficiente funzionamento dell’organo e la pancreatite. Queste entità morbose e soprattutto la seconda erano considerate, in passato, come patologie a se stanti, il relatore oltre a trattarle nel dettaglio, spiegherà le correlazioni tra queste due malattie e le enteropatie croniche. Nella giornata saranno trattate, basandosi sia sulle pubblicazioni scientifiche più recenti che sull’esperienza pratica dell’autore, le teorie patogenetiche assieme agli approcci diagnostici e terapeutici più accreditati. L’utilizzo dei casi clinici interattivi sarà indispensabile per chiarire in concreto i più moderni sistemi di monitorizzazione della terapia associati a una corretta valutazione prognostica in conformità a criteri ormai ben definiti dalla letteratura internazionale. Per ulteriori informazioni: Tel 051.6182020/340.5186635 Tel./Fax 051.6313158

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Dalle Aziende

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Restomyl: supplemento di salute orale

RECENSIONE LA LEGISLAZIONE ALIMENTARE DELL'UNIONE EUROPEA Autore: Ruffo 1° ed., 145 pagg., Edizioni Medico Scientifiche, Maggio 2009

La linea Restomyl® per la salute del cavo orale di cani e gatti si arricchisce di un supplemento naturale, in grado di migliorare l’alito, controllando placca e tartaro ’alito cattivo (alitosi) è un problema serio, non solo perché può rendere complicata la vita in famiglia con il proprio pet, ma, soprattutto, perché è uno dei segni clinici più immediati di cattiva salute del cavo orale. La malattia parodontale (gengiviti e parodontiti) è, infatti, pressoché costantemente accompagnata da un alito fastidioso e pesante, che trova la sua spiegazione nel rilascio di composti volatili solforati da parte dei batteri anaerobi della placca. In questi casi, l’unico consiglio è la spazzolatura quotidiana dei denti. Un rimedio, però, che, oltre a non essere in grado di rimuovere la placca, una volta che questa si sia mineralizzata in tartaro, è un compito non solo continuativo, ma oggettivamente difficile da

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attuare, anche per proprietari attenti e scrupolosi. Restomyl® supplemento rappresenta un metodo completamente naturale ed innovativo per migliorare l’alito. È, infatti, composto al 100% di un’alga bruna (Ascophyllum nodosum) che, somministrata per via orale, è in

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Con l’emanazione del Decreto Legislativo n. 190 del 5 aprile 2006 e del Decreto Legislativo n. 193 del 6 novembre 2007, il legislatore italiano ha stabilito le sanzioni per i Regolamenti comunitari in materia di legislazione e sicurezza alimentare, sancendo la prevalenza della natura amministrativa delle violazioni nella tutela degli alimenti anche di origine animale, limitando il perseguimento in via penale a pochi casi specifici. L’opera è dedicata non solo agli addetti ai lavori del settore alimentare e dei controlli ufficiali, ma anche al consumatore, al fine di illustrare l’iter del legislatore nell’emanazione delle norme di legislazione veterinaria e alimentare come le ritroviamo oggi, nonché le procedure di repressione e prevenzione vigenti per garantire la tutela della salute pubblica. http://distribuzione.evsrl.it

grado di concentrarsi nella saliva, ed agire tramite due specifici meccanismi d’azione: 1) inibizione dell’adesione e della crescita dei batteri, grazie all’elevato contenuto in polisaccaridi solfatati (fucoidano); 2) riduzione della deposizione del tartaro, dato che i gruppi solfato possono acidificare il pH salivare, ed interferire con la formazione del tartaro stesso. Restomyl® supplemento è disponibile in confezione da 40 g, da miscelare, con apposito misurino dosatore, al cibo, sia secco che umido, a partire dalla comparsa dei denti definitivi. Il miglioramento dell’alito si manifesta generalmente a partire dalla terza settimana di trattamento. In un secondo tempo (in genere tra la terza e la quinta settimana), si può apprezzare anche la riduzione della deposizione del tartaro. Maggiori informazioni su www.innovet.it ■

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PROSSIMI AGGIORNAMENTI SCIENTIFICI SCIVAC Per informazioni: Segreteria SCIVAC - Paola Gambarotti - Tel. 0372/403508 - Fax 0372/403512 - E-mail: info@scivac.it - www.scivac.it

CORSI PRATICI

SEMINARIO INTERNAZIONALE

PRINCIPI DI ELETTROCARDIOGRAFIA, DIAGNOSI E TERAPIA DELLE ARITMIE Cremona, 10/12 Febbraio 2010 Centro Studi SCIVAC ECM: In fase di accreditamento DIRETTORE Roberto Santilli, Med Vet, Dipl ECVIM-CA (Cardiology), Samarate (VA)

Cremona, 4/6 Febbraio 2010 Centro Studi SCIVAC

RELATORI Luigi Bontempi, Med Vet, Bareggio (MI) Manuela Perego, Med Vet, Samarate (VA) Lucia Ramera, Med Vet, Chiari (BS) Roberto Santilli, Med Vet, Dipl ECVIM-CA (Cardiology), Samarate (VA) Alberto Tarducci, Med Vet, Torino

