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la VETERINARIA

PROFESSIONE

A.N.M.V.I.

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

30 2011

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Anno 8, numero 30 dal 12 al 18 settembre 2011

Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. soc. cons. a R.L. - Cremona

LETTERA DEL PRESIDENTE PENOCCHIO

I CAVALLI NELLE COMPETIZIONI EXTRAIMPIANTO

INDAGINI TOSSICOLOGICHE IN EMILIA ROMAGNA

LA SCELTA DEL PETFOOD PER I CANI IN SOVRAPPESO

MILANO CAPITALE DEGLI ANIMALI

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SI AVVICINA IL TEMPO DELLE ELEZIONI

BREVI RC PROFESSIONALE L'obbligo di RC professionale è stato introdotto a carico dei professionisti dalla manovra bis in vigore dal 13 agosto. Entro 12 mesi gli ordinamenti professionali dovranno recepirlo. La polizza per responsabilità professionale rientra fra i principi di tutela del cliente.

CAUDOTOMIA Il termine "resistente" è una imprecisione del TAR Lazio. L'ENCI ha ufficialmente smentito di essersi opposto al ricorso presentato da numerosi allevatori per l'annullamento dell'Ordinanza il 22 marzo 2011 del Ministero della Salute che vieta, senza eccezioni di standard, la caudotomia. Udienza il 7 settembre.

AVIARIA Dopo l'allarme lanciato qualche giorno fa dalla Fao, sul virus che sta circolando tra volatili e pollame in alcune parti dell'Asia. l'Oms rassicura: “il ceppo mutato del virus H5N1 dell'influenza aviaria non pone maggiori rischi per la salute pubblica”. Non è insolito che il ceppo sia mutato, perché “i virus dell'influenza si evolvono costantemente specialmente nelle aree dove circolano regolarmente tra gli uccelli”.

SVIZZERA L’Ufficio federale di veterinaria ha predisposto un progetto di ordinanza per salvaguardare l’apicoltura. Il progetto prevede la creazione e il finanziamento di un Servizio sanitario apicolo (SSA). Al riguardo ha aperto una consultazione fino al 23 novembre 2011.

WEST NILE Tre focolai di West Nile Disease sono stati segnalati in Grecia. Gli equidi positivi sono 3 e non presentano segni clinici di malattia. I focolai si aggiungono ai cinque già segnalati nei mesi di luglio ed agosto 2011. Il Paese ha registrato inoltre, per il secondo anno consecutivo, l'infezione nell'uomo con 46 casi umani confermati e due persone decedute; nel 2010 i casi nell'uomo sono stati 261 e le persone decedute 34. www.izs.it

AGEA Il Commissariamento dell’AGEA disposto dal Mipaaf dopo lo scandalo dei “bovini fantasma” non convince il TAR del Lazio che ha chiesto al Ministro Romano di motivare la scelta di congelare l’Agenzia. Il Tribunale chiede che le mancanze gestionali addotte da Via XX Settembre siano correlate a danni economici e precise disfunzionalità.

Salute risparmio

e

Fondo Sanitario A.N.M.V.I.

www.anmvioggi.it

SABATO 8 OTTOBRE

Un Congresso sui rapporti di lavoro Praticante o sfruttato? Dirigente o convenzionato? Lp o subordinato? Collaboratore o dipendente? A PAGINA 3

Nell'arco di tempo che va dal 15 settembre al 30 novembre dovranno essere indette le elezioni degli Ordini Veterinari. La Fnovi ha trasmesso per tempo queste indicazioni temporali ai Presidenti degli Ordini Provinciali come raccomandato dalla Direzione Generale delle Professioni Sanitarie del Ministero della Salute, che già a maggio invitava le Federazioni a predisporre tutte le misure organizzative necessarie per assicurare il corretto svolgimento delle prossime operazioni elettorali. La materia è regolata dal DPR 5 aprile 1950, n. 221, che disciplina le scadenze temporali dell'intero processo elettorale. Nel trasferire agli Ordini Provinciali la nota ministeriale, il Presidente della Fnovi, Gaetano Penocchio, esprimeva la propria condivisione sui contenuti della nota ministeriale, la quale sottolineava la natura inderogabile delle norme che disciplinano lo svolgimento delle elezioni, a tutela del diritto di elettorato attivo e passivo. Il 30 di agosto il Presidente della Fnovi si è nuovamente rivolto agli Ordini Provinciali in tema di elezioni, stavolta estendendo la comunicazione a tutti i medici veterinari per proporre qualche “riflessione utile sul come costruire una visione per

guidare nel medio-lungo periodo”. Come sempre, all’apertura della stagione elettorale, l’Anmvi incoraggia i Colleghi alla partecipazione e al voto. In questa fase di riforme pasticciate degli Ordini professionali e di confuse liberalizzazioni, il segnale peggiore che la veterinaria può dare è di non attendere ai propri doveri professionali, di non avere a cuore il proprio ordinamento, di voler anzi dare una mano a quanti vogliono indebolirlo o scardinarlo. Le elezioni sono - nelle parole del Presidente Penocchio - “il più alto momento politico e decisionale che vive la nostra professione”. E se oggi “il qualunquismo parla più piano” e “si ritira nell'ombra” - per continuare a citare il Presidente della Fnovi - è perché è stato fatto un grande lavoro di ristrutturazione della rappresentanza esponenziale della nostra categoria, grazie ad una credibilità conquistata con il lavoro. “L'impegno nella politica ordinistica deve essere un’abitudine costante coltivata con professionalità, determinazione, cura, motivazione e ...cuore. Da questo dobbiamo ripartire - dichiara Penocchio - per ripensare ai futuri Ordini ed al futuro Comitato Centrale”. Gaetano Penocchio CONTINUA A PAGINA 4

81.000 NON SONO POCHI L’ENPA HA COMUNICATO CHE QUEST’ANNO IL NUMERO DI ANIMALI ABBANDONATI (CANI E GATTI) È STATO DI CIRCA 81MILA, numero definito attraverso tutte le rappresentanze territoriali dell’Ente. Un numero decisamente in calo rispetto a quello degli ultimi anni e che smentisce per l’autorevolezza della fonte quelli decisamente superiori e veramente inattendibili comunicati da altre organizzazioni per trovare spazio sui media o, peggio ancora, per precisi interessi. Se il numero degli abbandoni, pur essendo ancora molto lontano dall’obbiettivo che un paese civile dovrebbe porsi, si è nel tempo fortemente ridimensionato, il merito va soprattutto all’Anagrafe Nazionale Canina, che pur ancora con tutti gli evidenti problemi territoriali e gestionali dimostra di essere uno strumento molto valido alle campagne di sensibilizzazione alle quali l’ANMVI ha sempre dato un importante contributo ed all’apertura di molte strutture turistiche che iniziano a rendersi disponibili ad accogliere animali. Resta comunque ancora molto da fare e certamente il progetto voluto dall’ANMVI e dalla Merial di una Anagrafe Nazionale Felina, ripresa anche sul sito del Ministero della Salute, potrà essere un ulteriore passo avanti molto importante. Sarebbe forse anche necessario fare un’azione di comunicazione per informare i proprietari che in caso di impossibilità a continuare ad ospitare un animale si possono rivolgere al loro Medico Veterinario per trovare una soluzione o portarlo direttamente ad un canile municipale risolvendo il problema nel pieno rispetto delle normative vigenti e soprattutto del benessere dell’animale. In fondo non ci vorrebbe molto a ridurre ancora in modo significativo il numero degli abbandoni.

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Sabato 8 ottobre 2011 Anmvi Informa

Dal tirocinio ai rapporti di lavoro fra veterinari Dinamiche professionali al XII Congresso annuale ANMVI anto i giovani Colleghi quanto affermati specialisti esercitano oggi in un mercato del lavoro professionale non adeguatamente normato, affollato e sempre più incerto. Mancano regole sul praticantato post-laurea come manca una legislazione del lavoro intellettuale che non sia quella, impropria, del lavoro “classico” subordinato. Emerge poi l’esigenza di figure tecniche e laiche che affianchino il medico veterinario, inquadrate secondo un profilo professionale ben definito dal punto di vista normativo e contrattuale. Se la medicina pubblica dipendente dal SSN e convenzionata ha strumenti contrattuali consolidati, conquistati negli anni (ma non è al riparo da continue minacce di spoil system, blocco del turn over, ridefinizione degli assetti strutturali e dirigenziali della sanità pubblica veterinaria), la professione privata è in cerca di una regolamentazione che faccia leva sull’autonomia intellettuale del libero professionista per non ricadere nelle regole della subordinazione propria del lavoro dipendente. L’ANMVI ha sentito l’esigenza di affrontare questi temi, partendo dai problemi per arrivare alle soluzioni possibili. È stato il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, proprio nelle ore calde della manovra bis, a parlare di “cantiere aperto” per la legislazione del lavoro. Il congresso sarà quindi l’occasione per fare l’inventario degli strumenti a disposizione, di quelli in costruzione e di quelli applicabili.

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mittenza una prima grande risposta. Spesso gli organi di controllo, una miriade nel nostro Paese, intervengono sulle strutture veterinarie senza avere riferimenti normativi e contrattuali adeguati e in mancanza applicano (e sanzionano) le leggi della subordinazione. Se è giusto reprimere gli abusi è anche necessario far emergere il potenziale occupazionale degli studi professionali, con tutte le conseguenze sul piano dei diritti, della previdenza e del fisco”.

IL CCNL DI CONFPROFESSIONI Confprofessioni è firmataria del Contratto collettivo nazionale dei dipendenti degli studi professionali e lavora al Ministero del lavoro per un nuovo modello di relazioni sindacali e per la creazione di un welfare ad hoc per i liberi professionisti, basato su incentivi e sostegni all’attività e all’occupazione. Il CCNL dei dipendenti degli studi professionali impiega prevalentemente personale laico dipendente (es. la segretaria dello studio), ed è collegato ad un sistema di welfare (Cadiprof, Fondoprofessioni e Ebipro) che permette al datore di lavoro di sostenere il proprio dipen-

TEMI E RELATORI l XII Congresso Nazionale ANMVI si terrà sabato 8 ottobre nella sede di Palazzo Trecchi. Interverranno, fra gli altri, il Presidente di Confprofessioni Gaetano Stella, Massimo Castagnaro, Preside della Conferenza dei Presidi e componente del Direttivo dell’ANVUR, il Presidente della Fnovi, Gaetano Penocchio, e Carlo Scotti, delegato ai rapporti istituzionali ANMVI e membro della Giunta Esecutiva di Confprofessioni. Saranno ascoltate le testimonianze di giovani Colleghi e affrontati i nuovi scenari della sanità pubblica veterinaria, dirigenziale e convenzionata. I temi a tappeto, spazieranno dal tirocinio universitario alla definizione delle collaborazioni fra liberi professionisti, dall’esame di Stato alle possibilità d’impiego nel settore pubblico o privato. È stato invitato il Capo Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria Romano Marabelli. Il congresso sarà trasmesso in diretta streaming via web. La partecipazione in sala è libera e gratuita.

