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PROFESSIONE

la VETERINARIA A.N.M.V.I.

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

35 2009

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Anno 6, numero 35 dal 19 al 25 ottobre 2009 Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

TUTTI PROMOSSI ALL’ESAME DI STATO

SUBORDINAZIONE E LAVORO AUTONOMO

RABBIA SILVESTRE IN FRIULI

IN PIEMONTE UNA BANCA DATI PER I CANI AGGRESSIVI

STERILIZZAZIONE LA SISCA PUNTUALIZZA

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BREVI

FARE SISTEMA

DDL TUTELA ANIMALE Nel suo intervento in Commissione Affari Sociali, il Sottosegretario Francesca Martini ha riferito che il Ddl del Governo per la tutela degli animali e la prevenzione del randagismo “sarà approvato nell’ambito di una prossima riunione del Consiglio dei ministri”. Sospeso l’esame delle pdl in attesa del provvedimento del Governo.

IRAP Le professioni intellettuali sono compatte nel chiedere che nella prossima legge Finanziaria ci siano misure di sostegno economico e finanziario ad hoc. L’On Pierluigi Mantini ha annunciato la presentazione di un emendamento per l’abolizione dell’Irap.

OUTREACH La Dg Sanco e l’FVO hanno scelto l’Italia per realizzare la missione Outreach. Il Settore Salute del Ministero convocherà in novembre i principali rappresentati della realtà produttiva italiana per discutere delle attività del Food Veterinary Office e di alcuni temi d’attualità politica europea.

IGIENE DEI MANGIMI È in vigore dal 15 ottobre la disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento (CE) n. 183/2005 che stabilisce i requisiti per l’igiene dei mangimi. Sanzionate le violazioni in materia di registrazione e riconoscimento delle attività, importazione e rispetto dei requisiti generali previsti dalla norma comunitaria.

ABUSO DI PROFESSIONE Nel bilancio dei controlli effettuati dai Carabinieri del Nas nel periodo luglio-settembre 2009 figura ancora il reato di abuso di professione veterinaria. Nell’ambito delle operazioni in campo nazionale sul benessere degli animali d’affezione e lotta al randagismo, questo reato persiste senza accennare flessioni.

VEGETARIANI Garantire il diritto alla scelta vegetariana nelle mense scolastiche e in tutti i luoghi di ristoro. È questo l’obiettivo della pdl “Norme per la tutela delle scelte alimentari vegetariana e vegana”, presentata alla Camera dei Deputati: rispettare il diritto di scegliere “alimenti realizzati senza arrecare sofferenze agli animali”.

UNIRE Il Consiglio di Amministrazione dell’Unire, nelle sedute del 13, 14 e 15 ottobre 2009, ha approvato in via preliminare gli atti relativi alle “linee guida di attuazione del rilancio dell’ippica” indicate dal Ministro Luca Zaia.

laPROFESSIONE VETERINARIA

ANMVI 1999

BPV

La qualità batte la crisi Il Direttore di CSQA: per la clinica degli animali da compagnia la certificazione è una nuova frontiera A PAGINA 3

C’è un blocco culturale che ancora frena i nostri governanti: non si accorgono che i professionisti stanno indicando la strada verso un nuovo modello del mercato del lavoro e dei servizi. Oggi le politiche economiche ed occupazionali sono ancora tarate in base a rapporti di forza che non ci sono più. I professionisti sono parte sociale, piaccia o non piaccia. I professionisti sono anche un motore dell’economia e stanno imparando a fare sistema. E questo piace certamente poco. Scrivo di getto dopo aver ascoltato Michele Tiraboschi alla conferenza dei delegati di Confprofessioni. La scorsa settimana, nel mio ruolo di componente della Giunta Esecutiva, ho ascoltato con molta attenzione cosa aveva da dirci il più autorevole e ascoltato consulente del Ministro Sacconi. Michele Tiraboschi, allievo di Marco Biagi, è un giuslavorista, uno che scrive le regole del lavoro e del diritto del lavoro. Tiraboschi sa chi sono i professionisti e ci difende. Le dinamiche del mercato vanno cambiate anche per noi e io dico che la formula è “fare sistema”. Detto in parole tecnicamente più esatte, l’attività del professionista va pensata in un ottica di “filiera”. Non siamo solo prestatori d’opera intellettuale, siamo strutture,

siamo lavoro. Questo sarà un punto fermo del mio intervento al Consiglio Nazionale dell’Anmvi che il Presidente Sandro Barbacini ha voluto allargare ai vertici della nostra dirigenza regionale e ad alcuni ospiti illustri. Non voglio dire che dobbiamo assumere il modello delle relazioni industriali. Non siamo imprese. Ma siamo attività produttive e come tali iniziamo a chiedere più concretamente che in passato attenzione specifica nella Legge Finanziaria e nei documenti di programmazione economica. Via l’Irap, benissimo, ma vogliamo anche l’accesso al credito, rapporti alla pari con le banche, strumenti finanziari e agevolazioni. Nella crisi e fuori dalla crisi. “Fare sistema” vuol dire mettersi in collegamento con tutti i soggetti che operano in uno stesso mercato. Nel nostro mercato ci sono i clienti, ma ci sono anche le Banche, c’è l’Industria e c’è il Governo, ci sono i contratti e c’è il personale. Le vecchie logiche contrattuali stanno cambiando e ascoltando Tiraboschi risulta evidente e improcrastinabile la ricerca di “una integrazione sempre più forte tra il professionista e le persone che lavorano per lui”, con contratti “non in chiave statica, ma come strumenti attivi e dinamici”. Carlo Scotti

L'INDUSTRIA? NON È IL NEMICO I FONDI PUBBLICI DI CUI POSSONO DISPORRE LE FACOLTÀ UNIVERSITARIE PER SVILUPPARE RICERCHE SONO SEMPRE MENO E QUESTO STA LIMITANDO FORTEMENTE uno degli aspetti fondamentali su cui si basa la stessa Università. Questa situazione, veramente preoccupante, costringe le nostre Università a rivolgersi a finanziatori privati, normalmente aziende farmaceutiche, interessati, ovviamente, a sostenere questi progetti in funzione di un possibile sviluppo di nuovi brevetti e prodotti. Questo aspetto, secondo molti ricercatori, esprime due possibili limiti allo sviluppo della ricerca, limitandola da un lato solo a progetti che possano rientrare nelle strategie di mercato dei finanziatori e, dall’altro, "condizionandola" ai loro interessi. Un’indagine americana ha evidenziato come queste situazioni possano portare molte ricerche ad una scarsa attendibilità quando il ricercatore non sia in grado di agire in piena libertà ed autonomia, ma debba sviluppare il proprio lavoro pressato o influenzato dal finanziatore del progetto. Secondo l’Università del Michigan, in campo oncologico, un terzo delle ricerche viene sviluppato in una condizione di "conflitto di interessi". Silvio Garattini ha evidenziato con numeri precisi i rischi che la ricerca scientifica corre dovendo convivere con queste condizioni, dichiarando però, anche, che queste ricerche sono il più delle volte credibili, ma è giusto avere verso questi studi più attenzione critica rispetto a quelli indipendenti. "L’industria non è il nemico" dichiara Francesco Boccardo, oncologo dell’Università di Genova, ben venga il loro sostegno alla ricerca, ma è essenziale ed insostituibile anche quello pubblico.

DIECI ANNI AL SERVIZIO DEI MEDICI VETERINARI

2009 ANMVI


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Qualità Anmvi Informa

VETERINARIA 41 | 2008

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Bonato (CSQA): le BPV nuova frontiera della certificazione In una fase di stagnazione economica, la qualità è una efficace innovazione. Fondamentale comunicarla bene al pubblico slogan commerciali autocelebrativi. In questo senso la certificazione da parte di un ente terzo risponde a questa esigenza di serietà che in ultima analisi va ad incidere sulla qualità della vita di tutti. Nel caso specifico poi, questo progetto ha il pregio di rispondere ad uno dei temi sensibili della società odierna: la cura degli animali ed il loro benessere.

NEL DATA BASE DEL CSQA

on le prime strutture veterinarie certificate abbiamo raggiunto un traguardo inseguito in almeno tre anni di tempo e di impegno, dalla Commissione Qualità prima e da Anmvi Servizi poi. L’esordio della veterinaria nella certificazione di qualità è “positivo”, secondo Pietro Bonato, direttore di CSQA, l’ente nazionale di certificazione che ha riconosciuto il disciplinare delle Buone Pratiche Veterinarie messo a punto dall’Anmvi.

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Con le prime strutture veterinarie certificate tocchiamo con mano un traguardo inseguito in almeno due anni di tempo e di impegno. Come giudica l’esordio della veterinaria nella certificazione di qualità? Il mio giudizio è senz’altro positivo, e non solo perché siamo coinvolti come ente di certificazione, ma anche perché questo progetto è nato dal mondo dei servizi, che rappresenta a mio parere la nuova frontiera della certificazione. Infatti è sempre più diffusa oggi nel cittadino “consumatore” la ricerca di trasparenza, di una comunicazione basata sulla competenza garantita (cioè certificata), e non su

Si tratta di una certificazione basata su una norma squisitamente veterinaria, su buone pratiche elaborate dalla categoria stessa. Come valuta questo aspetto della certificazione e cosa ha spinto CSQA a crederci? Ci abbiamo creduto proprio perché la norma è stata elaborata dalla categoria, quindi da chi è competente e conosce i problemi. Le certificazioni di servizio corrono talvolta il rischio di essere generiche e quindi fini a se stesse, se non si basano su aspetti tecnici riconosciuti. Questo progetto invece è molto concreto, offre valore aggiunto sia allo studio veterinario, che al cliente. Ed è soprattutto a quest’ultimo che si rivolge la certificazione: una forma di comunicazione basata su fatti e certezze in grado di creare fiducia e fidelizzazione. Una recente ricerca rivela che è proprio in tempo di crisi che aumenta la domanda di certificazione della qualità da parte di chi offre beni e servizi. È un consiglio che possiamo dare anche ai medici veterinari? In generale è vero che in tempi di crisi le aziende, gli imprenditori o i professionisti cercano di innovare la loro attività, o i loro prodotti per rimanere concorrenziali. La certificazione rappresenta in questo senso un efficace strumento al servizio dell’innovazione e della comunicazione. È fondamentale che la certificazione sia comunicata correttamente, anche perché, ritengo che il rapporto tra cliente e medico veterinario sia un rapporto di fiducia che va oltre la prestazione tecnica Lo standard BPV aiuta proprio a comunicare meglio ed in modo più trasparente la qualità del servizio offerto, in modo che il cliente pos-

IL MANUALE ANMVI (DISCIPLINARE) DELLE BPV l disciplinare, Manuale Buone Pratiche Veterinarie, è patrocinato dalla FNOVI e dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, che hanno visto in questo lavoro piena aderenza al dettato deontologico e una spinta al progressivo innalzamento della qualità professionale dell’attività veterinaria. Il Manuale si rifà alle Good Veterinary Practice elaborate dalla FVE, considerate come propedeutiche alla certificazione di qualità. Il Manuale nasce dalla volontà di ANMVI di definire linee guida per la gestione delle Buone Pratiche Veterinarie (BPV) in studi, ambulatori, cliniche, ospedali e laboratori veterinari. Si tratta di un disciplinare ad uso delle strutture veterinarie per animali da compagnia. La stesura è frutto dei lavori condotti dalla Commissione ANMVI per la Qualità composta da: Paolo Bossi (Presidente), Francesco Carrani, Andrea Cereser, Marco Melosi, Andrea Verme, Marco Viotti e Silvia Tramontin. Il progetto era partito più di tre anni or sono da una valutazione del Consiglio Direttivo dell’ANMVI che, a fronte dei cambiamenti del mercato, delle regole professionali e delle esigenze della società, aveva ritenuto indispensabile dotare la categoria di un percorso che permettesse alle strutture veterinarie di potersi distinguere ed offrire ai clienti garanzie di qualità delle loro prestazioni e servizi. L’applicazione dei requisiti descritti nel documento è volontaria e propedeutica alla certificazione di qualità. Il Manuale (CDRom) è in vendita a 60 euro Iva inclusa: http://distribuzione.evsrl.it

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e prime strutture veterinarie certificate compaiono già nel data base pubblico di CSQA (archivio aziende), messo a disposizione dell’utenza a garanzia della veridicità e della trasparenza della certificazione. Il cliente/proprietario può accertarsi della effettiva certificazione di una struttura veterinaria e considerare fra i fattori di scelta anche il conseguimento di questo riconoscimento. Il regolamento di certificazione del CSQA definisce anche le regole per la pubblicizzazione al pubblico della certificazione da parte delle singole strutture, secondo la prassi metodologica di uno dei più importanti enti internazionali di certificazione di qualità: http://www.csqa.it/aziende/index.php

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sa conoscerlo anticipatamente e possa poi valutarlo rispetto alle attese.

I PRIMI AUDIT Le prime certificazioni hanno consentito ai consulenti di ANMVI Servizi di verificare l’applicabilità del Manuale ANMVI BPV (v. Professione Veterinaria n. 34/2009) e di metterne alla prova l’adozione nella pratica gestionale quotidiana. Il disciplinare si è dimostrato di semplice attuazione anche per chi era digiuno di nozioni di sistemi di qualità, adattabile a tutte le tipologie di struttura dalle più piccole a quelle di dimensioni medio-grandi e vantaggioso sul piano organizzativo. I titolari delle prime strutture certificate hanno potuto constatare i miglioramenti organizzativi derivanti dall’implementazione di procedure codificate, tanto sul piano dell’efficacia gestionale che della razionalizzazione delle risorse umane e di tempo, conferendo alla pratica professionale metodo, approccio manageriale e standard operativi in grado di qualificare la prestazione professionale sul paziente animale e verso il proprietario/cliente. I cinque titolari hanno raccontato la loro esperienza sul numero 33 di Professione Veterinaria.