ECM: In fase di accreditamento

ISCRIZIONE Partecipazione a numero chiuso (36)

EMATOLOGIA

DIRETTORE Walter Bertazzolo, Med Vet, Dipl ECVCP, Pavia RELATORI Walter Bertazzolo, Med Vet, Dipl ECVCP, Pavia Stefano Comazzi, Med Vet, Dott Ric, Dipl ECVCP, Milano Saverio Paltrinieri, Med Vet, Dipl ECVCP, Milano ISCRIZIONE Partecipazione a numero chiuso (36) QUOTE Soci SCIVAC: € 480,00 + IVA 20% Non soci: € 680,00 + IVA 20%

QUOTE Soci SCIVAC: € 500,00 + IVA 20% Non soci: € 700,00 + IVA 20%

SIMPOSIO INTERNAZIONALE SULLE ARITMIE DEL CANE Torino, 28/29 Novembre 2009 NH Jolly Ambasciatori Centro Congressi Corso Vittorio Emanuele II, 10 10138 Torino (TO) ECM: In fase di accreditamento RELATORI Paola Gianella, Dr Med Vet, PhD, Italia Sydney Moise, DVM, Dipl ACVIM (Cardiology), Stati Uniti d’America Roberto Santilli, Dr Med Vet, Dipl ECVIM-CA (Cardiology), Italia Gianmario Spadacini, Med Chir, Spec Card, Italia DIRETTORE SCIENTIFICO Roberto Santilli, Dr Med Vet, Dipl ECVIM-CA (Cardiology), Italia


22 Calendario attività Dall’8 al 27 novembre Per visualizzare i programmi degli eventi di tutte le società clicca su www.evsrl.it/eventi Edizioni Veterinarie E.V. srl

8 NOV 8 NOV

INCONTRO REGIONALE SCIVAC CALABRIA INCONTRO REGIONALE SCIVAC ABRUZZO

COSA C’È DI NUOVO NELLA DIAGNOSI , PROGNOSI E TERAPIA DEI DISORDINI INFIAMMATORI CRONICI DELL’APPARATO GASTROENTERICO DEI PICCOLI ANIMALI - Palagarden, Roges di Rende (CS) - ECM: 2 Crediti - Per info: Monica Borghisani - Segr. Del. Reg. SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it DIAGNOSI E PREVENZIONE DELLA FIP - Hotel Miramare - Via Tito De Caesars, 8 - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it AGGIORNAMENTI IN NEUROLOGIA - Hotel Campanile - Rivoli (TO) - Via Guido Rossa 11 - ECM: 3 Crediti Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CORSO DI ECOGRAFIA AVANZATA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 20 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

8 NOV

INCONTRO REGIONALE SCIVAC PIEMONTE IN COLLABORAZIONE CON SOVEP

12 - 14 NOV

CORSO SCIVAC Attenzione: Date evento modificate. Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti.

12 - 14 NOV

CORSO SCIVAC Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti.

CORSO DI CITOLOGIA 2 - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 21 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

INCONTRO SIVAE

AGGIORNAMENTI DI MEDICINA DEGLI ANIMALI ESOTICI - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it METODICHE MANUALI: COSA C’È DI NUOVO? - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it RUOLO DELLA RADIOLOGIA TORACICA NEL PAZIENTE CARDIOPATICO - Centro Studi SCIVAC, Cremona Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it CITOLOGIA FUORI DALL’ORDINARIO: LAVAGGI BRONCO ALVEOLARI, CITOLOGIA GASTROENTERICA E DELLE MASSE SPINALI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento Per info: Erika Taravella - Segr. Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it ELEMENTI PER UN CORRETTO APPROCCIO CLINICO E TERAPEUTICO DELLA MALATTIA CARDIOVASCOLARE - Bari, Sheraton Hotel - Via Cadinale Agostino Ciasca 9 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segr. Del. Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

14 - 15 NOV 14 - 15 NOV 15 NOV 15 NOV 15 NOV 15 NOV 15 NOV 16 - 18 NOV

INCONTRO GRUPPO FR INCONTRO SVIDI

INCONTRO SICIV INCONTRO REGIONALE SCIVAC PUGLIA

INCONTRO REGIONALE SCIVAC VENETO

EMATOLOGIA UN GIOCO DI LUCI E COLORI - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

INCONTRO REGIONALE SCIVAC SICILIA IN COLLABORAZIONE CON L’ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI PALERMO CORSO SCIVAC

LA VISITA CLINICA E LA MEDICINA COMPORTAMENTALE - Palermo - Ordine dei Medici Veterinari - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 E-mail: delregionali@scivac.it GIORNATE DI APPROFONDIMENTO IN PRACTICE MANAGEMENT - Abitart Hotel, Roma - Via Pellegrino Matteucci, 10/20 - ECM: 14 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 E-mail: info@scivac.it CORSO AVANZATO INTENSIVO - INTERPRETAZIONE DI PREPARATI CITOLOGICI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 9 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it 2° IT. ODONTOSTOMATOLOGIA: I PARTE - RADIOLOGIA DENTALE E PARODONTOLOGIA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it LA COMUNICAZIONE DEL RISCHIO: UNA SFIDA PER LA MEDICINA VETERINARIA - Centro Studi EV Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it CORSO SISCA - PRESCRITTORE NEI PROGETTI DI PET THERAPY - Centro Studi EV - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it APPROCCIO MULTIMODALE ALL’ARTROSI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it

16 - 17 NOV

CORSO SCIVAC Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti.