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IL LAVORO DEI PROFESSIONISTI È un nuovo modello di lavoro quello a cui guarda Confprofessioni, che discende dall’incompiuta Riforma Biagi e che arriva dritto ai rapporti di lavoro dei professionisti, oggi più che mai bisognosi di una disciplina ad hoc, competitiva e moderna. “Si può portare negli studi professionali - precisa Carlo Scotti - il modello delle relazioni aziendali decentrate, specifiche intese con l’obiettivo di far crescere l’occupazione superando l’attuale assetto regolatore, universalista e basato sulla vecchia logica datore-subordinato”. La misura è stata spiegata così dal ministro Sacconi: "Le norme approvate in materia di lavoro contengono il cuore dello Statuto dei lavori in quanto attribuiscono ai contratti aziendali o territoriali la capacità di regolare tutto ciò che attiene all'organizzazione del lavoro e della produzione anche in deroga ai contratti collettivi e alle disposizioni di legge quando non attengano ai diritti fondamentali nel lavoro che in quanto tali sono inderogabili e universali". Contro lo sfruttamento del lavoro, Sacconi ha previsto una sanzione penale con la reclusione fino a 8 anni e una multa fino a 2mila euro per ogni lavoratore sfruttato. Da tempo - aggiunge Scotti - l’Area Sanità e Salute di Confprofessioni chiede qualità negli accordi di collaborazione fra liberi professionisti. Oltre che far emergere il lavoro irregolare, gestire crisi aziendali e favorire gli investimenti”. Dalla sua, Confprofessioni ha l’esperienza di un Ccnl che ha consentito la realizzazione di fondi interprofessionali (Cadiprof, Fondoprofessioni, Ebipro) che potrebbero generare rimuneratività in termini di formazione gratuita e assistenza sanitaria per appren-

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disti e professionisti in regime di monocommittenza. “Lavoro nero, sommerso, sottoccupazione,

così come vere e proprie forme di sfruttamento - dichiara Scotti - possono trovare nella definizione di un regime di monocom-


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4 Attualità Fnovi dente nell’assistenza sanitaria e nella formazione, beneficiando anche di ammortizzatori sociali in deroga nei periodi di crisi economico-occupazionale. Ecco quindi uno strumento contrattuale riconosciuto dal Ministero del Lavoro già nella piena disponibilità dei liberi professionisti, applicabile anche ai medici veterinari (Area professionale Medico - Sanitaria e Odontoiatrica). È questo il CCNL che è stato adottato dal “tariffario Fnovi” (Studio indicativo dei compensi del medico veterinario) per il recente adeguamento all’incremento Istat (+7,38) del costo della vita, che ha comportato l'incremento della retribuzione tabellare (comprensiva di oneri a carico del datore di lavoro) del personale dipendente di quarto livello super e di primo livello.

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Alle elezioni con una “visione” per la nostra professione Il Presidente della FNOVI ha scritto a tutti i medici veterinari Riportiamo il testo della lettera indirizzata dal Presidente FNOVI, Gaetano Penocchio, ai Presidenti degli Ordini Provinciali e a tutti gli iscritti il 30 agosto. Il testo si apre con una citazione di Aristotele: Noi siamo quello che facciamo ripetutamente. Perciò l’eccellenza non è un’azione ma un’abitudine”.

PROFILI TECNICI Il CCNL degli studi professionali potrà essere esteso ai profili tecnici. Tutte le professioni sanitarie aderenti all’Area Sanità e Salute di Confprofessioni, medici, odontoiatri e veterinari soprattutto, avvertono l’esigenza di un affiancamento tecnico nello svolgimento dell’attività professionale. Oggi la figura del tecnico veterinario è una realtà in molte strutture e Confprofessioni è la sede naturale per definirne aspetti normativi ed economici in un contenitore contrattuale specifico.

CONTRATTI DI SOLIDARIETÀ Agli studi professionali si possono anche applicare i contratti di solidarietà. È recente la risposta del Ministro del Lavoro ad un interpello dei consulenti del lavoro, con la quale ha trovato conferma l’applicabilità negli studi professionali di questa tipologia di contratti che permette al professionista datore di lavoro (al pari di un’impresa) di ricevere finanziamenti per non licenziare. Riducendo l’orario di lavoro, il professionista datoriale riceverà un contributo economico pari al 25% della retribuzione lorda per la durata massima di due anni. Sta al nostro comparto il recepimento di questo strumento.

APPRENDISTATO Il testo unico sull’apprendistato, riformato a giugno dal Ministro Sacconi, permette l’assunzione di apprendisti come lavoratori. Si apre una via nuova per i giovani, attingendo alle risorse degli enti bilaterali, applicabile anche all’apprendistato professionalizzante e all’alta formazione di iscritti agli Ordini professionali. L’apprendista può entrare con un livello di inquadramento basso e crescere col tempo, in funzione della propria crescita professionale e il datore di lavoro può usufruire di sgravi contributivi. Tocca alle parti sociali recepirlo nel proprio CCNL.

UN ESERCITO INVISIBILE “Abbiamo di fronte una generazione- dichiara il Presidente di Confprofessioni Gaetano Stella - di professionisti di 25-35 anni che ha smarrito qualsiasi prospettiva sul proprio futuro e sul futuro della professione”. Un “esercito di invisibili” che s’ingrossa di giorno in giorno, praticanti, tirocinanti, partite Iva, collaboratori… “Per far fronte alla contrazione della domanda di servizi professionali - continua Stella sono stati messi in atto modelli dell’organizzazione del lavoro che tendono a dilatare nel tempo sine die le pretese di affermazione dei giovani nel mondo della libera professione, innescando un pericoloso circuito che potrebbe sfociare in un conflitto generazionale. Per anni è stata barattata un’offerta formativa con una minima ricompensa, nessuna tutela in cambio di un miraggio”. Mentre la rifor■ ma delle professioni latita…

Cari Presidenti, cari Colleghi, si avvicina il tempo delle elezioni che rinnoveranno gli Ordini Professionali. Il più alto momento politico e decisionale che vive la nostra professione. E allora ritengo utile una qualche riflessione sul come costruire una “visione” per guidare nel medio-lungo periodo la nostra professione.

POLITICA ORDINISTICA Il punto di partenza è aver chiaro il valore dell'Ordine e le azioni per promuoverne le attività. Mentre il valore è immodificabile, se non venendo meno le motivazioni della sua stessa esistenza, le strategie operative possono cambiare nel tempo in risposta al mutare delle situazioni. I nostri valori etici e deontologici non si possono creare, ma solo conoscere o scoprire, e sentire, non vanno affermati a parole, si devono “respirare”, per questo è difficile “falsificarli”.Tutto il resto può essere discusso e cambiato. Anzi deve essere continuamente innovato per evitare quel sonnacchioso equilibrio in cui spesso finiscono molte organizzazioni, che ne spegne la creatività e le porta all'indolenza rendendole “inutili”. È importante invece l'audacia, la sfida. Egoismi e clamorose carenze di conoscenze da un lato, e una “politica buonista” di qualche Ordine spesso impegnato in una impresa titanica di “conciliazione globale” dall'altro, hanno supportato posizioni speculative contrarie alla stessa esistenza degli Ordini professionali. All'esterno chi non ci ama promuove, come sempre, l'i-

dentificazione di un “nemico comune”, una tecnica fin troppo usata in politica. Ma è cosa vecchia, opportunistica, effettuata al solo scopo di tenere insieme componenti altrimenti divergenti, la cui efficacia è molto bassa e genera solo incredulità e cinismo.

LA FORMAZIONE È il momento di una trasformazione obbligata, del passaggio da un “sistema basato sulla disponibilità individuale e sul volontariato”, ad un “sistema professionale di gestione” degli Ordini, propedeutico alla riforma del nostro ordinamento professionale, coerente con i processi di innovazione e modernizzazione delle pubbliche amministrazioni. La FNOVI sta creando una organizzazione basata sulla funzionalità, la sussidiarietà e l'interscambio. Il Consorzio “Fnovi ConServizi”, ad esempio, è una risorsa di servizio e di consolidamento istituzionale, un organismo che realizza una imponente operazione di aggregazione e di condivisione della nostra missione pubblica. È questa una metodologia per il governo di alcune situazioni complesse che ci competono come enti pubblici, come gestori di attività collegate alle pubbliche amministrazioni. Siamo “obbligati a crescere”, siamo tenuti a conoscere, per questo, mentre chiedo a tutti presenza ed impegno, chiedo agli Ordini la partecipazione a tutte le nostre iniziative di formazione.

ORDINI E FNOVI Sono stati anni dove abbiamo operato ben oltre le leggi istitutive della nostra professione, ciò ci ha molto impegnati e ci ha dato credibilità. Questo in uno scenario dove non è rara l“incompetenza”, nel senso etimologico del termine (senza nessuna connotazione moralistico-moraleggiante), dove è frequente, fino ad essere uno stile di vita, rincorrere obiettivi ed interessi personali, dove i “timori reverenziali” suggeriscono di non dire o scrivere mai

quello che si pensa. E allora sono frequenti le omissioni per eccesso di viltà, errori di comunicazione, svarioni culturali, violazioni delle norme. Voltiamoci a guardare quello che accade oggi; non c'è problema che non arrivi agli Ordini ed alla FNOVI e per tutti c'è risposta, politica, deontologica, tecnica, legale. Siamo quello che facciamo e se vogliamo essere “eccellenti” dobbiamo promuovere sempre la nostra professione, anche creando relazioni, servizi, coinvolgimento, identità. Non so quanta “eccellenza” abbiamo generato, ma se questa è un'alchimia di passione ed inclinazione, di attitudini ed esercitazioni, di errori e di soluzioni, di sconfitte e di vittorie, di progressi ed intuizioni allora credo che la FNOVI in questi anni abbia dato molto alla professione. Risultato questo che non è mai casuale o occasionale, ma nemmeno stabile. Pesiamola con il nostro impegno (ciascuno di noi sa cosa ha dato alla Professione in questi anni), sapendo di doverci misurare nelle cose grandi e anche nelle sfumature, nei particolari che, essendo l'esito di una qualità ed una cura, di una passione e conoscenza, sono determinanti per raggiungere risultati. L'impegno nella politica ordinistica deve essere un’abitudine costante, “coltivata” con professionalità, determinazione, cura, motivazione e ...cuore. Da questo dobbiamo ripartire per ripensare ai futuri Ordini ed al futuro Comitato Centrale. Dobbiamo avere consapevolezza di quello che siamo diventati per i medici veterinari italiani. Per chi ha creduto un tempo in un impegno nella politica della professione, in un qualche modo abbandonandolo, siamo la rinascita di quel credo (i gruppi di lavoro si popolano, i colleghi credono in noi). Per chi è più giovane, ne stiamo favorendo la crescita. Oggi, grazie alla FNOVI il qualunquismo parla più piano. Si ritira nell'ombra. Abbiamo generato lo spazio di nuove idee e speranze. Non derise. ■


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6 Riflessioni Tradizioni spettacolari

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L’insostenible leggerezza della tutela dei cavalli nelle competizioni extraimpianto di GIAMPAOLO PECCOLO Professore associato Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie, Università di Bologna

scaduta pochi giorni fa l’ordinanza ministeriale del 21 luglio 2009, che – con la nota tendenza a far di questo strumento una sorta di “supplente”, utilizzandolo cioè per colmare lacune e dimenticanze del legislatore – si occupa(va) di stabilire “la disciplina di manifestazioni popolari pubbliche o private nelle quali vengono impiegati equidi al di fuori degli impianti e dei percorsi ufficialmente autorizzati”. Il venir meno dell’ordinanza coincide con il fatto tragico occorso al Palio di Siena, con la morte di Messi – il cavallo della Chiocciola schiantatosi alla curva di san Martino durante le prove – e segue di pochi mesi la fine della cavalla Tiffany, infilzata su una transenna metallica mentre correva al palio di Ronciglione, dove i cavalli gareggiano senza fantino direttamente sui sampietrini per le strade della città. E morta tra le convulsioni davanti a centinaia di persone. Come in altre circostanze, quando si discute di protezione animale, anche in questo caso la lettura delle norme lascia una sgradevole sensazione di “scompostezza”, che non convince e, alla fine, non aiuta. A questo riguardo è doveroso partire dal comma 1 dell’art. 3 della legge n. 189/2004 che, nel rinnovare per intero il quadro delle sanzioni penali che presidiano la tutela degli animali dal maltrattamento, ha previsto che dette sanzioni non si applichino “alle manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalla regione competente”. La natura dell’atto con cui debba avvenire tale “riconoscimento” non è chiara: per atto normativo (e quindi con leg-