PROMOZIONE AL PUBBLICO Iniziative di divulgazione e di comunicazione

al pubblico saranno avviate congiuntamente da ANMVI e CSQA per valorizzare l’impegno della professione veterinaria alla costante qualificazione professionale, secondo un obiettivo che rientra nelle priorità statutarie dell’Associazione e che risponde alla domanda di qualità che proviene dal mercato dei servizi professionali e dall’utenza. ■


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4 Attualità Abilitazione

VETERINARIA 35 | 2009

Tutti promossi all’esame di Stato È del 99% il tasso di successo per i neolaureati in veterinaria to medio di successo del 55%. I candidati veterinari che si sono presentati alle prove erano 1.143 e sono stati abilitati 1.136 esaminati. Per quest’anno, si è svolta la prima sessione d’esame (a giugno) la seconda è fissata il 24 novembre prossimo. Le sedi, anch’esse individuate con decreto ministeriale sono: Bari, Bologna, Camerino, Messina, Milano, Napoli (Univ. Federico Ii), Padova, Parma, Perugia, Pisa, Sassari, Teramo e Torino. Nelle commissioni esaminatrici è prevista la presenza di docenti universitari e medici veterinari anche liberi professionisti.

I CONTENUTI DELLA PROVA

l dato del 2007 è invariato rispetto al 2006: il tasso di successo all’esame di Stato per l’abilitazione in medicina veterinaria è del 99%. In pratica, tutti promossi. Non che se la cavino peggio gli aspiranti professionisti di altri settori, ma il tasso di promozione in veterinaria è il più alto. I laureati in odontoiatria ce la fanno al 96%, in farmacia al 97%, biologi e medici al 95%. I dati del Ministero dell’Università, diffusi dal Sole 24 Ore sono eloquenti e rivelano un da-

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L’esame di Stato di abilitazione all’esercizio della professione di veterinario, consiste in quattro prove orali e pratiche: 1) una prova di clinica medica, profilassi e patologia aviare; 2) una prova di clinica chirurgica e clinica ostetrica e ginecologica; 3) una prova di zootecnia; 4) una prova di ispezione e controllo delle derrate alimentari di origine animale. La durata di ciascuna delle prove orali e pratiche è di almeno trenta minuti. La prova per la clinica medica, si svolge sull’animale; il candidato è chiamato a raccogliere i dati semiologici necessari per formulare la diagnosi, la prognosi e corrispondente terapia, indicando le ricerche di laboratorio che siano eventual-

mente utili allo scopo. Al candidato sarà inoltre posto un problema di ordine profilattico in relazione alle vigenti disposizioni di polizia veterinaria, sia per le malattie infettive, sia per la patologia aviare. La prova di clinica chirurgica e clinica ostetrica e ginecologica, si svolge sull’animale: Il candidato è chiamato a raccogliere i dati semiologici necessari alla formulazione della diagnosi. È altrimenti tenuto, ove occorre, ad indicare la terapia e la prognosi nonché a rispondere circa i mezzi di lotta contro la sterilità degli animali e la tecnica della fecondazione artificiale. La prova di zootecnia I e II verte sull’esteriore conformazione e sull’attitudine zootecnica dei soggetti presi in esame. Riflette inoltre, le varie tecniche di allevamento in relazione alle condizioni dell’ambiente italiano tenendo conto delle disponibilità, del valore e dei criteri di impiego dei foraggi e dei mangimi. La prova di ispezione e controllo delle derrate alimentari di origine animale I e II, consiste nell’esame del soggetto macellato o morto in seguito a malattie, e dei singoli visceri, nonché nell’esame dei prodotti della lavorazione delle carni, dei prodotti della pesca, della caccia del latte e di ogni altro prodotto alimentare di origine animale. Il candidato rilevate le eventuali alterazioni o sofisticazioni dovrà precisarne la natura e formulare il giudizio

agli effetti della utilizzazione a scopo alimentare, indicando le ricerche di laboratorio utili allo scopo.

UN ISTITUTO DA RIFORMARE Mentre si discute di riforma degli Ordini e delle professioni, in Parlamento prevale la difesa dell’abilitazione di Stato, anche per fare da controcanto rispetto alle critiche dell’Antitrust e alle liberalizzazioni. Per professione intellettuale si intende infatti una professione abilitata, “conseguita attraverso il superamento dell’esame di Stato e l’iscrizione all’albo professionale”. Ma l’esame di Stato (per alcuni deputati da assoggettare a predeterminazione numerica dei posti, o da ripensare in forma concorsuale) deve garantire la verifica oggettiva del possesso delle conoscenze e delle attitudini necessarie per lo svolgimento dell’attivita` professionale. Si propone un tirocinio professionale per l’ammissione all’esame di Stato, la cui utilità sia essa stessa sottoposta a verifica (il tirocinio, retribuito, è svolto presso un professionista iscritto e dura non più di due anni; è volto all’acquisizione dei fondamenti teorici, pratici e deontologici della professione). In discussione anche la composizione delle commissioni esaminatrici. In Parlamento si affaccia anche l’ipotesi che i componenti delle commissioni giudicatrici non possono essere in maggioranza appartenenti alla sede territoriale dell’Ordine in cui si svolge l’esame. ■

ESTINTORI IN AMBULATORIO: CONVENZIONE ANMVI - CEA I medici veterinari iscritti ad una delle Associazioni Federate ANMVI possono contare su un nuovo servizio per la concessione in uso di estintori e la fornitura di eventuale materiale antincendio. La convenzione siglata da ANMVI con CEA Estintori per le strutture veterinarie interessate vale in tutta Italia. L'offerta del servizio è stata valutata fra le migliori sul mercato attualmente. Tutti i mezzi di estinzione incendio sono omologati o conformi a norme di buona tecnica vigenti. I costi del servizio sono comprensivi di: sorveglianza e controllo, revisione, collaudo come previsto dalla norma UNI 9994; ed eventuali sostituzioni di ricambi e ricarica in caso di uso. La durata contrattuale minima che regolerà la concessione d'uso fra il singolo medico veterinario richiedente e CEA Estintori sarà di due anni. Info: http://www.anmvi.com/234/estintori Contatti: CEA Estintori: fabrizio.pieroni@ceaestintori.it, tel. 039/2848525 fax 039/2230406


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6 Legale Contratti

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VETERINARIA 35 | 2009

La subordinazione segna il confine essenziale dal lavoro autonomo La subordinazione è requisito decisivo per inquadrare il contratto di lavoro. In questo, la giurisprudenza ci aiuta più della Legge CRITERI DISTINTIVI TRA AUTONOMIA E SUBORDINAZIONE Elemento essenziale

Elementi con carattere sussidiario

Subordinazione come vincolo di soggezione del prestatore al potere direttivo del datore

Collaborazione

Osservanza orario Continuità della prestazione Inserimento in organizzazione aziendale Coordinamento con attività imprenditoriale Assenza di rischio

COLLABORAZIONE E SUBORDINAZIONE La giurisprudenza ha rilevato che la subordinazione consiste nell’assoggettamento (lei lavoratore al potere direttivo, organizzativo e gerarchico del datore del lavoro (Cassazione 25 luglio 1994, n. 6919). Elemento essenziale di distinzione tra collaborazione e subordinazione che si realizza nell’inserimento del lavoratore nell’organizzazione dell’impresa in modo continuativo e sistematico sotto il controllo del datore di lavoro stesso (Cassazione numeri 6086/1991, 7608/1991). La sentenza della Corte di cassazione, sezione lavoro n. 11937 del 22 maggio 2009 ha ricordato come altri indici siano rilevanti - ad esempio: collaborazione, orario determinato, continuità, inserimento della prestazione nell’orga-

nizzazione aziendale e coordinamento con l’attività imprenditoriale, assenza di rischio per il lavoratore, forma della retribuzione. Tuttavia, elemento essenziale, come tale indefettibile, del rapporto di lavoro subordinato è la subordinazione (in tal senso anche Cassazione numeri 21031/2008 e 9812/2008). Un altro interessante spunto lo offre la sentenza della Corte di cassazione 17 giugno 2009, sezione lavoro n. 14054 che interviene sul nomen iuris attribuito dalle parti al rapporto instaurato. I giudici pur confermando i principi finora enunciati, hanno rigettato il ricorso del lavoratore ritenendo che l’elemento del nomen iuris attribuito dalle stesse parti abbia una sua rilevanza e assume anzi un rilievo decisivo laddove non risulti in contrasto con le concrete modalità di svolgimento del rapporto di lavoro. ■

A OGNUNO LA SUA FORMULA

Forma della retribuzione Lavoro autonomo - Articolo 2222 Codice Civile Si tratta di elementi che potrebbero anche essere valutati globalmente come indizi della subordinazione Onere della prova è a carico del lavoratore che intenda rivendicare in giudizio l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato Elemento

Conseguenze

Carattere saltuario della prestazione

Di per sé non determina l’autonomia della prestazione

Pagamento mediante ritenuta d’acconto

È comportamento unilaterale, non prova l’esistenza di un accordo delle parti in merito alla qualificazione giuridica del rapporto

Orario, rischio economico e forma della retribuzione

Sono fattori meramente indicativi, ma non sono determinanti (indici sussidiari)

l principio è consolidato, è la subordinazione l’elemento decisivo ai fini della qualificazione del lavoro dipendente. Se da un lato ogni attività lavorativa può essere esercitata in forma autonoma o subordinata, non basta la scelta delle parti su quale contratto instaurare se poi il reale svolgimento è difforme dalla formale veste contrattuale (Cassazione, sentenza n. 19271/2009). A individuare la tipologia contrattuale, infatti, non è il nomen iuris scelto dalle parti ma il concreto svolgimento dell’attività lavorativa svolta. Questo principio ha sempre rappresentato un punto fermo nell’individuazione del contratto “di fatto” sussistente fra datore di lavoro e lavoratore, anche se la sentenza n. 24054/2009 della Corte di cassazione attribuisce importanza anche al contratto scelto fra le parti all’atto della instaurazione. Le ultime pronunce offrono lo spunto per affrontare l’argomento, cercando di dare un contributo alla sintesi tra norme e posizioni giurisprudenziali.

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LA SUBORDINAZIONE Facciamo un passo indietro. L’articolo 2094 del Codice civile definisce il prestatore di lavoro subordinato colui che «si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell’impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alla dipendenze dell’imprenditore». Gli elementi caratterizzanti il rapporto di lavoro sono: la retribuzione, la collaborazione e la su-

bordinazione. Il primo elemento costituisce la causa del contratto (elemento essenziale che, ai sensi dell’articolo 1325, n. 2, Codice civile, ne determina l’effetto giuridico) alla luce della quale il lavoratore offre la propria prestazione in cambio della retribuzione. La collaborazione rappresenta in sostanza l’obbligazione del lavoratore a prestare la propria attività nell’impresa del datore di lavoro inserendola in via coordinata nell’organizzazione di quest’ultimo. Se questi due elementi possono essere presenti anche in altre forme contrattuali, il terzo invece rappresenta quello che tipizza il lavoro subordinato. Anche nella collaborazione coordinata e continuativa a progetto, ad esempio, rinveniamo i primi due elementi ma non troviamo il terzo altrimenti il rapporto è da considerarsi di lavoro subordinato (tribunale Torino, sentenza 15 aprile 2005). La subordinazione è quindi il requisito decisivo per inquadrare il contratto di lavoro quale subordinato, ma questa definizione non risulta chiarita in via legislativa. Quindi l’individuazione degli elementi che di fatto portano alla sua individuazione sono lasciati al giudice che, caso per caso, ne verificherà la presenza. Da ciò discende la necessità di un’attenta valutazione che eviti per quanto possibile il rischio di potenziali contenziosi le cui conseguenze per effetto della conversione del rapporto in lavoro subordinato sono facilmente immaginabili.

POSSESSO DI PARTITA IVA • Con requisiti di professionalità e prevalenza LAVORO OCCASIONALE • Non esercitato abitualmente • assenza di coordinamento con il committente • mancanza d’inserimento funzionale nell’organizzazione aziendale • autonomia di tempi

e modi di lavoro ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE Associante attribuisce la partecipazione agli utili verso il corrispettivo di un determinato apporto: • mancanza di subordinazione • partecipazione al rischio d’impresa

Lavoro parasubordinato - Dlgs n.276/03 LAVORO A PROGETTO Il progetto, il programma di lavoro o la sua fase rappresentano il requisito Si tratta di una modalità organizzativa della prestazione lavorativa che deve sempre essere caratterizzata dall’autonomia nello svolgimento dell’attività pur in presenza di coordinamento con il committente MINI CO. CO. CO Collaborazioni: • di durata non superiore a 30 giorni nell’anno solare con uno stesso committente e con compenso complessivo fino a 5mila euro

COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA (Co.co.co non a progetto) Possibili con: • professionisti con iscrizione albo • componenti organi di amministrazione e controllo di società • partecipanti a collegi e commissioni • agenti e rappresentanti • associati a società sportive • pensionati di vecchiaia (pensionati di anzianità o di invalidità al 65° anno vedono automaticamente trasformato il loro trattamento in pensione di vecchiaia)

Lavoro subordinato - Articolo 2094 Codice Civile CONTRATTO DI LAVORO DIPENDENTE Ordinarie regole del lavoro dipendente: • continuità • inserimento nell’organizzazione aziendale • osservanza dell’orario • pagamento della

retribuzione a scadenze fisse • assenza di rischio del risultato della prestazione • assenza in capo al lavoratore di una struttura imprenditoriale anche minima • rispetto del potere direttivo/disciplinare


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8 Fisco Dichiarazione dei Redditi

VETERINARIA 35 | 2009

Modello Unico presentato in ritardo? È possibile ravvedersi di GIOVANNI STASSI Dottore Commercialista, Torino l comma 1 dell’articolo 2 del Decreto del Presidente della Repubblica del 22 luglio 1998, numero 322, stabilisce che le dichiarazioni dei redditi in via telematica devono essere presentate entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta. Quindi per quanto riguarda il Modello UNICO 2009 (relativo al periodo d’imposta 2008) il termine per la presentazione telematica è scaduto il 30 settembre 2009. Il comma 7 dello stesso articolo 2 del citato D.P.R. stabilisce inoltre che “Sono considerate valide le dichiarazioni presentate entro novanta

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giorni dalla scadenza del termine, salva restando l’applicazione delle sanzioni amministrative per il ritardo. Le dichiarazioni presentate con ritardo superiore a novanta giorni si considerano omesse, ma costituiscono, comunque, titolo per la riscossione delle imposte dovute in base agli imponibili in esse indicati e delle ritenute indicate dai sostituti d’imposta.” In altre parole, se ho dimenticato di presentare la dichiarazione dei redditi entro il 30 settembre posso rimediare presentandola entro 90 giorni ma la tardiva presentazione è soggetta a sanzioni. Se presento la dichiarazione oltre i 90 giorni, per l’Amministrazione finanziaria si considera “omessa” ma l’Agenzia delle Entrate ha il diritto di pretendere le imposte dovute risultanti dalla dichiarazione.