17 - 20 NOV

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti.

18 - 20 NOV

CORSO AIVEMP IN COLLABORAZIONE CON REGIONE LOMBARDIA

20 - 21 NOV 21 - 22 NOV 21 NOV 21 NOV

CORSO SCIVAC / SISCA INCONTRO SIOVET

INCONTRO SIMIV INCONTRO

22 NOV

SEMINARIO NAZIONALE SIVAR IN COLLABORAZIONE CON DELEGAZIONI REGIONALI SIVAR PUGLIA E BASILICATA INCONTRO SIRVAC / SCVI Attenzione: Date evento modificate.

22 NOV

INCONTRO SISCA Attenzione: Date evento modificate.

21 NOV

22 NOV 22 NOV 22 NOV 25 - 27 NOV 26 - 27 NOV

INCONTRO SIMEF INCONTRO REGIONALE SCIVAC LIGURIA INCONTRO REGIONALE SCIVAC SARDEGNA IN COLLABORAZIONE CON ASVAC CORSO SIVAE CORSO ANMVI

TERAPIE IN MEDICINA CANINA: COSA C’È DI NUOVO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it INCONTRO SOCIETÀ SPECIALISTICHE SIRE E SIOCE - Perugia - Facoltà di Medicina Veterinaria - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it GIORNATA INTERREGIONALE SIVAR AGGIORNAMENTI IN BUIATRIA - Gioia del Colle (Bari) - Via Paolo Cassano, 319 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it APPROCCIO CLINICO E CHIRURGICO ALLE PRINCIPALI PATOLOGIE ONCOLOGICHE DELL’APPARATO RIPRODUTTORE FEMMINILE DEL CANE E DEL GATTO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Rich. Accr. - Per info: Erika Taravella - Segr. Soc. Spec. SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it BAMBINI E ANIMALI: LA ZOOANTROPOLOGIA DIDATTICA TRA I RUOLI DEL VETERINARIO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it PARASSITOSI EMERGENTI E RIEMERGENTI E EMOPLASMOSI FELINE - Centro Studi SCIVAC, Cremona Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it PATOLOGIE TRAUMATICHE DELLO SCHELETRO APPENDICOLARE - Astor Hotel - Nervi (GE) - Via delle Palme 16 - Nervi - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CHRONIC KIDNEY DISEASE E STADIAZIONE IRIS: NEFROPATIA CRONICA NEL CANE E NEL GATTO Ordine dei Medici Veterinari - Cagliari - VIA CARROZ,14 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CORSO BASE TEORICO-PRATICO DI COMPORTAMENTO, MEDICINA E CHIRURGIA DEL CONIGLIO - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it CORSO PER DATORI DI LAVORO IN STRUTTURA VETERINARIA. LA SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 12 Crediti - Per informazioni: Segreteria ANMVI - Tel. +39 0372 403536 - E-mail: info@anmvi.it

laPROFESSIONE

VETERINARIA 36 | 2009

PROFESSIONE la VETERINARIA La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV soc. cons. a.r.l., Cremona marketing@evsrl.it Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it

Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27-02-2004 N. 46) art. 1, comma 1 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl Cusago (MI) Professione Veterinaria pubblica notizie d'attualità e di rassegna i cui contenuti non rispecchiano necessariamente il pensiero della Testata. Interventi e opinioni attribuibili a Professione Veterinaria e/o all'ANMVI vengono esplicitamente indicate come tali. Chiuso in stampa il 26 ottobre 2009

SOLUZIONI

Risposta corretta: d) Seminario SCIVAC: “Patologie Ostruttive delle Vie Respiratorie: vivere con un filo d’aria Palermo, Giugno 2007

QUIZ 1

a Glaucoma b Ascesso orbitale c Neoplasia orbitale d Uveite

QUIZ 2

a febbre b disfagia c modifica della voce d stridore inspiratorio e tosse

2. Quale tra le seguenti patologie può NON essere causa di occhio dolente?

Risposta corretta: c) Delegazione Regionale SCIVAC Lombardia, Brescia - Marzo 2007

1. Quale, fra quelli sotto elencati, rappresenta il segno clinico più frequente in corso di paralisi laringea nel cane?



Professione Veterinaria, Anno 2009, Nr 36