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ge regionale)? Con semplice atto amministrativo? Per comportamento concludente (ad esempio in quanto vi sia un patrocinio, un contributo, la messa a disposizione di servizi pubblici, o chissà che altro), che rendano di fatto “riconosciuta” la manifestazione? Personalmente ho sempre ritenuto alquanto flebile la barriera alla sanzione penale apprestata da questo richiamo al “riconoscimento”. Troppo vasta la portata del reato, troppo evidente il vulnus inferto al sempre evocato sentimento di pietà per legittimare zone franche all’applicazione delle norme penali quando non si tratti tanto di chiarire se possa considerarsi “maltrattamento” il fatto di lanciare ventre a terra una dozzina di cavalli per le strade o in una piazza (in cui evidentemente sostenitori e detrattori dei palii si divideranno

sempre), ma quando la manifestazione storica e culturale, per quanto “riconosciuta” (e comunque non sono molte ad esserlo) si trasformi per avventura, dolo, negligenza, per fatalità non del tutto imprevedibile in un fatto che, per dirla con le parole del codice penale, “cagioni la morte di un animale”. Peraltro sotto gli occhi del pubblico, e - potenzialmente di milioni di telespettatori. È questo il lato debole dell’argomentazione possibilista. È vero che ogni giorno si macellano centinaia di cavalli ad uso alimentare. Ma non davanti ad un pubblico plaudente. Non davanti a dei tifosi, ciascuno con la sua telecamera pronta ad essere riversata su youtube. E se è vero, come è vero, che il sentimento di pietà è tutelato all’interno delle norme penali al pari dell’integrità fisica dell’animale, è chiaro che un cavallo che muore schiantato al Palio di Siena o a quello di Ronciglione, non vale - allo stato della dottrina e della giurisprudenza, non dei singoli convincimenti individuali ovviamente - come un cavallo “da carne” destinato a finire sulla tavola. E non basta certo un riconoscimento regionale a saltare l’abisso che, piaccia o meno, divide concettualmente e giuridicamente le due fattispecie. Sulla base di queste considerazioni, quella apprestata dall’ordinanza era un contributo utile. Ma pur sempre un contributo. “Utile” nel senso che è servita ad impedire alcune manifestazioni che non ne rispettavano le prescrizioni, e a prevedere quelle norme minime di tutela, precedentemente assenti, per cavalli e fantini impegnati in competizioni al di fuori degli impianti “ufficialmente autorizzati” dall’UNIRE, dalla FISE, ecc. Tra questi obblighi, quello di approntare tracciati in grado di garantire la sicurezza di cavalli, fantini e spettatori; l’obbligo di prevedere un fondo idoneo ad evitare scivolamenti; l’obbligo di proteggere il percorso da impatti e cadute; obbligo di presenza di un veterinario “ufficiale” ASL che effettui una visita veterinaria preventiva e certifichi l’idoneità dei cavalli alla corsa; l’obbligo di presenza di un mezzo di assistenza e di una clinica veterinaria nelle vicinanze. Da questo punto di vista, un ruolo centrale è (era) riconosciuto alla Commissione Comuna-

le di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo (questo significa, in sostanza, il rinvio al Regio decreto del 1940), che, per capirci, è la commissione che rilascia l’agibilità per locali cinematografici o teatrali, parchi di divertimento, concerti, impianti sportivi, e via spettacolando. Naturalmente, non avendo competenze specifiche in materia di corse di cavalli, si prevedeva che la Commissione sarebbe stata integrata da un veterinario USL e da un tecnico accreditato presso le Federazioni sportive. E tanto basta ad attribuire ad essa la competenza a valutare oltre ai “requisiti tecnici” in materia di incolumità pubblica, anche quelli relativi al benessere animale. Utile anche in questo caso, verrebbe da ripetere, ma evidentemente non sufficiente. Difficile pensare che questa commissione, costituita da tecnici solitamente affaccendati in altre questioni, si assuma la responsabilità di fermare un happenig turistico e folkloristico di ragguardevoli proporzioni sotto il profilo delle risorse economiche che vengono a mobilitarsi, quale risultano essere in fondo le disfide di cui trattasi. Difficile, quasi quanto pensare che il Comitato organizzatore proceda - così come prescrive l’articolo 2 dell’ordinanza - a sottoporre i fantini ad “alcol-test” prima che salgano a cavallo. Al fine di impedire di partecipare alla corsa quelli che risultassero “alticci” (ma potendo pur sempre attendere qualche ora, nella speranza che la sbornia del sospetto etilista venga almeno un po’ smaltita). Esempi dell’insostenibile leggerezza di norme che tentano di mettere una pezza a una realtà che a tutti pare più che evidente: ovvero che, fuori dagli ippodromi e dai galoppatoi ufficiali, il confine tra la “corsa stracittadina” o palio che sia, e il maltrattamento è rischiosamente esile. Se un animale muore, quel confine svanisce, e pare quanto meno artificioso che a tenerlo vivo sia solo da quel “riconoscimento” che non per caso fu previsto come salvacondotto per non applicare la sanzione penale ai reati commessi durante i palii, in quanto “manifestazioni storiche e culturali”. E sulla cui costituzionalità molto ci sarebbe da obiettare. Correre è naturale per un cavallo. Farlo in un anello con una serie di curve a gomito, con le transenne e le tribune a delimitarle, senza vie di fuga in caso di errore (sia del fantino che del cavallo stesso), in mezzo a migliaia di tifosi, aizzati dai colpi ripetuti (per tacere del fatto che ciò avvenga sotto l’effetto di sostanze dopanti, la cui manifesta illiceità pone fine a qualsiasi discussione), onestamente no, non è naturale. Ciò non significa che i cavalli siano sempre maltrattati. Gli accertamenti amministrativi e di polizia giudiziaria di solito verificano che non lo sono affatto. A volte però succede il peggio. Quest’anno è successo due volte. Ed è di quelle volte che si discute. “Cagionare la morte di un animale” è un reato, in Italia. Non servono sforzi di esegesi per comprendere la portata di questa norma. Aver previsto il reato di maltrattamento, in una misura così “forte” è stato un passo notevole, forse un azzardo, di cui pochi hanno compreso la vera importanza, nell’immediato. Per salvare i palii occorrerebbe fare, per via legislativa, un passo indietro rispetto a quella definizione che, forse, in Italia, il Paese dove si corre il Palio, non potevamo permetterci. Fintantoché non si farà, e personalmente non credo sia più possibile farlo, i dubbi sono destinati a rimanere. ■


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8 Attualità Avvelenamenti

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Indagini tossicologiche in Emilia Romagna Report sul biennio 2009-2010 1

di S. BERTINI, A. MENOZZI Dipartimento di Salute Animale, Facoltà di Medicina Veterinaria di Parma

PRESTO LINEE GUIDA DAL MINISTERO DELLA SALUTE

A. BIANCIARDI, E. FAGGIONATO, S. MENOTTA, R. PIRO Laboratorio di Tossicologia, Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia - Romagna (IZSLER) G. DIEGOLI Servizio Veterinario e Igiene degli Alimenti della Regione Emilia - Romagna l problema delle intossicazioni animali derivanti da esche è oramai ben conosciuto, tanto da aver suscitato a più riprese l’interesse non soltanto del legislatore, ma anche delle singole Regioni ed amministrazioni comunali impegnate in questa difficile battaglia con la crudeltà e l’inciviltà. È innegabile, infatti, che il reperimento di esche e/o bocconi avvelenati sia direttamente correlato con episodi di intossicazione negli animali domestici e/o selvatici, con gravi ripercussioni sanitarie degli stessi. Non bisogna dimenticare che le esche o i bocconi, oltre a rappresentare un pericolo reale per la fauna domestica e selvatica, costituiscono anche un importante pericolo per i bambini, che - per loro natura - sono attratti da oggetti sconosciuti, con potenziale pericolo di assunzione dell’eventuale sostanza tossica contenuta. In tal senso, l’attività della Regione Emilia Romagna, da diversi anni, si è incentrata su un’accorta e capillare analisi del territorio, in stretta collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, il Servizio territoriale rurale della Direzione Generale Agricoltura della Regione e con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna (IZSLER), che ha curato le analisi tossicologiche. A tal proposito, la norma di riferimento è la delibera della Giunta Regionale n° 469

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n occasione del Seminario “Il Medico Veterinario nella gestione degli avvelenamenti”, organizzato da ANMVI in collaborazione con il Servizio di Assistenza Tossicologica Veterinaria 24h ATV Purina- il Ministero della Salute presenterà una linea guida applicativa dell’Ordi-

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del 20/4/2009 “Linee Guida regionali per la lotta agli avvelenamenti degli animali”, che ha individuato nel Corpo Forestale dello Stato la struttura più idonea per la raccolta dei dati relativi al monitoraggio del fenomeno. Per comodità nell’analisi dei risultati, il laboratorio IZSLER ha suddiviso i campioni in due grandi categorie: esche e carcasse/organi. Sebbene tale suddivisione non sia certamente esaustiva, permette di includere la quasi totalità dei campioni; da una parte tutto ciò che può essere ritenuto un’esca (lasciata deliberatamente sul territorio a scopo criminoso), dall’altra le carcasse di animali pervenuti a morte in maniera sospetta o gli organi che sono stati conferiti al laboratorio per le successive determinazioni analitiche. Passando ad un’analisi dei risultati ottenuti dall’IZSLER, il primo dato che balza all’oc-

nanza 18 dicembre 2008. Il Seminario - libero e gratuito per i Medici Veterinari farà il punto sulla normativa, sulla gestione clinica e farmacologica del paziente in emergenza e sulle tossicosi negli animali da compagnia. L’analisi dei dati e dei casi ricorrenti consentirà l’elaborazione di nuove strategie per aggredire il fenomeno attraverso la prevenzione, l’approccio epidemiologico e la repressione. Esperti, magistrati, esponenti istituzionali e del Ministero della Salute si riuniranno a convegno con i medici veterinari per sensibilizzare gli addetti ai lavori e l’opinione pubblica su un fenomeno da prevenire e da reprimere attraverso la puntuale applicazione dei vigenti divieti previsti dal Codice Penale e dall’Ordinanza 18 dicembre 2008 del Ministero della Salute. Il programma: www.anmvi.it

chio è l’incremento del numero totale di campioni conferiti al Laboratorio di analisi per le successive determinazioni; tale numero è passato da 688 (2009) a 760 (2010). Appare evidente che la maggiore attenzione al problema ha portato ad un aumento dell’attività di controllo. Non è difficile ipotizzare che il trend sia dovuto quindi anche ad una maggiore sensibilità sia da parte delle autorità di sanità pubblica, sia dei privati cittadini. I campioni risultati positivi sono stati 361 (2009), pari al 52,4% e 260 (2010), pari al 34,2%. Prima di esaminare nel dettaglio le tipologie di esche, il luogo e la speciazione del loro ritrovamento, eventuali correlazioni con attività umane nella zona e la tipologia di tossico riscontrato (e relativa pericolosità), bisogna riflettere sui dati grezzi. A cosa si deve questo aumento numerico? Come già accennato, in parte ad una maggiore sensibilità nella popolazione e nelle Forze dell’Ordine, che non tralasciano eventuali campioni “sospetti” sul territorio. Questo aspetto è di fondamentale importanza al fine di tracciare una mappa esaustiva delle zone a rischio, in cui l’attività criminosa di chi dispone i bocconi avvelenati è più forte. Nonostante la su esposta considerazione, il dato sembra confermare che il fenomeno dei bocconi avvelenati è ben lungi dall’essere risolto, il che necessita di un continuo e costante monitoraggio; riteniamo che sia comunque sempre preferibile un “eccesso di prudenza” (che può verificarsi quando viene inviato al Laboratorio di analisi un campione probabilmente negativo), piuttosto che correre il rischio di lasciare sul terreno un’esca potenzialmente pericolosa. I bocconi avvelenati (o le carcasse di animali deceduti) possono facilmente essere ingerite da animali selvatici e domestici anche molto tempo dopo la loro deposizione nell’ambiente, rappresentando una minaccia continua. Ecco quindi che - a fronte di un incremento del numero complessivo dei campioni nell’ultimo anno - la percentuale di positivi si è abbassata. Appare quindi interessante osservare anche la distribuzione territoriale nelle varie province; un dato statistico indica che il reperimento delle esche è più importante nelle zone a carattere rurale che non nelle grandi città,