Tabella 1 Dichiarazione

Rif. legislativo

Sanzione per omessa presentazione della dichiarazione

Redditi

D.Lgs 471/97

• dal 120% al 240% dell’ammontare delle imposte dovute con un minimo di Euro 258,00 • da Euro 258,00 ad Euro 1.032,00 se non sono dovute imposte

Art. 1, comma 1

SANZIONI PER L’OMESSA PRESENTAZIONE DEL MODELLO UNICO Le sanzioni per l’omessa presentazione delle dichiarazioni annuali sono stabilite dal Decreto Legislativo 18 dicembre 1997, n. 471 per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi, dei sostituti d’imposta e dell’IVA e dal Decreto Legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 per quanto riguarda la dichiarazione ai fini IRAP. Le sanzioni applicabili sono riportate in Tabella 1.

RAVVEDIMENTO OPEROSO Il contribuente che intende usufruire della riduzione delle sanzioni per omessa/ritardata presentazione delle dichiarazioni può avvalersi delle disposizioni di cui all’articolo 13, comma 1, del Decreto Legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, così come modificate dall’articolo 16 del D.L. 29.11.2008, n. 185, meglio note come “ravvedimento operoso”. Il contribuente potrà accedere all’istituto del ravvedimento a condizione che:

Tabella 2 Infrazione

Sanzione

Sostituti

D.Lgs 471/97 Art. 2, comma 1

• dal 120% al 240% dell’ammontare delle ritenute non versate con un minimo di Euro 258,00

Omessa presentazione della dichiarazione (se non sono dovute imposte)

Sanzione di Euro 21 (1/12 della sanzione minima di Euro 258)

IVA

D.Lgs 471/97 Art. 5, comma 1

• dal 120% al 240% dell’ammontare del tributo dovuto per il periodo d’imposta o per le operazioni che avrebbero dovuto formare oggetto di dichiarazione, con un minimo di Euro 258,00

Omessa presentazione della dichiarazione (con imposte dovute)

IRAP

D.Lgs 446/97 Art. 32, comma 1

• dal 120% al 240% dell’ammontare delle imposte dovute con un minimo di Euro 258,00 • da Euro 258,00 ad Euro 1.032,00 se non sono dovute imposte

• Sanzione di Euro 21 (1/12 della sanzione minima di Euro 258) • Pagamento delle imposte dovute e degli interessi calcolati al tasso del 3% annuo dalla data di versamento stabilita dalla legge a quella di effettivo versamento • Sanzione per il ritardato pagamento pari al 2,5% delle imposte dovute (nel caso di ravvedimento entro 30 giorni dalla data di versamento fissata dalla legge) • Sanzione per il ritardato pagamento pari al 3% delle imposte dovute (nel caso di ravvedimento oltre i 30 giorni dalla data di versamento fissata dalla legge)


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10 Fisco Dichiarazione dei Redditi Tabella 3

VETERINARIA 35 | 2009

Tabella 4

Descrizione

Codice

Note

Descrizione

Sezione

Codice

Sanzione pecuniaria Altre Imposte Dirette

8908

per il versamento della sanzione di Euro 21 per la mancata presentazione della dichiarazione dei redditi

Irpef - saldo

Erario

4001

Interessi su ravvedimento IRPEF

Erario

1989

Sanzione pecuniaria IVA

8904

per il versamento della sanzione di Euro 21 per la mancata presentazione della dichiarazione IVA

Sanzione pecuniaria Irpef

Erario

8901

Addizionale regionale all’Irpef

Regioni

3801

Interessi su ravvedimento Addizionale regionale

Regioni

1994

Sanzione pecuniaria Addizionale regionale all’Irpef

Regioni

8902

Addizionale comunale all’Irpef (1)

Tributi locali

3817

Interessi su ravvedimento Addizionale comunale

Tributi locali

1995

Sanzione pecuniaria Addizionale comunale all’Irpef

Tributi locali

8903

Versamento Iva sulla base della dichiarazione annuale

Erario

6099

Interessi su ravvedimento IVA

Erario

1991

Sanzione pecuniaria Iva

Erario

8904

Irap - saldo

Regioni

3800

Interessi su ravvedimento IRAP

Regioni

1993

Sanzione pecuniaria Irap

Regioni

8907

Sanzione pecuniaria Irap

8907

per il versamento della sanzione di Euro 21 per la mancata presentazione della dichiarazione Irap

• la violazione di omessa presentazione della dichiarazione non sia stata già constatata dall’Ufficio; • non siano iniziate verifiche, ispezioni o accessi da parte dell’Amministrazione finanziaria (sia Agenzia delle Entrate che Guardia di finanza) • non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali il contribuente che ha commesso la violazione sia stato formalmente informato. Per poter usufruire delle sanzioni ridotte occorre: • presentare le dichiarazioni omesse (redditi, IVA, IRAP, sostituti) entro 90 giorni dal termine di legge; • versare contestualmente (cioè entro lo stesso termine di 90 giorni) la sanzione ridotta, pari ad un dodicesimo del minimo stabilito dalla legge. Per l’anno in corso, tenendo conto del termine di presentazione in via telematica delle dichiarazioni fissato al 30 settembre 2009, il termine ultimo per ravvedersi scade il 29 dicembre 2009.

Chi vorrà usufruire del “ravvedimento operoso” alle condizioni sopra riportate potrà quindi sanare gli omessi adempimenti con il pagamento delle sanzioni evidenziate nella tabella 2. La sanzione di Euro 21 per omessa presentazione della dichiarazione deve essere versata per ciascuna dichiarazione non presentata e quindi tenendo conto che normalmente il modello UNICO comprende tre dichiarazioni (Redditi, Irap ed Iva) la sanzione complessiva da versare sarà pari ad Euro 63 (Euro 21 x 3). Per il versamento delle sanzioni dovute per la mancata presentazione delle dichiarazioni fiscali dovrà essere utilizzato il modello F 24 usando i codici tributo riportati nella tabella 3. È possibile effettuare il versamento della sanzione di Euro 21 per ciascuna dichiarazione non presentata cumulativamente (e quindi nel caso di tre dichiarazioni omesse Euro 63) utilizzando il seguente codice tributo: 8911 - Sanzione pecuniaria per altre violazioni tributarie. Per il versamento delle eventuali imposte dovute, degli interessi e delle relative sanzioni sarà utilizzato il modello F 24 con i codici tributo riportati nella tabella 4. ■

(1)

Il codice tributo per l’addizionale Comunale Irpef è diverso da quello sopra indicato per le seguenti località (Decreto Ministero Finanze 20.12.1999): • Regione Valle d’Aosta - cod. 3826 • Regione Friuli Venezia Giulia - cod. 3829 • Provincia Autonoma di Trento - cod. 3832 • Provincia Autonoma di Bolzano - cod. 3835


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Eventi Veterinari

VETERINARIA 35 | 2009

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC FRIULI VENEZIA GIULIA L’ESAME ENDOSCOPICO IN GASTROENTEROLOGIA E PNEUMOLOGIA Cervignano del Friuli (UD), 29 Novembre 2009 OBIETTIVI L’indagine endoscopica è divenuta negli ultimi anni un ausilio diagnostico anche in medicina veterinaria, seppur le potenzialità di questa tecnica siano ancora poco sfruttate. Questa giornata si propone di illustrare quando e come utilizzare l’endoscopia nella diagnosi di patologie croniche sia dell’apparato gastroenterico che di quello respiratorio. Parte della giornata verrà dedicata all’endoscopia operativa nel trattamento di patologie comuni quali asportazione di corpi estranei, trattamento delle stenosi esofagee e rinofaringee, asportazione di polipi, esecuzione dei lavaggi bronco-alveolari etc… La giornata si propone inoltre di evidenziare come l’endoscopia non debba sostituirsi al ragionamento diagnostico quanto piuttosto farne parte integrante.

RELATORE Enrico Bottero

11.30 Quando, come e perché utilizzare l’endoscopia per la diagnosi ed il trattamento delle più comuni patologie respiratorie 13.00 Pausa 14.00 Rigurgito, vomito, diarrea, tenesmo, ematochezia: casi clinici 15.00 Pausa 15.30 Stertore, scolo nasale, tosse, dispnea: casi clinici. 16.30 Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale 17.00 Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata

PROGRAMMA 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione del relatore ed inizio dei lavori 9.30 Quando, come e perché utilizzare l’endoscopia per la diagnosi ed il trattamento delle più comuni patologie gastroenteriche. 11.00 Pausa

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC MOLISE DERMATOFITOSI E DERMATITE ATOPICA: COME GIUNGERE AD UNA CORRETTA DIAGNOSI ED EFFETTUARE UNA ADEGUATA TERAPIA Campobasso, 29 Novembre 2009 OBIETTIVI Lo scopo della giornata è di fornire elementi conoscitivi concreti per la gestione e risoluzione di due malattie dermatologiche frequenti nella pratica ambulatoriale: la dermatofitosi e la dermatite atopica. Per ogni argomento verranno trattati l'eziologia e la risposta dell'organismo alla malattia, le differenze di specie, le manifestazioni cliniche comuni e quelle inusuali. L'approccio diagnostico più idoneo verrà spiegato tramite un review degli esami complementari e delle diagnosi differenziali da formulare al momento della visita clinica. Infine si darà ampio spazio alle attuali strategie di trattamento ed alle novità farmacologiche e non. La giornata sarà completata da casi clinici interattivi con approccio POA ed il test di valutazione finale.

RELATORE

SEDE Hotel Internazionale Via Ramazzotti, 2 Cervignano del Friuli (UD)

IN FASE DI ACCREDITAMENTO

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Luisa Cornegliani

PROGRAMMA 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione del relatore ed inizio dei lavori 9.30 Dermatofitosi: eziopatogenesi, manifestazioni cliniche e diagnosi nelle diverse specie; strategie di trattamento 11.00 Pausa

11.30 Dermatite atopica: eziopatogenesi, manifestazioni cliniche e diagnosi nelle diverse specie; strategie di trattamento 13.00 Spazio per eventuale relazione commerciale (nel caso non si svolga la relazione il programma nel pomeriggio sarà anticipato di mezz'ora) 13.30 Pausa 14.30 Casi clinici interattivi 15.30 Pausa 16.00 Casi clinici interattivi 17.00 Test di valutazione dell'apprendimento e discussione finale 17.30 Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata

SEDE Hotel don Guglielmo, Rione San Vito, 15/B 86100 Campobasso

3 CREDITI

PARTECIPAZIONE: La partecipazione agli incontri delle Delegazioni Regionali è riservata ai Soci SCIVAC, indipendentemente dalla regione di appartenenza, in regola con la quota associativa dell’anno in corso. I Soci SCIVAC possono partecipare a qualsiasi incontro regionale organizzato da SCIVAC in qualsiasi regione e a titolo gratuito (portare con sé la tessera SCIVAC con il bollino dell’anno in corso). PER INFORMAZIONI: Segreteria SCIVAC, Monica Borghisani Tel. 0372403506 - delregionali@scivac.it

Società Italiana di Riproduzione Equina

In fase di accreditamento

Società Italiana di Ortopedia e Chirurgia Equina

Università di Perugia • 20-21 Novembre 2009 SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER EQUINI

20 NOVEMBRE 2009 GIORNATA APERTA ANCHE AGLI STUDENTI (INGRESSO GRATUITO) 14.30 16.00 16.30 17.15 18.00

Malattie di interesse chirurgico del piccolo intestino - Valerio Serata Pausa Tecniche di refrigerazione e congelamento del seme equino - Denis Necchi Preparazione della fattrice vuota alla stagione di monta - Maria Pia Pasolini Chiusura dei lavori

APPROCCI PRATICI E REVISIONE DELLE PIÙ RECENTI ACQUISIZIONI NELLA GESTIONE DI PATOLOGIE DI FREQUENTE RISCONTRO IN RIPRODUZIONE EQUINA

IL CARPO: GIORNATA DI APPROFONDIMENTO

21 NOVEMBRE 2009

21 NOVEMBRE 2009

INCONTRO RISERVATO AI SOCI SIRE IN REGOLA CON L’ISCRIZIONE 2009

INCONTRO RISERVATO AI SOCI SIOCE IN REGOLA CON L’ISCRIZIONE 2009

Moderatore: Prof. Maurizio Monaci 9.00 Registrazione dei partecipanti 9.25 Apertura dei lavori e saluto del coordinatore SIRE 9.30 La citologia in riproduzione equina: uso clinico nella fattrice e nel puledro Orlando Paciello 10.30 Lo stato dell’arte nella terapia delle endometriti - Giovanna Romano 11.30 Pausa 12.00 Cosa c’è di nuovo in bibliografia scientifica? - Cesare Morandi, Denis Necchi, Maria Pia Pasolini 12.45 Discussione 13.15 Pausa pranzo 14.30 Presentazione dei casi clinici dei partecipanti 15.15 CASI CLINICI 16.00 Pausa 16.20 CASI CLINICI 18.00 Discussione e valutazione dell’apprendimento 18.30 Chiusura lavori e consegna degli attestati

SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

4th SKIVE RESORT MEETING Colfosco/Corvara, Alta Badia [BZ] 10 - 12 Dicembre 2009 Romantik Hotel Cappella****ss

Moderatore: Dott. Rodolfo Gialletti 9.00 Registrazione dei partecipanti 9.25 Apertura dei lavori e saluto del coordinatore SIOCE 9.30 Anatomia del carpo - Giorgio Ricardi 10.15 Radiologia ed ecografia del carpo Barbara Riccio 11.00 Pausa 11.30 Principali patologie Marco Pepe 12.15 Terapia e chirurgia artroscopica Fernando Canonici 12.45 Discussione 13.15 Pausa pranzo 14.30 Cosa c’è di nuovo in letteratura scientifica? - Iacopo Secco 15.15 CASI CLINICI 16.00 Pausa 16.20 CASI CLINICI 18.00 Discussione e valutazione dell’apprendimento 18.30 Chiusura lavori e consegna degli attestati

SEDE Università di Perugia - Facoltà di Medicina Veterinaria - Via S. Costanzo, 4 - Perugia ISCRIZIONE Il seminario è gratuito per tutti i soci SIRE e SIOCE in regola con l’iscrizione 2009. Non è richiesta la pre-iscrizione. Gli interessati possono iscriversi direttamente in sede congressuale presentandosi alle ore 8.30 presso la segreteria del Seminario. PER INFORMAZIONI Segreteria SIVE (Elena Piccioni) - Palazzo Trechi - Via Trecchi, 20 - 26100 Cremona Tel. 0372 403502 - Fax 0372 457091 - E-mail: info@sive.it - Web: www.sive.it

RIPRODUZIONE PAMELA ANNE WILKINS

CHIRURGIA DELLA GOLA NORM G. DUCHARME


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12 Eventi Veterinari

VETERINARIA 35 | 2009

GRUPPO DI STUDIO DI FISIOTERAPIA RIABILITAZIONE

SISCA

E

METODICHE MANUALI: COSA C’È DI NUOVO? Cremona, 14-15 Novembre 2009 RELATORE Dr. Caroline Adamson Adrian SABATO 14 NOVEMBRE 2009 9.00 Registrazione dei partecipanti 9.25 Saluto ai partecipanti, presentazione della relatrice ed inizio dei lavori 9.30 Metodiche avanzate per il trattamento dei pazienti neurologici 10.15 L’importanza della biomeccanica per la riabilitazione veterinaria 11.00 Pausa 11.30 L’approccio con il paziente anziano 12.15 Domande e discussione 12.30 Pausa pranzo 13.30 Lesioni e trattamento dei tessuti molli 14.15 Stato dell’arte in fisioterapia veterinaria: metodiche avanzate di idroterapia 15.00 La propriocezione come chiave per la guarigione: perché, quando e come 16.00 Pausa 16.30 Casi clinici a cura dei soci del Gruppo di Studio di Fisioterapia e Riabilitazione 18.00 Termine dei lavori del primo giorno

12.15 Domande e risposte: il futuro per la fisioterapia veterinaria 13.00 Valutazione dell’apprendimento, consegna degli attestati e chiusura dei lavori

TRADUZIONE È previsto il servizio di traduzione simultanea.