sebbene siano numerose le esche rinvenute anche lungo strade o abitazioni private. Da segnalare inoltre che - sovente - l’episodio criminoso coinvolge diverse esche in un territorio ristretto, per cui il numero di campioni risulta aumentato. Chi compie il gesto criminoso sovente si preoccupa di disseminare diverse esche e/o bocconi in un territorio di estensione piuttosto limitata; ovviamente diverse specie animali possono entrare in contatto con le esche, rimanendo intossicate. Se svisceriamo attentamente questo comportamento, ecco che notiamo anche una “mancanza di selettività” nell’azione criminosa; non soltanto si cerca l’eliminazione di una particolare categoria di animali (cani da caccia, da tartufo, animali di un vicino), bensì si colpisce alla “cieca”, disseminando il terreno con diverse esche. Altri animali possono quindi cibarsi delle esche e manifestare segni di intossicazione. Un’intossicazione “multipla”, che può colpire anche animali non target per il fenomeno dell’intossicazione secondaria o di relais. Più complessa sembra l’interpretazione del dato relativo agli episodi tossici in relazione alla diversa tipologia territoriale; in quasi tutte le province della Regione Emilia Romagna gran parte dei ritrovamenti si sono verificati nelle aree rurali. Non sono mancati i riscontri di campioni reperiti in prossimità di oasi, Aziende faunistico-venatorie, zone di addestramento cani e zone sottoposte a tutela ambientale (parchi, aree di rispetto, ecc.). Pur tuttavia appare difficile attribuire una correlazione diretta fra il reperimento dell’esca ed un particolare tipo di territorio. Va comunque messo in evidenza come alcune province si distinguano “negativamente” nel biennio considerato (2009-2010) per l’elevato numero di campioni; in particolare, Bologna (216 campioni nel 2009 e 98 nel 2010), ForlìCesena (162 campioni nel 2009 e 267 nel 2010), Parma (70 campioni nel 2009 e 156 nel 2010) sembrano essere le province maggiormente coinvolte nel ritrovamento di esche o carcasse di animali. Una disamina accurata del dato relativo al numero di campioni positivi sembra indicare un’attività maggiore nella zona di pianura della provincia di Parma e di Bologna e nei dintorni di Rocca San Casciano-Tredozio per quanto riguarda la provincia di Forlì-Cesena. La distribuzione temporale dei fenomeni di avvelenamento di animali si mantiene costante negli anni (anche negli anni precedenti il biennio considerato, dati non mostrati) con due picchi nei mesi di marzo ed ottobrenovembre; al contrario si osserva un calo nei mesi di giugno e luglio. Dal punto di vista scientifico è interessante commentare le positività riscontrate dall’IZSLER sui campioni conferiti. Innanzi tutto la gamma di analisi disponibili è molto ampia e spazia attraverso diverse categorie di sostanze tossiche: • pesticidi insetticidi, fra cui gli inibitori dell’enzima acetilcolinesterasi (organo-fosforici e carbammati) e gli organo-clorurati • pesticidi lumachicidi (metaldeide e methiocarb, sebbene quest’ultimo rientri nella categoria dei carbammati) • rodenticidi ad attività anticoagulante. Da segnalare il grande sforzo dell’IZSLER che, nel corso del 2010, ha implementato le sostanze ad attività anticoagulante ri-


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10 Attualità Avvelenamenti cercate nei campioni sospetti (da 2 a 9) • altre sostanze, tra cui stricnina, fosfuro di zinco, cianuri, erbicidi triazinici, insetticidi piretroidi, imidaclopride) Conoscere il tipo di tossico impiegato nelle esche o negli episodi di avvelenamento in generale è di fondamentale importanza per almeno un paio di motivi. Innanzi tutto consente di avere una “mappatura” dei principi attivi più utilizzati, il che consente un controllo più capillare da parte delle Forze dell’Ordine deputate al monitoraggio di questo fenomeno ed all’identificazione degli avvelenatori. In secondo luogo, la conoscenza dei principi attivi più frequentemente utilizzati può consentire, in base alla sintomatologia e alla casistica, di intervenire terapeuticamen-

te con successo in quei casi di intossicazione in cui è possibile sfruttare il fattore tempo. Il pregresso insegna che, quando un animale intossicato ed ancora in vita, viene soccorso da personale autorizzato con esperienza di intossicazioni con sintomatologia simile, sovente il primo soccorso risulta fondamentale per la salvaguardia delle grandi funzioni organiche e la stabilizzazione dell’animale stesso. Naturalmente questo non sempre è possibile e spesso ci troviamo a discutere dell’eventuale tossico a posteriori, quando l’animale è già deceduto sulla base di una sospetta intossicazione; l’anamnesi è quasi sempre silente e si procede per tentativi durante le analisi di laboratorio. Per questo motivo riteniamo della massima impor-

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tanza diffondere i dati relativi alle sostanze utilizzate durante gli episodi criminosi incorsi nella nostra Regione. E troviamo anche qualche sorpresa; se i pesticidi inibitori dell’enzima acetilcolinesterasi risultano di gran lunga i prodotti maggiormente utilizzati (49,6% e 41,5% negli anni 2009 e 2010, rispettivamente), i pesticidi organo-clorurati sono molto ben rappresentati in questa particolare classifica (33,8% e 38,5% negli anni 2009 e 2010, rispettivamente), con l’α e β endosulfan dominatore incontrastato. Nonostante le recenti restrizioni di utilizzo e di vendita, evidentemente è ancora possibile reperire con relativa facilità le suddette sostanze, sia tramite canali clandestini, sia tramite la normale rete di vendita

della grande distribuzione. È il caso di alcuni insetticidi, dei lumachicidi o di alcuni rodenticidi ad attività anticoagulante che sono facilmente acquistabili da privati cittadini per l’utilizzo domestico. Come sovente accade, è poi l’impiego sbagliato che viene fatto di questi prodotti a determinare l’avvelenamento accidentale e/o intenzionale. Se gli organo-clorurati risultano ancora largamente impiegati nel 2010 (nonostante vi sia il grande quesito relativo alle fonti di approvvigionamento), notiamo con soddisfazione il calo di alcuni inibitori dell’enzima colinesterasi. In particolare il metomil (che passa da 123 campioni positivi del 2009 a 14 nel 2010) ed il carbofuran (17 nel 2009 e 5 nel 2010). In calo anche l’impiego della stricnina (24 nel 2009 e 12 nel 2010). Stabile l’utilizzo del fosfuro di zinco e della metaldeide. In aumento l’utilizzo dei rodenticidi ad attività anticoagulante, grazie anche al potenziamento delle analisi condotte dall’IZSLER, che consente di disporre di un’ampia gamma di principi attivi che rispecchia la distribuzione ed il reale utilizzo sul territorio. In conclusione, dall’esame dei dati presentati dall’IZSLER nel biennio 2009-2010, emerge un quadro che continua a destare qualche preoccupazione; il reperimento delle esche e/o dei bocconi avvelenati non è ancora un fenomeno ascrivibile al passato, bensì tuttora presente sul nostro territorio. L’uccisione di animali per mezzo dei bocconi/esche avvelenate è una barbara attività, retaggio di una ancestrale concezione di controllo del territorio; tale modalità, in aggiunta alle implicazioni morali facilmente intuibili, non è assolutamente selettiva e determina la dispersione di pericolose sostanze tossiche nell’ambiente responsabili di gravi fenomeni a carico della popolazione domestica e selvatica. Quando le esche vengono posizionate nell’ambiente urbano, il rischio si estende anche alla fascia di popolazione, rappresentata dai bambini. L’attività meritoria del Corpo Forestale dello Stato e di tutti i privati cittadini che si applicano nel consegnare il materiale sospetto alle Forze dell’Ordine ha portato ad un aumento del numero di campioni esaminati e ad una mappatura abbastanza precisa del territorio sottoposto ad azioni criminose. Riteniamo auspicabile che tale attività di controllo sia non soltanto mantenuta, bensì incrementata, allo scopo di debellare un fenomeno estremamente pericoloso per la fauna domestica e selvatica e potenzialmente pericoloso anche per l’uomo. È altrettanto auspicabile che il laboratorio dell’IZSLER potenzi la sua preziosa attività laboratoristica, incrementando il numero e la tipologia di analisi disponibili per la ricerca di eventuali tossici; appare pleonastico sottolineare che un maggior numero di analisi consente di identificare anche principi attivi utilizzati raramente, ma che possono comunque rappresentare un pericolo per la fauna domestica e selvatica. Il lavoro di registrazione, monitoraggio e georeferenziazione prodotto grazie all’impegno del Corpo Forestale dello Stato, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, del Servizio territoriale rurale della Direzione Generale Agricoltura della Regione e del Servizio Veterinario dell’Assessorato alla Sanità è a disposizione dei Servizi Veterinari e delle Forze dell’Ordine: tutto questo allo scopo di consentire, attraverso le attività di prevenzione e repressione, una ancora più incisiva lotta al criminoso comportamento nei confronti degli animali, come i successi ottenuti nella Provincia di Forlì/Ce■ sena hanno dimostrato.


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SOCIETÀ CULTURALE ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA COMPAGNIA SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

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DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC LOMBARDIA CHIRURGIA DEL RENE E URETERE SFIDA POSSIBILE? Pero (MI), 9 Ottobre 2011

DELEGAZIONE REGIONALE TRENTINO ALTO ADIGE ARGOMENTI DI BASE IN OFTALMOLOGIA Trento, 16 Ottobre 2011

11.30 Chirurgia ureterale: è sempre microchirurgia? Cateteri e stent: loro applicazione in urologia 13.00 Presentazione a cura di HILL’s 13.30 Pausa 14.30 Uretrotomia nel gatto: tecniche a confronto 15.30 Pausa 16.00 Casi clinici interattivi: selezione di casi clinici di urologia 17.00 Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale 17.30 Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata

RELATORE Stefano Nicoli OBIETTIVI Fornire ai partecipanti cenni di anatomia dell’apparato urinario e fisiopatologia delle malattie chirurgiche di più frequente riscontro. Descrivere le possibili soluzioni chirurgiche alle patologie suddette. Sensibilizzare i colleghi circa la necessità di trattamenti “conservativi” nei confronti di rene e uretere.

PROGRAMMA SCIENTIFICO 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione del relatore ed inizio dei lavori 9.30 Chirurgia renale - Tutto ciò che si può fare a un rene 11.00 Pausa

SEDE Ata Hotel Expo Fiera Via Keplero 12 - Pero (MI) tel 02/300551 Non è stato richiesto l’accreditamento ECM PER INFORMAZIONI Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC Tel 0372/40.35.06 - Fax 0372/45.70.91 E-mail: delregionali@scivac.it www.scivac.it

SOCIETÀ CULTURALE ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA COMPAGNIA SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

9.30 11.00 11.30 13.00 13.30 14.30

RELATORE Adolfo Guandalini OBIETTIVI L’incontro verterà inizialmente sulle informazioni di base anatomiche e fisiologiche riguardanti la cornea e le palpebre (compresa la terza palpebra). Verranno poi trattate tutte le patologie corneali che possono essere inscritte sotto la definizione di “Occhio Opaco”, fornendo ai partecipanti gli elementi necessari per effettuare una accurata diagnosi e per impostare poi una corretta terapia medica e chirurgica delle patologie riscontrate. Si parlerà successivamente dell’approccio esclusivamente chirurgico alle patologie delle palpebre e della terza palpebra cercando di fornire ai Medici Veterinari le adatte conoscenze per effettuare questi interventi secondo la metodica più corretta per ogni singolo caso. Infine, tutte le nozioni teoriche acquisite nella prima parte dell’incontro, nella seconda parte, saranno messe in pratica attraverso lo studio di numerosi casi clinici eviscerando per ciascuno di essi il percorso diagnostico e terapeutico che è stato tenuto durante la loro gestione.

15.30 16.00 17.00 17.30

te, presentazione del relatore ed inizio dei lavori Opacità della cornea, riconoscerle per curarle Pausa Chirurgia di base delle palpebre e della terza palpebra Spazio per eventuale relazione commerciale Pausa Casi clinici interattivi: "...dalla teoria alla pratica" (prima parte) Pausa Casi clinici interattivi: "...dalla teoria alla pratica" (seconda parte) Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata

Non è stato richiesto l’accreditamento ECM SEDE Ordine dei Medici Veterinari Viale Zambra 16 - 38100 Trento PER INFORMAZIONI Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC Tel 0372/40.35.06 - Fax 0372/45.70.91 E-mail: delregionali@scivac.it www.scivac.it

PROGRAMMA SCIENTIFICO 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presiden-

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC BASILICATA IL CORRETTO APPROCCIO DIAGNOSTICO IN GASTROENTEROLOGIA E PNEUMOLOGIA: QUANDO E PERCHÉ USIAMO L’ESAME ENDOSCOPICO? Matera, 16 Ottobre 2011

13.00 13.30 14.30 15.30 16.00 RELATORE Enrico Bottero OBIETTIVI Un corretto approccio diagnostico permette al veterinario di affrontare in maniera adeguata segni clinici cronici, spesso frustranti, come il vomito, la diarrea o la tosse. L’esame endoscopico rappresenta in molti casi il momento finale dell’iter diagnostico. Un corretto utilizzo di questa tecnica permette di ottimizzare l’iter diagnostico nei pazienti cronici. Allo stesso tempo l’endoscopia può diventare una tecnica operativa e risolutiva per alcune condizioni patologiche come: corpi estranei ostruttivi, stenosi esofagea, neoformazioni sanguinanti etc…

PROGRAMMA SCIENTIFICO 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione del relatore ed inizio dei lavori 9.30 Patologie Esofago-gastriche: corretto approccio diagnostico. Quando usiamo l’esame endoscopico? Patologie enteriche: corretto approccio diagnostico. Quando usiamo l’esame endoscopico? 11.00 Pausa 11.30 Patologie Nasali: corretto approccio

17.00 17.30

diagnostico. Quando usiamo l’esame endoscopico Patologie delle vie aeree inferiori: corretto approccio diagnostico. Quando usiamo l’esame endoscopico Spazio per eventuale relazione commerciale Pausa Casi clinici interattivi: pazienti affetti da rigurgito, vomito e diarrea Pausa Casi clinici interattivi: pazienti affetti da scolo nasale, stertore respiratorio e tosse. Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata

SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER EQUINI SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

AGGIORNAMENTI NELL’ADDOME ACUTO DEL CAVALLO: INCONTRO CON LOUISE SOUTHWOOD 15 ottobre 2011 Milano in occasione di Fiera CavalliaMilano

13.00 14.30

15.30 16.00 16.30

17.30 SEDE Hilton Garden Inn Via Germania (Borgo Venusio) 75100 Matera PER INFORMAZIONI Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC Tel 0372/40.35.06 - Fax 0372/45.70.91 E-mail: delregionali@scivac.it www.scivac.it

5 CREDITI ECM

CHAIRPERSON Giorgio Ricardi - Massimo Magri 18.00 RELATORE Louise Southwood Parente 18.30 PROGRAMMA SCIENTIFICO 8.30 Registrazione dei partecipanti 9.25 Saluto del Presidente SIVE, presentazione dei relatori e inizio dei lavori 9.30 Come decidere se trattare chirurgicamente o farmacologicamente i cavalli con le coliche 10.30 Trattamento dei fecalomi 11.00 Coffee break 11.30 Malattie gastroenteriche: come si applicano al paziente i dati dell’attuale letteratura scientifica? - Esempi con casi clinici 12.30 Trattamento medico e chirurgico

dell’infiammazione del colon dorsale destro Lunch break Il trattamento postoperatorio del paziente con colica: Cure di base e cure critiche Ileo postoperatorio: Stato dell’arte Coffee Break Infezione postoperatoria: Prevenzione, diagnosi e impiego di farmaci antimicrobici Aderenze intraperitoneali postoperatorie: a che punto siamo con la prevenzione e il trattamento? È davvero una colica? Cause non gastroenteriche di segni clinici similcolici. Discussione e fine del seminario

SEDE Fiera di Milano - Sala Sagittarius Via Michelangelo Buonarroti 20017 Rho (Milano) www.cavalliamilano.it INFORMAZIONI Segreteria SIVE - Monica Borghisani Palazzo Trecchi, Via Trecchi 20 26100 Cremona Tel. 0372 403502 - Fax 0372 457091 E-mail: info@sive.it www.sive.it


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SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI ESOTICI

SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI ESOTICI

DELEGAZIONE REGIONALE SIVAE SARDEGNA In collaborazione con: ORDINE MEDICI VETERINARI DI CAGLIARI “Una giornata nell'ambulatorio di un veterinario aviare" Domenica 25 Settembre 2011

AGGIORNAMENTI DI MEDICINA DEGLI ANIMALI ESOTICI 15-16 Ottobre 2011 - Centro Studi Palazzo Trecchi Cremona

RELATORE Alessandro Melillo DELEGATO REGIONALE Sarah Loddo OBIETTIVI La sempre crescente presenza di varie specie aviari come animali da compagnia rende una reale possibilità anche per il veterinario generico di incontrare questi curiosi pazienti. Scopo della giornata sarà fornire le principali nozioni sulla corretta gestione di queste specie sia dal punto di vista alimentare che comportamentale, nonché guidare i partecipanti lungo un corretto iter diagnostico. Verranno prese in considerazione le malattie infettive più frequenti nonché il comune frustrante problema dell'autodeplumazione. Gli argomenti saranno seguiti dalla presentazione di casi clinici interattivi che si riscontrano con maggiore frequenza nella pratica quotidiana del clinico aviare.

PROGRAMMA SCIENTIFICO 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione del relatore ed inizio dei lavori 9.30 Visita clinica del paziente aviare. Corretta nutrizione e gestione delle specie di maggiore interesse

11.00 Pausa 11.30 Le principali malattie infettive degli Psittaciformi 13.00 Spazio per eventuale relazione commerciale (nel caso non si svolga la relazione il programma nel pomeriggio sarà anticipato di mezz’ora) 13.30 Pausa 14.30 Problematiche più frequenti espresse tramite casi clinici 16.00 Pausa 16.30 Feather picking 17.00 Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale 17.30 Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata SEDE Ordine dei Medici Veterinari di Cagliari ISCRIZIONE L’incontro è gratuito per tutti i soci SIVAE e SCIVAC in regola con l’iscrizione 2011. Non è richiesta la preiscrizione. Gli interessati devono registrarsi direttamente in sede d’incontro presentandosi alle ore 08.30 presso la segreteria. PER INFORMAZIONI Segreteria SIVAE: Elisa Tel: 0372/40.35.00 - E-mail: info@sivae.it

SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI ESOTICI

DELEGAZIONE REGIONALE SIVAE CALABRIA In collaborazione con la facoltà di Medicina Veterinaria di Messina PRIMO APPROCCIO ALLA MEDICINA E CHIRURGIA DEI RETTILI Domenica 2 Ottobre 2011

9.30 11.00 11.30 13.00

13.30 14.30

RELATORI Dott. Paolo Selleri, Dott. Giuseppe Latella OBIETTIVI L'interesse per i rettili, sia come animali da compagnia che esposti in parchi e zoo, è sensibilmente aumentato negli ultimi anni. Sono numerosi i colleghi che dedicano la propria opera prevalentemente alla medicina e chirurgia dei rettili. Questo incontro intende essere un'introduzione alle basi dell'allevamento, della medicina e della chirurgia dei rettili. Oggi giorno i proprietari di rettili, specialmente dei cheloni, sono sempre più attenti ed accorti nel rispettare le esigenze di queste specie e per questo motivo al veterinario è richiesta una competenza molto approfondita. Per questo motivo ai cheloni sarà dedicata la maggior parte della giornata.

PROGRAMMA SCIENTIFICO 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presiden-

15.30 16.00 17.00 17.30

te, presentazione del relatore ed inizio dei lavori Chi sono i nostri pazienti? Conoscere e riconoscere i rettili Pausa La corretta gestione e le malattie gestionali del paziente rettile Spazio per eventuale relazione commerciale (nel caso non si svolga la relazione il programma nel pomeriggio sarà anticipato di mezz’ora) Pausa Anche i rettili possono essere visitati: approccio semiologico al paziente rettile, avvalendosi di casi clinici Pausa Medicina interna dei rettili: Casi clinici interattivi Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata

SEDE Aula Magna della Facoltà di Medicina Veterinaria Università di Messina ISCRIZIONE L’incontro è gratuito per tutti i soci SIVAE e SCIVAC in regola con l’iscrizione 2011. Non è richiesta la preiscrizione. Gli interessati devono registrarsi direttamente in sede d’incontro presentandosi alle ore 08.30 presso la segreteria. PER INFORMAZIONI Segreteria SIVAE: Elisa Tel: 0372/40.35.00 - E-mail: info@sivae.it

PROGRAMMA SCIENTIFICO SABATO, 15 OTTOBRE 2011 Tutte le relazioni saranno di 25 minuti più 10 di discussione 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione dei relatori ed inizio dei lavori 9.30 L’importanza della radiografia intra orale nella diagnosi delle patologie dentali di lagomorfi e roditori Igor Pelizzone 10.05 Lo stato dell’arte del timoma nel coniglio Elisabetta Mancinelli 10.40 Pausa 11.15 La vaccinazione negli Animali Selvatici e da Zoo Marco Campolo 11.50 Le opzioni terapeutiche nel trattamento chirurgico dell’odontoma nei roditori Massimo D’Acierno 12.25 Pausa Pranzo 14.00 Iperadrenocorticismo nel coniglio: caso clinico o condizione poco descritta? Valeria Del Duca 14.35 Indagine cloacoscopica nei rettili: metodologie ed applicazioni Filippo Spadola 15.10 Tecniche necroscopiche e quadri istopatologici nei cheloni Paolo Selleri, Raffaele Melidone 15.45 Pausa 16.15 Il FLOTAC applicato alla medicina degli esotici Giuseppe Cringoli e Laura Rinaldi 16.50 Lo stato dell’arte nella conservazione della Emys orbicularis Vincenzo Ferri 17.25 Tutto quello che dobbiamo sapere

sul visone come pet Daniele Petrini 18.00 La riparazione del carapace e del piastrone nei cheloni nelle metodiche alternative del dr. Brunetti Leonardo Brunetti DOMENICA, 16 OTTOBRE 2011 9.00 Le malattie del piumaggio negli psittaciformi Lorenzo Crosta 9.35 Aggiornamenti delle applicazioni laser in medicina e chirurgia degli Animali Esotici Giordano Nardini 10.10 Pausa 11.00 Aggiornamenti sulla fissazione esterna nel trattamento delle fratture degli animali esotici Marco Bedin 11.35 Coniglio: Brevi Manualità e Diagnostica per Immagini, quale sedazione? Stefano Cusaro 12.10 Traumi da aggressione da cospecifici Fabio Gnali 12.45 Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale 12.30 Consegna degli attestati di partecipazione e termine dell’evento ISCRIZIONE L’incontro è gratuito per tutti i soci SIVAE in regola con l’iscrizione 2011. Non è richiesta la preiscrizione. Gli interessati devono registrarsi direttamente in sede d’incontro presentandosi alle ore 08.30 presso la segreteria. PER INFORMAZIONI Segreteria SIVAE Elisa - Tel. 0372/40.35.00 E-mail: info@sivae.it

SIODOV SOCIETÀ ITALIANA DI ODONTOSTOMATOLOGIA VETERINARIA

INCONTRO SIODOV LA MALATTIA PARODONTALE: PIANIFICAZIONE DEL TRATTAMENTO, TRATTAMENTO CHIRURGICO E TECNICHE RIGENERATIVE Domenica, 9 Ottobre 2011 - Cremona, Palazzo Trecchi RELATORI Stefano Corbella, Milano - Alessandro De Simoi, Belluno - Mirko Radice, Milano PROGRAMMA SCIENTIFICO 9.00 Registrazione dei partecipanti 9.30 La pianificazione del trattamento parodontale - S. Corbella Detartrasi e levigatura delle radici M. Radice 11.00 Pausa 11.30 Il lembo di accesso (differenze in veterinaria) - S. Corbella, A. De Simoi La Excisional New Attachment Procedure - S. Corbella 13.00 Pausa pranzo 14.30 Il lembo a riposizionamento apicale (differenze in veterinaria) - S. Corbella, M. Radice La chirurgia estetica muco gengivale - S. Corbella 15.30 Pausa 16.00 La chirurgia ossea resettiva - S. Corbella La chirurgia ossea rigenerativa e i materiali riempitivi (differenze in veterinaria) - S. Corbella, A. De Simoi 17.30 Casi clinici a cura dei soci SIODOV 18.00 Valutazione dell’apprendimento, consegna degli attestati e chiusura dei lavori