ISCRIZIONI Quote di partecipazione (verrà rilasciata una ricevuta fiscale per la quota versata): Socio GRUPPO DI STUDIO DI FISIOTERAPIA: € 50,00 Socio SCIVAC: € 100,00 Non Socio: € 150,00 È necessario compilare il modulo di preiscrizione e inviarlo alla Segreteria entro il 13 Novembre 2009. È possibile scaricare il modulo dal sito www.scivac.it sezione Società Specialistiche/Gruppo di Studio di Fisioterapia oppure richiederlo direttamente alla Segreteria al n. 0372/40.35.09

SEDE Cremona, Palazzo Trecchi

DOMENICA 15 NOVEMBRE 2009 9.00 Trattamento del dolore in fisioterapia 10.00 Riabilitazione del cane atleta 11.00 Pausa 11.30 Aggiornamento su ortesi, tutori, sostegni e altri dispositivi

INFORMAZIONI Segreteria Società Specialistiche SCIVAC Erika Taravella Tel. 0372 403509 - Fax 0372 457091 E-mail: socspec@scivac.it

SOCIETÀ ITALIANA DI SCIENZE COMPORTAMENTALI APPLICATE

BAMBINI E ANIMALI: LA ZOOANTROPOLOGIA DIDATTICA TRA I RUOLI DEL VETERINARIO Cremona, 22 Novembre 2009 OBIETTIVI La zooantropologia è una disciplina che nasce negli anni Ottanta in Europa e negli Stati Uniti d'America, grazie ai contributi dell'etologo Konrad Lorenz e dell'antropologo Claude Lévi-Strauss, proprio per dare una risposta al bisogno crescente di impostare un corretto rapporto con l'animale e per sensibilizzare la comunità scientifica e la ricerca psico-pedagogica sull'importanza di tale relazione per il benessere dell'uomo. Questa disciplina, nella sua applicazione didattica, si pone l'obiettivo di colmare il divario di conoscenze dei ragazzi ed offrire una conoscenza della morfologia degli animali domestici e una elementare grammatica relazionale interspecifica. La zooantropologia didattica, inoltre, intende recuperare le valenze referenziali della relazione interspecifica ovvero quei contenuti pedagogici legati alla relazione e ai processi di socializzazione del bambino agli altri esseri viventi. La figura del medico veterinario assume una valenza fondamentale nella programmazione e realizzazione di progetti di zooantropologia didattica essendo stereotipo di portatore di conoscenze sul mondo animale e, pertanto, può rivestire un ruolo importante di promotore e mediatore nella relazione bambino - animale. L'incontro intende offrire una formazione di base sulla zooantropologia didattica nonché un aggiornamento su progetti realizzati in numerose scuole del territorio nazionale.

RELATORI

Per maggiori dettagli sul programma e per scaricare la scheda d'iscrizione, collegarsi al sito www.scivac.it sezione Società Specialistiche. La Segreteria rimane a disposizione per ulteriori informazioni al n. 0372-40.35.09

Maria Chiara Catalani, Ancona Roberto Marchesini, Bologna

In collaborazione con le Delegazioni Regionali SIVAR Puglia e Basilicata OBIETTIVI Verranno affrontate due importanti problematiche buiatriche: la gestione della fertilità e la dislocazione abomasale destra e sinistra. Nella prima parte del convegno il Dr. Mauro Casalone focalizzerà l'attenzione sulla gestione della fertilità illustrando i possibili strumenti di analisi dei parametri riproduttivi, la valutazione statistica dei risultati ottenuti e la scelta dei protocolli terapeutici per migliorare l'efficienza riproduttiva aziendale. Nella seconda il Dr. Enrico Chiavassa affronterà il problema della dislocazione abomasale nelle due varianti destra e sinistra analizzando i fattori predisponenti, la sintomatologia, la diagnosi e le possibili tipologie di risoluzione della patologia.

RELATORI Mauro Casalone (Medico Veterinario Libero Professionista, Torino) Enrico Chiavassa (Medico Veterinario Libero Professionista, Cuneo)

MODERATORE Canio Buonavoglia (Preside Facoltà Medicina Veterinaria di Bari)

PROGRAMMA 9.30 Registrazione partecipanti, saluto del rappresentante SIVAR ed inizio lavori 9.45 Introduzione ai lavori Canio Buonavoglia 10.00 Gestione della fertilità nell'allevamento della vacca da latte ad alta produzione (Prima Parte) Mauro Casalone

11.00 Coffee break 11.30 Gestione della fertilità nell'allevamento della vacca da latte ad alta produzione (Seconda Parte) Mauro Casalone 13.00 Light lunch 14.00 Chirurgia addominale: dislocazione abomasale destra e sinistra Enrico Chiavassa 16.00 Discussione 16.30 Questionario apprendimento ECM 17.00 Elezioni Delegati Regionali e termine lavori

SEDE Hotel Svevo, Gioia del Colle (Bari)

PARTECIPAZIONE Iniziativa gratuita rivolta a tutti i Medici Veterinari

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA SIVAR - Paola Orioli Tel. 0372/40.35.39 info@sivarnet.it, www.sivarnet.it

3 CREDITI

SEDE Palazzo Trecchi, via Trecchi 20, Cremona

PARTECIPAZIONE L'incontro è gratuito per tutti i soci SISCA in regola con l'iscrizione 2009. Non è richiesta la pre-iscrizione. Quote di partecipazione (verrà rilasciata una ricevuta fiscale per la quota versata): Socio SISCA: gratuito Socio SCIVAC: € 50,00 Non Socio: € 100,00

INFORMAZIONI Segreteria Società Specialistiche SCIVAC Erika Taravella Tel. 0372 403509 - Fax 0372 457091 E-mail: socspec@scivac.it

PROGRAMMA 8.30 Registrazione dei partecipanti 9.00 L'importanza della relazione bambi-

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

SIRVAC

SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA REDDITO SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

GIORNATA INTERREGIONALE SIVAR PUGLIA Gioia del Colle (BA), 21 Novembre 2009

no - animale - Roberto Marchesini 9.45 Valenze referenziali della pet relationship - Roberto Marchesini 10.30 Pausa 11.00 Le valenze educative della referenza animale - Roberto Marchesini 11.45 Le valenze didattiche della referenza animale - Roberto Marchesini 12.30 I progetti di zooantropologia didattica - Maria Chiara Catalani 13.30 Pausa pranzo 14.30 Presentazione di progetti di zooantropologia didattica Maria Chiara Catalani - Gruppo SISCA - Sicilia Progetto SIUA - Lav 17.30 Valutazione dell'apprendimento, consegna degli attestati e chiusura dell'incontro

SOCIETÀ ITALIANA DI RIPRODUZIONE VETERINARIA PER ANIMALI DA COMPAGNIA

APPROCCIO CLINICO E CHIRURGICO ALLE PRINCIPALI PATOLOGIE ONCOLOGICHE DELL'APPARATO RIPRODUTTORE FEMMINILE DEL CANE E DEL GATTO

Incontro aperto ai Soci SCVI Cremona, 22 Novembre 2009 OBIETTIVI

SEDE

In questa giornata lo scopo è quello di cercare di focalizzare una linea di gestione corretta delle patologie neoplastiche più frequenti riguardanti l'apparato riproduttore femminile, nel cane e nel gatto. La scelta di tale argomento nasce dalla sempre più frequente incidenza di pazienti neoplastici e della volontà di dare un contributo professionalmente valido ad assicurare una buona qualità della vita dei nostri pazienti.

Palazzo Trecchi, via Trecchi 20, Cremona

RELATORE Marina Martano, Med. Vet. Torino

PROGRAMMA 8.30 Registrazione partecipanti 9.00 Tumore mammario nel cane e nel gatto da un punto di vista clinico 10.00 Pausa 10.30 Tumore mammario nel cane e nel gatto 12.00 Discussione 12.30 Pausa pranzo 13.30 Tumore dell'utero, vagina e vulva 14.15 Discussione 14.45 Casi clinici 16.30 Valutazione dell'apprendimento, consegna degli attestati e chiusura dei lavori

PARTECIPAZIONE L'incontro è gratuito per tutti i soci SIRVAC in regola con l'iscrizione 2009. L'incontro è aperto a tutti i soci SCVI in regola con l'iscrizione 2009. Non è richiesta la pre-iscrizione. Quote di partecipazione (verrà rilasciata una ricevuta fiscale per la quota versata): Socio SIRVAC/SCVI: gratuito Socio SCIVAC: € 50,00 Non Socio: € 100,00

INFORMAZIONI Segreteria Società Specialistiche SCIVAC Erika Taravella Tel. 0372 403509 - Fax 0372 457091 E-mail: socspec@scivac.it

RICHIESTO ACCREDITAMENTO


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Focus

VETERINARIA 35 | 2009

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Differenti esigenze nutrizionali tra cani e gatti mancano. Di seguito vengono riportate le differenze tra cane e gatto nell’assunzione ed utilizzo di alcuni nutrienti:

DIETA PROTEICA È necessaria sia al cane che al gatto per produrre energia, per la crescita e la riabilitazione. I gatti richiedono quantità maggiori di proteine rispetto ai cani sia durante la crescita che l’età adulta a causa dell’aumentata attività enzimatica. Inoltre, i gatti non sono in grado di compensare la mancanza di proteine in condizioni di una dieta che ne è povera. Per questo, la maggior parte del cibo per gatti tende a contenere più proteine dei prodotti per cani.

ARGININA

A cura di ABIGAIL STEVENSON BSc, PhD, GIBiol Waltham Centre for Pet Nutrition onostante tutti gli organismi viventi presenti nel mondo condividano tratti comuni, percorsi biochimici e funzioni cellulari simili, esistono molte differenze rilevanti tra le varie specie. Il cane e il gatto sono oggi animali definiti “da compagnia” ma gli importanti adattamenti avvenuti nel gatto hanno reso sensibilmente diverse le esigenze nutrizionali di queste due specie. In questo articolo vengono descritte alcune delle differenze di tipo biochimico che intercorrono tra cani e gatti emerse dagli studi e dalle ricerche del Waltham®, l’autorità mondiale per l’alimentazione e la cura degli animali domestici. La comunità scientifica considera il gatto un rigoroso carnivoro mentre il cane è ritenuto un onnivoro. Entrambe le specie sono incluse nella categoria dei mammiferi e nell’ordine dei carnivori ma, mentre il gatto difficilmente avrebbe una vita in salute senza l’apporto di carne, il cane al contrario è in grado di sopravvivere anche con un’alimentazione a base di vegetali. Ciò premesso, va anche detto che, per loro natura, i cani sono carnivori. Solo perché dal punto di vista scientifico vengo-

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no definiti onnivori (nel senso che sono in grado di digerire ed utilizzare cibi di origine animale o vegetale), questo non vuol dire che solo gli alimenti vegetali rappresentano per loro un’adeguata fonte di nutrizione. Per quanto riguarda il gatto sono molte le sostanze chimiche a lui necessarie - alcune sono molecole chimiche complesse, altre più semplici e basilari - e tutte devono essere fornite in modo costante all’organismo. Come il cane ed altri animali, anche il gatto è in grado di produrre da sé gran parte delle sostanze necessarie all’organismo. Per esempio, cani e gatti possono produrre la vitamina C dal glucosio all’interno del fegato e per questo, contrariamente all’uomo, non hanno bisogno di integrazioni attraverso la dieta. Ciononostante, l’introduzione di vitamina C supplementare può essere di beneficio a cani e gatti nei periodi di particolare stress, come la convalescenza dopo un’operazione, quando il sistema immunitario indebolito trae beneficio da un’integrazione straordinaria. In generale, l’alimentazione sia dei cani che dei gatti non contiene molta vitamina C e per questa ragione questi animali hanno imparato ad autoprodurla da sé. Ma esistono molti altri nutrienti di cui i gatti hanno bisogno e che possono solo assumere attraverso i tessuti di origine animale. Da tale esigenza si è sviluppata l’abilità del gatto di cacciare e mangiare le proprie prede per utilizzare i nutrienti che gli

L’arginina è un aminoacido polare, uno degli elementi che si associano in diverse combinazioni per produrre le proteine. Il gatto è molto sensibile alla mancanza di arginina anche in un singolo pasto, con effetti che possono prodursi a livello interno entro 2-5 ore dal pasto. In mancanza di arginina l’azoto non può essere prodotto efficientemente attraverso il ciclo dell’urea e ciò può causare persino la morte. I cani sono meno sensibili agli scarsi livelli di arginina nella loro alimentazione e possono al limite utilizzare in parte un aminoacido alternativo, come l’ornitina, per completare il ciclo dell’urea.

devono quindi assumere vitamina A sintetica che si trova solamente in cibi di origine animale. I cani invece possiedono tali enzimi nel rivestimento dell’intestino.