ISCRIZIONE L’incontro è gratuito per tutti i soci SIODOV in regola con l’iscrizione 2011. NON è necessaria la preiscrizione. Presentarsi in sede congressuale per la registrazione. QUOTE DI PARTECIPAZIONE Soci SIODOV 2011: GRATUITO Soci SCIVAC: € 75,00 Non soci: € 150,00 PER INFORMAZIONI Segreteria Società Specialistiche SCIVAC Tel. 0372 403509 - Fax 0372 457091 E-mail: socspec@scivac.it

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Attualità scientifica Vet Journal

Scelta del petfood da parte dei proprietari di cani sovrappeso Più interessati agli aspetti economici che agli ingredienti, secondo uno studio

di MARIA GRAZIA MONZEGLIO a maggior dei cani domestici nei paesi sviluppati viene nutrita con alimenti commerciali. Uno studio ha valutato le preferenze dei proprietari di cani sovrappeso nell'acquistare alimenti commerciali per animali. Lo studio descrittivo osservazionale multicentrico ha incluso un gruppo di 198 proprietari di cani domestici urbani. Si conducevano interviste personali per esaminare le opinioni dei proprietari con domande che riguardavano l'importanza di alcune qualità del petfood. Mediante test-U di Mann-Whitney si effettuava un'analisi bivariata per confrontare le medie assolute tra i proprietari di

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PARAPARESI DA SPLENOSI IN UN FURETTO n furetto (Mustela putorius furo) maschio castrato di due anni veniva visitato con un'anamnesi di due giorni di paraparesi ambulatoria degli arti posteriori. All'esame clinico si palpava una massa nell'addome craniale, caudalmente allo stomaco. L'esame ematologico rivelava un'anemia normocitica normocromica e linfociti reattivi. All'esame ecografico dell'addome si identificava una massa addominale ipoecogena. Nel corso della laparotomia esplorativa si osservava e asportava una massa piramidale che ricordava un lobo di tessuto epatico steatosico associata a torsione omentale. La diagnosi istopatologica della massa asportata era di splenosi. Il dolore addominale e la paraparesi si risolvevano dopo la chirurgia, suggerendo che la paraparesi era dovuta al dolore. La splenosi, concludono gli autori, dovrebbe quindi essere inclusa nella diagnosi differenziale delle masse addominali e del dolore addominale acuto nel furetto. (M.G.M.) “Diagnosis of an Abdominal Splenosis in a Case of Ambulatory Paraparesis of the Hind Limbs in a Ferret (Mustela putorius furo)”. Jaime Martorell, Daniela Vrabelova, Leire Reberte, Antonio Ramis, Journal of Exotic Pet Medicine. Volume 20, Issue 3, Pages 227-231, July 2011

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cani sovrappeso (n° 137) e i proprietari di cani con peso corporeo normale (n = 61). Gli alimenti commerciali a basso costo e le offerte speciali erano più importanti per i proprietari di cani sovrappeso che per i proprietari di cani con peso normale. La qualità degli ingredienti e la composizione nutrizionale erano più importanti per i proprietari di cani con peso corporeo normale che per quelli dei cani sovrappeso. La più importante fonte di informazioni sulla nutrizione animale era il veterinario per entrambi i gruppi (83,6% per i proprietari di cani normali e 83,2% per i proprietari di cani sovrappeso). I proprietari dei cani sovrappeso, concludono gli autori, hanno un interesse minore verso i principi di corretta nutrizione del cane rispetto ai proprietari di cani con peso corporeo normale. “Preferences of owners of overweight dogs when buying commercial pet food” Suarez L, Peña C, Carretón E, Juste MC, Bautista-Ca-

staño I, Montoya-Alonso JA. Anim Physiol Anim Nutr (Berl). 2011 Jul 6. [Epub ahead of print]. ■

Parametri ematici della vacca in lattazione no studio ha determinato gli intervalli di confidenza dei parametri ematici utilizzati per i profili metabolici delle vacche Holstein in lattazione clinicamente normali tenendo in considerazione gli effetti del numero di parti, dello stadio di lattazione e della stagione. Si prelevavano campioni ematici da 740 vacche di 33 mandrie da latte italiane secondo un protocollo predefinito. Le mandrie venivano visitate durante l'estate e l’inverno successivo,

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effettuando in ciascuna visita prelievi da 12 vacche in lattazione (4 primipare e 8 multipare). Sei vacche venivano selezionate dal gruppo a inizio lattazione (giorni di lattazione: 1089) e le altre 6 dal gruppo in media lattazione (giorni di lattazione: 90-215). I criteri di selezione escludevano gli animali clinicamente esposti a malattie del periparto così come quelli non considerati in buone condizioni di salute. Si calcolavano i valori medi di mandria per ogni parametro ematico in accordo a tre principali fattori di classificazione: numero di parti (primipare vs. multipare), stadio di lattazione (iniziale vs. medio) e stagione produttiva (estate vs. inverno). Il numero di parti influenzava la concentrazione ematica di proteine totali, globuline, creatinina, fosfatasi alcalina, gamma glutamil transferasi, creatinina chinasi e fosforo. Gli acidi grassi non esterificati ematici, aspartato, amino transferasi, gamma glutamil transferasi, creatinin chinasi e colesterolo erano influenzati dallo stadio di lattazione. La stagione produttiva aveva un effetto significativo su proteine totali, globuline, creatinina, fosfatasi alcalina, fosforo, sodio e cloro. Questi risultati, concludono gli autori, possono essere utili per migliorare l'accuratezza dei profili biochimici nella valutazione dello stato metabolico delle vacche Holstein in lattazione. (M.G.M.) “Reference values for blood parameters in Holstein dairy cows: Effects of parity, stage of lactation, and season of production. Cozzi G, Ravarotto L, Gottardo F, Stefani AL, Contiero B, Moro L, Brscic M, Dalvit P. J Dairy ■ Sci. 2011 Aug; 94(8): 3895-901.


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Calabria Info Regioni

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Farmaco veterinario, approvato piano di ispezioni Il piano triennale prevede l’ispezione e la verifica dell’impiego del farmaco in tutte le sue fasi

a Regione Calabria ha approvato un Piano triennale di farmacosorveglianza e farmacovigilanza 2011-2013, con lo scopo di organizzare sul territorio regionale l'attività di ispezione e di verifica dell'impiego del farmaco veterinario in tutte le sue fasi dalla produzione all'utilizzo e per tutti i suoi aspetti: congruo utilizzo, prescrizione, corretta distribuzione, commercio all'ingrosso e al dettaglio. Lo scopo è quello di evitare ogni illecito e/o abuso, a tutela della salute pubblica e del benessere animale. Il piano integra il Piano Regionale Residui (PRR) e il Piano Regionale di controllo dell’Alimentazione Animale (PRAA), a loro volta derivati rispettivamente dal Piano Nazionale dei Residui (PNR) e dal Piano Nazionale di Alimentazione Animale (PNAA).

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SOGGETTI DESTINATARI DEI CONTROLLI 1. Operatori di commercio all'ingrosso, di vendita diretta e al dettaglio di farmaci veterinari: In tali sedi andranno verificate le autorizzazioni, i requisiti strutturali e tecnologici, le operazioni di transizione commerciali, le documentazioni ufficiali in entrata e in uscita (fatture e prescrizioni veterinarie), la tenuta dei registri. 2. Allevamenti di animali destinati alla produzione dì alimenti per l'Uomo: In tali sedi sarà verificata la tracciabilità dei farmaci, il rispetto dei tempi di sospensione, l'idonea tenuta dei registri, la tenuta delle scorte, l'appropriatezza dell'utilizzo dei farmaci, la modalità del loro smaltimento. 3. Impianti di cura, di custodia, di alleva-

mento di animali non destinati alla produzione di alimenti per l'uomo: In tali sedi sarà verificata la tracciabilità dei farmaci, l'idonea tenuta dei registri, la tenuta delle scorte, l'appropriatezza dell'utilizzo dei farmaci, la modalità del loro smaltimento, la separata tenuta della registrazione delle sostanze ad azione psicotropa e la loro corretta gestione e custodia. 4. Medici Veterinari zooiatri: controllo delle autorizzazione e tenuta della scorta e della corretta ricettazione. Attività: Non è prevista una preventiva categorizzazione dei rischi connessi all'impiego di farmaci veterinari. I Servizi Veterinari delle ASP della regione sono deputati all'esecuzione delle ispezioni programmate, alle campionature, alla loro rendicontazione. Le ispezioni dovranno essere eseguite senza preavviso, organizzate in maniera non discriminatoria, a rotazione e con un'attività di programmazione che garantisca la verifica del 100% della filiera nel corso di 5 anni.

FARMACOVIGILANZA L’osservatorio sulla sicurezza dei farmaci impiegati sul territorio regionale raccoglie le segnalazioni delle reazioni avverse conseguenti all’utilizzo dei medicamenti con tutte le informazioni utili possibili e le raffronta con i dati riguardanti i volumi dei consumi degli stessi. Il servizio veterinario regionale promuoverà attività informative volte a sensibilizzare i professionisti del settore affinché segnalino tutti i sospetti di reazione avversa che avranno modo di verificare durante l’esercizio della propria professione. Il Piano è pubblicato sul Bollettino Regionale della Calabria del 16 agosto 2011. ■

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Toscana Info Regioni

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La Toscana ha regolamentato i palii Le norme si applicano alle manifestazioni storiche riconosciute a Regione Toscana ha aggiornato l’elenco delle “Manifestazioni popolari a carattere storico e culturale che si svolgono sul territorio della Regione da almeno dieci anni e nelle quali è previsto l’impiego di animali. (Bollettino Ufficiale Della Regione Toscana - n. 32 del 10 agosto 2011). Una cinquantina di manifestazioni, fra cui naturalmente il Palio di Siena, al quale si sono aggiunti, il “Gran premio delle Palme” e la “Corsa cavalli” che si svolgono nel Comune di Montepulciano, e anche la “Giostra del Saracino - Medievalis” che si svolge nel Comune di Pontremoli. Si tratta dell’elenco regionale (istituito dall’art. 15, comma 1 della legge regionale 20 ottobre 2009 n. 59) che comprende di diritto le manifestazioni storiche con impiego di animali con più di dieci anni di vita. Per le manifestazioni non iscritte, la prima iscrizione va richiesta alla struttura regionale competente in materia di sanità pubblica veterinaria, che provvede all’aggiornamento dell’elenco, previo parere favorevole delle strutture regionali competenti in materia di attività culturali. Su questi presupposti, l’elenco è stato aggiornato con l’inserimento di tre nuove manifestazioni.

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AUTORIZZAZIONI Le singole edizioni sono autorizzate dal Comune dove si svolgono, previo parere favorevole dell’azienda USL, secondo i criteri e le modalità stabilite, dal Regolamento regionale in vigore dal 5 agosto 2011 (Bollettino ufficiale della Regione Toscana - n. 39 del 5 agosto 2011).

CONDIZIONI L’art. 6 (Manifestazioni storico - culturali) del nuovissimo Regolamento stabilisce che durante lo svolgimento della manifestazione iscritta nell’elenco regionale “è garantito un adeguato servizio di assistenza veterinaria di pronto intervento. Il servizio di assistenza vi-

VETERINARI A LEZIONE DI ANAGRAFE CANINA veterinari liberi professionisti espletano le procedure di anagrafe canina con un codice di riconoscimento attribuito dalla Azienda unità sanitaria locale. Il codice è assegnato previa frequenza di un corso di formazione organizzato dalla Asl, in collaborazione con l’Ordine provinciale dei medici veterinari, di durata pari ad almeno sei ore e con test finale, avente ad oggetto i contenuti della L.R. 59/2009 e del relativo Regolamento di attuazione. Il responsabile del cane provvede all’iscrizione presso l’anagrafe canina contestualmente all’identificazione elettronica del cane effettuata con microchip da un medico veterinario. I cani già identificati con microchip sono iscritti nella banca dati locale dopo la verifica della identificazione a cura del veterinario ufficiale. Le operazioni sono eseguite, in conformità alle disposizioni di cui all’allegato B, da medici veterinari del servizio sanitario regionale e da medici veterinari libero professionisti.

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gila anche sul rispetto del divieto di qualsiasi trattamento farmacologico teso ad alterare le prestazioni degli animali”. La pista in cui si svolge la manifestazione “è delimitata mediante strutture idonee a ridurre i danni per gli animali in caso di caduta, nonché a garantire l’incolumità degli spettatori”. Qualora la manifestazione preveda l’impiego di equidi, “il terreno asfaltato o cementato è ricoperto da materiale idoneo ad attutire i colpi degli zoccoli degli animali”, un accorgi-

mento che non si applica alle manifestazioni “che prevedono l’impiego di asini in gara, qualora la pista sia inferiore a 250 metri”. Infine, la Regione, per salvaguardare le tradizioni storiche e la tutela degli animali, contribuisce alla diffusione e alla adozione di misure atte a evitare o a ridurre ogni danno a persone e animali. Secondo Italian Horse Protection, l’articolo in questione “è in palese contrasto con l’ordinanza ministeriale 21 luglio 2009”, pertan-

to chiede al Ministero della Salute di “impugnare il regolamento e riaffermare il principio di riferimento della norma nazionale, secondo la quale le attività agonistiche, sportive o ludiche a cui sono sottoposti gli equidi di qualunque specie, nel rispetto del benessere e della sicurezza degli animali, vanno svolte su fondo idoneo ad attutire l’impatto degli zoccoli, dunque penetrabile, uniforme e con adeguato attrito tale da evitare scivolamenti”. ■


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Lettere al Direttore

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Alcolismo e lavori utili a qualche giorno controllo l’evoluzione della malattia al cane di un cliente cui è stata “sottratta” la patente perché risultato di un tasso alcolemico superiore ai valori di legge. Il suo racconto ne ha del persecutorio e i riferimenti ad altri casi cui attinge per i suoi racconti mi hanno fatto trasalire poiché avevo quotidianamente sottovalutato il problema. Leggo su @nmviOggi che una collega di Conegliano, la zona non tragga in inganno, è vittima dello stesso reato. Non voglio entrare nel merito delle questioni che non conosco ma, stando almeno ai racconti del mio cliente, che dice di essere stato assolutamente sobrio, così come riportato nel verbale delle forze dell’ordine, pare che per raggiungere un tasso alcolico nel sangue prossimo al linciaggio penale bastino un paio di birre e/o poco più. Per chi è poi in possesso di una patente per camion, la classica patente C (non infrequente poiché spesso ac-

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RECENSIONE

Un saggio sulla sindrome di Quirra L'inchiesta legata all’utilizzo di munizioni all’uranio impoverito all’interno del poligono militare di Quirra ha rapidamente fatto il giro del mondo. Il caso è esploso dopo la relazione dei veterinari delle Asl di Cagliari e Lanusei. Medici veterinari che hanno evidenziato come negli animali della zona si riscontrassero patologie e malformazioni che potevano essere ricondotte all’attività sul suolo del demanio militare. Decine di pagine che hanno convinto la procura di Lanusei ad aprire una delicatissima inchiesta deputata a far luce su trent’anni di omissioni e mezze verità. Le ipotesi di reato parlano chiaro: disastro ambientale, omesso controllo, omessa denuncia, uso di sistemi d’arma vietati e omicidio plurimo con dolo eventuale. Il saggio del giornalista Rai Ottavio Pirelli “Veleni in paradiso” (Castelvecchi, pagg. 126, euro 9,50) ripercorre le tappe di questa triste vicenda. L’Autore analizza nel dettaglio gli episodi che hanno portato la magistratura a puntare il dito contro un’infrastruttura che veniva considerata uno degli orgogli delle nostre Forze armate. Un’enorme discarica a cielo aperto incastonata tra dieci Comuni che vivono di allevamento ed agricoltura. Paesi dove il numero di numero di residenti affetti da forme tumorali è superiore alla media. Comunità che sono state costrette a piangere i propri pastori stroncati da linfomi e leucemie.

quisita durante il servizio di leva), dove il parametro ematico passa perentoriamente a 0,00, pare sia sufficiente mangiare un boero per essere classificato come alcolista. A questo punto mi coglie il dubbio, vista la condanna alla collega di Conegliano ad eseguire un lavoro socialmente utile, quale sostituire gratuitamente un professionista astemio o mai testato, in un canile del comprensorio, se non vale la pena rifiutare la nostra assistenza, qualora chiamati a soccorrere d’urgenza un animale al termine di un pasto. Premetto che trovo umiliante che si sviliscano prestazioni professionali (cure) a livello di strumento punitivo. Forse sarebbe il caso che i giudici potessero, con un minimo sforzo di fantasia, tener conto dello stadio postprandiale di un professionista non conosciuto dalle forze dell’ordine come dedito all’abuso dell’alcool. Una volta tanto che la schedatura, cui tutti noi siamo sottoposti, sia funzionale a dimostrare che si può essere sobri anche dopo un pasto accompagnato da un paio di bicchieri di vino e che quel valore rilevato su una strada possa quindi essere interpretato o interpretabile in sede di giudizio. L’alcolismo è una piaga sociale che non ha lasciato certamente indenne la classe veterinaria ma distinguere, viste le sanzioni, sarebbe opportuno. Il sequestro con vendita dell'auto mi pare un'operazione fuori dalla morale, conosciuta solo, fino ad ora, per i condannati per mafia. Uno che si mette alla guida con alterazioni è giusto che venga perseguito poiché in questo caso c’è la volontà di contravvenire alla legge ma chi, come un professionista, soggetto ad essere chiamato d’urgenza in qualsiasi momento della giornata, anche dopo un tradizionale pasto accompagnato da un paio di bicchieri, la vera condanna è l’astemìa. Gli è consentito bere ai pasti solo durante le ferie quindi. Rivendichiamo a questo punto la nomea di bevitori di amaro Montenegro che ci ha accompagnato per anni al bancone del bar del paese sperando che prima o poi esca il doping per la transferrina desialata. Alla collega di Conegliano vada, per quel che conta, tutta la mia solidarietà così come al collega che per due mesi non potrà contare sulle entrate provenienti dalla sua attività professionale esercitata nel canile della splendida cittadina trevigiana. Alberto Schianchi

Il coraggio di cambiare i riferisco all’editoriale apparso sul numero 28/2011 del settimanale “La professione veterinaria” e dal titolo “Laurea senza valore legale”. Senza entrare nel merito dell’articolo che meriterebbe una discussione più approfondita e senza pregiudizi, devo purtroppo constatare che il termine di paragone delle migliori Facoltà italiane sia quello delle Facoltà di Torino, Bologna e Padova, definite come esempio di Facoltà di livello europeo. Ebbene, ricordo che in Italia vi sono altre tre Facoltà che hanno lo stesso titolo delle suddette e che altre tre, a breve, si accingeranno ad ottenere l’ambito riconoscimento definitivo di qualità sancito da un Organismo di valutazione sovranazionale qual è l’EAEVE (mi domando perché questo non possa essere un motivo d'orgoglio per tutta la classe veterinaria italiana). Ritengo che una precisazione di questo tipo sia necessaria in quanto le Facoltà di Medicina Veterinaria italiane, seppure bistrattate da una legislazione che deve fare i conti con l’attuale difficile situazione economica, stanno dimostrando di essere competitive sul piano della didattica e della ricerca e che, forse, ma questo è un mio personale punto di vista, anziché cercare “inutili e deleteri scontri” tra le diverse anime della vete-

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rinaria, credo sia giunto il momento di trovare un’unità di intenti (vera e non a parole), che garantisca ai nostri giovani di raggiungere competenze in spazi professionali che purtroppo sono stati lasciati ad altri o che altri potrebbero riempire. Il coraggio di cambiare ma soprattutto la capacità di guidare i cambiamenti senza subirli, ritengo sia la sfida anche culturale per dimostrare quale sia l’insostituibile ruolo del medico veterinario nella nostra società. prof. Fulvio Marsilio Preside - Facoltà di Medicina Veterinaria Università degli Studi di Teramo Egregio Prof. Marsilio, la sua lettera, come d’accordo, è stata pubblicata anche perché ci offre l’occasione di chiarire alcune cose. Nel corsivo a cui fa riferimento venivano citate altre facoltà solo come esempio senza alcuna intenzione di trascurare gli importanti obiettivi che voi avete raggiunto a Teramo. Nessuna intenzione quindi di sminuire l’importante lavoro che avete svolto in questi ultimi anni proponendo altre esempi che solo territorialmente sono lontani da voi. Possiamo giustificare la nostra citazione solo perché, se ben ricordo, Torino, Bologna e Padova, sono state tra le prime ad avere un riconoscimento EAEVE. Per quanto inoltre propone nel suo intervento sa bene che all’unità di intenti ci crediamo o speriamo anche noi, soprattutto in un momento di crisi come quello forte ed evidente che il nostro settore sta attraversando da alcuni anni e che quindi richiede più che mai uno sforzo comune ed una forte collaborazione fra tutte le parti coinvolte. Cerchiamo quindi di vederci presto perché certamente il tempo non è dalla nostra parte. Un caro saluto. Carlo Scotti

Non serve finanziare le sterilizzazioni in Puglia eggevo su “La professione veterinaria” n. 22/2011 l’articolo riguardante il finanziamento della sterilizzazione promosso dalla Regione Puglia. Non è il primo progetto presentato in Puglia per le sterilizzazioni delle cagne padronali, ma penso che ormai questi progetti siano solo a vantaggio di pochi e non risolvono il problema randagismo. Perché se così fosse non ci sarebbe il motivo di presentarli in continuazione. Da sempre sono convinta che proporre incentivi o, addirittura fornire il servizio gratuito alla comunità, come avviene in provincia di Brindisi, non risolve assolutamente il problema randagismo. Fornire un servizio a un’utenza che non ha capito la responsabilità che assume prendendo un cane nel suo nucleo familiare, non ha alcuna validità, anzi non fa altro che alimentare l’idea che il veterinario lavora per passione (gratis!). Nella provincia di Brindisi, il dirigente area A, ha avuto la brillante idea di presentare un “Progetto obiettivo” vedi delibera n. 1285/2010 in allegato, che ha solo, a parer mio, agevolato i dipendenti ASL. Laddove un dirigente veterinario con reddito annuo di circa sessantamila euro ne percepisce in più quasi altri diecimila per aver sterilizzato cagne di proprietà in sei mesi, mi sembra un affronto alquanto disdicevole. Vedi delibera n. 568 e 837/2011 e delibera 1326/2011, dove sono riportati i compensi ricevuti sia dai dipendenti Asl sia dai liberi professionisti. Il progetto obiettivo su menzionato ha validità di tre anni, dal 2010 al 2012, ma ancor prima,