NIACINA Si tratta di una vitamina essenziale del gruppo B, nota anche come vitamina PP, ed è necessaria a cani e gatti per la salute della pelle e del pelo, oltre che per il buon funzionamento del metabolismo. Tuttavia, il gatto può assumere la niacina solo attraverso l’alimentazione e, contrariamente al cane, non è in grado di convertire il triptofano - un aminoacido alimentare, in niacina. Il cane, infatti, assume niacina sia sintetizzando il triptofano che assumendo niacina sintetica.

ACIDO ARACHIDONICO TAURINA Anche la taurina è un aminoacido che viene distribuito attraverso tutti i tessuti del corpo. È importante per il buon funzionamento del cuore, della retina, del flusso di bile ed alcuni aspetti della riproduzione. Il gatto deve assumere taurina che però non è contenuta nei tessuti vegetali: per questo il gatto deve consumare carne per acquisirla. Di contro, i cani invece sono in grado di produrre da soli la taurina necessaria, qualora non fosse sufficiente quella assunta con la dieta.

VITAMINA A La vitamina A è richiesta a livello cellulare ed è fondamentale per la vista ed il benessere della pelle. Nei gatti mancano gli enzimi necessari a sintetizzare i carotenoidi di origine vegetale ed è per questo che questi animali

L’acido arachidonico è un acido grasso essenziale che ha un ruolo fondamentale nell’utilizzo del grasso e nella produzione di energia. Il gatto non è in grado di sintetizzare acidi grassi come quello linoleico in acido arachidonico anche quando la dieta è ricca di acido linoleico, in quanto il suo fegato non ha gli enzimi appropriati per farlo. I cani invece possono produrre il proprio acido arachidonico dagli acidi grassi essenziali nonostante il fatto che per loro non è considerato un nutriente fondamentale. Le differenze nutrizionali sopra elencate indicano quindi come la dieta alimentare di cani e gatti abbia esigenze diverse e quanto sia quindi importante calibrare l’apporto nutrizionale dei cibi in modo da fornire all’animale un adeguato nutrimento. ■

AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE A CURA DI MARS ITALIA IN COLLABORAZIONE CON WALTHAM®


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14 Vet Journal Attualità scientifica

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VETERINARIA 35 | 2009

Rabbia silvestre in Friuli: il punto un anno dopo il primo caso L’evoluzione dell’epizoozia tra le volpi e il caso di rabbia canina. Intervista a Renato Coassin di MARIA GRAZIA MONZEGLIO l 17 ottobre 2008, un anno fa, veniva confermato il primo caso di rabbia silvestre in Italia dal 1995 (13 anni dopo l’ultimo caso identificato in una volpe in provincia di Trieste) in una volpe uccisa dopo aver morso una persona a Resia (Udine, Friuli Venezia Giulia). Oggi i casi di rabbia negli animali selvatici nel nostro paese sono 30, tutti in Friuli Venezia Giulia. Di questi, uno, il 19°, ha interessato un animale domestico, un cane bassotto morto il 18 giugno scorso a Osoppo (UD). L’ultima comunicazione del Ministero della Sanità all’OIE è del 6 ottobre c.m. e riporta due casi, uno a Mortegliano (UD) in una volpe abbattuta e uno a Majano (UD), in una volpe trovata morta. Il dott. Renato Coassin, Direttore del Servizio Veterinario della Regione Friuli Venezia Giulia, analizza gli aspetti epidemiologici dell’attuale epizoozia di rabbia, facendo il punto della situazione a un anno dal suo inizio.

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Vet.Journal: Dottor Coassin, 30 volpi positive al virus della rabbia nel corso di un anno. È un’evoluzione attesa? Renato Coassin: Il virus sembra circolare in un’area abbastanza ristretta (San Gemonese - San Danielese) e i monitoraggi effettuati sugli animali morti o abbattuti non evidenziano una circolazione in altre aree della regione. I due casi esterni all’area critica identificati recentemente sono poco emblematici (Mortegliano, Mereto di Tomba - UD) perché presenti in un’area piuttosto distante (circa 10 km) dall’area prevalente sopra citata, in direzione sud-ovest; è probabile che questi animali abbiano seguito una via naturale, probabilmente il torrente secco Cormor. Nell’area in cui è ini-

ziata l’epizoozia non vi sono invece più riscontri di positività e probabilmente la diffusione del virus si è arrestata. Non è servita da barriera alla discesa del virus da nord-est e a sud-ovest l’autostrada A4, come invece ci si aspettava. VJ: Si riscontrano differenze epidemiologiche rispetto alla passata epizoozia? RC: Il numero di casi è simile, anche se allora si concentravano a ridosso del confine orientale della regione e non si è verificata la discesa verso sud come nell’attuale epizoozia. VJ: Che cosa ci si deve aspettare nei prossimi mesi? RC: Siamo in un momento di “stand-by”, ovvero aspettiamo l’esito delle vaccinazioni nelle volpi. Sono state condotte tre campagne vaccinali, a gennaio, a fine maggio e a fine settembre; quest’ultima su un’areale doppio rispetto alle precedenti, per un totale di circa 52-55.000 esche. A fini cautelativi la vaccinazione delle volpi ha interessato anche sei comuni della provincia di Pordenone. Si ritiene che un’epizoozia di rabbia silvestre possa arrestarsi quando il 60% delle volpi è stato immunizzato. Per ora i riscontri sono confortanti, dato che il monitoraggio della popolazione volpina fa registrare titoli anticorpali elevati. VJ: Si è registrato un unico caso di rabbia canina. Un episodio isolato? RC: Sì. È stato supposto che sia avvenuto un contatto tra il cane e un animale selvatico infetto attraverso la rete di recinzione dell’abitazione dell’animale. In Friuli Venezia Giulia il randagismo è pressoché inesistente e la situazione nei cani è sotto controllo. Secondo il regolamento di Polizia Veterinaria, sono stati vaccinati anche i cani dei comuni dell’area critica (circa 10.000 soggetti) con successiva estensione all’intero territorio della A4 (intera provincia di Udine). ■


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VETERINARIA 35 | 2009

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www.vetjournal.it Vet Journal

L’antibioticoresistenza è molto diffusa nella UE La situazione attuale e il punto sui nuovi farmaci nel rapporto Ecdc-Emea faecium) vancomicino-resistente (Vre) • Streptococcus pneumoniae penicillino-resistente (Prsp) • Enterobacteriaceae (per es. Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae) resistenti alle cefalosporine di terza generazione • Enterobacteriaceae (per es. Klebsiella pneumoniae) e Gram-negativi non fermentanti (per es. Pseudomonas aeruginosa) resistenti ai carbapenemi. li antibiotici hanno rappresentato una rivoluzione nella storia della medicina, ma oggi la loro efficacia è seriamente minacciata dal fenomeno della resistenza. Nel 2007 Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control), Emea (European Medicines Agency) e ReAct (International Network Action on Antibiotic Resistance) hanno espresso la necessità di produrre un documento che valutasse il divario tra l’aumento continuo della diffusione di infezioni provocate da batteri multi-resistenti nell’Unione europea e lo sviluppo di nuovi antibiotici per il loro trattamento. Per questo, nel 2008, Ecdc ed Emea hanno creato un gruppo di lavoro per la stesura del rapporto “The bacterial challange: time to react” (pdf 888 Kb).

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I RISULTATI DEL RAPPORTO Il rapporto di Ecdc ed Emea ha messo in luce il grave divario esistente tra l’impatto dell’antibioticoresistenza e la produzione di nuovi farmaci per affrontarla e in particolare ha evidenziato che: • la resistenza agli antibiotici è alta (raggiunge e addirittura supera il 25% in diversi Paesi dell’Ue) tra i batteri sia Gram-positivi sia Gram-negativi, causa di gravi infezioni nell’uomo • la resistenza agli antibiotici in alcuni batteri Gram-negativi è in crescita nell’Ue (come si è recentemente osservato per Escherichia coli) • ogni anno nell’Ue circa 25 mila pazienti muoiono per infezioni causate da batteri multi-resistenti • le infezioni da batteri multi-resistenti hanno un forte impatto socio-economico sul sistema sanitario e costano almeno 1,5 miliardi di euro all’anno • sono stati identificati e sono in via di sviluppo 15 nuovi agenti antibatterici sistemici che potrebbero essere utili nella lotta all’antibioticoresistenza • vi è una particolare carenza di nuovi farmaci con nuovi meccanismi d’azione contro i batteri Gram-negativi resistenti • è indispensabile attuare una strategia globale per risolvere il problema dell’antibioticoresistenza. Il rapporto fornisce una descrizione dell’antibioticoresistenza nell’Unione europea e si pone l’obiettivo di delineare lo scenario che potrebbe prospettarsi nei prossimi anni. Lo studio è stato condotto su un gruppo selezionato di batteri resistenti: • Staphylococcus aureus meticillino-resistente (Mrsa) • Staphylococcus aureus intermedio o resistente a vancomicina (Visa/Vrsa) • Enterococcus spp. (per es. Enterococcus

LE INFEZIONI Il rapporto analizza anche l’andamento e l’impatto delle infezioni da batteri antibioticoresistenti nell’Ue. In Europa l’antibioticoresistenza è complessivamente molto diffusa e in alcuni casi in crescita. Il suo impatto a livello economico è molto alto e considerando l’andamento degli ultimi anni è probabile che nel prossimo futuro si avrà un aumento della prevalenza dei batteri Gram-negativi resistenti. La mancanza di informazioni approfondite sull’antibioticoresistenza in Europa ha portato a un generale disinteresse da parte delle istituzioni e dei cittadini rispetto a questo proble-

ma. Per questo motivo, uno dei principali obiettivi di questo rapporto consiste nel fornire un’attenta disamina dei principali aspetti del-

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l’antibioticoresistenza, fornendo anche mappe di diffusione delle infezioni. Per quanto riguarda lo sviluppo e l’identificazione di nuovi chemioterapici potenzialmente utili in grado di contribuire alla lotta contro l’antibioticoresistenza, il rapporto dà un segnale ottimistico e porta a considerare la reale possibilità di messa a punto di un buon numero di agenti attualmente in fase preclinica di studio. Particolarmente impegnativa sarà la sfida contro le infezioni determinate da batteri Gram-negativi resistenti. (M.G.M.) ■

LUSSAZIONE TRAUMATICA DELL’ANCA: UNA VIDEOCONFERENZA PER AGGIORNARSI uella dell’anca è la lussazione traumatica più frequentemente osservata in medicina dei piccoli animali, tuttavia il suo trattamento non è scevro da possibili insuccessi e complicazioni. Numerose sono le scelte possibili per la riduzione della lussazione dell’anca, potendo scegliere tra tecniche a cielo chiuso e una notevole varietà di metodiche chirurgiche. Per orientare il clinico nel cammino diagnostico e terapeutico della lussazione dell’anca del cane, il 14 ottobre 2009 è stata trasmessa in diretta web una lezione in videoconferenza tenuta da Bruno Peirone, Professore Associato presso il Dipartimento di Patologia Animale dell’Università di Torino che annovera tra i suoi principali campi di ricerca la chirurgia protesica dell’anca. L’accesso alla lezione organizzata da EV, grazie anche al contributo di Royal Canin, era gratuito per tutti i medici veterinari tra le 12 e le 12.40 GMT+01 (in diretta dal Corso SCIVAC di Chirurgia Articolare che si è tenuto a Cremona dal 14 al 16 ottobre 2009). Dopo aver spiegato gli aspetti patogenetici e l’iter diagnostico con particolare riferimento ai riscontri radiografici, il relatore ha affrontato il processo decisionale per la scelta della tecnica di trattamento più indicata in base alla tipologia del paziente, al tipo di lussazione e al quadro anatomi-

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co dell’articolazione coxo-femorale. Gli obiettivi del trattamento sono la riduzione della lussazione, la prevenzione delle recidive la stabilizzazione dell’articolazione. Il chirurgo deve avere familiarità con più di una metodica di riparazione, poiché un unico metodo non è sufficiente per affrontare correttamente la molteplicità di situazioni cliniche possibili. La scelta di una tecnica non indicata o la sua non corretta esecuzione sono infatti spesso causa di recidive o fallimenti tecnici. Per questo, le diverse opzioni terapeutiche, ovvero trattamento a cielo chiuso, tecniche chirurgiche extracapsulari, intracapsulari e procedure di salvataggio, saranno analizzate e confrontate, fornendo anche utili indicazioni per la gestione del periodo-postoperatorio. Un discorso a parte sarà dedicato ai pazienti affetti da displasia dell’anca che, a seguito di traumi di entità minore, vanno incontro a lussazione d’anca. In questi soggetti è importante riconoscere la condizione sottostante di displasia, mediante un accurato studio radiografico, in modo da proporre un trattamento che consideri sia la displasia che la lussazione. Il relatore ha enfatizzato l’efficacia della protesi totale d’anca che consente a questi pazienti un recupero funzionale ottimale, laddove invece un trattamento classico determina frequentemente una recidiva.


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16 Info Regioni Sanità Animale

VETERINARIA 35 | 2009

In Piemonte una banca dati per le morsicature e i cani a rischio di aggressività La banca dati è attivata presso i Servizi Veterinari delle Asl. Creato un apposito gruppo di studio regionale IL GRUPPO DI STUDIO

resso i Servizi Veterinari di sanità animale delle ASL piemontesi, attraverso lo “Sportello degli animali d’affezione”, la Giunta Regionale del Piemonte ha deliberato (28 settembre 2009, n. 26-12217) l’istituzione di una banca dati regionale interattiva per la registrazione degli eventi di aggressione e morsicatura da parte di animali domestici nei confronti di altri animali o di persone. La base dati ha il compito di rilevare, oltre all’identità e alle caratteristiche del morsicatore, anche la gravità della lesione, le circostanze e le cause dell’episodio. Nello stesso archivio sono registrati i cani ad aggressività non controllata, ovvero i soggetti segnalati ai Servizi Veterinari delle ASL perché hanno leso o minacciano di ledere l’integrità fisica di una persona o di altri animali, attraverso un comportamento non controllato dal proprietario o detentore dell’animale. Tali soggetti sono inseriti nel registro previa una valutazione comportamentale del Servizio Veterinario dell’ASL che ne accerti la condizione di aggressività non controllata e fino al momento in cui non venga documentato il risultato favorevole di un percorso di recupero. I dati singoli e aggregati delle morsicature e dei cani ad aggressività non controllata sono messi a disposizione di un gruppo di studio regionale sulla prevenzione delle aggressioni da animali, con compiti di valutazione, sorveglianza e consulenza per l’adozione di adeguate misure di prevenzione e controllo.

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Il gruppo di studio regionale per la prevenzione delle aggressioni da animali è istituito presso il Settore Prevenzione Veterinaria dell’assessorato Tutela della salute e Sanità ed è costituito da: • il responsabile della struttura o suo delegato; • i responsabili dei Presidi Multizonali di Profilassi e Polizia Veterinaria; • due medici veterinari rappresentanti rispettivamente dell’Ordine dei medici veterinari del Piemonte e della Facoltà di Medicina Veterinaria di Torino; • due rappresentanti dell’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana; • un esperto in etologia e addestramento canino;

• un rappresentante espresso dalle Associazioni iscritte all’Albo regionale delle Associazioni di volontariato per la protezione degli animali. Il gruppo di studio ha il compito di redigere almeno un rapporto annuale sulle aggressioni dovute ad animali, sulla natura e tipo delle cause sottese e di fornire contestualmente indicazioni e documentazione appropriata per iniziative di prevenzione e controllo. Entro 60 giorni dalla pubblicazione sul Bollettino regionale (Bur del 15 ottobre) il Settore Prevenzione Veterinaria individua i componenti e determina le modalità di convocazione e funzionamento del gruppo di studio in modo da garantirne l’operatività entro l’anno corrente, senza oneri aggiuntivi per l’Amministrazione Regionale. ■

Tubercolosi bovina in Sardegna Un incontro ha evidenziato il lavoro svolto dai veterinari della Asl ono oltre trecento le pratiche di indennizzo istruite dal Servizio veterinario di Sanità animale dell’Asl, necessarie per ripagare le 75 aziende del Goceano colpite dall’epidemia di tubercolosi bovina che, tra il 2007 e il 2008, ha costretto all’abbattimento di 732 capi. Questi alcuni dei dati emersi durante la conferenza stampa, che si è tenuta in questi giorni nella sala di rappresentanza dell’Azienda sanitaria locale di Sassari, alla presenza del commissario dell’Asl Paolo Manca, del direttore del Servizio Sanità animale del Dipartimento di prevenzione, Franco Sgarangella. L’incontro ha permesso di evidenziare il lavoro svolto dai veterinari dell’Asl sul fronte della tubercolosi bovina che, dal 2007, sta interessando i territori del

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Goceano e del Monte Acuto. A sottolineare l’importante attività sino ad ora svolta è stato il commissario dell’Asl Paolo Manca, che ha anche ricordato l’impegno dei professionisti del Servizio di Sanità animale nel delicato compito di incontrare gli allevatori e stabilire con essi un rapporto di fiducia in questa fase delicata. «In totale tra fondi ministeriali (194.327,27 euro) e fondi della Regione Sardegna (203.854,66 euro), per gli indennizzi sono stati erogati quasi 400mila euro, per una media di circa 545 euro a capo - ha spiegato Alberto Benech, veterinario del Servizio di Sanità animale che si è occupato di seguire le pratiche di indennizzo - Inoltre gli allevatori percepiranno un rimborso per mancato reddito da parte dell’Argea, l’Agenzia per la gestione e l’erogazione degli aiuti in agricoltura della Regione Sardegna». Si tratta di una patologia molto importante per gli animali, ma preoccupa anche perché, essendo una zoonosi, può interessare l’uomo attraverso il consumo di derrate alimentari contaminate. Tra il 2007 e il 2008 sono stati individuati numerosi focolai e si è dovuto procedere all’abbattimento di alcune centinaia di capi. Nel

EPIDEMIA DI SCRAPIE, IN ARRIVO 2,6 MILIONI DI EURO rrivano gli aiuti agli allevatori danneggiati dall’epidemia di Scrapie. Su proposta dell’assessore dell’Agricoltura, Andrea Prato, la Giunta regionale nella sua ultima riunione ha approvato la delibera che mette a disposizione 2 milioni 660mila euro a favore del comparto ovicaprino danneggiato, negli anni dal 2008 al 2012, dalla malattia degenerativa che aggredisce il sistema nervoso centrale di pecore e capre. L’aiuto previsto per ogni singolo capo ammonta a 81,53 euro per gli ovicaprini comuni e in 94,30 euro per quelli iscritti nel libro genealogico. Secondo i dati forniti dall’assessorato alla Sanità risulta che le aziende sede di focolaio di Scrapie nel 2008 siano state 33 per un totale di 6.061 capi abbattuti, mentre nei primi mesi del 2009 le imprese colpite siano state 6 (1.360 capi abbattuti).

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corso del 2008 sono stati diagnosticati 27 nuovi focolai. In totale nel biennio 2007-2008 sono stati abbattuti circa 700 capi. «La situazione epidemiologica attuale - ha concluso Giuseppe Bitti, che ha tracciato un’analisi spazio-temporale della diffusione della malattia - evidenzia ancora 11 focolai attivi per i quali sono in corso le operazioni di risanamento, mentre sono 3 le nuove aziende sede di focolaio riscontrate nel corso del 2009, con 171 capi presenti e 10 capi positivi». ■

IMPENNATA DI ISCRIZIONI ALL’ANAGRAFE CANINA DEL LAZIO a campagna ‘Metti al sicuro il tuo cane’ fa centro e le iscrizioni all’anagrafe canina della Regione Lazio raddoppiano. Nei primi dieci giorni di ottobre, mese delle agevolazioni per il microchip, le nuove iscrizioni di cani sono state infatti 5.056, mentre nello stesso periodo del 2008 erano state 2.457. L’iniziativa della Regione, in collaborazione con gli Ordini dei medici veterinari delle province del Lazio (Roma, Viterbo, Rieti, Latina, Frosinone) fino al 31 ottobre consente l’applicazione del microchip ai cani a una tariffa omnicomprensiva di 20 euro e senza pagare la tassa regionale negli uffici postali. I proprietari di cani residenti nelle 5 province del Lazio, fino al 31 ottobre, possono far inserire il microchip al proprio cane e, contestualmente iscriverlo all’anagrafe canina regionale, nei 43 ambulatori dei servizi veterinari delle Asl o in uno dei 416 ambulatori veterinari accreditati aderenti.

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Numero dei veterinari Riflessioni

VETERINARIA 35 | 2009

Ma quanti veterinari! Il mondo professionale, l’università ed il Ministero cercano soluzioni per contenere il numero dei veterinari di ANTONIO MANFREDI he in Italia ci siano troppi Medici Veterinari lo si sa da tempo, lo sostengono da anni l’ANMVI, la FNOVI e negli ultimi tempi anche il Ministero (MIUR) e lo stesso mondo universitario. Negli ultimi mesi si è sviluppato un importante confronto fra queste quattro realtà e, nonostante qualche difficoltà di percorso, si è riusciti a stilare un documento comune, sostanzialmente recepito dal Ministero, arrivando per l’anno accademico 2009/2010 ad un’ulteriore riduzione del numero programmato, sia pure poi parzialmente rivista su sollecitazione di alcune Facoltà, ed è partito a settembre un Tavolo tecnico di confronto permanente presso il Ministero. La volontà di tutti è di arrivare al più presto ad una soluzione condivisa che da un lato riduca in modo consistente il numero programmato di iscritti al Corso di Laurea in Medicina Veterinaria, riequilibrando la situazione estremamente critica evidenziata dal mercato, e dall’altro garantisca comunque i finanziamenti alle Facoltà per poter arrivare ai parametri previsti per il riconoscimento europeo EAEVE. La Conferenza dei Presidi, rispetto a qualche anno fa, è oggi consapevole della necessità di una significativa contrazione degli iscritti, non solo per esigenze del settore veterinario, ma anche perché solo attraverso questa è possibile per le Facoltà di Medicina Veterinaria poter rientrare nelle condizioni richieste dall’Europa per il loro riconoscimento. Il problema grave, che deve però essere superato, è che essendo i finanziamenti statali legati al numero degli iscritti e ripartiti all’interno dell’Ateneo sulla base di questi, la riduzione di questo numero porterebbe automaticamente ad una forte contrazione delle risorse economiche che metterebbe le Facoltà nell’impossibilità di fare gli investimenti strutturali che l’Europa richiede. Per restare in ambito veterinario, è il classico cane

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NUMERO CANCELLATI DAGLI ORDINI Anno

Cancellati

Totale iscritti

Percentuale

2007

298

26185

1,13%

2008

252

26918

0,93%

2009

114 sino al 13 ottobre

(Fonte FNOVI)

che si morde la coda. Le Facoltà di veterinaria hanno due esigenze che al momento rischiano di essere fra loro contrastanti: dovrebbero ridurre il numero degli iscritti ma nello stesso tempo effettuare investimenti per i quali non avrebbero più i finanziamenti. Si deve riuscire a superare questa situazione veramente assurda. ANMVI e FNOVI, sostengono, ovviamente, le richieste dell’Università perché alla fine sono le stesse che da tempo esprime il mondo professionale: numero minore di iscritti e maggior qualificazione del corso di laurea. Visto che il Ministero sembra essere d’accordo sulla contrazione del numero di iscritti, la soluzione del problema sembrerebbe finalmente a portata di mano. Purtroppo non è così. Oggi in Italia abbiamo 14 Facoltà di Medicina Veterinaria, un numero assurdo per le esigenze del paese. Se il numero degli iscritti venisse portato a 700, per avere 600 nuovi laureati all’anno, dato evidenziato da tutte le ricerche effettuate come esigenza massima del settore, si dovrebbe arrivare a 50 iscritti per Facoltà. Ma avrebbe senso una ripartizione così? Ci sono Facoltà che per strutture, servizi e numero di docenti sono lontanissime da un possibile riconoscimento europeo, ed avrebbero difficoltà a raggiungerlo negli anni anche con 10 o 20 iscritti in tutto. È evidente quindi che, per raggiungere l’obiettivo ormai voluto da tutti, si deve avere il coraggio di tagliare il numero delle Facoltà, portandolo più o meno vicino a quello di altri paesi europei. In questo modo si potrebbero recuperare finanziamenti per sostenere le Facoltà migliori verso il cammino di qualificazione che le porterà al riconoscimento europeo. Capisco che

parlare in Italia di chiudere delle Facoltà sia quasi impensabile. L’Anmvi, nonostante una sentenza del Tar del Lazio, non è ancora riuscita a far chiudere il Corso di Laurea di Catanzaro più o meno inesistente per mancanza di strutture e docenti. La via, però, forse l’unica, è proprio quella di ridurre il numero delle Facoltà, a nostro avviso non c’è alternativa. Quali dovrebbero essere chiuse? Potremmo anche avere qualche idea ma non credo che stia a noi prendere questa decisione. Esiste un Comitato per la valutazione dei Corsi Universitari, vedano loro quali hanno un potenziale futuro e quali invece non hanno prospettive, e questo partendo dai parametri europei e dalle reali esigenze territoriali. In molti casi costerebbe meno chiudere la Facoltà e mantenere gli studenti presso un’altra città dove esiste un Corso di laurea qualificato, piuttosto che tenere in piedi una struttura che, oltretutto, non è in grado di formare Medici Veterinari professionalmente preparati. Mi rendo conto che queste riflessioni faranno venire qualche mal di pancia ma è ora che si incominci a dire che solo in questo modo si possono affrontare i problemi della veterinaria. Il Ministero ha chiesto ai componenti del Tavolo tecnico permanente, che sta affrontando questi problemi, di poter avere dati precisi sulla distribuzione dei veterinari a livello territoriale ed indicazioni chiare su quali sarebbero le necessità per i prossimi anni di nuovi laureati in veterinaria in ogni regione. Questi dati saranno la base per arrivare a quantificare il numero necessario di iscritti rispetto alle esigenze del mercato e potranno anche essere utili per una valutazione delle diverse Facoltà.

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In attesa che le indagini e le ricerche già previste dall’ANMVI e dalla FNOVI possano portare indicazioni precise e certe sulle quali poi valutare gli interventi da fare, possiamo comunque esprimere qualche considerazione. Un parametro sul quale si potrebbe ragionare è la percentuale di cancellazione dagli Ordini o quella di pensionamento. Il ragionamento può essere: se ogni anno il 3% dei veterinari va in pensione avremo bisogno dello stesso numero di giovani laureati per sopperire alle esigenze del mercato. Lo stesso può valere per le cancellazioni dagli Ordini. Entrambi questi due parametri hanno intanto un difetto comune: partono dal numero attuale di veterinari che è già decisamente fuori mercato perché troppo elevato. Questo numero di partenza dovrebbe quindi essere ridimensionato e ridotto rispetto alle reali esigenze, di quanto? Probabilmente di almeno un 15/20%. Detto questo, fra i due possibili indici escluderei quello riferito al pensionamento perché non corrisponde alla realtà. Per esperienza sappiamo tutti che sia i veterinari pubblici che quelli privati continuano a svolgere attività anche dopo il raggiungimento della pensione. Sarebbe quindi un dato che non esprime le condizioni reali del mercato. Ha certamente più senso basarsi sulle cancellazioni dagli Ordini. Il dato preciso fornito dalla FNOVI è indicativamente intorno all’1% che rapportato al totale dei veterinari italiani, corretto come sopra spiegato (22.000), ci porta ad un numero di circa 220. Possiamo anche raddoppiare questa percentuale (2%) pensando che qualche veterinario vada veramente in pensione ed arrivare a circa 500. Questo è il numero massimo di laureati che necessita ogni anno, nei prossimi anni, per mantenere un equilibrio del settore. Quindi non più di 600 iscritti come numero programmato, numero che dovrebbe essere sufficiente anche per mantenere l’equilibrio finanziario dell’ENPAV considerato anche che, lavorando tutti e meglio, i versamenti per la previdenza obbligatoria potrebbero essere più elevati. Certo, detto questo, abbiamo solo un punto di partenza, restano tutti gli altri problemi: numero delle Facoltà, finanziamenti, distribuzione territoriale, qualità dei Corsi di laurea, specializzazioni, lauree brevi. Nei prossimi articoli ragioneremo anche su questi punti. Nel frattempo se avete suggerimenti o critiche, ben vengano. ■


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18 Associazioni Sisca-Sivae

VETERINARIA 35 | 2009

Si scrive sterilizzazione ma si legge “intervento chirurgico” L’articolo di Marzia Possenti ha suscitato molto interesse fra i colleghi e non solo. Facciamo il punto della situazione

veterinari sia conscia che le due situazioni, cani e gatti randagi e cani e gatti di proprietà, sono ben diverse fra di loro e che, ove possibile, ogni cane/gatto dovrebbe poter godere di un “trattamento” che consideri la sua storia individuale (su questa seconda parte c’è molto da lavorare). Lo si fa per la medicina del corpo, sarebbe ora che si iniziasse a considerare anche la mente.