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“Un gatto in ospedale non porta più batteri di un mazzo di fiori” Mauro Moroni, infettivologo

sempre il brillante dirigente area A aveva già presentato un altro progetto, per i soli dipendenti, per sterilizzare sempre le cagne di proprietà con gravidanza indesiderata. A nulla è valsa l’opposizione dell’Ordine di Brindisi che ha denunciato la situazione alla legislatura e alla FNOVI, rilevando la mancanza di etica, di scienza e coscienza dell’operatore, nel sterilizzare una cagna gravida. Laddove non si esegue un profilo pre-operatorio e indagini previste prima di un intervento chirurgico. Inoltre, la denuncia che non è compito dell’Asl occuparsi delle cagne padronali, e la scorrettezza deontologica nei confronti dei colleghi liberi professionisti perché è stato imposto loro un prezzo definito senza poter chiedere alcuna integrazione, perché, importante per il successo del progetto è che il proprietario non paghi alcun soldo. I progetti funzionano in modo mediocre, perché sono pochi i proprietari che hanno coscienza, purtroppo, di essere responsabili dei propri animali, infatti, molti hanno rinunciato per non identificare i loro animali con il microchip. Ora non farebbero più bella figura quei progetti che educano la comunità ad assumersi responsabilità, a far capire loro che il cane ci può accompagnare per quindici anni in media, della nostra vita, nel bene e nel male, e che comunque è sempre una nostra scelta prendere un cucciolo, non sono loro che ci cercano. Responsabilizzare il proprietario e insegnarli come educare un cucciolo, risolverebbe il problema randagismo, farebbe apprezzare la figura del veterinario che, anche se lavora per passione, come tutti, ha anche una dignità professionale che va ricompensata economicamente. Risolverebbe l’abbandono dei cani durante il periodo estivo, e insegnerebbe se e quale razza di cane si avvicina di più alle nostre esigenze di vita senza ritrovarsi con un compagno a quattro zampe con cui non c’è feeling. Sono forse concetti utopistici, ma sono a lungo termine e sono quelli che ci farebbero classificare come una società all’avanguardia in Europa, e non i soliti tira a campà, con le iniziative dei soliti colleghi mediocri. Rosanna Panebianco L’intervento della Collega è corredato da una puntuale documentazione sul pagamento delle competenze spettanti ai Veterinari Liberi Professionisti e gruppo di lavoro impegnati per il programma “Potenziamento della prevenzione nel campo del randagismo” nel periodo ottobre-dicembre 2010. Comprendo e condivido. Posso solo ricordare che lo sforzo che i nostri Colleghi pugliesi stanno portando avanti nella Commissione regionale per il randagismo ci fa ben sperare. Non hanno un compito facile, ma questa volta non potremo dire di non aver fatto al massimo la nostra parte. Carlo Scotti


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Dalle Aziende

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Imprese e servizi: Milano capitale degli animali Elaborazione nazionale della Camera di commercio di Milano presa su sei in Italia) mentre è lombarda un'attività su sette nel settore dei servizi di cura, dalla tosatura alla toelettatura, alle pensioni, ai servizi di addestramento (14,7% del totale italiano). Tra le province, nelle prime posizioni per numero di imprese Roma (762 attività, più di un'impresa italiana su 10), Na-

taliani sempre attenti alle esigenze dei propri animali domestici: anche d'estate tra pensioni, alberghi e servizi per animali sono 7.251 le imprese attive in Italia nei settori legati agli animali da compagnia, in crescita del 5,1% rispetto al 2010. In testa per numero di attività la Lombardia con 958 imprese (13,2% del totale italiano), seguita da Lazio (937 attività, 12,9%) e Campania (707, 9,8%). La classifica della crescita del settore invece vede sul podio la Basilicata (+22,2%) davanti a Friuli-Venezia Giulia (10,3%) e Abruzzo (+9,8%). Emerge da un'elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro delle imprese al primo trimestre 2010 e 2011 relativi alle sedi di impresa. La Campania poi è leader nazionale per quanto concerne i servizi veterinari (17,6%, circa un'im-

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poli (415 imprese), Torino (356) e Milano (296). Matera (+50%), Rieti (+44,4%), Belluno e Isernia (entrambe +33,3%) sono invece le province che percentualmente sono cresciute di più. Per quanto riguarda nello specifico Milano e i milanesi, sono 296 le imprese attive in pro-

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vincia nei settori legati agli animali da compagnia, con un peso del 30,9% sul totale lombardo e del 4,1% su quello italiano. Un comparto che a Milano cresce in un anno del 6,1%, un punto percentuale in più della media italiana. In particolare, sono 205 le imprese milanesi, oltre una su 3 in Lombardia, che si occupano di commercio al dettaglio di animali domestici, compresi articoli e alimenti, mentre sono concentrate a Milano (73 su 333) oltre un quinto delle imprese che forniscono i servizi di cura degli animali da compagnia, dalla tosatura e toelettatura alle pensioni e servizi di addestramento, dai wash dog self-service e automatici ai distributori automatici di articoli per la pulizia e altro. (fonte affaritaliani.it) ■


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22 Calendario attività Dal 24 settembre al 16 ottobre Per visualizzare i programmi degli eventi di tutte le società clicca su www.evsrl.it/eventi

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INCONTRO SCVI

LE GHIANDOLE DELL’APPARATO GASTRO-ENTERICO A VOLTE DIMENTICATE. LA PANCREATITE: MEDICINA E CHIRURGIA A CONFRONTO E LE PATOLOGIE DELLE GHIANDOLE SALIVARI - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: No ECM - Per info: Erika Taravella - Segreteria Soc. Spec. SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it

SEMINARIO NAZIONALE SIVE

OFTALMOLOGIA NEL CAVALLO - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it

SEMINARIO ANMVI

LA GESTIONE DEGLI AVVELENAMENTI - Montesilvano (PE) - Viale Carlo Maresca 12 - ECM: Accreditamento ECM non previsto - Per informazioni: Sabina Pizzamiglio - Segreteria ANMVI - Tel. +39 0372 403537 - E-mail: info@anmvi.it

INCONTRO SICARV INCONTRO REGIONALE SIVAE / SCIVAC SARDEGNA

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INCONTRO REGIONALE SCIVAC PIEMONTE IN COLLABORAZIONE CON SOVEP

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CORSO SCIVAC Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti.

1 - 2 OTT 1 - 2 OTT

CORSO SCIVAC

CORSO SIVE INCONTRO REGIONALE SIVAE / SCIVAC CALABRIA IN COLLABORAZIONE CON LA FACOLTÀ DI MEDICINA VETERINARIA DI MESSINA INCONTRO REGIONALE SCIVAC MARCHE

2 OTT 2 OTT

INCONTRO REGIONALE SCIVAC CAMPANIA

2 OTT

INCONTRO REGIONALE SCIVAC FRIULI VEN.GIULIA

2 OTT 5 - 7 OTT

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC Ultimi posti disponibili

6 - 8 OTT

CORSO SCIVAC Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti.

7 - 8 OTT 7 - 9 OTT 8 - 9 OTT

CORSO SIVE CORSO SCIVAC

SEMINARIO SCIVAC / SIOVET INCONTRO SIODOV

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INCONTRO SISCA

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INCONTRO REGIONALE SCIVAC LOMBARDIA

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INCONTRO REGIONALE SCIVAC SARDEGNA IN COLLABORAZIONE CON ASVAC

9 OTT 12 - 13 OTT 13 - 15 OTT 15 - 16 OTT 15 - 16 OTT 15 OTT 16 OTT

CORSO AIVEMP CORSO SCIVAC Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti. INCONTRO SIVAE INCONTRO SIONCOV

SEMINARIO NAZIONALE SIVE

INCONTRO SIFIRVET / SINVET

METODICHE ECOCARDIOGRAFICHE DI DIAGNOSI, STADIAZIONE DELLA MALATTIA VALVOLARE MITRALICA E TERAPIA: ESPERIENZE IN MEDICINA UMANA E MEDICINA VETERINARIA - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: No ECM - Per info: Erika Taravella - Segr. Soc. Spec. SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it UNA GIORNATA NELL’AMBULATORIO DI UN VETERINARIO AVIARE - Ordine dei Medici Veterinari di Cagliari Via Carroz,14 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it CHIRURGIA DEL DIGERENTE - Hotel Campanile - Rivoli (TO) - C.so Allamano 153 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CORSO REGIONALE DI CITOLOGIA SICILIA - Ragusa - Villa di Pasquale - Viale delle Americhe - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CORSO INTRODUTTIVO ALL’OFTALMOLOGIA - Atahotel Expo Fiera, Pero (MI) - Via Keplero 12 - ECM: Richiesto accreditamento per 12 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO TEORICO-PRATICO 3° INCONTRO - LA TERPIA DEL DOLORE NEL CAVALLO - Facoltà di Medicina Veterinaria di Perugia - Via San Costanzo 4 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it PRIMO APPROCCIO ALLA MEDICINA E CHIRURGIA DEI RETTILI - Aula Magna Università Di Messina - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it MYTHS AND MISCONCEPTIONS: OVVERO LEGGENDE E FALSE CONVINZIONI IN ODONTOSTOMATOLOGIA E CHIRURGIA ORALE VETERINARIA - Ancona - Hotel Sporting - Via Flaminia 220 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Monica Borghisani - Segr. Del. Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it IL PANCREAS ENDOCRINO - Pozzuoli (NA) - Complesso Turistico Averno - Via Monte Nuovo Licola Patria, 85 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it APPROCCIO AL PAZIENTE CARDIOPATICO - Hotel Franz - Gradisca d’Isonzo (GO) - Viale Trieste 45 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it 1° IT. GASTROENTEROLOGIA: III PARTE - GASTROENTEROLOGIA 3 - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto accreditamento per 41 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it RIPRODUZIONE E INSEMINAZIONE ARTIFICIALE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto accreditamento per 26 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO PRATICO DI ORTOPEDIA EQUINA: ADVANCED ULTRASONOGRAPHY COURSE - Clinica Equine Practice, Campagnano di Roma (RM) - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it CORSO REGIONALE DI ONCOLOGIA PUGLIA - Lecce - Grand Hotel Tiziano - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it FRATTURE SEMPLICI E FRATTURE COMPLESSE: SOLUZIONI CHIRURGICHE E NON - Padova - Via Po 197 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it LA MALATTIA PARODONTALE: PIANIFICAZIONE DEL TRATTAMENTO, TRATTAMENTO CHIRURGICO E TECNICHE RIGENERATIVE - ECM: No ECM - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it L’APPROCCIO COGNITIVO NELLA TERAPIA RIABILITATIVA DEL CANE: ESPERIENZE PRATICHE - Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: No ECM - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it CHIRURGIA DEL RENE E URETERE SFIDA POSSIBILE? - Milano- AtaHotel -Rho - Via Keplero 12 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CHIRURGIA DEL DIGERENTE - Sassari - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it DINAMICHE EMERGENTI. I SERVIZI VETERINARI DI FRONTE ALLE EMERGENZE NON-EPIDEMICHE. - Centro Studi E.V. - Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria ANMVI International - Tel. 0372/403509 - E-mail: erika.taravella@evsrl.it FISIOTERAPIA AVANZATO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto accreditamento per 26 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it AGGIORNAMENTO IN MEDICINA E CHIRURGIA DEGLI ANIMALI ESOTICI - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it TERAPIE ALTERNATIVE IN ONCOLOGIA - Cremona Palazzo Cittanova - Corso Garibaldi 120 - ECM: No ECM Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it AGGIORNAMENTI NELL’ADDOME ACUTO NEL CAVALLO: INCONTRO CON LOUISE SOUTHWOOD - Milano Fiera di Milano - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it LE ERNIE DISCALI E LA FISIOTERAPIA - Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: No ECM - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it

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VETERINARIA 30 | 2011

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La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV Soc. Cons. a r.l., Cremona marketing@evsrl.it Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

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Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27-02-2004 N. 46) art. 1, comma 1 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl - Cusago (MI) Professione Veterinaria pubblica notizie d'attualità e di rassegna i cui contenuti non rispecchiano necessariamente il pensiero della Testata. Interventi e opinioni attribuibili a Professione Veterinaria e/o all'ANMVI vengono esplicitamente indicati come tali. Cambio di indirizzo: Le modifiche per il recapito postale vanno indirizzate a: info@evsrl.it Chiuso in stampa il 5 settembre 2011

SOLUZIONI

simpaticomimetiche

c d

Nervo vago Nervo facciale

c d e

pasto opaco con mdc baritato esame contrastrografico con mdc iodato endoscopia ecografia addominale CT

QUIZ 1

Fibre delta, fibre C, terminazioni

a b

Risposta corretta: a) Incontro della soc. spec. SIMEF: “Analgesia nel gatto” Cremona, novembre 2006.

b

I recettori del dolore sono tutte le terminazioni libere delle fibre nervose afferenti a i tessuti dentali

QUIZ 2

a

2) Dopo aver eseguito uno studio radiografico diretto, come proseguiresti per confermare un sospetto di ostruzione intestinale?

Risposta corretta: d) Incontro della soc. spec. SCVI: “La patologia intestinale: implicazioni chirurgiche” Cremona, Gennaio 2008

1) In caso di malattie dentali quali sono i recettori del dolore?


Professione Veterinaria 30-2011:ok

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Professione Veterinaria, Anno 2011, Nr 30