La ricaduta sarebbe in realtà ottima anche per gli animalisti, visto che ci sarebbero meno abbandoni (che per la maggior parte sono dovuti a problemi comportamentali più o meno gravi, soprattutto nel centro nord) e dunque canili e gattili meno pieni, ed un numero decisamente minore di rientri in canile/gattile dopo l’adozione. Questa è la mia opinione, ovviamente personale e discutibile”. ■

Il coniglio dal veterinario? Il suo posto è in pentola arta Avanzi ha replicato al giornale “La Prealpina” (vedi box) testimoniando l’indignazione dei medici veterinari per animali esotici a seguito della pubblicazione di un articolo che dava spazio ad argomentazioni inaccettabili sulle cure veterinarie al coniglio da compagnia. L’autore concludeva che il posto di questo animale è la casseruola e non l’ambulatorio veterinario e che, in ultima analisi, non vale la pena spendere soldi in cure veterinarie. Di seguito la replica di Marta Avanzi. “Scrivo in riferimento all’articolo, comparso il 9 ottobre scorso dal titolo “I carissimi denti del coniglio: la malattia dentale del coniglio è una patologia complessa e ben nota ai veterinari che si occupano di conigli da compagnia, che richiede trattamenti specialistici e che non si riduce a segare i denti davanti del coniglietto. Sarebbe come dire che un intervento a cuore aperto equivale a cambiare una valvola. Non si stupisca troppo il sig. Luini se un veterinario acconsente ad eseguire una pratica medica volta ad alleviare le sofferenze di un animale, cosa che peraltro è tenuto ad effettuare secondo il codice deontologico. Altra questione è la considerazione che il coniglio non sia una specie animale degna di

M di RAIMONDO COLANGELI Presidente Sisca artiamo da una premessa: l’articolo della dottoressa Marzia Possenti (La sterilizzazione del cane e del gatto - Il punto di vista del medico veterinario comportamentalista, Professione Veterinaria, n. 31/2009, ndr) è stato prodotto in seguito ad una discussione affrontata nel forum dei veterinari con titolo “sterilizzazioni pediatrica sì e no” dove si è cercato di capire cosa ci fosse in letteratura e come la pensavano i colleghi. L’Anmvi ci ha interpellato come Sisca per esprimere il nostro pensiero dal punto di vista della medicina comportamentale ai colleghi veterinari che leggono la rivista.

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DISCUSSIONE PROFICUA L’articolo ha suscitato molto interesse fra i colleghi. Non è mancato, fra i commenti degli addetti ai lavori, il timore che l’articolo fosse in controtendenza rispetto alle politiche di controllo delle nascite e di benessere animale. Autorevoli esponenti del fronte animalista vi hanno letto una “demonizzazione” della sterilizzazione, passaggi “allarmistici” e “passi indietro” rispetto a questo impegno sociosanitario. Niente di tutto questo naturalmente. Chi non è medico veterinario legge “sterilizzazione” ma dovrebbe intendere “intervento chirurgico”, in quanto ci riferiamo all’argomento trattato già precedentemente nel forum, altrimenti le interpretazioni preoccupate sarebbero corrette. La discussione è proficua e di interesse per tutti i medici veterinari con o senza “cultura animalista”.

UN MISTERO Il concetto di attenzione nella reintroduzione di un soggetto postchirurgico nel suo alveo familiare, composto dai suoi cospecifici e non, è mistero per molti medici veterinari; solo da qualche anno si pone più attenzione ad una corretta analgesia e terapia del dolore, ad

una corretta ospedalizzazione, ecc. ... ma la percentuale di veterinari che recepisce questa crescita culturale è ancora bassa e la strada davanti a noi è ancora molto lunga, ma non demordiamo.

UN OBIETTIVO SCANDINAVO Sui randagi è ben specificato nell’articolo che in questo momento l’obbligo è sterilizzazione tout court, perché il problema randagismo è da “allarme rosso”. Ma il messaggio della dottoressa Possenti, e quindi di SISCA, è far passare il messaggio culturale di un’attenzione all’animale in quanto individuo e scegliere così, dopo un’anamnesi comportamentale, il momento giusto per farlo e come farlo. Cioè quell’aumento di sensibilità accompagnato dal rispetto e tutela del benessere animale che è stato uno dei principali punti che ha unito il mondo animalista e quello dei medici veterinari comportamentalisti nelle lotte di questi anni. Il nostro obbiettivo culturale “utopistico” è raggiungere una cultura scandinava dove non esiste l’obbligo di sterilizzazione in quanto non esiste il randagismo ma una corretta relazione uomo- animale con un proprietario responsabile.

UNA RIFLESSIONE Parlandone all’interno del consiglio SISCA mi ha colpito la riflessione di Marzia Possenti, di cui voglio farvi partecipi e che riporto a conclusione di questo mio intervento: “Semplicemente con i randagi non c’è scelta: si tratta spesso, soprattutto per i gatti, di soggetti non socializzati, già difficili da catturare, ed in ogni caso di cui non si sa nulla. Per i cani: far uscire un cane adottato da un canile senza la sterilizzazione è un invito a farlo procreare, ovvio che non si può non sterilizzarlo. Certo per i cani il discorso cambierebbe se i canili potessero usufruire della collaborazione di medici veterinari comportamentalisti, che potrebbero valutare i singoli cani e definire il momento migliore (all’interno di un percorso riabilitativo, ovviamente) per intervenire con la sterilizzazione. Voglio sperare che la maggior parte dei

godere di cure veterinarie qualificate, al contrario di cani e gatti. Chi ha avuto a che fare con i conigli pet sa benissimo che sono animali intelligenti, sensibili, affettuosi e con una personalità per nulla inferiore a cani e gatti. È un pregiudizio squisitamente culturale, senza fondamento oggettivo, quello che li considera atti solo ad essere uccisi e cotti. In fondo, in molti paesi asiatici è normale mangiare cani, cosa che a noi invece farebbe ribrezzo. Credo che nessuno abbia il diritto di stabilire a quale animale una persona deva rivolgere il proprio affetto e le proprie cure, sia un cane, un gatto, un coniglio, un canarino o un pesce rosso. Consiglierei all’autore di parlare con qualche proprietario di conigli e con qualche veterinario che si occupa di animali da compagnia non convenzionali e valutare la complessità dell’argomento prima di ridicolizzare chi si prende cura dei propri animali come degli stravaganti. Sono sicura che gli si schiuderebbe un nuovo orizzonte. D’altra parte, c’è anche chi sentenzia ancora che un cane (o un gatto) ammalato si fa prima a ucciderlo e prenderne uno nuovo, che pagare per curarlo. Si tratta di una mentalità indice di scarsa sensibilità e di poca civiltà, che in un paese culturalmente progredito dovrebbe aver fatto il suo tempo”. Marta Avanzi, Medico Veterinario, Società Italiana Veterinari per Animali Esotici (SIVAE) ■


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Aivemp-Sivae Associazioni

VETERINARIA 35 | 2009

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Food safety: formazione specialistica veterinaria Aivemp e Regione Lombardia hanno dato vita ad un’altra occasione di autentico scambio culturale i è appena felicemente concluso a Cremona il percorso formativo di tre giorni del convegno AIVEMP (Associazione Italiana Veterinaria di Medicina Pubblica) dal titolo “Food Safety: animal feed impact on human health”. I partecipanti sono stati più di un centinaio, circa 130, risultato sicuramente molto positivo. Ricordiamo che questo convegno rientra nel progetto triennale di ANMVI International finanziato dalla Regione Lombardia per la formazione post-universitaria di professionisti italiani e riserva particolare attenzione anche al confronto con esperti provenienti da altri Paesi europei. Nel corso delle giornate formative si è parlato nella prima giornata di farmaci per uso zootecnico e fitosanitari, nella seconda giornata di mangimi e in quella conclusiva di aspetti emergenti in sicurezza alimentare. I relatori, scelti sulla base della grande professionalità ed esperienza, provenivano sia da organismi internazionali (EFSA, DG Sanco) che nazionali (ISS, Università, Regione Lombardia, Ministero della Salute e As-

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MEDICINA NON CONVENZIONALE NEGLI ANIMALI ESOTICI

n questi giorni i soci SIVAE stanno ricevendo EXOTIC FILES. Questo numero è nato dall’esigenza di offrire una visione panoramica su un diverso modo di fare terapia. Sono descritte infatti le principali branche della medicina olistica e i casi clinici esplicativi di tali terapie. L’obiettivo principale è di fare comprendere come le terapie scaturiscono sempre dallo studio approfondito del paziente, e sono frutto di anni di studio da parte dei professionisti che le applicano. Nessuno infatti si può improvvisare omeopata, agopuntore ecc. Sono fermamente convinta che la medicina sia una sola: la visita, gli esami collaterali, cioè il nostro lavoro di Veterinari per giungere alla diagnosi sono sempre gli stessi; quello che è differente è la terapia. Maria Cristina Stocchino, Direttore Editoriale

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sociazione dei Consumatori). Altro aspetto molto importante che si è voluto inserire in questo Convegno è stato quello di invitare alcuni medici fra i relatori, dai quali oltre ad un valido apporto scientifico, è arrivato anche l’invito ad una più stretta collaborazione fra le nostre categorie, vista la complementarietà

degli ambiti lavorativi. Anche la discussione che è seguita alla fine delle relazioni, grazie all’incoraggiamento al dibattito sollecitato da acuti colleghi, è stato sicuramente un altro momento molto costruttivo delle tre giornate, visti i sempre più difficili momenti di “scambio culturale” vero.

Il prossimo e conclusivo Convegno per l’anno 2009 sarà invece sulla “Comunicazione del rischio: una sfida per la medicina pubblica veterinaria” altro tema sotto i riflettori da un po’ di tempo, proprio per le difficoltà che non solo la nostra categoria incontra in questo ambito. ■


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20 Agenda FAD

VETERINARIA 35 | 2009

Aggiornarsi in videoconferenza Erano 1.921 i pc collegati per la diretta streaming del 14 ottobre. La sperimentazione continua. Allo studio un canale Tv solo per veterinari 'aggiornamento sperimentale in videoconferenza fa passi da gigante. Il 14 ottobre, dalle 12.00 alle 13.00, la lezione di Bruno Peirone sulla lussazione traumatica dell'anca del cane è stata seguita in diretta streaming da 1921 medici veterinari. Un'ora di aggiornamento gratuito a distanza, in collegamento via web con il Corso Scivac "Chirurgia Articolare", in programma fino al 16 ottobre presso il Centro Studi EV di Cremona. Quello è stato il secondo appuntamento sperimentale con una forma di educazione continua permanente che EV intende portare a regime per coniugare l'aggiornamento con le nuove tecnologie e sfruttarne i vantaggi tecnici e pratici. Il cambio della piattaforma web, con il passaggio ad un server internazionale, ha consentito di superare i limiti di accesso e di flusso registrati in occasione del debutto,

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quando "solo" un migliaio di veterinari avevano potuto seguire la diretta, a fronte di circa 4.000 tentativi di accesso, interrotti o bloccati dal server. La videoconferenza del 14 ottobre ha confermato le potenzialità del progetto di EV. L'apprezzamento che sta ottenendo presso i medici veterinari rafforza gli intenti degli organizzatori: la videoconferenza sarà lo strumento

per sviluppare ulteriori iniziative, sino alla possibilità di proporre ai veterinari italiani un canale televisivo online riservato al settore veterinario. Gli organizzatori ringraziano il Dott. Bruno Peirone, la cui elevata competenza scientifica e didattica ha contribuito al risultato, e lo sponsor Royal Canin che ha creduto fin dagli esordi nel progetto di EV. ■

I PROSSIMI APPUNTAMENTI IN VIDEOCONFERENZA Venerdì 13 Novembre 2009, ore 12:00-13:00 gmt:+01 Citologia del sedimento urinario e della vescica - Ugo Bonfanti [Dal corso SCIVAC di citologia II-2009, 12-14 novembre 2009, Palazzo Trecchi, Cremona]

RIGUARDALA SU EGO a relazione di Bruno Peirone potrà essere rivista sul portale EGO: http://ego.evsrl.it/AreaFad/ Come già accaduto in occasione della prima videoconferenza (“Anestesia del paziente nefropatico", di Federico Corletto), il portale della formazione a distanza di EV metterà a disposizione di tutti i Colleghi anche la relazione sulla lussazione traumatica dell’anca. Anche su Ego la frequenza è gratuita.

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organizzato da

Venerdì 11 Dicembre 2009, ore 12:15-13:00 gmt:+01 Vie artificiali di nutrizione enterale: quando servono, quali applicare, come Luca Formaggini [Dal corso SCIVAC di chirurgia 2° IT, 9-12 dicembre 2009, Palazzo Trecchi, Cremona]

Soc. cons. a r.l. certificata ISO 9001:2008

Edizioni Veterinarie E.V. srl

SOCIETÀ CULTURALE ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA COMPAGNIA SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

PROSSIMI AGGIORNAMENTI SCIENTIFICI SCIVAC Per informazioni: Segreteria SCIVAC - Paola Gambarotti - Tel. 0372/403508 - Fax 0372/403512 - E-mail: info@scivac.it - www.scivac.it

CORSI PRATICI

SEMINARIO INTERNAZIONALE MEDICINA D’URGENZA Cremona, 14-18 Dicembre 2009 Centro Studi SCIVAC ECM: In fase di accreditamento RESPONSABILE SCIENTIFICO Fabio Viganò, Med Vet, Milano

RELATORI Marco Bertoli, Med Vet, Roma Paolo Gaglio, Med Vet, Roma Chiara Valtolina, Med Vet, PhD, MRCVS, Hatfield (UK) Fabio Viganò, Med Vet, Milano

CHIRURGIA DELL’ORECCHIO (TECALBO E BULLECTOMIA) Cremona, 30 Novembre - 1 Dicembre 2009 Centro Studi SCIVAC ECM: In fase di accreditamento DIRETTORE E RELATORE Gert Ter Haar, DVM, PhD, Dipl ECVS, Utrecht (Olanda) ISTRUTTORE Davide De Lorenzi, Med Vet, SCMPA, Dipl ECVCP, Padova ISCRIZIONE Partecipazione a numero chiuso (30) QUOTE Soci SCIVAC: € 380,00 + IVA 20% Non soci: € 530,00 + IVA 20% La quota comprende la cena di Lunedì sera

ISCRIZIONE Partecipazione a numero chiuso (36) QUOTE Soci SCIVAC: € 750,00 + IVA 20% Non soci: € 900,00 + IVA 20%

SIMPOSIO INTERNAZIONALE SULLE ARITMIE DEL CANE Torino, 28/29 Novembre 2009 NH Jolly Ambasciatori Centro Congressi Corso Vittorio Emanuele II, 10 10138 Torino (TO) ECM: In fase di accreditamento RELATORI Paola Gianella, Dr Med Vet, PhD, Italia Sydney Moise, DVM, Dipl ACVIM (Cardiology), Stati Uniti d’America Roberto Santilli, Dr Med Vet, Dipl ECVIM-CA (Cardiology), Italia Gianmario Spadacini, Med Chir, Spec Card, Italia DIRETTORE SCIENTIFICO Roberto Santilli, Dr Med Vet, Dipl ECVIM-CA (Cardiology), Italia


Aziende

VETERINARIA 35 | 2009

laPROFESSIONE

Al via l’edizione 2009 dello “Speaker Tour” Organizzano Hill’s Pet Nutrition e la Pet Obesity Task Force l via l’edizione 2009 dello Speaker Tour, iniziativa itinerante promossa da Hill’s Pet Nutrition in collaborazione con la Pet Obesity Task Force, il team di veterinari sostenuto da Hill’s che lavora per definire strategie e iniziative finalizzate a fare percepire correttamente l’obesità come una vera e propria malattia. A dare il via a questa nuova edizione dello Speaker Tour di Hill’s è la tappa di Salerno del 25 ottobre 2009 con interventi del Dottor Gianluigi Manara “Il gatto obeso e complicanze ortopediche” e “Displasia dell’anca nel gatto: cosa fare e cosa non fare”, e del Professor Pierpaolo Mussa “Sovrappeso e obesità negli animali da compagnia: dimensioni del problema, fattori di rischio, possibili rimedi”. Chairman dell’incontro: il Dottor Orlando Paciello, Dipartimento Patologia e Sanità animale, Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università Federico II di Napoli. La tappa di Salerno vedrà anche l’intervento della Dottoressa Patrizia Acciai, Technical Services Manager Hill’s Pet Nutrition Italia: ”Nutrigenomica”, i vantaggi immediati di questa nuova scienza.

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OTTOBRE Seguirà la tappa di Lucca il 27 ottobre 2009 ore 20.45 presso il Grand Hotel Guinigi - in Via Romana 1247, con le relazioni del Dottor Giuseppe Febbraio: “Sovrappeso e obesità negli animali da compagnia. Posso resistere a tutto ma non alle tentazioni” e della Dottoressa Sabrina Giussani: “Il comportamento fa dimagrire”. Chairman: Dottor Alessandro Bianchi, Clinica Vet. S. Jacopo, Altopascio Lucca. Lo “Speaker Tour” proseguirà poi verso Bologna, dove il 29 ottobre 2009, alle ore 20.30 presso il Savoia Hotel Regency, in Via del Pilastro 2, i medici veterinari che parteciperanno potranno seguire le relazioni del Dottor Gianlui-

ACCORDI MERIAL IZO erial Italia rende noto che nell’ambito della ricerca di nuove partnership e sinergie commerciali e industriali il 30 settembre 2009 ha siglato con IZO S.p.A., società del Gruppo Pietro Morini, accordi nel settore della produzione di vaccini aviari per il mercato avicolo italiano. Nello specifico: Merial Italia spa ha ceduto a IZO S.p.A. la propria unità produttiva di Chignolo Po (Pavia), con le competenze in essa presenti. Merial Italia ha affidato a IZO la produzione di alcuni vaccini vivi e Marek, specifici per il mercato italiano. Tali vaccini verranno esclusivamente prodotti nel sito di Chignolo Po secondo le specifiche, le caratteristiche e gli standard qualitativi di Merial. Merial Italia mantiene la proprietà dei marchi e continua a promuovere e commercializzare questi vaccini attraverso la propria organizzazione di vendita. Merial Italia e IZO intendono approfondire ed estendere in futuro la propria collaborazione ad altri servizi e progetti che sono in corso di valutazione. Il personale del sito di Chignolo Po è stato riassorbito nella nuova entità o presso le altre sedi di Merial Italia.

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gi Manara: “Il gatto obeso e complicanze ortopediche” e “Displasia dell’anca nel gatto: cosa fare e cosa non fare”, e del Professor Pierpaolo Mussa: “Sovrappeso e obesità negli animali da compagnia: dimensioni del problema, fattori di rischio, possibili rimedi”. Chairman: Dottor Marco Rubini, Presidente del Circolo Veterinario Bolognese.

NOVEMBRE Il roadshow di Hill’s e della Pet Obesity Task Force arriverà poi il 6 novembre 2009 - alle ore 20.45, presso il President Hotel di Roncadelle (BS), con le relazioni della Dottoressa Sabrina Giussani: “Il comportamento fa dimagrire” e del Dottor Massimo Petazzoni: “La visita ortopedica di base nel cane”. Chairman: Dottor At-

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tilio Bergamini, Vicepresidente dell’Ordine di Brescia. Lo Speaker Tour 2009 di Hill’s si chiude domenica 8 novembre 2009 con la tappa di Castel Gandolfo (RM), che si terrà in Viale Pio XI, 23 presso l’hotel Castelvecchio. Due gli interventi della Dottoressa Sabrina Giussani: “Il comportamento fa dimagrire” ed “Educazione del cliente e del paziente: corretta impostazione e gestione del colloquio”. A seguire, l’intervento del Dottor Giuseppe Febbraio: “Sovrappeso e obesità negli animali da compagnia. Posso resistere a tutto ma non alle tentazioni”. Chairman della tappa conclusiva sarà il Dottor Paolo Selleri. È previsto infine un intervento della Dottoressa Marina Debernardi, General Manager Hill’s Pet Nutrition Italia: ”Nutrigenomica”, i vantaggi immediati di questa nuova scienza. ■


22 Calendario attività Dal 4 al 22 novembre Per visualizzare i programmi degli eventi di tutte le società clicca su www.evsrl.it/eventi Edizioni Veterinarie E.V. srl

4 - 7 NOV

CORSO SCIVAC Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti

6 - 7 NOV

CORSO SCIVAC Attenzione: Evento annullato.

8 NOV 8 NOV

INCONTRO REGIONALE SCIVAC CALABRIA INCONTRO REGIONALE SCIVAC ABRUZZO

MASTERCLASS AO AVANZATO SULLE OSTEOTOMIE CORRETTIVE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO DI APPROFONDIMENTO - PROBLEMI DIAGNOSTICI E TERAPEUTICI IN DERMATOLOGIA DEL CANE E DEL GATTO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Crediti non previsti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it COSA C’È DI NUOVO NELLA DIAGNOSI , PROGNOSI E TERAPIA DEI DISORDINI INFIAMMATORI CRONICI DELL’APPARATO GASTROENTERICO DEI PICCOLI ANIMALI - Palagarden, Roges di Rende (CS) - ECM: 2 Crediti - Per info: Monica Borghisani - Segr. Del. Reg. SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it DIAGNOSI E PREVENZIONE DELLA FIP - Hotel Miramare - Via Tito De Caesars, 8 - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it AGGIORNAMENTI IN NEUROLOGIA - Hotel Campanile - Rivoli (TO) - Via Guido Rossa 11 - ECM: 3 Crediti Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CORSO DI ECOGRAFIA AVANZATA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 20 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

8 NOV

INCONTRO REGIONALE SCIVAC PIEMONTE IN COLLABORAZIONE CON SOVEP

12 - 14 NOV

CORSO SCIVAC Attenzione: Date evento modificate. Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti.

12 - 14 NOV

CORSO SCIVAC Ultimi posti disponibili

CORSO DI CITOLOGIA 2 - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 21 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

INCONTRO SIVAE

AGGIORNAMENTI DI MEDICINA DEGLI ANIMALI ESOTICI - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it METODICHE MANUALI: COSA C’È DI NUOVO? - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it RUOLO DELLA RADIOLOGIA TORACICA NEL PAZIENTE CARDIOPATICO - Centro Studi SCIVAC, Cremona Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it CITOLOGIA FUORI DALL’ORDINARIO: LAVAGGI BRONCO ALVEOLARI, CITOLOGIA GASTROENTERICA E DELLE MASSE SPINALI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segr. Soc. Spec. SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it ELEMENTI PER UN CORRETTO APPROCCIO CLINICO E TERAPEUTICO DELLA MALATTIA CARDIOVASCOLARE - Bari, Sheraton Hotel - Via Cardinale Agostino Ciasca 9 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segr. Del. Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

14 - 15 NOV 14 - 15 NOV 15 NOV 15 NOV 15 NOV 15 NOV 15 NOV 16 - 18 NOV

INCONTRO GRUPPO FR INCONTRO SVIDI

INCONTRO SICIV INCONTRO REGIONALE SCIVAC PUGLIA

INCONTRO REGIONALE SCIVAC VENETO

EMATOLOGIA UN GIOCO DI LUCI E COLORI - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

INCONTRO REGIONALE SCIVAC SICILIA IN COLLABORAZIONE CON L’ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI PALERMO CORSO SCIVAC

LA VISITA CLINICA E LA MEDICINA COMPORTAMENTALE - Palermo - Ordine dei Medici Veterinari - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 E-mail: delregionali@scivac.it GIORNATE DI APPROFONDIMENTO IN PRACTICE MANAGEMENT - Abitart Hotel, Roma - Via Pellegrino Matteucci, 10/20 - ECM: 14 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 E-mail: info@scivac.it CORSO AVANZATO INTENSIVO - INTERPRETAZIONE DI PREPARATI CITOLOGICI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it 2° IT. ODONTOSTOMATOLOGIA: I PARTE - RADIOLOGIA DENTALE E PARODONTOLOGIA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it LA COMUNICAZIONE DEL RISCHIO: UNA SFIDA PER LA MEDICINA VETERINARIA - Centro Studi EV Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it CORSO SISCA - PRESCRITTORE NEI PROGETTI DI PET THERAPY - Centro Studi EV - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it APPROCCIO MULTIMODALE ALL’ARTROSI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 E-mail: socspec@scivac.it TERAPIE IN MEDICINA CANINA: COSA C’È DI NUOVO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it

16 - 17 NOV

CORSO SCIVAC Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti.

17 - 20 NOV

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti

18 - 20 NOV

CORSO AIVEMP IN COLLABORAZIONE CON REGIONE LOMBARDIA

20 - 21 NOV 21 - 22 NOV 21 NOV

CORSO SCIVAC / SISCA INCONTRO SIOVET INCONTRO SIMIV

INCONTRO

INCONTRO SOCIETÀ SPECIALISTICHE SIRE E SIOCE - Perugia - Facoltà di Medicina Veterinaria - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it

22 NOV

SEMINARIO NAZIONALE SIVAR IN COLLABORAZIONE CON DELEGAZIONI REGIONALI SIVAR PUGLIA E BASILICATA INCONTRO SIRVAC / SCVI Attenzione: Date evento modificate.

22 NOV

INCONTRO SISCA Attenzione: Date evento modificate.

GIORNATA INTERREGIONALE SIVAR AGGIORNAMENTI IN BUIATRIA - Gioia del Colle (Bari) - Via Paolo Cassano, 319 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it APPROCCIO CLINICO E CHIRURGICO ALLE PRINCIPALI PATOLOGIE ONCOLOGICHE DELL’APPARATO RIPRODUTTORE FEMMINILE DEL CANE E DEL GATTO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Rich. Accr. - Per info: Erika Taravella - Segr. Soc. Spec. SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it BAMBINI E ANIMALI: LA ZOOANTROPOLOGIA DIDATTICA TRA I RUOLI DEL VETERINARIO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella -Segreteria Soc.Specialistiche SCIVAC Tel. +39 0372 403509 -E-mail: socspec@scivac.it PARASSITOSI EMERGENTI E RIEMERGENTI ED EMOPLASMOSI FELINE - Centro Studi SCIVAC, Cremona Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it PATOLOGIE TRAUMATICHE DELLO SCHELETRO APPENDICOLARE - Astor Hotel - Nervi (GE) - Via delle Palme 16 - Nervi - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CHRONIC KIDNEY DISEASE E STADIAZIONE IRIS: NEFROPATIA CRONICA NEL CANE E NEL GATTO Ordine dei Medici Veterinari - Cagliari - Via Carroz, 14 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

21 NOV 21 NOV

22 NOV 22 NOV 22 NOV

INCONTRO SIMEF INCONTRO REGIONALE SCIVAC LIGURIA INCONTRO REGIONALE SCIVAC SARDEGNA IN COLLABORAZIONE CON ASVAC

laPROFESSIONE

VETERINARIA 35 | 2009

PROFESSIONE la VETERINARIA La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it

Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27-02-2004 N. 46) art. 1, comma 1 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl Cusago (MI) Professione Veterinaria pubblica notizie d'attualità e di rassegna i cui contenuti non rispecchiano necessariamente il pensiero della Testata. Interventi e opinioni attribuibili a Professione Veterinaria e/o all'ANMVI vengono esplicitamente indicate come tali. Chiuso in stampa il 19 ottobre 2009

SOLUZIONI

mentazione differenziata tra fattrice e puledro

b un tipo di mangime pre-svezzamento

c un integratore specifico per puledri

no reingerite per una migliore digestione della fibra

d amano ricoprire le loro feci per non lasciare tracce ad eventuali predatori

e nel periodo riproduttivo utilizzano parte delle loro feci per la costruzione del nido

QUIZ 1

a mangiano le feci degli altri esemplari del gruppo come segno di dominanza b producono un tipo di feci molli definite ciecotrofo con cui marcano il loro territorio c producono un tipo di feci molli definite ciecotrofo che vengo-

Risposta corretta: a) Incontro SIVE della Macroregione Centrale:”Odontostomatolgia, nutrizione e alimentazione del cavallo” - Perugia, Maggio 2006

a un metodo di ali-

QUIZ 2

2. I conigli sono animali coprofagi in quanto:

Risposta corretta:d) SIVAE: Delegazione Regionale Piemonte, Alessandria Febbraio 2006

1. Il “creep feeding” è:



Professione Veterinaria, Anno 2009, Nr 35